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L'economista Steve Hanke, articolista di FORBES, è un noto avvocato e uno degli artefici dell'ufficio delle valute. Una nazione con un ufficio delle valute cessa di avere un ruolo monetario indipendente e per tutta una serie di motivi pratici cessa anche di avere la propria valuta. Perciò essa congiungerà la propria valuta ad una valuta straniera più forte - che oggigiorno possono essere i dollari statunitensi come i marchi tedeschi. Prendiamo per esempio il peso argentino. Esso esiste ancora con sopra il volto di un qualche eroe locale, ma dietro ogni singolo peso vi è un dollaro statunitense che viene mantenuto alla banca centrale, il quale viene spogliato di buona parte del suo vecchio valore. Le persone del posto e gli stranieri possono liberamente scambiare i pesos con dei biglietti bancari con un tasso fisso permanentemente. I pesos sono buoni quanto i dollari poiché la banca centrale argentina non può stampare un peso in più, a meno che non riceva un dollaro per finanziarlo. Ciò
impone sopra le nazioni con un ufficio valute la stessa disciplina che era
in uso per l'oro. Qui, l'editore del FORBES, James W. Michaels, interroga il Sig. Hankesul funzionamento degli uffici valutari. FORBES: Steve, perché abbiamo queste 175 valute senza valore, le quali destabilizzano il commercio e gli investimenti internazionali? Hanke: Perché l'IMF ha promosso l'idea di banche centrali indipendenti. Ma il mondo si sta muovendo nella direzione di avere poche valute. Già sin d'ora, il 70 % di tutte le valute statunitensi e il 40% dei marchi tedeschi sono posseduti all'estero, soprattutto da stranieri che non hanno fiducia nella valuta del proprio paese. E sempre di più le piccole nazioni prendono in considerazione l'idea di seguire le impronte della Bulgaria e dell'Estonia, le quali hanno adottato un ufficio valutario, unificando le loro valute con una valuta forte. Per quel che sta succedendo, si può dire che stiamo ritornando ai tempi prima della Prima Guerra Mondiale, quando c'era l'oro come valuta standard. Virtualmente l'intero mondo si basava sull'oro. C'era un'unica valuta: l'oro. La maggior parte delle valute potevano essere convertite in oro secondo un valore prefissato. Oggi la maggior parte delle nazioni hanno un piano monetario indipendente. Questo non era il caso dell'oro. Le uniche crisi finanziarie che si sono verificate in passato sono state causate da guerre o rivoluzioni. Per rispetto di chi non è pratico dell'Econ 101, spiega come era il suo funzionamento. Nel caso di governo instabile o di un'economia nazionale non conforme alla giusta direzione, l'oro volava via da questa nazione per andare a New York o a Londra. Poiché le valute nazionali dovevano essere convertite in oro, la fuga dell'oro significava meno unità delle valute locali in circolazione, e questo spingeva i tassi di interesse in alto provocando un crollo. Questa è la ragione per cui si avevano ancora fluttuazioni e i cicli degli affari. Ma le valute erano stabili. Per anni, la sterlina britannica valeva circa 5 dollari americani. I pesos, i franchi e le lire, per esempio, erano stabili in relazione una con l'altra. Se s'investe all'estero, si rischia molto, ma per lo meno non hai i rischi aggiuntivi delle fluttuazioni delle valute. La gente ritiene che l'oro in quanto standard rappresenti un mito, che non funziona come vorrebbero i nostalgici che lo pubblicizzano. Bene, esso era un mito nel senso che c'erano politici che provavano a sottrarsene , ma era una cosa ben futile. Strillavano tanto, ma il sistema impediva loro di agire a modo loro. Sicurezza nei biglietti bancari Le valute senza valore stimolano la domanda di dollari americani in ogni parte del mondo. La venuta dell'Euro porterà il mondo ad avere un sistema valutario unificato ? L'Europa avrà un'unione monetaria con un'unica valuta, l'Euro. La Banca Centrale Europea sarà al comando. Ciò metterà fine ad ogni nazione che persegue una politica monetaria indipendente. Non è un'unificazione globale, ma un'unificazione valutaria in scala continentale. L'Euro si appresta ad andare incontro a tutta una serie di difficoltà iniziali. Non sarà qualcosa di facile soluzione. I comunisti italiani si sono opposti al severo budget richiesto per rientrare in questi parametri. Ma l'unione monetaria verrà realizzata. L'Euro spinge i paesi confinanti a far parte di questo atto di unificazione valutaria. L'Europa unirà le valute al primo gennaio 1999. Questo sta mettendo pressione nelle nazioni dell'Europa centrale e dell'est Europa per essere unificate. Una delle prime nazioni esterne che entrerà nell'Unione Europea è l'Estonia. L'Estonia aveva già preparato il terreno per installare un ufficio valutario nel giugno del 1992. La loro valuta di riferimento è il marco tedesco. Ora la Bulgaria ha un ufficio valutario che usa il marco come valuta di riferimento. Ci sono tra le 10 e le 15 nazioni che ruotano attorno l'Euroblocco, le quali probabilmente afferreranno l'Euro. Anticipo che la Turchia adotterà un ufficio valutario cosicché creerà le condizioni per entrare nell'Unione Europea. Notiamo che persino i messicani, ipersensibili nonostante siano in maniera allusiva dominati dagli USA, stanno discutendo sul tema di un ufficio valutario basato sul dollaro per controllarne la continua caduta. Ma il dollaro è realmente solido come una roccia? Proviamo a riguardare alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80, quando l'inflazione statunitense era relativamente alta. In Francia, i ristoranti non accettavano la moneta americana. Chi vuole legare la propria moneta con una insignificante? Questo è il motivo che non condivido l'unione ad una singola valuta. Alla fine, credo ci saranno forse tre blocchi valutari: il dollaro, l'Euro e forse lo yen. Con la competizione tra valute, le altre nazioni possono decidere a quale valute collegare la propria. I diversi blocchi saranno in competizione l'uno con l'altro. Se uno di questi grandi blocchi è in difficoltà, l'inflazione diventa incontrollabile o vengono adottate politiche monetarie negative per gli affari, la gente abbandonerà questa valute e la sostituirà con altre. Le tre grandi valute potrebbero fluttuare l'una contro l'altra? Sì, ma ci sarebbe una tremenda pressione su tutte e tre per adottare politiche valutarie con lo scopo di mantenere la loro parità. Se il dollaro iniziasse ad avere un cedimento rispetto le altre due, ciò rappresenterebbe un forte segnale che Washington sta facendo qualcosa di sbagliato. Si dovrebbe disciplinare la sorgente monetaria. Comunque, nutro dei dubbi per quel che riguardo il fatto che tutti possano aggregarsi a questa unione monetaria, dove non ci sono opzioni di uscita. Preferirei un sistema nel quale le nazioni potessero scegliere e cambiare. A chi non ama l'Euro come valuta di riferimento, cambi con il dollaro, e viceversa, ovviamente attraverso regole specifiche. Perché ci è voluto così tanto tempo per ottenere un'unificazione monetaria in un'era nella quale le nazioni stanno armonizzando le loro politiche relative alle tariffe e alle tasse? I politici non amano ritirare le proprie politiche monetarie. Ad essi non piace sentirsi con le mani legate senza che possano introdurre degli espedienti politici per dei programmi di spesa. E' significante il fatto che l'Argentina è stata una delle prime nazioni nell'era moderna ad entrare nel sistema dell'ufficio valutario. Per gli argentini, l'inconveniente delle mani legate rappresentava un piccolo prezzo da pagare se paragonato con gli anni di sofferenza e di stagnazione inflitti dalla iper-inflazione. Le presenti crisi stanno forzando diverse nazioni, che in passato avevano rigettato l'idea degli uffici valutari, a dare una seconda occhiata a questo progetto. Nonostante la situazione caotica dell'Asia, il presente sistema misto post-WWII ha funzionato bene fino a poco tempo fa. Il non-sistema attuale non è andato così male per le grandi nazioni industriali, ma le altre 175 nazioni, popolate dalla maggior parte degli abitanti del mondo, sono state afflitte da una bassa qualità del denaro che si è letteralmente squagliato nelle loro tasche. Queste confische nascoste hanno rallentato il progresso economico. E' in particolar modo pericoloso per lo sviluppo di queste nazioni, perché esse hanno un grande bisogno di capitali esteri per dare forza alla loro abbondante forza lavorativa, ma il capitale estero è stato già bruciato dalle crisi economiche passate. Quanto è importante il ruolo della tecnologia dei computer nella accelerazione dell'adozione di valute unificate e della competizione valutaria ? E'
importantissimo. Diciamo per esempio che tu hai il controllo degli scambi
stranieri. Grazie ad Internet, sempre più banche opereranno internazionalmente. Sempre più persone useranno i conti offshore — non solo quelli che si possono permettere un biglietto aereo per la Svizzera o Panama. Quindi chiunque può permettersi di spendere duemila dollari per un computer può mettersi a ridere davanti ai controlli valutari. Le
valute unificate aiuteranno le banche internazionali ad espandersi
ulteriormente. Potresti dire la stessa cosa per quel che concerne le banche giapponesi, con la differenza che esse sono in affari per derubare i consumatori e i risparmiatori giapponesi e stranieri …. Bene, ho letto che la Citibank sta avendo un grande successo in Giappone perché le persone del posto temono la Fuji Bank. Valute unificate significa un mondo con le Nazioni Unite che comandano tutti noi attorno ? Questa unificazione valutaria è l'inizio della fine delle sovranità nazionali ? Non necessariamente. Questa è una delle bellezze degli uffici valutari, così come l'oro in quanto valore standard. I giorni in cui l'oro aveva un valore standard rappresentavano l'apice della sovranità nazionale, ma non della sovranità monetaria. Con gli uffici valutari si ha un'unificazione monetaria senza l'unificazione politica. Quando si collega il pesos al dollaro, l'Argentina rinuncia al suo controllo della strategia monetaria, ma non rinuncia alla sovranità nazionale. Con l'unione monetaria, quello che accadrà in Europa o in America, è molto diverso perché non è facile scegliere. La California e l'Iowa vorrebbero staccarsi dall'unione monetaria. L'Argentina potrebbe cambiare e ancorarsi all'Euro o addirittura allo yen. C'è una strategia d'uscita che non coinvolge la crisi della propria valuta o all'abbandono della sovranità nazionale. Ecco perché la via d'uscita dell'ufficio valutario è così attrattiva e questo è il motivo per cui verrà promossa la competizione tra valute. Se si standardizzano due o tre valute, perché si dovrebbero ancora avere i pesos, le rupie e le altre monete ? In parte per non frustrare l'orgoglio nazionale. Inoltre, quando i pesos vengono convertiti in dollari, le banche centrali locali possono guadagnare interesse sulle proprie holding di riserve di dollari. Cosa significa l'unificazione valutaria per gli investitori e per gli uomini d'affari? Saranno capaci di investire internazionalmente senza rischi di svalutazione. Niente più prevaricazioni costose. Sarai in grado di contare sullo sviluppo delle holding nazionali per una politica economica responsabile. Si potrà stabilire un budget più o meno equilibrato quando si ha una valuta equilibrata. Ciò significa che le spese di governo possono essere più o meno sotto controllo, e si vendono meno BOT e CCT e si lasciano più soldi per gli investimenti privati. Di conseguenza una volta che si mette un ufficio valutario, i tassi di interesse scendono rapidamente. Prendiamo la Bulgaria. Nel 1997 i titoli bulgari Brady erano quelli coi migliori risultati perché questa piccola nazione aveva un sistema d'ufficio valutario. In questo senso, esso sarà un ulteriore beneficio tanto per le nazioni povere che per quelle ricche. Il costo del capitale sarà inferiore. Certo, queste pazze valute locali prevengono l'accumulo di capitali in queste nazioni. La gente risparmia e l'inflazione confisca i risparmi. Senza più le valute traballanti a creare caos, George Soros sarebbe costretto a tornare a scrivere i suoi noiosissimi libri (che nessuno ha mai letto). Precisamente. I soldi abbonderanno per l'opportunità di investimento e non in risposta ai rumori di svalutazione e di speculazione. Secondo me, l'unificazione valutaria è uno scenario ottimistico. Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale ! Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !
