Privatizzazioni:
facciamo nostra mia la definizione dell’avvocato
Marco della Luna - autore dell’ottimo libro “Euroschiavi”
- sulla strategia, quella vera, delle
privatizzazioni.
"Sul piano più
superficiale le privatizzazioni sono operazioni
patrimoniali con cui lo Stato vende beni propri,
pubblici, comperati o costruiti con i soldi dei
cittadini, a soggetti privati, al fine di
procurarsi denaro (…). Tali operazioni di
vendita sono sovente
"operazioni di svendita" in favore di
gruppi imprenditoriali che in cambio
"sostengono", in tutti i sensi, gli uomini e i
gruppi politici che le eseguono. (…)
La
politica dei governi italiani
(sia di destra che
e soprattutto di sinistra, NdA) si è rivolta
alla cessione e allo smantellamento delle
imprese (…). Le cessioni e gli smantellamenti
sono andati a beneficio di gruppi non solo
privati, ma anche e soprattutto stranieri (Lobbies
bancarie internazionali, NdA) (…)
In
un mondo dove già la maggior parte delle risorse
naturali è nelle mani di cartelli come l’Opec,
lo Stato, anzi i politici
(servi dei
banchieri, NdA) privatizzano anche imprese
mono od oligopolistiche, soprattutto eroganti
servizi vitali per la collettività: energia (Enel,
presto Eni), trasporti (Autostrade),
telecomunicazioni. (…) La giustificazione
addotta a queste operazioni è quella che la
gestione privata consentirà risparmi di denaro
pubblico e migliori servizi a minor costo grazie
alla concorrenza e alla logica aziendale. Non è
esattamente questo, però, che abbiamo ottenuto.
Anzi, mentre i conti degli enti pubblici
interessati rimangono critici, vediamo molti
servizi peggiorare qualitativamente e
quantitativamente, a fronte di un rincaro di
costi e tariffe.
Vediamo una crescente esterizzazione del
capitale (che finisce sempre all’estero, e
sempre nei stessi posti, NdA)
di queste società di diritto privato. Vediamo le
nomine ai loro vertici sempre più legate al
peggiore clientelismo, anziché al merito".
Commento (NdR):
Esemplare è il caso in Italia della Telecom dove
il merito della classe dirigente è di essere
riuscita a creare una voragine di 41,3 miliardi
di euro (circa 80mila miliardi delle vecchie
lire!)
....News sulla Banca
d'Italia:
L’ultimo grande furto
ai danni degli ignari italiani: BANKITALIA: “Ciò
che sta accadendo senza che nessuno lo sappia” -
Gennaio 2014
Riportiamo quanto pubblicato nel profilo
facebook dell’europarlamentare Marco Scurria,
già noto al nostro blog per essersi
più volte battuto per la proprietà della moneta.
Invitiamo pubblicamente tutti alla divulgazione di
questo articolo e di tutti gli altri presenti sulla
rete (tra cui questo post di Lucio di Gaetano nel
blog beppegrillo.it)
che informano sulla vicenda della svendita di
Bankitalia.
L’ultimo grande furto ai danni degli ignari
italiani.
By Marco Scurria
Nei
prossimi giorni la Camera dei Deputati è chiamata a
dare il parere definitivo al Decreto Legge di Letta
e Saccomanni emanato dal Consiglio dei Ministri lo
scorso 27 Novembre, proprio mentre le telecamere dei
media di tutto lo Stivale erano concentrate sulla
decadenza da Senatore della Repubblica di Silvio
Berlusconi. Il DL va a modificare l’assetto
dei proprietari della Banca Centrale Italiana,
oggi in mano ai maggiori cartelli finanziari
operanti nel Belpaese, tra cui Intesa San Paolo,
Unicredit e Assicurazioni Generali.
Continua QUI:
Banca Italia
Video da visionare per comprendere il
meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di
questi
CRIMINALI a livello mondiale !
L’ IRLANDA
COMINCIA A STAMPARE EURO, con l'autorizzazione
della BCE
La Banca Centrale Irlandese, eludendo i
meccanismi ordinari, ha stampato più di 40.000
milioni negli ultimi mesi, il 25% del suo PIL.
Sta succedendo qualcosa d'insolito nell'Unione
Monetaria. La Banca Centrale irlandese
sta stampando denaro per facilitare linee di
credito (prestiti a breve termine) che
mantengano in piedi il suo sistema finanziario.
Da settimane, l'organismo monetario offre
liquidità alle banche del paese, eludendo i
meccanismi tradizionali per questo tipo di
operazioni dell'Unione Monetaria, attraverso
cioè la Banca Centrale Europea (BCE).
Il programma chiamato "emergency
liquidity assistance" permette alla Banca
Centrale Irlandese di iniettare denaro senza
passare per la BCE. Così, sotto l'epigrafe "other
assets" (altri attivi), l'organismo ha prestato
al sistema finanziario nazionale un totale di
51.094 milioni di euro alla fine del 2010, con
un incremento di 40.000 milioni di euro nei soli
ultimi tre mesi.
Questo significa stampare in denaro
l'equivalente del 25% del PIB irlandese, stimato
in circa 160.000 milioni di euro, una cifra
iniettata direttamente dalla Banca Centrale nel
suo sistema attraverso la concessione di
prestiti "d'emergenza" al proprio sistema
bancario in cambio di attivi-spazzatura che, in
teoria, dovrebbero servire da garanzia. In
realtà, questi crediti non sono né coperti da
Buoni di Stato né si tratta di prestiti della
BCE, ma un'iniezione diretta della Banca
Centrale d'Irlanda.
