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Gli
Stati Uniti così non sono una Nazione generica ma una Nazione che sta
sotto un segno preciso, quello del commercio armato. Questo è il suo
genio, la fonte delle sue fortune.
Il segreto del successo americano sta nel fatto di avere sempre
assecondato sin dall'inizio tale inclinazione, con
efficienza e coerenza, senza lasciarsi distrarre da niente.
L'organizzazione politica fu scelta per poter praticare il commercio
armato: una oligarchia a forma apparente repubblicana dove i maggiori imprenditori o i loro stipendiati, grazie a un processo
elettorale che dipende dal danaro, occupano direttamente le più
importanti cariche istituzionali e governative e fanno così fare
all'intero Paese le mosse che convengono di più a loro in persona,
comprese guerre per procacciarsi fonti di materie prime e mercati di
vendita. Tutte le guerre americane hanno avuto il loro chiaro risvolto
economico, tutte hanno incrementato il volume degli affari degli
imprenditori dell'Unione. Compresa la Guerra di Indipendenza,
combattuta perché la Madrepatria inglese aveva deciso di
escludere le colonie americane dal Mercato dell'Oriente. Poi nel 1812 gli
USA assalirono ancora la Gran Bretagna per strapparle i Grandi Laghi delle
pellicce (fu la "Guerra delle pellicce" nella mia definizione;
le pellicce servivano come merce di scambio in Cina-Mercato dell'Oriente).
Nel 1836 ci fu l'attacco al Messico, condotto con un intreccio di
penetrazione commerciale e aggressione militare che è tipico, esemplare:
allevatori americani guidati dall'imprenditore privato Sam Houston
ottennero dal Messico il permesso di sistemarsi in Tejas, poi fecero in
modo di provocare i messicani e di fare intervenire le Giacche Blu.
Il
Tejas poi si chiamò Texas.
Questo
sistema fu adoperato per tutto l'Ottocento con gli Indiani: avanzavano un
po' degli imprenditori (i coloni ma anche società fondiarie, minerarie,
zootecniche eccetera) che sembravano pacifici e per un po' stavano
tranquilli ma poi provocavano gli Indiani richiamando l'Esercito;
quindi il ciclo riprendeva, a piccoli, inesorabili e sanguinosi passi (gli
Indiani saranno sterminati quasi tutti, per un numero di individui
calcolato fra i 5 e i 10 milioni). Nel 1898 ci fu l'attacco alla Spagna
per portarle via Cuba, Guam e le Filippine: Cuba serviva al commercio per
lo zucchero, Guam e le Filippine oltre alle risorse servivano come basi
per aggredire il Mercato dell'Oriente, lo stesso motivo per cui sempre nel
1898 furono annesse le Hawaii dopo il colpo di mano del 1893 e per cui nel
1867 era stata comprata l'Alaska dalla Russia.
Da notare l'escamotage
usato per scatenare la guerra: per incolpare gli spagnoli il governo USA
fece saltare una sua propria
nave da guerra, l'incrociatore Maine con 260 uomini a bordo
(tutti morti), ma ciò che davvero interessa è che l'operazione
quasi certamente fu
realizzata in concertazione con industriali americani dello
zucchero. La "perla" del commercio armato americano
dell'Ottocento fu comunque il
modo in cui gli USA "aprirono" il Giappone al commercio
internazionale, e cioè anche europeo e nella fattispecie inglese, ma
essenzialmente americano: il Giappone voleva tenere fuori dalla porta gli invadenti commercianti occidentali, e con loro i loro preti sia
protestanti che cattolici, ma un bel giorno del 1854 di fronte a Kanagawa,
un sobborgo di Yokohama nella baia di Tokyo, si presentò una flotta da
guerra americana comandata dal commodoro Perry, che pose l'ultimatum: o
firmare un trattato commerciale, naturalmente alle condizioni dettate, o
essere bombardati. Il Giappone cedette, ed è così che fu concluso il
famoso Trattato di Kanagawa, riportato nei libri di testo delle scuole
medie americane come un capolavoro della diplomazia patria. Il
Novecento iniziò con le invasioni-fotocopia nell'America Centrale, azioni
belliche che servivano per assicurare ad aziende statunitensi la proprietà
di immense piantagioni di frutta lavorate da manodopera locale a costo
circa nullo. L'intervento nella Prima Guerra Mondiale in Europa fu deciso
per controllare che non si concludesse con un vincitore unico che poi
sarebbe diventato un avversario commerciale mondiale troppo potente.
