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DEBITO
e DEFICIT PUBBLICO, PIL, INFLAZIONE
I
Veri
Pirati =
Banchieri, Banche,
Multinazionali
"L'attuale creazione di
denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica
alla creazione di moneta da parte di
falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne
traggono profitto". (By
Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
vedi anche: Denaro
Indipendente con l'ORO -
http://ilporticodipinto.it/content/oro-denaro-indipendente
vedi:
Origini segrete della Banca
d'Inghilterra
IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento
(dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al
link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA
attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio
bancario in mano a banche private e autorizzate dalle
banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette
banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta
conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i
PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi:
Padroni del mondo,
e' finita per voi !
SOVRANITA' INDIVIDUALE
(Dichiarazione)
FINE della GRANDE USURA BANCARIA:
http://www.quieuropa.it/la-fine-dellera-della-grande-usura-la-proprieta-popolare-della-moneta/
Negli USA l'agenzia (privata) di
riscossione delle Tasse, non paga le Tasse ed e' in mano
ai soliti Criminali !
vedi:
QUESTI
i SOCI delle VARIE BANCHE Centrali + BCE +
FEDERAL RESERVE & C. (nei fatti tutte
private)
Il debito detto
falsamente "pubblico" per di piu' totalmente fasullo ed
inventato per schiavizzare la popolazione, nasce gia'
con l'Unita' d'Italia:
https://dalvenetoalmondoblog.blogspot.it/2016/09/il-debito-nasce-con-lunita-ditalia.html?spref=fb
Causa CARIGE: Tribunale a Genova, sulla creazione di
denaro - 18/08/2016
Tribunale di Genova: accertamento tecnico sulla
creazione di danaro bancario
http://centralerischibanche.blogspot.it/2016/08/tribunale-di-genova-accertamento.html
Tribunale civile di Genova, 18 agosto 2016, udienza
nella causa sulla mancata contabilizzazione della
creazione di danaro da parte di Banca Carige. L'avvocato
di Carige è Paolo Canepa (fratello del magistrato Anna
Canepa, segretaria di Magistratura Democratica), dello
studio legale Roppo e Canepa, che aveva assistito De
Benedetti nella causa sul Lodo Mondadori...
L'avvocato chiede che la causa sia risolta subito per
totale infondatezza, invocando la temerarietà della
controparte.
Il Tribunale rimanda a prossima udienza, il 4 ottobre
2016 alle 10.15, davanti al Dott. Luigi Costanzo,
presidente di sezione nonché presidente vicario del
Tribunale, per decidere sulla nomina del CTU.
L'avvocato Marco Della Luna, che rappresenta la parte
attrice, costituita da una società finanziaria
britannica e da
Marco Saba, sostiene che far emergere i ricavi da
creazione di danaro da parte delle banche commerciali,
nel caso di Carige oltre 25 miliardi, oltreché a
risanare il sistema bancario italiano, porterebbe -
attraverso la conseguente tassazione - alla messa in
sicurezza del bilancio dello Stato.
Una domanda sorge spontanea: se tutto è in regola,
perché il management della Cassa di Risparmio di Genova
si oppone all'accertamento ?
Guardate questi video vi illustrano come i CRIMINALI ci hanno resi SCHIAVI....per comprendere il meccanismo
del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !
DEBITO
PUBBLICO - vedi anche:
il
raggiro del Debito
+
Signoraggio
Il
debito pubblico è il debito totale accumulato nel corso
degli anni da uno Stato nei confronti dei propri cittadini
e/o verso l'estero.
Nel caso del debito italiano siamo in
presenza di un forte debito interno dello Stato e lo hanno
prodotto i politici, non i sudditi....
Ci tolgono con le tasse 70 miliardi di euro ogni anno per pagare gli interessi sul debito pubblico. Denaro nostro che potrebbe finanziare la ricerca, scuola, sanita, dare lavoro ecc. Il debito pubblico è la più grande delle truffe in quanto sono interessi che ci fanno pagare su denaro virtuale creato dal nulla dalle banche centrali e che ci viene addebitato invece che accreditato. Renzi fa finta di litigare con l'U.E. dicendo è finita l'ora dei compiti a casa e poi paga il debito con i nostri soldi, Grillo che fino al 98 diceva :"Se i soldi sono nostri perchè ce li prestano" sa bene la verità ma nel suo programma economico mette riduzione del debito attraverso tagli agli sprechi, facendo gestione del dissenso. Basta, ci avete rotto di brutto, creiamo un Movimento Nazionale di Liberazione per l'Italia aggregando tutti i gruppi della rete, prendendo in mano tutti gli astensionisti, e badate che siamo la maggioranza, oltre il 50% dell'elettorato e licenziamo questi bastardi che hanno ridotto sul lastrico il nostro paese, mandando in pensione le persone a 70 anni dopo che hanno riportato la mortalità ai livelli del 1943 e riempito il nostro paese di immigrati. State sicuri che nessuno finanzierà un movimento che ha nel suo programma la sovranità monetaria, una sola banca del POPOLO e che applichi lo strumento giuridico del debito detestabile licenziando questi balordi di politici e arrestando i banchieri, facendoci inoltre restituire le industrie che ci hanno sottratto al saldo per ridurre il debito truffa. Muoviamoci da soli ragazzi, facciamoli cagare sotto e liberiamo l'Italia dai politici traditori e dai banchieri parassiti. Dividi et impera è il loro gioco, uniti si vince il nostro grido di battaglia.
By Alessandro De Angelis
PRECISAZIONE GIURIDICA:
Il debito non è pubblico:
ma è dello Stato, lo dice il giudice
Ferdinando Imposimato, attraverso la sua pagina
facebook.
La
corruzione non fa notizia !
Il debito pubblico e’
cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e
finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’
aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi
opere pubbliche.
Il nuovo
Governatore della
Banca d’Italia ci fa sapere
che occorre ridurre il "debito pubblico", cioè il debito
che sarebbe stato contratto da tutti noi.
Ma non è così.
Il debito non è pubblico: è dello Stato. Riguarda il
complesso delle spese sostenute dallo Stato, che
costituiscono un insieme da definire con precisione:
investimenti diretti quali grandi opere pubbliche,
infrastrutture nei settori strategici, costate cento
volte più di quello che sarebbe stato giusto spendere.
Occorre riconoscere che c’e’ un’offesa che rende ancora
piu’ insopportabile la richiesta di sacrifici alla massa
degli italiani.
Ed e’ quella della eguaglianza dei cittadini nel
sostenere l’onere della crisi. Quella eguaglianza,
insegna Tucidide, e’ il bene piu’ prezioso della
democrazia, assieme alla liberta’.
Ed e’ proprio questa ingiustizia, che si tocca
con mano al di la’ delle
alchimie delle cifre dei provvedimenti, a suscitare la
protesta di tanti italiani, insofferenti dei privilegi
delle oligarchie che vengono meno alle promesse di
ravvedimento.
Cio’ che piu’ indigna la pubblica opinione e’
l’arroganza dei corrotti e la loro protervia nel
dilapidare ogni giorno le pubbliche risorse, con una
tendenza alla crescita anziche’ alle riduzione del
fenomeno.
By Ezio Alessio Gensini -
Tratto da: informarexresistere.fr -
Fonte: reset-italia.net
IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento
(dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al
link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA
attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio
bancario in mano a banche private e autorizzate dalle
banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette
banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta
conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
AVVISATE TUTTA LA POPOLAZIONE CON QUESTO VIDEO, FATELO
GIRARE ALL'INFINITO !!
Che sappiate o meno che cosa sia, il Fondo di Redenzione
Europeo (E.R.F.) ci rovinerà la vita per i prossimi 20
anni !!
vedi e'
IMPORTANTE:
http://attivo.tv/player/documentari/i-media-stanno-censurando-allintera-popolazione-un-nuovo-trattato-europeo-sconvolgente.html#sthash.4QWK6rLY.dpuf
http://www.centrostudimalfatti.org/cms/wp-content/uploads/2013/11/LA-TRUFFA-DEL-DEBITO-PUBBLICO.pdf
Ecco cosa costa una
"banconota" da € 100......ecco
perche' il presunto debito pubblico e' inestinguibile e
quindi inesistente !
Nel 2014
diventerà operativo il fiscal compact,
per chi voglia rinfrescarsi la memoria ecco la
definizione che riporta Wikipedia:
“Il Patto di bilancio europeo o Trattato sulla
stabilità, coordinamento e governance nell’unione
economica e monetaria, conosciuto anche con l’anglicismo
Fiscal compact (letteralmente riduzione fiscale), è un
accordo approvato con un trattato internazionale il 2
marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell’Unione
europea, entrato in vigore il 1º gennaio 2013.” - Italy,
il 02/01/2014
L’accordo contiene le regole d’oro della gestione
fiscale degli stati membri, tra queste c’è l’impegno del
nostro paese a ridurre il rapporto tra debito pubblico e
Pil al 60 per cento attraverso una maxi manovra
finanziaria all’anno per i prossimi 20 anni, la prima
avverrà quest’anno.
Dato che al momento questo rapporto supera il 132 per
cento (equivalente a 2080 miliardi di euro circa)
bisogna ridurlo di almeno 900 miliardi di euro, il che
equivale a circa 45 miliardi l’anno per due decadi.
Naturalmente nel dibattito italiano non si parla del
fiscal compact, ma di questo non dobbiamo sorprenderci,
se ne parlerà a josa quando bisognerà tirar fuori i
soldi per rispettarlo, tra qualche mese.
In pratica il pagamento dei 45 miliardi avverrà o
attraverso l’aumento delle tasse o attraverso la
contrazione della spesa pubblica, che può comprende sia
la riduzione dell’occupazione che dei salari pubblici, o
in tutti e due i modi.
Morale: saremo più poveri perché dobbiamo tirare la
cinghia ulteriormente per ridurre il volume totale dei
nostri debiti.
La prima domanda da porre ai lettori di questo giornale
ed a tutti coloro che commentano quasi religiosamente i
suoi articoli è la seguente: a chi dobbiamo restituire
questi soldi ?
La risposta più semplice è la seguente: alla banche
straniere che ce li hanno prestati. Ma dal 2011 in poi
la percentuale delle banche straniere nostre creditrici
è scesa ed oggi è inferiore al 40 per cento.
