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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


COMMISSIONE TRILATERALE
 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
 

 Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
 SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
Negli USA l'agenzia (privata) di riscossione delle Tasse, non paga le Tasse ed e' in mano ai soliti Criminali !

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

video: COMANDO GESUITI 

vedi anche: Definizione dell'ORDINE PIANO (CRIMINALI al lavoro...)


TRILATERALE - vedi: I Padroni del mondo
Condividiamo in parte il contenuto, ma lo pubblichiamo
per far comunque conoscere quali sono i poteri forti ed occulti che controllano il mondo....

La Commissione Trilaterale è un “potere forte”, o per dir meglio: la somma dei poteri forti dell’Occidente. 
E un’organizzazione semi-ufficiale (le notizie fornite dalla pubblica informazione sono sempre state rare e discontinue) creata nel 1973, che riunisce altissime personalità della finanza e della politica, docenti universitari, esponenti sindacali e giornalisti.
Questi personaggi provengono da Stati Uniti, Europa e Giappone.
Il nome rimanda all’idea di un’azione comune delle élites (ma non elette dal popolo) delle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista di un “nuovo ordine”: né più e né meno che un governo del mondo in seduta permanente.
Ispiratore e creatore dell’organizzazione è stato David Rockefeller. Nel 1973, all’atto della fondazione, il direttore operativo era Zbigniew Brzezinski, che sarebbe poi divenuto consigliere speciale per la sicurezza degli Stati Uniti sotto la presidenza di Carter.
Quest’ultimo personaggio è il simbolo vivente di cosa sia e come operi la Trilateral: Carter, la cosa era del tutto risaputa, al tempo, era letteralmente una “creatura” del gruppo Rockefeller, un servitore docile e puntuale dei progetti della Commissione.
Naturalmente non è il solo. Una decina d’anni fa il periodico americano F.R.E.E. pubblicò l’organigramma degli uomini del CFR e della Trilateral operanti all’interno delle istituzioni americane. 
Sotto il titolo “1992 Presidential Candidates” figura Bill Clinton, uomo sia del CFR che della Trilateral.
In economia, la divisa della Trilateral è la globalizzazione, cui essa mira riunendo soggetti “privati”: finanzieri, banche e multinazionali, che rappresentano da soli più della metà del potenziale economico dell’intero pianeta.
In politica, la divisa del potentato è quella “liberai”: anglofila, massonica, cosmopolita.
La logica d’azione è quella classica, dei “poteri forti”: una conduzione discreta e silenziosa dell’economia e della politica occidentali.

I PRESUPPOSTI
La Trilateral ha radici storiche e ideologiche profonde. Non nasce negli anni 70 per “generazione spontanea”, quasi che, in un mondo dominato dal denaro, il potere finanziario fatalmente si trasformi in potere anche politico.
Già a partire dall’inizio del secolo, negli Stati Uniti i poteri forti rappresentavano il governo reale della nazione più potente del mondo. Scriveva nel 1902 l’economista inglese, John Hobson:
“L’entusiasmo avventuroso del presidente Roosevelt, il suo “destino manifesto” e la sua “missione di civiltà” non ci devono trarne in inganno. Erano i vari Rockefeller,  Morgan e altri che avevano bisogno dell’imperialismo, e che quindi lo sistemarono a mò dì pesante giogo sulle spalle della grande repubblica... Essi avevano bisogno dell’imperialismo perché intendevano sfruttare le risorse del paese al fine di trovare canali di sbocco per i loro capitali, destinati altrimenti a restare inoperosi.”
Nel 1970, lo scrittore americano Felix Green:
“Per molti anni i Rockefeller hanno fornito “l’uomo giusto” alla segreteria di Stato americana, indipendentemente dal fatto che ai governo ci fosse un partito piuttosto che un altro...
L’elenco dei potenti interessi industriali e finanziari che tramite loro rappresentanti si sono assicurate altissime posizioni nell’apparato decisionale del governo americano potrebbe continuare all’infinito. “.
Nel numero di maggio 1990, la rivista americana “The Mc Alvany Intelligence Advisors”:
“L’America è attualmente amministrata da un gruppo, che chiame­remo il “‘Liberal Eastern Establishment”, costituito da alcuni dei più ricchi finanzieri americani (i vari Rockefeller, Andrea, Hammer e centinaia d’altri) e certi dirigenti liberali della stampa, dell’esercito, della cultura.
Questo gruppo domina sia i partiti politici degli stati Uniti, sia le più grosse banche e multinazionali americane. Le più importanti organizzazioni politiche che lo rappresentano sono il “Council on Foreign Relations” e la “Trilateral Commission “. Questo gruppo controlla la politica estera americana dagli anni 20 ed è strettamente collegata ad altri gruppi internazionalisti impegnati nel raggiungimento di un governo unico mondiale”.

