Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
False
ricerche per danneggiare il pubblico e sfruttarlo ben bene
Il peso dei colossi
del farmaco nella ricerca scientifica è
infatti «pesante: la finanziano per il 77% del
totale. Gli enti no-profit la sostengono solo per
il 23% e per pochissime aree terapeutiche».
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Fonte:
Fondazione Ramazzini
Un editoriale, che farà senz'altro riflettere,
dal titolo "Come distorcere i dati scientifici
senza, di fatto, mentire: verità e arte
scientifica" appare sull'ultimo numero del
Giornale Europeo di Oncologia (Eur. J. Oncol.,
vol. 11, n. 4, pp. 217-224).
Scritto e pubblicato dal Dottor John Bailar, Professore Emerito dell'Università
di Chicago e Studioso presso l'Accademia
Nazionale delle Scienze, Washington, DC, (USA), l'editoriale è una chiara e concisa
presentazione di uno dei maggiori problemi della
ricerca di oggi.
Il riassunto dell'articolo parla da sé:
Ci sono molti modi di fuorviare chi legge e
utilizza la letteratura scientifica senza
ricorrere a frodi o ad altri tipi di inganno.
Questi comprendono la scelta fatta ad arte degli
argomenti da studiare, l'impostazione dei
problemi in modo tale da giungere a una
conclusione prestabilita, protocolli
inconsistenti (utili soprattutto quando il
ricercatore vuole giungere a una conclusione
negativa), omissioni non dichiarate di dati e/o
informazioni pertinenti, e distorsioni
intenzionali nei processi di riproduzione,
analisi e presentazione di dati.
Nel complesso questi problemi sembrano comuni e
largamente tollerati, a volte addirittura
presentati come il modo di fare carriera nel
mondo della scienza. Il loro impatto cumulativo
può essere molto maggiore degli effetti di frodi
palesi come l'invenzione, la falsificazione o il
plagio. Gli studiosi, chi usa i dati scientifici
e il pubblico dovrebbero essere al corrente
della possibilità di alterazione deliberata di
un resoconto scientifico, imparare a
riconoscerla e a difendersi da essa.
Commento (NdR): si apprezza molto che La Fondazione Ramazzini riapra il discorso sulla scarsa
veridicità delle STATISTICHE UFFICIALI di
CHEMIO-TERAPIA in ONCOLOGIA: un esempio di come
vengono distorte le informazioni è data dal
settimanale PANORAMA di questa settimana (Lunedi
10 Settembre - Venerdi 14 settembre 2007 ):
dall'articolo che e' menzionato, sembrerebbe che
di cancro guariscono tutti, grazie alla
CHEMIO
!!!.....
Peccato che studi statistici eseguiti su oltre
250.000 pazienti trattati con CHEMIO, abbiano
dimostrato che: "SU 50 PAZIENTI MALATI di Cancro
sottoposti a CHEMIO, solo 1 paziente di QUESTI
50 è ancora vivo dopo 5 anni dalla prima CHEMIO"
Vedi: Tabelle 1 e 2 dell'articolo del prof. MORGAN,
del 2004 e scaricabile da:
../cancro/MORGAN.PDF +
Statistiche cancro
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Negli ultimi 4 anni (dal 1996) sono stati individuati 80 casi di ricerca
scientifica fraudolenta di cui 30 sono stati indagati solo quest’anno
negli USA !!!
In
alcuni casi le istituzioni hanno insabbiato la cosa per non perdere la
reputazione !!!!
Il
Servizio Sanitario della Università Statunitense della Peensylvania -
www.med.upenn.edu
- è
sovvenzionato dall’industria dell’anti-Cancro es. la Siemens, Zeneca,
Glaxo, Rhone Poulenc, Upjohn ecc..
“Le alleanze con l’industria
sono determinanti per la nostra sicurezza finanziaria”, afferma un
dirigente ed ha proseguito dicendo che: “ieri un comitato di
redattori medici ha detto che i medici inventano risultati di ricerche
per vincere sovvenzioni e fare carriera e che le istituzioni mediche non proteggono il pubblico dalla
minaccia di queste frodi scientifiche”.
John
Le Carrè afferma: “la grande industria sta spendendo una fortuna
per sedurre la professione medica mondiale e fra pochi anni sarà
difficile trovare una opinione che non sia stata comprata ” !
Charles
Mathe, specialista francese del cancro afferma: “ Se avessi il
cancro, non andrei mai in un centro ti trattamenti standard per il
cancro. Le vittime del cancro che vivono lontano da tali centri hanno
una possibilità di farcela”.
Paul
Winter del The Cancer afferma: “ I medici sono troppo occupati per
addentrarsi nelle
statistiche dei trattamenti del cancro, dando per scontato che il
miglior trattamento sia quello che hanno imparato all’università o
quello mostrato nelle pagine dei giornali informativi.
Non
possono permettersi di sospettare che quei trattamenti vadano bene solo
per le industrie farmaceutiche, che influenzano le istituzioni
dell’istruzione superiore “ !
Lee
Cowden, medico : “Per le istituzioni mediche che hanno a che fare
con il cancro, un paziente di tumore è un centro di profitto.
Le
effettive prove cliniche e scientifiche non convalidano le asserzioni
dell’industria per il cancro. I trattamenti convenzionali sono
diventati legge perché pagano meglio, non perché guariscono meglio.
Decenni di politica di questo tipo vi hanno impedito di conoscere tali
fatti e continueranno a farlo a meno che apriate gli occhi su questa
realtà”.
Linus
Pauling -
www.cforyourself.com
-
afferma: “Non fatevi fuorviare dalle autorità mediche o dai
politici. Scoprite i fatti
e decidete per conto vostro come vivere una vita felice e lavorare per
un mondo migliore”.
