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FARMACI OGM sono
un INCUBO
La descrizione
del meccanismo che nel secolo scorso permise ai
grossi capitali
finanziari di
impadronirsi
dell’intero sistema medico americano e non solo,
attraverso il controllo dell’insegnamento
universitario,
i
Rockefeller amavano chiamarla
“filantropia
efficiente”, e' qui in
questa pagina,
ben descritto.
Da settembre 2013, in
tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo
(bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori
sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori
nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio
addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1°
gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva;
vaccini o prodotti
derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti
per i quali sono necessarie determinate informazioni
supplementari nella fase successiva alla messa in
commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al
rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un
impiego sicuro ed efficace.- vedi:
PDF del comunicato stampa Commissione Europea
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Incubo farmaci
OGM
TRATTO DA “Mille
piante per guarire dal Cancro senza Chemio”,
edizione Gennaio 2010
OGM: ritorna l’incubo delle piante OGM
produttrici di biomolecole ad uso
chemio-farmaceutico: dall’EFSA definite le
linee-guida per la coltivazione di piante OGM (bio-reattori)
da utilizzare in ambito farmaceutico: le
possibili future malattie transgeniche
L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza
Alimentare) ha pubblicato le prime direttive
europee in materia di coltivazione di piante
geneticamente modificate (OGM) per la produzione
di enzimi farmaceutici e industriali. In base a
tali direttive, coloro che fanno domanda di
autorizzazione, devono specificare le differenze
fra le piante OGM utilizzate e la loro
corrispondente varietà NON-OGM e come queste
differenze influiscano sulla crescita e sulla
funzione delle piante.
L’EFSA ha sottolineato
che l’analisi comparativa è importante in
particolare modo “in riferimento all’eventuale
contaminazione da parte degli esseri umani, del
bestiame e degli animali selvatici e
all’esposizione di agricoltori e lavoratori che
vengano a contatto con piante OGM e
all’esposizione di coloro che passano o che
vivano nelle vicinanze”.
In base a queste direttive, devono inoltre
essere descritte in modo dettagliato le misure
che si intendono utilizzare per prevenire la
diffusione di materiale OGM nell’ambiente. Per
quanto riguarda ad esempio le piante che
producono sostanze bio-attive stabili, è
necessario progettare soluzioni per prevenire o
ridurre l’assunzione accidentale nel campo o
dispersioni attraverso il drenaggio o la
depurazione. Devono infine essere forniti dati
che consentano la valutazione di misure di
contenimento in tutti i tipi di condizioni
ambientali, inclusi gli scenari peggiori.
L’EFSA
avrà il compito di esaminare i rischi derivanti
dalla coltivazione delle piante OGM, mentre il
compito di valutare la sicurezza delle sostanze
prodotte da tali piante sarà affidato all’European
Medicines Agency
Staremo a vedere. In merito a vecchi articoli
bibliografici su farmaci prodotti tramite piante
OGM, VEDI ALLEGATO 64 - Allegato 64: Le
possibili e future malattie transgeniche
Le Multinazionali OGM cercano, in sostanza, di
produrre molecole farmaceutiche come l’Insulina
e altri ormoni umani, oppure vaccini o sieri
(questi ultimi a base di Anticorpi Monoclonali [Monoclonal
AntiBodies, MoAbs]), o molecole proteiche di
altra struttura biochimica (Lattoferrina, Ormone
di Crescita, Antigeni neoplastici, etc…) tramite
piante OGM, definite come “bio-reattori” o “bio-fabbriche”.
Mentre era, ed è, eticamente corretto produrre
molecole farmaceutiche tramite ceppi di
Escherichia Coli o di altri micro-organismi
tenuti in laboratori protetti, un chiaro rifiuto
etico e morale deve immediatamente sorgere
all’idea di impiegare Pomodoro, Mais, Soia, e
altre piante, in campo aperto o in serra (sia
pure in laboratorio protetto) per produrre
molecole bio-farmaceutiche, cioè proteine che
vengono successivamente estratte dalla pianta ad
uso di Insulina e altri ormoni umani, vaccini o
sieri (questi ultimi a base di Anticorpi
Monoclonali [Monoclonal AntiBodies, MoAbs]), o
molecole proteiche di altra struttura biochimica
(Lattoferrina, Ormone della Crescita, Antigeni
neoplastici, etc…: a questo punto, il rischio di
contaminazione ambientale avrebbe conseguenze
tremende a livello sull’intera specie di quel
tipo di pianta utilizzata per produrre la
particolare molecola proteica, poiché la
specifica pianta OGM (“bio-reattore” o “bio-fabbrica”,
entrando nella catena alimentare animale o
umana, provocherebbe l’assorbimento di questa
particolare molecola proteica bio-farmacalogica
da parte dei sistemi digestivi animali e umani,
con effetti assolutamente sconosciuti, ma
sicuramente dannosi.
Ad esempio, si è prodotto un vaccino a base di
MoAbs contro l’Epatite B, ottenuto dal professor
Charles Arnitzen, a Phoenix, Arizona. In
seguito, si è prodotto anche un vaccino a base
di MoAbs contro la Dissenteria, ottenuto dai
professori Richter e Arnitzen, a Phoenix,
Arizona da piante OGM bio-reattori (Patate).
Si stanno anche mettendo a punto vaccini da
piante OGM contro la Tubercolosi e contro il
Melanoma Maligno umano, quest’ultimo sfruttando
le piante di Tabacco, ma si pensa anche da
Graminacee (Grano, Riso, Mais).
Può essere utile riportare qui di seguito vecchi
lavori bibliografici (1997-2001) sulla
preparazione di piante OGM per produzione di
bio-farmaci, fra cui soprattutto
vaccini:
Bibliografia:
Arakawa T.: Expression of cholera
toxin B subunit oligomers in transgenic potato
plants, Transgenic Res., 1997, 6, pp: 403-413
Arakawa T.: A plant-based cholera
toxin B subunit-insulin fusion protein protects
against the development of autoimmune diabetes,
Nat. Biotechnol., 1998, 16, pp: 934-938
Arakawa T.: Efficacy of a food
plant-based oral cholera toxin B subunit
vaccine, Nat. Biotechnol., 1998, 16, pp: 292-297
Carrillo C.: Protective immune
response to foot-and-mouth disease virus with
VP1 expressed in transgenic plants, J. Virol.,
1998, 72, pp.: 1688-1690
Carrillo C.: Induction of a
virus-specific antibody response to foot and
mouth disease virus using the structural protein
VP1 expressed in transgenic potato plants, Viral
Immunol., 2001, 14, pp: 49-57
Dearman RJ.: Characterization of
antibody responses induced in rodents by
exposure to food proteins: influence of route of
exposure, Toxicology 2001, 167, pp: 217-231
Fooks AR.: Development of oral
vaccines for human use, Curr. Opin. Mol. Ther.,
2000, 2, pp: 80-86
Gomez N.: Oral immunogenicity of
the plant derived spike protein from
swine-transmissible gastroenteritis coronavirus,
Arch. Virol., 2000, 145, pp: 1725-1732
Haq TA: Oral immunization with a
recombinant bacterial antigen produced in
transgenic plants, Scince, 1995, 268, pp:
658-660
Kong Q.: Oral immuninization with
hepatitis B surface antigen expressed in
transgenic plants, Proc. Natl. Acad. Sci. USA,
2001, 98, pp.: 11539-11544
Lauterslager TG.: Oral
immunisation of naïve and primed animals with
transgenic potato tubers expressing LT-B,
Vaccine, 2001, 19, pp: 2749-2755
Ma S.: Autoantigens produced in
plants for oral tolerance therapy or autoimmune
diseases, Adv. Exp. Med. Biol., 1999, 464, pp:
179-194
Ma SW.: Transgenic plants
expressing autoantigens fed to mice to induce
oral immune tolerance, Nat. Med., 1997, 3, pp:
793-796
Marquet-Blouin E.: Neutralizing
immunogenicity of transgenic carrot (Daucus
carota) derived measles virus hemagglutinin,
Plant Mol. Biol. 2003, 51, pp: 459-469
Mason HS.: Expression of Norwalk
virus capsid protein in transgenic tobacco and
potato and its oral immunogenicity in mice,
Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 1996, 93, pp:
5335-5340
Mason HS.: Edible vaccine
protects mice against Escherichia coli
heat-labile enterotoxin (LT) : potatoes
expressing a syntetic LT-B gene, Vaccine, 1998,
16, pp: 1336-1346
Mason HS.: Transgenic plants as
vaccine production systems, Trends Biotechnol.,
1995, 13, pp: 388-392
Matsumura T.: Production of
immunogenic VP6 protein of bovine group A
rotavirus in transgenic potato plants, Arch.
