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Continua da e in:
La teoria dei Germi e' falsa - 1
La
"teoria" dei Germi come causa unica delle
"malattie"
e'
FALSA,
vediamo il perche'.
Non esistono
studi pubblicati che DIMOSTRINO
inequivocabilmente che i
virus,
siano le cause delle cosiddette impropriamente "malattie", in quanto
dovremmo trovarli anche nei sani e non solo nei
malati, anche se i sani non si
ammalano; in
quest’ultimo caso, quei sani dovrebbero essere
identificati come “portatori sani”. Solo
ritrovandoli nei portatori sani potremmo
iniziare a ridiscutere seriamente il problema
Infatti quegli eventuali portatori sani (che
non ci sono), non si ammalano perche’ le
condizioni del loro “Terreno”
sono talmente buone che i cosiddetti
virus
(Proteine complesse di lipidi a DNA - non
micro organismi) non gli fanno un baffo…
Infatti nelle cosiddette “epidemie”
si ammalano solo il 10-15% dei
soggetti, l’altro 85-90 % non si ammala….evidentemente
i virus non ne sono la
causa, ma altre sono le cause (terreno
alterato,
liquidi
del corpo,
matrice extracellulare ed intracellulare in
disordine e quindi anche il loro
sistema immune
e’ alterato), per cui quel 10-15% si ammala
facilmente, non per colpa dei virus, ma per
colpa del
Terreno
disordinato. Quelle sono le VERE cause
della malattia, e non i
virus…..
Dovremmo anche in questo caso, se vogliamo
essere possibilisti ma soprattutto obbiettivi,
almeno NON fare affermazioni tipo:
il
virus tale, e’
la causa della malattia x od y…ma dire
onestamente: non conosciamo la causa
…..(come la
medicina allopatica, gia' ammette nella
stragrande maggioranza dei casi di malattia…vedi
i suoi testi di fisiologia umana.
Pero’ per la
storia dei
vaccini, si devono comunque "incolpare" le
proteine tossiche a DNA (virus)
ed i batteri, per
spaventare
le popolazioni, i politici che ignorano la
verita’ ed i
medici indottrinati che ormai possono essere
considerati in mala fede, dato che vi sono oltre
1.000 studi
pubblicati che parlano dei
GRAVI
danni dei
vaccini.
Nella realta’ l’ideologia che invoca la
patogenicita’ dei
virus e’ una Bufala, ben gestita e mai
voluta approfondire da nessuno degli
“indottrinati” dall’ideologia
allopatica, ben gestita da
Big Pharma….
attraverso la sua filiera =
CDC > FDA >
OMS >
universita’
> enti >
ministeri
della sanita’ >
ordini dei medici (ove esistono) "scuole di
medicina allopatica", generando
medici
indottrinati ed impreparati.
Vedi
QUI come lavora la Natura in agricolture sui
vari Terreni agricoli, cosa e come
nascono le piantine;
la similitudine spiega molto bene
come nascono le "malattie" cosiddette dai
medici della
medicina ufficiale, in realta' solo
sintomi dell'UNICA
malattia = l'Ammalamento,
nei
vari Terreni
fisiologici, la
matrice del
corpo umano !
vedi anche:
Teoria dei GERMI
- 1
+
Studio di un Biologo sulla falsa teoria dei Germi quali
cause della malattia
+
Trasmissione Patologica delle malattie ?
+
Ecosistemi Microbici +
Pleoformismo +
Effetto
gregge,
Immunita' di
gregge ?
+
Batteri autoctoni +
Fermenti probiotici +
Microbi
+
Verita' sul
cancro - 1 +
Verita' sul
cancro - 2
+
I postulati di
Koch +
Micoplasma
+
Come nasce la malattia
PITAGORA,
KOCH, le FARSE e le VERRUCHE - I
principi e le regole naturali, eterne ed
immutabili
Esistono dei principi e delle regole naturali
che sono eterne ed immutabili, e che qualche
mente eccelsa riesce a notare, a scoprire, ad
inquadrare in uno schema logico e sintetico
chiamato legge, postulato, teorema.
Questo succede in tutte le scienze esatte, siano
esse matematica, geometria, fisica, chimica,
biochimica o microbiologia. Pitagora aveva una
mente universale che copriva tutti i fronti, era
un multi-scienziato ante-litteram. Non a caso,
illuminò il mondo intero, sia ai suoi tempi che
in quelli successivi.
Riuscì a far filtrare il suo sapere attraverso i
secoli e i millenni, nonostante la furibonda e
demenziale persecuzione attuata nei suoi
confronti dalle autorità ecclesiastiche,
retroattivamente gelose della sua grandezza che
metteva in secondo piano quella del loro
Profeta.
Pitagora non era nato in una mangiatoia, al pari
di Gesù, ma era pure lui stato concepito da una
madre-madonna ingravidata non da un padre comune
e naturale ma dallo spirito divino, almeno così
voleva la leggenda.
Già questo bastava a renderlo estremamente
scomodo ed ingombrante agli occhi della chiesa.
Pitagora
insegnò al mondo il galateo del corpo e dell’anima.
Non ci è dato sapere se Gesù, vissuto 600 anni dopo,
fosse al corrente del suo antenato Pitagora.
Possiamo solo dire che, se lo avesse conosciuto
culturalmente, ne avrebbe inglobato di sicuro spirito e
principi, facendone magari una religione alternativa per
sé e per i suoi discepoli.
Avrebbe pure approvato integralmente I Versi Immortali,
il solo scritto pitagorico originale giunto fino a noi.
Pitagora significa, tanto per capirci, Platone,
Aristotele e Socrate messi assieme.
Pitagora significa Parmenide, Ippocrate e Galeno riuniti
per incanto.
Pitagora significa Orazio, Ovidio,Virgilio, Seneca e
Cicerone in unica sintesi.
Pitagora vuol dire padre della naturopatia e del
salutismo naturale, della filosofia, della politica,
della matematica, della musica, dell’eugenetica, del
femminismo.
Egli assorbì magicamente il meglio del meglio del mondo
antico, e lo tramandò ai posteri.
Insegnò all’umanità intera il rigore e la precisione, la
saggezza e l’educazione, il galateo del corpo e
dell’anima.
Un Dio in matematica, un ingombrante vecchio per il
resto
Oggi, tutti gli studenti del mondo, dalla California
all’Iran, dalla Svezia al Giappone, lo ricordano grazie
ai suoi famosi teoremi sul triangolo rettangolo, dove il
quadrato costruito sull’ipotenusa è sempre uguale alla
somma dei quadrati costruiti sui cateti.
Una verità utile ed importante che valeva ai suoi tempi
e resta valida oggi, come lo sarà tra 50 mila anni.
Non c’è problema di geometria che si possa risolvere
senza ricorrere a Pitagora.
Ma, se nessuno osa contestare Pitagora in termini di
matematica, il Pitagora scienziato viene invece tenuto
nella naftalina, o meglio ancora sotto la sabbia.
Troppe cose giuste e veraci ha detto.
Troppi insegnamenti illuminanti ha formulato.
Troppe tracce filosofiche e comportamentali di carattere
etico e pratico ha lasciato, tutte contrarie e scomode,
tutte in netto contrasto con quanto si sta predicando e
facendo, nei nostri tempi sregolati ed intrisi di
volgarità, imbrogli e materialismo.
Troppi sensi di colpa lascia all’uomo medio di oggi, per
essere adottato, come meriterebbe, a simbolo universale
del sapere e del sentire.
Chi ignora, snobba, odia Pitagora, fa altrettanto nei
riguardi di Leonardo da Vinci
Che si tenga i suoi teoremi, che li insegni pure a tutti
i nostri figli, e morta là, è stato il tacito ed univoco
motto del mondo contemporaneo.
Già la chiesa lo ha messo all’indice e gli ha bruciato
una ad una tutte le sue opere, tutte le sue tracce
scritte, facendo un repulisti minuzioso, durato secoli,
in tutte le biblioteche e in tutti i monasteri.
Avrà avuto i suoi bravi motivi, concludono gli
antipitagorici, spiazzati dal suo rigore
etico-scientifico e dal suo fervido amore per la natura
e gli animali.
Gli stessi poi che confinano riduttivamente l’eclettico
e il pitagorico Leonardo al quadro della Gioconda e ai
suoi disegni tecnici di sottomarini, aerei ed elicotteri,
ignorando e scartando la sua grandiosa eredità
filosofico-etico-medicale.
Quel lascito che si concretizza in quelle due massime
che Da Vinci amava ripetere: Verrà giorno in cui
l’uccisione di un singolo animale sarà considerata come
orrendo crimine, e, per il settore igienistico, Impara
non a curare la malattia, ma piuttosto a mantenere al
meglio la tua salute.
Robert Koch: grande medico
con una predisposizione per le scienze esatte e la
matematica
Robert Koch (1843-1910), medico e batteriologo,
fondatore e direttore dell’Istituto per le Medicine
Infettive a Berlino, premio Nobel 1905 per la medicina,
scopritore del bacillo del carbonchio 1876), di quello
della tubercolosi (1882), e del vibrione del colera
(1883), aveva, da bravo scienziato tedesco, una
predisposizione per le scienze esatte e per la
matematica.
Rimase fuori dalla polemica francese tra Antoine Béchamp
e Louis Pasteur, e
intervenne solo con un messaggio sintetico inviato a
Pasteur, dove gli
ricordava che "il
terreno
colturale (il corpo) è tutto e che il
microbo è niente", per cui le malattie si devono
combattere migliorando
le condizioni corporali e rafforzando il
sistema immunitario,
più che scatenando furibonde guerre ai microbi e
terroristiche
campagne vaccinatorie.
Sindrome infiammatoria chiamata
"Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono
foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici
impreparati allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
Inquietanti similitudini tra
la scomodità odierna di Koch e quella di Pitagora.
A Robert Koch interessava soprattutto soddisfare i
Requisiti di Henle ed i Requisiti di Klebs, ricercatori
germanici che si erano mossi prima di lui nella
direzione della chiarezza e della regolamentazione del
fenomeno batteri.
Gli interessava di fissare dei paletti, dei principi
sicuri e delle leggi, al fine di rendere l’intera
materia applicabile concretamente in campo medico.
Allo stesso modo in cui Pitagora arreca fastidio alla
chiesa e a tanti altri poteri del mondo odierno, Koch
non gode oggi di grosse simpatie, almeno in campo
medico-farmaceutico.
Per fortuna che non venne anche lui adottato dalla
medicina come simbolo ed iniziatore, al pari di
Ippocrate.
Saremmo costretti ad assistere a dei doppi spergiuri in
contemporanea, da parte dei neo-laureati medici.
I suoi famosi postulati sono troppo veri e troppo validi,
troppo scientifici e rigorosi.
Al pari di Primo non nuocere e di La Natura
è sovrana medicatrice dei mali, legano le mani e
creano ostacoli a non finire ai tanti ricercatori da
strapazzo dei tempi odierni.
Oggi servono mani libere e
non paletti
Oggi si fa ricerca più per interesse e venalità che per
motivazioni scientifiche.
Si fa ricerca per presentare a uno sponsor dei risultati
che soddisfino le sue esigenze ed i suoi interessi
particolari, e per riceverne favori, appoggi e prebende.
Servono dunque mani libere e non paletti.
Serve fare giustizia sommaria e tabula rasa dei segnali,
dei cartelli, dei divieti.
Poco importa se le leggi di Koch sono valide e
resteranno tali per 1000 e per 10 mila anni.
I postulati di Koch rientrano infatti in quella
categoria di leggi naturali di cui abbiamo parlato
all’inizio, e per molti aspetti sono una specie di
teorema di Pitagora in campo microbiologico.
I basilari requisiti di
Henle e di Klebs
Nel 1840, Jakob Henle, docente di medicina
all’università di Gottingen, formula pubblicamente
l’ipotesi che le malattie infettive siano causate non da
spiriti maligni ma da organismi invisibili.
Aggiunge però, giustamente, che per provare tale
affermazione serve A) isolare il microbo, e B)
coltivarlo fuori dal corpo umano:
Queste due esigenze vengono chiamatie i Requisiti di
Henle.
Nel 1870, Edwin Klebs,
dell’università di Praga, aggiunge qualcosa di
importante alle posizioni di Henle, e i suoi 3 punti
diventano famosi come i Requisiti di Klebs, per cui
serve: A) isolare il microbo, B) coltivarlo fuori dal
corpo, C) verificare che, iniettato in animale da
laboratorio, provoca lo stesso tipo di malattia.
I
postulati di Koch e la
piastra di Petri
Tra il 1876 e il 1878, Koch passando dalle parole ai
fatti, fu il primo a definire i Requisiti di Klebs,
e pubblicò le sue nuove regole, chiamate i
Postulati
di Koch:
1° Postulato: Il
microbo deve essere trovato in tutti i pazienti
affetti dalla stessa malattia.
2° Postulato: Il microbo deve poter essere isolato dal
suo ospite e coltivato in coltura esterna incontaminata
(vedi piastra di Petri, medico italiano collega di Koch,
che perfezionò tale metodica).
3° Postulato: Il microbo deve riprodurre la malattia
originale quando viene inoculato in un ospite
suscettibile.
Perche' in nessuna "malattia"
cio' e' riscontrabile in tutti i malati dello stesso
problema !
Ma alla luce degli assiomi della
Medicina Naturale
vanno assolutamente
rivisti !
Nella
realta' i germi sono sorprendentemente molto neutrali.
NON possono fare assolutamente nulla per i tessuti sani
che vivono nel nostro corpo. Non ha nemmeno importanza
quando veniamo in contatto con i germi. Vi siete mai
chiesti perché più persone possono avere dentro gli
stessi germi, ma solo poche di queste persone si
ammalano, mentre il resto rimanere sano ?
Germi e altri microrganismi non possono che nutrirsi di tessuti
morti nel corpo. I tessuti del nostro corpo iniziano a
morire quando i giusti rapporti
acido_base si
alterano ed il pH del nostro corpo (Terreno
- liquidi)
diventa acido.
L'ambiente acido di un corpo sano dà la libertà germi
per nutrirsi e crescere a dismisura, impedendo la
Perfetta Salute.
La teoria dei germi è stata sviluppata da
Louis Pasteur, che
ha ammesso alla fine della sua vita, sul letto di morte,
che la teoria era in realtà una frode, cioe’ una
falsita’. Ha anche detto che non sono i germi che
danno il problema della malattia, ma il mezzo, il
terreno in cui
vivono.
Anche se Pasteur ha ritrattato tutto sulla sua teoria
dei germi,
quella FALSA teoria, è ancora ampiamente utilizzata e propagandata anche oggi come un
fatto “vero” in campo
medico allopatico.
Molte persone sono resistenti a considerare la falsita’
della teoria dei germi.
Pensateci, è molto più facile dare la colpa ai germi per
la propria malattia, piuttosto che assumersi la
responsabilità personale per il modo in cui hanno
trattato la loro salute ?
Noi possiamo certo dire a qualcuno che è malato di
influenza e che
sono responsabili i germi ? cio’ consente al malato di
scaricare colpe inesistenti sui poveri germi e non
assumersi la responsabilita’ dell’auto
ammalamento.
Nello stato acidosi
di un corpo sano, i germi possono rapidamente mutare e
secernere tossine che aggravano lo stato di
intossicazione preesistente.
