|
Italy:
Padoa-Schioppa e Draghi: dare a Mammona cio'
che e' di Cesare -
Ovvero: predicare male e razzolare malissimo
Rimini, 20 Dic. 2006 - Il Ministro Tommaso Padoa-Schioppa qualche anno fa ha scritto un
libello dal titolo “Il governo dell'economia”.
A pag. 81, nel capitolo “La moneta”, recita: “Le banche centrali sono, per la moneta, il moderno principe. La storia
della loro collocazione istituzionale e' la
traccia lasciata dal dibattito intorno ai
principi dell’ordinamento monetario. E’ quasi
ininterrotto dall’avvento della
moneta
fiduciaria (*),
(NdR: vedi anche:
L'altra faccia della Moneta Fiduciaria inventata
dalle Banche)
il prevalere della
preoccupazione che la creazione monetaria sia
eccessiva, piuttosto che insufficiente. Il
migrare della funzione di battere moneta dalla
sfera del principe a quella privata, poi di
nuovo a quella pubblica, quindi a una condizione
di autonomia istituzionale, riflette la ricerca
di una collocazione che tenga il torchio dei
biglietti al riparo dell’influenza di chi abbia
interesse di servirsene per finanziarsi senza
costo. In un regime di moneta fiduciaria,
l’indipendenza della banca centrale ha un
significato preciso: colui che crea la moneta
non deve dipendere da chi la spende, sia esso
l’impresa o un qualsivoglia pubblico potere.”
(*)
La pagina di
Wikipedia non descrive in modo completo il
significato di "Moneta Fiduciaria" in quanto e'
mancante dell'altra fattibilita' in quanto il
sistema delle banche commerciali si e'
auto-autorizzato ed hanno posto in essere la
possibilita' di divenire **creatrici** di moneta
fiduciaria. Di fatto trattasi di emissione
di moneta !
La moneta fiduciaria - definita come "credito
circolante" nella terminologia originale -
consiste in mezzi di pagamento emessi dalle
banche con garanzia di convertibilità/rimborso
futuro in moneta effettiva o in beni, su
richiesta del portatore. e' facilmente
comprensibile come le banche commerciali siano
più che favorevoli all'emissione di moneta
fiduciaria, anche a tassi di interesse inferiori
rispetto a quelli dimercato e vincolate solo
dalla propria credibilità e dalla propria
eventuale capacità di applicare discriminazione
di prezzo. Grazie a tale operazione gli istituti
di credito si trovano infatti in una situazione
di signoraggio almeno temporaneo e possono
lucrare una remunerazione netta positiva
pressoché pari al tasso di interesse. Se poi si
realizza un aumento della domanda nominale di
moneta e il pubblico percepisce il credito
circolante come sostituto perfetto della
moneta effettiva, i mezzi fiduciari saranno
presentati per la conversione in beni o moneta
effettiva in misura limitata o addirittura
nulla. E ciò si traduce in facili profitti per
l'istituto emittente.
Certo sig. Ministro,
ma non dovrebbe
neanche lontanamente dipendere dalle banche
private...
Per evitare che una parte politica si avvantaggi
sulle altre dando a Cesare ciò che e' di Cesare
si fa in modo che ciò che e' di Cesare vada a
Mammona, ovvero al sistema bancario.
Con questo giochino il Popolo Sovrano subisce il
gioco delle tre carte,
e questo non e'
bello per chi giura fedeltà alla Costituzione.
Se la
Banca centrale deve essere “autonoma” dal
potere politico lo deve essere anche dal sistema
bancario.
Gli interessi del sistema bancario, a parità di
massa monetaria M3, sono di avere la Base
Monetaria contenuta con una bassissima Riserva
Obbligatoria (1).
Gli interessi del Popolo Sovrano, a parità di
massa monetaria M3, sono di avere la Base
Monetaria (BM) elevata con una Riserva
Obbligatoria (RO) dell’ordine del 20-30%.
Come sono oggi questi parametri ?
La nostra BM e' circa il 7% del PIL mentre quella
della Svizzera e' circa il 14% (2).
La RO va
dallo zero al 2% mentre fino agli anni ’80 era
oltre il 20%.
Vien da sospettare che un occhio di riguardo per
il sistema bancario le banche centrali ce
l’abbiano; addirittura ce lo conferma l’ing.
Carlo De Benedetti (3).
Se poi si va a vedere la lista dei
“partecipanti” al capitale di Bankitalia (4) si
comprende anche il motivo di tanta attenzione.
Ora invece esaminiamo un personaggio che in
questa circostanza ha predicato bene, ma che
razzola sempre malissimo (ma forse in questo
caso e' stato frainteso).
Mario Draghi, il Governatore di
Bankitalia, e' bravissimo a dare lezioni (5).
Impeccabilmente recita: “Più un paese cresce e
più un paese e' in condizione di ripagare il
proprio debito”.
Bravo! Bravissimo! Infatti non s’e' mai visto che
un Paese manifatturiero risolva il problema del
debito pubblico restituendo il capitale (l’ha
fatto la Russia proprio perché ha quel popò di
materie prime che tutti conosciamo). Un paese
manifatturiero risolve il problema del debito
pubblico elevando il PIL (6 e 7). Nel XX° secolo
noi italiani abbiamo fatto questo percorso
almeno 2 volte: nel primo e nel secondo
dopoguerra (8).
Allora, Governatore, se e' così intelligente da
arrivare a comprendere che “Più un paese cresce
e più un paese e' in condizione di ripagare il
proprio debito”
perché voleva
destinare il tesoretto alla riduzione del debito
pubblico ? (9)
Come pensa che potremo elevare il PIL ? Andando
a Lourdes o a Fatima ?
Non sarebbe logico farci aumentare il PIL
facendoci fare quel mare di opere pubbliche già
progettate e non finanziate ? Oppure pagando
quelle imprese che hanno già effettuato i lavori
ma che non vengono pagate ?
Cosa ci
guadagnerà il nostro Paese facendole fallire ?
Che qualche multinazionale le acquisterà per due
lenticchie ?
Francamente questo disgustoso giochino non e'
divertente e soprattutto e' monotono:
accà nisciuno e'
fesso !
Ma Lei, Governatore, non ha giurato fedeltà alla
Costituzione e deve solo rispondere del Suo
operato ai partecipanti Bankitalia...
Ovviamente facendo opere pubbliche senza elevare
la BM si fa la fine di Berlusconi: non si
risolve nulla. Il motivo e' semplice: la BM e' non
onerosa mentre il debito ordinario lo e'.
Fare opere
pubbliche con il debito ordinario significa
lavorare per ingrassare le banche.
Facendole con l’aumento della BM significa
lavorare per la collettività. Chi e' che ci fa
lavorare poco e quel poco di lavoro che ci
consente di effettuare ce lo fa dedicare a
Mammona? Non lo dirò certamente io…
By Lino Rossi . Tratto da:
http://www.voceditalia.it:80/articolo.asp?id=4016
(1)
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3817
(2)
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
(3)
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=3980
(4)
http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf
(5)
http://movisol.org/07news214.htm
(6)
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1372
(7)
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1776
(8)
http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf
(9)
http://blog.panorama.it/economia/2007/05/15/draghi-il-tesoretto-va-usato-per-abbattere-il-debito/
Commento NdR: Banca Mondiale e
campagne di
vaccinazione
nei paesi poveri.
I vaccini sono pagati dai paesi ricchi...cioe'
con i nostri soldi..
Servono per creare il
mercato dei malati, generare
malattie genetiche, ed
immunodepressione nelle popolazioni dei
paesi del terzo mondo....(cosi' si ottiene il
controllo della popolazione che sara' sempre
piu' malata...).
Inoltre le Banche
truffano gli stati:
esempio la Banca
europea NON paga l'IVA sulla
stampa del denaro che effettua e rivende a
prezzo nominale agli stati stessi; anche in
Italia le Banche emettono moneta elettronica
senza pagare l'IVA !
Oltre al fatto che le Banche emettono denaro
100 e piu' volte, della
loro possibile copertura finanziaria,
cio' significa che emettono moneta
elettronica (bit)
NON DENARO, (senza neppure pagare
l'IVA per il loro servizio-lavoro) ma cifre
elettroniche e richiedono anche gli
interessi che sono pagati dal ns lavoro, questa
e' TRUFFA
con il consenso dello Stato a sfavore
dei propri cittadini ! e' il colmo
di tutto !