Poco
dopo, nei primi anni Venti, veniva decisa la costruzione di una immensa
flotta di bombardieri strategici, espressamente pensata per attaccare il
Giappone il quale - sfidato dal Trattato di Kanagawa - era diventato il
concorrente commerciale numero uno per il possesso del Mercato
dell'Oriente.
Ma poi gli USA entrarono nella grande mischia della
Seconda Guerra Mondiale ed eseguirono i bombardamenti a tappeto anche
contro la Germania e l'Italia oltre che contro il Giappone: il motivo per
cui gli USA vollero a tutti i costi partecipare a questa guerra (tramite
le provocazioni ripetute al Giappone) era impedire al solito una vittoria
chiara di un Paese europeo in Europa (nella fattispecie della Germania, ma
fosse stato il caso anche della Gran Bretagna o della Russia), che sarebbe
stata commercialmente dannosa, e strappare la Cina al Giappone (che
l'aveva invasa nel 1937) per tenerla per sé, speranza che nel 1949 con la
vittoria di Mao contro Chang svanì definitivamente.
Le conseguenze della
perdita della Cina furono la Guerra
di Corea e la Guerra del Vietnam, combattute per salvare il salvabile del
Mercato dell'Oriente. Interessante nella Guerra del Vietnam fu l'uso
estensivo dei defolianti negli anni finali, una grande topica di quella
guerra: gli USA già sapevano che si sarebbero ritirati e i defolianti
furono usati per distruggere le foreste di alberi della gomma del Vietnam
del Sud perché non facessero concorrenza alle piantagioni che
Multinazionali americane si erano procurate in Malesia. Gli Americani dicevano di defoliare gli alberi per scoprire i Viet Cong, che sarebbero
stati annidati fra i rami come scimmiette. Grande. Poi di guerra in guerra
si arriva alle ultimissime, sempre e tutte rigorosamente abbinate con il
commercio, come la Guerra del Golfo del 1991, combattuta per il petrolio e
che sta per essere replicata nell'anno 2003 in corso. Come si vede sono
elenchi anche noiosi, con tutto che è sempre uguale, con i meccanismi che
si ripetono volta dopo volta dopo volta. L'America è così, l'America non
cambia.
Libro
(mastro) e moschetto, Americano perfetto
Nel
contempo lo spirito del commercio armato si esprimeva anche all'interno
dell'Unione.
Alcune
manifestazioni economiche della società americana che hanno sorpreso o
allibito il mondo non sono state altro che espressioni estreme di questo
spirito. Prendiamo lo schiavismo ad esempio: cos'è se non commercio
armato allo stato puro? Con la forza si costringono individui a lavorare
per noi e poi si commercializzano i loro prodotti sul mercato. E c'è
tutta la fase del traffico degli schiavi, con le catture, i trasporti, le
vendite ! Ciò negli Stati del sud degli USA andò avanti sino al 1865.
Per tutto l'Ottocento
una delle attività economiche americane più sviluppate fu la pirateria,
praticata da migliaia di battelli che incrociavano l'Atlantico e il
Pacifico, penetrando anche nel Mediterraneo; solo sulle coste della
Carolina del Sud si calcola che nel 1830 fossero basati circa 1.500
velieri corsari, di fatto protetti dalle loro autorità perché
abbordavano navi di Paesi stranieri non dichiarati "amici"
(adesso dicono senza la "clausola di nazione più favorita").
Altri velieri, non attrezzati per gli abbordaggi, si dedicavano al
business of wrecking: cercavano le tempeste e seguivano i mercantili in
difficoltà attendendone il naufragio per recuperare materiali; la parte
di violenza umana nella faccenda stava nell'ignorare i naufraghi, a meno
che - essendo prima del 1865 - non fossero stati schiavi neri, nel qual
caso erano merce. Il business of wrecking andò avanti sino agli anni del
1930 inoltrati.
Da allora iniziò invece il treasure hunting, la caccia -
eseguita di professione e per scopo societario - ai tesori sommersi dei
galeoni spagnoli e di altre navi affondate; qui la parte
"armata" consiste nell'eludere i governi legittimi proprietari
dei relitti e nel tenere lontani i concorrenti, facendoli anche affondare.
