Proposta
di legge di iniziativa popolare
Promossa
da AFIMO – Associazione per la Fiscalità Monetaria, per la raccolta di 50.000
firme di elettori a norma dell’art. 71 della Costituzione della Repubblica
Italiana e degli artt. 7 e 48 della legge 25 Maggio 1970 n. 352
CAMERA
DEI DEPUTATI - XIV
LEGISLATURA
DISEGNO DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE
Ai
sensi dell’art.71 della Costituzione
Introduzione
della Fiscalità Monetaria e del
Reddito di Cittadinanza
PREMESSA
Onorevoli
Colleghi ! - Con la presente proposta di legge s’intende istituire:
1.
Un nuovo sistema fiscale che gravi soltanto sulla massa monetaria effettiva
2.
Il reddito di cittadinanza per tutti i cittadini.
La
presente proposta di legge nasce dalle seguenti considerazioni.
L’attuale
fiscalità reddituale, con la sua incidenza sempre crescente, a seguito delle
esigenze solidaristiche degli attuali contesti sociali, viene scaricata
integralmente sui costi di produzione e sui Prezzi di vendita, con la
conseguenza di generare l’Inflazione.
L’inflazione, a sua volta, genera la necessità degli aggiornamenti
salariali che, a loro volta, vanno a scaricarsi sui costi di produzione, con
ulteriore aggravio dei processi inflazionistici.
Il continuo inseguimento circolare tra salari e Prezzi, gestito dalle
assurde politiche monetarie di contenimento dell’inflazione, portano le
economie moderne verso la recessione.
La
conseguente disoccupazione porta i Governi verso misure economiche di sostegno
sociale, con il conseguente aumento delle esigenze fiscali, che vanno
ulteriormente ad incrementare i costi di produzione e quindi l’inflazione.
Con
ciò i Cittadini si vedono assoggettati non soltanto ad un continuo incremento
dei gravami fiscali diretti ed indiretti, ma anche ad un ulteriore, enorme
tributo occulto costituito dalla continua perdita di valore delle loro
disponibilità monetarie.
Il
trasferimento degli oneri fiscali, dalla Produzione al Capitale
elimina la causa prima dell’inflazione e consente l’utilizzo dei ricavi
in eccesso e non di quelli che si hanno nel corso dello sviluppo produttivo
che in gran parte sono destinati a rimborsare gli oneri sostenuti per porli in
essere.
Occorre
comprendere che l’inflazione dipende da un evento estraneo al processo
economico.
Alcune
riflessioni chiariranno questa affermazione.
1. Il
Libero Mercato è l’unico sistema valido per il sano sviluppo della
Vita Economica.
1a.
Nel Libero Mercato il
potere economico è tutto nelle mani dei cittadini che, con le loro scelte
d’acquisto, determinano il successo o l’insuccesso delle Aziende in
relazione alla loro qualità di servizio.
1b. La caratteristica naturale del Libero Mercato è
la tendenza alla continua diminuzione dei Prezzi, per effetto delle
razionalizzazioni produttive da un lato e dell’ingresso sul Mercato di
nuove Aziende che possono trovare spazio soltanto a condizione di offrire
Prezzi minori.
1c. Perché un prodotto venga immesso sul Mercato è
necessario che il suo prezzo sia vantaggioso, per gli Acquirenti, rispetto a
quello praticato dalla concorrenza.
1d. La libera concorrenza è l’unico mezzo per la
continua diminuzione dei Prezzi di Mercato, per effetto delle razionalizzazioni
produttive e del Progresso tecnologico, con beneficio degli Acquirenti.
1e. Con i Prezzi di Mercato debbono fare i conti le
Aziende che, nelle contrattazioni con tutte le parti in gioco, dovranno far
valere i limiti posti dal Mercato.
1f.
SI COMPRENDE BENE CHE, SE IN UN
MERCATO, IN CONDIZIONI DI STABILITÀ DI COSTI DI BASE E QUINDI DEI PREZZI,
VENGONO ARTIFICIALMENTE INTRODOTTI DEGLI AGGRAVI SUI COSTI SI OSTACOLA LA
NATURALE TENDENZA DEL MERCATO ALLA DIMINUZIONE DEI PREZZI FINO A PROVOCARNE LA
TENDENZA AL RIALZO E CON QUESTO L’INFLAZIONE.
