Ecco
un esempio di come vengono condotte molte ricerche scientifiche
e
come
vengono gestite le relative pubblicazioni.
Roba da matti. Questo è stato scoperto.
Ma chi ci dice che non ci siano
pubblicazioni truccate alla base di farmaci e terapie ufficiali ?
alla
gente interessa sapere in che mani siamo.
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i
risultati delle loro ricerche....-
Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato
complessivo della nuova generazione di
antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei
criteri clinicamente significativi», scrivono
gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la
necessità di cambiare il sistema attuale, che
permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -.
Rende difficile determinare se i farmaci
funzionino. Le
case farmaceutiche dovrebbero
essere obbligate, quando commercializzano un
nuovo prodotto, a pubblicare tutti i
dati». Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero,
dal punto di vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo somministrare ai
bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
vedi:
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+
CNR e Corruzione
+ Consenso Informato
Informatore dei CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Visionate questo
video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
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A
San Marino (I) dal 2012 esiste una legge che
obbliga i genitori obiettori ai vaccini, per i
loro bambini (quelli che non vogliono
vaccinare i propri figli), a contrarre
una polizza assicurativa per il “Danno
da Contagio”….richiesta
che fa ridere, perche’ siccome il
danno da contagio non
esiste, perché tutto e basato sulla
FALSA teoria del contagio aerobico, che
NON esiste, salvo ad esempio nel caso di
trasfusioni
di sangue o contato e/o manipolazione di
feci, per cui trattasi non di contagio aerobico,
ma si tratta per le trasfusioni, di inoculazione
di sangue tossico eterologo (non proprio),
quindi ritenuto tossico dall’organismo
ricevente, con tutti i pericoli del caso, e per
la manipolazione di
feci, non e' detto che i manipolatori delle
feci dei bambini vaccinati, cosa che fanno tutte
le madri di bambini vaccinati quando gli lavano
il sederino dopo la loro cacca...NON si
ammalano es. di
Polio...neppure loro....si dovrebbe tenere
il conto dei “possibili” contagiati aerobici
dalla data della entrata in vigore della Legge
sanmarinese sul tema, per vedere quanti bambini
non vaccinati si sarebbero ammalati con il
"contagio aerobico"; inoltre se fosse vera la
"teoria del contagio" i bambini vaccinati,
essendo portatori sani o non, dei
virus e batteri vaccinali, potrebbero
"contagiare" gli altri adulti e bambini non
vaccinati, con i quali vengono in contatto,
cosa che NON avviene mai
!
Esempio:
In Italia ogni anno nascono 500 mila
bambini x 40 anni = 20 milioni di
bambini portatori, (di questi quasi il 95 %
viene vaccinato minimo con l’esavalente
che
contiene ben
6 virus vaccinali, ad esempio quello della
polio); i
bambini portatori "sani" crescono e vengono
in contatto con tutti gli altri, eppure pur
essendovi in Italia oltre 20 milioni di adulti
di oltre 40 anni, NON vaccinati per la
Poliomielite, NESSUNO di questi, pur
essendo a contatto con quei bambini portatori
"sani" del virus della Polio, si ammala…perche’
?..., perche’ la teoria
del contagio aerobico e’ FALSA !...... e cio’
vale anche per la altre malattie falsamente
dette "contagiose"…
Riflettete bene su questi che sono fatti !
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The Wall Street Journal online -
11 marzo 2009.
Il Baystate Medical Center di Springfield nel
Massachusetts ha dichiarato che l'ex
responsabile della divisione dolore
dell'ospedale, Scott Reuben, avrebbe falsificato
i dati di 21 studi clinici sulla terapia del
dolore, pubblicati tra il 1996 e il 2008 su
molte riviste di anestesiologia. I dati
falsificati riguarderebbero l'uso di
antidolorifici quali Bextra (valdecoxib) di
Pfizer e Vioxx (rofecoxib) di Merck & Co.
vedi:
http://www.aboutpharma.it/notizia.asp?id=19111
Video su:
ATTENTI alle BUFALE degli "Studi Scientifici":
http://www.pensiero.it/catalogo/scheda.asp?IDPubblicazione=475
http://www.attentiallebufale.it/index.html
vedi:
Falsita' della medicina ufficiale' + False
ricerche
+ Limiti della ricerca +
Statistiche
Ministero manipolate
+
Autismo e Vaccini
l'Isitituto Sup. di Sanita' Italiano, Falsifica i
dati
+
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
Pillole per la ricerca delle bufale
Chi lavora alla sintesi delle prove scientifiche
si è reso conto che la maggior parte di ciò che
si legge e si dice nella scienza biomedica è di
dubbia qualità. Frutto di un gioco sporco. Vi
proponiamo una serie di video-pillole per
minimizzare il rischio di bufale, per imparare a
riconoscere le bufale e per difendersi da esse.
Introduzione
La presentazione di Tom Jefferson
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_intro.html
"Bufala spotting": come diventare famosi in modo
disonesto
Il mio Impact Factor è più grosso del tuo
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v1.html
Come "imbottire" il proprio Impact Factor
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v2.html
Esistono metodi alternativi al numero di
citazioni per valutare l'IF ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v3.html
Che relazione c'è tra l'IF e la qualità del
lavoro scientifico ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v4.html
La frode scientifica
Esiste il reato di frode scientifica ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v5.html
Il caso del BMJ
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v6.html
Chi controlla i controllori ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v7.html
Studi, revisioni, riviste: come valutarli
?
