Legami segreti tra organizzazioni
di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
FALSE DIAGNOSI IN PSICHIATRIA,
CHI CREA LO STIGMA MENTALE ?
Com’è possibile non
essere timorosi o diffidenti nei confronti di
un’attività le cui statistiche non fanno che
dimostrarne incapacità e inadeguatezza e le cui
fondamenta scientifiche sono altamente opinabili
e controverse?
Il presidente della Società Italiana di
Psicopatologia durante il Congresso Nazionale di
Psicopatologia nel febbraio 2006, ha dichiarato
che: “Nelle attuali sindromi diagnosticate dal
DSM IV [
Manuale Diagnostico
e Statistico dei Disturbi Mentali
] spesso non vi è né corrispondenza eziologica [
causale
]
né specificità terapeutica. Non siamo stati in
grado di trovare neanche un marker neurologico
delle sindromi psichiatriche maggiori”.
http://www.pol-it.org/ital/SOPSI2006/2106report.htm
Al 159° Meeting dell’American Psychiatric
Association tenuto lo scorso 20 maggio a
Toronto, in Canada, sono stati evidenziati
cinque fattori del rischio di disturbo bipolare,
questi sono: ansia, senso di spossatezza, storia
familiare di disturbo bipolare, una diagnosi
recente di depressione e problemi legali. Il 43
per cento dei pazienti che avevano riferito di
presentare almeno tre di questi fattori sono
risultati poi positivi per disturbo bipolare al
Mood Disorder Questionnaire (MDQ).
Secondo Joseph Calabrese, della Case Western
Reserve University di Cleveland, i disturbi
bipolari sono comunque difficili da identificare
sia per chi ne soffre che per il medico, dal
momento che i sintomi vengono spesso confusi con
quelli della depressione maggiore.
Calabrese ha dichiarato che spessissimo il
paziente bipolare non riesce ad avere
un’occupazione stabile: “Chiedete ad un paziente
depresso se ha cambiato molti lavori negli
ultimi tempi; se la risposta è positiva, è
probabile abbiate a che fare con un paziente
bipolare”.
Per cercare di
combattere contro lo stigma, nei confronti delle
malattie mentali in generale e in particolare
contro la schizofrenia, nel 1996 la World
Psychiatric Association ha lanciato un poderoso
progetto rivolto a tutte le possibili persone
coinvolte nella gestione della salute mentale:
dal malato, alla famiglia, ai medici, agli
organi di stampa. A nove anni di distanza
dall’inizio del progetto si cominciano a fare i
primi bilanci: ne risulta una situazione ancora
confusa e pochi miglioramenti. La persistenza
dello stigma è l’ostacolo maggiore a qualunque
progresso nella cura e nella gestione delle
malattie mentali.
Questa propaganda psichiatrica
non sta forse alimentando il concetto di stigma
della malattia mentale ?
Nuove malattie psichiatriche vengono ogni giorno
annunciate così che l’apparenza del loro aumento
nella popolazione mondiale risulta veramente
allarmante.
Dobbiamo tenere in considerazione
che ognuna di queste nuove o vecchie “malattie
mentali” sono presenti nel Manuale Diagnostico e
Statistico dei Disturbi Mentali (DSM).
Bruce Wiseman, presidente dell'ufficio nazionale
del CCDU per gli Stati Uniti, ha dichiarato: "Il
DSM è un documento inaffidabile e
pseudoscientifico, capace tuttavia di recare
enormi danni alla vita della gente e usato per
generare un fatturato da 76 miliardi di dollari
l'anno nel ramo degli psicofarmaci".
Nella prima pubblicazione, risalente al 1952,
nel DSM erano elencate 112 malattie, l’edizione
odierna ne contiene ben 370 destinate ad
aumentare. Col passare degli anni la psichiatria
si è accorta di poter estendere la propria
influenza e i propri interessi nei riguardi di
una gamma pressoché infinita di atteggiamenti o
problemi umani.
In medicina non si può stabilire per votazione
che il colera è o non è una malattia, esistono
prove e fatti incontrovertibili. In psichiatria
l’omosessualità e la masturbazione sono state
per lungo tempo considerate patologiche, ma oggi
non lo sono più; il gioco d’azzardo, invece, era
un problema morale, mentre oggi affermano che è
una malattia.
Catalogare, definire e dare un nome alle cose e
ai fenomeni non è scientifico. Questa pratica,
specie quando abusata, ricade in ambito
politico. Tutte le malattie, dalle più gravi
alle più innocue, sono visibili e misurabili
tramite alterazioni che provocano nelle cellule,
nei tessuti, negli organi o nel metabolismo. Per
ogni malattia, inoltre, dal cancro al
raffreddore, dall’infarto al diabete, esistono
esami medici oggettivi (radiografie, esami di
laboratorio ecc.) che ne provano o meno la
presenza, al di là del parere di chiunque.
Le opinioni personali non contano in medicina,
questo è ciò che fa di essa una scienza. Si è
ben lungi dal sapere tutto, ma perlomeno si
avvale unicamente del metodo scientifico.
“Contrariamente a quanto è stato dichiarato” fa
notare il biopsicologo Elliot S. Valenstein
“non è stata trovata alcuna indicazione
biochimica, anatomica o funzionale che distingua
in modo attendibile i cervelli dei malati
mentali…”.
Nel campo della salute mentale esistono a tutt’oggi
pratiche barbariche, violente, che causano
degradazione ed umiliazione nelle vittime che le
subiscono, spesso addirittura letali, quali i
moderni sistemi di contenzione sia fisica che
chimica che non possono continuare ad essere
ignorati ma devono essere denunciati.
La gente deve essere
informata e deve poter decidere a chi affidare
la propria vita.
Tratto da: Comitato dei Cittadini per i Diritti
Umani Onlus – e.mail
linea.stampa@ccdu.org
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