Big Pharma
ostacola in tutti i modi l'arrivo sul mercato
dei farmaci generici, impedendo così anche
alla concorrenza di funzionare correttamente.
Lo sanno anche i sassi. E' importante comunque
che a ribadirlo sia Neelie Kroes, commissaria UE
alla concorrenza che ieri a Bruxelles ha
presentato i risultati preliminari di
un'indagine avviata lo scorso gennaio.
L'indagine sarà conclusa la prossima primavera e
solo allora si saprà se scatteranno sanzioni per
le
multinazionali del farmaco.
C'è un precedente: nel 2005
AstraZeneca ha
dovuto pagare 60 milioni di multa per aver
«difeso» il suo Losec - una pillola contro
ulcera e bruciori di stomaco - bloccando la
messa in vendita di farmaci equivalenti (termine
più appropriato del riduttivo "generici").
Il dato inedito del rapporto è la
quantificazione del danno: 3 miliardi di euro.
E' la somma che in 17 paesi dell'Ue si sarebbe
risparmiata tra il 2000 e il 2007 se le grandi
aziende, allo scadere dei loro brevetti, non
avessero dilazionato la commercializzazione dei
farmaci equivalenti. Mediamente costano tra il
20 e il 25% in meno dei prodotti branded che, in
presenza di equivalenti non griffati, devono
diminuire il prezzo Le tattiche dilatorie sono
diverse.
La più fantasiosa è il cluster patent, brevetti
a grappolo per un unico prodotto, al quale
vengono apportate leggerissime variazioni o per
il quale vengono modificate le prescrizioni. Il
rapporto cita il caso limite di un medicinale
per il quale l'azienda produttrice (non citata
per nome) ha depositato la richiesta di 1.300
brevetti collegati. Un altro escamotage è quello
d'aprire controversie sui brevetti con le case
produttrici di farmaci equivalenti. L'indagine
ne ha conteggiate 700.
Sono durate in media 3 anni e nel 60% dei casi
si sono chiuse con la vittoria delle aziende non
branded. Circa 200 contenziosi si sono conclusi
con un accordo tra le aziende litiganti.
Il 10% dei casi si è trattato di «composizioni
con rimborso»: le
aziende
non branded hanno procrastinato la messa in
vendita degli equivalenti in cambio di
risarcimenti ottenuti da
Big Pharma (200 milioni di euro,
secondo l'indagine). Anche le produttrici di
generici, si intuisce, hanno i loro (piccoli)
scheletri nell'armadio.
E infatti le sedi di due di loro, oltre a quelle
delle aziende branded, sono state "visitate" dai
segugi della Commissione Ue.
Poi c'è il lavoro di lobbying che le
multinazionali mettono in campo quando i paesi
dell'Ue, a livello nazionale, danno l'ok ai
generici. Questi «interventi» hanno ritardato
mediamente di quattro mesi il via libera degli
equivalenti. «Per difendere i brevetti usiamo
pratiche perfettamente legali», è stata la
reazione della Federazione europea delle
industrie farmaceutiche al rapporto Ue.
La maggior parte
delle
case farmaceutiche è stata fondata a
meta-fine ottocento o primi del novecento.
Inizialmente le nazioni trainanti in questo
settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta
scientifica si è fuso con quello di bene di
consumo di massa, per cui la aziende
farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di
fare medicina pratica.
Sindrome infiammatoria chiamata
"Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono
foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici
impreparati allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
vedi:
Pericolo Farmaci +
Pericolo Farmaci per l'ambiente
+ Danni dei farmaci +
Danni Iatrogeni
+
MINISTERO "SALUTE" italiano
informato sui Danni dei Vaccini e delle amalgami
+
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria
Qui trovate tutte le resistenze del
produttore (Glaxo),
ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al
pubblico dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu
Visionate
questo video, parla un informatore
farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno !
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che
MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J.
ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
"Recentemente in Italia,
con l’introduzione del
D.L. n. 95/03 si è provveduto ad
abolire l’obbligo
(diventa spontanea) di segnalazione di tutte
le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane
tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi
o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini
e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in
speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal
Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente
farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104
“Nessuno, dopo
questo film, guarderà senza sospetto la più
anonima scatola di medicinali, o almeno senza
pensare di non essere vittima di una truffa“.
- 12 novembre 2013
Così Antonio Morabito, il regista de “Il
venditore di medicine” (prodotta da
Amedeo Pagani in collaborazione con Rai Cinema),
film fuori concorso al Festival Internazionale
del Film di Roma e in uscita nelle sale a
gennaio, spiega la trama della sua ultima opera.
“Un tema non certo inedito, quello dello
strapotere delle industrie farmaceutiche e dei
suoi rappresentanti che – sottolinea – è
comunque un pugno nello stomaco per chi almeno
un blister al giorno lo frequenta”. Il film è
una dichiarazione di guerra alla sanità
italiana dove gli informatori
scientifici vengono rappresentati nella finzione
come corruttori di medici compiacenti.
Tra gli interpreti: Claudio Santamaria, Isabella
Ferrari ed Evita Ciri. Ad apparire in un cameo
c’è anche Marco Travaglio: il vicedirettore de
il Fatto Quotidiano veste le parti di un medico
integerrimo, il Professor Malinverni, che
si scaglia contro la pratica abusata da molti
dottori di ricevere viaggi e regali da
informatori farmaceutici senza troppi scrupoli
per prescrivere ai pazienti un medicinale
piuttosto che un altro.
Tratto da:
Ecco una clip del film dove compaiono Santamaria
e Travaglio
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/12/cinema-il-venditore-di-medicine-ecco-il-trailer-del-film-con-travaglio-e-santamaria/253230/
CASE FARMACEUTICHE
ACCUSATE di "foraggiare":
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma
Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che
svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari
e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
CDC e Conflitti di interesse - 1 +
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
CDC conflitti di interesse
anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
INOLTRE
Off-label: prescrivere un farmaco per una
condizione, o per un gruppo di persone, o in una
dose, o in una forma farmaceutica che non siano
state approvate dalle agenzie regolatorie.
Succede spesso, e molti credono innocentemente.
Ma a volte la promozione per l'uso off-label di
un farmaco è indotta.
Da chi ? Dalle
industrie farmaceutiche,
naturalmente, ma non sempre direttamente (in
molti paesi è proibito per legge); a volte da
accademici e ricercatori pagati dall'industria
per far ciò. Anche questo è spesso illegale, e
l'industria lo nasconde. Ma nell'industria
farmaceutica (Big
Pharma) ci sono delle talpe.
Nel corso di recenti processi per promozione
illegale dell'uso off-label di alcuni farmaci
negli USA, le talpe hanno rivelato i nomi dei
medici pagati dall'industria per questa
promozione, mediante conferenze e articoli su
riviste mediche.
Gli autori di un articolo appena uscito su PLoS
Medicine sono andati alla ricerca di questi
articoli per verificare se gli autori avevano
dichiarato i loro conflitti d'interesse.
Cos'hanno trovato ?
Beh, lo potete immaginare. Su 91 medici
identificati dalle talpe, 39 avevano scritto 404
articoli. Solo in 62 (15%) di questi articoli
c'era un'adeguata dichiarazione di conflitto
d'interesse; nel 43% non vi era nessuna
dichiarazione, nel 4% la dichiarazione negava
conflitti d'interesse, nel 40% la dichiarazione
non citava l'industria, nel 13% la citava ma
senza svelare la natura della relazione con
l'industria.
Ciò significa che
a) non ci si può fidare
b) i meccanismi di
controllo delle riviste mediche sono inadeguati
Leggi l'articolo completo su PloS Medicine :
http://www.plosmedicine.org/article/info:doi/10.1371/journal.pmed.1001280
Anche in India sembra esserci collusione
tra agenzie regolatorie,
produttori di farmaci
e medici per
approvare farmaci in maniera irregolare
a danno della salute
dei cittadini - Set. 2012
Lo denuncia una commissione del parlamento
Indiano incaricata di fare le pulci al lavoro
dei vari Ministeri. L'agenzia del farmaco
Indiana (Central Drugs Standards Control
Organisation) avrebbe autorizzato, tra gennaio
2008 e ottobre 2010, la commercializzazione di
33 farmaci nazionali e stranieri
senza che fossero
presentate le prove di efficacia richieste.
Tra i documenti portati a sostegno di questa
affermazione, lettere inviate da medici
all'agenzia con parole di supporto per farmaci
troppo simili tra loro per non destare il
sospetto che dietro vi fosse la mano
dell'industria. Alcune di queste lettere
chiedono addirittura che non siano richiesti
trial clinici randomizzati per l'approvazione
di un farmaco. L'industria, "naturalmente", si
dichiara innocente.
Leggi l'articolo sul BMJ :
http://www.bmj.com/content/344/bmj.e3451?etoc=
Leggi il rapporto completo del comitato
parlamentare :
http://164.100.47.5/newcommittee/reports/EnglishCommittees/Committee
on Health and Family Welfare/59.pdf
Ormoni, pressioni sui medici per
venderli...anche per i bambini
Video, parla una biologa:
Affiora la prova forense che
il superbatterio
Escherichia Coli in Europa è stato
ingegnerizzato per provocare
decessi....
Anche se la gara per dare la colpa ai vegetali è
attualmente in corso in tutta l'UE, dove un
ceppo di E. Coli super resistente sta facendo
ammalare pazienti e riempiendo gli ospedali in
Germania, praticamente nessuno sta parlando di
come l'E.coli è magicamente diventato resistente
a otto diverse classi di farmaci antibiotici e
poi, "improvvisamente", è apparso nella
catena alimentare.
Questa particolare variante dell'E.coli è un
membro del ceppo O104, e i ceppi O104 non sono
quasi mai (normalmente) resistenti agli
antibiotici. Per acquisire tale resistenza,
devono essere ripetutamente esposti agli
antibiotici al fine di fornire la "pressione di
mutazione" che li spinga verso l'immunità
completa al farmaco.
Quindi, se siete curiosi di conoscere le origini
di tale ceppo, potete in sostanza analizzare in
dettaglio il codice genetico dell'E.coli e
determinare con sufficiente precisione a quali
antibiotici è stato esposto durante il suo
sviluppo.
Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e
quando si guarda la decodificazione genetica di
questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori
di prodotti alimentari in tutta l'UE, emerge un
quadro affascinante di come è stato generato.
Il codice genetico rivela la storia
Quando gli scienziati del Robert Koch Institute
in Germania hanno decodificato la struttura
genetica del ceppo O104, hanno trovato che è
resistente a tutte le classi e le combinazioni
di antibiotici:
. penicilline
. tetraciclina
. acido nalidixico
. trimetoprim-sulfamethoxazol
. cefalosporine
. amoxicillina / acido clavulanico
. piperacillina-sulbactam
. piperacillina-tazobactam
Inoltre, questo ceppo O104 possiede una capacità
di produrre particolari enzimi che gli
conferiscono quella che potrebbe essere chiamata
"superpotenza batterica" nota tecnicamente come
ESBL:
"I Beta-Lattamasi a Spettro Esteso (ESBL) sono
enzimi che possono essere prodotti dai batteri e
li rendono resistenti alle cefalosporine, ad
esempio, cefuroxima, cefotaxime e ceftazidime –
che sono gli antibiotici più utilizzati in molti
ospedali", spiega la Health Protection Agency
del Regno Unito -
http://www.hpa.org.uk/Topics/Infect
Per di più, questo ceppo O104 possiede due geni
- TEM-1 e CTX-M-15 - che "hanno fatto
rabbrividire i medici dal 1990?, scrive The
Guardian -
http://www.guardian.co.uk/commentis
E perché fanno rabbrividire i medici ? Perché
sono così mortali che molte persone infette da
tali batteri sperimentano l'insufficienza
critica di un organo e semplicemente muoiono.