Impressione clinica vs risultati di uno studio:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v8.html
Le revisioni sistematiche e le metanalisi: come
valutare ? :
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v9.html
Un abstract chiaro è garanzia di qualità di uno
studio ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v10.html
"Lifting" di un articolo in equilibrio tra forma
e sostanza :
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v11.html
Che percentuale di bufale c'è sulle riviste
scientifiche ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v12.html
Referee, editor, lettere e...lifting
Le bufale degli editor o dei Refeere ? :
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v13.html
Referee in cieco: che senso ha ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v14.html
"Attenti alle bufale": quali sono i danni ?
Prossimamente
Conclusioni: strumenti per la ricerca delle
bufale, Prossimamente
e dopo QUESTO anche:
Il Corriere della sera, 27 settembre 2002
Il fisico Jon Hendrik Schön ha sfornato ottanta importanti
esperimenti in due anni: almeno sedici si sono rivelati fasulli
USA: SCOPERTE TRUCCATE PER CONQUISTARE IL NOBEL
Licenziato lo scienziato che annunciò la nascita
dell'elettronica molecolare: "Strabiliante come falsificava i dati"
Dal NOSTRO CORRISPONDENTE in NEW YORK
Jon Hendrik Schön aveva la reputazione di saper manipolare atomi e
molecole con una precisione che sfiorava il sublime.
I suoi esperimenti uscivano perfetti fin dal primo tentativo. "Finirà a
Stoccolma", ripetevano i colleghi del 32enne fisico tedesco,
certi che prima o poi avrebbe vinto il Nobel.
Ma dopo aver sfornato
rapporti al ritmo di 80 in due anni - più di quanto altri celebri
scienziati hanno prodotto nell'arco di una vita - diventando una
delle firme più assidue di Science e Nature, le più prestigiose
riviste scientifiche al mondo, si è scoperto che la sua era tutta
finzione.
"La falsificazione e il travisamento dei dati sono davvero strabilianti"
conclude lo studio di 127 pagine divulgato dalla Lucent
Technologies che l'ha licenziato dai laboratori Bell dopo che una
commissione di ricercatori ha stabilito che Schö n ha simulato
e alterato dati almeno 16 volte tra il '98 e il 2001.
Eppure, i
risultati dei suoi esperimenti erano stati salutati dagli esperti
come
"l'avvento di una nuova era".
Schön stava cercando di creare
transistor e circuiti per computer basati su singole molecole di
materiale organico, molto più economici e facili da produrre di quelle al
silicio.
La sua brillante carriera era iniziata nel '97, quando era stato assunto
dalla Bell Labs dopo essere stato reclutato da Bertram Batlogg, stimato
fisico specializzato in materia condensata. Incoraggiati dai miracolosi
successi sbandierati dal giovane tedesco, numerosi laboratori avevano
iniziato a darsi da fare per costruire transistor a molecole singole.
Compito difficile, che richiedeva mesi o anche anni di lavoro. "Nel caso
del fantasioso Schön - spiega oggi un suo collega - era come se
avesse costruito una bici a ruote quadrate, sostenendo che correva
come una dalle ruote rotonde".
I primi sospetti su di lui erano sorti perché nessuno riusciva a
riprodurre i risultati annunciati da Schön. Ma è stata la pigrizia a
tradirlo: alcuni colleghi hanno notato che aveva usato la stessa
tabella grafica in una decina di esperimenti effettuati in
condizioni diverse.
Le "imprese" di Schön hanno spinto alcuni scienziati a proporre una
riforma sul modo in cui i laboratori di fisica sorvegliano i
ricercatori e su come le riviste scientifiche esaminano gli articoli prima
di pubblicarli.
Molti di coloro che erano a conoscenza del caso
dicono che non si è verificato per disattenzione delle istituzioni
ma per un'insolita convergenza di fattori.
"Si è trattato di cattiva condotta scientifica" - ha detto il fisico Malcolm Beasley, della Stanford University, capo della commissione
investigativa.
Ma i normali processi della scienza l'hanno circoscritta e alla fine la
verità è emersa». Messo con le spalle al muro Schön ha ammesso di aver
sbagliato ma ha promesso che, prima o poi,
riuscirà a dimostrare che le sue teorie
sono esatte.
Gli addetti ai lavori non lo escludono. "Può
darsi che abbia avuto l'intuizione teorica giusta su una
rivoluzionaria scoperta - dice Art Ramirez, fisico a Los Alamos - e abbia
mentito per arrivare primo sottraendo gli allori a chi, un giorno, riuscirà
a dimostrare empiricamente
che Schön aveva ragione".
By Alessandra Farkas
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Luc Montagnier: il Nobel immeritato.
Le scelte del comitato di Stoccolma sono “non di
rado stupefacenti, in qualche caso
sconcertanti”, come scrive M. Cervi su “Il
Giornale”. Per esempio nel 1994 venne assegnato
il Nobel per la pace ad Arafat ed a Rabin che si
fecero sempre la guerra, nei modi più odiosi
colpendo spesso vittime civili, per non ottenere
mai la pace, appunto.
Così nel campo scientifico: il Nobel per la
fisica 2008 sembra sia stato scippato ad un
Italiano, Nicola Cabibbo, che avrebbe dovuto
invece di buon diritto essere suo.
Tornando a Montagnier, nella motivazione
dettagliata vi sono richiami bibliografici
relativi all’ “isolamento” contemporaneo di
Montagnier e di Gallo (che invece è stato
escluso dal premio, pur essendo stato stabilito
nel 1987 che il loro merito era alla pari).
