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SOVRANITA' MONETARIA - Chi e cosa sono le BANCHE
e
chi sono i
veri proprietari ? - continua in:
Padroni dell'Euro
C'è un
segreto nella storia degli Stati Uniti
tenuto intenzionalmente nascosto dai
principali media ?
Potrebbe esistere una società
segreta di pingui uomini d'affari la cui agenda
è stata la causa di molte guerre e depressioni
economiche ?
Esiste un'élite che nell'ombra manovra il mondo,
per portare avanti il suo programma politico di
interessi personali ?
Le risposte a queste
domande potranno davvero sorprendervi.
L'evidenza è davanti ai vostri occhi. Sta a voi
decidere.
Ecco qui un documentario sul sistema delle banche basato sul controllo,
che ha determinato buona parte del nostro
passato, determina il nostro presente e
determinerà il nostro futuro.
Si tratta di uno dei
documentari migliori e più interessanti da
vedere, per capire qual è stato davvero il più
grande segreto tenuto nascosto dai media nel
ventesimo secolo.
Guardate questo reportage adesso
(Streaming Windows Media - durata 47:22)
(c) Liberty International Entertainment - The
Phenomenon Archives
Le origini della schiavitù monetaria:
“Numerose persone hanno problemi con l’agenzia per la riscossione delle imposte, problemi con la polizia, problemi col sistema giudiziario, ci sono persone che perdono le cause quando si rivolgono ai tribunali. Tuttavia, il vero problema non è l’agente delle tasse, non è la persona in carne ed ossa che ce l’ha con voi per conto di un ente societario, ma le personalità giuridiche.
Ad esempio, se voi ricevete una comunicazione da un agente dell’agenzia delle tasse, non è con l’agenzia che avete dei problemi, li avete con la persona che vi ha inviato quella lettera. Quindi dovete rendervi conto di quale sia il vostro obiettivo.
Ora, negli ultimi 60 anni c’è stata una nuova legge ed il suo nome è UCC.
UCC sta per Codice Commerciale Uniforme, e si tratta del codice che si applica al commercio. Ora, tutti noi siamo coinvolti in attività legate al commercio. Se si vive in una società è necessario operare in accordo l’uno con l’altro. Quindi, fondamentalmente, se si intende vivere in società, ci sono determinati codici che è necessario rispettare.
Ci sono persone che affermano di non voler avere nulla a che fare con la previdenza sociale, di non voler avere a che fare con le patenti di guida, che non amano la funzione delle patenti di guida, che non credono nella funzione della agenzia delle entrate, tuttavia, tutti dovrebbero rendersi conto del fatto che, se si vive in società, e c’è cooperazione, a quel punto, se si accettano banconote delle Federal Reserve per il proprio lavoro, se si vuole guidare e registrare la propria auto, tutto ciò è legato a contratti, e i contratti costituiscono legge tra le parti.
Certo, siete sovrani, tuttavia
cedete parte della vostra sovranità quando
stipulate contratti. Ora, cosa sono in realtà
questi contratti? Tutti i contratti sono
codificati. Codificati significa che ci sono
determinate condizioni stabilite tra le persone
su cui ci si trova d’accordo per contratto, e
dopo averli stipulati volontariamente, non si
può semplicemente affermare: “per noi non vale
più”, oppure: “non li rispetteremo”.
Quindi le persone si trovano di fronte ad una
serie di problemi perché affermano: “Beh, ho dei
diritti garantiti dalla Costituzione”.
Poi ci si reca in tribunale e il giudice
afferma: “Non nel mio tribunale, la Costituzione
non vale nel mio tribunale”. E a quel punto
cominciate a rifletterci su.
La Costituzione non vale nel mio
tribunale ? Io credevo che questo paese avesse
una costituzione, credevo che tutti gli
impiegati governativi fossero soggetti alla
Costituzione, quindi come può questo giudice
affermare comportandosi come se fosse Dio, che
la Costituzione non vale nel suo tribunale ?
Allora, evidentemente c’è un problema. Stanno
forse violando la legge ?
No, non lo stanno facendo. Non lo stanno facendo
poiché ci sono determinati contratti che voi
avete stipulato e che fondamentalmente limitano
i vostri diritti, in riferimento ai diritti
garantiti dalla Costituzione e che inoltre
limitano i Diritti fondamentali dell’individuo.
Il sistema giudiziario (corti e
tribunali) è fondamentalmente un’associazione
privata. Non ha nulla a che vedere con il
governo degli Stati Uniti, ha a che vedere con
il “franchise” concesso dalla “English Bar
Association”. Questo ha il proprio
rappresentante, che è in effetti il legale
(avvocato) e tutti questi legali naturalmente
hanno il permesso concesso dalla “Bar
Association” di praticare il diritto.
Ora, se voi voleste praticare il diritto, vi
sbatterebbero in galera, probabilmente. La
ragione non riguarda il fatto che voi non
possiate discutere di diritto, si tratta del
fatto che tutti questi codici che utilizziamo
sono stati posti sotto copyright da parte di una
compagnia canadese, che in effetti è una
compagnia britannica, per nostro conto. Quindi,
se tutto è soggetto a copyright, scatta
automaticamente la legge sul copyright. E se voi
utilizzate materiale soggetto a copyright, state
operando in violazione dei codici.
La questione è che loro hanno l’autorizzazione
per utilizzare le leggi, pagano il “canone”
relativo al “franchise”, voi non lo fate.
Dovete passare l’esame della “Bar Association” e
dovete ottenere la loro autorizzazione per
utilizzare i codici.
Quindi se qualcuno ha intenzione di stipulare un
contratto con voi, dovete rendervi conto del
fatto che questi ultimi non possono imporvelo.
Deve avvenire col vostro consenso. Quindi, ogni
volta in cui stipulate contratti con qualcuno,
il vostro stato mentale, la vostra volontà è
molto importante. Ambedue le parti devono essere
d’accordo sul contratto.
La ragione per cui vi sto dicendo questo, è che
nessuno può puntarvi una pistola alla testa e
forzarvi a firmare alcunché.
Il sistema giudiziario funziona allo stesso
modo. Si tratta di un’arena privata. Quindi,
loro non possono imporvi di presentarvi in
tribunale, a meno che qualcuno presenti una
denuncia e che questi conceda i propri diritti
alla corte e la corte a quel punto agirà per
conto di quella persona.
In ogni caso, la corte è un soggetto terzo. Non
si tratta del soggetto che in effetti ce l’ha
con voi. Anche se a voi pare così.
Quindi semplicemente comprendendo questo,
dovreste comprendere che se voi ricevete una
convocazione, si tratta fondamentalmente di un
“Invito a comparire” ed hanno bisogno che voi
siate d’accordo, in maniera tale da presentarvi
presso la Corte alla quale vi dovete
sottomettere, si tratta in pratica di permettere
alla Corte di parlare con voi, di perseguirvi o
altro, ma hanno bisogno che voi siate d’accordo.
Questa è la ragione per cui quando vi presentate
di fronte alla Corte il giudice vi chiederà di
pronunciare il vostro nome, dopo esservi alzati
in piedi, riferendo chi siete, fornendo il
vostro nome al giudice – attenzione – il nome di
proprietà – fornire il vostro nome al giudice,
in maniera tale che egli possa utilizzarlo,
senza essere soggetto a responsabilità di
carattere commerciale.
Ora, se il vostro nome, come è ovvio, è soggetto
a copyright, a quel punto voi dovete rendere
noto a tutti che non avete intenzione di
condurre affari senza compensazione (essere
rimborsati), e ora per loro si presenta un
grosso problema, devono utilizzare ogni “trucco”
disponibile nei testi legali in modo da avere il
vostro accordo affinché cooperiate con loro.
Allora, cominciamo a parlare di come ci siamo
trovati coinvolti in questa complessa
situazione. Ora, noi sappiamo che Dio, qualunque
ente noi si definisca Dio, il potere divino in
generale, ha creato l’uomo.
Quindi Dio è il creatore, e l’uomo non può
andare oltre Dio, questo è diritto naturale.
Ora, l’uomo ha creato una Costituzione, che è un
contratto, e la Costituzione ha creato il
Governo, e il governo ha creato le “corporation”
(società/personalità giuridiche) come le agenzie
per le imposte e tutte le altre personalità
giuridiche.
Ora, dato che noi abbiamo creato il governo,
come può oggi il governo avere tale enorme
potere su di noi, e forzarci a sottostare a
tutte queste regole, codici e leggi ? E se non
sottostiamo a quel punto, naturalmente, abbiamo
dei problemi.
Quindi sarebbe contrario al diritto naturale,
tuttavia c’è stata una mossa molto astuta che è
stata realizzata tempo fa, negli anni ’30. E ciò
che è stato fatto – ed è una cosa che alla
maggior parte delle persone è sfuggita – un
soggetto sovrano è sovrano, una “corporation”
(personalità giuridica) non può controllare un
sovrano, perché è essa stessa creata da un
sovrano.
Le “corporation”
(società/personalità giuridiche) sono enti
fittizi.
Si tratta di personalità giuridiche, in ogni
caso, non sono esseri umani, sono state create
da noi, quindi, ciò che sto tentando di dirvi, è
che quando avete creato una “corporation”,
l’avete creata per i vostri scopi, e se non vi
sta bene, ve ne liberate, e create un’altra
“corporation”.
Ora, tenendo a mente questo, ciò
che accade e che quando nasce un bambino, i
genitori registrano il bambino presso lo Stato o
presso le agenzie governative, e questi ultimi
hanno fatto credere al popolo americano che si
trattasse di un semplice atto di maternità, mi
pare nel 1912. Hanno fatto credere alla gente
che il governo si sarebbe preso cura dei bambini
dato che c’era la questione del nucleo
familiare, in merito al fatto che il padre
lavorasse e che la madre si prendesse cura dei
bambini.
Quindi intendevano aiutare la madre e il
bambino, così hanno approvato questo “legge
sulla maternità”. E una di quelle “legge sulla
maternità” afferma che, dato che il marito è
troppo impegnato col suo lavoro per prendersi
cura della famiglia, il governo fornirà dei
benefici, in maniera da poter fornire vantaggi
alla madre e ai bambini. Quindi per realizzare
tutto ciò hanno preteso di conoscere per ogni
singolo bambino, nome, data di nascita, tutti
questi dati e, approvata tale misura, le persone
hanno iniziato a registrare i propri bambini
presso la Stato o le agenzie del governo.
Ora, quando il bambino nasce, gli viene dato
quello che è il suo “vero nome”, quello che
viene definito “nome cristiano”. Ora, non
parlerò di religione in questo caso, perché in
effetti non ha nulla a che vedere con il
Cristianesimo in sé, in ogni caso la
Costituzione (USA) fu fondata sulla Bibbia,
quindi direi che è questa la ragione per cui è
stato adottato.
Quindi quando un bambino nasceva, prima di
questo atto di maternità, le persone erano
solite avere due testimoni e una Bibbia, e li
utilizzavano per registrare il proprio bambino e
quello era un fatto giuridico accettabile da
chiunque. Ma successivamente a tale legge di
maternità, le persone cominciarono a registrare
i propri bambini presso il governo.
Quindi ciò che accade è che quando si registrerà
il proprio bambino presso il governo a quel
punto il governo creerà una nuova personalità
giuridica che rappresenta in pratica il vostro
“nome commerciale”, il nome commerciale del
bambino, cosicché, una volta compiuti i 18 anni,
egli potrà avere la possibilità di condurre
affari con il mondo delle personalità
giuridiche.
Ora, perché avete bisogno di una personalità
giuridica per condurre affari in un mondo
costituito da personalità giuridiche ?
E’ una questione molto
importante. Un soggetto che è sovrano, è
responsabile al 100% delle proprie azioni, è
responsabile per tutto ciò che fa. Se commette
un crimine non può nascondersi, deve pagare in
relazione a ciò che ha compiuto. Una personalità
giuridica ha responsabilità limitata e quindi
anche poteri limitati. Quindi in quanto
soggetti, non sarebbe possibile condurre affari
con una personalità giuridica perché tale
condotta non rispetterebbe i principi del
diritto naturale.
Una personalità giuridica può condurre affari
solo con un’altra personalità giuridica. La
personalità giuridica, che ha responsabilità
limitata, non può condurre affari con un
soggetto sovrano che è pienamente responsabile.
Il soggetto dovrebbe assumersi piena
responsabilità, mentre la personalità giuridica
non si assumerebbe alcuna responsabilità. Non
può funzionare.
Quindi loro, il governo, hanno creato un
nome, che è simile al vostro vero nome, ma con
tutte le lettere MAIUSCOLE.
Ora, se voi consultate un dizionario di
grammatica, noterete che con riferimento ai nomi
propri, la lingua non riconosce casi di nomi con
tutte le lettere maiuscole. Si utilizzano sempre
lettere maiuscole e minuscole. Quindi, il nome
del bambino, il suo nome “cristiano” viene
scritto in lettere maiuscole e minuscole, e
rappresenta il soggetto bambino.
