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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


FALSE RICERCHE e Falsi studi...
per danneggiare e sfruttare bene il pubblico malato
(Premi NOBEL falsificati)
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
Leggete QUI come gli "Enti" internazionali a "tutela della Salute" (OMS + CDC + FDA, ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria Farmaceutica


La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
 dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
 i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

Aziende farmaceutiche e pubblicazioni scientifiche; corruzione e giro d’interesse ?...SI !
 

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 


Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:

Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato  un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.

"L'industria farmaceutica è grande e potente come l'industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in vita" (By Hans Ruesch)  ....magari con i Vaccini

"Noi medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di "professori" che hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto."
By  Dott. Giuseppe De Pace (medico ortopedico ospedaliero)

Ex VICEPRESIDENTE PFIZER - dr. Peter Rost afferma su: "il malaffare farmaceutico"
"Le università, le istituzioni sanitarie e tutti coloro che ho incontrato quand'ero a capo di una casa farmaceutica, tutti vogliono soldi.
Nessuno ha soldi e tutti ne hanno bisogno. Il governo non ha soldi, le università non ne hanno.
Le uniche coi soldi, sono le grandi multinazionali e loro ne hanno tanto, e lo usano per esercitare influenza.
Il modo in cui viene fatto è il seguente: dai a queste istituzioni e organizzazioni delle donazioni per ricerche contro il cancro, per sviluppare insieme delle ricerche, sviluppi delle amicizie, ti assicuri che queste istituzioni siano in debito con te, e paghi i professori, i ricercatori e dottori direttamente o come Speaker, li fai andare in giro per il paese per parlare a conferenze, li paghi 1.000, 2.000 dollari al giorno, a volte di più...".
-
vedi video intervista su : http://www.infoautismo.it/radioautismo.org/watch.php?vid=39bdbae70
vedi: Corruzione

v
edi anche:
Ricerca nelle mani di Big Pharma
+ Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Sindacato Rockefeller = Dittatura sanitaria + Comparaggio farmaceutico


https://koenig2099.wordpress.com/2017/12/30/dalla-seconda-guerra-mondiale-ai-giorni-nostri-come-cibo-e-medicine-sono-stati-completamente-corrotti-dai-grandi-del-governo-delle-agenzie-e-delle-case-farmaceutiche/

Ecco alcuni soggetti, oltre alla Ministra Lorenzin, che NON dicono la verita' sul tema dei Vaccini:

Un medico di famiglia scozzese, 'scottato' per l'abile raggiro di un venditore di polizze ha scritto al  British Medical Journal (BMJ) esprimendo alcune semplici considerazioni - Dic. 2013
Anche noi medici, scrive Des Spence, manipoliamo i numeri, basti pensare che nessuno mette in dubbio i risultati che si ottengono riducendo la colesterolemia con le statine e invece...

Andiamo a rileggerci con attenzione lo studio WOSCOPS, uno dei più importanti studi randomizzati controllati (RCT) sull'uso delle statine in prevenzione primaria. Si tratta di uno studio condotto in Scozia e pubblicato sul New England Journal of Medicine, che dimostra come trattando delle persone di mezza età con 40 mg al dì Pravastatina per 5 anni si ottiene una riduzione di eventi coronarici attorno al 30%.
Detta così pensi di dover scendere subito in farmacia a comprare la medicina miracolosa, se è vero che potrà evitare un infarto su 3.

Ricordo infatti lo scalpore che suscitò la pubblicazione e l'incremento di vendite della statina. Il nostro collega ci ha meditato su e dopo 13 anni (lo studio fu pubblicato nel 1995), analizzando come venivano presentati i risultati e le caratteristiche della popolazione studiata, è arrivato a concludere che gli stessi dati, se espressi in termini di numero di eventi evitati, sarebbero stati molto meno ottimistici: solo uno 0.7% di riduzione di rischio assoluto di morte coronarica.
vedi: http://www.bmj.com/content/336/7635/100.1.extract

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RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
 INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

 Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.


Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

Le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle loro ricerche....- Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato complessivo della nuova generazione di antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema attuale, che permette alle case farmaceutiche di non pubblicare una parte dei dati delle loro sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -. Rende difficile determinare se i farmaci funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando commercializzano un nuovo prodotto, a  pubblicare tutti i dati». Stavolta, per accedere alle informazioni, gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News

False ricerche per danneggiare il pubblico e sfruttarlo ben bene  
Il peso dei colossi del farmaco nella ricerca scientifica è infatti «pesante: la finanziano per il 77% del totale. Gli enti no-profit la sostengono solo per il 23% e per pochissime aree terapeutiche».


EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE

vedi: Falsita' della medicina ufficiale + Pubblico Credulone + Falsificazione Dati + Telethon
+  $$$ influenzano studi ricerche + False Ricerche + Limiti della ricerca + Statistiche Ministero manipolate  +  Ricerca Scientifica 

vedi anche: Conflitto di Interesse + CNR e Corruzione + Conflitti di Interesse in Medicina +  Universita' in mano a Big Pharma + MINISTERO "SALUTE" informato sui Danni dei Vaccini

CDC e Conflitti di interesse - 1 + CDC e Conflitti di interesse - 2 + CDC e Conflitti di interesse - 3 + Corruzione
CDC conflitti di interesse anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/

Informatore dei CDC CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli studi della correlazione VACCINO=AUTISMO

Video, parla una biologa:

