|
Guerra
Perenne e Terrorismo psicologico -
14 aprile 2003
Dalle colonne del giornale italiano “La Repubblica”, Pirani ha lanciato un
grido d’allarme che suona pressappoco così: per esportare
la democrazia, gli americani rischiano di gettarci in un
nuovo terrificante conflitto mondiale.
Per dare corpo alla sua riflessione, egli cita un recente
articolo di James Woolsey, ex capo della CIA e oggi membro
del Council Defence Board di
Donald Rumsfeld: “Siamo
entrati nella quarta guerra mondiale – sosteneva
Woolsey - Più che la guerra contro il terrorismo si
tratta di estendere la democrazia alle parti del mondo arabo
e mussulmano che minacciano la civiltà liberale. E’ certo
che questa guerra durerà più tempo del primo e del secondo
conflitto mondiale”.
Ma, come fa notare lo stesso Pirani, Woolsey parla di
“quarta” guerra mondiale: dopo le prime due e la guerra
fredda. Il che vuol dire che non occorre l’uso effettivo
delle armi per considerarsi immersi in un continuo
conflitto. Non c’è dubbio che l’idea di un nuovo
conflitto mondiale faccia accapponare la pelle a chiunque.
Come per la guerra fredda, la quarta guerra mondiale
descritta da Woolsey non comporta necessariamente la messa
in campo degli eserciti.
Almeno dopo questa prima fase irachena. Per quanto
suggestiva nell’ottica degli anti-americani di
professione, infatti, l’ipotesi di estendere il conflitto
armato a tutti gli stati canaglia è decisamente al di là
da venire. Non solo per motivi economici (il costo sarebbe
altissimo), ma anche per motivi politici, diplomatici e,
persino, elettorali. Per le democrazie moderne il costo di
una lunga guerra, soprattutto non condivisa dagli alleati,
è assolutamente insostenibile.
Se gli esponenti della sinistra apocalittica si degnassero
si seguire il dibattito in atto a Washington e i movimenti
(per nulla segreti) della diplomazia americana ed inglese,
forse si tranquillizzerebbero.
Ed eviterebbero di seminare un panico insensato.
Sono proprio i falchi dell’amministrazione americana
quelli che oggi lavorano per cancellare l’immagine
imperialista degli Usa che sembra tanto di moda in Europa.
Proprio i falchi vicini al Pentagono non perdono occasione
per spiegare che Washington non ha alcuna intenzione di
colonizzare Baghdad né di seminare il panico in tutto il
Medio Oriente.
“Non si può parlare di democrazia per poi fare
dietrofront e dire: sceglieremo noi i leader di questo paese
democratico” ha detto qualche giorno fa Paul Wolfowitz,
vice del segretario alla Difesa Usa, Rumsfeld.
Lo stesso Wolfowitz (che i media italiani dipingono come il
falco dei falchi dell’amministrazione Bush) ha spiegato
chiaramente al Congresso Usa che occorre mettere l’Irak in
grado di fare da sé il prima possibile.
Dalle colonne del “Washington Post”, un altro falco,
Robert Kagan, ha già spiegato che Bush, dopo aver
brillantemente vinto la campagna militare in Iraq, può
vincere anche la pace.
Ma solo attraverso un’intelligente campagna diplomatica.
Il che vuol dire prima di tutto non cedere alla tentazione
di imporre uomini di cui si fida in Iraq.
Ma soprattutto vuol dire non cadere nella trappola di punire
troppo duramente quei paesi europei che si sono opposti
all’attacco all'Irak.
Fonte:
http://www.ideazione.com/settimanale/1.politica/85_11-04-2003/85missiroli.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Armi alle microonde
- 30.10.2001
La radiazione penetra nella pelle per soli 0,3 millimetri
scaldando la superficie oltre i 45°C
Come se non bastassero quelle convenzionali, i militari sono
sempre alla ricerca di nuove armi, più o meno intelligenti.
L'ultimo ritrovato per disperdere le folle è un fascio di
microonde che scalda la pelle di chi viene colpito. I test
di questa nuova arma sono appena stati completati presso l'Air
Force Research Laboratory, in Nuovo Messico, su alcuni
volontari umani.
Ora l'Air Force vorrebbe usare la sua Active Denial
Technology (ADT), come è stata battezzata l'arma, per
controllare le rivolte a grande distanza, forse anche
mediante aerei che volino a bassa quota.
