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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


SOVRANITA' MONETARIA

FINE del SIGNORAGGIO  e della SCHIAVITU' MONETARIA ?... quasi vicini !

 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
vedi:
Origini segrete della Banca d'Inghilterra

Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)

vedi: QUESTI i SOCI delle VARIE BANCHE Centrali + BCE + FEDERAL RESERVE & C. (nei fatti tutte private)
vedi: La struttura della TRUFFA EUROPEA

Il debito detto falsamente "pubblico" per di piu' totalmente fasullo ed inventato per schiavizzare la popolazione, nasce gia' con l'Unita' d'Italia:
https://dalvenetoalmondoblog.blogspot.it/2016/09/il-debito-nasce-con-lunita-ditalia.html?spref=fb

Causa CARIGE: Tribunale a Genova, sulla creazione di denaro - 18/08/2016
Tribunale di Genova: accertamento tecnico sulla creazione di danaro bancario
http://centralerischibanche.blogspot.it/2016/08/tribunale-di-genova-accertamento.html 

Tribunale civile di Genova, 18 agosto 2016, udienza nella causa sulla mancata contabilizzazione della creazione di danaro da parte di Banca Carige. L'avvocato di Carige è Paolo Canepa (fratello del magistrato Anna Canepa, segretaria di Magistratura Democratica), dello studio legale Roppo e Canepa, che aveva assistito De Benedetti nella causa sul Lodo Mondadori...
L'avvocato chiede che la causa sia risolta subito per totale infondatezza, invocando la temerarietà della controparte.
Il Tribunale rimanda a prossima udienza, il 4 ottobre 2016 alle 10.15, davanti al Dott. Luigi Costanzo, presidente di sezione nonché presidente vicario del Tribunale, per decidere sulla nomina del CTU. 
L'avvocato Marco Della Luna, che rappresenta la parte attrice, costituita da una società finanziaria britannica e da Marco Saba, sostiene che far emergere i ricavi da creazione di danaro da parte delle banche commerciali, nel caso di Carige oltre 25 miliardi, oltreché a risanare il sistema bancario italiano, porterebbe - attraverso la conseguente tassazione - alla messa in sicurezza del bilancio dello Stato.
Una domanda sorge spontanea: se tutto è in regola, perché il management della Cassa di Risparmio di Genova si oppone all'accertamento ? 

....News sulla Banca d'Italia:
L’ultimo grande furto ai danni degli ignari italiani: BANKITALIA: “Ciò che sta accadendo senza che nessuno lo sappia” - Gennaio 2014
Riportiamo quanto pubblicato nel profilo facebook dell’europarlamentare Marco Scurria, già noto al nostro blog per essersi più volte battuto per la proprietà della moneta. Invitiamo pubblicamente tutti alla divulgazione di questo articolo e di tutti gli altri presenti sulla rete (tra cui questo post di Lucio di Gaetano nel blog beppegrillo.it) che informano sulla vicenda della svendita di Bankitalia.
L’ultimo grande furto ai danni degli ignari italiani.
By Marco Scurria

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati è chiamata a dare il parere definitivo al Decreto Legge di Letta e Saccomanni emanato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 Novembre, proprio mentre le telecamere dei media di tutto lo Stivale erano concentrate sulla decadenza da Senatore della Repubblica di Silvio Berlusconi. Il DL va a modificare l’assetto dei proprietari della Banca Centrale Italiana, oggi in mano ai maggiori cartelli finanziari operanti nel Belpaese, tra cui Intesa San Paolo, Unicredit e Assicurazioni Generali.

CESSIONE di SOVRANITA'
La "Cessione di sovranità" comporta la consegna ad un terzo di un potere d’imperio proprio di uno Stato che così per definizione PERDE anche la propria indipendenza.
Analizziamo ora il diverso concetto di controlimiti e per farlo è sufficiente trascrivere le motivazioni della sentenza n. 238/14 della Corte Cost. che comunque si produce integralmente.

La Corte ha elegantemente affermato:“Non v’è dubbio, infatti, ed è stato confermato a più riprese da questa Corte, che i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e i diritti inalienabili della persona costituiscano un «limite all’ingresso[…] delle norme internazionali generalmente riconosciute alle quali l’ordinamento giuridico italiano si conforma secondo l’art. 10, primo comma della Costituzione” (sentenze n. 48 del 1979 e n. 73 del 2001) ed operino quali “controlimiti” all’ingresso delle norme dell’Unione europea (ex plurimis: sentenze n. 183 del 1973, n.170 del 1984, n. 232 del 1989, n. 168 del 1991, n. 284 del 2007), oltre che come limiti all’ingresso delle norme di esecuzione dei Patti Lateranensi e del Concordato (sentenze n. 18 del 1982, n. 32, n. 31 e n. 30 del 1971). Essi rappresentano, in altri termini, gli elementi identificativi ed irrinunciabili dell’ordinamento costituzionale, per ciò stesso sottratti anche alla revisione costituzionale (artt. 138 e 139 Cost.: così nella sentenza n. 1146 del 1988)”.

Ed ancora: “Anche in una prospettiva di realizzazione dell’obiettivo del mantenimento di buoni rapporti internazionali, ispirati ai principi di pace e giustizia, in vista dei quali l’Italia consente a limitazioni di sovranità (art. 11 Cost.), il limite che segna l’apertura dell’ordinamento italiano all’ordinamento internazionale e sovranazionale (artt. 10 ed 11 Cost.) è costituito, come questa Corte ha ripetutamente affermato (con riguardo all’art. 11 Cost.: sentenze n. 284 del 2007, n. 168 del 1991, n. 232 del 1989, n. 170 del 1984, n. 183 del 1973; con riguardo all’art. 10, primo comma, Cost.: sentenze n. 73 del 2001, n. 15 del 1996 e n. 48 del 1979; anche sentenza n. 349 del 2007), dal rispetto dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili dell’uomo, elementi identificativi dell’ordinamento costituzionale”.
La sentenza è chiara, non necessita di commenti.

La superiorità della Costituzione sui Trattati UE è acclarata con la precisazione che tale superiorità debba intendersi in riferimento ai principi fondamentali, ovvero gli articoli da 1 a 12 della Carta, dunque ivi compreso il divieto alle “cessioni” di sovranità, che in merito ai “diritti inviolabili dell’uomo” ovvero i diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-28 la sentenza in parola infatti ha dichiarato illegittima un norma internazionale per violazione dell’art. 24 Cost.), i rapporti etico-sociali (artt. 29-34) ed i rapporti economici, ovvero quelle norme che rendono effettiva la fondazione della Repubblica sul lavoro (art. 35-54) e forse ci si potrebbe spingere oltre, ma tanto basta per affondare per sempre questa UE ripristinando la democrazia costituzionale calpestata da oltre vent’anni !
Tratto da:
http://www.studiolegalemarcomori.it/i-trattati-ue-costituiscono-cessioni-illecite-di-sovranita-il-9-luglio-il-tribunale-di-genova-decidera-ecco-la-mia-memoria-conclusiva/

Continua QUI: Banca Italia


PERCHE' le TASSE NON DEBBONO ESSERE PAGATE - IL DENARO (moneta di carta) e' ILLIMITATO per TUTTI
 

Guardate questi video vi illustrano come i CRIMINALI ci hanno resi SCHIAVI....

 

vedi: QUESTI i SOCI delle VARIE BANCHE Centrali + BCE + FEDERAL RESERVE & C. (nei fatti tutte private)
vedi: La struttura della TRUFFA EUROPEA


SOVRANITA' MONETARIA - Chi e cosa sono le BANCHE e chi sono i veri proprietari ? - continua in: Padroni dell'Euro


C'è un segreto nella storia degli Stati Uniti tenuto intenzionalmente nascosto dai principali media ?
Potrebbe esistere una società segreta di pingui uomini d'affari la cui agenda è stata la causa di molte guerre e depressioni economiche ? 
Esiste un'élite che nell'ombra manovra il mondo
, per portare avanti il suo programma politico di interessi personali ? 
Le risposte a queste domande potranno davvero sorprendervi. L'evidenza è davanti ai vostri occhi. Sta a voi decidere.
Ecco qui un documentario sul sistema delle banche basato sul controllo, che ha determinato buona parte del nostro passato, determina il nostro presente e determinerà il nostro futuro.

Federal_Reserve.gif

 

Si tratta di uno dei documentari migliori e più interessanti da vedere, per capire qual è stato davvero il più grande segreto tenuto nascosto dai media nel ventesimo secolo.

Guardate questo reportage adesso (Streaming Windows Media - durata 47:22)

(c) Liberty International Entertainment - The Phenomenon Archives
 

Le origini della schiavitù monetaria:
“Numerose persone hanno problemi con l’agenzia per la riscossione delle imposte, problemi con la polizia, problemi col sistema giudiziario, ci sono persone che perdono le cause quando si rivolgono ai tribunali. Tuttavia, il vero problema non è l’agente delle tasse, non è la persona in carne ed ossa che ce l’ha con voi per conto di un ente societario, ma le personalità giuridiche.
Ad esempio, se voi ricevete una comunicazione da un agente dell’agenzia delle tasse, non è con l’agenzia che avete dei problemi, li avete con la persona che vi ha inviato quella lettera. Quindi dovete rendervi conto di quale sia il vostro obiettivo.
Ora, negli ultimi 60 anni c’è stata una nuova legge ed il suo nome è UCC.
UCC sta per Codice Commerciale Uniforme, e si tratta del codice che si applica al commercio. Ora, tutti noi siamo coinvolti in attività legate al commercio. Se si vive in una società è necessario operare in accordo l’uno con l’altro. Quindi, fondamentalmente, se si intende vivere in società, ci sono determinati codici che è necessario rispettare.
Ci sono persone che affermano di non voler avere nulla a che fare con la previdenza sociale, di non voler avere a che fare con le patenti di guida, che non amano la funzione delle patenti di guida, che non credono nella funzione della agenzia delle entrate, tuttavia, tutti dovrebbero rendersi conto del fatto che, se si vive in società, e c’è cooperazione, a quel punto, se si accettano banconote delle Federal Reserve per il proprio lavoro, se si vuole guidare e registrare la propria auto, tutto ciò è legato a contratti, e i contratti costituiscono legge tra le parti.

Certo, siete sovrani, tuttavia cedete parte della vostra sovranità quando stipulate contratti. Ora, cosa sono in realtà questi contratti? Tutti i contratti sono codificati. Codificati significa che ci sono determinate condizioni stabilite tra le persone su cui ci si trova d’accordo per contratto, e dopo averli stipulati volontariamente, non si può semplicemente affermare: “per noi non vale più”, oppure: “non li rispetteremo”.
Quindi le persone si trovano di fronte ad una serie di problemi perché affermano: “Beh, ho dei diritti garantiti dalla Costituzione”.
Poi ci si reca in tribunale e il giudice afferma: “Non nel mio tribunale, la Costituzione non vale nel mio tribunale”. E a quel punto cominciate a rifletterci su.

La Costituzione non vale nel mio tribunale ? Io credevo che questo paese avesse una costituzione, credevo che tutti gli impiegati governativi fossero soggetti alla Costituzione, quindi come può questo giudice affermare comportandosi come se fosse Dio, che la Costituzione non vale nel suo tribunale ? Allora, evidentemente c’è un problema. Stanno forse violando la legge ?
No, non lo stanno facendo. Non lo stanno facendo poiché ci sono determinati contratti che voi avete stipulato e che fondamentalmente limitano i vostri diritti, in riferimento ai diritti garantiti dalla Costituzione e che inoltre limitano i Diritti fondamentali dell’individuo.