Virol. 2002, 147, pp: 1263-1270
Richter LJ.: Production of
hepatitis B surface antigen in transgenic plants
for oral immunization, Nat. Biotechnol., 2000,
18, pp: 1167-1171
Richter L.: Transgenic plants
created for oral immunization against diarrheal
diseases, J. Travel. Med., 1996, 3, pp: 52-56
Salmon V.: Production of human
lactoferrin in transgenic tobacco plants,
Protein Expr. Purif., 1998, 13, pp: 127-135
Satyavathi VV: Expression of
hemagglutinin protein of Rinderpest in
transgenic pigeon pea [Cajanus cajan ] plants,
Plant. Cell. Rep., 2003, 21, pp: 651-658
Tacket CO.: A review of oral
vaccination with transgenic vegetables,
Microbes. Infect., 1999, 1, pp: 777-783
Tuboly T.: Immunogenicity of
porcine transmissible gastroenteritis virus
spike protein expressed in plants, Vaccine,
2000, 18, pp: 2023-2028
Zeitlin L.: A humanized
monoclonal antibody produced in transgenic
plants for immunoprotection of the vagina
against genital herpes, Nat.
Biotechnol., 1998, 16, pp: 1361-1364
Molte sono quindi le molecole bio-farmacologiche
che le Multinazionali OGM e chemio-farmaceutiche
intendono proporre sul mercato farmaceutico
mondiale.
E’ pertanto necessaria una lunga disamina su
queste bio-molecole, allo scopo di valutare:
- Effettivi vantaggi in Medicina dal loro uso, a
prescindere dal metodo di produzione di tali
bio-farmaci.
- Pericoli derivanti da ingestione involontaria
di piante OGM (bio-reattori) produttrici di tali
bio-farmaci.
- Principali campi di applicazione dei
bio-farmaci di cui si ipotizza la possibile
produzione su larga scala tramite piante OGM (bio-reattori).
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“Nessuno, dopo
questo film, guarderà senza sospetto la più
anonima scatola di medicinali, o almeno senza
pensare di non essere vittima di una truffa“.
- 12 novembre 2013
Così Antonio Morabito, il regista de “Il
venditore di medicine” (prodotta da
Amedeo Pagani in collaborazione con Rai Cinema),
film fuori concorso al Festival Internazionale
del Film di Roma e in uscita nelle sale a
gennaio, spiega la trama della sua ultima opera.
“Un tema non certo inedito, quello dello
strapotere delle industrie farmaceutiche e dei
suoi rappresentanti che – sottolinea – è
comunque un pugno nello stomaco per chi almeno
un blister al giorno lo frequenta”. Il film è
una dichiarazione di guerra alla sanità
italiana dove gli informatori
scientifici vengono rappresentati nella finzione
come corruttori di medici compiacenti.
Tra gli interpreti: Claudio Santamaria, Isabella
Ferrari ed Evita Ciri. Ad apparire in un cameo
c’è anche Marco Travaglio: il vicedirettore de
il Fatto Quotidiano veste le parti di un medico
integerrimo, il Professor Malinverni, che
si scaglia contro la pratica abusata da molti
dottori di ricevere viaggi e regali da
informatori farmaceutici senza troppi scrupoli
per prescrivere ai pazienti un medicinale
piuttosto che un altro.
Tratto da:
Ecco una clip del film dove compaiono Santamaria
e Travaglio
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/12/cinema-il-venditore-di-medicine-ecco-il-trailer-del-film-con-travaglio-e-santamaria/253230/
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RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che
MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
La maggior parte
delle
case farmaceutiche è stata fondata a
meta-fine ottocento o primi del novecento.
Inizialmente le nazioni trainanti in questo
settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta
scientifica si è fuso con quello di bene di
consumo di massa, per cui la aziende
farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di
fare medicina pratica.
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Oncologia ed OGM
Bio-farmaci anti-cancro: Anticorpi Monoclonali
(si autoveicolano sulle cellule tumorali).
