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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


GIURAMENTO d'IPPOCRATE 

La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
 dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
 i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
 

IPPOCRATE
vedi: Testo "classico" del Giuramento Ippocratico + Codice Deontologico
  + Ordine dei Medici + Consenso informato

Ippocrate era nato a Kos nel 460 a.C. e già suo padre, che si vantava di discendere direttamente da Asclepio (il dio della medicina), era medico prima di lui. Ippocrate aprì una vera e propria scuola medica che rimase a modello per le successive università di medicina.
Egli
affrancò la medicina dalla speculazione religiosa e dalla superstizione, basando la pratica medica sullo studio del corpo umano.
Ritenendo che ogni malattia avesse una spiegazione razionale, riconobbe l'importanza dell'ambiente sulla comparsa e sull'evoluzione delle malattie. Per primo descrisse con precisione i sintomi di alcune affezioni (es. la polmonite e l'epilessia nei bambini) e fu sostenitore di rimedi semplici, quali il sonno, il riposo ed una buona alimentazione.
Egli dimostrò che i pensieri ed i sentimenti avevano origine dal cervello e non dal cuore, come allora si credeva. Ippocrate fu anche brillante studioso di matematica e geometria.
Il famoso medico greco, viene a giusta ragione considerato il padre della medicina. Ancora oggi il suo giuramento ad agire per il bene del paziente, nel pieno rispetto della persona e nel segreto professionale, viene utilizzato dai giovani laureandi in medicina.
. Fu il primo a regolamentare la professione medica con delle norme ben precise dettate nel suo famoso Giuramento.
La sua fama era risaputa in tutta Europa già ai suoi tempi ed i suoi colleghi già da allora impararono, sul suo insegnamento, ad osservare più razionalmente i propri pazienti, prendendone in considerazione l'aspetto ed i sintomi, ponendo diagnosi e prescrivendo quindi rimedi più appropriati.
La cartella clinica fu inventata da Ippocrate, così come è ancora oggi in uso ed anche i concetti di "diagnosi" e "prognosi"furono adottati da lui per la prima volta per indicare la scoperta e il presunto andamento della malattia. Aveva la stima dei potenti e dei grandi intellettuali dell'epoca: Aristotele, Platone, Democrito lo consideravano un genio ed un medico scrupoloso.

Ippocrate scrisse anche molti libri; in questi testi egli discuteva di anatomia, dieta, ostetricia, perfino di climatologia. Quello che resta fondamentale nell'insegnamento che è giunto fino a noi attraverso i millenni è, accanto alle nozioni pratiche, l'importanza del rapporto tra medico e paziente: per lui il dialogo tra questi due "attori" era essenziale per porre una giusta diagnosi ed assicurare il benessere del paziente.
Tratto in parte da: benessere.paginemediche.it

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Le Radici della medicina naturale od olistica = Ippocrate
La Medicina Naturale od Olistica affonda le sue radici nell'esperienza di "Ippocrate", il padre della medicina.
Ippocrate, nato il 460 a C. a Coo in Grecia, è considerato il padre della MEDICINA, tanto che il cosiddetto "Giuramento di Ippocrate" (primo testo deontologico della storia della medicina), è l'elenco dei doveri che un medico deve rispettare, tra cui compaiono il rispetto e la dignità per la vita e la dignità del malato.
Ippocrate lasciò una voluminosa serie di scritti nota con il nome di " Corpus ippocratico" dal quale si traggono i presupposti della sua medicina,e sono:
1 - Salute come stato di equilibrio
2 - importanza delle influenze ambientali
3 - Interdipendenza di anima e corpo
4 - potere guaritore della natura

Tanti sono i medici della medicina ufficiale o "allopatica" che hanno completamente dimenticato il giuramento di Ippocrate".

