Cosa e'
un
Farmaco
?
La parola "farmaco" in greco "pharmakon"
significa "veleno", e' tutto dire....
Un farmaco è una
sostanza esogena, organica o inorganica, naturale o
sintetica, che è capace di indurre modificazioni
funzionali in un organismo vivente, attraverso un'azione
fisica, chimica o fisico-chimica, proprio come un veleno
(quello di sintesi chimica), se non e' di provenienza
naturale e con le giuste dosi.
Specialità medicinale:
questi due termini identificano, per usare un linguaggio
legale, qualsiasi prodotto che possa curare una malattia
e che sia stato autorizzato dal
Ministero della Sanità
con quest'indicazione.
Nel linguaggio comune è ciò che
noi chiamiamo farmaco o medicina, che si trova solo in
farmacia, e si acquista con o senza ricetta del medico.
Sono quindi esclusi da questa definizione i farmaci
generici, i prodotti erboristici e gli integratori
alimentari.
Farmaci da banco: detti anche OTC (dall'Inglese
Over The Counter) sono quei medicinali che si acquistano
senza bisogno di ricetta medica. Solo per questa
categoria, in Italia, è possibile la pubblicità rivolta
al pubblico, su giornali, riviste, televisione.
Marchio registrato: in campo farmaceutico
corrisponde al nome di fantasia che l'azienda sceglie
per il suo farmaco. Viene registrato per evitare che
un'altra azienda possa utilizzare lo stesso nome per
vendere un altro prodotto.
Forma farmaceutica: detta anche formulazione,
indica l'aspetto macroscopico con cui viene presentato
il farmaco perché possa essere assunto dal paziente.
Forme farmaceutiche sono le compresse, le capsule, i
confetti, gli sciroppi, le polveri (confezionate in
bustine), le soluzioni (gocce, colliri, fiale per
iniezioni o aerosol), le supposte, i cerotti, le creme,
gli unguenti, i gel e altre ancora.
Principio attivo: è il componente attivo del
farmaco, il medicinale vero e proprio, responsabile
dell'azione curativa che ci aspettiamo quando assumiamo
una medicina.
Eccipiente: è un componente inattivo del farmaco,
cioè innocuo perché privo di qualsiasi azione
farmacologica. In genere ogni medicinale ne contiene più
di uno, come amido, cellulosa, talco, magnesio stearato,
glicole propilenico, acqua, saccarosio e molti altri.
Queste sostanze chimiche possiedono funzioni tecniche
fondamentali: proteggono il principio attivo dalle
aggressioni esterne (caldo, freddo, umidità, agenti
chimici); ne aumentano il volume (100-500 milligrammi di
principio attivo sono una quantità microscopica) per
consentire la preparazione di compresse (o qualsiasi
altra forma) di dimensioni accettabili; rendono stabili
soluzioni e sospensioni evitando che il principio attivo
precipiti sul fondo della bottiglia; facilitano
l'assorbimento del principio attivo aiutandolo a
sciogliersi bene quando è all'interno del nostro
organismo; correggono il sapore sgradevole della maggior
parte dei medicinali.
Dosaggio: la quantità, o dose, di principio
attivo presente nell'unità posologica, cioè in una
compressa o capsula o bustina, ecc.
Posologia: il numero di dosi che il paziente deve
assumere nelle 24 ore per ottenere il desiderato effetto
terapeutico.
Assorbimento: è il gradino fondamentale perché un
farmaco possa esplicare la sua azione. Il principio
attivo si deve prima sciogliere, poi viene assorbito,
cioè entra nel sangue e dal circolo arterioso viene
trasportato in tutti i distretti del nostro organismo,
raggiungendo così anche l'organo o la zona dove deve
esplicare la sua azione terapeutica.
Forma cristallina: ogni sostanza chimica solida
(come la maggioranza dei principi attivi) se osservata
al microscopio si presenta con una struttura
tridimensionale simile a una gabbia. Alcune molecole,
secondo il procedimento con cui sono state prodotte, pur
essendo pure, possono avere forme cristalline diverse.
Il tipo di cristallo influisce sulle caratteristiche
fisiche della sostanza, in particolare sulla sua
solubilità.
Galenici: tradizionalmente i farmaci preparati in
farmacia dal farmacista, su ricetta del medico, in forma
e dose adatte a un singolo paziente.
Successivamente vennero divisi in due sottocategorie: i
galenici magistrali, allestiti dal farmacista, e i
galenici multipli (perché il farmacista può prepararne
una scorta) la cui composizione è descritta nel
Formulario Nazionale della Farmacopea Ufficiale. I
galenici multipli spesso vengono prodotti anche dalle
aziende farmaceutiche e prendono il nome di farmaci
preconfezionati prodotti industrialmente. La normativa
attuale classifica i galenici del Formulario Nazionale
come farmaci generici perché contengono esclusivamente
principi attivi non più coperti da brevetto.
Via di somministrazione: è il modo in cui deve essere
assunto il farmaco, può essere orale (per bocca),
parenterale (iniezione), nasale, cutanea, ecc. Una
stessa forma farmaceutica non implica necessariamente
che la via di somministrazione sia la medesima. Un
aerosol spray può essere orale o nasale; le gocce sono
nasali, orali, oculari; le compresse sono da
inghiottire, da sciogliere sotto la lingua, da
sciogliere in acqua; le fiale sono endovena,
intramuscolo, da bere, per aerosol.
By Elisa Lucchesini - Tratto da: dica33.it
vedi:
Crimini NORIMBERGA 2
+
Farmaco accusa
+
Pericolo Farmaci di
sintesi
+
Big Pharma
+
Dittatura sanitaria
Qui trovate tutte le resistenze del
produttore (Glaxo),
ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al pubblico
dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu
La maggior parte delle
case
farmaceutiche è stata fondata a meta-fine ottocento
o primi del novecento. Inizialmente le nazioni trainanti
in questo settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta scientifica si è
fuso con quello di bene di consumo di massa, per cui la
aziende farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di
fare medicina pratica.
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che
MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J.
ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
vedi:
Conflitti di interesse fra medici
e Big Pharma
Visionate questo video,
parla un informatore farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Sindrome infiammatoria chiamata
"Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono
foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici
impreparati allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
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“Nessuno, dopo questo
film, guarderà senza sospetto la più anonima scatola di
medicinali, o almeno senza pensare di non essere vittima
di una truffa“. - 12 novembre 2013
Così Antonio Morabito, il regista de “Il venditore di
medicine” (prodotta da Amedeo Pagani in collaborazione
con Rai Cinema), film fuori concorso al Festival
Internazionale del Film di Roma e in uscita nelle sale a
gennaio, spiega la trama della sua ultima opera. “Un
tema non certo inedito, quello dello strapotere
delle industrie farmaceutiche e dei suoi rappresentanti
che – sottolinea – è comunque un pugno nello stomaco per
chi almeno un blister al giorno lo frequenta”. Il film è
una dichiarazione di guerra alla sanità italiana dove
gli informatori scientifici vengono rappresentati nella
finzione come corruttori di medici compiacenti.
Tra gli interpreti: Claudio Santamaria, Isabella Ferrari
ed Evita Ciri. Ad apparire in un cameo c’è anche Marco
Travaglio: il vicedirettore de il Fatto Quotidiano veste
le parti di un medico integerrimo, il Professor
Malinverni, che si scaglia contro la pratica abusata da
molti dottori di ricevere viaggi e regali da informatori
farmaceutici senza troppi scrupoli per prescrivere ai
pazienti un medicinale piuttosto che un altro.
Tratto da:
Ecco una clip del film dove compaiono Santamaria e
Travaglio
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/12/cinema-il-venditore-di-medicine-ecco-il-trailer-del-film-con-travaglio-e-santamaria/253230/
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Nuove linee guida svizzere per ridurre l’influenza di
Big
Pharma
L’Accademia Svizzera di Scienze Mediche (ASSM) ha
aggiornato le sue linee guida sull’interazione tra
medici e industria del farmaco, che sappiamo essere
molto potente in quel paese. (1)
L’obiettivo è ridurre i comportamenti immorali. Le nuove
linee guida sono entrate in vigore il 1 febbraio 2013.
Tutto è iniziato nel 2012 quando il segretario generale
dell’ASSM, Hermann Amstad, ha criticato l’abitudine da
parte dell’industria di organizzare conferenze non
aperte al pubblico per le quali alcuni medici
ricevevano 500 franchi per far parte di gruppi di
consulenza, ma in realtà si limitavano a star seduti ad
ascoltare le presentazioni di nuovi farmaci da parte di
dipendenti delle industrie stesse.
Le nuove linee guida
proibiscono questa pratica.
Proibiscono anche il ghostwriting e chiedono che i
gruppi di ricerca abbiano un accesso completo e
trasparente ai dati. Quest’ultima richiesta deriva dallo
scandalo dei dati sull’efficacia del tamiflu che
Hoffmann-La Roche rifiuta
di rendere pubblici.
