Le FONTI dei
FINANZIAMENTI INFLUISCONO sugli ESITI degli
STUDI sui CELLULARI
Negli ultimi anni
l'uso dei cellulari è aumentato
vertiginosamente. L'emissione di campi
elettromagnetici a radiofrequenza di basso
livello, che determina l'assorbimento di
radiazioni da parte del cervello di coloro che
usano i cellulari, ha suscitato preoccupazione
riguardo ai potenziali effetti sulla salute (Rothman,
2000).
Ad ogni modo, gli
studi condotti sull'argomento hanno prodotto
esiti contrastanti, alimentando un dibattito
tuttora in corso (Ahlbom et a!., 2004; Feychting
et al., 2005).
Molti degli studi
inerenti sono stati finanziati dall'industria
delle telecomunicazioni, determinando così un
conflitto di interessi (Thompson, 1993).
Recenti indagini
sistematiche sull'influenza degli
interessi finanziari nella
ricerca medica hanno evidenziato che fra
la sponsorizzazione dell'industria e le
conclusioni a favore di quest'ultima
esiste uno stretto legame
(Bekelman et al., 2003; Yaphe et al., 2001), un
legame che nel contesto degli studi sui
potenziali effetti nocivi determinati
dall'utilizzo dei cellulari non è stato preso
in considerazione.
Ricercatori
dell'Università di Berna, dell'Università di
Bristol e dell'Università di Basilea hanno
condotto una sistematica rassegna degli studi
relativi all'esposizione controllata a
radiazioni a radiofrequenza con esiti legati
alla salute (elettroencefalogramma, funzione
cardiovascolare o cognitiva, livelli ormonali,
sintomi e benessere soggettivo).
Di 59 studi, 12 (il 20%) erano finanziati
esclusivamente dall'industria delle
telecomunicazioni, 11 (il 19%) da enti pubblici
o filantropici, 14 (il 24%) contavano su
finanziamenti misti e di 22 (il 37%) non era
dato sapere la fonte dei finanziamenti.
I ricercatori hanno tratto la conclusione che
l’interpretazione degli esiti degli studi sugli
effetti sanitari delle radiazioni di
radiofrequenza dovrebbe tenere nel debito conto
la fonte dei finanziamenti.
Fonte: Università dì Berna, Svizzera (CH) - http://www.ehponline.org/members/2006/9149/9149.html
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L'attenzione
verso i possibili effetti dei campi
elettromagnetici sulla salute umana è tuttora
estremamente viva, sai da parte dei
ricercatori sai da parte dei cittadini.
Un numero crescente di scienziati asserisce che
le nostre cellule usano delle onde ritmiche per
comunicare tra loro e, che le microonde dei
cellulari interrompono bruscamente questa loro
comunicazione, danneggiando il cervello in vari
modi. Per prima cosa, pensa ad un forno a
microonde. Il telefonino, come il forno a
microonde, e a differenza di una doccia calda,
riscalda contemporaneamente tutte le molecole
della massa. Il calore non si diffonde
dall'esterno all'interno. La struttura del
cranio e del cervello è talmente complessa e non
uniforme, che all'interno di esso si creano dei
"punti caldi" dove il riscaldamento può superare
dalle 10 alle 100 volte quello dei tessuti
adiacenti.
Il secondo effetto collaterale sul cervello è
stato provato nei laboratori di ricerca di un
neurochirurgo svedese con più di un esperimento
dal 1988.
Il cervello è protetto da una griglia di
passaggi stretti tra cellule adiacenti delle
pareti capillari che si chiama barriera
sanguigna del cervello, essa fa passare i
nutrienti e blocca le sostanze tossiche. E'
stato dimostrato nelle diverse variazioni
dell'esperimento, che le microonde danneggiano i
vasi sanguigni del cervello lasciando passare
l'albumina nei tessuti del cervello, dimostrando
che il cervello ha perso una parte della sua
protezione. L'albumina è una componente del
sangue che normalmente non attraversa la
barriera sanguigna del cervello.
Questo è quello che hanno trovato costantemente
i ricercatori negli scorsi 18 anni:
l'esposizione alle radiazioni microonde dei
cellulari provoca la dispersione di albumina nel
cervello.