E 'importante che noi siamo proattivi nella nostra dieta
(liquidi
e solidi) e
lavorare sullo sviluppo di un naturale e giusto ordine
del pH nel nostro corpo, che lavora e deve essere
alcalino, quindi i germi che entrano in contatto con non
saranno in grado di proliferare, mutare ed emettere
tossine.
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Un
modello medico
difettoso, il MITO della Teoria dei Germi, come causa di
malattia
Nelle scuole mediche
degli Stati Uniti e in molti altri Paesi occidentali di
oggi, ai medici si insegna una
bugia.
Questa
menzogna è un punto di vista particolare sulla malattia chiamata la
“teoria dei germi”. Lo scienziato a cui e’ stata
attribuita la scoperta, è
Louis Pasteur, a
cui e’ stato attribuito anche il merito di trovare una
"cura" per la rabbia.
Il nome di Pasteur è stato divulgato come se avesse
fatto alcune delle “scoperte” più importanti di tutti i
tempi. Eppure, quando guardiamo le testimonianze
storiche, vediamo che
Pasteur
era un incompetente ed un truffatore !
Non solo egli non capi’ i processi che ha
sperimentato e di cui ha scritto, ma la maggior parte di
ciò che gli si è attribuito nella “scoperta” è stata
copiata dagli precedenti scienziati o suoi contemporanei.
Per una ripresa ed accurata analisi di questa storia, è
possibile leggere il testo integrale del libro del 1940
"Pasteur, Plagarist, impostore" di RB Pearson a “Il
Sogno e la menzogna di Louis Pasteur”.
Fondamentalmente, tutto si riduce a questo: sia Pasteur
che un suo contemporaneo, Antoine Beauchamp, hanno
sperimentato il processo di fermentazione. La teoria
prevalente era che la fermentazione (NdR:
La fermentazione è un
insieme di processi chimici di demolizione degli
zuccheri, operata da "fermenti" che comprendono muffe,
lieviti e batteri)
è una semplice reazione chimica, ma gli esperimenti di Beauchamp
hanno mostrato che la fermentazione è un processo
provocato da microrganismi aerobici.
Pasteur ha continuato ad insistere per qualche tempo
dopo la scoperta di Beauchamp è che la fermentazione è
un processo che non ha bisogno di ossigeno perché era
una reazione chimica senza vita (chiamata generazione
spontanea).
Ci sono voluti molti anni a Pasteur per cogliere
finalmente il concetto che la fermentazione degli
zuccheri è causata da un fungo, lievito, cioe’ un
organismo vivente. Quando lo fece, scrisse su questi
concetti e li presento’ come sue scoperte, non dando
credito a tutte le ricerche di Beauchamp. Così per lo
meno, nei fatti egli fu un ladro ed un copiatore, ma al
massimo, un povero “scienziato” (1).
Per tutta la vita, Pasteur e Beauchamp hanno continuato
a sperimentare con i microrganismi. Pasteur ha
continuato ad aderire all'idea di monomorfismo, con la
convinzione che tutti i microbi ed i batteri hanno una
sola forma.
Beauchamp è stato in grado di dimostrare, tuttavia,
l'esistenza di
pleomorfismo, che i microbi possono modificare la
loro forma ed apparire come germi diversi.
Questa scoperta è stata confermata da molti scienziati
che sono venuti dopo Beauchamp, tra cui
Gunther Enderlein.
Nei suoi esperimenti, Enderlein ha scoperto che ogni
cellula vivente
contiene due tipi distinti di microrganismi chiamati
endobionti (che significa "dentro la vita"). Questi
microrganismi vivono all'interno della
cellula e non
possono essere rimossi. Essi svolgono un ruolo
importante per la salute cellulare. Lo stato di salute
di una persona è determinata dalla fase di sviluppo di
questi organismi.
Enderlein scoperto che tutti i microbi che vivono
stabilmente nel nostro corpo passano attraverso tre
fasi:
- Lo stage Primitive (microbo)
- Lo stage Oriente (batteri)
- La fase finale (fungo)
Altri scienziati sono stati in seguito in grado di
confermare che c'era una quarta fase (Naessens
= Somatidi) che si verifica solo dopo l'estrema
tossicità, in cui il fungo passa attraverso una
trasformazione, mutazione in
virus (proteine
complesse di lipidi, a DNA).
La maggior parte delle varie “malattie”
di oggi, nella società moderna, non sono causate
dai "batteri patogeni" che entrano dal di fuori di noi,
come è stato insegnato da Pasteur.
La malattia si verifica in quanto questi endobionti
vengono trasformati dalla fase microbo a forme più
virulente di vita.
Lo stato di sviluppo di questi organismi dipende dallo
stato del mezzo (Terreno)
in cui il germe vive.
In altre parole, i microbi che vivono nelle nostre
cellule lo fanno per aiutare le cellule a mantenere uno
stato di salute e si mutano in batteri, funghi e virus,
solo quando i
liquidi dei tessuti del nostro corpo, in cui vivono,
cambiano, per
fungere da mezzo (matrice)
per la loro crescita e/o trasformazione di stato.
Cominciano a diventare "patogeni", quando il
pH dei liquidi
dei
tessuti diventa più
acido.
- Fasi primitivo vive in un pH fortemente alcalino
- Fasi batteriche vive in lieve pH alcalino
- Forme fungine vivere in un pH acido medio
- Forme virali vivere in un pH acido forte (2)
Questi organismi primitivi possono vivere nel nostro
corpo nella fase microbo a tempo indeterminato, e non
causano la malattia, ma piuttosto svolgono una funzione
di riparazione. I batteri e altri germi consumano
materia morta. Questa è la loro funzione.
Gli esperimenti dimostrano che se si mette una nuova,
bistecca cruda che ha ancora gli enzimi attivi che in
essa
vivono, e una bistecca cotta al di fuori all'aria
aperta, è la bistecca cotta che sarà infestata da vermi.
Microrganismi non possono vivere in tessuti viventi. E
'solo quando il tessuto diventa morto che si muovono ed
iniziano a fare il loro lavoro.
Questo è ciò che accade nel vostro mucchio di concime (compost).
Mettete sul vostro tavolo degli scarti di cibo, insieme
ad alcuni batteri, ed i batteri decompongono gli scarti
di cibo nel terreno. Tutto ciò che esiste su questa
terra alla fine biodegrada. E' proprio vero che quando
moriamo, torneremo alla polvere.
Batteri e altri microrganismi detti impropriamente
"patogeni", stanno solo facendo il loro lavoro. Essi
sono in grado di percepire chimicamente quando la
materia morta è presente, e se ne vanno in giro a
cercare il degrado dei e nei tessuti. È qui che la
malattia,
l’ammalamento,
nasce.
I microrganismi nel vostro corpo stanno mangiando e
degradando i tessuti morti in preparazione alla
biodegradazione (3).
La maggior parte dei germi che entrano nel nostro corpo
dall'esterno sono rapidamente eliminati dal
sistema immunitario.
Ma sono i microrganismi che vivono stabilmente nel
nostro corpo che ci fanno ammalare. E causano la
malattia, perché noi forniamo loro un mezzo di coltura (Terreno)
ricco (il loro cibo), in modo che possano mutare e
trasformarsi in batteri letali, funghi e virus.
Quindi, vedete, se non ci si ammala e o si muore, cio’
ha ben poco a che fare con quello che chiamiamo “germe
patogeno”, ma ha tutto a che fare al fatto, se teniamo i
nostri corpi liberi della materia morta, della
quale si nutrono questi germi.
La materia morta della quale si nutrono questi germi si
produce quando il
pH del
nostro corpo è alterato da uno stato leggermente
alcalino (pH 7,35) ad uno stato sempre più acido.
Alla fine della sua vita, Pasteur ha ammesso che la
sua teoria era una frode ed una falsita’,
pronunciando sul letto di morte al suo assistente, la
celebre frase:
“il
Terreno e’ tutto, il microbo e’ niente”….
Nei fatti in questa frase “redentrice”, ha detto che non
erano i germi che contavano, ma il mezzo in cui
vivevano.
Eppure, il suo cosiddetto "lavoro" è la
base di tutto il modello
medico della malattia e della guarigione della
medicina ufficiale.
La teoria dei germi non puo’ spiegare il fatto che, se
si “espongono” 100 persone, a quelli che chiamiamo "i
batteri patogeni", una parte delle persone in quella
stanza, non svilupperà la malattia. Non è che i germi
causano malattie a tutti.
Il pH dei corpi di quelle persone non era
sufficientemente acido, per sostenere la trasformazione
dei germi in funghi, batteri o virus.
Perché mai il germe muta, perche’ e’ la persona che
ammala il suo
Terreno.
A causa di cio’, cioe’ di Louis Pasteur e la sua “teoria
dei germi”, non c'è modo di essere trattati
convenientemente da un medico
addestrato negli
Stati Uniti o altri paesi occidentali. Le loro
"diagnosi" e quelle delle loro cure farmacologiche,
inevitabilmente rende il paziente sempre piu’ ammalato
immergendo il corpo del malato in uno stato ancora più
acido, ed
incoraggiandone la trasformazione più rapida di microbi
in agenti patogeni anche mortali.
Infatti, se una persona impara a modificare la propria
dieta in modo che incoraggi un pH più alcalino del
corpo, non c'è bisogno di avere un medico di qualsiasi
tipo, a disposizione per il proprio stato di salute...
Tutto ciò che viene detto qui, si basa su studi
scientifici e reali documenti storici. Eppure, molte
persone che scelgono di rifiutare trattamenti
medici
allopatici sono guardati come squilibrati mentali. E
se una persona si rifiuta di permettere ai loro figli da
fare trattamenti medici, si vedono come colpevoli di
negligenza medica e possono avere i loro figli portati
via dal Tribunale. E per cosa ? Perché non sono
d'accordo con una particolare interpretazione dei dati
scientifici ? Le prove abbiamo citato sono veritiere e
provate.
By R.B. Pearson at
The Dream and Lie of Louis Pasteur
Riferimenti per:
A Faulty Medical Model, The Germ Theory
1 - Pearson, R.B. (2001). Il Sogno e menzogna di Louis
Pasteur. Disponibile online:
http://www.sumeria.net/dream.html.
Tratto da "Pasteur, Plagarist, impostore" dello stesso
autore, 1940.
2 - Poehlman, Karl H. (1997). Sintesi del lavoro di
Enderlein, Bechamps e pleomorfo altri Ricercatori.
Esplora vol. 8, n. 2.
3 - Logan, Cordell E. (2000). Una teoria parzialmente
unificata della malattia. Priorità: Una sola salute e
nutrizione.
Disponibile online su:
http://www.priorityonevitamins.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
A
San Marino (I) dal 2012 esiste una legge che obbliga
i genitori obiettori ai vaccini, per i loro bambini
(quelli che non vogliono vaccinare i propri figli), a
contrarre una polizza assicurativa per il “Danno
da Contagio”….richiesta che
fa ridere, perche’ siccome il danno da
contagio non esiste,
perché tutto e basato sulla FALSA teoria del
contagio aerobico, che NON esiste, salvo ad
esempio nel caso di trasfusioni
di sangue o contato e/o manipolazione di feci, per
cui trattasi non di contagio aerobico, ma si tratta per
le trasfusioni, di inoculazione di sangue tossico
eterologo (non proprio), quindi ritenuto tossico
dall’organismo ricevente, con tutti i pericoli del caso,
e per la manipolazione di
feci, non e' detto che i manipolatori delle feci dei
bambini vaccinati, cosa che fanno tutte le madri di
bambini vaccinati quando gli lavano il sederino dopo la
loro cacca...NON si ammalano es. di
Polio...neppure loro....si dovrebbe tenere il conto
dei “possibili” contagiati aerobici dalla data della
entrata in vigore della Legge sanmarinese sul tema,
per vedere quanti bambini non vaccinati si sarebbero
ammalati con il "contagio aerobico"; inoltre se fosse
vera la "teoria del contagio" i bambini vaccinati,
essendo portatori sani o non, dei
virus e batteri vaccinali, potrebbero "contagiare"
gli altri adulti e bambini non vaccinati, con i quali
vengono in contatto, cosa che
NON avviene mai
!
Esempio:
In Italia ogni anno nascono 500 mila
bambini x 40 anni = 20 milioni di
bambini portatori, (di questi quasi il 95 % viene
vaccinato minimo con l’esavalente
che
contiene ben
6 virus vaccinali, ad esempio quello della
polio); i
bambini portatori "sani" crescono e vengono in
contatto con tutti gli altri, eppure pur essendovi in
Italia oltre 20 milioni di adulti di oltre 40 anni,
NON vaccinati per la
Poliomielite, NESSUNO di questi, pur essendo
a contatto con quei bambini portatori "sani" del virus
della Polio, si ammala…perche’ ?..., perche’ la teoria del contagio e’ FALSA
!...... e cio’ vale anche per la altre malattie
falsamente dette "contagiose"…
Riflettete bene su questi che sono fatti !
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Leggi precise che mandano a soqquadro
tutte le fandonie
virologico-pestilenziali dei giorni nostri
A quei tempi non si conoscevano ancora i virus, e gli
standard di Koch vennero formulati avendo in testa i
batteri.
Ma il metodo vale ancora di più per i virus, i quali
sono parassiti, o veleni, o meglio ancora detriti
cellulari interni, in ogni caso non viventi e con
nessuna flessibilità di comportamento, mentre i batteri,
essendo organismi vivi, possono rilasciare tossine o
adattarsi a mutazioni ambientali.
Sono questi postulati, assieme ad altre precisi principi
della microbiologia, che vanno dritti al cuore del
problema, mandando a soqquadro tutte le fandonie e tutti
gli imbrogli virologico-pestilenziali dei giorni nostri,
ed in particolare quelli riguardanti l’Aids
maschile (generato da un virus
Hiv mai nemmeno
isolato), e il nuovo preteso
Aids femminile o
Papilloma virus
(generato da centinaia di diversi virus, alcuni dei
quali isolati, ma innocui e innocenti, ed esistenti
comunque dai tempi di Adamo ed Eva).
Le incongruenze insanabili di un virus mai isolato e di
una malattia mai esistita
Nessuna traccia del virus
Hiv (human immunodeficiency virus) esiste nel
sarcoma di Kaposi, né in tutte le altre circostanze
indicate come causatrici di
Aids.
Se l’Hiv infettasse attivamente i linfociti T o altri
componenti del sistema immunitario, come pretendono
Gallo e Montagnier, dovrebbe succedere che i virioni (particelle
virali cellulari) dovrebbero trovarsi con estrema
facilità in circolazione nel sangue, come succede in
tutte le malattie virali classiche.
Un paziente sofferente di epatite B rivela ad esempio 10
milioni di particelle virali in 1 ml di sangue (5-10
gocce). Un altro affetto da influenza presenta 1 milione
di particelle di rinovirus per 1 ml di muco nasale.
Le feci di una persona colpita da diarrea manifestano da
1 a 100 miliardi di rotavirus per grammo.
Ma, stranamente, nel corpo dei malati di presunto Aids
non si trovano particelle virali.
L’abbondanza di linfociti T in tutti i presunti malati
Aids è poi l’argomento
decisivo ed incontrovertibile che manda a casa, coda tra
le gambe, tutti gli infettologi.
L’assenza di un virus attivo ed infettivo scagiona
l’ipotetico Hiv (che nessuno ha ancora mai isolato,
occorre dirlo e ripeterlo) come responsabile della
sindrome etichettata
Aids.