La validità del loro impiego in terapie mediche
attuali sono scarse: vedi “ Gli Anticorpi
Monoclonali nella terapia anti-cancro “
vedi: cancro\ALLEGATO
42.pdf
Da circa dieci anni si sta assistendo alla
commistione di Immuno-Terapia associata con
Chemioterapia: nella fattispecie, impiegando
Anticorpi Monoclonali prodotti per ingegneria
genetica dalle Multinazionali
Chemio-farmaceutiche in associazione con
chemioterapici, con risultati superiori alla
semplice Chemioterapia (Sobrero A.: Journal of
Clinical Oncology, 2006, ASCO Annual Meeting
Supplement, pp: 3544 ; Axel Grothey: Journal of
Clinical Oncology, vol. 26, No.33, 2008, pp.:
5326-5334; Fairooz Kabbinavar, Journal of
Clinical Oncology, vol. 23, No. 16, 2005, pp:
3697-3705). Ma va ribadito che Anticorpi
Monoclonali usati da soli in tumori diffusi,
senza Chemioterapia, ottengono in genere
risultati superiori. Ad esempio, nel 1999 venne
addirittura dimostrato che Anticorpi Monoclonali
(anti HM1.24), usati senza Chemioterapia, in
animali affetti da Mieloma Multiplo,
determinavano l’attivazione di una efficace
risposta immunitaria globale contro il Mieloma
Multiplo stesso (Maasaki, Blood, vol.93, No.11,
June 1, 1999, pp. 3922-3930), e capaci di
indurre, in animale, risposta immunitaria
cito-tossica mediata da linfociti, con
regressione completa di malattia, anche se presa
in stato avanzato. Gli Anticorpi Monoclonali (MoAbs)
hanno però il limite, non superabile in alcun
modo, della loro scarsa capacità di penetrazione
nella massa tumorale a causa dell’elevata
Pressione di Fluido Interstiziale del tumore
(vedi: Gli Anticorpi Monoclonali nella terapia
anti-cancro; vedi: cancro\ALLEGATO
42.pdf
La Risposta Immunitaria, indotta contro il
tumore, avviata attraverso l'utilizzo dei
Globuli Bianchi (Natural Killer) si è dimostrata
di più riconosciuta sicurezza, con l’estrazione
dei Linfociti dal tumore, loro coltivazione in
ambiente sterile, e quindi loro successiva
reinoculazione endovenosa nel paziente. A scopo
di esempio si riportano gli ottimi risultati
(Remissione Totale o Parziale) ottenuti nel 24%
dall’italiano Prof. Giancarlo Pizza di Bologna
su circa centoventi (120) pazienti fra il 1986 e
il 2001
(Pizza Giancarlo: Immunotherapy of metastatic
kidney cancer, Int. J. Cancer, 94, pp.109-120,
2001;
cancro\ALLEGATO 43.pdf
Ma una Risposta Immunitaria contro il cancro è
facilmente ottenibile mediante semplice
alimentazione povera di proteine e ricca di
vitamine e di enzimi proteolitici (vedi cap. 4 e
cap. 17 [terapia Metabolica]) attivando in tal
modo i Natural Killer prodotti dai linfonodi
posti in prossimità del tumore (se non vengono
tolti prima dal chirurgo !!!). Sull’azione dei
Natural killer vedi “Le Scienze, ottobre 1994,
N. 314, pp. 42-50,; e J.Ding: “Come agiscono le
cellule killer”. Le Scienze, 1994, pp.: 28-34
vedi:
cancro\Le Scienze 1994_ Natural Killer.pdf
Rischi derivanti dalla produzione di Anticorpi
Monoclonali tramite piante OGM :
Vi è pericolo di malattie auto-immuni a partenza
gastro-intestinale, totalmente sconosciute
poiché ancora non esistenti. Si può stimare che
gli Anticorpi Monoclonali anti-cancro potrebbero
ridurre la naturale capacità di reazione
anticorpale dell’organismo contro il cancro e
altre malattie neoplastiche (leucemie, linfomi,
sarcomi, etc…), a causa di diverse reazioni
biochimiche quali ad esempio l’attivazione di
linfociti T soppressori, oppure di reazioni
crociate auto-immuni contro antigeni di tessuti
sani di altri organi o apparati….
Bio-farmaci anti-cancro: antigeni neoplastici (a
scopo immuno-attivante delle difese immunitarie)
Validità del loro impiego in terapie mediche
attuali: buono, però estremamente costoso e del
tutto immotivato, essendo facilmente ottenibile
una Risposta Immunitaria contro il cancro
mediante semplice alimentazione povera di
proteine e ricca di vitamine e di enzimi
proteolitici (vedi cap. 4 e cap. 17 [terapia
Metabolica]), e visualizzabile facilmente con
Eco-tomografie, TAC, Risonanza Magnetica o PET
(VEDI Tomografia ad Emissione di Positroni con
Fluoro 18-Desossiglucosio), che possono
documentare l’incremento o meno di dimensione
dei linfonodi prossimali al tumore maligno, con
assenza di captazione del Fluoro
18-Desossiglucosio, convalidando così quanto già
dimostrato dagli scienziati americani fin dal
1994 sull’attivazione dei Natural Killer di
questi linfonodi prossimali alle masse tumorali
vedi:
cancro\Le Scienze 1994_ Natural Killer.pdf
Malattie autoimmuni, Asma, Allergie,
Intolleranze alimentari
Le Malattie auto-immuni più note e conosciute,
verso le quali la
Medicina
Ufficiale non può far nulla, a parte la
somministrazione di cortisonici e altri farmaci
“sintomatici”, cioè che curano il sintomo della
malattia, ma non la sua causa, sono moltissime.
Qui di seguito si fa un breve elenco delle più
comuni:
Occhio : uveite focoanafilattica, oftalmia
simpatica
Ghiandole salivari : Morbo di Sjogren
Tiroide: Iper-tiroidismo (Malattia di
Flajani-Graves von Basedow); Ipo-tiroidismo
(Tiroide cronica di Hashimoto)
Paratiroidi : Ipo-paratiroidismo
Polmoni : Fibrosi polmonari di varie patologie
sistemiche auto-immuni o per alveoliti
allergiche di varia origine (forse anche
malattia primitiva del polmone, quale propria
FIBROSI POLMONARE PRIMITIVA: Malattia di
Hamman-Rich);
Cuore: Fibrosi endomiocardica
Stomaco: Gastrite cronica atrofica con anemia
perniciosa.
Pancreas : Diabete Mellito Insulino-Dipendente o
di Primo Tipo (o Diabete Giovanile).
Fegato: alcune forme di cirrosi biliare.
Intestino: Morbo celiaco (Sprue-celiaco, o
Celiachia), Malattia di Wipple, Enteropatie
proteino-disperdenti, Malattia di Crohn, Colite
granulomatosa (Malattia di Crohn del Colon),
Retto-Colite Ulcero-Emorragica.
Surrenali: Atrofia surrenale primitiva.
Reni e polmone: Sindrome di Goodpasture,
Glomerulonefrite cronica membrano-proliferativa.
Testicoli : sterilità maschile.
Articolazioni : Malattia reumatica, Poliartrite
Reumatoide, Spondilo-artrite Anchilopoietica.
Collagenopatie: Lupus Eritematoso Sistemico (LES);
Poli-Artrite Nodosa, Dermato-Poli-Miosite,
Sclerodermia, Connettivite Mista, Sarcoidosi
(sospetta: forse eziopatogenesi da Herpes
virus).
Cute: Pemfigo e pemfigoidi.
Sangue: Anemia emolitica autoimmune, Porpora
trombocitopenica idiomatica.
Queste patologie sono sostanzialmente una
conseguenza di uno squilibrio immunitario,
spesso derivante da una alimentazione
iper-proteica che diventa causa di “DIS-BIOSI
intestinale”, cioè di sovvertimento della
normale flora batterica intestinale (flora
batterica saprofita), responsabile dei
fondamentali processi di assimilazione delle
sostanze nutritive (vitamine naturali) contenute
nei cibi vegetali (frutta, verdura, cereali,
legumi, ortaggi). La perdita di questi “germi
buoni” è dovuta all’alimentazione iper-proteica,
ricca di aminoacidi essenziali (tutti e 9),
della vitamina B12, e del glucosio (zucchero
semplice) liberamente disponibili nel tubo
intestinale.
Il Glucosio e la presenza di tutti e 9 gli
aminoacidi essenziali sono la fonte necessaria
per lo sviluppo della flora batterica “cattiva”,
cioè quella della putrefazione.
L’intestino umano ha un volume di circa 6 litri
e una superficie enorme di circa 400-600 metri
quadrati. Dalla gola fino all’ano sono pertanto
disseminate ben 150 stazioni linfonodali,
importantissimi presidi di Linfociti (globuli
bianchi) che mantengono le difese immunitarie a
ridosso di questa che può essere senz’altro
considerata l’area più pericolosa e più critica
del corpo: il lume intestinale, ricchissimo di
germi “buoni” e “cattivi”.
I due polmoni hanno infatti una superficie
totale molto più limitata: appena 80 metri
quadrati; la pelle, in un soggetto adulto, non
supera i 2 metri quadrati di superficie….
