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Intervista al fondatore del
Partito dei Pirati
Come segnalammo
qualche post fa, in Svezia è nato per la
prima volta il "Partito dei Pirati", come
spiritosamente si autodefiniscono i fondatori.
La sua nascita assomiglia un po' a quella del
Partito dei Verdi di qualche decennio fa:
sembrava un goliardata ma i Verdi sono arrivati
ad ottenere anche il 15% nelle socialdemocrazie
nord-europee. Certo, in Italia non sarebbe mai
potuto nascere, considerando il qualunquismo
imperante e la scarsa consapevolezza dei propri
diritti: si preferisce scaricare a sbafo,
piuttosto che elaborare politicamente le
problematiche di copyright e privacy.
Riportiamo qui l'intervista che Federico Mello
ha realizzato per
Generazione Idrogeno.
Rickard Falkvinge, fondatore del Partito dei
Pirati. Da chi è composto il
PIRATPARTAIT ?
Nel Piratparitet abbiamo molti militanti
giovani, ragazzi nati negli anni 70 e 80. I
leader, invece, un po' più grandi, sono persone
che conoscono a fondo, e dall'interno, il mondo
delle aziende informatiche. [...]
I militanti sono giovani cresciuti con la
tecnologia e perciò in grado di sfruttare al
massimo tutte le potenzialità di Internet. Sono
ragazzi che denunciano come opprimente,
soffocante, la costante opera di lobbyng di
tutte quelle aziende che, appartenendo "al
passato", lavorano soltanto per preservare la
propria posizione dominante sul mercato. I
nostri militanti sono persone che oggi dicono
basta a questa situazione e stanno provando ad
organizzarsi. Noi vogliamo dargli questa
possibilità.
Allora voi chi siete?
Noi, i fondatori
PIRAPARTIET, siamo ex dipendenti di aziende
informatiche: conosciamo perciò profondamente, e
dall'interno, il mondo dei copyright e dei
brevetti informatici. Io, leader e presidente
del partito, ho una profonda conoscenza di
Microsoft, avendo lavorato nel quartier generale
di Redmond. Il vice presidente, Christian
Engström, è stato titolare di un agenzia di
registrazione marchi, venendo così a contatto
con numerosi avvocati specializzati in brevetti.
Christian ha in seguito abbandonato questa
professione ed è diventato, a Bruxelles, un
attivista a tempo pieno della campagna contro i
brevetti.
Quali sono le questioni principali per le quali
vi siete costituiti ?
Noi lavoriamo su tre obiettivi: la drastica
riduzione del
copyright, la completa
abolizione dei
brevetti, e il diritto di ognuno alla
privacy.
Facciamo un po' di chiarezza però. Che
differenza c'è tra marchi da un lato, e
copyright e brevetti dall'altro ?
Il marchio è uno strumento per identificare un
venditore nel mercato. Esempio di marchi
registrati includono la forma della bottiglia di
Coca-cola, il logo Mercedes, ecc.. Bisogna dire,
perciò, che i marchi sono uno strumento utile,
sono una garanzia contro attori fraudolenti sul
mercato.
Brevetti e copyright, invece, portano alla
costruzione di monopoli, rispettivamente, sulla
conoscenza e sulla cultura. Se io posseggo un
brevetto su un macchinario, tu non potrai né
costruirlo né vederlo, anche se non ai mai
sentito nominare né me, né tantomeno il mio
brevetto. Se io posseggo il copyright su un
prodotto della cultura o dell'ingegno, come può
essere un brano musicale, tu non potrai neanche
fischiettarlo per strada (ciò, oggi, è
terribilmente vero: può essere considerata
un'esibizione in pubblico). Tutto ciò va contro
lo scopo originale per il quale è stato creato
il copyright: promuovere cultura e innovazione.
I marchi vennero creati per
tutelare i
CONSUMATORI. I monopoli ed brevetti
esistono unicamente a tutela di monopoli e
monopolisti.
Su questi vari aspetti, quindi, qual è la vostra
posizione?
Abbiamo avuto recentemente il nostro congresso
annuale, nel quale specificato meglio le nostre
posizioni. Crediamo che il livello di protezione
di cui godono oggi i marchi vista l'attuale
legislazione, possa essere soddisfacente. Per
quanto riguarda i copyright, più che per
l'abolizione totale, siamo a favore di una
drastica riduzione sia per durata temporale, che
per la tipologia di prodotti protetti. Per
esempio, non dovrebbe esserci copyright su
filesharing "no profit", mentre un periodo di
copertura di cinque anni per i prodotti
commerciali sarebbe più che sufficiente.
Nel vostro manifesto voi affermate di essere un
"single issue party" un partito che si occupa
solo di una questione. Non è un po' riduttiva
come scelta?