L'Irlanda agisce comunque con l'autorizzazione
della BCE. Un portavoce dell'organismo monetario
europeo ha ammesso, in effetti, che la Banca
Centrale d'Irlanda sta creando il denaro
necessario da prestare alla propria banca,
eludendo il tradizionale finanziamento che
concede l'organismo presieduto da Jean Claude
Trichet. In pratica, ha riferito il portavoce,
l'organismo irlandese può creare i propri fondi,
se lo considera necessario, a condizione di
notificarlo alla BCE.
L'Irlanda stampa denaro
Secondo fonti interne alla BCE si tratta di
somme irrilevanti, "senza importanza sistemica".
Una strana affermazione, se si considera che
valutando in prospettiva i 40.000 nuovamente
creati, l'Irlanda ha stampato in soli tre mesi
l'equivalente di 3,5 bilioni di dollari negli
Stati Uniti per conto della Riserva Federale (FED).
La Banca Centrale d'Irlanda sostituisce così in
parte il finanziamento straordinario che presta
da tempo la BCE alle banche della zona euro con
un interesse dell'1% in cambio di una serie di
attivi di qualità come garanzia di tali crediti.
Il problema delle banche irlandesi, tuttavia, è
che il volume degli attivi sani, capaci cioè di
essere presentati come garanzie accettabili alla
BCE, si è ridotto drasticamente. In realtà, il
recupero dell'Irlanda precipitò esattamente per
questa situazione,
poiché fu proprio la BCE che pretese la
richiesta d'aiuto da parte di Dublino, dopo
essersi mostrata reticente ad accettare
ulteriormente il suo debito.
Il finanziamento della BCE
Per la prima volta nella sua storia,
la BCE è stata così obbligata ad aumentare il
proprio capitale , in seguito al
peggioramento del suo bilancio dopo aver
accettato degli attivi di dubbia qualità per
prestare denaro (debito pubblico dei PIIGS, e
specialmente Irlanda e Grecia, il cui rating è
stato valutato a livello di buoni-spazzatura).
I prestiti della BCE alla Banca
d'Irlanda passarono dai 95.000 milioni di euro
dell'agosto scorso al record di 136.000 milioni
di novembre, nel momento della crisi irlandese.
Stranamente, per la prima volta dal gennaio
2010, il dicembre scorso il finanziamento della
BCE scese a 132 milioni (4000 in meno rispetto a
novembre). In realtà questa riduzione è stata
più che compensata dalla linea "d'emergenza"
della Banca Centrale d'Irlanda che, infatti,
aumentò di 6400 milioni nel mese di dicembre,
per un totale di 51.000 milioni di euro.
In questo modo, se al debito di 132.000 milioni
che accumula il sistema bancario irlandese con
la Bce si sommano i 51.000 milioni della Banca
Centrale d'Irlanda, risulta che il sistema
finanziario celta si sostiene sull'aria, grazie
a una liquidità straordinaria di 183.000 milioni
di euro, ciò che equivale al 110% del PIB
irlandese.
Fuga dei capitali
Questi crediti si stanno usando per permettere
alle banche irlandesi di pagare i loro creditori
(evitando così la bancarotta) e compensare,
nello stesso tempo, la
drastica fuga di capitali che sta soffrendo
da mesi il sistema.
Solo nel mese di novembre, per esempio, si stima
che il totale dei capitali ritirati dalle banche
raggiunse i 27.000 milioni di euro (il 5,4% del
totale). Il volume totale dei depositi è
diminuito annualmente di un 15, 1%, mentre
quello dei non residenti si è ridotto del 28,6%.
Questa tendenza non ha smesso d'aggravarsi.
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"Questa è una storia dell'orrore:
mostra lo stato catastrofico del sistema
bancario irlandese", ha dichiarato
Tim Congdon dell'International Monetary
Research "Le banche hanno chiesto un prestito
totale di 183.000 milioni, cioè il 110% del PIB;
hanno bruciato il proprio capitale e una buona
parte dei depositi: tutto questo si accumulerà
sul debito nazionale."
La BCE, ed ora anche la Banca Centrale
d'Irlanda, prestano soldi alle banche irlandesi
in cambio di attivi che nessuno vuole, prova
inequivocabile che il sistema è fallito e che le
perdite ricadranno sul contribuente irlandese,
ed anche europeo.
Altra questione è quella della
pressione inflazionista che si potrebbe generare
nella zona euro se questa stampa artificiale di
denaro da parte della Banca Centrale d'Irlanda
si estendesse ad altri paesi.
L'Irlanda, inoltre, che
sta vivendo una profonda crisi politica , ha
sollecitato a Bruxelles una riduzione
dell'interesse richiesto dall'UE e dall'FMI per
pagare il riscatto del paese. Brian Lanihan,
ministro delle finanze, ha dichiarato che
chiederà ufficialmente questa riduzione. Secondo
Dublino, l'interesse del 5,8% fissato per
l'Irlanda è troppo alto. Il ministro vuole
infatti "negoziare un miglioramento del tipo di
interesse" per migliorare le condizione
accordate al riscatto.
By Manuel Llamas - Fonte:
www.libertaddigital.com
Link:
http://www.libertaddigital.com/economia/irlanda-se-salta-a-trichet-y-comienza-a-imprimir-euros-por-su-cuenta-1276412160/
Traduzione per comedonchisciotte.org, a cura di
Mario Sei
vedi: Signoraggio
+ Simec
+
DENARO
MONDIALE
- "DEBITO
PUBBLICO"