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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ENERGIA ...., la REALTA' e' vicina !
 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
 

 Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
 SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
Negli USA l'agenzia (privata) di riscossione delle Tasse, non paga le Tasse ed e' in mano ai soliti Criminali !

 

L'impatto con la Realta' e' imminente (NdR = i costi saliranno alle stelle....)
Nell'immediato futuro, dovremo affrontare la fine dell'era del combustibile fossile a buon mercato.
12-12-2005 - Fonte: J. H. Kunstler - 'Collasso'


Soprattutto, nell'immediato futuro, dovremo affrontare la fine dell'era del combustibile fossile a buon mercato. Non e' un'esagerazione affermare che forniture affidabili di petrolio e gas naturale a basso costo siano alla base di tutto cio' che identifichiamo come i vantaggi della vita moderna. Tutti i beni di prima necessita', i comfort, i lussi e i miracoli del nostro tempo - riscaldamento centralizzato, aria condizionata, automobili, aeroplani, illuminazione elettrica, indumenti poco costosi, musica registrata, cinema, supermercati, elettrodomestici, operazioni di protesi dell'anca, la difesa nazionale, e chi piu' ne ha piu' ne metta - devono la propria origine o la loro esistenza protratta, in un modo o nell'altro, al combustibile fossile a buon mercato.

Perfino le centrali nucleari dipendono da ultimo dal petrolio e dal gas a buon mercato per tutte le procedure di costruzione e manutenzione e per l'estrazione e la lavorazione dei combustibili nucleari. Le lusinghe del petrolio e del gas a basso costo erano cosi' seducenti e hanno suscitato tali slanci di entusiasmo che abbiamo smesso di prestare attenzione alla natura essenziale di questi doni miracolosi della Terra, al fatto cioe' che esistano in scorte limitate e non rinnovabili, distribuite in modo ineguale per il mondo.

A peggiorare le cose, le meraviglie di un costante progresso tecnologico sotto il regno del petrolio ci hanno attirato con l'inganno in una sorta di sindrome del Grillo Parlante, che ha indotto molti occidentali a credere che tutto cio' che desideriamo con sufficiente intensita' possa avverarsi. Oggigiorno, persino i meglio informati nella nostra cultura desiderano ardentemente credere che nel giro di pochi anni ci attenda una transizione priva di complicazioni dai combustibili fossili ai loro sostituti putativi, l'idrogeno, l'energia solare o quel che sia.
Cerchero' di dimostrare che e' una fantasia pericolosa. Nel migliore dei casi ci vorranno decenni per sviluppare alcune di queste tecnologie, il che significa che dobbiamo aspettarci un intervallo estremamente turbolento tra la fine del petrolio a buon mercato e cio' che verra' dopo.
Uno scenario piu' probabile e' che nuovi combustibili e tecnologie non possano mai sostituire i combustibili fossili nella misura, al tasso e nel modo in cui il mondo li consuma attualmente.

Cio' che in genere non si capisce di questa difficile situazione e' che il mondo sviluppato iniziera' a soffrirne molto prima che petrolio e gas si esauriscano completamente. Lo stile di vita occidentale - ormai praticamente sinonimo di sobborghi - puo' funzionare soltanto grazie a un'offerta affidabile di petrolio e gas sicuramente economici. Persino deviazioni esigue o moderate dai prezzi o dalle forniture attuali annienterebbero la nostra economia e renderebbero impossibile la logistica della vita quotidiana.

Le riserve di combustibile fossile non sono distribuite equamente nel mondo. Tendono ad essere concentrate in luoghi dove le popolazioni native non amano l'Occidente in generale o l'America in particolare, luoghi fisicamente molto lontani, luoghi sui quali potremmo realisticamente esercitare uno scarso controllo (anche se lo volessimo). Per motivi che spieghero' in dettaglio, possiamo stare certi che il prezzo e la fornitura di combustibili fossili subiranno oscillazioni e interruzioni nel periodo futuro che io definisco "la lunga emergenza".