Gallo disse nel 1983-84 che Montagnier
non aveva
realmente ottenuto un isolamento dell’HIV.
Noi sappiamo per certo che in realtà nessuno
dei due lo realizzò, per ammissione
esplicita dello stesso Montagnier (in una sua
famosa intervista registrata che forse
preferisce dimenticare).
Quindi i lavori citati nella motivazione dei
saggi di Stoccolma non possono essere
considerati prova dell’isolamento del virus,
secondo i critici e pure secondo i canoni
redatti dall’Istituto Pasteur specificamente per
i retrovirus.
Inoltre nel 1990-92 lo scienziato francese
dimostrò che quel “virus” non era – come si era
creduto sino allora – citopatico nelle colture
cellulari. La morte delle cellule era dovuta
all’inquinamento misconosciuto con il Mycoplasma
fermentans: eliminato quello con un antibiotico,
cellule e “virus” riuscivano a convivere senza
alcun problema per mesi! Questa deviazione
dall’ortodossia che voleva l’HIV come unica
causa dell’AIDS, fece assaporare a Montagnier
l’isolamento (questo vero) dalla comunità
scientifica, finché non si decise ad abbandonare
il ruolo dei cofattori, molto fastidiosi per la
teoria virale.
Ma Montagnier non è anche colui che non seppe
rispondere a Mullis (nobel per la chimica 1993)
che gli domandò pressappoco così: “A un mio
lavoro devo citare la prima pubblicazione che
dimostra che l’HIV è la causa dell’AIDS: qual è
mai?” Montagnier in quell'occasione girò la
testa, si alzò ed andò a parlare con altre
persone!!
Il Comitato di Stoccolma ha voluto essere ancora
una volta “politically correct” ed ha assegnato
un Nobel mal giustificato dal punto di vista
scientifico.
Ma andiamo avanti
raccontando un aspetto curioso che giustifica il
mio giudizio sul nobel. Dunque, Gallo e/o
Montagnier avrebbero isolato il virus nel 1983
come consacrato dagli esperti di Stoccolma,
giusto? Il virus HIV si replica in un
sieropositivo ad un ritmo di 100 miliardi al
giorno (Ho D. J Clin Invest 1997, 99:2505),
giusto ? Allora uno deduce che non doveva essere
poi tanto difficile trovarlo, è evidente.
Eppure forse non tutti sanno che le PRIME
fotografie del “virus HIV isolato”, cioè
separato da ogni altra cosa, sono state
pubblicate solo 14 anni più tardi, nel 1997, non
da Montagnier, né da Gallo! Non è un fatto
strano ?
In questo momento non voglio neanche considerare
quel che dicono i dissidenti al riguardo. Le
fotografie pubblicate nel 1983 e negli anni
successivi e che tutti hanno presente infatti
mostravano particelle da sezioni
ultramicroscopiche di cellule in coltura,
assolutamente NON di virus isolato,
ribadisco. Le stesse palline si
trovano anche in colture non infette. Uno dei
criteri per l’isolamento, secondo gli esperti
dell’Istituto Pasteur, DOVEVA essere appunto
ANCHE la foto di quanto separato con
ultracentirifuga nello strato con la densità dei
retrovirus. E quel che dico è logico. Se ce n’è
tanto, si doveva poter vedere anche allora. E la
grandezza delle “cariche virali” ce lo conferma.
Bisogna poi che ce ne sia tanto di virus per
poterlo analizzare nelle sue caratteristiche.
Come mai allora né Gallo né Montagnier ci
riuscirono? Pensate che cominciarono a cercare
nel 1981! E Gallo dovette ammettere che sì,
dopotutto aveva utilizzato nelle sue
pubblicazioni “per sbaglio” le fotografie di
Montagnier !
In sintesi, secondo fonti ufficiali accreditate
ed accettate, l’isolamento con fotografia
avvenne nel 1997, non nel 1983. Che qualcuno lo
dica agli esperti di Stoccolma in modo che
correggano la motivazione.
Dunque, Montagnier e Gallo annunciarono di aver
provato l’esistenza di un nuovo virus, chiamato
alla fine HIV. Per poterlo identificare ,
analizzare , caratterizzare (e poi produrre i
reagenti dei test), non c’era altra strada che
concentralo - e separarlo - in quantità
sufficienti per mezzo di apposite
ultracentrifughe. Il risultato doveva essere una
separazione delle diverse componenti presenti
nelle colture cellulari in bande a seconda della
loro densità. Alla densità dei retrovirus doveva
esserci l’HIV, quando il sovranatante proveniva
da colture infette. Doveva NON esserci quando
proveniente da colture NON infette. Questo il
modo di avere il virus isolato. E’ molto
semplice dal punto di vista tecnico strisciare
un vetrino con quel materiale, colorarlo e
metterlo sotto il microscopio elettronico: si
sarebbe ottenuta la fotografia del virus
isolato. Sul fondo del sofisticato setaccio
dovevano potersi vedere e brillare le pepite
d’oro.
Una procedura accettata da Montagnier che nel
1997 ammise: “L’analisi del … virus richiede una
produzione massiva e la sua purificazione. E’
necessario fare questo”. Eppure lo stesso
Montagnier precisò (nella stessa occasione di
una famosa intervista) che nonostante il loro
sforzo titanico tra le loro particelle di “virus
purificato”, essi “non poterono vederne alcuna
con la morfologia tipica dei retrovirus.