Creare biologicamente un superbatterio mortale
Come, esattamente, nasce un ceppo batterico che
è resistente a più di un dozzina di antibiotici
in otto classi di farmaci differenti ed è
caratterizzato da due mutazioni genetiche
mortali, nonché dalla capacità di produrre
enzimi ESBL ?
In effetti c'è un solo modo in cui questo accade
(e uno solo) – si deve esporre questo ceppo di
E.Coli a tutte le otto classi di farmaci
antibiotici. Di solito questo non avviene
contemporaneamente, naturalmente: prima si
espone alla penicillina e si trovano le colonie
superstiti che sono resistenti alla penicillina.
Poi si prendono le colonie sopravvissute e si
espongono alla tetraciclina. Le colonie
superstiti sono diventate resistenti sia alla
penicillina che alla tetraciclina. Poi si
espongono a un sulfamidico e si raccolgono le
colonie sopravvissute, e così via. Si tratta di
un processo di selezione genetica effettuata in
un laboratorio con un risultato desiderato. Si
tratta essenzialmente di come alcune armi
biologiche sono costruite dall'esercito degli
Stati Uniti nella sua struttura di laboratorio a
Fort Detrick, nel Maryland -
http://en.wikipedia.org/wiki/Nation
Anche se il processo reale è più complicato di
questo, il risultato è che la creazione di un
ceppo di E. coli resistente a otto classi di
antibiotici richiede ripetute, prolungate
esposizioni a tali antibiotici. E' praticamente
impossibile immaginare come questo possa
accadere del tutto spontaneamente nel mondo
naturale. Ad esempio, se questo batterio è nato
nel cibo (come ci è stato detto), allora da dove
ha acquisito tutta questa resistenza agli
antibiotici in considerazione del fatto che gli
antibiotici non sono utilizzati nelle verdure ?
Quando si considera la prova genetica che ora è
di fronte a noi, è difficile immaginare come
questo possa accadere "in natura". Mentre la
resistenza a un antibiotico singolo è comune, la
creazione di un ceppo di E. coli che è
resistente a otto diverse classi di antibiotici
– in combinazione - sfida semplicemente le leggi
della permutazione genetica e combinazione in
natura. In poche parole, questo ceppo di
superbatteri E.coli non avrebbe potuto essere
creato in natura. E questo lascia solo una
spiegazione per cui in realtà proveniva da: il
laboratorio.
Progettato e poi rimesso in libertà
Le prove ora puntano verso il fatto che questo
ceppo mortale di E.coli è stato progettato e poi
rilasciato nella catena alimentare o in qualche
modo è uscito da un laboratorio finendo nelle
scorte alimentari inavvertitamente. Se non siete
d'accordo con tale conclusione - e siete
sicuramente benvenuti - allora siete costretti a
concludere che questo superbatterio octobiotico
(immune a otto classi di antibiotici) si è
sviluppato in modo casuale per suo conto . e
questa conclusione è molto più spaventosa della
spiegazione della "bioingegneria", perché
significa che superbatteri octobiotici possono
semplicemente apparire ovunque e in qualsiasi
momento senza motivo.
Questa sarebbe una teoria davvero molto esotica.
La mia conclusione ha effettivamente più senso:
questo ceppo di E. coli è stato quasi certamente
costruito e poi immesso in forniture alimentari
per un fine specifico. Quale potrebbe essere
tale fine? E' ovvio, spero.
E' in funzione il solito metodo problema,
reazione, soluzione.
Prima si causa un problema (un ceppo mortale di
Escherichia coli nel rifornimento alimentare).
Poi si aspetta la reazione del pubblico (enorme
clamore in quanto la popolazione è terrorizzata
dall'E. Coli).
In risposta a questo, si mette in atto la
soluzione desiderata (il controllo totale della
fornitura globale di cibo e la messa fuori legge
di germogli crudi, latte crudo e verdure crude).
E' tutto qui, ovviamente.
La F.D.A. ha
invocato lo stesso fenomeno negli Stati Uniti
quando ha fatto pressione per la sua recente
"Legge di Modernizzazione per la sicurezza
alimentare" che in sostanza, mette fuori
legge le piccole aziende organiche familiari
a meno che non lecchino le scarpe alle autorità
di regolamentazione della F.D.A.
La F.D.A. è stata in
grado di schiacciare la libertà agricola in
America aggiungendo il timore diffuso
che ha seguito la diffusione di focolai di
E.coli nella catena alimentare statunitense.
Quando le persone hanno paura, ricordate, non è
difficile far loro accettare qualsiasi livello
di regolamentazione tirannica. E rendere la
gente spaventata dal loro cibo è una cosa
semplice . pochi comunicati stampa del governo
inviati via e-mail ai media mainstream
affiliati, è tutto quello che serve.
Prima il divieto
della
medicina naturale, quindi l'attacco
alle scorte alimentari
Ora, ricordate: tutto questo sta accadendo sulla
scia del divieto europeo per piante medicinali e
integratori alimentari - un divieto che
palesemente mette fuorilegge terapie
nutrizionali che aiutano a mantenere le persone
sane e libere da malattie.
Ora che tutte queste erbe e supplementi sono
fuorilegge, il passo successivo è quello di
rendere la gente anche spaventata dagli alimenti
freschi. Questo perché gli ortaggi freschi sono
medicinali, e fintanto che il pubblico ha il
diritto di acquistare ortaggi e legumi freschi,
può sempre prevenire le malattie.
Ma se si rende la gente SPAVENTATA dalle
verdure fresche - o se si mettono fuorilegge del
tutto - allora è possibile forzare l'intera
popolazione ad una dieta di cibi morti e
prodotti alimentari trasformati che favoriscono
le malattie degenerative e sostengono i profitti
delle potenti
aziende farmaceutiche.
Fa tutto parte dello stesso programma,
evidentemente: rendere le persone malate, negare
loro l'accesso ad erbe medicinali e integratori,
poi approfittare delle loro sofferenze per mano
dei
cartelli dei farmaci
a livello mondiale.
Gli
O.G.M. svolgono un ruolo simile in tutto
questo, naturalmente:
Sono progettati per contaminare le scorte
alimentari con un codice genetico che causa
infertilità diffusa tra gli esseri umani. E
coloro che sono in qualche modo in grado di
riprodursi dopo l'esposizione agli O.G.M.
soffrono anche di malattie degenerative che
arricchiscono le case farmaceutiche attraverso
le "cure".
Ricordate quale paese è stato preso di mira in
questo recente allarme E.coli ?
La Spagna. Perché la Spagna ? Ricordiamo che le
rivelazioni trapelate da Wikileaks hanno messo
in luce che la Spagna ha resistito
all'introduzione degli O.G.M. nel suo
sistema agricolo, anche se il governo degli
Stati Uniti, di nascosto, ha minacciato
ritorsioni politiche per la sua resistenza.
Questa falsa accusa alla Spagna per i morti da
E.coli è probabilmente una rappresaglia per la
mancata volontà della Spagna di saltare sul
carro OGM. -
http://www.naturalnews.com/030828_G
Questa è la vera storia dietro la devastazione
economica dei coltivatori di vegetali spagnoli.
E' una delle sottotrame perseguite attraverso
questo intrigo del superbug E.coli.
Il cibo come arma di guerra - creato da Big
Pharma ?
A questo proposito, la spiegazione più probabile
per cui questo ceppo di E. coli è stato
ingegnerizzato è che i giganti farmaceutici
hanno potuto farlo nei propri laboratori. Chi
altro ha accesso a tutti gli antibiotici e alle
attrezzature necessarie per gestire le mutazioni
mirate di probabili migliaia di colonie di
E.coli ?
Le aziende farmaceutiche sono in una posizione
unica per attuare questa trama e trarne
profitto. In altre parole, essi hanno i mezzi e
il movente per impegnarsi proprio in tali
azioni.
Oltre alle case farmaceutiche, forse solo le
autorità di regolamentazione delle malattie
infettive hanno questo tipo di capacità di
laboratorio. Il C.D.C., per esempio,
probabilmente avrebbe potuto attuare questo, se
avesse voluto davvero.
La prova che qualcuno ha manipolato
biologicamente questo ceppo di Escherichia coli
è scritta proprio nel D.N.A. dei batteri. Queste
sono prove giudiziarie, e quello che rivelano
non può essere negato. Questo ceppo ha subìto
ripetute e prolungate esposizioni a otto diverse
classi di antibiotici, e quindi in qualche modo
è riuscito ad apparire nella catena alimentare.
Come si arriva a questo se non attraverso un
programma ben pianificato condotto da scienziati
canaglia ? Non esiste una cosa come la
"mutazione spontanea" in un ceppo che è
resistente alle principali otto classi di
farmaci antibiotici di marca, venduti oggi da
Big Pharma.
Tali mutazioni devono essere deliberate.
Ancora una volta, se non siete d'accordo con
questa valutazione, allora state dicendo che NO,
non è stato fatto volutamente, è accaduto
accidentalmente ! E di nuovo, dico che è ancora
più spaventoso !
Perché significa che la contaminazione da
antibiotici del nostro mondo è adesso a un tale
livello estremo di annientamento che un ceppo di
E. coli in natura può essere saturato con otto
diverse classi di antibiotici, fino al punto da
trasformarsi naturalmente nel suo stesso
superbatterio mortale. Se è questo che la gente
crede, allora è una teoria quasi più spaventosa
della spiegazione bioingegneristica !
Una nuova era è cominciata: armi biologiche nel
vostro cibo
Ma in entrambi i casi - non importa cosa credete
- la semplice verità è che il mondo affronta
oggi una nuova era a livello mondiale di ceppi
di superbatteri di batteri che non possono
essere trattati con farmaci conosciuti. Tutti
possono, ovviamente, essere facilmente uccisi
con l'argento colloidale, che è esattamente il
motivo per cui la F.D.A. e le autorità di
regolamentazione mondiale della sanità hanno
violentemente attaccato le aziende di argento
colloidale in tutti questi anni: essi non
possono permettere che il pubblico metta le mani
su antibiotici naturali che funzionano
veramente, evidentemente.
Verrebbe vanificato l'obiettivo di rendere tutti
malati, in primo luogo.
In effetti, questi ceppi di superbatteri E.coli
possono essere abbastanza facilmente trattati
con una combinazione di antibiotici naturali a
spettro completo ricavati da piante come
l'aglio, zenzero, cipolla e le erbe medicinali.
Primi tra tutti, i
probiotici possono aiutare l'equilibrio
della
flora del
tubo digerente ed "eliminare" il mortale
E.coli.
Un
sistema immunitario sano e un
tratto
digerente ben funzionante possono combattere
un'infezione da superbatterio E.coli, ma questo
è ancora un altro fatto che la comunità medica
non vuole farvi sapere. Essi preferiscono di
gran lunga che voi rimaniate una vittima inerme
che giace in ospedale, in attesa di morire,
senza opzioni a vostra disposizione. Questa è la
"medicina moderna" per voi.