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Storicamente, la Banca d’Inghilterra tende a
essere un precursore, esternando quelle
che possono sembrare posizioni radicali ma che
poi finiscono per diventare la nuova ordotossia.
Se questo è ciò che sta accadendo, potremmo
trovarci presto nella posizione di scoprire se
Henry Ford aveva ragione.
By
David Graeber -
Fonte:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
Traduzione di Michele Cucca
http://www.pressnewsweb.it/2014/03/la-bank-of-england-ammette-che-il.html
http://www.informarexresistere.fr/2014/03/21/la-bank-of-england-ammette-che-il-sistema-bancario-attuale-e-una-truffa/
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Perchè quelli di Wall Street non
sono in galera? - 29
Marzo 2011
I truffatori finanziari hanno messo a terra
l'economia mondiale, ma la FED si muove più per
proteggerli che per perseguirli.
Tra un drink e l'altro, in una noiosa e nevosa
serata a Washington il mese scorso, un ex
investigatore del Senato scoppiò a ridere mentre
finiva di sorseggiare la sua bibita.
"Tutto è finito a carte quarantotto, e nessuno
va in prigione" disse. "Ecco il succo della
storia. Al diavolo, non c'è bisogno di
aggiungere niente altro. Basta questo".
Misi giù il taccuino. "Solo questo ?"
"Esattamente" aggiunse, mentre chiedeva il conto
alla cameriera. "Tutto è finito a carte
quarantotto, e nessuno va in prigione. Può
concludere l'articolo a questo punto". Nessuno
va in prigione. Ecco il vero mistero dell'era
della crisi finanziaria, un'era che ha visto
praticamente tutte le più importanti banche e
istituzioni finanziarie di Wall Street
invischiate in osceni scandali che hanno
impoverito milioni di persone e, in totale,
hanno distrutto centinaia di miliardi, anzi
triliardi, di dollari di ricchezza mondiale. E
nessuno è finito in prigione. O per meglio dire,
nessuno tranne Bernie Madoff, le cui vittime,
guarda caso, sono state altre persone ricche e
famose .
Gli altri, tutti gli altri, sono restati liberi.
Non uno solo dei dirigenti alla testa delle
società che hanno messo a punto l'operazione e
ne hanno approfittato durante il boom
finanziario fasullo - una truffa di portata
industriale che ha significato la vendita
massiccia di titoli ipotecari falsamente
valutati - è mai stato incriminato. I loro nomi
sono oramai conosciuti anche dal più distratto
consumatore medio americano di notizie: società
come AIG, Goldman Sachs, Lehman Brothers, JP
Morgan Chase, Bank of America e Morgan Stanley.
In massima parte questi nomi hanno direttamente
partecipato all'elaborata frode e al susseguente
furto. Bank of America ha mentito su miliardi
elargiti in bonus. Goldman Sachs si è astenuta
dallo spiegare ai clienti come aveva messo
assieme il meccanismo di ipoteche tossiche che
stava vendendo. Peggio ancora, molte società
avevano dirigenti aziendali le cui azioni sono
costate miliardi agl'investitori: da Joe
Cassano, responsabile derivati della AIG, che
proprio pochi mesi prima dell'implosione della
sua unità, aveva garantito agl'investitori che
non avrebbero perso "nemmeno un dollaro", a Dick
"The Gorilla" Fuld, ex responsabile della Lehman,
che opportunamente omise di dichiarare i 263
milioni di dollari in compensi. Nessuno di loro
ha trascorso anche un solo giorno dietro le
sbarre.
I legislatori e i giudici federali hanno invece permesso che le banche e società finanziarie che avevano cercato di distruggere l'economia mondiale si tirassero fuori dai guai con transazioni ben orchestrate: archiviare le azioni in cui le società erano state coinvolte dietro pagamento di multe pateticamente basse e senza nemmeno essere obbligate ad ammettere di aver agito male. Per aggiungere la beffa al danno, quelli che hanno realmente commesso gli atti criminali non pagano praticamente mai le multe di tasca propria; le banche sorprese a defraudare i propri azionisti spesso usano i soldi degli azionisti stessi per chiudere le pendenze con la giustizia. "Se le accuse sono vere" ha dichiarato Jed Rakoff, un giudice federale del Southern District di New York "i dirigenti se la stanno cavando a buon prezzo, coi soldi presi dalle tasche delle vittime".
Per capire a fondo le conseguenze
di tutto ciò, bisogna riflettere con attenzione
sull'efficacia delle multe come castigo per
imputati, tra gl'individui più ricchi al mondo,
che hanno semplicemente chiesto alle proprie
società di pagare le multe al loro posto. E,
all'inverso, bisogna anche considerare a quale
potente deterrente contro ulteriori
comportamenti truffaldini lo Stato sta
rinunciando per non aver provare a questa gente
tanto speciale l'esperienza del carcere.
"Schiaffate Lloyd Blankfein in un carcere duro
per sei mesi e vedrete come queste stronzate
finiranno, in tutta Wall Street" ha dichiarato
un ex assistente del Congresso. "Basterebbe
questo. Solo una volta".
Ma non è successo. Perché l'intero sistema
creato per controllare e regolamentare Wall
Street è fottuto.
Chiedetelo a tutti quelli che hanno tentato di
fare la cosa giusta.
Ecco come dovrebbe funzionare il sistema normativo di Wall Street. Tanto per cominciare, esiste una gigantesca lista di agenzie pubbliche o semipubbliche che sorvegliano ostensibilmente l'andamento economico, un denso manipolo di normatori bancari, assicurativi, azionari - ad esempio FED, FDIC, OCC e CFTC - oltre a sedicenti "organismi di autoregolamentazione" come la New York Stock Exchange. Tutte costoro devono per legge avviare le opportune indagini per mettere in luce i crimini finanziari, anche se nessuna dispone di poteri giudiziari.
La più importante agenzia
federale che si occupa di Wall Street è la
Securities and Exchange Commission. La SEC
sorveglia reati quali l'insider trading o le
cosiddette "violazioni della trasparenza" - in
pratica controlla che tutte le informazioni
finanziarie che le aziende quotate debbono
rendere pubbliche corrispondano alla realtà. Ma
la SEC non ha poteri giudiziari, quindi quando
decide che qualcuno dovrebbe finire in carcere
non può fare altro che trasmettere il caso al
Dipartimento della giustizia.
E siccome la quasi totalità dei crimini
finanziari avvengono in Lower Manhattan,
gl'incartamenti trasmessi dalla SEC finiscono
spesso sul tavolo del procuratore generale per
il Southern District di New York. Il procuratore
generale - un ruolo ricoperto da eclatanti
personaggi quali Robert Morgenthau e Rudy
Giuliani - e il direttore della SEC responsabile
dell'applicazione della normativa vengono dunque
considerati i due principali poliziotti che
vigilano su Wall Street.