Un ex-ricercatore dell'Università di Harvard, passato a Merck, confessa e viene sanzionato dal dipartimento della Sanità statunitense; Maggio 2009
Mentre la magistratura statunitense ha avviato un'inchiesta sui rapporti economici di un noto anestesista del Massachusetts, Scott Reuben, che ha falsificato 21 studi clinici su antinfiammatori prodotti da Pfizer, Merck e Wyeth, pubblicati su riviste scientifiche, un altro caso è venuto alla luce di un ex-ricercatore di Harvard, poi passato alla
casa farmaceutica Merck, il dr.  Scott Reuben
Quest'altra volta riguarda un'altro ex-ricercatore di Harvard, poi passato alla casa farmaceutica Merck, il dr. Robert Fogel : http://pulmonaryfellowship.hms.harvard.edu/NewFiles/Staff/FogelFrameset.html che ha subito una sanzione disciplinare da parte del dipartimento della Sanità, per aver falsificato uno studio sull'apnea notturna nei pazienti obesi, pubblicato dalla rivista Sleep nel 2003.
Fogel, che ha ammesso le proprie responsabilità, falsificò o cambiò circa la metà dei dati fisiologici, fabbricò circa il 20% dei dati anatomici provenienti dalle Tac, cambiò tra il 50 e l'80% di altri dati anatomici, cambiò tra il 40 e il 50% dei dati sul sonno, in modo che rispondessero alle sue ipotesi.
Come riferisce The Scientist, Fogel confessò la frode nel 2006, quando il suo ex-supervisore, David White, gli propose di fare un follow-up dello studio.

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Ex associato della Pfizer accusato di FRODE
Il tribunale federale di Bosto (USA) ha incriminato, per falsificazione di dati e studi di ricerca medica, il dott. Scott Reuben, ex membro dello "speakers' Bureau della Pfizer inc. accusato lo scorso anno 2009 di aver perpetrato una delle massime frodi della storia medica nell'ambito della ricerca.
Reuben, in precedenza a capo del servizio analgesia del dolore acuto presso il Baystate Medical Center di Springfield, Massachusetts, rischia 10 anni di carcere ed una sanzione di 250.000 dollari.
Il procuratore statunitense Carmen M. Ortiz ha accusato Reuben di aver accettato dalla Pfizer 75.000 $ per svolgere ricerche sull'efficacia dell'antifiammatorio "celebrex", nel contesto di uno studio del 2005, nel quale di fatto NON erano stati registrati dei pazienti !
L'accusa sostiene che Reuben ha inventato i dati, per poi pubblicarli sulla rivista medica Anesthesia & Analgesia.
La rivista in seguito ha dovuto ritrattare dieci documenti scritti da Reuben, mentre all'epoca  esperti del settore hanno affermato che almeno 21 articoli pubblicati su riviste dall'anestesiologo, sembravano falsificati.
Fonte TheDay.com 15/01/2010 - Tratto da Nexus.com

Pfizer nella bufera: Il Celebrex come il Vioxx ? -

Bufera su  Pfizer (US7170811035) oggi a Wall Street. Il titolo del colosso dell'industria farmaceutica perde al momento il 2,8% a $28,61. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano di Toronto "National Post" il farmaco antifiammatorio di Pfizer Celebrex potrebbe essere responsabile di gravi disturbi cardiovascolari che potrebbero aver causato negli ultimi cinque anni la morte di 14 persone. Il "National Post" cita alcuni documenti del Ministero della Sanità canadese.
Ricordiamo che a fine settembre  2005
Merck (US5893311077) aveva dovuto ritirare dal mercato il farmaco antiartrite Vioxx perchè nuovi studi avevano dimostrato che il prodotto potrebbe aumentare i rischi per l'apparato cardiocircolatorio. Il titolo di Merck ha perso da allora più del 30%.
Pfizer aveva in seguito beneficiato dei problemi della concorrente proprio perchè il suo farmaco Celebrex era considerato un'alternativa sicura al Vioxx. Qualche settimana fa già un'importante rivista scientifica americana aveva però avanzato dei dubbi sul Celebrex supponendo che gli effetti del prodotto potrebbero comportare gli stessi rischi del Vioxx. Pfizer ha cercato di sminuire oggi la notizia e affermato che il Celebrex è un farmaco sicuro. Secondo quanto riporta Goldman Sachs Pfizer starebbe intanto incontrando delle difficoltà con il Celebrex anche in Giappone.
Le autorità sanitarie giapponesi avrebbero richiesto all'impresa nuovi test per poter dare l'ok alla commercializzazione del farmaco. Comunque vada a finire la vicenda rappresenta una perdita di immagine per Pfizer. Bisogna inoltre supporre che molti medici saranno in futuro più restii a prescrivere il Celebrex. Ciò vuol dire che i ricavi di Pfizer con il prodotto potrebbero registrare un forte ridimensionamento.
Tratto da: http://www.borsainside.com

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Ombre sul Nobel per la medicina: "consigliato" da multinazionale del farmaco ?
Nubi sempre più dense sull'orizzonte dei Nobel. Il Times di Londra rivela oggi un sospetto caso di corruzione che mette in dubbio la trasparenza nell'assegnazione del premio 2008 per la medicina: un gigante farmaceutico, AstraZeneca, avrebbe "pilotato" la scelta della giuria.

Un membro della giuria che decide l'attribuzione del premio risulta componente del cda dell'
AstraZeneca, che è finita nel mirino della magistratura. Uno dei vincitori del Nobel per la medicina di quest'anno, Harald zur Hausen, è stato premiato per il suo lavoro sul papilloma virus (HPV), che può portare al cancro dell'utero. AstraZeneca ha due vaccini molto cari contro questo virus. 
Sembra, inoltre, che lo stesso zur Hausen abbia legami con la casa farmaceutica con base a Londra, che recentemente ha sponsorizzato il sito web dei Nobel e iniziative promozionali. AstraZeneca nega ogni addebito.  