Secondo l’ASSM, l’aggiornamento è stato concordato con
rappresentanti dei medici e dell’industria, allinea la
Svizzera a quanto si sta facendo nel campo in altri
paesi, e dovrebbe entrare a far parte della legislazione
nazionale.
Altri sono meno ottimisti e ricordano episodi di
corruzione di alti dirigenti dell’ASSM: come possono dei
dirigenti corrotti mettere in atto delle linee guida
anticorruzione ?
Ricordano anche l’omertà tra medici che permette a molti
scandali di non essere mai svelati, nonostante i
tentativi di molti giornalisti e investigatori.
Forse tutto il mondo è paese, ma anche il nostro paese
(Italia) avrebbe bisogno di darsi una mossa.
1. Hyde R. New Swiss guidelines aim to curb big pharma’s
influence. Lancet 2013;381:441-2
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CONTROINDICAZIONI,
NOCIVITA`DEI FARMACI
I farmaci sono sostanze chimiche che, nella
totalità dei casi, associano a presupposte proprietà
benefiche per l’organismo, anche effetti dannosi su vari
tessuti, organi o sistemi. Premesso quindi che i farmaci
vanno assunti solo quando strettamente necessario
(pericolo di vita), seguendo scrupolosamente le
indicazioni fornite dal
medico, si possono
definire controindicazioni all’assunzione di un
determinato farmaco (o classe di farmaci) le condizioni
patologiche o fisiologiche che renderebbero pericolosa
tale assunzione, facendo prevalere gli effetti dannosi
su quelli supposti benefici.
Si parla sempre di controindicazioni “”relative”" ed
“”assolute”". Questi due termini indicano una diversa
gradazione del pericolo cui il paziente va incontro
assumendo il farmaco; quando la controindicazione è
relativa, il farmaco può in particolari condizioni
essere somministrato ugualmente (se l'eventuale
beneficio che ne deriva è, a “parere del
medico”,
sicuramente maggiore del potenziale danno).
Tanto per citare un'esempio:
Disastro colposo per la messa in commercio di farmaci
non perfetti - 24 maggio 2008.
Italy – Torino - Si apre un nuovo filone
nell'inchiesta piemontese sull'Agenzia per i farmaci.
Ventidue medicine in commercio sono sospettate di essere
dannose per la salute dell'uomo. Il farmacologo Silvio
Garattini chiede che siano resi nomi i nomi delle
specialità: "E' da incoscienti lasciare in giro farmaci
a rischio per i cittadini e non dire quali siano".
Il ministero: "Non c'è pericolo". Ma il
Ministero della Salute
getta acqua sul fuoco: "Sono specialità conosciute nel
mondo, testate da anni. Non c'è pericolo alcuno"
ripetono. Ammettono che su alcuni "bugiardini", i
foglietti illustrativi contenuti nelle medicine, qualche
controindicazione era stata soppressa per rendere più
facile ottenere la licenza di vendita, "ma è stato
messo già tutto in ordine". Temono la psicosi a Roma e
non vogliono che nei cittadini si diffonda l'idea che in
commercio ci siano farmaci che possono far male. "Non
c'è pericolo", si ostinano a ripetere al ministero.
Soldi in cambio di omissis. Nell'occhio del
ciclone, un antinfiammatorio che, nonostante potesse
provocare "gravi danni al fegato" non è stato sospeso
dal commercio, "dimostrazione - dice la Procura - che
c'è stata una corruzione". Altro caso è quello che
riguarda la commercializzazione di un anestetico locale
"che - come scrivono i giudici - presenta un difetto a
causa del quale due fiale diverse non sono distinguibili
tra loro, con evidenti conseguenze per la salute
pubblica".
Anche questa volta sembra che i funzionari infedeli
dell'Aifa abbiano chiuso un occhio in cambio di laute
mance. Secondo il gip, "la gravità del comportamento di
certuni che non esitano a tutelare gli interessi
commerciali della società produttrice dei farmaci a
scapito delle conseguenze per la salute dei pazienti, è
emblematica".
Dossier compiacenti. E poi ci sono psicofarmaci,
antibiotici, diuretici, antipertensivi, antiasmatici a
base di principi attivi che, scaduti i canonici dieci
anni del brevetto, dovevano essere nuovamente
sperimentati con tutti i crismi, ma che sono stati
proposti con modalità poco convincenti. Si parla di
società che hanno svolto le analisi preparatorie
all'estero, in Ucraina, con modalità poco sicure; di
pratiche sbrigate dall'Aifa troppo celermente; di
dossier piuttosto compiacenti.
Istituita commissione ministeriale. Una speciale
commissione d'inchiesta composta da tre saggi istituita
dal sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio
affiancherà i magistrati piemontesi nell'inchiesta. Agli
arresti da un paio di giorni sono finiti in otto: due i
corrotti, alti dirigenti dell'Agenzia per i farmaci; sei
i corruttori, dipendenti di case farmaceutiche o di
agenzie di intermediazione.
"Niente contro la salute dei cittadini". In questi mesi
ci sono stati pedinamenti, intercettazioni telefoniche e
ambientali, la documentazione video del passaggio di una
mazzetta. Le prime ammissioni, infine, sono arrivate. Il
procuratore di un'azienda farmaceutica indagato per
corruzione ha confessato di aver passato dei soldi ad un
presunto dipendente dell'Aifa
per rendere più facile l'iscrizione nel prontuario. "Ho
ricevuto regali - ha detto l'imputato - ma non ho fatto
niente contro la salute dei cittadini".
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I farmaci di uso comune hanno "effetti
collaterali" anche sulla psiche -
20
marzo 2008
Quanti sono a conoscenza che la
maggior parte dei farmaci di uso comune hanno "effetti
collaterali" non solo sul corpo ma anche sulla psiche ?
Siamo così deresponsabilizzati e svuotati interiormente
che oltre a delegare quotidianamente ai medici la nostra
salute (con i risultati che ben sappiamo), non chiediamo
neppure informazioni e delucidazioni sui pericoli e gli
effetti controindicati dei medicinali che ci vengono
prescritti. Ovviamente non è pensabile che un Medico,
dall’alto della sua conoscenza, possa prescriverci un
prodotto pericoloso per la salute.
Purtroppo NON esistono in commercio farmaci
(di sintesi) privi di
effetti collaterali anche seri e le statistiche sulla
mortalità parlano chiaro: le cause iatrogene (dovute a
errori medici) sono una delle prime tre cause di morte
nel mondo, assieme al cancro e alle malattie
cardiovascolari!
La ricerca statistica (basata su lavori
scientifici) pubblicata nel 2003, dal titolo
inequivocabile: "Death Medicine", denuncia negli Stati
Uniti le seguenti cifre:
- "Reazioni avverse da farmaci in ospedale" provocano
ogni anno 106.000 morti;
- "Reazioni da farmaci non in ospedale" --> 199.000
morti;
- "Gli errori medici" --> 98.000 morti.
Le reazioni avverse di farmaci prescritti da dottori,
provocano (negli Stati Uniti) oltre 300.000 morti ogni
anno!
Quando andiamo a “farci guarire” dal dottore,
invece di ringraziarlo con reverenza per il tempo
dedicatoci, uscendo soddisfatti dallo studio stringendo
nelle mani ricette miracolose, impariamo a fare domande
e a pretendere soprattutto delle risposte, perché questo
ci potrebbe salvare la vita.
Per capire qual è la situazione oggi, ecco qualche
esempio estrapolato dal libro del dottor Andrew Weil: “Dal
cioccolato alla morfina: tutto quello che c’è da sapere
sulle sostanza che alterano la mente”, ed. Arcana.
Stampate e portate al vostro medico di base…
Antistaminici
Alcune
reazioni allergiche vengono mediate da una sostanza
endogena denominata istamina che influisce in modo
rilevante su nervi, vasi sanguigni e altri tessuti. Nel
tentativo di eliminare i sintomi allergici, i
farmacologi hanno creato numerosi farmaci sintetici per
bloccare l'azione dell'istamina. Sono molti gli
antistaminici attualmente disponibili; in dosaggi
elevati vengono prescritti dal medico, ma in dosi
ridotte sono venduti come farmaci da banco: alcuni dei
più diffusi sono la:
difenidramina (Benadryl),
la clorfeniramina (Teldrin, Chlor
Trimeton), la bromfeniramina (Dimetane),
la desclorfeniramina (Polaramine), la
tripelennamina (PßZ, Piribenzamina), la
tripolidina (Actidil), la prometazina
(Fenergan), la pirilamina e la
doxilamina.
