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"Il compito più importante
della fisica nel XXI secolo sarà quello di sviluppare lo studio dello
Spirito, quale proprietà essenziale della
materia. Perché
l'Universo è VIVO ed
Intelligente ! "
(By J.E.Charon)
Jean E. Charon,
fisico e filosofo francese del nostro secolo, deceduto nel 1998, ha orientato i suoi studi e
le indagini scientifiche verso la ricerca di una qualità speciale della
materia: "lo Spirito".
Ricercatore e scienziato è stato noto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue
originali pubblicazioni sia di carattere scientifico che di filosofia
della scienza.
E' stato direttore del Centro di ricerca
sulla Relatività Complessa (C.E.R.C.L.E.) - Ha
diretto inoltre il Gruppo di Studio
sull'Immaginario nella Scienza presso il
Centro Nazionale della Ricerca Scientifica a
Parigi (C.R.I.)
È stato presidente dei Simposi CIPRES che
riuniscono ogni anno e in modo interdisciplinare
professori universitari che provengono dal mondo
intero sul tema generale: "Lo Spirito e la
Scienza".
Parallelamente alle sue opere di fisica, Jean E.
Charon ha pubblicato numerose opere filosofiche,
che sono state tradotte in undici lingue.
Un suo bellissimo compendio e' il libro "Il
TUTTO" - Lo
Spirito, la
Materia - vedi
Progetto di Vita
Jean E. Charon ha compiuto un importante passo
in avanti, nel confermare ancora una volta la
sua Relatività Complessa utilizzando i computers
dell'Università Concordia, a Montreal.
La
Relatività complessa è, innanzitutto, la "grande unificazione" che, dopo Einstein, è
divenuta l'obiettivo sostanziale della Fisica:
le interazioni deboli, elettromagnetiche, forti
e gravitazionali, vengono «unificate»
all'interno di uno stesso modello della Teoria,
nello sviluppo dei modelli « a dimensioni
nascoste » proposti recentemente da Abdus Salam
(Premio Nobel per l'unificazione delle
interazioni deboli ed elettromagnetiche) e John
Schwarz.
La Relatività complessa dimostra tuttavia un
fatto importante: l'unificazione non sembra
possibile (la gravitazione aveva fin qui eluso
tutti gli sforzi) senza che si attribuiscano al
modello della Materia delle proprietà di memoria
cumulativa e previsionale.
Viviamo, insomma, secondo l'esperienza, in un
UniVerso non soltanto "materiale", ma anche
Spirituale.
Si tratta di un risultato di estrema importanza,
che non mancherà di avere, negli anni futuri,
una profonda influenza su tutte le discipline
della Conoscenza: la Vita e ciò che siamo nell'UniVerso.
vedi:
Nuovo modello di Atomo +
Campo
Informazionale +
Fisica Quantistica +
Morte cosa sei ?
+
Chi siamo ? +
Energia =
materia=Informazione
Commento NdR: a suo tempo il
sottoscritto ha
avuto dei colloqui con J. E. Charon, telefonici
ed epistolari, nei quali abbiamo parlato della
identita' di vedute e scambiato informazioni su:
Spirito +
Aelohim + Morte ed
Universo.
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Contesto
storico
Il pensiero di J.E.
Charon, pur
originale e a se stante, è facilmente collocabile in quell’area
culturale che a partire dagli anni ’70 prese il nome di "Gnosi di
Princeton".
Una generazione di fisici da
Eddington a Lamâitre, a Gödel, a Hoyle, ecc. da tempo speculava
sull’Universo nella sua totalità non solo spaziale ma anche temporale. Ora, speculare sull’Universo
totalizzato è pensare - che lo si voglia o no - teologicamente.
Per i neo-gnostici la cosmologia, pertanto, non poteva essere solo un
capitolo della fisica come gli altri.
Il vocabolario religioso già per
Gamow e Hoyle era un gioco ricorrente, ma un gioco molto serio; per
Einstein c’era nell’universo una "intelligibilità"
misteriosa come se dietro le quinte ci fosse un "Esso sa"
al neutro.