Ma non è tutto. La magistratura svedese ha aperto un'indagine dopo che alcuni
membri dei comitati per il Nobel hanno ammesso di aver beneficiato di lunghi viaggi "tutto pagato" in Cina per illustrare le procedure attraverso le quali viene scelto il Nobel.
Dalla Fondazione Nobel, scrive il Times, massima attenzione alle indagini che incrinano la reputazione del prestigioso premio, ma anche l'ammissione delle pressioni crescenti da parte delle
nuove potenze emergenti per arrivare ad un Nobel che attesti in qualche modo il loro nuovo status internazionale.

Tratto da RaiNews24 - vedi:
Medicina Allopatica  +  Medici sono una Minaccia ?  +  Medici impreparati
 + Stupro sanitario con vaccino HPV - 1  +  idem - 2

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L'ombra lunga della corruzione sembra proprio non risparmiare niente nessuno: persino il premio Nobel, massimo riconoscimento cui possono aspirare scienziati, letterati e politici di tutto il mondo, è infatti finito sul banco degli imputati.
L'azienda farmaceutica
AstraZeneca, che ha il suo quartier generale a Londra, avrebbe forse influenzato l'assegnazione dell'ultimo premio alla medicina - tributato a Harald zur Hausen per i suoi studi sul papilloma virus (Hpv). Due figure chiave della commissione di selezione hanno infatti forti legami con la casa farmaceutica. Che, guarda caso, ha forti interessi nella produzione del vaccino per l'Hpv.

Una circostanza che ha insospettito Christer van der Kwast, direttore dell'unità anti corruzione della polizia svedese. Che ha ordinato un'indagine preliminare per accertare il reale svolgimento dei fatti.
A suscitare l'attenzione degli investigatori sono Bertil Fredholm, presidente della commissione che valuta i candidati al premio, e Bo Angelin, membro del comitato di 50 persone che decide i vincitori.
Entrambi hanno - o hanno avuto - legami con la
AstraZeneca: Fredholm ha fornito consulenze, nel 2006, mentre Angelin siede nel consiglio di amministrazione.

Ma c'è di più.
La compagnia farmaceutica - scrive il «
Times» di Londra - finanzia direttamente sia il sito web della fondazione Nobel che la controllata Nobel Media. Quanto valga questo contratto di sponsorizzazione non si sa: né la fondazione, né l'AstraZeneca hanno voluto rivelarlo. Ma si crede che la cifra sia nell'ordine delle centinaia di migliaia di dollari. Un rapporto, quello tra la casa farmaceutica e la fondazione Nobel, di natura quanto meno impropria.
Che, stando a quanto rivelato dal quotidiano britannico, ha suscitato non poche ansie ad alcuni membri della fondazione stessa. In ballo, dicono, c'è la rispettabilità dell'intera organizzazione.

Il pm svedese incaricato dell'indagine ha poi rincarato la dose. E ha lanciato un'inchiesta parallela, sempre per corruzione: si è infatti scoperto che molti commissari si sono recati in Cina - a spese del governo cinese - per spiegare i criteri di selezione. «Ho preso l'iniziativa per accertare se ci sono gli estremi o meno di un'indagine - ha spiegato al «
Times» van der Kwast -. Così ho chiesto al pm di turno di occuparsene». Un portavoce della compagnia farmaceutica ha però negato con decisione ogni malversazione. «Noi - ha spiegato il portavoce - non abbiamo nessun potere d'influenza sulla commissione che decide i vincitori del premio Nobel né aspiriamo ad averne». «Il coinvolgimento di Bo Angelin con la fondazione - ha proseguito - è del tutto indipendente dal ruolo da lui ricoperto nell'azienda. Bertil Fredholm, invece, è un esperto conosciuto. Ha svolto per noi dei lavori nel 2006 come d'altra parte ci capita di avere a che fare con alter persone che hanno esperienza nel loro campo. La nostra relazione non è andata oltre».

Non si può negare però che l'
AstraZeneca abbia degli interessi strettamente legati al lavoro svolto da Harald zur Hausen. Nel 2007, infatti, la multinazionale con sede a Londra ha acquistato una società che produce un componente essenziale per la realizzazione del vaccino per il virus Hpv - vaccino che viene poi realizzato da società terze. Ma non è solo l'AstraZeneca a dirsi estranea alla vicenda.
Anche Michael Sohlman, direttore esecutivo della
Nobel Foundation, ha rimandato al mittente critiche e sospetti. E ha anzi accusato van der Kwast di volersi fare solo pubblicità. «Como posso dire? È uno che va spesso in televisione», ha infatti detto Sohlman alla rivista Scientific American. Le ombre, però, ci sono. La gloria del Nobel, dicono alcuni membri della fondazione, fa gola a tutti: aziende e nazioni.

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E' veramente difficile, in un mondo dove gli interessi commerciali prevalgono, capire cosa è vero, cosa è vero in parte e cosa è FALSO.
L'impressione è che il sistema sia gravemente malato, e c'è una preoccupazione crescente che la maggior parte degli studi e dei riscontri delle ricerche pubblicati siano falsi. L'unica strada percorribile sembra essere quella di sviluppare una propria e personale capacità critica, e cercare di distinguere i buoni dai cattivi maestri. In cerca di un buon maestro e di un punto di partenza per capire e provare a modificare la nostra paradossale società, è interessante il punto di vista di Marcia Angell, docente di Salute Pubblica ed Etica presso il dipartimento di Medicina Sociale di Harvard.

