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Mortalità da
errori
medici prevedibili e quindi evitabili.
- By
Achille P. Caputi
"L'industria
farmaceutica è grande e potente come l'industria delle
armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in
vita" (By
Hans Ruesch) ....magari
con i Vaccini
"Noi medici siamo
plagiati, fin
dall'inizio, dagli
insegnamenti
universitari che ci
vengono propinati da un
manipolo di "professori"
che hanno il solo
interesse di lasciarci
nell'ignoranza sulla
vera origine delle
malattie. Alcuni di noi,
alla fine, raggiungono
la consapevolezza e
mettono in moto delle
grosse energie che
provocano reazioni
positive nel Tutto."
By Dott.
Giuseppe De Pace
(medico ortopedico
ospedaliero)
vedi: Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata
+
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria
+
Comparaggio
farmaceutico
2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno
!
"Recentemente in Italia,
con l’introduzione del
D.L. n. 95/03 si è provveduto ad
abolire l’obbligo
(diventa spontanea) di segnalazione di tutte
le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane
tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi
o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini
e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in
speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal
Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente
farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104
NUOVA MEDICINA:
HUMAN DEVELOPMENT INTERPRISE
(PDF in Italiano, del dott.Verzella
F.)
Basandosi su due studi (1,2) che hanno
valutato la mortalità da errori medici, lo IOM (Institute
of Medicine) ha affermato: "Gli eventi
avversi prevenibili sono la principale causa di
morte" e "almeno 44.000
americani, se non 98.000, muoiono ogni anno in
ospedale a seguito di errori medici" (3). Sebbene
questi numeri siano stati contestati (4) o
accettati (5), è evidente l'interesse del mondo
americano ad indagare questo fenomeno ed a
sviluppare strategie atte alla sua riduzione (6
-10).
Ancor più interessante è il fatto che a seguito
del rapporto dello ION (3) il Congresso Americano
ha cominciato delle audizioni ed il Presidente ha
ordinato un grande studio di fattibilità per
migliorare le raccomandazioni dei segnalatori. Lo
IOM ha inoltre richiesto un grande sforzo
nazionale per
migliorare ed accrescere il numero di segnalazioni
di eventi avversi ed errori, per sviluppare
programmi di sicurezza nelle organizzazioni
sanitarie, per intensificare gli sforzi delle
società scientifiche e del personale sanitario.
Secondo
Leape (5) "il rapporto dello IOM ha
galvanizzato un movimento nazionale per migliorare
la sicurezza dei pazienti. Era ora. Sebbene
l'impatto iniziale del rapporto sia in parte
dovuto allo shock determinato dai numeri, il suo
effetto a lungo termine sarà dato dalla forza del
messaggio che afferma che gli errori medici
possono essere evitati ridisegnando il lavoro del
medico".
Continua
Leape (5) " Gli errori e l'eccesso di
mortalità possono essere eliminati, ma soltanto
se l'attenzione e la preoccupazione verranno
spostate dall'individuo al sistema orientato
all'errore del lavoro medico. Questo è il
messaggio dello IOM ed è un messaggio di
speranza.
I
medici dovrebbero abbracciare questo messaggio con
forza ed entusiasmo.
A
quando un segnale simile nel nostro Paese (Italia)
?
Bibliografia.
Brennan
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negligence in hospitalised patients: result of the
Harvard Medical Practice Study - I. N Engl J Med,1991;
324: 370-376.
Thomas
EJ et al. Incidence
of types of adverse events and negligent care in
Utah and Colorado. Med care 2000; 38: 261-271.
Kohn LT et al. To err is human: building a safer
health system. Washington, DC: Institute of
Medicine; 1999.
Mc
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due to medical errors are exaggerated in Institute
of Medicine Report. JAMA
2000; 284: 93-95.
Leape LL. Institute
of Medicine medical error figures are not
exaggerated. JAMA
2000; 284: 95-97.
Thomas EJ et al. Costs
of medical injuries in Utah and Colorado. Inquiry
1999; 36: 255-264.
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deaths between 1983 and 1993. Lancet 1998; 351:
643-644.
Weingart SN et al. Epidemiology of medical error. BMJ
2000; 320: 774-777.
Dubois RW et al. Preventable
deaths: who, how often, and why? Ann
Intern Med 1988; 109: 582-589.
Andrews
et al. An
alternative strategy for studying adverse events
in medical care. Lancet 1997; 349: 309-313.
vedi anche:http://www.farmacovigilanza.org/corsi/mortalita.htm#1
vedi:
MINISTERO "SALUTE" italiano
informato sui Danni dei vaccini su + Medici una minaccia
?
+ MEDICI IMPREPARATI + Malati cronici
+ Dittatura Sanitaria
+ BARONIE, Universita' e MEDICI + Falsificazioni degli Studi
Scientifici + Ricerca
Scientifica + Pubblico
Credulone
+ Morti
della medicina ufficiale
+ Fallimento
della medicina ufficiale USA
+
Inquisizione
medica
+
Conflitto
di Interesse
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
vedi:
FALSITA' della medicina
ufficiale +
Conflitti di interesse fra
medici e Big Pharma
+
Fallimento della
medicina ufficiale USA +
Conflitti di
Interesse in Medicina
Ecco descrizione di cio' che e'
l'attuale medicina allopatica
(dott. S.
Stagnaro)
Lettera Aperta al Ministro della Salute - dott.
Fazio - (By
S. Stagnaro
Ott. 2010)
Visionate
questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Malattie e MORTE
da farmaci e
VACCINI
(4° causa di morte negli USA) - vedi:
i GRAVI DANNI dei VACCINI
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DevelopmentResources/DrugInteractionsLabeling/ucm110632.htm
http://jama.ama-assn.org/content/279/15/1200.full.pdf
http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJM199102073240605
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Oltre 43 milioni
di persone l’anno riportano danni per cure
mediche di scarsa qualità, secondo le stime
della Harvard School of Public Health - anno
2013
presentate in uno studio su BMJ Quality and
Safety. «Questo è il primo tentativo di
quantificare le sofferenze derivate da errori
medici per cui milioni di persone al mondo
restano ferite, disabili o perdono la vita» dice
Ashish Jha, professore di politica sanitaria ad
Harvard e primo autore dell’articolo. I
ricercatori statunitensi, in collaborazione con
i colleghi del programma Patient Safety della
Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a
Ginevra e del programma Health Care Quality and
Outcomes dell’Rti International, un istituto di
ricerca no-profit a Durham, North Carolina,
hanno passato in rivista più di 4.000 articoli
pubblicati sugli eventi avversi negli ospedali,
come pure numerosi studi epidemiologici
commissionati dall'Oms per stimarne i danni sui
pazienti.
«Dai dati raccolti emergono le sette patologie
che più spesso complicano le cure ospedaliere:
lesioni da farmaci, infezioni da catetere
urinario, infezioni ematiche da catetere
centrale, polmoniti ospedaliere, trombosi
venose, cadute e piaghe da decubito» riprende il
ricercatore, sottolineando che nei paesi ad alto
reddito gli eventi avversi legati ai farmaci
sono i più comuni, con un’incidenza del 5%,
mentre nei paesi in via di sviluppo sono in
testa le trombosi venose, che arrivano al 3%.
«Se i sette eventi avversi fossero considerati
una singola malattia sarebbero al ventesimo
posto tra le cause di morbilità e mortalità al
mondo, escludendone tuttavia altri tra cui l'uso
di aghi infetti, la contaminazione degli
emoderivati o i danni da farmaci contraffatti»
conclude Jha, ricordando che la grande
maggioranza dei danni si verificano nei paesi a
basso e medio reddito.
«Tutte le parti interessate, tra cui medici,
politici, dirigenti sanitari, ricercatori,
rappresentanti dei pazienti, finanziatori e
organizzazioni di accreditamento sanitario
dovrebbero porre maggiore enfasi non solo nel
migliorare l'accesso alle cure, ma anche nel
garantirne la sicurezza» commenta in un articolo
di accompagnamento Hardeep Singh, professore
associato di medicina al Baylor College of
Medicine di Houston, in Texas.