Il sistema giudiziario (corti e tribunali) è fondamentalmente un’associazione privata. Non ha nulla a che vedere con il governo degli Stati Uniti, ha a che vedere con il “franchise” concesso dalla “English Bar Association”. Questo ha il proprio rappresentante, che è in effetti il legale (avvocato) e tutti questi legali naturalmente hanno il permesso concesso dalla “Bar Association” di praticare il diritto.
Ora, se voi voleste praticare il diritto, vi sbatterebbero in galera, probabilmente. La ragione non riguarda il fatto che voi non possiate discutere di diritto, si tratta del fatto che tutti questi codici che utilizziamo sono stati posti sotto copyright da parte di una compagnia canadese, che in effetti è una compagnia britannica, per nostro conto. Quindi, se tutto è soggetto a copyright, scatta automaticamente la legge sul copyright. E se voi utilizzate materiale soggetto a copyright, state operando in violazione dei codici.
La questione è che loro hanno l’autorizzazione per utilizzare le leggi, pagano il “canone” relativo al “franchise”, voi non lo fate.
Dovete passare l’esame della “Bar Association” e dovete ottenere la loro autorizzazione per utilizzare i codici.
Quindi se qualcuno ha intenzione di stipulare un contratto con voi, dovete rendervi conto del fatto che questi ultimi non possono imporvelo. Deve avvenire col vostro consenso. Quindi, ogni volta in cui stipulate contratti con qualcuno, il vostro stato mentale, la vostra volontà è molto importante. Ambedue le parti devono essere d’accordo sul contratto.
La ragione per cui vi sto dicendo questo, è che nessuno può puntarvi una pistola alla testa e forzarvi a firmare alcunché.
Il sistema giudiziario funziona allo stesso modo. Si tratta di un’arena privata. Quindi, loro non possono imporvi di presentarvi in tribunale, a meno che qualcuno presenti una denuncia e che questi conceda i propri diritti alla corte e la corte a quel punto agirà per conto di quella persona.
In ogni caso, la corte è un soggetto terzo. Non si tratta del soggetto che in effetti ce l’ha con voi. Anche se a voi pare così.
Quindi semplicemente comprendendo questo, dovreste comprendere che se voi ricevete una convocazione, si tratta fondamentalmente di un “Invito a comparire” ed hanno bisogno che voi siate d’accordo, in maniera tale da presentarvi presso la Corte alla quale vi dovete sottomettere, si tratta in pratica di permettere alla Corte di parlare con voi, di perseguirvi o altro, ma hanno bisogno che voi siate d’accordo. Questa è la ragione per cui quando vi presentate di fronte alla Corte il giudice vi chiederà di pronunciare il vostro nome, dopo esservi alzati in piedi, riferendo chi siete, fornendo il vostro nome al giudice – attenzione – il nome di proprietà – fornire il vostro nome al giudice, in maniera tale che egli possa utilizzarlo, senza essere soggetto a responsabilità di carattere commerciale.
Ora, se il vostro nome, come è ovvio, è soggetto a copyright, a quel punto voi dovete rendere noto a tutti che non avete intenzione di condurre affari senza compensazione (essere rimborsati),  e ora per loro si presenta un grosso problema, devono utilizzare ogni “trucco” disponibile nei testi legali in modo da avere il vostro accordo affinché cooperiate con loro.
Allora, cominciamo a parlare di come ci siamo trovati coinvolti in questa complessa situazione. Ora, noi sappiamo che Dio, qualunque ente noi si definisca Dio, il potere divino in generale, ha creato l’uomo.
Quindi Dio è il creatore, e l’uomo non può andare oltre Dio, questo è diritto naturale. Ora, l’uomo ha creato una Costituzione, che è un contratto, e la Costituzione ha creato il Governo, e il governo ha creato le “corporation” (società/personalità giuridiche) come le agenzie per le imposte e tutte le altre personalità giuridiche.
Ora, dato che noi abbiamo creato il governo, come può oggi il governo avere tale enorme potere su di noi, e forzarci a sottostare a tutte queste regole, codici e leggi ? E se non sottostiamo a quel punto, naturalmente, abbiamo dei problemi.
Quindi sarebbe contrario al diritto naturale, tuttavia c’è stata una mossa molto astuta che è stata realizzata tempo fa, negli anni ’30. E ciò che è stato fatto – ed è una cosa che alla maggior parte delle persone è sfuggita – un soggetto sovrano è sovrano, una “corporation” (personalità giuridica) non può controllare un sovrano, perché è essa stessa creata da un sovrano.
Le “corporation” (società/personalità giuridiche) sono enti fittizi.
Si tratta di personalità giuridiche, in ogni caso, non sono esseri umani, sono state create da noi, quindi, ciò che sto tentando di dirvi, è che quando avete creato una “corporation”, l’avete creata per i vostri scopi, e se non vi sta bene, ve ne liberate, e create un’altra “corporation”.

Ora, tenendo a mente questo, ciò che accade e che quando nasce un bambino, i genitori registrano il bambino presso lo Stato o presso le agenzie governative, e questi ultimi hanno fatto credere al popolo americano che si trattasse di un semplice atto di maternità, mi pare nel 1912. Hanno fatto credere alla gente che il governo si sarebbe preso cura dei bambini dato che c’era la questione del nucleo familiare, in merito al fatto che il padre lavorasse e che la madre si prendesse cura dei bambini.
Quindi intendevano aiutare la madre e il bambino, così hanno approvato questo “legge sulla maternità”. E una di quelle “legge sulla maternità” afferma che, dato che il marito è troppo impegnato col suo lavoro per prendersi cura della famiglia, il governo fornirà dei benefici, in maniera da poter fornire vantaggi alla madre e ai bambini. Quindi per realizzare tutto ciò hanno preteso di conoscere per ogni singolo bambino, nome, data di nascita, tutti questi dati e, approvata tale misura, le persone hanno iniziato a registrare i propri bambini presso la Stato o le agenzie del governo.
Ora, quando il bambino nasce, gli viene dato quello che è il suo “vero nome”, quello che viene definito “nome cristiano”. Ora, non parlerò di religione in questo caso, perché in effetti non ha nulla a che vedere con il Cristianesimo in sé, in ogni caso la Costituzione (USA) fu fondata sulla Bibbia, quindi direi che è questa la ragione per cui è stato adottato.
Quindi quando un bambino nasceva, prima di questo atto di maternità, le persone erano solite avere due testimoni e una Bibbia, e li utilizzavano per registrare il proprio bambino e quello era un fatto giuridico accettabile da chiunque. Ma successivamente a tale legge di maternità, le persone cominciarono a registrare i propri bambini presso il governo.
Quindi ciò che accade è che quando si registrerà il proprio bambino presso il governo a quel punto il governo creerà una nuova personalità giuridica che rappresenta in pratica il vostro “nome commerciale”, il nome commerciale del bambino, cosicché, una volta compiuti i 18 anni, egli potrà avere la possibilità di condurre affari con il mondo delle personalità giuridiche.
Ora, perché avete bisogno di una personalità giuridica per condurre affari in un mondo costituito da personalità giuridiche ?

E’ una questione molto importante. Un soggetto che è sovrano, è responsabile al 100% delle proprie azioni, è responsabile per tutto ciò che fa. Se commette un crimine non può nascondersi, deve pagare in relazione a ciò che ha compiuto. Una personalità giuridica ha responsabilità limitata e quindi anche poteri limitati. Quindi in quanto soggetti, non sarebbe possibile condurre affari con una personalità giuridica perché tale condotta non rispetterebbe i principi del diritto naturale.
Una personalità giuridica può condurre affari solo con un’altra personalità giuridica. La personalità giuridica, che ha responsabilità limitata, non può condurre affari con un soggetto sovrano che è pienamente responsabile. Il soggetto dovrebbe assumersi piena responsabilità, mentre la personalità giuridica non si assumerebbe alcuna responsabilità. Non può funzionare.
Quindi loro, il governo, hanno creato un nome, che è simile al vostro vero nome, ma con tutte le lettere MAIUSCOLE.
Ora, se voi consultate un dizionario di grammatica, noterete che con riferimento ai nomi propri, la lingua non riconosce casi di nomi con tutte le lettere maiuscole. Si utilizzano sempre lettere maiuscole e minuscole. Quindi, il nome del bambino, il suo nome “cristiano” viene scritto in lettere maiuscole e minuscole, e rappresenta il soggetto bambino.
Tuttavia quando lo registrate, il governo creerà una personalità giuridica che rappresenta il vostro nome commerciale e che utilizzerete per condurre affari con il mondo delle personalità giuridiche e che sarà scritto con tutte le lettere maiuscole. Ora, per verificare questo fatto dovreste tirare fuori il vostro portafogli e tirare fuori tutti i vostri documenti e noterete come non ci sia neppure un documento che riporterà il vostro nome con le lettere maiuscole e minuscole.
Tutto è scritto in lettere maiuscole. E la ragione sta nel fatto che tutti questi splendidi benefici e questi documenti non vengono rilasciati a voi, soggetti personali, ma sono stati rilasciati al vostro nome commerciale.
Quindi se possedete una carta della previdenza sociale, quella non è vostra, è del vostro nome commerciale. Il nome commerciale ha una carta della previdenza sociale, il nome commerciale ha una patente di guida, passaporti e carte di credito. E noterete come tutto sia scritto con le lettere maiuscole.
Ora, potreste recarvi in banca per verificare questo e chiedere a loro di scrivere il vostro nome sul loro computer in lettere minuscole. L’addetto al pubblico vi dirà: “Non c’è problema, lo faccio subito”, ma quando comincerà a scrivere in lettere minuscole, anche se quel computer è identico a tutti gli altri computer, con cui si può scrivere in minuscolo, quando inizia a scrivere in minuscolo il computer scriverà comunque tutte le lettere maiuscole. E dirà: “Questa non la capisco. Come può essere ? Continuo a digitare lettere minuscole ma scrive sempre tutte lettere maiuscole”.
Si può pensare che è così perché quel computer non funziona, ma in effetti funziona bene perché è il sistema che funziona così. Perché quel conto in banca non è vostro, il conto in banca appartiene al vostro nome commerciale, con tutte le lettere maiuscole. Ora, voi siete il firmatario autorizzato, non siete il proprietario. (NdR: In Italia questo ultimo particolare non esiste, sugli assegni NON vi e' la dicitura "Firmatario autorizzato")
Se volete verificarlo, se avete degli assegni personali, noterete come ci sia una riga dove dovreste firmare. Bene, quella sembra una linea, ma non lo è affatto. C’è una piccola dicitura che dovreste leggere con la lente d’ingrandimento che vi dirà che si tratta di “firmatario autorizzato”. Non dice affatto “proprietario”, perché la firma che voi state apponendo sull’assegno in verità la state apponendo per conto di qualcun altro, non è il vostro conto, è il conto di una personalità giuridica.

Quindi ciò che sto tentando di farvi capire è che ci sono due enti coinvolti in riferimento ai quali le persone, numerose persone, si sentono confuse ed affermano: “Insomma, il mio nome e Pinco Pallino, quindi ho un numero di previdenza sociale, ho una patente di guida. No, non l’avete !
Lettere minuscole corrisponde all’essere umano in carne ed ossa, voi, e non avete alcun privilegio.
Alcune persone dicono: “Vorrei riconquistare la mia sovranità, cosa devo fare ?” E io gli ripeto di continuo: “Tu sei già sovrano. Tu non puoi riguadagnare alcunché, tu sei un soggetto sovrano”.
Ora, se pensi di non essere sovrano, sei capitato nel posto sbagliato, tu sei un soggetto sovrano. Tu sei stato creato da Dio, sei carne ed ossa, sei sovrano, responsabile per ogni singolo atto che compirai nel corso della tua vita.
Tuttavia, tu cedi la tua sovranità non appena cominci a stipulare contratti. E ciò accade non appena compi 18 anni e cominci ad avere a che fare con la previdenza sociale, vieni coinvolto per il fatto di avere una patente di guida, vieni coinvolto perché firmi il mod. 740, tutti questi privilegi li ottieni in base alla tua volontà.
Ora nessuno ti sta puntando la pistola alla testa per obbligarti ad ottenerli, tuttavia, il Sistema è congegnato in maniera tale che, a partire da quando compi 18 anni devi dimostrarti un buon cittadino, le scuole ti insegnano come pagare le tasse, ti spiegano anche come ottenere un diploma, un lavoro, affinché paghi le tasse, in maniera da poter aiutare il paese.
Non avrei problema ad aiutare il paese, non mi crea problemi dare una mano alla comunità, per far crescere la sua ricchezza. Personalmente, tuttavia, ho dei problemi nel pagare un terzo, perché non si tratta di agire a beneficio del nostro paese, ma a beneficio di chiunque abbia costruito questo sistema, ovvero a vantaggio dei banchieri internazionali.