Abbiamo scelto una strada che nessun partito ha
mai preso finora. Sono già esistiti "single
issue party", questi però si sono dotati in
seguito di una piattaforma completa di proposte
politiche. Per questo motivo sono stati spazzati
via in quanto non comprendevano a pieno tutte le
questioni che non riguardavano direttamente la
loro battaglia principale. Noi invece abbiamo
scelto tre questioni (riduzione del copyright,
abolizione dei brevetti, tutela della privacy) e
su queste siamo competenti più di chiunque
altro. Su qualsiasi altro tema la nostra
risposta è "scusate, non ci occupiamo di questo
argomento".
Vi considerate di destra o di sinistra?
Il
PIRATPARTIET è il partito per la gente che
considera copyright, brevetti e privacy
questioni più importanti delle differenze tra lo
schieramento conservatore e quello socialista.
Quando il governo va contro i suoi stessi
cittadini, non interessa più niente a nessuno se
l'IVA è al 19 o al 20%.
Abbiamo perciò deciso, attivamente, di non
prendere opinione su ogni altro tema. Se decidi
di schierarti sotto questa bandiera, lo fai
perché riconosci che nel PIRATPARTIET molto
persone la pensano su molte cose in maniera
differente, ma riconosci anche che abbiamo
deciso di mettere da parte le nostre differenze
per unirci su una battaglia che viene prima di
ogni altra.
Pensi che qualcosa di simile al vostro
PIRATPARTIET possa nascere in qualche altro
paese (europeo o meno) ?
Penso certamente che possa avvenire. Servono
solo un paio di fanatici in grado di raccogliere
una massa critica. Il movimento dei pirati ha
cominciato a svilupparsi proprio in Svezia,
grazie soprattutto al "Pirate Bureau" (un
istituto autorevole tenuto in alta buona
considerazione anche dai media), con loro la
Svezia è stato il primo paese a portare tali
questioni all'attenzione dell'opinione pubblica.
Un percorso simile forse sarebbe più difficile
in UK o negli Stati Uniti, visto il loro un
sistema politico bipartitico. Ma qualcosa di
simile potrebbe delle nascere in molte nazioni
europee.
La nascita del vostro movimento ricalca per
certi versi la nascita dei partiti ambientalisti
in Europa all'inizio degli anni ottanta.
Non
trovi ?
Più di un giornalista ha paragonato il nostro
movimento dei pirati ai movimenti ambientalisti
degli anni 80. Ci sono effettivamente numerose
similitudini; ambedue i movimenti sono movimenti
di base, nascono dal basso. Inoltre ambedue sono
nati in risposta alle grandi corporation e
soprattutto agli ingenti costi esterni che
queste impongono alla società. Così come l'uso
del gas Freon o del DDT, imponeva a tutti
pesanti costi esterni, cosi l'attuale
legislazione su brevetti e copyright impone a
tutti enormi costi secondari sulla cultura e
sull'innovazione.
Si può parlare in Europa di una "variabile
generazionale" su alcune temi ? Le nuove
generazione hanno dei tratti specifici che li
distinguono dalle generazioni precedenti ?
Sicuramente! I politici subiscono spesso
contestazioni, ma questo avviene perché hanno
deliberatamente scelto di non prestare nessun
ascolto alle nuove generazioni(potremmo dire
semplificando nessuno che abbia meno di 35
anni). I politici continuano a lamentarsi perché
oggi i giovani non si interessano di politica.
Ma questo è un mito !
È vero piuttosto che oggi i politici non si
occupano di tutto ciò che INTERESSA alle
nuove generazioni, non è vero che i giovani non
si interessano di politica: non sono interessati
a ciò di cui discutono i politici. Il 60% dei
nostri militanti è nato negli anni ottanta.
Non
sono certo pochi per una gioventù "che non si
interessa di politica". Nel PIRATPARTIET abbiamo
una composizione anagrafica in grado di spazzare
via i partiti politici tradizionali.
Inoltre, credo che coloro che sono nati negli
anni 70 e 80 abbiano imparato a mettere
maggiormente in discussione il potere costituito
di quanto abbiano fatto, per dire, i nati negli
anni 40 e 50. E questo, secondo me, è un buon
auspicio per gli anni a venire.
"Il Partito dei Pirati" Compilation
Tratto da:
http://chartitalia.blogspot.com/2006/05/intervista-al-fondatore-del-partito.html
Commento NdR: Banca Mondiale e campagne di
vaccinazione nei
paesi poveri.
I
vaccini sono pagati dai paesi ricchi...cioe'
con i nostri soldi..
Servono per creare il
mercato dei malati,
generare
malattie genetiche, ed
immunodepressione nelle popolazioni dei paesi
del terzo mondo....(cosi' si ottiene il
controllo della popolazione che sara' sempre piu' malata...).
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