|
LAntropocrazia
è un progetto sociale italiano, mirante a riportare la struttura statale alla sua
naturale funzione di servizio giuridico, con la conseguente liberazione del settore
economico e di quello culturale da ogni ingerenza statale.
Il prelievo fiscale sul reddito e le
imposizioni previdenziali, sulle Imprese e sui Cittadini, scaricandosi necessariamente sui
prezzi, sono la causa prima del disastro economico e sociale italiano, in continuo
aggravamento, malgrado gli enormi progressi tecnologici.
Il dato oggettivo che, con tale
metodo, attraverso lo scarico sui prezzi, tutti gli oneri statali vengono ad essere in
pratica pagati dai poveri, rende incostituzionale lintero sistema fiscale italiano
giacché la costituzione prevede:
Art. 53 Tutti sono tenuti a
concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita` contributiva. Il sistema
tributario e` informato a criteri di progressività.
A ciò aggiungasi il fatto che la
globalizzazione penalizza le Imprese nazionali, ad alto carico fiscale previdenziale e
burocratico, rispetto a quelle estere meno tartassate.
Nel Progetto Antropocratico si
prevede listituzione della Fiscalità Monetaria, consistente nel trasferimento del
prelievo fiscale dalle Imprese e dai Cittadini allintera massa monetaria, eliminando
in tal modo lo scarico sui prezzi e quindi sui poveri.
Tale modifica fiscale porterà
immediatamente al dimezzamento dei prezzi di mercato, con conseguente raddoppio del potere
dacquisto dei precedenti redditi individuali e porterà anche alla necessità di
rivalutazione della lira del 100%, per mantenere lequilibrio commerciale mondiale,
con la conseguenza che i prezzi dei prodotti di importazione si dimezzeranno
anchessi.
Il raddoppio del potere
dacquisto della lira sul mercato interno renderà necessario il prelievo del 50%
della massa monetaria italiana, ammontante a 8 milioni e cinquecentomila miliardi di lire
Con tale prelievo di 4 milioni e
cinquecentomila miliardi di lire si estingueranno i debiti pubblici dello stato, gravanti
tutti sui Cittadini.
Va rilevato che tale prelievo non
impoverirà i possessori di beni monetari, giacché il dimezzamento dei prezzi di mercato
farà si che il potere dacquisto del capitale monetario residuo sarà uguale a
quello precedente la riforma.
Per quanto riguarda le esigenze di
bilancio, per fare fronte alle spese statali, sarà sufficiente un prelievo annuale
dell8% sulla massa dei beni monetari, che sarà sempre di 8 milioni e
cinquecentomila miliardi di lire.
Tale prelievo sarà parzialmente
compensato dalla scomparsa dellinflazione e dalla continua diminuzione dei prezzi
del libero mercato per effetto del progresso tecnologico e della concorrenza tra i
produttori.
Dopo listituzione della
datazione annuale della moneta cartacea, tutti i prelievi saranno facilmente eseguiti dal
sistema bancario con versamento alla istituenda Banca degli Italiani, dotata di idonei
super-computers.
Con la scomparsa degli oneri di
interesse, sui precedenti debiti pubblici, sarà possibile istituire il Reddito di
Cittadinanza Generalizzato, a favore dei Cittadini, - prevedibile in circa 800 mila
lire mensili in valore attuale - dalla nascita alla morte, con ordini di accredito della
Banca degli Italiani sui conti dei Cittadini.
Con ciò si renderà concreto il diritto
alla vita al posto dellutopistico precedente diritto al lavoro.
Con lattuazione del Progetto
Antropocratico gli Italiani potranno svilupparsi verso la creatività e quindi risolvere
anche i problemi di natura individuale, da cui dipende la felicità personale.
Tutti i mali sociali e individuali
che oggi affliggono gli Italiani si avvieranno ad una rapida sparizione a seguito di uno
sviluppo sociale naturale e non dirigistico e quindi entusiasmante.
Linquinamento, originato
dallabnorme sviluppo delle città, causato dalla ricerca affannosa di fonti di
reddito, scomparirà con il ritorno dei Cittadini verso nuclei abitativi piccoli,
integrati con attività industriali e artigianali in loco, e con la trasformazione dei
piani regolatori pubblici in privati, nellambito di una adeguata legislazione.