Tuttavia quando lo registrate, il governo creerà
una personalità giuridica che rappresenta il
vostro nome commerciale e che utilizzerete per
condurre affari con il mondo delle personalità
giuridiche e che sarà scritto con tutte le
lettere maiuscole. Ora, per verificare questo
fatto dovreste tirare fuori il vostro portafogli
e tirare fuori tutti i vostri documenti e
noterete come non ci sia neppure un documento
che riporterà il vostro nome con le lettere
maiuscole e minuscole.
Tutto è scritto in lettere maiuscole. E
la ragione sta nel fatto che tutti questi
splendidi benefici e questi documenti non
vengono rilasciati a voi, soggetti personali, ma
sono stati rilasciati al vostro nome
commerciale.
Quindi se possedete una carta della previdenza
sociale, quella non è vostra, è del vostro nome
commerciale. Il nome commerciale ha una carta
della previdenza sociale, il nome commerciale ha
una patente di guida, passaporti e carte di
credito. E noterete come tutto sia scritto con
le lettere maiuscole.
Ora, potreste recarvi in banca per verificare
questo e chiedere a loro di scrivere il vostro
nome sul loro computer in lettere minuscole.
L’addetto al pubblico vi dirà: “Non c’è
problema, lo faccio subito”, ma quando comincerà
a scrivere in lettere minuscole, anche se quel
computer è identico a tutti gli altri computer,
con cui si può scrivere in minuscolo, quando
inizia a scrivere in minuscolo il computer
scriverà comunque tutte le lettere maiuscole. E
dirà: “Questa non la capisco. Come può essere ?
Continuo a digitare lettere minuscole ma scrive
sempre tutte lettere maiuscole”.
Si può pensare che è così perché quel computer
non funziona, ma in effetti funziona bene perché
è il sistema che funziona così. Perché quel
conto in banca non è vostro, il conto in banca
appartiene al vostro nome commerciale, con tutte
le lettere maiuscole. Ora, voi siete il
firmatario autorizzato, non siete il
proprietario. (NdR: In Italia questo
ultimo particolare non esiste, sugli assegni NON
vi e' la dicitura "Firmatario autorizzato")
Se volete verificarlo, se avete degli assegni
personali, noterete come ci sia una riga dove
dovreste firmare. Bene, quella sembra una linea,
ma non lo è affatto. C’è una piccola dicitura
che dovreste leggere con la lente
d’ingrandimento che vi dirà che si tratta di
“firmatario autorizzato”. Non dice affatto
“proprietario”, perché la firma che voi state
apponendo sull’assegno in verità la state
apponendo per conto di qualcun altro, non è il
vostro conto, è il conto di una personalità
giuridica.
Quindi ciò che sto tentando di
farvi capire è che ci sono due enti coinvolti in
riferimento ai quali le persone, numerose
persone, si sentono confuse ed affermano:
“Insomma, il mio nome e Pinco Pallino, quindi ho
un numero di previdenza sociale, ho una patente
di guida. No, non l’avete !
Lettere minuscole corrisponde all’essere umano
in carne ed ossa, voi, e non avete alcun
privilegio.
Alcune persone dicono: “Vorrei
riconquistare la mia sovranità, cosa devo
fare ?” E io gli ripeto di continuo: “Tu sei già
sovrano. Tu non puoi riguadagnare alcunché, tu
sei un soggetto sovrano”.
Ora, se pensi di non essere sovrano, sei
capitato nel posto sbagliato, tu sei un soggetto
sovrano. Tu sei stato creato da Dio, sei carne
ed ossa, sei sovrano, responsabile per ogni
singolo atto che compirai nel corso della tua
vita.
Tuttavia, tu cedi la tua sovranità non appena
cominci a stipulare contratti. E ciò accade non
appena compi 18 anni e cominci ad avere a che
fare con la previdenza sociale, vieni coinvolto
per il fatto di avere una patente di guida,
vieni coinvolto perché firmi il mod. 740, tutti
questi privilegi li ottieni in base alla tua
volontà.
Ora nessuno ti sta puntando la pistola alla
testa per obbligarti ad ottenerli, tuttavia, il
Sistema è congegnato in maniera tale che, a
partire da quando compi 18 anni devi dimostrarti
un buon cittadino, le scuole ti insegnano come
pagare le tasse, ti spiegano anche come ottenere
un diploma, un lavoro, affinché paghi le tasse,
in maniera da poter aiutare il paese.
Non avrei problema ad aiutare il paese, non mi
crea problemi dare una mano alla comunità, per
far crescere la sua ricchezza. Personalmente,
tuttavia, ho dei problemi nel pagare un terzo,
perché non si tratta di agire a beneficio del
nostro paese, ma a beneficio di chiunque abbia
costruito questo sistema, ovvero a vantaggio dei
banchieri internazionali.
Ora parliamo un attimo dell’UCC,
e di cosa rappresenti per noi. Naturalmente
abbiamo il diritto naturale, quello nessuno può
togliercelo, c’è la “common law”, la legge
inglese, e la “common law” non è scritta,
tuttavia ci sono libri scritti a proposito della
“common law”. E poi c’è il diritto commerciale.
Questi banchieri internazionali, che non hanno
nulla a che fare con gli Stati Uniti, perché
ogni singola banca viene “approvata”
dall’Inghilterra. Quindi, tutte le
autorizzazioni relative ai loro atti costitutivi
vengono concesse dall’Inghilterra
L’Inghilterra controlla il sistema bancario,
l’Inghilterra controlla tutti i sistemi
giudiziari e i suoi rappresentanti, ovvero i
giudici e gli avvocati. E queste “corporation”
internazionali controllano inoltre i media, non
con la frode, ma con i soldi.
Loro li hanno finanziati e li hanno comprati
praticamente tutti. Questa è la ragione per cui
mai sentirete parlare di tali informazioni,
perché sono loro a decidere quali informazioni
diffondere e quali no.
Quindi l’intero sistema
è controllato dai banchieri internazionali e
dalla finanza internazionale e loro stanno
fondamentalmente utilizzando quelle che sono le
proprie regole e i propri regolamenti.
Quindi non piangetevi addosso perché non potete
cambiarlo, loro hanno soldi, loro hanno creato i
soldi, e fondamentalmente noi abbiamo accettato
tutto quello che ci hanno offerto”.
Tratto da: pickline.it -
Continua QUI
Video del prof. Auriti sul Debito pubblico,
Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !
Noi e solo NOI siamo il Valore (anche della
moneta=denaro,
CHE E' e DEVE essere NOSTRO e non delle
banche !)
Le BANCHE non
prestano denaro, vendono debiti...!
il denaro che inseriscono nei conti correnti dei
loro "clienti" e' creato dalla vostra firma,
quindi e' vostro, infatti quel denaro non e' nel
bilancio della banca precedentemente alla vs
firma....perche' e' vostro e non della banca,
esso e' creato per voi dalla banca proprio dal
NULLA !.....non e' suo !
......quindi NON dovete NULLA alla banca, ne'
capitale, ne' interessi !
Il documento che vi fanno firmare e' una TRUFFA
!
…fatevi furbi sono
dei CRIMINALI TRUFFATORI assieme allo…. stato
mafioso che li protegge....sulla pelle dei
sudditi SCHIAVI !
Inoltre le banche
evadono enormemente il fisco perche' immettono
le cifre del denaro che hanno emesso dal NULLA
nei loro bilanci come "debito" e non come
credito, come dovrebbe essere, ed in questo modo
non pagano le tasse sui capitali che sottraggono
con l'inganno a chi ha firmato quel fatidico
modulo, sulla cui firma hanno creato dal NULLA
il denaro per il loro cliente che in realta’ e’
suo REGALATO dal NULLA.
QUINDI Sono anche dei LADRI ! ed EVASORI
mostruosi ! e non pagano neppure I'VA sul
servizio fatto....
I mutui bancari sono una FRODE: come
difendersi ?
http://marcodellaluna.info/sito/2015/07/26/i-mutui-bancari-sono-una-truffa-come-difendersi/
Creazione del
denaro dal nulla da parte delle BANCHE:
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001070
Infatti:
Borghezio chiede alla Commissione
Europea e BCE: di chiarite la natura giuridica
della proprietà dell'Euro
- 15/06/2011
Con due interrogazioni alla Commissione Europea
e alla BCE, l'On. Borghezio pone in sede UE la
questione del signoraggio in riferimento alla
proprietà dell'euro.
L'On. Borghezio sottolinea che «alla luce della
discussione scientifica in atto a livello
internazionale sul signoraggio della moneta e
premesso che detto signoraggio sta a monte di
tutto il sistema monetario, poichè si colloca
nel momento di emissione della moneta» e
aggiunge inoltre che, «allo stato attuale, non è
dato individuare chi sia creditore e chi
debitore nella fase della circolazione
dell'euro, mentre i popoli europei hanno pieno
diritto di conoscere se siano "creditori" -in
quanto proprietari o "debitori" in quanto non
proprietari- per un valore pari a tutta la massa
monetaria di euro posta in circolazione».
Infine Borghezio chiede alla Commissione europea
e alla BCE di precisare, «in maniera chiara e
definitiva, a chi appartenga giuridicamente la
proprietà dell'Euro al momento della sua
emissione».
Questi quesiti sono analoghi a quelli posti sul
tema del signoraggio, con una recente
interrogazione al Ministro delle Finanze,
dall'On. Di Pietro, «che richiama opportunamente
-conclude Borghezio- l'insegnamento del Prof.
Giacinto Auriti e del Procuratore Generale Bruno
Tarquini, che hanno sollevato fondati dubbi
sulla compatibilità dell'euro con il principio
costituzionale della sovranità monetaria, che
attribuisce al popolo (e solo al popolo) la
sovranità».
On. Mario Borghezio - Delegazione Lega
Nord al P.E. - Bruxelles (Belgique) -
E.mail:
mario.borghezio@europarl.europa.eu
RISPOSTA della EU:
Risposta di Olli
Rehn, a nome della Commissione - 16/08/2011
Sebbene da un punto di vista giuridico il
diritto di emettere banconote in euro appartenga
sia alla Banca Centrale Europea (BCE) che alle
banche centrali degli Stati membri dell’area
dell’euro, ad emetterle fisicamente e a
ritirarle dalla circolazione sono, in pratica,
solo le banche centrali nazionali.
Nel caso delle monete in euro, emittenti di
diritto sono gli Stati membri dell’area
dell’euro e qualsiasi questione ad esse relativa
è coordinata dalla Commissione a livello
dell’area dell’euro. Pertanto, al momento
dell’emissione le banconote in euro appartengono
all’Eurosistema, mentre le monete sono di
proprietà degli Stati membri.
Una volta emesse, sia le banconote che le monete
in euro appartengono al titolare del conto su
cui sono state addebitate di conseguenza.
I proventi del signoraggio sono ripartiti tra le
banche centrali nazionali e la BCE in base allo
schema di sottoscrizione del capitale della BCE
per le banconote. I proventi del signoraggio
sulle monete vanno agli Stati membri dell’area
dell’euro.
Questa è la risposta
della commissione europea alla petizione
parlamentare di Borghezio sulla natura giuridica
della proprietà dell’euro. Non so se ricordate,
tempo fa se ne era parlato anche in questo blog.
Vediamo ora come viene definito l’Eurosistema
dalla Banca d’Italia:
L’Eurosistema è il sistema
di banche centrali dell’area dell’euro
responsabile dell’attuazione della politica
monetaria unica. Esso comprende la Banca
Centrale Europea (BCE) e le banche centrali
nazionali (BCN) dei Paesi dell’Unione europea
che hanno adottato l’euro.
http://www.bancaditalia.it/eurosistema/assetto/quadrogen
È una risposta molto importante; Questi
sanciscono la proprietà dell’euro all’atto
dell’emissione all’Eurosistema, composto da
Bce più banche centrali aderenti dell'Eurozona
allo statuto del SEBC.
Assumendo che le Banche Centrali sono
proprietarie della moneta emessa, ancor prima di
metterla in circolazione (un assurdo sotto il
profilo logico ed etico, poiché il valore della
moneta non sarebbe l’effetto di una convenzione
bensì l’espressione della volontà totalitaria
imposta da una struttura privata) bisognerebbe
convenire che esse commettono un illecito
contabile, registrandole in bilancio fra le
poste passive.
Fonte:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FTEXT+WQ+E-2011-006243+0+DOC+XML+V0%2F%2FIT&language=IT
Finalmente arriva la
risposta all’interrogazione presentata
dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura
giuridica dell’euro, e
finalmente e' arrivata la conferma:
ci stanno truffando.
Ci hanno sempre truffati.
Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla
risposta data dalla commissione europea alla
prima interrogazione sulla proprietà giuridica
dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio,
nella quale si affermava che nella fase
dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema,
mentre nella fase della circolazione
appartengono al titolare del conto sulle quali
vengono addebitate. Attenzione perché le parole
negli atti ufficiali e nel linguaggio
tecno-eurocratico vanno soppesate per bene.
Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a
Borghezio che la proprietà delle banconote
cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni
lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale
Europea) è dell’Eurosistema.
Ma cos’è quest’Eurosistema ?
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN
dei paesi che hanno introdotto la moneta unica.