IL “LIBERAL EASTERN ESTABLISHMENT”
L’Establishment è, in italiano, il “Sistema”.
Nel linguaggio politico, da tempo questa parola designa l’insieme delle forze operanti nel mondo capitalistico-borghese. (il termine fu coniato dagli americani all’inizio del secolo: indicava l’impero finanziario,  e dunque anche politico del gruppo Rockefeller).
La qualifica di “Eastern” indica l’Est della Costa Orientale americana, quella di Manhattan e Wall Street.
Il Sistema quindi non nasce neI 1973, ma attraversa come un filo rosso la storia USA di questo secolo. 
Sin dall’inizio del XX secolo l’asse del potere massonico universale, per l’inarrestabile ascesa della potenza americana, si spostò da Londra a New York, prendendo forma di “poteri forti” che da allora hanno condotto interamente l’economia e la politica statunitensi.
I grandi cartelli finanziari cosmopoliti e le logge anglo-americane crearono nel 1919 il “Council on Foreign Relations” Consiglio delle Relazione Estere (istituzione anch’essa semi-ufficiale) che da allora dirige la politica estera americana.
Nel 1954 nella stessa area,  stessi finanzieri, stesse banche, stessi potentati massonici, venne creato il “Bilderberg Group”, alle spalle del Patto Atlantico.
Un potentato, il “Bilderberg Group”, del quale la stampa non ha mancato di occuparsi negli ultimi anni, registrando la presenza nei suoi convegni, tra gli inevitabili Rockefeller, Kissinger, Agnelli, anche, e più di recente, Emma Bonino.
Può essere illuminante ricordare come la stampa definisse il “Bilderberg”, in occasione dei suoi meeting a porte chiuse che si sono susseguiti negli ultimi decenni dalla Turchia all’Inghilterra, da Cernobbio ad Aquisgrana, dalla Francia alla Confederazione Elvetica.

Il “Messaggero” (23 aprile 1977): “i padroni del mondo occidentale”.

Il “Corriere del Ticino” (16 maggio 1981): “Il governo mondiale in seduta”.

Il “Giorno” (aprile 1987): “Governo ombra del mondo”.

La stampa statunitense, all’atto della fondazione, definì la “Trilateral” né più e né meno che una filiazione del “Bilderberg”.
Si noti però come il Sistema mostri un’anima non solo capitalista e come il suo obiettivo non sia un’egemonia soltanto “economica”.
Il gruppo Rockfeller, centro della “Trilateral” e contestualmente del “Council on Foreign Relations” e del “Bilderberg Group”, finanziò e favorì ininterrottamente il comunismo a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre, fino al punto di radicare il commercio estero e la finanza sovietici nel sistema economico americano.
Fatti storici non discutibili, certificati da documenti del Dipartimento di Stato, da dichiarazioni di esponenti sindacali americani negli anni 20, dalla stampa internazionale e da qualificati osservatori, tra i quali non ultimo la 5. Sede, che nella persona di Papa Pio XI denunciava, durante la guerra di Spagna nella quale la massoneria si schierò ufficialmente a fianco dei comunisti, la singolare sinergia tra potere borghese e potere “proletario”, nella lotta contro la società cristiana.
Scriveva il Pontefice nell’enciclica “Divini Redemptoris” del 19 marzo 1937: “Un terzo potente aiuto al diffondersi del comunismo è una vera congiura del silenzio in una gran parte della stampa non cattolica. Questo silenzio.., è favorito da varie forze occulte le quali da tempo cercano di distruggere l’ordine sociale cristiano.
Dal Council of Foreign Relations fino alla Trilateral, l’appoggio dell’alta finanza, dai milioni di dollari forniti a Lenin fino alle alleanze culturali e politiche, in Occidente, tra “liberal” e comunisti, ha mirato a usare il comunismo internazionale come un testa d’ariete per distruggere la società cristiana nelle sue istituzioni, nella sua cultura e nelle sue leggi morali, unici veri ostacoli per i costruttori del “nuovo ordine del mondo”.
E’ emblematico, in tal senso, il favore che il trilateralista Agnelli ha sempre accordato alla sinistra italiana, da quando sdoganò l’eurocomunismo alla metà degli anni settanta fino all’appoggio fornito al governo Prodi-d’Alema prima e al governo d’Alema poi.