Gli antistaminici sono dei farmaci forti che influiscono
su vari apparati dell'organismo, ma spesso non sono così
efficaci nell'azione che dovrebbero svolgere:
contrastare l'istamina ed eliminare le allergie. Il
sistema nervoso centrale è particolarmente sensibile
agli antistaminici.
Questi farmaci provocano spesso delle profonde
alterazioni dello stato d'animo, e non in meglio:
rendono depressi, acidi, apatici e incapaci di ragionare
in modo chiaro.
Alcuni di essi sono chimicamente affini ai tranquillanti
forti (come
la Torazina ) e producono effetti
analoghi sull'umore. La sedazione a cui danno luogo gli
antistaminici potrebbe interferire nella guida di
autoveicoli o in altre attività che richiedono
concentrazione, capacità di ragionamento e buoni
riflessi. Tali effetti si intensificano con l'uso
contemporaneo di alcol e altri sedativi.
Di recente sono stati prodotti degli antistaminici che
non entrano nel cervello: il più noto è la
terfenadina (Seldane).
Non causa sedazione e depressione, ma spesso dà mal di
testa e altri effetti collaterali sgradevoli e inoltre è
molto più costoso dei vecchi antistaminici.
Nonostante la tendenza a mettere il consumatore di
cattivo umore, gli antistaminici sono tra i farmaci più
consumati in assoluto: né i medici né i pazienti li
vedono come sostanze psicotrope. Inoltre, gli
antistaminici sono ingredienti comuni di molti preparati
da banco, come i farmaci per il raffreddore e
sonniferi; a volte vengono addirittura spediti per
corrispondenza come campioni gratuiti. Chiunque soffra
di depressione cronica e letargia dovrebbe accertarsi
che non sta consumando queste sostanze chimiche sotto
qualche forma. Chi soffre di allergia dovrebbe poi
sapere che i sintomi allergici spesso rispondono a
terapie non farmacologiche, come cambiamenti di dieta e
stato d'animo: in questo modo si può interamente evitare
l'assunzione di antistaminici.
Alcuni farmaci di questa categoria sono usati
specificamente per prevenire il mal d'auto. Il
dimenidrinato (Dramamine) è il più noto di
questi. Come i suoi farmaci affini, dà spesso sonnolenza
e uno stato d'animo sgradevole.
Per quanto sia strano, esiste un antistaminico che viene
utilizzato da alcune persone, soprattutto
tossicodipendenti, per sballarsi: è la tripelennamina,
venduta con i nomi commerciali di PBZ e
Piribenzamina. (…)
Un’assunzione di antistaminici in dosi elevate o per
lunghi periodi appare dissennata. Questi farmaci,
invero, producono tossicità nel corpo e nessuno dovrebbe
perdere più tempo del necessario con lo stato d'animo
che producono.
Corticosteroidi (cortisone e affini)
Oltre a produrre l'adrenalina, le
ghiandole surrenali secernono altri ormoni che
controllano il metabolismo e la chimica corporea: questo
gruppo di ormoni proviene dallo strato esterno della
ghiandola, o corteccia, e quello principale viene
pertanto denominato cortisone. Il cortisone e le sue
sostanze affini hanno tutti una struttura molecolare
caratteristica denominata nucleo steroide (che
condividono con gli ormoni sessuali maschili e femminili
descritti più avanti in questo capitolo). La
farmacologia ha ormai imparato a produrre numerosi
medicinali semisintetici con questa stessa struttura, a
partire dal materiali grezzi che si trovano in certe
piante. Come gruppo, questi farmaci si chiamano
corticosteroidi, o semplicemente steroidi: sia quelli
endogeni, sia quelli prodotti dall'uomo.
Uno degli effetti più manifesti dei corticosteroidi è
quello di ridurre l'infiammazione e alcune reazioni
allergiche, come le eruzioni cutanee. In alcuni nuovi
steroidi creati in laboratorio dalla farmacologia tale
azione è stata portata al livello massimo. (…)
I medici prescrivono spesso gli steroidi anche per uso
sistemico, cioè per essere assunti internamente.
Esistono delle indicazioni chiare per questo utilizzo,
ma dato che gli steroidi sembrano avere quasi dei poteri
magici, i medici tendono a prescriverli in modo
eccessivo, a volte somministrandoli per casi blandi come
irritazioni da edera del diavolo o da pannolini, mal di
schiena e altre patologie non abbastanza gravi da
legittimarne l'uso.
Il problema è che l'utile proprietà antinfiammatoria
degli steroidi costituisce solo una delle varie azioni
di questi potenti ormoni: anzi, anche a dosi moderate
gli steroidi sistemici possono sconvolgere in modo
drastico l'equilibrio chimico dell'organismo e dare
luogo a grave tossicità, fino al decesso. Possono
inoltre arrestare la produzione da parte del corpo dei
suoi stessi steroidi e le conseguenze possono essere:
aumento di suscettibilità, ma anche stress e infezione.
Gli effetti collaterali negativi degli steroidi sono ben
noti ai medici, ma poca attenzione viene prestata alla
loro psicoattività.
Questi farmaci possono dar luogo a euforia estrema,
simile alla fase maniaca della psicosi
maniaco-depressiva: in questi casi, la capacità di
giudizio può essere fortemente limitata e il
comportamento può farsi irregolare e illogico.
Con l'uso continuato, questa euforia iniziale può
trasformarsi in intensa depressione.
Gli steroidi possono rendere psicotici alcuni
individui o far venire loro manie suicide. Non tutti
coloro i quali assumono steroidi sistemicamente hanno
queste gravi reazioni, ma probabilmente molti subiscono
dei sottili cambiamenti d'umore: nervosismo, insonnia,
depressione e altre alterazioni mentali a lungo andare
diventano comuni. Chi ha già avuto problemi psichiatrici
dovrebbe essere cauto nel prendere gli steroidi. Tutti,
nondimeno, dovrebbero poi sapere che questi composti
sono tra i farmaci più forti che si conoscano e
andrebbero quindi circoscritti alla cura di malattie
davvero gravi.
Farmaci gastrointestinali
Uno
dei farmaci più diffusi per la terapia dei
crampi
intestinali e della diarrea è il Lomotil, una
combinazione di un oppiaceo denominato difenoxilaio
e di atropina, uno degli elementi costituenti
delle solanacee: entrambe riducono il movimento degli
intestini paralizzando i nervi che li controllano.
Il difenoxilato è una sostanza chimica
strettamente imparentata con la meperidina (Demerol),
uno dei narcotici medici più forti. Analogamente al suo
parente, il difenoxilato può determinare la
depressione del sistema nervoso, che può essere
intensificata dall'uso simultaneo di altri sedativi; può
anche dare euforia e dipendenza. Molti pazienti che
assumono il Lomotil per problemi intestinali
avvertono degli effetti narcotici sull'umore, ma non
hanno minimamente idea del fatto che stanno prendendo un
oppiaceo.
L’atropina in sé ha psicoattività limitata a
basse dosi: quasi tutti la trovano sgradevole a dosi
elevate. Alcuni farmaci di combinazione mescolano
l'atropina con altri derivati delle solanacee, compresa
la scopolamina: il principale principio
psicotropo della famiglia delle solanacee. Il
Donnatal è un esempio di tale miscela che include
altresì del fenobarbital come sedativo. I medici
somministrano spesso questi farmaci ai pazienti,
soprattutto a chi soffre di ulcera, crampi
gastrointestinali e disturbi urinari.
E’ raro che
medici o pazienti considerino il
potenziale di queste terapie nell'alterare stato d'animo
e pensiero, ma, come rilevato nel capitolo sui
deliranti, i farmaci derivati dalle solanacee possono
influenzare profondamente il cervello. L’effetto
psicotropo che viene notato più facilmente è con ogni
probabilità il torpore, anche se nel tempo o ad alte
dosi possono causare cambiamenti ben più bizzarri.
Broncodilatatori
I
broncodilatatori sono farmaci che aprono le vie aeree
nell'apparato respiratorio. Sono molto prescritti, sotto
forma di compresse e spray da inalazione a pazienti con
asma per alleviare il respiro affannoso e la difficoltà
di respirare, caratteristiche della malattia.
Gran parte di questi farmaci agiscono stimolando il
sistema nervoso simpatico, che regola le pareti
muscolari dei tubi bronchiali: di conseguenza, oltre
all'effetto voluto, di norma provocano eccitazione,
ansia, irrequietezza e insonnia. Il paziente non
gradisce questi effetti collaterali, ma se vuole
respirare non ha alternativa a tali farmaci.
Un altro problema dei broncodilatatori stimolanti è
la loro forte predisposizione a causare la dipendenza:
quando l'effetto di una dose svanisce, la costrizione
bronchiale aumenta in reazione al farmaco, rendendo
necessarie altre dosi. Gli asmatici inalano spesso i
broncodilatatori durante tutto il giorno, oltre a
prenderli regolarmente per via orale: tale frequenza
d'uso accresce i rischi di assuefazione e cambiamento
d'umore.