Il declino dei combustibili fossili avviera' sicuramente conflitti cronici tra nazioni che si contendono quel che ne rimane. Queste guerre per le risorse sono gia' iniziate. Ce ne saranno altre, che probabilmente si protrarranno per decenni aggravando una situazione che, gia' di per se', potrebbe distruggere alcune civilta'. L'entita' della sofferenza nel nostro paese dipendera' certamente dalla tenacia con cui cercheremo di rimanere aggrappati ad abitudini, consuetudini e convinzioni obsolete come, ad esempio, da quanto strenuamente gli americani decideranno di combattere per conservare stili di vita suburbani che semplicemente non hanno piu' una giustificazione razionale.

Il dibattito pubblico su questo tema e' stato sorprendentemente inconsistente, malgrado l'esposizione dell'America alle nuove realta' globali dopo l'11 settembre. Nel momento in cui scrivo, ancora nessuno nelle alte sfere del governo federale ha osato dichiarare che a meta' del secolo ci aspetta l'esaurimento dei combustibili fossili e, molto prima, gravi sconvolgimenti del mercato. E' un argomento troppo carico di implicazioni spaventose per il nostro comportamento nazionale collettivo, soprattutto per il fatto non secondario che attualmente la nostra economia e' irrimediabilmente legata alla creazione e alla conservazione di una selvaggia espansione suburbana.

Nel contesto di questo flebile dibattito pubblico sul nostro futuro energetico emergono alcune posizioni assolutamente contrapposte. Una fazione, i cosiddetti "cornucopiani", afferma che la comprovata ingegnosita' tecnologica dell'Umanita' prevarra' sui dati di fatto della geologia (questa sembrerebbe essere l'extrema ratio della maggioranza degli americani, semmai riflettessero su queste cose).
Alcuni cornucopiani ritengono che il petrolio non sia materia organica liquefatta e fossilizzata, bensi' una sostanza minerale esistente in natura in quantita' illimitate nelle profondita' della Terra, come il centro cremoso di una caramella.

Gran parte dell'opinione pubblica e' semplicemente incapace di considerare l'eventualita' che l'innovazione tecnologica non sia in grado di salvare la civilta' industriale. La saga umana e' stata effettivamente sbalorditiva. Abbiamo superato ostacoli tremendi. 
La fine del XX secolo e' stata particolarmente ricca di successi tecnologici (sebbene gli insidiosi rendimenti decrescenti siano molto meno evidenti).
Come potrebbe una nazione che ha mandato degli uomini sulla luna provare qualcosa di diverso da una fiducia quasi divina nella propria capacita' di superare le difficolta' ?

Il computer di fronte al quale sto seduto sarebbe sembrato sicuramente una qualche sorprendente stregoneria a qualcuno vissuto in una fase precedente della storia americana, a Benjamin Franklin, per dire, che contribui' all'iniziale comprensione delle leggi dell'elettricita'. La serie ininterrotta di scoperte e sviluppi, a partire dal 1780, che ha reso possibile i computer e' incredibilmente lunga e complessa e include concetti che possiamo dare per scontati, a partire dalla corrente alternata a 220 volt sempre disponibile nelle nostre case. 
Ma cosa avrebbe pensato Ben Franklin della televisione ? O del software ? O della banda larga ? O della plastica? Di conseguenza, si dovrebbe ammettere la possibilita' che in futuro ci attendano meraviglie scientifiche difficilmente immaginabili per la gente del nostro tempo.
L'Umanita' potrebbe davvero trovare un qualche modo fantastico per far funzionare la civilta' con l'acqua di mare, o con nano-macchine organiche molecolari, oppure sfruttando la materia oscura dell'universo.
Ma direi che tali miracoli potrebbero verificarsi molto dopo la lunga emergenza, o non verificarsi affatto.
E' possibile che la fioritura del combustibile fossile abbia rappresentato un'occasione unica e irripetibile per la razza umana.