E' causa dei problemi che essi pretendono di
trattare, e che poi non saranno nemmeno trattati
con tutto ciò che essenzialmente funziona.
Quasi tutti i decessi attribuibili a questo
focolaio di Escherichia coli sono facilmente e
prontamente evitabili. Queste sono morti per
ignoranza. Ma ancor più, esse possono anche
essere morti causate da una nuova era di armi
biologiche su base alimentare, scatenata o da un
gruppo di scienziati pazzi o dall'agenda portata
avanti da un'istituzione che ha dichiarato
guerra contro la popolazione umana.
Fonte: NaturalNews.com 6 Giugno 2011 -
Traduzione: Dakota Jones
Tratto da: "Affiora la prova forense che il
superbatterio e.coli in Europa è stato
ingegnerizzato per provocare decessi
www.informarexresistere.fr/2011/06/07/affiora-la-prova-forense-che-il-superbatterio-e-coli-in-europa-e-stato-ingegnerizzato-per-provocare-decessi/#ixzz2SUbnV8Jk
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La Procura della repubblica di Milano sta
indagando su un presunto giro di tangenti
che vede coinvolto il
colosso farmaceutico
Ferring. Roma, Italy - 26 Mar. 2010
Accertamenti sono in corso anche su circa 150
endocrinologi che avrebbero prescritto un ormone
della crescita in cambio di mazzette. Anche un
senatore del PdL (tale C.C.), è accusato di
aver preso una tangente da 100 mila euro dalla
Ferring,
divisa con un consulente di
aziende farmaceutiche
che avrebbe fatto da mediatore, nel 2005, per
far registrare un farmaco anti-infertilità, il
Meropur, a un prezzo maggiore, 3 euro in più a
fiala: 17 euro anziché 14.
Secondo gli investigatori il gruppo
farmaceutico, tra il 2002 e il 2006, avrebbe
creato, attraverso la falsa fatturazione di
libri scientifici, fondi neri per circa 2,7
milioni di euro, utilizzati, per corrompere
medici endocrinologi affinché prescrivessero ai
pazienti l'ormone della crescita Zomacton.
Gli investigatori hanno identificato una decina
di medici, che potrebbero aver ricevuto il
denaro, ma non risultano indagati.
Al centro delle indagini, infatti, c'è il
farmaco Zomacton, un ormone della crescita che
molti endocrinologi avrebbero prescritto, dietro
pagamento di mazzette da 2 mila euro per ogni
nuovo cliente acquisito. Gli investigatori
stanno effettuando accertamenti su circa 150
medici sparsi per l'Italia che avrebbero
prescritto il farmaco.
La Procura ha chiesto al Gip una misura
interdittiva temporanea nei confronti della
divisione italiana del gruppo Ferring, nella
quale si chiede per l'azienda lo stop alla
possibilità di contrattare con il servizio
sanitario nazionale.
L'udienza per discutere sull'interdittiva è
stata fissata per il prossimo primo aprile 2010
davanti al Gip di Milano, Gaetano Brusa.
Il senatore ha dichiarato: «Non conosco la
Ferring, né tantomeno i suoi dirigenti quindi
non ho mai avuto né percepito denaro o altri
tipi di prestazioni dalla casa farmaceutica». Lo
ha detto al Tg1 il senatore commentando la
notizia.
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Otto arresti per medicine-truffa - Bufera
sull'Agenzia (Italiana) per i farmaci
TORINO (Italy) - L'origine
ha una data precisa: 3 agosto 2005. Quel giorno
un rapporto dei Nas di Torino lancia pesanti
ombre su come l'Aifa,
l'Agenzia italiana per il farmaco, classifica e
cataloga i medicinali da immettere sul mercato.
La sperimentazione di due prodotti
bio-equivalenti, i corrispondenti generici di un
composto griffato, non convince.
Ieri l'inchiesta partita dal capoluogo
piemontese, e approdata a Roma, nel cuore
dell'agenzia statale del ministero della Salute,
arriva al giro di boa dei provvedimenti
cautelari. L'esecuzione di otto delle venti
ordinanze di custodia chieste dal procuratore
aggiunto Raffaele Guariniello, i primi arresti
da lui firmati in quarant'anni di carriera. Tre
persone finiscono in carcere per corruzione,
altre quattro vengono mandate ai domiciliari,
un'ottava riesce a schivare le manette perché
probabilmente è in Svizzera. Due, i corrotti,
sono alti dirigenti della stessa
Aifa. Sei, i
corruttori, lavorano in posti chiave di
case farmaceutiche o
in agenzie di intermediazione e
rappresentanza.
In questi mesi ci sono stati pedinamenti,
intercettazioni telefoniche e ambientali, la
documentazione video del passaggio di una
mazzetta, timide e parziali ammissioni. I capi
di imputazione, trenta, elencano i singoli
episodi e tratteggiano uno scenario devastato.
Il gip Sandra Recchione, il giudice che ha
filtrato le richieste di arresto e firmato le
ordinanze, si spinge ad affermare come "dalle
indagini sia emerso che Nello Martini, quale
direttore generale dell'Aifa, intrattenga
rapporti privilegiati con gruppi multinazionali
di società farmaceutiche e, in particolare, con
le società Bayer e Glaxo Smith and Kline".
A Martini, oltre alla corruzione, viene
contestato il favoreggiamento di un suo
funzionario: il subalterno lo avrebbe aiutato "a
eludere le investigazioni della procura di
Torino, avvertendolo che il suo telefono era
sotto controllo".
Non solo. A Palazzo di giustizia, nel capoluogo
piemontese, c'era una gola profonda. E altri
personaggi - pubblici ufficiali in corso di
identificazione, come la talpa della procura,
una donna - avrebbero passato informazioni e
notizie riservate.
Omologazioni di farmaci, fasce di
prezzi,
sperimentazioni.
Tutto, stando alle indagini dei Nas, sarebbe
avvenuto al di fuori delle regole. E i
rapporti, i contatti, le mazzette
allungate avrebbero garantito un risultato
sicuro. L'Aifa, per la procura, andava azzerata.
Il gip Recchione, invece, ha centellinato gli
arresti perché seppur è certa l'agevolazione
garantita dai funzionari alle case
farmaceutiche, manca la prova del pagamento del
denaro.
Da oggi, per competenza territoriale, a diradare
le ombre che avvolgono l'operato dell'Aifa
continuerà la procura di Roma. A quella di
Torino resta una minima parte del fascicolo. E
un impegno. Il procuratore aggiunto
Guariniello,
coordinatore del pool "sicurezza e tutela dei
consumatori", spiega che si lavorerà ancora
sulla catena di controlli, certificazione e
immissione sul mercato dei farmaci, perché
l'inchiesta ha dimostrato le falle del sistema e
ci potrebbero essere possibili implicazioni per
la salute di chi consuma i medicinali approvati
con procedure non ortodosse e tempi dilatati.
By Lorenza PleuteriI & Emilio Randacio
Tratto da larepubblica.it - 22 maggio 2008
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La MERCK pagava,
infermieri, farmacisti e pubblicazioni dette
scientifiche
Durante il processo in corso in Australia contro
la casa farmaceutica
Merck, accusata di aver nascosto i rischi
dell'antinfiammatorio
Vioxx, ritirato dal mercato nel settembre
2004, l'ex-direttore marketing del Vioxx, Penny
Dobson, ha testimoniato che Merck
pagava gli
infermieri affinché, attraverso i dati
clinici dei pazienti dei medici generici,
individuassero cento potenziali del Vioxx.
Inoltre, come riferisce il quotidiano The
Australian, Merck pagava i
farmacisti,
affinché incoraggiassero le persone a passare
dal paracetamolo al Vioxx, raccomandando loro di
chiederne la prescrizione al
medico.
Nelle udienze precedenti del processo erano
emersi altri due fatti rilevanti. Merck compilò,
in segreto, una lista dei medici da
"neutralizzare", "distruggere" e "screditare",
perché esprimevano critiche e riserve sui rischi
cardiovascolari del Vioxx.
Inoltre, la casa farmaceutica pubblicò una
falsa
rivista
medico-scientifica,
The Australasian Journal of Bone and Joint
Medicine, che, in realtà, era uno
strumento di marketing e pubblicava la ristampa
o il riassunto di articoli
che, per la maggior parte, risultavano
favorevoli per i
farmaci di Merck.
La multinazionale incaricò della pubblicazione
una delle maggiori casa editrici mediche
mondiali, Elsevier, pagando una cifra non
ancora appurata.
Il nome di Merck, però,
non compariva come promotore della
pubblicazione.
vedi:
Comparaggio farmaceutico
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Quanti sono a
conoscenza che la maggior parte dei farmaci di
uso comune hanno "effetti collaterali" non solo
sul corpo ma anche sulla psiche ?
Siamo così deresponsabilizzati e svuotati
interiormente che oltre a delegare
quotidianamente ai medici la nostra salute (con
i risultati che ben sappiamo), non chiediamo
neppure informazioni e delucidazioni sui
pericoli e gli effetti controindicati dei
medicinali che ci vengono prescritti. Ovviamente
non è pensabile che un Medico, dall'alto della
sua conoscenza, possa prescriverci un prodotto
pericoloso per la salute.
Purtroppo NON esistono in commercio farmaci
privi di effetti collaterali anche seri e le
statistiche sulla mortalità parlano chiaro: le
cause iatrogene (dovute a
errori medici) sono
una delle prime tre cause di morte nel mondo,
assieme al cancro e alle malattie
cardiovascolari !
La ricerca statistica (basata su lavori
scientifici) pubblicata nel 2003, dal titolo
inequivocabile: "Death Medicine", denuncia negli
Stati Uniti le seguenti cifre:
- "Reazioni avverse da farmaci in ospedale"
provocano ogni anno 106.000 morti;
- "Reazioni da farmaci non in ospedale" -->
199.000 morti;
- "Gli errori medici" --> 98.000 morti. Le
reazioni avverse di farmaci prescritti da
dottori, provocano (negli Stati Uniti) oltre
300.000 morti ogni anno !
Quando andiamo a "farci guarire" dal dottore,
invece di ringraziarlo con reverenza per il
tempo dedicatoci, uscendo soddisfatti dallo
studio stringendo nelle mani ricette miracolose,
impariamo a fare domande e a pretendere
soprattutto delle risposte, perché questo ci
potrebbe salvare la vita.
Per capire qual è la situazione oggi, ecco
qualche esempio estrapolato dal libro del dottor
Andrew Weil: "Dal cioccolato alla morfina: tutto
quello che c'è da sapere sulle sostanza che
alterano la mente", ed. Arcana.
Stampate e portate al vostro medico di base.
Antistaminici
Alcune reazioni allergiche vengono mediate da
una sostanza endogena denominata istamina che
influisce in modo rilevante su nervi, vasi
sanguigni e altri tessuti. Nel tentativo di
eliminare i sintomi allergici, i farmacologi
hanno creato numerosi farmaci sintetici per
bloccare l'azione dell'istamina. Sono molti gli
antistaminici attualmente disponibili; in
dosaggi elevati vengono prescritti dal medico,
ma in dosi ridotte sono venduti come farmaci da
banco: alcuni dei più diffusi sono la
difenidramina (Benadryl), la clorfeniramina (Teldrin,
Chlor Trimeton), la bromfeniramina (Dimetane),
la desclorfeniramina (Polaramine), la
tripelennamina (PßZ, Piribenzamina), la
tripolidina (Actidil), la prometazina (Fenergan),
la pirilamina e la doxilamina.