Le piaghe della droga, della
prostituzione, della criminalità ed altre analoghe, originate dalle angosce del vivere,
indotte da una società non concretamente solidaristica e oppressiva, che fa apparire il
futuro sempre più buio e minaccioso, privo di opportunità di lavoro, rientreranno in
limiti fisiologici connessi a naturali patologie che saranno affrontate più sul piano
medico che su quello sociale, essendo venuta meno, con il Reddito di Cittadinanza, la
paura per il domani.
Per ulteriori chiarimenti sul
Progetto Antropocratico, si potranno prelevare gratuitamente i seguenti libri: LA VIA
DUSCITA, LA NEOSOCIETÀ, LANTROPOCRAZIA, e LOGICA DELLANTROPOCRAZIA alla
pagina internet:
http://www.bellia.com
Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !
ATTUAZIONE
dellANTROPOCRAZIA
Nella vita sociale va considerato
preminente il principio di sussidiarietà che afferma che deve essere pubblico solo
ciò che non può essere gestito privatamente. Il Governo che avrà il mandato di attuare
LANTROPOCRAZIA dovrà dare disposizioni per rendere operativo quanto segue:
-
Creazione della Cassa degli
Italiani dotata di un super-computer per la gestione contabile di tutte le
operazioni derivanti dalla istituzione della fiscalità monetaria.
-
Istituzione della Fiscalità
Monetaria e del Reddito di Cittadinanza Generalizzato:
-
Fissazione della data di avvio
della riforma.
-
Datazione virtuale di tutta la
moneta cartacea preesistente.
-
Annullamento di tutti i precedenti
obblighi fiscali.
-
Spostamento del prelievo fiscale
dal settore produttivo e di consumo alla massa dei beni monetari.
-
Si ipotizza ragionevolmente in
più del 50% la riduzione dei prezzi medi di mercato, a seguito della
detassazione.
-
Prelievo immediato, da parte delle
Banche del 50% dei beni monetari depositati e del denaro cartaceo in transito, con
accreditamento sul conto individuale di ciascun Contribuente, nel super-computer della
Cassa degli Italiani.
-
Rivalutazione della Lira del 100%,
per mantenere il precedente equilibrio commerciale mondiale.
-
Si istituisce il Reddito di
Cittadinanza Generalizzato, da versare mensilmente, da parte dei conti dei Cittadini
presso la Cassa degli Italiani, sui loro conti presso le varie Banche di appoggio, a
partire dal mese successivo alla data della riforma.
-
Si dà avvio alla restituzione, da
parte della Cassa degli Italiani, di tutti i debiti Pubblici, nella misura del 50% (Il
potere di acquisto del residuo è lo stesso di quello precedente la riforma.)
-
Determinazione del congruo periodo
di verifica della percentuale di abbassamento medio di tutti i prezzi di mercato
a seguito della detassazione (Massimo 6 mesi).
- Alla scadenza di tale periodo si
ordina alle Banche di correggere, con accrediti o addebiti, i precedenti prelievi del 50%
nonché la precedente liquidazione dei debiti pubblici, in base alla variazione media
rilevata.
-
Istituzione della fiscalità
ordinaria, nella misura dell8% della massa dei beni monetari, da avviare appena
esaurite le risorse monetarie iniziali.
-
Abrogazione di tutte le leggi
aventi influenza sulla vita economica e quindi sulla formazione dei prezzi di mercato.
-
Privatizzazione graduale di tutte le
aziende pubbliche, non svolgenti funzioni giuridiche, con regolare liquidazione economica
di tutto il Personale, anche per quanto riguarda i versamenti per contributi
previdenziali. Nel periodo di riorganizzazione generale continueranno le precedenti
gestioni pubbliche statali. Per le Aziende svolgenti servizi di utilità dei Cittadini,
gli addetti potranno organizzarsi privatamente per fornire tali servizi in concorrenza con
altri, seguendo le regole del libero mercato.
-
Organizzazione per indire, entro tre
mesi, le elezioni dei Giudici, in circoscrizioni territoriali di servizio delimitate e
successivamente con periodicità quinquennale.
-
Organizzazione della elezione da
parte dei Giudici eletti, dei Legislatori, con candidati tra i Giudici eletti, e
costituzione del Parlamento giuridico, con proibizione di legiferare in campo economico e
con la funzione principale di adeguare costantemente i codici alla Scienza del Diritto e
allo sviluppo sociale e tecnologico. Il Legislatore con più anzianità di servizio o più
anziano diverrà il Rappresentante della Comunità Nazionale
-
Organizzazione di unAssemblea
di rappresentanza della vita economica con funzione di controllo e ratifica dei preventivi
annuali di spesa, delle strutture pubbliche, presentati dalla Camera Legislativa, nonché
di proposta degli eventuali aggiornamenti della percentuale fiscale e del Reddito di
Cittadinanza, in funzione degli andamenti delle bilance commerciali con lestero.