L'ADT fa uso di un'antenna parabolica di 2 metri di diametro
che produce un sottile fascio di microonde, che può essere
mosso a caso su una folla o indirizzato verso un singolo
individuo.
La lunghezza d'onda emessa da ADT penetra nella pelle per
soli 0,3 millimetri, scaldando la superficie oltre i 45°C,
sopra la soglia del dolore. Secondo gli esperti, a 50°C le
persone si allontanano istintivamente, per evitare il
rischio di una vera e propria scottatura.
Secondo l'Air Force la nuova arma è perfettamente sicura, ma
molti critici sostengono invece che i livelli di radiazione
sono sufficienti a provocare ferite. Inoltre, se il fascio
dovesse raggiungere gli occhi potrebbe facilmente
danneggiare la cornea, più sensibile della pelle.
© 1999 - 2003 Le Scienze S.p.A
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
AMANDA SIMPSON,
la CRIMINALE di GUERRA POLITICAMENTE CORRETTA
– 05/01/2010
Come probabilmente saprete, il presidente degli Stati Uniti
ha nominato una certa Amanda Simpson come consigliere del
Dipartimento del Commercio.
Amanda Simpson, ci raccontano sovreccitati i media, è la
prima transessuale ad assumere un incarico governativo negli
Stati Uniti, e già vediamo le opposte tifoserie animarsi a
proposito.
Come dice
Notizie Gay: L’annuncio ha spaccato in due l’America. Da
una parte c'è la gioia dei progressisti, già mobilitati in
tutto il paese per far approvare le nozze tra persone dello
stesso sesso. Dall’altra l'ira dei conservatori,
scandalizzati da ciò che definiscono “La nuova Sodoma e
Gomorra Obamiana”.
Noi la pensiamo diversamente dai tifosi di entrambi gli
schieramenti.
A nostro modesto avviso, la signora Simpson dovrebbe godere
di tutti i diritti attinenti alle sue scelte personali. Ma
in galera, come criminale di guerra.
Amanda Simpson
lavora da trent'anni nel settore bellico e da 23 alla
Raytheon, dove fino a poco tempo fa svolgeva l'incarico di
Vicedirettore per lo sviluppo della tecnologia avanzata.
Negli stessi giorni, Obama ha
nominato un certo William Lynn vicesegretario alla Difesa,
che in pratica significa che avrà il potere di decidere le
spese che farà il Pentagono. Per nominarlo, Obama ha dovuto
aggirare una legge che lui stesso aveva voluto contro le
nomine politiche a responsabili di lobby private: William
Lynn infatti è a capo della lobby ufficiale della
Raytheon
a Washington, ed è riuscito a far assegnare commesse alla
Raytheon per 10 miliardi di dollari solo nel corso dell'anno
passato.
La motivazione della deroga di Obama: William Lynn
avrebbe dimostrato le proprie capacità, tra il 1997 e il
2001, quando era responsabile della gestione finanziaria del
Pentagono. In quegli anni, riuscì a ridurre le spese "non
documentate" del Pentagono da 2,3 trilioni a 1,3 trilioni di
dollari.
Riassumo:
Lynn gestiva i soldi
dell'intero sistema militare statunitense, dove anche alla
fine della sua carriera era normale che 1,3 trilioni di
dollari scomparissero in tasche imprecisate. Poi ha lavorato
per uno dei principali contraenti del sistema militare, con
l'incarico di usare i propri contatti per fargli avere dei
contratti. Otto anni dopo, ritorna a gestire le spese del
sistema militare.
Negli stessi giorni, Obama ha
annunciato il nome del nuovo ambasciatore in Arabia Saudita:
James B. Smith, ex-generale dell'aeronautica, passato a
dirigente anche lui della Raytheon.
Anche qui troviamo un tipico
passaggio: il militare che punta a un futuro impiego
multimiliardario presso un'azienda privata sicuramente
dedica gran parte del proprio impegno a farne gli interessi
nell'esercito; passa per il privato e infine assume un
incarico politico, inviato in un paese in cui il commercio
di armi, il controllo del petrolio, la costruzione di basi
militari, la vendita di armi e la caccia ai "terroristi" fa
tutt'uno.
Se la Raytheon si assicura così
una bella entratura nel mercato saudita, la nomina della
Simpson le apre - o meglio, continua a tenerle aperte - le
porte del mercato planetario. Mentre un complesso di
aziende-satellite della Raytheon, della Boeing e della
Martin-Lockheed
gestisce gli interrogatori di Guantanamo, trasporta
rapiti in giro per il mondo, organizza "listening posts" per
spiare su cittadini di altri paesi, controlla direttamente
il lancio di missili dagli Stati Uniti...
