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FALSE RICERCHE e Falsi studi...
per danneggiare e sfruttare bene il pubblico
malato
(Premi NOBEL falsificati)
FILM interessantissimo da visionare:
http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
Leggete QUI come gli "Enti"
internazionali a "tutela della Salute" (OMS
+
CDC + FDA,
ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria
Farmaceutica
La descrizione
del meccanismo che nel secolo scorso
permise ai grossi capitali
finanziari
di impadronirsi
dell’intero sistema medico americano e non
solo, attraverso il controllo dell’insegnamento
universitario,
i
Rockefeller amavano chiamarla
“filantropia efficiente”,
e' qui in questa pagina,
ben descritto.
Da settembre 2013, in
tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo
(bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori
sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori
nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio
addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1°
gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva;
vaccini o prodotti
derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti
per i quali sono necessarie determinate informazioni
supplementari nella fase successiva alla messa in
commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al
rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un
impiego sicuro ed efficace.- vedi:
PDF del comunicato stampa Commissione Europea
Aziende farmaceutiche e
pubblicazioni scientifiche; corruzione e giro
d’interesse ?...SI !
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Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
"L'industria
farmaceutica è grande e potente come l'industria delle
armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in
vita" (By
Hans Ruesch) ....magari
con i
Vaccini
"Noi medici siamo
plagiati, fin
dall'inizio, dagli
insegnamenti
universitari che ci
vengono propinati da un
manipolo di "professori"
che hanno il solo
interesse di lasciarci
nell'ignoranza sulla
vera origine delle
malattie. Alcuni di noi,
alla fine, raggiungono
la consapevolezza e
mettono in moto delle
grosse energie che
provocano reazioni
positive nel Tutto."
By Dott.
Giuseppe De Pace
(medico ortopedico
ospedaliero)
vedi:
Ricerca nelle
mani di Big Pharma
+ Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata
+
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria
+
Comparaggio
farmaceutico
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Un medico di famiglia scozzese, 'scottato' per
l'abile raggiro di un venditore di polizze ha scritto
al British Medical Journal (BMJ) esprimendo alcune
semplici considerazioni - Dic. 2013
Anche noi medici, scrive Des Spence, manipoliamo i
numeri, basti pensare che nessuno mette in dubbio i
risultati che si ottengono riducendo la colesterolemia
con le statine e invece...
Andiamo a rileggerci con attenzione lo studio WOSCOPS,
uno dei più importanti studi randomizzati controllati (RCT)
sull'uso delle statine in prevenzione primaria. Si
tratta di uno studio condotto in Scozia e pubblicato sul
New England Journal of Medicine, che dimostra come
trattando delle persone di mezza età con 40 mg al dì
Pravastatina per 5 anni si ottiene una riduzione di
eventi coronarici attorno al 30%.
Detta così pensi di dover scendere subito in farmacia a
comprare la medicina miracolosa, se è vero che potrà
evitare un infarto su 3.
Ricordo infatti lo scalpore che suscitò la pubblicazione
e l'incremento di vendite della statina. Il nostro
collega ci ha meditato su e dopo 13 anni (lo studio fu
pubblicato nel 1995), analizzando come venivano
presentati i risultati e le caratteristiche della
popolazione studiata, è arrivato a concludere che gli
stessi dati, se espressi in termini di numero di eventi
evitati, sarebbero stati molto meno ottimistici: solo
uno 0.7% di riduzione di rischio assoluto di morte
coronarica.
vedi:
http://www.bmj.com/content/336/7635/100.1.extract
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RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che
MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J.
ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche nel
sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla
salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura
delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
Visionate questo
video, parla un'informatore
farmaceutico, sul
Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i
risultati delle loro ricerche....-
Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato
complessivo della nuova generazione di
antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei
criteri clinicamente significativi», scrivono
gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la
necessità di cambiare il sistema attuale, che
permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -.
Rende difficile determinare se i farmaci
funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero
essere obbligate, quando commercializzano un
nuovo prodotto, a pubblicare tutti i
dati». Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
False ricerche per danneggiare il pubblico e
sfruttarlo ben bene
Il peso dei
colossi del farmaco nella ricerca
scientifica è infatti «pesante: la finanziano
per il 77% del totale.
Gli enti no-profit la sostengono solo per il 23%
e per pochissime aree terapeutiche».
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero,
dal punto di vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo somministrare ai
bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
vedi:
Falsita' della medicina ufficiale
+ Pubblico
Credulone
+ Falsificazione
Dati + Telethon
+
$$$
influenzano studi ricerche
+
False
Ricerche +
Limiti
della ricerca
+ Statistiche
Ministero manipolate
+
Ricerca
Scientifica
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
CNR e Corruzione
+
Conflitti di Interesse in
Medicina
+
Universita'
in mano a Big Pharma +
MINISTERO "SALUTE" informato sui Danni dei
Vaccini
CDC e Conflitti di interesse - 1 +
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
CDC conflitti di interesse
anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Video, parla una biologa:
Un ex-ricercatore dell'Università
di Harvard, passato a
Merck, confessa e
viene sanzionato dal dipartimento della Sanità
statunitense;
Maggio 2009
Mentre la magistratura statunitense ha avviato
un'inchiesta sui rapporti economici di un noto
anestesista del Massachusetts, Scott Reuben, che
ha falsificato 21 studi clinici su
antinfiammatori prodotti da
Pfizer, Merck e Wyeth,
pubblicati su riviste scientifiche,
un altro caso è venuto alla luce di un
ex-ricercatore di Harvard, poi passato alla
casa
farmaceutica Merck, il dr. Scott Reuben
Quest'altra volta riguarda un'altro
ex-ricercatore di Harvard, poi passato alla casa
farmaceutica Merck, il dr. Robert Fogel :
http://pulmonaryfellowship.hms.harvard.edu/NewFiles/Staff/FogelFrameset.html
che ha subito una sanzione disciplinare da parte
del dipartimento della Sanità, per aver
falsificato uno studio sull'apnea notturna nei
pazienti obesi, pubblicato dalla rivista Sleep
nel 2003.