In uno dei libri più importanti di Ippocrate "Corpus"(Le arie, le acque, i luoghi) viene sottolineata la stretta correlazione tra qualità dell'aria, dell'acqua e del cibo, abitudini di vita e l'insorgere della malattia.
La profonda conoscenza di questi effetti ambientali, secondo Ippocrate e secondo l'olismo, è la base fondamentale dell'arte medica.
In secondo luogo, dopo i fattori ambientali, agiscono sull'individuo le varie componenti della natura umana, che Ippocrate chiamava "umori e passioni". Lo squilibrio tra questi due aspetti porta all'insorgere della malattia.
Per quando riguarda il processo di guarigione gli scritti di Ippocrate riconoscono l'esistenza nel nostro organismo di forze risanatrici, intrinseche.
By Filomena Pavese

Commento NdR: quindi il compito di quel tipo di Medici era quello di creare, con alimentazione adatta e tecniche naturali, le condizioni favorevoli perchè queste forze potessero agire, quindi possiamo dedurre che la medicina Olistica è quella che rispetta i principi del grande "Ippocrate" e e' certo quella della medicina meccanicistica o "allopatica", utilizzata da quella imperante ufficiale, serva di Big Pharma +
Conflitto di Interesse

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GIURAMENTO di IPPOCRATE:
Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto.
Terrò chi mi ha insegnato quest' arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considerò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest'arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti.
Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro.
Scegliero' il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un' iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l'aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte.
Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica.
In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi ad ogni offesa e da ogni danno volontario, e soprattutto da atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia liberi che schiavi.
Tutto ciò ch'io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non deve essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta.
Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.

GIURAMENTO - Testo "moderno".....
Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione.
Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico.

Commento NdR: come potete osservare sono state apportate delle modifiche anche sostanziali, pur di mantenere la categoria al riparo e dentro schemi ben prestabiliti...al servizio dell'ideologia del potere farmaceutico/sanitario in carica nel mondo intero.... dettato dalle case farmaceutiche

Come ha scritto e ci ricorda il filosofo Umberto Galimberti, prima di Ippocrate chi erano i medici se non i sacerdoti ?
Ma se è vero che la scienza poi si e’ distaccata dalla religione, non e’ detto che questo avvenga nella mente dei pazienti.
Il malato investe il terapeuta ed il medico di una dimensione sacrale. Quando è sul letto soffrente o morente gli chiede ancora di salvarlo. Eppure è indispensabile un cambiamento nella cultura dei medici e della sanita’ mondiale, per recuperare paradossalmente, il suo spirito originario. Duemila anni fa il medico si occupava dell´insieme della persona.
Oggi, e negli anni a venire, non potrà che ritornare ad essere così. - vedi Fondamenti della Medicina Naturale

Una considerazione sulla alimentazione ed idratazione assitita:

L’art. 53 del Codice di deontologia medica, a proposito del rifiuto di nutrirsi, stabilisce che “se la persona è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla”.
Il rispetto di una tale volontà non ha nulla a che vedere con l’eutanasia, che è, invece, una pratica direttamente intesa a procurare la morte.
vedi: Eutanasia

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Bye bye Ippocrate
Alcuni papiri del 1500 a.C. mostrano che le radici della moderna farmacologia non vanno cercate nell’antica Grecia, bensì in Egitto:

Certamente Ippocrate se ne avrà a male. Ma i ricercatori del Centro Knh di egittologia biomedica dell’Università inglese di Manchester non hanno dubbi: le radici della medicina moderna vanno cercate sulle sponde del Nilo, e non nell’antica Grecia.
Lo dimostrerebbero alcuni papiri risalenti al 1500 avanti Cristo, precedenti dunque di un migliaio di anni alla nascita del padre della medicina occidentale. “La nostra scoperta mostra che gli antichi egizi praticavano una forma del tutto ragionevole di farmacologia assai prima dei Greci”, sostiene il coordinatore della ricerca Jackie Campbell. “Quando abbiamo decifrato i documenti – scoperti vero la metà dell’Ottocento - abbiamo visto che non solo quegli antichi rimedi avevano un certo merito terapeutico, ma che spesso erano perfettamente paragonabili alle terapie attuali”, continua il ricercatore.