Il vero tallone d’Achille
della buffonata Aids
L’assoluta incapacità dell’Hiv di uccidere i linfociti
T, anche in condizioni ottimali di contagio, è il vero
tallone d’Achille della buffonata Aids.
Il fatto poi che milioni di persone abbiano contratto
un’immunodeficienza alla nascita, eppure siano poi
diventati adulti sani, rappresenta un altro
significativo argomento contro l’ipotesi Hiv/Aids.
Da qualsiasi angolo la si consideri, l’ipotesi Hiv/Aids fa acqua da tutte le parti.
Non regge sui fatti e non regge nelle teorie.
Ed è proprio per questo che la virologia scientifica
americana, in blocco (700 e oltre ricercatori), è
d’accordo con Peter Duesberg.
Anche i discorsi sui virus lenti, sui virus latenti, sui
retrovirus, si sgonfiano uno ad uno come bolle di sapone.
Non esistono precedenti di retrovirus che uccidono le
cellule, e non esistono leggi diverse da quelle di Koch
per incolpare un virus di una determinata malattia.
Gli stessi sostenitori dell’Hiv/Aids ammettono che la
loro è solo un’ipotesi non dimostrata. Quello che invece
non ammettono è che si tratti pure di un’indegna
montatura.
I due criteri
epidemiologici delle patologie infettive
A completamento e integrazione dei postulati di Koch,
esistono due basilari criteri adottati dall’infettologia
per determinare se una malattia può essere o non essere
considerata infettiva:
1° Criterio: Maschi e femmine devono essere colpiti in
equale misura dal batterio o dal virus, perché nessun
microrganismo al mondo ha mai prediletto un sesso
dall’altro.
Ma l’Aids colpisce al 90% i maschi, perché evidentemente
bevono di più, si drogano di più, straviziano di più,
dormono di meno. L’Aids non può assolutamente essere
infettivo. Questo è l’aspetto più paradossale e
grottesco della situazione. Tutta la farsa Aids
fabbricata commercialmente sulla infettività, e si
arriva invece al patatrac finale dove l’Aids primo non
esiste e, secondo, ammesso e non concesso che esista,
non è nemmeno contagioso.
2° Criterio (legge di Farr): Le malattie infettive si
diffondono sempre a ritmo esponenziale, e mai in modo
lento.
Ma le sindromi definite Aids rassomigliano al contrario
alle lente progressioni del cancro polmonare e
dell’enfisema, che aumentano a ritmo blando negli anni,
in sintonia col consumo di tabacco.
La virologia dalla polvere
all’altare
Agli inizi degli anni 80, la virologia avvizziva e
penava per mancanza di interesse da parte del pubblico.
La gente perdeva fiducia nell’inconcludente guerra
nixoniana contro il cancro.
Ma l’Aids ribaltò miracolosamente la situazione, facendo
all’improvviso della virologia la branca di ricerca più
affascinante e remunerativa, scrive Peter Duesberg nel
suo best-seller Il Virus Inventato.
Per incolpare l’Hiv della sindrome Aids, i virologi
furono però costretti a fare salti mortali, a utilizzare
tutti gli stratagemmi e i paradossi possibili ed
immaginabili.
Chiunque osasse mettersi di traverso e fare un’obiezione
veniva bollato come bastian contrario.
Più una persona è famosa, e più si ritiene che essa sia
colta nel suo campo.
Le star internazionali Gallo e Montagnier risposero alla
perfezione a questa forma di divismo scientifico.
Una teoria premiata col
Nobel, ma incapace di reggersi in piedi.
E asserirono al mondo intero che l’Hiv è un nuovo
agente patogeno causatore della nuova malattia Aids.
Ma tale affermazione non stava e non sta in piedi perché:
L’Aids non è una nuova e singola malattia, ma
eventualmente una collezione di 30 o più vecchie ignote
malattie (tanto che né Gallo, né Montagnier, sono in
grado di spiegare la definizione esatta di Aids).
L’Hiv non è un nuovo agente patogeno. Secondo la legge
di Farr, un virus è nuovo solo se la percentuale di
persone infettate aumenta od esplode nel tempo.
La pretesa che l’Hiv sia nuovo è ingenua come quella di
un astronomo che pretende di definire nuova una stella
sconosciuta, solo perché è diventata visibile grazie al
suo più potente telescopio.
L’Aids non è un’epidemia
virale-infettiva, come pretendono Gallo e Montagnier.
Essa non risponde a nessuno dei due criteri infettivi
sopra citati, e ancora meno ai Postulati di Koch.
Ammesso che si trattasse poi di retrovirus, sappiamo che
le centinaia di retrovirus noti non sono altro che innocenti virus di
transito che nulla causano. Ci si aspetterebbe che le massime
autorità del settore, il Gallo e il Nobel Montagnier,
spiegassero con chiarezza perché ritengono il loro
presunto Hiv fatalmente patogeno. Ma la loro risposta
Crediamo che l’Hiv sia patogeno, è classificabile tra le
comiche della televisione, non certo come argomento da
uomini di scienza.
L’infondatezza e le
scappatoie
I sostenitori dell’ipotesi Hiv-Aids non sono disposti ad
accettare nessuna prova contraria, perché sanno di
godere di avere le spalle abbondantemente coperte, dalla
sanità, dalla politica, dalle industrie.
Ricorrono così in modo sistematico a una gamma di scuse,
di scappatoie, basate sull’ignoto, sulla congettura, su
criteri di autorevolezza, su appelli alla responsabilità.
Se nell’organismo la quantità di Hiv (cioè di linfociti
T morti, o messi fuori combattimento) è scarsa o nulla,
ipotizzano l’esistenza di fantasiosi serbatoi
alternativi di virus nascosti, e di speciali vie
aggiuntive di infezione.
Se nel corpo si trovano solo anticorpi anti-Hiv (che
sconfessano già di per sé la loro teoria), li chiamano
anticorpi inefficaci o non-neutralizzanti.
Se il virus non fa ammalare gli animali da laboratorio (iniettati
dal materiale virale supposto Hiv), sostengono che il
virus riesce, non si sa come, a distinguere tra uomo e
scimpanzé (che è poi pressappoco come distinguere tra
maschio e femmina).
Diverse malattie esautoranti
tossico-cibarie-comportamentali, etichettate e
trasformate in una peste di comodo
La realtà è che l’Aids non è una sola malattia ma tante,
tutte sfibranti e nessuna contagiosa.
Tutte di carattere tossicologico, derivanti cioè da cibi
sbagliati e stili di vita sbagliati, non da virus e da
contatti sessuali.
Vale a dire che esistono al mondo molte malattie di
carattere tossico-cibario-comportamentale che portano
la gente ad autodistruggere il proprio sistema
immunitario e a prestare il fianco ad altre malattie
opportunistiche subentranti.
Trattasi di malattie esautoranti ed autodistruggenti
contro le quali nulla si può fare se non cambiare
urgentemente rotta, ammesso che ciò non sia già troppo
tardi.
Gli si possono dare 50 etichette diverse, ed associare
50 virus diversi, senza che il risultato cambi.
Nel caso dell’Aids, i suoi
inventori hanno voluto farne un caso mondiale, dargli un
nome, affibbiargli un virus inesistente, renderlo
contagioso, guadagnarci un oceano di soldi.
La realtà è che la ricerca del sapere e della verità
logica, la scienza che si propone di rispondere agli
interrogativi, sono state soppiantate dal carrierismo,
dalla fame enorme di danaro, dalla sicurezza del posto
di lavoro, dalle sovvenzioni statali, dai benefici
finanziari, dal prestigio dei premi e dei riconoscimenti
posticci.
La nozione Lwoff di virus
latente
André Lwoff iniziò la sua carriera all’Istituto Pasteur
negli anni 20, dove apprese della supposta esistenza di
alcuni virus latenti che apparentemente si addormentano
all’interno della cellula per scoppiare dopo qualche
tempo indeterminato, liberando il virus riattivato.
Diventò il suo chiodo fisso per la vita.
Nel 1953 ritroviamo Lwoff sostenere a spada tratta che
il cancro era conseguenza della riattivazione di virus
latenti.
La sua ipotesi trovò subito credito presso gli
oncovirologi. Ma la teoria del legame tra virus e cancro
si scontrò contro un problema fondamentale. Non si
riusciva a isolare nell’uomo alcun virus tumorale, per
cui il primo postulato di Koch non veniva rispettato.
Le incredibili licenze di un
cadavere di nome virus
La caccia al virus era in pieno fervore e nessun
ricercatore voleva rinunciare alla possibilità di
trovare il virus cancerogeno, e vincere l’ambito trofeo
della sua carriera.
Ecco allora che i biologi superarono d’un colpo sia la
logica e il buon senso, ed anche il paradosso di Lwoff,
inventando una nuova incredibile ipotesi, secondo cui i
virus potevano provocare tumori molto tempo dopo
l’infezione, mentre erano ancora latenti.
Col nuovo paradigma, i postulati di Koch e tutte le
altre regole si disintegravano come per incanto.
Ora, un qualunque virus, pur essendo un cadavere, un
detrito, un microrganismo privo di vita, poteva
addirittura fare miracoli.
Poteva infettare un nuovo ospite un giorno, poteva
andare in letargo o trasferirsi in vacanza-premio a suo
piacere per mesi e anni, e poi provocare un cancro
mortale senza nemmeno essere più presente nel paziente.
Se questo non è medioevo e superstizione, ci si dica
cosa è.
Il ricorso all’artifizio
del cofattore
Quando non si riesce a dimostrare la responsabilità del
virus, si ricorre a una nuova invenzione e a un nuovo
artifizio, chiamato cofattore. A questo punto, i
virologi vorrebbero far credere che un cancro non ha più
bisogno di una infezione virale, ma addirittura di due
infezioni separate. Se poi queste due non bastano, e ci
sono altre discrepanze da giustificare, poco male.
Si inventano altri cofattori aggiuntivi e il gioco è
fatto.
Gli oncovirologi e il
terrorismo medico
Nel 1969, Robert Huebner pubblicò un articolo-chiave che
andava oltre l’ipotesi di Lwoff, dove sosteneva che
tutti i tipi di tumori umani erano causati da virus
latenti che si risvegliavano causando il cancro non
appena radiazioni o altri cofattori pericolosi
attaccavano l’organismo.
Una vera crociata a favore
dell’oncovirologia, a cui si unì pure il premio Nobel
James Watson.
Addebitando il tumore a dei virus, gli oncovirologi
riuscirono ad accaparrarsi l’interesse del pubblico
attraverso una diffusa campagna basata sulla paura più
nera.
L’11 maggio 1990, il Los Angeles Times Magazine pubblicava
una grande foto a colori di una giovane coppia dall’aria
spaventata, a fianco di un titolo particolarmente
sinistro:
Relazioni Pericolose.
Si leggeva tra l’altro: Patty e Victor Vurpillar sono
affetti da un ceppo dell’Hpv (papilloma virus umano), il
virus che si nasconde dietro una delle malattie a
trasmissione sessuale più diffuse del paese, e che sta
diventando il principale indiziato del cancro della
cervice.
Quel che è peggio, è che alcune persone stanno
diffondendo il virus senza nemmeno saperlo. Un autentico
bombardamento terroristico, privo di motivi se non
quello solito di spillare quattrici alla gente.
Storia delle ultime
pestilenze chiamate Hv (herpes virus) e Hpv (human
papilloma virus)
I microbiologi cominciarono a studiare il cancro della
cervice ancora nel XIX secolo, quando un medico italiano
riscontrò che questo tipo di tumore colpiva più
facilmente le donne sposate che le monache.
Una varietà di microbi fu ritenuta responsabile della
malattia, compresi i batteri della sifilide e della
gonorrea, i micoplasmi, le clamidie e il triconomas che
è un protozoo.
I virologi entrarono in
campo negli anni 60, subito dopo che il virus di
Epstein-Barr era stato isolato e ritenuto (a torto)
responsabile del linfoma di Burkitt (che in realtà si
rivelò essere, come al solito, malattia tossicologica e
non virale-infettiva).
Nel 1966 i virologi giocarono di nuovo sporco,
rispolverando l’asserzione che le pazienti con cancro
della cervice tendevano ad aver avutro più rapporti
sessuali rispetto a quelle meno attive sessualmente.
In più, un laboratorio gettò ad arte benzina nel fuoco,
riferendo che le pazienti cancerogene avevano avuto in
precedenza un’infezione da herpes.
Questo era un boccone troppo ghiotto per lasciarselo
sfuggire.
La carta fasulla dell’herpes
tipo II
In due anni riuscirono a distinguere due tipi di herpes,
il tipo I (più comune, intorno alla bocca) e il tipo II
(infezione ai genitali, cervice compresa).
E quest’ultimo diventò per anni il bersaglio preferito,
come presunto responsabile del cancro.
Ma anche qui si dovettero fabbricare nuove ipotesi
assurde e fantasmagoriche.
Secondo questa teoria, il virus prima infettava e
uccideva milioni di cellule, ma ogni tanto faceva
cilecca e si mescolava con delle cellule diventando
impotente. Le balle e le bufale vennero ben presto a
galla.
L’85% degli americani adulti sono infettati dal virus
herpes II in modo spesso asintomatico, compreso donne
prive di alcun segno di cancro al collo dell’utero.
Molte donne poi, affette dal tumore alla cervice, non
erano addirittura mai state infettate dal virus herpes
II. Cose da chiodi.
Con le loro ipotesi
demenziali i virologi-infettologi diventarono lo
zimbello della comunità scientifica
Nel 1983, i virologi-infettologi disperati ma mai
disposti a mollare l’osso, proposero una nuova trovata
da Carnevale.
Sostennero l’ipotesi di toccata e fuga, per cui
l’herpes virus infetterebbe brevemente le cellule della
cervice delle donne ignare, provocando qualche
misterioso cambiamento.
Questa idea peregrina minacciava di rendere i virologi
lo zimbello della comunità scientifica. Come si potevano
mai fare delle sperimentazioni e delle teorie per
dimostrare un evento ipotetico che non lasciava traccia
? Eppure questa ipotesi demenziale sopravvisse in
medicina fino agli anni 90.
L’arrivo dell’ultima
brillante trovata: quella del papilloma virus
Nel 1977, un virologo tedesco, Harald zur Hausen, che
lavorava al centro di ricerche sul cancro di Heidelberg,
propose un altro virus come agente responsabile del
cancro alla cervice.
Si trattava dell’Hpv (human papilloma virus), un virus
non aggressivo che causa delle innocue verruche.
Tant’è vero che le prove a favore di questa ipotesi Hpv
sono tutte regolarmente fallite e naufragate.
Infatti, non appena Harold zur Hausen e i suoi colleghi
si accorsero che:
A) Metà delle donne americane era regolarmente
portatrice del virus Hpv
B) Solo l’1% della popolazione femminile portatrice Hpv
sviluppava poi il cancro
C) Un terzo di quell’1% non era comunque mai stato
infettato dal virus Hpv, conclusero giustamente di aver
seguito una pista sbagliata e, da scienziati onesti,
cestinarono il tutto.
C’è anche chi è bravo a pescare nei cestini e tra i
rifiuti, e a rilanciare il tutto in grande stile
Ma il mondo è fatto di persone per bene ed anche di
filibustieri.
Perché mai buttare via tutte quelle ricerche, quelle
ipotesi, quelle buone occasioni per fare denaro sulle
spalle della povera gente, sulle spalle delle donne,
sulle costole di Eva?