Uno dei farmaci più ampiamente prescritto in questa
categoria, la teofillina, viene tenuto sotto
attento esame come possibile causa di comportamenti
violenti e singolari. La teofillina è il
principio attivo del tè ed è un parente stretto della
caffeina. Per molti anni molti asmatici hanno ingerito
grosse dosi giornaliere di questo stimolante, che un
tempo veniva considerato un farmaco sicuro ed efficace.
Ora, invece, è sempre più comprovato che tale sostanza
può produrre cambiamenti comportamentali seri, di
conseguenza i suoi giorni d'uso nella terapia medica
stanno per finire.
Analgesici "blandi”
I
farmacologi non sono riusciti a produrre degli
analgesici (antidolorifici) di forza media per colmare
il divario tra aspirina e morfina.
Ci hanno fornito molti derivati degli oppiacei che, a
loro giudizio, sono più efficaci dell'aspirina, ma più
sicuri e meno capaci di dare dipendenza rispetto alla
morfina. Se tali farmaci sono efficaci nel controllare
il dolore, tuttavia, esercitano sempre una forte
attrattiva sugli oppiomani ed è quindi verosimile che
portino alla dipendenza.
Uno di questi farmaci è il propossifene (Darvon),
un analgesico da prescrizione ampiamente utilizzato
negli ultimi anni. A volte, per aumentarne l'efficacia,
viene combinato con aspirina e caffeina. Malgrado le
dichiarazioni dei suoi entusiasti produttori, gran parte
dei medici e dei pazienti hanno riscontrato che il
Darvon non è poi molto più valido dell'aspirina:
anzi, alcuni ritengono persino che quando tale sostanza
viene mescolata con l'aspirina, sia quest'ultima a
svolgere la maggior parte del lavoro. Inoltre il
potenziale di abuso del Darvon è analogo a quello degli
analgesici narcotici forti. C'è voluto del tempo perché
i medici riconoscessero l'esistenza dell'abuso di
Darvon, ma adesso la conoscono bene e sono molto più
cauti nel somministrarlo.
Oltre ai farmaci di queste categorie, molti altri
medicinali da prescrizione hanno effetti psicotropi,
malgrado medici, farmacologi e produttori non li
riconoscano. A volte questi affetti si manifestano in
molti pazienti che assumono il farmaco, a volte invece
solo in pochi. Se si comincia una terapia di farmaci
prescritti dal medico e si prova sonnolenza,
depressione, stati di ebbrezza, sogni insoliti e altri
cambiamenti umorali che non si riescono a spiegare
altrimenti, il responsabile di questi disturbi potrebbe
essere proprio il farmaco. Per provarlo occorrerebbe
sospenderne l'assunzione e, dopo un certo intervallo,
ricominciare per vedere se esiste una relazione tra
questo e i sintomi.
PREPARATI DA BANCO
Sciroppi per la tosse
Gli
sciroppi per la tosse da banco sono di varia
composizione. Alcuni non contengono alcuna sostanza
manifestamente psicotropa. Altri hanno invece noti
sedativi come alcol e cloroformio, stimolanti come la
pseudoefedrina, antistaminici o derivati degli
oppiacei considerati come non narcotici. A volte chi
cerca disperatamente un po'di droga e non riesce ad
avere nulla di meglio, arriva a consumare grosse dosi di
questi preparati tentando di sballarsi.
Il principale sedativo da banco della tosse è una
sostanza denominata destrometorfano, un parente
della codeina che calma il nucleo della tosse, ma
che in teoria non produce euforia, dipendenza o altri
effetti caratteristici dei narcotici. Alcuni, tuttavia,
la assumono proprio per inebriarsi. Si trova nello
sciroppo Robitussin e nelle compresse per il
raffreddore Coricidin (red devils, triple-Cs), ma
può essere venduto anche sul mercato di strada in forma
pura come destrometorfano (DXM). I
consumatori ne assumono grandi quantità per ottenere uno
stato da zombie chiamato dexing o robotripping.
Il potenziale di assuefazione e i danni medici prodotti
da un uso eccessivo di destrometorfano sono
ancora ignoti.
Farmaci per il raffreddore
Una larga percentuale nella vendita
dei farmaci da banco è rappresentata da capsule e
compresse per alleviare i sintomi del raffreddore. Come
per gli sciroppi per la tosse, i farmaci per il
raffreddore sono un miscuglio di formule di varia
efficacia. Gli ingredienti comuni sono: antistaminici,
aspirina e altri analgesici, medicinali derivati dalle
solanacee per asciugare la secrezione eccessiva nel naso
e in gola, caffeina e pseudoefedrina o sinefrina per
compensare gli effetti sedativi degli altri ingredienti.
Di norma queste miscele sono confezionate in compresse
multicolori e capsule sgargianti perché appaiano
esotiche ed efficaci. E’ poi opinabile se influiscano
sul corso del raffreddore o ne riducano
considerevolmente i sintomi.
Quel che è certo è che i farmaci da banco per il
raffreddore possono influire sull'umore, di solito in
modo spiacevole. Metodi alternativi per la cura del
raffreddore, e quindi per evitare tali problemi, sono un
bagno caldo, bere liquidi, mangiare di meno, riposare di
più e diminuire stress e stimolazione.
Decongestionanti nasali
Uno degli effetti fisici degli
stimolanti è quello di contrarre i vasi sanguigni nel
naso e nei seni. Tale costrizione restringe questi
tessuti, consentendo all'aria di passare liberamente.
L’effetto è temporaneo e, quando l'effetto stimolante
svanisce, di solito viene seguito da una reazione
opposta detta “rimbalzo", nella quale i passaggi nasali
diventano più bloccati di prima. Si tratta di un modello
analogo a quello che si verifica con i farmaci
broncodilatatori descritti in precedenza.
I primi inalanti nasali contenevano delle strisce di
carta impregnate dianfetamina. Chi li assumeva
provava una stimolazione generica: qualcuno provava
ebbrezza, altri ne diventavano dipendenti. Alcuni, poi,
aprivano addirittura il contenitore per estrarne
l'anfetamina e assumerla in altri modi. Alla fine i
produttori smisero di utilizzare l'anfetamina per gli
inalanti nasali e la sostituirono con altre sostanze, in
teoria meno stimolanti e con meno capacità di dare
assuefazione.
Oggi gli inalanti e gli spray da banco per sbloccare il
naso chiuso non sono considerati psicotropi: alcuni
inalanti non contengono droghe ma solo sostanze
aromatiche come il mentolo. Possono essere piacevoli da
usare, ma non sono affatto efficaci come le sostanze
chimiche che costringono i vasi sanguigni. Indubbiamente
gli spray e gli inalanti che invece contengono droghe
funzionano nel breve termine, ma, malgrado i produttori
sostengano il contrario, sono tuttora stimolanti e danno
spesso dipendenza.
Non tutti provano una sensazione di stimolazione
generica da questi prodotti, ma solo coloro che arrivano
a farne uso abitualmente. Probabilmente un rischio
maggiore di dipendenza sorge dalla natura temporanea del
sollievo che danno: se si continua a usarli per far
fronte al "rimbalzo” che segue alla dose iniziale, in
breve non si riuscirà più a respirare senza. I preparati
ad azione più lunga possono essere più sicuri, da questo
punto di vista.
Sono disponibili anche alcune forme di decongestionanti
orali, per esempio la pseudoefedrina (Sudafed),
un parente stretto dell'efedrina stimolante
naturale: questa viene immessa in bocca e non nel naso,
quindi è meno probabile che causi il "rimbalzo” e la
conseguente dipendenza, ma per alcuni consumatori, e ad
alte dosi, risulta decisamente stimolante. Anche la
sinefrina, un prodotto ricavato dall'arancia amara,
è stimolante.
Inibitori dell'appetito
Abbiamo già menzionato queste forme orali di stimolanti.
Fino a poco tempo fa contenevano efedrina, a
volte associata a caffeina, e vengono
confezionati o denominati in modo da sembrare
anfetamina.
Uppers
da banco
La caffeina pura viene venduta in molte farmacie
(per molto più di ciò che vale) con forme fuorvianti che
sembrano alludere a potenti anfetamine: per esempio, un
prodotto denominato Caffedrine, venduto in
capsule grigio-bianche a rilascio graduale e che ha lo
stesso aspetto del Dexamyl farmaceutico.
Sicuramente chi lo compra lo rivenderà poi sul mercato
illegale come Dexamyl ad acquirenti ignari.
Prodotti meno recenti e ingannevoli sono il Vivarin,
e il NoDoz, sotto forma di semplici compresse
bianche. Se questi prodotti risultano più efficaci del
caffè o del tè è solo perché la gente ha fiducia nelle
pillole.