Le Banche
nella Comunita' Europea (EU) lavorano
in regime di
esenzione IVA, perche' ?
....e non pagano le
Tasse (vedi video)
L'avvocato Stanca di Napoli (Italy) ha da
diversi anni iniziato a denunciare alla
magistratura (con un centinaio di cause in
atto) le malefatte delle
Banche che non sono solo quelle ormai ben
note anche alla popolazione, ma anche per: l'anatocismo,
l'usura,
l'accredito tardivo dei versamenti, commissioni
di massimo scoperto,
SIGNORAGGIO ovvero il fatto che
le banche centrali, pur essendo
aziende private,
stampano illegalmente
da proprietarie le
banconote, al costo della sola carta
e dell'inchiostro, per poi venderle agli
stati che gliele paga con
Buoni del Tesoro.
Questo e' un grave ed illecito meccanismo
che crea dal NULLA
il "debito
pubblico" !!
vedi:
marra.it
BASTA con i
debiti verso le Banche che
ci TRUFFANO
Gli stati, che poi
siamo noi cittadini, debbono stampare essi
stessi la propria moneta, NON le banche (che ce
lo vendono a valore nominale...) anche perche' la legge glielo
PROIBISCE....ma i politici e
gli enti statali di "controllo"...che
sono a loro legati....fanno
finta di nulla
!
I
banchieri immettono i loro uomini nelle
varie banche importanti del mondo o come
Presidenti, affinche' facciano cio' che essi
vogliono....indebitare gli stati....
Perché il
sistema bancario e' già crollato, cioe' e' in
banca rotta per il credito frazionato...
From:
"Enrico Frassinetti"
enrico.frassinetti@fastwebnet.it
Questa considerazione, e' ampiamente da me
sostenuta, tanto e' vero, che i calcoli fatti
su questa strada di cognizione, sono stati
quelli che mi avevano indotto a prevedere
con diversi anni in anticipo, la gravità
profonda e strutturale di questa crisi che
e'
irreversibile e così drammaticamente
demolitiva.
Per questi motivi, che tu hai citato,
l'intero sistema produttivo, in diretta
conseguenza a quello da te citato, e'
destinato a crollare fino a far arrivare a
zero totale i parametri econometrici di
fondo, proprio perche' verrano intaccate le
basi della produttività, degli investimenti,
del risparmio.
Davvero abbiamo ancora pochissimi anni
davanti (non più di due e mezzo), prima di
trovarci tutti a guardarci solo negli occhi,
per far a gara a chi li cava per primo, per
mangiarseli.
Dobbiamo correre ai ripari, molto tempo
prima, almeno noi che sappiamo, guardando
molto più in avanti, e non possiamo
limitarci solo alla creazione di una moneta
priva di debito, ma dobbiamo anche pensare
ad inserire un modello di produttività che
sia in costante e veloce crescita,
esponenzialmente parlando, andando a toccare
tutte quelle forme di lavoro manuale, che
possa accellerare un processo di turn over,
per alimentare più velocemente in positivo
la moneta stessa.
La rimoltiplicazione finanziaria, insieme a
tutte quelle altre soluzioni di
wash/clearing banking (da me sempre
condivisa con te) dobbiamo farla girare
ugualmente, ma non senza una azione
contemporanea e contestuale, che ci permetta
un welfare in veloce crescendo e che viaggi
sempre con rapporto 1:1, in affiancamento
all'emissione monetaria.
Noi sappiamo molto bene, dove applicare
questo welfare, anche in diversi settori, e
svilupparli in maniera di creare un indotto
produttivo, con una crescita ed una velocità
ritenuta oggi da molti, impensabile che
potesse essere possibile l'essere raggiunta.
Fare diversamente, senza considerare questo
parametro econometrico fondamentale, si
creerebbero le stesse ed identiche
situazioni inflattive, entro pochissimo
tempo, considerando l'esplosione demografica
in cui stiamo per imbatterci nel brevissimo
periodo.
Tu ormai sai molto bene, che la nostra
individuale lotta e' quella di creare, non solo
una moneta alternativa, ma anche quello di far
gravitare intorno ad essa, tutti quegli altri
fattori di congiunzione economica che danno la
sostenibilità alla moneta stessa, di renderla
ben solida.
Per questo obiettivo logico, il nostro percorso
dello sviluppo di Alpha&Omega e' più lento e meno
visibile, ma non di meno efficacia.
Si pensava che subentrare in un campo di azione,
come quello che tutti noi signoraggisti, insieme
abbiamo voluto sostenere e creare, (ed abbiamo
creato), sia su sovranità monetaria, che su
arcipelago moneta, potesse aiutarci entrambi a
fare la cosa più giusta, ma con il fatto che la
CCR ci ha messo lo zampino, (per propria
convenienza di controllo sulla nascita degli
strumenti di minaccia dei loro incassi derivanti
dal signoraggio), ci ha, ma soltanto
temporaneamente, rallentato la nostra corsa per
fare la cosa giusta.
Da molti anni, la creazione delle "fondamenta"
necessarie, stanno portando via molti anni di
impegno, ma dovrà pur arrivare il momento in cui
tutte le strade percorse da tutti coloro che
consciamente o meno, lavorano intorno alle sole
monete complementari, si convergeranno in quella
alternativa, perche' tutti si renderanno conto e
si troveranno con in mano un pugno di mosche,
sopratutto poi, quando i governi e le banche,
adotteranno obbligatoriamente gli accordi
internazionali della Mondex, precedentemente
fatti per la creazione e sviluppo dell'AMERO,
che tu conosci, in sostituzione del dollaro.
L'evidenza della trasformazione del "signoraggio
monetario", in "signoraggio" sulla "formazione
dei prezzi", (PREZZO IMPOSTO) sarà quella strada
che obbligatoriamente verrà impostata ed
imposta, sia dal sistema
bancario, (che si trasformerà totalmente in
virtuale) insieme alla Grande Distribuzione, e
nessun abitante del pianeta, potrà sottrarsi
più.
La stretta del credito, e' soltanto uno
strumento, che il sistema stà utilizzando, per
eliminare dalla scena commerciale, tutti quei
piccoli commercianti, che disturbano, in modo da
drenare in tutto il globo, le quote di mercato.
Quindi, visto che questo loro programma, ci
toglierà il "pane di bocca" (i commercianti
locali) la strada della creazione di una moneta
alternativa, e' obbligatoria, per tutti coloro
che stanno testardamente impegnandosi solo sulle
complementari.
Stanno cercando di farci perdere solo del gran
tempo, e se noi che siamo più svegli e desti,
non saremo tempestivi nel creare una VERA
soluzione per i commercianti, con una VERA
moneta alternativa a 360°, e che possa essere
sostenibile, ci troveremo con il "becco
asciutto", e non potremo fare più nulla di
veloce, se non con ulteriori e gravi difficoltà
e ritardi ulteriori, sommate a sofferenze.
Chi le continuerà a sostenere come soluzione
definitiva, gli "scec buoni sconto", hanno
chiaramente l'obiettivo di distogliere
l'attenzione dal vero problema, e dobbiamo
obbligatoriamente mandarli tutti a casa, a
calci nel deretano.
Queste persone sono da eliminare dalla scena,
smascherandole, ma nel contempo, facendolo con
strategia sopraffina, per capire anche se sono
in buona fede o meno (anche se non lo credo
affatto).
Pertanto, abbiamo necessità, tutti noi che siamo
consci del VERO problema che abbiamo davanti, di
creare tutte quelle condizioni utili per
demolire questa loro intenzione, facendo
emergere, non solo il loro bluff, ma nel
contempo, offrire contestualmente una soluzione
che sia pratica, razionale,
non complessa, e che sia semplice dall'essere
attuata.
Mi auguro che anche tu possa prendere la
decisione di prendere una posizione chiara, in
tal senso con noi.
Perché il sistema bancario e' già crollato -
L'ignoranza delle argomentazioni giuridiche
I teorici della riserva frazionaria bancaria
tendono ad escludere le considerazioni
giuridiche dalle loro analisi. Essi non riescono
a vedere che lo studio delle questioni bancarie
deve essere soprattutto multidisciplinare ed
inoltre sottovalutano la stretta connessione
teorica e pratica tra gli aspetti giuridici ed
economici di tutti i processi sociali. In questo
modo, i teorici del "free-banking" perdono di
vista il fatto che la riserva frazionaria
bancaria comporta una impossibilità logica da un
punto di vista giuridico. Infatti, ogni prestito
bancario concesso a fronte di fondi presenti in
depositi a vista, risulta in una duplice
disponibilità della stessa quantità di denaro:
la stessa identica quantità di denaro diventa
accessibile sia al depositante originale che per
il mutuatario che riceve il prestito.