Fonte: BMJ Qual Saf 2013;22:809–815.
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Usa, infezioni
ospedaliere più diffuse costano 10 miliardi di
dollari l'anno - Sett. 2013
Da sole, le cinque principali infezioni
correlate all'assistenza sanitaria in ospedale
(Hai, nella sigla inglese per Hospital-acquired
infections) comportano negli Stati Uniti un
costo annuo che sfiora i 10 miliardi di dollari,
e le più costose risultano essere quelle del
sito chirurgico: la stima proviene da uno studio
pubblicato sulla rivista Jama internal medicine
da un gruppo diretto da Eyal Zimlichman,
internista al Center for patient safety research
and practice della Harvard medical school.
"Non
solo le infezioni ospedaliere sono tra le fonti
più comuni di danno evitabile, ma rappresentano
anche una grave minaccia per la sicurezza del
paziente, nonché un importante problema di
salute pubblica" premette Zimlichman, che ha
voluto fornire anche una migliore valutazione
del loro impatto in termini finanziari, per
aiutare chi offre o acquista prestazioni
sanitarie a tenerne conto per valutare la
convenienza degli investimenti sulla
prevenzione.
I ricercatori hanno raccolto gli studi
pubblicati sull'argomento tra il 1986 e il 2013,
usando la Rete nazionale per la sicurezza
sanitaria dei
Centers for disease control and prevention (Cdc).
Le infezioni dei cateteri delle vene centrali
sono risultate le più onerose, con ogni caso che
genera costi per circa 46.000 dollari. Seguono
la polmonite associata alla ventilazione con
oltre 40.000 dollari, le infezioni del sito
chirurgico, 20.785 dollari, le infezioni da
Clostridium difficile, 11.285 dollari, e quelle
da catetere urinario, 896 dollari. «A conti
fatti la spesa annuale globale per le cinque Hai
ammonta a quasi 10 miliardi dollari, con le
infezioni del sito chirurgico che più
contribuiscono al totale dei costi (33,7% del
totale), seguite dalla polmonite associata a
ventilazione (31,6%), dalle infezioni del
catetere centrale (18,9%), da quelle da C.
difficile (15,4%) e da catetere urinario (<1%)»
riepiloga Zimlichman. "Le iniziative di
miglioramento della qualità delle cure hanno
ridotto l'incidenza e i costi delle Hai, ma
molto rimane da fare. Fortunatamente gli
ospedali si rendono ormai conto del risparmio
derivato dalla prevenzione delle Hai, e sono più
propensi a investire in tali strategie".
Fonte:
JAMA Intern Med. 2013 Sep 2. doi:
10.1001/jamainternmed.2013.9763. [Epub ahead of
print]
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Big Pharma
perde colpi - La reputazione del farmaceutico ?
In caduta libera ! Mar. 2013
Un'emergenza che rappresenterà uno dei temi
forti del 2013, sul quale AboutPharma ha già
acceso i riflettori attraverso il mensile di
gennaio e non solo (vai alla nostra news
sull'impasse delle
Pharma
vista da Harvard).
Oggi arrivano i risultati del report "Patient
View" 2012, secondo il quale la corporate
reputation delle
aziende farmaceutiche avrebbe subito un
tracollo tra il 2011 e il 2012.
L'indagine riporta le impressioni di 600 gruppi
di pazienti, intervistati su credibilità,
affidabilità e reputazione in genere di
29 case farmaceutiche
specificamente individuate, ma anche del
comparto nel suo complesso.
Solo il 34% dei gruppi di pazienti intervistati
nel 2012 ha definito la reputazione
dell'industria farmaceutica "eccellente" o
"buona" (rispetto al 42% del 2011: - 8% in un
solo anno). Tra le ragioni del malcontento,
spicca il disappunto per il livello di
assistenza ai pazienti e l'accesso ai farmaci
garantito dalle aziende nei Paesi dell'Europa
meridionale, come Portogallo, Grecia, Romania e
Spagna: il 40% degli intervistati ha attribuito
a queste insufficienze il suo giudizio negativo
per l'anno 2012.
I pazienti hanno poi denunciato un doppio record
negativo nella performance dell'industria
farmaceutica dello scorso anno:
secondo il 50% degli intervistati il 2012
sarebbe stato l'annus horribilis dell'equità
nelle politiche del prezzo, e per il 48% le
Pharma avrebbero toccato un minimo storico
nella trasparenza.
Ecco i campi nei quali il farmaceutico 2012 ha
fatto registrare, secondo i gruppi di pazienti
reclutati da Patiet View, le performance più
deludenti: gestione delle notizie negative sui
prodotti (- 29% rispetto al 2011), etica delle
politiche commerciali (- 23%), rapporti con i
media (- 19%).
Tra le altre ragioni con le quali i pazienti
hanno motivato il loro giudizio negativo
sull'industria farmaceutica del 2012,
figurano:preoccupazione rispetto ai farmaci che
mostrano di offrire solo benefici di breve
termine per la salute, sforzi insufficienti
nella ricerca per l'individuazione di nuove armi
contro le malattie neglette, strategie di
marketing inappropriate, mancanza di trasparenza
soprattutto con riguardo alla diffusione di
notizie chiare sui trial clinici più deludenti;
infine un'impressione, molto diffusa tra i
pazienti, che i
profitti vengano prima della salute delle
persone.
Le storie negative, riportate dalla stampa su
singoli episodi o sulle politiche generali di
alcune industrie, sembrano incidere molto
sensibilmente sulla reputation delle
farmaceutiche. Ad ogni modo, all'interno di
questo quadro di riserve e malcontenti, Lundbeck
conquista il primo posto, per trasparenza e
credibilità, nell'anno 2012 (in ascesa rispetto
alla terza piazza dell'anno precedente); buona
anche la prestazione di Gilead che risale otto
posizioni rispetto al 2011 e approda al secondo
posto della classifica;
Novartis, invece, che pure si aggiudica la
medaglia di bronzo, risulta in calo rispetto al
primo posto che aveva ottenuto nel 2011.
Tratto da:
http://www.aboutpharma.com/
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I rimedi alternativi si diffondono a insaputa
dei medici
Anche in ambito pediatrico, soprattutto per le
patologie croniche, l'impiego di medicine
complementari e rimedi alternativi è molto
comune, ma molto spesso il medico curante non ne
è a conoscenza: una nuova indagine ha confermato
che la diffusione di questi metodi è in aumento
un po' dappertutto, anche se è molto variabile
da nazione a nazione, dovrebbe essere valutata
con più sistematicità da chi è chiamato a
gestire complessivamente la salute dei pazienti
anche pediatrici.
Il dato messo in rilievo dagli autori è quello
dell'insufficiente attenzione da parte dei
clinici: anche se la maggior parte dei genitori
interpellati ha dichiarato di sentirsi a proprio
agio all'idea di discutere di rimedi alternativi
con il proprio pediatra, molti pazienti che
usano medicine complementari e alternative
accanto alle medicine ufficiali. tuttora non ne
discutono con i propri medici, dato che questi
ultimi li ignorano.
I bambini e gli adolescenti italiani
ricoveri per impreparazione dei medici
vengono ricoverati in ospedale piu' spesso
dei loro coetanei di altri Paesi del mondo e
consumano molti farmaci, spesso in maniera
inappropriata. È quanto emerge dal Quaderno del
Ministero della Salute Italiano, dedicato alla
promozione e tutela del bambino e
dell'adolescente.
La stessa domanda posta prima, la si puo' porre
anche qui......come mai non vengono risanati
dai medici per evitare le ospedalizzazioni ?
L'eccesso di prescrizioni per evitare
contenziosi con i pazienti pesa sulla spesa
sanitaria pubblica per 10 miliardi di euro, lo
0,75 del PIL.
Domanda perche’ cio’ succede?
perche’ i medici non essendo in grado di
diagnosticare e sanare i pz. Questi si rivolgono
all’autorita’ giudiziaria per ottenere un
parziale riconoscimento delle
imperizie dei
medici, per le malattie iatrogene indotte,
od altro, dovute all’impreparazione attuale dei
medici.