Abbiamo perseguitato i maschi, e raggranellato enormi
capitali sull’Aids maschile, perché non fare lo stesso
tiro mancino alle donne, e trasformare l’Hpv in un nuovo
planetario Aids femminile ?
Questo si devono essere dette certe industrie
farmaceutiche.
Il virus Hpv provoca papillomi o verruche, ovvero
piccole escrescenze anomale e non maligne di cellule che
possono comparire e scomparire spontaneamente nel giro
di una settimana.
A patto che non venga messo in crisi dal fumo e dal
caffè, dai cibi sbagliati e da stili di vita assurdi, da
pensieri e atteggiamenti negativi, il sistema
immunitario riconosce le proteine virali e fa piazza
pulita con estrema facilità sia delle verruche che dei
virus che le hanno provocate.
Il cancro della cervice
non è contagioso ed ha
motivazioni tossicologiche
Le spiegazioni più plausibili dei rari casi di cancro
della cervice rimangono quelle del cattivo
invecchiamento (cibi e stili sbagliati prolungati nel
tempo), del fumo, dell’uso continuo di contraccettivi.
In ogni caso, il cancro della cervice non è contagioso
per nessuno, essendo una situazione personale e
irripetibile riguardante esclusivamente la paziente che
se lo è fabbricato.
Chiaro poi che i cacciatori di virus, al soldo di ben
specificate industrie del farmaco e del vaccino,
continuano a propagandare l’ipotesi virale.
Per cercare di risolvere i tanti paradossi e i tanti
vuoti logici, i virologi, quanto mai corrotti e in
malafede, hanno persino riportato in auge il virus
herpes Simplex II, come cofattore Hpv, fingendo di
ignorare che in matematica zero più zero fa ancora zero,
per cui due cofattori assurdi non producono un fattore
concreto.
Eppure, la Diogene Diagnostics, una ditta di
biotecnologie del Maryland, ha ottenuto l’appoggio e i
fondi del governo federale per il suo test del papilloma
virus.
Molti altri laboratori di
ricerca, sulla scia di questo fatto, hanno bussato ai
finanziamenti del Nhi, per cui la frode prosegue e va
avanti in tutto il mondo. La beffarda teoria del
papillovirus: terrorismo
puro al servizio della donna.
Tutti parlano ormai la lingua della pestilenza e del
lazzaretto. Gli scagnozzi delle
industrie
farmaceutiche stanno convertendo mezzo
mondo alla loro beffarda teoria Papillovirus.
Hanno oliato per bene governi, stati e sanità.
Si sono comprati giornali,
riviste e canali televisivi. Tutti parlano ormai la
loro lingua, la lingua della pestilenza e del lazzaretto.
Terrorismo puro
al servizio della donna - vedi:
Guerra contro le Donne
Stanno arringando la popolazione femminile, invitandola
a fare sonni tranquilli, a non aver paura di
niente.Basterà solo far vaccinare bambine e adolescenti,
per ora dai 10 anni in poi, ma più avanti forse già
dalla culla.
Decine di
vaccini pronti e
altri
centinaia in cantiere
Loro hanno già pronti 20-30 vaccini per i diversi tipi
di Hpv appena individuati, ma ne stanno già preparando
un altro centinaio.
Anche perché il virus Hpv consta di un’infinità di
varianti, per cui la copertura totale, la protezione
globale dalle infezioni, si realizzerà mediante non una
o due vaccinazioni/anno, ma con qualche decina di esse.
Fuori e dentro gli ambulatori, con grande soddisfazione
dei Nuovi Monatti, i quali, udite udite, amano
spacciarsi per benefattori dell’umanità e, sulle orme di
Luc Montagnier, sono puire in corsa per il Nobel.
La motivazione ufficiale
sarà Per i loro grandi meriti e le loro benemerenze,
per la difesa dell’amore e della vita, della serenità di
bambine, donne e controparti maschili.
Come difendersi dai monatti e dagli untori del Terzo
Millennio
I test diagnostici e le vaccinazioni non sono solo
interventi inutili, superflui, assurdi, seccanti (a meno
che qualcuna non ami stare più negli ambulatori che a
casa o distesa sull’arenile a prendersi il sole), ma
possono pure avere drammatiche conseguenze.
Come difendersi dunque dai monatti e dagli untori del
Terzo Millennio ?
Molto semplice.
State tutte felici, pimpanti e tranquille, verruche o
non verruche, e migliorate le vostre conoscenze sulla
salute, studiando di più, andando più di frequente a
spasso per campi e i boschi, a respirare aria pura e a
raccogliere erbe selvatiche.
Meglio se in buona compagnia dell’amico o del fidanzato
(per le maggiorenni), del marito o dell’amante (per le
sposate), delle sorelle o delle amiche (per le monache),
frequentando più il fruttivendolo che la macelleria e la
formaggeria, lasciando le farmacie e gli ambulatori per
le rarissime emergenze, o meglio ancora per il 32
dicembre e per il 30 febbraio di ogni anno.
Non date retta ai persecutori e riscoprite la grandezza
di Florence Nightingale
Fate una bella pernacchia a tutti i rivoltanti agenti
della paura.
Non date retta alla coalizione del maschilismo
farmaco-vaccino-terrorista.
Riscoprite il maggior medico della storia, la magnifica
dottoressa inglese Florence Nightingale, ed imparate a
memoria il suo prezioso insegnamento.
Non fatevi condizionare ed accalappiare da chi vuole
trasformarvi da sexy e procaci creature, o comunque da
simpatiche compagne e controparti del maschio, in
orribili esche rivoltanti, in trappole infernali, in
esseri dai seni tagliati e siliconati, in depositi
viventi di verruche, di herpes e di papillomi.
Non siate arrendevoli.
Ribellatevi a questa colossale ed epocale macchinazione
persecutoria nei vostri confronti.
By GPaolo Vanoli & Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA (Associazione
Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo
(Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
"Gli
esseri
umani, la
forma
potenzialmente
più elevata
di
espressione
della vita
su questo
pianeta ha
costruito la
vasta
industria
farmaceutica
con lo scopo
primario di
avvelenare
la forma di
vita "più
bassa"
presente sul
pianeta, i
germi !
"Una delle
più grandi
tragedie
della
civiltà
umana è
quella di
dare la
precedenza
alle
sostanze
chimiche
invece che
all'alimentazione"
- By Dott.
Richard
Murray
"Nelle
scienze, le
persone
considerano
con slancio
come loro
propria
proprietà
personale
quello che
hanno
imparato ed
è stato
trasmesso a
loro dalle
università e
dalle
accademie.
Se qualcun
altro arriva
con nuove
idee che
contraddicono
il Credo e
di fatto
minacciano
persino di
rovesciarlo,
allora tutti
gli sforzi
vengono
indirizzati
contro
questa
minaccia e
nessun mezzo
viene
lasciato
intentato
per
sopprimerla.
Le persone
fanno
resistenza
in tutti i
modi
possibili:
fingendo di
non averne
mai nemmeno
sentito
parlare,
parlandone
con
disprezzo,
come se non
valesse
nemmeno lo
pena di
approfondire
l'argomento.
E così una
nuova verità
può avere
una lunga
attesa prima
di venire
finalmente
accettata."
- By Goethe
Le
concezioni
erronee
sulla salute
sono
radicate
nella nostra
cultura. La
strada per
capire il
processo di
mantenere e
ripristinare
salute è
stata lunga
e contorta.
La scienza
ha preso il
sopravvento
sulla
conoscenza
antica e
intuitiva,
ha fatto
errori
colossali,
rimanendo
aggrappata
ad essi nel
timore di
venire
sopraffatta.
La saggezza
e le
scoperte
scientifiche
sono state
rigettate a
favore di un
sistema più
diffuso,
conveniente,
o
politicamente
desiderabile.
Proprio come
Socrate è
stato
avvelenato
per le sue
idee, e
Galileo è
stato
forzato da
un clero
fanatico a
ritrattare
le sue
dichiarazioni
sull'astronomia,
ignoranza e
potere
possono
essere una
combinazione
pericolosa.
Noi non
prendiamo
malattie. Le
fabbrichiamo.
Lavoriamo
duramente
per
sviluppare
le nostre
malattie.
Dobbiamo
lavorare più
duramente di
quanto
dobbiamo per
ripristinare
la salute.
La presenza
di germi non
costituisce
la presenza
di una
malattia.
I batteri
sono gli
spazzini
della Natura
... riducono
i tessuti
morti agli
elementi di
base. I
germi o i
batteri non
hanno alcuna
influenza di
alcun genere
sulle
cellule vive
e sane.
I germi o i
microbi
prosperano
facendo gli
spazzini
nelle aree
malate.
Vivono solo
con i
rifiuti
metabolici
non
elaborati e
con i
tessuti
malati,
denutriti e
deboli. Non
sono la
causa della
malattia,
allo stesso
modo che le
mosche e i
vermi non
sono la
causa della
spazzatura.
Le mosche, i
vermi e topi
non causano
la
spazzatura
ma piuttosto
si nutrono
della
spazzatura.
Le zanzare
non sono la
causa dell'
acqua
stagnante.
Vediamo
sempre i
pompieri
vicino al
fuoco, ma
non
significa
che abbiano
causato il
fuoco. Le
iene e gli
avvoltoi
ripuliscono
la prateria
e la savana
dai
cadaveri,
non sono la
causa della
morte.
La
medicina
occidentale
insegna e
pratica le
dottrine del
chimico
francese
Louis
Pasteur
(1822-1895.)
La teoria
principale
di Pasteur è
nota come la
Teoria dei
Germi della
Malattia.
Tale teoria
afferma che
specie fisse
di microbi
da una
sorgente
esterna
invadono il
corpo e sono
la prima
causa di
malattia
infettiva.
Il concetto
che tipi di
batteri
immutabili
causano
malattie
specifiche è
stato
ufficialmente
accettato
come il
fondamento
della
medicina
allopatica e
della
microbiologia
verso la
fine del 19º
secolo in
Europa.
Chiamato
anche
monomorfismo,
(condizione
di avere una
singola
forma,)
venne
adottato dal
complesso
medico
industriale,
che iniziava
ad
affermarsi
verso la
svolta del
secolo.
Questo
cartello
si organizzò
intorno all'Associazione
Medica
Americana
(AMA),
costituito
da interessi
legati al
commercio di
farmaci, con
lo scopo di
manipolare
il sistema
giuridico
per
distruggere
la
professione
medica
omeopatica.
Controllato
dalle
società
farmaceutiche,
il complesso
è diventato
un affare da
trilioni di
miliardi di
Euro
all'anno.
Include
anche molte
compagnie di
assicurazioni,
l'Amministrazione
per gli
Alimenti e i
Farmaci (FDA),
gli Istituti
Nazionali
della Salute
(NIH), i
Centri per
il Controllo
delle
Malattie (CDC),
gli Ospedali
e le
strutture di
ricerca
delle
università,
le varie
associazioni
sulla
ricerca su
qualsivoglia
malattia, il
Ministero
della
Sanità,
quando il
ministro è
un medico
che è stato
messo lì
dalla lobby
delle case
farmaceutiche.
La dottrina
dei microbi
ha dato
origine alla
tecnica
della
vaccinazione
che è stata
iniziata
ciecamente
nel 1796 da
Edward
Jenner.
Jenner ha
preso del
pus dalla
ferita
purulenta di
una mucca
malata e
l'ha
iniettato
nel sangue
dei suoi
"pazienti".
Così si
diede inizio
a una
spregevole
pratica
(chiamata
i,propriamente
immunizzazione
o
vaccinazione)
la cui forma
è cambiata
di poco ai
giorni
nostri, e la
cui
comprensione
è ancora
oscurata
dalla teoria
di Pasteur.
Tale
dottrina ha
dato origine
anche allo
sviluppo
degli
antibiotici,
di cui il
primo è
stata la
penicillina
nel 1940. Un
antibiotico
è materiale
di rifiuto
velenoso di
germi,
utilizzato
nel
tentativo di
ucciderne
altri. La
penicillina
è il veleno
di un fungo.
Questo ha
causato la
proliferazione
delle forme
aggressive e
resistenti
di
microorganismi
che ci
perseguitano
oggi.
Il
Microscopio
Universale
di Rife,
sviluppato
dalla fine
degli anni
'30
all'inizio
degli anni '
40, ha
dimostrato
chiaramente
che i germi
(i
microrganismi)
sono il
risultato di
malattie
(gli
spazzini di
cellule
morte) e non
la causa. Se
dei germi
sono
coinvolti,
si
presentano
come sintomi
principali
di quella
condizione
generale.
Sebbene i
germi non
causino
malattia, i
sintomi
secondari
sono
prodotti in
risposta
alla loro
attività
(chiamata
comunemente
malattia).
Una delle
ragioni per
cui la
comunità
medica
convenzionale
non vede
tutta la
scena sono i
metodi con
cui guarda.
Molto
dipende da
come e con
che cosa si
guarda.
In Istologia
Fondamentale
di Junqueira
& Carneiro,
3 a edizione
del 1980,
scopriamo le
limitazioni
del
microscopio
elettronico
per il fatto
il fascio di
elettroni
richiede
l'uso di
sezioni di
tessuti
molto
sottili in
una
condizione
di un vuoto
elevatissimo.
Gli autori
affermano a
pagina 9:
"Queste
condizioni
impediscono
l'uso di
materia
vivente...
e... il
fascio di
elettroni su
di un
tessuto può
danneggiarlo
e produrre
cambiamenti
indesiderati
alla
struttura
del tessuto.
Dirigendo un
fascio di
elettroni su
una scena
vivente e
mutevole
come un
campione di
sangue, per
esempio,
l'ordine
viene mutato
e il
campione di
sangue
risulterà
alterato.
Gli
osservatori
fanno una
fotografia
di questa
situazione
disorganizzata
e la
interpretano
come se
fosse
l'intera
storia.
Durante lo
studio e
l'interpretazione
di sezioni
di tessuti
colorati
osservati al
microscopio,
il prodotto
osservato è
il risultato
finale di
una serie di
processi che
distorcono
notevolmente
l'immagine
osservabile
nel tessuto
vivente e
non è più la
scena
inizialmente
presente sul
vetrino.
È stato
suggerito in
passato che
i puntini
visti con il
microscopio
elettronico
identificati
come virus
potrebbero
essere,
molto più
che
probabile,
niente di
più che
particelle
di proteine,
senza vita,
degradate -
peptidi
disintegrati
dalla
morte
cellulare -
resti
catabolici
di
citoplasma,
o proteine
prodotte
dalle
cellule in
risposta al
terreno
biologico
non più
equilibrato.
È stato
riportato da
ricercatori,
in cerca di
ipotetici
virus
"elusivi",
che i virus
possono "
imitare" i
tessuti
umani !
infatti sono
tessuti
umani.
Tratto dal
altrogiornale
-
medicinenon.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
PROMEMORIA:
La
duplicazione
dei virus
avviene per
opera delle
cellule,
quindi per
opera del
terreno
!
Cio’ e’ vero
ed il
meccanismo
e’ questo:
Il
DNA-RNA
e’
una antenna
ricetrasmittente,
data anche
dalla sua
forma ad
eslisse;
qualsiasi
pezzo di
DNA (acidodesossidoribolnucelico)
e’ on grado
di
ricevere
e
trasmettere
informazioni
ad altro
DNA, in un
processo di
scambio di
informazioni;
qualsiasi
virus (proteina
complessa di
lipidi a
DNA)
eterologo od
autologo e’
in grado di
farlo. In un
processo di
mitosi, cio’
avviene
regolarmente
seguendo
meccanismi
identici.