Downers da banco
Nelle
farmacie è disponibile anche tutta una gamma di prodotti
che favoriscono il sonno di notte (Nytol, Sominex,
Unisom). Vengono diffusamente prescritti come
sostituti da banco dei più forti tranquillanti minori e
dei sonniferi. Tutti contengono antistaminici: di norma
difenidramina (Benedryl), pirilamina
o doxilarnina. Come già rilevato, queste sostanze
non sono innocue e tendono a influire sulle funzioni
mentali in modo sgradevole: danno sonnolenza, ma possono
produrre anche depressione e possono dare assuefazione.
Noi siamo favorevoli a rimedi meno tossici per
l'insonnia: per esempio fare più esercizio fisico
durante il giorno, diminuire l'uso degli stimolanti,
soprattutto di sera (ricordate di leggere le
informazioni di ogni analgesico, pasticca per il
raffreddore e altri medicinali per vedere se contengono
caffeina o stimolanti vari), tecniche di rilassamento,
bagni caldi e semplici integratori alimentari come
compresse di calcio e magnesio: molti trovano
rilassanti, se prese prima di andare a letto.
Analgesici
Gli
antidolorifici non narcotici non influiscono
direttamente sul cervello, tuttavia possono cambiare
considerevolmente lo stato d'animo riducendo il fastidio
e quindi tendenza a dare assuefazione. Gli analgesici da
banco ordinari, come l'aspirina e l'acetaminofene (Tilenol),
sono medicinali efficaci per un uso occasionale, ma
quando il dolore persiste occorrerebbe cercare di
identificare e curare le cause, piuttosto che fare
affidamento su questi farmaci. Alcuni composti
analgesici contengono unicamente caffeina per l’effetto
stimolante e di tonico dell’umore.
By Marcello Pamio - Tratto da: disinformazione.it
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di
interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti di
interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+
CNR e Corruzione
+ Consenso Informato
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Controindicazioni in
etichetta
Non esiste un farmaco
sicuro al 100 al 100,
per tutti. Basta,
infatti, leggere il
foglietto illustrativo
di qualsiasi medicinale
per rendersi conto che
gli effetti collaterali
possono essere molti,
soprattutto se non
vengono attentamente
valutate le
controindicazioni. Si
tratta di condizioni in
presenza delle quali il
farmaco non dovrebbe
essere assunto, come per
esempio gravidanza e
allattamento. Vi sono,
inoltre, casi in cui il
paziente è affetto da
patologie il cui decorso
potrebbe essere
influenzato
negativamente
dall’azione del farmaco,
o sta assumendo altre
medicine per le quali
l’effetto di una
potrebbe interferire con
l’efficacia dell’altra.
In America sulla
confezione di alcuni
farmaci è obbligatoria
la presenza di un black
box. Si tratta di un
riquadro nero, simile
agli avvisi stampati sui
pacchetti di sigarette,
nel quale vengono
indicati a chiare
lettere gli effetti
collaterali più dannosi.
Tale provvedimento è
stato preso dalla Food
and Drug Administration,
l’agenzia federale
statunitense preposta al
controllo della
sicurezza e della
qualità dei farmaci in
commercio, con lo scopo
di informare sia i
pazienti che assumono il
farmaco, sia i medici
che lo prescrivono, dei
rischi di effetti
collaterali.
Avvertenze
ignorate
Un’indagine condotta
dall’Harvard Medical
School e pubblicata
sugli Archives of
Internal Medicine, si è
occupata di verificare
se effettivamente i
medici, quando
prescrivono i farmaci,
tengano conto delle
avvertenze riportate nel
black box e, quando ciò
non avviene, con che
frequenza si verificano
gli effetti collaterali.
Lo studio ha preso in
esame le prescrizioni
effettuate nel 2002 in
51 ambulatori medici
nell’area di Boston, e
ha ricercato con quale
frequenza la
prescrizione non teneva
conto delle indicazioni
del black box, in
particolare se riferite
a possibili interazioni
con altri farmaci
assunti, con altre
patologie presenti o se
la somministrazione
richiedeva il
monitoraggio di alcuni
parametri, come, per
esempio, la funzionalità
renale o epatica. Dai
risultati è emerso che,
su quasi 325 mila
prescrizioni prese in
esame dall’indagine,
circa il 10% riguardava
farmaci che possedevano
un black box, le cui
indicazioni venivano
ignorate nel 7% dei casi
(circa lo 0,7% del
totale). In particolare,
il 90,6% delle
prescrizioni che non
tenevano conto delle
indicazioni in black box
ignoravano la
possibilità di
interazioni con le
patologie preesistenti,
il 26,6% non prevedeva
il monitoraggio della
terapia con test di
laboratorio, come
raccomandato sulla
confezione, e il 3,3%
non teneva conto di
possibili interazioni
con altri farmaci
assunti.
Infine, su un campione
di 575 pazienti che
hanno ricevuto un
farmaco controindicato
alle loro condizioni,
solo nell’1,1% dei casi
si sono verificati gli
effetti collaterali.
Un’analisi più
dettagliata dei
risultati ha
identificato i pazienti
ai quali maggiormente
vengono prescritti
farmaci contravvenendo
alle indicazioni del
black box. Si tratta di
donne bianche, con
un’età pari o maggiore
ai 75 anni e che
assumono più di un
farmaco.
Tratto da: dica33.it
Fonte:
Lasser KE et al.
Adherence to black box
warnings for
prescription medications
in outpatients. Arch
Intern Med. 2006 Feb
13;166(3):338-44.
vedi anche:
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato Rockefeller
= Dittatura sanitaria
+
CRIMINI
dell'industria Farmaceutica +
La guerra del Dottor
Matthias Rath
+
NUOVE MALATTIE INVENTATE
+
Medici
e Medicine
+ Dittatura Sanitaria
+
Falsita'
della medicina
ufficiale + PSIcofarmaci
1
+
Uccisi dai
farmaci
+
Uccisi dai Vaccini
+ Incentivi
per i Medici + Perche' vendono farmaci
+ Marketing dei
farmaci e Vaccini
+
Farmacologia-farmaci
Campaign Against Fraudulent Medical
Research (Campagna
contro le frodi nelle ricerche Mediche)
+
Archivio
sui danni dei farmaci
+
Dall'INDUSTRIA dei FARMACI all'industria della
MALATTIA +
Medici pagati da case
farmaceutiche
La Medicina ufficiale NON e' una Scienza
+ Rischi
dei Farmaci OCCULTATI dai Produttori
+
Cosa
NON si fa per vendere farmaci +
MAFIA
della SANITA'
+
FARMACI e CONTROINDICAZIONI
+
Falsificazione dati
+
Comparaggio farmaceutico
FILM interessantissimo da visionare:
http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
La
TRUFFA dei farmaci
detti:“biologici”
I farmaci Biologici
sono SOLO
quelli che non hanno
controindicazioni ! e
TUTTI i farmaci di sintesi ne hanno quindi
NON sono
"biologici" !
Perché
li chiamano biologici, sono forse
naturali (prodotti dalla natura) ?
Assolutamente
NO.. la parola
"biologici" non sta per prodotti
naturali (prodotti dalla natura od
estratti dei prodotti biologici
alimentari), sono invece farmaci di
sintesi (veleni, in quanto i
cosiddetti principi attivi sono
molecole ricombinate con processi
chimici e/o direttamente prodotti
chimici utilizzati in forma
molecolare) la cui fabbricazione deriva
da sofisticatissime tecniche di
laboratorio e che dunque si ricavano
intervenendo su una proteina che
viene ricombinata in laboratorio
agendo sul suo
DNA
(sono nei fatti, sostanze
Geneticamente Modificate
- GM).
Chiamare farmaci (parola che
significa proprio "veleni")
con il secondo aggettivo "biologici"
(logica della vita...sana) serve
solo a depistare,
generare
confusione,
disinformare coloro che non
sanno, cioe' i sudditi dell'impero
farmaceutico... ed i
medici ne sono consapevoli,
ma
fanno finta di nulla...che
VERGOGNA
!
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Le vitamine e minerali della
frutta e
verdura, sono naturali ? Sicuramente.
Ma è più pratico
frullare 100 kiwi o masticare una caramella al kiwi al
giorno ?
Sicuramente è più pratico, la caramella
(farmaco, magari di sintesi chimica) ma questo viene fatto per soddisfare gli
interessi delle
case
farmaceutiche e quindi i processi di fabbricazione
dei farmaci, utilizzano quasi sempre, composti
sintetizzati in laboratorio, invece di consigliare di
mangiare la frutta
e la verdura cruda biodinamica.
Le
case farmaceutiche
utilizzano composti di sintesi per i principi attivi dei
farmaci semplicemente per il fatto che la "sintesi" è
brevettabile. Non lo fanno per mera praticità, ma per
interesse commerciale.