Questa attività, coadiuvata dai moderni ritrovati tecnologici, è
attualmente in grande auge; il governo USA ovviamente appoggia tramite la
US Navy le navi specializzate connazionali che agiscono fuori dalle acque
territoriali, cioè in mare aperto o in acque territoriali straniere.
La
diffusione delle armi negli USA deriva dal commercio armato interno, che
in particolare ebbe uno sviluppo abnorme nell'Ottocento, quando tutto il
commercio dell'Ovest era così, con convogli scortati, magazzini presidiati e commessi armati nei
negozi (non per nulla il periodo del Far West è il più amato
dall'immaginario americano, che vi si riconosce).
Le armi individuali
servivano dunque ai commercianti e fu esattamente questa esigenza ad
ispirare in verità il famoso Secondo Emendamento del Bill of Rights,
quello che concede ai cittadini il diritto di portare armi; non fu (come
dicono oggi) un rispetto eccessivo per le libertà individuali, né fu la
necessità di avere una milizia territoriale armata (come apparentemente
recita l'Emendamento stesso:"Dato che una ben preparata milizia è
necessaria per la sicurezza di uno Stato libero, il diritto del popolo di
possedere e portare armi non sarà compromesso"; la verità è che la
Milizia era organizzata e capeggiata dai maggiori imprenditori dei vari
luoghi, che raccoglievano i loro dipendenti in armi). Le cose non sono
troppo cambiate oggi, e basta entrare nella sede statunitense centrale di
una Multinazionale o di una qualunque altra grande azienda americana per
rendersene conto: sono così piene di guardie private, con le armi in
evidenza, e capita così spesso di intravedere pistole in cassetti o in
valigette "24 ore" di dirigenti che sembra di essere non in una
struttura civica ma in un fortino, o in un covo di gangsters.
A proposito
di gangsters è evidente che anche l'abnorme sviluppo della delinquenza
organizzata negli USA - vedi per tutti il periodo del Proibizionismo - è
un indice di una mentalità americana dove commercio e violenza si sposano
bene assieme.
Emblematica al proposito la figura di Joseph Kennedy, il
fondatore della dinastia Kennedy, padre di John, il Presidente ucciso nel
1963, di Robert, l'ex Attorney General ucciso nel 1968 e di Edward, il
Senatore ancora vivente e in carica: mise insieme la fortuna di famiglia
organizzando - nel mentre che era Ambasciatore a Londra per
l'Amministrazione Roosevelt - il contrabbando di whisky dal Canada verso
gli Stati Uniti. Per il resto basta andare negli USA - e naturalmente
viverci per un po', non fare solo i turisti - per accorgersi di come in
questo Paese sia tenue il confine tra gli affari e le rapine, tanto il
commercio e ogni altra attività economica anche la più minuta sono
intrisi di mendacità, inganni, prese per il collo, torsioni di braccia,
prevaricazioni, ricatti, in breve di violenza. Basterà cercare di fare
qualche transazione economica, anche molto semplice.
Si vedrà che
il soggetto economico con cui avrete a che fare cercherà prima di
esaurire ogni arte per ingannarvi, e sarà mellifluo e suadente sino a che
vedrà che il gioco gli riesce; ma se voi lo scoprirete e gli getterete in
faccia la sua disonestà, lo vedrete trasformarsi in un rapinatore puro e
semplice, incurante del vostro giudizio. A me capitò (fra gli altri) il
seguente episodio: un meccanico sostituì un pezzo della mia Plymouth (il
"braccio di Pitman" nella geometria di sterzo) e mi chiese una
cifra spropositata; alle mie proteste lui mi disse che purtroppo tanto
chiedeva quel "ladro" del ricambista; rimasi incredulo e allora
lui, ancora pacioso e accomodante, fece una lunga telefonata al ricambista
in mia presenza.
Rimasi incantato: salutava, chiedeva di "Pete",
interrogava, rispondeva, faceva tutte le facce ma... il telefono era
staccato. Non era un attore di professione, era un meccanico che aveva
sempre fatto il meccanico.
Era un americano. Gli rinfacciai il trucco ed
ecco che l'uomo gettò la maschera: certo che chiedeva il triplo del
dovuto e certo che aveva tentato (secondo la più collaudata tradizione
americana) la truffa sceneggiata ma o pagavo o si teneva la macchina. In
un attimo i suoi compari unti mi furono attorno brandendo chiavi e
cacciaviti e dovetti scegliere fra il cedere all'estorsione e la rissa con
conseguente arresto da parte dello sceriffo della contea, probabilmente
amico del soggetto e in ogni caso nemico di un uomo con l'accento strano.