Chi ha in portafoglio gran parte del nostro debito
pubblico sono le banche italiane, tra le quale c’è anche
il Monte dei Paschi, che deve allo Stato, e cioè a noi
poveri debitori, 4 miliardi di euro.
Creditori e debitori sono le stesse persone, direte voi,
perché fanno tutti parte dello Stato, della
collettività.
Ma questa spiegazione non è del tutto corretta perché né
lo Stato dei contribuenti né le banche nazionali
controllano la massa monetaria, detto in parole povere,
non stampano moneta.
Entrambi la ricevono dalla banca centrale attraverso il
debito. Assurdo? Succede in quasi tutto il mondo a pare
qualche eccezione, come la Svezia e la Cina dove la
banca centrale è di proprietà dello Stato, quindi si
potrebbe dire che la collettività si indebita con se
stessa.
La Banca Centrale Europea è l’unico organismo che ha il
diritto di stampare moneta, lo dovrebbe fare secondo
parametri fissi ma data la crisi Draghi è riuscito ad
aggirarli ed è lui alla fine che stabilisce quanta
moneta cartacea si stampa. Da notare che nessuno di noi
europei lo ha eletto. La Bce è una banca privata, di
proprietà degli azionisti delle banche centrali dell’Eu,
tutti enti ed organismi non statali, tra costoro ci sono
anche alcune delle nostre banche.
Come funziona il meccanismo?
La Bce crea dal NULLA gli euro, nel gergo comune
trasforma carta straccia in banconote, questi soldi
vengono dati in prestito, oggi a tassi vicini allo zero,
alle banche di Eurolandia.
Con questi soldi le banche acquistano i buoni del Tesoro
dello Stato con i quali i governi nostrani ripagano ogni
anno solo gli interessi sul debito pubblico, di più
infatti non si riesce a fare. Idealmente questi soldi
dovrebbero alimentare l’economia e farla crescere:
prestiti all’industria, per l’innovazione o per le opere
pubbliche ecc.
La crescita economica dovrebbe far aumentare il gettito
fiscale con il quale ripagare il prestito. Ma non è così
nel nostro caso, e questo lo sanno tutti ormai,
l’austerità taglia le gambe alla crescita quindi il
circolo virtuale appena descritto diventa un circolo
vizioso di impoverimento.
Il punto cruciale su cui i lettori di questo giornale
dovrebbero riflette è il seguente: perché la Bce e non
lo Stato o l’Ue ha il diritto di produrre dal NULLA il
bene denaro ?
E perché i contribuenti in crisi di Eurolandia devono
ripagare questo bene creato dal nulla, in un momento in
cui per farlo si rischia di finire nella depressione
economica, alla Bce – tutti i soldi alla fine lì infatti
finiscono dato che la banca centrale, ed i sui azionisti
privati, sono il solo creditore dell’intero sistema ?
Dato che dietro gli euro, come dietro qualsiasi moneta
cartacea non c’è nulla, ma solo la fiducia di chi queste
banconote le continua ad usare indebitandosi, cioè noi,
e dato che il diritto a stampare moneta dal nulla alla
Bce glielo abbiamo dato noi, cittadini di sistemi
democratici, attraverso la delega ai nostri governanti,
perché non azzerare questo debito e ripartire da zero?
In passato ciò è avvenuto con le guerre, oggi si
potrebbe farlo per evitarle.
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
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Il sistema "moneta" a debito - Il sistema
perverso del debito
Roma, Francoforte – di
Nicola Arena e Sergio Basile – L'ultima rilevazione di
Bankitalia sul debito pubblico, intervenuta nelle scorse
settimane, ha registrato un nuovo record: 2169 miliardi
di euro. Il debito, come forse non tutti sanno, si
forma in maniera fittizia fin dall'emissione della
moneta da parte della banca centrale (in Europa la
responsabilità è della privata BCE,
oggi "governata" da Mario Draghi, con sede a
Francoforte) emissione che avviene assolutamente senza
alcuna riserva aurea e quindi in maniera fraudolenta ed
illegittima (vedi qui Oro
e Valore della Moneta: ecco perchè il denaro deve
appartenere al popolo). Il sistema perverso del
debito, pur nella sua semplicità, vista come struttura
unica, assume innumerevoli forme e interpretazioni che
coinvolgono, ammaliano, confondono e angosciano le
menti, in maniera corrispondente alla propria visione
soggettiva – quanto distorta – del "mezzo moneta".
Cosa accade all'atto
dell'emissione ?
All’atto dell’emissione del simbolo (cioè del pezzo di
carta che chiamiamo e consideriamo illegittimamente
"moneta") le banche, facendo leva sulla distorsione
psicologica del concetto di valore, inducono le persone
a credere sulla fiducia che il mezzo (cioè il
solito pezzo di carta) sia ed abbia "valore" autonomo
ed intrinseco. Ovviamente, poiché il valore è
una previsione spirituale, ovverosia "tempo", la sua
visibilità si può riconoscere solo utilizzando un mezzo
materiale che lo renda percettibile ai sensi umani.
Questo induce nell’errore macroscopico di confondere il
simbolo con il suo valore, cosicché alla gente viene
fatta percepire una falsa realtà. Infatti, come insegna
il professor Giacinto Auriti, il padre della "Teoria del
Valore Indotto della Moneta", non è la materia "carta"
(o carta straccia) a possedere valore intrinseco, ma è
il valore spirituale creato dalla capacità di
previsione e quindi dal pensiero umano che è reso
visibile per mezzo della materia. In ultima istanza la
verità è che la moneta è solo un mero strumento
convenzionale
Il Valore della previsione
futura
Ogni persona, infatti, è disposta ad accettare denaro in
cambio dei propri beni e servizi, perché crede che
quello sia carico di valore e quindi prevede di ricevere
altri beni di natura diversa o servizi utili al proprio
fabbisogno, cedendolo a un nuovo accettante. Ogni
strumento per poter essere impiegato necessita di
energia, questo vale anche per la moneta, la cui
circolazione, ovverosia movimento e utilizzo, è
alimentata dall’energia umana, infatti, senza le persone
che possano utilizzarla, la moneta non avrebbe
ragione di esistere. Auriti, a ragione, amava ripetere
che non sarebbe potuta esistere ricchezza in un mondo di
morti. Tramite quindi la circolazione monetaria, operata
attraverso numerose transazioni fra accettanti e
cedenti, si crea il valore indotto (scoperto dal
professor Auriti) che riempie il simbolo monetario: lo
stesso altrimenti – come spiegato in altre sedi
– vedi qui Il
Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro
e qui Nell’era
della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro
un simbolo - non sarebbe stato altro che un
semplice contenitore vuoto.
L'essenza della più grande
truffa della storia
Nel momento in cui i simboli, emessi a debito e ad
un costo di produzione per la banca centrale pari a zero
(vedi qui L’essenza
della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha
Costi di Produzione) sono accettati al valore
nominale impresso su di essi, i popoli vengono
trasformati da proprietari a debitori dei loro stessi
beni e delle proprie vite. Questo punto, spesso, è
quello più difficile da comprendere, perché è un
concetto che, vista la sua assurdità, la mente umana
tende a scartare. Proprio lo scarto mentale ha dapprima
incoraggiato i truffatori ad andare avanti con i propri
giochi di prestigio, inoltre il prolungamento nei secoli
di tale inganno, ha permesso l’insinuarsi di leggi e
testi universitari, teorie economiche e varie forme di
legittimazione forzata della truffa.
(vedi qui
I'inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le
chiavi del Regno, qui La
Libertà del Sistema e l’allungamento della Catena
e qui La
Società del Duemila vista dal futuro).
Come mai tutta questa
disinformazione sulla moneta-debito ?
Poiché l’espandersi delle teorie economiche basate sulla
grande truffa del debito iniziale ormai sembra
inarrestabile, la popolazione è disorientata, perché
attaccata su vari fronti: mezzi di disinformazione,
cultura scolastica a senso unico (in particolar modo
universitaria) innumerevoli tipi di sport, propaganda
politica e bisogni indotti artificialmente. Questa
realtà deformata (vedi qui Non
Chiamatela Crisi Economica, ma Truffa Monetaria da
Signoraggio), accettata come "normale" fa
precipitare sempre più la popolazione in un baratro di
angoscia.
Un sistema che premia furbi
e disonesti
Oggi con il sistema perverso basato sul debito,
illustrato sopra, chi riesce a sopravvivere è il
pluri-creditore, cioè chi riesce in una maniera o
nell'altra ad "accumulare la ricchezza di altra gente,
gettata ad annegare nel pozzo del debito": ciò significa
che i meno furbi e gli onesti vengono a trovarsi in una
condizione d’inferiorità, perdendo in partenza una
partita le cui regole del gioco sono falsate fin
dall’inizio. Succede così che i meno fortunati non
riescono a far fronte ai debiti e agiscono con l’istinto
della disperazione (vedi qui Strage
al Tribunale di Milano: all’origine della disperazione).
Basta contare il numero di suicidi avuti negli ultimi
anni, oppure i fatti recenti al tribunale di Milano.
E' necessario capovolgere
il sistema (capovolgere la piramide)
In un sistema capovolto, ovverosia con la proprietà
popolare della moneta (vedi qui La
moneta Proprietà, come volano dell’economia e qui Proprietà
popolare della moneta: unica via) all’atto
dell’emissione (Auriti amava ripetere che bisognava
"capovolgere la piramide" – vedi foto sopra) gli esseri
umani sarebbero proprietari di un valore reale, creato
con le proprie capacità fisiche e mentali, senza per
questo sentirsi colpevoli della povertà altrui. Anche
perché i poveri non sarebbero tali, in quanto
partirebbero da una soglia minima di sostentamento (vedi
qui La
Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito
Pubblico) e quindi di certezza di diritto che
darebbe dignità alla propria vita. In un mondo così, le
mamme potranno fare il mestiere di mamme a tempo pieno
(se lo desidereranno) e il sorriso sui volti dei bambini
apparirà ben visibile e vivo (vedi qui La
Società del Duemila vista dal futuro).
By Arena, Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa) -
infounicz.europa@gmail.com
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Per
debito pubblico si intende il
debito
dello
Stato (non del Popolo)
nei confronti di altri soggetti, individui, imprese,
banche
o soggetti stranieri, che hanno sottoscritto
obbligazioni
(come
BOT
e CCT)
destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale.