La
Cosmologia neo-gnostica,
totalizzante per lo spazio e per il tempo, si proponeva anche di
totalizzare gli osservatori come gli osservati, i deformanti come le
deformazioni.
Questi fisici rifiutavano in ultima
analisi di opporre lo Spirito alla Materia, il Soggettivo all’Oggettivo,
la Coscienza alla Cosa. Essi rifiutavano di credere a questa biforcazione
della natura che avrebbe reso del tutto incomprensibile l’Esso-E’
e l’Esso-Pensa nell’universo.
"Una vera cosmologia,
sosteneva Charon, deve lasciar coesistere nel suo linguaggio Materia e
Spirito. Ma questo linguaggio deve rimanere compatibile con le esigenze di
ogni linguaggio scientifico: rigore logico, rispetto scrupoloso
dell’osservazione.
Ma di tutta l'osservazione ! E poichè
l’astrofisica dei buchi neri, come la fisica degli elettroni, ci
suggerisce una prima idea di quella che è la struttura dello
Spirito,
vogliamo approfittarne per introdurre di peso lo
Spirito nel linguaggio
scientifico".
"Il compito più importante
del XXI secolo sarà proprio quello di sviluppare lo studio dello
Spirito,
quale proprietà essenziale della materia, e dei suoi poteri".
Il
pensiero
I sintomi dello Spirito e delle sue
potenzialità trasformative dovevano pur essere nascosti da qualche parte
nelle materia, e questa ricerca rappresentò la missione ossessiva delle
speculazioni di Charon. Egli pensa di aver individuato nell’Elettrone
l’elemento materiale portatore di tali sintomi.
Gli elettroni, che entrano nella
costituzione fisica del nostro corpo, sono simili a minuscoli buchi neri,
e racchiudono un tempo e uno spazio diversi ma complementari rispetto a
quelli che conosciamo normalmente. Questo spazio-tempo memorizza, medita,
ragiona dimostrando così di possedere caratteristiche di tipo spirituale.
Da Galileo in poi la ricerca
scientifica ha ricusato il concetto "qualità" cercando di
ridurre e spiegare il mondo cosiddetto reale in termini di "quantità"
e il processo è proseguito ininterrottamente fino a quando, per rendere
conto del bizzarro mondo delle "interazioni deboli", hanno
cominciato a ricomparire nei laboratori le tanto aborrite "qualità".
Accanto ai loro disintegratori
nucleari, si sente comunemente i fisici parlare delle particelle di
Materia da loro osservate come di entità dotate di "stranezza",
"fascino", "colore" o "che sanno scegliere tra
destra e sinistra": perché allora, osserva Charon, "per
spiegare ulteriori proprietà della materia non si dovrebbe parlare di
Spirito ? "
Le categorie,
attitudinali principali dello
Spirito sono la
Conoscenza, la
Riflessione, l’Amore e l’Atto
(Azione),
"Tutte quattro - sostiene Charon - sono in effetti proprietà che
dobbiamo attribuire al gas di fotoni neri che riempie l’infinito spazio
di quel microscopico buco nero che è l’elettrone. Questo gas di fotoni
costituisce il supporto fisico delle attività Spirituali". In virtù
di queste qualità Charon sostiene che gli eoni portano in sé la memoria
di tutta la storia dell’UniVerso.
"Tutto sommato io credo che
l’intera evoluzione del nostro universo sia un’evoluzione governata
dallo Spirito e non dalla Materia, o almeno non dalla sola Materia. Credo
inoltre che questa evoluzione sia nella sua essenza l’avventura
spirituale di una popolazione immensa disseminata in tutto lo spazio del
nostro universo, una popolazione dotata dell’enorme vantaggio
dell’immortalità: la popolazione degli elettroni pensanti ,
degli eoni.
E come gli
eoni, il nostro vero Io,
che di essi è costituito, non è un’avventura privata, ma vive nella
scala temporale che è la scala dell’universo, cioè di miliardi di anni
nel futuro come nel passato".
Non sono estranei al pensiero di
Charon terminologie religiose quali: "Reincarnazione",
"Verbo", "immortalità", ecc. Del resto egli stesso
rileva con soddisfazione l’ovvietà dell’accordo tra le varie metafore
(qui quella religiosa e quella scientifica) "Ma questa conferma ci
deve sorprendere” ?