Fogel, che ha ammesso le proprie responsabilità,
falsificò o cambiò circa la metà dei dati
fisiologici, fabbricò circa il 20% dei dati
anatomici provenienti dalle Tac, cambiò tra il
50 e l'80% di altri dati anatomici, cambiò tra
il 40 e il 50% dei dati sul sonno, in modo che
rispondessero alle sue ipotesi.
Come riferisce
The Scientist, Fogel confessò la
frode nel 2006, quando il suo ex-supervisore,
David White, gli propose di fare un follow-up
dello studio.
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Ex associato della
Pfizer accusato di
FRODE
Il tribunale federale di Bosto (USA) ha
incriminato, per falsificazione di dati e studi
di ricerca medica, il dott. Scott Reuben, ex
membro dello "speakers' Bureau della Pfizer inc.
accusato lo scorso anno 2009 di aver perpetrato
una delle massime frodi della storia medica
nell'ambito della ricerca.
Reuben, in precedenza a capo del servizio
analgesia del dolore acuto presso il
Baystate Medical Center di Springfield,
Massachusetts, rischia 10 anni di carcere ed una
sanzione di 250.000 dollari.
Il procuratore statunitense Carmen M. Ortiz ha
accusato Reuben di aver accettato dalla Pfizer
75.000 $ per svolgere ricerche sull'efficacia
dell'antifiammatorio "celebrex", nel contesto di
uno studio del 2005, nel quale di fatto NON
erano stati registrati dei pazienti !
L'accusa sostiene che Reuben ha inventato i
dati, per poi pubblicarli sulla rivista medica
Anesthesia & Analgesia.
La rivista in seguito ha dovuto ritrattare dieci
documenti scritti da Reuben, mentre all'epoca
esperti del settore hanno affermato che almeno
21 articoli pubblicati su riviste
dall'anestesiologo, sembravano falsificati.
Fonte TheDay.com 15/01/2010 - Tratto da
Nexus.com
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Ombre sul
Nobel per la
medicina: "consigliato" da
multinazionale
del farmaco ?
Nubi sempre più
dense sull'orizzonte dei Nobel.
Il Times di Londra rivela oggi un sospetto
caso di corruzione
che mette in dubbio la trasparenza
nell'assegnazione del premio 2008 per la
medicina: un gigante farmaceutico, AstraZeneca,
avrebbe "pilotato"
la scelta della giuria.
Un membro della giuria che decide l'attribuzione
del premio risulta componente del cda dell'AstraZeneca,
che è finita nel mirino della magistratura. Uno
dei vincitori del Nobel per la medicina di
quest'anno, Harald zur Hausen, è stato premiato
per il suo lavoro sul
papilloma virus (HPV), che può portare al
cancro dell'utero.
AstraZeneca
ha due vaccini molto cari contro questo virus.
Sembra, inoltre, che lo stesso zur Hausen abbia
legami con la casa farmaceutica con base a
Londra, che recentemente ha sponsorizzato il
sito web dei Nobel e iniziative promozionali.
AstraZeneca
nega ogni addebito.
Ma non è tutto. La magistratura svedese ha
aperto un'indagine dopo che alcuni membri
dei comitati per il Nobel hanno
ammesso
di aver beneficiato di lunghi viaggi
"tutto pagato" in
Cina per illustrare le procedure attraverso le
quali viene scelto il Nobel.
Dalla Fondazione Nobel, scrive il Times, massima
attenzione alle indagini che incrinano la
reputazione del prestigioso premio, ma anche
l'ammissione delle pressioni crescenti da parte
delle nuove potenze emergenti
per arrivare ad un Nobel che attesti in qualche
modo il loro nuovo status internazionale.
Tratto da RaiNews24 - vedi:
Medicina
Allopatica
+
Medici sono una
Minaccia
? +
Medici
impreparati
+
Stupro
sanitario con vaccino HPV - 1
+
idem -
2
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L'ombra lunga della corruzione sembra proprio
non risparmiare niente nessuno: persino il
premio Nobel,
massimo riconoscimento cui possono aspirare
scienziati, letterati e politici di tutto il
mondo, è infatti finito sul banco degli
imputati.
L'azienda farmaceutica
AstraZeneca,
che ha il suo quartier generale a Londra,
avrebbe forse influenzato l'assegnazione
dell'ultimo premio alla medicina - tributato a
Harald zur Hausen per i suoi studi sul papilloma
virus (Hpv). Due figure chiave della commissione
di selezione hanno infatti forti legami con la
casa farmaceutica. Che, guarda caso, ha forti
interessi nella produzione del
vaccino
per l'Hpv.
Una circostanza che ha insospettito Christer van
der Kwast, direttore dell'unità anti corruzione
della polizia svedese. Che ha ordinato
un'indagine preliminare per accertare il reale
svolgimento dei fatti.
A suscitare l'attenzione degli investigatori
sono Bertil Fredholm, presidente della
commissione che valuta i candidati al premio, e
Bo Angelin, membro del comitato di 50 persone
che decide i vincitori.