LA NASCITA DELLA TRILATERAL COMMISSION
Nel 1972, nell’ambito del Council on Foreign Relations (CFR), David Rockefeller abbozzò l’idea di una nuova organizzazione, che avrebbe dovuto perpetuare la staffetta dei poteri forti cosmopoliti che dall’inizio del secolo avevano eletto gli Stati Uniti come “patria”.
L’anno successivo l’organizzazione fu ufficialmente presentata in Giappone. Nel 1975 contava circa 200 membri.
La nascita della Trilaterale ebbe una funzionalità ben precisa.
Gli altri potentati, CFR e Bilderberg, erano stati strumenti di un’egemonia americana che fino agli anni sessanta appariva incontrastata. Ma gli anni 70 segnarono la fine della leadership economico-militare, non meno che “morale” degli Stati Uniti d’America.
Non solo la sconfitta in Vietnam e lo scandalo Watergate avevano fortemente agito in tal senso, ma il crescente sviluppo economico-finanziario di Europa e Giappone indicavano chiaramente che gli Stati Uniti non sarebbero mai più stati i soli padroni del mondo.
La Trilateral servì quindi a riqualificare il potere statunitense, che strinse alleanza con quelle aree che non era più in grado di controllare.
Ma i progetti della Trilateral andavano al di là dell’economia, fino ad un orizzonte “globale” del potere.
Sin dalla fondazione la Trilateral ha esteso il suo controllo a segmenti della pubblica informazione americana (CBS, Time Magazine, Foreign Policy), giapponese (Japan Broadcasting Incorporated), italiana (la “Stampa”), tedesca (“Die Zeit”), del mondo sindacale (United Steelworkers of America, United Automobile workers, AFL-CIO), della politica, della ricer­ca scientifica.
Scriveva Gianni Agnelli, della “Trilateral”:
“Un gruppo di privati cittadini, studiosi, imprenditori, politici, sindacalisti, delle tre aree del mondo industrializzato.. .che si riuniscono per studiare e proporre soluzioni equilibrate a problemi di scottante attualità internazionale e di comune interesse”.
Forse sfugge, all’avvocato Agnelli, che il “comune interesse”, nel mondo industrializzato è già rappresentato e garantito dai governi eletti dal popolo. In quale veste i “privati” di cui egli parla si affiancano all’azione economica e politica dei poteri legittimamente costituiti attraverso elezioni ?
Osserviamo le direttrici di marcia di questo potere “privato”, che con grande evidenza altro obiettivo non si prefigge se non quello di sostituire i poteri “pubblici”.
La Trilateral mostra una divisa economica, una divisa politica e una divisa culturale.