Ovviamente, la stessa sostanza non può essere a
disposizione di due persone contemporaneamente:
il concedere la disponibilità di qualcosa per
una seconda persona, mentre rimane ancora
disponibile per la prima, e' un atto fraudolento.
[1]
Tale atto costituisce chiaramente un atto di
appropriazione indebita e di frode, reati
commessi già durante le prime fasi dello
sviluppo del moderno sistema bancario. Una volta
che i banchieri hanno ottenuto, attraverso i
governi, il privilegio di operare con una
riserva frazionaria, dal punto di vista del
diritto positivo questo metodo bancario ha
cessato di essere un crimine.
Quando i cittadini agiscono in un sistema
sostenuto dalla legge in questo modo, si deve
escludere la possibilità di agire penalmente
contro la frode. Tuttavia, questo privilegio non
veste il contratto bancario di deposito
monetario di una adeguata natura giuridica.
Piuttosto, e' vero il contrario. Nella maggior
parte dei casi questo contratto e' nullo, a causa
di una discrepanza in merito al suo oggetto: i
depositanti vedono l'operazione come un
deposito, mentre i banchieri lo vedono come un
prestito. Secondo i principi generali del
diritto, ogni volta che le parti coinvolte in
una transazione hanno convinzioni conflittuali
circa la natura del contratto stipulato, il
contratto e' nullo (error in negotio). Inoltre,
anche se i depositanti e i funzionari di banca
avessero convenuto che la loro operazione
riveste la caratteristica un prestito, la natura
giuridica del contratto bancario di deposito
monetario non sarebbe più quella appropriata.
Da un punto di vista economico, e' cosa nota che
e' teoricamente impossibile per le banche di
restituire, in ogni circostanza, i depositi a
loro affidati oltre l'importo della riserva di
cui esse stesse dispongono. Inoltre, questa
impossibilità e' aggravata nella misura in cui la
stessa pratica bancaria corrente della riserva
frazionaria tende a provocare crisi e recessioni
economiche che, ripetutamente, mettono a
repentaglio la solvibilità delle banche. Secondo
i principi generali del diritto, i contratti
impossibili da adempiere nella realtà sono anche
nulli e senza effetto. Ogni contratto assurdo, e
cioe' che non può portare alcun effetto sperato
alla parte che lo ha concluso, perché il suo
oggetto non e' materialmente o giuridicamente
raggiungibile, si definisce, in diritto,
“contratto impossibile”. Esempi di contratto
impossibile sono “ti vendo un appezzamento di
terreno su Marte o un bene demaniale”, “ti
affitto un’onda dell’oceano”, “ti pago se mi fai
parlare con Napoleone” etc.
Un ulteriore esempio di contratto impossibile e'
quello che pretende un pagamento di un premio
assicurativo a fronte di una copertura del tutto
inesistente. Non posso, in pratica, vendere una
polizza che non ti copre. Sarebbe come farti
pagar 200 € all’anno per il risarcimento del
danno da incidente stradale su Marte.
Sarebbe una truffa e nessuna legge può
avvalorare una pratica truffaldina.
Tali contratti impossibili non possono nemmeno
essere considerati tali dal diritto: essi sono
affetti da radicale nullità ed obbligano alla
immediata restituzione del prezzo. Solamente un
obbligo di riserva al 100%, che potrebbe
garantire la restituzione di tutti i depositi in
ogni momento, o il sostegno di una banca
centrale, che potrebbe fornire tutta la
liquidità necessaria in tempi di difficoltà,
potrebbero rendere possibili e validi tali
contratti di "prestito" (con un accordo per la
restituzione del valore nominale in qualsiasi
momento). L'argomento che i
contratti bancari di deposito monetario sono
impossibili da onorare solo periodicamente ed in
casi estremi, non può riscattare la natura
giuridica del contratto, poiché la pratica
bancaria della riserva frazionaria costituisce
una violazione dell'ordine pubblico e danneggia
i terzi. In realtà, poiché la pratica bancaria
della riserva frazionaria espande i prestiti
bancari senza il sostegno di un risparmio reale,
essa distorce la struttura della produzione in
quanto porta i destinatari del prestito,
gli imprenditori ingannati dalla maggiore
flessibilità delle condizioni di credito, a fare
investimenti non produttivi.
Con l'avvento, a questo punto, dell'inevitabile
crisi economica, gli imprenditori sono costretti
a bloccare e liquidare questi progetti di
investimento. Ne risultano elevati costi
economici, sociali e personali, che dovranno
essere sostenuti non solo da imprenditori
"colpevoli" di presunti errori, ma anche da
tutti gli altri agenti economici coinvolti nel
processo della produzione (i lavoratori, i
fornitori, etc.). Pertanto non si può sostenere
che, come fanno il White, il Selgin ed altri, in
una società libera le banche ed i loro clienti
debbano essere liberi di fare gli accordi
contrattuali che essi ritengono più appropriati.
[2]
Perché, anche se fosse trovato un accordo
soddisfacente per entrambe le parti, esso non e'
valido se rappresenta un abuso del diritto e se
danneggia terze parti, disturbando, quindi,
l'ordine pubblico.
Questo varrebbe per i depositi bancari monetari
che si svolgono in un sistema di riserva
frazionaria ed in cui, contrariamente alla
norma, entrambe le parti fossero pienamente
consapevoli della vera natura giuridica e delle
implicazioni di tale accordo. Hans-Hermann Hoppe
[3] spiega che questo tipo di contratto e'
dannoso per i terzi in almeno tre modi diversi.
In primo luogo, l'espansione del credito aumenta
la quantità di moneta e, di conseguenza,
diminuisce il potere d'acquisto delle unità
monetarie detenute da tutti gli altri con saldi
in contanti: delle persone, cioe', le cui unità
monetarie perdono in potere d'acquisto in
relazione al valore che avrebbero avuto in
assenza dell'espansione del credito. In secondo
luogo, i depositanti, in generale, sono lesi,
poiché il processo di espansione del credito
riduce la probabilità che, in assenza di una
banca centrale, essi siano in grado di
recuperare tutte le unità monetarie
originariamente depositate; se invece esiste una
banca centrale, i depositanti vengono lo stesso
ingannati in quanto, anche se e' garantito il
rimborso dei loro depositi, in qualsiasi
momento, nessuno può garantire loro che saranno
rimborsati in unità monetarie con potere
d'acquisto identico (non diminuito) rispetto
all'originale. In terzo luogo, vengono lesi
tutti gli altri mutuatari e tutti gli agenti
economici in quanto la creazione di credito
fiduciario e la sua iniezione nel sistema
economico, mette a repentaglio l'intero sistema
del credito e distorce la struttura della
produzione.
Aumenta così il rischio che gli imprenditori
avviino progetti che non andranno a buon fine,
nel processo del loro completamento, causando
indicibili sofferenze umane quando l'espansione
del credito rientrerà nella fase della
recessione economica (quando, cioe', verrà
richiesto di "rientrare" in massa dalle
esposizioni creditizie).[4] In un sistema
bancario libero, quando il potere d'acquisto del
denaro declina in relazione al valore che la
moneta avrebbe, se il credito non fosse stato
esteso in un ambiente di riserva frazionaria, i
partecipanti (i depositanti e, soprattutto, i
banchieri) agiscono a danno di terzi. La
definizione stessa della moneta, quale mezzo di
scambio universale della società, rivela che
qualsiasi sua manipolazione eserciterà effetti
negativi su quasi tutti i terzi partecipanti in
tutto il sistema economico (tutti fuorché i
manipolatori stessi, finché la gente non prende
consapevolezza, non si accorge chi sono e non
reagisce...).
Pertanto, non importa se i depositanti, i
banchieri, ed i mutuatari, raggiungono o non
raggiungono volontariamente degli accordi
specifici, se, attraverso la riserva frazionaria
bancaria, tali accordi influenzano il denaro e
procurano un danno generale al pubblico (ai
terzi). Tale danno rende il contratto nullo e
vuoto, a causa del suo effetto sull'ordine
pubblico. [5]
Economicamente parlando, gli effetti qualitativi
dell'espansione del credito sono identici a
quelli del reato di falsificazione delle
banconote e delle monete, reati previsti, per
esempio, dagli articoli 453 e seguenti del
codice penale italiano.[6]
Entrambi gli atti comportano la creazione di
denaro, la redistribuzione del reddito a favore
di alcuni cittadini ed a scapito di tutti gli
altri, e la distorsione della struttura
produttiva.