In uno degli esperimenti, riducendo le
esposizioni a 1/1000 della potenza, i danni alla
barriera sanguigna del cervello sono di fatto
aumentati, dimostrando che i danni non sono
proporzionali alla dose e ridurre la potenza non
renderà i cellulari più sicuri.
l terzo effetto delle microonde sono i danni al
tessuto nervoso osservati in una ricerca
pubblicata nel 2003. Si è dimostrato che,
riducendo il livello di esposizione di 10 o 100
volte, i risultati non cambiano. Anche con la
minima esposizione, la metà degli animali
testati, mostrava, oltre alla barriera sanguigna
danneggiata, un numero discreto o elevato
dineuroni danneggiati, incluse le cellule
collegate all'apprendimento, alla memoria e al
movimento.
A sostegno delle ricerche ci sono anche
moltissime statistiche a distanza di tempo che
dimostrano che negli Stati Uniti, Svezia e
dozzine di altri paesi, l'aumento della
mortalità per melanoma della pelle e per il
cancro alla vescica, prostata, colon, seno e
polmoni, erano quasi paragonabili all'aumento
dell'esposizione pubblica alle onde
elettromagnetiche negli ultimi 100 anni. Quando
aumentavano i trasmettitori in una determinata
zona, aumentavano anche i casi di quei tipi di
cancro, quando i trasmettitori diminuivano,
diminuivano anche i casi di cancro.
Purtroppo le radiazioni non danneggiano
solamente chi usa il cellulare o il forno a
microonde e purtroppo i danni sono estesi anche
a molti altri organi del nostro corpo e non solo
al cervello.
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In
Italia presso l’Istituto di Citomorfologia del CNR di Bologna
l’equipe del dott. Fiorenzo Marinelli ha effettuato una
sperimentazione in “vitro” su una popolazione di “cellule
leucemiche”, cellule dice il ricercatore: “ che si conoscono
molto bene e che vengono considerate spie chiare ed affidabili”.
Queste cellule sono state esposte ad un campo elettromagnetico della
frequenza di 900 MHz, quindi ad un’emissione simile alla prima delle
bande di frequenza della telefonia mobile.
Egli continua dicendo: “Le cellule hanno reagito in 2 modi: nelle
prime ore la radiazione ha provocato l’attivazione nel loro nucleo di
quei meccanismi genetici che portano alla morte cellulare.
Nell’arco delle 48 ore, però, abbiamo potuto osservare un fenomeno
inaspettato: le cellule rimaste, danneggiate dalle onde
elettromagnetiche venivano stimolate non a suicidarsi bensì a
riprodursi più velocemente.
Conclusione: Le onde elettromagnetiche lasciano sicuramente un segno
nella cellula, provocando col tempo un’alterazione di alcuni sistemi
di controllo genetici del ciclo cellulare.
Dalla Terza generazione di cellulari che lavorano a 2.450 MHz, altri e
più gravi problemi:
Il dott. Henry Lay (USA) ha dimostrato che questa particolare frequenza
è in grado di rompere i filamenti del DNA, di alterare insomma la
struttura della molecola chiave degli esseri viventi.
Considerazioni:
meglio evitare l’uso del cellulare e se non se ne può fare a meno,
limitarlo solo alle cose urgenti.
Domanda
alle autorità:
dove sono andati a finire i 246 miliardi di lire
stanziati dalla vendita delle licenze UMTS, per la ricerca sugli effetti
delle emissioni elettromagnetiche ?
Quello che è certo, almeno secondo uno studio
italiano che sarà pubblicato sulla rivista
scientifica 'Annals of Neurology', è che i
telefoni cellulari «eccitano» il nostro cervello
Vivavoce,
emissioni ridotte.
Un
eminente professore britannico rivolge un appello ai produttori:
inserite nei kit vivavoce i morsetti di ferrite e ridurrete quasi a zero
ogni emissione
27/01/05
- Telefonia & C. - Londra - Dopo mesi bollenti per il dibattito
sulla sicurezza della telefonia mobile nel Regno Unito, un celebre
luminare si è rivolto ai produttori di cellulari chiedendo loro di
venire incontro ai dubbi degli utenti e risolverli.
Il
professor Lawrie Challis, chairman del Mobile Telecommunications and
Health Research Programme, ha chiesto che i
morsetti
di ferrite siano utilizzati come standard nei kit vivavoce perché
sono in grado di fermare quasi completamente il passaggio delle
emissioni lungo il filo dell'auricolare.
In sé le proprietà di questo genere di materiali non rappresentano una
novità. "Ma - ha spiegato Challis alla BBC - sebbene non
ci siano ancora prove che i cellulari siano dannosi alla salute, bisogna
anche dire che la gente ancora non li ha utilizzati abbastanza a lungo
per esserne sicuri". Un'affermazione forte, quest'ultima, se si
considera che Challis fa parte di quella commissione Stewart che di
recente
ha sconsigliato l'uso dei cellulari ai bambini, e agli adulti ha
consigliato un uso il più moderato possibile.
