 |
I SEGRETI
dell'IMMORTALITA’ e l’EVOLUZIONE della
COSCIENZA
“Perché la morte è una bugia ?
Pensate ad una goccia d’acqua che vive
nell’oceano. Le altre gocce d’acqua, quando
evapora, la credono morta, eppure continua
ad esistere in cielo, e poi ricadrà fra le
onde. Ma come fanno le altre gocce a
saperlo, senza compiere quel viaggio ?”
(By Osho)
SCIENZA
SCOPRE "ANIMA"
Le
testimonianze relative a situazioni nelle quali il paziente,
clinicamente considerato morto, è poi sopravvissuto e ha raccontato di
essersi trovato in un mondo di luce, sono molte (migliaia) e sono state
rese note anche in testi editi in varie lingue, compreso l'italiano.
Singolare è invece l'esperimento
condotto da alcuni scienziati russi. (da
"La Stampa", in data 20 maggio 1995 - pag.6) - By Giulietto
Chiesa. - “ Indagine sull'aldilà"
- San Pietroburgo (Russia)
Il cadavere è di una donna di 44
anni. E’ stata trovata impiccata undici ore prima. Aveva ancora
indosso un paio di mutandine rosa e una maglietta di colore stinto. Il
cartellino al pollice del piede, con i pochi dati essenziali, una larga
ecchimosi attorno al collo. Un tanfo orrendo ci circonda, emanante dalla
centinaia e centinaia di cadaveri che aspettano l'autopsia, ammucchiati
nei corridoi semibui di questo sconfinato obitorio che raccoglie i morti
"per accidente".
Il
professor Kostantin Korotkov apre la sua valigetta nera. Sembra una
ventiquattrore, in realtà è un apparecchio portatile di rilevazione
con tante luci rosse. Attacca la spina, lega un elettrodo al polso
sinistro della morta, distende le dita rattrappite della mano destra,
che crocchiano e resistono ai suoi tentativi, finché riesce a disporre
la mano, ormai allargata, su una tavoletta metallica, l'altro elettrodo,
che contiene una lastra impressionabile, collegata all'apparecchio.
Il
ronzio elettrico segnala che l'esperimento è cominciato. Attorno alle
dita della morta, nella penombra, si scorge nettamente un alone
azzurro-viola piuttosto intenso, vibrante. È l'elettricità che lo
produce ? Cos'è ? Korotkov si affaccenda con mosse calme attorno
all'apparecchio.
"Tutto
viene registrato qui dentro. Insieme ai dati ricavati dalle lastre
impressionate, commenta, verrà inserito nei nostri computer per
l'analisi statistica. Anche su questo cadavere effettueremo rilevazioni
ogni 2 ore, per 5 giorni, poi dovremo restituirlo. Oltre non possiamo
andare, per adesso. L'ostacolo è giuridico-legale".
Tutto quello che vediamo ha
l'apparenza, e la sostanza, di un normale esperimento di laboratorio.
Eppure qui, a San
Pietroburgo, i
ricercatori dell'Università Tecnica stanno cercando di rispondere a una
domanda antica come l'umanità: resta qualcosa di noi dopo la morte ?
"Le religioni , in tutti i tempi, hanno sempre risposto di sì -
dice Korotkov -. È logico.
Esse esistono proprio perché
l'uomo ha sempre penato o sperato, di essere in qualche modo immortale.
La scienza si è dovuta fermare al
limitare dell'ultimo respiro, semplicemente perché non c'era modo di
andare oltre con prove sperimentali. I nostri esperimenti dicono che,
invece, si può andare oltre. Ci troviamo sulla spiaggia di una terra
inesplorata, che si delinea sterminata, e dove un giorno troveremo
risposte che potrebbero mutare l'intera nostra percezione del mondo".
Le labbra screpolate del cadavere
sono semiaperte, immobili come un attimo fa. Gli occhi, segnati da una
riga di trucco ormai disfatta, restano chiusi. Eppure
questo corpo incontestabilmente senza vita "emette" ancora
qualcosa. "Si, insiste Korotkov, possiamo affermare, dopo due
anni di ricerche, di aver ottenuto l'evidenza sperimentale dell'attività
del corpo umano almeno per alcuni giorni dopo la morte. È qualcosa che
sembra contraddire tutto quanto si sapeva sino ad oggi, e cioè che
tutte le attività fisiologiche dell'organismo si spengono rapidamente
dopo la morte clinica e vanno a zero in un determinato, breve, periodo
di tempo".
Le domande si affollano, la
tentazione di sconfinare dal solido terreno sperimentale nella
sterminata serie di ipotesi, estrapolazioni, teorie, si fa
irresistibile. "Qui il confine tra scienza
e esoterismo diventa sottile, ma dobbiamo resistere alla tentazione, che
io stesso provo, di lanciarsi nell'ignoto".
Chi commenta così è Ghennadij
Nikolaevic Dulnev, il direttore del "Centro di Tecnologia
energetico-informativa" di cui il programma di Korotkov è
soltanto una parte.
Il centro di Dulnev si occupa della
registrazione obbiettiva, della verifica, reperibilità, utilizzazione
pratica di una larga serie di fenomeni "paranormali", come
telepatia e telecinesi.
Si
era partiti dalla ricerca diagnostica. Si suppone da tempo che il corpo
umano "emetta" un campo, (CEI) per ora sconosciuto, contenente
una vasta quantità d'informazioni sullo stato dell'individuo, sulle sue
caratteristiche biologiche, psichiche, ereditarie, e quindi anche sul
suo stato di salute.
Attraverso l'uso sistematico dello
"effetto Kirlian" sui pazienti, si è scoperto che il campo
emesso dall'individuo contiene effettivamente dati che possono aiutare a
comporre un ritratto completo, per esempio, dello stato degli organi
interni. Già, ma che c'entra il cadavere ?
Korotkov e il suo gruppo, due anni
fa, pensarono di provare a vedere cosa succedeva sottoponendo un
cadavere alla stessa analisi. Lo scopo era piuttosto semplice: "Volevamo
osservare - spiega Korotkov, che è un fisico e non un medico - in quali
tempi si affievolisce e scompare, dopo la morte, il campo
energetico-informativo che circonda l'individuo". E qui è
arrivata la sorpresa.
Una sorpresa sconvolgente. Il
"campo" non scompare. Non solo, a quanto sembra l'
"emissione", tra l'altro, ha un rapporto con le "modalità
della morte". Per esempio: i defunti per vecchiaia fanno registrare
un graduale indebolimento del "segnale" nelle prime 48 ore
dopo il decesso.
Ma esso si stabilizza e permane,
seppure debole, anche oltre.
Altro esempio: i decessi per incidente o
per cause improvvise. In questo caso si registra un brusco aumento del
"segnale" nelle prime venti ore, seguito da un'altrettanta
brusca caduta, fino a un livello stabile e debole. Il terzo esempio è
il più inquietante.
Riguarda i decessi in condizioni di acuta
sofferenza, in seguito ad assassinio, violenze fisiche.
Qui l'emissione
post mortem ha un andamento irregolare che si prolunga per l'intero
periodo di osservazione (finora per i cinque giorni successivi alla
morte) e non registra alcuna stabilizzazione (esplosioni d'intensità
cui fanno seguito cadute improvvise).
In particolare i suicidi mostrano
un andamento delle emissioni talmente convulso da poter essere distinto
da tutte le altre cause di morte.
"La criminalistica, dice
Korotkov, può usare questi risultati per stabilire senza margine di
errore se il defunto è stato ucciso o si è ucciso". Ma questo
è un semplice dettaglio pratico.
Balza agli occhi una serie di
immediate conseguenze. Il corpo del defunto "trasmette"
informazioni che "ricordano" gli ultimi istanti della vita.
Come è possibile ? e questa
informazione persiste indipendentemente dall'allontanarsi dal momento
della morte. Ma perché le osservazioni si sono fermate al quinto giorno
?
"Per ragioni legali,
risponde Korotkov, i corpi che ci vengono dati in osservazione debbono
essere restituiti all'autorità giudiziaria. Certo vorremmo andare
oltre, fino al nono o la quarantesimo, per vedere cosa succede".
E perché questi due intervalli ?
"Perché siamo convinti che le credenze religiose di molti
popoli abbiano a che fare con quel che stiamo studiando".