Ora parliamo un attimo dell’UCC, e di cosa rappresenti per noi. Naturalmente abbiamo il diritto naturale, quello nessuno può togliercelo, c’è la “common law”, la legge inglese, e la “common law” non è scritta, tuttavia ci sono libri scritti a proposito della “common law”. E poi c’è il diritto commerciale. Questi banchieri internazionali, che non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti, perché ogni singola banca viene “approvata” dall’Inghilterra. Quindi, tutte le autorizzazioni relative ai loro atti costitutivi vengono concesse dall’Inghilterra
L’Inghilterra controlla il sistema bancario, l’Inghilterra controlla tutti i sistemi giudiziari e i suoi rappresentanti, ovvero i giudici e gli avvocati. E queste “corporation” internazionali controllano inoltre i media, non con la frode, ma con i soldi.
Loro li hanno finanziati e li hanno comprati praticamente tutti. Questa è la ragione per cui mai sentirete parlare di tali informazioni, perché sono loro a decidere quali informazioni diffondere e quali no.
Quindi l’intero sistema è controllato dai banchieri internazionali e dalla finanza internazionale e loro stanno fondamentalmente utilizzando quelle che sono le proprie regole e i propri regolamenti.
Quindi non piangetevi addosso perché non potete cambiarlo, loro hanno soldi, loro hanno creato i soldi, e fondamentalmente noi abbiamo accettato tutto quello che ci hanno offerto”.
Tratto da: pickline.it - Continua QUI

Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !

Noi e solo NOI siamo il Valore (anche della moneta=denaro, CHE E' e DEVE essere NOSTRO e non delle banche !)


Le BANCHE non prestano denaro, vendono debiti...!
il denaro che inseriscono nei conti correnti dei loro "clienti" e' creato dalla vostra firma, quindi e' vostro, infatti quel denaro non e' nel bilancio della banca precedentemente alla vs firma....perche' e' vostro e non della banca, esso e' creato per voi dalla banca proprio dal NULLA !.....non e' suo !
......quindi NON dovete NULLA alla banca, ne' capitale, ne' interessi !
Il documento che vi fanno firmare e' una TRUFFA !

…fatevi furbi sono dei CRIMINALI TRUFFATORI assieme allo…. stato mafioso che li protegge....sulla pelle dei sudditi SCHIAVI !

Inoltre le banche evadono enormemente il fisco perche' immettono le cifre del denaro che hanno emesso dal NULLA nei loro bilanci come "debito" e non come credito, come dovrebbe essere, ed in questo modo non pagano le tasse sui capitali che sottraggono con l'inganno a chi ha firmato quel fatidico modulo, sulla cui firma hanno creato dal NULLA il denaro per il loro cliente che in realta’ e’ suo REGALATO dal NULLA.
QUINDI Sono anche dei LADRI ! ed EVASORI mostruosi ! e non pagano neppure I'VA sul servizio fatto....

I mutui bancari sono una FRODE: come difendersi ?
http://marcodellaluna.info/sito/2015/07/26/i-mutui-bancari-sono-una-truffa-come-difendersi/

Creazione del denaro dal nulla da parte delle BANCHE
:
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521914001070


Infatti:
Borghezio chiede alla Commissione Europea e BCE: di chiarite la natura giuridica della proprietà dell'Euro
- 15/06/2011

Con due interrogazioni alla Commissione Europea e alla BCE, l'On. Borghezio pone in sede UE la questione del signoraggio in riferimento alla proprietà dell'euro.
L'On. Borghezio sottolinea che «alla luce della discussione scientifica in atto a livello internazionale sul signoraggio della moneta e premesso che detto signoraggio sta a monte di tutto il sistema monetario, poichè si colloca nel momento di emissione della moneta» e aggiunge inoltre che, «allo stato attuale, non è dato individuare chi sia creditore e chi debitore nella fase della circolazione dell'euro, mentre i popoli europei hanno pieno diritto di conoscere se siano "creditori" -in quanto proprietari o "debitori" in quanto non proprietari- per un valore pari a tutta la massa monetaria di euro posta in circolazione».
Infine Borghezio chiede alla Commissione europea e alla BCE di precisare, «in maniera chiara e definitiva, a chi appartenga giuridicamente la proprietà dell'Euro al momento della sua emissione».

Questi quesiti sono analoghi a quelli posti sul tema del signoraggio, con una recente interrogazione al Ministro delle Finanze, dall'On. Di Pietro, «che richiama opportunamente -conclude Borghezio- l'insegnamento del Prof. Giacinto Auriti e del Procuratore Generale Bruno Tarquini, che hanno sollevato fondati dubbi sulla compatibilità dell'euro con il principio costituzionale della sovranità monetaria, che attribuisce al popolo (e solo al popolo) la sovranità».

On. Mario Borghezio - Delegazione Lega Nord al P.E. - Bruxelles (Belgique)  - E.mail: mario.borghezio@europarl.europa.eu

RISPOSTA della EU:
Risposta di Olli Rehn, a nome della Commissione - 16/08/2011
Sebbene da un punto di vista giuridico il diritto di emettere banconote in euro appartenga sia alla Banca Centrale Europea (BCE) che alle banche centrali degli Stati membri dell’area dell’euro, ad emetterle fisicamente e a ritirarle dalla circolazione sono, in pratica, solo le banche centrali nazionali.
Nel caso delle monete in euro, emittenti di diritto sono gli Stati membri dell’area dell’euro e qualsiasi questione ad esse relativa è coordinata dalla Commissione a livello dell’area dell’euro. Pertanto, al momento dell’emissione le banconote in euro appartengono all’Eurosistema, mentre le monete sono di proprietà degli Stati membri.
Una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono state addebitate di conseguenza.
I proventi del signoraggio sono ripartiti tra le banche centrali nazionali e la BCE in base allo schema di sottoscrizione del capitale della BCE per le banconote. I proventi del signoraggio sulle monete vanno agli Stati membri dell’area dell’euro.

Questa è la risposta della commissione europea alla petizione parlamentare di Borghezio sulla natura giuridica della proprietà dell’euro. Non so se ricordate, tempo fa se ne era parlato anche in questo blog.
Vediamo ora come viene definito l’Eurosistema dalla Banca d’Italia: 
L’Eurosistema è il sistema di banche centrali dell’area dell’euro responsabile dell’attuazione della politica monetaria unica. Esso comprende la Banca Centrale Europea (BCE) e le banche centrali nazionali (BCN) dei Paesi dell’Unione europea che hanno adottato l’euro. http://www.bancaditalia.it/eurosistema/assetto/quadrogen
È una risposta molto importante; Questi sanciscono la proprietà dell’euro all’atto dell’emissione all’Eurosistema, composto da Bce più banche centrali aderenti dell'Eurozona allo statuto del SEBC.
Assumendo che le Banche Centrali sono proprietarie della moneta emessa, ancor prima di metterla in circolazione (un assurdo sotto il profilo logico ed etico, poiché il valore della moneta non sarebbe l’effetto di una convenzione bensì l’espressione della volontà totalitaria imposta da una struttura privata) bisognerebbe convenire che esse commettono un illecito contabile, registrandole in bilancio fra le poste passive.
Fonte:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FTEXT+WQ+E-2011-006243+0+DOC+XML+V0%2F%2FIT&language=IT

Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’euro, e finalmente e' arrivata la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati.
Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perché le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene.
Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’Eurosistema.
Ma cos’è quest’Eurosistema ?
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valoreriportato sul biglietto stampato). E l’On. Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione ?

Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:
IT - E-000302/2012 - Risposta di Olli Rehn a nome della Commissione (12.3.2012)

L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di "indebitarsi". (NdR: con chi, con il Nulla dato che prima dell'emissione a nominativo del correntista quel denaro NON esisteva ! ???)
Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:
La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali.
Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario.
Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo.
Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato.
Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito  alle banche commerciali (Draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%).
Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile.
Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.
A tutti noi un in bocca al lupo.
Tratto da:  http://rapportoaureo.wordpress.comEuro


L'euro e' in mano ai Privati: ecco una ennesima prova, il marchio del Copyrigth e' stampato su tutti gli euros, e la firma e' quella del sig Draghi....perche' ?....perche' egli rappresenta i proprietari privati della Banca Europea (BCE)...
 


EU SEGRETA o QUASI questa informazione che riguarda tutti i paesi EU:
La FRANCIA con LICENZA di STAMPARSI DENARO - 05/05/2013

 

La Francia ha avuto permesso dalla BCE di stamparsi di fatto, in modo illimitato, del denaro. L'affare si svolge tra banche in ombra ed è una bolla da 1 miliardo. La BCE eviterà che la Germania si immischi nel salvataggio della Francia.

Se Cipro regna un enorme nervosismo, perchè la BCE ha tolto poteri alla banca nazionale cipriota (si veda qui), in Francia, passando inosservato agli occhi della ufficialità, funziona esattamente all'opposto:la BCE ha dato alla Francia licenza illimitata per stamparsi denaro.

Tutto questo per evitare che una banca francese collassi, cosa che si vuole evitare fino all’ultimo minuto.

Alla fine del 2011 c'è stata un'azione comunemente concertata, da parte della potenti banche centrali del mondo, tra cui la FED, la BOE (Bank of England) e la BCE.  

Con dei volumi mai visti prima d'ora,  la BCE inizio' le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) e mise a disposizione  del sistema bancario nei paesi euro, 500 miliardi di euro. 

Alcuni mesi dopo alle banche venne messa ancora a  disposizione la stessa somma, "per ricarica". Sullo sfondo la preoccupazione che, se dovesse crollare uno stato, alle banche nella  Euro-Zona, che possiedono una parte prevalente dei prestiti di stato, venga a mancare il fiato e quindi che la tutta la unione valutaria finisca con  l'avvitarsi su se stessa.

Si tratto' anche di una banca francese, molto vicina al collasso, ma non fu mai reso noto di quale banca si trattasse concretamente.  Da tempo grosse banche francesi come la Société Générale, il Crédit Agricole o la BNP Paribas sono nel mirino dei mercati dei bond. Come riferì Bloomberg, il Crédit Agricole l'anno scorso dovette vendere patrimoni del valore di 3,5 miliardi di euro (si veda qui). 

Nel mentre è noto che è a disposizione delle banche francesi una fonte inesauribile di finanziamento, il cosidetto mercato STEP (Short Term European Papers). Il mondo bancario francese si è ulteriormente sviluppato in modo creativo e si concede oltre al mercato dello STEP (Short Term European Papers: un programma di creazione del credito del tutto nuovo e a breve scadenza), anche la licenza specifica di stamparsi denaro  

Il clou di questo “affare” :

1. il mercato  STEP-si trova al di fuori della Borsa. Quindi nessuna trasparenza.
2. il mercato STEP si rivolge esclusivamente al settore bancario francese.
3. le banche francesi elargiscono prestiti  STEP presso laBanque de France, quale sicurezza (ovvero la banca nazionale francese) .
4. una cosiddetta „Euroclear“-Bank (come sportello, ovvero centrale di prenotazione tra la Banque de France e le banche francesi) deposita certificati STEP come garanzia, presso la BCE

5. La Banque de France (banca nazionale francese) inoltre consegna alla BCE i rischi di perdite, quale sicurezza per i prestiti STEP depositati.

Fintanto che la banca nazionale francese ci tiene in protezione le mani sopra,  queste macchinazioni hanno un ruolo minore; anche certificati con rating BBB  saranno depositati alla BCE.

Qualla chicca dal manicomio di Draghi

La BCE che in futuro dovrebbe avere controllo su alcune Euro-Banche, non puo' esibire dati alcuni sul mercato STEP e riceve questi dati solo per vie traverse attraverso la banca nazionale francese (Banque de France). Laddove quest'ultima si basa su fonti terze, che solo loro stessi giocatori sul mercato.

Cio' significa che c'è una creazione di denaro per le banche francesi, sotto la protezione della Banque de France, senza controllo da parte della BCE. Una chicca dal manicomio...

Con 445 Miliardi di euro le banche francesi controllano il mercato STEP, una parte considerevole del mercato ombra dei mezzi finanziari della banca centrale.

Le banche nella zona euro tra loro trattano certificati  STEP e possono persino depositarli
presso la BCE per creare liquidità. Da parte di un mercato regolato, questa è una delle possibilità per ricevere dalla BCE dei crediti a buon mercato.

Interessante in questo contesto è cheall'acquisto spesso discusso di prestiti di stato da parte della BCE, ad ora per complessivi 200 miliardi di euro (ragion per cui la BCE si è conquistata il titolo di  „Bad-Bank“ )  si accatastano, presso la BCE, debiti del credito delle banche europee  per circa 1.300 miliardi di euro.

Mario Draghi è consapevole che questa azione non è molto "koscher". In passato parlo' del fatto che fosse necessaria "piu' trasparenza" e che la questione (del mercato STEP) doveva essere presa in seria considerazione. Ma su questo non ha fatto nulla. Per una buona ragione.

La BCE, con il programma STEP  ha dato alla Francia una possibilità di stabilizzare le sue banche, senza che la Germania possa farci nulla.

