Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


GUERRA delle VALUTE  e  quella dei SOLDATI
 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali
"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
vedi:
Origini segrete della Banca d'Inghilterra

Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)

Chi ha creato la Federal Reserve Bank ?
vedi: La struttura della TRUFFA EUROPEA
 

Non è chiaro risalire a quando una "guerra delle valute" è cominciata, ma a volte può terminare in un giorno preciso.
Nel 1936 Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti firmarono un trattato per bloccare le continue oscillazioni delle valute che hanno seguito la Grande Depressione; nel 1985 Gran Bretagna, Francia, Giappone, Stati Uniti e Germania dell’Ovest firmarono un accordo per permettere agli Stati Uniti di deprezzare il dollaro nei confronti dello yuan.
Il problema è che in un’economia globale interconnessa il valore delle valute non aumenta o diminuisce nel vuoto. Quando la Cina abbassa artificialmente lo yuan contro il dollaro statunitense, tiene basso il costo dei prodotti cinesi negli Stati Uniti, sbilanciando il mercato. Questo porta gli Stati Uniti ad abbassare la propria valuta a loro volta. E, ovviamente, dato che i due paesi hanno un solo tasso di cambio, questa gara verso il basso non porta benefici a nessuna delle due parti.
Qualcuno ora sta chiedendo un nuovo accordo internazionale per stabilizzare il valore dei tassi di scambio.
Ma, ovviamente, l’economia mondiale è cambiata molto negli ultimi 25 anni. Il potere crescente di economie come quelle di Brasile, Cina, India e Corea del Sud ha reso molto più difficile riunire i vari ministri dell’economia in una camera d’hotel per arrivare a un accordo. Così, come nelle guerre vere, dichiararne una è più semplice che terminarla.
Bisogna ribilanciare la domanda globale, allontanandola dalle ricche economie indebitate e spingendola verso il mondo che sta emergendo. Delle riforme strutturali per incentivare quelle economie aiuterebbero, ma i tassi di cambio devono comunque essere apprezzati. E, sì, lo yuan cinese è troppo basso. Questo non sta danneggiando solo l’Occidente ma anche altri paesi emergenti (specialmente quelli con un tasso fluttuante) e la Cina stessa, che ha bisogno dei propri prodotti interni.

E l’effetto è a catena. Quando le due economie mondiali più forti iniziano a deprezzare la propria moneta, anche gli altri paesi sono spinti a farlo. Dal punto di vista internazionale, questo ha due principali conseguenze negative: è un deterrente agli investimenti internazionali (rallentando quindi la ripresa economica) e incrina i rapporti politici tra le nazioni, rendendo più arduo il raggiungimento di accordi bilaterali. Da questo punto di vista, particolarmente grave è il raffreddamento dei rapporti tra Occidente e Cina, il cui apporto è fondamentale nel contenimento dei progetti bellici di Iran e Corea del Nord.

Secondo l’Economist, in questa momento non si starebbe combattendo una vera guerra ma sarebbero in corso delle semplici schermaglie, tre in particolare:
1. La volontà della Cina di non far crescere lo yuan troppo rapidamente. Pechino sta continuando a deprezzare la propria valuta, un atteggiamento criticato duramente sia dagli Stati Uniti che dall’Unione Europea per le conseguenze destabilizzanti sul mercato internazionale. Lo scorso mese la Camera degli Stati Uniti ha passato una legge che permette alle aziende di proteggersi dai paesi che deprezzano la propria moneta.
2. La politica monetaria dei paesi più abbienti. Le banche centrali potrebbero decidere presto di emettere valuta per incentivare la circolazione dei titoli di stato, ma agli occhi della Cina (e di molti altri governi dei mercati emergenti) questo creerebbe gravi distorsioni dell’economia mondiale.
3. La reazione dei paesi in via di sviluppo a queste immissioni di capitale. Piuttosto che lasciar salire il valore del proprio tasso, molti governi hanno iniziato a comprare valuta straniera o a imporre tasse sui flussi di denaro straniero.
Quel che dovrebbe succedere ora, scrive l’Economist, è abbastanza chiaro.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> 