Che
queste industrie del cancro siano diventate
incredibilmente opulente con il loro approccio del tipo “chemio
terapia fino al crollo” è un fatto che esse non possono negare……
Pauling
ha ragione quando dice: “siamo seriamente stati fuorviati”
….
Perciò
non sentiremo mai parlare dei successi dei trattamenti naturali, anzi,
sono in via di costituzione norme legislative che faranno da cornice
alla messa al bando dei trattamenti naturali efficaci, solo perché i
loro successi contrastano con i fortissimi interessi in gioco delle
industrie farmaceutiche e di quelle del cancro !
Altri
siti consigliati:
www.campaignfortruth.com
-
www.credence.org
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Errori nelle ricerche
scientifiche [08.09.2005]
Secondo un’analisi apparsa sulla rivista
“PLoS
Medicine”, le conclusioni della maggior
parte delle ricerche scientifiche pubblicate
sarebbero errate. John Ioannidis, epidemiologo
dell’ Università
di Ioannina, in Grecia, sostiene che le
piccole dimensioni dei campioni, la scarsa
progettazione dello studio, i pregiudizi dei
ricercatori, gli errori statistici e altri
problemi si combinano per rendere falsi i
risultati della maggior parte delle ricerche.
Anche gli studi più grandi e meglio progettati
non sono sempre corretti: gli scienziati e il
pubblico dovrebbero perciò accogliere con cautela
i risultati.
Nel suo articolo, Ioannidis non dimostra che un
particolare studio è errato. Illustra invece
statisticamente come i molti ostacoli al
raggiungimento di un risultato corretto si
combinano per rendere errate le conclusioni della
maggior parte degli studi. Tradizionalmente un
lavoro è considerato “statisticamente
significativo” se le probabilità che il
risultato sia puramente casuale sono una contro
venti. Ma in un campo complicato dove ci sono
molte potenziali ipotesi da verificare - per
esempio se un particolare gene influenza una
particolare malattia - è facile raggiungere false
conclusioni usando questo standard: se si mettono
alla prova venti ipotesi false, per esempio, è
possibile che in media una di esse risulti vera.
Solomon Snyder, senior editor della rivista
“Proceedings
of the National Academy of Sciences” e
neuroscienziato dalla
Johns
Hopkins University di Baltimora, sostiene però
che la maggior parte degli scienziati è ben
conscia delle limitazioni delle ricerche
pubblicate. “Quando sfoglio la letteratura, -
commenta - non la leggo per trovare prove come in
un libro di testo. La leggo per trovare idee.
Anche se in uno studio ci sono dei problemi,
dunque, se ospita il nucleo di una nuova idea è
il benvenuto.”
Tratto da: "LE SCIENZE" - 06.09.2005
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FALSI STUDI
sul Cancro.
Quello studio su Lancet era completamente
inventato: un altro caso fresco-fresco di un
medico al soldo delle case farmaceutiche ?
L'autore è un ricercatore norvegese di fama
internazionale. Era tutto falso, dai profili dei
pazienti alle conclusioni.
Londra. Un altro falso scuote il mondo della
ricerca scientifica.
Uno studio sul cancro alla bocca pubblicato
nell'ottobre scorso sulla prestigiosa rivista
medica britannica Lancet è risultato totalmente
inventato. Il suo autore, il dottor Jon Sudboe,
ricercatore di fama internazionale, si è persino
preso la briga di creare ben 900 profili di
pazienti: nome, età, genere, peso, patologie,
diagnosi, assunzione di medicinali. Tutto falso,
comprese naturalmente le conclusioni della
ricerca. Lo riferisce oggi il quotidiano
britannico The Guardian.
Dopo la truffa del ricercatore sudcoreano Hwang
Woo Suk, che aveva annunciato di essere riuscito
a clonare cellule staminali "su misura" per poi
ammettere l'imbroglio, una nuova frode
scientifica è venuta a galla.
Stavolta in maniera del tutto casuale, grazie
alla sorella del primo ministro norvegese.
Qualche tempo fa, Camilla Stoltenberg si è
ritrovata fra le mani la copia della rivista
sulla quale era pubblicato lo studio del dottor
Sudboe. Leggendo l'articolo, si è accorta che lo
scienziato citava come fonte un database
nazionale norvegese.
Un piccolo particolare: quel database non è
ancora entrato in funzione.
Questa la leggerezza dello scienziato
dell'ospedale Radium di Oslo che ha rivelato il
clamoroso imbroglio: quei 900 pazienti non sono
mai esistiti. E di conseguenza sono falsi anche
i risultati della ricerca sulla relazione tra
antinfiammatori e cancro orale: non esiste
alcuna dimostrazione scientifica che nei
soggetti che assumono medicinali come il
paracetamolo (farmaco analgesico e antipiretico)
sia minore il rischio di sviluppare quel tipo di
tumore. "Nello studio non c'era un solo dato
vero, si è inventato tutto", afferma sconvolto
Stein Vaaler, direttore sanitario del Radium.
"Era uno dei nostri migliori scienziati,
stentiamo a crederci".
L'ospedale intanto ha aperto un'inchiesta, e
un'altra sarà condotta dal Karolinska Institute
di Stoccolma: dovranno analizzare i 38 articoli
che il dottor Sudboe (nel frattempo sparito
dalla circolazione senza rilasciare alcuna
dichiarazione) ha scritto dal 1997, e che
avevano contribuito a renderlo noto e stimato
dalla comunità scientifica internazionale.
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www.repubblica.it - 16 gennaio 2006
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