Essi erano molto differenti. Relativamente
differenti.” A precisa domanda rispose: “Ripeto,
noi non purificammo”. Per inciso, quando a
Montagnier fu chiesto se Gallo purificò l’HIV,
ripeté: “Non lo credo
proprio”.
Charles Dauget, microscopista elettronico
dell’Istituto Pasteur, coautore della
pubblicazione di Montagnier del 1983 rispose
(nel 2001) a specifica domanda: “NON ABBIAMO MAI
VISTO PARTICELLE VIRALI nel
"virus purificato". Quello che abbiano sempre
visto erano detriti cellulari, non particelle
virali”.
Riassumendo, le uniche fotografie di “virus
purificato” apparvero solamente in due lavori
pubblicati nello stesso fascicolo della stessa
rivista nel 1997 (J. Bess, P. Gluschankof in
Virology), non ce ne sono altre pubblicate nei
16 anni precedenti, nessun’altra negli 11 anni
seguenti (cioè ad oggi). Non è questo un fatto
molto molto strano anche per chi non sia un
superesperto ?
Ci dev’essere una spiegazione a questa
mastodontica carenza.
Quella di Montagnier fu vera identificazione ?
Cerchiamo di chiarirci, prendiamo il Jakalope
per esempio: è una lepre piuttosto rara che vive
nelle vaste aree boscose del Canada e si
distingue dalle sue simili per avere piccole
corna simili a quelle del capriolo. Ne abbiamo
la documentazione. E’ una specie a sé stante.
Avvistamenti ce ne sono stati, le impronte
innumerevoli, ma è difficile da catturare perché
è maestro nel nascondersi.
Eccone alcuni esemplari:
Tuttavia alcuni biologi piuttosto diffidenti
notarono che gli esemplari non erano tutti
precisi uno all’altro. Vollero approfondire,
fecero delle analisi su uno e saltò fuori che il
DNA della strana bestiola era sovrapponibile
nientemeno che a quello del bufalo femmina!
Insomma, dovettero concludere che le foto erano
forse sì quelle dei Jakalope, ma “non
purificati” ! La caccia al vero Jakalope perciò
è tuttora aperta.
Bando agli scherzi, torniamo alle cose serie.
Entrambi gli autori dei due studi citati (Bess J
e Gluschankof P Virology 1997;230:125-144)
sostennero che il loro materiale “purificato”
conteneva alcune particelle con l’aspetto dei
retrovirus, ma anche microvescicole che loro
indicarono come “finto (mock) virus”.
Nelle foto, le palline indicate dalle frecce
(poche), in mezzo a tutte le altre (molte), NON
hanno le caratteristiche morfologiche dei
retrovirus, con le loro le loro proprie
dimensioni e estroflessioni di superficie. In
effetti il diametro che dovrebbero avere i
retrovirus è di 100-120 nM, quelle indicate
dagli Autori molto di più. In effetti l’HIV
americano è più grande del doppio di quello
Europeo e quello europeo è ben più grande del
più grande retrovirus prima conosciuto…
Nessuno ha estroflessioni di superficie.
Vi era mai stato detto che il virus HIV
americano è il doppio di quello europeo ed
entrambi sono dei giganti “glabri” ? Eppure le
evidenze sono queste … sembra !
FFranchi
Vede, cara, ma più il problema è non tanto chi
sono io (grazie per la
breve presentazione!), ma se quel che dico è
vero oppure no. Penso di riferire fatti
controllabili e confutabili. Finora non ho avuto
confutazioni valide né qui né altrove. Forse non
sono riuscito a trovarne, potreste aiutarmi voi
allora. Non parlo di questioni di poco conto e –
certamente – solo una piccola parte di quel che
dico è farina del mio sacco. Posso citare le
fonti per qualsiasi affermazione io faccia.
Tuttavia a ma piu devo dare ancora una volta
ragione: ho utilizzato commenti dei dissidenti.
Facciamo parlare gli Autori accettati e torniamo
allora al lavoro di Bess e C., I PRIMI E GLI
ULTIMI NELLA STORIA a pubblicare fotografare del
virus HIV isolato (il Nobel Montagnier non ci
riuscì, anzi, SCELSE saggiamente di non
pubblicarne fino ad oggi!). Bess ammise che, a
parte alcune “particelle virali”, la gran parte
del materiale conteneva solamente microvescicole
di origine cellulare, “mock virus”. Le loro
colture “non infette”
contenevano le stesse proteine di quelle infette
(anche se in quantità minore, vedi figura 1),
tra le proteine provenienti da colture infette e
da quelle non infette le bande relative a Gp 41,
120, 160 sono approssimativamente uguali anche
dal punto di vista quantitativo !!!!
Questi i dati riportati, devo commentare ?
By Fabio Franchi (medico)
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 a
Trieste.
Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva
a Trieste e in Clinica delle Malattie Infettive
a Siena nel 1991.
Medico Ospedaliero presso L'Ospedale di Trieste.
E' stato per alcuni anni docente di Metodologia
Scientifica all'Università di Trieste
(Specializzazione in Medicina Interna).
Studioso di teoria e tecnica della metodologia
scientifica, partecipa ai lavori del Gruppo per
la rivalutazione scientifica dell’ipotesi
HIV/AIDS fin dalla sua costituzione.
Ha scritto diversi articoli su argomenti
controversi in medicina.
E’ autore con Luigi De Marchi del libro “AIDS,
La grande truffa”, pubblicato nel
1996, in cui vengono affrontati in maniera
sintetica e comprensibile a tutti i grandi
paradossi della teoria virale dell’AIDS, le
frodi che ne sono alla base, sostenendo le sue
tesi con una adeguata bibliografia.