-
Organizzazione della struttura
consortile, con carature miliardesimali nazionali, per la gestione della viabilità di uso
pubblico, avente investitura elettiva piramidale, a partire dalle strutture condominiali,
facenti capo ai rappresentanti delle assemblee dei proprietari immobiliari di base. Nel
periodo di riorganizzazione generale continueranno le precedenti gestioni pubbliche
statali.
-
Avvio della vendita, a prezzi di
mercato, di tutte le precedenti proprietà statali, con versamento dei ricavi su un conto
della Cassa degli Italiani.
Ci limitiamo agli accenni sopra
fatti per lasciare spazio alla libera fantasia creatrice dei Lettori.
APPENDICE 1
- INTRODUZIONE
Nel 1977 a seguito di una delle
tante congiunture sociali, ho predisposto il testo intitolato:
PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA
FISCALE E MONETARIO PER LA RIPRESA PRODUTTIVA.
Ho avuto un breve colloquio con
Giorgio Benvenuto a cui ho consegnato il testo e lho fatto anche pervenire alle
altre forze sindacali.
Dagli esperti dei problemi fiscali
delle varie confederazioni ho avuto telefonicamente assicurazione che avrebbero studiato a
fondo la proposta.
Dopo alcuni mesi usciva il decreto
che istituiva il prelievo del 12% sui ricavi degli interessi sui titoli pubblici ed il
prelievo del 33% sugli interessi dei depositi dei conti correnti.
Lo spirito della proposta era stato
parzialmente recepito ed in corrispondenza delle esigenze fiscali del momento si era
ricorso ad un inizio di fiscalità monetaria in sostituzione di quella tradizionale che
avrebbe scaricato il proprio peso sul settore produttivo, con lulteriore
impoverimento delle fasce deboli.
Il prelievo del 6 per mille sui
depositi dei conti correnti del Governo Amato è stato un altro passo, seppure imperfetto,
di fiscalità monetaria, non gravante sui prezzi delle merci.
Recentemente listituzione del
prelievo del 12% sui redditi da azioni è un altro passo nella stessa direzione.
Seppure si tratti di tentativi
episodici, ciononostante gli Italiani hanno beneficiato di tali provvedimenti giacché se
i corrispondenti ricavi fiscali fossero stati prelevati dal settore produttivo,
lattuale crisi economica sarebbe giunta prima.
Come potrà rilevarsi dal contenuto
del testo che segue, ne1977 la visione antropocratica non era giunta a completa
maturazione, data anche la minore gravità della situazione del momento, rispetto
allattuale, ma già operava nella giusta direzione.
Oggi è necessario diffondere il
progetto antropocratico, nella sua definitiva logica, per indurre i Politici a prendere
quei provvedimenti conseguenti, capaci di avviare lo sviluppo sociale su nuove basi
corrispondenti alle più profonde esigenze degli Esseri Umani e che si vanno sempre più
manifestando con forza, in connessione anche con eventi minacciosi per la stabilità
sociale.
PROPOSTA
di RIFORMA del SISTEMA FISCALE e MONETARIO per la RIPRESA PRODUTTIVA
(Consegnata alle Confederazioni
Sindacali nel 1977)
L'imposizione fiscale ha lo scopo di
prelevare dalle rendite e dai beni di persone o collettività il denaro necessario allo
Stato o alle collettività locali, per far fronte alle spese di interesse generale.
Il prelievo avviene prevalentemente
da due lati: dalla parte del reddito e dalla parte del consumo.
Vi sono poi le imposte sul
Patrimonio nelle sue diverse configurazioni.
Le esigenze dello Stato sono
determinate dall'ammontare del Bilancio.
Ma mentre da un lato le esigenze
dello Stato sono quantitativamente determinate, dall'altro la base di imposizione muta col
mutare dell'andamento della vita economica.
Qui si evidenzia una prima
imperfezione dell'attuale sistema fiscale.
Le imposte sul reddito e sui consumi
sono tali da lasciare libero nell'ulteriore processo economico il capitale monetario
residuo che resta totalmente deresponsabilizzato.