Si dice: autologo -
" di organo, tessuto,
sostanza,
micro
organismo,
virus,
derivati da, o presenti nei
propri tessuti o cellule .
Si dice:
eterologo -"di organo, tessuto o sostanza organica
o micro
organismo,
virus, che proviene
da una specie diversa da quella considerata o peggio da una
specie animale diversa;
esempio
quelli
derivanti
dai
Vaccini").
Quando vi e’
la morte
cellulare (apoptosi
susseguente
a
stress
ossidativo
cellulare
intenso),
essa si
disgrega, si
disintegra
nel sue
varie parti,
grazie ai
propri
lisosomi,
anche perche’
la
membrana
cellulare
che
trattiene e
contiene il
citoplasma
perde di
valore =
carica
bioelettronica,
che si
abbassa
sotto i 15
microvolt
per vari
motivi: intossicazione
endo
cellulare,
mancanza di
eliminazione
di tossine e
nutrimento
di sostanze
vitali, o
per la
conseguente
alterazione
della carica
bioelettronica
della
matrice
extracellulare,
introduzione
di proteine
tossiche a
DNA, cioe’
virus
eterologhi
(per esempio
quelli dei
vaccini)
, essa si
“rompe e
rilascia” il
suo calla
matrice
extracellulare
il suo
contenuto (mitocondri,
nucleo,
reticolo
emoplasmatico,
enzimi
presenti,
ecc.); i
mitocondri
(ricordiamo
che ogni
cellula ne
contiene
almeno 30
mila che
producono
energia
termica e
biolelettronica),
alcuni si
disintegrano
completamente,
altri
rimangono intatti
o si
disintegrano
in parte
mantenendo
il loro
contenuto
informazionale=DNA,
il quale
circolando
nell’organismo,
quando viene
a trovarsi
vicino ad
altre
cellule,
trasportato
dai liquidi
corporei,
anche quelli
della
matrice
extracellulare,
viene da
esse, le
cellule
contattate,
“detettato”
cioe’
rivelato e
testato,
cioe’ letto
dal DNA
della
cellula
nelle
vicinanze,
la quale, se
autologo,
gia’ lo
conosce e
riconoscendolo
come
sostanza
proteica di
scarto,
informa
tutto il DNA
dell’organismo
e quindi il
sistema
emuntorio
(in primis
quello
renale) se
ne fa carico
per
eliminarlo
dall’organismo,
ma se la
cellula e/o
tessuto
cellulare
e’gia piu’ o
meno malata/o,
potrebbe
introdurselo
nel
citoplasma
per “testarlo”(per
un
meccanismo
di
riconoscimento
errato), con
le
conseguenze
del caso; se
invece essa
e’ sana, lo
isola,
informando
tutto
l’organismo
dello scarto
proteico
presente nell’organismo,
scarto che
deve essere
eliminato
utilizzando
le normali
vie
emuntorie
del corpo,
se esso vi
riesce
altrimenti
rimanendo
nell'organismo
puo'
rimanere
latente per
anni e
ricomparire
con il suo
carico
informazionale
tossico e
danneggiare
il sistema
vitale
corporeo.
Se quella
proteina
complessa (di
scarto)
virale, non
e’ autologa
ma eterologa,
sempre
quella
cellula
nelle
vicinanze
del virus (ripetiamo
che il virus
e’ una
proteina
complessa a
DNA), DEVE
leggere il
suo DNA per
identificarlo
e cosi
facendo NON,
essendo una
informazioni
gia’
presente nel
suo DNA (cosi
come in
tutto il DNA
corporeo che
e’
costantemente
informato
del proprio
DNA autologo)
essa lo
decodifica,
lo legge e
cosi’ si
INFORMA,
cioe’
subisce
facilmente
mutazioni
nel suo DNA
autologo (quando
la cellula
non e’ sana)
e quindi
ecco che si
manifesteranno
anomalie
cellulari
(stress
ossidativo),
tessutali (intossicazioni
ed
infiammazioni),
con le
conseguenti
malfunzioni
organiche e
sistemiche
nel soggetto,
oppure se
mediamente
sano
l’organismo
invia quelle
proteine
complesse a
DNA nei
depositi di
grasso nei
vari tessuti,
nei quali
puo’
rimanere
inerte per
decenni
salvo poi
“risvegliarsi”
essere
utilizzato
in uno stato
febbrile
rilasciando
il suo
potere
informazionale
virulento,
intossicante
se queste
proteine
tossiche non
vengono
eliminate.
E’ quindi la
decodifica
effettuata
dal DNA
cellulare,
per il
riconoscimento
preciso del
DNA
eterologo,
che comporta
il pericolo
per la
cellula (non
completamente
sana) in
special modo
il DNA
mitocondriale
che e'
deputato a
tale
riconoscimento;
quindi,
meglio
evitare di
far
circolare
DNA
eterologo
nell’organismo,
di
conseguenza
MEGLIO NON
vaccinarsi,
perche ' i
Vaccini
introducono
materiale
tossico
nell'organismo
e proteine
complesse a
DNA, cioe'
Virus.
-
vedi:
Contenuto
dei Vaccini
Questo il
meccanismo
genetico,
per esempio
dell'azione
dei
vaccini
nelle
cellule, ma
occorre
anche tenere
presente la
grave
intossicazione
da parte dei
vaccini
che
contengono
metalli
tossici,
sostanze
tossiche
non
autologhe
che
determinano
SEMPRE
reazioni
immunitarie
abnormi con
conseguente
immunodepressione
+ gli stati
infiammatori
cellulari,
tissutali,
organici
consequenziali…
ecc.
Qualche
cenno
storico
sugli "ingoiatori"
di
MICRORGANISMI,
"germi
batterico
virali"
Personaggi
storici come
il prof. Max
Joseph
Pettenkofer
(1818-1905),
grande
igienista e
docente a
Vienna e
Monaco, od
il dr Thomas
Powell,
scomparso in
California
qualche
decennio fa
all’età di
88 anni, e’
considerato
l’uomo che
nella storia
ha consumato
di
proposito,
più germi
infettivi di
chiunque
altro, o il
dr John
Fraser di
Toronto, il
dr William
Osler, lo
stesso
Arnold Ehret,
e tanti
altri che
non
esitarono a
trangugiare,
in pubblico
o di fronte
a delle vere
giurie,
bicchieri
colmi di
colture
microbiche a
base di
batteri-virus
tipo
difterite,
colera,
tubercolosi,
meningite,
febbre
tifoidea,
dimostrando
cosi’ che i
microbi ed i
virus non
sono causa
di malattia.
Questa la significativa corrispondenza
tra una studentessa di Charleston-West Virginia, e il
rimpianto igienista americano T.C. Fry, premiato alla
Sorbona di Parigi con laurea honoris causa, che
chiarisce diverse cose.
“Se è vero come dice lei che nemmeno le VD (venereal
diseases o malattie veneree) sono contagiose, perché
succede che, quando uno va con un partner sessuale
ammalato, si ammala della stessa malattia ? E’ difficile
poi pensare che il morbillo non sia contagioso.Vorrei
davvero crederle, caro dr Fry, ma ho bisogno di maggiori
spiegazioni e giustificazioni per poterlo fare”.
RISPOSTA del dr Fry: “Tieni presente che le VD, non si
chiamano più sifilide e gonorrea, e che la sifilide non
viene più imputata alle famose spirochete, mentre i
gonococchi sono stati esentati da responsabilità nella
gonorrea. Oggi, quando si parla di VD, le malattie alla
moda sono l’herpes e la NGU (non-gonococcal urethritis)”.
Chissa’ in futuro quali altri capri espiatori verranno
richiamati agli albori della cronaca, dalla medicina
ufficiale….
La
STORIA del dr. NOGUCHI.
Il dr Noguchi del Rockefeller Institute, era negli anni
scorsi il più osannato ricercatore in fatto di malattie
veneree. Per sua sfortuna scoperse troppe cose scomode.
Scoperse ad esempio che le spirochete sono presenti solo
nel 75% dei casi, e non nel 100%, come dovrebbe essere
se fosse davvero il Treponema Pallidum a causare la
malattia.
Scoperse pure che il contatto e l’assunzione delle
spirochete, non erano causa di infezione in centinaia di
soggetti maschi testati.
A conferma delle sue ricerche, c’erano i ripetuti
esperimenti condotti dalla Marina Americana, che più
volte usò gruppi di marinai volontari, messi a contatto
intimo prolungato e non protetto con prostitute
giapponesi sifilitiche, senza che nessuno di essi
sviluppassero alcuna malattia.
L’innocuità
assoluta di tutti i casi di sifilide cronica e di
uretrite non-gonococcica, e dei vari tipi di herpes,
regolarmente guariti in pochi giorni con semplice
digiuno
ad acqua distillata, senza alcun farmaco, senza
penicillina, senza bismuto, mercurio o arsenobenzolo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nulla
al mondo si prende per contagio, se non la scemenza e la stupidità.
La prima cosa che mi viene in testa è chiara e lampante:
non ho alcuna paura della febbre.
Sono disposto a sfiorare o baciare in senso tecnico la
prima ragazza disponibile, messicana o newyorkese, con
40 di febbre suina aviaria-caprina ed asinina, per
dimostrare al mondo che non si prende un accidente.
Sono disposto a farlo di fronte a una commissione
internazionale indipendente di tecnici e scienziati
verificatori, per dimostrare che niente e nulla al mondo
si prende per contagio, quando il proprio sistema
immunitario funziona al meglio. Mi servirà solo il nulla
osta di mia moglie.
Il
discorso vale per l’Aids, il
papilloma e tutto il resto.
Ma il mondo allora è fatto di filibustieri da un lato e
di gente inscimunita dall’altro ? Mi ha chiesto
incredula una gentile signora milanese. E’ esatto, le ho
risposto. Oppure, se vuole, i pochi sani stanno in
manicomio e i veri matti stanno tutti fuori.Tutti pronti
ad indossare la mascherina, e poi a toglierla per
addentare il cuore del vitellino e la trippa di sua
madre mucca.
Per non dire del maiale, massimo traguardo del
porco-uomo nell’Era Spirituale dell’Acquario.Tutti con
le mascherine e gli spray. Tutti pronti a proteggersi e
cautelarsi.
Tutti chiusi nelle proprie stanze di fronte al computer.
Tutti tremebondi e disorientati.
Ma, non appena arriva il morso della fame, tutti pronti
a strappare la mascherina di bocca e a gettarsi sulla
coscia della povera gallina decapitata il giorno prima.
Tutti pronti ad addentare il cuore del vitellino o le
trippe di sua madre, massacrati senza alcuna pietà nel
macello del circondario.
Per non dire del maiale, massimo traguardo culinario del
porco-uomo del Terzo Millennio, ovvero dell’Era
Spirituale dell’Acquario, che la grande civiltà Maya ha
datato col 22 dicembre 2012.
Andiamo dunque a interrogare la Scienza Salutistica
più affidabile e più libera da corruzione
Ma andiamo a vedere cosa ne pensa la Scienza della
Salute, l’Igienismo Naturale, ovvero l’unica fonte
attendibile e libera da corruzione in questo mondo folle
e sbandato, sull’infettività dei microrganismi.
Lo scienziato tedesco Robert Koch (1843-1910) ha fissato
le leggi e i paletti adatti a capire quando si può
accusare un batterio (e a maggior ragione un virus) di
essere il vero responsabile di un’epidemia:
Il
microrganismo deve essere trovato in ogni caso di
malattia (in ogni persona colpita).
Il microrganismo non deve essere trovato nei soggetti
che non presentano i sintomi della malattia.
Il microrganismo deve essere capace di sopravvivere (batterio)
o di permanere (virus) fuori dai tessuti del corpo.
Il microrganismo, reintrodotto nell’organismo, deve
essere in grado di riprodurre lo stesso tipo di malattia
causata in precedenza.
Ai suoi tempi non erano ancora conosciuti i virus, ma le
leggi di Koch valgono oggi sia per i batteri che per i
virus (anzi valgono ancora meglio per i virus, essendo
essi parassiti non viventi ed incapaci di rilasciare
tossine o di adattarsi a mutazioni ambientali come
avviene per i batteri).
Criteri di infettività non rispettati nel caso di
diverse malattie considerate infettive
Caso 1) Già l’eminente ricercatore canadese William
Osler (1849-1919) scoperse che il bacillo della
difterite è assente nel 28-40% dei casi di difterite. La
prima legge di Koch, per cui il batterio/virus deve
essere trovato in ogni caso di malattia, non viene
rispettato nella tubercolosi, nella difterite, nella
febbre tifoide, nella polmonite e in altre malattie.
Caso 2) Nemmeno la 2° legge viene rispettata, perché
specifici batteri/virus della malattia si trovano
ripetutamente anche in soggetti nei quali non ci sono
sintomi della malattia stessa.
Caso 3) Anche la 3° legge non viene rispettata, perché i
batteri/virus non sono capaci di vivere o di prolificare
fuori dai tessuti corporali.
Anche per
i 3 casi citati ho parlato di batterio/virus associati,
nel senso che il discorso vale per entrambi.
Sono le condizioni di suscettibilità del paziente a fare
del batterio o del virus un agente infettivo
La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una
serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide,
difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero
fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari
sani e ben pagati.
Il risultato ? Nessuno di
essi si ammalò.
Ma, quando le condizioni di suscettibilità vengono
interdette, tutto il discorso cambia, a conferma del
fatto che sono le condizioni del corpo ospitante a
determinare il tutto, e non il microrganismo in sé.
Il batterio o il virus da solo (Dr Shelton’s Hygiene
Review, feb 1972) possono causare una malattia niente
più di come un fiammifero non acceso ed attivato può
causare un incendio.
Non possiamo schivare i batteri e i virus. Dobbiamo
essere a prova di entrambi.
Possiamo evitare le malattie solo mantenendoci in uno
stato ottimale di salute tale per cui i batteri e i
virus nulla possono contro di noi.
Batteri amici indispensabili, accompagnatori ma non
causa di malattia
I batteri sono ubiquitari, stanno con noi da quando
nasciamo a quando moriamo. La vita sul pianeta sarebbe
impossibile senza di essi.
Trattasi dunque di creature amiche, di collaboratori
ottimi, di preziosi alleati mangia-rifiuti, e non certo
di nemici.
Entrano in azione immediatamente quando c’è una
pericolosa accumulazione di materiale tossico che
minaccia l’integrità del nostro corpo.
Non si nega che i batteri siano intimamente associati
con molte malattie anche serie.
Non si nega che essi elaborino certe tossine e che
emettano pure nel nostro corpo i loro rifiuti corporei,
complicandoci ulteriormente la vita.
Non si nega il ruolo dei batteri nell’evoluzione della
malattia.
Ma essi non sono affatto la causa primaria e
fondamentale della malattia, come troppa gente pensa, in
fotocopia con la medicina ufficiale.
I virus come detriti cellulari interni o comunque come
entità esterne inanimate nelle quali ci imbattiamo
regolarmente
I
batteri accompagnano le malattie, non le causano, il che
è cosa assai diversa.
Pressappoco lo stesso discorso si può fare per i virus.
Le condizioni dell’ammalato derivano sempre dal suo modo
improprio e fasullo di vivere e di mangiare, non dai
batteri e non dai virus in sé.