Entrambi hanno - o hanno avuto - legami con la
AstraZeneca:
Fredholm ha fornito consulenze, nel 2006, mentre
Angelin siede nel consiglio di amministrazione.
Ma c'è di più.
La compagnia farmaceutica - scrive il «Times»
di Londra - finanzia
direttamente sia il sito web della
fondazione Nobel che la controllata Nobel Media.
Quanto valga questo contratto di
sponsorizzazione non si sa: né la fondazione, né
l'AstraZeneca
hanno voluto rivelarlo. Ma si crede che la cifra
sia nell'ordine delle centinaia di migliaia di
dollari. Un rapporto, quello tra la casa
farmaceutica e la fondazione Nobel, di natura
quanto meno impropria.
Che, stando a quanto rivelato dal quotidiano
britannico, ha suscitato non poche ansie ad
alcuni membri della fondazione stessa. In ballo,
dicono, c'è la rispettabilità dell'intera
organizzazione.
Il pm svedese incaricato dell'indagine ha poi
rincarato la dose. E ha lanciato un'inchiesta
parallela, sempre per corruzione: si è infatti
scoperto che molti commissari si sono recati in
Cina - a spese del governo cinese - per spiegare
i criteri di selezione. «Ho preso l'iniziativa
per accertare se ci sono gli estremi o meno di
un'indagine - ha spiegato al «Times»
van der Kwast -. Così ho chiesto al pm di turno
di occuparsene». Un portavoce della compagnia
farmaceutica ha però negato con decisione ogni
malversazione. «Noi - ha spiegato il portavoce -
non abbiamo nessun potere d'influenza sulla
commissione che decide i vincitori del premio
Nobel né aspiriamo ad averne». «Il
coinvolgimento di Bo Angelin con la fondazione -
ha proseguito - è del tutto indipendente dal
ruolo da lui ricoperto nell'azienda. Bertil
Fredholm, invece, è un esperto conosciuto. Ha
svolto per noi dei lavori nel 2006 come d'altra
parte ci capita di avere a che fare con alter
persone che hanno esperienza nel loro campo. La
nostra relazione non è andata oltre».
Non si può negare però che l'AstraZeneca
abbia degli interessi strettamente legati
al lavoro svolto da Harald zur Hausen.
Nel 2007, infatti, la
multinazionale
con sede a Londra
ha acquistato una società che produce un
componente essenziale per la realizzazione del
vaccino per il virus Hpv
- vaccino che viene poi realizzato da società
terze. Ma non è solo l'AstraZeneca a dirsi
estranea alla vicenda.
Anche Michael Sohlman, direttore esecutivo della
Nobel Foundation,
ha rimandato al mittente critiche e sospetti. E
ha anzi accusato van der Kwast di volersi fare
solo pubblicità. «Como posso dire? È uno che va
spesso in televisione», ha infatti detto Sohlman
alla rivista
Scientific
American.
Le ombre, però, ci sono. La gloria del Nobel,
dicono alcuni membri della fondazione, fa gola a
tutti: aziende e nazioni.
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E' veramente difficile, in un mondo dove gli
interessi commerciali prevalgono, capire
cosa è vero,
cosa è vero in parte e cosa è
FALSO.
L'impressione è che il sistema sia gravemente
malato, e c'è una preoccupazione crescente che
la maggior parte degli studi e dei riscontri
delle ricerche pubblicati siano falsi. L'unica
strada percorribile sembra essere quella di
sviluppare una propria e personale capacità
critica, e cercare di distinguere i buoni dai
cattivi maestri. In cerca di un buon maestro e
di un punto di partenza per capire e provare a
modificare la nostra paradossale società, è
interessante il punto di vista di Marcia Angell,
docente di Salute Pubblica ed Etica presso il
dipartimento di Medicina Sociale di Harvard.
In un recente articolo su JAMA la conclusione
cui è arrivata con riluttanza, dopo 20 anni come
redattore capo del NEJM, è che i
medici
non possono più basarsi sulla
letteratura medica
per un'informazione
valida ed
affidabile. Difficile capire come ci
siamo arrivati, ma è negli anni recenti che le
aziende sono diventate sempre più intimamente
coinvolte in ogni aspetto della valutazione del
proprio prodotto.
Fonte:
http://jama.ama-assn.org/cgi/content/extract/300/9/1069
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Fonte:
Fondazione Ramazzini
Un editoriale, che farà senz'altro riflettere,
dal titolo "Come distorcere i dati scientifici
senza, di fatto, mentire: verità e arte
scientifica" appare sull'ultimo numero del
Giornale Europeo di Oncologia (Eur. J. Oncol.,
vol. 11, n. 4, pp. 217-224).
Scritto e pubblicato dal Dottor John Bailar,
Professore Emerito dell'Università di Chicago e
Studioso presso l'Accademia Nazionale delle
Scienze, Washington, DC, (USA), l'editoriale è
una chiara e concisa
presentazione di uno dei maggiori problemi
della ricerca di oggi.
Il riassunto dell'articolo parla da sé:
Ci sono molti modi di
fuorviare chi legge e utilizza la
letteratura scientifica senza ricorrere a
frodi o ad altri tipi di inganno.
Questi comprendono la scelta fatta ad arte degli
argomenti da studiare, l'impostazione dei
problemi in modo tale da giungere a una
conclusione prestabilita, protocolli
inconsistenti (utili soprattutto quando il
ricercatore vuole giungere a una conclusione
negativa), omissioni non dichiarate di dati e/o
informazioni pertinenti, e distorsioni
intenzionali nei processi di riproduzione,
analisi e presentazione di dati.