Errori in ospedale: dannosi in Uti, quasi sempre
sottaciuti
Raramente, in ospedale, ai pazienti e ai
loro familiari vengono riferiti errori commessi
nella somministrazione di farmaci.
Malattie croniche:
In Italia vi sono più di 25 milioni gli italiani
affetti da una malattia cronica e 7,6 milioni in
modo grave.
La risposta e' ovvia, il medico che li ha curati
ne e’ l’unico responsabile, in quanto NON
conoscendo tutte le tecniche terapeutiche
possibili, ed utilizzando farmaci di sintesi,
senza eliminare le cause che producono il male
dell’ essere (la malattia) che sono sconosciute
alla medicina ufficiale che quel medico ha
imparato, non riuscendo a sanarli, li porta
inesorabilmente verso la cronicita’, se non
addirittura in certi casi, verso il trapianto
e/o la morte prematura.
Farmaci e controindicazioni
Sono sempre piu’ evidenti le patologie indotte
dai farmaci di sintesi somministrati dai medici,
perche’ questi non conoscono rimedi alternativi,
in quanto educati dall’Universita’ ad utilizzare
solo i farmaci di Big Pharma..
- all'interno di ospedali, proprio per la
liberta’
di cura,
utilizzare pratiche non invasive, dietro
richiesta da parte del paziente, es. l'anestesia
fatta con
agopuntura
e non con i farmaci, se richiesta dal paziente.
Tutti i farmaci di sintesi utilizzati lasciano
un'intossicazione lenta da smaltire, sempre se
cio’ avviene, altrimenti rimangono
nell’organismo e manifestano le loro
controindicazioni anche nel tempo.
Diagnosi errate e/o inutili o mancanti per
qualsiasi malattia, ecc.; cio’ e’ possibile ed
ormai frequente.
Le liste d'attesa per le diagnosi sono lunghe
perché è meglio visitare negli studi privati
dove si prendono tanti soldi senza fattura e
dove spesso si dice al malato tutto e il
contrario di tutto. Le apparecchiature sono
accatastate negli scantinati, perché si devono
usare quelle delle strutture private a
pagamento. E capita anche che i posti letto
negli ospedali pubblici siano riservati a chi
passa dagli studi privati.
Si parla di responsabilità generica o
di responsabilità specifica del sanitario a
seconda che questa dipenda da errore colposo
nell'ambito dell'esecuzione di una prestazione
medico–chirurgica, o dall'inosservanza di
disposizioni normative relative all'esercizio
della professione.
La responsabilità generica può concretizzarsi in
un'errata diagnosi, nell'omissione
o ritardo della stessa, nell'errata esecuzione
della terapia medica e di quella chirurgica.
In caso di mancata diagnosi o di errata
diagnosi, a cui dovesse seguire un'errata
terapia e questa dovesse produrre effetti
deleteri al paziente, saremmo in presenza di una
lesione dell'integrità psico-fisica che darebbe
luogo al risarcimento dei danni.
Nel caso in cui all'errore diagnostico
non segua un'errata terapia occorre distinguere
tra la prestazione del singolo medico e la
prestazione offerta dalla struttura sanitaria
e/o clinica privata. Nell'ambito della
responsabilità del medico, il professionista
risponderà ex articolo 2236 codice civile,
ovvero per colpa grave nel caso di ipotesi di
speciali difficoltà. Viceversa, risponderà ai
sensi dell'articolo 1176 codice civile per colpa
lieve nel caso di interventi di normale
difficoltà.
In caso di mancata guarigione e di peggioramento
delle condizioni di salute è possibile
richiedere a titolo di risarcimento danni, in
via aquiliana, solo il peggioramento delle
condizioni di salute, poiché trattasi di fatto
illecito ex articolo 2043 codice civile.
In ambito di responsabilità ospedaliera
occorrerà distinguere tra casa di cura privata e
ospedale.
Aumento del 400 % delle denunce ai medici da
parte dei pazienti.
RIEDUCARE e
Riqualificare i
MEDICI
sulle varie e possibili tecniche diagnostiche e
terapeutiche alternative della
Medicina Naturale..
ed individuare gli “istruttori” per attuare tale
programma rieducativo.
Questa e’ l’unica soluzione per risolvere questi
problemi ed aiutare seriamente la
Riforma del
Programma Sanitario della Nazione Italiana.
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Malati di farmaci.
Come difendere la propria salute dalle
medicine
inutili e pericolose
vedi:
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata
Siamo sicuri che i benefici di
quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine
valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali ? Perché il medico
prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo
assumendo altre medicine ?
Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro
che ha lo stesso principio attivo ?
I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca ?
La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica
?
Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando
esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più
basso ?
A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere
questo manuale. Dallo strapotere dell'industria
farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi
farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità"
di medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei
pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del
farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore
del libro, il quale contiene inoltre un aggiornato elenco dei
farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura
dannosi.
By Mauro Di
Leo - Editori Riuniti
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Ospedali, è allarme
virus: in Italia,
ogni anno 7.500 vittime - Più degli incidenti
stradali - Ma e'
cosi anche nel resto del mondo.... -
Nov. 2010 - Tratto da: ilgiornale.it
Macche' virus....d'egitto...quando non sanno
cosa dire danno la colpa ai
virus
inesistenti....od a problemi psicomentali.....
In realta' e' la giusta conseguenza di una
medicina da medio evo che impiega farmaci
tossici (di sintesi) che ammalano invece di
guarire...oltre al fatto che l'alimentazione
fornita ai pazienti e' TOSSICA infatti
gli alimentaristi che determinano le diete per i
pasti ai malati, sono degli emeriti incompetenti
!
TUTTI i malati in ospedale e non, dovrebbero
essere alimentati con
frutta e verdura,
cruda
ed in certi casi frullata o centrifugata +
micro
diete +
fermenti +
enzimi, ed in ogni caso dovrebbero seguire
il
Protocollo della Salute.
Oltre alle forti dosi di farmaci specie
antibiotici,
che propinano ai malati prima e dopo di ogni
operazione chirurgica od in osservazione, che
indeboliscono anche il
sistema
immunitario, e quindi i piu' deboli
muoiono !
VERGOGNA,
la sanita' e' in mano a
Big Pharma (produttori di
farmaci e
vaccini) e
le
universita' licenziano
medici
impreparati perche' non conoscono tutte le
tecniche
sanitarie possibili offerte dalla
Medicina
Naturale.
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Dagli
anni 1950, subito dopo la guerra mondiale, in tutti paesi occidentali si
è iniziato, nell’ambito della medicina ufficiale, a ricercare le
“cause delle malattie” per tentare di debellarle, e molti medici hanno
cominciato a richiedere il denaro a privati e politici per iniziare le
ricerche, che però sono state indirizzate unicamente sulle ideologie
esistenti, es.: “il cancro è l’impazzimento della cellula”, senza
mai verificare la correttezza dell’ideologia stessa; e ciò è valso per
qualsiasi altra malattia.
NESSUNO, per ora, ha mai pensato
che l’ideologia ufficiale,
appresa alle
università,
potesse essere rimessa in discussione !
Un esempio: sono passati ormai oltre 50 anni ed in nessuna parte del mondo
negli oltre 80 centri oncologici sono stati fatti dei passi avanti per
capire i meccanismi del cancro, tant’è che oggi dopo tanti anni e con
miliardi di dollari spesi evidentemente inutilmente per i malati, ma
utilmente per i medici e le strutture sanitarie che si sono arricchite e
consolidate verso un sistema imperante medicale condizionando strutture
finanziarie e con “stretti” legami politici ($)….. stanno iniziando
a rivedere le proprie teorie…… pensando che forse il cancro dipende da
“problemi genetici”…altra teoria campata in aria….ma molto
redditizia, perché permette un nuovo “ricatto emotivo a privati e
politici” per ricevere nuovo denaro da spendere in ricerche fasulle ed
impotenti a trovare soluzioni definitive sulle cause e quindi sulle
terapie utili e risanatrici per i malati, che nel frattempo aumentano
sempre più……
Se
non ci fosse stata nel frattempo la chirurgia (che non è una terapia) a
“soccorrere” quei medici ed i loro pazienti….molto pazienti….. sarebbe
stato il fallimento totale; ed è proprio sui casi trattati con la
chirurgia che le statistiche delle “guarigioni” si basano per
“dimostrare l’efficienza” di quel tipo di medicina….. ma la
chirurgia NON è una terapia risolutrice delle cause, essa elimina solo
dei sintomi, che nel caso del cancro si modellano e si fissano, in alcuni
casi, in certi organi o parti di essi, eliminando i quali, il malato
riprende vigore fino alla prossima volta………o fino alla prossima
grave malattia…..; non avendo eliminato le cause (che essi non
conoscono) la guarigione NON avviene, perché si è eliminato solo un
sintomo !