Siamo vicini alla scoperta di
qualcosa di simile all' "anima" ? Ciascuno la chiami come
vuole.
"Il nostro linguaggio
risente della nostra cultura attuale e delle nostre tradizioni, commenta
Dulnev, ma io penso che dobbiamo cominciare a pensare che il nostro
mondo è molto più complesso di quanto crediamo. Noi viviamo oggi nello
spazio-tempo-materia. Non basta per spiegare fenomeni come quelli di cui
stiamo parlando. Bisogna supporre l'esistenza di un'altra dimensione, di
un campo informativo, dove le trasmissioni avvengono a velocità
superiore a quella della luce".
"Sono ipotesi, continua
Korotkov, ma noi pensiamo che i guaritori (e, in linea di principio,
ogni individuo) siano come degli apparecchi ricetrasmittenti imperfetti,
che riescono a sintonizzarsi più o meno bene con questo campo. Questo
spiegherebbe perché i risultati dei singoli esperimenti possono essere
contraddittori.
Ma sul piano statistico, una volta
raggiunta una sufficiente quantità di dati, questa contraddittorietà
scompare.
Gli esperimenti condotti nella ricerca di persone scomparse,
ad esempio mostrando ai guaritori una semplice fotografia, permettono di
fissare un esito positivo nell'85 per cento dei casi il margine di
errore è straordinariamente basso. È come se determinate persone,
particolarmente dotate e allenate, riuscissero a entrare in contatto con
un patrimonio d'informazione comune, estraendone dati.
I defunti lascerebbero attorno a
noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo".
I limiti sperimentali attuali sono
evidenti. Con queste apparecchiature si può registrare l'emissione
soltanto finché il corpo esiste, cioè esistono le dita. A
decomposizione avvenuta, o dopo la cremazione, lo strumento non funziona
e bisognerà inventare altri sistemi di rilevazione.
Ma il professor Dulnev non dispera.
La ricerca prosegue in parallelo. Sui computer c'è già una cospicua
serie di rilevazioni sull'esistenza del campo. "I nostri
esperimenti dimostrano senz'ombra di dubbio, ad esempio, che la
telepatia è una realtà", dice Dulnev mostrando decine di episodi
sperimentali di trasmissione telepatica provocata in laboratorio. E non
si tratta di trasmissione elettromagnetica, ma di "qualcos'altro".
Cosa ? Dulnev allarga le
braccia". “Le nostre apparecchiature
misurano massa, energia, impulsi, non questo campo. Ma ora sappiamo che
possiamo entrare in contatto con esso, rilevarne l'esistenza e captare
una microscopica parte dell'informazione che esso contiene o
rappresenta. Attorno a noi c'è un'altra realtà che finora abbiamo
considerato supernaturale, soprannaturale. Forse lo è, forse non lo è.
Ma c'è" !
Molto interessante: Se
mettiamo un morente su di una sensibile bilancia (bilancia atomica) un momento prima dellesalazione
dellultimo respiro, troviamo un determinato peso, che diminuisce di qualche decina
di grammi (15 gr.) appena il soggetto ha esalato lultimo respiro ed il corpo tende a divenire
freddo; questo esperimento è già stato effettuato, ma si è creduto di
misurare il peso dellanima; pensate a quale stupidità certi studiosi medici
scienziati (Americani) di Tanatologia (studio della morte) sono arrivati; questo avviene
perché essi NON conoscono le semplici ma sacrosante Leggi dellUniVerso.
Sull'argomento e la parola "Morte"
i popoli
antichi avevano un concetto abbastanza diverso da quello delle
popolazioni dette civili odierne, essi l’accettavano molto più
facilmente o lo subivano come un fatto inesorabile, doloroso, della
vita, ma quasi tutti avevano delle credenze religiose che li aiutavano
ad accettare quest’avvenimento; essi credevano che i morti andassero
in un qualche luogo ben preciso, che variava a seconda del tipo di
filosofia religiosa in cui essi aderivano; essi davano dunque alla
parola "morte" il suo GIUSTO significato
di "Trapasso"
= Attraversare = Trapassare =
Passaggio da un luogo ad un'altro.
Anche i moderni religiosi, quelli
credenti fermamente nell’al di là (luogo ove essi pensano si rechino
le "anime" dei morti), riescono a superare più facilmente le sensazioni
di angoscia che essa tende a produrre nell’animo umano; altri al
contrario si disperano e si creano molti problemi personali, non
accettando l’avvenimento si lasciano prendere dalla disperazione;
pochi comunque riescono a comprenderla bene e quindi a “viverla come
una nuova fase della vita”; a parte la fede religiosa, se superiamo le
sensazioni che questa parola evoca e le analizziamo da un punto di vista
non emotivo per mezzo della ragione, ecco che la sensazione di malessere
viene ad essere cancellata e ad suo posto nasce una nuova e bellissima
visione sulla VITA e sulla Morte stessa.
Questa parola ha comunque e da
sempre evocato nei suoi uditori, rispetto e timore nella stragrande
maggioranza degli esseri umani, ma sopra tutto per gli uomini
occidentali dell’ultimo secolo, essa genera facilmente sensazioni di
paura, angoscia, terrore.
Vi proponiamo quindi una diversa
analisi sulla parola “Morte”; vediamo di esorcizzarla anche con
un’analisi semantica della parola stessa.
Ovviamente le definizioni che noi
oggi diamo a questa parola sono strettamente legate al concetto che
abbiamo della parola Vita; onde per cui se modifichiamo i nostri
concetti sulla morte, dovremo necessariamente modificare quelli che
abbiamo sulla Vita.
Parola
Morte, dal Dizionario di
Italiano, rileviamo questa definizione: “Cessazione della vita, di uomo, animale, pianta”; etimo latino:
“mors, mortis”.
Questa definizione è estremamente
incompleta, in quanto NON tiene conto del
significato degli
etimi più antichi e delle
radici primarie che hanno prodotto nel tempo questo suono, parola,
segno.
Prima di iniziare l’analisi delle
definizioni che i nostri antichi progenitori davano a questa parola,
dobbiamo ricordare che le antiche lingue Akkadico, Eblaita, Fenicio,
Egizio, Ebraico, Arabo, hanno delle caratteristiche inesistenti nelle
lingue moderne; le lettere dei loro alfabeti sono segni, glifi, simboli,
che indicano ognuna delle idee, concetti, ben precisi; il compositore
delle parole, le formava tenendo conto del significato delle singole
lettere; ecco come mai dopo migliaia di anni, possiamo ricostruire,
attraverso l’analisi delle radici e delle singole lettere formanti la
parola da analizzare, il senso nascosto che l’autore di quella grafia,
suono, parola, aveva in mente mentre scriveva.
vedi Autiut
= Alfa-Beit
Gli
etimi più antichi ai quali si
può ritornare nel passato per questa parola, sono quelli delle lingue
citate prima; uno di questi, l’etimo Fenicio, è una radice formata
dalle lettere MEM, VAU, TAU (suono Mot o Mut); queste 3 lettere
significano appunto: “Passaggio”,
essa caratterizza l’idea del passaggio in un altro tipo di Vita; se
esaminiamo questa parola scomponendola nelle sue singole lettere,
otteniamo nuove definizioni che andranno ad arricchire la nostra
conoscenza sulla parola radice, M-O-T; questa radice che ha anche
generato le parole italiane, Moto, Motore, Morte - vedi Tecnica
di Studio
La lettera MEM ha la funzione del
Nutrire, dello Alimentare per tenere in vita, del far Crescere; essa è
una lettera che contiene l’idea delle acque matriciali; è il simbolo
che descrive l’Energia materializzata; infatti anche nel suo simbolo
grafico vediamo le onde, le acque; è anche il segno con funzione del
Moltiplicare; questa lettera è il simbolo per eccellenza del generare,
in senso femminile e materno; essa dipinge tutto ciò che è plastico e
locale; l’azione passiva ed esteriore.
Possiamo riassumere la sua
definizione come segue: è un segno Matriciale femminile. vedi Yin
e Yang
La lettera VAU ha la funzione dello
Agganciare, Collegare, Saldare 2 lati; essa descrive la possibilità del
passaggio da una natura all’altra; è il segno convertibile universale
di ogni manifestazione Intellettuale; la sua definizione è dunque: un
segno che indica il “Passaggio” ed il “Gancio”
che collega 2 parti.