La
spesa per gli interessi corrisposti ai detentori delle
obbligazioni statali viene indicata come servizio del
debito. Il deficit pubblico si calcola solitamente in
percentuali rispetto al
PIL,
per indicare quanta parte della ricchezza prodotta ogni anno
sarebbe necessaria per ripagare il debito.
n paesi come Belgio,
Italia
e Giappone
il rapporto debito/PIL supera l'unità.
L'esigenza
di tenere sotto controllo l'espansione del debito pubblico
ha due principali motivazioni.
La
prima è di carattere finanziario e attiene alla difficoltà
di finanziare il debito pubblico quando questo cresce troppo
velocemente.
Se cala la fiducia dei sottoscrittori dei
titoli circa la capacità del debitore di pagare gli
interessi e di restituire il
capitale,
il finanziamento del debito può avvenire solo
corrispondendo interessi più elevati.
Se
la spesa per interessi aggrava il
deficit
pubblico, facendo ulteriormente aumentare il debito, può
innescarsi un circolo vizioso in cui all'aumento vorticoso
del debito corrisponde un aumento della spesa per interessi,
dei deficit e quindi del debito pubblico. Senza interventi
sulle entrate o sulle spese correnti, si rischia
l'insolvenza del debitore.
La
seconda motivazione riguarda il cosiddetto effetto
spiazzamento. Se una parte dei risparmi privati finisce col
finanziare il debito pubblico, si sottraggono risorse agli
investimenti privati, con conseguenze negative sulla
crescita dell'economia.
È l'effetto spiazzamento.
Il
debito pubblico è maggiore da una a tre volte del PIL
nazionale in vari paesi industrializzati e, anche con le
tasse
che sono una percentuale del PIL(minore di 1,
evidentemente), lo Stato non sarebbe in grado di ripagare
capitale e interessi. E' fondamentale che gli investitori
istituzionali non cessino di acquistare titoli e
rifinanziare il debito perchè lo Stato non risulti
insolvente. In questo senso il debito è infinito ed
irredimibile.
Soggetti pubblici e società private che dispongono di
ingente liquidità di cassa da investire sono potenziali
investitori istituzionali. Questo ruolo strategico pone un
problema alla
sovranità
dello Stato.
Da
Wikipedia, l'enciclopedia libera
Commento NdR: Per quanto riguarda il "debito
pubblico", il cui 200% più interessi è RUBATO dalla
Banca
Centrale Mondiale, non siamo noi i debitori, ma bensi' i
creditori.
Il debito pubblico va ripudiato -
cancellato - in più la
Banca Centrale deve
restituire oltre al capitale gia' versato dallo
stato, cioe' da NOI sudditi...., piu' il “signoraggio”
pregresso alla comunità; ovvero: la differenza tra
avere "meno cento" e "più cento", fa duecento (più gli
interessi che abbiamo pagato sul falso "meno
100").
Il falso debito pubblico è in realtà un debito
privato che il sistema bancario deve restituire alla
comunità.
Noi cittadini del mondo siamo di fatto
creditori dei
banchieri internazionali che, con l'avallo dei
politici
corrotti, hanno
creato il Falso debito
pubblico, che coloro che hanno in mano il cosiddetto
"debito pubblico", devono ridarci, cioe' al 2015 c.a.
2.200 miliardi di Euros...!
In pratica, la stragrande maggioranza della società è
creditrice di pochi banchieri e dei loro soci a cui
sarebbe sufficiente, secondo le leggi italiane per
l’antimafia, sequestrare tutti i loro beni.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Come si e' arrivati a questo grande imbroglio ?:
In molti pensano che il debito
pubblico sia il saldo negativo tra le entrate e le
uscite del bilancio statale causato dai quei governi
spendaccioni che negli ultimi decenni ci hanno fatto
vivere al di sopra delle nostre possibilità. Non è così.
L’incapacità, gli sprechi e le ruberie dei politici
contribuiscono solo ad alimentarlo. La causa è ben
altra.
All’origine del debito pubblico, che ha generato nei
conti dello Stato una voragine in continuo aumento, vi è
un meccanismo ben congeniato definito “Signoraggio”. Un
termine, non a caso, di origine medioevale.
Partiamo dalla Banca d’Italia
che non è la Banca dello Stato Italiano, bensì un
consorzio di banche private. Lo Stato è presente
attraverso l’INPS e l’INAIL con un minuscolo 5,6%,
questo per giustificare la definizione di Ente di
Diritto Pubblico.
La Banca d’Italia - ora filiale della
Banca Centrale Europea,
anch’essa privata - svolge sostanzialmente due compiti.
Il primo è quello di organo di controllo sull’operato
degli Istituti di credito (in pratica le banche
controllano se stesse). Il secondo gli viene attribuito
dallo Stato che concede loro il diritto esclusivo di
stampare banconote, poi cedute al governo in cambio dei
titoli di debito pubblico (BOT, CCT, CTZ, ecc.).
Queste “cambiali” sono a loro volta piazzate dalle
banche sui mercati finanziari internazionali a tassi
stabiliti dagli stessi mercati. In pratica l’entità del
debito pubblico, da cui deriva la politica finanziaria
di una Nazione, non la decidono i governi bensì gli
onnipotenti mercati. Ossia una dozzina di banche e
società finanziarie che attraverso potentissimi
software, con un clic del loro mouse fanno crollare
intere economie al solo scopo di incrementare a
dismisura i loro guadagni e preparare il terreno per il
successivo indebitamento degli stati, e rattrista
assistere al timore reverenziale espresso nei loro
confronti dai nostri politici ed economisti.
Allo Stato rimane la proprietà delle sole monete
metalliche coniate dalla Zecca, senza interessi e costi
aggiuntivi, che valgono però solo il 2% della massa
monetaria circolante.
Il meccanismo in sintesi è questo:
la Banca d’Italia, che in questo caso si comporta come
una semplice tipografia, stampa una banconota, ad
esempio da 500 euro, il cui costo di produzione è di
circa 60 centesimi tra filigrana e inchiostro e la cede
alla Stato, non al costo di produzione maggiorato del
suo guadagno, come logica vorrebbe, bensì al suo valore
nominale: 500 euro. E’ come se il tipografo, a cui è
stata commissionata la stampa dei biglietti d’ingresso
di un cinema, si facesse pagare l’importo scritto sul
biglietto.
Non è finita: questo foglietto di carta colorata non
viene venduto allo Stato, seppur ad un prezzo assurdo,
bensì dato in affitto e, cosa ancora più scandalosa,
senza alcun possibilità di riscatto. Lo Stato per tutta
la sua esistenza pagherà alle banche private gli
interessi su delle banconote che in teoria gli
dovrebbero appartenere. Un gran bell’affare, con c’è che
dire…
Analizzando i dati ISTAT del periodo 1990/2008
(nell'allegato PDF
è riportata la tabella completa) si può notare come il
debito pubblico, per effetto dell’anatocismo (interessi
sugli interessi), è costituito nella sua totalità da
interessi (96,5%).
Se lo Stato si riappropriasse del diritto di stampare
moneta l’Italia non avrebbe debiti e le risorse rese
disponibili sarebbero impiegate esclusivamente il
benessere del popolo italiano.
By Gianfredo Ruggiero, presidente del
Circolo Culturale Excalibur-Varese
Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !
DEFICIT PUBBLICO:
NON esiste
se non come FALSIFICAZIONE della realta'
!
Il deficit pubblico è il saldo negativo che si verifica
quando le uscite di uno stato superano le entrate.
Per
deficit o disavanzo pubblico si intende la situazione
economica in cui le uscite dello stato in un dato periodo
superano le entrate dello stato nello stesso periodo. La
presenza di un deficit si può attribuire solitamente ad un
eccesso di spesa, a sua volta causata da spese inattese o
straordinarie, come una guerra o una catastrofe naturale,
oppure da eccessi di spesa rispetto alle entrate, dettati da
precise politiche economiche di sostegno alla domanda, da
scelte politiche finalizzate a creare e mantenere il
consenso politico, dall'incapacità o dal mancanza di volontà
di ridurre le spese superflue. Per le stesse ragioni il
deficit può poi attribuirsi anche politiche fiscali deboli,
che portano nelle casse statali meno denaro di quanto
necessario a coprire i costi della pubblica amministrazione.
Una
divisione assai tradizionale delle posizioni in materia di
deficit tra forze politiche conservatrici e progressiste,
attribuisce alle prime la volontà di ridurre quanto più
possibile il deficit dello stato o addirittura di chiudere
in pareggio i conti pubblici, allo scopo di mantenere ordine
nei conti e di contenere la spesa pubblica e il ruolo dello
stato nell'economia, mentre alle seconde verrebbe attribuito
il desiderio di accettare deficit pubblici strutturali,
purché finalizzati a sostenere la domanda e quindi a far
crescere l'economia.
In
particolare le posizioni che si rifanno alle idee keynesiane
attribuiscono allo stato il compito di sostenere, quando
necessario, la domanda di beni e servizi ricorrendo alla
spesa pubblica in condizioni di deficit.
La
realtà ha mescolato le carte e appare oggi difficile, sia
in Italia che in molti paesi industrializzati, distinguere
le varie posizioni politiche sulla base della volontà di
chiudere in pareggio o in deficit i conti pubblici.
L'esempio
degli USA è in proposito significativo. Non solo il
presidente democratico Clinton ha ottenuto surplus nei conti
pubblici, ma feroci sostenitori della minimizzazione del
ruolo dello stato nell'economia, come Ronald Reagan e George
W. Bush, sono riusciti, mescolando tagli alle imposte e una
crescita sostenuta della spesa militare, a realizzare
imponenti deficit pubblici.
La
presenza di un deficit pone la questione della sua
copertura. Questa avviene solitamente con l'emissione di del
debito pubblici, come
BOT
e CCT).
In passato si è anche fatto ricorso all'emissione di
moneta, soluzione abbandonata quasi ovunque nel mondo perché
ha effetti fortemente inflattivi (vedi
inflazione
e iperinflazione).
Il
deficit pubblico in senso lato viene solitamente distinto
dal deficit o disavanzo primario che considera la differenza
tra uscite e entrate al netto della spesa per interessi sul
debito
pubblico.