LA TRILATERAL IN ECONOMIA
La Commissione Trilaterale è il centro motore della globalizzazione. Richard Falk (dal periodico “Monthly Review” di New York, gennaio 1978):
“Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sovrannazionale delle società multinazionali, che cerca di subordinare le politiche territoriali affini economici non territoriali”.
Un ordine di idee, quello dei fini economici non territoriali”, che ha avuto modo di esprimersi pienamente attraverso l’operato delle due grandi istituzioni che presiedono alla globalizzazione: la Banca Mondiale e il Fondo Monetario, entrambi sotto lo stretto controllo, come è noto, del “Sistema”liberal della Costa Orientale americana.
Entrambe le istituzioni agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e nella assistenza” economica ai paesi in via di sviluppo.
Ebbene, la logica del “mercato unico” mondiale, della movimentazione delle merci regolate dal solo criterio della “competitività” dei prezzi, hanno indotto Banca Mondiale e Fondo Monetario a orientare interamente all’esportazione la produzione alimentare del Sud, facendo leva sul ricatto del debito contratto dai paesi poveri col Nord (la Banca Mondiale ai paesi in via di sviluppo: noi teniamo sotto controllo il vostro debito e voi accettate di “ristrutturare” I vostre economie secondo le nostre direttive).
Il primo risultato è stato  il fenomeno dura ormai da decenni la distruzione delle economie agricole di sussistenza, interamente sacrificate alle esportazioni verso il Nord, sotto il rigoroso controllo delle multinazionali.
Ecco perché, ormai, la remissione del debito del Terzo Mondo non basterebbe più per risollevarne le sorti. 
È dalla dittatura delle multinazionali, del Fondo Monetario e della Banca Mondiale che il Sud del mondo deve liberarsi.
Diversamente, con le sue economie alla catena, non potrà che perpetuarsi una situazione che il più recente rapporto FAO ha indicato con sufficiente chiarezza: nel 1998, 30 milioni di esseri umani morti per fame nell’emisfero meridionale del pianeta.
Le più importanti multinazionali legate alla Trilateral: Coca Cola, IBM, Pan American, Hewlett Packard, FIAT, Sony, Toyota, Exxon (già Standard Oil, la capostipite delle compagnie petrolifere americane, di personale proprietà Rockfeller), Mobil, Dunlop, Texas Instruments, Mitsubishi.

LA TRILATERAL IN POLITICA
La “Trilateral” colloca i suoi uomini nei governi occidentali per realizzare i suoi programmi.
Da una rassegna stampa, qualche nome dei suoi emissari italiani. “il Giorno”, 16 aprile 1983:
“Per la prima volta a Roma la misteriosa Trilateral: 320 big dell’economia mondiale”.
Sottotitolo: “Tra essi Kissinger, Rockefeller Agnelli ed i potenti del Giappone”.
Da “il Giornale”, 18 aprile 1983: ……il professor Romano Prodi, presidente dell’Iri e membro della Trilaterale...
Non sarà inutile gettare uno sguardo anche sul sodalizio che ha generato la Trilaterale, e che tuttavia continua a vivere di vita propria (è caratteristica la doppia o tripla appartenenza, per i personaggi più influenti del “Sistema”, tra CFR, Bilderberg e Trilateral). “il Giorno” del 24 aprile 1987, nel servizio su una riunione del Bilderberg che si era tenuto presso la Villa d’Este di Cernobbio, registrò, tra gli altri, la presenza di Carlo Azeglio Ciampi.
La vita organizzativa del sodalizio è scandita da riunioni plenarie, da gruppi di studio condotti dai responsabili delle tre aree, da “rapporti” che di volta in volta palesano il pensiero dell’organizzazione su questioni di particolare rilevanza.
Nel 1975 il Rapporto di Kyoto presentava un titolo ammiccante, ricco di promesse per il futuro:
“La crisi della democrazia”, pubblicato in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli.
Lo studio denunciava una debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni sessanta (cioè dalle crisi, a partire dal 68, organizzate e dirette dai poteri forti): debolezza degli esecutivi, perdita di credibilità e di autorità.
La Trilaterale auspicava, come rimedio, una maggiore dose di autorità. Una maggiore autorità dei governi controllati da “loro”.
Gianni Agnelli, da un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” il 30 gennaio 1975:
“Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno Io spazio delle libertà personali. Ma non sempre tutto ciò sarà un male. 
La tecnologia metterà a nostra disposizione un maggior numero dì beni e più a buon mercato.