Gli antistaminici sono dei farmaci forti che
influiscono su vari apparati dell'organismo, ma
spesso non sono così efficaci nell'azione che
dovrebbero svolgere: contrastare l'istamina ed
eliminare le allergie. Il sistema nervoso
centrale è particolarmente sensibile agli
antistaminici. Questi farmaci provocano spesso
delle profonde alterazioni dello stato d'animo,
e non in meglio: rendono depressi, acidi,
apatici e incapaci di ragionare in modo chiaro.
Alcuni di essi sono chimicamente affini ai
tranquillanti forti (come la Torazina ) e
producono effetti analoghi sull'umore. La
sedazione a cui danno luogo gli antistaminici
potrebbe interferire nella guida di autoveicoli
o in altre attività che richiedono
concentrazione, capacità di ragionamento e buoni
riflessi.
Tali effetti si intensificano con
l'uso contemporaneo di alcol e altri sedativi.
Di recente sono stati prodotti degli
antistaminici che non entrano nel cervello: il
più noto è la terfenadina (Seldane). Non causa
sedazione e depressione, ma spesso dà mal di
testa e altri effetti collaterali sgradevoli e
inoltre è molto più costoso dei vecchi
antistaminici.
Nonostante la tendenza a mettere il consumatore
di cattivo umore, gli antistaminici sono tra i
farmaci più consumati in assoluto: né i medici
né i pazienti li vedono come sostanze
psicotrope. Inoltre, gli antistaminici sono
ingredienti comuni di molti preparati da banco,
come i farmaci per il raffreddore e sonniferi; a
volte vengono addirittura spediti per
corrispondenza come campioni gratuiti. Chiunque
soffra di depressione cronica e letargia
dovrebbe accertarsi che non sta consumando
queste sostanze chimiche sotto qualche forma.
Chi soffre di allergia dovrebbe poi sapere che i
sintomi allergici spesso rispondono a terapie
non farmacologiche, come cambiamenti di dieta e
stato d'animo: in questo modo si può interamente
evitare l'assunzione di antistaminici.
Alcuni farmaci di questa categoria sono usati
specificamente per prevenire il mal d'auto. Il
dimenidrinato (Dramamine) è il più noto di
questi. Come i suoi farmaci affini, dà spesso
sonnolenza e uno stato d'animo sgradevole.
Per quanto sia strano, esiste un antistaminico
che viene utilizzato da alcune persone,
soprattutto tossicodipendenti, per sballarsi: è
la tripelennamina, venduta con i nomi
commerciali di PBZ e Piribenzamina. (.)
Un'assunzione di antistaminici in dosi elevate o
per lunghi periodi appare dissennata. Questi
farmaci, invero, producono tossicità nel corpo e
nessuno dovrebbe perdere più tempo del
necessario con lo stato d'animo che producono.
Corticosteroidi (cortisone e affini)
Oltre a produrre l'adrenalina, le ghiandole
surrenali secernono altri ormoni che controllano
il metabolismo e la chimica corporea: questo
gruppo di ormoni proviene dallo strato esterno
della ghiandola, o corteccia, e quello
principale viene pertanto denominato cortisone.
Il cortisone e le sue sostanze affini hanno
tutti una struttura molecolare caratteristica
denominata nucleo steroide (che condividono con
gli ormoni sessuali maschili e femminili
descritti più avanti in questo capitolo). La
farmacologia ha ormai imparato a produrre
numerosi medicinali semisintetici con questa
stessa struttura, a partire dal materiali grezzi
che si trovano in certe piante. Come gruppo,
questi farmaci si chiamano corticosteroidi, o
semplicemente steroidi: sia quelli endogeni, sia
quelli prodotti dall'uomo.
Uno degli effetti più manifesti dei
corticosteroidi è quello di ridurre
l'infiammazione e alcune reazioni allergiche,
come le eruzioni cutanee. In alcuni nuovi
steroidi creati in laboratorio dalla
farmacologia tale azione è stata portata al
livello massimo. (.)
I medici prescrivono spesso gli steroidi anche
per uso sistemico, cioè per essere assunti
internamente. Esistono delle indicazioni chiare
per questo utilizzo, ma dato che gli steroidi
sembrano avere quasi dei poteri magici, i medici
tendono a prescriverli in modo eccessivo, a
volte somministrandoli per casi blandi come
irritazioni da edera del diavolo o da pannolini,
mal di schiena e altre patologie non abbastanza
gravi da legittimarne l'uso.
Il problema è che l'utile proprietà
antinfiammatoria degli steroidi costituisce solo
una delle varie azioni di questi potenti ormoni:
anzi, anche a dosi moderate gli steroidi
sistemici possono sconvolgere in modo drastico
l'equilibrio chimico dell'organismo e dare luogo
a grave tossicità, fino al decesso. Possono
inoltre arrestare la produzione da parte del
corpo dei suoi stessi steroidi e le conseguenze
possono essere: aumento di suscettibilità, ma
anche stress e infezione.
Gli effetti collaterali negativi degli steroidi
sono ben noti ai medici, ma poca attenzione
viene prestata alla loro psicoattività.
Questi
farmaci possono dar luogo a euforia estrema,
simile alla fase maniaca della psicosi
maniaco-depressiva: in questi casi, la capacità
di giudizio può essere fortemente limitata e il
comportamento può farsi irregolare e illogico.
Con l'uso continuato, questa euforia iniziale
può trasformarsi in intensa depressione. Gli
steroidi possono rendere psicotici alcuni
individui o far venire loro manie suicide. Non
tutti coloro i quali assumono steroidi sistemicamente hanno queste gravi reazioni, ma
probabilmente molti subiscono dei sottili
cambiamenti d'umore: nervosismo, insonnia,
depressione e altre alterazioni mentali a lungo
andare diventano comuni.
Chi ha già avuto problemi psichiatrici dovrebbe
essere cauto nel prendere gli steroidi. Tutti,
nondimeno, dovrebbero poi sapere che questi
composti sono tra i farmaci più forti che si
conoscano e andrebbero quindi circoscritti alla
cura di malattie davvero gravi.
Farmaci gastrointestinali
Uno dei farmaci più diffusi per la terapia dei
crampi intestinali e della diarrea è il Lomotil,
una combinazione di un oppiaceo denominato
difenoxilaio e di atropina, uno degli elementi
costituenti delle solanacee: entrambe riducono
il movimento degli intestini paralizzando i
nervi che li controllano. Il difenoxilato è una
sostanza chimica strettamente imparentata con la
meperidina (Demerol), uno dei narcotici medici
più forti. Analogamente al suo parente, il
difenoxilato può determinare la depressione del
sistema nervoso, che può essere intensificata
dall'uso simultaneo di altri sedativi; può anche
dare euforia e dipendenza. Molti pazienti che
assumono il Lomotil per problemi intestinali
avvertono degli effetti narcotici sull'umore, ma
non hanno minimamente idea del fatto che stanno
prendendo un oppiaceo.
L'atropina in sé ha psicoattività limitata a
basse dosi: quasi tutti la trovano sgradevole a
dosi elevate.
Alcuni farmaci di combinazione
mescolano l'atropina con altri derivati delle
solanacee, compresa la scopolamina: il
principale principio psicotropo della famiglia
delle solanacee. Il Donnatal è un esempio di
tale miscela che include altresì del
fenobarbital come sedativo. I medici
somministrano spesso questi farmaci ai pazienti,
soprattutto a chi soffre di ulcera, crampi
gastrointestinali e disturbi urinari. E' raro
che medici o pazienti considerino il potenziale
di queste terapie nell'alterare stato d'animo e
pensiero, ma, come rilevato nel capitolo sui
deliranti, i farmaci derivati dalle solanacee
possono influenzare profondamente il cervello.
L'effetto psicotropo che viene notato più
facilmente è con ogni probabilità il torpore,
anche se nel tempo o ad alte dosi possono
causare cambiamenti ben più bizzarri.
Broncodilatatori
I broncodilatatori sono farmaci che aprono le
vie aeree nell'apparato respiratorio. Sono molto
prescritti, sotto forma di compresse e spray da
inalazione a pazienti con asma per alleviare il
respiro affannoso e la difficoltà di respirare,
caratteristiche della malattia. Gran parte di
questi farmaci agiscono stimolando il sistema
nervoso simpatico, che regola le pareti
muscolari dei tubi bronchiali: di conseguenza,
oltre all'effetto voluto, di norma provocano
eccitazione, ansia, irrequietezza e insonnia. Il
paziente non gradisce questi effetti
collaterali, ma se vuole respirare non ha
alternativa a tali farmaci.
Un altro problema dei broncodilatatori
stimolanti è la loro forte predisposizione a
causare la dipendenza: quando l'effetto di una
dose svanisce, la costrizione bronchiale aumenta
in reazione al farmaco, rendendo necessarie
altre dosi. Gli asmatici inalano spesso i
broncodilatatori durante tutto il giorno, oltre
a prenderli regolarmente per via orale: tale
frequenza d'uso accresce i rischi di
assuefazione e cambiamento d'umore.
Uno dei farmaci più ampiamente prescritto in
questa categoria, la teofillina, viene tenuto
sotto attento esame come possibile causa di
comportamenti violenti e singolari. La
teofillina è il principio attivo del tè ed è un
parente stretto della caffeina. Per molti anni
molti asmatici hanno ingerito grosse dosi
giornaliere di questo stimolante, che un tempo
veniva considerato un farmaco sicuro ed
efficace. Ora, invece, è sempre più comprovato
che tale sostanza può produrre cambiamenti
comportamentali seri, di conseguenza i suoi
giorni d'uso nella terapia medica stanno per
finire.
Analgesici "blandi"
I farmacologi non sono riusciti a produrre degli
analgesici (antidolorifici) di forza media per
colmare il divario tra aspirina e morfina. Ci
hanno fornito molti derivati degli oppiacei che,
a loro giudizio, sono più efficaci
dell'aspirina, ma più sicuri e meno capaci di
dare dipendenza rispetto alla morfina. Se tali
farmaci sono efficaci nel controllare il dolore,
tuttavia, esercitano sempre una forte attrattiva
sugli oppiomani ed è quindi verosimile che
portino alla dipendenza.
Uno di questi farmaci è il propossifene (Darvon),
un analgesico da prescrizione ampiamente
utilizzato negli ultimi anni.
A volte, per
aumentarne l'efficacia, viene combinato con
aspirina e caffeina. Malgrado le dichiarazioni
dei suoi entusiasti produttori, gran parte dei
medici e dei pazienti hanno riscontrato che il Darvon non è poi molto più valido dell'aspirina:
anzi, alcuni ritengono persino che quando tale
sostanza viene mescolata con l'aspirina, sia
quest'ultima a svolgere la maggior parte del
lavoro. Inoltre il potenziale di abuso del
Darvon è analogo a quello degli analgesici
narcotici forti.
C'è voluto del tempo perché i
medici riconoscessero l'esistenza dell'abuso di Darvon, ma adesso la conoscono bene e sono molto
più cauti nel somministrarlo.