In un recente articolo su JAMA la conclusione cui è arrivata con riluttanza, dopo 20 anni come redattore capo del NEJM, è che i medici non possono più basarsi sulla letteratura medica per un'informazione valida ed affidabile. Difficile capire come ci siamo arrivati, ma è negli anni recenti che le aziende sono diventate sempre più intimamente coinvolte in ogni aspetto della valutazione del proprio prodotto.
Fonte: http://jama.ama-assn.org/cgi/content/extract/300/9/1069

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Fonte: Fondazione Ramazzini

Un editoriale, che farà senz'altro riflettere, dal titolo "Come distorcere i dati scientifici senza, di fatto, mentire: verità e arte scientifica" appare sull'ultimo numero del Giornale Europeo di Oncologia (Eur. J. Oncol., vol. 11, n. 4, pp. 217-224).
Scritto e pubblicato dal Dottor John Bailar, Professore Emerito dell'Università di Chicago e Studioso presso l'Accademia Nazionale delle Scienze, Washington, DC, (USA), l'editoriale è una chiara e concisa presentazione di uno dei maggiori problemi della ricerca di oggi.

Il riassunto dell'articolo parla da sé:
Ci sono molti modi di fuorviare chi legge e utilizza la letteratura scientifica senza ricorrere a frodi o ad altri tipi di inganno.
Questi comprendono la scelta fatta ad arte degli argomenti da studiare, l'impostazione dei problemi in modo tale da giungere a una conclusione prestabilita, protocolli inconsistenti (utili soprattutto quando il ricercatore vuole giungere a una conclusione negativa), omissioni non dichiarate di dati e/o informazioni pertinenti, e distorsioni intenzionali nei processi di riproduzione, analisi e presentazione di dati.
Nel complesso questi problemi sembrano comuni e largamente tollerati, a volte addirittura presentati come il modo di fare carriera nel mondo della scienza. Il loro impatto cumulativo può essere molto maggiore degli effetti di frodi palesi come l'invenzione, la falsificazione o il plagio. Gli studiosi, chi usa i dati scientifici e il pubblico dovrebbero essere al corrente della possibilità di alterazione deliberata di un resoconto scientifico, imparare a riconoscerla e a difendersi da essa.

Commento (NdR): si apprezza molto che La Fondazione Ramazzini riapra il discorso sulla scarsa veridicità delle STATISTICHE UFFICIALI di CHEMIO-TERAPIA in ONCOLOGIA: un esempio di come vengono distorte le informazioni è data dal settimanale PANORAMA di questa settimana (Lunedi 10 Settembre - Venerdi 14 settembre 2007 ): dall'articolo che e' menzionato, sembrerebbe che di cancro guariscono tutti, grazie alla CHEMIO !!!.....
Peccato che studi statistici eseguiti su oltre 250.000 pazienti trattati con CHEMIO, abbiano dimostrato che: "SU 50 PAZIENTI MALATI di Cancro sottoposti a CHEMIO, solo 1 paziente di QUESTI 50 è ancora vivo dopo 5 anni dalla prima CHEMIO"
Vedi: Tabelle 1 e 2 dell'articolo del prof. MORGAN, del 2004 e scaricabile da: ../cancro/MORGAN.PDF Statistiche cancro

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Le bugie della ricerca

Negli ultimi 4 anni (dal 1996) sono stati individuati 80 casi di ricerca scientifica fraudolenta di cui 30 sono stati indagati solo quest’anno negli USA !!!
In alcuni casi le istituzioni hanno insabbiato la cosa per non perdere la reputazione !!!!
Il Servizio Sanitario della Università Statunitense della Peensylvania - www.med.upenn.edu - è sovvenzionato dall’industria dell’anti-Cancro es. la Siemens, Zeneca, Glaxo, Rhone Poulenc, Upjohn ecc.. 
Le alleanze con l’industria sono determinanti per la nostra sicurezza finanziaria”, afferma un dirigente ed ha proseguito dicendo che: “ieri un comitato di redattori medici ha detto che i medici inventano risultati di ricerche per vincere sovvenzioni e fare carriera  e che le istituzioni mediche non proteggono il pubblico dalla minaccia di queste frodi scientifiche”.

John Le Carrè afferma: “la grande industria sta spendendo una fortuna per sedurre la professione medica mondiale e fra pochi anni sarà difficile trovare una opinione che non sia stata comprata ” !

Charles Mathe, specialista francese del cancro afferma: “ Se avessi il cancro, non andrei mai in un centro ti trattamenti standard per il cancro. Le vittime del cancro che vivono lontano da tali centri hanno una possibilità di farcela”.

Paul Winter del The Cancer afferma: “ I medici sono troppo occupati per addentrarsi  nelle statistiche dei trattamenti del cancro, dando per scontato che il miglior trattamento sia quello che hanno imparato all’università o quello mostrato nelle pagine dei giornali informativi.
Non possono permettersi di sospettare che quei trattamenti vadano bene solo per le industrie farmaceutiche, che influenzano le istituzioni dell’istruzione superiore
“ !

Lee Cowden, medico : “Per le istituzioni mediche che hanno a che fare con il cancro, un paziente di tumore è un centro di profitto.
Le effettive prove cliniche e scientifiche non convalidano le asserzioni dell’industria per il cancro. I trattamenti convenzionali sono diventati legge perché pagano meglio, non perché guariscono meglio. Decenni di politica di questo tipo vi hanno impedito di conoscere tali fatti e continueranno a farlo a meno che apriate gli occhi su questa realtà
”.

Linus Pauling - www.cforyourself.com - afferma: “Non fatevi fuorviare dalle autorità mediche o dai politici. Scoprite  i fatti e decidete per conto vostro come vivere una vita felice e lavorare per un mondo migliore”.