Il programma plausibilmente dovrebbe servire a  far prendere tempo ai francesi, fino a che si giunga alla unione bancaria. Quest'ultima originariamente era stata pianificata per il 2018, ma ora la EU vuole anticiparla al 2015

Dopo di chè il salvataggio delle banche in  Europa, dovrà avvenire attraverso i risparmiatori e gli azionisti.

Da qui ad allora, in Francia , al di sotto dei radar, si verificherà una bolla finanziaria  gigantesca.  

La Germania deve stare a guardare il tutto, impotente. Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann puo' giusto fare dei discorsi domenicali, nulla di piu'.

Tale manovra dice che la frazione del sud della BCE ha già preso ampio controllo sulla formazione dell'Europa.

fonte: http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2013/04/14/geheim-operation-draghi-erteilt-frankreich-lizenz-zum-gelddrucken/

Traduzione e sintesi ByCristina Bassi - Tratto da: thelivingspirits.net

Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !

 

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario - "DEBITO PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.

SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche Centrali (FED + BCE
, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito "pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente, riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !

Altra proposta per la soluzione-annullamento del cosiddetto falso Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per il debito pubblico per un totale di circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al 2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila duecento miliardi
) per cui sottraendo dal totale, la somma gia' pagata, vi e' una plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi possiamo cessare di pagarle immediatamente investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi, nella nostra economia....

IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento (dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio bancario in mano a banche private e autorizzate dalle banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
 
AVVISATE TUTTA LA POPOLAZIONE CON QUESTO VIDEO, FATELO GIRARE ALL'INFINITO !!
Che sappiate o meno che cosa sia, il Fondo di Redenzione Europeo (E.R.F.) ci rovinerà la vita per i prossimi 20 anni !!
vedi e'
IMPORTANTE:
http://attivo.tv/player/documentari/i-media-stanno-censurando-allintera-popolazione-un-nuovo-trattato-europeo-sconvolgente.html#sthash.4QWK6rLY.dpuf
 
EURO FALSO:  TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE BANCHE SONO ANNULLABILI !
Nel contrato non è scritto chi è il proprietario della moneta….quindi: chi è il creditore ? chi il debitore ?...e per cui TUTTI i debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche evitano di iscrivere in contabilità, a patrimonio netto, la quota annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale, almeno quei debiti che implicano come creditore o controparte una banca, devono essere considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non risulta “battezzato” contabilmente alla nascita certificandone l’origine, non può godere dei diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni, IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la contabilità bancaria attuale è completamente falsa.
 
INOLTRE
Interrogazione UE con richiesta di risposta scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Risposta: Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario.
....e se uno e' proprietario del denaro, non puo' essere contemporaneamente debitore, dato che il denaro precedentemente all'emissione nei fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....

 
Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea – BCE
- (Tratto dal sito ufficiale www.ecb.int) nel  loro documento: “Decisione della Banca Centrale Europea del 6 dicembre 2001 relativo all’emissione delle banconote in euro”, al comma 3: “L’emissione delle banconote in euro non necessita di essere soggetta a limiti quantitativi o di altro tipo, visto che la immissione in circolazione di banconote è un processo indotto dalla domanda.”
Tratto da: http://www.ecb.europa.eu/home/html/index.en.html
 
Commento NdR: L'Eurosistema e' nei fatti di proprieta' di PRIVATI cosi come le varie Banche Centrali Nazionali dei paesi aderenti alla UE, quindi tutto il sistema bancario europeo e' in mano ai privati cosi pure come l'emissione della moneta (denaro)
Ricordiamo a tutti che le Banche facendo sorgere dal "nulla" (che non esiste, per proprieta' intrinseca) il denaro, esse lo "prendono" dal TUTTO presente ed esistente SOLO ed UNICAMENTE nell'INFINITO, e ce lo accreditano nel nostro conto corrente di cui siamo proprietari e non debitori;, se noi chiediamo ad esse di darci un credito,  quindi trattasi di DONAZIONE dell'Infinito a tutti noi, che le Banche ci RUBANO e ci chiedono pure gli interessi, I banchieri e le banche, sono dei veri e propri CRIMINALI, protetti dalle leggi inique degli "stati" (a loro volta aziende private) loro servi, perche' i Banchieri immettono, sponsorizzano o pagano, i "loro" uomini politici e non, nei posti chiave degli stati, per ottenere cio' che vogliono... da questi ultimi, alla faccia del popolo che rimane in TOTALE schiavitu' !
 
Quindi:
Cari amici e lettori, dovete rendervi conto che quando andate a chiedere un "prestito" ad una banca...voi subite un FURTO da parte della banca, perche l'emissione del denaro viene effettuata dal NULLA (che e’ al massimo di proprieta’ dell’INFINITO), sul vostro NOME e COGNOME; la banca non lo emette/accredita sul suo proprio conto corrente e poi gira la cifra a Voi con un bonifico dal proprio conto, ma lo accredita direttamente sul Vs conto corrente,  e quindi siete voi gli UNICI proprietari del denaro, cosi come ha confermato recentemente anche la UE, in una risposta ad una interrogazione fatta su: chi e' il proprietario del denaro..?
Se il denaro viene emesso sul vs NOME e COGNOME, significa semplicemente che e' VOSTRO e NON della banca, e siccome viene emesso dal NULLA (di proprieta’ dell’INFINITO e non della banca), quindi e’ a credito NON a debito ….. la banca non ha NESSUN titolo, ne’ diritto, per chiedervi di restituire il capitale, che non e’ mai stato suo, ne' tanto meno di richiedere degli interessi su di un capitale che nei FATTI e' SOLO VOSTRO all’atto della emissione fatta per mezzo del vostro NOME e COGNOME, infatti non puo’ mai dimostrare di aver avuta la proprieta’ del denaro che e’ stato emesso sul vs conto corrente !
Inoltre le leggi italiane e quelle dei vari paesi occidentali, sui “prestiti”, confermano che: se un soggetto non e’ proprietario di un bene non puo’ prestare nulla, anzi se viene attuato, diviene un’atto illegale.
Qui siamo alla totale follia illogica bancaria, per tentare di legalizzare un FURTO !
In piu’ le banche, una volta sottratto il VOSTRO denaro, con la vostra firma, su di un modulo prestampato e senza la firma dell’amministratore della banca …. essa lo immette nel proprio bilancio, nei debiti, e non nei crediti, come sarebbe se fosse tutto regolare oltre ad essere logico amministrativamente, (cosa che non e’, commettendo un falso in bilancio)  ma e cosi, non solo non paga neppure l’iva sul servizio, ma non paga neppure le tasse allo stato…perche’ trattasi di un “debito”….ecco perche’ le banche dichiarano sempre un bilancio facilmente in passivo od a zero….

vedi: ACCESSO al VALORE di IO SONO

EUROGENDFOR: POLIZIA EUROPEA, (Superpolizia) per sottometterci ancora di piu' alle direttive dei Padroni nel mondo
Informati, Italia: Eurogendfor e mandato di arresto europeo: parla un avvocato

Leggere lo statuto dell' Eurogendfor vi impressionerà.........
L'EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni (loro) non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone (da essi arrecati) non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.... e per ora paga solo l'Italia tutte le spese per l'Europa.....
 

Crisi, l’alterativa esiste: ecco le monete complementari - Una banca in cui si usa moneta Wir - 22/11/2012
Bergamo (I) -- Come molti sanno, con il sistema delle Banche centrali (la Banca d’Italia è una di queste) non sono gli Stati a battere moneta, ma le banche stesse. Le banche centrali infatti sono di proprietà delle banche private e non degli Stati, che hanno rinunciato a una parte importante della loro sovranità consegnando questa importante funzione a un sistema privato.
Ciò ha comportato il progressivo distacco della moneta dall’economia reale. Accade dunque, in estrema sintesi, che per avere del denaro lo Stato, ad esempio quello italiano, non si riferisca in senso stretto a dei valori economici o produttivi, ma emetta dei titoli di debito: ovvero i titoli di Stato che "vende" alle banche, tramite la banca centrale, che il sistema bancario rivende ai cittadini, il tutto guadagnando sui tassi di interesse. -
vedi: Signoraggio - Alla moneta corrisponde quindi semplicemente una specie di "cambiale".
Ora però in numerose parti del mondo sono nate, e continuano a nascere e crescere le cosiddette  "monete complementari".
Si tratta di un fenomeno con forte diffusione all’estero (ne parleremo approfonditamente in altri articoli), ma che comincia a comparire anche qui in Italia.
Per capire meglio il fenomeno dobbiamo partire dall’idea che la moneta complementare altro non è che un supporto tecnico agganciato ai beni reali. In altre parole, consente di agevolare una forma evoluta di baratto, da un lato, e di fronteggiare le crisi di liquidità create dalle banche, dall’altro.
Ciò che rende una moneta quello che è oggi (NdR: visto che non è più convertibile in nulla di concreto, per cui e' un semplice pezzo di carta NON garantito dall'oro...) è semplicemente il fatto che per convenzione sociale io la accetti e le dia un valore. 
La moneta complementare parte appunto da lì, dal fatto che un sistema di imprese o una comunità di cittadini siano disponibili ad accettare in pagamento un pezzo di carta su cui sia stampato qualcosa di diverso da quello che ci stampa la banca centrale, con in più il fatto che alla sua origine ci sia la creazione di un bene o di un servizio.
Come dicevo, e ci torneremo, all’estero il fenomeno è tutt’altro che modesto. Basti pensare che in Svizzera, la patria delle banche, il circuito "Wir" offre moneta complementare per fare fronte alle crisi di liquidità a oltre 60.000 imprese. In Italia c’è qualche interessante esperimento: il Sardex (in Sardegna), operativo dal 2010, i Danee milanesi, buoni di  solidarietà complementari, e lo Scec napoletano, tanto per citarne alcuni. Non tutti hanno le stesse modalità di funzionamento, ma tutti hanno lo stesso scopo: combattere la crisi restituendo ai cittadini una parte della loro sovranità. Nelle prossime puntate li analizzeremo da vicino.
By Carlo Scotti-Foglieni – Tratto da: bergamosera.it

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I comuni Italiani, possono stampare moneta propria, per legge
“Al Comune spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori specificamente delineati dal dettato normativo. “
A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del T.U.E.L. enuncia che: “Gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.
Queste ampie funzioni che come abbiamo visto vengono in diversi modi attribuite all’ente comunale, comportano uno serie di problematiche:
a) in primo luogo sono frequenti le controversie circa la definizione dei confini dei ruoli tra i livelli di governo in alcuni settori chiave quali, ad esempio, quello della tutela della salute, governo del territorio e dell’ambiente nonché in tema di servizi sociali.
b) In secondo luogo risulta problematico delineare il rapporto tra le nuove competenze attribuite al Comune e le effettive risorse che al Comune stesso vengono messe a disposizione.
Tutto questo in attuazione dell’art. 119 Cost. il quale prevede per i Comuni (Province, Città Metropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed entrate propri, compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio nonché un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Prevede altresì il medesimo articolo che le risorse di cui sopra consentono al Comune di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.
Inoltre l’art. 7 del Decreto Legislativo 112/1998 prevede la “devoluzione alle regioni e agli enti locali di una quota delle risorse erariali tale da garantire la congrua copertura […] degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti nel rispetto
dell’autonomia politica e di programmazione degli enti; in caso di delega regionale agli enti locali, la legge regionale attribuisce ai medesimi risorse finanziarie tali da garantire la congrua copertura degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni delegate, nell’ambito delle risorse a tale scopo effettivamente trasferite dallo Stato alle Regioni”. Dal dettato dell’art. 54 T.U.E.L. emerge altresì che il Sindaco, sempre nella sua funzione di ufficiale di Governo: emana atti in materia di ordine e sicurezza pubblica, svolge funzioni in materia di polizia giudiziaria, vigila sulla sicurezza e l’ordine pubblico, adotta Ordinanze contingibili ed urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini.
E’ necessario ricordare inoltre che il Sindaco opera come Ufficiale di Governo anche relativamente ad altre funzioni sulla base di norme di settore (ad es. in base alla Legge 833/78 in materia di sanità).
Proprio in merito alle funzioni svolte quale Ufficiale di Governo è utile svolgere qualche breve considerazione.
Prima di tutto occorre chiarire che il Sindaco che esercita le funzioni di Ufficiale di Governo o di autorità sanitaria non è un organo del Comune, ma dello Stato.
Tale principio viene chiaramente sostenuto dalla giurisprudenza, ultimamente si è pronunciata in proposito la Corte di cassazione.
In tema di poteri e funzioni del Sindaco la giurisprudenza ha avuto modo di pronunciarsi più volte; punto di notevole interesse è quello relativo al potere di ordinanza del Sindaco medesimo.
Circa tale aspetto, il Consiglio di Stato ribadisce che: “… i presupposti che si richiedono per l’adozione dei provvedimenti contingibili ed urgenti, da parte della massima Autorità comunale, sono – ai sensi dell’art. 38 comma 2, l. 142/1990 – da un lato, l’impossibilità di
differire l’intervento ad altra data in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente (donde il carattere dell’urgenza); dall’altro, l’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione (donde la contingibilità)”.