L’adeguamento
dei redditi dei cittadini alle maggiorazioni dei Prezzi, provoca un conseguente
aggravio sui costi di Produzione e quindi sui Prezzi, con alimentazione della
spirale inflazionistica e della conflittualità salariale.
Finora
il prelievo fiscale è stato fatto principalmente sui superi di
reddito prodotti ogni anno.
L’impossibilità
dell’accertamento oggettivo dei redditi annuali ha portato a situazioni di
gravi conflittualità fiscali che minacciano di disgregare il tessuto sociale.
Il
rimedio si trova nello spostamento del prelievo fiscale dalla sfera produttiva a
quella monetaria.
Il
vantaggio economico e sociale di questo spostamento si evidenzia in due punti
fondamentali:
1 Qualsiasi
supero di reddito, oltre le necessità, si traduce in Denaro.
1a Il denaro rappresenta il frutto della Vita
Economica.
Per
realizzare la fiscalità monetaria è necessario quindi ottenere la
contribuzione fiscale direttamente dalla Base Monetaria. (vedere gli articoli
relativi)
Effettuando
annualmente il prelievo percentuale fiscale sulle disponibilità monetarie dei
cittadini, si attua un sistema fiscale ineludibile ed equamente ripartito su
tutti i cittadini possessori di Denaro.
L’obiezione
che un modo semplice per eludere il dovere fiscale sarebbe quello di acquistare
beni immobili, per rivenderli poi, appare infondata dal momento che, con il
Libero mercato tutti i prodotti, compresi quelli immobiliari, vanno soggetti a
costante perdita di valore per obsolescenza e per il Progresso produttivo.
Accertato
che la fiscalità monetaria è l’unica capace di ripartire equamente sulla
ricchezza collettiva gli oneri derivanti dalle esigenze della spesa pubblica, senza
scaricarsi sui costi di Produzione, nella definizione della spesa in
rapporto con gli interessi della collettività vale il criterio della
razionalità e dell’economia, con eliminazione di ogni spreco e di ogni
parassitismo.
Il
meccanismo della fiscalità monetaria richiede un costante controllo della
moneta per quanto riguarda il suo valore reale legato al processo economico,
il solo che consenta la manovra fiscale su di esso per il REDDITO DI
CITTADINANZA e le ESIGENZE DELLO STATO.
Dal
momento che l’inflazione con la fiscalità monetaria non esiste più i Prezzi
tenderanno sempre al ribasso e quindi il denaro tenderà ad aumentare il potere
d’acquisto, ma in misura variabile a seconda dell’andamento del mercato. Per
questo motivo occorre datare il denaro e procedere annualmente alla decurtazione
del potere d’acquisto con un’emissione di denaro in contropartita.
La
FISCALITÀ MONETARIA, spostando il prelievo fiscale dai redditi alla Base
Monetaria, non incide più sui costi di produzione né sui Prezzi,
eliminando quindi la causa prima dell’inflazione e dei suoi effetti nefasti.
L’effetto
immediato della fiscalità monetaria è quindi quello di portare il Libero
Mercato alla sua naturale riduzione dei Prezzi, con il conseguente aumento
del potere d’acquisto del denaro.
In
relazione con l’aumento del potere d’acquisto del denaro verrà emessa una
contropartita di moneta con la quale risanare il DEBITO PUBBLICO.
Dare
il via al REDDITO DI CITTADINANZA e sostenere le ESIGENZE STATALI.
Si
deve tuttavia mettere attenzione al fatto che secondo Auriti ciò che chiamiamo
debito pubblico è in realtà un credito pubblico.
Il
DEBITO PUBBLICO, in ogni
parte del mondo, si originerebbe nel seguente modo.
Lo
Stato chiede alla banca Centrale l’emissione della moneta necessaria alle sue
esigenze. La Banca, invece di accreditare, addebita paradossalmente
questa moneta allo Stato. Per pagare questo debito, che in realtà è un
credito, lo Stato attua le manovre fiscali reddituali da cui derivano tutti i
mali sociali.
In
seguito, in relazione con l’aumento del potere d’acquisto del denaro e/o la
stabilità dei Prezzi verrà decisa, da un Organo competente, l’entità della
decurtazione della base monetaria da destinare al REDDITO DI CITTADINANZA
ed alle ESIGENZE STATALI.