Che queste industrie del cancro siano diventate  incredibilmente opulente con il loro approccio del tipo “chemio terapia fino al crollo” è un fatto che esse non possono negare……

Pauling ha ragione quando dice: “siamo seriamente stati fuorviati” ….

Perciò non sentiremo mai parlare dei successi dei trattamenti naturali, anzi, sono in via di costituzione norme legislative che faranno da cornice alla messa al bando dei trattamenti naturali efficaci, solo perché i loro successi contrastano con i fortissimi interessi in gioco delle industrie farmaceutiche e di quelle del cancro !

Altri siti consigliati: www.campaignfortruth.com - www.credence.org

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Errori nelle ricerche scientifiche [08.09.2005]
Secondo un’analisi apparsa sulla rivista “PLoS Medicine”, le conclusioni della maggior parte delle ricerche scientifiche pubblicate sarebbero errate. John Ioannidis, epidemiologo dell’ Università di Ioannina, in Grecia, sostiene che le piccole dimensioni dei campioni, la scarsa progettazione dello studio, i pregiudizi dei ricercatori, gli errori statistici e altri problemi si combinano per rendere falsi i risultati della maggior parte delle ricerche
Anche gli studi più grandi e meglio progettati non sono sempre corretti: gli scienziati e il pubblico dovrebbero perciò accogliere con cautela i risultati.
Nel suo articolo, Ioannidis non dimostra che un particolare studio è errato. Illustra invece statisticamente come i molti ostacoli al raggiungimento di un risultato corretto si combinano per rendere errate le conclusioni della maggior parte degli studi. Tradizionalmente un lavoro è considerato “statisticamente significativo” se le probabilità che il risultato sia puramente casuale sono una contro venti. Ma in un campo complicato dove ci sono molte potenziali ipotesi da verificare - per esempio se un particolare gene influenza una particolare malattia - è facile raggiungere false conclusioni usando questo standard: se si mettono alla prova venti ipotesi false, per esempio, è possibile che in media una di esse risulti vera.
Solomon Snyder, senior editor della rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” e neuroscienziato dalla Johns Hopkins University di Baltimora, sostiene però che la maggior parte degli scienziati è ben conscia delle limitazioni delle ricerche pubblicate. “Quando sfoglio la letteratura, - commenta - non la leggo per trovare prove come in un libro di testo. La leggo per trovare idee. Anche se in uno studio ci sono dei problemi, dunque, se ospita il nucleo di una nuova idea è il benvenuto.”
Tratto da: "Le SCIENZE" - 06.09.2005


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FALSI STUDI sul Cancro.
Quello studio su Lancet era completamente inventato
: un altro caso fresco-fresco di un medico al soldo delle case farmaceutiche ?
L'autore è un ricercatore norvegese di fama internazionale. Era tutto falso, dai profili dei pazienti alle conclusioni.

Londra. Un altro falso scuote il mondo della ricerca scientifica.
Uno studio sul cancro alla bocca pubblicato nell'ottobre scorso sulla prestigiosa rivista medica britannica Lancet è risultato totalmente inventato. Il suo autore, il dottor Jon Sudboe, ricercatore di fama internazionale, si è persino preso la briga di creare ben 900 profili di pazienti: nome, età, genere, peso, patologie, diagnosi, assunzione di medicinali. Tutto falso, comprese naturalmente le conclusioni della ricerca. Lo riferisce oggi il quotidiano britannico The Guardian.

Dopo la truffa del ricercatore sudcoreano Hwang Woo Suk, che aveva annunciato di essere riuscito a clonare cellule staminali "su misura" per poi ammettere l'imbroglio, una nuova frode scientifica è venuta a galla.
Stavolta in maniera del tutto casuale, grazie alla sorella del primo ministro norvegese.
Qualche tempo fa, Camilla Stoltenberg si è ritrovata fra le mani la copia della rivista sulla quale era pubblicato lo studio del dottor Sudboe. Leggendo l'articolo, si è accorta che lo scienziato citava come fonte un database nazionale norvegese.
Un piccolo particolare: quel database non è ancora entrato in funzione.
Questa la leggerezza dello scienziato dell'ospedale Radium di Oslo che ha rivelato il clamoroso imbroglio: quei 900 pazienti non sono mai esistiti. E di conseguenza sono falsi anche i risultati della ricerca sulla relazione tra antinfiammatori e cancro orale: non esiste alcuna dimostrazione scientifica che nei soggetti che assumono medicinali come il paracetamolo (farmaco analgesico e antipiretico) sia minore il rischio di sviluppare quel tipo di tumore. "Nello studio non c'era un solo dato vero, si è inventato tutto", afferma sconvolto Stein Vaaler, direttore sanitario del Radium. "Era uno dei nostri migliori scienziati, stentiamo a crederci".
L'ospedale intanto ha aperto un'inchiesta, e un'altra sarà condotta dal Karolinska Institute di Stoccolma: dovranno analizzare i 38 articoli che il dottor Sudboe (nel frattempo sparito dalla circolazione senza rilasciare alcuna dichiarazione) ha scritto dal 1997, e che avevano contribuito a renderlo noto e stimato dalla comunità scientifica internazionale.
By www.repubblica.it  - 16 gennaio 2006

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Riguarda soprattutto i continui annunci positivi sulla ricerca medica....
Uno studio su Science - 5 Settembre 08
Le grandi innovazioni in campo medico, promesse ogni giorno dagli articoli, impiegherebbero anche 50 anni per essere portate nella pratica.
Ogni settimana vengono pubblicati articoli scientifici che presentano piccoli o grandi avanzamenti in campo medico-chirurgico.
Alcuni vantano promettenti, se non rivoluzionarie, applicazioni future. Ma quanto tempo è necessario affinché le scoperte trovino effettivo impiego ?
In media si devono attendere 15 anni.
Questa la risposta di uno studio, pubblicato su Science, condotto da medici americani (Tufts University School of Medicine e George Washington University School of Medicine) e greci (University of Ioannina School of Medicine e Ioannina Biomedical Research Institute).