Ma c'è una differenza sostanziale tra il principio
attivo estratto dalla natura e quello ricreato in
sintesi, che in questi 2 punti si precisa:
1- La prima differenza consiste nelle "impurezze"
dovute al metodo di sintesi delle molecole che
permangono nel prodotto finito e sono quasi sempre delle
sostanze altamente pericolose,
che in parte sono descritti nei
bugiardini.
Le impurezze che si assumono
con un singolo farmaco, possono apparire insignificanti
e rispondono a precisi criteri di legge sulle quantità
ammissibili perché il prodotto possa essere
commercializzato, ma c'è una cosa della quale potete
essere sicuri.
L'intossicazione
e' assicurata e con essa le
irritazioni-infiammazioni che essi determinano, con
tutte le conseguenze del caso. Pensate a quali gravi
danni si fanno con l'assunzione di piu' farmaci
assunti contemporaneamente o non.....
Meno farmaci assumete in vita,
migliori saranno le vostre
condizioni di salute.
La cosa e' ancora peggiore con i
Vaccini,
che sono tossine introdotte saltando i meccanismi
di difesa naturale degli organismi, producendo
danni piu' o
meno
occulti, ma SICURAMENTE
trasmissibili alla prole.
2 - La seconda differenza e'
la
chiralita' del prodotto (molecola)
di sintesi rispetto a quelle naturali, quello di sintesi
e' chiaramente e SEMPRE
contrario-opposto a quello naturale e quindi
l'organismo, quando si introduce il prodotto di sintesi,
si attiva contro di esso perche'
riconosciuto come antiVita, generando
oltre alle intossicazioni ed infiammazioni preesistenti
nello stato di malattia, l'iper
attivazione del sistema immunitario, che determina, per
es. le cosiddette allergie, asma ecc. ecc. - vedi il
foglietto accompagnatorio
di TUTTI i farmaci di
sintesi.
I farmaci /si contano sulle dita delle mani) alcune volte salvano la vita, ma e solo in
condizioni estreme, quindi assumerne, con il consenso o
meno del medico e/o con leggerezza nel fai da te,
pensando siano "innocui", è un
grave errore che
produce sicuramente tanti tipi di sintomi gravi con
l'aggravamento della propria
malattia.
3 - Occorre anche ricordare che molti
farmaci e
VACCINI, contengono delle
Nanoparticelle di vario
tipo, anche di metalli
tossico-nocivi.
Le quali penetrando dalla
pelle, dall'apparato
digerente, dalle
mucose dell'organismo, e con le
iniezioni,
intossicano
gravemente l'organismo, penetrando e depositandosi nelle
cellule, e nei
tessuti dei vari organi (dal
cervello al
sistema nervoso,
muscoli
ecc.), generando facilmente ed immediatamente
infiammazioni e nel
tempo, patologie anche
degenerative !
4 - NON esiste farmaco di sintesi che non abbia
controindicazioni od effetti collaterali ! quindi meglio
evitare di assumerli.
La
Medicina Naturale
insegna cosa fare
per ogni
sintomo, chiamato impropriamente dalla
medicina ufficiale
malattia !
FARMACI: NUOVI,
OLTRE 4 SU 5 NON MIGLIORI
dei PREDECESSORI - By ANSA - Roma, 17 Ago 2010
Circa l'85% dei nuovi farmaci, cioe' oltre 4 su 5,
immessi sul mercato offre pochi o nessun beneficio nuovo
al paziente e invece aumenta il rischio di effetti
avversi. E' quanto emerso dall'analisi di una serie di
dati e studi condotta da Donald Light, sociologo della
University of Medicine and Dentistry of New Jersey,
che sta per pubblicare il libro 'The Risk of
Prescription Drugs' edito dalla Columbia University
Press.
L'analisi, sulla base di dati ottenuti da organi
indipendenti come il Canadian Patented Medicine Prices
Review Board, la Food and Drug
Administration, il Prescrire International, e' stata
presentata al 105/imo Meeting Annuale della American
Sociological Association in corso ad Atlanta.
''Molte volte le
compagnie farmaceutiche
nascondono o minimizzano
gli effetti avversi dei nuovi farmaci, mentre ne
esagerano i supposti benefici'', spiegano i
sociologi che hanno condotto l'analisi.
Quello farmaceutico, sottolinea Light, e' un classico
esempio di 'mercato dei limoni', cioe' di situazione
squilibrata in cui il compratore ha meno informazioni
sul prodotto acquistato del venditore. Dall'analisi e'
per esempio emerso che su 111 richieste di approvazione
finale di un farmaco, ben il 42% mancava di adeguate
sperimentazioni cliniche, il 40% presentava violazioni
nei test sui dosaggi, il 39% era privo di prove di
efficacia clinica, il 49% lasciava sospettare il rischio
di seri effetti avversi, spiega Light.
Servirebbero, conclude, ''una serie di cambiamenti che
potrebbero migliorare la qualita' delle sperimentazioni
cliniche e le prove su reali rischi e benefici di nuovi
farmaci; potremmo cosi' anche aumentare la percentuale
di nuovi farmaci che risultino realmente migliori dei
loro predecessori''.
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I vecchi farmaci
svaniscono nel nulla, qualche volta però ci lasciano
un'eredità sorprendente.
Inizia così l'editoriale del NEJM del 8 gennaio scorso.
Uno degli autori, M. Steinman, torna così a scrivere del
Neurontin, delle cui vicende commerciali e legali si era
già estesamente occupato.
Il Gabapentin, brevettato nel 1977 da Warner Lambert,
consociata Parke-Davis, venne commercializzato dal 1993
come Neurontin.
Le indicazioni ufficiali registrate alla
FDA ne
prevedevano l’impiego come antiepilettico di seconda
linea, per crisi convulsive parziali complesse.
Nonostante gli usi così limitati i profitti delle
vendite crebbero enormemente, dai 98 milioni del 1995 ai
quasi 3 miliardi di dollari del 2004, quando il farmaco
venne “abbandonato” per scadenza brevetto e comparsa
dei generici.
Un antiepilettico di seconda scelta che diventa
blockbuster, com’è possibile ?
http://content.nejm.org/cgi/content/extract/360/2/103
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
In Italia la spesa sanitaria (nel 2004) e' ormai fuori controllo ed e'
aumentata dal 1999 del 55% + quella privata che e' arrivata al 19%
di aumento.
Le cifre sono da
capogiro e vanno in tasca al 60% alle case farmaceutiche, il resto
alle
varie strutture
che lavorano
con la sanita' pubblica....
ed intanto gli Stati si indebitano oltre modo....... i
cittadini pagano tasse elevate
e si ammalano
per le malattie indotte dai farmaci
utilizzati !
Un rapporto della Federal Trade
Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è
ripresa la pratica, da parte delle
case farmaceutiche produttrici di
medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i
produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul
mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari,
della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso
principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it
Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano
statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato
un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di agire
nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e delle
compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
Quanti morti ci
vogliono, perché un farmaco venga ritirato dal mercato ?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Da qualche decennio capita
sempre piu' spesso che le cronache si occupino di
farmaci,
vaccini e tecnologie sanitarie: al loro lancio pubblicitario
sembrava che fossero le soluzioni miracolose a malattie di
vario genere, invece dopo qualche mese o qualche anno si
scopriva che NON e' proprio cosi !
FANNO MALE invece che BENE !
I messaggi forniti alla
popolazione, rilasciati dai
mass media, dalle Istituzioni
sanitarie e dai medici sponsorizzati dalle
case farmaceutiche, con i loro
proclami, sono da sempre NON veritieri, cioe'
FALSI,
contraddittori e in casi meno gravi, confusi !
- vedi anche
i loro Bugiardini
Gli stent medicati, le varie protesi, ecc. invece di fare
bene, producono in diversi soggetti, altri danni anche
mortali !
Come puo' accadere che sul mercato sanitario arrivino delle
terapie o dispositivi tecnologici sanitari in apparenza
innovativi, che poi si rivelano poco sicure e/o dannosi ?
Perche' nessuno se ne accorge
PRIMA ???
Possibile che debbano essere i malati a fare da cavie ???
Il libro
inchiesta "The body Hunters" della giornalista USA Sonia Shah,
racconta in sintesi cio' che veramente accade nelle popolazioni del
terzo mondo - vedi Dichiarazione di
Alma Ata - Essa sintetizza: "Testing news drugs on the World's
poorest", cioe' testare i farmaci sui poveri del mondo !
Il concetto espresso, oltre alla denuncia de queste gravi realta'
che sono criminali, e' che NON bisogna fidarsi delle multinazionali
dei farmaci e dei "ricercatori" che lavorano per loro....
Si utilizzano protocolli di ricerca e di sperimentazione
discutibili, NON in regola con al Dichiarazione di Helsinky, cioe'
con il documento internazionale sull'etica della sperimentazione.