Con
la FISCALITÀ MONETARIA lo Stato non dovrà più indebitarsi con la Banca
Centrale, dal momento che la somma necessaria è tratta dalla Base Monetaria
esistente e circolante.
In
verità lo Stato potrebbe da subito modificare l’anomala metodologia esistente
dichiarando che l’emissione e circolazione di moneta non è un debito ma un
credito dello Stato (Auriti). Ciò tuttavia, senza essere accompagnato dalla
fiscalità monetaria, non consentirebbe al processo economico d’essere
l’unico e reale arbitro del valore monetario.
Come
sopra è stato detto, realizzata la totale estinzione del DEBITO PUBBLICO
ed i meccanismi che conducevano alla sua formazione, la fiscalità monetaria
vera e propria consiste nell’assoggettare il denaro dell’intera compagine
sociale ad un tasso di decurtazione mensile, con il quale creare le
contropartite automatiche di emissioni monetarie per il REDDITO DI
CITTADINANZA e per le ESIGENZE
STATALI.
La
fluttuazione delle necessità sociali e del ciclo economico nel corso
dell’anno rendono necessario che si faccia precedere, alla decurtazione
mensile, la DATAZIONE DEL DENARO, ovvero ogni disponibilità monetaria,
in qualunque modo posseduta, sarà caratterizzata, oltre che dalla propria entità,
anche dalla datazione.
Il
REDDITO DI CITTADINANZA generalizzato consiste nella disponibilità, per
ciascun cittadino, in un conto bancario individuale non cedibile, di una quota
monetaria mensile, sufficiente ad assicurarne, in ogni condizione si trovi dalla
nascita alla morte, il dignitoso mantenimento in vita.
Nessun
essere umano può considerare accettabile un’organizzazione sociale che non
assicuri a priori la possibilità di fare fronte, in ogni condizione, alle
esigenze della sopravvivenza materiale.
Da
questo punto di vista nessuna organizzazione statale reale può considerarsi
soddisfacente.
Il
problema è se sia possibile l’esistenza di un tipo d’organizzazione sociale
capace di soddisfare tale istanza.
Con
la logica fiscale ereditata dal passato tale problema non è risolvibile in
quanto lo scarico sui costi di produzione e quindi sui Prezzi di tale onere
dissesterebbe attraverso l’inflazione qualunque struttura economica.
Il
problema è quindi ancora quello di rivedere il sistema fiscale per modificarlo
in conformità alla possibilità di realizzare tale esigenza irrinunciabile. Per
quanto detto finora la possibilità deriva proprio dalla FISCALITÀ MONETARIA.
L’istituzione
del REDDITO DI CITTADINANZA rende possibile la mobilità sociale verso
assestamenti individuali, corrispondenti alle vocazioni ed alle aspirazioni
personali e rende contemporaneamente possibile la contrattazione individuale.
Con
ciò le strutture sociali saranno espressione delle scelte dei cittadini,
conformi al livello culturale dei Singoli e delle comunità di appartenenza
abolendo di fatto la pretesa d’imporre dall’alto modelli culturali astratti.
Lo
sviluppo culturale consisterà nel libero incontro delle domande e delle offerte
culturali.
L’istituzione
del REDDITO DI CITTADINANZA, svincolando gli individui dai
condizionamenti economici, crea le condizioni del loro orientamento individuale
e sociale in base a motivazioni interiori e quindi rendendo possibile la loro
libera autoevoluzione.
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PROPOSTA
DI LEGGE
Art. 1
ABROGAZIONE
DI TUTTE LE LEGGI DI REGOLAZIONE E GOVERNO DELL’ECONOMIA
a) Tutte le tasse, imposte, accise, dirette ed
indirette, gravanti sul lavoro, sulla produzione, sulla proprietà e sul consumo
sono soppresse a decorrere dal.. …….
b) Le disposizioni relative ai prelievi fiscali reddituali
sono abrogate a decorrere dalla medesima data. Le disposizioni relative a
sanzioni penali derivanti da violazioni fiscali sono abrogate a decorrere dalla
data di entrata in vigore della presente legge.
Art.
