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SVEZIA
Lo studio
portato avanti da Salford e dal suo team di ricercatori, relativo agli
effetti delle emissioni dei telefoni cellulari, è stato condotto in modo
del tutto diverso da come fin qui sostanzialmente affrontato da numerosi
scienziati.
Il
lavoro di ricerca, infatti, sembra indicare come l'uso del cellulare
tenda ad allentare le maglie della barriera
emato-encefalica, consentendo a certe proteine di
inserirsi tra i neuroni, aggredendoli.
Gli esperimenti sono stati condotti su topi e, come afferma lo stesso
Salford, hanno dunque bisogno di ulteriori conferme, ma i risultati
ottenuti sono preoccupanti, al punto che lo stesso team di ricerca
consiglia prudenza soprattutto ai più giovani nell'uso del cellulare. La
rimozione della barriera per alcune proteine, infatti, potrebbe produrre
un invecchiamento
precoce delle cellule cerebrali.
La preoccupazione degli studiosi, i cui risultati sono stati pubblicati
dal National Institute of Environmental Health Sciences americano, e che
hanno lavorato con il finanziamento del Consiglio svedese per la ricerca,
è che mano a mano che le tecnologie di comunicazione wireless si
diffondono la gente si trovi "affogata in un oceano di
emissioni".
"Il
rischio potenziale dei campi elettromagnetici per il corpo umano - si
legge nell'abstract della ricerca - costituisce una preoccupazione
crescente per la società. Abbiamo già dimostrato come impulsi di onde
leggere aumentino in modo significativo il passaggio di albumina
attraverso la barriera emato-encefalica.
Ora abbiamo cercato di capire se
un passaggio patologico di questo tipo possa avere a che fare con danni ai
neuroni. Tre gruppi di 8 ratti ciascuno sono stati esposti per due ore a
campi elettromagnetici di diversa entità generati da telefonini GSM.
Abbiamo trovato, e presentiamo qui per la prima volta, prove significative
di danni neurali
nella corteccia, nell'ipotalamo e nei gangli dei cervelli dei ratti".
Va detto che fino ad oggi, come ben noto, nessuna certezza scientifica si
è avuta in merito ai danni che potrebbe causare l'uso dei telefoni
cellulari, al punto che persino l'Organizzazione mondiale della Salute
appare poco propensa a finanziare ulteriori indagini, peraltro invise ai
costruttori di telefoni mobili. In questo caso però, come rilevano
numerosi osservatori in queste ore, si sta ipotizzando l'esistenza di un
possibile effetto collaterale che non era stato precedentemente
messo sotto osservazione.
Il professor Salford ha posto l'accento sul fatto che non ci sono certezze
in merito ai danni che potrebbe provocare il passaggio di certe proteine
ma, ha spiegato, "neuroni che normalmente non invecchiano prima che
le persone raggiungano i 60 anni potrebbero invece decadere quando queste
sono sulla trentina".
Tratto
da: http://punto-informatico.it
vedi:
CAMPI
MAGNETICI e SALUTE
(studi del
prof. Levis)
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Anche
Lo studio alla Finland's Radiation and
Nuclear Safety Authority ha trovato che l'esposizione alle radiazioni di
telefoni mobili può causare un incremento dell'attività di centinaia
di proteine in cellule umane coltivate in laboratorio.
Nondimeno lo
studio, di cui i ritrovamenti iniziali furono pubblicati il giugno 2002,
nella rivista scientifica "Differensation", pone nuove domande riguardo al
fatto che le radiazioni dei telefoni mobili possa indebolire la capacità
della barriera protettiva cerebrale di fermare sostanze nocive.
Lo
studio si è concentrato sui cambiamenti nelle cellule che rivestono i
vasi sanguigni per verificare se tali cambiamenti potrebbero indebolire
il funzionamento della barriera sanguigna cerebrale, che impedisce a
sostanze potenzialmente nocive di affluire nel cervello dal flusso
sanguigno. Hanno scoperto anche che un'ora di esposizione alle
radiazioni dei telefoni mobili ha causato il restringimento di cellule
umane in cultura. I ricercatori credono che il restringimento sia
innescato da una reazione che normalmente avviene solo quando una
cellula è danneggiata. In una persona, tali cambiamenti potrebbero
disattivare meccanismi di sicurezza che impediscono a sostanze nocive di
affluire nel cervello dal flusso sanguigno.
I cambiamenti prodotti dalle
radiazioni sulle cellule potrebbero interferire anche con il processo di
morte normale di apoptosis (naturale processo in cui una cellula si
disintegra dopo aver raggiunto una certa età o dopo essere stata
danneggiata).
Se le cellule che sono "programmate" per morire
non lo fanno, possono formarsi dei tumori.
Lo studio ha scoperto che una
proteina chiamata hsp27 relazionata con il funzionamento della barriera
cerebrale - sanguigna ha mostrato un'accresciuta attività dovuta
all'irradiazione e ha indicato la possibilità che tale attività possa
rendere la barriera più permeabile.
L'accresciuta attività della proteina potrebbe fare in modo
che le cellule si restringano - non vasi sanguigni ma solo
le cellule - e quindi tra quelle cellule potrebbero apparire
dei minuscoli varchi attraverso i quali alcune molecole
potrebbero passare.
Commento (NdR):
quello che non si vuol dire pero' e' che i CEM in questo
caso agiscono piu' profondamente e negativamente sui
soggetti
VACCINATI, perche essi sono
immunodepressi dai vaccini che hanno subito,
vedi
Danni dei vaccini, e
per i metalli pesanti (mercurio
ed alluminio)
oltre ai
prodotti cancerogeni, che gli hanno inoculato
con le vaccinazioni !
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