Proprio per i punti ed i passaggi messi in evidenza ( con il grassetto ), i Sindaci possono operare con provvedimenti (ordinanze) contingibili ed urgenti in materia di sanità e sicurezza dotandosi di strumenti straordinari rispetto a quelli previsti dalla legislazione. Lo strumento monetario”diverso” da quello previsto dalla legge ( L’Euro ) può essere sostituito con uno strumento monetario alternativo e straordinario rispetto a quello “forzoso” per prevenire problemi di salute pubblica “mentale” dovuti alla crisi monetaria ed alla angoscia sociale che sono le cause di problemi di sicurezza pubblica quali gesti estremi violenti che potrebbero coinvolgere la comunità ( drastici suicidi, esplosioni, messe a fuoco,stragi ) ed evitare l’incremento del crimine dovuto alla affannosa ricerca di soldi.
Tratto da: losai.eu

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Il Governo Italiano all'assalto della campagna Banche Armate
Si profila da parte del Governo un vero e proprio attacco alla Campagna di pressione alle Banche Armate.
«Si profila da parte del Governo un vero e proprio attacco alla Campagna di pressione alle "banche armate"» - cosi Giorgio Beretta, uno degli esponenti della Campagna, commenta la nota della recente Relazione ministeriale sull'export di armi. Per superare il problema degli istituti bancari nazionali di essere catalogati fra le cosiddette "banche armate", "il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha prospettato una possibile soluzione che sarà quanto prima esaminata a livello interministeriale" - riporta la Relazione. «Quale sia questa "soluzione" non è dato di sapere - aggiunge Beretta - ma dal tono del discorso della Relazione e dalle recenti lamentele del comparto armiero c'è da scommettere che non sarà nella direzione della trasparenza.
Il comparto industriale-militare lamenta "notevoli difficoltà operative" con gli istituti bancari nazionali, ma le banche italiane assumono tuttora la quasi totalità delle operazioni, come dimostrano i dati della stessa Relazione» - conclude Beretta.

Una nota della Relazione a pag. 18/19 concerne, infatti, direttamente la Campagna di pressione alle banche armate.
La Relazione segnala, infatti, tra le problematiche di "alta rilevanza" trattate a livello interministeriale "quella relativa all'atteggiamento assunto da buona parte degli istituti bancari nazionali" nell'ambito della loro politica di "responsabilità sociale d'impresa". "Tali istituti, - prosegue la Relazione - pur di non essere catalogati fra le cosiddette "banche armate", hanno deciso di non effettuare più, o quantomeno, limitare significativamente le operazioni bancarie connesse con l'importazione o l'esportazione di materiali d'armamento". Ciò avrebbe comportato per l'industria "notevoli difficoltà operative, tanto da costringerle ad operare con banche non residenti in Italia, con la conseguenza - continua la Relazione - di rendere più gravoso e a volte impossibile il controllo finanziario" delle operazioni normate dalla 185/90. Pertanto "il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha recentemente prospettato una possibile soluzione che sarà quanto prima esaminata a livello interministeriale" - conclude la Relazione.

«C'era da aspettarselo - riprende Beretta. Dopo le lamentele del comparto armiero registrate nell'articolo di Gianni Dragoni dal titolo "La difesa disarmata delle banche" apparso lo scorso 5 marzo su "Il Sole 24 ore" (riportato qui sotto) non poteva essere altrimenti».

L'offensiva è capitanata da due personaggi di primo piano: Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, e da Piero Gussalli Beretta. Entrambi lamentano di essere costretti a rivolgersi a gruppi bancari stranieri. «Una gran balla!» - sbotta Beretta (che ovviamente con l'omonimo di Gardone Valtrompia non ha legami di parentela). «Basta guardare i dati della Relazione di quest’anno. Oltre all'incremento notevole delle transazioni bancarie, che nel 2004 hanno raggiunto la nuova cifra record di 1.317 di euro - due banche italiane da sole ricoprono, infatti, quasi il 60% delle autorizzazioni: si tratta di Banca di Roma (che si aggiudica autorizzazioni per un valore complessivo di oltre 395 milioni di euro) e Gruppo bancario San Paolo Imi (autorizzazioni per oltre 366 milioni di euro). Banche che sono seguite da altri istituti di credito italiani tra cui Banca Popolare Antoniana Veneta (121 milioni per uno share del 9%) e Banca Nazionale del Lavoro (71 milioni, cioè oltre il 5% del totale). Solo una banca straniera, la Calyon Corporate and Investment Bank, con 120 milioni di euro di autorizzazioni (9% del totale) si aggiudica qualcosa di simile ai maggiori gruppi italiani; ma non va dimenticato che questa banca, nata dalla fusione di due gruppi (Crédit Lyonnais e Crédit Agricole Indosuez), è da tempo l'istituto di riferimento di diversi Paesi arabi. E la somma delle operazioni autorizzate a istituti di credito stranieri non supera il 14%, una percentuale al ribasso rispetto ad alcuni anni fa. In definitiva, le banche italiane rappresentano tuttora l'intermediario privilegiato per l'industria armiera italiana» - conclude Beretta.

Lanciata nel 2000 su iniziativa di tre riviste del mondo pacifista (Mosaico di pace, Nigrizia e Missione Oggi), la Campagna di pressione alle "banche armate" ha inteso fin dal suo inizio perseguire un duplice scopo: da un lato favorire un controllo attivo dei cittadini sulle operazioni di appoggio delle banche al commercio delle armi, dall'altro fornire informazioni per un ripensamento dei criteri di gestione dei propri risparmi. Grazie alla pressione di cittadini e associazioni, in questi cinque anni il gruppo Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Firenze, Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino e recentemente Banca Intesa hanno dichiarato di voler cessare, totalmente o in gran parte, la fornitura dei propri servizi al commercio di armi italiane. La Relazione 2005 registra un ulteriore e positivo passo di Unicredit (solo l'1,5% delle autorizzazioni quest'anno), l'uscita ormai definitiva di MPS e la bassissima quota di nuove autorizzazioni di Banca Intesa (1,7%).

Preoccupa, invece, una "new-entry": la Banca Popolare di Milano che si aggiudica 22 commesse per oltre 53 milioni di importi autorizzati, più del 4% del totale.
Banca Popolare di Milano è uno dei "sostenitori storici" di Banca Popolare Etica, di cui da anni distribuisce i prodotti. Cosa succede ?
Tabelle della relazione 2005
Commento di Don Sacco all’articolo del Sole-24 ore

Tratto da: unimondo.oneworld.net

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PRESENTAZIONE della MONETA COMPLEMENTARE

Questi incontri hanno lo scopo primario di creare e sviluppare la consapevolezza del bisogno che il pubblico che lavora anche nel commercio, di apprendere, conoscere, utilizzare la "moneta complementare", come un' efficace strumento di contrasto, da usare e rivolgerlo contro lo strapotere finanziario della Grande Distribuzione Organizzata, responsabile oggi, della formazione di tutti i prezzi e per tutti i beni di consumo. I prezzi e la loro formazione, sono il principale problema da risolvere, per contrastare con efficacia, l'avanzamento della povertà ed impoverimento.

Il potere di acquisto dei cittadini, deve essere salvaguardato, e deve necessariamente essere attentamente monitorato, contrastato, nel suo crescere verso il basso.

Una soluzione efficace è sì, quella di creare una moneta complementare locale parallela, fondandola sulla risorsa della scontistica trattata con i commercianti, ma è anche l'unica ed ultima nostra risorsa economica e finanziaria, che ci rimane ancora, con la quale possiamo salvare l'intera soluzione dell'impoverimento, e riuscire così ad invertire questo drammatico fenomeno sociale.

Estrapolare questa risorsa, ed utilizzarla come emissione monetaria, può essere una buona terapia d'urto, ma senza l'affiancamento congiunto e contemporaneo, del fenomeno della rimoltiplicazione, questo risparmio, avanzerà nel rischio di vedersi annullato completamente, dall' inflazione e da altri fattori congiunti di macroeconomia, quali la disoccupazione e la naturale rarefazione monetaria.
 

Queste conferenze volgeranno la loro esposizione, a far comprendere questi aspetti, ai maggiori responsabili passivi, di questa situazione, cioè i singoli commercianti, che oggi riescono e resistono ancora con i "denti", sul mercato (ma si ricorda che sono sempre di meno).

- Sono loro che devono comprendere, che potrebbero fare la differenza.

- Sono loro che devono comprendere, di essere la "chiave di svolta".

Sono loro che devono aiutare l'intera collettività, la nazione, ad uscire da questo dramma, questo vortice impetuoso, che risucchierà tutti indistintamente, se non si impegnano per primi loro, a mettere in moto insieme a tutti noi, quel processo economico ed econometrico, da utilizzare contro quello messo in atto già da molto tempo, dai potenti banchieri e dalle loro controllate Multinazionali.


Da parte nostra, e mi riferisco a tutti coloro che sono impegnati nella nascita, creazione e sviluppo delle monete complementari locali, dobbiamo portargli clienti nuovi, aumentargli le vendite, in modo che possano alimentare in se', sia la speranza, sia la determinazione, sia dargli coraggio nel proseguire e resistere in questa battaglia impari.

Solo con risultati di maggiori vendite procurate loro, potremmo così avere il piccolo commerciante, dalla nostra parte.

Esso......... è il nostro "asso nella manica".

Non bruciamoli !

Non serve avere in prima battuta, migliaia di consumatori, con in mano una moneta, che non possono e non sanno dove andare a spenderla !

Noi dobbiamo essere i loro rappresentanti, i loro venditori, i loro promotori, i loro consiglieri, se vogliamo avere tutto il loro appoggio.

Dobbiamo fargli pubblicità !

Dobbiamo diventare dei venditori, che ci piaccia o meno farlo, se vogliamo vedere realizzato il nostro obiettivo !

Non deleghiamo questa nostra pesante responsabilità, solo ai consumatori ignari, e che ancora devono capire, che cosa sia realmente una moneta complementare.

Assumiamoci quindi, le nostre responsabilità !

Usiamo anche tutti quegli strumenti pubblicitari oggi conosciuti, che ci potrebbero aiutare in questo arduo compito, intelligentemente !

Più saremo bravi a fare questo, più sconto ci affideranno in futuro, con cui poter aumentare la circolazione e la massa, di tutte le nostre monete complementari.

Ci servono i commercianti, prima di tutto, e che siano tutti uniti, e poi, ma solo successivamente, potremmo andare a distribuire le nostre "Banconote di Sconto" o monete complementari locali, tranquilli che verranno spese e fatte ricircolare.

Per tale ragione, il progetto monetario pilota "GrifonDor", intende fondare le sue fondamenta, con questo metro di misura ed organizzazione.

Possiamo essere certi, inoltre, che anche i consumatori, una volta essi abbiano compreso i fondamentali parametri che contraddistinguono l' emissione di una Moneta Complementare, vedremo moltiplicare le adesioni ai nostri progetti, molto più velocemente, e saranno loro stessi a garantire l'estensione di tutte le monete locali.

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Sovranità Monetaria - Riconquistare la Moneta, comporta conoscere l'emissione.. Comporta sapere cosa sia. Informarsi come farla da soli.
Un programma pratico di riacquisizione dell'emissione individuale, fondato sulla creazione di nuove imprese, che il popolo è chiamato a creare, sviluppare, e sopratutto ad usarle per il tornaconto economico, che possa contrastare il debito imposto dalle banche, dall'imprenditore industriale, artigianale, commerciale e finanziario.
Ricerchiamo insieme il risparmio, tramite:
- la contrattazione di sconti, ed impariamo a gestirlo direttamente, scavalcando le banche e gli intermediari finanziari, collocandolo nella realizzazione di nuove imprese, nuova occupazione, nuovi salari.
- Smettiamo di rispendere nello stesso sistema dei consumi, gli sconti accumulati, e collochiamoli invece direttamente, fra il popolo, per il popolo, nelle mani del popolo, e genereremo il cambiamento.