Tuttavia, da un punto di vista quantitativo,
solo l'espansione del credito può aumentare la
quantità di moneta ad un ritmo abbastanza veloce
e su una scala grande abbastanza per nutrire una
crescita artificiale e provocare una recessione.
Nel confronto all'espansione del credito in un
sistema bancario a riserva frazionaria e la
manipolazione di fondi da parte dei governi e
delle banche centrali, il reato di
falsificazione di monete e' un gioco da ragazzi,
con conseguenze sociali praticamente
impercettibili. Le suddette considerazioni
giuridiche non hanno mancato di influenzare il
White, il Selgin, ed altri moderni teorici della
libera pratica bancaria: essi hanno proposto,
come ultima linea di difesa per garantire la
stabilità del loro sistema, che le "libere"
banche stabiliscano una clausola di
"salvaguardia" sulle loro banconote e sui
depositi a vista, una clausola per informare i
clienti che la banca può decidere in qualsiasi
momento di sospendere o di rinviare la
restituzione dei depositi od il pagamento di
banconote in contanti.[7]
Chiaramente l'introduzione di questa clausola
significherebbe eliminare dai corrispondenti
strumenti una caratteristica importante del
denaro: una liquidità perfetta, vale a dire,
immediata, completa e non condizionata. Così non
solo i depositanti verrebbero costretti a
diventare finanziatori forzati secondo la
volontà del banchiere, ma il deposito
diventerebbe un tipo di contratto aleatorio, o
d'azzardo, in cui la possibilità concreta di
ritirare il denaro depositato dipenderebbe dalle
circostanze particolari di ogni momento. Può non
esserci obiezione alcuna alla decisione
volontaria di alcune parti di stipulare un tale
contratto aleatorio atipico come quello di cui
sopra. However, even if a “safeguard” clause
were introduced and participants (bankers and
their customers) Tuttavia, anche se venisse
introdotta una clausola di "salvaguardia" ed i
partecipanti (i banchieri ed i loro clienti) ne
fossero perfettamente consapevoli, nella misura
in cui queste persone e tutti gli altri agenti
economici soggettivamente considerassero i
depositi a vista e le banconote come perfetti
sostituti monetari, la clausola in questione
sarebbe solamente capace di prevenire
l'immediata sospensione dei pagamenti o il
fallimento delle banche nel caso di una corsa
agli sportelli.
Ma non sarebbe sufficiente ad impedire il
ripetersi di tutti i processi di espansione,
crisi e recessione che sono tipici del settore
bancario in un sistema di riserva frazionaria e
che danneggiano gravemente i terzi e perturbano
l'ordine pubblico. (Non importa quali "clausole
opzionali" siano incluse nei contratti, se il
grande pubblico considera i suddetti strumenti
quali perfetti sostituti denaro, liquidi ed
esigibili.) Quindi, al massimo, le clausole
opzionali possono proteggere le banche, ma non
la società nel suo insieme, né il sistema
economico, dalle successive fasi di espansione
del credito, crescita e recessione.
Pertanto, l'ultima linea di difesa del White e
del Selgin, non abolisce in nessun modo il fatto
che la riserva frazionaria bancaria infligga
danni gravi e sistematici a terzi e che
sconvolga l'ordine pubblico.[8]
Note:
1 - In: Hoppe, “How is Fiat Money Possible?—or,
The Devolution of Money and
Credit”, p. 67.
2 - Si veda, ad esempio, White, "Competition and
Currency" (New York: New York University Press,
1989), pp. 55–56, e Selgin, “Short-Changed in
Chile”, p. 5.
3 - In: Hoppe, “How is Fiat Money Possible?—or,
The Devolution of Money and Credit”, pp. 70-71.
4 - Il carattere multidisciplinare inerente
all'analisi critica del sistema bancario a
riserva frazionaria e la conseguente importanza
di entrambe le considerazioni giuridiche ed
economiche in questa analisi, non rappresenta
solo il punto focale di questo testo; Walter
Block li mette anche in evidenza nel suo
articolo, “Fractional Reserve Banking: An
Interdisciplinary
Perspective”, pubblicato come capitolo 3 di
"Man, Economy, and Liberty:
Essays in Honor of Murray N. Rothbard", Walter
Block e Llewellyn H.
Rockwell, Jr., (Auburn, Ala: Ludwig von Mises
Institute, 1988), pp. 24–32.
Block ricorda il fatto curioso che nessun
teorico della moderna Scuola del Free-Banking a
Riserva Frazionaria abbia elaborato una tesi
critica e sistematica contro la proposta di un
sistema bancario con l'obbligo di riserva al
cento per cento. In realtà, fatta eccezione per
un paio di osservazioni dell'Horwitz, i teorici
della pratica neo-bancaria non hanno nemmeno
tentato di dimostrare che in un sistema bancario
con il requisito della riserva al cento per
cento non si riesca a garantire "l'equilibrio
monetario" ed un'assenza dei cicli economici.
Vedi Horwitz, “Keynes' Special Theory,” pp.
431-32, nota 18.
5 La nostra posizione su questo punto e' ancora
più radicale di quella che prende Alberto Benegas Lynch nel suo libro "Poder y razón
razonable" (Buenos Aires e Barcellona: Libreria
"El Ateneo" Editoriale, 1992), pp. 313–14.
6 - Art. 453 - Falsificazione di monete,
spendita e introduzione nello Stato,
previo concerto, di monete falsificate - e`
punito con la reclusione da tre a dodici anni e
con la multa da euro 516 a euro 3.098 ; 1)
chiunque contraffa` monete nazionali o
straniere, aventi corso legale nello Stato o
fuori; 2) chiunque altera in qualsiasi modo
monete genuine, col dare ad esse l`apparenza di
un valore superiore; 3) chiunque, non essendo
concorso nella contraffazione o
nell`alterazione, ma di concerto con chi l`ha
eseguita ovvero con un intermediario, introduce
nel territorio dello Stato o detiene o spende o
mette altrimenti in circolazione monete
contraffatte o alterate; 4) chiunque, al fine di
metterle in circolazione, acquista o comunque
riceve da chi le ha falsificate, ovvero da un
intermediario, monete contraffatte o alterate.
Art. 454 - Alterazione di monete -
Chiunque altera monete della qualita` indicata
nell`articolo precedente, scemandone in
qualsiasi modo il valore, ovvero, rispetto alle
monete in tal modo alterate, commette alcuno dei
fatti indicati nei numeri 3 e 4 del detto
articolo, e` punito con la reclusione da uno a
cinque anni e con la multa da euro 103 a euro
516.
Art. 455 - Spendita e introduzione nello Stato,
senza concerto, di monete falsificate -
Chiunque, fuori dei casi preveduti dai due
articoli precedenti, introduce nel territorio
dello Stato, acquista o detiene monete
contraffatte o alterate, al fine di metterle in
circolazione, ovvero le spende o le mette
altrimenti in circolazione, soggiace alle pene
stabilite nei detti articoli ridotte da un terzo
alla meta`.
e' importante notare che l'espansione del
credito, come la falsificazione di denaro,
infligge danni particolarmente diffusi nella
società e, pertanto, sarebbe estremamente
difficile, se non impossibile, lottare contro
questo crimine sulla base della dimostrazione,
da parte di ogni persona lesa, del danno subito.
Il reato di produzione di moneta falsa e'
definito nei termini dell'autore dell'atto, e
non nei termini degli specifici danni personali
causati da tale atto.
7 - Tali "clausole opzionali" sono state in
vigore per le banche scozzesi dal 1765 al 1730
che si riservavano il diritto di sospendere
temporaneamente il pagamento in specie delle
banconote che le banche stesse avevano emesso.