Il rapporto tra SEC e Dipartimento della Giustizia è ovviamente molto stretto, quasi simbiotico. Dal momento che combattere i crimini finanziari richiede un elevato livello di conoscenze finanziarie, e che il tipico agente FBI ossessionato da droga e terrorismo non riesce nemmeno a svolgere tutti i suoi compiti e meno ancora ad occuparsi di problemi legati agli strumenti finanziari, il Dipartimento della Giustizia finisce col dipendere totalmente dall'armata di oltre 1100 analisti che passano il tempo scavando tra numeri e dati. In teoria si tratta di un meccanismo ben oleato: il miliardario di Wall Street Asshole commette una serie di frodi, il NYSE lo scopre e allerta la SEC, la SEC prepara un dossier sul caso e lo trasmette alla Giustizia, e la Giustizia porta via Asshole dal Nobu in una lucente auto della polizia e gli offre 36 mesi di ginnastica, lavori manuali e hamburger in una prigione statale.
Così dovrebbero andare le cose.
Ma è più che evidente che quando si tratta di
Wall Street, il sistema giudiziario non solo
evita di punire i criminali finanziari ma si è
trasformato in effetti in un efficientissimo
sistema per proteggerli. La realtà non ha niente
a che vedere con la politica o le ideologie:
funziona indipendentemente da chi o da quale
partito è al potere.
Per capire come funziona il meccanismo bisogna
risalire di almeno un decennio indietro, quando
un caso di frode finanziaria dopo l'altro veniva
perseguito con estrema lentezza, o non lo era
affatto, a causa di una burocrazia statale
troppo spesso in sintonia con i colpevoli.
La sconvolgente pratica di non applicazione
della normativa nei confronti di Wall Street è
così radicata a Washington da far nascere seri
dubbi sulla reale natura della nostra società:
abbiamo forse creato una classe sociale i cui
crimini non vengono più percepiti come tali,
indipendentemente dalla loro stessa natura? SEC
e Dipartimento della Giustizia si sono
trasformati in una strana specie di chirurghi
sociali al servizio di una classe che non può
finire in prigione, e invece di amministrare
giustizia e castighi si occupano di allontanare
e rimuovere ogni responsabilità penale dagli
accusati.
La sistematica assenza di norme ha frustrato anche i più decisi legislatori del paese. Lynn Turner, ex capocontabile della SEC, scoppia a ridere all'idea che la giustizia si fermi quando arriva a Wall Street. "Penso che siate partiti da una premessa sbagliata: che esista un organismo responsabile dell'applicazione della normativa per Wall Street" dice.
Nella struttura gerarchica della
SEC, il capocontabile svolge un ruolo
fondamentale nel denunciare i comportamenti
fraudolenti e le violazioni della trasparenza.
Turner rinunciò all'incarico una decina di anni
orsono, quando uno dei casi più significativi
venne vanificato dalla burocrazia della SEC. Nei
tardi anni '90 l'agenzia aprì una procedura, poi
rapidamente chiusa, sulla catena di negozi Rite
Aid, che stava utilizzando diabolici trucchi
contabili. Ma invece di agire rapidamente per
bloccare queste frodi la SEC parcheggiò il caso
su un binario morto. "L'ufficio di Filadelfia
non fece assolutamente nulla per oltre un anno"
ricorda Turner "Lo stesso comportamento
dell'ufficio di New York nei confronti di Madoff".
Il caso Rite Aid languì per anni, fino a quando
non morì di morte naturale. Lo stesso successe
in un altro caso che lasciava presagire il
disastro dell'Enron.
L'agenzia scoprì che il fabbricante Sunbeam
stava usando lo stesso genere di trucchi
contabili per nascondere sistematicamente le
proprie perdite agl'investitori. Ma alla fine la
SEC si limitò a condannare il direttore generale
dell'azienda, Al "Chainsaw" Dunlap —
universalmente considerato uno dei peggiori
truffatori della storia finanziaria americana -
a una multa di 500.000 dollari (secondo le stime
dell'epoca, i guadagni netti di Dunlap
ammontavano a 100 milioni di dollari) e al
divieto di dirigere in futuro un'azienda
pubblica (cosa che lo obbligò ad andare in
pensione con appena 99,5 milioni di dollari).
Dunlap passò il resto del tempo a raccoglie gli
utili del suo libro di memorie Mean Business.
La passività nei confronti del comportamento scorretto di Wall Street divenne sempre più grave dopo le dimissioni di Turner, con casi che languivano per anni o dormivano in un cassetto. L'esempio più noto è forse quello di Gary Aguirre, un analista finanziario della SEC che venne estromesso dopo essersi interrogato sulle ragioni della mancata denuncia per insider-trading di John Mack, ora presidente della Morgan Stanley e uno dei più potenti banchieri statunitensi.
Aguirre, entrato nella SEC nel
settembre 2004, venne incaricato di esaminare
una denuncia per insider-trading contro Art
Samberg, una figura di primo piano nei fondi
speculativi. Senza analisi o discussioni previe,
Samberg aveva improvvisamente cominciato a
comprare grandi quantità di azioni di una
società chiamata Heller Financial. "Sembrava
come se un giorno Art Samberg si fosse svegliato
e una voce dall'oltretomba gli avesse detto di
cominciare a comprare Heller" ricorda Aguirre "E
non si limitava a comprare azioni, c'erano
giorni in cui tentava di comprarne in quantità
tre volte superiore a quelle commercializzate".
Poche settimane dopo la Heller venne comprata
dalla General Electric, facendo guadagnare a
Samberg 18 milioni di dollari.
Dopo aver scavato a fondo, Aguirre finì col
concentrarsi su un sospetto che sembrava essere
la probabile fonte dell'informazioni passate a
Samberg: John Mack, un suo amico intimo che si
era appena dimesso da presidente della Morgan
Stanley.
Una settimana dopo Mack volava in Svizzera per
negoziare un posto di alta responsabilità con la
Credit Suisse First Boston.
Tra i clienti della banca d'investimenti c'era
la Heller Financial. Non possiamo sapere con
sicurezza quello che Mack apprese nel suo giro
svizzero (un anno dopo dichiarerà di aver
buttato gli appunti della riunione), ma sappiamo
che non appena tornato in patria contattò il suo
amicone Samberg. Il giorno dopo Mack entrò
nell'affare Lucent, un favore che gli fece
guadagnare più di 10 milioni di dollari. E alla
riapertura dei mercati dopo il fine settimana,
Samberg cominciò a comprare ogni azione Heller
su cui riusciva a mettere le mani, proprio prima
che l'azienda venisse comprata dalla GE... una
tempistica alquanto sospetta che in pochi minuti
gli fece guadagnare l'equivalente del salario
annuo di Derek Jeter.
L'operazione sembrava un classico
caso di insider trading. Ma nell'estate del
2005, quando Aguirre disse al suo superiore che
prevedeva di convocare Mack, le cose
cominciarono ad andare in modo bizzarro. Ad
Aguirre venne detto che il caso non aveva molte
possibilità di andare avanti, perché Mack aveva
"potenti contatti politici" (la banca
d'investimenti si era distinta nella raccolta di
fondi per la campagna 2004 di George Bush e
sarebbe stata fondamentale nella campagna 2008
di Hillary Clinton).
Aguirre cominciò a esser messo sotto pressione
dalla Morgan Stanley, che stava cercando di
riassumere Mack come direttore generale. In un
primo tempo venne contattato da Eric Dinallo,
uomo di contatto della banca per i problemi
normativi ed ex assistente principale di Eliot
Spitzer. Ma ben presto la Morgan Stanley si
rivolse direttamente ai livelli gerarchici più
alti.
Tre giorni dopo un altro legale dell'azienda,
Mary Jo White, parlò direttamente col direttore
della SEC responsabile dell'applicazione della
normativa. Con un gesto incredibile che venne
più tardi censurato dagl'investigatori del
Senato, il direttore si premurò di rassicurare
White, etichettando il caso contro Mack come
"tutto fumo e niente arrosto" (per inciso White
era l'ex procuratore generale del Southern
District di New York, uno dei poliziotti che
dovevano sorvegliare Wall Street).
Fermatevi un momento a riflettere
su quanto detto. Aguirre, un combattente della
SEC, sta cercando d'interrogare un importante
esecutivo di Wall Street (non per ammanettarlo o
sequestrargli lo yacht, badate bene, solo per
parlargli). Scopre che l'azienda sotto inchiesta
è rappresentata non solo dall'ex aiutante di
Eliot Spitzer ma anche dall'ex procuratore
generale che sorvegliava Wall Street, che
scavalca quattro livelli gerarchici della SEC
per parlare direttamente col responsabile
dell'applicazione della normativa. Non il
superiore di Aguirre, ma il superiore del
superiore del superiore del superiore. Nel
frattempo Mack si faceva rappresentare da Gary
Lynch, un ex direttore della SEC responsabile
dell'applicazione della normativa.
Aguirre non aveva una sola possibilità. Un mese
dopo essersi lamentato col suo superiore del
fatto che gli era stato permesso di convocare
Mack, venne improvvisamente licenziato senza
motivo. L'accusa contro Mack venne
immediatamente ritirata, le deposizioni
archiviate e le convocazioni annullate.
"Successe tutto talmente in fretta che avrei
avuto bisogno di una cintura di sicurezza"
ricorda Aguirre, che ha appena ricevuto dai suoi
capi un rapporto estremamente elogiativo ed è
stato indennizzato con 755.000 dollari dalla SEC
per licenziamento ingiustificato.
Invece di perseguire Mack, la SEC si mise alla
ricerca di un capro espiatorio da denunciare
come complice di Samberg.
Solo un anno più tardi l'agenzia
si decise a convocare Mack, che respinse ogni
addebito. La deposizione di 4 ore ebbe luogo il
1° agosto 2006, pochi giorni dopo che era
scaduto il limite di 5 anni di perseguibilità
per insider trading.
"A voler essere ottimisti, l'accaduto è un caso
di applicazione della normativa estremamente
lassista" affermeranno più tardi
gl'investigatori del Senato "Nel caso peggiore,
mostra chiari segni di depistaggio".