LE RADICI CULTURALI della TRILATERAL
Brzezinski, direttore della Trilateral e contestualmente alto dirigente del CFR, definì l’organizzazione: “Il gruppo delle potenze intellettuali e finanziarie più forti che il mondo abbia mai conosciuto “.
Una società di pensiero, prima che una società per azioni.
Il 17 maggio 1997, in seconda serata, un’inchiesta televisiva condotta da tre giornalisti definì la Trilaterale, “organizzazione massonica” impegnata in un’azione neocolonialista nei paesi dell’America Latina. 
Erano presenti i tre Gran Maestri delle principali comunioni massoniche italiane, che nulla ebbero da ridire né sulla definizione della Trilateral né sulla sostanza del suo impegno in Sudamerica. Dunque, la massoneria.
Tesa sin dalla sua fondazione alla distruzione della civiltà cristiano-cattolica, in vista di un “nuovo ordine”. Scriveva Leone XIII, nel 1884, nella sua enciclica “Humanum genus” contro la massoneria:
“L’ultimo e il principale dei suoi intenti è (...) distruggere dalle fondamenta tutto l’ordine religioso e sociale nato dalle istituzioni cristiane e creare un nuovo ordine”.
E il nuovo ordine disegnato da Gianni Agnelli: un popolo con­cepito come una grande mandria di vacche, da gestire quindi secondo le regole dell’allevamento animale e non secondo quelle che stanno a fondamento di una società di uomini.
Un popolo sradicato dalla sua fede e tradizioni, e quindi trasformato in massa, inebetita da sport di massa, dall’erotismo di massa e, più recentemente, da programmi televisivi di una tale idiozia da garantire un autentico colpo di grazia agli intelletti già indeboliti degli utenti.
Una massa di “profani” governati da un vertice di “iniziati” cui spetti un superiore ordine di idee e di decisioni.
Decisioni che riguarderanno le “ingegnerie sociali” che sono già sotto i nostri occhi: quanti uomini far nascere, quanti farne morire per mezzo dell’aborto.
Il gruppo Rockefeller, attraverso l’omonima Fondazione, ha generato una cultura abortista sin dagli anni 20 e successivamente finanziato e diretto le campagne abortiste in tutto il mondo (lo apprendiamo dalle organizzazioni antiabortiste francesi che sin dagli anni 70 avvertivano che l’operazione andava ricondotta alla massoneria in genere e al gruppo Rockefeller in particolare).
A questo riguardo non parliamo di ipotesi ma di certezze, stilla base di documentazioni originali, massoniche e trilateraliste, del tutto esplicite.
Decisioni dei “vertici” che riguarderanno quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari, come accade, con i risultati che conosciamo, presso i paesi in via di sviluppo.
Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per “intervenire” nella nuova umanità.
Decisioni sulla famiglia da distruggere e sulla transessualità da esaltare.
In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il “vecchio” ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine.
Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di “centro-sinistra”, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono una formula già sperimentata lungo l’intero corso del XX secolo, e plasticamente rappresentata dal passato governo Prodi-d’Alema: l’alleanza tra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno. Un comune sistema di pensiero: il materialismo assoluto.
E un comune nemico, da sempre: il cattolicesimo.
Chi comprende questo, comprenderà tutto del mondo in cui oggi vive. Ma chi non comprende questo, non capirà mai nulla. Scriveva sin dagli anni sessanta un docente universitario america­no, Kenneth Bouldin: 
“Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico.
Tratto da: forzanuova.org 

Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !

Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario - "DEBITO PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.

SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche Centrali (FED + BCE
, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito "pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente, riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !

Altra proposta per la soluzione-annullamento del cosiddetto falso Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per il debito pubblico per un totale di circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al 2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila duecento miliardi
) per cui sottraendo dal totale, la somma gia' pagata, vi e' una plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi possiamo cessare di pagarle immediatamente investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi, nella nostra economia....