La lettera TAU ha la funzione del
Tribolare, Soffrire, se messa all’inizio o dentro una parola o radice;
ma siccome è messa alla fine della radice essa assume l’idea della
sofferenza del limite, per una resurrezione o nuova Vita, nella Vita
Universale; la sua definizione è dunque: “Soffrire
per Risorgere”.
Dobbiamo anche utilizzare
un’altra tecnica che i nostri progenitori avevano per studiare e
meglio comprendere le loro parole o radici, la tecnica detta: “Temura”,
la quale permette la permutazione delle lettere all’interno della
parola o radice stessa.
Invertendo la prima e l’ultima
lettera troveremo una nuova parola: TOM, essa indica la Perfezione,
l’Integrità, la Verità, la Giustizia, la Santità, tutte le Virtù;
indica l’azione del Completare, infatti nell’antico Egitto il Dio
perfetto si chiamava ATOM-RA; alla radice TOM si aggiungeva come
prefisso l’Alef, il quale indica il raggiungimento della perfezione
attraverso nuovi punti di vista che abbraccino l’idea dell’Unione
dei “contrari”, degli “opposti”, il superamento delle
contraddizioni interiori; la nostra parola
ATOMO è derivata da questi
concetti; la parola Egizia Atom-Ra (Dio Uomo) indicava che l’Uomo è
perfetto solo quando “duplica” in se stesso l’Atomo iniziale
ovvero diviene esso stesso Atomo; questo processo avviene nella testa (Ra),
cioè nella mente/organo riuscendo ad unire nei suoi concetti Spirituali
gli apparenti contrari; questo è il meccanismo informatico che
determina l’avvio dei programmi mentali per la manifestazione fisica dell’Atomo personalizzato ed attivato nei suoi
valori energetici determinati dal movimento di unione dei 2 lati
contrapposti dell’Energia eterica Fondamentale E+ ed
E-.
La parola UOMO,
RAMOT in Egizio, si
scrive con la radice formata dalle lettere: REISC+MEM+ TAU; questa
parola è la permutazione esatta (l’anagramma), della precedente:
AtomRa; essa diviene RaMot, in quanto gli Egizi ritenevano l’uomo la
manifestazione tangibile, ancora imperfetta del Divino; l’Uomo/D’Io
in fase di evoluzione per incarnare la Perfezione.
Alla radice MOT è stato aggiunto
all’inizio la lettera REISC, la quale indica il CAPO, la Testa,
l’inizio delle cose od i “principi” le idee ed è stata tolta l’Alef
finale, proprio per indicare la parziale visione delle cose che
l’uomo, non ancora Dio ha, in quanto “divide” non riuscendo ad
unire gli apparenti contrari.
Ora se permutiamo le lettere della
radice MOT, in modo da ottenere la radice parola OMT: VAU+MEM+TAU;
otteniamo la seguente definizione:
“Ogni specie di conformità, di similitudine ad un qualche cosa od a
qualche idea “.
Ricordiamo che la radice MOT ha
generato anche la parola MOTa o Limo ovvero un miscuglio terracqueo
carico di fattori vitali e generatori di Vita, come lo è il cosMOs
(radice anche della parola Osmosi) primordiale generatore di ogni cosa
attraverso il movimento generato dalle sue proprietà elettro
diamagnetiche Informate; infatti noi chiamiamo MOTore, ciò che genera
energia o movimento.
La MOrTe è il “MOTore” che ci
trasferisce in altri luoghi; se permutiamo le lettere della radice MOT
in modo da ottenere la radice l’altra parola OTM: VAU+TAU+ MEM,
otteniamo la seguente definizione: “La difficoltà nel muoversi e la sofferenza legata a tale impossibilità”.
A questo punto dobbiamo riunire
tutti i significati per comprendere bene le definizioni che gli antichi
nostri progenitori davano a questa parola MOT = Morte; è evidente che
alla fine della nostra analisi semantica, abbiamo molti più elementi
per definire la parola Morte; ora possiamo comprendere meglio che la
definizione data dai nostri dizionari è molto imprecisa.
Essa NON significa: cessazione
della Vita, al contrario essa indica: un TRAPASSO in... cioè la
Continuazione della VITA, attraverso un “passaggio sofferto” il
quale fa entrare in una nuova Vita, ma diversa nella forma o dimensione.
Morire dunque significa: passare in
un altro luogo
e forma;
NON significa assolutamente il ritorno al non Essere, alla non
Esistenza, ma una Continuazione dell’ESISTENZA in un altro tipo di
corpo in un’altra dimensione spazio-temporale od in altro Universo !
Ricordiamo che la parola Morte NON
e' l'antitesi
della Vita (che e' Eterna) ma
e' l'antitesi
della parola Nascita
Infatti la nascita e' la
venuta in questo mondo (dimensione)
e la morte al contrario e' la
dipartita da questo mondo
(dimensione).
Infatti noi ci trasmutiamo, ci
scindiamo alla morte, ritornando come CoScienza/Energetica allo stato di
Atomo Polarizzato ovvero Personalizzato con parte dell’energia del
corpo e l’altra parte del nostro corpo fisico viene riciclata
biologicamente nella Materia; come affermano gli antichi, l’ANI+MA è
formata da 2 parti che si scindono alla morte, una contiene l’ANI, cioè
l’Ego/IO e parte del Campo Elettromagnetico Informato; l’altra, il
MA, la parte fisica, finisce con l’altra parte del Campo Elettromagnetico Informato,
nella BA+RA e viene riciclato nella terra.
Ba-Ra significa che il contenitore del corpo
e' la "nave", la barca, che
permette la ri-nascita dell'uomo-D'io
Al momento del distacco, un attimo
prima, tutta l’informazione racchiusa nell’Ego/IO viene riDistribuita al Campo Elettro Magnetico Informato (CEI), di conseguenza
anche a tutti gli atomi del corpo e viceversa tutta l’informazione
degli atomi del DNA viene ridata all’Ego/IO prima che si avviluppi di
parte del Campo Psico Energetico Informato per separarsi dalla parte che
scende nella Bara.
Ecco come l’Atomo od
Elettrone si
personalizzano e scindono il CEI in 2 parti (i due lati dell’Energia E
del Campo Informazionale-Tachionico) che vanno in “luoghi” diversi.
E’ a questo punto che avviene la
MetaMorfosi, la Trasformazione, perdendo il corpo fisico e trattenendo
parte del corpo del Campo Elettro Magnetico Informato (CEI), a seconda
del tipo di Energia/forza, cioè dell’abilità volitiva (la capacità
ad esercitare la volontà nella Giustizia), permetterà di posizionarsi
ai livelli necessari alla successiva evoluzione dell’Essere stesso.
L’Atomo od Elettrone ormai
Personalizzato, a seconda del tipo di Polarizzazione, sarà in grado di
aggregarsi ad altri Atomi od Elettroni per partecipare ad una nuova
esperienza terrena (reincarnazione=rinascita) oppure se sarà “capace” potrà
trasferirsi con la MetaMorfosi in altri pianeti di questo Universo od in
altri Universi (resurrezione)=rinascita per aggregarsi ad altri tipi di
Atomi od
Elettroni per risorgere a
nuove Vite determinate dall'Essere stesso.
Dopo questa dissertazione/studio,
possiamo affermare che la morte quindi NON è il “contrario” della
Vita anzi è parte integrante e continuativa della vita stessa.
Concettualmente, il contrario della
Vita è la NON - Vita, cioè quel che Vita non è, non è mai stata e
mai sarà o non può Essere; mentre la morte
(passaggio) è invece sempre stata
della Vita, la sua necessaria integrazione, perché la Vita stessa
potesse esprimersi in una pienezza di variabilità e molteplicità di
forme, quali noi oggi conosciamo in parte ed in futuro conosceremo
sempre di più.
La morte intesa come “fine della
vita” è sicuramente divenuto un tabù, uno schema mentale errato, una
paura irreale ma esistente per colui che non conosce ed ignora cos’è
la morte; la
Vita
al contrario è
ETERNA,
ma in continua TRASFORMAZIONE,
secondo il principio che “nulla
si distrugge, ma tutto si TRASFORMA”.