"Utilizzare un morsetto di ferrite - ha continuato Challis - riduce
a zero le emissioni alla testa. Eppure i produttori ancora non li hanno
inseriti nei kit vivavoce. E non capisco perché, vorrei che lo
facessero. Potrebbero rivendersela come una strategia di marketing, ad
uno verrebbe da pensare che dovrebbero essere interessati a promuovere
una cosa del genere".
E invece no. Come ha spiegato Michael Milligan, dirigente del Mobile
Manufacturers Forum, "siamo d'accordo che possono avere un
impatto. Ma qui va detto che i cellulari sono stati sottoposti a
collaudo secondo i parametri di sicurezza e sono considerati
sicuri". Il problema per l'industria, evidentemente, non è tanto
impedire la diffusione di sistemi che riducano le emissioni quanto
affermare che questi possano essere necessari anche soltanto come
approccio prudenziale: questo potrebbe infatti indurre parte del
pubblico a ritenere che i costruttori non considerino i propri prodotti
già del tutto sicuri. Tra
esami
alle stazioni base della telefonia mobile e allarmi sugli
effetti
sul DNA la fiducia dei consumatori relativamente alla sicurezza dei
cellulari è oggi infatti piuttosto ridotta.
A tutt'oggi questo tipo di antenna non e' ancora stato immesso
sul mercato, come mai ??
Tratto
da:
www.punto-informatico.it
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Studio Hardell
Calberg Mild su nocività Cellulari - Cordless
Abstract dello sul rischio epidemiologico di
tumore cerebrale connesso a uso di cellulari e
cordless in Svezia, che ha recentemente generato
numerose discussioni (per lo più prive di senso)
sulla stampa e su Internet.
L'abstract è pubblicato su International
Archives of Occupational and Environmental
Health come lo studio intero, che è però
disponibile online solo a pagamento.
Sito web dell'editore:
http://www.springer.com
Si tratta di uno studio epidemiologico serio,
condotto da ricercatori qualificati, con
numerose pubblicazioni scientifiche all'attivo,
anche su riviste prestigiose.
Lo studio si basa su
procedure statistiche ben collaudate in
epidemiologia:
1) odds ratio (OR) il rapporto tra la frequenza
con la quale un evento si verifica in un gruppo
di pazienti e la frequenza con la quale lo
stesso evento si verifica in un gruppo di
pazienti di controllo.
vedi:
http://www.saperidoc.it/ques_174.html)
2) intervallo di confidenza (CI) che fornisce
informazioni riguardo alla precisione dei valori
ottenuti attraverso lo studio di un campione.
L'intervallo di confidenza 95% per le OR dello
studio ci dice che si può appunto confidare -
con un margine di certezza ragionevole - che
quell'intervallo contenga il valore vero della
popolazione.
vedi:
http://www2.unipr.it/~bottarel/epi/freq/ip_ic.htm
In conseguenza le conclusioni dello studio
sull'aumento del rischio epidemiologico di
tumore cerebrale nel segmento di popolazione
svedese "forte utilizzatore di telefonino"
(secondo i parametri definiti dallo studio
stesso) mi pare effettivamente rimettano in
discussione le certezze sull'innocuità dei
telefonini che si ritenevano raggiunte con le
precedenti ricerche.
Il fatto che lo studio non sia consistente con
queste ricerche potrebbe essere spiegato in
molti modi, e per fare un'ipotesi un minimo
seria bisognerebbe guardarsi queste ricerche, ma
comunque non invalida le conclusioni degli
autori, che portano alla necessità di
*ulteriori* ricerche epidemiologiche in materia.
Nemmeno le invalida l'osservazione della FDA USA
che indica una debolezza dello studio nel suo
essersi servito di questionari ed interviste
telefoniche (problema di fondi e personale, io
credo) ma registra anch'essa a questo punto la
necessità di ulteriori ricerche - Fonte:
http://today.reuters.com/news/newsArticle.aspx?type=healthNews&storyID=2006-04-07T135021Z_01_N061368_RTRUKOC_0_US-FDA-CELLPHONES.xml
Si raccomanda prudentemente di utilizzare
l'auricolare in caso di telefonate lunghe e
frequenti con cellulare.