Le ferite, per esempio, venivano trattate con miele, resina e metalli dalle proprietà antibatteriche.  Un diffuso rimedio contro la stitichezza era invece rappresentato dall’olio di ricino e colloquintide, ma anche da estratti di fico e dall’immancabile crusca.
Le coliche erano invece curate con iosciamina (un alcaloide della belladonna), usata ancora oggi per l’ulcera e gli spasmi viscerali, mentre cumino e coriandolo servivano per ridurre la produzione di gas intestinali. I problemi muscoloscheletrici venivano trattati con vasodilatatori per migliorare l’afflusso di sangue alla parte dolente, e con impiastri di vario tipo per portarvi calore.
Per i reumatismi erano disponibili sedano e zafferano – sostanze cui la ricerca farmaceutica sta dedicando una certa attenzione – mentre la melagrana era usata per combattere il verme solitario (un rimedio, questo, in auge fino a cinquant’anni fa).
Infine, acacia contro la tosse e aloe per dermatiti di varia natura.

Il lavoro di ricerca – dicono gli studiosi inglesi – proseguirà ora con il confronto genetico e chimico tra le piante tipiche dell’antico Egitto e le specie moderne. Prossima tappa: trovare le somiglianze e le differenze tra la medicina tradizionale delle popolazioni nordafricane e i rimedi usati dai loro progenitori 3500 anni fa. (e.m.)
Tratto da: http://www.galileonet.it/news/8417/bye-bye-ippocrate


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'Il Tradimento di Ippocrate. La medicina degli affari', intervista all'autore Domenico Mastrangelo - 07/02/2011
 “Il Tradimento di Ippocrate. La medicina degli affari” di Domenico Mastrangelo ha come scopo principale quello di informare la gente, aspetto che è sempre stato un dovere professionale di ogni medico che si rispetti ora diventa un dovere morale, soprattutto quando si tratta di relazionarsi con il paziente che attende un “responso” e si affida pienamente al medico.
Si evidenzia e si analizza con fare lucido e ficcante come spesso la medicina sia soppiantata dalle ferree regole, talvolta aberranti, delle case farmaceutiche che speculano sulle precarie condizione della gente e fa dei suoi primari interessi un business a cui tutto piega. Non si tratta di un atto d’accusa bensì di un atto d’amore nei confronti del paziente, da parte di chi si siede con lui e gli tende la mano per poterlo aiutare a comprendere le dinamiche di un fenomeno nebuloso.
E subentrano “gli eroi dimenticati della medicine”, così definiti dallo stesso Mastrangelo, si tratta dei grandi geni della medicina da Benveniste a Bates, da Bechamp a Duesberg. che hanno fatto della medicina il proprio baluardo, seppur pagandone di persona in nome del loro amore per la verità e la giustizia.

Chi ha tradito Ippocrate ? E soprattutto perché

Alla luce dei più recenti fatti di cronaca è evidente che il giuramento che ogni medico sottoscrive quando si laurea, cosiddetto “di Ippocrate”, è stato tradito. Da qui il titolo del mio libro. Sul perché non venga rispettato se ne potrebbe scrivere una serie.
Il mancato rispetto è senz’altro legato alle ingerenze dell’industria farmaceutica nella professione medica. Ingerenze di tutti i tipi e a tutti i livelli, rese possibili dalla smisurata potenza economica che l’industria dei farmaci e dei diagnostici ha acquisito e continua ad acquisire con la vendita dei suoi prodotti, che ha un “senso” solo ed esclusivamente se c’è gente malata che ne ha bisogno. Di conseguenza il business del farmaco può essere sostenuto solo ed esclusivamente da un’umanità malata.
E’ per questo che il mercato della salute è saldamente nelle mani delle multinazionali del farmaco, e tutto “funziona” per loro e tramite loro. Ricerca inclusa, dal momento che non esiste una, al giorno d’oggi, che non sia finanziata da qualche “colosso” farmaceutico.



- Come possiamo liberarci dalla lobby del farmaco ?Parliamo di una potenza economica e industriale.
Come ho scritto nell’ultimo capitolo, si tratta di una risorsa di inestimabile valore per le economie dei paesi industrializzati, perciò “disfarsene” non è certo impresa semplice.
Possibili soluzioni ? Intanto è assolutamente necessario che la gente prenda coscienza del fatto che quanto di peggio accade in medicina, dal punto di vista morale, etico, civile, sociale e culturale, è legato all’affarismo dilagante promosso, sostenuto e incentivato dall’industria dei farmaci.
E che è fondamentale limitare l’abuso dei farmaci. Questo può senz’altro rappresentare un primo importantissimo passo avanti. Poi bisognerebbe agire sulla formazione medica, recuperando i valori fondativi della professione e sensibilizzando i governi alla necessità di finanziare la ricerca medica indipendente, così da promuovere la diffusione e lo studio di medicine diverse da quelle dei farmaci e da incentivarne.