Nel complesso questi problemi sembrano comuni e
largamente tollerati, a volte addirittura
presentati come il modo di fare carriera nel
mondo della scienza. Il loro impatto cumulativo
può essere molto maggiore degli effetti di frodi
palesi come l'invenzione, la falsificazione o il
plagio. Gli studiosi, chi usa i dati scientifici
e il pubblico dovrebbero essere al corrente
della possibilità di alterazione deliberata di
un resoconto scientifico, imparare a
riconoscerla e a difendersi da essa.
Commento (NdR): si apprezza molto che La
Fondazione Ramazzini riapra il discorso sulla
scarsa veridicità delle STATISTICHE UFFICIALI di
CHEMIO-TERAPIA in ONCOLOGIA: un esempio di come
vengono distorte le informazioni è data dal
settimanale PANORAMA di questa settimana (Lunedi
10 Settembre - Venerdi 14 settembre 2007 ):
dall'articolo che e' menzionato, sembrerebbe che
di cancro guariscono tutti, grazie alla
CHEMIO
!!!.....
Peccato che studi statistici eseguiti su oltre
250.000 pazienti trattati con CHEMIO, abbiano
dimostrato che: "SU 50 PAZIENTI MALATI di Cancro
sottoposti a CHEMIO, solo 1 paziente di
QUESTI 50 è ancora vivo dopo 5 anni dalla
prima CHEMIO"
Vedi: Tabelle 1 e 2 dell'articolo del prof.
MORGAN, del 2004 e scaricabile da:
../cancro/MORGAN.PDF +
Statistiche cancro
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Le bugie della ricerca
Negli ultimi 4 anni (dal 1996) sono stati
individuati 80 casi di ricerca scientifica
fraudolenta di cui 30 sono stati indagati solo
quest’anno negli USA !!!
In alcuni casi le istituzioni hanno insabbiato
la cosa per non perdere la reputazione !!!!
Il Servizio Sanitario della Università
Statunitense della Peensylvania -
www.med.upenn.edu
- è sovvenzionato dall’industria
dell’anti-Cancro es. la Siemens, Zeneca, Glaxo,
Rhone Poulenc, Upjohn ecc..
“Le alleanze con l’industria sono
determinanti per la nostra sicurezza finanziaria”,
afferma un dirigente ed ha proseguito dicendo
che: “ieri un comitato di redattori medici ha
detto che i medici inventano risultati di
ricerche per vincere sovvenzioni e fare carriera e che le istituzioni mediche non proteggono il pubblico dalla
minaccia di queste frodi scientifiche”.
John Le Carrè afferma: “la grande industria
sta spendendo una fortuna per sedurre la
professione medica mondiale e fra pochi anni
sarà difficile trovare una opinione che non sia
stata comprata ” !
Charles Mathe, specialista francese del cancro
afferma: “ Se avessi il cancro, non andrei
mai in un centro ti trattamenti standard per il
cancro. Le vittime del cancro che vivono lontano
da tali centri hanno una possibilità di farcela”.
Paul Winter del The Cancer afferma: “ I
medici sono troppo occupati per addentrarsi
nelle statistiche dei trattamenti del cancro,
dando per scontato che il miglior trattamento
sia quello che hanno imparato all’università o
quello mostrato nelle pagine dei giornali
informativi.
Non possono permettersi di sospettare che quei
trattamenti vadano bene solo per le industrie
farmaceutiche, che influenzano le istituzioni
dell’istruzione superiore “ !
Lee Cowden, medico : “Per le istituzioni
mediche che hanno a che fare con il cancro, un
paziente di tumore è un centro di profitto.
Le effettive prove cliniche e scientifiche non
convalidano le asserzioni dell’industria per il
cancro. I trattamenti convenzionali sono
diventati legge perché pagano meglio, non perché
guariscono meglio. Decenni di politica di questo
tipo vi hanno impedito di conoscere tali fatti e
continueranno a farlo a meno che apriate gli
occhi su questa realtà”.
Linus Pauling -
www.cforyourself.com
- afferma: “Non fatevi fuorviare dalle
autorità mediche o dai politici. Scoprite
i fatti e decidete per conto vostro come vivere
una vita felice e lavorare per un mondo migliore”.
Che queste industrie del cancro siano diventate
incredibilmente opulente con il loro
approccio del tipo “chemio terapia fino al
crollo” è un fatto che esse non possono negare……
Pauling ha ragione quando dice: “siamo
seriamente stati fuorviati” ….
Perciò non sentiremo mai parlare dei successi
dei trattamenti naturali, anzi, sono in
via di costituzione norme legislative che
faranno da cornice alla messa al bando dei
trattamenti naturali efficaci, solo perché i
loro successi contrastano con i
fortissimi interessi in gioco delle
industrie farmaceutiche e di quelle del cancro !
Altri siti consigliati:
www.campaignfortruth.com
-
www.credence.org
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Errori nelle ricerche scientifiche
[08.09.2005]
Secondo un’analisi apparsa sulla rivista
“PLoS Medicine”, le conclusioni della
maggior parte delle
ricerche scientifiche pubblicate
sarebbero errate. John Ioannidis, epidemiologo
dell’
Università di Ioannina, in Grecia, sostiene
che le piccole dimensioni dei campioni, la
scarsa progettazione dello studio, i pregiudizi
dei ricercatori, gli errori statistici e altri
problemi si combinano
per rendere falsi i risultati della maggior
parte delle ricerche.
Anche gli studi più grandi e meglio progettati non
sono sempre corretti: gli scienziati
e il pubblico dovrebbero perciò accogliere con
cautela i risultati.