L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto
che vi saranno Stati membri dell’UE non
appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la
definizione che si legge sul sito ufficiale
della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali
stampano le banconote e si appropriano del loro
valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto
da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di
0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si
appropriano anche del valoreriportato sul
biglietto stampato). E l’On. Scurria chiedeva
quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava
l’affermazione del Commissario Olli Rehn:
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
E-000302/2012alla Commissione Articolo 117 del
regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà
dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul
medesimo tema presentata dall’on. Borghezio
fornita il 16 giugno 2011, la Commissione
informa il collega che “al momento
dell’emissione, le banconote in euro
appartengono all’Eurosistema e che, una volta
emesse, sia le banconote che le monete in euro
appartengono al titolare del conto su cui sono
addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base
giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo
arriva la risposta:
IT - E-000302/2012 - Risposta di Olli Rehn a
nome della Commissione (12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento
dell’Unione europea costituisce la base
giuridica per la disciplina dell’emissione di
banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema
(costituito dalla Banca centrale europea e dalle
banche centrali nazionali). La proprietà delle
banconote e delle monete in euro dopo
l’emissione da parte dell’Eurosistema è
disciplinata dalla legislazione nazionale
vigente al momento del trasferimento delle
banconote e monete al nuovo proprietario, ossia
al momento dell’addebito del conto corrente
bancario o dello scambio delle banconote o
monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo
l’emissione, ossia dopo la creazione fisica
delle banconote o più verosimilmente
dell’apparizione in video delle cifre sui
terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo
zero, se si esclude l’energia elettrica che
mantiene accesi i computers…) la proprietà dei
valori nominali appartiene al nuovo
proprietario, ovvero a chi ha accettato
l’addebito, a chi ha
accettato di "indebitarsi". (NdR:
con chi, con il Nulla dato che prima
dell'emissione a nominativo del correntista quel
denaro NON esisteva ! ???)
Non solo. Olli Rehn, per giustificare
l’affermazione secondo la quale rispondeva a
Borghezio che l’Euro appartiene nella fase
dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo
128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
Europea, dove nel comma 1 si legge:
La Banca centrale europea ha il diritto
esclusivo di autorizzare l’emissione di
banconote in euro all’interno dell’Unione. La
Banca centrale europea e le banche centrali
nazionali possono emettere banconote. Le
banconote emesse dalla Banca centrale europea e
dalle banche centrali nazionali costituiscono le
uniche banconote aventi corso legale
nell’Unione.
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte
che la proprietà giuridica dell’euro emesso
appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto
scritto che la BCE può autorizzare l’emissione
di euro a se stessa e alle BCN, dovendo
controllare l’inflazione nella zona euro, così
come stabilito dal Trattato di Maastricht.
Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le
banconote o creare elettronicamente i valori
nominali.
Ma nessun riferimento giuridico, nessun
trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione,
niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la
facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che
si appropria di questo grande ed esclusivo
privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova
finalmente conferma in un atto ufficiale della
Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano
del valore della moneta perchè emettono solo
addebitando, prestando, e il prestare è una
qualità esclusiva del proprietario.
Auriti chiamava questo meccanismo la
truffa del signoraggio,
parola sulla quale oggi si fa volutamente grande
confusione, essendo per la massa direttamente
associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a
qualche improbabile personaggio del mondo della
politica che fa avanspettacolo che le si
accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università
di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia
(organismo privato in mano per il 94% a banche
commerciali e fondazioni bancarie) per truffa,
associazione a delinquere, usura, falso in
bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga
dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il
mezzo di scambio con il quale i cittadini
riescono ad interagire tra loro dando vita al
mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi
reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al
loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a
chi lavora, ovvero al popolo.
Chi si appropria indebitamente del valore della
moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del
popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione
altrui chiedendo che gli vengano pagati gli
interessi sul prestito erogato.
Questa è la gigantesca distorsione del nostro
tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il
giogo di questa malefica piaga, sono finiti
tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla
propria pelle una crisi sistemica e indotta,
figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di
costituzione della prima Banca Centrale, la Bank
of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da
parte di organismi privati quali sono le Banche
Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La
Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la
Bank of England conia nel Regno Unito la
Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci
riguarda, esiste un’abissale differenza, che
rende il sistema ancora più perverso: gli Stati
dell’Unione non possono ricevere il credito
direttamente dalla BCE (cosa che invece accade
in modo diretto e subordinato negli altri paesi,
ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di
stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi
sul mercato, la parolina magica con cui ci
prendono per i fondelli. In poche parole
funziona così: la BCE crea denaro a suo
piacimento, lo da in prestito alle banche
commerciali (Draghi ha recentemente creato circa
1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e
queste possono decidere se acquistare o meno i
cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi
che vanno dal 5 al 7%).
Non è possibile, quindi, per i paesi della UE
attuare una propria politica monetaria, pur
volendo accettare il meccanismo
dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori
della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA,
siedono vertici delle grandi istituzioni
bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno
deciso di gestire direttamente anche le
Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos
sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo,
ostaggio del sistema finanziario che controlla
partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di
informare il più possibile.
Questi meccanismi perversi devono essere
conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio
del sistema dell’informazione del regime
usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la
volontà e la determinazione non devono piegarsi
di fronte a niente.
A tutti noi un in bocca al lupo.
Tratto da:
http://rapportoaureo.wordpress.comEuro
L'euro e' in mano
ai Privati: ecco una ennesima prova, il marchio
del Copyrigth e' stampato su tutti gli euros, e
la firma e' quella del sig Draghi....perche'
?....perche' egli rappresenta i proprietari
privati della
Banca Europea (BCE)...
 |
EU SEGRETA o
QUASI questa informazione che riguarda tutti i
paesi EU:
La FRANCIA con LICENZA di STAMPARSI
DENARO - 05/05/2013
La Francia ha avuto
permesso dalla BCE di stamparsi di fatto, in
modo illimitato, del denaro. L'affare si svolge
tra banche in ombra ed è una bolla da 1
miliardo. La BCE eviterà che la Germania si
immischi nel salvataggio della Francia.
Se Cipro regna un
enorme nervosismo, perchè la BCE ha tolto poteri
alla banca nazionale cipriota (si
veda qui), in Francia, passando inosservato
agli occhi della ufficialità, funziona
esattamente all'opposto:la BCE ha dato alla
Francia licenza illimitata per stamparsi denaro.
Tutto questo per
evitare che una banca francese collassi, cosa
che si vuole evitare fino all’ultimo minuto.
Alla fine del 2011
c'è stata un'azione comunemente concertata, da
parte della potenti banche centrali del mondo,
tra cui la FED, la BOE (Bank of England) e la
BCE.
Con dei volumi mai
visti prima d'ora, la BCE inizio' le operazioni
di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) e mise
a disposizione del sistema bancario nei paesi
euro, 500 miliardi di euro.
Alcuni mesi dopo
alle banche venne messa ancora a disposizione
la stessa somma, "per ricarica". Sullo sfondo la
preoccupazione che, se dovesse crollare uno
stato, alle banche nella Euro-Zona, che
possiedono una parte prevalente dei prestiti di
stato, venga a mancare il fiato e quindi che la
tutta la unione valutaria finisca con
l'avvitarsi su se stessa.
Si tratto' anche di
una banca francese, molto vicina al collasso, ma
non fu mai reso noto di quale banca si trattasse
concretamente. Da tempo grosse banche francesi
come la Société Générale, il Crédit Agricole o
la BNP Paribas sono nel mirino dei mercati dei
bond. Come riferì Bloomberg, il Crédit Agricole
l'anno scorso dovette vendere patrimoni del
valore di 3,5 miliardi di euro (si
veda qui).
Nel mentre è noto
che è a disposizione delle banche francesi una
fonte inesauribile di finanziamento, il
cosidetto mercato STEP (Short Term European
Papers). Il mondo bancario francese si è
ulteriormente sviluppato in modo creativo e si
concede oltre al mercato dello STEP (Short Term
European Papers: un programma di creazione del
credito del tutto nuovo e a breve scadenza),
anche la licenza specifica di stamparsi denaro
Il clou di questo
“affare” :
1. il mercato
STEP-si trova al di fuori della Borsa. Quindi
nessuna trasparenza.
2. il mercato STEP si rivolge esclusivamente al
settore bancario francese.
3. le banche francesi elargiscono prestiti STEP
presso laBanque de France, quale sicurezza
(ovvero la banca nazionale francese) .
4. una cosiddetta „Euroclear“-Bank (come
sportello, ovvero centrale di prenotazione tra
la Banque de France e le banche francesi)
deposita certificati STEP come garanzia, presso
la BCE
5. La Banque de
France (banca nazionale francese) inoltre
consegna alla BCE i rischi di perdite, quale
sicurezza per i prestiti STEP depositati.
Fintanto che la
banca nazionale francese ci tiene in protezione
le mani sopra, queste macchinazioni hanno un
ruolo minore; anche certificati con rating BBB
saranno depositati alla BCE.
Qualla chicca dal
manicomio di Draghi
La BCE che in futuro
dovrebbe avere controllo su alcune Euro-Banche,
non puo' esibire dati alcuni sul mercato STEP e
riceve questi dati solo per vie traverse
attraverso la banca nazionale francese (Banque
de France). Laddove quest'ultima si basa su
fonti terze, che solo loro stessi giocatori sul
mercato.
Cio' significa che
c'è una creazione di denaro per le banche
francesi, sotto la protezione della Banque de
France, senza controllo da parte della BCE. Una
chicca dal manicomio...
Con 445 Miliardi di
euro le banche francesi controllano il mercato
STEP, una parte considerevole del mercato ombra
dei mezzi finanziari della banca centrale.
Le banche nella zona
euro tra loro trattano certificati STEP e
possono persino depositarli
presso la BCE per creare liquidità. Da parte di
un mercato regolato, questa è una delle
possibilità per ricevere dalla BCE dei crediti a
buon mercato.
Interessante in
questo contesto è cheall'acquisto spesso
discusso di prestiti di stato da parte della
BCE, ad ora per complessivi 200 miliardi di euro
(ragion per cui la BCE si è conquistata il
titolo di „Bad-Bank“ ) si accatastano, presso
la BCE, debiti del credito delle banche europee
per circa 1.300 miliardi di euro.
Mario Draghi è
consapevole che questa azione non è molto "koscher".
In passato parlo' del fatto che fosse necessaria
"piu' trasparenza" e che la questione (del
mercato STEP) doveva essere presa in seria
considerazione. Ma su questo non ha fatto nulla.
Per una buona ragione.
La BCE, con il
programma STEP ha dato alla Francia una
possibilità di stabilizzare le sue banche, senza
che la Germania possa farci nulla.
Il programma
plausibilmente dovrebbe servire a far prendere
tempo ai francesi, fino a che si giunga alla
unione bancaria. Quest'ultima originariamente
era stata pianificata per il 2018, ma ora la EU
vuole anticiparla al 2015
Dopo di chè il
salvataggio delle banche in Europa, dovrà
avvenire attraverso i risparmiatori e gli
azionisti.
Da qui ad allora, in
Francia , al di sotto dei radar, si verificherà
una bolla finanziaria gigantesca.
La Germania deve
stare a guardare il tutto, impotente. Il capo
della Bundesbank, Jens Weidmann puo' giusto fare
dei discorsi domenicali, nulla di piu'.
Tale manovra dice
che la frazione del sud della BCE ha già preso
ampio controllo sulla formazione dell'Europa.
fonte:
http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2013/04/14/geheim-operation-draghi-erteilt-frankreich-lizenz-zum-gelddrucken/
Traduzione e sintesi
ByCristina Bassi - Tratto da:
thelivingspirits.net
Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !
Video da
visionare per comprendere il meccanismo del
FURTO dei nostri beni da parte di questi
CRIMINALI
a livello mondiale !
Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario
- "DEBITO
PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.
SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della
Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche
Centrali (FED + BCE, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come
Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito
"pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini
di governo dei vari stati hanno contratto (e'
tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci
con il debito stesso), ed inviare la carta
moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente,
riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che
hanno acquistato i privati, gli altri stati e le
banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li
potremmo investire nell'industria, nel turismo,
nei servizi...e cio' per i vari stati
indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !
Altra proposta per la soluzione-annullamento del
cosiddetto falso
Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi
annui per il debito pubblico per un totale di
circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento
miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al
2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila
duecento miliardi)
per cui sottraendo dal totale, la somma gia'
pagata, vi e' una plus valenza di c.a.
1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero
ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi
possiamo cessare di pagarle immediatamente
investendo la stessa cifra annuale di falsi
interessi, nella nostra economia....
IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il
documento (dettagliatissimo in lingua originale)
raggiungibile al link sottostante, la creazione
di denaro dal NULLA attraverso la riserva
frazionaria e il signoraggio bancario in mano a
banche private e autorizzate dalle banche
centrali anch’esse di proprietà delle suddette
banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta
conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
AVVISATE TUTTA LA POPOLAZIONE CON QUESTO VIDEO,
FATELO GIRARE ALL'INFINITO !!
Che sappiate o meno che cosa sia, il Fondo di
Redenzione Europeo (E.R.F.) ci rovinerà la vita
per i prossimi 20 anni !!
vedi e'
IMPORTANTE:
http://attivo.tv/player/documentari/i-media-stanno-censurando-allintera-popolazione-un-nuovo-trattato-europeo-sconvolgente.html#sthash.4QWK6rLY.dpuf
EURO FALSO: TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE
BANCHE SONO ANNULLABILI !