Parmenide aveva già osservato che tutto
ciò che è pensato è possibile (...) La fonte dell’immaginario è
il sapere degli eoni, un sapere millenario che talora risale in forma
simbolica fino alla superficie della nostra coscienza.
Jung chiama "archetipo"
questa conoscenza degli eoni a livello dell’inconscio; ma questo sapere
emerge come bolle d’informazione non ancora strutturate, in cui
si mescola la conoscenza di miliardi di eoni, e non risulta immediatamente
comprensibile.
Immaginare
è prendere coscienza di queste bolle in-formazionali che
esplodono nel nostro conscio ed è dar loro una forma che permetta di
distinguerle dal nulla."
Le teorie di Charon hanno
rappresentato per il nostro momento scientifico una "fuga in
avanti" e, come c’era d’aspettarsi, hanno provocato un vivace
dibattito sia dal punto di vista filosofico ed epistemologico che dal
punto di vista scientifico.
D’altra parte Charon stesso ne
era consapevole: "La vecchia fisica resta diffidente verso chi le
porta a casa la metafisica " ed affermava, citando Plank, che
"una nuova teoria non trionfa mai. Sono i suoi avversari che
finiscono per morire".
Opere
edite:
"L’Essere e il Verbo" Denoel, 1965, "Teoria della
relatività complessa" Albin Michel, 1977, "Lo Spirito, questo
sconosciuto" Mediterranee 1987, "Morte, ecco la tua
sconfitta" Mediterranee, 1982, "Ho vissuto quindici miliardi di
anni" Mediterranee 1984, "Il Tutto" Mediterranee, 1989.
Tratto da:
geagea.com
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Il continuum di
Einstein - Charon e la Relativita' Complessa -
Lo Spirito questo Sconosciuto
Oggi non possiamo più rimanere un "fisico puro”
*, che è interessato solo alle proprietà della
materia, un fisico che rinuncia a parlare di
coscienza (inFormAzione=Spirito),
della
mente, sperando contro ogni speranza che un
giorno lo
Spirito, sarà limitato alle leggi fisiche ",
ha detto Raymond Ruyer sulla rivista del numero
di gennaio-febbraio 1978; in questo articolo di
c.a. 4 decenni fa, è di Jean Emile Charon
(1920-1998), il primo e solo fisico di che e'
stato in grado di dimostrare – con la sua teoria
- l'esistenza dello
Spirito nella e con la Fisica.
Per Charon, lo
Spirito nasce dai primi momenti della
creazione (oggi alcuni fisici indicano sia stato
il
Big Bang), e quindi ha ampiamente preceduto
la comparsa della primo neurone cerebrale. Non è
quello della mente, come si capisce, ma quello
di uno
Spirito infinitesimale (in un solo formato)
e che sembrerebbe piuttosto sia un elettrone o
più probabilmente l'ombra impercettibile di esso
sul
reticolo/spaziotemporale. vedi
Campo CEU
Eon, lo spirito dell'elettrone.
Inizia con dei dati di base inconfutabili:
l'apertura di una reazione chimica, che puo'
essere attivata su una stella lontana o nella
nano-struttura del nostro cervello, e dipende
necessariamente dal movimento di almeno un
elettrone.
Un elettrone è un universo in se stesso,
inalterato, che in linea di principio nulla
entra o esce ** da esso.
In queste circostanze, come fa l'elettrone per
mettere in moto la creazione (cioè la reazione
chimica di cui sopra) ?
Grazie al potere di un proprio
Spirito (mente) in grado di agire a livello
dell'elettrone, risponde Charon.
Ma come può uno Spirito (mente), che è qualcosa
di immateriale, agire su di un elettrone dato
che e’ materia ? Agendo se stesso (Spirito) con
corpo di elettrone !
Egli non parla di un elettrone "solido", ma di
un corpo eterico, che per proiezione virtuale
entra in contatto con un altro elettrone per
produrre un effetto sulla materia. Questo potere
dello Spirito (mente), e’ dell'ordine
dell'infinitamente piccolo ed e’ attualmente
ignorato dalla fisica ufficiale, ma e è per il
fisico coscienzioso, l'embrione di ogni
coscienza, e Charon, lo ha chiamato "eone".