2
ISTITUZIONE
DELLA FISCALITÀ MONETARIA
a) Fondazione della BANCA DEGLI ITALIANI
b)
La Banca degli Italiani è destinata alla gestione del denaro proveniente
dalle emissioni della Banca Centrale relative esclusivamente alle
rivalutazioni mensili della moneta.
c)
Tale gestione si esprime unicamente in una partita doppia in avere la
moneta emessa dalla Banca Centrale e in dare questa moneta alle varie
Banche per il Reddito di cittadinanza ed al Tesoro per le Esigenze dello Stato
(emolumenti degli addetti all’organizzazione statale e stanziamenti per le
spese pubbliche).
d)
L’ammontare di questa emissione, relativo al tasso di decurtazione
monetaria mensile, sono fissati in base alle deliberazioni tecniche di appositi
organi che saranno all’uopo creati.
e)
A partire dal……,
la Banca Centrale provvederà ad emettere moneta da accreditare presso la
Banca degli Italiani e presso il Tesoro secondo
le quote spettanti.
f) In data…….tutto il denaro esistente,
reale o di credito, deve essere datato.
g) La datazione è realizzata dalle banche sui depositi e
sul liquido presentato dai cittadini.
h) La datazione
sarà sempre aggiornata annualmente.
i) Dopo la prima datazione i cittadini
possono anche non presentarsi alle Banche per l’aggiornamento, dal momento che
comunque il denaro perderà il tasso della decurtazione relativo all’anno in
corso. In tal modo si riduce la
quantità di denaro ma il suo potere d’acquisto è stabile ed aggiornato.
j) Con il passare dei mesi o degli anni ogni
cittadino sarà in possesso di monete con quote di diverso valore, relativo al
numero di decurtazioni su quelle applicate. Tale valore, nel tempo, raggiungerà
ovviamente lo zero o sarà molto vicino a quest’ultimo. Le monete con simili
valori saranno versate dai cittadini nelle Banche, che le invieranno alla Banca
di Emissione per la distruzione e l’accredito del minimo residuo valore.
Questo accredito sarà versato in dare alle Banche nelle quali è stata versata
la moneta per la distruzione.
k) I valori residui individuali saranno conteggiati nel
corso della decurtazione della moneta.
Art. 4
ISTITUZIONE
DEL REDDITO DI CITTADINANZA
a) in data……., esaurite le formalità della
datazione della moneta, la Banca degli italiani riferisce alla Banca Centrale
l’ammontare della base monetaria secondo le informazioni fornite da tutte le
banche e dai cittadini stessi per il contante personale.
b) la Banca
Centrale accrediterà presso le Banca degli italiani il denaro emesso per il
Reddito di Cittadinanza individuale in conformità della base monetaria e della
decurtazione della moneta.
c) la Banca degli italiani invia alle relative
Banche il denaro ricevuto da accreditare sul conto dei cittadini.
Art.5
PRIVATIZZAZIONE
DI TUTTE LE ATTIVITA’ EXTRA-GIURIDICHE DELLO STATO
a)
E’ previsto un iter legislativo che conduca al più presto alla
privatizzazione di tutte le attività extra-giuridiche dello Stato.Alla base di
questo procedimento vi sono le seguenti convinzioni:
1. La struttura economica non ha bisogno di alcun
governo giacché è severamente orientata dalle scelte di acquisto dei
cittadini.
2. Ogni fenomeno sociale diviene reale soltanto se
è radicato nelle istanze dei cittadini.
3. Le istanze generali dei cittadini provocano
inevitabilmente il formarsi di attività volte al loro soddisfacimento, a prezzi
equi in regime di libera concorrenza.
4. Le istanze culturali, quelle economiche e quelle
giuridiche, nascono all’interno delle personalità dei cittadini e divengono
impulsi per i loro comportamenti.
5. I rapporti che nascono in campo economico e
culturale hanno carattere privatistico e si sviluppano con le contrattazioni
individuali.
6. In ogni organizzazione sociale l’aurea regola
è quella che le strutture giuridiche non debbano mai interferire nelle scelte
individuali se non nei casi in cui tali scelte determinino violazione di
diritti.
Art. 6
LIBERALIZZAZIONE DEI
RAPPORTI DI LAVORO
a) La legislazione sui rapporti di lavoro dovrà
essere tale da considerare centrale la tutela delle volontà che si sono
espresse nei liberi contatti individuali.
b) È abolita ogni forma di contrattazione collettiva ed
ogni velleità d’indirizzo o limitazione dell’attività economica, che
sempre dovrà scaturire dalle volontà umane interessate.
c)La
legge protegge l’interesse individuale, unica realtà valutabile non
necessariamente egoistico, dal momento che il Progresso socio-culturale dipende
dall’interesse e dalla soddisfazione individuale di coloro che lo hanno
prodotto.