Oltre ai farmaci di queste categorie, molti
altri medicinali da prescrizione hanno effetti
psicotropi, malgrado medici, farmacologi e
produttori non li riconoscano. A volte questi
affetti si manifestano in molti pazienti che
assumono il farmaco, a volte invece solo in
pochi. Se si comincia una terapia di farmaci
prescritti dal medico e si prova sonnolenza,
depressione, stati di ebbrezza, sogni insoliti e
altri cambiamenti umorali che non si riescono a
spiegare altrimenti, il responsabile di questi
disturbi potrebbe essere proprio il farmaco. Per
provarlo occorrerebbe sospenderne l'assunzione
e, dopo un certo intervallo, ricominciare per
vedere se esiste una relazione tra questo e i
sintomi.
PREPARATI DA BANCO
Sciroppi per la tosse
Gli sciroppi per la tosse da banco sono di varia
composizione. Alcuni non contengono alcuna
sostanza manifestamente psicotropa. Altri hanno
invece noti sedativi come alcol e cloroformio,
stimolanti come la pseudoefedrina, antistaminici
o derivati degli oppiacei considerati come non
narcotici. A volte chi cerca disperatamente un
po'di droga e non riesce ad avere nulla di
meglio, arriva a consumare grosse dosi di questi
preparati tentando di sballarsi.
Il principale sedativo da banco della tosse è
una sostanza denominata destrometorfano, un
parente della codeina che calma il nucleo della
tosse, ma che in teoria non produce euforia,
dipendenza o altri effetti caratteristici dei
narcotici. Alcuni, tuttavia, la assumono proprio
per inebriarsi. Si trova nello sciroppo
Robitussin e nelle compresse per il raffreddore
Coricidin (red devils, triple-Cs), ma può essere
venduto anche sul mercato di strada in forma
pura come destrometorfano (DXM). I consumatori
ne assumono grandi quantità per ottenere uno
stato da zombie chiamato dexing o robotripping.
Il potenziale di assuefazione e i danni medici
prodotti da un uso eccessivo di destrometorfano
sono ancora ignoti.
Farmaci per il raffreddore
Una larga percentuale nella vendita dei farmaci
da banco è rappresentata da capsule e compresse
per alleviare i sintomi del raffreddore. Come
per gli sciroppi per la tosse, i farmaci per il
raffreddore sono un miscuglio di formule di
varia efficacia. Gli ingredienti comuni sono:
antistaminici, aspirina e altri analgesici,
medicinali derivati dalle solanacee per
asciugare la secrezione eccessiva nel naso e in
gola, caffeina e pseudoefedrina o sinefrina per
compensare gli effetti sedativi degli altri
ingredienti. Di norma queste miscele sono
confezionate in compresse multicolori e capsule
sgargianti perché appaiano esotiche ed efficaci.
E' poi opinabile se influiscano sul corso del
raffreddore o ne riducano considerevolmente i
sintomi.
Quel che è certo è che i farmaci da banco per il
raffreddore possono influire sull'umore, di
solito in modo spiacevole. Metodi alternativi
per la cura del raffreddore, e quindi per
evitare tali problemi, sono un bagno caldo, bere
liquidi, mangiare di meno, riposare di più e
diminuire stress e stimolazione.
Decongestionanti nasali
Uno degli effetti fisici degli stimolanti è
quello di contrarre i vasi sanguigni nel naso e
nei seni. Tale costrizione restringe questi
tessuti, consentendo all'aria di passare
liberamente. L'effetto è temporaneo e, quando
l'effetto stimolante svanisce, di solito viene
seguito da una reazione opposta detta
"rimbalzo", nella quale i passaggi nasali
diventano più bloccati di prima. Si tratta di un
modello analogo a quello che si verifica con i
farmaci broncodilatatori descritti in
precedenza.
I primi inalanti nasali contenevano delle
strisce di carta impregnate dianfetamina. Chi li
assumeva provava una stimolazione generica:
qualcuno provava ebbrezza, altri ne diventavano
dipendenti. Alcuni, poi, aprivano addirittura il
contenitore per estrarne l'anfetamina e
assumerla in altri modi. Alla fine i produttori
smisero di utilizzare l'anfetamina per gli
inalanti nasali e la sostituirono con altre
sostanze, in teoria meno stimolanti e con meno
capacità di dare assuefazione.
Oggi gli inalanti e gli spray da banco per
sbloccare il naso chiuso non sono considerati
psicotropi: alcuni inalanti non contengono
droghe ma solo sostanze aromatiche come il
mentolo. Possono essere piacevoli da usare, ma
non sono affatto efficaci come le sostanze
chimiche che costringono i vasi sanguigni.
Indubbiamente gli spray e gli inalanti che
invece contengono droghe funzionano nel breve
termine, ma, malgrado i produttori sostengano il
contrario, sono tuttora stimolanti e danno
spesso dipendenza.
Non tutti provano una sensazione di stimolazione
generica da questi prodotti, ma solo coloro che
arrivano a farne uso abitualmente.
Probabilmente un rischio maggiore di dipendenza
sorge dalla natura temporanea del sollievo che
danno: se si continua a usarli per far fronte al
"rimbalzo" che segue alla dose iniziale, in
breve non si riuscirà più a respirare senza. I
preparati ad azione più lunga possono essere più
sicuri, da questo punto di vista.
Sono disponibili anche alcune forme di
decongestionanti orali, per esempio la
pseudoefedrina (Sudafed), un parente stretto
dell'efedrina stimolante naturale: questa viene
immessa in bocca e non nel naso, quindi è meno
probabile che causi il "rimbalzo" e la
conseguente dipendenza, ma per alcuni
consumatori, e ad alte dosi, risulta decisamente
stimolante. Anche la sinefrina, un prodotto
ricavato dall'arancia amara, è stimolante.
Inibitori dell'appetito
Abbiamo già menzionato queste forme orali di
stimolanti. Fino a poco tempo fa contenevano
efedrina, a volte associata a caffeina, e
vengono confezionati o denominati in modo da
sembrare anfetamina.
Uppers da banco
La caffeina pura viene venduta in molte farmacie
(per molto più di ciò che vale) con forme
fuorvianti che sembrano alludere a potenti
anfetamine: per esempio, un prodotto denominato
Caffedrine, venduto in capsule grigio-bianche a
rilascio graduale e che ha lo stesso aspetto del
Dexamyl farmaceutico. Sicuramente chi lo compra
lo rivenderà poi sul mercato illegale come
Dexamyl ad acquirenti ignari. Prodotti meno
recenti e ingannevoli sono il Vivarin, e il
NoDoz, sotto forma di semplici compresse
bianche. Se questi prodotti risultano più
efficaci del caffè o del tè è solo perché la
gente ha fiducia nelle pillole.
Downers da banco
Nelle farmacie è disponibile anche tutta una
gamma di prodotti che favoriscono il sonno di
notte (Nytol, Sominex, Unisom). Vengono
diffusamente prescritti come sostituti da banco
dei più forti tranquillanti minori e dei
sonniferi. Tutti contengono antistaminici: di
norma difenidramina (Benedryl), pirilamina o
doxilarnina. Come già rilevato, queste sostanze
non sono innocue e tendono a influire sulle
funzioni mentali in modo sgradevole: danno
sonnolenza, ma possono produrre anche
depressione e possono dare assuefazione.
Noi siamo favorevoli a rimedi meno tossici per
l'insonnia: per esempio fare più esercizio
fisico durante il giorno, diminuire l'uso degli
stimolanti, soprattutto di sera (ricordate di
leggere le informazioni di ogni analgesico,
pasticca per il raffreddore e altri medicinali
per vedere se contengono caffeina o stimolanti
vari), tecniche di rilassamento, bagni caldi e
semplici integratori alimentari come compresse
di calcio e magnesio: molti trovano rilassanti,
se prese prima di andare a letto.
Tratto da: disinformazione.it
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FARMACOUTILIZZATO
come ANTITUMORALE, GENERA altri CANCRI !
Pillola abortiva Uccide...
TAMOSSIFENE
SOTTO ACCUSA per le DONNE SANE
Ancora
una battuta d'arresto per il tamossifene (farmaco utilizzato per i tumori al seno). Dopo
l'allarme lanciato l'anno scorso dalle pagine del Journal of the National Cancer Institute
da Mitchell Gail (vedi Tempo Medico numero 651, pagina 4), uno studio olandese conferma
l'esistenza di un aumento netto del rischio di cancro all'endometrio nelle donne che
assumono il farmaco a lungo termine per un tumore della mammella.
Lo
studio riassume i dati ottenuti paragonando circa 300 donne che avevano sviluppato una
neoplasia uterina dopo essere state malate di cancro mammario a quasi 900 pazienti con
tumore della mammella, ma con un utero sano. La prima diagnosi risaliva almeno al 1976,
anno in cui la maggior parte dei centri olandesi ha iniziato a proporre l'uso del
tamossifene.
I
risultati parlano chiaro: il rischio di sviluppare un cancro all'utero per chi ha fatto
uso di tamossifene è in media di 1,5 volte superiore a quello di chi non ne ha mai
assunto, e aumenta in maniera progressiva con la durata del trattamento. Infatti, chi si
è sottoposto alla terapia per più di cinque anni vede crescere di circa sette volte la
probabilità di avere una neoplasia uterina.
L'osservazione
più preoccupante è però un'altra: i tumori che si sviluppano nelle donne trattate con
il tamossifene per un tempo prolungato sono spesso più maligni e invasivi, vengono
riconosciuti in fase avanzata, inquadrati allo stadio III e IV della classificazione
ufficiale, e presentano anche un'alta percentuale di sarcomi e di tumori mesodermici misti
maligni (MMMT), molto difficili da curare.
Tutto
questo comporta una diminuzione della sopravvivenza.
«Anche
se i numeri sono piccoli, la statistica conferma che c'è differenza tra chi ha seguìto
la terapia e chi non l'ha mai assunta» commenta Liesbeth Bergman, epidemiologa
dell'Istituto dei tumori olandese e coordinatrice dello studio.
«Inoltre,
il nostro studio contraddice ciò che si pensava finora, e cioè che il tamossifene
tendesse ad aumentare il rischio di tumori uterini, ma che questi fossero per lo più di
un tipo istologico a prognosi più favorevole».
Lo studio del 1999 a cura di Mitchell Gail, che aveva partecipato a un workshop sul BCPT
ai National Cancer Institutes di Bethesda, aveva già dimostrato come il farmaco,
presentasse effetti collaterali molto gravi, quali tumori endometriali, ma anche ictus ed
embolia polmonare.
E'
interessante notare come il pericolo di sviluppare un tumore uterino aumenti con l'aumento
della durata del trattamento, mentre sembra essere indipendente dalla dose di farmaco
assunta ogni giorno. Per di più, non è modificato nemmeno da altri fattori di rischio
noti quali il sovrappeso, l'obesità, o l'assunzione di terapia ormonale sostitutiva per
la menopausa. Inoltre, l'intervallo tra la sospensione della terapia e l'insorgenza della
malattia non ha alcuna influenza, quasi a dimostrazione del fatto che il rischio,
potenzialmente, non finisce mai.
Il
commento che accompagna l'articolo della Bergman, a cura di Karen Gelmon, della British
Columbia Cancer Agency di Vancouver, in Canada, individua alcuni punti deboli dello studio
olandese, sui quali si dovrà concentrare la ricerca futura. Uno di questi è il fatto che
lo studio ha avuto inizio circa 25 anni fa, quando non era ancora nota l'associazione del
tamossifene con i tumori uterini. Il grande numero di casi di neoplasie ad alta malignità
potrebbe essere pertanto imputabile a un ritardo nella diagnosi, che oggi si verifica
molto meno spesso grazie alla consapevolezza maggiore degli oncologi nei confronti di
questo rischio.