Negli uomini la paura della morte
spinge a studiare con frenesia i più piccoli particolari della materia,
perché essa riveli il suo messaggio genetico, in modo da poter
allontanare quella scadenza; ma non ci accorgiamo che la stessa
“scienza moderna” dopo aver scoperto le particelle subatomiche, ne
ha scoperto altre ancora, comprendendo che queste ultime sono sempre
meno costituite da “materia”, poiché lasciano il posto a
costituenti Informatico Energetici, i quali oltrepassano la componente
materiale, per arrivare a considerare solamente Il Campo Informazionale-Tachionico e quindi l’Energia Fondamentale Eterica ed
Informata che si rivela solo per mezzo dei suoi stati contrapposti (E+
ed E-) che di fatto manifestano il TUTTO nell’InFinito attraverso la
loro riUnione, modificando la geometria dello spazio/tempo e generando
il Campo Psico Elettro Magnetico Informato Universale (CEIU).
Queste ultime considerazioni fanno
presagire la comparsa di un nuovo tipo di Uomo per il futuro: l’Uomo
Energetico (fatto con corpi di Energia che si aggrega e si disgrega, che
evolverà verso stati di Coscienza superiori e gradi di libertà sempre
maggiori, in modo che l’energia dei suoi nuovi corpi possa, secondo la
volontà del soggetto, materializzarsi ove egli desidera, proprio per lo
scopo e verso ciò per cui siamo “nati”, ovvero apparsi
nell’Universo, esplorare l’InFinito e partecipare alla Sua continua
Manifestazione.
Per continuare la nostra analisi
del problema della Morte, l’altra parola da analizzare è la parola
“Cadavere”: essa significa (con le tecniche semantiche precedenti)
vedere il KA, la forza, l’Energia, ciò che si compatta, si condensa
per dividersi, per espellere; infatti il cadavere si mette nella
“Bara”, il BA va nel RA, cioè il corpo fisico il “contenitore”
(Ba) con parte dell’Energia, va nel Ra, nel processo di evoluzione
della materia.
“BARA”
che in fenicio è un verbo, significa anche “trarre” da un elemento
sconosciuto, far passare dal principio all’essenza, rendere uguale ciò
che era diverso.
BARA: francese bière, moderno
provenzale: bera, sinonimo: feretro
la parola Bara trae origine anche dalla
radice indo-europea BAR (sanscrito BHAR) =
portare da cui derivano i verbi greco Phero
e il latino: Fero, fers tuli latum ferre,
che vogliono dire portare…
Quindi la parola bara (suono e radici
sanscrite e/o fenice=etrusche) significa
nella sua sommatoria di definizioni
semantiche, da un lato
trarre da qualcosa e dall'altro portare in
qualcosa.
La bara quindi e' solo un mezzo di "trasporto".....
che trae da un lato e dall'altro porta in.....
Il grande Victor Ugo diceva: "la tomba
per l'uomo e' il guardaroba dove di volta in
volta Dio
viene a cambiarsi d'abito"
La
parola BARA sta ad indicare anche una azione, come un lato del grande
respiro: “espirare”, ma sta ad indicare anche la DINAMICITA’ della trasformazione, della MetaMorfosi per il suo contenuto
che deve essere trasformato, riciclato nella Mater-Ia; ecco perché è
indispensabile ed Eticamente importante, avere corpi da lasciare nella
bara, il meno inquinati da malattie, sostanze tossiche tipo
farmaci,
vaccini,
metalli pesanti ecc., per ridare alla Natura sostanza/materia,
terreno della Terra che riformerà altre forme viventi, la meno
inquinata possibile.
Per cui nella nostra vita, i
comportamenti dovranno essere indirizzati a cercare di mantenere
organismi il meno inquinati, per aiutare la Natura a fornire meno
informazioni distruttive (malattie) ai futuri corpi viventi, che
potenzialmente potrebbero esserci utili per le nostre future
reincarnazioni.
Analizziamo la “Morte” anche da
un altro punto di vista.
Tutte o quasi le religioni del
mondo, da quelle antiche a quelle moderne, hanno sempre in un modo o
nell’altro affermato che la vita continua dopo la morte; sopra tutto
le religioni cristiane abbondano di particolari su questo problema,
tant’è che identificano diversi luoghi dove debbano recarsi le
“anime” dei morti (paradiso, purgatorio, inferno, limbo); solo
alcune piccole sette cristiane parlano di un sonno incosciente fino alla
resurrezione; anche queste comunque non si rendono conto che sono a
favore della sopravvivenza dell’Ego/IO, che mantiene integre le sue
caratteristiche “genetiche”, anche se incosciente fino alla
resurrezione, per cui per l’essere alla morte il tempo non esisterebbe
ed egli avrebbe l’impressione di risvegliarsi subito dopo morto, in un
altro corpo.
Se così non fosse, non si potrebbe dire che quell’essere
è risorto, ma avremmo alla resurrezione un nuovo essere diverso dal
primo.
Questi cristiani non si rendono
conto che comunque essi chiamino questo “ritorno in corpo” da parte
di quell’essere, anima od Ego/IO (Atomo personalizzato), sempre e solo
di riaggregazione o di reincarnazione si tratta; che essa si incarni una
prima volta e dopo riprenda un corpo o si riaggreghi ad un altro corpo,
subito o dopo miliardi di anni, la sostanza non cambia; tra l’altro la
parola: Reincarnazione e Resurrezione sono sinonimi, non solo nella
parola ma anche nella sostanza, cambia solo il luogo ove si ricompare.
Controllate sul
dizionario,
Reincarnazione significa: “ritorno
alla vita (terrestre), dopo la
morte”; Resurrezione significa: “Ritornare
alla vita dopo la morte”, cioe' le due parole significano
semplicemente
RINASCITA, rinascere; ma con la parola resurrezione Noi
indichiamo anche il fatto aggiuntivo della liberazione dall’OBBLIGO
del “ritorno”, le varie riaggregazioni, reincarnazioni o
resurrezioni terrestri, per pulirsi dalle “impurità”; questa
LIBERAZIONE dall’obbligo del ritorno, permette all’Essere di
scegliere il come, quando e dove, della propria nuova forma.
In tutte le religioni antiche del
mondo si è sempre detto che il nostro corpo è composto da vari
“corpi”:
1)
Il corpo Fisico
2)
quello Bio elettrico od Eterico
3) quello Astrale, emozionale, dei
sentimenti
4) quello Causale o Spirituale, delle idee
Infatti il corpo era analogicamente
chiamato anche “uovo” perché come l’uovo della gallina è
composto dal guscio, dall’albume che è trasparente e dal cuore di
colore giallo, anche il corpo umano od animale è composto dalla scorza
il fisico, dall’albume il corpo energetico (Campo Psico Energetico
Informato - CEI) e dalla parte “solare” colore dell’oro, che
contiene l’essenza dell’essere, la sua Consapevolezza nella
Coscienza od Anima.
Ma fra gli “iniziati” si andava
oltre, affermando che siamo composti da 7 corpi:
1) Il corpo fisico; 2) il corpo eterico; 3) il corpo astrale; 4)
il corpo causale; 5) il corpo mentale; 6) il corpo divino; 7) il corpo
spirituale; tutti questi corpi servono all’evoluzione dell’Essere.
Vediamo di comprendere meglio e con
linguaggio più moderno e semplice ciò che gli antichi saggi ci
dicevano, anche se dobbiamo dire che non si può disegnare, definire,
tagliare il confine fra queste 7 parti in quanto esse sono un’UNItà
Vivente che si visualizza in modi diversi a seconda del piano ove essa
si trova, ma tende ad esistere una volta manifestata per l’Eternità.
Il corpo Fisico è quello che conosciamo tutti e corrisponde alla parte
fisiologica ed è composto da tutti gli organi. Dopo la morte vi è una
trasformazione del corpo fisico per mezzo dei fenomeni di
decomposizione; la materia si ri-trasforma e ciò corrisponde ad una
demoleculizzazione (smontare le molecole) che si trasmuta in elementi
energetici: cosa diventa il mitocondrio, il citoplasma od il nocciolo
cellulare ?
Essi si trasformano per mantenere
una trama, un corpo, quello Eterico che fa parte del CEI.