Eoni, proiezioni invertite di elettroni
nell’immateriale, trattengono il 100% delle
informazioni ricevute in scambi telepatici
virtuali, non solo, tutti conservano intatta la
propria memoria ed i propri "spin" (parametri di
rotazione del fotone dell’irradiamento nero
contenuto nella “bolla” corpo dell’elettrone),
ma in più immagazzina la memoria e lo “spin”
dell'altro. Come un
buco nero ingoiando tutto ciò che è nello
Spirito (inFormAzione), in costante
accelerazione della conoscenza, l'eone crea
costantemente configurazioni sempre meglio
ordinate; e orchestra a ritmi sempre più
favorevoli per la ed alla vita cosciente.
Lo spirito non è
proprio dell'uomo
Così la mente è costituita da un’oceano di eoni,
irrilevabili in quanto stanno esattamente
sull'altro lato dello "specchio" o rete (etere)
della nostra dimensione, e appaiono guidati da
un desiderio di vita cosciente.
Dal punto di vista di Charoniano, si, un solo
eone avrebbe potuto causare per mezzo della
psicocinesi e con susseguenti innumerevoli
tentativi, le reazioni elettro-chimiche
essenziali per lo sviluppo della prima molecola
e cellula vivente.
Da allora, poco lontano dalla loro scala, ogni
eone opera instancabilmente per perfezionare i
"veicoli" che noi siamo, per il continuum dello
Spirito; ma cosi come anche in tutti i
mammiferi, pesci, insetti, uccelli, rettili,
piante, e/o in essere qualsiasi extraterrestre
...
L'idea non è così strana, perché alla luce
dell'ipotesi di Charon, delle armate di eoni
nati fin dalle origini, galleggiano ancora in
abbondanza nello spazio.
Il nostro ricercatore non accetta che, per
esempio, ogni nuova generazione di Spiriti umani
possano germinare nel loro complesso, partendo
da nient'altro che la genetica, ambiente e
l’istruzione.
Negli esseri umani, è la combinazione degli
immortali eoni ed i nostri neuroni temporanei
che ci danno la coscienza.
Gli Eoni dei nostri neuroni, molto più di quanto
i nostri neuroni stessi, sono diventati
straordinariamente complessi ed informati, cioe'
coscienti.
Altri eoni specializzati sono presenti negli
atomi dei nostri reni, cuore, polmoni ... e
tutti si perfezionano nel loro campo,
mantenendosi collegati con tutti gli altri eoni
che hanno incrociato il suo destino, cammino.
Per finire lasciamo parlare il maestro: "I
vostri eoni si ricorderanno del vostro 'io' per
tutta la loro vita e lo porteranno per sempre
nella loro vita futura ... e la vita future
degli eoni vita può essere molto lunga, quasi
quanto quella dell'universo stesso ".
Per ulteriori informazioni, il
blog di Rusty James:
http://rustyjames.canalblog.com/archives/2013/07/31/27752941.html
oppure l'analisi di Gerrit Teule (in English)
http://www.integralworld.net/teule1.html.
* La
parola "fisico" deriva dalla parola americana
"fisico" = fisico.
** I ricercatori sono riusciti a tagliare un
elettrone in due quasiparticelle nel 1996 e tre
nel 2012, spostando tutti e tre a velocità
diverse e in direzioni diverse in materia.
http://www.nature.com/news/not-quite-so-elementary-my-dear-electron-1.10471
Ulteriori informazioni su:
http://www.lexpress.fr/actualite/jean-emile-charon-l-einstein-francais-de-la-physique-de-l-esprit_1569610.html#bGsbHHuUdms3CqFd.99
Tratto da lexpress.fr
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Lo
Spirito è
nella
materia – By Jean E. Charon - 06 set
2010
Lo
Spirito, questo sconosciuto, di Jean Charon
- (Recensione Teilhard de Chardin. No. 75-76.