Così, in riferimento alle corse agli sportelli,
il Selgin dichiara: Le banche, in un sistema
bancario libero, potrebbero tuttavia evitare un
simile destino mediante l'emissione di passività
contrattualmente soggette ad una 'limitazione'
dei pagamenti in base monetaria. Limitando i
pagamenti, le banche possono isolare le monete a
magazzino ed altre grandezze nominali dagli
effetti correlati al panico. (Selgin, "Free
Banking and Monetary Control", p. 1455)
Il fatto che il Selgin consideri il ricorso a
tali clausole, per evitare la corsa agli
sportelli, e' tanto significativo, in termini di
"solvibilità" della propria teoria, quanto
e'
sorprendente, da un punto di vista giuridico,
che sia fatto un tentativo di basarsi su un
sistema di espropriazione, anche se parziale e
temporaneo, dei diritti di proprietà dei
depositanti e dei titolari di banconote che, in
caso di crisi, potrebbero essere trasformati in
finanziatori forzati e non sarebbero più
considerati come dei veri depositanti e dei
titolari di unità monetarie o, più
specificamente, di perfetti sostituti del
denaro.
Ricordiamoci di un commento dello stesso Adam
Smith:
Gli amministratori di alcune di queste banche
[scozzesi] talvolta hanno approfittato di questa
clausola facoltativa e talvolta minacciavano
quanti chiedevano oro e argento in cambio di un
numero considerevole di loro banconote, che essi
ne avrebbero tratto un profitto, a meno che tali
richiedenti si fossero accontentati solo di
parte di quanto richiedevano.
(Smith, An Inquiry into the Nature and Causes of
the Wealth of Nations, libro II, cap. 2, pp.
394-95)
Sulle clausole opzionali, vedere Parth Shah J.,
"The Option Clause in Free Banking Theory and
History: A Reappraisal", un manoscritto
presentato alla 2a Conferenza degli studiosi
austriaci (Auburn, Ala: Ludwig von Mises
Institute, 4-5 aprile, 1997), poi stampato nella
Review of Austrian Economics 10, n. 2 (1997):
1–25.
8 - E 'interessante notare che molti teorici del
sistema bancario libero, non riescono a vedere
che il sistema bancario a riserva frazionaria e'
illegittimo dal punto di vista dei principi
generali del diritto e che, invece di proporre
l'eliminazione della riserva frazionaria
bancaria, suggeriscono che il sistema bancario
debba essere completamente privatizzato e che la
banca centrale sia eliminata. Questa misura
tenderebbe certamente a controllare l'abuso
praticamente illimitato che le autorità hanno
commesso nel settore finanziario, ma non sarebbe
sufficiente ad impedire la possibilità di abusi
(su scala ridotta) nella sfera privata. Questa
situazione assomiglia a quella che si verrebbe a
creare se ai governi fosse permesso di adoprarsi
sistematicamente in omicidi, rapine, o in
qualsiasi altro reato. Il danno per la società
sarebbe enorme, dato l'enorme potere e la natura
monopolistica dello Stato. La privatizzazione di
questi atti criminali (una fine alla
perpetrazione sistematica da parte dei governi)
sarebbe senza dubbio tendente a "migliorare"
considerevolmente la situazione, dal momento che
il grande potere criminale dello Stato
scomparirebbe ed agli operatori economici
privati verrebbe consentito di sviluppare,
spontaneamente, dei metodi per difendersi e
prevenire tali crimini. Tuttavia, la
privatizzazione dell'attività criminale non e'
una soluzione definitiva ai problemi che pone la
criminalità. Possiamo solamente risolvere
completamente questi problemi attraverso la
lotta alla criminalità, con tutti i mezzi
possibili, anche quando gli autori sono dei
privati.
Così possiamo concludere con Murray N. Rothbard
che, in un sistema economico ideale di libero
mercato:
I banchieri della riserva frazionaria non devono
essere trattati come dei semplici imprenditori
che hanno fatto delle scelte imprenditoriali
infelici, ma come dei contraffattori e dei
responsabili di appropriazione indebita che
devono essere repressi dalla piena maestà della
legge. Debbono essere obbligati a rimborsare
tutte le vittime e a subire delle pene
carcerarie sostanziali sì da servire come
deterrente, così come lo e' l'essere puniti per
questa attività criminale.
(Murray N. Rothbard, “The Present State of
Austrian Economics”, Journal des Economistes et
des Etudes Humaines 6, n. 1 [marzo 1995]: 80–81;
ristampato in Rothbard, "The Logic of Action I"
[Cheltenham, UK: Edward Elgar, 1997], p. 165)
Elaborato da: Jesus Huerta de Soto, Money, Bank
Credit, and Economic Cycles - Auburn:
Mises Institute, 2006
Tratto dal capitolo: La responsabilità della
magistratura (i reati, gli orrori
contabili), nel libro di prossima uscita MONETA
NOSTRA - By Marco Saba.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La RISERVA FRAZIONARIA
Poniamo che di questi tempi vi venga in testa
un'idea del tutto balorda: decidete di andare in
banca a ritirare gran parte dei soldi che
riposano sul vostro conto corrente. Non so,
forse, stupidamente, siete convinti che essi
possano stare più al sicuro da qualche altra
parte. Forse, spaventati da trasmissioni
demenziali che propongono il divieto di usare il
contante, avete pensato che sarebbe meglio darsi
una mossa e prelevarne una parte finche' si e'
in tempo.
In fondo non importa la ragione, voi
semplicemente avete avuto questa balzana idea di
andare in banca a prelevare parte dei vostri
soldi in contante.
Entrate dopo aver svuotato almeno due volte le
tasche nel portaoggetti, vi presentate allo
sportello e reclamate il vostro ammontare
costituito da almeno quattro cifre. Per
ammontari più modesti non perdete neanche tempo,
ricordatevi che c'e' sempre a disposizione il
bancomat, meraviglia del progresso e frutto
dell'ingegno imprenditoriale, il quale vi offre
il vantaggio di non costringervi a svuotare le
tasche prima di unirvi agli altri clienti con il
numerino in mano e in attesa di essere serviti.
Lo sportellista di banca, piuttosto allarmato
soprattutto nel caso in cui l'ammontare
richiesto sia non di quattro, ma addirittura di
cinque cifre, chiama subito il direttore ...
... che arriva ansimando e comincia: la legge di
qua, le disposizioni di là, la circolare di
sopra, per l'antiriciclaggio di sotto, però ci
voleva il preavviso... bla bla bla.. insomma per
farla breve e' chiaro che il vostro malloppo non
ve lo sganciano volentieri.
Leggendo alcune esperienze pubblicate sul web,
qualche cliente più esuberante a questo punto si
incazza pure alzando la voce e dicendo:
«Ma stiamo scherzando ?? Quei soldi sono miei,
ho diritto a riaverli» !
A tal punto i casi sono due: o sganceranno
quanto richiesto con evidente malumore,
intimoriti soprattutto dagli schiamazzi che
state facendo, oppure, rivelandosi ben più tosti
e ostinati di quanto aveste creduto in prima
battuta, vi convinceranno a ritornare un altro
giorno.
In questo secondo caso, quando tornerete qualche
giorno dopo potrete finalmente mettere le mani
sul conquibus tanto a lungo trattenuto.
Contenete però la vostra gioia, soprattutto nel
caso in cui l'ammontare prelevato superi
abbondantemente i venti o trentamila euro. La
possibile visita di cortesia della Guardia di
Finanza a casa vostra potrebbe infatti suscitare
qualche perplessità e abbattere la vostra
soddisfazione. Benché pare pongano solo qualche
innocua domanda sulle ragioni della detestabile
azione appena commessa, la sensazione di
sentirsi implicitamente considerati al livello
di uno sporco evasore, di un pericoloso bandito,
di un esecrabile spacciatore, ai più non risulta
affatto gradita.
In ogni caso, dopo aver portato a termine con
successo la vostra balorda azione di ritirare il
contante dalla banca, prendetevi qualche secondo
e fate lavorare il cervello, fermatevi cioé a
riflettere e ponetevi la seguente domanda:
DI CHI ERANO VERAMENTE QUEI SOLDI che figuravano
a saldo del vostro conto corrente e che siete
andati a reclamare con tanta tracotanza ??
Sembra una domanda stupida, e invece si tratta
di una delle domande più importanti del mondo.
Ponendoci questa domanda, infatti, caschiamo
diritti di fronte all'INGHIPPO giuridico più
eclatante e ben celato di tutti i tempi che
tanti disastri sociali ed economici ha creato
negli ultimi secoli.
Ripetiamo bene la domanda: DI CHI SONO VERAMENTE
QUEI SOLDI che figurano sul vostro conto
corrente ??