FINE del SIGNORAGGIO - Bitcoin: come l'oro, meglio dell'oro ? o Ennesima Truffa ?
Le proprietà dell'oro (metallo prezioso) sono note sin dall'antichità, ed infatti questo metallo è stato sempre ritenuto un bene molto prezioso.

Le sue particolarità hanno fatto sì che la gente, quando lasciata libera di agire come meglio credeva e cioè prima che gli stati imponessero il corso forzoso della propria moneta, selezionasse questo bene come moneta di scambio.
Le proprietà di una moneta infatti sono:
- scarsità: più è scarsa più mantiene il valore, e più è conveniente da utilizzare da riceverla in pagamento e come riserva di valore. Essere pagati ad esempio in sabbia non sarebbe per niente conveniente perchè sappiamo che è facile trovarne ovunque e quindi il frutto del mio lavoro non avrebbe valore. Di oro ce n'è poco, e trovarne di nuovo è una operazione molto faticosa, questo mi da delle ottime garanzie che altri non possano "fregarmi" rendendo inutile (commercialmente parlando) il mio guadagno.
- durevolezza: proprio perchè utilizzata come bene per accumulare la ricchezza è importante che questa si mantenga nel tempo, cioè non deperisca. Se usassimo il grano (bene che è stato effettivamente utilizzato come merce di scambio nel passato), rischieremmo di perdere tutti i nostri risparmi se ad esempio marcisse in seguito a cattiva conservazione, ecc.
L'oro invece è praticamente eterno, è un metallo nobile e quindi uno degli elementi più stabili che esista.
- divisibilità: la capacità di poterlo dividere in piccole quantità è importante per poterlo usare come bene di scambio.
Ci sono diversi beni che mantengono abbastanza bene il valore nel tempo, ad esempio i beni immobili come le case (escludendo per un attimo gli sboom...), ma non sono pratici come mezzi di scambio perchè non sono facilmente divisibili. Inoltre la loro compravendita comporta grandissimi costi, e questo non li rende affatto pratici allo scopo.
- riserva di valore: è importante che il potere di acquisto della mia moneta sia mantenuto nel tempo, altrimenti sono obbligato a spendere tutto subito, perchè so che più passa il tempo, meno cose potrò comprare in futuro.
Così avviene per le valute più utilizzate nel mondo al giorno d'oggi: Dollaro, Euro, Yen... Ma non per l'oro: il suo potere d'acquisto è rimasto invariato, ed anzi è cresciuto nel tempo.

Ma l'oro non è perfetto, in particolare ai giorni nostri dove una gran parte del commercio si è spostato dalle piazze fisiche a quelle virtuali online. Se oggigiorno vogliamo utilizzare l'oro per proteggere i nostri risparmi dobbiamo aprire dei titoli di deposito in una delle poche istituzioni che ci permettono di comprare e custodire metalli preziosi come GoldMoney o BullionVault.
Ma acquisto e/o vendita di questi sono gravati da commissioni tutt'altro che trascurabili che rendono poco pratico il loro utilizzo quotidiano, inoltre è necessario pagare un costo relativamente elevato per la loro custodia.
Chi ne fa uso quindi è più che altro per motivi legati al mantenimento del valore d'acquisto dei propri risparmi o come forma di investimento, non per il commercio di tutti i giorni.
Inoltre lasciare il proprio oro in qualche deposito da qualche parte del mondo porta diversi dubbi a molti potenziali utilizzatori: e se la ditta che lo custodisce fallisce oppure ci froda e perdiamo tutto ? E se il governo decide di confiscarcerlo, o di rendere illegale il suo possedimento come già avvenuto in USA non troppo tempo fa ?
Potremmo farcelo spedire a casa ma con la difficoltà poi di doverlo custodire ed il rischio che ce lo possano rubare. Non è una cosa pratica, e solo pochi scelgono questa via.
Quindi seguire una tale strada diventa utile solo se le cifre in gioco sono abbastanza elevate, detto in altre parole la barriera d'ingresso a questo tipo di investimento è piuttosto alta e poco pratica per il piccolo risparmiatore che non dispone di capitali, che quindi rimane preda dell'inflazione.
L'oro è quindi un bene con straordinarie qualità, ma non è perfetto. Semplicemente non si è mai trovato di meglio.
Almeno fin'ora.

La tecnologia moderna e l'idea eccezionale di un misterioso ricercatore giapponese di nome Satoshi Nakamoto 1 ha permesso lo sviluppo di una moneta elettronica fortemente basata sulla crittografia che presenta una serie di qualità a dir poco incredibili.
Vediamone una rapida presentazione in questo simpatico filmato introduttivo:

 

Come brevemente descritto nel video le qualità principali di bitcoin sono le seguenti:
- gestione distribuita peer2peer: una vera elaborazione distribuita che non fa capo a nessun ente centrale. Questo permette di non dare a nessuno il potere di vita o di morte della moneta (come per l'oro)
- impossibilità di falsificazione: le proprietà della crittografia ci garantiscono che non sia possibile spendere una moneta più di una volta, e quindi di truffare gli altri utilizzatori
- scarsità: i bitcoin vengono "minati" dagli utenti della rete, ma la capacità di trovare nuove "monete" decresce con il passare del tempo e con il numero di monete già "scoperte". Si arriverà ad un punto dove non sarà più possibile creare nuova moneta. Questo protegge tutti i suoi utilizzatori dal rischio di inflazione
- facilità di scambio: i pagamenti, cioè il trasferimento di bitcoin da un utente all'altro avviene in maniera diretta attraverso la rete, e senza la necessità di intermediari come avviene usualmente (cioè le banche). Questo permette costi estremamente più bassi, oltre che una flessibilità maggiore. Compratori e venditori sono quindi avvantaggiati perchè non devono pagare commissioni che aumentano inutilmente il prezzo
- facilità d'implementazione: proprio per non richiedere necessariamente l'uso di intermediari, e grazie ai programmi già sviluppati (nonostante siano ancora in beta release), un sito e.commerce che volesse adottare questo mezzo di pagamento può farlo senza grandi complicazioni tecniche, senza costi, e senza contratti più o meno vincolanti con gli istituti di credito che normalmente regolano le transazioni economiche
- semplicità di custodia: è possibile tenere "in casa" il proprio danaro senza doversi forzatamente avvalere dei servizi di una banca (opzione che ovviamente rimane sempre disponibile).
Questo ci permette di essere liberi ed indipendenti, di non doverci per forza fidare di terzi e di non dare ad essi la possibilità di bloccare il nostro conto, prendere i nostri soldi, etc

In altre parole, potrebbe essere la moneta perfetta. - Ma può imporsi una tale radicale nuova moneta ?
Quello che è sicuro, è che non verrà mai proposta da nessun ente centrale che ha potere economico come gli stati o le banche, perchè è quanto di più contrario al loro interesse possa esistere.
Quindi semmai avremo inizialmente da parte loro una ostentata indifferenza, e nel caso il suo uso prendesse piede, una fortissima opposizione che potrebbe arrivare al tentativo di renderlo illegale. E la cosa non sarà facile vista la sua intrinseca natura distribuita.

I bitcoin infatti, come l'oro, mettono il potere economico nella mani delle singole persone, togliendolo agli enti centrali.
Se il suo uso prenderà piede dipenderà quindi esclusivamente da tutti noi: più persone decideranno di usarlo per inviare o ricevere pagamenti, più diventerà utile, e più il suo valore aumenterà.

Per quanto questa possibilità possa sembrare fantascientifica è interessante sapere che uno sparuto (ma non troppo) numero di persone ha già cominciato ad utilizzare questa nuova moneta, ed esistono già diversi strumenti per il suo sfruttamento 2, in particolare per la compravendita in diverse valute: Bitcoin Market 3, Mt. Gox 4, Bitcoin 4,  cash 5, Bitconent 6.

Esiste persino un servizio di nome Trade Bitcoin 7 permette di individuare persone fisicamente vicine a noi per scambiare denaro contante con questa nuova moneta elettronica.
E questo nuovo mercato ha permesso che i bitcoin abbiano già un valore, attualmente attestato a poco più di mezzo dollaro l'uno.

Chiaramente l'attuale volume di scambi estremamente limitato rende il valore dei bitcoin molto volatile, ma se il suo uso prende piede il suo valore potrebbe stabilizzarsi notevolmente e soprattutto, analogamente a quanto avviene per l'oro, potrebbe aumentare con il tempo per compensare la perdita di valore d'acquisto delle monete tradizionali come € o $ dovuta all'inflazione, cioè alla continua (e sempre maggiore) immissione di nuova valuta sul mercato attraverso gli usuali meccanismi come i famosi bailout, quantitative easing, etc

1 - Satoshi Nakamoto, l'inventore di bitcoin: en.bitcoin.it/wiki/Satoshi_Nakamoto
2 - Bitcoin Trade: en.bitcoin.it/wiki/Trade
3 - Bitcoin Market: bitcoinmarket.com/
4 - Mt. Gox, 24/7 Bitcoin Exchange: mtgox.com
5 - Bitcoin 4 cash: www.bitcoin4cash.com
6 - Bitconent: bitconent.co.cc
7 -  Trade bitcoin, bitcoin.local: fine local bitcoin traders in your area: tradebitcoin.com/about
8 - bitcoin, p2p virtual currency: http://www.bitcoin.org/
Tratto da: ilporticodipinto.it


Per gli aggiornamenti su questo Bitcoin:
vedi QUI: pare siano spariti 100 milioni di dollari....alla faccia delle sicurezza dei depositari....
http://www.huffingtonpost.it/2014/02/25/mtgox-bitcoin_n_4853750.html

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Esempio di Sovranita' Monetaria (in parte) - Il Venezuela è un esempio di sovranità nazionale, in tema di politica monetaria.
Ha adeguato
il valore della moneta alle proprie necessità: una moneta forte per le importazioni di prodotti di prima necessità, una moneta debole per le esportazioni.

Il bolivar, la moneta venezuelana, fino all’inizio di gennaio (2010) era cambiato con il dollaro ad un tasso fisso di 2,15 bolivares; ossia per comprare un dollaro erano necessari 2,15 bolivares. Da cinque anni il tasso di cambio bolivar-dollaro non veniva modificato.
All’inizio di gennaio, il governo venezuelano ha introdotto un cambiamento radicale, dopo mesi di dibattito se fosse più conveniente un bolivar forte o un bolivar debole (e quindi svalutare) le autorità venezuelane sono arrivate, di fatto, alla conclusione che era meglio adottare entrambe le soluzioni.

Nel caso venezuelano è improprio parlare di svalutazione, ma è necessario parlare di adeguamento, perchè in concreto si è adeguato il valore della moneta nazionale alle differenti situazioni: una moneta forte per i prodotti importati ed una moneta debole per le esportazioni. Prima di analizzare il caso venezuelano, cerchiamo di spiegare quando conviene una moneta forte e quando conviene una moneta debole.
Prendiamo come esempio (1 ) due monete e le rispettive aree di circolazione: il dollaro, la moneta degli Stati Uniti e l’Euro, che circola nei paesi europei che l’hanno adottato. Per semplificare la spiegazione, al fine di far comprendere più facilmente i concetti, poniamo che le due monete siano in rapporto di parità, ossia un dollaro equivale ad un euro. Poi poniamo, che nel trascorso di un anno, l’euro si rafforza, passando dall’iniziale parità ad un ipotetico rapporto di uno a due, ossia per un euro occorrono due dollari e viceversa per un dollaro è sufficiente mezzo euro.

1.   I vantaggi e gli svantaggi di una moneta forte
Un cittadino europeo, che si recasse in Usa con in tasca gli euro avrebbe l’impressione che tutto fosse più economico del 50%, rispetto ad un ipotetico viaggio compiuto l’anno prima, quando vi era la parità. Anche i beni importati dagli Usa apparirebbero estremamente convenienti, perchè in pratica costerebbero la metà rispetto a quando vi era la parità.
Dunque la moneta forte ha grossi vantaggi quando si importa o quando ci si reca all’estero. Ovviamente ci sono anche gli svantaggi. Una impresa europea che esporta i propri prodotti fuori dell’Europa avrebbe seri problemi con una moneta cosi forte: i suoi prodotti costerebbero il doppio e di conseguenza andrebbe probabilmente incontro ad una crisi.
Chi acquistava quei prodotti, magari decide di non acquistarli perchè diventati troppo cari, essendo il prezzo raddoppiato. Per esempio un’auto europea del costo di 10.000 euro, che al momento della parità euro-dollaro valeva 10.000 dollari, un anno dopo pur continuando ipoteticamente a costare 10.000 euro, in dollari il prezzo diventerebbe 20.000; di conseguenza uno statunitense non sarebbe più tanto propenso ad acquistare tale un proveniente dall’Europa. Con un euro così forte, l’impresa europea esportatrice andrebbe incontro a dei problemi.