In
tutti questi anni, nel frattempo si sono anche costruiti ospedali,
cliniche, centri medici, laboratori, apparecchiature, ecc., generando un
enorme giro di affari molto remunerativo (sulle spalle dei malati) tant’è
che le industrie farmaceutiche sono diventate delle multinazionali
ricchissime come nessuna altra categoria industriale; si sono fatte
sperimentazioni sui malati di farmaci (costosi) molto nocivi e grandemente
tossici che hanno dimostrato l’impotenza, la stupidità, l’incapacità
professionale di quei medici “ricercatori” nel tentare di sanare i
loro pazienti; ma neppure davanti a questi risultati incerti, fasulli, e
deprimenti, quella classe medicale, ha avuto il coraggio di dichiarare la
propria impotenza, ma addirittura ha
rilanciato la propria presunzione dichiarando di tanto in tanto con
affermazioni altisonanti sui mass media, per sollevare il morale della
categoria stessa, e quella dei malati, che stavano sulla buona strada per
risolvere il problema di una data malattia….; affermazioni fasulle, che
solo dopo qualche anno si dimostravano essere delle grandi bufale !
purtroppo la pazienza dei pazienti….è infinita, perché la speranza non
muore mai…….
La
truffa del sistema medicale imperante tende anche oggi a sopravvive più
che mai, perché hanno insegnato anche parallelamente che le
malattie sono
solo generate da “mostri” (batteri,
virus,
prioni, ecc.) mutanti che
impediscono loro di venire a capo del problema….generando sempre
aspettative puntualmente disattese !
Pensate
che se un ingegnere, architetto, geometra,
lavorasse con quel tipo di approccio sperimentale,
perché basato
su false ideologie……farebbe le stesse vittime che la
medicina
ufficiale ammazza od ammala in modo più o meno grave, nel suo tentare di guarire
e/o prevenire con i farmaci
e vaccini e
con le terapie che utilizza, i malati che le si affidano... e
trattasi di milioni di individui ogni anno……….
Di
tanto in tanto in questi anni si sono levate delle voci solitarie di
medici e non, che hanno dimostrato percorrendo altre strade terapeutiche,
che forse si poteva rimettere in discussione l’ideologia stessa, quella
imperante; puntualmente il sistema medicale ufficiale, ha fatto di tutto
per non perdere le posizioni acquisite di potere e di denaro (leggasi
reddito), per NON confrontarsi sul piano ideologico, né su quello pratico
sperimentale sui malati, negando, deridendo, diffamando, impedendo,
terrorizzando, minacciando, ecc. quei pochi veri ricercatori che pur non
avendo essi stessi magari trovato la soluzione, indicavano comunque una
seria volontà di ridiscussione della ideologia stessa, quella insegnata
ma mai dimostrata con i risultati di guarigione, alle università.
Oggi
siamo nel nuovo secolo, ma pare che questi medici allopati, non se ne rendano
conto; essi stessi sono malati di “credulità” in un sistema che li ha
indottrinati e resi ciechi e quindi incapaci a sanare i malati, però
finalmente uno spiraglio si sta aprendo nella loro “monolita”
corporazione……diversi e sempre più medici stanno riflettendo sulla
loro “malattia” spirituale: l’indottrinamento, e stanno correndo ai
ripari…magari iniziando dall’Omeopatia….per arrivare infine alla
ridiscussione dei principi ideologici stessi che hanno pedestremente
imparato a “scuola”…..; questi veri medici (per ora ancora pochi,
speriamo presto molti….) stanno iniziando a guarire dalla loro malattia
e portano nuova speranza ai pazienti che “pazientemente” stanno
attendendo che i loro “maestri” guariscano essi stessi !
Questi
veri medici stanno comprendendo che la malattia non dipende come hanno
stupidamente imparato a scuola, dai virus, batteri, prioni ecc., ma dal
“Terreno”
del malato stesso e che il malato è una entità complessa fatta anche di
spirito e che quindi deve essere curato sotto un aspetto olistico
d’insieme riordinando il suo terreno (fisico
e Spirituale),
per ottenere dei risultati certi e definitivi.
Questa
è la sola e giusta strada che nel tempo porterà ad ottimi risultati
anche per i malati……sperando che il sistema imperante medicale, basato
solo sul dio denaro e non sulla tutela della salute e della qualità della
vita, non riesca nel frattempo a soffocare, con i metodi che gli sono
congeniali (disinformazione, diffamazione, violenza, ecc.) questa
ribellione che è una vera rivoluzione ideologica.
Cerchiamo
tutti quanti di aiutare (siamo tutti pazienti) in ogni luogo ed con ogni
mezzo questa benedetta rivoluzione, reclamando il sacro diritto alla
tutela ed alla qualità della vita in ogni frangente, anche quando si è
malati….. richiedendo a gran voce che la medicina ufficiale
“certifichi” che i farmaci
NON siano tossici, che i vaccini
NON vengano piu' utilizzati, che le terapie non siano invasive s/o
tossiche (salvo la chirurgia, traumatologia e la rianimazione) e che i
medici siano re-istruiti tutti quanti sulle Medicine Naturali, che da sole
possono ridare la salute compromessa perché eliminano le Vere Cause di
OGNI malattia: il Terreno
Psico-Fisiologico.
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali)
della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche e
dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel
Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere
per Giustizia delle parole per gratificare e
ringraziare quei centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona
fede) che, malgrado le interferenze degli
interessi di quelle
Lobbies, incessantemente si prodigano
ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono
e che con i progressi delle apparecchiature
tecnologiche per la diagnostica e delle
tecniche interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per essi risultati
ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo
ogni giorno progressi in tal senso, ma la
terapeutica indicata dalla direzione della
Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS
(che e' legata alle linee guida di dette
Lobbies), non
segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di
benessere per i malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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La
disumanizzazione della medicina...Malattie
in costante crescita
Gli esperti in televisione ci confortano dicendo
che le malattie sono in diminuzione, che la vita
media si è allungata e quindi dobbiamo essere
tutti felici e contenti.
Eppure, dati alla mano, le patologie
cardiovascolari e tumorali stanno decimando
l'opulento occidente (nel 2005 i morti per
cardiopatie sono stati oltre 17 milioni, mentre
nel 2007 per cancro circa 9 milioni); le
malattie artritiche e reumatiche stanno
invalidando sempre più persone; il diabete porta
alla morte circa 3 milioni di persone ogni anno;
le leucemie, soprattutto infantili, sono in
paurosa crescita e quelle persone che arrivano
intorno agli ottanta, sono imbottite di farmaci
e sempre più spesso presentano l'Alzheimer.
E allora, come la mettiamo con le parole
degli esperti ? Chi ha ragione: gli esperti
o la vita stessa ?
L'altra cosa interessante è che stiamo parlando
proprio di quelle malattie per le quali la
"ricerca scientifica", l'unica riconosciuta
vera, più si è accanita su poveri animali.
Domanda: a cosa serve allora, torturare,
vivisezionare e massacrare ogni anno milioni di
vittime innocenti, per non risolvere
assolutamente nulla ? E se anche ci fosse stato
un risultato, dal punto di vista umano, morale e
spirituale avrebbe senso "curare" da una parte e
produrre sofferenza dall'altra ?
Cerchiamo di fare un po' d'ordine mentale.