Sintesi
tratta da: Tempo Medico (n. 679 del 11 ottobre 2000)
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Cala del 7% il cancro al seno: merito di cosa ?
I tassi di incidenza del cancro al seno sono scesi del 7 per cento
(del 15 per cento se si considerano soltanto le forme positive agli
estrogeni) tra agosto 2002 e dicembre 2003 negli Usa, e studi
europei mostrano l'identico trend .
I ricercatori dell'M.D. Cancer Center di Houston ritengono che il
fenomeno epidemiologico sia dovuto al fatto che milioni di donne in
quel periodo hanno abbandonato la terapia ormonale per i sintomi
della menopausa, ritenuta responsabile di un aumento del rischio di
insorgenza del cancro al seno. "Ma anche se la correlazione tra
calo della terapia ormonale e calo dei casi di cancro è
impressionante, occorre molta cautela e ulteriori verifiche",
spiega Peter Ravdin, oncologo e leader del team di ricercatori
texani.
I dati più marcati sono stati rilevati nelle donne dai 50 ai
69 anni, proprio la fascia di età nella quale la terapia ormonale
era più diffusa.
Il fatto che la terapia ormonale incoraggi la crescita dei tumori
positivi agli estrogeni è noto da tempo ai ricercatori: l'ipotesi è
che quando le donne smettono di assumere ormoni anti-menopausa, i
tumori in fasi precoci eventualmente presenti nel loro seno vengano
di colpo privati di estrogeni e smettano di crescere, senza mai
raggiungere uno stadio in cui sono visibili alla mammografia.
"Questo potrebbe essere lo studio dell'anno", afferma Otis Brawley,
direttore del Georgia Cancer Center della Emory University.
"I dati raccolti spiegherebbero anche perché i tassi di cancro al
seno sono inferiori nelle donne di colore, tradizionalmente meno
inclini ad assumere ormoni".
Fonte: Kolata G. Reversing trend, big drop is seen in breast cancer.
The New York Times 15/12/2006.
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Pillola abortiva, E siamo alla 16ª
vittima -
SILENZIO OMERTOSO IN VISTA DEL VARO
E siamo a sedici. La pillola abortiva Ru486, che
forse tra pochi mesi sarà commercializzata in
Italia, ha provocato la morte di un'altra donna,
che va ad aggiungersi alle quindici di cui
abbiamo già dato notizia. Una notizia, però, che
quasi nessuno ha raccolto. La grande stampa
italiana ha ostinatamente ignorato queste morti,
e ha preferito prendere per buono il ritornello
ripetuto meccanicamente dai sostenitori della
pillola: si tratta di un farmaco assolutamente
sicuro, usato in Europa da anni, e l'Italia,
autorizzandone la diffusione, non farebbe altro
che colmare un vistoso ritardo.
Pazienza, ci siamo abituati: che i mezzi di
comunicazione di massa filtrino le notizie
secondo il proprio orientamento ideologico non
sorprende.
Sorprende invece, e soprattutto inquieta, che
persino chi ha il compito ufficiale di vigilare
sulla sicurezza dei farmaci non disponga di
informazioni certe sul numero delle morti.
Nell'ultimo bollettino dell'Agenzia italiana del
farmaco (Aifa) si può leggere un articolo
intitolato «Ru 486: efficacia e sicurezza di un
farmaco che non c'è». Lo scopo del pezzo, si
legge nel sommario, è di fornire «un
aggiornamento dettagliato» sulla pillola
abortiva, ma la bibliografia non appare molto
aggiornata. Le morti, secondo l'articolo,
sarebbero in tutto 9, di cui 6 per sepsi.
I conti non tornano: le donne morte per sepsi
sono già 9, mentre il totale dei decessi è
arrivato, con quest'ultimo tragico caso (ne
parliamo diffusamente nell'inserto «è vita»)
appunto a 16. Non è, però, la sola lacuna
dell'articolo citato; anche la contabilità degli
eventi avversi non è aggiornata, mentre le
percentuali di efficacia si basano su fonti e
criteri di valutazione molto discutibili.
Nel testo, fra l'altro, non si accenna a uno
degli aspetti sanitari più problematici del
metodo chimico: circa il 20% delle donne
francesi e addirittura il 50% delle inglesi che
si rivolgono alle cliniche «Marie Stopes» non si
presentano alla visita finale di controllo, e
degli esiti dell'aborto non si sa più nulla.
Su tutto questo, e su altre informazioni
imprecise o incomplete contenute nell'articolo
del Bollettino Aifa, torneremo con maggiori
dettagli. Oggi vogliamo soltanto ricordare la
ragazza di diciott'anni, senza volto, senza
nome, senza storia, che è morta grazie alla
pillola che i media americani chiamano da tempo
«kill pill».
Le 16 donne che hanno pagato così duramente la
loro scelta di interrompere la gravidanza, in
Europa non hanno mai avuto l'onore di una pagina
di giornale. Nessuno ha raccontato la vicenda di
Rebecca Tell Berg, sedicenne svedese morta sotto
la doccia per una violenta e inarrestabile
emorragia, o di Oriane Shevin, figlia del
presidente del Comitato nazionale di bioetica
francese Didier Sicard.
Nemmeno la morte della diciottenne Holly
Patterson, che negli Usa ha provocato una
campagna di stampa sulle misteriose infezioni
letali provocate dal batterio Clostridium, ha
avuto eco in Europa.
Il velo di silenzio che avvolge i decessi da
aborto chimico è così fitto che il New York
Times ha avanzato l'ipotesi che le morti possano
essere più di quelle di cui con tanta fatica si
riesce a sapere qualcosa.
Ci auguriamo che l'Agenzia italiana del farmaco,
che dovrà esaminare la documentazione
scientifica sulla Ru486 per autorizzarne
l'eventuale registrazione nel nostro Paese, non
si fermi a un approccio superficiale, e svolga
in piena trasparenza il proprio compito,
offrendo una risposta convincente ai tanti dubbi
che la pillola suscita.
Ci auguriamo che l'Agenzia del farmaco non si
fermi a un approccio superficiale.
By Eugenio Roccella - Tratto da: Avvenire del
29/11/2007
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Rita
Levi Montalcini e la vicenda
Cronossial
Nel
1975 Francesco Della Valle,
gestore della
Fidia, azienda farmaceutica
di Abano (Padova) ottiene da
Duilio Poggiolini, il
corrotto dirigente del
Ministero della Sanità (sarà
in seguito condannato, insieme
alla moglie complice), la
registrazione di un farmaco
spacciato come miracoloso, il
Cronassial. Non supererà mai
i test scientifici imposti dalla
normativa e si rivelerà, nelle
miglior delle ipotesi, un
placebo e, nelle peggiori,
addirittura dannoso. Della
Valle, che ha bisogno di
referenti scientifici per far
pubblicità al suo Cronassial,
versa 50 milioni (del 1975,
badate bene) a
Rita Levi Montalcini, che
perora contributi per la
Fondazione Levi.
Da questo momento i rapporti tra
Levi Montalcini e Fidia si fanno
sempre più stretti. «La
scienziata -dichiararono a
Espansione i ricercatori
della Fidia- segue le indagini
di laboratorio e ne esamina i
risultati», mentre il materiale
promozionale dell’azienda
rimarca il madrinaggio
dell’illustre scienziata, che
assurge, nei fatti se non nelle
intenzioni, a capofila dei
garanti scientifici della Fidia.
Nel 1986 la Levi Montalcini
riceve, insieme a Stanley Cohen,
il Nobel per la scoperta del
fattore di accrescimento delle
fibre nervose. Nel suo discorso
di ringraziamento dinanzi alla
stampa mondiale, la donna si
rivolge riconoscente agli amici
della Fidia che l’hanno aiutata
nelle ricerche. Per Fidia e il
suo Cronassial è un trionfo.
Il Cronassial, che nei momenti
di massima incidenza sul
fatturato arriva all’82%,
diventa il farmaco più venduto
in Italia. Il marketing
aggressivo di Della Valle induce
i medici a prescriverlo come
cura di tutti i mali.
La Fidia, che nel 1968,
all’arrivo di Della Valle,
fatturava 600milioni, balza a
420 miliardi e si colloca al
quarto posto nella classifica
delle
industrie
farmaceutiche.
Nel 1989 le autorità della
Germania mettono in relazione il
Cronassial con una malattia che
paralizza gli arti e uccide un
paziente su dieci: la sindrome
di Guillain-Barré.
Il Cronassial è bandito dal
mercato tedesco. L’anno dopo, in
Gran Bretagna, gli inglesi
vietano la vendita del
Cronassial, che è ricavato dal
cervello di bue. In seguito il
farmaco sarà bandito anche dalla
Spagna (per la Guillain-Barré) e
in altri mercati, mentre negli
Stati Uniti non otterrà mai la
registrazione. Inizia il
tramonto di Della Valle, che i
padroni della Fidia cacciano
(misteriosi individui di una
società anonima basata a
Mendrisio, in Svizzera).
Della Valle si mette in proprio
e fonda una microazienda, la
Lifegroup. Levi Montalcini, che
in tutto questo tempo non ha mai
preso le distanze dai nefasti
del Cronassial,
dichiara:«L’uscita di Della
Valle dalla Fidia minaccia la
sopravvivenza della ricerca
scientifica». Che invece
sopravviverebbe alla Lifegroup,
dove l’anziano premio Nobel
dirotta la propria
collaborazione.
Espansione chiese invano a Levi
Montalcini un commento sulle
disgrazie del Cronassial, nel
frattempo fustigato anche dal
British Medical Journal, una
delle più autorevoli riviste
scientifiche internazionali del
settore. Le vendite del
Cronassial crollarono del 95%
finché persino l’Italia,
nonostante le resistenze di
Poggiolini, fu costretta a
metterlo fuori legge. Stampa e
comunità scientifica
internazionale spararono a zero
contro «un farmaco in cerca di
patologia», come lo battezzò
Daniele Coen, ricercatore
dell’Istituto Negri di Milano
(presieduto da Silvio Garattini).
Furono stigmatizzate le astuzie
di Della Valle, la complicità
dei medici prescrittori e le
corruttele al ministero della
Sanità.
Fonte:
politicamolecolare.blogspot.it/
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Farmacologia - Glossario
Specialità medicinale:
questi due termini identificano, per usare un
linguaggio legale, qualsiasi prodotto che possa
curare una malattia e che sia stato autorizzato
dal Ministero della Sanità con
quest'indicazione. Nel linguaggio comune è ciò
che noi chiamiamo farmaco o medicina, che si
trova solo in farmacia, e si acquista con o
senza ricetta del medico. Sono quindi esclusi da
questa definizione i farmaci generici, i
prodotti erboristici e gli integratori
alimentari.
Farmaci da banco:
detti anche OTC (dall'Inglese Over The Counter)
sono quei medicinali che si acquistano senza
bisogno di ricetta medica. Solo per questa
categoria, in Italia, è possibile la pubblicità
rivolta al pubblico, su giornali, riviste,
televisione.