Ottobre 2006:
L'uso
eccessivo di terminali mobili sembra aumentare i
rischi di tumore al cervello, a riaccendere il
dibattito scientifico è l'Istituto Nazionale del
Lavoro di Stoccolma.
La comunità scientifica svedese ha già prodotto
ben tre studi piuttosto inquietanti su questo
argomento decisamente scottante. Tutti gli studi
svedesi, finora, sono stati "smentiti" dai
ricercatori americani e britannici.
Ad esempio la Dr. Lydia Zablotska, epidemiologa
presso la prestigiosa Columbia University, è
convinta che "le ricerche sui danni dei
cellulari vanno di moda".
La Zablotska sostiene che "in questo preciso
periodo storico, tutti quanti puntano il dito
sui telefonini", incalza, "e le ricerche in
questo ambito vengono fortemente influenzate da
questo tipo di pregiudizi".
I risultati dell'ultima ricerca è stata condotta
su due gruppi di 2200 soggetti: un gruppo era
costituito da pazienti affetti da neoplasie
cerebrali, l'altro da individui completamente
sani. Gli scienziati sembrerebbe avere trovato
un nesso tra tumori e l'uso intensivo di
telefonini cellulari: il 10% dei soggetti con
tumori maligni utilizza cellulare in maniera
costante da almeno 10 anni. "Circa un decimo
degli individui malati", sottolinea Kjell Mild,
autore dello studio, "condividono una
particolarità: utilizzano il cellulare con molta
intensità".
Per molta intensità ed uso eccessivo lo studio
indica una media di un'ora di chiamate al
giorno. Questa esposizione aumenterebbe il
rischio di tumori cerebrali del 240% nei
soggetti sani e favorirebbe lo sviluppo di
neoplasie nell'emisfero del cervello
corrispondente all'orecchio solitamente
utilizzato durante la chiamate telefoniche.
Precedenti studi hanno dimostrato come
l'utilizzo del telefono cellulare causi delle
zone calde nel cervello, ad essere imputata è
infatti la distanza del cellulare al cervello:
infatti la potenza delle onde elettromagnetiche
diminuisce con il quadrato della distanza.
"La migliore soluzione a questi rischi", dice
Mild in un'intervista rilasciata a Reuters, "è
l'uso di auricolari".
I bambini, inoltre, sarebbero i "soggetti più
vulnerabili" ai rischi cancerogeni legati alla
telefonia mobile.
Tratto da:
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=3972
Altri studi in
Inglese:
Abstract:
Pooled analysis of two case-control studies on
use of cellular and cordless telephones and the
risk for malignant brain tumours diagnosed in
1997-2003
Lennart Hardell1, 2 , Michael Carlberg 1 and
Kjell Hansson Mild 2, 3 (1) Department of
Oncology, University Hospital, 701 85 Örebro,
Sweden
(2) Department of Natural Sciences, Örebro
University, 701 82 Örebro, Sweden
(3) National Institute for Working Life, 907 13
Umeå, Sweden
Received: 30 August 2005 Accepted: 5 January
2006 Published online: 16 March 2006
Abstract
Objectives: To study the use of cellular and
cordless telephones and the risk for malignant
brain tumours.
Methods: Two case-control studies on malignant
brain tumours diagnosed during 1997-2003
included answers from 905 (90%) cases and 2,162
(89%) controls aged 20-80 years. We present
pooled analysis of the results in the two
studies.
Results: Cumulative lifetime use for >2,000 h
yielded for analogue cellular phones odds ratio
(OR)=5.9, 95% confidence interval (CI)=2.5-14,
digital cellular phones OR=3.7, 95% CI=1.7-7.7,
and for cordless phones OR=2.3, 95% CI=1.5-3.6.
Ipsilateral exposure increased the risk for
malignant brain tumours; analogue OR=2.1, 95%
CI=1.5-2.9, digital OR=1.8, 95% CI=1.4-2.4, and
cordless OR=1.7, 95% CI=1.3-2.2.
For high-grade astrocytoma using >10 year
latency period analogue phones yielded OR=2.7,
95% CI=1.8-4.2, digital phones OR=3.8, 95%
CI=1.8-8.1, and cordless phones OR=2.2, 95%
CI=1.3-3.9.
In the multivariate analysis all phone types
increased the risk. Regarding digital phones
OR=3.7, 95% CI=1.5-9.1 and cordless phones
OR=2.1, 95% CI=0.97-4.6 were calculated for
malignant brain tumours for subjects with first
use use <20 years of age, higher than in older
persons.
Conclusion: Increased risk was obtained for both
cellular and cordless phones, highest in the
group with >10 years latency period.