I ricercatori, utilizzando il database Web of Science (archivio ufficiale delle pubblicazioni scientificamente riconosciute), hanno preso in considerazione 49 innovazioni del campo medico uscite tra il 1990 e il 2004 su riviste indicizzate, con più di mille citazioni. Gli scienziati hanno, quindi, misurato il tempo trascorso dalla prima comunicazione ufficiale della scoperta (preparazione, isolamento o sintesi di un principio farmacologico) alla prima pubblicazione riguardante l'applicazione pratica.

I risultati non sono incoraggianti: il lasso di tempo varia da 14 a 44 anni, con una mediana (cioè il valore che "taglia" in due la distribuzione) di 24 anni e una media - come è stato anticipato - di 15 . Se la scoperta è stata confutata da un'altra pubblicazione, poi, il tempo si dilata fino anche a 50 anni. È il caso degli studi su flavonoidi, vitamina E ed estrogeni, i cui benefici erano stati descritti almeno quattro decenni prima dell'inizio del loro utilizzo in campo farmacologico negli anni Novanta. Ma il dato più sconcertante è che, se si considera l'applicazione finale sugli esseri umani (dunque non solo l'applicazione pratica su cavie da laboratorio), il tempo può arrivare 221 anni !!!

Gli autori suggeriscono di non affrettarsi a pubblicare risultati di ricerche di base sbandierando future applicazioni sui malati. Non prima, almeno, di aver ripetuto ampiamente gli esperimenti con tecniche standardizzate. Altrimenti la scienza rischia di perdere di credibilità per quelle promesse mai mantenute.

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Dal libro "Le bugie della scienza" di F. Di Trocchio, pag 176 - 179

Il cardiologo Wilbert S. Aronow, oltre ad essere direttore del dipartimento di malattie cardiovascolari di un ospedale di Long Beach in California, era anche membro del comitato di consulenza della FDA ("Food and Drug Administration", organo federale statunitense di controllo sui cibi e sui farmaci). I suoi guai cominciarono nell'estate del 1979 quando degli investigatori della FDA andarono a controllare, nel corso di una visita di routine, i suoi dati relativi ad un farmaco a base di Prazosin che la casa farmaceutica Pfizer intendeva mettere in commercio per prevenire gli attacchi cardiaci.

Il farmaco per la verità era già in vendita come anti-ipertensivo, ma i risultati dei test di Aronow dimostravano in maniera inequivocabile che aveva anche un effetto preventivo e curativo nell'attacco cardiaco. Quei dati erano così sicuri ed inequivocabili che il giorno prima che i due fun­zionari della FDA arrivassero nel suo ospedale Aronow chiamò Marion Finkel, vicedirettore dell'ufficio al quale spettava l'approvazione dei nuovi farmaci, e confessò spontaneamente che erano falsi e che inoltre aveva fornito dati truccati anche per un altro farmaco.

La mossa era stata evidentemente fatta per evitare uno scandalo e infatti il responsabile fu ben contento di firmare una dichiarazione nella quale ammetteva tutte le sue colpe,nell'intento di evitare ogni clamore pubblico. Ma i segugi della FDA a quel punto si erano insospettiti, e continuarono a spulciare la sua documentazione scoprendo che anche uno studio sul timololo che, aveva accertato Aronow, poteva essere un toccasana nell'angina, era frutto di un'evidente falsificazione.
Aronow infatti aveva provato quel farmaco su pazienti che non avevano affatto l'angina ed era ovvio che, in quelle condizioni, l'efficacia del farmaco risultasse sorprendente. In totale si scoprì che tra il 1974 e il 1978 Aronow aveva falsificato i dati relativi ai test di quattro farmaci.

Questo caso è anche esemplare per la malafede dimostrata dal protagonista il quale tentò in ogni modo di minimizzare l'incidente e di salvare la propria reputazione. Oltre a firmare la famosa ammissione di colpevolezza, nella quale tra l'altro prometteva di non svolgere mai più in futuro test clinici relativi alla sicurezza di farmaci, si dimise dall'ospedale nel quale lavorava e si trasferì ad Omaha nel Nebraska presso la Creighton University Medical School, lasciò passare qualche tempo e poi nel 1980, nel corso di un convegno dedicato proprio al problema della sicurezza dei farmaci, ritrattò la sua precedente ammissione di colpevolezza sostenendo che in quel periodo si trovava in uno stato di confusione emotiva e che era tra l'altro in cura da vari anni da uno psicanalista. In questo modo tentava di evitare di essere pubblicamente e ufficialmente disonorato di fronte al mondo scientifico. Ed in parte riuscì nel suo intento.

Nell'ottobre del 1982 firmò infatti con gli organi della FDA un nuovo accordo nel quale riusciva ad ottenere che fossero informate della sua autodenuncia e dell'impossibilità di condurre ulteriori indagini solo le case farmaceutiche per le quali aveva lavorato in passato. Il suo nome dunque non figurò nella lista pubblica divulgata dal governo americano nel quale sono elencati gli studiosi che non possono essere incaricati di compiere indagini su nuovi farmaci.
Le case farmaceutiche possono dunque ancora avvalersi del suo "prezioso" aiuto.