Il corpo Eterico (fa parte del CEI) ed è il “fantasma” o corpo
elettronico che vive all’interno ed è il prodotto dell’unione delle
Energie dell’Universo, proporzionate in modo adatto a che la materia
sia: esso è alimentato dalle varie energie (aria, liquidi, cibi,
energie elettriche e magnetiche, ecc.) che introduciamo per nutrirci nel
corpo fisico; questa parte si stacca con gli altri corpi (entro
contenuti) da quello fisico che viene riciclato biologicamente alla
morte, quando le 2 Forze contrapposte E+ ed E- iniziano a trasformare le
loro proporzioni fra di esse, dal caldo verso il freddo, dai 37 gradi
alla temperatura fredda del cadavere; ciò avviene al distacco del corpo
fisico; esso mantiene una forma esteriore vicina a quella del corpo
fisico, perché è stato da esso modellato; esso ha anche una sua
autonomia di vita, lo possiamo chiamare il corpo “doppio”; si
manifesta anche come Aura.
Recentemente è stato fotografato a
più riprese su cadaveri umani ed animali a S. Pietroburgo (Russia)
all’Istituto di Ottica e Meccanica; sottoponendo i cadaveri a campi
elettromagnetici pulsanti ad alta frequenza, si è dimostrato che il
cadavere del morto emana una luminescenza biancastra pulsante ed a
seconda del tipo di morte (vecchiaia, accidentale, suicidio od
assassinio) varia colore e frequenza di pulsazione; nei casi di suicidio
e di assassinio, cioè di morte violente, essa non riesce a mantenere
costante la propria pulsazione ed il proprio colore, ciò significa il
Campo Elettromagnetico (CEI) è Informato dalla condotta dell’essere
che ha modulato e movimentato quel cadavere.
Questo corpo eterico
(bio
elettrico) è molto legato a quello fisico e si disgrega a poco a poco,
si ridistribuisce nel terreno, in altri corpi e nell’atmoSfera (che
noi definiamo "sfera
degli Atomi che galleggiano nel vapore") ove è raccolto il patrimonio dell’inconscio collettivo
ovvero tutta la Vita (pensieri ed azioni) di tutta l’umanità,
formando la “banca dati” del pianeta Terra e di tutti i suoi
abitanti. E’ da questa memoria collettiva che fin dal suo concepimento
l’essere trae la sua energia informata per costruire il corpo fisico,
accorpando atomi degli elementi: terra, acqua, aria, fuoco, ovvero
ossigeno, idrogeno, minerali, vitamine, fattori vitali essenziali.
Ecco
le ns. considerazioni
sui vari tipi di corpi
facenti parte del CEI.
Il corpo Astrale fa sempre parte del CEI (Campo Elettromagnetico Informato)
ed è entro contenuto da quello Eterico, che però lo perde quasi subito
al trapasso; questo corpo è legato alle emozioni, esse lo modulano e lo
modellano inserendovi la sintesi per mezzo della Mente, delle
informazioni, con il mantenimento della vigilanza; dopo la morte fisica
esso rimane in attesa sul piano che gli corrisponde in attesa del
“ritorno”;
Esso è energizzato dal sistema reticolato del corpo
fisico mentre è in vita con esso.
La nostra Mente tende a formare
nuovo Campo Informazionale-Tachionico e quindi ad unire le Forze
Eteriche Contrapposte E+ ed E-, per creare le Immagini Vere e plasmiche
(olografiche) composte di insiemi di Fotoni “colorati”, che vivono
una volta manifestate nella dimensione Astrale e che, salvo quando
vengono disciolte da azioni mentali, tendono a “scendere” nella
MaterIa per ESSERE VIVE e SENSIBILI nella nostra dimensione.
Il corpo Causale è la memoria Informatica, elettronica di tutta la nostra
esperienza e la quintessenza di tutte le nostre vite passate e
corrisponde a tutto il nostro vissuto che viene memorizzato nell’aura
e nei geni del DNA.
Il corpo Mentale è quello legato agli schemi mentali che ci guidano (dal
passato al futuro) o ci condizionano nelle nostre scelte di vita. Questo
corpo (modulatore del CEI) è sempre collegato al “piano astrale” e
da esso trae energia e crea in esso le immagini energetiche (di
qualsiasi tipo: belle, brutte, gioia, dolore, azioni buone o cattive,
ecc.) solo il vissuto nella Giustizia può rimediare, trasformare,
cancellare, sciogliendo le immagini create dal dolore, se Auto perdonate
cioè riVissute.
Dal momento della morte in avanti,
noi ripercorriamo questa “memoria” per rivedere le nostre azioni e
confrontarci con la vera Giustizia e DOBBIAMO riparare ciò che non è
stato vissuto in questa Coerenza, ecco il Giudizio.
Il corpo Divino è quello legato alle Entità energetiche della
Manifestazione ed è composto dall’insieme di tutti gli atomi
personalizzati che hanno partecipato alla creazione del nostro corpo
fisico e ci compongono attualmente.
Il corpo Spirituale è l’insieme della nostra Consapevolezza (composta da
bit di informazioni, quindi da Tachioni e Fotoni informati) che ci
caratterizza e ci individualizza e che viene ricavata dalle esperienze
vissute in sintonia con le Leggi della Natura, esse si fissano
nell’Ego/IO, che noi siamo, manifestando un Atomo Spiritualmente
elevato in armonia con la Manifestazione ed agente in essa.
I
Corpi del Campo Psico Elettromagnetico Informato,(CEI) con l’Ego/IO
del soggetto, persa la parte “pesante” del fisico e dell’eterico,
seguono gli indirizzi (le strade) individuali possibili ed attraverso la
“Star Gate” (Porta delle Stelle, ovvero porta dimensionale o
cunicolo spazio/temporale,) personale, si proiettano nel “buco nero”
(ombelico dimensionale) che li sposta in un nuovo spazio/tempo,
attendendo la nuova reincarnazione od incarnazione a seconda del livello
di evoluzione proprio.
L’anima quindi è l’insieme di
tutti questi 7 corpi, dall’Ego/IO al fisico e
non e' una sola parte di essi.
Essa è l’insieme delle
informazioni che l'essere eredita dal concepimento, contenuta nella
coppia di 2 atomi base (+ e -) che aggregheranno altri
atomi (insieme)
per formare il corpo fisico, più
quelle che sono codificate nel DNA, risultante dalla combinazione di metà
del DNA nucleare del padre (per mezzo dello spermatozoo che feconda
l’ovulo) con metà di quello della madre, mentre il DNA mitocondriale
viene tutto dalla madre, contenuti nell’ovulo femminile.
Da quelle informazioni che
acquisisce durante la sua vita terrestre, vale a dire nelle connessioni
neuronali che si plasmano nell'interazione con l'ambiente familiare,
sociale e quello della Natura/UniVerso, nel quale l’essere vive;
quindi è corretto dire che la nostra
anima non è sempre la stessa
dalla nascita all'età adulta: magari uno nasce come bambino carino e
paffutello, ma poi da adulto diventa uno spietato criminale, sadico e pluri-omicida. L’informazione lo ricordiamo è quella che è
contenuta nel DNA ed è negli elettroni/atomi che compongono il
DNA che
viene ad essere raccolta, aggiunta e memorizzata al momento della morte.
Ricordiamoci che non si può
dividere ciò che la Manifestazione, il “corpo di Dio”
(manifestazione dell’InFinito) ha unito; per cui non è facile
definire i confini precisi dei vari “corpi” sottili; comunque tutti
questi corpi ci dicono anche gli antichi, sono collegati fra di essi in
modo inter relazionale, ma sopra tutto dai 7 centri detti “chakra”;
questi centri sono il collegamento fra i vari livelli dei corpi
permettendo la risalita e la discesa delle 2 energie che noi captiamo
da: polmoni, piedi, testa, pelle, cromosomi, e che si distribuiscono nei
vari livello del corpo, per dare energia ad ogni organo o sistema
collegato a quel centro; i “chakra” corrispondono grosso modo,
partendo dal basso a: zona genitale; zona intestinale; zona stomacale;
zona plesso solare; zona della gola; zona della fronte; zona della
“fontanella” (sopra la testa).
In Medicina Biologica o Naturale
dobbiamo tenere conto di tutti questi “centri” e dei vari
“corpi” quando cerchiamo di mantenere la Salute o ripristinare la
stessa da uno stato di malessere.
E’ estremamente importante prima
di trattare un malato sul piano metabolico, di ristabilire la giusta
circolazione delle Energie in questi 7 centri secondo le loro giuste
polarità (Yang e Yin).