Una moneta debole rende competitivi i prodotti nazionali. Si esporta di più e il Pil aumenta.
L'altra faccia della medaglia è la crescita dell'inflazione. La maggior parte delle materie prime si compra in dollari, un deprezzamento della moneta di un Paese nei confronti del dollaro significa un aumento del prezzo di petrolio, gas, ma anche soia e grano.
Quindi più esportazioni, ma più inflazione. In teoria la mano invisibile del mercato dovrebbe attribuire alle singole monete, nel tempo, il giusto valore. In pratica le monete sono usate dai governi per alterare le relazioni economiche tra Stati.
E' quella che viene chiamata "The currency war", o la Guerra delle monete.
Il Fondo Monetario Internazionale ha cercato all'inizio di quest'anno di dare delle regole per stabilire il valore delle monete, ma è stato ignorato da tutti.
I Paesi emergenti in Sud America e in Oriente sono al centro di questa guerra, dal cui esito può dipendere la loro sopravvivenza economica e anche la nostra. Il Brasile ha reagito a un collasso nelle esportazioni, dovuto alla crescita di valore della sua valuta, il real, indebolendola. Nel 2010 il Brasile era passato, nei confronti dei soli Stati Uniti, da 15 miliardi di dollari di attivo nelle esportazioni a 6 miliardi di dollari di passivo. Per poter continuare a produrre e a esportare ha accettato un aumento dell'inflazione con tutte le conseguenze che questa comporta, in particolare un impoverimento delle classi sociali più deboli.
Da almeno un anno, la Cina mantiene basso in modo artificiale il valore dello yuan contro le proteste di tutto il mondo occidentale e del Giappone che l'accusano di concorrenza sleale. Se il valore dello yuan aumentasse sensibilmente (come dovrebbe) il Pil cinese diminuirebbe con effetti catastrofici sull'occupazione.
La Guerra delle Monete assomiglia a un grande Risiko dove ogni mossa provoca una reazione in ogni altra parte della mappa mondiale. In Sud America Cile, Colombia. Perù e Messico stanno nei fatti svalutando le loro monete. E' una gigantesca corsa al ribasso con un impoverimento globale. Una guerra in cui l'Italia recita la parte del vaso di coccio tra vasi di ferro. E' legata all'euro, il cui valore è molto superiore a quello espresso dalla sua economia, in sostanziale recessione da 10 anni.
Ha un debito pubblico che si avvia a 2.000 miliardi di euro entro il 2011. Non può svalutare per migliorare le esportazioni, non può investire per il peso degli interessi sul debito (quest'anno pagheremo circa 80 miliardi di interessi, pari a quattro robuste finanziarie).
L'uscita dell'Italia dall'euro, se avvenisse, con una nuova lira e la successiva svalutazione, non cambierebbe nulla. Ci troveremmo con un'inflazione a due cifre senza esportare.
I primi Paesi per esportazioni oltre alla Cina sono infatti Stati Uniti, Germania, Olanda e Giappone. Esportano innovazione e tecnologia, noi cosa esporteremmo ? Non più debito pubblico e le aziende del "made in Italy" le abbiamo già esportate.
Forse abbandoneremo anche la lira per lo scec, una moneta locale, cittadina, rionale, condominiale.
Tratto da: beppegrillo.it

Gli Stati Uniti temono che l'euro possa scavalcare il dollaro - Dal settimanale "Avvenimenti" n°19, 16-22 maggio 2003, pag 28-29 - By Guido Carandini