- I giornali raccontano di casi incredibili di malasanità, in cui neonati diventano disabili per colpa di errori medici e di contese tra camici bianchi che litigano nei momenti più critici. Fino a provocare danni irreparabili.
Siamo davvero nell’epoca dei personalismi?Vorrei dirlo in maniera chiara ed inequivocabile: i medici sono partecipi ma anche “vittime” del sistema affaristico di sfruttamento delle malattie voluto, creato e sostenuto dall’industria dei farmaci e dei diagnostici, basato solo sugli affari e sul malaffare che ne consegue. Non si può e non si deve speculare sulla salute della gente. Da questo punto di vista direi che siamo nel medioevo della medicina.
La salute è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, ed è assurdo che su chi sta male gravi, oltre alla malattia, anche l’onere di pagare farmaci e prestazioni sanitarie. Questo non scagiona chi commette errori, ma è chiaro che un sistema libero dal peso degli affari e da tutte le degenerazioni che ne derivano consentirebbe ai medici di lavorare secondo i canoni dell’etica e della buona pratica professionale.
Oggi non c’è serenità nell’esercizio di questa professione, sotto le continue pressioni e i condizionamenti del potere economico di “Big Pharma”. Una sorta di “grande fratello” che detta ormai tutte le regole del gioco e ne esige il rispetto. E tutti, medici inclusi, sembrano disposti ad accettarle supinamente.



- Dov’è finita l’umiltà ?Il recupero dell’umiltà, nell’esercizio della professione, deriva anche dal Socratico “sapere di non sapere” ed essere pertanto aperti e sensibili a tutto ciò che può essere utile per i nostri pazienti.
Purtroppo, in questa epoca assistiamo alle lotte intestine tra medicina “convenzionale” e medicine “non convenzionali”, come se l’una fosse superiore alle altre e invece così non è. In realtà è la medicina dei farmaci che detiene il potere e vuole mantenerlo screditando tutto ciò che non è farmaco e assumendo un primato che non le compete: quello della scientificità.
Da questo punto di vista, “umiltà” è anche o forse soprattutto, la capacità e il coraggio, da parte dei medici e della medicina, di ammettere la propria ignoranza e far cadere i pregiudizi verso le medicine non convenzionali; pregiudizi che in realtà servono soltanto a proteggere gli interessi delle industrie farmaceutiche e non certo a tutelare la salute della gente.



- Quali e quante colpe hanno i media in tutto questo ?
I media ci informano quasi regolarmente sui casi di “malasanità”, ma nessuno fa approfondimenti sulle cause. Nel mio libro faccio diversi tentativi di analisi di questo ed altri malcostumi della sanità nazionale, che derivano non da mie opinioni personali, ma dalla raccolta di dati che sono pubblicati ed accessibili a tutti. Per pubblicare il mio libro ho dovuto, però, rivolgermi ad un editore specializzato perché altri editori avevano provato a liquidare la mia opera come “troppo scolastica”…allora bisogna decidersi: se si banalizza troppo e si resta sul generico si viene “fatti fuori” dai difensori “d’ufficio” della medicina dei farmaci (e dell’industria che li produce); se si entra nello specifico, anche spiegando con dovizia di particolari, si viene definiti eccessivamente “scolastici”…allora la domanda è. Come si fa ad informare correttamente la gente? I media, secondo me, dovrebbero avere più coraggio…ma ho il dubbio, che credo sufficientemente fondato, che anche i media (almeno alcuni) non siano completamente estranei al giro d’affari creato da “Big Pharma”…da sempre “la pubblicità è l’anima del commercio”!...dovremmo solo ricordarci più spesso che qui non stiamo parlando di automobili o elettrodomestici, ma di esseri umani e della tutela della loro salute !