Nel contrato non è scritto chi è il proprietario
della moneta….quindi: chi è il creditore ? chi
il debitore ?...e per cui TUTTI i debiti sono
nulli “tutti i debiti contratti con le banche
sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche
evitano di iscrivere in contabilità, a
patrimonio netto, la quota annuale di denaro
virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo
considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente
non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale,
almeno quei debiti che implicano come creditore
o controparte una banca, devono essere
considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non
risulta “battezzato” contabilmente alla nascita
certificandone l’origine, non può godere dei
diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni,
IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la
contabilità bancaria attuale è completamente
falsa.
INOLTRE
Interrogazione UE con richiesta di risposta
scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo
117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà
dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul
medesimo tema presentata dall’on. Borghezio
fornita il 16 giugno 2011, la Commissione
informa il collega che “al momento
dell’emissione, le banconote in euro
appartengono all’Eurosistema
e che, una volta emesse, sia le banconote che le
monete in euro appartengono al titolare del
conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base
giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Risposta: Olli Rehn non fa altro che ribadire
che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione
fisica delle banconote o più verosimilmente
dell’apparizione in video delle cifre sui
terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo
zero, se si esclude l’energia elettrica che
mantiene accesi i computers…) la proprietà dei
valori nominali appartiene al nuovo
proprietario.
....e se uno e' proprietario del denaro, non
puo' essere contemporaneamente debitore, dato
che il denaro precedentemente all'emissione nei
fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....
Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo
della Banca Centrale Europea – BCE
- (Tratto dal sito ufficiale www.ecb.int)
nel loro documento: “Decisione della Banca
Centrale Europea del 6 dicembre 2001 relativo
all’emissione delle banconote in euro”, al comma
3: “L’emissione delle banconote in euro non
necessita di essere soggetta a
limiti quantitativi o di altro tipo, visto che
la immissione in circolazione di banconote è un
processo indotto dalla domanda.”
Tratto da:
http://www.ecb.europa.eu/home/html/index.en.html
Commento NdR: L'Eurosistema
e' nei fatti di proprieta' di PRIVATI cosi come
le varie Banche Centrali Nazionali dei paesi
aderenti alla UE, quindi tutto il sistema
bancario europeo e' in mano ai privati cosi pure
come l'emissione della moneta (denaro)
Ricordiamo a tutti che le Banche facendo sorgere
dal "nulla" (che non esiste, per proprieta'
intrinseca) il denaro, esse lo "prendono" dal
TUTTO presente ed esistente SOLO ed UNICAMENTE
nell'INFINITO,
e ce lo accreditano nel nostro conto corrente di
cui siamo proprietari e non debitori;, se noi
chiediamo ad esse di darci un credito, quindi
trattasi di DONAZIONE dell'Infinito a tutti noi,
che le Banche ci RUBANO e ci chiedono pure gli
interessi, I banchieri e le banche, sono dei
veri e propri CRIMINALI, protetti dalle leggi
inique degli "stati" (a loro volta aziende
private) loro servi, perche' i Banchieri
immettono, sponsorizzano o pagano, i "loro"
uomini politici e non, nei posti chiave degli
stati, per ottenere cio' che vogliono... da
questi ultimi, alla faccia del popolo che rimane
in TOTALE
schiavitu'
!
Quindi:
Cari amici e lettori, dovete rendervi conto che
quando andate a chiedere un "prestito" ad una
banca...voi subite un FURTO da parte della
banca, perche l'emissione del denaro viene
effettuata dal NULLA (che e’ al massimo di
proprieta’ dell’INFINITO),
sul vostro NOME e COGNOME; la banca non lo
emette/accredita sul suo proprio conto corrente
e poi gira la cifra a Voi con un bonifico dal
proprio conto, ma lo accredita direttamente sul
Vs conto corrente, e quindi siete voi gli UNICI
proprietari del denaro, cosi come ha confermato
recentemente anche la UE, in una risposta ad una
interrogazione fatta su: chi e' il proprietario
del denaro..?
Se il denaro viene emesso sul vs NOME e COGNOME,
significa semplicemente che e' VOSTRO e NON
della banca, e siccome viene emesso dal NULLA
(di proprieta’ dell’INFINITO
e non della banca), quindi e’ a credito NON a
debito ….. la banca non ha NESSUN titolo, ne’
diritto, per chiedervi di restituire il capitale,
che non e’ mai stato suo, ne' tanto meno di
richiedere degli interessi su di un capitale che
nei FATTI e' SOLO VOSTRO all’atto della
emissione fatta per mezzo del vostro NOME e
COGNOME, infatti non puo’ mai dimostrare di aver
avuta la proprieta’ del denaro che e’ stato
emesso sul vs conto corrente !
Inoltre le leggi italiane e quelle dei vari
paesi occidentali, sui “prestiti”, confermano
che: se un soggetto non e’ proprietario di un
bene non puo’ prestare nulla, anzi se viene
attuato, diviene un’atto illegale.
Qui siamo alla totale follia illogica bancaria,
per tentare di legalizzare un FURTO !
In piu’ le banche, una volta sottratto il VOSTRO
denaro, con la vostra firma, su di un modulo
prestampato e senza la firma dell’amministratore
della banca …. essa lo immette nel proprio
bilancio, nei debiti, e non nei crediti, come
sarebbe se fosse tutto regolare oltre ad essere
logico amministrativamente, (cosa che non e’,
commettendo un falso in bilancio) ma e cosi,
non solo non paga neppure l’iva sul servizio, ma
non paga neppure le tasse allo stato…perche’
trattasi di un “debito”….ecco perche’ le banche
dichiarano sempre un bilancio facilmente in
passivo od a zero….
vedi:
ACCESSO al VALORE di IO SONO
EUROGENDFOR: POLIZIA EUROPEA,
(Superpolizia) per sottometterci ancora di
piu' alle direttive dei
Padroni nel mondo
Informati, Italia: Eurogendfor e mandato di
arresto europeo: parla un avvocato
Leggere lo statuto
dell' Eurogendfor vi impressionerà.........
L'EGF gode di una totale immunità: inviolabili
locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le
comunicazioni (loro) non possono essere intercettate
(art. 23); i danni a proprietà o persone (da
essi arrecati) non possono essere
indennizzati (art. 28); i gendarmi non
possono essere messi sotto inchiesta dalla
giustizia dei paesi ospitanti (art. 29).
Come si evince chiaramente, una serie di
privilegi inconcepibili in uno Stato di
diritto.... e per ora paga solo l'Italia
tutte le spese per l'Europa.....
Crisi,
l’alterativa esiste: ecco le monete
complementari - Una banca in cui si usa
moneta Wir - 22/11/2012
Bergamo (I) -- Come molti sanno, con il sistema
delle Banche centrali (la Banca d’Italia è una
di queste) non sono gli Stati a battere moneta,
ma le banche stesse. Le banche centrali infatti
sono di proprietà delle banche private e non
degli Stati, che hanno rinunciato a una parte
importante della loro sovranità consegnando
questa importante funzione a un sistema privato.
Ciò ha comportato il progressivo distacco della
moneta dall’economia reale. Accade dunque, in
estrema sintesi, che per avere del denaro lo
Stato, ad esempio quello italiano, non si
riferisca in senso stretto a dei valori
economici o produttivi, ma emetta dei titoli di
debito: ovvero i titoli di Stato che "vende"
alle banche, tramite la banca centrale,
che il sistema bancario
rivende ai cittadini, il tutto guadagnando sui
tassi di interesse. -
vedi:
Signoraggio
- Alla moneta
corrisponde quindi semplicemente una specie di
"cambiale".
Ora però in numerose parti del mondo sono nate,
e continuano a nascere e crescere le cosiddette
"monete
complementari".
Si tratta di un fenomeno con forte diffusione
all’estero (ne parleremo approfonditamente in
altri articoli), ma che comincia a comparire
anche qui in Italia.
Per capire meglio il fenomeno dobbiamo partire
dall’idea che la moneta complementare altro non
è che un supporto tecnico agganciato ai beni
reali. In altre parole, consente di agevolare
una forma evoluta di baratto, da un lato, e di
fronteggiare le crisi di liquidità create dalle
banche, dall’altro.
Ciò che rende una moneta quello che è oggi (NdR:
visto che non è più convertibile in nulla di
concreto, per cui e' un semplice pezzo di carta
NON garantito dall'oro...) è
semplicemente il fatto che per convenzione
sociale io la accetti e le dia un valore.
La moneta complementare parte appunto da lì, dal
fatto che un sistema di imprese o una comunità
di cittadini siano disponibili ad accettare in
pagamento un pezzo di carta su cui sia stampato
qualcosa di diverso da quello che ci stampa la
banca centrale, con in più il fatto che alla sua
origine ci sia la creazione di un bene o di un
servizio.
Come dicevo, e ci torneremo, all’estero il
fenomeno è tutt’altro che modesto. Basti pensare
che in Svizzera, la patria delle banche, il
circuito "Wir" offre moneta complementare per
fare fronte alle crisi di liquidità a oltre
60.000 imprese. In Italia c’è qualche
interessante esperimento: il Sardex (in
Sardegna), operativo dal 2010, i Danee milanesi,
buoni di solidarietà complementari, e lo Scec
napoletano, tanto per citarne alcuni. Non tutti
hanno le stesse modalità di funzionamento, ma
tutti hanno lo stesso scopo: combattere la crisi
restituendo ai cittadini una parte della loro
sovranità. Nelle prossime puntate li
analizzeremo da vicino.
By Carlo Scotti-Foglieni – Tratto da:
bergamosera.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I comuni Italiani,
possono stampare moneta propria, per legge
“Al
Comune spettano tutte le funzioni che riguardano
la popolazione ed il territorio, in particolare
è il Comune stesso che deve farsi carico delle
esigenze nascenti in determinati
settori specificamente delineati dal dettato
normativo. “
A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo
112 del T.U.E.L. enuncia che: “Gli enti
locali, nell’ambito delle rispettive competenze,
provvedono alla gestione dei servizi pubblici
che abbiano per oggetto produzione di beni ed
attività rivolte a realizzare fini sociali e a
promuovere lo sviluppo economico e civile delle
comunità locali”.
Queste ampie funzioni che come abbiamo visto
vengono in diversi modi attribuite
all’ente comunale, comportano uno serie di
problematiche:
a) in primo luogo sono frequenti le controversie
circa la definizione dei confini dei ruoli tra
i livelli di governo in alcuni settori chiave
quali, ad esempio, quello della tutela della
salute, governo del territorio e dell’ambiente
nonché in tema di servizi sociali.
b) In secondo luogo risulta problematico
delineare il rapporto tra le nuove competenze
attribuite al Comune e le effettive risorse che
al Comune stesso vengono messe a disposizione.
Tutto questo in attuazione dell’art. 119 Cost.
il quale prevede per i Comuni (Province,
Città Metropolitane e Regioni) autonomia
finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed
entrate propri, compartecipazione al gettito di
tributi erariali riferibili al loro territorio
nonché un fondo perequativo per i territori con
minore capacità fiscale per abitante.
Prevede altresì il medesimo articolo che le
risorse di cui sopra consentono al Comune
di finanziare integralmente le funzioni
pubbliche loro attribuite.
Inoltre l’art. 7 del Decreto Legislativo
112/1998 prevede la “devoluzione alle regioni e
agli enti locali di una quota delle risorse
erariali tale da garantire la congrua copertura
[…] degli oneri derivanti dall’esercizio delle
funzioni e dei compiti conferiti nel rispetto
dell’autonomia politica e di programmazione
degli enti; in caso di delega regionale agli
enti locali, la legge regionale attribuisce ai
medesimi risorse finanziarie tali da garantire
la congrua copertura degli oneri derivanti
dall’esercizio delle funzioni delegate,
nell’ambito delle risorse a tale scopo
effettivamente trasferite dallo Stato alle
Regioni”. Dal dettato dell’art. 54 T.U.E.L.
emerge altresì che il Sindaco, sempre nella sua
funzione di ufficiale di Governo: emana atti in
materia di ordine e sicurezza pubblica, svolge
funzioni in materia di polizia giudiziaria,
vigila sulla sicurezza e l’ordine pubblico,
adotta Ordinanze contingibili ed urgenti in caso
di pericolo per l’incolumità dei cittadini.
E’ necessario ricordare inoltre che il Sindaco
opera come Ufficiale di Governo
anche relativamente ad altre funzioni sulla base
di norme di settore (ad es. in base alla Legge
833/78 in materia di sanità).
Proprio in merito alle funzioni svolte quale
Ufficiale di Governo è utile svolgere
qualche breve considerazione.
Prima di tutto occorre chiarire che il Sindaco
che esercita le funzioni di Ufficiale di
Governo o di autorità sanitaria non è un
organo del Comune, ma dello Stato.
Tale principio viene chiaramente sostenuto dalla
giurisprudenza, ultimamente si è pronunciata in
proposito la Corte di cassazione.