Il nome Raytheon è un ibrido
anglogreco che significa "Luce dagli dèi", e rende bene le ambizioni di questa
azienda, con 72.000 dipendenti nel mondo. Nata come tante
piccole e pacifiche aziende tecnologiche, la Raytheon si è
trovata sommersa di commesse e denaro durante la Seconda
guerra mondiale. Finita la guerra, il governo degli Stati
Uniti ha preso la scelta storica di non smobilitare.
L'intera economia, e il sistema di spese statali, è stata
così ricostruita attorno a un complesso politico, militare,
mediatico, diplomatico, propagandistico e scientifico di cui
persone come Amanda Simpson e William Lynn sono i perfetti
rappresentanti.
In un'economia sempre più
virtuale, il complesso militare-industriale (la definizione
non proviene da qualche contestatore, ma da un profetico
discorso di denuncia del Presidente Eisenhower) offre
preziosi posti di lavoro, che permettono di controllare
città intere, assieme agli eletti locali. Nel 1995, ad
esempio, la Raytheon ha minacciato di spostare la propria
sede principale dal Maine al Tennessee, se non veniva
concessa loro una sostanziale riduzione delle tasse;
ottenuta la riduzione con la promessa di tagliare di
poco le spese per il personale, la Raytheon licenziò quasi
un terzo della propria forza lavoro, aumentando
proporzionalmente gli stipendi ai propri dirigenti, tra cui
presumibilmente anche la signora Simpson.
La Raytheon si dedica
soprattutto alla produzione di missili e affini, dai Patriot
e Tomahawk alle bombe a grappolo. Iraq, Libano, Afghanistan,
Gaza, non c'è strage in cui i prodotti Raytheon non abbiano
dimostrato la loro efficacia. In questo campo, la Raytheon
ha costituito una partnership con la Rafael, l'autorità
privata/pubblicaisraeliana che gestisce e commercializza la
produzione militare. Un tema, quello israelo-palestinese, su
cui i portavoce della Raytheon hanno le idee chiare.
Come
ebbe a dire Adam Cherill, Manager of Business
Development della Raytheon il 18 novembre del 2002: "Per
meritare l'autodeterminazione, un popolo deve mostrare
qualche forma di identità nazionale... quale organizzazione
politica, istituzione sociale, letteratura, arte, religione
o corrispondenza privata dimostra qualche legame tra il
popolo palestinese e la Terra d'Israele ?"
La Raytheon opera in stretto
contatto anche con aziende non (direttamente) militari, come
la Apple, con cui ha sviluppato un
particolarissimo iPhone che dovrebbe servire
specificamnte per identificare e permettere di uccidere
insorti iracheni; ma il progetto principale al momento è il
Universal Control System.
Raytheon si è rivolto a designer di videogiochi per
progettare questo straordinario sistema per l'omicidio
a distanza.
La console, situabile ad esempio in una base in Nevada,
permette di uccidere afghani con la massima comodità, seduti
su un sedile rivestito in pelle e adattabile a "utenti
individuali", che possono anche "controllare un sistema di
riscaldamento e raffreddamento sopra le loro teste,
semplicemente premendo un pulsante".
La console, ci assicurano è dotata di un "design ergonomico
che migliora drammaticamente il conforto dell'operatore e
l'efficacia operativa".
Inseguire e uccidere può richiedere tempo, e quindi la
Raytheon offre una "seduta ergonomica con memoria per
missioni prolungate".
Una dimostrazione quindi che la Raytheon ci pensa ai propri
dipendenti, almeno quando non li licenzia.
Fortune racconta come Raytheon sponsorizzi numerosi
eventi gay e riconosca i diritti delle coppie gay tra i
propri dipendenti.
La motivazione non fa una grinza e spiega
perfettamente come il politicamente corretto si possa
coniugare con il terrore planetario. Con tutte le guerre
presenti e future che l'azienda promuove, “nei prossimi
dieci anni avremo bisogno di qualcosa come 30.000 o 40.000
nuovi dipendenti", spiega Hayward Bell, il principale
diversity officer della Raytheon. "Non ci possiamo
permettere di respingere nessuno che sia dotato di talento".
By Miguel Martinez
Fonte:
http://kelebek.splinder.com/
Link:
http://kelebek.splinder.com/post/21995835/Amanda+Simpson%2C+la+criminale+d
|