Vediamo cosa recita la legge, cioe' l'articolo
1834 del codice di civile:
"Nei depositi di una somma di danaro presso una
banca, questa ne acquista la proprietà ed e'
obbligata a restituirla nella stessa specie
monetaria alla scadenza del termine convenuto
ovvero a richiesta del depositante, con
l’osservanza del periodo di preavviso stabilito
dalle parti o dagli usi"
ATTENZIONE alle sfumature: la banca ne
acquisisce la proprietà ! Cioe' quei soldi SONO
per legge della BANCA che e' tenuta a
restituirli a RICHIESTA del DEPOSITANTE (?!?
depositante ???!!) con l’osservanza del periodo
di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi
(avevano ragione sul preavviso, avevano ragione
loro !).
In altre parole, questi soldi finche' non vi
presentate a riprenderli e finche'
effettivamente non ve li consegnano in mano,
SONO di PROPRIETA' della banca benche' risultino
apparentemente VOSTRI nel VOSTRO saldo di conto
corrente.
E qua nella testa dei meno distratti sorge
spontanea una bella domanda. Nel momento in cui
la banca era DIVENTATA PROPRIETARIA dei VOSTRI
soldi che avevate versate sul VOSTRO conto
corrente, cosa diavolo ci aveva fatto? Li aveva
messi da parte per custodirli, o li aveva usati
per svolgere i propri affari ?
Formuliamo la domanda in altra maniera.
Quei soldi presenti sul vostro conto corrente
sono davvero a vostra disposizione (con
l'osservanza del periodi di preavviso stabilito
dalle parti o dagli usi) o sono stati prestati
dalla banca a qualcun altro. E in tal caso, per
quanto tempo li ha prestati ?
Suvvia! Siate onesti! Se non siete proprio degli
ingenuotti degni di un quadro naif, non potrete
che dare la risposta giusta !
Ovvio che quei soldi la banca li ha prestati a
qualcuno! Altrimenti come farebbe la banca a
pagarvi gli interessi (peraltro ormai ridicoli)
sulle giacenze di conto corrente? Ma allora,
perche' avete schiamazzato dentro la banca
reclamando i soldi all'istante! Stando così le
cose, VOI non siete un DEPOSITANTE. VOI quei
soldi li avete PRESTATI alla banca, non li avete
DEPOSITATI in banca.
Riprendo dalle lezioni di Huerta de Soto:
"Se qualcuno venisse da noi e ci dicesse:
«deposita i soldi presso di me, te li custodisco
per bene, te li lascio sempre a completa
disposizione e in più ti pago anche gli
interessi», senza dubbio ci suonerebbe come un
ottimo affare. Ma per credere che sia tutto vero
bisognerebbe essere degli idioti. E' ovvio che
c’e' l’inganno, che c’e' il trucco. Eppure sono
proprio gli stessi termini che ci propone il
banchiere e che accettiamo nel contratto di
conto corrente".
Capito il trucco? Ci chiamano depositanti, la
legge stessa ci definisce depositanti, ma in
realtà noi siamo dei prestatori, siamo dei
mutuanti !!!
Quindi se la banca questi soldi a sua volta li
ha prestati a qualcuno (e non li ha prestati
certo per 3-4 giorni o per una settimana), come
diavolo fa a poterli restituire così, su due
piedi, su improvvisa richiesta, o a distanza di
qualche giorno, a chiunque si presenti in banca
per ritirarli ??
Ohibò. Signori, forse state cominciando ad avere
qualche legittimo sospetto che fa sorgere altre
domande.
Forse a questo punto vi chiederete anche, ma
quando paghiamo o preleviamo con il bancomat una
cifra inferiore, non vale lo stesso
ragionamento? Come facciamo a disporre di una
cifra che in realtà e' di PROPRIETA' della banca
e nel frattempo e' stata prestata a qualcun
altro magari per un periodo di tempo di due o
tre anni? Ma che razza di magia e' questa?
Insomma se questi euro li abbiamo prestati alla
banca, e la banca li ha prestati a qualcun
altro, essi sono quindi in mano o nel conto
corrente ANCHE di qualcun altro.
Come fanno quindi gli stessi dannati euro ad
essere a vostra disposizione anche sul vostro
conto corrente?
Ancora una volta, quindi, chiediamoci:
DI CHI SONO VERAMENTE QUESTI SOLDI ?? Chi e' il
vero proprietario di questi fantomatici soldi ?
VOI, LA BANCA o il SOGGETTO TERZO al quale sono
stati prestati ?
Il bello, o il brutto, vedete voi, e' che la
banca quegli stessi soldi li ha prestati non a
uno solo, ma ad altri nove soggetti ciascuno dei
quali, proprio come fate voi li tiene su un
conto corrente ed esattamente come voi pensa di
essere il legittimo proprietario e pensa di
disporne liberalmente (almeno fino alla scadenza
del termine convenuto dal prestito concesso
dalla banca).
QUINDI LA RISPOSTA QUALE E' ?
CHI HA IL PIENO DIRITTO DI PROPRIETA' SU QUESTI
SOLDI ?
SONO DIECI SOGGETTI TUTTI CONTEMPORANEAMENTE ?
E' possibile mai questa
assurdità ??
AHIME'... signori, questa assurdità e'
possibile: questa magia non e' niente altro che
la riserva frazionaria. Un paradosso frutto di
un aborto giuridico creato appositamente per
concedere al banchiere un privilegio unico ed
estremamente potente.
La riserva frazionaria e' anche la ragione per
cui da che mondo e' mondo si verificano forti
cicli economici, accompagnati da devastanti
crisi bancarie e sistemiche. Non sono gli
speculatori, non sono i terremoti, non sono i
commercianti o gli evasori, non sono la
globalizzazione. i CDS, gli spread, lo short
selling, o qualche altra diavoleria. E' la
riserva frazionaria!
Con la Tragedia dell'Euro, con la crisi del
Dollaro, con la crisi globale di questo III
millennio siamo solo davanti al peggior ciclo e
alla peggiore crisi di tutti i tempi. L'immensa
forza devastatrice che questa crisi porta con sé
e di cui abbiamo appena visto una prima leggera
manifestazione nel 2008 e una seconda ancora
leggera in questi ultimi mesi, e' resa possibile
dall'intervento sistematico delle banche
centrali che per quasi 100 anni hanno
posticipato il giorno della resa dei conti:
quello in cui i 10 presunti proprietari della
stessa cifra di denaro si presenteranno allo
stesso sportello per richiedere lo stesso
ammontare di denaro.
Ammontare di denaro, tuttavia, che non e' più
niente, solo un numero, al più un pezzo di carta
colorato riproducibile a volontà dalla banca
centrale. Però, quella riproduzione fisica a
volontà, necessaria per soddisfare solo la metà
di quei 10 proprietari, avrebbe conseguenze
devastanti. Non a caso, con la scusa di fare la
guerra a quegli appestati meglio noti come
evasori fiscali, da qualche tempo e' partita la
campagna mediatica mirata a vietare, tassare, o
abolire il contante.
E' infatti togliendo alla gente l'ultima pretesa
di rivalere la proprietà del denaro su qualcosa
di fisico, cioé smaterializzando al 100% il
denaro, che l'aborto giuridico sottostante alla
riserva frazionaria potrebbe essere tenuto
nascosto ancora a lungo, mentre gli inevitabili
effetti negativi ad esso collegati potrebbero
essere posticipati ancora per qualche anno.
La sostanza tuttavia non cambia, il problema
sotto c'e', si e' stratificato per cento anni,
oggi e' enorme, la sua risoluzione sarà
dolorosissima, e continuando a posticiparla con
qualche escamotage tipo tassare o vietare il
contante non si farà che aggravarla ancora.
Quindi se ancora non l'avete capito, questa
crisi, questa enorme crisi non e' niente altro
che il risultato di una TRAGEDIA GIURIDICA. Al
fine di privilegiare l'attività bancaria
rispetto a ogni altra attività commerciale, per
motivi ben noti a chi del tutto idiota non e',
la legislazione sul contratto di deposito
bancario ha lasciato una ampia e drammatica zona
di grigio sulla proprietà del denaro che si
muove attraverso il sistema bancario.
Se ogni conflitto, problema, crisi, e' sempre
riconducibile ad una cattiva definizione dei
diritti di proprietà, la proprietà sul denaro
bancario rimane totalmente indefinita e confusa
a causa di un contratto che non costituisce né
un deposito né un prestito ma vuole essere
entrambe le cose allo stesso tempo. Questo e'
l'errore più tragico di tutti che sta a monte di
qualunque problema economico del passato e del
presente.