Una forte contrazione del reddito e
dei consumi lascia lo Stato con una insufficiente base impositiva e senza alcun potere sul
capitale monetario e ciò proprio in un momento in cui maggiori sono le necessità dello
Stato per far fronte ai suoi compiti sociali.
Se a quanto accennato si aggiunge la
incapacità tecnica dello Stato ad individuare tutti i soggetti fiscali, appare
giustificata la necessità di rivedere la logica fiscale.
Per impostare correttamente il
problema occorre fare alcune considerazioni di base.
Che cosa chiede lo Stato al campo
economico per far fronte alle proprie necessità ? Chiede denaro.
Nell'attuale logica fiscale tale
richiesta viene fatta prevalentemente a coloro che stanno operando, mentre i detentori di
capitali che magari hanno tirato i remi in barca restano esenti dall'obbligo di
contribuire alle necessità generali.
Nel campo economico operano da un
lato i beni e dall'altro il capitale monetario.
Il reale potere economico è nelle
mani di coloro che possiedono moneta.
Qualsiasi attività economica
necessita di capitale monetario al cui possesso è legato il potere decisionale.
Chi detiene un bene ha solo il
potere di metterlo in vendita o di renderlo disponibile dietro una contropartita
monetaria, quindi non è titolare di una capacità di iniziativa autonoma, mentre chi
possiede il denaro è in condizione di prendere le iniziative che vuole.
I possessori del denaro sono quindi
i responsabili dell'andamento dell'economia.
Sono inoltre responsabili verso lo
Stato per quanto riguarda le sue esigenze economiche.
Così come determinata è la somma
necessaria allo Stato per far fronte alle spese di interesse generale, altrettanto
determinata è la somma dei capitali monetari della collettività.
Il rapporto tra la prima quantità e
la seconda dà la percentuale di contributo fiscale spettante a ciascun possessore di
capitale monetario.
Questo è l'unico contributo fiscale
logico che riassume in sé perennemente e correttamente tutti gli altri contributi
esistenti.
Ciascun possessore di denaro ha
rappresentato in esso il frutto di tutti i propri redditi passati comunque realizzati sia
su base patrimoniale, sia sii base industriale ecc. ecc.
Nel dare allo Stato una quota
percentuale di tale capitale monetario, il titolare continua a partecipare equamente al
sostegno delle necessità della collettività.
Se noi pensiamo l'intera attività
economica come una società. cui ciascuno partecipa in proporzione al proprio capitale
monetario. appare logico che di fronte alla spesa generale dello Stato, che riguarda la
collettività, ciascuno debba partecipare in proporzione alla propria quota di potere
economico.
Lo stesso non vale per i possessori
di beni non monetari in quanto, avendo trasformato il proprio denaro in tali beni, si sono
privati del corrispondente potere economico.
Le obbiezioni circa i pericoli di
immobilizzazíoni strumentali a fine di speculazione cadranno sulla base di quanto sarà
detto in seguito in merito all'inflazione ed in ogni caso non si può pensare di sanare
fiscalmente il danno derivante alla collettività dalla sottrazione immotivata di risorse
produttive.
Con tale nuovo criterio fiscale il
detentore di capitale monetario è responsabilizzato nei confronti dello Stato, non per
una quota limitata in uri solo esercizio di bilancio, ma finché vi sarà un residuo
monetario.
Esaminiamo ora la tecnica necessaria
per realizzare tale nuovo tipo di imposta unica.
Per ottenere ciò è necessario che
la moneta rechi la data di emissione.
Immaginiamo che uno Stato voglia
realizzare un tale tipo di riforma fiscale.
Il primo provvedimento necessario è
quello di emanare una legge che stabilisca che tutti i valori monetari esistenti, ivi
comprese tutte le obbligazioni, sono da considerare come recanti virtualmente la data
fissata dalla legge.
Tale legge dovrà inoltre stabilire
che ogni valore monetario sarà decurtato a fini fiscali con procedimento inverso a quello
degli attuali interessi bancari secondo un tasso fiscale che per fine di chiarezza
ipotizziamo nella misura del 12% annuo.
La concreta decurtazione a favore
della cassa fiscale avverrà attraverso le banche ad ogni passaggio della moneta in esse e
regolarmente sui depositi monetari.