Episodi di questo genere spiegano
perché nei primi anni del secolo tanti dirigenti
di Wall Street si sono sentiti incoraggiati a
ignorare la normativa. Sempre più spesso anche i
casi più lampanti di frode e d'insider trading
sono finiti in un niente, e i dirigenti non sono
praticamente mai stati incriminati. Nel 2003
Freddie Mac pagò 125 milioni di dollari dopo
essere stato riconosciuto colpevole di aver
alterato i conto dei propri guadagni di 5
miliardi; nessuno finì in carcere.
Nel 2006 Fannie Mae venne multata con 400
milioni di dollari, ma i dirigenti che avevano
messo a punto tecniche contabili fraudolente per
aumentare vertiginosamente i propri bonus non
vennero incriminati. Quello stesso anno AIG pagò
1,6 miliardi dopo essere rimasta coinvolta in un
enorme scandalo finanziario che porterà poi
indirettamente al suo collasso, due anni più
tardi; nessun dirigente del gigante assicurativo
è stato però incriminato.
Comportamenti simili hanno preparato il terreno al crollo del 2008, quando Wall Street è finita in una catastrofica esplosione di frode e criminalità. Ancora una volta SEC e Dipartimento della Giustizia avevano mostrato una scarsissima voglia di perseguire i maggiori responsabili della catastrofe, anche se nelle due società la cui implosione ha fatto esplodere la crisi, Lehman Brothers e AIG, c'erano dipendenti che sarebbero stati ben felici di fornire le prove contro i dirigenti più importanti.
Nel caso della Lehman Brothers,
la SEC aveva la possibilità, sei mesi prima del
crollo d'indagare Dick Fuld, un uomo considerato
dalla rivista Portfolio il peggior direttore
generale di tutti i tempi. Una decina d'anni
prima del crollo, un legale della Lehman di nome
Oliver Budde stava riesaminando le dichiarazioni
per delega della banca e scoprì un sistema di
elusione che utilizzava RSU per consentire di
nascondere decine di milioni di dollari dei
compensi di Fuld. Budde segnalò ai superiori che
l'uso da parte della Lehman delle RSU era quanto
meno arrischiato, ma venne subito bloccato.
"Capiamo le sue preoccupazioni" gli fu detto "ma
lo stiamo facendo". Disgustato da queste
procedure, il legale lasciò la società.
Poi, solo pochi mesi dopo che Budde aveva
lasciato la Lehman, la SEC cambiò le sue regole
per obbligare le società a dichiarare con
esattezza quanta parte del compenso i dirigenti
avevano pagato in RSU. La SEC sembrava voler
dire "Siamo stanchi di gente come voi che ci
prende per il culo, vogliamo il quadro esatto di
quanto guadagnate" afferma Budde.
Ma invece di segnalare chiaramente 8 diversi RSU
che Fuld aveva nascosto agl'investitori, la
Lehman preparò una dichiarazione che era un
capolavoro di cinismo legale. In una pagina un
diagramma mostrava che Fuld aveva ricevuto un
premio di 146 milioni di dollari in RSU, ma due
pagine dopo una nota in caratteri piccolissimi
dichiarava che il diagramma non indicava il
valore reale, che sia detto per inciso era
superiore di 263 milioni a quanto indicato.
"Continuarono a prenderci per il culo ancora
peggio di prima" dice Budde. (Lo studio legale
che mise a punto il testo della nota in
caratteri microscopici, Simpson Thacher &
Bartlett, riceverà poi un lucrativo contratto
federale per lavorare come consulente legale del
programma TARP, Troubled Asset Relief Program).
Budde decise di andare avanti.
Nell'aprile 2008 scrisse un dettagliato
promemoria alla SEC sul caso delle azioni
nascoste della Lehman. Poco dopo ricevette una
lettera che cominciava con "Egregio
"Mi avevano messo da parte" dice Budde.
Nel corso dell'estate Budde cercò varie volte di
contattare la SEC, ma venne sempre ignorato.
Infine, nella fatale settimana del 15 settembre
2008, quando Lehman Brothers crollò sotto il
peso delle sconsiderate scommesse sul mercato
dei subprime, Budde cominciò a preoccuparsi
seriamente. Se il governo avesse tentato di far
salvare la Lehman da un'altra società di Wall
Street, come aveva fatto con la Bear Stearns, i
contribuenti avrebbero dovuto pagare il conto
per un'azienda con centinaia di milioni di
dollari di compensi nascosti. Chiamò di nuovo la
SEC, nel bel mezzo della crisi. "Vi ho dato un
sacco di materiale. Dovreste proprio buttarci
uno sguardo".
Ma ancora una volta venne ignorato. Un giovane
dipendente contattò Budde, e si fece rispedire
una copia di tutti i promemoria. Budde non ebbe
mai più notizie dall'agenzia.
"Fu come un Madoff a piccola scala" dice Budde.
"Furono messi in guardia per sei buoni mesi.
Avrebbero potuto fare qualcosa".
Tre settimane dopo Budde fu scioccato nel vedere
Fuld testimoniare dinanzi al House Government
Oversight Committee e parlare di quanto era
povero. "Non ho ricevuto nessuna buonuscita" si
lamentò Fuld. Quando il repubblicano Henry
Waxman, presidente del comitato, disse di
credere che Fuld aveva messo da parte oltre 480
milioni di dollari, Fuld lo corresse e disse che
a suo avviso la somma non superava i 310
milioni.
La cifra esatta era 529 milioni di dollari,
calcolò Budde, che contattò gl'investigatori del
Senato per segnalare che Fuld aveva mentito al
Congresso, ma non ricevette alcuna risposta. Nel
frattempo il Dipartimento della Giustizia ha
mostrato chiaramente quali sono le sue priorità
portando celermente avanti un'indagine su Roger
Clemens, un giocatore di baseball in pensione,
per aver mentito al Congresso a proposito
dell'assunzione di steoridi. "Ma almeno Roger
non ha fregato tutti" ha detto Budde, scuotendo
la testa.
Fuld ha respinto ogni accusa di comportamento
scorretto, ma i suoi compensi nascosti sono
stati solo una goccia nell'oceano di frodi della
Lehman. La banca d'investimenti ha usato un
trucco contabile assurdo, chiamato "Repo 105"
per far sparire 50 miliardi di dollari di
prestiti dai libri contabili (avete capito bene,
miliardi non milioni). Ma un anno dopo aver
scoperto l'esistenza dei Repo 105 ancora nessuno
è stato incriminato. Anche se c'è ancora del
tempo per muovere accuse, corre voce che la SEC
e il Dipartimento della Giustizia potrebbero non
accusare la Lehman. Se la cosa risultasse vera
e, non venisse incriminato nessuno in un caso
talmente evidente (oltretutto la società è già
fallita, il che significa che non può scaricare
ulteriori perdite sugl'investitori o i
contribuenti), beh allora sarebbe tempo di
ammettere che la partita è persa.
Il più sorprendente caso non portato avanti, quello che veramente sfida le più elementari norme di giustizia per quel che concerne le supercanaglie di Wall Street, concerne l'AIG e Joe Cassano, 'anima nera della crisi finanziaria. Come capo dell'AIGFP, la sussidiaria per i prodotti finanziari dell'AIG, nel 2007 Cassano ribadì pubblicamente a varie riprese che il suo portafoglio di derivati ipotecari non avrebbe "perso nemmeno un dollaro", una esilarante falsa dichiarazione. " Dio stesso non potrebbe gestire un portafoglio immobiliare di 60 miliardi di dollari senza perderne nemmeno uno", dice Turner, ex capo contabile dell'agenzia. "Se la SEC non riesce a mettere in piedi un dossier contro l'AIG, allora farebbe meglio a chiudere bottega".
Come nel caso Lehman, non solo
gl'investigatori federali avevano un sacco di
prove contro l'AIG, ma anche un testimone del
modo di fare di Cassano, pronto a spifferare
tutto. Nella sua qualità di contabile dell'AIGFP,
Joseph St. Denis ebbe numerosi battibecchi con
Cassano nell'estate 2007. All'epoca Cassano
aveva già venduto circa 500 miliardi di dollari
in derivati che avrebbero poi finito con
l'esplodere, distruggere la più grande compagnia
di assicurazioni al mondo e innescare il più
grosso salvataggio governativo della storia USA
a favore di una singola azienda. Cassano fece
numerosi tragici errori, ma il più grave fu
quello di ingaggiarsi in contratti che
obbligavano l'AIG a spendere miliardi di dollari
in collaterali in caso di riduzione del rating
sul credito.
St. Denis non era al corrente delle clausole nei
contratti di Cassano, scritte prima del suo
ingresso nella società. Quel che sapeva era che
Cassano s'infuriò quando St. Denis parlò con un
contabile della casa madre sulla bomba a tempo
montata da Cassano. St. Denis aveva appena
finito di discutere per telefono con il suo
corrispondente quando Cassano si precipitò
nell'ufficio e cominciò ad urlare
rimproverandogli di aver parlato con l'ufficio
di New York. Poi annunciò che St. Denis era
stato "deliberatamente escluso" da qualsiasi
valutazione degli elementi tossici del
portafoglio dei derivati, impedendo così al
contabile di fare il suo lavoro. St. Denis
rappresentava la trasparenza, e la trasparenza
era l'ultima cosa di cui Cassano aveva bisogno.