Anche
se il deficit pubblico viene misurato in termini assoluti,
indicando il suo ammontare in euro o nella moneta in cui è
espresso, gli economisti preferiscono valutarne le
dimensioni relative, rapportando il deficit al PIL del
paese.
Tratto
da "http://it.wikipedia.org/wiki/Deficit_pubblico"
http://www.centrostudimalfatti.org/cms/wp-content/uploads/2013/11/LA-TRUFFA-DEL-DEBITO-PUBBLICO.pdf
Dove e' l'Oro del Popolo Sovrano Italiano ?
Questo per
ITALIA, ma cio'
puo' valere per qualsiasi altro stato del mondo
indebitato con il
FMI:
Il debito, detto falsamente
"pubblico" in realta' e', come abbiamo gia' visto, un debito dello stato,
o meglio di coloro che hanno amministrato lo stato, la
"casta"; quindi
non e' un debito dei
cittadini, ma
oggi, nel 2011, il sig MONTI (scolaro ben istruito dalla
Goldman Sachs) messo a furor della "casta" al governo in
Italia, dopo un "golpe"
(colpo di stato) dei banchieri...
vedi:
Le mani di Goldman Sachs sulla crisi europea,
qui sotto, ci sta facendo pagare, sottraendo denaro
dalle nostre tasche, gli
interessi ai
banchieri,
veri
CRIMINALI del mondo
=
Illuminati
=
Gruppo Bilderberg
Secondo la stampa francesce, la triade
Draghi (BCE) -
Monti (Governo Italiano) -
Papademos (Primo ministro della Grecia) sono
l'esempio di come la rete della banca
Goldman Sachs abbia una enorme influenza sull'economia
mondiale.
Goldman Sachs governa l'Europa
?
Posta in questo modo, la domanda può far sorridere. Ma
la stampa francese s'interroga sull'influenza esercitata
dalla banca d'affari statunitense:
- Mario Draghi ne è stato vice-presidente per l'Europa
dal 2002 al 2005,
- Mario Monti consigliere internazionale dal 2005,
mentre Lucas Papademos, nuovo premier greco, era
governatore della banca centrale del suo paese quando
Goldman Sachs truccò i conti del paese.
A sottolineare i rapporti tra l'istituto americano e
diversi leader europei è Marc Roche, corrispondente di
Le Monde a Londra e soprattutto autore di un libro
di rilevo: "La Banca. Come Goldman Sachs dirige il
mondo", premiato nel 2010 con il Premio del libro di
economia. - Tratto da: repubblica.it
Come fanno i
banchieri a mettere le mani su gli stati
?
Essi finanziano le
campagne elettorali di vari candidati a loro
"sottomessi", oppure lasciano che un certo
politico, vada al potere e quindi lo "reclutano"
indottrinandolo e promettendogli potere o denaro....in
modo che questi politici "fanttoccio",
facciano si che gli stati si indebitino verso le banche
e quindi verso il fondo monetario,
in modo che oltre al capitale ricevuto dal
FMI, in carta moneta
stampata proprio dai banchieri e ceduta al valore
nominale stampato sul
pezzo di carta che NON vale
nulla...perche'
non garantito dall'oro...., si accertino che gli
interessi
vengano pagati ad
ogni scadenza....denaro
che nei fatti, viene sottratto al popolo che si
impoverisce sempre di piu', mentre i banchieri
accumulano fortune impensabili !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le
TASSE:
Anticamente le tasse
pagate dai vari popoli erano del dieci %...( si chiamava
decima) e fino ad
allora cio' era equo e giusto, ma da quando sono nati i
Re, reucci, monarchie, e successivamente le democrazie
repubblicane...hanno aumentato la percentuale arrivando
al 45-50 % del guadagno (sudato) dei cittadini che di
conseguenza sono diventati
SUDDITI...come nel ns caso
dell' Italia e cio' per arricchire pochi e spremere i
piu', cioe' noi cittadini !
Suddito: si
riferisce a colui che è soggetto alla
sovranità di uno stato; la condizione del suddito
implica, di per sé,
situazioni giuridiche puramente passive (doveri e
soggezioni) !
Cio' vi pare giusto ?
ASSOLUTAMENTE NO !
Per cui tutti coloro che partecipano al pagamento delle
tasse sono "correi" dello sperpero e delle
TRUFFE, che i
prePotenti attuano sulla ns pelle.....
Questa e'
semplice verita'.
La soluzione parziale, per quella definitiva, vedi sotto
Ogni
villaggio (Comune)
dovrebbe essere
autogestito finanziariamente dai cittadini
che si dovrebbero essi stessi tassare a seconda delle
proprie necessita, per garantire le necessita, fino ai
propri confini comunali....
Ricordiamo che i confini comunali sono sempre collegati
ad altri confini comunali, quindi non ci sono
infrastrutture, al di fuori dei vari confini
comunali...di proprieta' di terzi...
Quindi le tasse dovrebbero variare da comune in comune,
in funzione delle necessita' comunali decise da tutti i
cittadini.
Per aiutare i comuni poveri di popolazione, basta
fornire una piccola percentuale delle tasse pagate nel
proprio comune, per garantire l'aiuto di quei comuni
"poveri", fino al momento della loro raggiunta
autosufficienza... che devono in qualche modo
raggiungere in un certo tempo, pena la decadenza degli
aiuti.
DEBITO
PUBBLICO: e' UN
TRUFFA
!
Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario
- "DEBITO
PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.
SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della
Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche
Centrali (FED + BCE, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come
Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito
"pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di
governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto
di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci
con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata
(la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente,
riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno
acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li
potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei
servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !
OPPURE:
Altra proposta per la soluzione-annullamento del
cosiddetto falso
Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per
il debito pubblico per circa € 3.400.000.000.000 (3 mila
quattrocento miliardi), mentre il debito pubblico
ammonta al 2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila
duecento miliardi)
per cui sottraendo dalla somma gia' pagata vi e' una
plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le banche
dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li ridanno,
noi possiamo cessare di pagarle immediatamente
investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi,
nella nostra economia....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
PIL,
Prodotto Interno Lordo
Il Pil rappresenta il valore dell'insieme di beni e servizi
prodotti sul territorio di uno stato da produttori nazionali
o stranieri; esprime la ricchezza creata da uno stato in un
certo periodo di tempo.
Il
PIL è il valore
complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno
di un paese in un certo intervallo di tempo (solitamente
l'anno). E' considerato la misura della ricchezza prodotta
in un Paese.
Da
un altro punto di vista si può anche dire che il PIL è la
somma dei valori aggiunti generati dalle imprese private e
dalla Pubblica Amministrazione all’interno di un dato
paese in un determinato periodo di tempo.
-
il
PIL è detto Lordo perché è al lordo
degli
Ammortamenti
-
il
PIL è detto Interno in quanto comprende
il valore dei beni prodotti all'interno in un paese
(indipendentemente dalla nazionalità di chi li produce)
È
una misura basilare usata in
macroeconomia.
A
partire dal PIL è definibile il
reddito
pro-capite. Il reddito pro-capite è pari al
rapporto tra il PIL e il numero dei cittadini: è evidente
la correlazione diretta fra la ricchezza individuale e
quella nazionale.
Considerazioni
generali
-
Il
PIL tiene conto di tutte le transazioni in
denaro,
e trascura tutte quelle a titolo gratuito, restano
quindi escluse le prestazioni nell’ambito familiare e
quelle attuate dal volontariato (si pensi al valore
economico del
non-profit).
-
Il
PIL tratta tutte le transazioni come positive, cosicché
ne entrano a far parte i danni provocati dai crimini,
dall’inquinamento, dalle catastrofi naturali.
(Esempio: se compri un'auto il PIL cresce, se hai un
incidente, il PIL cresce, se sei ospedalizzato il Pil
cresce e così via). In questo modo il PIL non fa
distinzione tra le attività che contribuiscono al
benessere
e quelle che lo diminuiscono.
Il
PIL è definibile in due modi: complesso dei redditi
prodotti e somma di
consumi,
investimenti e spesa pubblica. A consuntivo di fine anno, le
due modalità di calcolo devono portare allo stesso
risultato.
Considerazioni
macroeconomiche e critiche
Il
PIL tratta il
deprezzamento
del capitale
naturale ed ambientale come componente positiva e ciò
rappresenta una violazione dei sani principi contabili.
(Esempio: se una proprietà agricola di pregio viene
trasformata in un parcheggio, il PIL contabilizza
l’ammontare del denaro coinvolto ma non considera il
deprezzamento del capitale naturale per una siffatta
trasformazione, da suolo fertile e produttivo a superficie
asfaltata).
L'eguaglianza
fra PIL e valore aggiunto è l'equazione fondamentale della
contabilità
nazionale.
Una
riduzione dell'ammontare di tasse equivale a una riduzione
della pressione fiscale definita come rapporto fra le
entrate (che sono
tasse
e imposte)
ed il PIL.
L'avanzo
pubblico è definito come differenza fra entrate (le tasse)
e uscite (la spesa pubblica); nell'ottica del bilancio
statale una riduzione delle tasse è equivalente ad un
aumento della spesa pubblica.
Il
moltiplicatore del reddito è pari a 1/(1-c) dove c è la
propensione ai consumi, pari alla derivata prima del reddito
(PIL) rispetto ai consumi.
Poichè il PIL è composto da
consumi e risparmi (e spesa pubblica), C è compreso tra
zero e uno come il termine (1-c); perciò la frazione
1/(1-c) è maggiore di 1 ed è detta moltiplicatore. Il
termine (1-c) è la propensione al rispamio, che è opposto
al consumo, una rinuncia di consumo.
Quanto
minore è la propensione al risparmio, ossia tanto maggiore
è la propensione ai consumi, tanto più cresce la ricchezza
nazionale, qualunque azione venga intrapresa (riduzione
delle tasse, spesa pubblica, spesa in disavanzo).
Fu
Keynes
ad affermare che la domanda è un dato ed è il motore della
crescita, e che l'economia è consumistica. La domanda è
infatti una domanda di
consumo.
Essendo
il PIL composto da consumi, risparmi e spesa pubblica, esso
deve uguagliare il valore aggiunto che è consumi,
investimenti e spesa pubblica. Eguagliando le due cose si
ottiene che i risparmi sono uguali agli investimenti, ossia
che i risparmi finanziano gli investimenti produttivi.