In pari tempo lo Stato emetterà
nuova moneta con data, con periodicità da stabilire, in misura corrispondente al presunto
gettito fiscale, con possibilità di compensazione negli esercizi successivi.
L'istituto di emissione fornirà
continuamente le banche di moneta nuova datata, in cambio, secondo il valore attuale, di
quella vecchia da destinare al macero.
I compensi da lavoro e tutte le
transazioni economiche in generale, avverranno sulla base dei valori attuali della moneta.
Con tale sistema l'evasione fiscale
diventa impossibile e diviene inutile l'esportazione di capitali, giacché al rientro,
l'anzianità dei segni monetari, renderà possibile il recupero dell'imposta ai fini del
conto della cassa fiscale.
Il danno derivante alla
collettività dalla sottrazione di moneta circolante alla vita economica sarà da valutare
con criteri diversi da quello fiscale.
Prendendo ad esempio l'Italia e
considerando in L. 250.000 miliardi l'ammontare dei valori monetari e delle obbligazioni
esistenti, con un tasso fiscale del 12% si avrebbero per il Fisco in un anno 30.000
miliardi per far fronte alle necessità dello Stato.
Con tale sistema fiscale, rimarrebbe
invariata nel tempo la massa monetaria globale eliminando la causa fondamentale
dell'inflazione.
Va rilevato che con tale sistema
fiscale sparirebbe la conflittualità tra contribuenti e Stato con grande vantaggio del
clima sociale.
Da tale riforma fiscale e monetaria
deriverebbero numerose conseguenze positive per l'intero organismo sociale di cui
elenchiamo quelle che vengono per prime alla mente.
I detentori di capitali monetari in
tale nuovo sistema non si troverebbero in condizione di svantaggio rispetto alla
precedente situazione in quanto la nuova imposta unica sostituirebbe le perdite di valore
che prima si avevano a causa dell'inflazione.
Mentre prima le perdite di valore
dell'intera massa monetaria andavano a beneficio dei beni immobiliari e di quelli duraturi
in generale, col nuovo sistema tali decurtazioni vanno a beneficio della intera
collettività.
Con l'eliminazione dell'inflazione
si instaurerebbe un regime di prezzi stabili, con tendenza alla diminuzione, per effetto
del progresso tecnologico.
I percettori di redditi da lavoro
potrebbero impostare le loro rivendicazioni su basi qualitative ed in considerazione di
reali compatibilità, e non già come prima sotto l'assillo del continuo diminuire del
potere di acquisto della moneta.
Con tale sistema la scala mobile
perderebbe quel carattere di perversità che ha finora operato sul livello dei prezzi,
potendosi al limite prevedere delle inversioni di tendenza del mutare dei prezzi con
margini disponibili per il progresso sociale.
L'eliminazione dell'attuale forma
impositiva produrrebbe immediatamente due conseguenze: la prima è quella di stimolare gli
investimenti produttivi a causa del nuovo regime di equità e di certezza fiscale e la
seconda è quella di liberare alla base nuove capacità di consumo che agirebbero da
rivitalizzante sull'intero organismo economico in condizioni di forte depressione.
Sotto il primo riguardo si pensi
agli effetti psicologici sull'attività industriale dell'eliminazione della necessità
legale di tutte le formalità fiscali che attualmente appesantiscono le imprese con
effetti talvolta paralizzanti.
In dipendenza dell'incremento
produttivo si avrebbero positive e rapide ripercussioni sull'occupazione con ulteriori e
benefici effetti indotti sulla vita economica e sociale del paese.
L'aumento della produzione e della
produttività metterebbe lo Stato in condizione di perseguire con maggior successo che per
il passato i propri obiettivi di giustizia sociale.
Circa i rapporti con l'estero si
può immaginare un crescere della fiducia nella nostra moneta con la sola conseguenza
della necessità di un continuo apprezzamento di essa rispetto alle altre.
Tale apprezzamento sarebbe
equilibrato, ai fini delle esportazioni, dalla svalutazione interna delle altre monete per
effetto dell'inflazione che di necessità affligge i vecchi sistemi sociali.
A chi deve valutare preventivamente
la riforma proposta si pongono delle difficoltà di ordine psicologico nell'immaginazione
di una moneta il cui valore va aggiornato ad ogni transazione.
Tale difficoltà può essere
facilmente superata se si considerano i seguenti fatti.
Il problema non si pone per i
pagamenti fatti a mezzo banche.