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Di 1420 sperimentazioni cliniche di farmaci avvenute in
Italia dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2002, ben il 76,7%
è stato finanziato interamente dalle case
farmaceutiche.
I dati sono stati
pubblicati su "La sperimentazione clinica dei medicinali in Italia
– 2° rapporto nazionale", curato dall’Osservatorio Nazionale di
sperimentazione clinica, emanazione del ministero della salute italiano.
Ebbene questo
76,7% di sperimentazioni cliniche sarebbe da
buttare perché viziato da conflitto di interessi.
Ma non ci pare che il
Ministero della "salute" o chiunque altro abbia mai sostenuto una simile tesi. Occorre
quindi concludere come spesso si utilizzino "due pesi e due
misure" per valutare.
Come mai ?, ......perche' gli interessi a creare e mantenere il
mercato
dei malati con le vaccinazioni, sono piu' forti della richiesta di salute
dei sudditi dell'impero farmaceutico.....mondiale.
Ecco un riassunto in francese che
parla del potere (o abuso di potere) nella
medicina ufficiale.
http://www.unioncomed.ch/pdf/Memorandum_Lenkungsausschuss_PEK_Heusser_f.pdf
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Esempi di Truffe in campo medico:
Il cardiologo Wilbert S. Aronow, oltre ad essere
direttore del dipartimento di malattie
cardiovascolari di un ospedale di Long Beach in
California, era anche membro del comitato di
consulenza della FDA ("Food and Drug
Administration", organo federale statunitense di
controllo sui cibi e sui
farmaci).
I suoi guai cominciarono nell'estate del 1979
quando degli investigatori della FDA andarono a
controllare, nel corso di una visita di routine,
i suoi dati relativi ad un farmaco a base di
prazosin che la casa
farmaceutica Pfizer intendeva mettere in
commercio per prevenire gli attacchi cardiaci.
Il farmaco per la verità era già in vendita come
anti-ipertensivo, ma i risultati dei test di
Aronow dimostravano in maniera inequivocabile
che aveva anche un effetto preventivo e curativo
nell'attacco cardiaco. Quei dati erano così
sicuri ed inequivocabili che il giorno prima che
i due funzionari della FDA arrivassero nel suo
ospedale Aronow chiamò Marion Finkel,
vicedirettore dell'ufficio al quale spettava
l'approvazione dei nuovi farmaci, e confessò
spontaneamente che erano falsi e che inoltre
aveva fornito dati truccati anche per un altro
farmaco.
La mossa era stata evidentemente fatta per
evitare uno scandalo e infatti il responsabile
fu ben contento di firmare una dichiarazione
nella quale ammetteva tutte le sue colpe,
nell'intento di evitare ogni clamore pubblico.
Ma i segugi della FDA a quel punto si erano
insospettiti, e continuarono a spulciare la sua
documentazione scoprendo che anche uno studio
sul timololo che, aveva accertato Aronow, poteva
essere un toccasana nell'angina, era frutto
di un'evidente falsificazione. Aronow
infatti aveva provato quel farmaco su pazienti
che non avevano affatto l'angina ed era ovvio
che, in quelle condizioni, l'efficacia del
farmaco risultasse sorprendente.
In totale si scoprì che tra il 1974 e il 1978
Aronow aveva falsificato i dati relativi ai
test di quattro farmaci.
Questo caso è anche esemplare per la malafede
dimostrata dal protagonista il quale tentò in
ogni modo di minimizzare l'incidente e di
salvare la propria reputazione. Oltre a firmare
la famosa ammissione di colpevolezza, nella
quale tra l'altro prometteva di non svolgere mai
più in futuro test clinici relativi alla
sicurezza di farmaci, si dimise dall'ospedale
nel quale lavorava e si trasferì ad Omaha nel
Nebraska presso la Creighton University Medical
School, lasciò passare qualche tempo e poi nel
1980, nel corso di un convegno dedicato proprio
al problema della sicurezza dei farmaci,
ritrattò la sua precedente ammissione di
colpevolezza sostenendo che in quel periodo si
trovava in uno stato di confusione emotiva e che
era tra l'altro in cura da vari anni da uno
psicanalista. In questo modo tentava di evitare
di essere pubblicamente e ufficialmente
disonorato di fronte al mondo scientifico. Ed in
parte riuscì nel suo intento.
Nell'ottobre del 1982 firmò infatti con gli
organi della FDA un nuovo accordo nel quale
riusciva ad ottenere che fossero informate della
sua autodenuncia e dell'impossibilità di
condurre ulteriori indagini solo le
case
farmaceutiche per le quali aveva lavorato in
passato. Il suo nome dunque non figurò nella
lista pubblica divulgata dal governo americano
nel quale sono elencati gli studiosi che non
possono essere incaricati di compiere indagini
su nuovi farmaci. Le case farmaceutiche possono
dunque ancora avvalersi del suo "prezioso" aiuto
!
Analogo a questo, e probabilmente altrettanto
diffuso, è un tipo di imbroglio che coinvolge i
laboratori che operano i test ai quali devono
essere sottoposti i farmaci prima di essere
approvati ufficialmente e messi in commercio. Si
sa che in molti casi questi laboratori non
effettuano, o effettuano solo in parte, i test e
dichiarano alle case farmaceutiche ciò
che queste vogliono sentirsi dire, cioè che i
farmaci che esse producono sono non solo sicuri,
perché privi di controeffetti, ma anche di
efficacia.