L'equazione è tendenziale, non vera in ogni istante.
La
pubblica amministrazione per il teorema del bilancio in
pareggio (che è più avanti) non ha strutturalmente grandi
risparmi e non è il motore degli investimenti produttivi.
La spesa pubblica è un termine diverso dagli investimenti
produttivi, la cui peculiarità è l'orientamento al
profitto.
Chi
investe è disposto a farlo se esite un
mercato
potenziale con una domanda di clienti con un reddito (e
risparmi) per comprare; da un lato dunque agli investimenti
occorrono la domanda e i consumi, dall'altro sono possibili
soltanto con i risparmi (che sono rinunce di consumo) dei
cittadini. Ciò vale sia per consumi e risparmi dei
cittadini che per consumi e risparmi delle imprese. Questa
dualità trova però un punto di equilibrio che richiede
l'espansione del credito.
La
spesa pubblica per Keynes ha come unico obiettivo la piena
occupazione e la pubblica utilità.
Dei
tre soggetti economici, escluso lo
Stato,
resta che la fonte degli investimenti produttivi sono i
risparmi delle stesse imprese e principalmente dei
cittadini.
L'efficacia
nella stimolazione della domanda è sempre maggiore nel caso
della spesa pubblica che produce il maggior aumento della
ricchezza nazionale (e tasso di crescita annuo).
La
macroeconomia disconosce l'opportunità delle teorie
neoliberistiche
reaganiane di riduzione delle tasse, preferendo invece
l'intervento diretto dello Stato nell'economia (con la spesa
pubblica).
Per
il teorema
del bilancio in pareggio l'aumento del PIL (ricchezza
nazionale) prodotto dalla spesa pubblica è massimo quando
il disavanzo pubblico è pari a zero. L'effetto è più
contenuto quando il disavanzo è diverso da zero.
Un
risultato sorprendente è invece che un avanzo del bilancio
pubblico ha un effetto negativo sulla spesa pubblica. Perciò,
strutturalmente le pubbliche amministrazioni tendono a non
avere risparmi.
Il
disavanzo pubblico, contrariamente all'avanzo, è definito
come differenza fra uscite e entrate.
Tradizionalmente,
l'austerità e il pareggio di bilancio sono obiettivi
opposti alla piena occupazione ed alla spesa pubblica. Il
teorema mostra che la spesa pubblica è conveniente quando
si è raggiunto il pareggio.
Molti
economisti odierni concordano sulla convenienza della
spesa
in disavanzo in situazioni di
recessione
o crescita lenta del PIL (inferiore al 4% annuo) per la
quale lo Stato spende in misura maggiore delle sue entrate
indebitandosi. Anche una spesa pubblica in disavanzo
produce un aumento del PIL maggiore ed è più efficace di
una riduzione della pressione fiscale. In altre parole, la
spesa pubblica ha un moltiplicatore più alto della
riduzione delle tasse, definite come percentuale del reddito
nazionale.
Alternative
al PIL
Il
principale indicatore proposto come alternativa al PIL che
tiene conto delle principali critiche poste ad esso, è il
Genuine
Progress Indicator (GPI), in italiano "indicatore
del reale progresso". Il GPI ha come obbiettivo la
misurazione dell'aumento della
qualità
della vita (che a volte è in contrasto con la
crescita
economica, che invece viene misurata dal PIL), e
per raggiungere questo obiettivo distingue con pesi
differenti tra spese positive (perché aumentano il
benessere, come quelle per beni e servizi) e negative (come
i costi di
criminalità,
inquinamento,
incidenti
stradali). Simile a questo indice esiste in
Prodotto
interno lordo verde introdotto da alcune province
cinesi.
Un
ulteriore indicatore, alternativo a GPI e PIL è la
Felicità
Nazionale Lorda (FIL) oppure, per valutare la qualità
della vita dei cittadini dei paesi membri delle
Nazioni
Unite vi è l'Indice
di sviluppo umano.
Andamento
del PIL
|
Nazione
|
2004
|
2005*
|
2006*
|
|
Albania
|
6,0
|
6,0
|
6,0
|
|
Algeria
|
5,9
|
6,7
|
6,2
|
|
Argentina
|
9,0
|
7,0
|
5,1
|
|
Austria
|
2,4
|
1,7
|
1,8
|
|
Bielorussia
|
11,0
|
8,0
|
6,0
|
|
Belgio
|
2,7
|
1,3
|
1,7
|
|
Bosnia-Erzegovina
|
5,7
|
5,3
|
5,8
|
|
Bulgaria
|
5,6
|
5,7
|
4,2
|
|
Cina
|
9,4
|
9,3
|
8,0
|
|
Cipro
|
3,7
|
3,6
|
3,0
|
|
Corea
del Sud
|
4,7
|
3,4
|
4,3
|
|
Croazia
|
3,8
|
3,3
|
3,7
|
|
Danimarca
|
2,1
|
2,9
|
2,6
|
|
Egitto
|
2,7
|
4,0
|
4,8
|
|
Estonia
|
7,8
|
7,7
|
6,7
|
|
Finlandia
|
3,6
|
1,6
|
2,5
|
|
Francia
|
2,0
|
1,4
|
1,6
|
|
Germania
|
1,6
|
0,8
|
1,5
|
|
Giappone
|
2,6
|
2,2
|
1,3
|
|
Gran
Bretagna
|
3,2
|
1,9
|
1,5
|
|
Grecia
|
4,2
|
3,4
|
3,1
|
|
Hong
Kong
|
8,2
|
5,7
|
4,6
|
|
India
|
6,9
|
7,6
|
7,0
|
|
Irlanda
|
4,5
|
4,8
|
4,7
|
|
Italia
|
1,0
|
0,1
|
1,1
|
|
Kazakistan
|
9,4
|
9,1
|
8,5
|
|
Lettonia
|
7,0
|
6,5
|
5,6
|
|
Libia
|
9,3
|
8,5
|
8,1
|
|
Lituania
|
7,0
|
6,5
|
5,6
|
|
Macedonia
|
2,9
|
3,9
|
4,0
|
|
Marocco
|
3,7
|
1,8
|
5,3
|
|
Messico
|
4,4
|
3,0
|
2,9
|
|
Moldova
|
7,3
|
7,5
|
5,5
|
|
Norvegia
|
2,9
|
3,2
|
2,6
|
|
Olanda
|
1,7
|
0,5
|
2,0
|
|
Pakistan
|
6,4
|
7,8
|
6,5
|
|
Polonia
|
5,4
|
3,2
|
4,0
|
|
Portogallo
|
1,2
|
0,5
|
1,0
|
|
Repubblica
Ceca
|
4,4
|
4,4
|
4,6
|
|
Romania
|
8,3
|
5,0
|
4,6
|
|
Russia
|
7,2
|
6,2
|
5,6
|
|
Slovacchia
|
5,5
|
5,2
|
5,6
|
|
Slovenia
|
4,2
|
3,9
|
4,0
|
|
Spagna
|
3,1
|
3,0
|
2,7
|
|
Stati
Uniti d'America
|
4,2
|
3,5
|
2,9
|
|
Svezia
|
3,1
|
2,4
|
3,0
|
|
Svizzera
|
2,1
|
1,0
|
1,5
|
|
Thailandia
|
6,1
|
4,0
|
4,4
|
|
Tunisia
|
6,0
|
4,8
|
5,4
|
|
Turchia
|
8,9
|
4,9
|
3,5
|
|
Turkmenistan
|
9,0
|
11,0
|
9,0
|
|
Ucraina
|
12,1
|
3,5
|
5,0
|
|
Ungheria
|
4,2
|
3,7
|
4,0
|
|
Vietnam
|
7,7
|
8,0
|
7,2
|
|
Note:
* previsioni
Andamento
del PIL in Italia
-
1990 1,9
-
1991 1,4
-
1992 0,7
-
1993 -0,9
-
1994 2,3
-
1995 3,0
-
1996 1,0
-
1997 2,0
-
1998 1,7
-
1999 1,7
-
2000 3,2
-
2001 1,7
-
2002 0,4
-
2003 0,4
-
2004 1,0
-
2005 0,1
-
2006 1,1
(stima)
-
2007 2,0
(stima)
Voci
correlate
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
Norvegia
non
ha
debito
pubblico,
perche':
1 -
Non
ha
aderito
all'euro.
La
moneta
Norvegese
e'
la
Corona.
2 -
Non
ha
privatizzato
le
aziende
energetiche
-
petrolio
(Statoil),
energia
idroelettrica
(Statkraft),
alluminio
(Norsk
Hydro),
la
principale
banca
del
paese
(DnB
NOR),
e le
telecomunicazioni
(Telenor).
3 -
Circa
il
30%
di
tutte
le
aziende
quotate
alla
borsa
di
Oslo
è
statale.
4 -
I
titoli
di
stato
rendono
il
6,75%
netto
ai
risparmiatori
(clicca
qui
).
5 -
Pur
essendo
il
principale
produttore
di
petrolio
europeo,
NON
fa
parte
dell'OPEC.
Per
la
cronaca,
l'Italia
è il
secondo
produttore
europeo
e in
Basilicata
è
stato
individuato
il
più
grande
giacimento
d'Europa
su
terraferma.
Naturalmente,
in
Norvegia,
non
si
sognano
di
parlare
di
privatizzazione
dell'acqua
o
privatizzazione
della
raccolta
di
rifiuti,
come
fanno
i
nostri
politici
e
NON
hanno
alcun
debito
pubblico,
anzi
!
Hanno
un
avanzo
di
bilancio
statale
del
10%,
mentre
noi,
che
abbiamo
privatizzato
quasi
tutto,
abbiamo
un
debito
pubblico
pari
al
115%
del
nostro
PIL...
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
In
Islanda trionfa la "democrazia"-
17/04/2012
Il democratico popolo d'Islanda festeggia una grande
vittoria: con la maggioranza delle famiglie sommerse dal
debito - a causa dalla bolla finanziaria esplosa tre
anni fa - il governo islandese ha preso una decisione
salomonica, ed ha azzerato per molti dei suoi cittadini
il debito sul mutuo delle case.