Per quel che riguarda gli acquisti
al minuto, fatti dalla gente con moneta, si pensi che generalmente essi vengono fatti con
moneta derivante o da redditi da lavoro o da prelevamenti bancari e quindi sempre con
moneta di anzianità inferiore al mese ed in tal caso i rivenditori considereranno
irrilevante il deperimento monetario ed in ogni caso ne avranno tenuto conto, in valore
medio, nei prezzi.
Se si pensi che in contropartita si
vivrà in regime di prezzi stabili si può accettare volentieri il leggero fastidio di
dover talvolta fare qualche calcolo o consultare qualche tabella oppure andare in banca
per ottenere moneta fresca.
La riforma proposta ha valore
squisitamente tecnico ed è neutra rispetto alle ideologie politiche.
Le forze politiche potranno
continuare a perseguire i propri fini specifici, con il vantaggio di poter sperare più
concretamente di realizzare i propri ideali.
È evidente a tutti che la gestione dello Stato
dovrà evolvere verso forme che assicurino a tutti il massimo di giustizia sociale, ma è
altrettanto evidente che tanto più tali fini si possono realizzare quanto più efficiente
e sana è l'attività produttiva che deve fornire i beni che si vogliono far pervenire
agli aventi diritto.
APPENDICE 2
Pensieri sociali di Rudolf Steiner
dal libro: ESIGENZE SOCIALI DEI TEMPI NUOVI - Seconda Conferenza - Commenti in corsivo
di Nicolò Giuseppe Bellia
SANO GIUDIZIO
e QUESTIONE SOCIALE
Al giorno d'oggi non si dovrebbe in
nessun caso trascurare quel che si prepara nell'umanità su tutta la terra. Bisognerebbe
cercare di penetrare, con giudizi che ci mettano in grado di comprendere i grandi impulsi
presenti negli eventi del mondo, in ciò che oggi sta parzialmente in modo tanto
enigmatico davanti alle anime degli uomini, e che minaccia di trasformare la struttura
sociale in un caos. Non si dovrebbe continuare lasciando che le cose accadano come
vogliono, senza cercare di penetrarle col proprio sano giudizio.
Deve cessare il principio che
sostiene: "Questo è di tutti i giorni; questo è profano; quest'altro riguarda la
vita esteriore; distogliamocene e rivolgiamo lo sguardo al divino-spirituale ".
Bisogna che incominci il tempo in cui anche i fatti più comuni vengano messi in relazione
col divino-spirituale, il tempo nel quale le cose desunte dal mondo spirituale non vengano
considerate solo dal punto di vista più astratto.
Nel corso di queste considerazioni
ho detto che un mutamento favorevole nel movimento sociale potrà aver luogo soltanto se
crescerà l'interesse del singolo per il suo prossimo. La struttura sociale è appunto la
struttura che collega gli uomini socialmente. Essa può risanarsi soltanto se l'uomo sa di
farne parte, se sta coscientemente nella struttura sociale. Il fenomeno malsano del
presente, quello che ha provocato la catastrofe, è il fatto che gli uomini hanno
trascurato di avere dei principi in merito al come stare nella comunità sociale.
L'interesse che ci collega come esseri umani ad altri uomini è cessato, anche se la gente
spesso crede di avere un simile interesse Il trito principio teosofico: " amo tutti
gli uomini, mi interesso a tutti gli uomini ", non risana perché è astratto e non
afferra la vita reale. Si tratta invece. di agire sulla vita reale; questo appunto deve
essere compreso più profondamente. L'incomprensione della vita reale è stata proprio una
caratteristica degli ultimi secoli. Ma gli ultimi secoli, senza che gli uomini avessero
seguito il processo, hanno provocato la situazione attuale, e daranno origine alla
situazione futura. Non può essere altrimenti, nella vita storica dell'umanità, se non
che gli uomini accompagnino anche col pensiero ciò che succede, ciò che avviene nella
vita sociale in mezzo a loro. Ma gli eventi che si svolgono già da un tempo relativamente
lungo non possono essere seguiti altrimenti se non acquistando un sano senso per certi
fenomeni.
SEPARARE IL LAVORO DAL
PROCACCIAMENTO DEI MEZZI DI SUSSISTENZA.
Infatti ciò cui si deve tendere,
naturalmente non in maniera bolscevica ma ragionevole, è di separare il lavoro dal
procacciamento dei mezzi di sussistenza.