Sta lentamente emergendo attraverso fonti non ufficiali un vero e proprio "segreto di stato" che le autorità americane e il grande circuito mediatico hanno tenuto sin qui celato per ragioni comprensibili per i falchi dell'amministrazione Bush ma difficili da afferrare per chi cerca la verità sulla politica imperialista statunitense. 
E il segreto consisterebbe in questo: la guerra all'Iraq avrebbe una nascosta ma fortissima ragione nella minaccia che l'euro possa soppiantare il dollaro come moneta di riserva mondiale. Dunque al di là dell'esigenza di assicurarsi le fonti di approvvigionamento del petrolio e della conseguente necessità di rafforzare gli avamposti armati nella regione del Golfo, al di là anche delle motivazioni economiche che possono spingere gli Stati Uniti, come in passato, a cercare nel riarmo un mezzo per creare una domanda carente sul mercato e per uscire così dal pericolo di una grave recessione, è la difesa armata del dollaro che muove la potenza militare americana. L'incubo del Federal Reserve è che l'Opec possa a un certo punto decidere di sostituire nelle sue transazioni internazionali il dollar standard con l'euro standard imitando ciò che aveva già cominciato a fare Saddam Hussein nel 2000 ­ quando l'Euro valeva 82 centesimi di dollaro ­ per vendicarsi delle sanzioni volute da Washington e per accattivarsi il favore delle nazioni europee. E segnando così il suo destino. Il 16 febbraio di quest'anno la rivista inglese The Observer ha denunciato il fatto in un articolo intitolato "L'Iraq fa un bell'utile scaricando il dollaro per l'euro", nel quale ha osservato che l'euro, dalla data della decisione di Saddam Hussein, ha guadagnato circa il 30 per cento sul dollaro. Inoltre, dal 2001, anche il petrolio venduto in base al programma delle Nazioni Unite "Oil for Food" è stato pagato in euro per un ammontare di 26 miliardi. L'ingente guadagno dell'Iraq rivela qual è la perdita subita dai paesi produttori di petrolio con la svalutazione del dollaro. Incluso il Venezuela, che però avrebbe cominciato anch'esso a muoversi verso l'area dell'euro. Proviamo a immaginare l'effetto che avrebbe l'eventuale decisione dell'Opec di quotare le vendite di petrolio in euro anziché in dollari. Improvvisamente le nazioni consumatrici, inclusi gli Stati Uniti, dovrebbero convertire in euro le riserve in dollari attualmente detenute dalle loro banche centrali. Si determinerebbe un crollo del dollaro e una fuga dei capitali dalle borse americane e da ogni altra attività denominata in dollari. Il deficit della bilancia dei pagamenti americana, già alto allo stato attuale, diventerebbe ingovernabile con effetti gravissimi su tutta l'economia mondiale. Inoltre i detentori di riserve in dollari sul mercato mondiale, Giappone in testa, andrebbero incontro a crisi finanziarie devastanti.

Un simile scenario è ovviamente impensabile dato che l'intera economia americana e di riflesso quella mondiale è legata al ruolo di moneta di riserva del dollaro. Fin dai lontani anni cinquanta e sessanta gli Stati Uniti sono l'unico paese al mondo che ha potuto fare a meno di garantire il valore della propria moneta assicurando l'equilibrio della propria bilancia dei pagamenti.

Questo ha prodotto per lungo tempo forti disavanzi che il Tesoro americano ha coperto immettendo nella circolazione internazionale quantità illimitate di dollari facilmente assorbiti proprio per il ruolo di moneta di riserva che avevano assunto. Ma come evitare adesso che la progressiva svalutazione eroda la fiducia del dollaro e che quindi esso perda quel ruolo a fronte di un euro che si avvantaggia ogni giorno con aumenti che in un solo anno hanno superato il 17% ?

Si può comprendere, a questo punto, che il vero problema degli Stati Uniti consiste nel fronteggiare con ogni mezzo questa minaccia e, ancora di più, nel negarla per non creare panico negli ambienti finanziari. 
L'aver abbattuto il regime di Saddam Hussein ha sicuramente scongiurato l'eventualità che l'Iran e l'Arabia Saudita ne imitino a breve gli atteggiamenti favorevoli alla sostituzione del dollaro con l'euro, ma l'intervento militare non garantisce ancora affatto che il dollaro si rafforzi.