Su quest’immensa superficie intestinale si gioca
quindi la differenza fra uno stato di salute e
uno stato di malattia. La massa fecale, in un
soggetto vegetariano, è costituita al 20-40% da
germi “buoni” (entero-batteri, o germi
simbiotici o saprofiti). Questi germi sono
comunque presenti in tutti i soggetti nella
parte alta dell’intestino (parte iniziale e
media dell’intestino tenue: duodeno e digiuno).
Essi appartengono ad oltre 400 specie, tra i più
importanti si evidenziano questi QUI indicati Bifidobacterium
bifidum, Lactobacillus acidophilus,
Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus lactis,
Lactobacillus rhamnosus; altri: Edwardsiella,
Citrobacter, Providencia, Arizona, Escherichia
coli, Enterobacter, Serratia, Klebsiella,
Pseudomonas, Shigella, Vibrio, Proteus, etc…
Anche alcune sottospecie di questi germi sono
comunque patogene (Vibrio colerae, Shigella
dissenteriae, Pseudomonas aeruginosa).
In ogni caso, sono tutti germi aerobi, cioè
hanno tutti bisogno di Ossigeno per vivere. Essi
sono gli artefici di quella SIM-BIOSI tra corpo
umano e germi stessi che consente un buon
equilibrio nutrizionale di assimilazione delle
vitamine da parte dell’uomo in cambio di un
habitat ideale alla proliferazione dei questi
medesimi.
Questi batteri non sono danneggiati
dall’alimentazione vegetariana, pur essendo la
frutta, la verdura, gli ortaggi, le spezie
ricchissimi di sostanze germicide, fungicide e
parassicide (es.: Allicina, contenuta in Allium
species). Viceversa, questi germi aiutano
enormemente il fisico a digerire e quindi ad
assimilare le migliaia di vitamine naturali
contenute nei cibi vegetariani.
La massa fecale, nella parte iniziale
dell’intestino, conterrà circa 1 milione di
questi germi per 1 grammo di massa di
escrementi. Via via che la massa fecale scende
nel tubo intestinale aumenta la sua percentuale
di germi simbiotici o saprofiti (germi “buoni”),
raggiungendo anche il valore di 10 milioni di
germi per 1 grammo di feci.
Nella parte bassa dell’intestino (Colon)
cominciano però a formarsi colonie di germi
completamente diversi da quelli “buoni”: sono i
germi della putrefazione, capaci di sopravvivere
anche in assenza di ossigeno: Bacteroides,
Pepto-streptococchi, etc…
La quantità di questi germi presenti nelle masse
fecali aumenta a dismisura, raggiungendo valori
compresi fra 1 miliardo e 100 miliardi di germi
“cattivi” per grammo di massa fecale.
Questi germi “cattivi” dovrebbero esistere solo
nella parte finale dell’intestino, ma purtroppo
non è così: un’alimentazione sbagliata tende
infatti a far sì che questi germi “risalgano”
l’intestino, raggiungendo zone dove non
dovrebbero proliferare, come ad esempio l’Helicobacter
pylorii che nello stomaco è poi causa di
gastrite e di ulcera gastrica, rigonfiamento
gassoso dello stomaco (con possibile effetto di
“spina irritativa” al cuore).
La proliferazione abnorme di questi germi
“cattivi” avviene quando trovano nutrimento in
un’alimentazione iper-proteica e ricca di
glucosio.
Ma anche il
latte,
il formaggio e altri suoi derivati hanno la loro
grave responsabilità: la Caseina, contenuta nel
latte e nei suoi derivati, aiuta enormemente a
ridurre le quantità di ossigeno presenti nel
tubo intestinale, grazie alla sua capacità di
“incollare” le pareti intestinali fra loro
(riducendo enormemente, inoltre, il volume
intestinale disponibile per l’assimilazione
delle vitamine naturali stesse).
L’importanza di questi germi “cattivi”, come
causa di patologie successive, è data dal fatto
che essi rubano spazio e terreno ai germi
“buoni”, cioè ai simbiotici o saprofiti.
L’organismo umano perde così, a questo punto,
la possibilità di assimilare le preziose
vitamine naturali.
La presenza dei germi della putrefazione apre
poi la strada ai funghi (candide), le quali a
loro volta apriranno la strada ai
parassiti
(vermi) intestinali.
La presenza dei parassiti (vermi) intestinali è
un fenomeno molto diffuso nella popolazione
italiana attuale, benché notevolmente
sottostimata. Un valore ematico facilmente
ottenibile è quello della percentuale di
EOSINOFILI presenti nell’”Ematocrito con
formula”.
Intolleranze alimentari, allergie (asma
compreso) e gran parte delle malattie
auto-immuni (o forse tutte) hanno, o avrebbero,
quindi come unica causa (ezio-patogenesi) la
presenza di parassiti (vermi) nell’intestino.
Nell’ASMA, nelle
malattie allergiche, nelle
intolleranze alimentari sono presenti
percentuali di EOSINOFILI superiori al 2%
(valore limite che non si dovrebbe superare);
Nelle allergie sono presenti le IgE;
quest’ultime sono viceversa assenti nelle
intolleranze alimentari.
NOTA: In merito all’allergia e alle intolleranze
alimentari si ritiene, in contrasto con la linea
di molti allergologi, che sia le intolleranze
alimentari che le allergie (compreso l’Asma)
siano riconducibili ad un unico quadro
ezio-patogenetico: squilibrio immunitario da
disbiosi intestinale.
In questi pazienti è però necessario mantenere
una alimentazione proteica almeno settimanale
(cioè una sola volta alla settimana) fatta di
pesce, carne e uova (biologiche), ciò allo scopo
di evitare pericolosi shock anafilattici in caso
di errate o mancate regole alimentari nella fase
di “svezzamento” alimentare vegetariano
impostato, soprattutto se attuate in assenza
della vitamina F, che dev’essere invece
regolarmente assunta a scanso di possibili
fenomeni allergenici.
Viceversa sarebbero comunque da eliminare per
molto tempo il
Latte e i
suoi derivati.
In merito allo zucchero bianco o di canna, e al
lievito (Pane, Pizza, Birra), essi dovrebbero
comunque essere vietati per molto tempo.
Di recente, le Multinazionali
chemio-farmaceutiche e
OGM hanno però iniziato
ad ipotizzare l’utilizzo di Anticorpi
Monoclonali per la cura di queste patologie, sia
nel caso delle Malattie autoimmuni che nel caso
delle Allergie, dell’Asma e delle Intolleranze
Alimentari.
Personalmente si ritiene del tutto improponibile
il loro impiego sia sul piano dei costi, sia sul
piano di possibili effetti gravi non prevedibili
sulla salute degli stessi pazienti.
In merito poi al possibile utilizzo di piante
OGM per la produzione di Anticorpi Monoclonali
per la cura di dette patologie, il rischio
ambientale che si avrebbe sulla catena
alimentare animale e umana è assolutamente
inaccettabile, causa i gravissimi rischi di
morte per shock anafilattici e di altro genere.
Malattie infettive
Molte piante si sono dimostrate efficaci nella
cura di malattie infettive, che spesso la
disinformazione mediatica chemio-farmaceutica
tende a ignorare.
Ad esempio, diverse piante si sono dimostrate
attive contro la Sindrome da Immuno Deficenza
Acquisita (AIDS), sia attivando la risposta
immunitaria contro il sospetto retrovirus HIV (o
altro agente patogeno), sia intervenendo a
livello stesso del DNA della cellula umana
(linfocita T) infettata.