Dicembre 1978)
Riassunto della conferenza tenuta nel 18 °
Simposio Internazionale
Il professor Jean-E. Charon (Francia), fisico
nucleare, è conosciuto per le sue ricerche nel
campo della fisica fondamentale e la teoria
unitaria dell'Universo,
un'estensione della teoria della relatività
generale di Einstein.
Jean Charon ha sempre sostenuto l'idea di Pierre
Teilhard de Chardin di cui nei suoi libri fa
numerosi riferimenti, soprattutto per quanto
riguarda l'evoluzione
della specie umana, "la
marcia
dell'uomo verso l'Umanità" e, infine, per lo
Spirito.
I suoi scritti pura scienza e della filosofia
scientifica sono coronate da l'ultimo pubblicato
”Lo Spirito, questo sconosciuto”. Questo è
proprio il motivo, quello del tema di questo
libro, che lo scienziato è stato scelto per il
simposio.
Sulla base della scoperta dei "buchi
neri" dagli astrofisici, egli formulò la sua
teoria sul processo di evoluzione dell'Universo
verso una sempre maggiore complessità e di
acquisizione sempre piu’ di
conoscenza-coscienza.
Negli ultimi anni, il suo lavoro infatti è stato
indirizzato a specificare la struttura delle
particelle elementari, tra cui "particelle
stabili", cioè a dire, praticamente vita
illimitata", che contengono, come avvolto in un
guscio di materia uno
spazio-tempo nuovo, diverso dallo spazio e
tempo a quello che noi siamo abituati. "
"E 'possibile dire che lo Spirito. che determina
ogni nostro pensiero come ogni nostra azione,
inizia con la nostra nascita e anche nei mesi
prima di questo, al concepimento. Basta
osservare la cellula vivente per apprendere che
ci viene implementato un sapere, per costruire
conoscenze per un saper fare. Questa conoscenza
e’ ciò che si potrebbe chiamare Spirito ? Sì,
fin dall'inizio della vita, fin dal
minuscolo-piccolo, lo Spirito traspare
chiaramente.
Jean E. Charon ha detto che, con la sua ricerca,
incontra su questo tema Teilhard de Chardin che
parla anch’egli del dentro e del fuori,
associando ad ogni particella di materia una
psiche, "psychismo elementare", ma in tal modo e
comunque una forma di Spirito.
La fisica constata che queste "particelle
spirituali” sono stabili cioè, tranne in casi
eccezionali incidenti che causano la loro
disintegrazione, la loro durata di vita è
paragonabile alla durata di vita dell'Universo
stesso.Siamo fatti di miliardi di queste
particelle.
"Alla nostra morte, lo Spirito che pre-esisteva
alla nascita, si disintegrerà completamente,
tranne che quello che viene trasmesso ai nostri
discendenti ?
(NdR; qui non son d'accordo con Charon,
perche' lo Spirito una volta in-formato e
personalizzato nell'
IO SONO
-
Ego =
mEnte, divenendo una
anima vivente,
NON
perde nozione di se' e della sua personalita',
ma si chiude in uno spazio tempo "atomico",
raggiungendo la dimensione atomica (elettronica)
ed il relativo livello, nel quale sopravvive
attendendo altre esperienze in altri
spazi-tempi delle innumerevoli e tendenti
infinite dimensioni dei vari e tendenti infiniti
Universi possibili.)
"Siamo tutti fatti di materia, ma che cosa e’ la
materia ?
La risposta a queste domande viene dagli
astrofisici che hanno in questi ultimi anni
fatto importanti rivelazioni.
"Il rapporto tra il "Grande " ed il "Piccolo"è
fondamentale. La storia della scienza mostra
ripetutamente che il più "piccolo" è informato
dalla conoscenza che abbiamo dal "più grande".
Il contrario è anche vero.
Jean E.. Charon analizza i "buchi neri",
soggetto n. 1 della attuale Astrofisica:
"Il buco nero è quello che rimarrà di una stella
invecchia, che ha bruciato il suo ossigeno, poi
il suo elio, e che inizia scoppiare, poi che si
contrae sempre più, sotto l'effetto delle forze
gravitazionali, in modo che la densità del suo
materiale è dell'ordine della materia in un
neutrone. Un tratto la contrazione diventa così
forte, si verifica un fenomeno curioso: la
stella curva lo spazio dell'Universo. In qualche
modo la stella "increspa" (modifica) lo
spazio-tempo della materia per "nascere" in un
nuovo spazio-tempo che gli e’ proprio, e le cui
caratteristiche sono molto diverse da quelle del
nostro di spazio-tempo, e quindi permettono di
chiamare le caratteristiche come quelle di uno
spazio-tempo dello Spirito".