Un'opinione coerente, benche' estremamente pessimistica, su questa falsariga, contrapposta a quella dei cornucopiani, e' incarnata dai sostenitori della tesi dell'estinzione, i quali ritengono che la portata del pianeta abbia gia' superato il punto di "sforamento" e che siamo gia' entrati in un'era apocalittica che prelude all'imminente estinzione della razza umana.

Non danno alcun credito alla fede dei cornucopiani nella divina ingegnosita' dell'Umanita' nel superare i problemi e abbracciano invece un'economia di assoluta entropia. Considerano la fine del petrolio come la fine di tutto. La loro visione del mondo e' terminale e tragica.

La mia e' una posizione intermedia tra questi due campi, sebbene probabilmente un po' decentrata e piu' vicina ai sostenitori dell'estinzione. Ritengo che dovremo affrontare un periodo senza precedenti di terribili difficolta' nel XXI secolo, ma che l'Umanita' sopravvivera' e procedera' nel futuro, sebbene non senza aver subito, nel frattempo, alcune gravi perdite in termini di popolazione, aspettative di vita, tenore di vita, mantenimento di conoscenze, tecnologie e dignita'.
Credo che assisteremo a un drammatico declino, ma non a un'estinzione. Mi sembra che il cammino dell'esistenza umana comporti lunghi cicli d'espansione e contrazione, successo e fallimento, luce e oscurita', intelligenza e stupidita', e che sia presuntuoso affermare che il nostro tempo e' talmente speciale da segnare la fine di tutti i cicli (anche se credersi tanto speciali sarebbe coerente con il narcisismo degli intellettuali del baby boom). 
Percio' devo lasciare spazio alla possibilita' che noi esseri umani riusciremo a farcela, anche se dovremo attraversare tempi bui. L'abbiamo gia' fatto.

Estratto dal libro "Collasso" di James Howard Kunstler 

Commento NdR: anche se non siamo completamente d'accordo sul fatto che il petrolio sia in esaurimento (perche' cosi' ci vogliono far credere i petrolieri e "compagnie" ad essi collegati), in quanto il petrolio NON deriva da giacimento di prodotti organici depositati milioni di anni fa, bensi' dal "sangue della terra che si rinnova sempre ed autonomamente per processi bioelettronici e quindi biochimici, il costo dell'energia e' destinato ad arrivare a cifre iperboliche proprio perche' chi detiene il petrolio, VUOLE guadagnare ogni anno di piu' a discapito delle economie industriali degli stati stessi !


"Le persone disposte a barattare la propria libertà per una sicurezza temporanea non meritano nessuna delle due e perderanno entrambe". (frase attribuita a Benjamin Franklin)

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !


PARLIAMO di ENERGIA -  By Radio Gamma 5 del  28/11/2007

La richiesta energetica mondiale ha subito un incremento improvviso con il decollo delle economie della Cina e dell’India. E ovviamente rispunta la tentazione di ricorrere in modo massiccio all’energia nucleare, cioè alla costruzione nel mondo di nuove centrali nucleari. Occorre però ricordare che anche l’energia nucleare ha bisogno di combustibile per essere prodotta, e questo combustibile che è l’uranio è anch’esso soggetto ai prezzi di mercato , così come avviene per il petrolio. Anzi la crescita del prezzo del petrolio è parallelamente seguita dalla crescita del prezzo dell’uranio.

In questo momento il mercato avrebbe bisogno di 175 milioni di libbre di uranio, e invece la produzione arriva a stento ai 110 milioni. Questa carenza rispetto alla richiesta ha innescato anche per l’uranio una corsa al rialzo del suo prezzo che dai circa 60 dollari alla libbra  del settembre 2006 , oggi è arrivato ai 90 dollari e si prevede possa arrivare nel 2008 ai 100 dollari la libbra. Quindi cambia il combustibile, ma non cambia la convenienza economica, non cambia la carenza delle scorte, non cambiano gli stessi rischi ai quali è soggetto il petrolio, con l’aggravante dei rischi di localizzazione sia delle centrali che dei depositi per lo smaltimento delle scorie.