Pagai. Pagai il pezzo e il pizzo, al meccanico e all'America.
Se li conosci li eviti
USA come patria del
commercio armato dunque. Se si vogliono capire gli Americani, sia come
individui che come Nazione organizzata, interpretare i loro movimenti,
decifrare le loro intenzioni, bisogna tenere sempre presente questa loro
identità, bisogna sempre ricordare che loro nell'essenza sono dei
commercianti armati e niente altro. Essere un commerciante armato ha un
significato preciso. Non si tratta di avere due specializzazioni in una
stessa persona; si tratta di avere una persona dove due specializzazioni
si sono fuse formandone un'altra sostanzialmente diversa pure se
imparentata, come capita per i metalli delle leghe.
Il mondo divide le due
attività, che quindi vanno affrontate separatamente; bene, la
particolarità del commerciante armato sta nel modo in cui le affronta:
egli commercia come fare la guerra e fa la guerra come commerciare.
In breve egli non distingue la guerra dalle attività borghesi, dalla vita
civile, dalle cose di tutti i giorni.
E viceversa. Ciò vale sia per il
singolo che per la collettività, per gli Stati Uniti.
Così il modo di
muoversi degli Americani è più chiaro. E gli Stati Uniti risultano nella
loro vera, inquietante pericolosità. Essi non hanno mai concepito la
guerra come una questione di eserciti, ma come una condizione totale, di
popolo. Hanno infatti inventato la guerra totale, la prassi evidentissima
di colpire le popolazioni civili per indurre le loro Forze Armate alla
resa.
Per colpire le
popolazioni civili ricorrono poi non solo a sistemi "militari"
come i bombardamenti ma anche a sistemi "borghesi": pensano a
provocare carestie, ad avvelenare materie prime e falde acquifere, a
spargere epidemie di morbi vari, a peggiorare il clima portando siccità o
piogge esagerate, a provocare invasioni di insetti o animali nocivi, a
innescare terremoti, a deviare cicloni. C'è un provvedimento che gli USA
spesso prendono in tempo di pace nei confronti di altri Paesi con varie
scuse (diritti umani, protezionismo commerciale, sistema politico sgradito
e così via liberando la fantasia): sono le sanzioni economiche, le
proibizioni selettive di fornire a loro certi materiali o servizi, come
medicine e know-how scientifico, o di acquistare da loro altre cose, in
genere le materie prime dalla cui vendita dipendono.
Sono atti di guerra,
manifesti anche in sé e per sé ma tanto più così in quanto congegnati
dagli Americani, che li eseguono con lo stesso spirito con cui in un
assedio si tagliano le vie di rifornimento a una città per farla
arrendere. Alle sanzioni può essere associato un altro
provvedimento economico: il blocco dei beni, mobili e immobili, posseduti
dal tale Paese negli USA, compreso il blocco di conti correnti. E' un atto
questo che lo si può vedere in due modi: a seconda di come si preferisce,
o è una comune rapina compiuta da un soggetto che si chiama Stati Uniti
d'America, oppure è un atto di guerra di un Paese con lo stesso nome, in
entrambi i casi è una tipica performance da commerciante armato.
Addirittura noi abbiamo visto che il blocco dei beni negli USA può essere
eseguito anche nei confronti di singoli cittadini stranieri, uomini ricchi
(naturalmente) che tenevano sostanze negli USA e che per qualche motivo
sono diventati invisi
a quel governo. Da qualche anno gli USA hanno cominciato una politica che
sembra allettante: vendono sul mercato mondiale, a condizioni
vantaggiosissime, le loro sementi geneticamente modificate, che hanno il
pregio di fornire raccolti copiosi e immuni da germi ed insetti.
Sembra la manna dal
cielo, specie per i Paesi del Terzo Mondo sempre sull'orlo della carestia,
ma c'è il problema che le piante nate da sementi modificate forniscono
semi sterili e ogni volta bisogna comprare sementi nuove; comprarle dagli
Americani naturalmente. Il tutto non è altro che una riedizione di un
vecchio trucco da commercio armato: rendere dipendente un mercato da un
prodotto di cui si ha il monopolio; a quel punto quel mercato - o quel
Paese - è come lo si fosse conquistato con le armi.