- Lei sogna la nascita di una nuova medicina. Ogni nuova “casa” parte da un primo mattone: provi a metterlo lei. Da dove dovremmo cominciare ?Dalla formazione medica, per esempio.
Torniamo a fare la diagnosi affidandoci alla tecnologia solo in casi estremi e irrisolvibili. La semeiotica è un’arte, l’arte della diagnosi a partire da segni e sintomi; bisogna recuperare questo prezioso strumento professionale; ma dobbiamo anche studiare tutte le medicine che possono portare vantaggi ai pazienti…se un paziente può essere curato solo con un placebo, dobbiamo curarlo con il placebo e cercare di comprendere meglio i meccanismi che sono alla base di questo effetto, per sfruttarlo e ridurre così i rischi collegati all’uso e all’abuso di farmaci….se ci sono pazienti che possono essere curati con l’omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura, l’omotossicologia, la medicina Ayurvedica, ecc., abbiamo il dovere di apprendere queste “medicine” ed impiegarle per offrire al nostro paziente sempre il meglio.
Dunque, cambiare la formazione medica è uno degli obiettivi principali; ma ci sono anche altre strade, non meno importanti, da percorrere, come, ad esempio, bandire burocrazia e politica dagli ospedali.
Oggi gli ospedali sono diventati delle “aziende” e questo è un totale non senso. Su cosa si basa il fatturato di queste aziende ? Sullo sfruttamento delle malattie ?
E allora qual è la differenza tra l’”azienda” ospedaliera e l’”azienda” farmaceutica ? Nessuna, proprio nessuna !
Politica e burocrazia devono cedere il passo. Gli ospedali sono “roba” per medici e pazienti, non per chi ha necessità di denaro, voti e potere. Poi, sarà anche indispensabile investire in prevenzione. I politici e i burocrati delle amministrazioni ospedaliere si riempiono la bocca di una parola (“prevenzione”, appunto) della quale non solo non conoscono il significato, ma che non mettono in atto in alcun modo…per il semplice fatto che un’umanità sana e senza malattie non giova né ai loro affari ne a quelli delle industrie farmaceutiche. Infine è assolutamente fondamentale allontanare l’industria dei farmaci dalla ricerca, potenziando le risorse che i governi mettono a disposizione della ricerca stessa.
Dedicare parte delle entrate derivate dalla tassazione al finanziamento di ricerca INDIPENDENTE è un altro dei passi fondamentali verso la costruzione della Nuova Medicina di cui TUTTI abbiamo bisogno.
Tratto da: informasalus.it

vedi: Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Sindacato Rockefeller = Dittatura sanitaria

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.


Commento NdR: visto che il medico fatto il "giuramento" diviene di fatto un esecutore di protocolli prestabiliti...da chi ?? ...dai "baroni" della medicina ufficiale al servizio delle multinazionali dei farmaci....ed il medico NON e' piu' libero di applicare secondo "Scienza (tutta la scienza non solo quella della medicina allopatica)  e Coscienza (per cui il medico DEVE saper dare anche consigli e terapie in contrasto con i protocolli ufficiali...ma se lo fa, viene condannato e radiato dagli ordini dei medici...., questo "giuramento" diviene invece che d'Ippocrate...il Giuramento d'Ipocrisia... di una casta prepotente e per ora predominate.

Costituzione Italiana: Art. 28
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Commento
NdR: questo articolo come altri della Costituzione Italiana sono da sempre trasgrediti e disattesi proprio da coloro che lo rappresentano, specie nella Sanita', Finanza, tutela, commercio, agricoltura, ecc.
Per cui invitiamo i cittadini di questi stati trasgressori, compresi i loro rappresentanti e dirigenti, a DENUNCIARE all'autorita' giudiziaria tutti questi farabutti che trasgrediscono la Costituzione; verra' il momento, il tempo comunque nel quale il Popolo Sovrano, si sollevera' ed arrestera' tutti questi "soggetti" che compiono questi misfatti, sulla pelle del Popolo reso suddito... !

