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Aumentato rischio di
tumori intorno alle
antenne !
Lo studio epidemiologico completo 111 pagine :
http://www.next-up.org/pdf/ApaPressReleasesBaseStationAssociatedWithCancerInAustria12022008.pdf
Il Ministero della Sanita' Austriaco esamina i
risultati della sintesi della alta
concentrazione di tumori nella periferia a 200
metri di una stazione base di antenne di
telefonia mobile situata in prossimita' della
stazione di Graz.
Graz - Agenzia di Stampa Austriaca (APA) - E'
stato trovato un "aumento significativo
del rischio di cancro dovuto alle radiazioni
delle Radiofrequenze nel raggio di 200 metri
dalle antenne di una stazione base di telefonia
mobile" questo e' cio' che ha dichiarato
il dr. Gerd Oberfeld, medico del servizio di
salute ambientale di Salisburgo, nel quadro di
uno studio commissionato nel 2005 dal
dipartimento di salute della regione di
Steiermark.
I dati sull'incidenza dei tumori sono stati
raccolti nelle zone di Vasoldsberg/Hausmannstaetten
(distretto di Graz) dove si trovava un'antenna
di telefonia mobile per C-net (telefonia
analogica a 450 MHZ) rimasta in funzione dal
1984 al 1997.
Punto di partenza di questo studio era un
sospetto riguardante il numero elevato di
patologie cancerogene nella popolazione locale.
Il sospetto e' stato confermato dal gruppo del
dr. Gerd Oberfeld autore dello studio.
Nell'elaborazione dello studio, si e' supposto
che le antenne della telefonia mobile potessero
essere il fattore determinante. Di conseguenza
la zona dello studio e' una zona circolare avente
un raggio di circa 1200 metri intorno al
trasmettitore telefonico. Parallelamente e in
associazione, uno studio comparativo di casi di
testimonianze e' stato realizzato utilizzando 3
gruppi di popolazioni diverse per zone
concentriche.
Una delle condizioni era che le persone dovevano
risiedere almeno 5 anni nelle zone studiate.
Il risultato piu' significativo si e' avuto su un
campione di 67 persone su un totale di 1247
persone del gruppo di controllo, che avevano
sviluppato ed erano decedute a causa di un
cancro.
Un ulteriore verifica e' stata effettuata con un
antenna posizionata a solo 25 m dalla
precedente, misurando le radiofrequenze generate
e le conseguenze nella zona notte di 84
partecipanti allo studio.
Inoltre, un programma informatico ha aiutato a
calcolare i livelli delle radiazioni. Il
risultato del paragone tra i calcoli automatici
del programma e la verifica effettuata e' ottimo
secondo il dr. Gerd Oberfeld: "Questo
significa che i risultati di questi calcoli
possono ugualmente essere utilizzati e
confrontati per valutare un campione piu' esteso.
Le antenne di Vasoldsberg/Hausmannstaetten
erano "casi eccezionali, perché l'altezza delle
antenne raggiungeva solamente all'incirca gli 8
metri, nel bel mezzo di un quartiere
residenziale", ha dichiarato l'autore dello
studio nella sua intervista all'agenzia di
Stampa APA.
Normalmente, le antenne di C-net sono
omnidirezinali, hanno un'altezza di circa due
metri e sono installate su piloni piu' elevati.
La distanza tra due stazioni base e' varia
abitualmente tra i 30 ai 50 km.
Il dr. G. Oberfeld ha aggiunto:"Sarebbe
giudizioso realizzare un altro studio in un
diverso luogo avente caratteristiche similari al
fine di confermare il risultato dello studio di
Hausmannstaetten."
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Cefalee,
tachicardia, disturbi all'udito, vomito e ansia.
Sintomi e problemi
causati «probabilmente dai campi elettromagnetici creati dalla cabina
Enel».