In tema di poteri e funzioni del Sindaco la
giurisprudenza ha avuto modo di pronunciarsi
più volte; punto di notevole interesse è quello
relativo al potere di ordinanza del Sindaco
medesimo.
Circa tale aspetto, il Consiglio di Stato
ribadisce che: “… i presupposti che si
richiedono per l’adozione dei provvedimenti
contingibili ed urgenti, da parte della massima
Autorità comunale, sono – ai sensi dell’art. 38
comma 2, l. 142/1990 – da un lato,
l’impossibilità di
differire l’intervento ad altra data in
relazione alla ragionevole previsione di danno
incombente (donde il carattere dell’urgenza);
dall’altro, l’impossibilità di provvedere con
gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione
(donde la contingibilità)”.
Proprio per i punti ed i passaggi messi in
evidenza ( con il grassetto ), i Sindaci possono
operare con provvedimenti (ordinanze)
contingibili ed urgenti in materia di sanità e
sicurezza dotandosi di strumenti straordinari
rispetto a quelli previsti dalla legislazione.
Lo strumento monetario”diverso” da
quello previsto dalla legge ( L’Euro ) può
essere sostituito con uno strumento monetario
alternativo e straordinario rispetto a quello
“forzoso” per prevenire problemi di salute
pubblica “mentale” dovuti alla crisi monetaria
ed alla angoscia sociale che sono le cause di
problemi di sicurezza pubblica quali
gesti estremi violenti che potrebbero
coinvolgere la comunità ( drastici suicidi,
esplosioni, messe a fuoco,stragi ) ed evitare
l’incremento del crimine dovuto alla affannosa
ricerca di soldi.
Tratto da: losai.eu
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Il Governo Italiano all'assalto della
campagna
Banche Armate
Si profila da parte del Governo un vero e proprio attacco alla
Campagna di pressione alle Banche Armate.
«Si profila da parte del Governo un vero e
proprio attacco alla Campagna di pressione alle
"banche armate"» - cosi Giorgio Beretta, uno
degli esponenti della Campagna, commenta la nota
della recente Relazione ministeriale sull'export
di armi. Per superare il problema degli istituti
bancari nazionali di essere catalogati fra le
cosiddette "banche armate", "il Ministero
dell'Economia e delle Finanze ha prospettato una
possibile soluzione che sarà quanto prima
esaminata a livello interministeriale" - riporta
la Relazione. «Quale sia questa "soluzione" non
è dato di sapere - aggiunge Beretta - ma dal
tono del discorso della Relazione e dalle
recenti lamentele del comparto armiero c'è da
scommettere che non sarà nella direzione della
trasparenza.
Il comparto industriale-militare lamenta "notevoli
difficoltà operative" con gli istituti bancari
nazionali, ma le banche italiane assumono
tuttora la quasi totalità delle operazioni, come
dimostrano i dati della stessa Relazione» -
conclude Beretta.
Una nota della Relazione a pag. 18/19 concerne, infatti,
direttamente la
Campagna di pressione
alle banche armate.
La Relazione segnala, infatti, tra le
problematiche di "alta rilevanza" trattate a
livello interministeriale "quella relativa
all'atteggiamento assunto da buona parte degli
istituti bancari nazionali" nell'ambito della
loro politica di "responsabilità sociale
d'impresa". "Tali istituti, - prosegue la
Relazione - pur di non essere catalogati fra le
cosiddette "banche armate", hanno deciso di non
effettuare più, o quantomeno, limitare
significativamente le operazioni bancarie
connesse con l'importazione o l'esportazione di
materiali d'armamento". Ciò avrebbe comportato
per l'industria "notevoli difficoltà operative,
tanto da costringerle ad operare con banche non
residenti in Italia, con la conseguenza -
continua la Relazione - di rendere più gravoso e
a volte impossibile il controllo finanziario"
delle operazioni normate dalla 185/90. Pertanto
"il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha
recentemente prospettato una possibile soluzione
che sarà quanto prima esaminata a livello
interministeriale" - conclude la Relazione.
«C'era da aspettarselo - riprende
Beretta. Dopo le lamentele del comparto armiero
registrate nell'articolo di Gianni Dragoni dal
titolo "La difesa disarmata delle banche"
apparso lo scorso 5 marzo su "Il Sole 24 ore"
(riportato qui sotto) non poteva essere
altrimenti».
L'offensiva è capitanata da due
personaggi di primo piano: Pier Francesco
Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, e da
Piero Gussalli Beretta. Entrambi lamentano di
essere costretti a rivolgersi a gruppi bancari
stranieri. «Una gran balla!» - sbotta Beretta
(che ovviamente con l'omonimo di Gardone
Valtrompia non ha legami di parentela). «Basta
guardare
i dati della Relazione di quest’anno.
Oltre all'incremento notevole delle transazioni
bancarie, che nel 2004 hanno raggiunto la nuova
cifra record di 1.317 di euro - due banche
italiane da sole ricoprono, infatti, quasi il
60% delle autorizzazioni: si tratta di Banca di
Roma (che si aggiudica autorizzazioni per un
valore complessivo di oltre 395 milioni di euro)
e Gruppo bancario San Paolo Imi (autorizzazioni
per oltre 366 milioni di euro). Banche che sono
seguite da altri istituti di credito italiani
tra cui Banca Popolare Antoniana Veneta (121
milioni per uno share del 9%) e Banca Nazionale
del Lavoro (71 milioni, cioè oltre il 5% del
totale). Solo una banca straniera, la Calyon
Corporate and Investment Bank, con 120 milioni
di euro di autorizzazioni (9% del totale) si
aggiudica qualcosa di simile ai maggiori gruppi
italiani; ma non va dimenticato che questa
banca, nata dalla fusione di due gruppi (Crédit
Lyonnais e Crédit Agricole Indosuez), è da tempo
l'istituto di riferimento di diversi Paesi
arabi. E la somma delle operazioni autorizzate a
istituti di credito stranieri non supera il 14%,
una percentuale al ribasso rispetto ad alcuni
anni fa. In definitiva, le banche italiane
rappresentano tuttora l'intermediario
privilegiato per l'industria armiera italiana» -
conclude Beretta.
Lanciata nel 2000 su iniziativa di tre
riviste del mondo pacifista (Mosaico di pace,
Nigrizia e Missione Oggi), la Campagna di
pressione alle "banche armate" ha inteso fin dal
suo inizio perseguire un duplice scopo: da un
lato favorire un controllo attivo dei cittadini
sulle operazioni di appoggio delle banche al
commercio delle armi, dall'altro fornire
informazioni per un ripensamento dei criteri di
gestione dei propri risparmi. Grazie alla
pressione di cittadini e associazioni, in questi
cinque anni il gruppo Unicredit, Monte dei
Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Firenze,
Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino e
recentemente Banca Intesa
hanno dichiarato di voler cessare,
totalmente o in gran parte, la fornitura dei
propri servizi al commercio di armi italiane. La
Relazione 2005 registra un ulteriore e positivo
passo di Unicredit (solo l'1,5% delle
autorizzazioni quest'anno), l'uscita ormai
definitiva di MPS e la bassissima quota di nuove
autorizzazioni di Banca Intesa (1,7%).
Preoccupa, invece, una "new-entry": la Banca
Popolare di Milano che si aggiudica 22 commesse
per oltre 53 milioni di importi autorizzati, più
del 4% del totale.
Banca Popolare di Milano è uno dei "sostenitori
storici" di Banca Popolare Etica, di cui da anni
distribuisce i prodotti. Cosa succede ?
Tabelle della relazione
2005
Commento
di Don Sacco all’articolo del Sole-24 ore
Tratto da:
unimondo.oneworld.net
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PRESENTAZIONE della MONETA COMPLEMENTARE
Questi incontri hanno lo scopo primario di
creare e sviluppare la consapevolezza del
bisogno che il pubblico che lavora anche nel
commercio, di apprendere,
conoscere, utilizzare la "moneta
complementare", come un' efficace strumento
di contrasto, da usare e rivolgerlo contro lo
strapotere finanziario della Grande
Distribuzione Organizzata, responsabile
oggi, della formazione di
tutti i prezzi
e per tutti i beni di
consumo. I prezzi e la loro
formazione, sono il principale problema da
risolvere, per contrastare con efficacia,
l'avanzamento della povertà ed impoverimento.
Il potere di acquisto dei cittadini, deve essere
salvaguardato, e deve necessariamente essere
attentamente monitorato, contrastato, nel suo
crescere verso il basso.
Una soluzione efficace è sì, quella di creare
una moneta complementare locale parallela,
fondandola sulla risorsa della scontistica
trattata con i commercianti, ma è anche l'unica
ed ultima nostra risorsa economica e
finanziaria, che ci rimane ancora, con la quale
possiamo salvare l'intera soluzione
dell'impoverimento, e riuscire così ad invertire
questo drammatico fenomeno sociale.
Estrapolare questa risorsa, ed utilizzarla come
emissione monetaria, può essere una buona
terapia d'urto, ma senza l'affiancamento
congiunto e contemporaneo, del fenomeno della
rimoltiplicazione, questo
risparmio, avanzerà nel rischio di vedersi
annullato completamente, dall' inflazione e da
altri fattori congiunti di macroeconomia, quali
la disoccupazione e la naturale rarefazione
monetaria.
Queste conferenze volgeranno la
loro esposizione, a far comprendere questi
aspetti, ai maggiori responsabili passivi, di
questa situazione, cioè i singoli
commercianti, che oggi riescono e resistono
ancora con i "denti", sul mercato (ma si ricorda
che sono sempre di meno).
- Sono loro che devono comprendere, che
potrebbero fare la differenza.
- Sono loro che devono comprendere, di essere la
"chiave di svolta".
Sono loro che devono aiutare l'intera
collettività, la nazione, ad uscire da questo
dramma, questo vortice impetuoso, che
risucchierà tutti indistintamente, se non si
impegnano per primi loro, a mettere in moto
insieme a tutti noi, quel processo economico ed
econometrico, da utilizzare contro quello messo
in atto già da molto tempo, dai
potenti
banchieri e dalle loro controllate
Multinazionali.
Da parte nostra, e mi riferisco a tutti coloro
che sono impegnati nella nascita, creazione e
sviluppo delle monete complementari
locali, dobbiamo portargli clienti nuovi,
aumentargli le vendite, in modo che possano
alimentare in se', sia la speranza, sia la
determinazione, sia dargli coraggio nel
proseguire e resistere in questa battaglia
impari.
Solo con risultati di maggiori vendite procurate
loro, potremmo così avere il piccolo
commerciante, dalla nostra parte.
Esso......... è il nostro "asso nella manica".
Non bruciamoli !
Non serve avere in prima battuta, migliaia di
consumatori, con in mano una moneta, che non
possono e non sanno dove andare a spenderla !
Noi dobbiamo essere i loro rappresentanti, i
loro venditori, i loro promotori, i loro
consiglieri, se vogliamo avere tutto il loro
appoggio.
Dobbiamo fargli pubblicità !
Dobbiamo diventare dei venditori, che ci piaccia
o meno farlo, se vogliamo vedere realizzato il
nostro obiettivo !
Non deleghiamo questa nostra
pesante responsabilità, solo ai consumatori
ignari, e che ancora devono capire, che cosa sia
realmente una moneta complementare.
Assumiamoci quindi, le nostre responsabilità !
Usiamo anche tutti quegli strumenti pubblicitari
oggi conosciuti, che ci potrebbero aiutare in
questo arduo compito, intelligentemente !
Più saremo bravi a fare questo, più sconto ci
affideranno in futuro, con cui poter aumentare
la circolazione e la massa, di tutte le nostre
monete complementari.
Ci servono i commercianti, prima di tutto, e che
siano tutti uniti, e poi, ma solo
successivamente, potremmo andare a distribuire
le nostre "Banconote di Sconto" o monete
complementari locali, tranquilli che verranno
spese e fatte ricircolare.
Per tale ragione, il progetto monetario pilota "GrifonDor",
intende fondare le sue fondamenta, con questo
metro di misura ed organizzazione.
Possiamo essere certi, inoltre, che anche i
consumatori, una volta essi abbiano compreso i
fondamentali parametri che contraddistinguono l'
emissione di una Moneta Complementare, vedremo
moltiplicare le adesioni ai nostri progetti,
molto più velocemente, e saranno loro stessi a
garantire l'estensione di tutte le monete
locali.
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Sovranità Monetaria -
Riconquistare la Moneta, comporta conoscere
l'emissione.. Comporta sapere cosa sia.
Informarsi come farla da soli.
Un programma pratico di riacquisizione
dell'emissione individuale, fondato sulla
creazione di nuove imprese, che il popolo è
chiamato a creare, sviluppare, e sopratutto ad
usarle per il tornaconto economico, che possa
contrastare il debito imposto dalle banche,
dall'imprenditore industriale, artigianale,
commerciale e finanziario.
Ricerchiamo insieme il risparmio, tramite:
- la contrattazione di sconti, ed impariamo a
gestirlo direttamente, scavalcando le banche e
gli intermediari finanziari, collocandolo nella
realizzazione di nuove imprese, nuova
occupazione, nuovi salari.