I batteri non producono malattia: è la malattia che li
produce.
I virus invece non sono altro che detriti cellulari (derivati
da nostre cellule spente e morte).
Più che amici, sono sostanze inevitabili che formiamo al
nostro interno con la continua morìa cellulare, oppure
sostanze esterne nelle quali ci imbattiamo.
Non sono entità viventi come i batteri, e sono incapaci
di riprodursi in un ospite sano, dotato cioè di sistema
immunitario funzionante.
E’
assurdo parlare di moltiplicazione dei
virus.
Ci può essere solo sommatoria ed accumulazione, derivata
sempre dalla moria continua e massiccia di nostre
cellule spente, le quali, se non vengono pulite con
regolarità da un bel sangue fluido e scorrevole,
diventano alimento proteico per i batteri ed anche
garitta o guscio di inserimento per i virus cadaverali
acquisiti dalle carni, dal pesce, dai latticini, dai
gelati, dagli yogurt, dalle uova e da tutte le folli
proteine animali di cui l’umanità pazzoide si nutre.
I cibi sbagliati, carnei, cotti, zuccherati, lattati,
ovati, salati, incaffeinati ed intheati, hanno la
caratteristica di sospendere il normale processo
metabolico cellulare, e di far accumulare nel proprio
corpo i propri detriti cellulari.
Alla fine, si va a peggiorare ed a rendere densa e
rallentata la qualità del liquido nobile che ci nutre e
ci ripulisce, del rosso e scorrevole sangue che diventa
meno rosso e meno scorrevole, e che la medicina cerca
poi di migliorare a colpi di eparina.
L’estrema
pericolosità delle proteine animali in ambito virologico
E’ per questo che ogni piatto di carne, più che dannoso,
è disastroso e micidiale per l’essere umano, dotato come
è di un sistema gastrointestinale, di un sistema
immunitario, di un sistema-corpo, smaccatamente
fruttariani, e per niente onnivori certi nutrizionisti
universitari vanno tuttora insegnando, in questo pianeta
quanto mai sprovveduto ed oscurato dall’ignoranza più
nera.
Ai cani, ai gatti e alle iene, le proteine animali non
causano grossi inconvenienti, essendo essi attrezzati di
potenti acidi e di formidabili enzimi antiurici, nonché
di un sangue acido, e non alcalino come quello umano.
Cosa sono
dunque queste entità sotto-microscopiche chiamate
virus?
I virus esistono solo come entità inanimate, fino a
quando non vengono decomposti, demoliti, espulsi.
Diversi e molteplici i nostri organi interni, e diversi
i tipi di detriti cellulari, cioè i virus endogeni che
ne derivano.
Trattasi di molecole di acido desossiribonucleico (DNA),
circondate da una catena di membrane proteiche lipidiche.
Ogni cellula umana (10 trilioni di cellule in tutto)
possiede milioni di organuli interni i quali, in sede di
dissolvimento o morìa, o rinnovo cellulare, diventano
detriti o spazzatura organica chiamata virus.
Non basta essere medici, virologi, immunologi,
infettologi, per capire profondamente queste cose.
Serve piuttosto avere sempre tanta bussola e corretto
orientamento.
Serve acquisire visuale cinematografica e non
fotografica, visuale fisiologico-spirituale e non solo
materiale-meccanicistica.
Il
mito di una
immunizzazione che non esiste
Non è possibile rendere una persona immune
(disease-proof), renderla a prova di batterio o a prova
di virus, con mezzi chimici o biochimici.
Al massimo esiste una debilitazione del vaccinato e
quindi una sua ridotta reattività.
Il modo evidente e più garantito per minimizzare la
reattività è quello di ammazzare il paziente, mentre per
massimizzarla basta tenerlo nella più alta forma fisica
possibile.
Le epidemie, le pandemie, non significano effettiva
trasmissione di virus o di batteri da un uomo all’altro,
come si tenta di affermare.
Esse sono solo la conseguenza di alti livelli di tossine
nel sangue di tante persone contemporaneamente, legate
ed accomunate da abitudini simili, da intossicazioni
simili, da pensieri-preoccupazioni-stress simili e
condivisi.
La
vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita
dall’uomo nella sua storia
Le inoculazioni e i vaccini sono puri veleni, sono
interferenze estranee che by-passano il sistema
immunitario, sono processi ammalatori e debilitanti
della vitalità, che nulla hanno a che fare con la
guarigione e la salute.
Non fanno bene ai sani e soprattutto ai bambini, perché
quelli hanno già il loro potentissimo sistema
immunitario funzionante.
Non fanno bene ai malati e agli anziani, perché essi
sono già sufficientemente gracili per subire ulteriori
indebolimenti.
La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita
dall’uomo nella sua storia.
Tutte le
pandemie vengono superate ed eliminate grazie ai
miglioramenti esterni ed interni
L’unica cosa che elimina le pandemie di ogni tipo sono i
miglioramenti dell’ambiente circostante e quelli interni
al proprio corpo, non certo i vaccini.
Tanto più che tutti i microrganismi hanno la capacità di
adattarsi, di mutare in continuazione, rendendo
superflua, parallela, ininfluente, e comunque sempre
dannosissima la vaccinazione.
Ad esempio il cocco della polmonite diventa bacillo
della tifoide alimentandosi del virus tifoide, e
viceversa.
E’ stato dimostrato più volte come l’introduzione di
colture batteriche e virali non è in grado di causare
malattie nei corpi sani.
Si sono fatti esperimenti in cui si sono introdotte
colture abbondanti di tifoide, difterite, polmonite,
tubercolosi, meningite, senza che esse abbiano causato
alcun effetto.
I batteri sono dunque amici onnipresenti che entrano in
azione quando esiste cibo da consumare (rifiuti e
tossine da mangiare ed eliminare). Guai se i batteri non
ci fossero.
Il
batterio o il virus nel corpo non è sinonimo di malattia
infettiva
Il dr Rene Dubos, famoso batteriologo e premio Pulitzer
1968, contraddice l’assunto medico secondo cui i germi
hanno caratteristiche specifiche e immutabili nella loro
struttura e nelle loro caratteristiche chimiche.
Lo stesso Louis Pasteur si accorse nel 1880 dei suoi
errori gravi e cambiò radicalmente rotta, ma era agli
sgoccioli della propria vita.
Il danno gravissimo lo aveva già fatto.
E la medicina, specialista da sempre a raccogliere il
peggio e a scartare il meglio, aveva già adottato ed
interiorizzato i suoi schemi stravaganti, portandoli con
sé fino alla data odierna.
Il vecchio Pasteur si accorse che i batteri mutavano a
seconda delle condizioni del paziente, e che un corpo
sano e resistente non era suscettibile ad essi.
Si convinse alla fine che fattori fisiologici
controllabili erano basilari nello stabilire la
vulnerabilità alla malattia e concluse, con parole sue,
che La presenza nel corpo di un agente patogeno non è
necessariamente sinonimo di malattia infettiva, ovvero
hanno ragione i miei detrattori, tipo Bernard e Koch,
secondo i quali il seme è niente ed il terreno è tutto.
Le
malattie non sono suddivise in classi come cani e gatti
La più famosa nurse-dottoressa della storia, miss
Florence Nightingale, che spesso cito nei miei articoli,
condusse il più bell’attacco alla teoria dell’infezione
batterico-virale, pur non conoscendo ancora batteri e
virus.
Le malattie non sono individui organizzati in classi,
come cani e gatti, ma sono piuttosto condizioni che si
sviluppano le une dalle altre a seconda delle condizioni
di nettezza che caratterizzano ciascun organismo. Non è
forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad
ammalarsi ?
Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da
un lato, e l’aria viziata e la sporcizia esterna-interna
a determinare lo stare bene o lo stare male delle
persone ?
Non sono forse tutte le malattie delle reazioni naturali
alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo ?
La dottrina delle malattie specifiche, grande rifugio
delle menti deboli e fragili della medicina
Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da
donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le
varie malattie infettive.
Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non
ne ha paura, ed eventualmente le previene.
Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole
ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.
Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro
le pandemie e le malattie di ogni tipo.
La dottrina delle malattie specifiche e classificate è
il grande rifugio delle menti fragili e deboli della
medicina.
Non esistono malattie specifiche. Ci sono solo
condizioni adatte a rendere la gente malata.
Le migliori parole pronunciate in campo medico negli
ultimi 200 anni.
Un monito divino ed extraplanetario ai medici e
all’umanità disorientata.
Più che una teoria intelligente sull’origine e la cura
delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto
di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200
anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere
scolpite sui muri di ingresso di ogni clinica e di ogni
ospedale del mondo, come avveniva con la frase Conosci
Te Stesso in tutti i templi della Grecia antica.
Esse suonano come un monito formidabile, divino ed
extraplanetario, contro tutte le follie della medicina
moderna, e contro tutte le scemenze in circolazione
presso la gioventù delle discoteche e degli sballi, e
contro le distrazioni e le dimenticanze della gente di
oggi, per troppo tempo privata di insegnanti saggi ed
avveduti, per troppi decenni preda di una banda di
ladroni operanti dietro il paravento di cattedre, camici,
governi, parlamenti e uffici presidenziali.
Per
troppo tempo preda dei
ladroni radiotelevisivi e della
carta stampata.
La storia delle
vaccinazioni insegna, ma non ai sordi
che non vogliono ascoltare e ai ciechi che non vogliono
vedere
I processi della natura sono sempre caratterizzati da
due qualità: efficienza ed economia.
Il corpo non promuove mai crisi difensive quando ciò non
è necessario.
I corpi sani non necessitano di detossificazioni.
Farmaci e
vaccini costituiscono pertanto attacchi
addizionali all’integrità dell’organismo.
I processi della natura sono
sempre caratterizzati da due qualità: efficienza ed
economia. Il corpo non promuove mai crisi difensive
quando ciò non è necessario. I corpi sani non
necessitano di detossificazioni.
Farmaci e vaccini costituiscono pertanto attacchi
addizionali all’integrità dell’organismo.Tant’è vero che le malattie diminuiscono non appena ci
sono miglioramenti concreti nelle condizioni ambientali,
non appena si smette di avvelenare la corrente sanguigna
con farmaci e
vaccini.
L’Inghilterra fu il primo stato al mondo a imporre vaccinazioni
obbligatorie alla sua gente.
Dopo 50 anni, quello stesso paese,
patì la più grande
epidemia virale di vaiolo della storia, sia in numero di
casi colpiti che in alta percentuale di morti.
Un popolo vaccinato, richiamato e rivaccinato ancora,
che veniva colpito in quel modo.
Una cosa davvero assurda ed inconcepibile. Venne
immediatamente tolta l’obbligatorietà.
Ma oggi, nel 2009, la maggiore vaccinatrice mondiale
GlaxoSmithKline, ha sede esattamente in quel medesimo
paese.
Le più
spaventose pandemie arrivano sempre per condizioni di
vita insane.
La gente di oggi è apparentemente sana e pulita, mentre
al suo interno sta marcendo.
La verità è che le peggiori epidemie sono sempre
arrivate per condizioni di vita insane.
Più le abitudini della gente migliorano in termini di
pulizia esterna ed interna, e meno si è soggetti a
problemi.
Purtroppo, gli stili di vita della gente sono sì
migliorati, ma soltanto in apparenza.
La gente di oggi è indebolita da irresponsabili
svezzamenti a latte bovino ed omogeneizzati, da adozione
successiva di cibi carnei e di cibi cotti, da
trattamenti sanitari invasivi, da tensioni e paure
continue, da tragiche carenze affettive, da impedimenti
e tensioni sessuali, da cocacola e sigaretta, da
videogiochi e videomania, dalle sale di ammalamento
intensivo chiamate discoteche.
Nel 1948 un’epidemia di polio venne causata ad esempio
da un eccessivo consumo di zucchero, e il tutto si
risolse con un drammatico appello ad abbassare l’uso
improprio di tale insidioso dolcificante.
(NdR: ...e
dall'immunodepressione
dei soggetti
precedentemente vaccinati per il
vaiolo) .
Dall’epocale Spagnola del 1918 ai casi di
meningite di
Treviso, il filo logico è sempre quello
Le epidemie vengono provocate dal protrarsi di
situazioni debilitanti di massa, come prolungata umidità
e freddo, preoccupazioni, guerre, panico.
La spaventosa febbre Spagnola del 1918-1919 che decimò
le popolazioni europee e mondiali con cento milioni e
oltre di morti (cifre probabilmente approssimative e per
difetto, data la mancanza di metodi statistici efficaci),
non giunse forse dopo le lunghe ed incredibili
privazioni del primo conflitto mondiale ? (NdR: ...e
dall'immunodepressione
dei soggetti
precedentemente vaccinati per il
vaiolo).
Ma, per venire ai nostri tempi, le meningiti che
arrivano spesso dopo lunghe ore di discoteca (vedi casi
di Treviso nel 2008 ed altri casi simili in altri paesi),
non insegnano proprio nulla ?
Più snervata ed intossicata è la gente e prima si ammala.
Poi, quando ha perso la salute, e comincia a
spaventarsene, va disperatamente alla ricerca della
panacea e del vaccino, ovvero della soluzione rapida e
miracolistica.
Non le viene in testa di cambiare strada, di diventare
più saggia e rispettosa di se stessa e del prossimo suo.
I
vaccinatori privi di risposte logiche.
La virulenza putrefattivo-animale assai peggiore di
quella carbonico-vegetale.
I difensori delle
vaccinazioni non hanno mai tentato di
spiegare come mai quelli che sono stati
vaccinati in
precedenza sono sempre i primi a riammalarsi.
Gli stati di malattia più gravi e virulenti si
sviluppano nella gente che porta dentro di sé
quantitativi di veleno putrescente, soprattutto dopo le
feste di Natale e di Pasqua.
Le eccitazioni e il mangiare sballato portano ad
inevitabili crisi.
La peggiore forma di avvelenamento è quella da
putrefazione proteica, che supera di molto la
fermentazione carbonica, perché le proteine della carne
producono tossine molto più pericolose delle proteine
vegetali.
Ad esempio (Dr Shelton’s Hygiene Review, marzo 1972), la
tonsillite arriva da virulenza carbonico-vegetale,
mentre la difterite giunge da virulenza
putrefattiva-animale.
In entrambe queste malattie ci sono decomposizioni nel
tratto intestinale, ma le tossine putrescenti possono
anche degenerare in polmonite e meningite, o in febbre
tifoide ed altre forme di influenza grave.
La
malattia come prezioso processo di
detossificazione
Il
corpo espelle i
suoi scarti ineliminati attraverso delle crisi acute.
La malattia dunque è un percorso obbligato di
detossificazione e di recupero, ed è rimediale e
benefico, è un processo di auto-preservazione.
L’abituarsi, l’accomodarsi al fumo, al caffè e al the,
all’alcol e alle bibite gassate-dolcificate, alle varie
carni e al pesce, ai
farmaci e ai
vaccini, impone al
corpo la compresenza di pesanti livelli di tossine.
L’inevitabile effetto è la moltiplicazione del livello
tossico e l’abbattimento della forza nervina, mentre la
tossiemia interna tende ad aumentare a causa del
continuo flusso di cellule morte non ripulite e non
riciclate.
Il risultato è lo scatenamento di un processo guaritivo
chiamato malattia.
Il salutismo etico-naturale che noi proponiamo e
promuoviamo comincia nella mente e nell’anima
La malattia non è mai nemica, nemmeno in questo caso ben
s’intende.