In quei paesi i test "clinici", costano
poco e le persone da reclutare si trovano facilmente quando le
ricompense sono "generose" (miserabilmente basse se paragonate alle
monete occidentali) per la partecipazione...se poi muoiono o
rimangono handicappati....o gravemente malati.......chi se ne
frega...hanno accettato sono dei volontari....ecco l'etica delle
multinazionali dei farmaci e
vaccini....
La Salute delle varie popolazioni del
mondo NON e' affatto Tutelata dalle aggressioni farmacologiche e
vaccinali ! vengono
tutelati solo i produttori......
In
Europa l'Emea (Agenzia europea
di controllo sui farmaci e vaccini); tutte le sue attivita' sono
coperte sa "segreto".....un "unico comitato" decide tutto quanto e
MAI si smentisce.....in piu' essa e' finanziata al 70% dalle case
farmaceutiche....essa e' diretta dalla direzione generale
dell'industria europea.....e quindi i farmaci sono visti piu' come
oggetti di consumo che come strumenti di salute....
Negli USA vi sono varie decine di migliaia di cause (oltre 70.000)
contro i produttori di farmaci e vaccini ed ogni causa contiene
migliaia di danneggiati...!!
La gente che utilizza farmaci e/o vaccini, sta male e/o muore e le
colpe NON sono mai di NESSUNO......
Tutti gli stati nel mondo sono indifferenti e conniventi con le case
farmaceutiche....ed intanto la popolazione soffre..... e nessuno
dice nulla.....basta navigare in Internet per iniziare a scoprire la
voce di un mondo sommerso di malati e/o parenti di uccisi da farmaci
e vaccini, che sta iniziando ad affiorare nei vari Blog....come
la punta di un Iceberg !!
TRASCINATE
medici, ASL, Ministero della
"salute", Produttori di farmaci e vaccini, in
TRIBUNALE !
Sindrome infiammatoria chiamata
"Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono
foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici
impreparati allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
Dopo anni di sperimentazione si sono accorti che questi farmaci sono dannosi per il cuore, ma quando si accorgeranno che certe tecniche anti-infiammatorie naturale, hanno la stessa efficacia senza apportare danni alla salute ?
Ma la medicina ufficiale fino a quando potra' rifiutare di ammettere che certe patologie possono essere tranquillamente sconfitte in maniera naturale ?..... o il guadagno viene prima della salute dell'uomo ?
Cartellino rosso per gli anti-cox2
Nati come anti-infiammatori, erano considerati una speranza per la prevenzione dei tumori del colon. Ma sono troppo tossici per il cuore. Qualche anno fa venivano indicati come possibili agenti per la prevenzione della formazione di polipi e tumori del colon.
Ma i cosiddetti anti-cox2, farmaci antinfiammatori che agiscono su proteine chiamate ciclossigenasi 2 (in sigla: cox 2), probabilmente non ricopriranno mai davvero questo ruolo, perché si sono rivelati troppo tossici per il cuore.
Ed i risultati delle sperimentazioni cliniche pubblicati negli ultimi mesi lasciano pochi dubbi: il gioco non vale la candela.
Non è cioè ammissibile somministrare a persone sane, anche se a rischio di tumore, farmaci che hanno qualche effetto anti-cancro ma che, oltre ad essere MOLTO COSTOSI, danneggiano il loro cuore e li espongono a seri pericoli. - vedi Big Farma
La pubblicazione più recente riguarda il rofecoxib, meglio noto come Vioxx, capostipite della categoria e diffusissimo fino al 2004 (veniva venduto come anti-infiammatorio, soprattutto per curare i dolori dell’artrite), quando venne ritirato dal commercio a causa del rischio cardiovascolare connesso con la sua somministrazione.
Nell'ambito di uno studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology, infatti, si è visto che il farmaco è riuscito a ridurre il rischio di adenomi in più di 2.500 persone predisposte alla malattia, ma i ricercatori hanno anche potuto verificare che l’effetto protettivo è stato controbilanciato da un aumento di trombosi e di sanguinamenti gastrointestinali.
Ma già l’estate scorsa erano stati resi noti dati importanti contenuti in due studi pubblicati sul New England Journal of Medicine che hanno avuto come oggetto il celecoxib, noto anche come Celebrex, oggi in uso per alcune malattie reumatiche.
Il primo lavoro, coordinato dagli oncologi del Brigham and Women’s Hospital di Boston (Stati Uniti), condotto tra il 1999 e il 2004 e denominato APC (da Adenoma Prevention with Celecoxib), ha coinvolto circa 2.000 pazienti a cui erano già stati rimossi degli adenomi. Ad una parte di loro è stato somministrato un placebo, ad altri, invece, il celecoxib secondo diversi dosaggi.
Dopo tre anni, l’incidenza di nuovi adenomi colorettali è stata del 60,7 per cento nel gruppo che aveva ricevuto il placebo e di circa il 40 per cento nei malati trattati con celecoxib, con una riduzione del rischio - come si vede - notevole. Lo studio ha però messo in luce anche un aumento significativo di malattie cardiovascolari nei pazienti che erano stati curati con il farmaco.
A questo punto i ricercatori hanno concluso che, poiché un medicinale per la chemio prevenzione (che prevede l’impiego di farmaci diversi dai chemioterapici tradizionali per inibire la formazione di un tumore) deve essere impiegato su un vasto numero di pazienti e deve essere quindi in primo luogo sicuro, il celecoxib non poteva essere ritenuto idoneo.
Ed “efficace, ma pericoloso” sembra anche il giudizio a cui giungono gli autori del secondo studio sul celecoxib, denominato PreSAP (da Prevention of Colorectal Sporadic Adenomatous Polyps) e coordinato dagli oncologi dell’Ospedale Sourasky di Tel Aviv (Israele).
Sportello Cancro ha chiesto ad Armando Santoro, direttore dell’Unità operativa di oncologia medica dell’Istituto Irccs Humanitas di Rozzano (Milano), un commento a questi dati.
"I risultati sono importanti da diversi punti di vista – spiega l’oncologo -. Innanzitutto confermano, una volta per tutte, che questi farmaci non possono essere usati per prevenire la formazione dei polipi e degli adenomi.
Oltre alla cardiotossicità, è bene ricordare che, mentre è indubbio un effetto antiproliferativo sulle forme benigne, per quanto riguarda le neoplasie maligne e, soprattutto, la mortalità per cancro, la dimostrazione definitiva che l'assunzione dei coxib incida positivamente davvero non cè. Può darsi che questo accadrà un giorno con farmaci di seconda o terza generazione, altrettanto specifici però meno tossici, ma per ora non è così. In secondo luogo - continua Santoro - tutta questa vicenda dimostra, ancora una volta, che forse è necessario ripensare alle modalità e ai tempi con i quali le nuove molecole vengono introdotte in clinica.
Anche per gli anti-cox2, infatti, dati preliminari convincenti, ma focalizzati solo su un aspetto (la riduzione dei polipi), hanno“spinto il prodotto prima che ne fossero studiate tutte le caratteristiche, e questo ha causato, come noto, numerose vittime fra le persone che assumevano il celecoxib come antinfiammatorio".
Percorrere vie meno accidentate si può e si deve, e Armando Santoro cita, a questo proposito, il confronto con la cara vecchia aspirina, che da tempo è all’attenzione dei ricercatori anche come possibile inibitore della crescita tumorale: «Se si analizzano i dati rispetto a un farmaco di riferimento quale l’aspirina - spiega l’oncologo - si vede che con il celecoxib, a fronte di una diminuzione del rischio di cancro del colon retto dell’1,6 per cento (quindi modesto), si registra un incremento di quello cardiovascolare del 12,7 per cento circa, mentre l’aspirina causa un abbassamento del rischio di poco inferiore (pari all’1,2 per cento), ma assicura una protezione nei confronti degli eventi cardiovascolari del 5,6 per cento. Il tutto con costi enormemente più bassi».
By Agnese Codignola - 27 febbraio 2007
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Prezzi dei farmaci
gonfiati: truffa da un miliardo al Servizio sanitario
nazionale
Una presunta truffa ai danni del Servizio sanitario
nazionale da oltre un miliardo di euro, attraverso
meccanismi per ‘gonfiare’ i prezzi dei farmaci. La
Guardia di Finanza ha perquisito oggi la
Bristol
Myers Squibb Italia su disposizione della procura di
Firenze, che ritiene che la multinazionale, insieme alla
Menarini, avrebbe messo in atto una truffa da oltre un
miliardo di euro ai danni del Servizio sanitario
nazionale gonfiando i prezzi dei farmaci.
Secondo i magistrati fiorentini, i due gruppi del
settore
farmaceutico avrebbero messo in vendita
farmaci a prezzi “notevolmente gonfiati” ottenendo
rimborsi indebiti dal Servizio sanitario nazionale, a
cui avrebbero causato un danno superiore a un miliardo
di euro.