VEDI su :
http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/allpdf.php
: PIANTE ANTI-AIDS
Vaccinazioni contro l’Epatite B, la Tubercolosi
e altre malattie infettive sono quindi
accettate, ma non attraverso l’utilizzo di
piante OGM (bio-reattori), dato il grave
pericolo di reazioni auto-immuni o di altro
genere quali ad esempio le reazioni
d’ipersensibilità gastro-intestinale.
Esse si verificano in soggetti in cui la
reattività all’antigene (modificato o meno dalla
flora batterica intestinale) sia stata alterata.
La nuova esposizione all’antigene (o ad uno
molto simile) provoca diverse reazioni anormali.
Le reazioni d’ipersensibilità sono di 2 tipi:
- mediate da anticorpi (reazioni immunitarie di
tipo immediato)
- mediate da cellule (reazioni immunitarie di
tipo ritardato)
Queste reazioni di ipersensibilità sono state
classificate da Gell e Coombs in 4 tipi
principali:
Ipersensibilità di tipo anafilattico: anticorpi
IgE si legano ai Mastociti e ai Basofili
mediante il frammento Fc. Quando gli Antigeni
reagiscono con questo Fc, si liberano amine
vasoattive e altri mediatori, che scatenano la
reazione.
Ipersensibilità di tipo citotossico: gli
Antigeni posti sulla superficie cellulare si
combinano con gli Anticorpi. Ciò può provocare
l’opsonizzazione e la fagocitosi senza
Complemento, facilitare l’attacco da parte delle
cellule, o determinare l’attacco del Complemento
che promuove l’aderenza immunologia ai fagociti;
l’effetto litico può dar luogo anche al
danneggiamento della membrana cellulare da parte
del Complemento.
Ipersensibilità mediata da immuno-complessi: gli
Antigeni si combinano con gli Anticorpi per
formare complessi che, a loro volta, attivano il
Complemento e il Fattore di Hageman (il Fattore
XII nella coagulazione del sangue) e aggregano
le Piastrine, trombosi di piccoli vasi,
liberazione di amine vasoattive.
Ipersensibilità mediata da cellule: i Linfociti
T che possiedono recettori specifici per gli
Antigeni vengono attivati dal contatto con
questi Antigeni, proliferano, si trasformano e
liberano vari mediatori (Linfochine) che, a loro
volta, agiscono sui Macrofagi, sui Linfociti e
su altre cellule per provocare le reazioni
dell’ipersensibilità di tipo ritardato.
Alla luce di quanto già accaduto con le
vaccinazioni
per l’influenza suina, A, H1N1
vaccini/influenza_suina.htm, può essere
quindi utile riportare qui di seguito alcuni
dati di approfondimento:
Anafilassi
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz
E.: Microbiologia medica, V Edizione italiana,
tradotta da”Review of Medical Microbiology”,
Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los
Altos, California)
Può essere sistemica, cioè generalizzata, oppure
locale, interessando soltanto la cute, o le vie
respiratorie o l’apparato gastro-intestinale, o
altri organi o apparati.
L’Anafilissi GENERALIZZATA comincia nell’uomo
5-30 minuti dopo la somministrazione
dell’antigene scatenante, con rossore,
orticaria, tosse parossistica, dispnea, vomito,
cianosi, collasso cardio-circolatorio, e shock.
Le cause principali di morte sono l’edema
laringeo, l’edema massivo delle vie
respiratorie, e l’aritmia cardiaca. Le cause più
importanti di anafilassi generalizzata nell’uomo
sono i farmaci (per esempio penicillina), i
prodotti biologici (per esempio i sieri
animali), le punture d’insetto (per esempio il
veleno di ape o di vespa) e gli alimenti (per
esempio i crostacei).
L’Anafilassi LOCALE insorge invece entro pochi
minuti dal contatto (inalazione o ingestione),
ed è una reazione tra l’Antigene responsabile e
l’organo sensibile che va in shock: si manifesta
comunemente come febbre da fieno, asma,
orticaria e vomito. Circa il 10% della
popolazione è incline a sensibilizzarsi
spontaneamente a vari Antigeni (allergeni)
ambientali, per esempio pollini di ambrosia,
graminacee o alberi, alimenti e derivati
epiteliali degli animali. Questi soggetti
sviluppano reazioni allergiche (atopia) quando
vengono esposti all’Antigene. Esiste una marcata
predisposizione familiare a questo tipo di
affezioni, ma ciascun individuo deve essere
sensibilizzato dallo specifico allergene prima
di manifestare le reazioni atopiche.
Reazioni anafilattoidi
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz
E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana,
tradotta da”Review of Medical Microbiology”,
Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los
Altos, California)
Queste reazioni sono simili all’Anafilassi, ma
vengono scatenate dall’inoculazione di
sospensioni di particelle o di colloidi
(Caolino, solfato di Bario, Inulina, etc.) che
attivano il Fattore di Hageman, la Plasmina, la
Callicreina, e la sequenza del Complemento. Esse
non hanno attinenza con le reazioni
Antigene-Anticorpo (Ag-Ac) o con l’allergia.
Reazione di Arthus
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz
E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana,
tradotta da”Review of Medical Microbiology”,
Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los
Altos, California)
Questa reazione di ipersensibilità mediata da
Anticorpi richiede una grande quantità di
complessi Antigene–Anticorpo (Ag-Ac) che fissano
il Complemento, attraggono i Leucociti
polimorfonucleati e vengono fagocitati da essi.
Le cellule liberano enzimi lisosomici che
causano lesioni tissutali, tipicamente con
vascuolite delle pareti dei vasi sanguigni.
Qualsiasi classe di Immunoglobuline (Anticorpi)
fissanti il Complemento può provocare la
reazione di Arthus, e a livelli più elevati di
Anticorpi corrispondono lesioni più intense; si
richiedono livelli anticorpali almeno mille
volte superiori rispetto a quelli necessari per
l’anafilassi descritta sopra, e complessi Ag-Ac
possono quindi provocare la reazione di Arthus.
Mentre nell’Anafilassi le modificazioni nella
struttura dei tessuti sono limitate a
vasodilatazione, edema e pochi Leucociti
polimorfonucleati, la reazione di Arthus è
caratterizzata da una infiammazione più intensa.
Essa inizia con trombosi di piccoli vasi
circondati da edema e da intensa infiltrazione
di Leucociti polimorfonucleati; quindi si
sviluppano aree di necrosi nelle pareti dei vasi
sanguigni. I Neutrofili degenerano e i loro
frammenti vengono fagocitati da cellule
mononucleate e da Eosinofili.
Malattia da siero
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz
E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana,
tradotta da”Review of Medical Microbiology”,
Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los
Altos, California)
Insorge dopo 4-18 giorni dalla penetrazione
dell’antigene proteico (es.: molecole proteiche
come MoAbs o altro presenti nella pianta OGM)
nel flusso ematico (es.: sistema
gastro-intestinale), con febbre, orticaria
diffusa, tumefazioni articolari e ingrossamento
dei linfonodi e della milza. Alcuni tessuti
possono anche presentare reazione di Arthus, ma
anche vasodilatazione, edema e contrazione dei
muscoli lisci (come nell’Anafilassi). Il
meccanismo è il seguente: dopo la
somministrazione di una grande quantità di
Antigene (es: penetrazione dell’Antigene
proteico come ad esempio Anticorpi Monoclonali
esogeni di derivazione da pianta OGM nel flusso
ematico del sistema gastro-intestinale), la loro
concentrazione nel sangue declina gradualmente
e, nello stesso tempo, comincia la produzione di
Anticorpi da parte dell’organismo. La presenza
simultanea di Antigene e di Anticorpi porta alla
formazione di complessi Ag-Ac solubili che
scatenano la risposta immune, combinando la
vascuolite con la liberazione di mediatori
chimici, e determinando ulteriori danni a
cascata su tutti gli organi….