Per far meglio comprendere, ciò
che desideriamo illustrare ai nostri lettori sulla possibilità della
materia/intelligente che si evidenzia nella sua proprietà intrinseca di
trasformazione, riferiamo ciò che in certe branche della fisica
applicata contemporanea si sta scoprendo:
I Metalli “liquidi” esistono
veramente, anche se solo nei laboratori di ricerca applicata più
moderni; essi si chiamano “fluidi elettroreologici” e le loro
applicazioni nel futuro, possono essere fantascientifiche; un esempio:
con questi fluidi si potranno costruire super macchine enormemente più
veloci e precise, grazie ad ingranaggi capaci di passare dallo stato
liquido a quello solido in frazioni di secondo, rispetto a quelle
costruite fino ad ora.
Nel 1947 un fisico Willis M.
Winslow aveva scoperto il primo fluido elettroreologico: esso si
trasformava istantaneamente in semi solido, se era attraversato da una
corrente elettrica; negli anni successivi altri materiali hanno
dimostrato proprietà simili.
Alla base di questo fenomeno vi è
la polarizzazione, fenomeno scoperto da tempo; se un fluido con molte
particelle in sospensione viene attraversato da un campo elettrico, le
particelle tendono a polarizzarsi, assumono cioè una forma allungata
con un polo caricato positivamente e l’altro negativamente; i poli
delle particelle tendono ad attrarsi, se di carica diversa od a
respingersi; questo tipo di movimento provoca il loro allineamento,
generando un nuovo “insieme”, una nuova struttura.
Quando molte particelle presenti
nel liquido interagiscono in quel modo, finiscono per formare lunghe
catene e questo può provocare la progressiva solidificazione del
fluido.
Per ottenere questo rapido
passaggio ci dicono i fisici, occorre applicare tensioni di qualche
migliaio di volt.
Altri liquidi/solidi (miscele con
silicio e polimeri solubili) che si chiamano colloidi dilatanti, mutano
di stato anche se non sono attraversati da correnti elettriche, il
passaggio di stato avviene in seguito ad una agitazione meccanica
violenta.
Perché vi abbiamo parlato di
questo tipo di fenomeno ? perché riteniamo che in Natura esistono varie
e molteplici possibilità, varie fenomenologie, che essa utilizza da
sempre nei processi di Manifestazione e di trasformazione della materia,
che hanno enormi possibilità e dimostrano come anche il fenomeno morte
sottostà a questa legge di trasformazione, con simili modalità.
Nel momento della morte -
trapasso
- vi è una
scarica elettrica fortissima in Volt ed a bassa intensità, indotta ed
una agitazione meccanica conseguente che provvede a temperatura
ambiente, (questi fenomeni si chiamano: trasmutazione atomica a bassa
temperatura) a modificare parte del corpo fisico/eterico/spirituale in
altri stati della materia di cui è composto il nostro corpo, mantenendo
il potere d’informazione del proprio Ego/IO nei nuovi corpi che si
formano da esso ed a seconda delle proprie “destinazioni” essi si
trasformeranno in gassoso, liquido, solido o plasma, ma
contemporaneamente a riAggregare parte della materia precedente in altri
insiemi che generano altre sostanze, cioè altre forme, altri corpi.
Ora osserviamo la Morte ancora da
un altro punto di vista.
Dal punto di vista clinico, la
definizione del momento della “morte” combacia con la cessazione del
battito cardiaco, la cessazione delle funzioni respiratorie e di quelle
cerebrali; NON si contempla assolutamente la cessazione delle Sensazioni
da parte dell’Ego/IO, onde per cui è evidente che questa definizione
è data da una incompleta osservazione esteriore, da parte degli altri,
medici compresi.
La morte però è sopra tutto un
momento “interiore”, NON solo esteriore; in Bio elettronica abbiamo
una marcia in più per meglio definire questo momento, questo
“passaggio nella Vita”.
Analizzando il sangue del
“defunto”, pH,
rH e
rò, vedi Bio
elettronica,
possiamo sapere se è morto veramente e non si tratti di morte
apparente, per cui il malcapitato non si troverebbe a risvegliarsi nella
bara a 2 m. sottoterra, come purtroppo avviene ed è accertato nel 5%
dei casi di sotterramento.
Comunque l’unico che può
“narrarci” il passaggio, la morte è il morente; infatti in certi
laboratori sono stati “interrogati” dei cadaveri, inserendo
elettrodi nei loro cervelli e collegandoli ad un elettroencefalogramma;
parlando con il “morto”, gli si è chiesto di fornire degli impulsi
per rispondere con un semplice sì o no, alle domande che gli venivano
poste, le risposte sono arrivate puntuali.
Abbiamo analizzato da vicino casi
di persone, dichiarate “clinicamente morte”, facendoci raccontare le
loro esperienze vissute; per clinicamente morte, si intendono persone
che in ospedale, sono state dichiarate morte da medici con tanto di
certificato e sono rivissute dopo qualche minuto, in certi casi oltre 2
ore, in altri dopo 2 giorni.
E’ stupefacente ascoltare le loro
esperienze; tutte quante hanno in comune gli stessi elementi
fondamentali descritti in modo un po' diverso, a seconda del tipo di
cultura filosofico, religiosa, del soggetto.
Queste affermazioni sono simili a
quelle che uno studioso americano
R.A. Moody e la giornalista italiana
Paola Giovetti ed altri studiosi in altre nazioni, hanno scritto nei
loro libri.
Ecco la descrizione che abbiamo
tratto da tutti coloro che ci hanno descritto le loro sensazioni dopo
che sono rivissuti da una morte apparente.
“Un uomo sta morendo e nel momento in cui ha raggiunto il massimo dolore,
sente dalle parole del medico, di essere clinicamente morto; avverte uno
strano rumore, come un tintinnio, una musica od un ronzio e
contemporaneamente sente di muoversi, con estrema rapidità, lungo un
“tunnel” una galleria buia, nera; giunto al termine, avverte di
essere uscito dal proprio corpo, ma di trovarsi ancora nell’ambiente
in cui esso si trovava prima e vede in lontananza il suo corpo, come se
egli fosse solo uno spettatore; da quella posizione osserva il tentativo
di rianimazione e prova un senso di sconvolgimento emotivo; dopo breve
tempo si abitua alla nuova strana condizione, avverte di avere ancora un
corpo ma di altra natura, molto diversa dal corpo fisico al quale era
abituato e che ha lasciato.
Cominciano ad accadere altre cose, altri individui gli si avvicinano per
aiutarlo; scorge i corpi energetici di parenti ed amici già morti che
vivono in altra dimensione, poi gli appare un essere che egli definisce
di
Amore o di Luce; questo gli rivolge senza parlare, cioè telepaticamente, una
domanda che lo esorta a valutare la propria vita e lo aiuta
mostrandogli, come in un film (playback) a ritroso, gli avvenimenti più
salienti della propria vita terrena.
Alle volte questo “film” viene visto prima dell’incontro con
l’essere di luce; ad un tratto si sente vicino o vede una barriera, un
confine che sembra essere la divisione fra la vita terrena e
quest’altra che si propone; tuttavia “sente” o gli dicono di dover
ritornare sulla terra e che non è ancora arrivato il momento del suo
passaggio.
Tenta di opporsi, perché è affascinato da questa nuova e bella
situazione; tuttavia si riunisce al suo corpo, in qualche modo e torna
alla vita terrena.
Più tardi tenta di raccontare ad altri la sua esperienza, ma gli riesce
difficile farlo; fa difficoltà ad esprimere con parole i fatti vissuti
“altrove” e scopre che non lo prendono sul serio e rinuncia a
parlare.
L’esperienza vissuta comunque modifica sostanzialmente la sua vita ed
in particolare le sue opinioni sulla “morte” e sulla Vita”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'anima esiste e sopravvive alla
morte cerebrale affermano due medici inglesi:
Pazienti
colpiti da arresto cardiaco hanno raccontato di luci, sensazioni di
gioia e ingresso in un altro mondo. Corriere della sera 23-10-2000
LONDRA
- Una mente indipendente dal cervello e una coscienza, o anima, che vive
dopo la morte cerebrale. In pratica, l'esistenza dell'anima provata
scientificamente, visto che ad avanzare l'affascinante ipotesi sono due
medici, Peter Fenwick, neuropsichiatra londinese, e Sam Parnia,
ricercatore clinico all'ospedale di Southampton e che la ricerca sarà
pubblicata dalla rivista medica Resuscitation.