Nel suo articolo, Ioannidis non dimostra che un
particolare studio è errato. Illustra invece
statisticamente come i molti ostacoli al
raggiungimento di un risultato corretto si
combinano per rendere errate le conclusioni
della maggior parte degli studi.
Tradizionalmente un lavoro è considerato
“statisticamente significativo” se le
probabilità che il risultato sia puramente
casuale sono una contro venti. Ma in un campo
complicato dove ci sono molte potenziali ipotesi
da verificare - per esempio se un particolare
gene influenza una particolare malattia - è
facile raggiungere false conclusioni usando
questo standard: se si mettono alla prova venti
ipotesi false, per esempio, è possibile che in
media una di esse risulti vera.
Solomon Snyder, senior editor della rivista
“Proceedings of the National Academy of
Sciences” e neuroscienziato dalla
Johns Hopkins University di Baltimora,
sostiene però che la maggior parte degli
scienziati è ben conscia delle limitazioni delle
ricerche pubblicate. “Quando sfoglio la
letteratura, - commenta - non la leggo
per trovare prove come in un libro di testo. La
leggo per trovare idee. Anche se in uno studio
ci sono dei problemi, dunque, se ospita il
nucleo di una nuova idea è il benvenuto.”
Tratto da: "Le SCIENZE" - 06.09.2005
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FALSI STUDI sul
Cancro.
Quello studio su Lancet era completamente
inventato: un altro caso fresco-fresco di un
medico al soldo delle case farmaceutiche ?
L'autore è un ricercatore norvegese di fama
internazionale. Era tutto falso, dai profili dei
pazienti alle conclusioni.
Londra. Un altro falso scuote il mondo della
ricerca scientifica.
Uno studio sul cancro alla bocca pubblicato
nell'ottobre scorso sulla prestigiosa rivista
medica britannica Lancet è risultato totalmente
inventato. Il suo autore, il dottor Jon Sudboe,
ricercatore di fama internazionale, si è persino
preso la briga di creare ben 900 profili di
pazienti: nome, età, genere, peso, patologie,
diagnosi, assunzione di medicinali. Tutto falso,
comprese naturalmente le conclusioni della
ricerca. Lo riferisce oggi il quotidiano
britannico The Guardian.
Dopo la truffa del ricercatore sudcoreano Hwang
Woo Suk, che aveva annunciato di essere riuscito
a clonare cellule staminali "su misura" per poi
ammettere l'imbroglio, una nuova frode
scientifica è venuta a galla.
Stavolta in maniera del tutto casuale, grazie
alla sorella del primo ministro norvegese.
Qualche tempo fa, Camilla Stoltenberg si è
ritrovata fra le mani la copia della rivista
sulla quale era pubblicato lo studio del dottor
Sudboe. Leggendo l'articolo, si è accorta che lo
scienziato citava come fonte un database
nazionale norvegese.
Un piccolo particolare: quel database non è
ancora entrato in funzione.
Questa la leggerezza dello scienziato
dell'ospedale Radium di Oslo che ha rivelato il
clamoroso imbroglio: quei 900 pazienti non sono
mai esistiti. E di conseguenza sono falsi anche
i risultati della ricerca sulla relazione tra
antinfiammatori e cancro orale: non esiste
alcuna dimostrazione scientifica che nei
soggetti che assumono medicinali come il
paracetamolo (farmaco analgesico e antipiretico)
sia minore il rischio di sviluppare quel tipo di
tumore. "Nello studio non c'era un solo dato
vero, si è inventato tutto", afferma sconvolto
Stein Vaaler, direttore sanitario del Radium.
"Era uno dei nostri migliori scienziati,
stentiamo a crederci".
L'ospedale intanto ha aperto un'inchiesta, e
un'altra sarà condotta dal Karolinska Institute
di Stoccolma: dovranno analizzare i 38 articoli
che il dottor Sudboe (nel frattempo sparito
dalla circolazione senza rilasciare alcuna
dichiarazione) ha scritto dal 1997, e che
avevano contribuito a renderlo noto e stimato
dalla comunità scientifica internazionale.
By
www.repubblica.it - 16 gennaio
2006
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Riguarda soprattutto i continui annunci positivi
sulla ricerca medica....
Uno studio su Science - 5 Settembre 08
Le grandi innovazioni in campo medico, promesse
ogni giorno dagli articoli, impiegherebbero
anche 50 anni per essere portate nella pratica.
Ogni settimana vengono pubblicati articoli
scientifici che presentano piccoli o grandi
avanzamenti in campo medico-chirurgico.
Alcuni
vantano promettenti, se non rivoluzionarie,
applicazioni future. Ma quanto tempo è
necessario affinché le scoperte trovino
effettivo impiego ?
In media si devono attendere 15 anni.
Questa la risposta di uno studio, pubblicato su
Science, condotto da medici americani (Tufts
University School of Medicine e George
Washington University School of Medicine) e
greci (University of Ioannina School of Medicine
e Ioannina Biomedical Research Institute).
I ricercatori, utilizzando il database Web of
Science (archivio ufficiale delle pubblicazioni
scientificamente riconosciute), hanno preso in
considerazione 49 innovazioni del campo medico
uscite tra il 1990 e il 2004 su riviste
indicizzate, con più di mille citazioni. Gli
scienziati hanno, quindi, misurato il tempo
trascorso dalla prima comunicazione ufficiale
della scoperta (preparazione, isolamento o
sintesi di un principio farmacologico) alla
prima pubblicazione riguardante l'applicazione
pratica.