Durata della vita
La durata media della vita, verso fine XIX°
secolo, si era prodigiosamente allungata con la
reintroduzione dell'igiene ippocratica, a
seguito delle migliorate condizioni economiche e
alimentari, per poi cessare di crescere. Questo
è il motivo per cui in molte nazioni del mondo
si accusa da qualche anno una leggera flessione, smentendo le
ottimistiche previsioni dell'OMS
stessa.
Le persone più longeve del mondo sono quelle che
vivono lontane dalle farmacie e che adottano uno
stile di vita sano, moderato e sobrio !
Negli Stati Uniti, la durata media della vita
non è aumentata nell'ultimo ventennio,
nonostante l'arsenale terapeutico a
disposizione; quello che invece è aumentato è il
periodo di degenza medio. Quindi gli americani
oggi non vivono più a lungo dei loro padri, ma
soffrono di più, cioè trascorrono più giorni in
ospedale prima di morire (mantenuti in vita - se
così si può chiamare - con flebo, trasfusioni,
farmaci,
polmoni artificiali, dialisi, trapianti, ecc.).
Secondo Ivan Illich, autore del discusso libro
"Nemesi medica", un inglese su cinque che soffre
d'insufficienza renale riceve il raro privilegio
di morire a fuoco lento grazie a quello
strumento di tortura che è il rene artificiale.
La storia insegna che c'erano molti più longevi
nell'antichità, quando non si parlava di
medicine, esami clinici, screening, esami
diagnostici, ecc.
Pitagora per esempio giunse all'età di 91
anni,
Sofocle a 92,
Seneca a 94 anni,
Eraclito a 96.
A quei tempi chi moriva giovane, moriva quasi
sempre in battaglia o perché veniva avvelenato.
Oggi è molto difficile morire in guerra, ma è
assai più facile morire per avvelenamento da
farmaci e/o
vaccini !
La dietetica e igiene di Ippocrate
Ippocrate di Cos è
considerato il più grande medico dell'antichità
e probabilmente la sua sapienza non è mai stata
sorpassata !
Visse tra il 5 e 4 secolo a.C. e gli studiosi
concordano che da lui provengono tutti i
migliori insegnamenti antichi sulle epidemie,
le febbri, l'epilessia, la differenza tra tumori
maligni e benigni, la
salute in genere e soprattutto l'importanza
dell'igiene e dei valori etici in medicina.
Grande clinico, osservava attentamente il malato
e lo aiutava a lasciarsi guarire dalla "Vis
Suprema Guaritrix", la Natura.
Solo la Natura può guarire ! Il compito del
medico dovrebbe essere quello di accompagnare
per mano il suo assistito, di rafforzare le sue
capacità risanatrici naturali ( la Vis
Medicratix Naturae), di guidarle e soprattutto
di non ostacolarle (Primum non nocere).
Oggi il
medico,
avendo perduto questa importantissima Arte ("ars
medica"), imbottisce di
farmaci il malato fino alla morte.
Il trattamento medico secondo Ippocrate è
essenzialmente quello dietetico, perché attraverso
il cibo corretto e il non-cibo, cioè il digiuno, le
forze interiori dell'uomo si rigenerano. L'altra
cosa fondamentale è l'igiene, cioè la pulizia
esterna del corpo e interna dell'anima.
Galeno
Galeno (130-200 d.C.) entusiastico
vivisettore, fu il
primo medico della storia a dimostrare, suo
malgrado, la dannosità delle esperienze
vivisezioniste per la scienza medica; esperienze
purtroppo che divennero fonte di errori clamorosi,
che si protrarranno per oltre 1500 anni.
Le convinzioni monoteistiche di Galeno fecero sì che
più tardi la Chiesa eleggesse il suo lascito
scientifico a "dottrina medica ufficiale". Per
secoli, chi metteva in dubbio un'affermazione
galenica era un eretico e doveva ricredersi sotto la
scure o il fuoco della Santa Inquisizione. Questo
assicurò all'umanità per quindici secoli la
perpetuazione di errori fatali,
provenienti dalle
osservazioni che Galeno aveva fatto nel corso delle
sue vivisezioni animali.
Gli errori galenici
Col passare del tempo, i precetti umani e
igienici e dietetici di Ippocrate vennero spazzati
via, dimenticati.
Secondo Plinio, il romano era stato un popolo sano
durante il periodo iniziale dell'Impero e anche
prima, grazie all'igiene assicurata dagli
acquedotti, fognature e dall'uso delle terme.
A poco a poco, le regole semplici come una dieta
sana e una rigorosa pulizia del corpo, non fecero
più presa su un popolo a cui i nuovi medici
predicavano la necessità della magia, degli amuleti
e dell'astrologia.
Il graduale abbandono dell'igiene ippocratica
rendevano sempre più pericolosi gli interventi
chirurgici, che non solo in Oriente e nell'antico
Egitto, ma anche nella Roma del Primo Impero avevano
raggiunto un alto livello di sviluppo. Per questo
vennero ridotti al minimo.
Nel Medioevo
l'evoluzione culturale era ancora lentissima e in
molte arti e tecnologie si era addirittura andati a
ritroso: il progresso umano si è alternato con
lunghi periodi d'inspiegabile regresso.
Gli insegnanti di anatomia non conoscevano altri
testi che quelli di Galeno: la donna per esempio
aveva due uteri, uno per i figli maschi e l'altro
per le femmine! Molti altri errori ebbero gravissime
conseguenze nei secoli seguenti, come l'insegnamento
che il pus era un buon segno ed essenziale alla
guarigione di una ferita e che la frutta era dannosa
per la salute !
Forse l'errore più
catastrofico per l'umanità, l'errore che diede avvio
alle grandi epidemie del Medioevo, fu l'abbandono
delle regole igieniche di Ippocrate.
Galeno le considerava come una antica superstizione,
avendo osservato che gli animali vivevano benissimo
senza lavarsi le zampe e le loro ferite si
rimarginavano anche senza alcuna cura.
Paracelso
Il medico-filosofo-alchimista Paracelso aveva
compreso questi pericolosi errori e in aula bruciò
le opere di Galeno.
Per questo affronto alla scienza considerata
ufficiale dalla chiesa, fu
cacciato dall'Università di Basilea dove insegnava
anatomia. Invano lo svizzero Paracelso
aveva tentato di rispolverare l'igiene e la
dietetica ippocratica, ma nel Medioevo, magia,
superstizione e religione, in mezzo ad una sporcizia
inconcepibile, dominavano l'arte medica.
Il nuovo galenismo
Si può datare l'inizio della dottrina incentrata
sulla vivisezione nel 1865, allorché apparve l'opera
che in Francia viene considerata uno dei due
capolavori della sua letteratura scientifica, a pari
merito con il "Discorso sul metodo" di Cartesio, e
cioè l' "Introduzione allo studio della medicina
sperimentale" di
Claude Bernard.
Considerato genio
universale, Claude Bernard, fu invece uno scrittore
drammaturgo fallito che s'indirizzo verso la
medicina, dove però non ebbe migliori risultati,
quando venne bocciato - come molti colleghi
vivisettori - all'esame di abilitazione per
l'esercizio della professione medica.
Le sue numerosissime vivisezioni con animali vivi lo
portarono a risultati assolutamente contradditori,
che lo spinsero a moltiplicare gli esperimenti e con
questi le confusioni.
Il suo metodo preferito per scoprire i segreti della
vita, era quello di distruggere un organo, ossia
estirparlo, per poi osservare l'animale tenendolo in
vita il più a lungo possibile, sino a praticargli la
respirazione artificiale. Il tutto ovviamente in
nome della "scienza".
Nel suo "capolavoro"
letterario, troviamo riportato il suo motto: "tutto
ciò che si ottiene con gli animali è perfettamente
concludente per l'uomo"[1]
Nessuno dei tanti errori
che il galenismo aveva imposto in quindici secoli al
mondo occidentale (dimenticando l'igiene e la
dietetica di Ippocrate) è paragonabile, per gravità
e conseguenze, a questo errore fondamentale che
Claude Bernard ha tramandato a generazioni di
medici,fisiologici e biologi. Errore purtroppo
assurto a dogma dalla medicina ufficiale, quasi
interamente basata sulla disumana e ascientifica
vivisezione animale.