Art 7
Ciascun
Cittadino riceve in proprio Conto Bancario una somma mensile, chiamata Reddito
di Cittadinanza universale, idonea a consentirne la dignitosa sopravvivenza,
indipendentemente dalla condizione contingente.
Art.8
La
misura del reddito di cittadinanza è determinata annualmente dall’andamento
dei prezzi ed è pari, tenuto conto dell’alto potere d’acquisto del denaro
in regime di fiscalità monetaria, a lire un milione mensile per ciascun
cittadino dalla nascita alla morte.
Art.
9
Le
somme erogate a titolo di reddito di cittadinanza universale sono impignorabili
e nominalmente non cedibili. Ovviamente ogni Cittadino potrà fare ciò che
vuole del suo reddito di cittadinanza
Art.
10
Ad
ogni inizio di anno ogni cittadino verserà nel proprio Conto Bancario tutto il
denaro contante di cui dispone per consentire l’apposizione su tale denaro
della data del nuovo anno. Per le banconote può bastare il riferimento del
numero di serie, per le monete, che nel conio hanno soltanto l’anno, basta la
sostituzione con monete di valore e
data dell’anno in corso. La spesa per questa operazione aggiuntiva di Zecca
sarà suddivisa in parti uguali tra tutti i cittadini e contabilizzata con la
decurtazione della moneta. Dopo la datazione il denaro potrà essere prelevato
nuovamente nell’ambito della disponibilità del proprio conto bancario.
Art.11
Il
saldo del conto verrà sottoposto alla DECURTAZIONE FISCALE e tale
decurtazione verrà accreditata sul CONTO FISCALE PERSONALE custodito
presso la Banca degli Italiani.
Art. 12
Nel
saldo sono comprese tutte le attività liquide: le banconote, i depositi
bancari, i titoli del debito pubblico, le obbligazioni degli enti pubblici, i
titoli di risparmio, i crediti di banche ed enti pubblici, nonché le riserve
tecniche di imprese ed assicurazioni.
Art. 13
Ad
ogni inizio di mese la Banca degli Italiani provvederà, tramite le proprie
filiali distribuite sul territorio, ad accreditare il Conto Bancario di ogni
Cittadino del REDDITO DI CITTADINANZA. Tale accredito compare come avere
nel CONTO FISCALE PERSONALE, relativo al registro delle entrate e delle
uscite custodito dalla Banca degli Italiani. Il CONTO FISCALE PERSONALE è
il registro delle entrate e delle uscite relativo ad ogni cittadino e riporta,
in dare, le decurtazioni relative al denaro che possiede e, in avere,
il reddito di cittadinanza.
Art. 14
Ad
ogni inizio di anno la Banca Centrale controllerà che le singole Banche, presso
le quali i cittadini hanno i loro conti, trasmettano alla Banca degli Italiani
le decurtazioni fiscali registrate sui conti fiscali personali.
Art. 15
La
Banca Centrale potrà emettere moneta e porla in circolazione come sostituzione
di quella diretta al macero. Ogni altra emissione e circolazione di moneta dovrà
corrispondere esclusivamente come correttivo dell’aumento del potere di
acquisto del denaro in relazione alle necessità degli scambi commerciali. Ogni
altra emissione e circolazione di denaro è da considerarsi illegittima.
Art. 16
La
moneta emessa non appartiene alla Banca Centrale, ma all’intero processo
economico che va dalla produzione al consumo e quindi a tutti i cittadini.
Le
usuali attività bancarie di credito possono avvenire soltanto con denaro
realmente in deposito presso la Banca e dai cittadini versato come investimento.
È dichiarata quindi illecita ogni circolazione di denaro, reale o virtuale, non
corrispondente ad un concreto deposito monetario destinato all’investimento.