2.   Gli svantaggi ed i vantaggi di una moneta debole
Analizzando l’altro lato, quello della moneta debole, ne risulterebbe un primo svantaggio nel momento in cui si importano i prodotti. Di fronte ad una svalutazione del 100%, come nel caso dell’esempio, un prodotto che prima costava un euro, quindi inizialmente un dollaro, dopo l’indebolimento (la svalutazione del 100%) costerebbe due dollari.
Per coloro che invece esportano all’estero un indebolimento della moneta rappresenta un vantaggio. Ad esempio, il produttore di auto che esporta le proprie auto in Europa avrebbe grandi vantaggi. Se il prezzo dell’auto è ad esempio 10.000 dollari, al momento della parità con l’euro, quell’auto sarebbe costata 10.000 euro; dopo la svalutazione, quell’auto continua ipoteticamente a costare 10.000 dollari, ma quando l’auto arriva in Europa i 10.000 dollari equivalgono adesso a 5.000 euro.
Aumenterebbe sicuramente la domanda di quell’auto. Risultato: per questa impresa esportatrice, la svalutazione, ossia la moneta debole, è un vantaggio.

3.   Meglio una moneta forte o una moneta debole ?
In conclusione: meglio una moneta forte o una moneta debole? Dipende dalla situazione del paese: un paese fortemente dipendente dall’estero, che quindi importa molto, preferisce una moneta forte; al contrario se un paese è orientato all’esportazione sicuramente preferisce una moneta debole.

La realtà, ovviamente è molto piu’ complessa. Basti pensare al caso italiano: un paese privo di materia prime, quindi è un forte importatore ed in questo caso sarebbe conveniente una moneta forte; ma, dall’altro lato l’Italia è (o forse sarebbe meglio dire era) un paese famoso nel mondo per il “made in Italy” che appunto esporta (o esportava) in tutto il mondo prodotti dell’alta moda e tecnologia; inoltre, l’Italia è un paese dove il turismo ha una grossa importanza. Di conseguenza essendo un paese che vive di turismo e che esporta molto, potrebbe essere più conveniente una moneta debole, per poter attirare visitatori stranieri ed aumentare le esportazioni.

Nel caso specifico dell’Italia le porte sono chiuse, in quanto ormai le decisioni non spettano più all’Italia, ma all’Europa. Ovviamente l’essere entrati in Europa ha comportato dei vantaggi, magari non per tutti. In ogni caso entrando in Europa ha rinunciato alla possibilità di decidere autonomamente se adottare, in base alle necessità, una moneta forte o debole. A parte il caso italiano (o di un qualsiasi altro paese che ha adottato l’euro), altri paesi, come il Venezuela, hanno la possibilità di scegliere se adottare una moneta forte o debole.

Come abbiamo visto proprio per il caso italiano, invece di scegliere se adottare una moneta forte o debole, sarebbe molto più conveniente avere allo stesso tempo una moneta forte quando si importa e debole quando si esporta. E’ possibile adottare una moneta forte ed allo stesso tempo una moneta debole? Il caso venezuelano ci dice che è possibile. Infatti, all’inizio di gennaio del 2010 il governo venezuelano ha adeguato il valore della sua moneta a seconda delle necessità.

4.   La situazione venezuelana
Il Venezuela è un paese che si trova in una situazione particolare, la cui economia è strettamente connessa alle materia prime, in particolare al petrolio, di cui possiede la più grande riserva accertata del mondo: 314.000 milioni di barili estraibili, un terzo di tutte le riserve petrolifere esistenti al mondo, oltre ad un altro milione di milioni di barili, che al momento, con la tecnologia umana esistente, non è possibile estrarre o non sarebbe conveniente, derivando un costo di estrazione enormemente superiore a qualsiasi prezzo di mercato del petrolio attualmente esistente.

In sostanza il Venezuela è un paese esportatore di materia prime; allo stesso tempo è un grande importatore di qualsiasi altro prodotto, in particolare dei prodotti alimentari e di tutti quei beni di prima necessità, legati alla salute ed alla medicina. L’opera del governo venezuelano in questi anni è stata finalizzata ad incrementare la produzione locale, soprattutto in campo alimentare, e pur riuscendo ad incrementarla, l’autosufficienza è ancora ben lontana e quindi continua ad essere un paese importatore.

Fino al 2008 aveva vissuto di grandi entrate economiche derivanti dall’esportazione del petrolio (oltre 3 milioni di barili al giorno), che come è noto aveva raggiunto prezzi altissimi, fino a 100/150 dollari al barile. Di conseguenza, con quelle entrate non aveva problema ad importare il resto dei prodotti.

Nell’ultimo trimestre del 2008, in seguito alla crisi economica mondiale, il prezzo del petrolio inizia a scendere, fino a toccare nel 2009 i 30 dollari. Se la Opec, di cui il Venezuela è uno dei principali paesi membri, non avesse deciso un drastico taglio alla produzione, il prezzo sarebbe continuato a scendere. Oggi, grazie a quella decisione di tagliare drasticamente la produzione, il prezzo si è stabilizzato attorno ai 70/80 dollari, che rappresenta pur sempre la metà del prezzo che aveva raggiunto a metà 2008. La caduta del prezzo del petrolio ed il forte taglio alla produzione (del 25%) necessario a stabilizzare il prezzo hanno determinato per il Venezuela grosse riduzioni in termini di entrate valutarie.

Il governo ha risolto il problema adeguando il prezzo della sua moneta alle proprie necessità. Fino al 7 gennaio, come visto, il cambio del bolivar col dollaro era fissato a 2,15. A partire da quella data ha fissato il cambio per i prodotti di prima necessità (settore agricolo, alimentare, salute e pensioni) a 2,60, ossia ha svalutato la propria moneta del 20% circa. Allo stesso tempo ha introdotto quello che ha chiamato il “dollaro petrolifero”, il cui cambio è stato fissato a 4,30, ossia rispetto al cambio anteriore, in questo caso il bolivar si è svalutato del 100%. Tale cambio si applica per i prodotti petroliferi ed in genere per tutte le materie prime di cui il Venezuela è grande esportatore, oltre ai prodotti che non rientrano tra quelli di prima necessità (per esempio le auto).

5.   I benefici di questa politica monetaria
Dopo questo adeguamento, per ogni dollaro che entra quale conseguenza della vendita del petrolio, incassa 4,30 bolivares; per ogni dollaro necessario ad acquistare all’estero prodotti di prima necessità sborsa 2,60 bolivares. Si intuisce l’enorme beneficio. Grazie a questo adeguamento, sono raddoppiati gli ingressi in bolívares. Con questa quantità di soldi che si ritrova in più ha potuto adottare una serie di strumenti atti, da un lato ad acquistare maggiori prodotti di prima necessità, dall’altro ad aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, sostanzialmente aumentando gli stipendi.

Il salario minimo, il cui importo è stabilito per legge, è stato aumentato per quest’anno del 25%; i salari delle altre categorie sono stati adeguati in maniera differente e comunque superiore a quello del salario minimo. Ad esempio il salario dei medici è stato aumentato del 40%. A proposito dello stipendio dei medici, proprio grazie a questi introiti extra, è stato finalmente possibile eliminare le disparità esistenti tra i vari medici, che prendevano uno stipendio differente a seconda che lavorassero in ospedale, o in ambulatorio, in città, o in campagna, ecc… Si sono eliminate queste differenze e lo stipendio è stato uniformato allo stipendio più alto esistente nella categoria. Dunque, lo stipendio della categoria medica che prendeva il salario più alto è stato aumentato del 40%; lo stipendio del medico che non rientrava in quella categorie, ha visto aumentare gli ingressi fino al 100%.
Altro esempio: i lavoratori del settore educativo probabilmente vedranno aumentarsi lo stipendio del 30%.

Il salario minimo in Venezuela, a cui è agganciata anche la pensione sociale, è oggi il più alto in assoluto in America Latina: sfiora i 500 $; a questa somma vanno aggiunti altri benefici: i buoni alimentazione; l’equivalente della nostra tredicesima, pagata a Natale, che per i lavoratori a salario minimo equivale a due mensilità extra, per gli altri lavoratori varia in funzione dell’anzianità; ad agosto è previsto un buono per le vacanze, equivalente a due mensilità extra. In sostanza un lavoratore con stipendio minimo ed i pensionati sociali al minimo, hanno uno stipendio annuo non inferiore ai 10.000 dollari, al cambio di 2,60 bolivares per dollaro. Negli ultimi dieci anni l’aumento del salario minimo è stato del 500%, praticamente doppio rispetto al costo della vita, all’inflazione registrata nello stesso periodo.

Oltre ai benefici diretti derivanti dagli aumenti salariali, in questi anni sono intervenuti altri benefici per i lavoratori: la gratuità dell’assistenza medica e la gratuità dell’educazione, fino ai massimi livelli di studio, ossia all’università ed agli studi post-universitari.
Anteriormente era tutto a pagamento e le classi più povere erano totalmente escluse. Alla fine dello scorso decennio, in Venezuela il 70% della popolazione viveva in stato di povertà; ed il 35% versava nella miseria estrema. Oggi la miseria estrema è quasi del tutto scomparsa e la povertà è stata ridotta fortemente e probabilmente molto presto sarà solo un ricordo del passato.
Tratto da: forum.nexusedizioni
vedi anche: www.marra.it + http://marcodellaluna.info

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USA - Ripristinare la sovranità economica - 4 aprile 2011 - By Ellen Brown (webofdebt.com) - Fonte: comedonchisciotte.org
E' quello che stanno facendo in questo preciso istante 7 stati USA (Oregon, Washington, Maryland, Illinois, Virginia, Massachusetts e Hawaii), che stanno promuovendo concretamente una normativa che preveda espressamente la proprietà statale delle banca centrale di emissione.

"E l'ora di dichiarare la sovranità economica dalle banche multinazionali che sono responsabili di gran parte della nostra crisi economica attuale. Ogni anno inviamo oltre un miliardo di dollari di dollari dei contribuenti dell’Oregon a banche estere e multinazionali sotto forma di depositi, solo per vedere che il denaro è investito altrove. È il momento di mettere i nostri soldi a lavorare per gli abitanti dell'Oregon "Rispondendo ad un bisogno non soddisfatto per il credito alle amministrazioni locali, alle imprese e ai consumatori locali, tre stati nel mese scorso hanno prfesentato degli atti per l’introduzione di banche di proprietà statale - Oregon, Washington e Maryland – unendosi a Illinois, Virginia, Massachusetts e Hawaii per portare il numero totale a sette.
Mentre Wall Street riporta profitti da record, le banche locali si dibattono, il credito per le piccole imprese e dei consumatori rimane contratto, ed i governi locali sono in bilico sulla bancarotta. Si parla addirittura di consentire a governi statali di presentare istanza di fallimento, qualcosa che la legislazione vigente vieta. Il governo federale e la Federal Reserve sono riusciti a trovare miliardi di dollari per puntellare le banche di Wall Street che hanno precipitato la crisi del credito, ma non hanno esteso questa generosità per i contribuenti e le amministrazioni locali che sono stati costretti a pagare il conto.