In pratica tutto quanto
concerneva l'organismo vivente poteva essere ridotto
a formula precisa, ossia a materia inerte.
Il quadro si è
complicato ulteriormente da quando la ricerca medica
si è data totalmente alla biologia: ossia pretende
di applicare una scienza esatta come la chimica,
alla vita organica (biologia), e per di più
estrapolando all'uomo i risultati ottenuti su
animali (altro regno della Natura).
Questo è il motivo per
cui la medicina
ufficiale - basata su tali gravissimi errori
- non ottiene risultati
nella cura delle malattie; questo è anche
il motivo per cui è destinata al
fallimento totale.
In biologia non esiste standardizzazione, le
reazioni individuali variano sempre, sia tra uomini,
che tra animali, che tra le piante.
La gabbia mentale
"L'uomo è sempre incline ad accettare come una
verità ciò che gli è stato insegnato"[2], parola di
Claude Bernard!
Essendo per natura un animale gregario e
conformista, l'uomo tende ad adattarsi alla
maggioranza, sia nell'ambito mentale che in quello
materiale.
Il pensiero umano si è sempre mosso entro una gabbia
ben delimitata, in conformità alla propria epoca.
Ecco un esempio per tutti: il grande filosofo e
pensatore Aristotele, affermava che un grosso sasso
cade più velocemente di uno piccolo. Più che
l'errore in sé, oggi quello che appare stupefacente
è come non sia venuto in mente a nessuno per secoli
e secoli di controllare questa affermazione con un
semplicissimo esperimento. Si dovette attendere
l'enunciazione di Cartesio e le prove di Galileo.
La gabbia si sposta nel corso dei secoli, ma il
pensiero umano, tranne poche eccezioni, continua a
rimanere confinato entro i limiti della gabbia
stessa, da cui non può evadere.
Il metodo cartesiano
Scrollatisi di dosso il giogo oscurantista del
Medioevo, gli uomini si davano anima e corpo alla
sperimentazione.
La scienza cosiddetta sperimentale aveva cominciato
a modificare la faccia del mondo con l'apparizione
nel 1637 del "Discorso sul metodo" di Cartesio, che
insegnava all'uomo un nuovo modo di pensare, dando
l'avvio alla moderna tecnologia.
Ma questo "nuovo mondo" nascondeva il pericolo di un
sapere freddo e meccanicista. Cartesio (che praticò
tra le altre cose anche la vivisezione) credendo in
una biologia meccanicista diede inizio al più grande
errore della scienza moderna.
Il metodo di Cartesio allargò rapidamente i confini
del sapere, ma sprezzando deliberatamente il
pensiero filosofico e l'intuito, sostituì un nuovo e
macroscopico errore agli errori precedenti: errore
che conteneva il seme della futura disfatta perché
indusse gli scienziati ad allontanarsi, dalla
Verità.
Negando l'esistenza di tutto ciò che non è
dimostrabile (metodo empirico), essi si separarono
dalla realtà della vita.
La disumanizzazione
Nemmeno Claude Bernard poteva immaginare che solo
cinquant'anni dopo la disumanizzazione alla quale
aveva tanto contribuito con l'esempio e la parola,
si sarebbe sperimentata la vivisezione umana su
decine di migliaia di individui (i prigionieri nei
campi di sterminio nazisti), e non da parte di
spietati aguzzini carcerari, ma da parte di medici
titolati e cattedratici, allevati e istruiti nella
scuola vivisezionista di cui egli era stato il
principale apostolo.
Possiamo affermare che
la disumanizzazione inizia con quel primo
esperimento a cui lo studente (di medicina) è
obbligato ad assistere.
Negli Stati Uniti si parte dalle elementari. "Il
costante dilagare del mondo vivisezionista non ha
fatto altro che aumentare anche la tortura e
l'omicidio scientifici di essere umani"[3]
Che la vivisezione portasse irrimediabilmente alla
vivisezione umana lo aveva capito già Orazio quando
scrisse le seguenti parole: "cruelitas in animalis
est tirocinium crudelitatis contra homines", la cui
traduzione è più o meno questa: "la crudeltà nei
confronti degli animali, è il tirocinio per la
crudeltà nei confronti degli uomini".
Il senso morale
Tutte le leggi che hanno retto le organizzazioni
umane in passate e le reggono attualmente sono
basate sul senso morale: su ciò che giusto e
ingiusto. Anche se negli ultimi anni c'è stato un
vero e proprio ribaltamento (in senso orwelliano)
del senso stesso delle parole e dei termini.
Oggi non si sa più cosa
sia bene e di conseguenza cosa sia male !
Tanto più gli "adepti" di questa pseudoscienza -
alla base della medicina ufficiale - considerano
moralità e immoralità, bene e male, parole
totalmente prive di significato, concetti
"ascientifici" perché non riproducibili in
laboratorio.
Come si può sperimentare in sala operatoria su di un
gatto o cane, la moralità ?
Invece è proprio il senso morale a spingere l'uomo
verso la pietà.
Pietà significa compassione, la capacità di
avvertire la sofferenza altrui quasi fosse la
propria.
La maggior parte dei vivisettori si limita a
giustificazioni machiavelliche come "il fine
giustifica i mezzi", il triste grimaldello che ha
sempre aperto tutte le porte delle nefandezza umane,
comprese quelle di Auschwitz e Buchenwald.
A parte il fatto che i pretesi vantaggi non esistono
(e lo si vede con l'aumento delle malattie
degenerative e delle sofferenze), rimane l'inacettabilità
morale della tesi secondo cui un atto crudele non è
riprovevole qualora ne derivi un beneficio
materiale.
Altrimenti, se fosse giusto torturare animali in
laboratorio per il bene dell'umanità, allora sarebbe
altrettanto giusto torturare un uomo in laboratorio
per il bene di mille uomini..
By Antonio Bruno
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L’approccio "slow" fa breccia
in medicina - 06/03/2012
Niente cure inutili, né uso eccessivo di
farmaci, nuovo rapporto con i pazienti,
attenzione a tenersi sempre aggiornati.
Ridurre i costi sanitari
e aumentare la qualità dell’assistenza è
possibile.
"Mai avrei immaginato che la mia scoperta
di quarant’anni fa avrebbe provocato un simile
disastro sanitario". Sembra di risentire le
riflessioni di Alfred Nobel, in preda al rimorso
per aver inventato la nitroglicerina.
Come Nobel, anche Richard Ablin,
scopritore del
test Psa
per il tumore alla prostata, ha sconfessato,
dalle colonne del New York Times, l’utilità
della propria “creatura”, messa in dubbio da
varie ricerche e, infine, scaricata anche dalla
United States Preventive Service Task Force,
perché costringe a terapie con effetti
collaterali enormi (impotenza e
incontinenza), appesantisce i costi della sanità
(solo negli Usa, per lo screening Psa si
spendono tre miliardi di dollari) ed è
ritenuta incapace di discernere tra tumori
sintomatici e asintomatici.
Ma il dietrofront di Ablin
è solo uno
degli esempi di un mondo medico che sempre
più si domanda se l’uso eccessivo di test,
terapie e interventi invasivi non provochi più
danni che possibili vantaggi.
Clamoroso, in tal senso, un articolo apparso
recentemente fra le pagine degli
Archives of Internal Medicine, che
suggerisce una top five di comportamenti nella
medicina interna, per evitare casi di
sovradiagnosi e sprechi di soldi.
Suggerimenti shock che intaccano comportamenti
finora ritenuti inevitabili:
- bisogna attendere almeno sei settimane prima
di prescrivere indagini diagnostiche per il mal
di schiena, a meno di sintomi specifici; nelle
persone sane le periodiche analisi del sangue
sono inutili;
- gli esami cardiologici e gli
elettrocardiogrammi in pazienti a basso rischio
non sono predittivi;
- contro il colesterolo va evitato l’uso di
statine specifiche, perché, rispetto a quelle
generiche, costano solo di più;
- la densitometria ossea effettuata su pazienti
senza fattori di rischio non migliora la qualità
della vita rispetto a chi non si sottopone al
test.