Per la precisione, i debiti sul mutuo non saranno
completamente cancellati, ma ristrutturati in base
all'effettivo valore di mercato delle abitazioni. In
altre parole, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha
avuto, da oggi si torna in contatto con la realtà e i
"numeri" gonfiati ad arte non hanno più nessun valore.
Tutti applaudono a questa vittoria popolare, e
sottolineano che quando le esigenze della gente vengono
messe al di sopra delle esigenze dei plutocrati, la
giustizia trionfa sempre.
In realtà, basta leggere le dichiarazioni del
Fondo Monetario Internazionale
(il "salvatore" accorso in aiuto della nazione in
default), ...
... per capire che si tratta soltanto di una scelta
obbligata. Il FMI
sottolinea
infatti "la nota relazione
fra alti livelli di debito familiare acquisiti durante
un boom immobiliare e gli effetti del debito prolungato
sulla ripresa economica"
"La causa principale della recessione prolungata - dice
il FMI - è che
le famiglie cercano di ridurre il livello del proprio
debito spendendo il meno possibile, causando in questo
modo una recessione ancora maggiore."
"Poichè il debito agisce da freno - conclude il FMI - è
importante prima di tutto rimuovere quel freno."
Insomma, è un pò come il punta-tacco nell'automobilismo.
Se non freni entrando in curva l'auto esce di pista, ma
se nel frattempo non tieni su i giri da quella curva non
esci più.
Curioso come la "giusta misura" sia quella che tiene la
popolazione "abbastanza felice" da continuare a lavorare
(e spendere) spensieratamente, ma non troppo felice da
ritrovarsi magari con qualche migliaio di euro in
eccesso alla fine dell'anno.
Se invece esageri col freno, e ti dimentichi di
accelerare, ti ritrovi a fare i conti con il noto
Paradigma di Rockershield : "Se i denari non li hanno,
restituirli non potranno."
Tanto vale quindi fare buon viso a cattivo gioco,
fingersi democratici e disinteressati, e ricominciare a
mungere quel poco che la vacca riesce ancora a dare.
Col
tempo riusciremo sicuramente a convincerli a farsi
prestare altri soldi, ma per ora la cosa più importante
è che il giocattolo non si rompa.
By Massimo Mazzucco – Tratto da luogocomune.net
La Croazia ha appena
annullato i debiti dei suoi cittadini più poveri -
Febbraio 2015
A partire da Lunedi 2
Febbraio 2015 migliaia fra i cittadini più poveri della
Croazia potranno beneficiare di un regalo insolito:
avranno i loro debiti spazzati via. Chiamato “nuovo
inizio”, il regime di governo si propone di aiutare
alcuni dei 317.000 croati cui conti bancari sono stati
congelati a causa della loro debiti.
Dato che la Croazia è un
paese mediterraneo relativamente piccolo di soli 4,4
milioni di abitanti, il numero di cittadini indebitati è
significativo ed è diventato un importante onere
economico per il paese. Dopo sei anni di recessione, le
previsioni di crescita per l’economia della Croazia
rimangono basse per quest’anno.
“Valutiamo che questa misura
sarà applicabile a 60.000 cittadini,” ha detto il vice
primo ministro Milanka Opacic, come riferisce Reuters.
“Così sarà data la possibilità di un nuovo inizio senza
peso del debito”, ha detto Opacic all’inizio di questo
mese.
Per essere ammessi, i croati
devono soddisfare determinati criteri: il loro debito
deve essere inferiore a 35.000 kune ($ 5,100), e il loro
reddito mensile non deve essere superiore a 1.250 kune
(138 dollari). Coloro che possono beneficiare del regime
di condono non devono possedere beni o avere alcun
risparmio.
Tra gli economisti, il
regime è considerato senza precedenti ed eccezionale.
“Non riesco a pensare a qualcosa di simile,” Dean Baker,
co-direttore del Centro di Washington per la ricerca
economica e politica, ha detto al Washington Post.
Anche se il programma
dovrebbe costare tra i 210 milioni e 2,1 miliardi di
kune croate (31 milioni dollari e $ 300 milioni di
euro), secondo le notizie contrastanti da parte
dell’agenzia di stampa austriaca APA e Reuters , il
governo croato si aspetta benefici economici a lungo
termine, che superano a lungo termine l’investimento a
breve. Il primo ministro Zoran Milanovic ha convinto
varie città, aziende pubbliche e private, i principali
fornitori di telecomunicazioni del paese, così come nove
banche a cancellare i debiti di alcuni dei loro
cittadini. Il governo non rimborserà le aziende per le
loro perdite.
Nel complesso, il debito di
tutti i croati ammonta a 4,11 miliardi dollari – e il
debito che sta per essere spazzato via conta per circa
dall’1 al 7 per cento di quello. Tuttavia, per coloro
che sono eleggibili l’accordo farà una differenza
significativa, consentendo loro di accedere ai loro
conti bancari. Per ridurre il debito di meno del 10 per
cento, la Croazia libera quasi il 20 per cento dei
debitori del paese dai loro obblighi.
Alcuni economisti, tra i
quali Baker, sono scettici se il regime avrà successo:
“Non sono sicuro che questo è il modo migliore per
aiutare le persone a basso reddito. Se i creditori
pensano che questo possa accadere di nuovo, verranno
applicati tassi di interesse molto elevati a mutuatari
di basso reddito “, ha detto Baker.
Fonte: http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2015/01/31/croatia-just-canceled-the-debts-of-its-poorest-citizens/
ECUADOR - Se il debito pubblico è illegittimo non si
paga - Per l'ISLANDA
vedi QUI
Come accaduto in
Islanda, anche in Ecuador il popolo, guidato dal
presidente Rafael Correa, si è rifiutato di pagare il
debito. Una commissione appositamente istituita l’ha
dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un
prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e
multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto
aiutare. Un’altra lezione di cui tenere conto.
In Ecuador, come in Islanda, ci si è rifiutati di pagare
un debito contratto in maniera ingiusta
Parliamo di vulcani. E di eruzioni. Tempo fa, in
Islanda, l’impronunciabile vulcano Eyjafjallajökull
sbuffava nubi di ceneri bianche mandando in tilt i
collegamenti aerei di mezzo mondo; allo stesso tempo il
popolo islandese decideva di sollevarsi contro i poteri
forti della finanza globale. Nell’altro emisfero, in
Ecuador, da qualche anno si è risvegliato il potente
Tungurahua – appena più facile da pronunciare, ma
neanche poi tanto – proprio nel periodo in cui il
presidente Rafael Correa dichiarava il debito estero che
gravava sulle spalle dei suoi cittadini “illegittimo ed
illegale”.
In una sinergia quasi
sovrannaturale, sembra che la natura e gli esseri
umani si destino all’unisono, in varie parti del mondo,
in un moto di ribellione verso i propri oppressori. Che
a ben vedere, per l’una e per gli altri, sono i
medesimi.
Quell’elite finanziaria
che controlla l’economia globale (banchieri =
Illuminati),
possiede corporazioni e
multinazionali, controlla le banche e gestisce i
mercati, è responsabile da un lato dei maggiori crimini
ambientali: emissioni nocive, fallimento dei vertici
internazionali sul clima, deforestazione, disastri
petrolieri; dall’altro della schiavitù dei popoli,
oppressi da debiti immensi, privati dei propri diritti e
della sovranità nazionale.
Dunque è curioso vederli sbottare all’unisono, quasi che
vulcani ed esseri umani siano due diversi strumenti
nelle mani di un unico potente flusso vitale. Ma
accantoniamo la retorica e andiamo a vedere cosa è
successo.
Dell’Islanda, e di come il popolo si sia ribellato ai
poteri forti internazionali e abbia dato vita ad un
percorso di democrazia partecipata, vi abbiamo già
parlato tempo addietro.
Occupiamoci dell’Ecuador.
Qui è accaduto che il paese si ritrovava schiacciato, da
una trentina d’anni circa, da un debito pubblico enorme.
Nel 1983, infatti, lo Stato si era fatto carico, di
fronte ai creditori, del debito estero contratto da
privati, per un totale di 1371 milioni di dollari, ai
tempi una cifra notevole. Talmente notevole che nei
successivi sei anni il paese non fu in grado di pagarla.
Invece essa crebbe fino a raggiungere la soglia di 7
miliardi.
Ora, i creditori erano principalmente istituti di
credito statunitensi; nel contratto stipulato con il
governo dell’Ecuador esisteva una clausola che prevedeva
che dopo sei anni il debito cadesse in prescrizione. Ma
il 9 dicembre 1988, a New York, in un atto unilaterale,
venne abolita la prescrizione della totalità del debito.
In pratica, gli Stati Uniti decisero che, a dispetto di
ogni accordo preso in precedenza e senza consultare
l’altra parte, l’Ecuador avrebbe pagato ugualmente tutto
il debito, che intanto continuava a crescere. Nessun
membro del congresso ecuadoregno si oppose alla
risoluzione, che gli organismi statali nascosero persino
alla popolazione.
Poco tempo dopo, sempre
dagli Stati Uniti arrivò la seguente proposta: che il
debito estero fosse scambiato con l’acquisto dei
cosiddetti Buoni Brady. Nicholas Brady era ai tempi,
siamo nel 1992, Segretario del Tesoro americano, e stava
attuando il Piano Brady, che interveniva sul debito di
molti paesi latinoamericani ristrutturandolo attraverso
la vendita di nuovi bond e obbligazioni.
Molti paesi accettarono l’offerta, che consisteva di
fatto nel pagare il proprio debito contraendone un
altro, sul quale sarebbero maturati nuovi interessi.
Anche l’Ecuador accettò.
Le condizioni imposte da questo nuovo debito furono
decisamente pesanti. Fra il 1992 ed il 1993 molte delle
compagnie statali venero privatizzate. In particolar
modo si stabilì che sarebbero state lerisorse di metano
e di petrolio a dover garantire il debito.
Alejandro Olmos Gaona, storico ed investigatore
ecuadoregno, ha dichiarato di aver personalmente trovato
sia nel ministero dell’economia argentino che in quello
ecuadoriano tre lettere: una da parte del Fondo
Monetario Internazionale diretta alla comunità
finanziaria, ovvero a tutte le banche; un’altra della
Banca Mondiale; una terza della Banca Interamericana
dello Sviluppo (BID).