- Smettiamo di rispendere nello stesso sistema
dei consumi, gli sconti accumulati, e
collochiamoli invece direttamente, fra il
popolo, per il popolo, nelle mani del popolo, e
genereremo il cambiamento.
FINE del SIGNORAGGIO
-
Bitcoin: come l'oro, meglio dell'oro ? o
Ennesima Truffa ?
Le proprietà dell'oro
(metallo prezioso) sono note sin dall'antichità,
ed infatti questo metallo è stato sempre
ritenuto un bene molto prezioso.
Le sue particolarità hanno fatto sì che la
gente, quando lasciata libera di agire come
meglio credeva e cioè prima che gli stati
imponessero il corso forzoso della propria
moneta, selezionasse questo bene come moneta di
scambio.
Le proprietà di una moneta infatti sono:
- scarsità: più è scarsa più mantiene il valore,
e più è conveniente da utilizzare da riceverla
in pagamento e come riserva di valore. Essere
pagati ad esempio in sabbia non sarebbe per
niente conveniente perchè sappiamo che è facile
trovarne ovunque e quindi il frutto del mio
lavoro non avrebbe valore. Di oro ce n'è poco, e
trovarne di nuovo è una operazione molto
faticosa, questo mi da delle ottime garanzie che
altri non possano "fregarmi" rendendo inutile
(commercialmente parlando) il mio guadagno.
- durevolezza: proprio perchè utilizzata come
bene per accumulare la ricchezza è importante
che questa si mantenga nel tempo, cioè non
deperisca. Se usassimo il grano (bene che è
stato effettivamente utilizzato come merce di
scambio nel passato), rischieremmo di perdere
tutti i nostri risparmi se ad esempio marcisse
in seguito a cattiva conservazione, ecc.
L'oro invece è praticamente eterno, è un metallo
nobile e quindi uno degli elementi più stabili
che esista.
- divisibilità: la capacità di poterlo dividere
in piccole quantità è importante per poterlo
usare come bene di scambio.
Ci sono diversi beni che mantengono abbastanza
bene il valore nel tempo, ad esempio i beni
immobili come le case (escludendo per un attimo
gli sboom...), ma non sono pratici come mezzi di
scambio perchè non sono facilmente divisibili.
Inoltre la loro compravendita comporta
grandissimi costi, e questo non li rende affatto
pratici allo scopo.
- riserva di valore: è importante che il potere
di acquisto della mia moneta sia mantenuto nel
tempo, altrimenti sono obbligato a spendere
tutto subito, perchè so che più passa il tempo,
meno cose potrò comprare in futuro.
Così avviene per le valute più utilizzate nel
mondo al giorno d'oggi: Dollaro, Euro, Yen... Ma
non per l'oro: il suo potere d'acquisto è
rimasto invariato, ed anzi è cresciuto nel
tempo.
Ma l'oro non è
perfetto, in particolare ai giorni nostri dove
una gran parte del commercio si è spostato dalle
piazze fisiche a quelle virtuali online. Se
oggigiorno vogliamo utilizzare l'oro per
proteggere i nostri risparmi dobbiamo aprire dei
titoli di deposito in una delle poche
istituzioni che ci permettono di comprare e
custodire metalli preziosi come GoldMoney o
BullionVault.
Ma acquisto e/o vendita di questi sono gravati
da commissioni tutt'altro che trascurabili che
rendono poco pratico il loro utilizzo
quotidiano, inoltre è necessario pagare un costo
relativamente elevato per la loro custodia.
Chi ne fa uso quindi è più che altro per motivi
legati al mantenimento del valore d'acquisto dei
propri risparmi o come forma di investimento,
non per il commercio di tutti i giorni.
Inoltre lasciare il proprio oro in qualche
deposito da qualche parte del mondo porta
diversi dubbi a molti potenziali utilizzatori: e
se la ditta che lo custodisce fallisce oppure ci
froda e perdiamo tutto ? E se il governo decide
di confiscarcerlo, o di rendere illegale il suo
possedimento come già avvenuto in USA non troppo
tempo fa ?
Potremmo farcelo spedire a casa ma con la
difficoltà poi di doverlo custodire ed il
rischio che ce lo possano rubare. Non è una cosa
pratica, e solo pochi scelgono questa via.
Quindi seguire una tale strada diventa utile
solo se le cifre in gioco sono abbastanza
elevate, detto in altre parole la barriera
d'ingresso a questo tipo di investimento è
piuttosto alta e poco pratica per il piccolo
risparmiatore che non dispone di capitali, che
quindi rimane preda dell'inflazione.
L'oro è quindi un bene con straordinarie
qualità, ma non è perfetto. Semplicemente non si
è mai trovato di meglio.
Almeno fin'ora.
La tecnologia
moderna e l'idea eccezionale di un misterioso
ricercatore giapponese di nome
Satoshi Nakamoto
1
ha permesso lo sviluppo di una moneta
elettronica fortemente basata sulla crittografia
che presenta una serie di qualità a dir poco
incredibili.
Vediamone una rapida presentazione in questo
simpatico filmato introduttivo:
Come brevemente
descritto nel video le qualità principali di
bitcoin sono le seguenti:
- gestione distribuita
peer2peer: una vera elaborazione distribuita
che non fa capo a nessun ente centrale. Questo
permette di non dare a nessuno il potere di vita
o di morte della moneta (come per l'oro)
- impossibilità di falsificazione: le proprietà
della crittografia ci garantiscono che non sia
possibile spendere una moneta più di una volta,
e quindi di truffare gli altri utilizzatori
- scarsità: i bitcoin vengono "minati" dagli
utenti della rete, ma la capacità di trovare
nuove "monete" decresce con il passare del tempo
e con il numero di monete già "scoperte". Si
arriverà ad un punto dove non sarà più possibile
creare nuova moneta. Questo protegge tutti i
suoi utilizzatori dal rischio di inflazione
- facilità di scambio: i pagamenti, cioè il
trasferimento di bitcoin da un utente all'altro
avviene in maniera diretta attraverso la rete, e
senza la necessità di intermediari come avviene
usualmente (cioè le banche). Questo permette
costi estremamente più bassi, oltre che una
flessibilità maggiore. Compratori e venditori
sono quindi avvantaggiati perchè non devono
pagare commissioni che aumentano inutilmente il
prezzo
- facilità d'implementazione: proprio per non
richiedere necessariamente l'uso di
intermediari, e grazie ai programmi già
sviluppati (nonostante siano ancora in beta
release), un sito e.commerce che volesse adottare
questo mezzo di pagamento può farlo senza grandi
complicazioni tecniche, senza costi, e senza
contratti più o meno vincolanti con gli istituti
di credito che normalmente regolano le
transazioni economiche
- semplicità di custodia: è possibile tenere "in
casa" il proprio danaro senza doversi
forzatamente avvalere dei servizi di una banca
(opzione che ovviamente rimane sempre
disponibile).
Questo ci permette di essere liberi ed
indipendenti, di non doverci per forza fidare di
terzi e di non dare ad essi la possibilità di
bloccare il nostro conto, prendere i nostri
soldi, etc
In altre parole, potrebbe essere la moneta
perfetta. - Ma può imporsi una tale radicale
nuova moneta ?
Quello che è sicuro, è che non verrà mai
proposta da nessun ente centrale che ha potere
economico come gli stati o le banche, perchè è
quanto di più contrario al loro interesse possa
esistere.
Quindi semmai avremo inizialmente da parte loro
una ostentata indifferenza, e nel caso il suo
uso prendesse piede, una fortissima opposizione
che potrebbe arrivare al tentativo di renderlo
illegale. E la cosa non sarà facile vista la sua
intrinseca natura distribuita.
I bitcoin infatti,
come l'oro, mettono il potere economico nella
mani delle singole persone, togliendolo agli
enti centrali.
Se il suo uso prenderà piede dipenderà quindi
esclusivamente da tutti noi: più persone
decideranno di usarlo per inviare o ricevere
pagamenti, più diventerà utile, e più il suo
valore aumenterà.
Per quanto questa
possibilità possa sembrare fantascientifica è
interessante sapere che uno sparuto (ma non
troppo) numero di persone ha già cominciato ad
utilizzare questa nuova moneta, ed esistono già
diversi strumenti per il suo
sfruttamento 2, in particolare per la
compravendita in diverse valute:
Bitcoin Market 3,
Mt. Gox 4,
Bitcoin 4,
cash 5,
Bitconent 6.
Esiste persino un
servizio di nome
Trade Bitcoin 7 permette di individuare
persone fisicamente vicine a noi per scambiare
denaro contante con questa nuova moneta
elettronica.
E questo nuovo mercato ha permesso che i bitcoin
abbiano già un valore, attualmente attestato a
poco più di mezzo dollaro l'uno.
Chiaramente
l'attuale volume di scambi estremamente limitato
rende il valore dei bitcoin molto volatile, ma
se il suo uso prende piede il suo valore
potrebbe stabilizzarsi notevolmente e
soprattutto, analogamente a quanto avviene per
l'oro, potrebbe aumentare con il tempo per
compensare la perdita di valore d'acquisto delle
monete tradizionali come € o $ dovuta
all'inflazione, cioè alla continua (e sempre
maggiore) immissione di nuova valuta sul mercato
attraverso gli usuali meccanismi come i famosi
bailout, quantitative easing, etc
1 - Satoshi
Nakamoto, l'inventore di bitcoin:
en.bitcoin.it/wiki/Satoshi_Nakamoto
2 - Bitcoin Trade:
en.bitcoin.it/wiki/Trade
3 - Bitcoin Market:
bitcoinmarket.com/
4 - Mt. Gox, 24/7 Bitcoin Exchange:
mtgox.com
5 - Bitcoin 4 cash:
www.bitcoin4cash.com
6 - Bitconent:
bitconent.co.cc
7 - Trade bitcoin, bitcoin.local: fine
local bitcoin traders in your area:
tradebitcoin.com/about
8 - bitcoin, p2p virtual currency:
http://www.bitcoin.org/
Tratto da: ilporticodipinto.it
Per gli aggiornamenti su questo Bitcoin:
vedi QUI: pare siano spariti 100 milioni di
dollari....alla faccia delle sicurezza dei
depositari....
http://www.huffingtonpost.it/2014/02/25/mtgox-bitcoin_n_4853750.html
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Esempio di Sovranita' Monetaria (in
parte) -
Il
Venezuela è un esempio di sovranità
nazionale, in tema di politica monetaria.
Ha adeguato il valore
della moneta alle proprie necessità: una moneta
forte per le importazioni di prodotti di prima
necessità, una moneta debole per le
esportazioni.
Il bolivar, la moneta venezuelana, fino
all’inizio di gennaio (2010) era cambiato con il
dollaro ad un tasso fisso di 2,15 bolivares;
ossia per comprare un dollaro erano necessari
2,15 bolivares. Da cinque anni il tasso di
cambio bolivar-dollaro non veniva modificato.
All’inizio di gennaio, il governo venezuelano ha
introdotto un cambiamento radicale, dopo mesi di
dibattito se fosse più conveniente un bolivar
forte o un bolivar debole (e quindi svalutare)
le autorità venezuelane sono arrivate, di fatto,
alla conclusione che era meglio adottare
entrambe le soluzioni.
Nel caso venezuelano è improprio parlare di
svalutazione, ma è necessario parlare di
adeguamento, perchè in concreto si è adeguato il
valore della moneta nazionale alle differenti
situazioni: una moneta forte per i prodotti
importati ed una moneta debole per le
esportazioni. Prima di analizzare il caso
venezuelano, cerchiamo di spiegare quando
conviene una moneta forte e quando conviene una
moneta debole.
Prendiamo come esempio (1 ) due monete e le
rispettive aree di circolazione: il dollaro, la
moneta degli Stati Uniti e l’Euro, che circola
nei paesi europei che l’hanno adottato. Per
semplificare la spiegazione, al fine di far
comprendere più facilmente i concetti, poniamo
che le due monete siano in rapporto di parità,
ossia un dollaro equivale ad un euro. Poi
poniamo, che nel trascorso di un anno, l’euro si
rafforza, passando dall’iniziale parità ad un
ipotetico rapporto di uno a due, ossia per un
euro occorrono due dollari e viceversa per un
dollaro è sufficiente mezzo euro.
1. I vantaggi e gli svantaggi di una
moneta forte
Un cittadino europeo, che si recasse in Usa con
in tasca gli euro avrebbe l’impressione che
tutto fosse più economico del 50%, rispetto ad
un ipotetico viaggio compiuto l’anno prima,
quando vi era la parità. Anche i beni importati
dagli Usa apparirebbero estremamente
convenienti, perchè in pratica costerebbero la
metà rispetto a quando vi era la parità.
Dunque la moneta forte ha grossi vantaggi quando
si importa o quando ci si reca all’estero.
Ovviamente ci sono anche gli svantaggi. Una
impresa europea che esporta i propri prodotti
fuori dell’Europa avrebbe seri problemi con una
moneta cosi forte: i suoi prodotti costerebbero
il doppio e di conseguenza andrebbe
probabilmente incontro ad una crisi.