Si tratta di un problema molto serio e molto
sentito che viene discusso in numerosi congressi
e sul quale esiste ormai una letteratura
specializzata, ma che giunge a conoscenza del
grande pubblico solo in occasione di qualche
scandalo clamoroso. Il più grosso è sicuramente
quello che ha coinvolto, alla metà degli anni
Settanta, uno dei più prestigiosi laboratori
privati americani per il controllo della qualità
dei farmaci, l'Industrial BioTest Inc. (IBT) di
Northbrook nell'Illinois.
Il 13 aprile del 1976 il presidente della
società Joseph C. Calandra, il direttore
generale Moreno Keplinger e due ricercatori
comparvero nell'aula del tribunale di Chicago
imputati della falsificazione dei dati
relativi ai test di circa trecento sostanze
tra le quali duecento pesticidi e vari
farmaci. Per andare a fondo su tutta la
faccenda, il giudice scelse quattro sostanze.
Una di queste era il TCC, un agente
antibatterico prodotto dalla casa farmaceutica
Monsanto la
quale era interessata a testarne la sicurezza
per poterlo usare in maggiore quantità come
deodorante nei saponi da bagno.
I test consistevano in particolare nell'esporre
per ventiquattro mesi dei topi a forti quantità
di questo agente per vedere se avrebbe causato
l'atrofia dei testicoli come si aveva modo di
sospettare.
Le indagini predisposte dal giudice accertarono
che le condizioni nelle quali venivano allevati
i topi erano talmente insane che era impossibile
accertare i reali motivi per cui questi
morivano. In ogni caso i dati relativi
all'emergenza del tumore nelle popolazioni di
topi trattati non erano stati ricavati da
analisi condotte direttamente sui topi stessi
bensì copiati da Keplinger da uno studio di un
altro laboratorio. Come se non bastasse, poiché
quei dati erano un po' troppo "pessimistici"
Keplinger li manipolò e li ritoccò in maniera
da garantire alla casa produttrice che il
TCC non presentava la benché minima influenza
sull'emergenza di tumori. Ma i dati finali erano
talmente rigorosi e precisi nell'escludere la
possibilità dell'insorgenza di tumori che un
investigatore della FDA, nel corso di una
normale visita di verifica, ne rimase sorpreso e
insospettito.
Fu proprio così che iniziarono i guai dell'IBT.
Il processo fu accompagnato da una serie di
scandali ai quali la stampa diede ampio spazio
sia per l'importanza del laboratorio coinvolto
che per la quantità delle sostanze incriminate
ma anche per l'intervento delle società
ambientaliste americane e, infine, per i danni
economici provocati a varie
società farmaceutiche
le quali furono costrette a sottoporre di nuovo
a test farmaci e additivi la cui innocuità era
stata testimoniata dall'IBT.
La casa farmaceutica più direttamente coinvolta,
la
Monsanto, dovette spendere dodici milioni di
dollari per rifare tutti i test e il governo
americano e quello canadese decisero di
ricontrollare tutte le ventiduemila sostanze che
l'IBT aveva analizzato a partire dalla sua
fondazione. Si aveva infatti il fondato sospetto
che questa società, nata con piccoli fondi nel
1952, si fosse trasformata in uno dei più grossi
laboratori degli Stati Uniti, negli anni
Settanta, solo perché con i suoi test poco
ortodossi tranquillizzava la coscienza sporca
dei farmaceutici.
Lo scandalo fu tale che venne nominata una
commissione parlamentare presieduta dal senatore
Edward Kennedy la quale, alla fine dei suoi
lavori, sottopose e fece approvare dal Congresso
nel 1978 il Good laboratory practices act, che
stabiliva norme più rigorose sui controlli da
effettuare sui laboratori e su obblighi e
procedure ai quali questi devono sottostare
nell'attestare l'innocuità dei prodotti
farmaceutici e dei pesticidi.
Tratto dal libro "Le bugie della scienza" di F.
Di Trocchio, pag 176 - 179
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ci sono persone che
farebbero (e fanno) di tutto pur di accaparrarsi
i prestigiosi Premi
Nobel,
e ovviamente il gruzzoletto messo a disposizione
dalla caritatevole Fondazione svedese omonima.
Qualcuno ucciderebbe il collega, qualcun
altro falsificherebbe i dati o
venderebbe la propria
anima al Diavolo pur di salire sul
palco e tornare a casa con l'ambito premio.
I Nobel sono decisi dall'establishment
scientifico internazionale, per premiare
ufficialmente ed economicamente i ricercatori
che portano avanti, nei loro specifici rami, il
paradigma ufficiale. Ne più ne meno.
Le prove ovviamente non mancano e basterebbe
avere un po' di memoria storica - ahimé sempre
più labile grazie alla televisione e al
bombardamento mediatico. Uno per tutti: la
"statuetta per la Pace " al massone eugenetista
Albert Arnold Gore junior, pochi mesi fa.
Nel 2008 ad aggiudicarsi il Nobel per la
medicina sono addirittura ben tre "scienziati"
europei "autori di due scoperte chiave per la
salute umana: il tedesco Harald zur Hausen, per
aver dimostrato che "il
Papillomavirus umano causa di carcinoma della
cervice"; e i francesi Francoise
Barrè-Sinoussi e Luc Montagnier, per la loro
scoperta dell'Hiv"
(Adnkronos, 6 ottobre 2008).
