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Tsutomu
Shimomura, trentaseienne programmatore giapponese, ha scoperto una
funzione nascosta, o backdoor come si chiama in gergo informatico, nei
modem per PC prodotti dalla società francese Alcatel che "consentono
di spiare le comunicazioni via Internet o introdurre virus".
Alcatel
ha immediatamente smentito le accuse. Secondo la stampa francese la
funzione spia dei modem è presente soltanto sui modelli Speed touch home
e 1000 Adsl di Alcatel, per l'accesso in banda larga a Internet.
(da "LE MONDE")
http://www.lemonde.fr
- Notizia del 12-04-01.
Curiosità
, sono *i modem* che tutte le compagnie telefoniche *spingono* perche'
siano installati adesso, ......Echelon ?....... e poi , sono i soli modem
(questi ) o ce ne sono altri *progettati * per spiare ?
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Tratto da: Punto-informatico:
Come gia` da anni dico, l'unica cosa che possiamo
fare per difenderci da questa deturpazione delle
nostre liberta` e`
boicottare tali sistemi che
fanno parte del famoso progetto
Palladium.
In particolare, questo Processore di Intel
sara` l'anello di congiunzione tra Hardware e
Software, quindi il famoso punto di unione tra
TCPA e DRM, ottenendo cosi` il TIA piu` conosciuto
come Palladium.
DOBBIAMO RIFIUTARLO non possiamo fare altrimenti,
se questo tipo di tecnologie prendera` piede non
potremo piu` essere liberi nemmeno nel navigare in
Internet, saremo costretti ad acquistare Hardware
"approvato" ed utilizzare solo Software
approvato, altrimenti non funziona piu` nulla.
E se si decide di evitare Palladium, ci si trova
relegati a navigare in una Internet di soli siti
non Palladium... orribile: il muro di Berlino
Informatico.
Dobbiamo fare di tutto per tenerci questa liberta`,
io gia` da anni mi adopero per rifiutare tutte
queste tecnologie restrittive come ad esempio il
Decoder Sky che in un qualche modo ci mostra come
sarebbe la vita con Palladium attivo... ve lo
immaginate?
Un Decoder per ogni compagnia televisiva e 2
Computer, uno per navigare nei siti Palladium ed
uno per quelli non.
Tanto per capirsi, chi ha installato il Service
Pack 2 gia` oggi, installando certi programmi,
come ad esempio il WinAmp si trova di fronte ad un
avviso che avverte che si sta per installare un
Programma non approvato da Microsoft... per ora
possiamo installarlo lo stesso, in futuro, il DRM
ce lo impedira` e basta e se in qualche modo
riusciamo ad installarlo, automaticamente il
nostro Computer verrebbe escluso da Palladium, e
ci troveremmo nella condizione di non poter piu'
navigare in Internet.
Lo stesso vale per gli Hardware, se deciderai di
comperare un pezzo TCPA, tutto il resto del
Computer dovra` essere TCPA, ed in un Computer
TCPA, grazie a questo processore, non si potra`
mai mettere un Hardware che non sia TCPA approved.
TCPA e DRM fondamentalmente sono la stessa cosa,
solo che uno riguarda il Software ed uno Hardware,
il punto di congiunzione parte da questo nuovo
processore che permettera` di installare solo
software DRM e che ci obblighera` ad avere tutto
l'Hardware TCPA... ricordate ?:
http://punto-informatico.it
DIFENDIAMOCI,
UTILIZZIAMO LA NOSTRA MIGLIOR ARMA
CONTRO COLORO CHE CI VOGLIONO IMPRIGIONARE.....
http://www.apogeonline.com/webzine/2002/10/01/01/200210010102
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INFORMATICA ed
invenzioni umane messe nel cassetto:
Si chiama dbXL
vs. dBase IIIplus.
Correva circa l'anno 1994:
Il dbXl era sviluppato da una microscopica
software house californiana che si chiamava
Wordtech.
Il dBase III plus invece era di proprietà di una
software house che si chiama Borland.
Il dbXl faceva esattamente le stesse cose che
faceva il dbaseIII plus (del quale era definito
"un clone"), ma meglio. Anzi, MOLTO meglio.
Era più veloce, aveva un set di istruzioni più
completo, era meno pesante per il sistema,
gestiva files più grandi.
Era più stabile del dbaseIII plus. E costava
meno del dbase III plus. MOLTO meno.
Per il dbase III plus ti andava un mese di
stipendio.
Per il dbxl ti bastavano i soldi di una pizza
con la tua ragazza.
Cosa accadde ?
Il signor Borland si presentò dal signor
Wordtech e gli fece una semplice domanda:
"Quanto costi?"
Pochi giorni dopo, qualche milione di dollari si
travasò dal conto del signor Borland al conto
del signor Wordtech.
E la Wordtech diventò proprietà della Borland,
dbxl compreso.
Il signor Wordtech si ritirò a vita privata, a
godersi i suoi soldini, e non pensò più a
scrivere software.
Il signor Borland smise immediatamente di
vendere il dbxl, ed un mese dopo smise di
supportarlo.
Credi forse che le tecnologie che rendevano il
dbxl più veloce e completo del dbase III plus
vennero migrate nel dbaseIV ? Illuso.
Il dbase IV non aveva neppure un bit di codice
mutuato dal dbxl.
Il dbxl venne semplicemente abbandonato,
dimenticato su qualche scaffale in cantina di
casa Borland.
Una piccola parabola, di cui tutti gli
informatici di vecchio pelo si ricorderanno, ma
che dimostra che il mondo in cui viviamo è tutto
meno che perfetto.
E che dimostra che forse i dietrologi qualche
volta potrebbero anche avere ragione.
By Archi – Tratto da Usenet
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