L’ufficio stampa della Bristol
Myers Squibb Italia ha confermato a Reuters che
stamani ha avuto luogo una perquisizione presso la sua
sede romana, aggiungendo che l’azienda garantisce la
massima collaborazione agli inquirenti.
Nessun commento, invece, da Menarini.
La scorsa settimana la Corte di Cassazione ha annullato
il provvedimento con cui il 22 ottobre scorso il
Tribunale del riesame di Firenze aveva rigettato la
richiesta di revoca del maxi sequestro da 1,2 miliardi
di euro sul patrimonio di Alberto Aleotti, presidente
del gruppo Menarini, nell’ambito dell’inchiesta sulla
casa farmaceutica per riciclaggio ed evasione fiscale.
Fonte: informasalus.it
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Il PREZZO dei FARMACI
Dal sito dell'AIFA:
Tutti i farmaci, per essere immessi in commercio,
necessitano che sia loro attribuito un prezzo ed una
classe di rimborsabilità, cioè se il farmaco è a
carico del Servizio Sanitario Nazionale (medicinale di
classe A e H) o del cittadino (medicinale classe C).
La classe di rimborsabilità viene individuata durante la
procedura di Autorizzazione all’Immissione in Commercio.
Per i medicinali a carico del cittadino (classe C) l’AIFA
svolge un’azione di monitoraggio sui farmaci con obbligo
di prescrizione (ricetta), verificando il rispetto di
due condizioni:
- il prezzo del medicinale può essere aumentato ogni due
anni (negli anni dispari);
- l’incremento non può superare l’inflazione
programmata.
Per i farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP) il
prezzo è stabilito liberamente dal produttore.
Per i medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario
Nazionale (classe A e H) esiste un processo di
negoziazione dei prezzi che coinvolge l’AIFA e l’azienda
titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in
Commercio.
La determinazione del prezzo
dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale,
mediante la contrattazione tra Agenzia Italiana del
Farmaco e le Aziende Farmaceutiche (L.
326/03), è un’attività che l’Agenzia svolge sulla
base delle modalità e dei criteri indicati nella
deliberazione CIPE 01/02/01 “Individuazione dei criteri
per la contrattazione del prezzo dei farmaci”.
Il primo passo per l’avvio di questa attività è la
presentazione, da parte dell’Azienda Farmaceutica, della
domanda accompagnata da una documentazione dalla quale
emerge:
- un rapporto costo/efficacia positivo (il medicinale
deve cioè essere ritenuto utile per il trattamento di
patologie per le quali non esiste alcuna cura efficace,
o fornire una risposta più adeguata rispetto a farmaci
già disponibili per le stesse
indicazioni terapeutiche, o presentare un rapporto
rischio/beneficio più favorevole rispetto ad altri
medicinali già disponibili in Prontuario per la stessa
indicazione
- oppure dovrà presentare altri elementi di interesse
per il SSN, quantificandoli, se il nuovo medicinale non
presenta una superiorità clinica significativa rispetto
a prodotti già disponibili o sia quantomeno ugualmente
efficace e sicuro di altri prodotti già disponibili.
A questo punto il Comitato
Prezzi e Rimborso (CPR) dell’AIFA esamina le richieste
di rimborsabilità pervenute, supportato anche dai dati
di consumo e spesa forniti dall’Osservatorio Nazionale
sull’impiego dei Medicinali (OSMED). Quindi, le
contrattazioni che hanno come oggetto le specialità
medicinali registrate secondo procedura nazionale, mutuo
riconoscimento e centralizzata, potranno dar luogo ad un
accordo con le Aziende Farmaceutiche in cui saranno
specificati i prezzi e le condizioni di ammissione alla
rimborsabilità.
Solo adesso l’accordo potrà essere ratificato dalla
Commissione Tecnico Scientifica e quindi sottoposto
all’esame del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia
per la successiva delibera che sarà poi pubblicata in
Gazzetta Ufficiale.
Dal mese di maggio 2007 è inoltre attivo il nuovo
sistema on line di negoziazione dei prezzi e rimborso
dei medicinali che consente alle Aziende Farmaceutiche
di inviare all'AIFA in formato elettronico tutta la
documentazione necessaria per la presentazione della
domanda di ammissione alla negoziazione per il prezzo e
il rimborso di un farmaco e di monitorare in tempo reale
lo stato di avanzamento delle procedure in corso.
Tratto dal sito dell'AIFA
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DANNI da FARMACI -
22/05/2007
Quattro segnalazioni al giorno solo in Lombardia di guai
da farmaci. E sarebbero di più se li si segnalasse
tutti.
Negli Stati Uniti ogni anno arrivano a qualche pronto
soccorso 700.000 persone per problemi di farmaci. Sono
soprattutto anziani, e non è per farmaci nuovi, molti
sono in commercio da 20 anni.
Warfarina per esempio, un
anticoagulante, e poi l'insulina, e i farmaci che si
utilizzano per il ritmo del cuore. Ma anche antibiotici
e persino l'aspirina. Senza warfarina chi ha avuto una
trombosi o ha sostituito una valvola del cuore rischia
l'embolia. Senza insulina tanti ammalati di diabete,
morirebbero.
L'aspirina ha salvato dall'infarto del cuore, milioni di
ammalati in tutto il mondo.
Resta il fatto che i farmaci, anche quelli più
necessari, possono avere effetti negativi. Bisogna
vedere se il gioco vale la candela.
La
vaccinazione per il
morbillo va fatta anche se qualche bambino, su milioni
che vengono vaccinati, ha guai anche gravi.
Cosa fare ? Una nota di
Nature
di questi giorni affronta il problema degli effetti
negativi di farmaci che non è un problema di Milano o
dell'Italia, ma è un problema del mondo.
Dicono che si dovrebbero mettere insieme
medici, farmacisti
e infermieri in un grande sforzo globale cui dovrebbero
far parte le agenzie
che registrano i farmaci e l'Organizzazione
Mondiale della Sanità.
Costerà moltissimo, si capisce ma costa molto di più
curare i danni da farmaci (da 40 a 50 miliardi di
dollari all'anno, al mondo) e un'industria sola può
perdere fino a 1 miliardo di dollari quando succede di
dover togliere un farmaco dal commercio perché fa male.
Si deve fare e si farà, ma non sarà domani.
C'è qualcosa però che ciascuno di noi può fare subito:
1 - prendere i farmaci solo se servono davvero e quando
i vantaggi che uno si aspetta giustificano i rischi
2 - non prendere più farmaci insieme salvo che siano
prescritti dal medico
3 - non prendere un farmaco perché ha fatto bene a
qualcun altro.
Per i danni da farmaci la responsabilità è di tanti.
L'industria
che qualche volta mette in commercio farmaci (NdR:
e Vaccini) che non sono stati abbastanza studiati. I
medici che qualche volta prescrivono farmaci invece che
impiegare un po' più di tempo a parlare con gli
ammalati.
I farmacisti, capita che anche loro non sempre
consiglino l'ammalato per il meglio. Ma un po' di
responsabilità ce l'hanno anche gli ammalati per lo meno
quelli che vorrebbero sempre un farmaco, per qualunque
disturbo, meglio se quello più nuovo, e l'ultimo esame,
l'ultimo ritrovato, e perché no ?… l'immortalità.
By Giuseppe Remuzzi - Tratto da: Corriere della Sera
Commento NdR: Il problema del
danno da farmaci e
della sicurezza delle terapie costituisce una priorità
sempre più attuale e impellente. Al momento, nel ciclo
produttivo e distributivo, sia da parte della comunità
scientifica sia da parte dell’autorità regolatoria, e
soprattuto da parte dei consumatori i pazienti che
devono avere molta "pazienza"...è molto sentito il
bisogno della valutazione e della pubblicizzazione del
rapporto rischio/beneficio del farmaco, in modo
organizzato, trasparente e integrato, dato che fino ad
ora non si e' fatto praticamente NULLA per fare
questi controlli sui
vaccini e sui
farmaci, fidandosi SEMPRE ed
UNICAMENTE dei soli
documenti forniti dai produttori stessi !.
Con la Medicina Naturale,
Vaccini e
farmaci NON
servono, per prevenire e/o guarire dalla
malattia, solo
l’applicazione delle
leggi naturali, cioe’ l’eliminazione
dal corpo delle
intossicazioni,
infiammazioni,
possono far tornare la salute, e cio’ si ottiene con
l’applicazione del
Protocollo della Salute, il resto sono solo
tentativi illusori, che sopprimono gli infiniti
sintomi che la
medicina ufficiale imperante, con le sue
false ideologie,
scambia stupidamente per malattie,
la malattia e' UNA
SOLA e miliardi possono essere i
sintomi.
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