Se volete saperne di più e ancora non l'avete
fatto, leggetevi uno in fila all'altro “Cosa
e' il Denaro e La Tragedia dell'Euro,
sono testi alla portata di tutti che dovrebbero
essere letti da tutti già in età scolare. I
principi e i concetti in essi contenuti
dovrebbero essere noti a tutti coloro che hanno
un conto in banca; dovrebbero fare parte della
cultura di ogni indignato che si rispetti e che
vuole evitare di tirarsi solo la zappa sui
piedi; purtroppo, all'alba del terzo millennio,
sono principi e concetti che neanche una persona
su centomila conosce o sospetta minimamente.
By Francesco Carbone - Fonte
USEMLAB
– Tratto da: luogocomune.net
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SISTEMA FINANZIARIO VERO POTERE -
By Emanuela Randazza -
www.informazione.it
Molte persone credono che le banche siano
istituzioni che investono i risparmi dei clienti
per produrre profitti. Non immaginano neppure
lontanamente la vera natura dell'istituzione
bancaria. Non associano affatto le crisi
economiche, la disoccupazione o le guerre, al
sistema finanziario, e quindi non comprendono la
vera natura del potere che oggi vessa il mondo
intero.
Per giungere alla verità basterebbe sapere che
il denaro prestato dalle banche non esiste, e'
“moneta virtuale”, che pur non esistendo viene
caricata di interessi. La banca crea denaro
semplicemente scrivendo la cifra sullo schermo
del computer, ma i pagamenti del debito devono
essere puntuali, altrimenti si impadronisce
dell'automobile o della casa, che sono beni
reali.
Le banche hanno il
potere di stampare denaro. Tale potere viene
esercitato in segretezza. I mass media
utilizzano parole e concetti per nascondere tale
realtà. Ad esempio, parlano della Banca Europea
come fosse legata all'Europa, e non dicono che
essa e' un'istituzione controllata da pochi
privati. Lo stesso avviene per la Federal
Reserve , il cui presidente viene nominato dal
presidente americano, per dare ad intendere che
si tratta di un'istituzione governativa. E
invece essa e' nelle mani di un gruppo di
banchieri privati.
Oggi le banche hanno lo scopo principale di
saccheggiare i paesi, fornendo banconote con su
scritto “Pagabile a vista al portatore”, che in
realtà non hanno alcun valore, ma producono
debito.
Le banche indebitano
gli Stati senza dare nulla se non pezzi di carta
stampati. E i popoli si impoveriscono
per pagare il debito pubblico che in realtà e'
una truffa. Ciò significa che noi paghiamo oltre
l'1% del nostro Pil annuo ad un gruppo di
persone che agiscono e dominano con metodi
mafiosi.
Le leggi che
regolano il sistema bancario occidentale sono
irrazionali e disumane. Si persegue un profitto
illimitato, a danno degli esseri umani.
L'élite finanziaria ha acquisito questo enorme
potere attraverso i secoli, utilizzando tutti i
mezzi possibili, compresi la guerra, lo
sterminio e la criminalità. Con le guerre, le
banche acquisiscono ulteriore potere, perché
possono concedere prestiti ai paesi in guerra, e
dopo la guerra finanzieranno la ricostruzione,
ricavando altri profitti.
Il potere finanziario e' stato sempre un potere
imperiale, che mira ad assoggettare i popoli e
ad accrescere il proprio dominio nel mondo.
Nel Settecento il
potere finanziario era nelle mani dell'Olanda,
che lo rafforzava con metodi violenti e
predatori: commerciava schiavi e attuava altri
commerci (zucchero, spezie ecc.) che fiorivano
grazie alla manodopera schiavile. In seguito
alle guerre napoleoniche, l'Inghilterra iniziò a
rafforzarsi e a sottrarre all'Olanda il
monopolio del commercio degli schiavi. I
banchieri inglesi puntarono alla rivoluzione
industriale. L'industria avrebbe accresciuto
notevolmente i loro profitti, e li avrebbe
trasformati in creditori, persino verso gli
Stati Uniti. Questi ultimi utilizzeranno le due
guerre mondiali per indebolire l'Europa e
piegarla alle loro regole finanziarie. Lo
sfruttamento dell'Africa, dell'Asia e del Sud
America aveva permesso ai paesi europei e agli
Stati Uniti di sviluppare la propria economia.
Come spiega Maurizio Zenezini:
E’ sostanzialmente durante il secolo inglese che
nasce il “terzo mondo”. Sono soprattutto i paesi
asiatici e africani che perdono terreno rispetto
all’Europa. E’ difficile negare che la crescita
economica dei paesi occidentali a partire dal
secolo diciannovesimo abbia contribuito in
maniera netta a rallentare la crescita
industriale dei paesi del Terzo Mondo....
L'esperienza coloniale ha effettivamente
rappresentato un potente fattore di blocco dello
sviluppo dei paesi in ritardo economico... un
paese industriale come l’India fu trasformato
nel XIX secolo nella "fattoria della Gran
Bretagna". I paesi europei e gli Stati Uniti,
pur aprendosi ai commerci internazionali nel
corso del XIX secolo, poterono evitare il
declino economico anche grazie a politiche
protezionistiche e di difesa delle industrie
nazionali... Stati Uniti, Regno Unito e Germania
sono i protagonisti della storia economica del
periodo che va dal 1870 alla prima guerra
mondiale.... La Gran Bretagna , com’e' noto,
manteneva persistenti avanzi commerciali verso
l’India, che dopo il 1870 divenne il primo
mercato per le esportazioni industriali inglesi
– le quali non trovavano sbocchi nei paesi
europei e negli Stati Uniti, che adottarono
politiche protezionistiche fino ai primi anni
del XX secolo. Agli avanzi commerciali inglesi
corrispondevano afflussi di capitali che la Gran
Bretagna investiva con elevati rendimenti
soprattutto negli Stati Uniti e impiegava per
finanziare le importazioni dagli Stati Uniti e
dalla Germania che stavano sviluppando industrie
competitive al riparo delle tariffe
protezionistiche in settori importanti come la
chimica, la siderurgia e la meccanica... l’India
poté diventare esportatrice di oppio verso la
Cina e di materie prime verso la Gran Bretagna
smantellando l’industria artigianale locale.
Nello stesso momento in cui queste
triangolazioni commerciali e finanziarie
distruggevano le basi industriali dei paesi
asiatici l’incorporamento dei piccoli contadini
nei circuiti internazionali finanziari e delle
materie prime e l’estensione della superficie
destinata a produrre merci cash crops per
l’esportazione a spese dell’agricoltura di
sussistenza avviarono cicli di carestie e
generarono situazioni di indigenza endemica.[1]
L'economia reale si basa sulla quantità di
denaro in circolazione. Se c'e' poco denaro la
gente deve ridurre la spesa, le industrie
riducono la produzione e licenziano, e questo
riduce ancora di più il denaro da spendere. In
questo modo si apre una crisi.
I grandi banchieri
decidono se creare una crisi oppure no. Nel
1929, fecero aumentare i prezzi delle azioni,
fino a quando raggiunsero livelli molto elevati.
L'aumento vertiginoso doveva servire ad attrarre
molte persone. A metà del 1929, ben nove milioni
di americani avevano investito in borsa. A
questo punto, i banchieri avevano tutto
l'interesse a provocare la crisi. Il crollo
sarebbe servito ad impossessarsi di una quantità
enorme di beni (negozi, industrie, piccole
banche, case, automobili ecc.) di coloro che non
avrebbero più potuto pagare i debiti.
L'aumento o il ribasso azionario sono dovuti ad
elementi di natura informativa o psicologica, e
i banchieri possono controllare e condizionare
le notizie che riguardano la Borsa.
Nell'ottobre del 1929, la caduta del valore
delle azioni, provocata dai banchieri di Wall
Street, produsse effetti devastanti. Le banche
esigevano i pagamenti e i clienti non potevano
pagare. Le industrie cessarono la produzione, e
molte persone rimasero disoccupate. Piccole
banche e industrie diventarono proprietà dei
grandi banchieri che avevano innescato la crisi.
Milioni di persone rimasero disoccupate o
andarono in bancarotta, e alcune di esse si
suicidarono.
La truffa del crollo del 1929 era stata compresa
da Emile Moreau, governatore della banca di
Francia, che l'8 febbraio del 1928 aveva scritto
nel suo diario: "Le banche avevano ritirato
improvvisamente dal mercato diciottomila milioni
di dollari, cancellando le aperture di credito e
chiedendone la restituzione".[2] I banchieri
avevano agito in modo da bloccare l'economia, e
questo si sarebbe riversato anche sul mercato
borsistico. Sarebbe inevitabilmente scoppiata
una grave crisi, che si ebbe il 29 ottobre del
1929.