Ulteriori dati :
6/02/02
I diabetici chiedono che siano effettuati test
di controllo più rigidi sull'effettiva sicurezza
dell'insulina transgenica.
Fonte: The Globe and Mail, Canada
In Canada, la Society for Diabetic Rights e
alcuni medici hanno chiesto che venga avviata
una pubblica inchiesta sulla sicurezza
dell'insulina OGM data la crescita costante del
numero di casi in cui il prodotto si è
dimostrato nocivo o addirittura letale. La
Society ha inoltre chiesto che l'Health Canada
faccia in modo che l'insulina derivata dagli
animali venga resa più facilmente reperibile sul
mercato. Avvalendosi della legge che permette il
libero accesso alle informazioni, la Society ha
scoperto che nel gennaio 2001 otto cittadini
canadesi erano morti dopo aver fatto uso
dell'insulina sintetica e che altri 465 avevano
denunciato reazioni negative alla sostanza. Per
contro, soltanto nove malati avevano reagito
negativamente all'insulina derivata dai suini e
nessuno a quella derivata dai bovini. Negli USA
si sono registrati 92 decessi e ben 4000 casi di
reazioni negative all'insulina sintetica.
26/04/02
Presto disponibile una varietà di riso OGM in
grado di produrre le stesse proteine contenute
nel latte materno
Fonte: Nature, UK, di Helen Pearson.
Una delle ultime trovate della biotecnologia
pare riguardi la manipolazione genetica di
piante e animali allo scopo di ottenere sostanze
proteiche identiche a quelle contenute nel latte
materno, risolvendo i problemi di tutte quelle
madri che non possono allattare i propri figli.
Un gruppo di scienziati dell'Università della
California, guidati da Yuriko Adkins, ha
modificato una varietà di riso inserendovi il
gene responsabile della produzione della
lattoferrina, un enzima del latte necessario ai
neonati per metabolizzare il ferro e combattere
le infezioni. Per essere commercializzato il
riso così ottenuto dovrebbe essere approvato
dall'FDA, le cui leggi, tuttavia, prevedono, a
tutt'oggi, soltanto la regolamentazione di
piante OGM in grado di produrre medicinali o
pesticidi. Ne consegue che tutto il sistema di
norme dell'FDA dovrebbe essere adeguatamente
rivisto prima che la produzione a scopo
commerciale del riso che produce lattoferrina o
di altri organismi geneticamente modificati allo
scopo di produrre sostante proteiche utili
all'uomo ottengano l'autorizzazione.
10/07/02
Concesso il brevetto ad una varietà di granturco
OGM contenente un gene umano.
Fonte: Pioneer Press, USA, di Paul Elias.
L'Ufficio Brevetti statunitense ha concesso al
Scripps Research Institute un brevetto che
consente al laboratorio di ricerca di
controllare in maniera esclusiva alcune delle
più interessanti proteine umane ottenute
attraverso la coltivazione di vegetali OGM. A
detenere i diritti commerciali delle specie
brevettate è la Epicyte Pharmaceutical Inc. di
San Diego. L'azienda, insieme alla consociata
Dow Chemical Co., spera di poter ottenere gli
anticorpi contro il virus dell'herpes attraverso
la modificazione genetica del granturco e di
produrre poi con essi un gel ad azione locale.
La società spera di poter iniziare a
sperimentare il gel sui pazienti a partire dal
prossimo anno.
Negli USA già esistenti più di trecento
coltivazioni sperimentali segrete di piante OGM
per la produzione di sostanze medicinali.
Fonte: Genet. 11/07/02
Secondo una recente relazione pubblicata da
Genetically Engineered Food Alert Coalition,
un'associazione statunitense costituita da
gruppi di consumatori e di ambientalisti, una
nuova tipologia di contaminazione genetica
sarebbe alle porte, quella cioè rappresentata
dai vegetali geneticamente modificati allo scopo
di ottenere sostanze farmacologiche. Le piante,
che a quanto pare vengono già coltivate in ben
300 campi sperimentali segreti sparsi in tutti
gli Stati Uniti, includono specie modificate per
produrre sostanze che inducono l'aborto, ormoni
della crescita, sostanze per la coagulazione
sanguigna e la tripsina, un allergene. Larry
Bohlen, direttore del progetto Health and
Environment Programs presso la sezione americana
dell'associazione ambientalista Friends of the
Earth e membro della Coalizione, ha dichiarato a
proposito "un solo errore da parte di una
multinazionale e ci ritroveremo tutti a ingerire
attraverso i cereali che consumiamo
quotidianamente medicinali prescritti ad altri".
03/12/02
L'Ucraina pronta a produrre farmaci dalle piante
per coprire il fabbisogno nazionale.
Fonte: Large Scale Biology Corporation, USA.
Lo scorso 5 Novembre il vice primo ministro
ucraino Volodymyr Seminozhenko ha firmato un
accordo ufficiale con due aziende farmaceutiche
per avviare la produzione locale di medicinali
attraverso la modificazione genetica delle
piante. Le due aziende che metteranno a
disposizione le proprie tecnologie collaborando
con gli scienziati ucraini per la produzione di
proteine e vaccini sono l'americana Large Scale
Biology Corporation (Nasdaq: LSBC) e la tedesca
Icon Genetics AG. È probabile che in futuro a
queste due si aggiunga qualche azienda
farmaceutica ucraina.
12/12/02
Criticate dagli scienziati le nuove tecniche di
modificazione genetica.
Fonte: The Observer, di Antony Barnett e Robin
McKie.
Un gruppo di ricercatori ha messo a punto una
tecnica per accelerare i processi evolutivi
inserendo i geni promotori del cancro in
organismi animali e vegetali. Grazie a tale
metodo è possibile creare nel giro di qualche
mese centinaia di specie mutanti, che
normalmente si genererebbero in natura nell'arco
di millenni. Tale tecnica, detta morfogenesi e
adoperata nella creazione di nuove specie
animali e vegetali ha suscitato le proteste di
gran parte degli esponenti della comunità
scientifica e degli ambientalisti. Secondo
alcuni, infatti, tale procedura potrebbe
risultare nelle creazione di organismi con geni
promotori del cancro che potrebbero poi essere
rilasciati nell'ambiente. Tuttavia la Morphotek,
azienda statunitense responsabile
dell'invenzione della tecnica, afferma che essa
potrebbe rivelarsi utilissima per le aziende
agricole e farmaceutiche in quanto permette di
isolare specie dalla resa vantaggiosa come
vegetali in grado di resistere alla siccità o
mucche dal latte più nutriente. I geni promotori
del cancro infatti determinano mutazioni a
catena nelle piante, nei mammiferi e nei
microrganismi in cui vengono inseriti e dai cui
si generano poi migliaia di mutanti che
diventano oggetto per la ricerca di
caratteristiche utili.
16/12/02
Negli Stati Uniti ricavati dal tabacco farmaci
per la cura del cancro.