Un'altra prova che c'era qualcosa
di poco chiaro nel portafoglio dell'AIGFP si
ebbe quando Goldman Sachs chiese alla società di
pagare miliardi in collaterali, in base ai
termini dei micidiali contratti di Cassano. Le "collateral
calls" sono frequenti a Wall Street, ma
raramente contro un partner d'affari
apparentemente solvente come AIG. E quando
succede, non vengono quasi mai pagate senza
un'accanita resistenza. St. Denis fu quindi
scioccato quando l'AIGFP accettò di sganciare a
Goldman Sachs una montagna di soldi, pur
contestando il ben fondato dei pagamenti, un
segno che c'era qualcosa di decisamente marcio
all'AIG. "Quando scoprii questa collateral call,
dovetti letteralmente sedermi," ricorda St.
Denis "Quel giorno dovetti tornarmene a casa".
Dopo che Cassano gli aveva impedito di valutare
i contratti con derivati a St. Denis non restò
altro da fare che dimettersi e cercarsi un nuovo
lavoro. Ma qualche mese dopo apprese che nel
dicembre 2007 Cassano aveva organizzato una
riunione con gl'investitori, nel corso della
quale l'AIGFP aveva nascosto il fatto di aver
pagato 2 miliardi di dollari alla Goldman Sachs
per le collateral call.
"Gl'investitori dunque non sapevano" concluderà
più tardi la Financial Crisis Inquiry Commission
"che i ricavi dell'AIG erano sovrastimati di 3,6
miliardi di dollari".
"Ricordo di aver pensato che stavano ingannando
la gente" afferma St. Denis "Io ero stato
laggiù, ero al corrente delle collateral call".
Un anno dopo il crollo, St. Denis scrisse una
lettera sulle sue esperienze al House Government
Oversight Committee, che stava indagando nel
collasso dell'AIG, e incontrò gl'investigatori
governativi, che stavano preparando un'accusa
penale contro Cassano. Ma il caso non è mai
arrivato in tribunale. Nel maggio scorso il
Dipartimento della Giustizia ha confermato che
non porterà avanti l'accusa contro i dirigenti
dell'AIGFP. A Cassano, che aveva respinto ogni
accusa di comportamento scorretto, venne
comunicato che non era più sottoposto a
indagini.
Qualche tempo dopo, Cassano si
recò a Washington per testimoniare dinanzi alla
Financial Crisis Inquiry Commission, nella sua
prima apparizione in pubblico dopo il crollo.
Non aveva dovuto restituire nemmeno un centesimo
delle centinaia di milioni di dollari guadagnati
vendendo pseudoassicurazioni sui contratti di
mutui subprime. Ora, non più inquisito, in
presenza della FCIC ebbe la faccia di bronzo di
autoincensarsi per il proprio acume finanziario,
affermando che in retrospettiva il suo
portafoglio non era poi così mal strutturato, e
aggiungendo "Penso che i portafogli stanno
resistendo alla prova del tempo".
"Gli offrirono un'eccellente opportunità di
riscatto" ironizza St. Denis.
Alla fine, naturalmente, non furono solo i
dirigenti della Lehman e dell'AIGFP a farla
franca. Praticamente tutti i più importanti
protagonisti di Wall Street si sono trovati
coinvolti nello scandalo anche se i loro
dirigenti sono rimasti a godersi il sole, senza
essere incriminati o multati. L'anno scorso la
Goldman Sachs ha pagato 550 milioni di dollari,
quando è stata colta a frodare gl'investitori
con mutui schifosi, ma nessun dirigente è stato
multato o imprigionato, neppure Fabrice "Fabulous
Fab" Tourre,
Un'altra grande azienda, la Bank
of America, fu scoperta a nascondere 5,8
miliardi di dollari in bonus come parte
dell'acquisizione della Merrill Lynch. La SEC
cercò di lasciar fuori la banca con una multa di
soli 33 milioni di dollari, ma il giudice Jed
Rakoff respinse l'operazione come "simulazione
di applicazione delle norme", e l'agenzia fu
obbligata a quintuplicare la multa, senza però
richiedere alla Merrill o alla Bank of America
un'ammissione di colpevolezza. A differenza dei
processi penali, nei quali gli atti illegali
vengono registrati e resi pubblici, gli accordi
con Wall Street non richiedono quasi mai alle
banche di fare dichiarazioni sugli avvenimenti,
seppellendo per sempre le vicende. "Tutto ciò
avviene a spese non solo degli azionisti, ma
anche della verità" afferma Rakoff. Goldman,
Deutsche, Merrill, Lehman, Bank of America ...
chi abbiamo lasciato fuori ?
Oh, c'è Citigroup, inchiodata per aver nascosto
agl'investitori circa 40 miliardi di dollari di
debiti. Nel giugno scorso, la SEC ha raggiunto
un accordo con Citigroup per 75 milioni. Con una
decisione piuttosto rara, ha anche multato due
suoi dirigenti, l'ex direttore finanziario Gary
Crittenden e il responsabile delle relazioni con
gl'investitori Arthur Tildesley Jr. Le multe
inflitte ammontano complessivamente a 180.000
dollari.
Durante l'intera crisi, in effetti, in un solo
caso il governo ha agito con durezza contro i
dirigenti di una grande banca, accusando due
tipi della Bear Stearns di frode per un paio di
fondi subprime tossici che nel 2007 distrussero
l'azienda e defraudarono gl'investitori di oltre
1,6 miliardi di dollari. I giurati scoprirono
uno scambio di email tra gl'imputati secondo cui
"non c'è possibilità per noi di far soldi, mai"
tre giorni prima di assicurare agl'investitori
che "non ci sono motivi di credere che
l'operazione sia un disastro". Sta di fatto che
il caso finì con un'assoluzione, e da allora il
Dipartimento della Giustizia non ha trascinato
in tribunale nessuna grande banca.
E questo ci porta a una domanda ovvia: perché
diavolo no ?
Gary Aguirre, l'investigatore della SEC che
perse il suo lavoro quando scatenò l'ira di
Morgan Stanley, pensa di conoscere la risposta.
L'anno scorso Aguirre seppe che il 12 novembre
di sarebbe svolta all'Hilton di New York una
conferenza sul rafforzamento delle leggi
finanziarie. La lista dei partecipanti includeva
circa 1500 tra i più importanti avvocati che
rappresentano Wall Street, oltre ad alcuni tra i
più importanti investigatori governativi della
SEC e del Dipartimento della Giustizia.
La giustizia penale, quando si parla dei Goldman
e dei Morgan Stanley di tutto il mondo, non è un
avversario da combattere, con investigatori e
farabutti faccia a faccia al posto di polizia e
nell'aula del tribunale. È un cocktail party tra
amici e colleghi che mese dopo mese e anno dopo
anno continuano a passare da una parte all'altra
della barricata. Alla conferenza dell'Hilton,
normatori e avvocati delle banche si scambiarono
complimenti in una serie di discorsi e gruppi di
discussione, lontani dalla plebaglia. "Erano più
a loro agio in questo ambiente" afferma Aguirre,
che sganciò 2200 dollari per partecipare alla
conferenza.
Aguirre vide un sacco di facce note: molti
legislatori della SEC con cui aveva lavorato
quando tentava d'indagare su John Mack, che
aveva fatto sgusciar fuori un milione di dollari
lavorando per la stessa società alla quale
rilasciavano polizze.
Non vide Paul Berger, il codirettore
dell'applicazione delle norme che aveva
censurato i suoi tentativi di convocare Mack
(forse perché Berger era preso dal suo nuovo
lucroso lavoro alla Debevoise & Plimpton, lo
stesso studio legale che Morgan Stanley aveva
usato per intervenire nel caso Mack). Vide
invece Mary Jo White, l'ex procuratore ancora
alla Debevoise & Plimpton.
E vide Linda Thomsen, l'ex direttore della SEC
che era stato di tanto aiuto alla White. Thomsen
era passato a rappresentare Wall Street come
partner della prestigiosa società Davis Polk &
Wardwell.
C'erano anche due alti rappresentanti del
governo: Preet Bharara, procuratore per il
Southern District of New York, e Robert Khuzami,
l'attuale direttore della SEC. Bharara era stato
raccomandato per il posto che occupava da Chuck
Schumer, il senatore prediletto da Wall Street.
E sia lui che Khuzami avevano lavorato con Mary
Jo White nell'ufficio del procuratore federale,
prima che Mary Jo diventasse partner della
Debevoise. E inoltre, quando lavorava come
consigliere generale della Deutsche Bank,
Khuzami era stato assunto da Dick Walker, ex
direttore della SEC quando il caso di frode del
Rite Aid era stato bloccato.
"Non era un giro di giostra" dice Aguirre. "Era
una trottola. Ognuno di loro era passato
alternativamente dal governo alle società
private".
Non si tratta di un piccolo episodio
nell'applicazione della normativa finanziaria;
negli ultimi dieci anni più di una dozzina di
alti responsabili della SEC erano passati a
lucrativi incarichi nelle banche di Wall Street
o nei blasonati studi legali. I funzionari della
SEC come Paul Berger e Linda Thomsen sono
l'equivalente di giocatori di seconda divisione
che aspettano il loro contratto in una squadra
di prima divisione. Si può veramente pensare di
indagare su una società finanziaria Street per
poi restare esclusi quando un boss di Wall
Street viene incolpato di insider trading?
"Prendete uno di questo lavori" dice Turner "e
siete a posto per tutta la vita".
A posto e felice. Le battute tra oratori nella
conferenza di New York ci dicono tutto quello
che c'è da sapere sul livello di amicizia e
mutua ammirazione che esiste tra questi supposti
avversari. A un certo punto della conferenza,
Mary Jo White presentò Bharara, il suo vecchio
amico dell'ufficio del procuratore. "Per
cominciare, voglio dirvi quanto sono felice di
essere qui" rispose Bharara. Rivolgendosi a
White aggiunse "Hai plasmato noi tutti. Sono
quasi 11 anni che Mary Jo White mi chiamava per
chiedermi se volevo diventare assistente
procuratore. Grazie dottor Frankenstein".