Analogo a questo, e probabilmente altrettanto diffuso, è un tipo di imbroglio che coinvolge i laboratori che operano i test ai quali devono essere sottoposti i farmaci prima di essere approvati ufficialmente e messi in commercio.
Si sa che in molti casi questi laboratori non effettuano, o effettuano solo in parte, i test e dichiarano alle case farmaceutiche ciò che queste vogliono sentirsi dire, cioè che i farmaci che esse producono sono non solo sicuri, perché privi di contro effetti, ma anche efficaci. Si tratta di un problema molto serio e molto sentito che viene discusso in numerosi congressi e sul quale esiste ormai una letteratura specializzata, ma che giunge a conoscenza del grande pubblico solo in occasione di qualche scandalo clamoroso. Il più grosso è sicuramente quello che ha coinvolto, alla metà degli anni Settanta, uno dei più prestigiosi laboratori privati americani per il controllo della qualità dei farmaci, l'Industrial Bio-Test Inc. (IBT) di Northbrook nell'Illinois.

Il 13 aprile del 1976 il presidente della società Joseph C. Calandra, il direttore generale Moreno Keplinger e due ricercatori comparvero nell'aula del tribunale di Chicago imputati della falsificazione dei dati relativi ai test di circa trecento sostanze tra le quali duecento pesticidi e vari farmaci.
Per andare a fondo su tutta la faccenda, il giudice scelse quattro sostanze. Una di queste era il TCC, un agente antibatterico prodotto dalla casa farmaceutica Monsanto la quale era interessata a testarne la sicurezza per poterlo usare in maggiore quantità come deodorante nei saponi da bagno. I test consistevano in particolare nell'esporre per ventiquattro mesi dei topi a forti quantità di questo agente per vedere se avrebbe causato l'atrofia dei testicoli come si aveva modo di sospettare.

Le indagini predisposte dal giudice accertarono che le condizioni nelle quali venivano allevati i topi erano talmente insane che era impossibile accertare i reali motivi per cui questi morivano. In ogni caso i dati relativi all'emergenza del tumore nelle popolazioni di topi trattati non erano stati ricavati da analisi condotte direttamente sui topi stessi bensì copiati da Keplinger da uno studio di un altro laboratorio.
Come se non bastasse, poiché quei dati erano un po' troppo "pessimistici" Keplinger li manipolò e li ritoccò in maniera da garantire alla casa produttrice (Pfizer)che il TCC non presentava la benché minima influenza sull'emergenza di tumori.
Ma i dati finali erano talmente rigorosi e precisi nell'escludere la possibilità dell'insorgenza di tumori che un investigatore della FDA, nel corso di una normale visita di verifica, ne rimase sorpreso e insospettito. Fu proprio così che iniziarono i guai dell'IBT.

Il processo fu accompagnato da una serie di scandali ai quali la stampa diede ampio spazio sia per l'importanza del laboratorio coinvolto che per la quantità delle sostanze incriminate ma anche per l'intervento delle società ambientaliste americane e, infine, per i danni economici provocati a varie società farmaceutiche le quali furono costrette a sottoporre di nuovo a test farmaci e additivi la cui innocuità era stata testimoniata dall'IBT.
La casa farmaceutica più direttamente coinvolta, la Monsanto, dovette spendere dodici milioni di dollari per rifare tutti i test e il governo americano e quello canadese decisero di ricontrollare tutte le ventiduemila sostanze che l'IBT aveva analizzato a partire dalla sua fondazione.
Si aveva infatti il fondato sospetto che questa società, nata con piccoli fondi nel 1952, si fosse trasformata in uno dei più grossi laboratori degli Stati Uniti, negli anni Settanta, solo perché con i suoi test poco ortodossi tranquillizzava la coscienza sporca dei farmaceutici.

Lo scandalo fu tale che venne nominata una commissione parlamentare presieduta dal senatore Edward Kennedy la quale, alla fine dei suoi lavori, sottopose e fece approvare dal Congresso nel 1978 il Good laboratory practices act, che stabiliva norme più rigorose sui controlli da effettuare sui laboratori e su obblighi e procedure ai quali questi devono sottostare nell'attestare l'innocuità dei prodotti farmaceutici e dei pesticidi.

vedi:  Retroscena Interessi, Rivalità, Passioni, Compromessi, Ambiguitàè il mondo scientifico messo a nudo nel libro di un grande oncologo 