Keywords Astrocytoma - Glioblastoma - Mobile
phones - DECT - Microwaves
By:
bhisma@email.it
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Cellulari e
Cancro
Cellular Telephone Use and Cancer Risk:
Update of a Nationwide Danish Cohort Joachim
Schüz, Rune Jacobsen, Jørgen H. Olsen, John D.
Boice, Jr, Joseph K. McLaughlin, Christoffer
Johansen
Background: The widespread use of cellular
telephones has heightened concerns about
possible adverse health effects. The objective
of this study was to investigate cancer risk
among Danish cellular telephone users who were
followed for up to 21 years.
Methods: This study is an extended follow-up of
a large nationwide cohort of 420 095 persons
whose first cellular telephone subscription was
between 1982 and 1995 and who were followed
through 2002 for cancer incidence. Standardized
incidence ratios (SIRs) were calculated by
dividing the number of observed cancer cases in
the cohort by the number expected in the Danish
population.
Results: A total of 14 249 cancers were observed
(SIR = 0.95; 95% confidence interval [CI] = 0.93
to 0.97) for men and women combined.
Cellular telephone use was not associated with
increased risk for brain tumors (SIR = 0.97),
acoustic neuromas (SIR = 0.73), salivary gland
tumors (SIR = 0.77), eye tumors (SIR = 0.96), or
leukemias (SIR = 1.00). Among long-term
subscribers of 10 years or more, cellular
telephone use was not associated with increased
risk for brain tumors (SIR = 0.66, 95% CI = 0.44
to 0.95), and there was no trend with time since
first subscription. The risk for smoking-related
cancers was decreased among men (SIR = 0.88, 95%
CI = 0.86 to 0.91) but increased among women
(SIR = 1.11, 95% CI = 1.02 to 1.21).
Additional data on income and smoking
prevalence, primarily among men, indicated that
cellular telephone users who started
subscriptions in the mid-1980s appeared to have
a higher income and to smoke less than the
general population.
Conclusions: We found no evidence for an
association between tumor risk and cellular
telephone use among either short-term or
long-term users. Moreover, the narrow confidence
intervals provide evidence that any large
association of risk of cancer and cellular
telephone use can be excluded.
JNCI:
http://jncicancerspectrum.oxfordjournals.org/cgi/content/abstract/jnci;98/23/1707
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Usare troppo il
cellulare aumenta del 50 per cento il rischio di
tumori alle ghiandole salivari - Tel Aviv,
Israele Feb. 2008 - E' quanto emerge da uno
studio israeliano, pubblicato sull'American
Journal of Epidemiology.
I ricercatori hanno preso in esame 500 pazienti
affetti da tumori benigni e maligni delle
ghiandole salivari, a cui è stato fatto
compilare un questionario riguardante l'uso del
cellulare. Le risposte sono poi state messe a
confronto con quelle di 1300
individui sani.
Dalla ricerca è emerso che le persone che hanno
dichiarato di utilizzare molto il telefonino
hanno un rischio doppio di
sviluppare il tumore, rispetto alle persone che
lo usano meno o
non lo usano affatto.
I tumori si sviluppano proprio dal lato dove si
usa maggiormente il cellulare. "Questo risultato
non dice che il telefonino non va usato - spiega
Siegal Sadetki, autrice dello studio - ma che
vanno usate delle precauzioni, soprattutto da
parte di chi lo usa molto e dei bambini".
Tratto da:
www.scienze.tv -
http://www.scienze.tv/node/2881
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Cell
Phones Raise Children's Risk of Brain Cancer 500
Percent
Alarming new research indicates that children
and teenagers are five times more likely to get
brain cancer if they use cell phones. The study
is raising fears that today's young people may
suffer an epidemic of the disease in later life.
The Swedish research was reported this month at
the first international conference on cell
phones and health. It came from a further
analysis of data from one of the biggest studies
carried out on the cell phone/cancer link,
headed by Professor Lennart Hardell. Professor
Hardell told the conference that "people who
started mobile phone use before the age of 20"
had more than five-fold increase in glioma, a
cancer of the glial cells that support the
central nervous system.
The risk to young people from household cordless
phones was almost as great. Cordless phones
caused a fourfold increase in risk.
Young cell phone users were also five times more
likely to get acoustic neuromas, disabling
tumors of the auditory nerve that often cause
deafness.
Sources:
The Independent September 21, 2008
EMF & Health: A Global Issue September 8-9,
2008, The Royal Society, London
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