I risultati non sono incoraggianti: il lasso di
tempo varia da 14 a 44 anni, con una mediana
(cioè il valore che "taglia" in due la
distribuzione) di 24 anni e una media - come è
stato anticipato - di 15 . Se la scoperta è
stata confutata da un'altra pubblicazione, poi,
il tempo si dilata fino anche a 50 anni. È il
caso degli studi su flavonoidi, vitamina E ed
estrogeni, i cui benefici erano stati descritti
almeno quattro decenni prima dell'inizio del
loro utilizzo in campo farmacologico negli anni
Novanta. Ma il dato più sconcertante è che, se
si considera l'applicazione finale sugli esseri
umani (dunque non solo l'applicazione pratica su
cavie da laboratorio), il tempo può arrivare
221 anni !!!
Gli autori suggeriscono di non affrettarsi a
pubblicare risultati di ricerche di base
sbandierando future applicazioni sui malati. Non
prima, almeno, di aver ripetuto ampiamente gli
esperimenti con tecniche standardizzate.
Altrimenti la scienza rischia di perdere di
credibilità per quelle promesse mai mantenute.
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Dal libro "Le bugie della
scienza" di F. Di Trocchio, pag 176 - 179
Il cardiologo Wilbert S. Aronow, oltre ad essere direttore
del dipartimento di malattie cardiovascolari di un ospedale
di Long Beach in California, era anche membro del comitato
di consulenza della FDA ("Food
and Drug Administration", organo federale statunitense di
controllo sui cibi e sui farmaci). I suoi guai cominciarono
nell'estate del 1979 quando degli investigatori della FDA
andarono a controllare, nel corso di una visita di routine,
i suoi dati relativi ad un farmaco a base di Prazosin che la
casa farmaceutica Pfizer
intendeva mettere in commercio per prevenire gli attacchi
cardiaci.
Il farmaco per la verità era già in vendita come
anti-ipertensivo, ma i risultati dei test di Aronow
dimostravano in maniera inequivocabile che aveva anche un
effetto preventivo e curativo nell'attacco cardiaco. Quei
dati erano così sicuri ed inequivocabili che il giorno prima
che i due funzionari della FDA arrivassero nel suo ospedale
Aronow chiamò Marion Finkel, vicedirettore dell'ufficio al
quale spettava l'approvazione dei nuovi farmaci, e
confessò spontaneamente che erano falsi e che inoltre aveva
fornito dati truccati anche per un altro
farmaco.
La mossa era stata evidentemente fatta per evitare uno
scandalo e infatti il responsabile fu ben contento di
firmare una dichiarazione nella quale ammetteva tutte le sue
colpe,nell'intento di evitare ogni clamore pubblico. Ma i
segugi della FDA a quel punto si erano insospettiti, e
continuarono a spulciare la sua documentazione scoprendo che
anche uno studio sul timololo che, aveva accertato Aronow,
poteva essere un toccasana nell'angina, era frutto di
un'evidente falsificazione.
Aronow infatti aveva provato quel farmaco su pazienti che
non avevano affatto l'angina ed era ovvio che, in quelle
condizioni, l'efficacia del farmaco risultasse sorprendente.
In totale si scoprì che tra il 1974 e il 1978 Aronow aveva
falsificato i dati relativi ai test di quattro farmaci.
Questo caso è anche esemplare per la malafede dimostrata dal
protagonista il quale tentò in ogni modo di minimizzare
l'incidente e di salvare la propria reputazione. Oltre a
firmare la famosa ammissione di colpevolezza, nella
quale tra l'altro prometteva di non svolgere mai più in
futuro test clinici relativi alla sicurezza di farmaci, si
dimise dall'ospedale nel quale lavorava e si trasferì ad
Omaha nel Nebraska presso la Creighton University Medical
School, lasciò passare qualche tempo e poi nel 1980, nel
corso di un convegno dedicato proprio al problema della
sicurezza dei farmaci, ritrattò la sua precedente ammissione
di colpevolezza sostenendo che in quel periodo si trovava in
uno stato di confusione emotiva e che era tra l'altro in
cura da vari anni da uno psicanalista. In questo modo
tentava di evitare di essere pubblicamente e ufficialmente
disonorato di fronte al mondo scientifico. Ed in parte
riuscì nel suo intento.
Nell'ottobre del 1982 firmò infatti con gli organi della FDA
un nuovo accordo nel quale riusciva ad ottenere che fossero
informate della sua autodenuncia e dell'impossibilità di
condurre ulteriori indagini solo le case farmaceutiche per
le quali aveva lavorato in passato. Il suo nome dunque non
figurò nella lista pubblica divulgata dal governo americano
nel quale sono elencati gli studiosi che non possono essere
incaricati di compiere indagini su nuovi farmaci.
Le case farmaceutiche possono
dunque ancora avvalersi del suo "prezioso" aiuto.
Analogo a questo, e probabilmente altrettanto diffuso, è un
tipo di imbroglio che coinvolge i laboratori che operano i
test ai quali devono essere sottoposti i farmaci prima di
essere approvati ufficialmente e messi in commercio.
Si sa che in molti casi questi laboratori non effettuano, o
effettuano solo in parte, i test e dichiarano alle case
farmaceutiche ciò che queste vogliono sentirsi dire, cioè
che i farmaci che esse producono sono non solo sicuri,
perché privi di contro effetti, ma anche efficaci. Si tratta
di un problema molto serio e molto sentito che viene
discusso in numerosi congressi e sul quale esiste ormai una
letteratura specializzata, ma che giunge a conoscenza del
grande pubblico solo in occasione di qualche scandalo
clamoroso. Il più grosso è sicuramente quello che ha
coinvolto, alla metà degli anni Settanta, uno dei più
prestigiosi laboratori privati americani per il controllo
della qualità dei farmaci, l'Industrial
Bio-Test Inc. (IBT) di Northbrook nell'Illinois.