E neppure che l'Europa modifichi il suo atteggiamento ostile verso la politica americana di intervento armato proprio in ragione del rafforzamento dell'euro e del peso che esso potrà avere nel determinare gli equilibri geo-politici del futuro.
Questa diversa prospettiva di una guerra dollaro-euro spiega probabilmente la fretta dell'intervento armato e getta una nuova luce sulle ragioni, altrimenti poco chiare, sia della politica francese che, all'opposto, di quella inglese. 
Tutto sommato il peso dell'euro, della sua crescente forza competitiva rispetto al dollaro, conferisce all'Europa politicamente debole un ruolo di primo piano che la potenza militare americana non è in grado di contrastare. 
Dunque la Francia, malgrado sia ora in difficoltà, potrebbe nel tempo trascinare dietro a sé in un ruolo egemone non soltanto la Germania ma l'intera Unione Europea grazie alla forza della sua moneta. 
Quanto alla Gran Bretagna, anch'essa produttrice di petrolio, si può comprendere che il suo splendido isolamento nella difesa della sterlina, unica superstite delle monete nazionali europee, la costringa alla difesa strenua del dollaro e, di conseguenza, all'appiattimento sulla politica dell'amministrazione Bush. Gli Stati Uniti, per parte loro, non sono in grado di far fronte a questa situazione e di rafforzare la propria divisa accrescendo ulteriormente il proprio deficit con altri tagli alle tasse dei ricchi. Infatti le iniezioni di liquidità nel sistema militare-industriale dovute alle spese per il riarmo richiederebbero, per essere produttive, una politica fiscale opposta a quella dell'attuale amministrazione che rischia di ridurre pesantemente il potere d'acquisto delle classi medie e di aggravare così la recessione. Come si vede i giochi sono assai diversi da quelli che ci propinano i media giornalmente.

La questione che emerge e che sarà sicuramente al centro delle prossime mosse dei centri finanziari degli Stati Uniti e dell'Europa è la seguente: come avviare una fase di transizione che eviti effetti devastanti sugli equilibri internazionali ma che porti alla luce il contrasto euro-dollaro ?

Come iniziare una trattativa internazionale che dia forma a un duplice standard euro-dollaro basato su accordi del peso che hanno avuto quelli di Bretton-Woods, che mezzo secolo fa rimediarono al disordine nella situazione delle monete alla fine del secondo conflitto mondiale ?
E' almeno curioso il fatto che di questo pochissimo si parli ancora. Ma fino a quando ?  

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !

Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !

Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario - "DEBITO PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.

SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche Centrali (FED + BCE
, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito "pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente, riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!

Ma noi ce la possiamo fare !
Altra proposta per la soluzione-annullamento del cosiddetto falso Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per il debito pubblico per un totale di circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al 2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila duecento miliardi
) per cui sottraendo dal totale, la somma gia' pagata, vi e' una plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi possiamo cessare di pagarle immediatamente investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi, nella nostra economia....

IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento (dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio bancario in mano a banche private e autorizzate dalle banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
 
AVVISATE TUTTA LA POPOLAZIONE CON QUESTO VIDEO, FATELO GIRARE ALL'INFINITO !!
Che sappiate o meno che cosa sia, il Fondo di Redenzione Europeo (E.R.F.) ci rovinerà la vita per i prossimi 20 anni !!
vedi e'
IMPORTANTE:
http://attivo.tv/player/documentari/i-media-stanno-censurando-allintera-popolazione-un-nuovo-trattato-europeo-sconvolgente.html#sthash.4QWK6rLY.dpuf
 
EURO FALSO:  TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE BANCHE SONO ANNULLABILI !
Nel contrato non è scritto chi è il proprietario della moneta….quindi: chi è il creditore ? chi il debitore ?...e per cui TUTTI i debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche evitano di iscrivere in contabilità, a patrimonio netto, la quota annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale, almeno quei debiti che implicano come creditore o controparte una banca, devono essere considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non risulta “battezzato” contabilmente alla nascita certificandone l’origine, non può godere dei diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni, IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la contabilità bancaria attuale è completamente falsa.
 
INOLTRE
Interrogazione UE con richiesta di risposta scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Risposta: Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario.
....e se uno e' proprietario del denaro, non puo' essere contemporaneamente debitore, dato che il denaro precedentemente all'emissione nei fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....