Poi, parlando alla folla di stimati avvocati di
Wall Street, Bharara fece un'interessante
battuta. "Voglio fermarmi un momento per
applaudire tutto lo staff della SEC per le cose
strabilianti che hanno fatto negli anni passati.
Hanno reso grandi servigi al paese, alla
comunità finanziaria, e non dimentichiamo il
lavoro che hanno dato a voi avvocati".
La battuta suonò ironica in una conferenza di
avvocati milionari. Ma il meglio venne quando
Khuzami, il direttore della SEC per
l'applicazione delle norme, parlò di
"un'iniziativa di cooperazione" da poco
pubblicizzata dall'agenzia, che offriva
incentivi ai dirigenti che avessero segnalato
frodi di cui erano stati testimoni o autori. Da
oggi in poi, aveva detto Khuzami, i legali come
quelli cui si stava dirigendo avrebbero potuto
sapere, prima di andare avanti, se i loro
clienti di Wall Street sarebbero stati
incriminati dal Dipartimento della giustizia
semplicemente contattando la SEC.
"Cercheremo di dare risposte personalizzate"
annunciò Khuzami "come ad esempio se il caso
presenta risvolti criminali o no, in modo da
fornire al consiglio di difesa il massimo
possibile d'informazioni per decidere se
accettare o no il cliente".
Ascoltando insieme agli altri, Aguirre non
riusciva a credere alla sfacciataggine di
Khuzami. Il direttore della SEC per
l'applicazione della normativa stava in sintesi
dicendo che società come Goldman Sachs, AIG e
Lehman Brothers sarebbero state in grado di
usare la SEC come intermediaria tra loro e il
Dipartimento della giustizia, negoziando il
pagamento di ammende per sfuggire alla prigione.
Khuzami delineava un sistema in quattro tappe
che avrebbe consentito a banche e dirigenti di
pagarsi la libertà. "Dapprima SEC e Wall Street
si accordano sull'ammontare dell'ammenda da
pagare. Poi il Dipartimento della giustizia
s'impegna a rinunciare all'incriminazione, e
l'interessato a questo punto sa di essere salvo.
Successivamente viene pagata la multa alla SEC.
E infine il Dipartimento della giustizia chiude
la pratica" spiega Aguirre.
Quando ho chiesto a un ex investigatore federale
spiegazioni sulla correttezza di un direttore in
funzione della SEC che dichiara apertamente di
voler aiutare lo studio legale degl'incriminati
a "trovare risposte" sullo stato dei casi
penali, non mi voleva credere. E quando gli ho
mandato la trascrizione dell'intervento mi ha
detto "Sono estremamente sorpreso per la
dichiarazione di Khuzami, che mi sembra
contraria alle procedure in uso e molto
negativa".
All'inizio del mese, il senatore Chuck Grassley
ha avuto conoscenza delle parole di Khuzami e ha
inviato una lettera alla SEC ricordando che lo
stesso manuale operativo della SEC proibisce non
solo di fornire notizie ma anche di comunicare
agl'imputati il numero telefonico del
Dipartimento della giustizia. "Qualora lo studio
legale o l'imputato chiedano quale ufficio del
Dipartimento contattare" si legge nel manuale
"lo staff deve rifiutarsi di rispondere, se non
espressamente autorizzato dall'ufficio
ministeriale". SEC e Dipartimento della
giustizia negano che in questa nuova politica ci
sia qualcosa di scorretto. "Collaboriamo con la
SEC, ma non veniamo consultati quando risolvono
il loro casi" ha dichiarato a gennaio
l'assistente procuratore generale Lanny Breuer
dinanzi al Congresso "Agiscono in modo del tutto
indipendente."
Più o meno mentre Breuer testimoniava al
Congresso, veniva però alla luce che, prima
della ridicola multa di 75 milioni di dollari
inflitta dalla SEC a Citigroup, Khuzami aveva
ordinato allo staff di usare la mano leggera con
i suoi più alti dirigenti. Secondo quanto detto
in una lettera inviata all'ufficio del senatore
Grassley', Khuzami aveva avuto "senza avvertirne
il suo staff, una conversazione segreta con un
eminente avvocato della difesa, suo buon amico".
La lettera anonima, apparentemente inviata da un
investigatore della SEC che lavorava al caso,
spinse l'ispettore generale a lanciare
un'indagine.
I fatti delineano un
quadro malsano di un sistema chiuso e corrotto,
un circolo infinito di amici che assicura un
approccio collegiale alla politica dell'alta
finanza. Ancora prima che cominci la corruzione,
lo stato è bloccato dalla realtà economica:
applicare la normativa a Wall Street richiede
grandi capacità professionali, ma le banche si
garantiscono un notevole vantaggio assumendo i
migliori cervelli. Budde, l'ex avvocato della
Lehman, afferma che la migrazione di tutti i
migliori avvocati verso i migliori studi legali,
mentre "il 20% più basso viene assunto dalla
SEC". E questo rende difficile all'agenzia
riuscire a scoprire le macchinazioni legali, ad
esempio lo schema per nascondere i 263 milioni
di dollari di compenso a Dick Fuld's.
"Un tale squilibrio non è certo divertente"
conclude Budde.
Ma indipendentemente da tutto ciò, il sistema è
falsato dall'insanabile miscuglio di ricchezza e
potere. Se nella SEC o nel Dipartimento della
giustizia spunta qualche talento, prima o poi
salta su uno di quei consistenti contratti NBA.
E, all'inverso, i quadri delle grande
corporazioni si prendono un periodo sabbatico e
abbandonano il loro fastoso stile di vita per
passare uno o due anni nel servizio governativo.
Molte nomine sono inevitabilmente prese dagli
eterni lacchè di Wall Street, come Chuck Schumer,
che ha accettato 14,6 milioni di dollari a
titolo di contributo da Goldman Sachs, Morgan
Stanley e altri importanti protagonisti
dell'industria finanziaria o degli studi legali.
E cosa si può dire sul presidente Obama ? La
Goldman Sachs è stato il sostenitore privato
numero uno della sua campagna, ha messo a capo
del suo staff di transizione economica un
dirigente Citigroup, ed ha da poco nominato come
nuovo capo dello staff un dirigente della JP
Morgan Chase, proprietario di 7,7 milioni di
dollari di azione della Chase. "Il voltafaccia
di Obama è incredibile, non riusciamo a
crederci" dice Budde, compagno di classe del
presidente alla Columbia.
"Ci sta veramente prendendo tutti per il culo ?
Si tratta proprio di un tizio della JP Morgan,
no ?"
Questo non significa che l'era Obama abbia messo
fine alla legalità. Al contrario, negli ultimi
anni l'amministrazione ha destinato enormi somme
dei fondi federali per dare la caccia ai
delinquenti, di un certo tipo: l'anno scorso il
governo ha deportato 393.000 persone, con una
spesa di 5 miliardi di dollari. Dal 2007, le
denunce per reati gravi legati all'immigrazione
lungo la frontiera messicana sono cresciute del
77%, quelle per reati non gravi del 259%. Il
mese scorso, in Ohio, una ragazza madre che
aveva indicato una falsa residenza per poter
mettere i suoi figli in una scuola migliore è
stata condannata a 10 giorni di carcere per
frode da un giudice, che si è rifiutato di
rilasciarla considerata "la gravità del reato".
I conti son presto fatti: immigranti illegali
393.000, madri bugiarde 1, banchieri zero. E la
cosa si spiega: per vincere le elezioni bisogna
dare addosso a chi può finire in prigione. Si
costruiscono prigioni e le si riempie di gente
che ha venduto borse contraffatte o rubato un
riproduttore di CD. E quelli che hanno rubato
miliardi di dollari e hanno costretto alla
bancarotta milioni di persone? Non è un crimine;
basta che dicano di essere dispiaciuti e sono a
posto. Beh, un momento; non costringiamoli a
dire che sono dispiaciuti. Sarebbe troppo:
diamogli un pezzo di carta con un timbro statale
che li esima dal dover chiedere scusa e
appioppiamogli un piccola multa. Ma non
obblighiamoli a pagare di tasca propria, e
soprattutto non parliamo dei soldi che hanno
sottratto. Lasciamo che si godano il crimine
collettivo (135 miliardi di dollari in stipendi
e benefici accessori, solo l'anno scorso).
Lo scoglio mentale, per la maggioranza degli
americani, è che i crimini finanziari non
sembrano reali: non vedete i colpevoli agitare
pistole in un negozio di liquori o trascinare
una ragazza nei cespugli. Ma le frodi
finanziarie sono peggio dei furti ordinari. Sono
crimini elaborati con un semplice e cinico
calcolo dai cervelli di persone che già sono
ricche e già profittano di tutti i possibili
vantaggi sociali: rubiamo tutto quello che
vogliamo e lasciamo che le vittime cerchino la
strada per reclamare i loro soldi. Stanno
attaccando le basi stesse della proprietà, che
dopo tutto dipende in parte da un sistema
giuridico che difende senza pregiudizi le
affermazioni di proprietà. Quando la definizione
diventa sfumata o condizionata l'intero sogno
americano si allontana sempre più dalla realtà.
By Matt Taibbi
Fonte:
http://www.rollingstone.com/politics/news/why-isnt-wall-street-in-jail-20110216
- 16.02.2011
Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di
Carlo Pappalardo
vedi:
http://www.iconicon.it/blog/2013/02/people-public-trust-spiegazione-prima-parte/
Continua
in:
Denaro mondiale +
Usurai = Banchieri +
Sistema monetario +
Raggiro del debito "pubblico"
+
Schiavi delle banche
Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario
- "DEBITO
PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.
SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della
Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche
Centrali (FED + BCE, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come
Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito
"pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini
di governo dei vari stati hanno contratto (e'
tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci
con il debito stesso), ed inviare la carta
moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente,
riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che
hanno acquistato i privati, gli altri stati e le
banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li
potremmo investire nell'industria, nel turismo,
nei servizi...e cio' per i vari stati
indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !
Altra proposta per la soluzione-annullamento del
cosiddetto falso
Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi
annui per il debito pubblico per un totale di
circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento
miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al
2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila
duecento miliardi)
per cui sottraendo dal totale, la somma gia'
pagata, vi e' una plus valenza di c.a.
1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero
ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi
possiamo cessare di pagarle immediatamente
investendo la stessa cifra annuale di falsi
interessi, nella nostra economia....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
IL PROSSIMO MONDO SENZA DENARO !
Michael Tellinger: Gli
ANNUNAKI e la SCHIAVITÙ del DENARO - Maggio
2014
“Il mio campo di intervento è quello della
ricerca sulle origini dell'umanità, facendo dei
collegamenti con la cultura africana e quella
sumerica; ma anche di indagare ciò che hanno
tramandato alcuni “detentori della conoscenza”
del Sud Africa per poter trarre conclusioni da
ciò che gli antichi avevano compreso, per usare
questa conoscenza a beneficio dell’umanità ora.
Di recente, ho scritto il libro del movimento Ubuntu
Contributionism, un "progetto per la
prosperità umana", anche se il mio ultimo libro
è Temples of African Gods (Templi di déi
africani).
Quando si scoprono più di 10 milioni di rovine
in pietra in una parte del mondo, e nessuno ha
mai parlato di questo e nessuno sa niente, si
capisce quanto depistaggio e cattiva
interpretazione sia stata scritta nei libri di
testo e ci si rende conto di avere a che fare
con una civiltà scomparsa di cui non sappiamo
nulla. E 10 milioni di strutture, non è proprio
un numero piccolo.
Ciò indica chiaramente che, molto molto tempo
fa, c’era un gran numero di persone che
vivevano in Sud Africa.
|
|
|
Ciò mi fa pensare
che stiamo scoprendo qualcosa di nuovissimo di
cui non si è mai scritto, e pare che io sia il
primo a farlo. Ho cominciato presto a provare
interesse per questo mondo archeologico: dai
miei 18 anni, quando lessi il primo libro di von
Daeneken, Chariots of the Gods, quindi ho
cominciato a leggere il più possibile di scienza
alternativa.
Quando stavo studiando Farmacia alla facoltà di
Medicina in Sud Africa, mi resi conto che quel
che mi stavano insegnando non era
necessariamente tutta la verità, e che dovevo
uscire dall’Accademia mainstream per imparare di
più su ciò che succedeva nel mondo.
Ho cominciato ad interessarmi alle origini
dell'umanità, perché in qualche modo mi rendevo
conto che esse erano connesse alle stelle, con
esseri che arrivavano sul pianeta da altre parti
dell’Universo, come dico in Slave Species of God (Specie
schiave di dio), il mio primo libro, che pare
essere stato molto gradito.
Gli
ANNUNAKI ed il DENARO-SCHIAVITÙ
Mi fu cosi chiaro che centinaia di migliaia di
anni fa, l’umanità viveva senza denaro, si
trattava di schiavitù assoluta: l’umanità non
era nemmeno consapevole del livello di schiavitù
in cui viveva. Poi la sua consapevolezza cambiò,
una volta che uscì dal livello di profonda
ignoranza, su quanto fosse completamente
inconsapevole come specie. A questo punto
l’umanità si rese conto di essere manipolata e
incominciò a mettere in discussione le cose, i
suoi déi e padroni di schiavitù.
Cominciai a rendermi conto che c’erano punti
specifici nella storia umana, dove il denaro
veniva inserito come mezzo di schiavitù. Quando
non puoi più controllare le persone che fai ?
Crei il denaro (NdR: a debito): un
mezzo di assoluta schiavitù. Infatti fu
introdotto con grande furbizia. La forma più
antica di denaro è rappresentata da tavolette
sumere di argilla di oltre 2.000 anni a.C.
Queste prime forme di denaro furono implementate
nel modo che oggidì definiremmo come “strumenti
negoziabili”; tutto questo è scritto
nell’argilla.
E questi strumenti negoziabili venivano emessi
da “re-sacerdoti”, che furono i primi banchieri.
Le persone andavano al tempio per fare le loro
operazioni in denaro; anche se usavano pezzi di
argento come specie di moneta e di scambio, era
la tavoletta d’argilla ad essere il vero
strumento di negoziabilità.
Gli Annunaki, secondo il testo Sumero,
nominavano i “re-sacerdoti” presso l'umanità.
Era il tempo in cui il regno veniva portato
dalla terra al cielo e gli Elohim, o Annunaki,
nominavano alcuni umani per governare sugli
altri. Essi avevano profonde conoscenze di
alchimia e magia, che davano loro i mezzi per
terrorizzare le persone. Il denaro fu introdotto
attraverso questi livelli e questi
primi banchieri appartengono al lignaggio degli
attuali banchieri: ecco come collegare le
cose dall’antichità ai nostri giorni.
L’industria bancaria risale a migliaia e
migliaia di anni fa.
Il Contribuzionismo, che uso per il movimento
UBUNTU, è una parola che mi venne in mente
mentre scrivevo il primo libro (Slaves Species
of God). Se il denaro fu introdotto come mezzo
di schiavitù, allora il denaro non fa parte
dell'evoluzione umana.
È stato imposto all'umanità.
Cosi ho cominciato ad immaginarmi un mondo senza
denaro, cosa non facile perché ne siamo cosi
assorbiti e la nostra mente è cosi controllata e
avvelenata dal denaro. Esso si è inserito in
ogni piccola fessura del nostro essere, al punto
che la maggior parte della gente non può
immaginare un mondo senza denaro. Ecco come è
diventata tossica la nostra mente.
Nel 2005 venni invitato ad una cena privata in
Sud Africa, da una donna che era una senior
manager della Barclays Bank.
Mi invitò per parlare ai suoi ospiti di
Contribuzionismo (CONTRIBUTIONISM-Ubuntu),
ovvero di un mondo in cui il denaro non esiste e
dove le persone contribuiscono con i loro
talenti acquisiti o le doti che
Dio ha dato loro, per il bene di tutti nella
comunità. Non è uno scambio o commercio o un
sistema di baratto, ma un sistema di uno verso
molti. Cosi si crea una dinamica interessante ed
un flusso di scambio, che porta abbondanza ad
ogni livello, perché non si basa sullo scambio
uno-a-uno.
È una cena che non dimenticherò mai, perché mi
hanno quasi preso a botte: dei tipi molto
arroganti, pregni delle loro grandi case e auto,
dai corpi possenti e con “lavori che contano”,
che si rifiutarono di credere che potesse
esistere un mondo senza denaro. Arroganza oltre
ogni limite, che non voleva vedere oltre, in un
mondo senza denaro. Tutto ciò mi portò ad
approfondire ulteriormente e mi sono reso conto
di come sull'umanità sia stato imposto uno scudo
di ignoranza, imposto ferocemente su di noi per
tenerci il più obbedienti possibile, il più
ignoranti possibile.
E proprio tutto ciò che viene scoperto nelle
istituzioni militari segrete e che viene imposto
sull'umanità, dal controllo attraverso le
frequenze al fluoro nell’acqua… e tutta la lunga
lista che potete fare, scie chimiche incluse, è
pensato proprio per tenere ottenebrata e
anestetizzata l’umanità, per evitare che faccia
le domande che non dovrebbe fare.
Quindi sono arrivato alla parola
Contribuzionismo, come mezzo per cercare e
trovare un termine che al meglio descrivesse un
mondo senza denaro. Il sistema che chiamo tale è
molto simile all’ antica filosofia africana
dell’UBUNTU, ecco perché l’ho chiamato Ubuntu
Contributionism; ho preso l’antico sapere e
saggezza dell’antica civiltà e l’ho fuso con un
nuovo modo di pensare del presente, perché vivo
oggi e non posso tornare indietro di migliaia di
anni e vivere come allora.
Dobbiamo continuamente e quotidianamente
affrontare la realtà: imparare dagli antichi e
fare una fusione con il nostro nuovo approccio,
per capire come trasformare questo mondo pazzo,
depresso e mentalmente malato in un bellissimo
mondo utopistico, dove il denaro non esiste e
dove c’è condivisione fra le persone per il
beneficio di tutti e del tutto.
Sarebbe impossibile operare con una struttura
capitalistica vicino ad una comunità di
Contribuzionismo, perché ci sarebbe una tale
abbondanza creata dalle persone in una simile
realtà UBUNTU, dove tutto è creato per il bene
di tutti. Stiamo creandone una ora nella
comunità dove vivo in Sud Africa. Non è facile
perché subito vediamo quanto siamo controllati
dal denaro; è purtroppo spettacolare vedere come
si è insediato in ogni fessura del nostro
essere, della società e delle interazioni umane.
Ma creare una società Ubuntu è solo difficile,
non impossibile. Dobbiamo semplicemente far
partire il processo. Credo che il sollievo da
questa violenta crisi in cui siamo
possa giungere solo da un tipo di vita
comunitario, posto nei termini descritti, in cui
ognuno contribuisce con alcune ore settimanali,
sia che si tratti di persone senza dimora o
orfani o con professioni ambite nelle aziende.
In questo progetto di comunità, ognuno mette 3-5
ore a settimana e questo genera grande
abbondanza, come mai visto.