Il 13 aprile del 1976 il presidente della società Joseph C.
Calandra, il direttore generale Moreno Keplinger e due
ricercatori comparvero nell'aula del tribunale di Chicago imputati della falsificazione dei
dati relativi ai test di circa trecento sostanze tra le
quali duecento pesticidi e vari farmaci.
Per andare a fondo su tutta la faccenda, il giudice scelse
quattro sostanze. Una di queste era il TCC, un agente
antibatterico prodotto dalla casa farmaceutica
Monsanto la
quale era interessata a testarne la sicurezza per poterlo
usare in maggiore quantità come deodorante nei saponi da
bagno. I test consistevano in particolare nell'esporre per
ventiquattro mesi dei topi a forti quantità di questo agente
per vedere se avrebbe causato l'atrofia dei testicoli come
si aveva modo di sospettare.
Le indagini predisposte dal giudice accertarono che le
condizioni nelle quali venivano allevati i topi erano
talmente insane che era impossibile accertare i reali motivi
per cui questi morivano. In ogni caso i dati relativi
all'emergenza del tumore nelle popolazioni di topi trattati
non erano stati ricavati da analisi condotte direttamente
sui topi stessi bensì copiati da Keplinger da uno studio di
un altro laboratorio.
Come se non bastasse, poiché quei dati erano un po' troppo
"pessimistici" Keplinger li
manipolò e li
ritoccò in maniera da garantire
alla casa produttrice (Pfizer)che
il TCC non presentava la benché minima influenza
sull'emergenza di tumori.
Ma i dati finali erano talmente rigorosi e precisi
nell'escludere la possibilità dell'insorgenza di tumori che
un investigatore della
FDA, nel corso di una normale
visita di verifica, ne rimase sorpreso e
insospettito. Fu proprio così che iniziarono i
guai dell'IBT.
Il processo fu accompagnato da una serie di scandali ai
quali la stampa diede ampio spazio sia per l'importanza del
laboratorio coinvolto che per la quantità delle sostanze
incriminate ma anche per l'intervento delle società
ambientaliste americane e, infine, per i danni economici
provocati a varie società farmaceutiche le quali furono
costrette a sottoporre di nuovo a test farmaci e additivi la
cui innocuità era stata testimoniata dall'IBT.
La casa farmaceutica più direttamente coinvolta, la
Monsanto, dovette spendere dodici milioni di dollari per
rifare tutti i test e il governo americano e quello canadese
decisero di ricontrollare tutte le ventiduemila sostanze che
l'IBT aveva analizzato a partire dalla sua fondazione.
Si aveva infatti il fondato sospetto che questa società,
nata con piccoli fondi nel 1952, si fosse trasformata in uno
dei più grossi laboratori degli Stati Uniti, negli anni
Settanta, solo perché con i suoi
test poco ortodossi tranquillizzava la coscienza
sporca dei farmaceutici.
Lo scandalo fu tale che venne nominata una commissione
parlamentare presieduta dal senatore Edward Kennedy la
quale, alla fine dei suoi lavori, sottopose e fece approvare
dal Congresso nel 1978 il Good laboratory practices act,
che stabiliva norme più rigorose sui controlli da effettuare
sui laboratori e su obblighi e procedure ai quali questi
devono sottostare nell'attestare l'innocuità dei prodotti
farmaceutici e dei pesticidi.
vedi: Retroscena
Interessi, Rivalità,
Passioni, Compromessi,
Ambiguità:
è il mondo scientifico messo a nudo nel libro di un grande
oncologo
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Alla giuria del
Nobel..... il Nobel degli intrallazzi
Nobelopoli. Proprio così, ci mancava anche l’inchiesta
su FRODE e corruzione
attorno al premio più importante e illustre dell’universo,
il Nobel appunto. Notizie dal nord Europa, L’Autorità
anticorruzione svedese, nella persona del procuratore Niels
Erik Schultz, ha aperto un faldone per capire se alcuni
membri del comitato, che assegna il riconoscimento
ultramilionario, abbiano avuto contatti e interessi con
case
farmaceutiche.
I sospetti ricadono sui criteri che hanno portato
all’assegnazione del premio, nel 2008, al medico e virologo
tedesco di Gelsenkirchen-Buer, Harald zur Hausen che ha
scoperto il
papilloma virus, l’agente che
causa il cancro al
collo dell’utero, premio ex aequo con i francesi Luc
Montaigner e Françoise Barré Sinossi, i medici che hanno
isolato il virus dell’aids.
(NdR: NON e' vero
non e' stato mai
Sequenziato ne'
fotografato !)
In verità i premiati non hanno nessuna responsabilità in
questa storia sgradevole mentre la posizione di alcuni
giurati non sembra del tutto chiara; ma su tutti resta
ambiguo il comportamento della multinazionale farmaceutica
AstraZeneca, di capitale anglosvedese. Nel consiglio di
amministrazione dell’azienda siede, infatti, tale Bo Angelin
che fa parte, in contemporanea, del comitato che assegna il
Nobel per la medicina. Se uno più uno fa due, qui la somma
fa il totale, anche perché risulterebbe il versamento di
30mila dollari, da parte della stessa azienda, sul conto di
Bo Angelin medesimo e altre iniziative non del tutto
trasparenti, tipo la sponsorizzazione multimilionaria di
Nobel Media e Nobel Web, società di comunicazione collegate
alla accademia del Nobel, oppure che AstraZeneca abbia delle
royalties da un paio di ditte farmaceutiche (la Merck Sharp
et Dome e la Glaxo Smithkline) che commercializzano i due
vaccini contro il virus del papilloma.