Quelli che ci rimettono le penne, e finiscono al
camposanto, ci sarebbero andati comunque, vaccino o non
vaccino, più in fretta col vaccino che senza, perché
erano davvero malmessi internamente.
I fastidi e i dolori fisici per gli influenzati sono
antipatici, ma rappresentano dei segnali positivi ed
utili.
Ci vengono a dire che qualcosa nel nostro comportamento
è andato storto.
L’igiene naturale che guarisce, il salutismo scientifico
che noi proponiamo a tutti i cittadini del mondo, al
Messico colpito, agli USA colpiti, all’Europa in via di
essere colpita, comincia nella mente, nel cervello, nel
comprendonio, senza mai escludere la nostra parte eterea
e la nostra anima.
Il regime
alimentare è un fattore critico e determinante nella
maggioranza dei casi.
L’esercizio fisico e l’armonia interna sono pure
basilari.
Ci vuole Scuola con la S maiuscola e Maestri Igienisti
con la M maiuscola.
Provare per credere. Non malattie infettive, ma malattie
accomunate e ritmate da effetto grilletto scatenante. Il
vero contagio è quello della stupidità umana. Le stesse
allergie si
producono allorquando il
sistema
immunitario si guasta.
Nei casi estremi, il corpo diventa così sguarnito e
sensibile che persino sostanze innocue e normalmente
utilissime, tipo fragole, pere, lamponi, ecc, finiscono
per provocare fenomeni di allergia e intolleranza.
Il responsabile non è la frutta, ma il
sistema
immunitario finito malamente.
Il contagio prevalente in tutte le pandemie non è la
febbre aviaria, la febbre suina o la febbre asinina, ma
è invece il contagio della stupidità umana.
Il contagio delle pessime abitudini a fumare, a mangiare
carne di maiale-bue-pollo-pesce e di qualsiasi altra
carogna in circolazione.
Il contagio dell’andare a chiudersi in una discoteca,
carica di fumo e di decibel, di vapori e umori
intossicanti, di bevande atroci, di ore preziose rubate
al sonno (le ore tra le 21 e le 24 sono le più
importanti e nutrienti della notte).
Chiaro poi che, nelle malattie accomunate, scatta pure
l’effetto grilletto che trasmette gli stessi sintomi a
chi è nelle medesime condizioni, a chi è già pronto ad
ammalarsi.
I
teorici della peste bubbonica sempre a corto di risposta
Vengano a spiegarci i teorici della peste bubbonica e
delle
vaccinazioni a
tappeto come mai tantissimi sviluppano raffreddori e
febbri pur non essendo stati assolutamente in contatto
con nessuno.
Vengano a spiegarci gli stessi monatti il perché
migliaia di persone sane, che vanno in contatto con dei
malati, non sviluppano poi un bel niente.
Sappiamo già che tireranno fuori scuse e ragioni che non
stanno né in cielo né in terra.
Nel 1967, dice Shelton, lavoravo in un piccolo ufficio,
a stretto contatto con una decina di altre persone.
Arrivò un’epidemia di influenza e tutti finirono a letto.
Fui il solo a non sviluppare la febbre.
La stessa cosa successe a me medesimo più di una volta,
quando ero ragazzo vegetariano dissidente in famiglia
normale ed onnivora.
Ad ogni influenza stagionale o asiatica, tutti a letto
per una settimana con febbre alta, ed io regolarmente in
piedi senza mai alcun sintomo.
Dalle
esperienze del dr Shelton a quelle del dr Mendelsohn (massimo
pediatra mondiale)
Devo ancora conoscere un singolo caso di bambini, figli
di vegani o di igienisti, che siano stati ammalati di
polio.
Un regime salubre e naturale non causa polio, non causa
colera, vaiolo o difterite, scrive in proposito Herbert
Shelton (Dr Shelton’s Hygiene Review, May 1976, pag
195).
Succede invece che una lunga lista di malattie, tipo
cecità, convulsioni, eczema, ed anche morte improvvisa
ed inesplicabile, sia stata più volte imputata alle
vaccinazioni.
Il dr Robert Mendelsohn (Confessioni di un Medico
Eretico, pagg 143-145), accusa le
vaccinazioni di
essere simili a un gioco alla roulette, dove si cerca di
stoppare dei virus sfuggenti e giocherelloni che variano
in continuazione, e porta l’esempio dell’influenza
americana del 1976 che portò a un fiasco medico
colossale, con 565 casi di paralisi Guillan-Barré e 30
casi di morti inspiegate, tutte derivanti da una
vaccinazione effettuata poche ore prima.
Da quella volta Mendelsohn diventò nemico mondiale
numero uno di ogni vaccino antibatterico ed antivirale.
I
virus, per fare danni,
hanno bisogno di molte cose
I virus non possono vivere o aumentare di numero da
soli, essendo materiale morto e decrepito, privo di vita
e di enzimi.
Abbiamo, come già visto sopra, virus endogeni derivati
da morìa intensa e regolare delle nostre cellule che
vengono normalmente eliminati, e i virus esogeni (presi
dai cibi sbagliati e dall’aria viziata ed inquinata che
respiriamo).
Ricordiamo in proposito che frutta e verdure pulite
contengono zero virus e zero batteri, mentre tutte le
carni ne sono spaventosamente stracariche.
Per svilupparsi e fare dei danni, un virus ha bisogno di
molte cose. Serve innanzitutto la possibilità di
occupare e di insediarsi, ovvero di attaccarsi a delle
cellule vive. Ma serve pure che tali cellule, e
l’organismo nel quale il virus si trova, abbiano alle
spalle un sistema immunitario distratto ed inefficace.
A quelle condizioni si può sviluppare una condizione
virale generalizzata.
Attribuire intelligenza, volontà ed abilità tattica ai
virus, può solo fare sorridere
E’ evidente come il virus sia il perfetto esempio di
sostanza parassitaria, ma sempre morta e priva di
volontà, di pianificazione, di programmi.
Parlare di virus latenti, mutanti, cambianti, cattivi, o
cose simili, attribuendo ai virus intelligenza e abilità
tattica o altro, può solo far sorridere.
E’ sempre il nostro corpo che conduce la danza nel bene
e nel male, o a non condurla affatto perché lo abbiamo
rovinato malamente.
Il virus è inanimato a tal punto che nessun
antibiotico al mondo lo può colpire.
Non si può ammazzare qualcuno che è già morto (NdR:
meglio dire che non e' mai
stato vivo).
Un
corpo sano è un’autentica fortezza, una macchina da
guerra
Il corpo comunque è in grado di distruggere il virus
allo stesso modo con cui distrugge e si libera degli
altri veleni, e allo stesso modo in cui colpisce i
batteri invasori.
Un corpo sano è autentica fortezza, ed anche macchina da
guerra. Distrugge tutto e non ha problemi.
La stessa cellula sana tiene sotto attento controllo la
situazione, e impedisce a qualsiasi microrganismo di
causare danni.
Il corpo umano può essere benissimo infettato da un
virus (può cioè avere il virus al suo interno) senza
però ammalarsi o manifestare malattia.
Le infezioni virali (cioè le presenze di virus nei
cosiddetti portatori sani) sono comunissime e quasi
universali, mentre le malattie virali sono al contrario
rarissime.
Il virus della polio ce l’hanno in tantissimi.
L’adenovirus è presente nel 90% della popolazione, ma
pochissimi se ne ammalano.
La
salute e l’equilibrio sono concetti diversi da quello di
immunità
Esistono invece agenti interni ed esterni che mettono a
repentaglio e sovvertono l’armonia corporale,
convertendo un virus latente in un virus attivato e reso
virulento.
E’ risaputo che le cellule trattate con un virus in un
tessuto colturale sono in grado di inibire ed
interferire con lo sviluppo di altri virus.
Questo materiale cellulare modificato è stato per
l’appunto definito interferone e possiede capacità
antibiotico-antivirali.
In ogni caso, la salute e l’equilibrio sono concetti
opposti a quello di immunità, non dipendendo essi dagli
anticorpi sviluppati in seguito alla vaccinazione, ma
dalla saggia normalizzazione delle funzioni corporali.
Tutti gli
esseri viventi ospitano batteri e virus inattivati, ma
solo pochi si ammalano. Perché ?
Infatti, oltre il 90% delle persone alberga ed ospita
diversi virus, mentre solo una percentuale minima
sviluppa poi effettivamente una malattia virale.
La malattia virale, allo stesso modo di quella batterica,
richiede qualcos’altro, qualche altro fattore snervante
in grado di causare prostrazione e indebolimento alle
funzioni protettive, inducendo così il virus a entrare
in qualche modo nelle attività biologiche cellulari,
spingendolo a diventare un ingrediente sempre inattivo
ma scomodo, una sporcizia diffusa ed invadente.
Un
igienista naturale, un salutista con la testa sulle
spalle, non ha paura di alcun virus, di alcun batterio e
nemmeno di alcuna malattia.
Un igienista naturale, un salutista naturale, sanno
benissimo che non c’è virus che tenga, e che non esiste
al mondo malattia virale che spaventi.
La cosa che deve spaventare è piuttosto la cattiva
abitudine, la testardaggine ad andare contro se stessi e
a mettere nel proprio canale gastrointestinale
l’anti-cibo per eccellenza che si chiama carne, sia essa
bianca, rossa o di colore viola.
I virus potenzialmente più pericolosi sono quelli
interni che produciamo normalmente con la fisiologica
morìa cellulare, non fosse altro perché arrivano in
continuazione e a getto continuo dal nostro sistema
cellulare, senza sosta e senza vacanza.
Guai
interrompere la salute e la pulizia interna.
Le diete alto-proteiche sono la manna per quelli del
Codex Alimentarius e per i fabbricanti di farmaci e di
vaccini
I virus cellulari interni sono come un cumulo di
spazzatura che occupa impropriamente le nostre stanze
corporali, e che deve essere utilizzato (riciclandone in
parte le componenti utili) e poi spazzato via con
regolarità.
Se noi rallentiamo o impediamo tale operazione
metabolica giornaliera, adottando comportamenti
demenziali tipo l’alimentazione carnea, l’uso di
latticini, di cibi cotti, di droghe, delle sigarette e
del caffè, allora sì che firmiamo la nostra condanna
capitale.
Tutte le diete alto-proteiche promosse da certi medici e
da certi nutrizionisti, da certi venditori di fumo, sono
funzionali non solo alle industrie che producono gli
stessi prodotti appena citati, ma anche ai desideri del
Codex Alimentarius, della Bayer, della GSK, della
Pfizer, della Monsanto, della Rockefeller, tutte
coalizzate a tifare contro la salute umana.
Più
proteine animali e più virus.
Mangiate maiale che noi della Pfizer, della Bayer e
della GSK vi aspettiamo al varco !
Le proteine animali nel corpo umano equivalgono ad
introdurre virus a raffica.
Da qui il gran coro mondiale in difesa della carne di
maiale.
Mangiate maiale che noi della Pfizer e della GSK vi
aspettiamo al varco !
I virus variano
allo stesso modo dei
batteri.
Cos’è che fa cambiare le loro condizioni?
Nei batteri è l’ambiente normale il quale, se diventa
tossico, li cambia da batteri normali in batteri
virulenti.
Nel caso dei virus, essi si formano in un ambiente già
tossico, accompagnato da eccesso di rifiuti metabolici
interni (detriti cellulari) non espulsi, nonché da
veleni e virus ambientali esterni che trovano in tali
rifiuti cellulari endogeni il rifugio per accasarsi e
non essere poi distrutti facilmente dal sistema
immunitario indebolito.
Servono mezzi salutari di recupero e non
vaccini
La medicina invece, anziché ragionare in termini di
corpo sano che distrugge il virus, lo trasforma da
virulento in innocuo, e preferisce ragionare in termini
di immunizzazione del corpo contro il virus.
Ma immunizzare davvero è pure impossibile, proprio per
la variabilità e l’alterabilità continua dei ceppi
virali.
Il corpo ha i mezzi per eliminare agevolmente i virus, a
patto che la sua salute non sia compromessa.
Però, attenzione, se una persona è in condizioni insane,
farmaci e vaccini fanno ancora peggio, in quanto
indeboliscono ed intossicano ulteriormente un organismo
già ai minimi termini.
Servono mezzi di recupero salutari sia nei sani che nei
malati.
Il ricorso a mezzi azzardati come quello di iniettare
dei virus attenuati, è una colossale presa in giro della
gente, è il peggiore insulto che si possa fare contro il
proprio corpo.
Stesso
discorso per il vibrione del colera
Anche col vibrione del colera valgono le medesime
considerazioni. Esso appare e riappare
Quando non c’è, dov’è mai finito ? E’ forse andato in
vacanza ? Ce l’abbiamo costantemente
addosso.
Molti igienisti mai vaccinati che viaggiano in Medio ed
Estremo Oriente, mangiano frutta e verdura fresca in
abbondanza, senza mai sviluppare alcuna malattia, mentre
gente che si è vaccinata e che sta alla larga da
insalate e da frutta torna spesso a casa col colera,
un’infiammazione acuta del canale intestinale.
Da cosa è mai causata ? Dallo spargimento di liquame
organico nei campi ?
Balle. Quello è il modo migliore e più igienico, visto
che il terreno è il maggior purificatore-trasformatore
di rifiuti organici.
E’ lo
stato del tuo corpo intasato a favorire lo sviluppo
batterico e l’accumulazione virale
Il colera non è altro che una severissima diarrea
intestinale dovuta ad eccessi alimentari e conseguente
putrefazione delle proteine nell’intestino.
Il dr Pettenkofer, professore di batteriologia
all’Università di Vienna, sbalordì i suoi allievi
ingerendo di fronte a loro una coltura di vibrioni
capace di avvelenare un intero reggimento, senza essere
poi colpito dal colera, dimostrando così un’ennesima
volta che il seme è niente e il terreno, cioè il corpo,
è davvero tutto.
Germi
e virus sono onnipresenti.
Anche i virus dell’aviaria e quelli della febbre suina,
asiatica o messicana, sono onnipresenti.
Le malattie non sono causate da essi. E’ lo stato del
tuo corpo a favorire la fioritura e lo sviluppo
batterico, oppure l’accumulazione di sporcizia virale.
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA (Associazione
Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo
(Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
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E per riassumere.
La storia dei virus non è misteriosa, strana, perversa,
ma comincia dalla normalissima morte delle nostre
cellule.
Vediamo allora di fare una sintesi più logica dei
microrganismi in questione, mettendo assieme i dati che
provengono da biologia, fisiologia, biochimica e
microbiologia.
Ogni cellula contiene alcune migliaia di mitocondri, gli
organuli che creano la maggior parte della nostra
energia corporale.
Alla morte della cellula (e ne abbiamo ben 300 miliardi
che muoiono regolarmente ogni santo giorno, ovvero 9
miliardi di cellule/ora) la cellula stessa si
autodistrugge coi suoi enzimi interni (i lisozomi), che
la disintegrano in infiniti pezzi di detriti cellulari,
definibili come virus endogeni interni.
I nostri grandi amici ed alleati batteri
Cosa sono dunque i batteri. - Trattasi di entità vive
(non piante e non animali comunque).
Hanno funzione simbiotica nell’organismo umano, al punto
che senza di essi moriremmo.