Occorrerebbe dunque investire pesantemente nella ricerca di energie alternative che soprattutto fossero svincolate da prodotti legati alle oscillazioni finanziarie dei mercati. Ricerche dunque sull’energia eolica, solare, delle biomasse etc.

Ma queste ricerche languono non solo in Italia , ma anche nel mondo per un motivo molto semplice. Con l’energia solare, eolica, etc. non si possono costruire armi di distruzione di massa, e le potenze mondiali amano investire nell’area militare e non nell’area civile, un esempio eloquente è quello dell’Iran che ha fonti energetiche petrolifere in casa, un potenziale di energia solare immenso ma preferisce spendere nel nucleare  per nascosti fini militari.

Le dispute ricorrenti tra potenze nucleari e altre che lo vorrebbero diventare, e le situazioni d’instabilità politica nell’ambito di stati già possessori di armamenti nucleari, tendono quindi a far ritornare d’attualità le armi nucleari, ad esempio in  l’Iran e  Pakistan.

La sicurezza mondiale è sempre in attesa che si concretizzi la speranza di un  rifiuto, di ogni nazione, di usare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie.

La recente moratoria mondiale sulla pena di morte comminata ai delinquenti, a maggior ragione dovrebbe essere indispensabile estenderla  alla pena di morte  comminata a migliaia di innocenti, e applicata con il pretesto della guerra.

Tutto questo dovrebbe spingere tutti a mettere in atto solo trattative diplomatiche ad oltranza, per risolvere i vari problemi internazionali, anche perché il disarmo internazionale  resta solo una utopia  in quanto praticamente irrealizzabile e avente un elevato rischio di essere completamente inefficace.

Ma invece si usa sostenere che il possesso delle armi nucleari,oggi potrebbe costituire  una garanzia di pace. Vedremo in seguito che questo concetto è molto discutibile, ma oltre tutto nasconde ben altro e si fanno sforzi notevoli per far tacere l’opposizione della gente.

Persuadere la gente che la guerra può essere evitata  con il solo possesso dell’arma nuclerare  è un altro modo per far accettare al pubblico la necessità di sviluppo delle ricerche nucleari , e specialmente allettare l’opinione pubblica che con la  costruzione ovunque di centrali nucleari sarebbe risolto il problema energetico.

E’ una sottile strategia iniziata fin dal 1948, basata sul concetto che il pubblico fosse irrazionale e malleabile e che quindi, con l’intervento di esperti di psicanalisi, fosse possibile lanciare una campagna di educazione di massa, tesa a tranquillizzare chiunque di opponesse al nucleare, facendo passare tutto questo per una forma di “isterismo” collettivo immotivato.

Insomma un lavaggio del cervello di massa.

Infatti nel 1948 un’azione di questo tipo fu intrapresa negli Stati Uniti dalla American Psichiatric Association, su richiesta del governo americano, e analoga azione nel 1957 fece l’Organizzazione Mondiale della Sanità, istituendo un gruppo di studio sugli aspetti concernenti la salute mentale del pubblico sugli usi pacifici dell’energia atomica.

Insomma il pubblico che si fosse opposto all’uso dell’energia nucleare, doveva essere considerato malato di mente. Questa campagna prosegui anche quando la fuga radioattiva del reattore nucleare di Windscale in Inghilterra, costrinse il governo inglese a ritirare e distruggere il latte contaminato, e si ebbe il coraggio di commentare che la preoccupazione diffusasi, era un esempio collettivo  di regressione psichica nel pubblico.

Dietro tutto questo c’è sempre l’interesse economico, perché le nuove centrali nucleari, anche se definite più sicure, ma non sicure in assoluto, costeranno il doppio di quelle attuali, e quindi diminuirà anche per questa ragione, e non solo per la crescita del prezzo dell’uranio,la convenienza dell’energia nucleare prodotta, che sarebbe prodotta a  costi raddoppiati.