La quantità di
denaro da mettere in circolazione viene decisa
dalle banche. Le banche possono alzare o
abbassare il tasso di sconto, e così favorire o
impedire i prestiti. I banchieri sono guidati da
logiche di potere e di profitto. Il crollo di
Wall Street doveva servire anche a mettere in
crisi alcuni paesi europei, come la Germania ,
in modo tale da portare la popolazione alla
disperazione, e aumentare le probabilità di un
governo dittatoriale.[3]
Lo scorso 27 febbraio, il crollo della borsa di
Shanghai, che ha fatto perdere al mercato cinese
107 miliardi di dollari, e ha causato in Europa
la perdita di 270 miliardi e di 210 miliardi
alla Borsa statunitense, e' stato prodotto da
informazioni e da speculazioni. Alan Greespan
aveva parlato di una grave e imminente
recessione negli Usa, e questo non poteva non
produrre reazioni. I grandi banchieri manovrano
le informazioni finanziarie e possono orientarle
come vogliono, favorendo alcuni mercati e
distruggendone altri.
L'élite finanziaria
statunitense si e' imposta attraverso le due
guerre mondiali. Nel 1944, le autorità
statunitensi organizzarono la conferenza
finanziaria internazionale di Bretton Woods (New
Hampshire, Usa), per imporre al mondo il sistema
valutario a loro favorevole. Il dollaro venne
posto al centro del sistema finanziario, e
poteva essere convertito in oro. Il prezzo del
dollaro, fissato nel 1934, era di 35 dollari
l'oncia (circa 1,1 $ al grammo), e rimase
invariato fino al 1971.
Porre il dollaro al centro del sistema
finanziario voleva dire poter condizionare e
controllare l'economia di tutti i paesi del
mondo. Molti di essi, alla fine della guerra,
non avevano dollari nelle casse, e dovettero
vendere parte del proprio oro al Tesoro
americano, per avere i dollari per comprare
generi alimentari, materie prime o macchine
industriali.
Nel 1948, la Francia negoziò la convertibilità
della propria valuta in oro, e nel giro di
alcuni anni anche gli altri paesi europei e il
Giappone fecero altrettanto.
Tutti i paesi furono costretti a versare al Fmi
1/4 della quota di partecipazione in oro, o il
10% delle proprie riserve d'oro in dollari. Il
Fmi si appropriò in
breve tempo di una quantità enorme di oro.
Le autorità americane riuscirono ad impadronirsi
del 70% di tutte le riserve mondiali di oro. Ma
con lo sviluppo economico del Giappone e
dell'Europa, le riserve diminuirono. Nel 1960
erano scese al 44% e nel 1971 si erano ridotte
al 21%.
Per questo motivo, le banche americane decisero
di sganciare il dollaro dall'oro.
Nell'agosto del 1971, l'amministrazione Nixon,
unilateralmente, decise di abolire la
convertibilità del dollaro in oro. Il prezzo del
petrolio salì. Ciò
provocò una crisi del sistema monetario
internazionale e l'inflazione colpì
soprattutto i paesi più poveri.
Nel 1979, nacque il
sistema monetario europeo, che imponeva ai paesi
membri di versare il 20% delle riserve in oro e
il 20% delle riserve in dollari in cambio di Ecu,
che poi diventeranno Euro. Di tutto questo
beneficiava un sistema finanziario centrale, che
era gestito da privati.
Firmando il trattato di Maastricht., anche
l'Italia si e' sottomessa a questo sistema, che
oggi costa gran parte del nostro Pil, e
impedisce al nostro paese un reale progresso
economico.
Nel 1992, il governo Amato, per privatizzare la
Banca d'Italia si rivolse alle tre grandi banche
americane: la Merril Lynch , la Goldman Sachs e
la Salomon Brothers.
Il nostro paese venne messo nelle mani dei
centri del potere finanziario, con tutto quello
che ne sarebbe derivato.
Il nuovo sistema finanziario americano rendeva
difficile per i paesi il controllo dei cambi,
che diventarono fluttuanti e rendevano possibili
speculazioni di ogni genere.
I banchieri americani avrebbero acquisito un
potere mai avuto prima, producendo a volontà
banconote senza alcun valore, che nel circuito
finanziario avrebbero conservato il valore avuto
in precedenza. Ciò ha creato una finanza
selvaggia, sganciata da qualsiasi parametro
reale, all'interno della quale tutto poteva
diventare possibile e lecito.
La Federal Reserve non notifica più l'ammontare
delle banconote stampate e messe in
circolazione. Le famiglie americane si sono
indebitate sempre di più, anche a causa della
diminuzione dei salari, e molte di esse
rischiano di non riuscire a pagare e di perdere
casa e automobile, che saranno rilevate dalle
banche.
I banchieri
americani sono disposti a fare nuove guerre per
impedire il crollo definitivo di un'economia
basata sul debito.
Essi hanno trasformato l'economia in un sistema
assurdo e irreale, in cui le speculazioni
permettono l'accumulazione di denaro, che non
corrisponde a nessuna ricchezza reale e non e'
stato prodotto dal lavoro.
L'élite dominante ha cancellato il valore del
lavoro e ha distrutto ogni riferimento economico
e finanziario reale, per poter esercitare senza
limiti un potere basato sull'arbitrio e sul
crimine. Il sistema finanziario oggi ha
accentrato il potere come mai prima,
distruggendo il potere dei governi nazionali, e
acquisendo potenzialità distruttive enormi.
Le banche hanno interesse a indebitare gli Stati
e i singoli cittadini, per poter incassare il
guadagno sul denaro prestato, e per avere il
potere di condizionare le scelte politiche ed
economiche.
Per realizzare questi obiettivi, l'élite
finanziaria ha messo in pratica una serie di
strategie per indurre a privatizzare i beni
pubblici. Ad esempio, utilizza le Borse per
attuare speculazioni attraverso le quali
controllare le aziende pubbliche, per farle
crollare e rilevarle. La logica e' sempre la
stessa: prima indebolisci, rendi una società
assai mal ridotta, fai in modo da indebitarla,
infine la rilevi, e nel giro di alcuni anni puoi
trarre profitti. E se i profitti non dovessero
arrivare, puoi sempre chiedere denaro pubblico.
Continua su:
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=760970&page=33
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ALTRA TRUFFA BANCARIA
Le banche possono anche lucrare su una
remunerazione netta positiva pressoché pari al
tasso di interesse. Se poi si realizza un
aumento della domanda nominale di moneta e il
pubblico percepisce il credito circolante come
sostituto perfetto della moneta effettiva, i
mezzi fiduciari saranno presentati per la
conversione in beni o moneta effettiva in misura
limitata o addirittura nulla.
E ciò si traduce in facili profitti per
l'istituto emittente.
Attenzione alla parte più drammatica, se si
versano € 100.000 sul C/C la banca e'
autorizzata a prestarne circa 70.000, (tanto
fino a che non scoppia il panico nessuno va a
ritirare tutti il proprio denaro) Quello che
riceve i 70.000 dovrà restituirli con interessi
e così via. Tutto questo avviene con pochi
click al computer, non si sposta niente, sono
solo numeri sui computers (moneta virtuale da
computer).
A quel punto la moneta circolante andra’ più
rarefacendosi e si chiederanno altri soldi in
prestito alle banche centrali, le quali, ben
contente gliene stamperanno quanti ne vogliono,
e il gioco ricomincia.
Infine quando 4/5 persone che gestiscono il
gioco, decidono che e' finito un ciclo economico
non prestano più soldi allo stato.
Comincia il ciclo inverso, non ci sono più
soldi, tutti sono insolventi, si bloccano uno
dietro l'altro gli anelli della catena
commerciale, le banche iniziano i sequestri, si
appropriano di ogni bene, e la gente va ad
abitare nelle tendopoli (vedi cio’ che sta
succedendo negli USA).
Tutto ciò non avverrebbe, se lo Stato si
stampasse da se la moneta, e se le banche
potessero prestare solamente il denaro che
hanno, senza fare il giochino della riserva
frazionata.
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della
solvibilità degli inserzionisti del ns.
Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd -
All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata la copia
anche parziale dei contenuti, se non viene
citata la fonte |
|
|