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Bilderberg 2006: da Ahmadinejad a Putin e Chavez
Il gruppo elitario Bilderberg si è riunito
dall’8 all’11 giugno 2006.
Il lussuosissimo albergo scelto è stato il
Brook Street Resort appena fuori Ottawa.
Circa 120 membri, tutti appartenenti alle più
alte sfere della finanza, dell’industria e
dell’economia si sono incontrati per discutere e
decidere - bevendo dell’ottimo champagne - le
linee guida da far poi mettere in pratica ai
“camerieri dei banchieri”, cioè ai politici.
Quest’anno si sono scervellati, tra le altre
cose, nel trovare una “soluzione” ai grossi
problemi chiamati: Ahmadinejad, Chavez e Putin.
Il presidente iraniano, definito dai media l’Hitler
del Terzo millennio, ha la grossa responsabilità
di aver inaugurato la prima borsa regionale
indipendente del petrolio al mondo. Se ne è
parlato parecchio di questa borsa, ma poi non si
è saputo più nulla. Ebbene, la borsa che avrebbe
accettato euro al posto di dollari, è stata
effettivamente aperta il 21 marzo 2006 nella
città di Asslavieh[1],
definita per questo la “capitale energetica
della Repubblica islamica”.
Ma le grandi compagnie straniere occidentali
l’hanno disertata a causa delle tensioni create
ad hoc dall’amministrazione statunitense con la
crisi (ovviamente inventata) del nucleare
bellico. Il direttore Mohammad Javad Asemipour,
responsabile della nascente piazza di scambio
del greggio, si è dimesso proprio a causa di
questo flop, e sarà sostituito probabilmente da
Mehdi Karbasian, un economista molto vicino
all'ex presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani[2].
Ricordo che l’idea della borsa indipendente non
è di Ahmadinejad, ma risale a due anni fa,
quando alla guida c’era Mohammad Khatami.
E’ la borsa regionale il problema che sta
mettendo l’Iran nel centro del mirino di missili
e caccia (ricordo che due portaerei statunitensi
e una francese si sta dirigendo proprio nel
Golfo…). Il nucleare bellico iraniano c’entra
come c’entravano le armi di distruzione di massa
di Saddam: semplici scusanti per l’intervento
armato.
Pensate ad una borsa petrolifera che accetta
euro al posto di dollari; pensate a Eurolandia,
Cina e moltissimi altri paesi, che potrebbero
diversificare le enormi riserve di dollari; e
pensate soprattutto ad un dollaro che si sta
svalutando sempre più. Il tutto condito da una
situazione economica statunitense da pre ‘29.
Se i dollari venissero rimessi nel mercato (e
Cina e Russia lo stanno già facendo), gli Stati
Uniti non riuscirebbero a riassorbire i miliardi
causando una iperinflazione. Possono permettere
un simile scenario ? Assolutamente no !
L’altra minaccia (alla stabilità economica degli
States) - di cui si sono occupati quelli del
Bilderberg - è rappresentata da Vladimir Putin.
L’ex dirigente del Kgb, ha dichiarato intenzioni
serie di voler accettare rubli (e non dollari)
per petrolio e gas, e per fare questo aprirebbe
una nuova borsa petrolifera regionale.
Seconda borsa per lo scambio petrolifero
indipendente !
A differenza dell’Iran però le esportazioni
russe rappresentano, pensate, il 15% del totale
mondiale…
L’altro nemico pubblico è Hugo Chavez. Il
presidente venezuelano ha manifestato posizioni
anti-statunitensi e minacciato di chiudere i
rubinetti verso l’America. Ma la cosa più
pericolosa (per la sua incolumità e la sua
poltrona), è stata la proposta, il primo giugno
scorso, ai paesi membri dell’OPEC di accettare
euro al posto di dollari![3]
Il Venezuela infatti sta studiando la
fattibilità di servirsi della valuta europea per
le transazioni…
Ma vediamo chi sono stati i membri e gli ospiti
del meeting di Ottawa, e lo facciamo grazie al
ricercatore Alex Jones che è riuscito ad entrare
in possesso della lista. I nomi sono tanti, per
cui ho pubblicato solamente i più interessanti e
che conosciamo bene.
Ma se volete alla fine c’è la lista completa.
John Elkann
(vice presidente FIAT)
Franco Bernabé (Rothschild Italia)
Tommaso Padoa Schioppa (Ministro del
Tesoro, Goldman Sachs)
Paolo Scaroni (ENI)
Mario Monti (Presidente Università
Commerciale Bocconi, Goldman Sachs)
Giulio Tremonti (ex Ministro del Tesoro)
Richard Perle (Presidente dell’American
Enterprise Institute)
Henry Kissinger (Kissinger Associates,
uomo di punta dell’establishment)
David Rockefeller (JP Morgan, burattinaio
tra i più potenti al mondo)
Ahmad Chalabi (uomo scelto dal Pentagono
per governare l’Iraq)
Quindi i soliti nomi italiani: Bernabé, Scaroni,
Monti, Padoa Schioppa, addirittura Tremonti e
una new-entry, il giovane Elkann.
Ecco le pagine del fax con l’elenco completo dei
membri e ospiti
Continua in Inglese in :
http://www.infowars.com/articles/nwo/bilderberg/pg1.htm
By Marcello Pamio 16 giugno 2006 - Tratto
da www.disinformazione.it
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