In periodo di
grandi
campagne per la
vaccinazione di massa contro il
fantomatico
HPV,
(papilloma virus), è
più che doveroso premiare i servitori
delle lobbies del
farmaco (leggasi:
vaccini).
vedi:
Cosa e' un virus ?
Lobbies
potentissime come la
Merck che produce il vaccino
Gardasil
(564,00 euro per 3 siringhe e che provocò una
strage con l'antidolorifico
Vioxx per fortuna
ritirato dal commercio pochi anni fa) e la
GlaxoSmithKline che
sforna il Cervarix (oltre a produrre mostarde
azotate per i tumori, cioè agenti vescicanti
derivanti dalla guerra chimica, come l'Hycamtin
a soli 1850,00 euro a fiala), tanto per
ricordare due nomi.
Affermano gli studiosi dell'Assemblea dei Nobel:
«La sua scoperta ha portato alla comprensione
dei meccanismi della cancerogenesi indotta
dall'Hpv e, alla fine, allo sviluppo di vaccini
profilattici contro il Papillomavirus". (Adnkronos,
6 ottobre 2008).Soprattutto lo sviluppo di
vaccini contro il
virus !
Ma in tema di virus fantomatici, il podio in
assoluto se lo merita l'Hiv.
Ed è per coerenza, che il Premio Nobel per la
medicina è andato anche a Luc Montagnier & C.:
ufficialmente "lo scopritore dell'Hiv", cioè del
retrovirus colpevole dell'Aids !
A questo punto sorge spontanea una domanda: come
mai oggi, di punto in bianco, l'establishment
decide di premiare, dopo ventiquattro anni dalla
presunta scoperta, il ricercatore? Soprattutto
in un momento molto particolare dove il sistema
economico sta crollando come un castello di
sabbia al sole - trascinando nel baratro
moltissime istituzioni e banche collegate ?
Non è un po' strano che
le Grandi Menti dell'accademia, si
preoccupano del papilloma e dell'Hiv ?
L'Aids era scemato lentamente nel
dimenticatoio.
Tutti noi ci siamo dimenticati le affermazioni
terroristiche dei giornali (il caso di Enzo
Biagi e del suo libro "Il sole malato" è
emblematico), dei medici, delle chiese in
generale e dei luminari di turno.
L'Aids era "la peste del 2000" , "la nuova
Apocalisse", "il virus dello sterminio" che
avrebbe decimano la popolazione mondiale, rea di
aver ceduto al sesso e ai rapporti promiscui.
Erano i tempi in cui Ronald Reagan definiva
l'Aids "il nemico pubblico n .1" , Karol Wojtyla
consigliava spassionatamente il vincolo sessuale
della castità come "l'unico modo sicuro e
virtuoso per porre fine alla tragica piaga
dell'Aids" (Il Corriere della Sera, 8 febbraio
1993), e Margaret Thatcher concludeva il
discorso di fine anno alla nazione con
"Dio salvi l'Inghilterra dal flagello della
nuova peste" ("Contro l'Aids, Reagan predica la
castità", Il Corriere della Sera, 4 febbraio
1987).
Eravamo nel 1987, solo 21 anni fa e non nel
Medio o Tardoevo !
La pandemia dov'è finita ? Sodoma e
Gomorra che fine hanno fatto ?
I sessuofobici dove si sono nascosti ?
Ma andiamo per ordine, perché questa triste
storia inizia il 23 aprile 1984 quando il dottor
Robert Gallo dell'Istituto superiore di sanità
statunitense annuncia al mondo intero che era
stata individuata una nuova malattia infettiva,
causata da un retro-virus (scoperto ovviamente
dallo stesso Gallo) e trasmessa attraverso il
sangue o il contatto sessuale !
Entro due anni - canta sempre il Gallo - sarebbe
pronto un vaccino specifico contro l'Aids. Nel
frattempo si era però premunito, come sanno fare
bene alcuni ricercatori, di registrare e
brevettare il "test dell'Aids". Quindi dal 1984
in poi, ogni test che verrà eseguito per l'Aids
nel mondo porterà delle royalty (interessi)
nelle casse.
I primi casi ufficiali di Aids risalgono al 1981
e già nel 1983 Robert Gallo pubblica sulla
prestigiosa rivista Science l'annuncio
dell'isolamento del virus.
Dall'altra parte dell'oceano e sullo stesso
numero della rivista un virologo francese Luc
Montagnier dell'Istituto Pasteur descriveva
l'isolamento di un retro-virus chiamato Lav.
Dopo le dichiarazioni di Gallo del 23 aprile
1984, in maggio dello stesso anno l'Istituto
Pasteur accusa Gallo di essersi indebitamente
appropriato del virus Lav scoperto da Montagnier
per sviluppare i test (poi brevettati).
Parte un contenzioso giudiziario, non per
interessi economici ovviamente, ma per fini
umanitari, che si conclude nel 1987 con la firma
reciproca di un accordo internazionale che
stabilisce che Robert Gallo e Luc Montagnier
erano i due "co-scopritori del virus dell'Aids",
ribattezzato nel frattempo Hiv.
I proventi miliardari dei test dell'Aids, da
quel giorno in poi saranno equamente divisi tra
loro e le nazioni (Francia e Usa).
Qualche giorno fa la Fondazione Nobel riconosce
al francese Montagnier la paternità del virus.
Detto questo, la cosa che è sfuggita è che non
si parla più di Aids.
I giornali non scrivono nulla e i medici non
rilasciano se non qualche
striminzita intervista sulla situazione
africana. Come mai ?