A completare un quadro, già imbarazzante e viscido,
arriva dalla radio pubblica svedese la denuncia che tre
membri del comitato Nobel abbiano usufruito di speciali
vantaggi personali, a spese del governo cinese: viaggi
aerei, alberghi, soggiorni per spiegare ai medici di Pechino
i criteri che supportano l’illustre riconoscimento svedese.
Ci sono anche nomi e cognomi dei tre viaggiatori docenti:
Pierre Bertil Fredholm, presidente del comitato per il Nobel
della medicina; Borge Johansson del comitato Nobel della
fisica e Sven Lidin della reale accademia scientifica e
membro del comitato Nobel della chimica.
Da sottolineare, tuttavia, che nessun cinese ha vinto, nel
periodo sotto indagine (gli ultimi tre anni) il Nobel.
Dure, puntuali, prevedibili le reazioni e le smentite della
accademia svedese e della multinazionale farmaceutica,
nessun coinvolgimento, nessuna corruzione mentre la polizia
e i giudici cercano di capire la verità. Ma la verità vera
resta un’altra: il tedesco zur Hausen e i francesi
Montaigner e Barré Sinossi sono medici e scienziati da
onorare e ringraziare per avere scoperto e isolato virus che
hanno lacerato giovani esistenze in ogni parte del mondo.
Quello che sta accadendo attorno a loro, con la consueta
pubblicità di giudici, poliziotti e media, sarà materia di
indagine e dibattito ma diventa marginale e miserabile
rispetto alla grandiosità delle rispettive scoperte
scientifiche. Alfred Bernhard Nobel saprebbe distinguere,
anche usando la dinamite.
Tratto da: il giornale.it – 20/12/2008
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DUBBI su RUOLO ASTRA-ZENECA
ASSEGNAZIONE NOBEL - AGI - Londra, 19 dic.2008 -
E' bufera sull'Accademia delle Scienze svedesi per i dubbi
emersi sulla regolarita' dell'assegnazione del premio Nobel
della Medicina 2008 a uno dei tre co-vincitori. Dubbi che
hanno portato la magistratura di Stoccolma a aprire
un'inchiesta. Come scrive il Times a Stoccolma e' emerso che
un membro della giuria fa anche parte del consiglio di
amministrazione della
AstraZeneca, colosso farmaceutico con base a Londra che
avrebbe potuto avere interesse a far vincere uno dei
premiati.
La societa', infatti, ha sviluppato due vaccini contro il
cancro della cervice causato dal
papilloma virus
(Hpv) scoperto da Harald zur Hausen, che quest'anno ha
conquistato l'ambito premio insieme a Luc Montagnier e
Francoise Barre'-Sinoussi per le ricerche sull'Hiv e l'Aids
Due selezionatori per l'assegnazione del premio, riferisce
il Times, hanno forti legami con l'azienda farmaceutica. Si
tratta di Bertil Fredholm, presidente del comitato di cinque
persone che valuta i candidati al Nobel (consulente della
AstraZeneca nel 2006) e Bo Angelin, membro del comitato di
50 persone che vota per il vincitore, che siede direttamente
nel consiglio di amministrazione dell'azienda. A suscitare
altre perplessita' sul peso della societa' nel processo di
scelta anche la notizia che dai primi di novembre
AstraZeneca ha iniziato a
sponsorizzare lo stesso sito del premio Nobel.
AstraZeneca ha negato di aver influito nella scelta dello
scienziato da premiare ma si e' rifiutata di svelare
l'importo della sponsorizzazione per i prossimi tre anni:
"Non abbiamo alcuna influenza su chi vince, ne la
cercheremmo.
AstraZeneca non e' coinvolta nel processo
di selezione (del vincitore). Il ruolo di Angelin nel
comitato per il Nobel e' totalmente indipendente dal suo
ruolo nel Cda di AstraZeneca. Fredholm e' un esperto molto
rispettato; ha fatto qualche lavoro per noi nel 2006, cosi
come noi collaboriamo con altri esperti. La relazione non
era niente di piu' che questo"
Commento NdR: ......mai visto una
multinazionale che dica
la Verita !
vedi anche:
Stupro sanitario
con vaccino HPV - 1
+
idem - 2
Continua in:
Ricerca nelle
mani di Big Pharma - 1 +
Ricerca nelle
mani di Big Pharma - 2
+ Falsificazione Dati
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Fra le TANTISSIME FALSIFICAZIONI, ogni tanto appare
qualcosa di Nuovo e "forse" di utile
Un nuovo tipo di bersaglio per i farmaci:
Un nuova classe di farmaci che agisce in modo molto diverso
rispetto a quelli oggi in commercio promette meraviglie.
Un nuovo approccio della ricerca farmacologica si concentra
su una proprietà conosciuta con il nome di
allosterismo.
I farmaci allosterici si legano a molecole biologiche che si
trovano in siti di legame diversi rispetto a quelli
generalmente presi di mira dai medicinali. Invece di
attivare o inibire le molecole legate, come fanno i farmaci
tradizionali, quelli allosterici agiscono come un regolatore
di luminosità e, in alcuni casi, producono meno effetti
collaterali. In futuro i composti allosterici potrebbero
curare disturbi per i quali attualmente non è disponibile
alcuna terapia farmacologica.
Fonte: Le Scienze, Ottobre 2009, n. 494
By Melinda Wenner - Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it - 22 settembre 2009
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