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Il sogno Usa,
quello dei
Banchieri e quindi delle
multinazionali - 11 Aprile 2003
Un
documento, redatto dagli attuali uomini di Bush nel 1998, prevede una
strategia globale di dominio americana.
L'Iraq è solo la prima tappa.
L'Europa non sarà risparmiata. E l'Onu viene messo da parte.
WASHINGTON,
USA – La supremazia degli Stati Uniti. A livello politico, economico e
militare. Questo il grande sogno americano, scritto a chiare lettere nel
Progetto per un nuovo secolo americano. Un documento che, redatto nel
1998 da un comitato ristretto formatosi nella primavera dell’anno
precedente, immagina il dominio statunitense dell’intero globo.
L’ipotesi è quella di un impero democratico e liberale, sul modello
romano con le ovvie attualizzazioni.
Ma
gli obiettivi sono chiari. In diversi passaggi, infatti, si legge che
gli Stati Uniti, per raggiungere gli obiettivi prefissati, devono
liberarsi dei vincoli imposti dalle Nazioni Unite, e soprattutto dal suo
Consiglio di Sicurezza. E, allo stesso tempo, limitare la crescita
economica e militare dell’Unione europea. Mancava un “evento
catastrofico e catalizzatore, una nuova Pearl Harbor”, come sostiene
lo stesso documento. E l’11 settembre ha fornito questa “opportunità
epocale”.
Tanto
che il giorno dopo l'attacco alle Twin Towers Rumsfeld disse al
Consiglio dei ministri che "il primo round della guerra al
terrorismo è l'attacco all'Iraq".
vedi
anche:
Dominare il mondo
+
Controllare mondo
+
Controllo Popolazioni
+
Contro le false immunizzazioni
La guerra all’Iraq decisa nel
1998.
E’ datata 16 gennaio 1998 la lettera firmata dal Project for a New
American Century e indirizzata a Bill Clinton in cui si chiede un
intervento militare contro Saddam Hussein e una ridefinizione dei
rapporti con le Nazioni Unite. "A breve termine – si legge nel
documento – bisogna essere pronti a un'azione militare senza riguardi
per la diplomazia.
A lungo termine bisogna disarmare Saddam e il suo
regime.
Siamo convinti che, in base alle
risoluzioni dell'Onu esistenti, gli Stati Uniti, hanno il diritto di
prendere tutte le iniziative necessarie, compresa quella di dichiarare
guerra, per garantire i loro interessi vitali nel Golfo. La politica
degli Stati Uniti non dovrebbe in nessun caso essere paralizzata dalla
fuorviante insistenza del Consiglio di sicurezza sull'unanimità".
Gli uomini di Bush dietro al PNAC.
I firmatari di quella lettera, e dell’obiettivo poi perseguito, sono i
falchi dell’attuale amministrazione Bush. Da Dick Cheney, oggi vice
presidente della Casa Bianca, al segretario alla Difesa Donald Rumsfeld,
passando per il vice segretario alla Difesa Paul Wolfowitz e il
responsabile delle "questioni di sicurezza globale" Peter
Rodman.
Ma anche il segretario di Stato per il controllo degli armamenti
John Bolton, il vice ministro degli esteri Richard Armitage, l'ex vice
ministro della difesa dell'amministrazione Reagan e ora presidente della
commissione difesa Richard Perle, il capo del Pnac e consigliere di Bush,
William Bristol, noto come il cervello del presidente e Zalmay Khalilzad,
che dopo essere stato ambasciatore speciale e responsabile del governo
dell'Afghanistan ora è l'ambasciatore speciale di Bush presso
l'opposizione irachena.
Dichiarazioni di guerra e di
egemonia.
Il presidente della commissione difesa Richard Perle è
stato chiaro: “Dobbiamo combattere contro una varietà di nemici. Se
mandiamo avanti la nostra visione del mondo, se l’abbracciamo
completamente senza cercare di mettere insieme una diplomazia
intelligente, ma scateniamo una guerra totale, allora i nostri
discendenti canteranno le nostre lodi per gli anni a venire”.
Ricostruire le difese americane.
Mantenere la superiorità degli Stati Uniti. Con un obiettivo chiaro:
“Contrastare le potenze rivali e modellare il sistema di sicurezza
globale in base agli interessi statunitensi”.
Questa la linea guida del documento
stilato nel settembre 2000 per “Ricostruire le difese americane”. In
quest’ottica rientra anche la volontà di costruire uno scudo
missilistico che permettesse di combattere più guerre
contemporaneamente. Anche i tentativi di mantenere la pace, si legge,
devono portare il marchio Usa piuttosto che quello dell’Onu.
Iraq, tappa verso l’Europa.
Lo
scenario descritto da Uri Avnery, pacifista israeliano di origine
tedesca, è inquietante. Secondo lui la guerra preventiva all’Iraq
voluta dagli ideologi del Pnac serve per dare battaglia anche
all’Europa e al Giappone. "L'occupazione americana dell'Iraq –
osserva – assicurerebbe agli Stati Uniti il controllo non solo delle
vaste riserve di petrolio del paese, ma anche di quelle del Caspio e
degli stati del Golfo.
In questo modo potrebbero condizionare l'economia di Germania, Francia e
Giappone a proprio piacimento, solo manipolando il prezzo del petrolio.
Un prezzo più basso danneggerebbe la Russia, uno più alto rovinerebbe
Germania e Giappone".
By Melissa Bertolotti -
Tratto da: Il Nuovo
Commento NdR: nel 2013 tutti sanno come e' andata a
finire, le armi di distruzioni di massa NON esistevano,
hanno distrutti in Irak tutti i vari ministeri con i missili
guidati, ma hanno salvato il ministero del Petrolio e si
sono impadroniti delle riserve di oro nero...ecco a cosa e'
servita la guerra...scatenata dai soliti prePotenti del
mondo !
vedi: I
padroni del Mondo +
Sindacato Rockefeller
+ Finanza +
BIG PHARMA
+
TECNOLOGIE per "CONTROLLARE" il
MONDO
+
MINISTERO "SALUTE" informato sui
Danni dei Vaccini + Multinazionali Agroalimentari + Multinazionali
2
+
Le Corporazioni
+ Messaggi Subliminali
+ Lobbies
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Gruppo
Bilderberg
+
I nuovi Tiranni
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MAFIA
dei FARMACI e VACCINI
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Gravi
colpe delle Multinazionali
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SEMI - SEMENTI
AGRICOLE controllate dalle MULTINAZIONALI
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MEDICI IMPREPARATI
+
Ingegneria Genetica
+ Danni
della Coca Cola +
Questa potrebbe
essere l'Azienda che vi controllera' nel molto
prossimo futuro
+
PRODUTTORI dei VACCINI, TUTELATI +
Comparaggio
farmaceutico
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