Per una migliore
comprensione del pubblico, Jean Charon confronta
l'universo ad un palloncino rosso.
La pelle della palla si piega e forma una
piccola protuberanza. "È stato formato un nuovo
spazio. La protuberanza ha un unico punto di
contatto con la pelle del palloncino. Questa è
una zona separata dal resto e malgrado ancora
collegato alla palla.
... "Il buco nero è come estirpato nel nostro
universo. Si forma uno spazio in cui il tempo
che è ritornato indietro, invertito. Invece e ma
in effetti si svolge e fluisce come
nell'universo che ha come conseguenza l'aumento
dell'entropia, pero’ egli si è invertito ed
assume la funzione neghentropica .
1) Le cose stanno andando sempre per la
memorizzazione dei dati, sempre di più e per
sempre.
2) Dopo aver raggiunto funzione di essere un
buco nero, non accadrà che le informazioni siano
accumulate a casaccio nello suo spazio, ma
riordinandosi e diventando sempre più
consapevole e cosciente".
Riconoscendo che l'elettrone è un micro-buco
nero, ed il problema di "Spirito, questo
sconosciuto", riceve risposta certa.
"Per diversi anni ho condotto una ricerca sulla
super-gravitazione, e sono stato particolarmente
contento di vedere, durante la mia ricerca,
estendendola, come ho fatto io, la Relatività
Generale di Einstein verso una relatività
Complessa, le equazioni cosmologiche sono
disponibili in due modelli complementari tra
loro: uno che descrive l'evoluzione dello
spazio-tempo della materia, l'altra che descrive
l'evoluzione dello spazio-tempo dello Spirito".
" La Relativita’ complessa fornisce un modello
cosmologico per l'elettrone". "Con l'elettrone
si tratta di un micro-universo chiuso, in
pulsazione ciclica. La sua caratteristica, come
abbiamo detto, è che va indietro nel tempo, che
gli conferisce le sue qualità neghentropiche
(entropia negativa).
"I fisici sanno da tempo che gli elettroni, che
hanno massa, possono agire come se avessero un
punto di contatto con il nostro Universo.
Andando oltre, si è scoperto che gli elettroni
come buchi neri, hanno un proprio spazio, in
grado di memorizzare le informazioni ricevute,
ordinarle e di ottenere una maggiore
consapevolezza e coscienza
"I fisici sanno che gli elettroni non vivono
paragonabili a quelle dei tempi della nostra
vita, ma alla scala temporale dell'infinito.
Gli elettroni, che sono esistiti fin dalla notte
dei tempi, che hanno maturato un'esperienza
antica quanto l'Universo stesso, che
appartengono agli esseri viventi fin dal loro
inizio, e anche dalla loro ultima nascita sono
chiamati, secondo il professor Charon a
determinare stati e livelli di coscienza sempre
più elevati.
La durata dell'elettrone essendo "infinita" è su
di lui che si basa la spiritualità e
l’immortalità universale.
"Io personalmente non sono solo l'esperienza di
pochi decenni, ma un'esperienza alla scala del
tempo dell'universo ..."
Jean E. Charon vede chiaramente il dovere
di ogni vivente: far crescere la sua
neghentropia durante ogni vita vissuta.
"Noi sentiamo sempre più profondamente, la
necessità di diventare sempre "più "per mezzo
delle quattro funzioni di: conoscenza, l'amore,
la riflessione e l'azione. "Dobbiamo solo andare
in quella direzione per trovare un po' di più,
questa voce interiore, che conosce, perché
quella strada è la sua”.
vedi:
Morte
cosa sei
?
+
Immortali +
Sintesi +
Conclusione
+
Volete vivere per sempre ? +
Definizione della parola Eutanasia
+ Consenso Informato
+ Dissenso informato +
Riforma sanitaria
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