Allo scopo gli
Americani sono anche disposti ad eseguire le prime forniture gratis:
quando un Paese del Terzo Mondo è in carestia si precipitano a offrire
come "aiuti alimentari" le loro sementi, contando di rifarsi con
le vendite a venire.
Esattamente come fanno gli spacciatori di droga, che
le prime dosi fuori delle scuole le regalano.
Spesso nel leggere i
resoconti di azioni politiche americane nel mondo ci si imbatte in nomi di
Multinazionali americane, collegate alla faccenda in qualche maniera, una
maniera sempre poco chiara e spesso strana; ad esempio nel colpo di Stato
col quale gli USA rovesciarono Allende in Cile nel 1973 saltò fuori il
nome fra i mestatori di un Ad Hoc Committee on Chile formato dalle dieci
maggiori Multinazionali americane operanti in Cile, mentre nelle
aggressioni degli USA in Medioriente di questi anni ricorrono i nomi di
alcuni giganti americani del petrolio. Ora dovrebbe essere tutto chiaro:
si è già detto che gli USA sono organizzati politicamente per esercitare
il commercio armato e quei collegamenti non sono altro che la punta
visibile del grande iceberg dell'intreccio fra commercio e guerra che
domina la politica estera americana.
Nessun Paese del mondo, per nessun
motivo, ha a che fare solo col governo USA o solo con una qualche azienda
americana; egli ha sempre a che fare con entrambi, anche se non pare,
perché essi si muovono sempre assieme. E questo vale anche per qualunque
soggetto economico privato del mondo, sia una azienda o proprio un singolo
titolare: dietro la controparte privata commerciale americana con cui
tratta c'è sempre, o può sempre saltar fuori, il suo governo di
Washington. Per questo il presidente dell'ENI del tempo, Enrico Mattei, si
trovò tanto - ma tanto - a malpartito: credeva di avere a che fare con le
Sette Sorelle, delle semplici aziende estere concorrenti, ma il fatto è
che cinque erano americane e chiamarono in aiuto il loro governo, chiesero
man forte al presidente John F. Kennedy, e questi mise a disposizione la
CIA (che a sua volta incaricò la mafia eccetera eccetera).
Già nel 1991
io scrissi che gli USA avevano impiantato un sistema di spionaggio
satellitare mondiale che con la scusa della Russia era invece fatto per
spiare i concorrenti commerciali delle aziende americane: ora la cosa è
confermata, il sistema è quello poi chiamato Echelon, ed il suo scopo è
proprio quello da me detto: benché fatto dai militari e pagato col budget
del Pentagono il sistema è solo fatto per spiare sui concorrenti delle
Multinazionali USA.
Concludendo, gli USA
non fanno distinzioni fra commercio e guerra. Dollari e pallottole per
loro sono la stessa cosa. E' tempo che il mondo apra gli occhi ed impari a
trattare con questo fossile della preistoria tornato in vita
disgraziatamente, come se un suo sordido resto organico - uno sputo, una
cacca secca - fosse stato clonato da uno scienziato pazzo. Bisogna
trattare il businessman americano come fosse un ufficiale del Pentagono.
Quando lo si guarda
bisogna sforzarsi di "vederlo" in divisa, possibilmente ancora
imbrattata del sangue di vittime. Spesso poi è così, loro sono dei
militari che si spacciano per civili come Colin Powell, l'attuale
Segretario di Stato che si presenta sempre in completo blu ma che è un
generale dell'Army, il gen. Powell. Come il presidente Eisenhower, che era
il gen. Eisenhower. In tal modo si capisce meglio che si ha a che fare con
un aggressore in armi, con un potenziale assassino, e che l'unica cosa da
fare, invece che trattare con lui, concludere accordi, intavolare scambi e
discussioni eccetera, è cercare di difendersene.
Pazzo è colui che si
fida degli Americani o intrattiene qualunque tipo di rapporto con loro,
credendo che si tratti di un rapporto "commerciale".
Pazzo è
chi acquista proprietà negli USA, chi tiene conti correnti o altri beni
mobili negli USA, chi dipende dagli USA per qualunque cosa gli sia
necessaria, chi acquista dagli USA sementi geneticamente modificate, chi
traffica con gli USA in qualunque cosa.
Pazzo è chi vende ad americani
quote delle proprie aziende, facendo così entrare la volpe nel pollaio -
vedi anche:
I
Savoia salvati da
Rothschild
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