Cosa chiedevano? Di appoggiare il governo argentino di
Carlos Menem, che si era impegnato a privatizzare il
sistema pensionistico, a cambiare le leggi sul lavoro, a
riformare lo stato e privatizzare tutte le imprese
pubbliche, specialmente quelle riguardanti il petrolio.
Nell’accettare il Piano
Brady, l’Ecuador si impegnava a rispettare una serie di
clausole molto articolate e piuttosto confuse. Ve n’era
una, ad esempio, che fissava i termini ed i tempi per i
reclami. L’Ecuador avrebbe potuto reclamare qualsiasi
tipo di controversia legata al contratto a partire dal
21° anno dopo la morte dell’ultimo membro della famiglia
Kennedy. Una clausola che suonava come una vera e
propria beffa, volta ad impedire qualsiasi tipo di
reclamo futuro da parte del paese.
Passiamo al 2000.
I buoni Brady vengono sostituiti con i buoni Global, che
aggiungono alle vecchie condizioni nuove misure di
austerità e privatizzazioni, sotto pressione di alcune
banche.
I nomi ? JP Morgan, Citibank, Chase Manhattan
Bank, Lloyds Bank, Loeb Roades, E.F. Hutton. - vedi:
i
Padroni del Mondo
Il contratto viene stipulato dallo studio legale
Milbank.
Lo studio Milbank – il cui nome steso è Milbank, Tweed,
Hadley & McLoy – ha fra i propri clienti, guarda caso,
JP Morgan e Chase Manhattan Bank, e ha curato negli anni
la maggior parte dei contratti sul debito stipulati dai
paesi dell’America Latina. Ogni singolo contratto
dell’Ecuador è uscito da quelle stanze. Fra i suoi
avvocati più brillanti sono annoverati John McLoy, primo
presidente della Banca Mondiale, William H. Webster,
ex-direttore dell’Fbi e della Cia e giudice della corte
dello Stato di New York.
I contratti venivano stipulati con gli avvocati
dell’Ecuador negli Stati Uniti: Cleary, Gottlieb, Steen
e Hamilton, uno studio fantoccio che si limitava a
ratificare quanto già deciso senza mai sollevare
contestazioni.
La situazione è proseguita,
uguale, fino al 2008. Poi qualcosa è cambiato. L’Ecuador
si trovava allora in una situazione particolarmente
difficile, con un debito gonfiatosi fino a raggiungere
gli 11 miliardi di dollari, decisamente troppo per
un’economia relativamente povera. Il presidente
socialista Rafael Correa, in carica dal Gennaio 2007,
prese allora la grande decisione.
“L’Ecuador non pagherà il proprio debito estero, in
quanto è stato contratto in maniera illegittima”,
dichiarò davanti al mondo intero. Come poteva fare
un’affermazione così forte ?
Perché nel frattempo egli
aveva istituito una commissione d’inchiesta che
srotolasse il bandolo della matassa del debito, che
negli anni era andato crescendo e ingarbugliandosi
sempre più.
Dalla relazione di tale commissione sono emerse tutte le
alterne vicende che hanno portato alla creazione e alla
crescita del debito – le stesse di cui vi abbiamo
parlato sopra. Ed una serie di dati interessanti.
È emerso, ad esempio, che oltre l’80% del debito è
servito a re-finanziare il debito stesso, mentre solo il
20% è stato destinato a progetti di sviluppo. Si è reso
così lampante che il sistema dell’indebitamento è un
modo per fare gli interessi di banche e multinazionali,
non certo dei paesi che lo subiscono. La Commissione è
quindi giunta alla conclusione che il debito estero
dell’Ecuador è illegittimo e dunque non verrà pagato.
Da allora, potendo utilizzare le proprie risorse per la
crescita sociale e non più per il pagamento del debito,
l’Ecuador è andato incontro ad uno sviluppo senza
precedenti; la popolazione sotto la soglia di povertà è
diminuita di quasi il 15 per cento.
Nell’ottobre 2010 il presidente Correa è riuscito a
scampare ad uncolpo di stato militare grazie
all’incredibile sostegno di cui gode da parte della
popolazione. Da dentro l’ospedale in cui era stato
rinchiuso dichiarava: “Il presidente sta governando la
nazione da questo ospedale, da sequestrato. Da qui io
esco o come presidente, o come cadavere, ma non mi
farete perdere la mia dignità”.
Dall’Ecuador, come
dall’Islanda, ci arriva un messaggio di speranza. Il
ricatto del debito, utilizzato dai poteri forti della
finanza globale per imporre misure drastiche e
impopolari – depredare così intere nazioni – può essere
interrotto.
Dell’enorme debito che grava sul mondo intero, solo una
piccolissima parte è in mano a piccoli risparmiatori,
cittadine e cittadini.
La stragrande maggioranza appartiene ad enormi gruppi
finanziari privati, che lo usano per alimentare e
gonfiare all’infinito questo meccanismo suicida. In
Ecuador hanno deciso che a questo debito, ingiusto, è
giusto ribellarsi.
By Andrea Degl’Innocenti - Tratto da: ilcambiamento.it
Tratto da:
Lezioni Ecuadoriane: se il debito è illegittimo non si
paga | Informare per Resistere
Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un
atto rivoluzionario !
Naturalmente in Italia....TOTALE SILENZIO !!
Equador vince la battaglia per non pagare i debiti -
Rompe rapporti con
Banca
Mondiale e
Fmi – 04/03/2014.
In Ecuador Jubileo 2000, un movimento sorto nel 2000 in
occasione del Giubileo cristiano cattolico, è riuscito a
far ratificare al governo un audit cittadino sul debito.
Si tratta di una revisione dei contratti di debito che
l’Ecuador ha sottoscritto in 30 anni, dal 1976 al 2006,
che ha permesso di capire come il debito si fosse
formato e che cosa si stesse pagando annualmente, in
termini di interessi e di politica economica sottratta
al diretto controllo del paese da parte delle
istituzioni finanziarie internazionali.
Un risultato ottenuto nel 2007 dopo una campagna di
sensibilizzazione durata 7 anni, partita dall’Università
di Scienze Economiche di Guayaquil ad opera del
prof. Ricardo Patiño, diventato poi ministro
dell’Economia e attualmente ministro degli Affari Esteri
della Repubblica ecuadoriana.
Quella di Jubileo 2000, che negli anni ha costruito una
rete internazionale con altre associazioni, è stata una
battaglia per la trasparenza e la legittimità del
debito. Dalla revisione sono stati evidenziati ad
esempio diversi casi di anatocismo, ovvero interessi
pagati sugli interessi di debiti precedentemente
contratti, dichiarati poi illegittimi. E i risultati di
questo audit sono stati eclatanti: un taglio del debito
pubblico del 30% e la rottura dei rapporti con Banca
Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.
Oggi l’economia ecuadoriana vive un periodo di boom, ma
alcuni credono che il paese sia ora sotto la minaccia di
un nuovo creditore: la Repubblica Popolare Cinese, che
investe nel paese per accaparrarsi i diritti futuri di
sfruttamento delle risorse petrolifere. Un nuovo spunto
per l’associazione Jubileo 2000, che anche in questa
nuova situazione di indebitamento vuole vederci chiaro.
Tratto da: ununiverso.altervista.org
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
INFLAZIONE:
Piu' le banche stampano denaro immettendolo in
circolazione piu' inflazione si produce
Definizione tratta da:
http://it.wikipedia.org
E' il continuo aumento dei
prezzi in un dato periodo. In Italia il calcolo del
tasso di inflazione è completato dal meccanismo delle
città campione, dove si osserva mese per mese
l'andamento dei prezzi anticipando il dato medio
nazionale; in Europa con l’introduzione dell’euro questa
“inflazione” ha raggiunto il 100% dei prezzi che sono
raddoppiati !
L'inflazione, dal latino inflatus,
gonfiato, è in
economia un
incremento (nel tempo) del livello generale dei prezzi,
causato dall'aumento della
massa monetaria,
eccessiva rispetto alle richieste degli scambi. Quindi,
per acquistare gli stessi beni e servizi è necessario
pagare una somma di denaro maggiore. Ciò equivale ad una
generale perdita di
potere d'acquisto
del denaro: con la stessa quantità di denaro si acquista
una minore quantità di beni e servizi.
In matematica essa è la derivata dei prezzi rispetto al
tempo, ovvero la velocità con cui crescono.
L'opposto dell'inflazione è il calo dei prezzi, che
prende il nome di
deflazione.
L'incremento dei prezzi viene espresso in termini
percentuali attraverso il
tasso d'inflazione.
Il calcolo dell'inflazione
Il livello generale dei prezzi viene misurato in
economia calcolando percentuali e usando
numeri indice.
Viene definito un insieme di beni detto paniere,
rappresentativo dei beni e servizi di cui si vuol
calcolare l'aumento dei prezzi.
Si misura la somma di denaro necessaria per comperare
tali beni e servizi. La misura viene ripetuta in un
secondo tempo e quindi si procede al calcolo
dell'aumento (o diminuzione) percentuale del valore del
paniere.
L'uso di numeri indice prevede l'uso di proporzioni:
fatto pari a 100 il valore del paniere in un dato
momento, si calcola il valore successivo dell'indice con
questa proporzione:
VP1 : 100 = VP2 : X2
dove VP1 e VP2 sono rispettivamente il Valore del
Paniere al momento 1 e 2 ed X2 è il valore indice da
calcolare.
Al momento 3 si calcola X3 con la proporzione VP1 : 100
= VP3 : X3 e così via al momento 4, al momento 5, ecc.
Calcolando X in occasione di ciascuna rilevazione dei
prezzi si ottiene quindi una serie di valori che
indicano l'aumento dei prezzi nel tempo. Così se il
paniere vale 100 al momento della prima rilevazione,
diventa, per esempio, 101,5 al momento della seconda
rilevazione, 102 al momento della terza, eccetera.
La serie di numeri che si ottiene ha il vantaggio di
essere facile da leggere, elaborare e rappresentare
graficamente.
In Italia (nonché nella più parte dei Paesi) l'istituto
centrale di statistica (ISTAT)
calcola i livelli generali dei prezzi usando
prevalentemente una media ponderata
Laspeyres.
Il
tasso d'inflazione
usato più frequentemente (ovvero quello dei prezzi al
consumo) si basa su una ponderazione calcolata con un
paniere
appositamente determinato e aggiornato ogni 1-4 anni.