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GIURAMENTO di IPPOCRATE - CON il  NUOVO CODICE SCOMPARE – 03 Gen. 2014
Il NUOVO CODICE DEONTOLOGICO dei MEDICI SUBISCE delle MODIFICHE riguardanti alcuni elementi importanti della professione. Al momento si tratta di una bozza, ma nel testo messo a punto dal Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), e all'attenzione delle varie federazioni locali, vi sono molte novità. In alcuni casi si tratta di sfumature semantiche che stanno però sollevando la protesta dei camici bianchi. Il testo contiene aperture sulla fecondazione assistita, una stretta sulle terapie alternative, la scomparsa di alcune parole chiave come libertà, indipendenza e dignità.
Scompare anche il termine 'paziente' che sarà sostituito da 'persona assistita'.Il primo cambiamento riguarda uno dei simboli della professione: il giuramento d'Ippocrate. Mentre nel vecchio codice (2006) ancora in vigore si dice in modo chiaro che "il medico deve prestare giuramento professionale", il nuovo testo recita: "L'iscrizione all'Albo vincola il medico ai principi del giuramento professionale e al rispetto delle norme del presente codice di deontologia medica".
Rimane pertanto solo il riferimento ai principi, ma non viene meno l'obbligo di formale giuramento.
Tra le modifiche più discusse e delicate vi sono quelle riguardanti i doveri del medico in materia di fecondazione assistita. Scompaiono infatti dalla nuova bozza quei paletti fissati nel codice del 2006. Viene meno infatti la parte che recita: "E' fatto divieto al medico, anche nell'interesse del bene del nascituro, di attuare: forme di maternità surrogata; forme di fecondazione assistita al di fuori di coppie eterosessuali stabili; pratiche di fecondazione assistita in donne in menopausa non precoce; forme di fecondazione assistita dopo la morte del partner".
Secondo il nuovo testo "i trattamenti di procreazione medicalmente assistita, quali atti esclusivamente medici, sono effettuati nelle condizioni e secondo le modalità previste dall'ordinamento vigente".

L'ARTICOLO del NUOVO CODICE che sta FACENDO piu'' DISCUTERE i MEDICI E' il 22, che parla dell'obiezione di coscienza.
Se oggi "il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, può rifiutare la propria opera, a meno che questo comportamento non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona assistita e deve fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento", in base al nuovo testo "il rifiuto di prestazione professionale anche al di fuori dei casi previsti dalle leggi vigenti è consentito al medico quando vengano richiesti interventi che contrastino con i suoi convincimenti etici e tecnico-scientifici".
Sparisce pertanto il contrasto con la propria coscienza. Così come scompare pure la formula "grave e immediato" legata al nocumento per la salute della persona assistita.

CONTESTATO anche l'ARTICOLO 13, che stabilisce i doveri del medico nel campo delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche.
La nuova formulazione prevede che il camice bianco è tenuto a seguire "le linee guida diagnostico-terapeutiche prodotte e accreditate da fonti autorevoli e indipendenti (NdR: naturalmente quelle gestite da Big Pharma e filiera...)" e se non lo fa deve motivare le sue scelte.
I medici temono una sorta di apertura a possibili sanzioni a danno di chi propone cure innovative ed una limitazione della propria autonomia. Rispetto al vecchio codice nell'articolo sparisce la parola 'etica', sostituita con 'deontologia'.

Il nuovo codice affronta anche la questione del testamento biologico. Se esiste una dichiarazione anticipata di trattamento, "espressa in forma scritta, sottoscritta e datata da persona capace", il medico deve "tenerne conto".
A prescindere, quindi, dalle sue valutazioni, "dall'autonomia e dall'indipendenza che caratterizza la professione", così come recita il testo del 2006.
Tra gli articoli incriminati vi è anche il numero 4. Se nel testo del 2006 si dice che "il medico deve attenersi alle conoscenze scientifiche e ispirarsi ai valori etici della professione, assumendo come principio il rispetto della vita, della salute fisica e psichica, della libertà e della dignità della persona", la nuova formulazione non parla più di "valori etici della professione" ma afferma che sul piano tecnico operativo il medico è tenuto "ad adeguarsi alle più aggiornate evidenze scientifiche"…..
(NdR: ...quelle ovviamente gestite  e propinate da Big Pharma…… che controlla tutta la sanita', la ricerca medica e le pubblicazioni mediche e non solo...)
Tratto da: ilfattaccio.org

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