L’affare è molto più grande di quanto si pensi, perché le attuali previsioni di costruzione entro il 2020 di altre trenta nuove centrali, sarebbero insufficienti perché queste previsioni coprirebbero solo il 3% del fabbisogno energetico a quella data, e quindi si dovrebbe far accettare la necessità di costruire non meno di 600 nuove centrali.

E’ facile immaginare quali speranze di affari scatenino queste possibilità tra i fornitori delle apparecchiature necessarie.

Ma tornando agli armamenti nucleari, è vero che durante la guerra fredda, poiché queste erano in possesso solo di due grandi potenze, la reciproca minaccia ha costituito un deterrente utile per una forma di dissuasione. Oggi però le conoscenze tecniche necessarie sono di facile reperibilità trattandosi di una tecnologia degli anni 40, e la loro costruzione offre a chi le vuole avere ,la sensazione di sentirsi protetto.

Tuttavia questa proliferazione non potrebbe produrre il medesimo equilibrio del passato e non la medesima deterrenza della guerra fredda, per molteplici ragioni.

Un arsenale nucleare, in fase iniziale di realizzazione, è altamente instabile sia perché modesto rispetto a quelli già esistenti, sia perché il terrore di uno stato di essere disarmato e annientato per primo, spingerebbe questo a cercare di neutralizzare prima, il nemico, lanciando i suoi missili.  Quindi l’effetto stabilizzante delle armi nucleari, in questo caso, si potrebbe avere solo dopo che entrambe le parti fossero dotate di arsenali di eguale  livello.

Ma anche questa forma d’ equilibrio potrebbe non essere sufficiente e nemmeno universale. Già abbiamo avuto due scontri militari tra potenze nucleari che sono stati ad un passo  dal provocare una escalation atomica.

Infatti nel 1969 tra Cina e URSS, sul fiume Ussuri e nel 1999 tra India e Pakistan. Nemmeno la disponibilità di armi nucleari, da parte d’Israele, nel 1973 ha sconsigliato l’Egitto, la Siria e la Giordania dall’attaccare lo stato ebraico.

Un concreto freno invece all’uso dell’arma nucleare sarebbe  anche la certezza che danneggerebbe non solo il vinto ma anche il vincitore, per tempi lunghissimi.

Ma indipendentemente da specifiche volontà soggettive, un aumento del numero di arsenali e di armi atomiche aumenterebbe il pericolo di un loro uso accidentale.

Alcuni degli stati a rischio di proliferazione nucleare potrebbero non avere i mezzi sufficienti per tenere sotto controllo le loro armi per diverse ragioni, come i rapporti fragili tra governi e gerarchie militari, come le azioni di frazioni ribelli, come i terroristi o semplicemente le persone squilibrate.

Oggi grande preoccupazione desta il Pakistan che possiede almeno 50 testate nucleri, delle quali nemmeno gli Stati Uniti conoscono la dislocazione. L’instabilità politica di questo stato nucleare ripropone non solo il terribile rischio dell’uso di queste armi contro l’India, ma la possibilità di loschi baratti che consentano ai fondamentalisti islamici di mettere le mani su queste armi. Non sono solo ipotesi ,ma questi baratti  sono fatti concreti già verificatisi negli anni ottanta quando il gruppo di scienziati pakistani guidati dallo scienziato Abdul Quadeer Kahn , fornì segreti e tecnologia nucleare a Nord Corea, Iran e Libia.

Subito dopo gli attentati di settembre a New York alcuni scienziati pakistani avevano discusso di segreti nucleari direttamente con Osama Bin Laden.

La minaccia nucleare pakistana è completata dalla esistenza nel suo arsenale sia di missili a corto raggio costruiti nel paese, sia di quelli ad ampio raggio importati direttamente dalla Cina e dalla Corea del Nord.  