L'inflazione nella storia economica
Il primo grande episodio inflattivo della storia moderna
fu determinato dallo sfruttamento spagnolo dell'oro del
nuovo mondo: in seguito alle rapine dei
conquistadores a
spese delle popolazioni
maya e
inca, e
all'estrazione mineraria dai giacimenti del Nuovo Mondo,
le casse reali
spagnole si
trovarono a disporre di ingenti quantità di oro, argento
e merci preziose che vennero riversate sui mercati
europei sia per armare l'esercito e assoldare mercenari
(il che rese la Spagna del XVII e XVIII secolo la più
grande potenza europea) sia da parte della corte e dei
nobili per comprare, importandoli dalle altre nazioni
europee, beni e servizi di ogni genere in tale quantità
da causare una loro (relativa) scarsità. Questo portò,
sul finire del '500, ad un rialzo generalizzato dei
prezzi in Europa.
Un secondo episodio inflazionistico famoso si ebbe poco
dopo la prima guerra mondiale in Germania, durante la
Repubblica di Weimar:
una errata gestione del diritto di battere moneta e la
confusione sociale favorirono una spirale perversa che
portò l'inflazione a tassi stratosferici (iperinflazione:
salari e stipendi venivano pagati ogni giorno, perchè il
loro valore non venisse azzerato a livelli tali da
annullare, nei fatti, il valore della moneta e
costringere ad un ritorno al baratto.
L'inflazione nelle teorie economiche - La curva di
Phillips: mercato dei prezzi e mercato del lavoro
Nel 1958 un economista inglese, Phillips, pubblicò i
risultati di una ricerca compiuta sui dati relativi al
Regno Unito per il periodo 1861-1957, da cui risultava
una correlazione inversa tra il tasso di disoccupazione
ed i tassi di variazione dei salari monetari. In parole
povere, ad una maggiore inflazione corrispondeva,
secondo la ricerca, un minor tasso di disoccupazione e
viceversa a una minore inflazione corrispondeva un
maggior tasso di disoccupazione.
La ricerca suggeriva che, se si voleva far diminuire la
disoccupazione, occorreva sopportare una maggiore
inflazione e, viceversa, se si voleva una minore
inflazione, occorreva accettare una maggiore
disoccupazione.
Studi successivi hanno analizzato la relazione tra
variabili simili, mentre
Milton Friedman ha
affermato che una diminuzione del tasso di
disoccupazione correlato ad un aumento dell'inflazione
può essere solo temporaneo. Secondo Friedman, nel lungo
periodo il tasso di disoccupazione raggiungerebbe un
livello "naturale", mentre gli aumenti del tasso di
inflazione provocano modifiche nelle aspettative dei
consumatori, indotti a pensare che in futuro ci sarà una
maggiore inflazione.
L'inflazione nella teoria monetaria - L'inflazione
percepita
L'inflazione percepita si determina mediante sondaggi
d'opinione e risulta in alcuni casi diversa da quella
ufficiale. Se i prodotti del paniere non sono scelti
adeguatamente, se i pesi del paniere non sono
rappresentativi, se i singoli prodotti del paniere non
rappresentano gli acquisti del consumatore, allora
l'inflazione percepita e quella degli Istituti di
Statistica sono diversi.
A tal fine, un aspetto importante per avere un calcolo
corretto dell'inflazione è quello di considerare che
all'interno di ogni singolo tipo di prodotto del paniere
le marche hanno dinamiche inflattive diverse a seconda
del prezzo.
Attualmente, in Italia le marche più economiche hanno
una dinamica inflattiva bassa, le marche più costose
hanno alta inflazione, questo all'interno di ogni tipo
di prodotto. Per esempio l'Istituto di Statistica
italiano, l'ISTAT,
prende in considerazione solo il prodotto più venduto
che coincide con un prodotto piuttosto economico, a
bassa inflazione. Così facendo sottostima l'inflazione e
si ha una discrepanza anche molto forte con l'inflazione
percepita.
Si faccia attenzione al fatto che il prodotto più
venduto non è generalmente comprato dalla maggioranza
dei cittadini.
Come esempio numerico, negli anni immediatamente
seguenti l'introduzione dell'euro
in Italia si è avuta una inflazione percepita dell'8-9%
annuo. Dati ufficiali, che si basano su un paniere
contenente prodotti più venduti, indicano, invece, un
2-3% annuo di inflazione. Se si rifanno i conti non
usando solo i prodotti più venduti ma prodotti
rappresentativi degli acquisti del consumatore, si
arriva ad un più realistico 6% annuo.
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EURO FALSO: TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE BANCHE
SONO ANNULLABILI !
Nel contrato non è scritto chi è il proprietario della
moneta….quindi: chi è il creditore ? chi il debitore
?...e per cui TUTTI i debiti sono nulli “tutti i debiti
contratti con le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche evitano di
iscrivere in contabilità, a patrimonio netto, la quota
annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è
evidente che lo considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente non sono
giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale, almeno quei
debiti che implicano come creditore o controparte una
banca, devono essere considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non risulta
“battezzato” contabilmente alla nascita certificandone
l’origine, non può godere dei diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni, IL FUTURO
DELLA BANCA, da dove si impara che la contabilità
bancaria attuale è completamente falsa.
INOLTRE
Interrogazione UE con richiesta di risposta scritta
E-000302/2012 alla Commissione Articolo 117 del
regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo
tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno
2011, la Commissione informa il collega che “al momento
dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema
e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete
in euro appartengono al titolare del conto su cui sono
addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica
su cui si basa questa affermazione ?
Risposta: Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo
l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle
banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video
delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a
costo zero, se si esclude l’energia elettrica che
mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori
nominali appartiene al nuovo proprietario.
....e se uno e' proprietario del denaro, non puo' essere
contemporaneamente debitore, dato che il denaro
precedentemente all'emissione nei fatti apparteneva al
NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....
Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca
Centrale Europea – BCE
- (Tratto dal sito ufficiale www.ecb.int)
nel loro documento: “Decisione della Banca Centrale
Europea del 6 dicembre 2001 relativo all’emissione delle
banconote in euro”, al comma 3: “L’emissione delle
banconote in euro non necessita di essere soggetta a
limiti quantitativi o di altro tipo, visto che la
immissione in circolazione di banconote è un processo
indotto dalla domanda.”
Tratto da:
http://www.ecb.europa.eu/home/html/index.en.html
Commento NdR: L'Eurosistema
e' nei fatti di proprieta' di
PRIVATI cosi come le varie Banche Centrali
Nazionali dei paesi aderenti alla UE, quindi tutto
il sistema bancario europeo e' in mano ai privati cosi
pure come l'emissione della moneta (denaro)
Ricordiamo a tutti che le Banche facendo sorgere dal
"nulla" (che non esiste, per proprieta' intrinseca) il
denaro, esse lo "prendono" dal TUTTO presente ed
esistente SOLO ed UNICAMENTE nell'INFINITO,
e ce lo accreditano nel nostro conto corrente di cui
siamo proprietari e non debitori;, se noi chiediamo ad
esse di darci un credito, quindi trattasi di DONAZIONE
dell'Infinito a tutti noi, che le Banche ci RUBANO e ci
chiedono pure gli interessi, I banchieri e le banche,
sono dei veri e propri CRIMINALI, protetti dalle leggi inique degli
"stati" (a loro volta aziende private) loro servi,
perche' i Banchieri immettono, sponsorizzano o pagano, i
"loro" uomini politici e non, nei posti chiave degli
stati, per ottenere cio' che vogliono... da questi
ultimi, alla faccia del popolo che rimane in TOTALE
SCHIAVITU' !
Quindi:
Cari amici e lettori, dovete rendervi conto che quando
andate a chiedere un "prestito" ad una banca...voi
subite un FURTO da parte della banca, perche l'emissione
del denaro viene effettuata dal
NULLA (che e’ al massimo
di proprieta’ dell’INFINITO),
sul vostro NOME e COGNOME; la banca non lo
emette/accredita sul suo proprio conto corrente e poi
gira la cifra a Voi con un bonifico dal proprio conto,
ma lo accredita direttamente sul Vs conto corrente, e
quindi siete voi gli UNICI proprietari del denaro, cosi
come ha confermato recentemente anche la UE, in una
risposta ad una interrogazione fatta su: chi e' il
proprietario del denaro..?
Se il denaro viene emesso sul vs NOME e COGNOME,
significa semplicemente che e' VOSTRO e NON della banca,
e siccome viene emesso dal NULLA (di proprieta’ dell’INFINITO
e non della banca), quindi e’ a credito NON a debito …..
la banca non ha NESSUN titolo, ne’ diritto, per
chiedervi di restituire il capitale, che non e’ mai
stato suo, ne' tanto meno di richiedere degli interessi
su di un capitale che nei FATTI e' SOLO VOSTRO all’atto
della emissione fatta per mezzo del vostro NOME e
COGNOME, infatti non puo’ mai dimostrare di aver avuta
la proprieta’ del denaro che e’ stato emesso sul vs
conto corrente !
Inoltre le leggi italiane e quelle dei vari paesi
occidentali, sui “prestiti”, confermano che: se un
soggetto non e’ proprietario di un bene non puo’
prestare nulla, anzi se viene attuato, diviene un’atto
illegale.
Qui siamo alla totale follia illogica bancaria, per
tentare di legalizzare un FURTO !
In piu’ le banche, una volta sottratto il VOSTRO denaro,
con la vostra firma, su di un modulo prestampato e senza
la firma dell’amministratore della banca …. essa lo
immette nel proprio bilancio, nei debiti, e non nei
crediti, come sarebbe se fosse tutto regolare oltre ad
essere logico amministrativamente, (cosa che non e’,
commettendo un falso in bilancio) ma e cosi, non solo
non paga neppure l’iva sul servizio, ma non paga neppure
le tasse allo stato…perche’ trattasi di un
“debito”….ecco perche’ le banche dichiarano sempre un
bilancio facilmente in passivo od a zero….
Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !
Come l'Europa
"moderna" si e' formata ? vedi qui:
http://nexusedizioni.it/it/CT/esoterismo-e-politica-le-origini-segrete-delleuropa-unita-4368
vedi:
La struttura della TRUFFA EUROPEA
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