Liberarsi dal giogo di mercato
Un approccio per certi versi rivoluzionario. Una
svolta all’insegna della sobrietà, che ha spinto
anche alcuni medici e operatori sanitari
italiani a fondare Slow Medicine, associazione
indipendente che si colloca nel grande mondo di
Slow Food. «Ci siamo ritrovati uniti dalla
voglia di ritornare a una professione medica
libera dalle esigenze di mercato, perché siamo
convinti che fare di più, usare troppi farmaci,
eccedere in esami non aiuti a combattere le
malattie», spiega Antonio Bonaldi,
presidente di Slow Medicine e direttore
sanitario dell’ospedale San Gerardo di Monza.
«La nostra non è una medicina alternativa.
Seguiamo le tecniche tradizionali, ma cerchiamo
di applicarle in modo più riflessivo e tenendoci
sempre aggiornati con la più recente letteratura
medica indipendente». Aggiornamenti essenziali
per confutare quelli che i medici slow
definiscono “i sette veleni” della medicina
moderna. Sette convinzioni finora ritenute oro
colato, che vengono però messe in discussione da
prestigiose ricerche scientifiche.
Adesioni controllate
A Slow Medicine potranno aderire medici,
infermieri, fisioterapisti, ricercatori. Ma
l’adesione non sarà libera: «Non vogliamo una
campagna associativa selvaggia», spiega Silvana
Quadrino, del direttivo di Slow Medicine.
«Le domande d’iscrizione dovranno essere
accompagnate da brevi curriculum, che saranno
vagliati dai soci fondatori e dovranno
dimostrare la coerenza con i valori del nostro
gruppo». Sono poi in programma campagne di
comunicazione rivolte sia ai medici sia ai
pazienti, per offrire informazioni corrette,
rigorosamente documentate, non soggette alle
pressioni delle lobby.
By Emanuele Isonio - Fonte: Valori (Rivista)
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Una follia curare
le donne con i
farmaci degli uomini - 11 marzo 2012,
08:00
Era tutto scritto fin dalla notte dei tempi:
«Maschio e femmina li creò» (Genesi, 1, 27).
Cioè differenti. Ma la ricerca scientifica e
l'industria farmaceutica hanno preferito credere
che fossero uguali. E si sono comportate di
conseguenza. Prendete i quattro studi mondiali
che rappresentano tuttora i capisaldi per il
trattamento delle malattie cardiovascolari.
Blsa (Baltimore longitudinal study of aging)
durato dal 1958 al 1975: nessuna donna presa in
esame.
Physicians' health study of aspirin and
cardiovascular disease del 1982: 22.071
arruolati, nessuna donna.
Mrfit (Multiple risk factor intervention trial)
del 1986: 355.222 uomini, nessuna donna.
Woscops (West of Scotland coronary prevention
study) condotto dal 1989 al 1991: 6.595 uomini,
nessuna donna.
Peccato che nel frattempo l'infarto, considerato
fino a ieri un accidente tipicamente maschile,
in Italia sia diventato la prima causa di morte
per il sesso femminile.
È prevalsa la teoria della costola: se Dio
trasse la donna dall'uomo, le cure che vanno
bene per lui andranno senz'altro bene anche per
lei. «Non è affatto così. E oggi si scopre che
la medicina è un buco nero, un baratro. Come se
fosse rimasta ferma agli anni Quaranta. Bisogna
ricominciare tutto daccapo, partendo
dall'anatomia e dalla fisiologia, per capire
come s'instaurano le malattie nei due sessi e
poi stabilire quali terapie vanno adottate. Ma
per farlo servono tanti quattrini. E le
multinazionali farmaceutiche si metteranno di
traverso, perch´ hanno il terrore che i loro
prodotti vengano giudicati inutili per metà
della popolazione mondiale». La professoressa
Giovannella Baggio, primario di medicina
generale nell'Azienda ospedaliera di Padova,
emette una sentenza senza appello. È stata lei
la prima in Italia, nel 2009, ad accorgersi di
«questa vergogna mondiale», a dedicarvi un
congresso e a fondare il Centro studi nazionale
su salute e medicina di genere, del quale è
tuttora presidente. «Attenzione: la medicina di
genere non è la salute della donna o la salute
dell'uomo, bensì una nuova dimensione della
medicina che studia l'influenza del sesso e del
genere su fisiologia, fisiopatologia e patologia
umana».
Musica per le orecchie delle femministe.
«Purtroppo. Ma io le detesto cordialmente. Mai
stata una di loro».
La professoressa Baggio ha cominciato all'età di
7 anni a formarsi a tutt'altra scuola di vita,
quella di sir Robert Baden-Powell e della
sorella Agnes. È stata esploratrice dal 1954
fino al 1999 e per un quinquennio ha anche
ricoperto la carica di capoguida d'Italia, il
grado massimo nella diarchia maschio-femmina che
governa lo scoutismo mondiale. Da questo punto
di vista ha raccolto l'eredità della madre
Agnese, scultrice scomparsa nel 1988, figlia del
conte Emilio Figarolo di Gropello e dell'inglese
Agnese Treherne, la quale fu una leader del
movimento scout femminile e un'intrepida
scalatrice, spesso in cordata con gli alpinisti
Emilio Comici e Giovanni Demez: aprì una via
dolomitica, che porta il suo nome, nel gruppo
Puez-Odle.
La vocazione per la
medicina l'ha invece presa - come del resto suo
fratello Marco, psichiatra in Svizzera - dal
padre, il professor Giovanni Baggio, vicentino,
primario chirurgo prima nell'ospedale di San
Giovanni Valdarno, dov'è nata, e poi in quello
di Adria. «Dall'età di 5 anni non ho mai pensato
di fare nient'altro nella vita. Giocavo con le
bambole, però io ero il loro medico, non la loro
mamma. Mio padre era chirurgo generale, stava in
sala operatoria 12 ore al giorno e doveva fare
di tutto. Dalle condizioni in cui tornava a
casa, intuivo che giornata aveva avuto.
Quand'era stanchissimo, voleva dire che era
stato impegnato in una resezione gastrica; se
aveva le mani imbiancate di gesso, che era
reduce da interventi ortopedici».
Giovannella Baggio
s'è laureata in medicina e chirurgia 40 anni fa
all'Università di Padova, con il massimo dei
voti e la lode. Poi s'è specializzata in
endocrinologia e in medicina interna. Ha
insegnato geriatria e gerontologia negli atenei
di Pavia, Padova e Sassari. In Sardegna, dov'è
rimasta per cinque anni, ha avuto fra i suoi
pazienti il pastore Antonio Todde, abitante a
Tiana, entrato nel Guinness dei primati come
l'uomo più vecchio del mondo, morto nel 2002
pochi giorni prima di compiere 113 anni. Il
quale solo all'età di 101 aveva cominciato a
prendere le pastiglie contro il diabete. In quel
periodo la professoressa creò un database
contenente i nomi di un migliaio di
ultracentenari. «Sull'isola ho assistito a un
paradosso genetico, per cui la metà di coloro
che avevano superato i 105 anni erano portatori
di anemia mediterranea». Nel reparto che dirige
attualmente l'età media si aggira sui 79 anni.
Un paziente ne ha 105. «Non disponiamo di
conoscenze sufficienti per dire che uomo e donna
vanno curati in modo diverso. Però abbiamo delle
constatazioni agghiaccianti, soprattutto in
cardiologia».
Quali constatazioni
?
«Negli ultimi 30 anni la mortalità per malattie
cardiovascolari è calata del 40 per cento
nell'uomo e appena del 3-4 per cento nella
donna, a parità di prevenzione su entrambi i
sessi per quanto riguarda ipertensione,
ipercolesterolemia e sindrome plurimetabolica.
L'infiammazione delle arterie causa
aterosclerosi nella donna più che nell'uomo. Nei
primi sei mesi dopo un infarto le probabilità di
morire sono del 26 per cento nella donna e solo
dell'11 per cento, cioè meno della metà,
nell'uomo. L'aspirinetta nelle donne non serve a
prevenire gli accidenti vascolari: al massimo
può essere utile solo a ridurre le ricadute
sulle pazienti che hanno già avuto un infarto o
un ictus. Il diabete è tre volte più pericoloso
nella donna che nell'uomo. Persino la
sintomatologia dell'attacco cardiaco cambia nei
due sessi: invece della tipica stretta al petto
percepita dai maschi, le femmine spesso
avvertono dolore al dorso, alla pancia e al
collo, motivo per cui finiscono nei reparti
sbagliati quando non vengono addirittura dimesse
dal pronto soccorso con la diagnosi: “Non è
nulla”».