Chi acquistava quei prodotti, magari decide di
non acquistarli perchè diventati troppo cari,
essendo il prezzo raddoppiato. Per esempio
un’auto europea del costo di 10.000 euro, che al
momento della parità euro-dollaro valeva 10.000
dollari, un anno dopo pur continuando
ipoteticamente a costare 10.000 euro, in dollari
il prezzo diventerebbe 20.000; di conseguenza
uno statunitense non sarebbe più tanto propenso
ad acquistare tale un proveniente dall’Europa.
Con un euro così forte, l’impresa europea
esportatrice andrebbe incontro a dei problemi.
2. Gli svantaggi ed i vantaggi di
una moneta debole
Analizzando l’altro lato, quello della moneta
debole, ne risulterebbe un primo svantaggio nel
momento in cui si importano i prodotti. Di
fronte ad una svalutazione del 100%, come nel
caso dell’esempio, un prodotto che prima costava
un euro, quindi inizialmente un dollaro, dopo
l’indebolimento (la svalutazione del 100%)
costerebbe due dollari.
Per coloro che invece esportano all’estero un
indebolimento della moneta rappresenta un
vantaggio. Ad esempio, il produttore di auto che
esporta le proprie auto in Europa avrebbe grandi
vantaggi. Se il prezzo dell’auto è ad esempio
10.000 dollari, al momento della parità con
l’euro, quell’auto sarebbe costata 10.000 euro;
dopo la svalutazione, quell’auto continua
ipoteticamente a costare 10.000 dollari, ma
quando l’auto arriva in Europa i 10.000 dollari
equivalgono adesso a 5.000 euro.
Aumenterebbe sicuramente la domanda di
quell’auto. Risultato: per questa impresa
esportatrice, la svalutazione, ossia la moneta
debole, è un vantaggio.
3. Meglio una moneta forte o una
moneta debole ?
In conclusione: meglio una moneta forte o una
moneta debole? Dipende dalla situazione del
paese: un paese fortemente dipendente
dall’estero, che quindi importa molto,
preferisce una moneta forte; al contrario se un
paese è orientato all’esportazione sicuramente
preferisce una moneta debole.
La realtà, ovviamente è molto piu’ complessa.
Basti pensare al caso italiano: un paese privo
di materia prime, quindi è un forte importatore
ed in questo caso sarebbe conveniente una moneta
forte; ma, dall’altro lato l’Italia è (o forse
sarebbe meglio dire era) un paese famoso nel
mondo per il “made in Italy” che appunto esporta
(o esportava) in tutto il mondo prodotti
dell’alta moda e tecnologia; inoltre, l’Italia è
un paese dove il turismo ha una grossa
importanza. Di conseguenza essendo un paese che
vive di turismo e che esporta molto, potrebbe
essere più conveniente una moneta debole, per
poter attirare visitatori stranieri ed aumentare
le esportazioni.
Nel caso specifico dell’Italia le porte sono
chiuse, in quanto ormai le decisioni non
spettano più all’Italia, ma all’Europa.
Ovviamente l’essere entrati in Europa ha
comportato dei vantaggi, magari non per tutti.
In ogni caso entrando in Europa ha rinunciato
alla possibilità di decidere autonomamente se
adottare, in base alle necessità, una moneta
forte o debole. A parte il caso italiano (o di
un qualsiasi altro paese che ha adottato
l’euro), altri paesi, come il Venezuela, hanno
la possibilità di scegliere se adottare una
moneta forte o debole.
Come abbiamo visto proprio per il caso italiano,
invece di scegliere se adottare una moneta forte
o debole, sarebbe molto più conveniente avere
allo stesso tempo una moneta forte quando si
importa e debole quando si esporta. E’ possibile
adottare una moneta forte ed allo stesso tempo
una moneta debole? Il caso venezuelano ci dice
che è possibile. Infatti, all’inizio di gennaio
del 2010 il governo venezuelano ha adeguato il
valore della sua moneta a seconda delle
necessità.
4. La situazione venezuelana
Il Venezuela è un paese che si trova in una
situazione particolare, la cui economia è
strettamente connessa alle materia prime, in
particolare al petrolio, di cui possiede la più
grande riserva accertata del mondo: 314.000
milioni di barili estraibili, un terzo di tutte
le riserve petrolifere esistenti al mondo, oltre
ad un altro milione di milioni di barili, che al
momento, con la tecnologia umana esistente, non
è possibile estrarre o non sarebbe conveniente,
derivando un costo di estrazione enormemente
superiore a qualsiasi prezzo di mercato del
petrolio attualmente esistente.
In sostanza il Venezuela è un paese esportatore
di materia prime; allo stesso tempo è un grande
importatore di qualsiasi altro prodotto, in
particolare dei prodotti alimentari e di tutti
quei beni di prima necessità, legati alla salute
ed alla medicina. L’opera del governo
venezuelano in questi anni è stata finalizzata
ad incrementare la produzione locale,
soprattutto in campo alimentare, e pur riuscendo
ad incrementarla, l’autosufficienza è ancora ben
lontana e quindi continua ad essere un paese
importatore.
Fino al 2008 aveva vissuto di grandi entrate
economiche derivanti dall’esportazione del
petrolio (oltre 3 milioni di barili al giorno),
che come è noto aveva raggiunto prezzi
altissimi, fino a 100/150 dollari al barile. Di
conseguenza, con quelle entrate non aveva
problema ad importare il resto dei prodotti.
Nell’ultimo trimestre del 2008, in seguito alla
crisi economica mondiale, il prezzo del petrolio
inizia a scendere, fino a toccare nel 2009 i 30
dollari. Se la Opec, di cui il Venezuela è uno
dei principali paesi membri, non avesse deciso
un drastico taglio alla produzione, il prezzo
sarebbe continuato a scendere. Oggi, grazie a
quella decisione di tagliare drasticamente la
produzione, il prezzo si è stabilizzato attorno
ai 70/80 dollari, che rappresenta pur sempre la
metà del prezzo che aveva raggiunto a metà 2008.
La caduta del prezzo del petrolio ed il forte
taglio alla produzione (del 25%) necessario a
stabilizzare il prezzo hanno determinato per il
Venezuela grosse riduzioni in termini di entrate
valutarie.
Il governo ha risolto il problema adeguando il
prezzo della sua moneta alle proprie necessità.
Fino al 7 gennaio, come visto, il cambio del
bolivar col dollaro era fissato a 2,15. A
partire da quella data ha fissato il cambio per
i prodotti di prima necessità (settore agricolo,
alimentare, salute e pensioni) a 2,60, ossia ha
svalutato la propria moneta del 20% circa. Allo
stesso tempo ha introdotto quello che ha
chiamato il “dollaro petrolifero”, il cui cambio
è stato fissato a 4,30, ossia rispetto al cambio
anteriore, in questo caso il bolivar si è
svalutato del 100%. Tale cambio si applica per i
prodotti petroliferi ed in genere per tutte le
materie prime di cui il Venezuela è grande
esportatore, oltre ai prodotti che non rientrano
tra quelli di prima necessità (per esempio le
auto).
5. I benefici di questa politica
monetaria
Dopo questo adeguamento, per ogni dollaro che
entra quale conseguenza della vendita del
petrolio, incassa 4,30 bolivares; per ogni
dollaro necessario ad acquistare all’estero
prodotti di prima necessità sborsa 2,60
bolivares. Si intuisce l’enorme beneficio.
Grazie a questo adeguamento, sono raddoppiati
gli ingressi in bolívares. Con questa quantità
di soldi che si ritrova in più ha potuto
adottare una serie di strumenti atti, da un lato
ad acquistare maggiori prodotti di prima
necessità, dall’altro ad aumentare il potere
d’acquisto dei lavoratori, sostanzialmente
aumentando gli stipendi.
Il salario minimo, il cui importo è stabilito
per legge, è stato aumentato per quest’anno del
25%; i salari delle altre categorie sono stati
adeguati in maniera differente e comunque
superiore a quello del salario minimo. Ad
esempio il salario dei medici è stato aumentato
del 40%. A proposito dello stipendio dei medici,
proprio grazie a questi introiti extra, è stato
finalmente possibile eliminare le disparità
esistenti tra i vari medici, che prendevano uno
stipendio differente a seconda che lavorassero
in ospedale, o in ambulatorio, in città, o in
campagna, ecc… Si sono eliminate queste
differenze e lo stipendio è stato uniformato
allo stipendio più alto esistente nella
categoria. Dunque, lo stipendio della categoria
medica che prendeva il salario più alto è stato
aumentato del 40%; lo stipendio del medico che
non rientrava in quella categorie, ha visto
aumentare gli ingressi fino al 100%.
Altro esempio: i lavoratori del settore
educativo probabilmente vedranno aumentarsi lo
stipendio del 30%.
Il salario minimo in Venezuela, a cui è
agganciata anche la pensione sociale, è oggi il
più alto in assoluto in America Latina: sfiora i
500 $; a questa somma vanno aggiunti altri
benefici: i buoni alimentazione; l’equivalente
della nostra tredicesima, pagata a Natale, che
per i lavoratori a salario minimo equivale a due
mensilità extra, per gli altri lavoratori varia
in funzione dell’anzianità; ad agosto è previsto
un buono per le vacanze, equivalente a due
mensilità extra. In sostanza un lavoratore con
stipendio minimo ed i pensionati sociali al
minimo, hanno uno stipendio annuo non inferiore
ai 10.000 dollari, al cambio di 2,60 bolivares
per dollaro. Negli ultimi dieci anni l’aumento
del salario minimo è stato del 500%,
praticamente doppio rispetto al costo della
vita, all’inflazione registrata nello stesso
periodo.
Oltre ai benefici diretti derivanti dagli
aumenti salariali, in questi anni sono
intervenuti altri benefici per i lavoratori: la
gratuità dell’assistenza medica e la gratuità
dell’educazione, fino ai massimi livelli di
studio, ossia all’università ed agli studi
post-universitari.
Anteriormente era tutto a pagamento e le classi
più povere erano totalmente escluse. Alla fine
dello scorso decennio, in Venezuela il 70% della
popolazione viveva in stato di povertà; ed il
35% versava nella miseria estrema. Oggi la
miseria estrema è quasi del tutto scomparsa e la
povertà è stata ridotta fortemente e
probabilmente molto presto sarà solo un ricordo
del passato.
Tratto da: forum.nexusedizioni
vedi anche:
www.marra.it +
http://marcodellaluna.info
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USA -
Ripristinare la sovranità economica - 4
aprile 2011 - By Ellen Brown (webofdebt.com) -
Fonte:
comedonchisciotte.org
E' quello che stanno facendo in questo preciso
istante 7 stati USA (Oregon, Washington,
Maryland, Illinois, Virginia, Massachusetts e
Hawaii), che stanno promuovendo concretamente
una normativa che preveda espressamente la
proprietà statale delle banca centrale di
emissione.
"E l'ora di
dichiarare la sovranità economica dalle banche
multinazionali che sono responsabili di gran
parte della nostra crisi economica attuale. Ogni
anno inviamo oltre un miliardo di dollari di
dollari dei contribuenti dell’Oregon a banche
estere e multinazionali sotto forma di depositi,
solo per vedere che il denaro è investito
altrove. È il momento di mettere i nostri soldi
a lavorare per gli abitanti dell'Oregon
"Rispondendo ad un bisogno non soddisfatto per
il credito alle amministrazioni locali, alle
imprese e ai consumatori locali, tre stati nel
mese scorso hanno prfesentato degli atti per
l’introduzione di banche di proprietà statale -
Oregon, Washington e Maryland – unendosi a
Illinois, Virginia, Massachusetts e Hawaii per
portare il numero totale a sette.
Mentre Wall Street riporta
profitti da record, le banche locali si
dibattono, il credito per le piccole imprese e
dei consumatori rimane contratto, ed i governi
locali sono in bilico sulla bancarotta. Si parla
addirittura di consentire a governi statali di
presentare istanza di fallimento, qualcosa che
la legislazione vigente vieta. Il governo
federale e la Federal Reserve sono riusciti a
trovare miliardi di dollari per puntellare le
banche di Wall Street che hanno precipitato la
crisi del credito, ma non hanno esteso questa
generosità per i contribuenti e le
amministrazioni locali che sono stati costretti
a pagare il conto.
Nel mese di gennaio, il presidente della Federal
Reserve Ben Bernanke ha annunciato (1) che la
Fed aveva escluso un piano di salvataggio della
banca centrale per i governi statali e locali.
Il deficit di bilancio di Stato collettivo per
il 2011 è previsto a 140 miliardi di dollari,
solo l'1% dei 12.300 miliardi dollari (2) la Fed
è riuscita a raggranellare tra liquidità,
prestiti a breve termine, e altre condizioni
finanziarie per salvare Wall Street. Ma il
presidente Bernanke ha detto che la Fed è
limitata per statuto dal comprare il debito del
governo municipale con scadenza di sei mesi o
meno che sia direttamente assistito da imposte o
altre entrate assicurate, una forma di debito
che rappresenta meno del 2% del mercato globale
municipale. I governi statali e municipali, a
quanto pare, sono in proprio. (3)
Di fronte all’inazione federale e alla crescente
crisi di bilancio locale, un numero crescente di
Stati stanno valutando la possibilità di creare
proprie banche di proprietà dello Stato,
seguendo il modello del North Dakota, l'unico
Stato che sembra essere sfuggito indenne alla
crisi del credito. La Banca del Nord Dakota
(BND) vecchia di 92 anni, attualmente l'unica
banca di proprietà statale degli Stati Uniti, ha
contribuito a evitare al North Dakota i disastri
che incombono sui bilanci di altri Stati. Nel
2009, il North Dakota esibiva il maggiore avanzo
di bilancio che avesse mai avuto. La BND
contribuisce a finanziare non solo il governo
locale ma anche banche e imprese locali,
mettendo a disposizione i fondi per i prestiti
alle banche commerciali di sostegno al credito
delle piccole imprese.