Semplice: si è verificato che l'uguaglianza Hiv
= Aids è una balla immensa, forse la più grande
menzogna della storia della medicina. Una balla
da centinaia di miliardi di dollari ogni anno !
Grandi e onesti ricercatori come Peter H.
Duesberg (uno dei più famosi virologi e docente
di Biologia molecolare e cellulare alla Berkeley
in California, il primo scienziato al mondo ad
aver isolato un gene del cancro), Kary B. Mullis
(Premio Nobel per la Chimica ) e moltissimi
altri stanno mettendo in guardia le persone e le
istituzioni da decenni !
"Sappiamo che errare è
umano, ma l'ipotesi Hiv-Aids è un errore
macroscopico"
Dottor Kary B. Mullis
Nessuno nega l'esistenza dell'Aids come sindrome
da immunodeficienza (provocata da stili di vita,
alimentazione, farmaci, droghe, trasfusioni,
ecc.), quello che viene contestato è il legame
con il misterioso virus Hiv, e cioè che questo
virus sia la causa dell'Aids.
Sono migliaia nel mondo questi scienziati
tra virologi, epidemiologi, infettivologi,
biologi molecolari, esperti di salute pubblica e
anche tre Premi Nobel (per quanto possono valere
tali premi).
Non esiste alcuna
correlazione tra
Hiv e Aids, cioè tra
virus (Hiv,
mai isolato) e malattia conclamata (Aids) e i
dati di fatto parlano chiaro.
La pandemia che tutti strillavano non c'è mai
stata, anzi si è dissolta come neve al sole.
In Africa continuano a morire da migliaia di
anni delle stesse malattie (tubercolosi,
malaria, dissenteria, malnutrizione, ecc.) e i
test per l'Aids vengono fatti in quei paesi solo
suoi sintomi e quindi in maniera non
scientifica. Malattie che necessitano non di
vaccini, ma di acqua pulita e cibi sani. Ma
questo per gli eugenetista occidentali non sa da
fare...meglio lasciarli morire di stenti, di
inedia e di Aids.
Oggi come ieri, le uniche categorie a rischio
sono: gli omosessuali, tossicodipendenti ed
emotrasfusi, e c'è per tutto questo una
spiegazione.
Le prime due categorie (omosessuali e drogati)
sono a rischio a causa dello stile di vita; gli
omosessuali spesso usano nitriti che sono
immunodepressivi, hanno spesso infezioni
trattate con antibiotici (immunodepressivi a
loro volta), per non parlare della droga che è
una delle sostanza più pericolose per il sistema
immunitario e non solo.
Tutto questo predispone l'organismo umano a
quello che viene definito Aids, cioè depressione
del sistema immunitario, con le conseguenze che
si possono immaginare.
Negli emotrasfusi, proprio a causa delle
continue trasfusioni, il sistema immunitario è
totalmente depresso.
Come vedete il comune denominatore è la
depressione del sistema immunitario e non il
virus. Se poi analizzassimo le caratteristiche
virologiche dell'Hiv comprenderemo per bene
tale truffa.
1) il primo postulato di Kock: "il microbo deve
essere trovato in tutti i pazienti affetti dalla
malattia"
Il Sarcoma di Kaposi è da tempo sinonimo di
Aids, ma nessuna traccia del virus si riesce a
trovare nei sarcomi di Kaposi.
Vi sono malati di Aids (cioè malattia
conclamata) che non sono sieropositivi (cioè
positivi al test del virus Hiv) e sieropositivi
che non hanno la malattia conclamata (Aids). (NdR:
nel 40% dei malati che
muore di Aids NON si trova il virus,
come mai ?)
2) il secondo postulato di Kock: "il microbo
deve poter essere isolato dal suo ospite e
coltivato in coltura"
In moltissimi casi non si riesce ad evidenziare
un virus attivo in molti casi di Aids che pure
hanno anticoprti anti-Hiv accertati.
3) il terzo postulato di Kock: "il microbo deve
riprodurre la stessa malattia originale quando
viene inoculato in un ospite suscettibile"
L'Hiv non rispetta il terzo postulato:
cavie infettate non hanno manifestato nulla. Su
33 medici infettati accidentalmente, sette
mostravano sintomi simili all'Aids.
Se fosse un virus l'Hiv dovrebbe, oltre ad
obbedire alle leggi della virologia, infettare
ogni cellula del corpo umano entro poche
settimane dal contagio. Ma oggi la virologia
ufficiale utilizza un lasso di tempo di
incubazione di 15 anni. Inizialmente tale
periodo era 18 mesi, ma le persone infettate non
morivano per cui sono stati costretti ad
aumentare i tempi di incubazione.
Come vedete si tratta di un virus magico e
misterioso: non risponde alle leggi della
virologia; non esiste un antidoto; può sparire
per vent'anni per poi apparire devastando il
sistema immunitario; c'è quando non dovrebbe
esserci e non c'è quando invece ci sono tutti i
presupposti; cambia forma a proprio piacimento
come un camaleonte; si trasmette sessualmente e
con contatto di sangue (dicono ma non è vero).
"Il mistero che circonda quel dannato virus è il
frutto inevitabile di quei due miliardi di
dollari che ci spendono sopra ogni anno.
Se prendessimo un qualsiasi altro virus e
spendessimo due miliardi di dollari ogni anno
per studiarlo, state certi che anche quel
virus produrrebbe misteri a bizzeffe".
Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica )
scritto agli inizi degli anni '90 .
Tratto
da: disimformazione.it
Continua in:
False Ricerche
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