Nel mese di gennaio, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha annunciato (1) che la Fed aveva escluso un piano di salvataggio della banca centrale per i governi statali e locali. Il deficit di bilancio di Stato collettivo per il 2011 è previsto a 140 miliardi di dollari, solo l'1% dei 12.300 miliardi dollari (2) la Fed è riuscita a raggranellare tra liquidità, prestiti a breve termine, e altre condizioni finanziarie per salvare Wall Street. Ma il presidente Bernanke ha detto che la Fed è limitata per statuto dal comprare il debito del governo municipale con scadenza di sei mesi o meno che sia direttamente assistito da imposte o altre entrate assicurate, una forma di debito che rappresenta meno del 2% del mercato globale municipale. I governi statali e municipali, a quanto pare, sono in proprio. (3)
Di fronte all’inazione federale e alla crescente crisi di bilancio locale, un numero crescente di Stati stanno valutando la possibilità di creare proprie banche di proprietà dello Stato, seguendo il modello del North Dakota, l'unico Stato che sembra essere sfuggito indenne alla crisi del credito. La Banca del Nord Dakota (BND) vecchia di 92 anni, attualmente l'unica banca di proprietà statale degli Stati Uniti, ha contribuito a evitare al North Dakota i disastri che incombono sui bilanci di altri Stati. Nel 2009, il North Dakota esibiva il maggiore avanzo di bilancio che avesse mai avuto. La BND contribuisce a finanziare non solo il governo locale ma anche banche e imprese locali, mettendo a disposizione i fondi per i prestiti alle banche commerciali di sostegno al credito delle piccole imprese.
Nell'ultimo mese, tre Stati hanno introdotto atti per le banche di proprietà statale, secondo il modello del Nord Dakota.
L'11 gennaio, un disegno di legge per istituire una banca di proprietà statale è stata introdotta nella legislatura dello Stato dell’Oregon (4); Il 13 gennaio, un disegno di legge simile è stato introdotta nello Stato di Washington (discusso in un precedente articolo (5)) E il 4 febbraio, un simile atto è stato introdotto nella legislatura del Maryland (6) per uno studio di fattibilità. Essi si uniscono a Illinois (7), Virginia (8), Hawaii (9) e Massachusetts (10), Che hanno introdotto atti analoghi nel 2010.
Ampio sostegno
Le proposte di legge sono ampiamente sostenute da proprietari di piccole imprese. Il Seattle Times ha segnalato (11) il 3 febbraio che il 79% di 107 imprenditori interpellati dalla Main Street Alliance di Washington, ha sostenuto la proposta di legge dello Stato di Washington. Più della metà ha dichiarato di aver sperimentato una stretta del credito d'affari, e tre quarti di coloro hanno detto che potrebbero creare nuovi posti di lavoro se le loro esigenze di credito fossero soddisfatte. Un sondaggio condotto dalla Main Street Alliance dell’Oregon ha prodotto risultati simili (12). La loro indagine, che ha riguardato 115 aziende in 28 comuni, ha scoperto che due terzi dei piccoli imprenditori avevano ritardato o cancellato espansioni a causa di problemi di credito, al 41 per cento era stato negato il credito; e il 42 per cento avevano visto le loro condizioni di credito peggiorate. Tre quarti degli imprenditori intervistati ha sostenuto la proposta di legge dell'Oregon.
A sostenere l'idea (13) di una banca di proprietà statale è anche il tesoriere dello Stato dell’Oregon Ted Wheeler, con questa versione: egli pensa che l’Oregon può sbloccare una capacità supplementare di prestito in collaborazione con le istituzioni esistenti creando una banca "virtuale". Lo Stato non avrebbe bisogno di costruire nuovo banche di cemento e mattoni che richiedono centinaia di nuovi dipendenti al loro servizio. I nuovi strumenti procurati allo Stato per essere una "banca" potrebbero essere organizzati in modo rapido ed economico attraverso una cornice che lui chiama una "banca virtuale di sviluppo economico". In un editoriale (14) pubblicato su Oregonlive.com il 9 febbraio, ha scritto:
Questo nuovo modello dovrebbe consolidare i vari programmi di prestito per lo sviluppo economico dell'Oregon, e consentire al governo dello Stato di intervenire come partecipante a nuovi prestiti, il che contribuirà a garantire a qualificati cittadini dell'Oregon ulteriori finanziamenti. Abbiamo anche strumenti di investimento strategico, quali l’Oregon Growth Account che potrebbero essere meglio utilizzati come parte di questo quadro.

Le banche "creano" soldi dal NULLA, sfruttando il loro capitale (15) nei prestiti. Ad una esigenza patrimoniale dell'8%, possono attirare capitale con un fattore di dodici, purché in grado di attrarre depositi sufficienti (raccolti o presi in prestito) per eliminare i controlli in uscita. Gli Stati danno via questo potere di leveraggio quando hanno messo i loro depositi nelle banche di Wall Street e investito lì i loro capitali.
I governi statali e municipali hanno asset dappertutto riposti in fondi separati per i tempi di congiuntura sfavorevole, che sono in gran parte investiti in banche di Wall Street per un rendimento molto modesto.
Allo stesso tempo, gli Stati prendono in prestito da Wall Street a tassi d'interesse molto più alti e devono preoccuparsi di cose come il rating, le tasse in ritardo, e swap su tassi di interesse, che hanno dimostrato di essere investimenti molto buoni per Wall Street e investimenti molto cattivi per i governi locali.
Consolidando la loro attività nelle proprie banche di proprietà statale, i governi statali e locali sono in grado di sfruttare i propri fondi per finanziare le proprie operazioni, e possono fare questo in sostanza senza interessi, dal momento che possiedono la banca e avranno indietro gli interessi.
La BND ha contribuito per più di 300 milioni di dollari alle le casse dello Stato negli ultimi dieci anni, un risultato notevole per uno Stato con una popolazione che è meno di un decimo della dimensione della Contea di Los Angeles.

Il crescente movimento per stabilire la sovranità economica locale attraverso le banche di proprietà statale è stata un'iniziativa popolare che è cresciuta spontaneamente in risposta a bisogni non soddisfatti per il credito locale. In Oregon, la spinta è venuta da un gruppo di volontariato attivo chiamato Oregonians for a State Bank (16) in collaborazione con il Working Families Party (17)A Washington, un ruolo importante è stato svolto dal Main Street Alliance, un progetto dell’Alliance for a Just Society (Ex NWFCO) (18).
Il principale difensore legislative nello Stato di Washington è il Repubblicano Bob Hasegawa. In Maryland, la campagna è stata avviata dal Center for State Innovation (CSI) (19), con sede nel Wisconsin, in collaborazione con il Service Employees International-Union (SEIU) (20) e la Progressive States Network.
Il Progressive Maryland (21) è un sostenitore di primo piano delle ONG. Analisi dettagliate delle iniziative nello Stato di Washington e dell’Oregon e dei loro benefici previsti sono stati effettuati da CSI (22).
Per gli sforzi di base in altri Stati e per le petizioni che possono essere firmate,
vedere: http://publicbankinginstitute.org/state-info.htm . (23)
Ellen Brown è un avvocato e presidente del Public Banking Institute. Ha scritto undici libri, Tra cui Web of Debt: The Shocking Truth About Our Money System and How We Can Break Free (2010). (La ragnatela del debito: la scioccante verità sul nostro sistema monetario e come liberarsene)
Fonte:  http://webofdebt.wordpress.com/2011/02/16/restoring-economic-sovereignty-the-push-for-state-owned-banks/
16.02.2011
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Ettore Mario Berni
NOTE:
1) http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704739504576067602380461160.html 
2) http://www.thenation.com/print/blog/156794/feds-backdoor-bailout-provided-33-trillion-loans-banks-corporations
3) http://www.webofdebt.com/articles/nobailout_mainstreet.php
4) http://www.leg.state.or.us/11reg/measures/hb2900.dir/hb2972.intro.html
5) http://www.webofdebt.com/articles/washington_state.php
6) http://mlis.state.md.us/2011rs/billfile/SB0789.htm
7) http://www.ilga.gov/legislation/billstatus.asp?DocNum=5476&GAID=10&GA=96&DocTypeID=HB&LegID=50515&SessionID=76
8) http://lis.virginia.gov/cgi-bin/legp604.exe?101+sum+HJ62
9) http://www.capitol.hawaii.gov/session2010/lists/measure_indiv.aspx?billtype=HCR&billnumber=200
10) http://www.patriotledger.com/business/x1415786998/Governor-misses-deadline-on-commission-for-state-owned-bank
11) http://seattletimes.nwsource.com/html/opinion/2014123871_guest04lanza.html 
12) http://www.oregonlive.com/business/index.ssf/2011/01/small_business_owners_back_sta.html
13) http://www.youtube.com/watch?v=GTVeVu4Iqb0&feature=player_embedded#at=530  
14) http://www.oregonlive.com/opinion/index.ssf/2011/02/hy_creating_a_virtual_state_ba.html
15)
http://www.jdoqocy.com/click-4172469-10449968?sid=hqlklta13x7a&url=http%3A%2F%2Fwww.entrepreneur.com%2Ftradejournals%2Farticle%2F201865756.html
16) http://oregoniansforastatebank.org/take-action/
17) http://action.oregonwfp.org/p/dia/action/public/?action_KEY=847
18) http://allianceforajustsociety.org/
19) http://www.seiu.org/splash/
20) http://www.progressivemaryland.org/page.php?id=268

21) http://publicbankinginstitute.org/state-info.htm

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Ma cos’è esattamente l’usura ? È il denaro ricavato dal mero utilizzo del denaro.
Ed Ezra Pound, da annoverare tra i grandi uomini del ‘900, bollava impietosamente taluni governi di servilismo e di sottomissione al signoraggio sulla moneta esercitato dal sistema bancario privato e dalle banche centrali da questo controllate.
Una ragnatela speculativa dove l’esclusivo interesse privato strangola la sovranità politica e monetaria degli stati nazionali e l’autodeterminazione dei popoli.
Tale sistema perverso nasce in Inghilterra ad opera dello scozzese William Paterson, mercante, avventuriero e banchiere.
Il 27 luglio 1694 Paterson ottiene dal sovrano protestante Guglielmo III d’Orange (al potere dal 1689 come re d’Inghilterra, Irlanda e Scozia dopo la deposizione di suo zio Giacomo II, cattolico.
Ancora oggi l’oppressione “orangista”, incentivata e protetta da Londra, contro i cattolici repubblicani d’Irlanda è oggetto di funesta cronaca quotidiana) l’autorizzazione ad operare come banchiere ufficiale del regno.
Fonderà la Banca d’Inghilterra, prima banca di emissione privata, che godrà così del privilegio di emettere moneta da prestare ad usura allo Stato (il primo prestito al governo inglese ammonterà a 1.200.000 sterline).
Nella sua memorabile sentenza: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla” vi è racchiuso il nucleo ideologico del significato di signoraggio sulla moneta.
È, quindi, a partire da tale data che i governi perderanno la loro sovranità economica e il potere di emettere moneta sarà delegato ad una banca privata.
Non faranno ovviamente eccezione gli Usa, che nonostante l’indipendenza dalla madrepatria proclamata con la famosa dichiarazione del 4 luglio 1776, saranno sempre soggetti all’usurocrazia monetaria della Federal Reserve, divenendo ben presto il braccio armato del liberismo mondialista.
Con due eccezioni, però, anche se di breve durata per la tragica sorte toccata a chi osò andare controcorrente: Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy (NdR: tutti e due Assassinati.....)
Tuttavia, ad onor del vero, già Thomas Jefferson, al tempo in cui ricopriva la carica di segretario di Stato durante la presidenza di George Washington, si era fermamente opposto al progetto di fondazione di una banca centrale privata (la First Bank of the United States) caldeggiato dall’allora ministro del Tesoro Alexander Hamilton.
Personaggio ambiguo e contraddittorio (in origine sosteneva esattamente l’opposto, e cioè che la cosa pubblica non potesse essere delegata ad una banca privata poiché questa tutelava esclusivamente i propri interessi), l’Hamilton fu accusato di essere strumento dei banchieri internazionali, probabilmente in combutta con i Rothschild, che proprio in quel periodo, per bocca del fondatore della dinastia, l’ebreo askenazita Mayer Amschel, memore forse della succitata celebre frase del suo predecessore scozzese, aveva sentenziato:
“Lasciate che io emetta e controlli il denaro di una nazione e non mi interesserò di chi ne formula le leggi”.
Come siano andate poi le cose per il XVI e XXXV presidente Usa è cosa tristemente risaputa.
Lincoln sosteneva che il privilegio dell’emissione della moneta dovesse essere prerogativa esclusiva del governo e che il denaro da padrone sarebbe dovuto diventare servitore dell’umanità.
L’applicazione pratica di tali principi portò all’emissione di banconote non gravate dagli interessi da corrispondere ai banchieri privati. Il 15 aprile 1865 Lincoln veniva assassinato in un palco del teatro di Washington.
Stessa sorte, cento anni dopo, toccava a Kennedy, il quale, cinque mesi prima del suo assassinio, aveva firmato l’ordine esecutivo n. 11110 con il quale il governo aveva il potere di battere moneta dietro copertura argentea.
Anche in questo caso lo Stato non pagava più gli interessi alla banca di emissione privata.
Un duro colpo al signoraggio bancario che si infranse il 22 novembre 1963. Da allora nessun altro presidente Usa si è più arrischiato a sfidare i Signori del denaro.
By Salvatore Maiorca