Nell'ultimo mese, tre Stati hanno introdotto
atti per le banche di proprietà statale, secondo
il modello del Nord Dakota.
L'11 gennaio, un disegno di legge per istituire
una banca di proprietà statale è stata
introdotta nella legislatura dello Stato
dell’Oregon (4); Il 13 gennaio, un disegno di
legge simile è stato introdotta nello Stato di
Washington (discusso in un precedente articolo
(5)) E il 4 febbraio, un simile atto è stato
introdotto nella legislatura del Maryland (6)
per uno studio di fattibilità. Essi si uniscono
a Illinois (7), Virginia (8), Hawaii (9) e
Massachusetts (10), Che hanno introdotto atti
analoghi nel 2010.
Ampio sostegno
Le proposte di legge sono ampiamente sostenute
da proprietari di piccole imprese. Il Seattle
Times ha segnalato (11) il 3 febbraio che il 79%
di 107 imprenditori interpellati dalla Main
Street Alliance di Washington, ha sostenuto la
proposta di legge dello Stato di Washington. Più
della metà ha dichiarato di aver sperimentato
una stretta del credito d'affari, e tre quarti
di coloro hanno detto che potrebbero creare
nuovi posti di lavoro se le loro esigenze di
credito fossero soddisfatte. Un sondaggio
condotto dalla Main Street Alliance dell’Oregon
ha prodotto risultati simili (12). La loro
indagine, che ha riguardato 115 aziende in 28
comuni, ha scoperto che due terzi dei piccoli
imprenditori avevano ritardato o cancellato
espansioni a causa di problemi di credito, al 41
per cento era stato negato il credito; e il 42
per cento avevano visto le loro condizioni di
credito peggiorate. Tre quarti degli
imprenditori intervistati ha sostenuto la
proposta di legge dell'Oregon.
A sostenere l'idea (13) di una banca di
proprietà statale è anche il tesoriere dello
Stato dell’Oregon Ted Wheeler, con questa
versione: egli pensa che l’Oregon può sbloccare
una capacità supplementare di prestito in
collaborazione con le istituzioni esistenti
creando una banca "virtuale". Lo Stato non
avrebbe bisogno di costruire nuovo banche di
cemento e mattoni che richiedono centinaia di
nuovi dipendenti al loro servizio. I nuovi
strumenti procurati allo Stato per essere una
"banca" potrebbero essere organizzati in modo
rapido ed economico attraverso una cornice che
lui chiama una "banca virtuale di sviluppo
economico". In un editoriale (14) pubblicato su
Oregonlive.com il 9 febbraio, ha scritto:
Questo nuovo modello dovrebbe consolidare i
vari programmi di prestito per lo sviluppo
economico dell'Oregon, e consentire al governo
dello Stato di intervenire come partecipante a
nuovi prestiti, il che contribuirà a garantire a
qualificati cittadini dell'Oregon ulteriori
finanziamenti. Abbiamo anche strumenti di
investimento strategico, quali l’Oregon Growth
Account che potrebbero essere meglio utilizzati
come parte di questo quadro.
Le banche "creano" soldi dal NULLA, sfruttando il loro
capitale (15) nei prestiti. Ad una esigenza
patrimoniale dell'8%, possono attirare capitale
con un fattore di dodici, purché in grado di
attrarre depositi sufficienti (raccolti o presi
in prestito) per eliminare i controlli in
uscita. Gli Stati danno via questo potere di
leveraggio quando hanno messo i loro depositi
nelle banche di
Wall Street e investito lì i loro capitali.
I governi statali e municipali hanno asset
dappertutto riposti in fondi separati per i
tempi di congiuntura sfavorevole, che sono in
gran parte investiti in banche di Wall Street
per un rendimento molto modesto.
Allo stesso tempo, gli Stati prendono in
prestito da Wall Street a tassi d'interesse
molto più alti e devono preoccuparsi
di cose come il rating, le tasse in ritardo, e
swap su tassi di interesse, che hanno dimostrato
di essere investimenti molto buoni per Wall
Street e investimenti molto cattivi per i
governi locali.
Consolidando la loro attività nelle proprie
banche di proprietà statale, i governi statali e
locali sono in grado di sfruttare i propri fondi
per finanziare le proprie operazioni, e possono
fare questo in sostanza senza interessi, dal
momento che possiedono la banca e avranno
indietro gli interessi.
La BND ha contribuito per più di 300 milioni di
dollari alle le casse dello Stato negli ultimi
dieci anni, un risultato notevole per uno Stato
con una popolazione che è meno di un decimo
della dimensione della Contea di Los Angeles.
Il crescente
movimento per stabilire la sovranità economica
locale attraverso le banche di proprietà statale
è stata un'iniziativa popolare che è cresciuta
spontaneamente in risposta a bisogni non
soddisfatti per il credito locale. In Oregon, la
spinta è venuta da un gruppo di volontariato
attivo chiamato
Oregonians for a State Bank (16) in
collaborazione con il
Working Families Party (17)A Washington, un
ruolo importante è stato svolto dal Main Street
Alliance, un progetto dell’Alliance
for a Just Society (Ex NWFCO) (18).
Il principale difensore legislative nello Stato
di Washington è il Repubblicano Bob Hasegawa. In
Maryland, la campagna è stata avviata dal Center
for State Innovation (CSI) (19), con sede nel
Wisconsin, in collaborazione con il
Service Employees International-Union (SEIU)
(20) e la
Progressive States Network.
Il Progressive Maryland (21) è un sostenitore di
primo piano delle ONG. Analisi dettagliate delle
iniziative nello Stato di Washington e
dell’Oregon e dei loro benefici previsti sono
stati effettuati da CSI (22).
Per gli sforzi di base in altri Stati e per le
petizioni che possono essere firmate,
vedere: http://publicbankinginstitute.org/state-info.htm
. (23)
Ellen Brown è un avvocato e presidente del
Public Banking Institute. Ha scritto undici
libri, Tra cui Web of Debt: The Shocking Truth
About Our Money System and How We Can Break Free
(2010). (La ragnatela del debito: la scioccante
verità sul nostro sistema monetario e come
liberarsene)
Fonte:
http://webofdebt.wordpress.com/2011/02/16/restoring-economic-sovereignty-the-push-for-state-owned-banks/
16.02.2011
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura
di Ettore Mario Berni
NOTE:
1)
http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704739504576067602380461160.html
2)
http://www.thenation.com/print/blog/156794/feds-backdoor-bailout-provided-33-trillion-loans-banks-corporations
3)
http://www.webofdebt.com/articles/nobailout_mainstreet.php
4)
http://www.leg.state.or.us/11reg/measures/hb2900.dir/hb2972.intro.html
5)
http://www.webofdebt.com/articles/washington_state.php
6)
http://mlis.state.md.us/2011rs/billfile/SB0789.htm
7)
http://www.ilga.gov/legislation/billstatus.asp?DocNum=5476&GAID=10&GA=96&DocTypeID=HB&LegID=50515&SessionID=76
8)
http://lis.virginia.gov/cgi-bin/legp604.exe?101+sum+HJ62
9)
http://www.capitol.hawaii.gov/session2010/lists/measure_indiv.aspx?billtype=HCR&billnumber=200
10)
http://www.patriotledger.com/business/x1415786998/Governor-misses-deadline-on-commission-for-state-owned-bank
11)
http://seattletimes.nwsource.com/html/opinion/2014123871_guest04lanza.html
12)
http://www.oregonlive.com/business/index.ssf/2011/01/small_business_owners_back_sta.html
13)
http://www.youtube.com/watch?v=GTVeVu4Iqb0&feature=player_embedded#at=530
14)
http://www.oregonlive.com/opinion/index.ssf/2011/02/hy_creating_a_virtual_state_ba.html
15)
http://www.jdoqocy.com/click-4172469-10449968?sid=hqlklta13x7a&url=http%3A%2F%2Fwww.entrepreneur.com%2Ftradejournals%2Farticle%2F201865756.html
16)
http://oregoniansforastatebank.org/take-action/
17)
http://action.oregonwfp.org/p/dia/action/public/?action_KEY=847
18)
http://allianceforajustsociety.org/
19)
http://www.seiu.org/splash/
20)
http://www.progressivemaryland.org/page.php?id=268
21)
http://publicbankinginstitute.org/state-info.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma cos’è esattamente l’usura
? È il denaro ricavato dal mero utilizzo del denaro.
Ed
Ezra Pound, da annoverare tra i grandi uomini del
‘900, bollava impietosamente taluni governi di
servilismo e di sottomissione al
signoraggio sulla moneta
esercitato dal sistema
bancario privato e dalle banche centrali da questo
controllate.
Una ragnatela speculativa dove l’esclusivo interesse
privato strangola la sovranità politica e monetaria
degli stati nazionali e l’autodeterminazione dei popoli.
Tale sistema perverso nasce in Inghilterra ad opera
dello scozzese
William Paterson, mercante, avventuriero e
banchiere.
Il 27 luglio 1694 Paterson ottiene dal sovrano
protestante
Guglielmo III d’Orange (al potere dal 1689 come re
d’Inghilterra, Irlanda e Scozia dopo la deposizione di
suo zio Giacomo II, cattolico.
Ancora oggi l’oppressione “orangista”, incentivata e
protetta da Londra, contro i cattolici repubblicani
d’Irlanda è oggetto di funesta cronaca quotidiana)
l’autorizzazione ad operare come banchiere ufficiale del
regno.
Fonderà la
Banca d’Inghilterra, prima banca di emissione
privata, che godrà così del privilegio di emettere
moneta da prestare ad usura
allo Stato (il primo prestito al governo
inglese ammonterà a 1.200.000 sterline).
Nella sua memorabile sentenza: “La banca trae beneficio
dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea
dal nulla” vi è racchiuso il nucleo ideologico del
significato di signoraggio sulla moneta.
È, quindi, a partire da tale
data che i governi perderanno la loro sovranità
economica e il potere di emettere moneta sarà
delegato ad una banca privata.
Non faranno ovviamente eccezione gli Usa, che nonostante
l’indipendenza dalla madrepatria proclamata con la
famosa dichiarazione del 4 luglio 1776, saranno sempre
soggetti all’usurocrazia monetaria della
Federal Reserve, divenendo ben presto il braccio
armato del liberismo mondialista.
Con due eccezioni, però, anche se di breve durata per la
tragica sorte toccata a chi osò andare controcorrente:
Abraham Lincoln e
John Fitzgerald Kennedy (NdR: tutti e due
Assassinati.....)
Tuttavia, ad onor del vero, già
Thomas Jefferson, al tempo in cui ricopriva la
carica di segretario di Stato durante la presidenza di
George Washington, si era fermamente opposto al
progetto di fondazione di una banca centrale privata (la
First Bank of the United States) caldeggiato
dall’allora ministro del Tesoro
Alexander Hamilton.
Personaggio ambiguo e contraddittorio (in origine
sosteneva esattamente l’opposto, e cioè che la cosa
pubblica non potesse essere delegata ad una banca
privata poiché questa tutelava esclusivamente i propri
interessi), l’Hamilton fu accusato di essere strumento
dei banchieri internazionali, probabilmente in combutta
con i
Rothschild, che proprio in quel periodo, per bocca
del fondatore della dinastia, l’ebreo askenazita
Mayer Amschel, memore forse della succitata celebre
frase del suo predecessore scozzese, aveva sentenziato:
“Lasciate che io emetta e controlli il denaro di una
nazione e non mi interesserò di chi ne formula le
leggi”.
Come siano andate poi le cose per il XVI e XXXV
presidente Usa è cosa tristemente risaputa.
Lincoln sosteneva che il privilegio dell’emissione della
moneta dovesse essere prerogativa esclusiva del governo
e che il denaro da padrone sarebbe dovuto diventare
servitore dell’umanità.
L’applicazione pratica di tali principi portò
all’emissione di banconote non gravate dagli interessi
da corrispondere ai banchieri privati. Il 15 aprile 1865
Lincoln veniva assassinato in un palco del teatro di
Washington.
Stessa sorte, cento anni dopo, toccava a Kennedy, il
quale, cinque mesi prima del suo assassinio,
aveva firmato l’ordine
esecutivo n. 11110 con il quale il governo aveva il
potere di battere moneta dietro copertura argentea.
Anche in questo caso lo Stato non pagava più gli
interessi alla banca di emissione privata.
Un duro colpo al signoraggio bancario che si infranse il
22 novembre 1963. Da allora nessun altro presidente Usa
si è più arrischiato a sfidare i
Signori del denaro.
By Salvatore Maiorca
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