Ne abbiamo miliardi come parte della preziosa flora
intestinale, e pare che messi assieme riescano a pesare
addirittura un paio di etti. Ovvio che non causano nel
modo più assoluto nessuna malattia. Aiutano ad eliminare
quel materiale tossico che potrebbe intasarci e
rapidamente distruggerci.
Da rilevare che i batteri fermentativi predominano nei
vegani e nei naturalisti, mentre i batteri putrefattivi
predominano negli onnivori-carnivori.
L’assurdità di mettere sotto accusa i batteri
Accusare di malattia i batteri è assurdo al pari di
accusare di incendio i vigili del fuoco che vengono ad
estinguerlo.
Accusare di malattia i batteri, come fa la medicina
ufficiale, è una forma di vuduismo, un ritorno al tempo
dei demoni e degli spiriti maligni.
I batteri non possono comunicare, cospirare, tramare,
concertare azioni, intavolare piani assassini contro chi
li ospita.
Essi proliferano o muoiono in relazione ed in
proporzione logica alla quantità di sporcizia alimentare
a loro disposizione.
Più rifiuti abbiamo nel cassonetto e più mosche,
formiche, scarafaggi e topi gireranno nei paraggi.
Pulito alla perfezione il cassonetto, niente più ospiti.
E’ un paragone efficace, ma piuttosto infamante per i
batteri, che sono sicuramente molto più utili dei topi,
delle mosche e delle zanzare.
Cerchiamo
di distinguere tra il significato del termine essere
vivi e del termine essere morti
Andiamo ora ai virus.
Caratterizzare le malattie come attacchi virali è ancora
peggio, in termini di assurdità. Non sono vivi in alcun
caso.
Se non sono vivi, significa che sono esattamente morti,
non storditi, non facenti finta, non moribondi, ma
cadaveri sotto ogni punto di vista.
Il cadavere non trasporta, non attecchisce, non mangia,
non si nutre, non approfitta, non agisce e non fa.
Se non ci capiamo su questo significa che parliamo
lingue diverse e che sommiamo pure in modo diverso per
cui l’uno più uno comincia a fare tre anziché due. I
virus sono totalmente incapaci di qualsiasi azione
possibile ed immaginabile.
Però esistono.
Attribuire a del materiale morto capacità di pensiero e
di azione non è degno dell’intelligenza umana.
Un essere senza vita non può fare nulla, e men che meno
può infettare qualcuno di sé.
Dire poi che si moltiplica significa toccare i vertici
della fantascienza o della demenza.
La moria cellulare è continua, e la malattia da
intasamento è sempre in agguato
Gli antichi greci già conoscevano i virus o, meglio,
conoscevano l’herpes. La parola herpes equivale al verbo
insinuarsi, accapponarsi.
Il
termine virus invece deriva dal latino e significa più
semplicemente veleno. Con l’invenzione del microscopio
elettronico nel 1930 i virus poterono finalmente
diventare visibili, essere osservati. Non presentano
vita, mobilità. Non hanno metabolismo.
Non defecano e
non si riproducono. Si trovano solo all’interno di un
organismo vivente, o tra le essudazioni e le deiezioni.
Con un carico di sporcizia cellulare accumulata, non
ripulita prontamente, ci si ammala, e i sintomi possono
essere l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche, i
dolori muscolari, la febbre e un malessere diffuso.
Trattasi di malattia specifica da intasamento.
Tutti questi segnali indicano che siamo in preda ad una
tossicosi, ovvero a un’intossicazione del sangue.
Non esiste alcuna malattia specifica e localizzata, ma
piuttosto uno stato generale di intossicazione corporea.
Quando il corpo è in stato di tossicosi, toxemia,
intossicazione, esso seleziona uno o più punti o siti
del corpo nei quali eliminare tali tossine in eccesso.
I detriti
cellulari sono composti da materia inanimata e non-vivente.
L’eliminazione può avvenire anche nella forma di un
foruncolo, di una vescica sulla pelle (herpes).
Lo sfogo epidermico continuerà fino a quando il corpo
avrà eliminato l’intero eccesso di tossine.
Nel caso dell’herpes, il tutto può durare da una a due
settimane, essendo l’herpes una malattia a tempo
determinato (self-limiting disease). Tutti questi
detriti cellulari sono materia inanimata e non-vivente.
Mentre i batteri e i protozoi assorbono e metabolizzano
cibo, danno fuori scarti organici, si muovono e si
riproducono, e sono insomma dotati di tutte le qualità
che caratterizzano la vita, i virus, piaccia o non
piaccia ai monatti e ai vaccinatori, sono testardamente
inerti.
Per la teoria medica, la malattia comincia quando una
persona trasmette il virus (peste, influenza, polio, o
altro) a una seconda persona che non ha ancora quel
virus.
Più che di virulenza è il caso di parlare di condizioni
generalmente insane della gente
Ma come può mai una sostanza inerte, morta, inattiva
esercitare potere ammalante ?
A partire dal 1979 c’erano in America tra le forze
armate 500 mila casi/anno di herpes keratitis.
Quella però non era l’indicazione della virulenza di
quel virus, quanto piuttosto la prova evidente delle
condizioni insane della gente americana.
Qualche medico sosteneva la teoria della auto-inoculazione,
come quella di passare le dita tra un herpes sulle
labbra e toccare poi uno o entrambi gli occhi. Ma in
quel caso si tratterebbe in caso di irritazione chimica
e non certo di induzione virale.
Dalla
cellula morente al virus finale
Nelle nostre cellule ci sono migliaia di mitocondri,
come dicevamo all’inizio, e ognuno di essi ha il codice
genetico necessario per la riproduzione e la sintesi
delle proteine. Ricordiamo che le proteine sono grandi
molecole (anche enzimi, anche anticorpi, anche tossine
batteriche), e sono costituenti essenziali di tutte le
cellule viventi e morte (sono composte da aminoacidi
essenziali).
Gli aminoacidi (leucina, treonina, alanina, metionina,
asparagina, ecc) sono composti contenenti gruppi
organici COOH e gruppi amminici NH2. Le micromolecole
RNA e DNA forniscono le informazioni affinché le cellule
possano replicarsi nell’esatta forma e struttura
originaria.
Nel caso dei virus, trattasi quasi sempre di detriti
cellulari derivanti dalle cellule di cui sopra, tutti
diversi in disegno, misura e struttura, perché derivanti
da diversi tipi di cellule, anch’esse diverse per
funzioni, dimensioni, disegno. Essi arrivano in grossi
quantitativi e con ritmo di 9 miliardi di unità/ora.
Per gli eventuali virus di origine esterna, dipende da
quello che mangiamo.
In ogni caso si tratta sempre di quantità modeste, che
qualsiasi sistema immunitario funzionante è in grado di
controllare.
Evitare
l’accumulazione di materiale ingombrante ed intasante
Quando la cellula arriva a fine-ciclo, essa muore e si
disintegra.
Migliaia di molecole di DNA vengono liberate assieme
agli altri detriti cellulari. Dopodiché la cellula morta
diventa inerte e priva di funzioni. Normalmente viene
scaricata dal corpo coi rifiuti metabolici, ed è
esattamente questo materiale ingombrante e di scarto (particelle
di DNA) che viene chiamato virus.
Un certo tipo di medicina antiscientifica attribuisce
molte malattie a queste particelle, a questi detriti
cellulari, come se tali sostanze fossero feroci demoni
con lo strano hobby di attaccare povere vittime indifese.
In realtà, l’unico modo in cui esse possono causare
fastidi ed inconvenienti è la loro stessa accumulazione
come materiale ineliminato (che diventa oggettivamente
tossico nel senso di essere da impedimento alle altre
funzioni).
Mangiar
male, dormir male, muoversi poco: questi sono i virus
Tali particelle, tali virus, non possono ammalare
nessuno, non possono causare malattia a nessuno.
Cos’è allora che causa le malattie e favorisce le
accumulazioni ingombranti di virus ?
Sono tutte le azioni umane che impediscono o rallentano
il metabolismo, che rallentano l’assimilazione,
l’assorbimento e il ricambio (il mangiar male, il bere
male, il dormire male, il muoversi male (cioè poco o
troppo), il respirare male, il pensare male.
Chiaro, a questo punto, che nessuna malattia può essere
causata dai virus, dai batteri, o da agenti infettanti.
Malattia
come processo di purificazione e di recupero
La malattia poi è di per sé un processo di purificazione
e di recupero, avviato intelligentemente dal corpo per
espellere le tossine accumulate da quegli stili di vita
impropri appena accennati (carenze di moto, di aria pura,
di sonno, di sole, di calma e pace, di amore, di
rispetto, di apprezzamento, di nutrimenti giusti).
Per riacquistare la salute è indispensabile ritrovare la
pulizia interna, l’equilibrio, il funzionamento ritmato
e stabile, l’omeostasi.
Il corpo
non avvia un processo guaritivo quando non serve.
Il fattore causante di malattia è la suscettibilità del
corpo alle conseguenze dei nostri errori.
La necessità oggettiva di ammalarsi sopravviene solo
quando eliminiamo la causa di malattia e diamo modo al
corpo di avviare tranquillamente le sue procedure
eliminatorie. I virus, i batteri, e gli agenti infettivi
non hanno niente a che fare con le malattie.
Non cambiamo nomi e non cambiamo le carte in tavola.
Diamo il nome appropriato ed esatto a ogni cosa.
Il vero causatore del male, il vero diavolo ammalatore,
è la suscettibilità. Ovvero il corpo malandato e reso
tale dalle castronate umane che partono dalle 7 del
mattino a arrivano alle 23 di notte.
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione
Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo
(Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TUTTI i parassiti, funghi,
batteri, virus, sostanze, si possono detettare -
sequenziare con la:
Spettrofotometria
Bioelettronica
del
Terreno,
Tessuto,
malato -
vedi anche:
PLEOFORMISMO
La Biotron
Stiftung è
una
fondazione promossa
dall’italiano
Ing. Enzo
Maggiore,
esperto
internazionale
in
elettrostruttura
della
materia vivente
e dinamica
dei segnali
elettromagnetici,
d’amplificazione genetica
e
radiestesici.
Principale impegno
della Fondazione
è
incentivare
l'evoluzione della scienza
che studia
le
metodologie
per la
esatta
determinazione
delle cause
e concause
scatenanti
le
infezioni che
originano
le malattie.
In
quest'ottica
ha promosso
e
specializzato
tecnici in
Biorisonanza
e
realizzato
metodologie
derivate
dal PCR (Polymerase
Chain
Reaction)
che
attraverso
test
individuano
le
componenti
infettive
ospiti
nella massa
biochimica
dell'
individuo,
singolarmente
o in
combinazione
tra loro
(funghi,
batteri autoctoni
mutati,
protozoi,
stafilococchi,
virus (mutati e/o
eterologhi=estranei)
e che sono
concause
terziarie
delle
patologie.
Tecnici e medici, grazie
ad analisi e
confronti,
sono in
grado di offrire
nuovi
orientamenti
e proporre
idee
alternative
per approcci complementari nella
individuazione
delle
componenti
infettive
presenti
nell'organismo
umano che
sono fonte
di patologie
anche
complesse.
I risultati
confortano
l’impegno
della
Fondazione
anche se le
metodologie
adottate non
collimano
con scuole
di pensiero
cosiddette
“ufficiali”.
La Fondazione promuove attività
diagnostiche,
raccolta dati, condivisione
di
esperienze e
confronti a
livello
internazionale
sul
miglioramento
della
conoscenza
dell’uomo e
della sua
salute
nonché
sui diritti del malato in
ambito
medico e
sociale.
Le patologie
Dalle risultanze dei lavori
promossi dalla Biotron Stiftung è
emerso che la
"probabile"
(non certa)
eziologia di
molte patologie a tutt’oggi
non curabili
o di origine
sconosciuta
sia da
collegare
alla
presenza
anomala nell’organismo
umano
per mancanza
di
antagonisti, di batteri,
virus,
funghi,
lieviti
(autoctoni
mutati e/o eterologhi=estranei)
e parassiti
estranei
che il più
delle volte
non sono
rilevabili
dalle
consuete
indagini di
laboratorio.
A seguito
di ciò, nell’approccio a molte patologie
acute e soprattutto
croniche, la
rimozione
delle
sorgenti
infettive ha
coinciso con delle
importanti regressioni,
ed anche con
casi di
completa
guarigione, ribaltando diagnosi
e terapie di
prassi
consolidata,
inutili e a
volte
crudeli
ed inumane,
con
accanimenti
di sola
utilità economica
per
operatori e
strutture
sanitarie,
aziende
farmaceutiche
e
commerciali.
vedi anche: +
Conflitto
di Interesse
La ricerca Biotron
evidenzia
che ogni
malattia
è scatenata da una
o più
componenti
infettive
(sono oltre
150.000 i
microrganismi
che
potrebbero
aiutare ad infettare
l'uomo,
divisi tra le
famiglie dei
virus, batteri, funghi, parassiti
e
streptococchi).
Eliminando ogni
singola componente indipendentemente dalle
altre,
si arriva
alla
rimozione
della con
causa
della malattia,
per curare
poi i danni
subiti dai
vari organi.
Una rapida
individuazione
di sorgenti
patogene è
di vitale
importanza
per la
prevenzione
e la cura di
numerose
malattie.
Diagnostica
e terapie
La
diagnostica
elaborata
dalla
Fondazione
ha per
cardine i
principi
della
biorisonanza
perfezionati
da recenti
tecnologie
informatiche
applicate
alla
biologia
molecolare e
genetica.
La biorisonanza è
lo studio e
l’interpretazione delle frequenze
elettromagnetiche emesse
dalla materia
vivente.
Ogni
microrganismo
ha infatti
una propria
frequenza di
oscillazione
elettromagnetica
originata
dalla sua
peculiare
composizione
molecolare.
Rilevazioni singole od associate ed in
confronto
tra loro
hanno
permesso
ai ricercatori
della
Fondazione
(indipendenti
da canoni
prestabiliti) di
individuare le componenti infettive
presenti nei
vari organi
umani nonché
lo stato
funzionale
degli organi
colpiti.
L'individuazione delle componenti
infettive,
che in
certi casi è
impossibile
rilevare nei
comuni
laboratori
(come nel
caso dei
virus epatici,
dei quali
solo alcuni
sono
individuabili),
permette
al medico
di procedere con
tempestività
e sicurezza
alla loro
rimozione.
Un settore
vitale di
questa ricerca
è infatti
quello
riguardante
la messa a
punto di
strumenti
elettronici
e principi
attivi
naturali
mirati alla
eliminazione
selettiva
delle varie
componenti
infettive
rilevate.
Tratto da:
biotronstiftung.net
(con piccole
modifiche
del
Redattore
di questa
pagina in mednat.org,
per chiarire
meglio i
concetti)
Commento
NdR: queste
ricerche
confermano
la
possibilita’
di
intervento
non invasivo
sui tessuti
ed organi
dei
pazienti, ma
ci si
dimentica di
dire che i
microrganismi,
micoplasmi,
virus,
sono solo
con-cause
terziarie
dei vari
sintomi,
chiamati
impropriamente
malattie
dalla
medicina
ufficiale,
quelle
Primarie
sono le
alterazioni
della
Psiche-mente
(Conflitto
Spirituale
irrisolto)
ed il
Terreno,
i
liquidi del
corpo +
i
tessuti,
la
matrice
tissutale,
come
concause
secondarie.
Continua
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in:
Teoria dei GERMI
- 1
+
Ecosistemi Microbici +
Pleoformismo
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