Assurdo. Un infarto
è un infarto.
«Sì, ma nell'uomo i danni sono concentrati nei
grossi vasi dell'albero coronarico, mentre nella
donna vengono coinvolti i piccoli vasi, che
nelle coronarografie non si vedono. Vuole un
altro esempio? La frequenza cardiaca è più
veloce nel sesso femminile anche durante il
sonno. Qual è il medico che ne tiene conto
quando prescrive a una paziente ipertesa taluni
farmaci, come i calcioantagonisti, che provocano
tachicardia? Tutti i medicinali cardiovascolari
hanno effetti collaterali 10 volte più pesanti
sulle donne che sugli uomini e non sappiamo
ancora perch´».
Oltre al cuore, quali altri organi femminili ha
sottovalutato la ricerca ?
«Il cancro del polmone nelle donne è aumentato
di 30 volte negli ultimi 30 anni».Per forza,
fumate più dei maschi. «Anche. Ma nella donna la
neoplasia si sviluppa in periferia, quindi
provoca meno sintomi e non viene individuata per
tempo. I tumori intestinali aggrediscono più
frequentemente il colon discendente negli uomini
e quello traverso nelle donne».
Perche´ la medicina di genere, arriva soltanto
nel terzo millennio ?
«Perche´ per secoli ci si è occupati degli
uomini, che portavano a casa il cibo e quindi
dovevano vivere a lungo. Siamo state vittime
della sindrome del bikini: si studiavano solo
gli organi del nostro apparato riproduttivo,
seni, utero e ovaie.
Inoltre, quando agli
inizi del 1900 la durata media della vita era di
appena 50 anni, negli ospedali si vedevano molti
più maschi, dal momento che nelle femmine le
patologie senili s'instaurano con un decennio di
ritardo. Sembrava che noi non ci ammalassimo
mai. Oggi invece sappiamo che i cinque anni in
più di sopravvivenza della donna rispetto
all'uomo sono tutti contrassegnati dalla
malattia. Infatti all'età di 50 anni
l'aspettativa di vita sana è praticamente uguale
nei due sessi: 20 anni e 230 giorni gli uomini,
20 anni e 314 giorni le donne. Una differenza di
appena 84 giorni».
Resta la follia
scientifica degli studi clinici. Perche´ le
donne ne sono state sistematicamente escluse ?
«Per praticità. Prenda gli esami del sangue: a
una paziente la glicemia va dosata prima,
durante o dopo il ciclo mestruale? Non volendo
seccature, i ricercatori hanno lavorato soltanto
sugli uomini. Perfino gli animali da
laboratorio, in oncologia, sono tutti maschi».
Però la professione
medica ormai è in mano al gentil sesso. Un bel
paradosso, non le pare ?
«L'80 per cento delle specializzande in medicina
interna qui a Padova sono donne. Finiremo come
la Russia di 40 anni fa, dove c'erano solo
medici di sesso femminile. Non è una buona cosa.
Abbiamo teste diverse e la collaborazione
uomo-donna vince sulla competizione».
A quali malattie
sono più soggette le donne ?
«Infarto, osteoporosi, demenza senile,
depressione. Ma non sappiamo se vanno curate
diversamente. Abbiamo mappato il genoma umano,
ci riempiamo la bocca di farmacogenetica, presto
daremo le medicine in base a un piccolissimo
puntino di differenza nel Dna, eppure ci siamo
dimenticati dei cromosomi XX e XY che
distinguono l'uomo dalla donna. Fino al 2007 di
questi temi non trovavo traccia nelle grandi
pubblicazioni scientifiche, come Lancet. Le
uniche osservazioni sulle differenze uomo-donna
apparivano nelle riviste per infermieri».
Dell'osteoporosi si
parla solo al femminile. Ma i maschi non ne sono
immuni.
«È l'unico esempio contrario. Qui è più studiata
la donna, perche´ si ammala prima. Ma sopra i
65-70 anni l'osteoporosi colpisce molto anche
l'uomo e, in caso di fratture, è assai più
letale».
La gravidanza è un
fattore di rischio o protettivo? Insomma,
diventare madri allunga o accorcia la vita ?
«Equivale a un doping. Nella donna che ha
allattato, è un ottimo fattore protettivo contro
il tumore al seno. Ma se durante la gravidanza
s'instaurano ipertensione e ipercolesterolemia,
questi vanno considerati indici predittivi
negativi».
Non per insistere nel comparativismo sessista,
ma la menopausa è studiatissima e curatissima
nelle donne, mentre dell'andropausa manco si
parla.
«La menopausa è stata eccessivamente
medicalizzata. L'abbiamo trasformata in una
malattia. Come la gravidanza».
Almeno lo stress è
uguale in entrambi i sessi ?
«Direi di sì. Ma la stanchezza è diventata lo
status abituale della donna che lavora e
contemporaneamente porta il peso della famiglia
e della casa. Vedo sindromi da astenia sempre
più poderose».
Quale incidenza ha
lo stress nel predisporre gli individui ad
ammalarsi ?
«È una concausa in molte malattie delle
coronarie. Una piccola placca, se associata agli
spasmi di un'arteria provocati dallo stress, dà
luogo a un evento acuto. Ma lo stress che offre
soddisfazioni fa bene. Stiamo attenti a non
demonizzarlo. Se un individuo è stressato ma
felice, non corre pericoli. Un po' di adrenalina
ci fa alzare dal letto al mattino».
Se la medicina di
genere è così decisiva, perche´ a uomini e donne
vengono allegramente trapiantati organi
provenienti da donatori di entrambi i sessi ?
«Non ci siamo mai nemmeno posti il quesito.
Guardavamo soltanto alle dimensioni degli
organi: quelli maschili spesso sono troppo
grossi per essere trapiantati in una donna. Di
recente ci si è resi conto d'aver sottovalutato
gli aspetti legati al sistema immunitario e
all'istocompatibilità. Facciamo il caso di una
paziente che sia diventata madre di un bambino.
Durante la gravidanza avrà convissuto con un
essere vivente riconosciuto dal suo organismo
come non femminile e quindi avrà sviluppato gli
anticorpi di difesa, che dopo il parto vanno in
quiescenza. È fisiologia umana. Che cosa succede
se le viene donato un organo maschile? Questi
anticorpi si riattivano. Se poi di gravidanze
maschili ne ha avute più d'una, peggio ancora:
il trapianto diventa a rischio».
Lo chiedo a lei che
ha studiato gli ultracentenari: ha senso
aggiungere anni alla vita ? Non sarebbe meglio
aggiungere vita agli anni ?
«Dipende dallo spirito del gioco, come spiego
nel mio saggio Adulti e gioco. Le componenti del
gioco sono due: l'entusiasmo per l'avventura e
le regole che impongono autocontrollo. Per
vivere bene bisogna saper giocare bene».
Qual è l'aspetto
peggiore della vecchiaia ?
«La perdita dello spirito di gioco, la paura
dell'oltre. È l'età in cui si comincia a
scorgere la fine. Alcuni sperano che sia una
frontiera al di là del quale vi è qualcosa.
Altri, compresi vescovi e sacerdoti, ne hanno
una paura tremenda, la scotomizzano, non la
vogliono vedere. La frontiera spaventa».
Per quale motivo un
ultraottantenne con gravi invalidità dovrebbe
essere felice di tirare avanti ?
«Dipende dal suo credo. Io ho avuto una mamma
che ha vissuto gli ultimi 11 anni della sua vita
tormentata da un mieloma multiplo. Diceva: “Una
volta facevo roccia, adesso mi dedico
all'alpinismo spirituale”. Trovava un senso
anche nelle sue diminuzioni. Ha scritto quattro
libri su questo. Da malata».
By Stefano Lorenzetto - Tratto da
ilgiornalie.it
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