Marchio registrato:
in campo farmaceutico corrisponde al nome di
fantasia che l'azienda sceglie per il suo
farmaco. Viene registrato per evitare che
un'altra azienda possa utilizzare lo stesso nome
per vendere un altro prodotto.
Forma farmaceutica:
detta anche formulazione, indica l'aspetto
macroscopico con cui viene presentato il farmaco
perché possa essere assunto dal paziente. Forme
farmaceutiche sono le compresse, le capsule, i
confetti, gli sciroppi, le polveri (confezionate
in bustine), le soluzioni (gocce, colliri, fiale
per iniezioni o aerosol), le supposte, i
cerotti, le creme, gli unguenti, i gel e altre
ancora.
Principio attivo:
è il componente attivo del farmaco, il
medicinale vero e proprio, responsabile
dell'azione curativa che ci aspettiamo quando
assumiamo una medicina.
Eccipiente:
è un componente inattivo del farmaco, cioè
innocuo perché privo di qualsiasi azione
farmacologica. In genere ogni medicinale ne
contiene più di uno, come amido, cellulosa,
talco, magnesio stearato, glicole propilenico,
acqua, saccarosio e molti altri. Queste sostanze
chimiche possiedono funzioni tecniche
fondamentali: proteggono il principio attivo
dalle aggressioni esterne (caldo, freddo,
umidità, agenti chimici); ne aumentano il volume
(100-500 milligrammi di principio attivo sono
una quantità microscopica) per consentire la
preparazione di compresse (o qualsiasi altra
forma) di dimensioni accettabili; rendono
stabili soluzioni e sospensioni evitando che il
principio attivo precipiti sul fondo della
bottiglia; facilitano l'assorbimento del
principio attivo aiutandolo a sciogliersi bene
quando è all'interno del nostro organismo;
correggono il sapore sgradevole della maggior
parte dei medicinali.
Dosaggio:
la quantità, o dose, di principio attivo
presente nell'unità posologica, cioè in una
compressa o capsula o bustina, ecc.
Posologia:
il numero di dosi che il paziente deve assumere
nelle 24 ore per ottenere il desiderato effetto
terapeutico.
Assorbimento:
è il gradino fondamentale perché un farmaco
possa esplicare la sua azione. Il principio
attivo si deve prima sciogliere, poi viene
assorbito, cioè entra nel sangue e dal circolo
arterioso viene trasportato in tutti i distretti
del nostro organismo, raggiungendo così anche
l'organo o la zona dove deve esplicare la sua
azione terapeutica.
Forma cristallina:
ogni sostanza chimica solida (come la
maggioranza dei principi attivi) se osservata al
microscopio si presenta con una struttura
tridimensionale simile a una gabbia. Alcune
molecole, secondo il procedimento con cui sono
state prodotte, pur essendo pure, possono avere
forme cristalline diverse. Il tipo di cristallo
influisce sulle caratteristiche fisiche della
sostanza, in particolare sulla sua solubilità.
Galenici:
tradizionalmente i farmaci preparati in farmacia
dal farmacista, su ricetta del medico, in forma
e dose adatte a un singolo paziente.
Successivamente vennero divisi in due
sottocategorie: i galenici magistrali, allestiti
dal farmacista, e i galenici multipli (perché il
farmacista può prepararne una scorta) la cui
composizione è descritta nel Formulario
Nazionale della Farmacopea Ufficiale. I galenici
multipli spesso vengono prodotti anche dalle
aziende farmaceutiche e prendono il nome di
farmaci preconfezionati prodotti
industrialmente.
La normativa attuale classifica i galenici del
Formulario Nazionale come farmaci generici
perché contengono esclusivamente principi attivi
non più coperti da brevetto.
Via di somministrazione:
è il modo in cui deve essere assunto il farmaco,
può essere orale (per bocca), parenterale
(iniezione), nasale, cutanea, ecc. Una stessa
forma farmaceutica non implica necessariamente
che la via di somministrazione sia la medesima.
Un aerosol spray può essere orale o nasale; le
gocce sono nasali, orali, oculari; le compresse
sono da inghiottire, da sciogliere sotto la
lingua, da sciogliere in acqua; le fiale sono
endovena, intramuscolo, da bere, per aerosol.
By Elisa Lucchesini
Tratto da:
http://www.dica33.it/argomenti/farmacologia/generici/generici6.asp
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ALCUNI FARMACI RITIRATI E QUELLI A RISCHIO
Cerivastatina (Lipobay/Baycol)
Appartiene alla classe degli anticolesterolo
(statine) usati per prevenire eventi coronarici
in pazienti con cardiopatie. Fu ritirato nel
2001 con l'accusa di aver causato numerosi
decessi. Specie se associato ai fibrati provoca
danni muscolari, fino a rabdomiolisi, con gravi
conseguenze a livello renale e cardiaco.
Antidepressivi (Prozac, Zoloft, Paxil, Effexor)
Gli antidepressivi di nuova generazione, gli
Ssri, che inibiscono la ricaptazione della
serotina, erano considerati efficaci anche negli
adolescenti. Nel 2004 la Fda e l'Emea hanno
stabilito che non solo gli Ssri ma l'intera
categoria degli antidepressivi aumenta il
rischio di comportamenti suicidi nei pazienti
pediatrici e negli adolescenti.
Cisapride (Cipril/Alimix)
Farmaco usato anche nei bambini contro il
reflusso gastroesofageo: ritirato dal commercio
nel 2000 dopo che Vanessa Young, una 15enne con
lievi disturbi gastrici, morì di infarto a causa
del farmaco. Negli Usa viene ancora prescritto,
in casi particolari e sotto stretta sorveglianza
del medico.
Sibutramina (Meridia/Reductil)
Sviluppata inizialmente come antidepressivo, si
scoprì che poteva servire a perdere peso,
facendo crescre i livelli di serotonina e
noradrenalina. Fa aumentare la pressione
arteriosa ed espone a rischio cardiovascolare
anche fatale.
Nel marzo 2002 il ministero della Salute
sospende cautelativamente la vendita del farmaco
e richiede all'Emea una rivalutazione del
profilo rischio/beneficio. La sospensione della
sibutramina è annullata nell'agosto 2002 ed è
riammessa in commerco con precise
controindicazioni e a uso specialistico.
Terapia sostitutiva ormonale
Nel 2002 uno studio su 16 mila donne, il Women's
health initiative (Whi), che prendevano ormoni (estro-progestinici)
in menopausa è stato interrotto prima della data
prevista, il 2005, dopo 5 anni e due mesi:
l'assunzione in dosi fisse di questa
combinazione di ormoni ha evidenziato che i
rischi erano superiori ai benefici: aumento di
ictus, trombosi venosa, embolia polmonare e
tumore al seno.
Rosuvastatina (Crestor)
Introdotta sul mercato nel 2003 è anch'essa
sotto stretta sorveglianza, come tutte le altre
statine. David Graham, dell'Fda, in contrasto
con la sua Agenzia per la sicurezza sui farmaci
sostiene sia necessario sottoporre a revisione
il Crestor per gli alti rischi cui è associato:
danni muscolari, come la rabdomiolisi, e
insufficienza renale.
Valdecoxib (Bextra), Parecoxib (Dynastat),
Celecoxib (Celebrex/Artilog/Solexa), Eterocoxib
(Arcoxia, Algix, Tauxib), Lumiracoxib (Prestige,
registrato in Europa, sospeso temporaneamente il
lancio)
Appartengono alla classe dei nuovi
antinfiammatori, i Coxib, inibitori selettivi
della cox-2. Il rofecoxib (Vioxx) è stato
ritirato, ma tutti i Coxib sono sottoposti a
revisione da parte di Fda ed Emea: per valutare
l'opportunità di mantenerli in commercio.
L'Emea ha indicato forti limitazioni d'impiego,
controindicazioni nei pazienti con malattia
cardiaca o ictus, e ulteriori controindicazioni
nei pazienti con ipertensione, precauzione nei
pazienti a rischio cardiovascolare e utilizzo
alla dose più bassa per un trattamento il più
breve possibile.
Sartani Candersartan (Blopress, Ratacand)
Eprosartan (Tevetenz), Irbersartan (Aprovel,
Karvea) Losartan (Loortan, Losaprex, Neolotan),
Telmisartan (Micardis, Pritor) Valsartan (Tareg,
Valpression)
Sono antagonisti dei recettori
dell'angiotensina-2, efficaci come
antipertensivi, nell'insufficienza cardiaca e
come nefroprotettori. Negli ultimi tempi hanno
registrato una crescita vertiginosa di
prescrizioni sostituendosi agli Ace-inibitori.
In realtà, studi concludono che i sartani
espongono a maggior rischio di infarto.
Tratto dall'archivio di panorama.it
vedi:
INTEGRATORI
(Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO
+
Pericolo Farmaci
+
BIG PHARMA
Altro elenco di
Farmaci pericolosi
- By Valdo Vaccaro:
1970. Si
scopre che il Nembutal, e altri barbiturici
simili, prescritti per anni contro l’insonnia,
anziché curare tale problema, lo causano e lo
aggravano soltanto. Vengono dunque ritirati dal
mercato.
1970. Il
Phenacetin, antidolorifico venduto in Usa da
anni, con oltre 200 marchi diversi, è ritirato
dal mercato perché blocca le funzioni renali,
disintegra il fegato, distrugge i globuli rossi
e causa cancro al rene.
1970. L’Amydoprina,
altro antidolorifico, venduto da anni in
associazione con 160 prodotti e marchi diversi,
viene mandato in fretta e furia in pensione. E’
infatti causa di danni letali al sangue (granulocitosi).
1970. Il
Salgydal, antidolorifico venduto da decenni in
associazione col Phenacetin e l’Optalidon, va
fuori commercio. E’ causa di gravi danni al
sangue (granulocitosi).
1970. Il
Pronap e il Plaxin, tranquillanti, causano
decine di morti tra i bimbi del Sud-Africa.
1970. Il
Preludin e il Marsiton, pillole per dimagrire
riducendo l’appetito, vengono dichiarate fuori
legge, avendo causato danni al cuore e al
sistema nervoso.
1971. Il
Marzine, usato come anti-nausea, dopo che in
Italia e in Svizzera ha danneggiato gravemente
molti bambini.
1971. Il
Reserpine, prescritto per ridurre la pressione,
viene messo al bando. Si è scoperto che aumenta
di 3 volte il rischio di cancro al seno, al
cervello, al pancreas, all’utero. Causa inoltre
depressione e incubi notturni.
1971. Il
Paracetamol, proposto come antidolorifico
sicuro, privo di effetti collaterali, causa 1500
ricoveri urgenti in Inghilterra. E va in
dimenticatoio.
1971. L’Orabilex
causa in Usa danni al fegato e molti morti.
Ritirato.
1971. Il
Mel/29 causa in Usa molti casi di cataratta.
Ritirato.
1971. Il
Metaqualone causa 366 morti in Usa, e molti casi
di suicidio. Ritirato.
1972. Lo spray
inglese Isoprotenerol viene bloccato in Usa,
dopo che nel mondo ha causato 3500 misteriose
morti tra gli ammalati di asma.
1972. Il
Methotrexate, usato contro leucemia e psoriasi,
causa ulcerazioni in bocca, emorragie e putrefazioni
intestinali, severi casi di anemia, molti cancri
sospetti. Ritirato.
1972.
L’Uretano, usato per curare la leucemia, causa
necrosi delle ghiandole renali. Ritirato.