Art. 17
la
determinazione dell’ammontare del REDDITO DI CITTADINANZA e del TASSO
FISCALE, spetta, ad ogni inzio d’anno, ad un ORGANO DI RAPPRESENTANZA
DELLA VITA ECONOMICA, che, insieme alla ratifica dell’ ORGANO DI
RAPPRESENTANZA DELLA STRUTTURA GIURIDICA, vengono trasmessi alla Banca degli
Italiani e per competenza alla Banca Centrale ed alle Banche per gli adempimenti
di loro spettanza.
Art. 18
l’ORGANO
DI RAPPRESENTANZA DELL’ORGANISMO ECONOMICO, su indicazione dei RESPONSABILI
SETTORIALI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, delibererà in merito alle
proposte di stipendi e di spese, trasmettendo i deliberati, dopo la ratifica
dell’ ORGANO DI RAPPRESENTANZA DELLA STRUTTURA GIURIDICA, alla Banca
degli italiani.
Art. 19
Tutti
gli enti e le istituzioni operanti alla data di entrata in vigore della presente
legge nelle strutture addette all'esazione fiscale, alla previdenza ed
all'assistenza sono soppressi ed il relativo personale è gradualmente posto in
stato di quiescenza. Gli organi menzionati agli articoli 17 e 18 devono essere
creati non appena la legge sia stata approvata.
Art. 20
Il
trattamento pensionistico del personale in quiescenza, di cui all'articolo 19,
è liquidato con una somma capitalizzata dedotta dal bilancio dello Stato.
Art.
21
Entro
sei mesi dalla data d’entrata in vigore della presente legge è emanato il
relativo regolamento d’ attuazione, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni.
Art.
22
Ogni
cittadino può modificare questo disegno di legge per renderlo ulteriormente
fruibile da tutti i cittadini ma
senza alterarne l’essenza, che non può non essere condivisibile se il suo
valore è realmente sociale.
Chi
vuole aderire a questa iniziativa, in attesa dell’organizzazione della
raccolta delle firme, può scrivere al seguente indirizzo:
luciano.orsini@tiscalinet.it
e sarà contattato per confermare l’adesione legale alla proposta di legge
per altri particolari stimolanti:
vedi:
Fiscalita' monetaria
ed
Epikeia
+
Antropocrazia:
vedere anche su
http://digilander.libero.it/afimo
+
http://www.loafimo.it/
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Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario
- "DEBITO
PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.
SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della
Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche
Centrali (FED + BCE, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come
Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito
"pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di
governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto
di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci
con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata
(la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente,
riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno
acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li
potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei
servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !
Altra proposta per la soluzione-annullamento del
cosiddetto falso
Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per
il debito pubblico per un totale di circa €
3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento miliardi), mentre
il debito pubblico ammonta al 2014 a c.a. €
2.200.000.000.000 (duemila duecento miliardi)
per cui sottraendo dal totale, la somma gia' pagata, vi
e' una plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le
banche dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li
ridanno, noi possiamo cessare di pagarle immediatamente
investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi,
nella nostra economia....
EURO FALSO: TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE
BANCHE SONO ANNULLABILI
!
Nel contrato non è scritto chi è il
proprietario della moneta….quindi: chi è il
creditore ? chi il debitore ?E per cui TUTTI i
debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con
le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche
evitano di iscrivere in contabilità, a
patrimonio netto, la quota annuale di denaro
virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo
considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente
non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale,
almeno quei debiti che implicano come creditore
o controparte una banca, devono essere
considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non
risulta “battezzato” contabilmente alla nascita
certificandone l’origine, non può godere dei
diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni,
IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la
contabilità bancaria attuale è completamente
falsa.
INOLTRE
Interrogazione con richiesta di risposta
scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo
117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà
dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul
medesimo tema presentata dall’on. Borghezio
fornita il 16 giugno 2011, la Commissione
informa il collega che “al momento
dell’emissione, le banconote in euro
appartengono all’Eurosistema e che, una volta
emesse, sia le banconote che le monete in euro
appartengono al titolare del conto su cui sono
addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base
giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo
l’emissione, ossia dopo la creazione fisica
delle banconote o più verosimilmente
dell’apparizione in video delle cifre sui
terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo
zero, se si esclude l’energia elettrica che
mantiene accesi i computers…) la proprietà dei
valori nominali appartiene al nuovo
proprietario, e se uno e' proprietario non puo'
essere contemporaneamente debitore, dato che
il denaro precedentemente all'emissione nei
fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....
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