Per un anno i due hanno studiato 63
casi di pazienti sopravvissuti ad arresto cardiaco. Di questi, 56 non
avevano memoria del tempo in cui erano rimasti privi di conoscenza. Ma
quattro dei sette che hanno dichiarato di ricordare qualcosa hanno
superato la scala Grayson, che valuta le esperienze di «quasi morte».
I quattro hanno parlato di sensazioni di pace e gioia, tempo accelerato,
perdita di percezione del corpo, di una luce brillante e dell'ingresso
in un altro mondo. Esperienze che per gli scienziati non potrebbero
spiegarsi con un collasso delle funzioni cerebrali causato da mancanza
di ossigeno o con combinazioni di medicinali (che in casi del genere
sono uguali per tutti).
“Queste persone erano in una
condizione in cui il cervello non avrebbe dovuto essere in grado di
sostenere processi lucidi o consentire di avere ricordi duraturi”,
ha dichiarato Parnia al Sunday Telegraph, a
meno che il cervello non sia
l' intermediario di una mente indipendente".
Fonte:
MysteryMail 25 Ottobre 2000
Secondo due eminenti medici
britannici l'anima esisterebbe. Peter Fenwick, neuropsichiatra
all'Istituto di neuropsichiatria di Londra e Sam Parnia, ricercatore
clinico presso l'ospedale di Southampton, in seguito ad analisi
strettamente scientifiche, hanno ipotizzato che la mente sia
indipendente dal cervello e che l'anima continui a vivere dopo la morte
cerebrale. Gli studiosi si sono basati sulle testimonianze dei malati
che hanno raccontato di aver provato un senso di pace e di gioia in una
"condizione in cui il cervello non avrebbe dovuto essere in grado
di sostenere processi lucidi o consentire loro di avere ricordi
duraturi". In seguito a uno studio condotto al General Hospital di
Southampton gli studiosi hanno intervistato 63 pazienti sopravvissuti
all'arresto cardiaco.
Fra questi, 4 persone avrebbero superato la c.d.
scala Grayson, criterio medico per valutare le esperienze di "quasi
morte" e ognuno di loro avrebbe avvertito sensazioni di pace
eterna, di smarrimento della percezione fisica, di ingresso in un altro
mondo.
Secondo
Parnia: "ciò
potrebbe fornire una risposta alla domanda se la mente o la coscienza
siano prodotte dal cervello o se il cervello non sia invece una specie
di intermediario della mente, la quale esiste indipendentemente".
Fenwick e Parnia hanno escluso che
l'esperienza possa spiegarsi con un collasso delle funzioni celebrali
causato da mancanza di ossigeno. Con l'analisi delle cartelle cliniche
è stata altresì esclusa la possibilità che l'accaduto sia
riconducibile a combinazioni di medicinali dato che le tecniche di
rianimazione praticate in ospedale sono uguali per ogni paziente
Riassumendo possiamo descrivere con
questa successione gli avvenimenti che ricorrono frequentemente nei casi
di pre-morte:
1) Sensazioni piacevoli di pace,
quiete nella prima fase.
2) Percezione di una Luce bianca
chiarissima, per quanto vi sia molta luminosità, essa non offende in
alcun modo la vista, né impedisce di vedere altre cose; oltre alla
percezione della luce, si odono bellissimi suoni e voci di altri esseri.
3) Estrema esaltazione delle facoltà
intellettive e percettive.
4) Esperienza di percorrere un
“tunnel” (dimensionale) una galleria buia.
5) Abbandono del corpo fisico
all’interno di una parte del corpo energetico e ci si trova ad
osservare il proprio corpo fisico, essendone completamente fuori.
6) Riepilogo dei fatti importanti
della vita, i ricordi si susseguono con ritmo rapidissimo ma con uno
sguardo mentale si comprendono e si rivivono interamente, auto
giudicandosi.
7) Sensazione di un passaggio di
“luogo” o di dimensione che si interrompe un attimo prima del
rientro nel corpo fisico, contemporaneamente al desiderio intenso di
rimanere in quel nuovo stato o luogo.
Questa la descrizione generale che
“risuona” in tutti i racconti ed in ogni parte del mondo
indipendentemente dal credo religioso o spirituale, da parte delle
persone ascoltate nelle nostre ricerche.
Anche queste affermazioni
confermano le nostre tesi sulla “morte” quale passaggio in altra
“dimensione” quella energetica, elettronico Spirituale.
Quello che è strano è che molti
individui sopra tutto in occidente, quando incontrano un amico che
racconta loro per esempio, di essere stato in Kenia e di aver visto
laggiù tante cose, di aver parlato con altre persone del luogo, ecc.,
questi pur non conoscendo di persona la nazione Kenia, gli prestano fede
e non hanno nemmeno il dubbio, che il loro amico racconti loro una
frottola; mentre se qualcuno anche loro amico, gli racconta che è stato
nell’aldilà, descrivendo tutto con minuziosi particolari, allora la
narrazione diviene una favola mentale della persona che la racconta,
questo atteggiamento è sicuramente poco serio; il ricercatore della
verità andrà come minimo a cercare altre persone che hanno fatto
l’esperienza per vedere se ciò che ha ascoltato è credibile o meno,
questo almeno fino a quando egli non vivrà di persona l’esperienza;
sono gli schemi mentali ristretti che impediscono a quelle persone di
accettare una possibile verità.
Dovremmo allora dire che lo stato
della morte è analogicamente da riportare allo stato del sonno
nell’Uomo; il sonno è vissuto in piena coscienza da parte
dell’Ego/IO, tant’è che si vivono esperienze vere e complete anche
se “interne”; si hanno tutte le sensazioni come nello stato di
veglia che è lo stato di relazioni con l’esterno, in quanto si vivono
colori, suoni, tatto, parole, immagini, ecc. come se fossero oggettivate
e non per questo si è pazzi; mentre si dorme si risolvono problemi che
non si riesce a risolvere nello stato di veglia, tant’è che vi è un
detto: “la notte porta
consiglio”; si hanno visioni, sogni, ecc., che molte volte non
vengono ricordati, ma che si Sa che si sono vissuti nella notte, mentre
si dormiva.
Il sonno è uno degli stati
dell’Essere cosciente e parte della Vita stessa; ecco perché in molte
religioni si è legata analogicamente la morte allo stato del sonno.
Però lo stato di morte è molto più
dello stato del sonno, in quanto esso permette altri e più complessi
cambiamenti di stato; lo stato della morte infine è il passaggio
dall’esterno, il fuori dello spazio gravitazionale della
Manifestazione, all’interno di essa, il dentro.
Secondo le affermazioni precedenti
sugli “Aelohim,
Elettroni,
Eoni”, noi sosteniamo che la morte è la
“trasformazione” dallo stato materiale, allo stato Energetico,
Elettronico, con la piena coscienza, consapevolezza e partecipazione
dell’Ego/IO della persona a queste “variazioni” di stato; tale
variazione è il passaggio dell’Energia, dallo stato “solido” a
quello di “plasma” e per la parte fisico/eterica, attraverso la
riduzione in stati di liquido, gassoso, atomico,
per essere riciclato biologicamente in nuove e molteplici
aggregazioni.
Per fare ciò dobbiamo passare
dallo stato solido allo stato “Energetico” e passare quindi dentro
la materia per poterci livellare al piano al quale ci siamo resi capaci
di “rivelare”, nella nostra esperienza terrestre.
Infatti anche il ciclo della Natura
ci conforta dandoci tutti gli esempi possibili di cui ne prendiamo solo
uno: il chicco di grano deve essere messo nella terra, trasformarsi, cioè
morire per “dare alla luce”, per far nascere una spiga e da essa
nascono circa 100 chicchi di grano e così via; lo stesso avviene per
gli esseri viventi, noi siamo un “chicco” di informazioni cioè di
Spirito, Pensiero, Coscienza chiusi in una “sostanza o bolla di
energia” e dobbiamo venire a nascere sulla terra per poter
“morire” e per poterci trasformare a nostra volta, per dare così
vita a miliardi di altri (chicchi ), cioè Atomi od Elettroni
Personalizzati che a loro volta ci accompagnano nella nostra esperienza
corporea umana e che andranno ad arricchire ed a riAggregarsi per
affinità e livelli, alla nostra morte ad altri corpi, inserendovi di
nuovo ed in tutti l’inconscio collettivo aggiornato per reInformare
attraverso gli atomi/elettroni contenuti nel DNA/RNA, anche il CEI
(Campo Elettro Magnetico Informato) dei nuovi corpi che si creeranno.