1973. Il
Mitotane, usato pure contro la leucemia, causa
necrosi ghiandole renali. Ritirato.
1974.
L’antibiotico Isoniazid, usato contro la
tubercolosi, causa necrosi al fegato. Ritirato.
1974.
L’antibiotico Kanamycin, usato contro la
tubercolosi, causa insufficienza renale.
Ritirato.
1974. Il
Cyclophosphamide, anticancerogeno, provoca
necrosi diffuse che fanno fuori il paziente
prima e di più del cancro stesso. Ritirato.
1974. Il
Chloramphenicol o Chloromycetin, antibiotico
contro la febbre tifoide, causa distruzione
midollo, severe anemie e collasso
cardiovascolare. Ritirato.
1974. Il
Bismuth, prescritto contro diarrea e la
costipazione, causa intossicazioni e 28 morti in
Francia. Ritirato.
1974. Il
Phenolphthalein, contenuto in molti innocenti
lassativi, causa vomito, albumine nelle urine (e
dunque danni ai reni), delirio e morte.
Ritirato.
1975. Il
Stilboestrol, è causa di cancro nella
popolazione femminile giovane. Ritirato.
1975.
L’antiallergico Trilergan, che era stato oggetto
di contestazioni anni prima, viene finalmente
bloccato in Italia, dopo aver provocato molti
casi di epatite virale.
1976. I
laboratori svizzeri Salvoxyl-Wander, della
Sandoz, ritirano l’antireumatico Flamanil,
perchè fa perdere coscienza alla gente.
1976. Il
gigante farmacologico inglese ICI (Imperial
Chemical Industries), comincia a pagare
salatissime compensazioni ai congiunti delle
vittime e ai sopravvissuti, per l’infausto
cardiotonico Ebaldin (che era stato testato per
7 anni sugli animali).
1977. La
Ciba-Geigy, multinazionale svizzera, ritira dal
mercato il suo Phenformin dopo che è stato dato
ai diabetici per 18 anni, nonostante causasse
notoriamente oltre 1000 morti/anno.
1978. Le
autorità mediche tedesche, appresa la faccenda
Phenformin, approvano la continuazione-uso del
medesimo sotto i nomi di Dipar e di Sindatil per
un altro anno, con sollievo della Ciba-Geigy e
altri morti tra i diabetici.
1979. Un
gruppo di medici americani informa il Senato che
il tranquillante Valium, preso dal 15 percento
della popolazione americana, è vera droga
dopante, causante dipendenza. Ma non ottiene
nulla.
1983. Ai
famosi anti-artritici e anti-dolorifici
Butazolidin e Tanderil, della Ciba-Geigy,
vengono imputate le morti di 1182 persone (da
fonte interna aziendale) e di 10 mila persone
(da fonti esterne). Eppure la ditta giudica
assurda la richiesta di ritirare il farmaco
(cosa che avverrà poi 2 anni dopo).
Nell’annunciarne il ritiro, il ministro
britannico della salute Kenneth Clarke, cita
oltre 400 morti accertati ultimamente, e 1500
morti nei 20 anni di presenza di Butazolidin e
Tanderil sul mercato britannico.
1984. Il
Roacutane, potente anti-acne fabbricato dalla
svizzera Roche, prescritto alle donne in attesa,
causava bambini deformi alla nascita. In Usa 200
donne denunciarono la Roche, prima ancora di
mettere al mondo 24 bambini rovinati.
1985. La A.H.
Robins di Richmond, che aveva totalizzato
vendite record coi suoi anticoncezionali
intrauterini Dalkon Shield, ha dovuto tacitare
9230 casi di denunce con 378 milioni di Us$, più
spese legali per 107 milioni di Us$, con altri
5000 casi legali pendenti e 371 nuovi casi/mese
in arrivo. Il prodotto causava infatti cancro
alle parti intime femminili.
1985. La Dow
Chemical, produttrice dell’Agent Orange,
defoliante usato nella guerra del Vietnam, ha
accettato di pagare ai vietnamiti reduci la
somma di 180 milioni di Us$ per l’esposizione a
tale cancerogeno.
1985. La
Merrell Dow, sussidiaria della Dow Chemical, ha
accantonato un fondo di 120 milioni di Us$ per
tacitare i reclami sulle pericolose pillole
Benedectin, prescritte alle future mamme contro
i disturbi mattinieri (Benedectin che appartiene
sempre alla famiglia del Thalinomide).
1985. La Eli
Lilly americana, finisce davanti ai giudici,
dopo che il suo Oraflex, anti-artritico, coi
nomi commerciale di Benoxaprofen e di Opren, è
accusato di gravi danni al fegato e ai reni,
nonché di 100 casi di morte. La Eli Lilly si
rifiuta di pagare i danni alle famiglie perché
si sente in una botte di ferro. E la corte
federale gli dà ragione, perchè tutte le prove
sugli animali sono state regolarmente eseguite.
Più nuovi
farmaci in circolazione, più esperimenti sugli
animali, più vivisezioni, più malattie, più
medicine che ammazzano e vengono ritirate.
La Unido (United
Nations Int’l Dev Org) ha dichiarato di recente
che, dei 205 mila farmaci in circolazione, sono
soltanto 26 quelli che davvero contano e che
meriterebbero essere salvati.
I farmaci
servono
solo a
rendere sempre più deboli e dopati gli esseri
umani,
e sempre più
resistenti
i batteri
che si vorrebbero eliminare mediante
farmaci o
vaccini.
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STRATTERA: GRAVI DANNI al FEGATO
in USA, l'FDA LANCIA l'ALLARME.
La
Food and Drug Administration ha emesso un "warning"
per danni
epatici potenzialmente
mortali a carico dello
Strattera®, lo
psicofarmaco che viene somministrato anche
in Italia per gestire i
bambini
iperattivi,
agitati e distratti, ma l'Agenzia
Italiana del Farmaco non ha ancora preso
alcuna iniziativa.
(Poma, Giù le Mani dai Bambini) "Non siamo
affatto stupiti, abbiamo evidenziato all'AIFA
ed all'ISS
la pericolosità dello Strattera molto tempo fa,
ma hanno deciso di autorizzarlo comunque alla
commercializzazione.
Si assumeranno tutte le responsabilità in
caso di decesso di
bambini italiani". (Prof. Fava Vizziello,
Neuropsichiatra Infantile UniPadova): "Oltre ai
problemi al fegato, vedobambini completamente
appiattiti dallo psicofarmaco, totalmente
disinteressati all'ambientee con lo sguardo
vuoto: mai come oggi è necessaria questa
campagna informativache spiega i rischi dell'uso
di queste molecole sui bambini"
(Rockville, USA) - La
Food and Drug Administration, dopo
l'ennesimo report per gravi danni epatici -
anche mortali - riportati da picoli pazienti
trattati con lo psicofarmaco
atomoxetina (nome commerciale Strattera®),
ha emesso una comunicazione urgente indirizzata
a tutti i medici autorizzati all'esercizio della
professione negli Stati Uniti, sollecitandoli
ad informare immediatamente le famiglie dei
loro pazienti circa i rischi associati all'uso
del medicinale, con preghiera - avvisa l'FDA -
"di contattare il proprio medico al primo
sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea,
vomito, prurito, urine scure, ittero della
pelle, gonfiori dell'area epatica o inspiegabili
sintomi influenzali".
Lo Strattera® fu approvato il 26/11/2002 come
psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi,
distratti ed agitati. Dal 2002 al 2007, circa
3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto
prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati
Uniti, e di essi circa 2,1 milioni (64%) erano
minorenni.
L'FDA nella sua comunicazione scrive che "mentre
nella fase di pre-commercializzazione non erano
stati evidenziati segnali circa possibili danni
gravi al fegato, i report successivi alla
commercializzazione hanno identificato nell'atomoxetina
un elemento causante malattie epatiche, anche
gravi ed a volte mortali".
A seguito di tali reports, nel 2004 è
stata resa obbligatoria l'aggiunta di un avviso
in grassetto sui foglietti illustrativi di
questo psicofarmaco, indicante i potenziali
rischi di gravi danni
al fegato.
Nonostante queste misure precauzionali, l'FDA
dichiara di aver ricevuto "sei ulteriori report
di gravi danni epatici in pazienti trattati con
atomoxetina".
A seguito di ciò, i foglietti sono stati
ulteriormente rivisti in senso ancor più
restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non
cessano di pervenire. "Gli operatori della
salute e i pazienti - sostiene l'FDA - devono
quindi essere messi in guardia dai gravi rischi
epatici associati all'uso di atomoxetina e
riferire immediatamente eventuali casi al
programma federale di controllo MedWatch".
Il fegato è il principale organo che metabolizza
i farmaci, ed a volte questi
possono causare danni
alle cellule epatiche: da aumenti di
attività enzimatica nel sangue, ad un vero e
proprio collasso dell'organo con
conseguente necessità di
trapianto.
"Questo tipo di danni possono portare anche al
decesso -
dichiara l'FDA - e questa è una delle ragioni
principali per cui un farmaco viene rimosso dal
mercato". "Non siamo purtroppo stupiti per ciò
che sta accadendo il USA - ha dichiarato Luca
Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai
Bambini, il più attivo Comitato italiano per la
farmacovigilanza pediatrica - perchè il nostro
primo avviso in Italia sulla pericolosità dello
psicofarmaco Strattera® è del dicembre 2005, e
l'abbiamo ripetuto nel febbraio 2007, ma
l'Istituto Superiore di Sanità li ha
pressochè ignorati e l'Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA) ha deciso di
autorizzare comunque
al commercio questa molecola,
che è pericolosa per i nostri
bambini.
Questi enti si assumeranno la piena
responsabilità per tali decisioni, nella
denegata ipotesi in cui qualche piccolo paziente
avrà problemi gravi con questo psicofarmaco: non
potranno dire che non sapevano".
Il Prof. Graziella Fava Vizziello, Primario,
Neuropsichiatra Infantile e Professore Ordinario
di Psicologia all'Università di Padova, ha
dichiarato al riguardo: "In questo ultimo
periodo continuiamo a ricevere bambini in
trattamento farmacologico, etichettati "Adhd"
in qualche centro specializzato.
Con questi 'miracolosi' psicofarmaci in
commercio, i genitori preferiscono far
classificare il figlio come
ADHD piuttosto
che affrontare situazioni complesse e mettersi
davvero in gioco per risolverle.
Spesso i genitori si rendono conto che i bambini
stanno soffrendo anche gravemente a causa del
trattamento farmacologico, e li portano da noi
con il sospetto che qualcosa non stia
funzionando, ma non decidono di far sospendere
il farmaco paura di perdere il controllo della
situazione ed essere loro stessi responsabili di
conseguenze imprevedibili.
Oltre agli effetti dello Strattera sul fegato,
ho visto bambini completamente appiattiti,
totalmente disinteressati all'ambiente, con lo
sguardo vuoto ed "immobilizzati" dal farmaco,
più che calmati.
Mai come oggi è necessaria questa campagna
informativa, che illustra i rischi dell'uso di
questi psicofarmaci sui bambini".
Per media relations: 337/415305 -
portavoce@giulemanidaibambini.org
Il "warning" della Food and Drug Administration
è attualmente consultabile in lingua inglese
alla URL:
http://www.fda.gov/cder/dsn/2009_v2_no1/postmarketing.htm#atomoxetine
vedi:
Disintossicazione
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