Fonte: Los Angeles Times, USA.
L'azienda farmaceutica Large Scale Biology Corp.
sta sviluppando piante di tabacco sulle cui
foglie si generano cellule tumorali che vengono
successivamente estratte e sottoposte a studi di
laboratorio allo scopo di ricavarne un vaccino
contro il cancro. Al momento sono sedici i
pazienti malati di tumore ai linfonodi a cui è
stato somministrato il nuovo farmaco in via
sperimentale. La novità sta nel fatto che si
tratta non di un medicinale prodotto su larga
scala bensì specifico per la cura di una
particolare tipologia di neoplasie, aprendo le
porte alla produzione di farmaci "fatti su
misura". A causa del fatto che il cancro al
sistema linfatico si diffonde con lentezza ci
vorranno anni prima di stabilire l'effettiva
efficacia del vaccino somministrato. Tuttavia i
primi dati sono confortanti. Durante una recente
conferenza tenuta a Philadelphia, gli scienziati
della Large Scale Biology Corp. hanno infatti
dichiarato che, dopo aver ricevuto il vaccino,
ben dieci dei sedici pazienti hanno sviluppato
cellule in grado di contrastare quelle tumorali,
una percentuale molto alta per un farmaco
anti-cancro. L'azienda si propone ora di
elaborare la versione definitiva del farmaco
entro sei settimane al fine di poter provvedere
alla cura di almeno diecimila malati ogni anno.
16/01/03
Le alghe nuova fonte di anticorpi umani contro
l'Herpes.
Fonte: The Scripps Research Institute, USA.
Un gruppo di scienziati statunitensi sta
attualmente utilizzando le alghe come fonte
degli anticorpi umani per la cura dell' herpes.
Tali anticorpi verrebbero a costituire
l'ingrediente base di pomate e altri farmaci nel
trattamento del virus. La tecnologia così messa
a punto potrebbe inoltre facilitare la
produzione su larga scala di qualsiasi altra
specie di anticorpi umani e di altre proteine
utili.
15/12/04
Gli scienziati chiedono il bando degli OGM
utilizzati nella produzione di farmaci.
Fonte: Genet.
L¹UCS, (Union of Concerned Scientists), ha
esortato l’USDA ad imporre un bando immediato
sulla produzione di Mais, Soia e altre piante
modificate per la produzione di farmaci e
sostanze chimiche per uso industriale. L’UCS ha
inoltre raccomandato che l’USDA organizzi una
campagna per la promozione di sistemi di
produzione alternativi più sicuri. Gli
scienziati hanno basato le proprie affermazioni
sulle conclusioni di uno studio recentemente
completato da sei esperti che hanno analizzato
il sistema attuale di coltivazione di tali OGM,
arrivando alla conclusione che, se essi
resteranno immutati, l¹ingresso di tali alimenti
nella catena alimentare sarà del tutto
impossibile da evitare. In sostanza, riassume lo
studio, i consumatori americani attualmente
corrono il serio rischio di ingerire farmaci
involontariamente, con il semplice consumo di
ciotole di cereali a colazione !
14 marzo 2005
Olio Extra Vergine OGM
A Chicago vogliono produrre un acido oleico BT
contro il tumore al seno
FONTE : Assobiotec/Federchimica
Che la dieta mediterranea fosse un rimedio
salutare per le sindromi metaboliche è noto da
tempo, ma che i principi attivi contenuti
nell'olio d'oliva fossero implicati nella
diminuzione del rischio di contrarre il tumore
al seno, è scoperta recente.
Un gruppo di ricercatori della Northwestern
University di Chicago, diretti da Javier
Menendez, ha recentemente pubblicato sul
bollettino interno dell'università gli esiti di
uno screening associato all'assunzione di olio
extravergine d'oliva, verificando che un'alta
percentuale di donne a rischio dal punto di
vista del tumore mammario per fattori secondari,
è risultata pressoché esente da danni
citologici.
"L'acido oleico contenuto nell'olio - afferma
Menendez - riduce in misura notevole i livelli
di un oncogene, l'Her-2/neu, tipico della
comparsa di tumori estremamente aggressivi e
dalla prognosi infausta. La relativa semplicità
di sintesi del principio attivo - continua -
farà sì che, con adeguati trattamenti
bioingegneristici, lo si possa produrre con le
caratteristiche farmacologiche necessarie ad
applicarlo come protettivo".
14 marzo 2005
Anche l'ENEA studia un vaccino OGM contro l'AIDS
Fonte : Repubblica
Per ora siamo alla coltura dei virus dell’Aids
sulle foglie di Tabacco, più avanti (forse) i
possibili antidoti: grandi quantità di farmaco a
prezzi ridotti e privi di effetti collaterali.
Finalmente anche l’Italia è in prima linea nel
campo della sperimentazione dei
vaccini
vegetali.
E’ in fase di test sugli animali il vaccino
anti-Aids ottenuto trasformando piante di
tabacco in “bio-reattori”, ossia economiche ma
efficaci fabbriche biologiche.
Le ricerche, in corso nel centro di ricerche
dell'ENEA alla Casaccia (Roma) e uniche in
Italia, toccano l’area delle biotecnologie
vegetali, campo all'avanguardia a livello
internazionale. «I vaccini prodotti dalle
piante, hanno il doppio vantaggio di avere costi
molto bassi e di non richiedere una catena del
freddo, così come accade con i vaccini ottenuti
con le tecniche tradizionali», spiega Rosella
Franconi, ricercatrice del dipartimento biotech
dell’Enea, diretto da Eugenio Benvenuto.
Per realizzare un vaccino il primo passo è
estrarre il materiale genetico del virus che si
vuole combattere.
Questo viene quindi trasferito in piantine nane
di tabacco producendo delle microabrasioni sulla
superficie delle foglie con un semplice
sfregamento.
A questo punto l'infezione nella pianta ha preso
il via e comincia gradualmente ad estendersi
dalla foglia trattata al resto della pianta. La
comparsa di nuove foglie dall'aspetto meno
florido e un po' arricciate è un ottimo segno
perché vuol dire che l'infezione è avvenuta.
A questo punto non resta che estrarre dalle
foglie le molecole di interesse farmacologico e
con queste realizzare il vaccino.
Nelle serre della Casaccia le piantine di
tabacco trasformate in “bio-fabbriche” lavorano
anche alla produzione di un vaccino terapeutico
contro il tumore del collo dell'utero causato
dal Papilloma virus.
L’ENEA
non è comunque la sola struttura di ricerca a
cimentarsi nel campo dei vaccini vegetali. Già
da qualche anno sono allo studio in tutto il
mondo vaccini per prevenire virus come l’Epatite
B o il Melanoma prodotti "ingegnerizzando" delle
piantine come Patate o Pomodori.
Negli Usa ad esempio è in corso un test su 42
persone condotto dai ricercatori del Roswell
Park Cancer Institute che hanno modificato la
pianta della Patata con l'inserimento di un gene
che riesce a far sviluppare una risposta
immunitaria contro l’epatite B. Il 60% del
campione ha mostrato segnali dello sviluppo di
una buona immunità verso il virus Hbv dopo aver
mangiato un boccone della patata transgenica,
dato che viene riportato sulla rivista
dell'Accademia Americana delle Scienze
Proceedings of National Academy of Sciences.