In avvenire il denaro non dovrà
essere un equivalente per la forza umana di lavoro, ma solo per la merce. Solo merce si
potrà avere in avvenire per denaro, non forza umana di lavoro.
Ciò potrà essere realizzato
soltanto attraverso listituzione del
REDDITO DI CITTADINANZA GENERALIZZATO, che
motiverà la ricerca del lavoro su basi vocazionali e non per esigenze di mera
sopravvivenza.(N. G. Bellia)
ESIGENZA DI DEPERIMENTO DEL DENARO
INOPEROSO
Esiste oggi nell'ordinamento sociale
qualcosa di innaturale al massimo grado e cioè che, semplicemente per il fatto di
possederlo, il denaro aumenta. Lo si mette in banca e se ne ricavano interessi. Questo è
il fatto più innaturale che possa esistere. In realtà è semplicemente un assurdo. Non
si fa nulla; si mette in banca il denaro che si ha, che forse non ci si è nemmeno
procurato col lavoro, ma che si è ereditato, e se ne ricavano interessi. È tutta
un'assurdità. Però sorgerà la necessità, quando il procacciamento dei mezzi di
sussistenza sarà separato dal lavoro, che venga impiegato il denaro, quando esiste, e
quando venga prodotto come equivalente di merci che esistono. Esso deve essere utilizzato,
deve circolare. Si avrà allora l'effetto reale che il denaro non aumenterà, ma
diminuirà.
Ciò potrà essere ottenuto soltanto
con l’istituzione della FISCALITÀ MONETARIA che oltre a ridurre gradualmente
la quantità dei capitali inoperosi, ha l’insostituibile pregio di non
scaricare sui prezzi gli oneri fiscali, di permettere l’istituzione del
REDDITO DI CITTADINANZA GENERALIZZATO nonché il reperimento delle risorse
per le SPESE PER L’AMMINISTRAZIONE GIURIDICA. -
e.mail.
ngbellia@flashnet.it
vedi:
Fiscalita' monetaria
ed
Epikeia
+ AFIMO: vedere anche su
http://digilander.libero.it/afimo
+
http://www.loafimo.it/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario
- "DEBITO
PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.
SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della
Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche
Centrali (FED + BCE, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come
Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito
"pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini
di governo dei vari stati hanno contratto (e'
tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci
con il debito stesso), ed inviare la carta
moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente,
riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che
hanno acquistato i privati, gli altri stati e le
banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li
potremmo investire nell'industria, nel turismo,
nei servizi...e cio' per i vari stati
indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !
Altra proposta per la soluzione-annullamento del
cosiddetto falso
Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi
annui per il debito pubblico per un totale di
circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento
miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al
2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila
duecento miliardi)
per cui sottraendo dal totale, la somma gia'
pagata, vi e' una plus valenza di c.a.
1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero
ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi
possiamo cessare di pagarle immediatamente
investendo la stessa cifra annuale di falsi
interessi, nella nostra economia....
EURO FALSO: TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE
BANCHE SONO ANNULLABILI
!
Nel contrato non è scritto chi è il
proprietario della moneta….quindi: chi è il
creditore ? chi il debitore ?E per cui TUTTI i
debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con
le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche
evitano di iscrivere in contabilità, a
patrimonio netto, la quota annuale di denaro
virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo
considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente
non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale,
almeno quei debiti che implicano come creditore
o controparte una banca, devono essere
considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non
risulta “battezzato” contabilmente alla nascita
certificandone l’origine, non può godere dei
diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni,
IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la
contabilità bancaria attuale è completamente
falsa.
INOLTRE
Interrogazione con richiesta di risposta
scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo
117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà
dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul
medesimo tema presentata dall’on. Borghezio
fornita il 16 giugno 2011, la Commissione
informa il collega che “al momento
dell’emissione, le banconote in euro
appartengono all’Eurosistema e che, una volta
emesse, sia le banconote che le monete in euro
appartengono al titolare del conto su cui sono
addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base
giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo
l’emissione, ossia dopo la creazione fisica
delle banconote o più verosimilmente
dell’apparizione in video delle cifre sui
terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo
zero, se si esclude l’energia elettrica che
mantiene accesi i computers…) la proprietà dei
valori nominali appartiene al nuovo
proprietario, e se uno e' proprietario non puo'
essere contemporaneamente debitore, dato che
il denaro precedentemente all'emissione nei
fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....
|