Ma la deterrenza reciproca implica l’esistenza di stati grandi e stabili, mentre oggi molti stati, che hanno o avranno armi nucleari, sono politicamente deboli, insicuri,con governanti precari e disposti a qualunque follia pur di mantenere il potere.

Quali garanzie di stabilità possono dare nazioni come la Corea del Nord, l’Iran, e quale garanzia potrebbe dare la stessa Russia che al posto di una strategia, pone invece le tattiche elettorali di Putin ? Non possiamo dimenticare che la Russia ha migliaia di testate nucleari, centinaia delle quali su sottomarini, immuni da ogni eventuale scudo americano.

E’ vero che oggi la minaccia nucleare è più politica che militare e tende a dare forza alle trattative con gli USA, sul dispiegamento dei radar in Europa, mentre all’interno tende a dare forza a Putin, puntando su una campagna patriottica mistificatrice, ma con la crisi di Cuba al tempo del Presidente Kennedy abbiamo assistito che la minaccia politica era ad un passo dal diventare una minaccia militare, imprevedibile.

Ma esiste anche un’altra motivazione per rendersi conto della inesistenza di un equilibrio della pace basato sugli armamenti nucleari.

Non è vero che tutte le violazioni dei diritti umani in una nazione, provochino reazioni perbeniste nel mondo intero, che arrivino  all’uso delle armi contro quello stato.

Questo perbenismo è stato proclamato per la guerra in Irak, ma ormai  tutti sappiamo  che fosse un ignobile pretesto e che si basava addirittura sulle menzogne.

Non così sono state le violazioni dell’URSS all’epoca della guerra fredda, palesi, tiranniche,oppressive, ma poiché il tiranno era forte, è prevalso al perbenismo e all’indignazione la vigliaccheria, e per fortuna questa vigliaccheria è servita per trovare soluzioni graduali nel tempo, facendo fare, a chi si autoproclamava campione della libertà, parecchi passi indietro.

Oggi si hanno analoghe violazioni dei diritti umani in Cina, ma anche qui è stata applicata l’etica della responsabilità, definita dal sociologo tedesco Max Weber, che ammonisce coloro che denunciano e agiscono irresponsabilmente, ad interrogarsi sulle conseguenze  di un conflitto punitivo e  a rendersi conto che potrebbe avere l’effetto contrario, sia diretto che indiretto, bruciando le vite di esseri umani.

L’irresponsabile intervento americano il Iraq, oggi è da tutti pagato con il "terrorismo islamico", e insistendo su questa strada ,non solo non si riesce a contenere, ma tende ad  allargarsi sempre di più.

Quindi il quadro di sicurezza offerto dalle armi è semplicemente poco credibile.

E’ allora indispensabile l’unica via della trattativa diplomatica, anche fatta di cedimenti limitati e temporanei, pur di evitare disastri militari. Qualunque passo indietro di una nazione che dovesse comportare  un eventuale prezzo economico da pagare , sarebbe certamente più conveniente del prezzo economico che lo stesso stato e la comunità mondiale dovrebbero pagare in caso di conflitto.

Ben venga dunque la vigliaccheria, ben venga l’etica della responsabilità, ben vengano estenuanti e lunghi negoziati, per evitare costruzioni di nuovi ordigni e assassini bellici di massa.

Chi governa non può dimenticare di avere un cervello, che deve saper usare con giudizio ed alto senso di altruismo.
 

Furto di Sovranita' = EUROGENDFOR: POLIZIA EUROPEA, (Superpolizia) per sottometterci ancora di piu' alle direttive dei Padroni nel mondo
Informati, Italia: Eurogendfor e mandato di arresto europeo: parla un avvocato

Leggere lo statuto dell' Eurogendfor vi impressionerà.........
L'EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni (loro) non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone (da essi arrecati) non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.... e per ora paga solo l'Italia tutte le spese per l'Europa.....