 
Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea – BCE
- (Tratto dal sito ufficiale www.ecb.int) nel  loro documento: “Decisione della Banca Centrale Europea del 6 dicembre 2001 relativo all’emissione delle banconote in euro”, al comma 3: “L’emissione delle banconote in euro non necessita di essere soggetta a limiti quantitativi o di altro tipo, visto che la immissione in circolazione di banconote è un processo indotto dalla domanda.”
Tratto da: http://www.ecb.europa.eu/home/html/index.en.html
 
Commento NdR: L'Eurosistema e' nei fatti di proprieta' di PRIVATI cosi come le varie Banche Centrali Nazionali dei paesi aderenti alla UE, quindi tutto il sistema bancario europeo e' in mano ai privati cosi pure come l'emissione della moneta (denaro)
Ricordiamo a tutti che le Banche facendo sorgere dal "nulla" (che non esiste, per proprieta' intrinseca) il denaro, esse lo "prendono" dal TUTTO presente ed esistente SOLO ed UNICAMENTE nell'INFINITO, e ce lo accreditano nel nostro conto corrente di cui siamo proprietari e non debitori;, se noi chiediamo ad esse di darci un credito,  quindi trattasi di DONAZIONE dell'Infinito a tutti noi, che le Banche ci RUBANO e ci chiedono pure gli interessi, I banchieri e le banche, sono dei veri e propri CRIMINALI, protetti dalle leggi inique degli "stati" (a loro volta aziende private) loro servi, perche' i Banchieri immettono, sponsorizzano o pagano, i "loro" uomini politici e non, nei posti chiave degli stati, per ottenere cio' che vogliono... da questi ultimi, alla faccia del popolo che rimane in TOTALE schiavitu' !
 
Quindi:
Cari amici e lettori, dovete rendervi conto che quando andate a chiedere un "prestito" ad una banca...voi subite un FURTO da parte della banca, perche l'emissione del denaro viene effettuata dal NULLA (che e’ di proprieta’ dell’INFINITO), sul vostro NOME e COGNOME; la banca non lo emette/accredita sul suo proprio conto corrente e poi gira la cifra a Voi con un bonifico dal proprio conto, ma lo accredita direttamente sul Vs conto corrente,  e quindi siete voi gli UNICI proprietari del denaro, cosi come ha confermato recentemente anche la UE, in una risposta ad una interrogazione fatta su: chi e' il proprietario del denaro..?
Se il denaro viene emesso sul vs NOME e COGNOME, significa semplicemente che e' VOSTRO e NON della banca, e siccome viene emesso dal NULLA (di proprieta’ dell’INFINITO e non della banca), quindi e’ a credito NON a debito ….. la banca non ha NESSUN titolo, ne’ diritto, per chiedervi di restituire il capitale, che non e’ mai stato suo, ne' tanto meno di richiedere degli interessi su di un capitale che nei FATTI e' SOLO VOSTRO all’atto della emissione fatta per mezzo del vostro NOME e COGNOME, infatti non puo’ mai dimostrare di aver avuta la proprieta’ del denaro che e’ stato emesso sul vs conto corrente !
Inoltre le leggi italiane e quelle dei vari paesi occidentali, sui “prestiti”, confermano che: se un soggetto non e’ proprietario di un bene non puo’ prestare nulla, anzi se viene attuato, diviene un’atto illegale.
Qui siamo alla totale follia illogica bancaria, per tentare di legalizzare un FURTO !
In piu’ le banche, una volta sottratto il VOSTRO denaro, con la vostra firma, su di un modulo prestampato e senza la firma dell’amministratore della banca …. essa lo immette nel proprio bilancio, nei debiti, e non nei crediti, come sarebbe se fosse tutto regolare oltre ad essere logico amministrativamente, (cosa che non e’, commettendo un falso in bilancio)  ma e cosi, non solo non paga neppure l’iva sul servizio, ma non paga neppure le tasse allo stato…perche’ trattasi di un “debito”….ecco perche’ le banche dichiarano sempre un bilancio facilmente in passivo od a zero….