Le CULTURE ANTICHE
in SUDAFRICA AVEVANO ACCESS alla FREE ENERGY
Che so… la settimana prossima imparerò a creare
mattoni in modo naturale, a fare il pane,
piantare vegetali, progettare un ponte, etc.
Lavorare in progetti comunitari significa anche
imparare nuove capacità e in cambio di questo si
avrà elettricità gratis.
Questo credo sarà il catalizzatore.
Quel che ho scoperto di incredibile è che le
culture antiche in Sud Africa avevano accesso
alla free energy. Tutti quei resti di strutture
archeologiche che ci circondano, sono
dispositivi per produrre energia liberamente.
Dobbiamo solo capire, ma ci siamo molto vicini,
come attingere a questo sapere.
Credo che daremo presto al mondo energia libera…
al punto da sentirne il sapore in bocca.
Immaginate ora di avere un progetto di comunità
che è operativo: potete continuare ad avere un
lavoro in città o altrove e continuare a
guadagnare denaro, poiché attraverseremo una
fase di trasformazione. Ma anche se ci saranno
tanti passi intermedi, non significa che il
tempo di transizione debba essere cosi lungo.
Significa solo che dobbiamo attraversare queste
fasi.
Devo sottolineare la differenza tra una comunità
di Contribuzionismo ed una basata sull’autosostenibilità.
Quest’ultima soffoca sé stessa perché diventa un
organismo chiuso. La prima invece è una comunità
che crea abbondanza, oltre i propri bisogni: qui
è il punto della diffusione della filosofia
UBUNTU, ovvero al di fuori della propria
comunità. Bisogna creare 5 volte il proprio
fabbisogno, qualsiasi esso sia, cosi se ne
consuma 1/3 per la propria comunità e il resto è
disponibile per quelli che stanno intorno.
In questo modo si è reso disponibile un prodotto
verso gli altri intorno, ad una frazione di
costo rispetto all’approvvigionamento che si
dovrebbe fare in modo “normale”, perché nella
comunità contribuzionista si produce con energia
libera e gratuita.
In questo modo si può far crollare il presente
modello economico e la struttura capitalistica.
Sono le persone che fanno le cose, e non il
denaro. Capisco che questo è un modello che può
partire prima in Africa, per il forte impatto
che può avere la possibilità di avere energia
libera a disposizione, rispetto all’Europa.
Questo aumenterà consapevolezza, perché tutti
vogliono vivere felici e non depressi,
preoccupati e disperati come invece succede ora.
Tutti vogliono questo, tutti vogliono vivere una
vita bella e felice.
Il "DNA
SPAZZATURA" si STA ATTIVANDO OGNI GIORNO di
PIÙ
Il nostro
DNA si sta attivando di giorno in giorno, la
consapevolezza sta crescendo. Quello che
chiamano "DNA spazzatura" si sta attivando
continuamente e questo ci permette di ricaricare
i nostri pensieri. Tanto più veloce il
risveglio, tanto più in fretta l’individuo
aumenta la propria consapevolezza.
Le informazioni che svelano i meccanismi
perversi dei banchieri e del sistema bancario,
da alcuni anni vengono egregiamente rivelate.
David Icke, primo fra tutti, si è occupato di
questo. Ora che abbiamo capito dobbiamo mettere
in opera questa nuova consapevolezza.
UBUNTU è il progetto per diffondere abbondanza,
felicità, gioia di vivere, senza bisogno di
conflitti.
Una domanda che ci si pone spesso è perché la
vita in grossi conglomerati urbani. Il
meccanismo illude facendo credere che bisogna
entrare nella grossa città per avere ricchezza,
fama, successo e lavorare, ma poi si scopre che
li invece si è intrappolati, senza possibilità
di sfuggirvi. È una trappola in cui si trovano
miliardi di persone nel mondo.
La soluzione esiste e si basa su un sistema
senza denaro. Son più che sicuro che questo sia
fattibile, non è più fattibile invece vivere in
questo assoluto e draconiano controllo imposto
sull'umanità, da parte di quel lignaggio di
banchieri che sta governando questo pianeta da
centinaia di migliaia di anni.
La NATURA UMANA È
CREATIVA e NON PIGRA
Un’altra osservazione frequente che mi si fa è:
“L’essere umano è pigro e non vuole fare un
tubo.” Falso. È una maldestra comprensione
dell’animo umano. La natura umana può essere al
meglio descritta come “creativa”, quel che i
bambini del resto vogliono fare, vogliono creare
e la società puntualmente ha bloccato la loro
creatività. La società li ha inscatolati e
spediti a scuola.
12 anni dopo ne escono come macchine
programmate per entrare nel salumificio e
cercarsi un lavoro, anzi una laurea prima,
perché questa porterà il lavoro migliore, ovvero
maggior denaro. Ecco quindi che la trappola del
denaro è una ragnatela tessuta con precisione,
per distruggere la natura umana e trasformarla
in ciò che poi definiamo “pigrizia”.
Ma la natura umana primariamente vuole creare,
perché siamo aspetti della creazione divina
e siamo in risonanza con la primaria fonte della
creazione. Se non fossimo in risonanza con essa,
con la Fonte Divina, moriremmo all’istante.
Tutto nella creazione deve vibrare in una
risonanza coerente, se non fosse cosi è
dissonante e morirà, sarà distrutto.
Il
CAMPO UNIFICATO, dell'INFINITA' dell'UNICO e VERO
"DIO"
Se ogni cosa non entra in risonanza con il Primo Campo
Unificato dell'INFINITA' (Dio), inizia la sua autodistruzione.
Con
Ubuntu possiamo dire che ci sia “l’imposizione” di
questa armonia di creazione, per poter vivere in armonia
assoluta con il nostro pianeta, con gli altri esseri
umani e rompere la struttura che ci ha imposto la
dissonanza.
Certamente credo nell'INIFINITA', ma bisogna prima definire
cosa/chi è
Dio. È da qui purtroppo che arrivano le divisioni
fra gli uomini.
Ricordatevi che l’umanità è governata da principi di
divisione, e le religioni organizzate sono il mezzo
principale per imporre questa divisione, che è
probabilmente il maggior distruttore dell’anima umana e
dello spirito umano.
È fondamentale che le persone prendano coscienza che
siamo tutti Uno con l'INFINITO.
State lontani da queste
divisioni della religione. Guardate dentro di voi, nel
vostro cuore e vedrete che siamo tutti aspetti dell'INIFINITA', diversamente non saremmo qui.
Noi stessi siamo alieni: abbiamo un DNA alieno nel
nostro sangue. Siamo Uno con l'INFINITA' che è in noi e chiunque
si frapponga tra l’individuo e l'INFINITA', si sta imponendo sul
libero arbitrio dell’individuo.
Può darsi che
Gesù non fosse un alieno, ma certo era un
Maestro con molte migliaia di vite sulle spalle, che è
venuto per insegnarci come sfuggire al
controllo dragoniano (luciferiano=il grande drago=il rettile=rettiliano)
dei nostri controllori e come uscire da
questa trappola, da questi Quattro Livelli di
Schiavitù Umana:
1) quella fisica, con la manipolazione genetica;
2) quella mentale, perché non capiamo che succede;
3) quella emozionale, perché il non capire chi siamo e
da dove veniamo ci rende confusi ed instabili;
4) quella spirituale: le religioni organizzate ci
confondono su ciò che siamo, come esseri divini, cioé
parte della manifestazione dell'INIFINITA'.
Credo che Gesù sia stato un profeta e un Maestro,
un Essere avanzato con grande conoscenza, ma non è stato
il solo, né prima né dopo di lui.
Il Karma non è di natura universale. C’è una
manipolazione forzata che può accadere, uno scudo
sullo
Spirito, che viene imposto e che impedisce di
ricordare chi siamo e crea questa griglia che è sul
pianeta.
Se siano stati gli Annunaki a porla o altri, il
punto è che c’è evidenza di questa griglia, messa sul
pianeta Terra, perché agisca come una trappola karmica,
che impedisce alle anime di allontanarsi dal corpo e
riunificarsi con la Sorgente e quindi esse sono
costrette a tornare a causa di questa stessa trappola
karmica,
fino a che non sopraggiunga l’illuminazione.
Ma le persone non sanno cosa significa
illuminazione,
tuttavia possiamo riunirci alla fonte e sfuggire alla
trappola karmica o al karma solo se ci illuminiamo.
E
quando cominciate a leggere ciò che Gesù ha
detto, chiunque egli fosse, comincerete ad avere le
chiavi per liberarvi. - vedi:
Sovranita' Individuale
Il SUONO e la RISONANZA: La
COSA PRIMORDIALE
Il suono è la cosa più primordiale del tutto. Lo OM-AUM
primordiale, il suono dell'INFINITA'. Tutte le civiltà antiche
credevano che il suono e la risonanza fossero la fonte
di tutte le cose, quindi con esse si può fare tutto:
manifestare una forma fisica, distruggerla, levitare e
guarire. Ne è prova il fatto che i cerchi di pietra
delle antiche culture (come le ho potute studiare in Sud
Africa), fossero degli amplificatori giganti, che usano
le frequenze della Madre Terra e le convertono in un
campo estremamente potente di energie, che scorrono
orizzontalmente e verticalmente creando vari vortici. Si
trattava di Tecnologie delle Leggi di Natura, per usare
il suono di Madre Terra.
La Free Energy è quindi la cura di tutte le malattie ! -
Fonte:
The Living Spirits
Tratto da:
http://www.nexusedizioni.it/it/CT/michael-tellinger-gli-annunaki-e-la-schiavitu-del-denaro-4485
- con precisazioni del
Redattore della pagina.
Continua in:
Denaro
Illegale +
Usurai = Banchieri +
Sovranita' monetaria +
Sistema
monetario +
Raggiro del debito "pubblico" +
Schiavi delle banche