Un vaccino commestibile potrebbe essere un modo
più economico e pratico per debellare il
pericoloso virus, e un asso nella manica per
realizzare programmi globali di vaccinazione, ha
riferito il coordinatore delle sperimentazioni
al Roswell Park Cancer Institute, Yasmin
Thanavala, precisando che il loro vaccino è più
efficace e sicuro di altri vaccini orali messi a
punto in altri centri di ricerca del mondo.
Poiché il vaccino commestibile contiene una sola
proteina virale e non il patogeno stesso, è
impossibile che dia infezioni negli individui
trattati con le Patate.
Il grande vantaggio di questi vaccini, oltre ai
costi di produzione molto più ridotti, sta nel
fatto che permetterebbe di ovviare ai complessi
metodi di conservazione dei normali preparati
vaccinali, necessità che rende difficilmente
applicabile su vasta scala campagne di
vaccinazioni che investano i paesi più poveri
dove anche i mezzi di refrigerazione per
medicine e vaccini sono inesistenti.
Questo vaccino potrà essere il primo di una
lunga serie anche per Francesco Sala, uno dei
massimi esperti di biotecnologie, che lavora
all'Università Statale di Milano. Se il
traguardo dei vaccini in piante biotech (OGM)
appare non più fantascienza resta, però, il
grosso problema dei finanziamenti: «Per la
nostra ricerca all'Università di Milano -
afferma Sala - abbiamo ricevuto fondi pari a
50.000 euro per il 2004 e non ci sono ancora
finanziamenti per il 2005. Una somma esigua, se
si considera che in Sud Corea, per ricerche
analoghe, vengono stanziati due milioni di
dollari l'anno. Il problema è che questo settore
interessa poco le multinazionali, dal momento
che i guadagni sarebbero ridotti, ed è per
questo che gli enti pubblici dovrebbero farsene
maggior carico stanziando fondi adeguati, poiché
l'accesso alle vaccinazioni è un interesse
sociale senza confini”
Gennaio-marzo
2006
Gli scienziati hanno creato la pianta
definitiva: il mais contraccettivo
Le piante che prevengono le gravidanze sono il
frutto del lavoro della società biotecnologia
…OMISSIS… dove i ricercatori hanno scoperto una
rara classe di antibiotici che attaccano lo
sperma.
Isolando il gene che regola la produzione di
questi anticorpi e inserendolo nel Mais, la
società ha creato queste “piccole fabbriche
vegetali” di contraccettivi.
“-…Abbiamo una serra piena di piante di Mais che
sviluppano le sostanze anti-spermatozoi-, ha
dichiarato il presidente della società
californiana …OMISSIS…
“-…Abbiamo creato anche piante di Mais che
producono anticorpi contro l’Herpes, così
potremmo produrre una gelatina a base vegetale
che non solo previene la gravidanza, ma anche
blocca la diffusione delle malattie a
trasmissione sessuale…-
Questo Mais contraccettivo è basato su una
ricerca relativa a una malattia rara:
l’infertilità auto-immunitaria: le pazienti che
ne sono affette producono anticorpi che
attaccano lo sperma.
Normalmente, i biologi usano batteri (E.Coli)
per produrre proteine umane. Questa ditta
californiana ha deciso invece di usare il Mais
perché ha una struttura cellulare molto più
simile a quella dell’uomo, rendendo più semplice
la manipolazione.
La società, che ha dichiarato che non coltiverà
le pannocchie di Mais in prossimità di altri
vegetali, ha annunciato il lancio di prove
cliniche sul Mais.
Tratto da The Guardian, gennaio-marzo 2006,
Robin McKie, Science Editor-Observer
L'FDA dispone la distruzione di Soia
contaminata.
Fonte: Agnet.
Lester Crawford, vice direttore dell'FDA ha
dichiarato che il governo imporrà alla
multinazionale Prodigene Inc la distruzione di
500.000 stai di Soia contaminata da scorie di
granturco OGM che era stato coltivato in
precedenza negli stessi campi per la produzione
di farmaci. La Prodigene sta cercando di
ottenere una serie di farmaci, dal vaccino per
l'Epatite B ad un enzima in grado di produrre
Insulina, attraverso la modificazione genetica
del granturco. L'azienda aveva piantato tali
sementi a scopo sperimentale nel Midwest, senza
ottenere tuttavia alcun risultato. Perciò dopo
aver arato il terreno la Prodigene ha piantato
semi di Soia tradizionale destinata ai mercati
alimentari. Durante il raccolto i test hanno
rivelato la presenza di scorie del granturco OGM
per un totale di 65 grammi in 500.000 stai di
Soia. Oltre ai costi per la distruzione della
Soia l'FDA potrebbe altresì ingiungere alla
Prodigene il risarcimento delle perdite agli
agricoltori a alle aziende alimentari.
18/02/08
Più gravi le conseguenze della contaminazione
con le “farma-colture” (OGM di seconda
generazione )
Fonte: The Guardian, James Randerson
La Union of Concerned Scientists ha chiesto al
Dipartimento per l’Agricoltura statunitense (USDA)
di proibire la coltivazione all’aperto delle
farma-colture per impedire che le sostanze a uso
farmaceutico e industriale da esse prodotte
contaminino le specie convenzionali e danneggino
la salute dell’uomo. E’ assodato, infatti,
spiega il Prof. Paul Gepts dell’Università della
California, che il flusso di geni si verifica
regolarmente tra piante e che i geni immessi
nell’ambiente si trasmettono ad altre varietà
della stessa specie o ai loro parenti selvatici
rendendo impossibile limitare la contaminazione.
Nel caso delle farmacolture, tuttavia, la
contaminazione può rivelarsi particolarmente
pericolosa poiché sono allo studio varietà
modificate capaci di produrre farmaci, vaccini,
ormoni e sostanze chimiche per l’industria che
possono danneggiare la salute umana e risultare
tossiche per gli animali selvatici. Secondo
Karen Perry Stillerman della Union of Concerned
Scientists, la grande varietà delle sostanze
potenzialmente producibili con questa forma di
manipolazione genetica non consente in questa
fase di tracciare un quadro esauriente delle
conseguenze della contaminazione ma è certo che
essa causerà gravi danni alla salute e
all’ambiente e notevoli perdite sul fronte
economico.
Lavori scientifici disponibili in
PDF
Torres E.: Rice cell culture a san
alternative production system for functional
diagnostic and therapeutic antibodies,
Transgenic Research, 8, pp: 441-449, 1999
Deok Hoon Park: Expression of functional
human-cytosolic C/Zn superoxide dismutase in
transgenic tobacco, Biotechnology Letters, 24,
pp: 681-6856, 2002.
Wirth S.: Expression of active human
epidermal growth factor (hEGF) in tobacco plants
by integrative and non-integrative systems,
Molecular Breeding, 13, pp: 23-35, 2004
Yusibov V.: Expression in plants and
immunogenicity of plant virus-based experimental
rabies vaccine, Vaccine 20, pp: 3155-3164, 2002
Fiedler U.: Optimization of scFv antibody
production in transgenic plants,
Immunotechnology, 3, pp: 205-216, 1997
Kisung Ko: Plant biopharming of monoclonal
antibodies, Review, Virus Research, 111, pp:
93-100, 2005
By Dott. G. Nacci
(medico)
vedi:
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata +
FARMACI e CONTROINDICAZIONI
+
Falsita' della medicina
ufficiale
FORUM sul pericolo
dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche
vedi anche:
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
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