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Alla giuria del Nobel..... il Nobel degli intrallazzi
Nobelopoli. Proprio così, ci mancava anche l’inchiesta su FRODE e corruzione attorno al premio più importante e illustre dell’universo, il Nobel appunto. Notizie dal nord Europa, L’Autorità anticorruzione svedese, nella persona del procuratore Niels Erik Schultz, ha aperto un faldone per capire se alcuni membri del comitato, che assegna il riconoscimento ultramilionario, abbiano avuto contatti e interessi con case farmaceutiche.
I sospetti ricadono sui criteri che hanno portato all’assegnazione del premio, nel 2008, al medico e virologo tedesco di Gelsenkirchen-Buer, Harald zur Hausen che ha scoperto il papilloma virus, l’agente che causa il cancro al collo dell’utero, premio ex aequo con i francesi Luc Montaigner e Françoise Barré Sinossi, i medici che hanno isolato il virus dell’aids.
(NdR: NON e' vero non e' stato mai Sequenziato ne' fotografato !)
In verità i premiati non hanno nessuna responsabilità in questa storia sgradevole mentre la posizione di alcuni giurati non sembra del tutto chiara; ma su tutti resta ambiguo il comportamento della multinazionale farmaceutica AstraZeneca, di capitale anglosvedese. Nel consiglio di amministrazione dell’azienda siede, infatti, tale Bo Angelin che fa parte, in contemporanea, del comitato che assegna il Nobel per la medicina. Se uno più uno fa due, qui la somma fa il totale, anche perché risulterebbe il versamento di 30mila dollari, da parte della stessa azienda, sul conto di Bo Angelin medesimo e altre iniziative non del tutto trasparenti, tipo la sponsorizzazione multimilionaria di Nobel Media e Nobel Web, società di comunicazione collegate alla accademia del Nobel, oppure che AstraZeneca abbia delle royalties da un paio di ditte farmaceutiche (la Merck Sharp et Dome e la Glaxo Smithkline) che commercializzano i due vaccini contro il virus del papilloma.
A completare un quadro, già imbarazzante e viscido, arriva dalla radio pubblica svedese la denuncia che tre membri del comitato Nobel abbiano usufruito di speciali vantaggi personali, a spese del governo cinese: viaggi aerei, alberghi, soggiorni per spiegare ai medici di Pechino i criteri che supportano l’illustre riconoscimento svedese. Ci sono anche nomi e cognomi dei tre viaggiatori docenti: Pierre Bertil Fredholm, presidente del comitato per il Nobel della medicina; Borge Johansson del comitato Nobel della fisica e Sven Lidin della reale accademia scientifica e membro del comitato Nobel della chimica.
Da sottolineare, tuttavia, che nessun cinese ha vinto, nel periodo sotto indagine (gli ultimi tre anni) il Nobel.
Dure, puntuali, prevedibili le reazioni e le smentite della accademia svedese e della multinazionale farmaceutica, nessun coinvolgimento, nessuna corruzione mentre la polizia e i giudici cercano di capire la verità. Ma la verità vera resta un’altra: il tedesco zur Hausen e i francesi Montaigner e Barré Sinossi sono medici e scienziati da onorare e ringraziare per avere scoperto e isolato virus che hanno lacerato giovani esistenze in ogni parte del mondo.
Quello che sta accadendo attorno a loro, con la consueta pubblicità di giudici, poliziotti e media, sarà materia di indagine e dibattito ma diventa marginale e miserabile rispetto alla grandiosità delle rispettive scoperte scientifiche. Alfred Bernhard Nobel saprebbe distinguere, anche usando la dinamite.
Tratto da: il giornale.it – 20/12/2008

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DUBBI su RUOLO ASTRA-ZENECA ASSEGNAZIONE NOBEL - AGI - Londra, 19 dic.2008  -
E' bufera sull'Accademia delle Scienze svedesi per i dubbi emersi sulla regolarita' dell'assegnazione del premio Nobel della Medicina 2008 a uno dei tre co-vincitori. Dubbi che hanno portato la magistratura di Stoccolma a aprire un'inchiesta. Come scrive il Times a Stoccolma e' emerso che un membro della giuria fa anche parte del consiglio di amministrazione della AstraZeneca, colosso farmaceutico con base a Londra che avrebbe potuto avere interesse a far vincere uno dei premiati.
La societa', infatti, ha sviluppato due vaccini contro il cancro della cervice causato dal papilloma virus (Hpv) scoperto da Harald zur Hausen, che quest'anno ha conquistato l'ambito premio insieme a Luc Montagnier e Francoise Barre'-Sinoussi per le ricerche sull'Hiv e l'Aids Due selezionatori per l'assegnazione del premio, riferisce il Times, hanno forti legami con l'azienda farmaceutica. Si tratta di Bertil Fredholm, presidente del comitato di cinque persone che valuta i candidati al Nobel (consulente della AstraZeneca nel 2006) e Bo Angelin, membro del comitato di 50 persone che vota per il vincitore, che siede direttamente nel consiglio di amministrazione dell'azienda. A suscitare altre perplessita' sul peso della societa' nel processo di scelta anche la notizia che dai primi di novembre AstraZeneca ha iniziato a sponsorizzare lo stesso sito del premio Nobel
AstraZeneca ha negato di aver influito nella scelta dello scienziato da premiare ma si e' rifiutata di svelare l'importo della sponsorizzazione per i prossimi tre anni: "Non abbiamo alcuna influenza su chi vince, ne la cercheremmo. 
AstraZeneca non e' coinvolta nel processo di selezione (del vincitore). Il ruolo di Angelin nel comitato per il Nobel e' totalmente indipendente dal suo ruolo nel Cda di AstraZeneca. Fredholm e' un esperto molto rispettato; ha fatto qualche lavoro per noi nel 2006, cosi come noi collaboriamo con altri esperti. La relazione non era niente di piu' che questo"
Commento NdR: ......mai visto una multinazionale che dica la Verita !
vedi anche:
Stupro sanitario con vaccino HPV - 1  +  idem - 2

Continua in: Ricerca nelle mani di Big Pharma - 1 + Ricerca nelle mani di Big Pharma - 2 + Falsificazione Dati


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Fra le TANTISSIME FALSIFICAZIONI, ogni tanto appare qualcosa di Nuovo e "forse" di utile
Un nuovo tipo di bersaglio per i farmaci:
Un nuova classe di farmaci che agisce in modo molto diverso rispetto a quelli oggi in commercio promette meraviglie.
Un nuovo approccio della ricerca farmacologica si concentra su una proprietà conosciuta con il nome di allosterismo.
I farmaci allosterici si legano a molecole biologiche che si trovano in siti di legame diversi rispetto a quelli generalmente presi di mira dai medicinali. Invece di attivare o inibire le molecole legate, come fanno i farmaci tradizionali, quelli allosterici agiscono come un regolatore di luminosità e, in alcuni casi, producono meno effetti collaterali. In futuro i composti allosterici potrebbero curare disturbi per i quali attualmente non è disponibile alcuna terapia farmacologica.
Fonte: Le Scienze, Ottobre 2009, n. 494
By Melinda Wenner - Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it - 22 settembre 2009

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