La CoScienza non perde in nessun
caso la percezione di Sé e dell’UniVerso; ella la perde a livello
conscio temporaneamente quando ella si reIncarna, per poter essere
libera di effettuare una nuova esperienza e ciò avviene al
concepimento.
Durante la vita nel fisico ella
deve, ritornando in Armonia con la
Manifestazione, riprendere il
colloquio interrotto con il Concepimento (concepire un piano mentale).
Solo la Coerenza, con le varie
Leggi della Manifestazione permette il ripristino della ComUnicAzione.
L’incoerenza al contrario
impedisce la comunicazione e la comprensione della realtà della Vita;
ad ogni morte o trapasso la CoScienza si
reIncarnerà per potersi
rimettere in conDizione di riTrovare la sua coerenza con il Creato e le
Sue finalità.
Le religioni anche quelle non
cristiane, sono tutte concordi con forme diverse, nell’affermare che
la vita continua dopo la morte; alcune dicono che l’Ani+ma,
l’Essere, l’Ego/IO nella materia, prenda possesso di un altro corpo
e si reincarni di nuovo e così per quante
reincarnazioni sono
necessarie per “purificarsi”; la chiamano la legge del “Samsara”.
Noi sosteniamo questo: esistono
Ego/IO (Esseri, Anime) emanati dall’InFinito, dopo varie
reincarnazioni alla loro ultima morte, con il loro nuovo corpo di
Energia si incarnano volontariamente, cioè riprendono forma solamente
per aiutare altri Esseri ad evolvere nelle varie dimensioni; altri
risorgono o si riAggregano o si reincarnano moltissime volte perché
debbono acquisire altre informazioni e non sono capaci di rendersi
liberi dalle psico dipendenze di questa dimensione, perciò si auto
obbligano, auto condizionano per via delle loro psico dipendenze a
reincarnarsi, a risorgere molte volte, fino a riuscire ad essere abili
ed autosufficienti nel mantenere per sempre il loro corpo Energetico,
cioè ad essere Coerenti ed a imparare a decidere dove posizionarsi ad
ogni loro “trapasso”, utilizzando il tipo di materia presente nella
dimensione ove desiderano manifestarsi.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Near-Death
Experiences o Stati di Premorte
(NDE)
Il fenomeno denominato Near-Death Experiences
(NDE) oppure
Stato di Pre-Morte (SPM) o Esperienze di Pre-Morte (EPM), solitamente si
verifica nei soggetti che dopo aver avuto un trauma fisico che avrebbe
dovuto portarli alla morte (a causa di arresto cardiaco spontaneo, di un
grave incidente, o durante un intervento chirurgico) sono sopravvissuti.
Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate
clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco
totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale
(EEG). Ciononostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti (a volte
anche ore, vedi caso Rodonaia in “La pagina degli amputati), una volta
tornati alla vita, riferiscono ai medici, agli infermieri, ai parenti e
agli amici dei ricordi straordinari: mentre erano “clinicamente
morti”, avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di
quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto
distanti da quello in cui era stato collocato il corpo. Più
precisamente, una volta “risvegliati”, hanno descritto
dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e
poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche
ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si
trovavano all’interno delle rispettive abitazioni o al lavoro.
Negli ultimi trentacinque anni, a livello mondiale,
l’interesse per queste esperienze in ambito scientifico è stato
sollevato da Raymond A. Moody (precedentemente altri studiosi se ne
erano occupati - in particolare Frankl e Potzel - mostrando però
maggiore interesse nei confronti dell’evento morte e non per
l’esperienza premortale), egli è ritenuto il massimo divulgatore
degli studi sulle NDE. Moody fu il primo a raccogliere dati sulle NDE,
rendendoli pubblici durante le sue conferenze e tramite i suoi libri; il
primo libro,
“La Vita Oltre La Vita”, è ancora oggi un testo
fondamentale per tutti coloro che si sono occupati e si interessano del
fenomeno. In “La Vita Oltre La Vita” Moody lanciò una sfida a tutti
gli studiosi di medicina, a cui chiedeva di impegnarsi maggiormente
nelle ricerche concernenti le esperienze vissute in punto di morte (Raymond
Moody, è nato in Georgia nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia
e successivamente in Medicina e in Psichiatria.
Ha insegnato per tre
anni etica, logica e filosofia del linguaggio alla East Carolina
University.
Ha anche insegnato Psicologia al Western Georgia State
College di Carrollton, un istituto che ha un reparto di psicologia in
cui si enfatizza lo studio del paranormale. Il Western Georgia State
College, non ignora la terapia cognitiva, ma su volere del suo fondatore
William Roll, sin dagli anni Sessanta organizza corsi sui fatti
inspiegabili, tra essi vi sono corsi sull’astrologia, sulle esperienze
di Pre-Morte, sui fantasmi, unitamente a quelli sull’ipnosi,
sull’auto-ipnosi e sulla moderna psicoterapia sciamanica.
Attualmente
è titolare della Cattedra “Bigelow” per gli Studi sulla Coscienza
di Las Vegas).
Da allora molti studiosi si sono cimentati in questa ricerca
e, mentre i non addetti ai lavori erroneamente pensano che essa sia
relegata al pensiero esoterico o occultista, in realtà la questione è
dibattuta soprattutto in ambito accademico e le rare volte che sono
state prese in esame tesi esoteriche, lo si è fatto per invalidarle. I
più agguerriti contro le tesi esoteriche sono i parapsicologi che, pur
ammettendo l’esistenza di fenomeni paranormali, sono impegnati a
cercarne le cause scientifiche per poterli riprodurre in laboratorio,
seguendo i canoni della scienza empirica.
FASI CARATTERISTICHE del FENOMENO NDE
Di seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze
soggettive, simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato
la NDE.) e che sono maggiormente tenuti in considerazione dai
ricercatori di tutto il mondo che operano in ambito medico,
farmacologico, psichiatrico, psicologico, psicofisiologico e
parapsicologico.
Per alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali
elementi è sufficiente per determinare la
NDE, mentre per altri sono valide le fasi evidenziate dal test
elaborato da Bruce Greyson.
Sensazione
della morte
Molte persone non realizzano immediatamente che
l’esperienza che stanno vivendo ha a che fare con la morte.
Raccontano d’essersi trovate a fluttuare al di sopra del loro
corpo, d’averlo guardato a distanza e d’avere improvvisamente
provato paura e/o imbarazzo. In questa situazione arrivano a non
riconoscere come proprio il corpo che vedono dall’alto, spesso la
grande paura iniziale cede il posto alla chiara consapevolezza di quanto
sta accadendo. Mentre si trovano in questo stato, le persone sono in
grado di comprendere quello che medici ed infermieri si comunicano,
anche se non hanno alcuna cultura medica, ma quando tentano di parlare
con essi o con altre persone presenti, si rendono conto che nessuno
riesce a vederli né a sentirli.
Allora cercano di attirare
l’attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo fanno, le loro mani
passano direttamente attraverso il corpo del medico o infermiera. Dopo
avere tentato di comunicare con gli altri, generalmente provano un
maggiore senso della loro identità, e a questo punto la paura si
trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.
Senso di pace e assenza di dolore
Finché la persona resta nel suo corpo può vivere
un’intensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande
senso di pace e di assenza del dolore.
Il tunnel
Questa esperienza solitamente subentra dopo che è stata
sperimentata quella dell’abbandono del corpo (fisico).
La persona si
trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente
spinta verso le tenebre.
Dopo avere attraversato questo spazio buio,
entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel
tunnel dicono d’essere salite lungo una scalinata. Altri hanno
affermato d’avere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il
passaggio in un altro regno. Alcuni soggetti hanno dichiarato che,
nell’entrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di
vibrazione elettrica oppure un ronzio. L’esperienza del tunnel non è
una particolare scoperta degli attuali ricercatori, infatti già nel
quindicesimo secolo, Hieronymus Bosch nel dipinto che ha per titolo
“Visioni dell’aldilà:
Il paradiso terrestre - L’Ascesa
all’Empireo”, descrive quello che solitamente racconta chi ha
|