Così il professor Morando Soffritti, oncologo e ricercatore
sull'elettrosmog della nota Fondazione Ramazzini di
Bentivoglio, che
ieri ha messo in collegamento diretto i disturbi certificati a una
famiglia di via Rosa Angelini con la postazione della luce attaccata a
casa.
Per il consulente del GIP Piero Messini D'Agostini, dunque, ci sarebbero
delle probabilita' di causalita' diretta tra la presenza
della cabina e i malesseri della famiglia. Che l'anno scorso decise,
attraverso l'avvocato Guido Menarini, di chiedere aiuto alla polizia
delle telecomunicazioni e alla procura. Prologo del sequestro, per fare
sì che i tecnici potessero misurare le presunte emissioni da
elettrosmog.
Bene, ora siamo alla resa dei conti. Anche se l'Enel di Ferrara,
rappresentata dall'avvocato Antonio Gambetti, replica
alle «probabilita'» del perito con la carenza di ricerca e studi
scientifici in materia, tali da avvalorare il presupposto accusatorio ipotizzato dagli inquirenti. Insomma, i disturbi accusati dalla famiglia
di via Rosa Angelini sarebbero frutto di una forma di autosuggestione.
«Che pero' - ribatte l'avvocato di parte civile - e'
andata via quando tutta la famiglia ha cambiato casa. Gia': ora marito,
moglie e figlio stanno meglio».
Ma il braccio di ferro e' appena iniziato. Adesso tocchera', infatti, al
pubblico ministero Mariaemanuela Guerra chiudere il cerchio
attorno al primo processo di tutta l'Emilia Romagna contro i rischi da
emissioni elettromagnetiche.
Un caso dai mille risvolti che deve
giocoforza fare i conti con la carenza di dati e studi scientificamente
validi.
E' il primo ostacolo che, unito al «limite di emissioni della cabina,
comunque rispettate dall'azienda Enel», costituiscono quindi nei fatti
il muro che dovra' scalare la procura.
L'asso rimane la perizia del
professor Soffritti: corposa, ricca di dati e di probabilita'.
By Luca Borghi - Notizia tratta dal quotidiano "Il Resto del Carlino" edizione
di Ferrara 07 Feb 2002 05:21
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Dopo gli
Usa, anche l’Europa si interroga sulla nocivita'
del Wi-Fi. Ma per la
WHO mancano le prove
Il
Wi-Fi (Wireless Fidelity), nome commerciale
delle reti locali senza fili (WLAN) basate sulle
specifiche IEEE 802.11, sta animando il
dibattito in Francia.
Studi contradditori sugli effetti nocivi stanno
occupando grande spazio sui mass media.
I campi
elettromagnetici ad alta frequenza sono da
diversi anni nelle mire di associazioni
ambientaliste convinte che l’uso del Wi-Fi, ma
anche del GSM e del WiMAX, ponga problemi di
salute pubblica.
A fronte di queste discussioni, i ministeri
francesi di Salute ed Ecologia hanno richiesto
uno Studio sui rischi sanitari legati ai campi
elettromagnetici, in particolare le emissioni
delle onde del Wi-Fi e dei telefoni cellulari.
La Ricerca e' stata
affidata all’Afsset (Agence française de
sécurité sanitaire de l'environnement et du
travail) e i risultati dovrebbero essere
pubblicati per l’inizio del 2008.
La decisione fa seguito alle dichiarazioni di
BioInitiative, un gruppo di scienziati
americani, che il mese scorso hanno reso noto un
Rapporto sulla nocivita' delle onde
elettromagnetiche in generale.
Al centro dell’analisi l’aumento dei casi di
leucemie infantili, cancro al cervello e morbo
d’Alzheimer, probabilmente legati, a parere dei
ricercatori, all’inquinamento elettromagnetico.
Da qui la spinta al governo a intervenire in
modo che si faccia luce sui potenziali rischi
delle infrastrutture Wi-Fi.
Non e' la prima volta
che si lancia l’allarme su questa situazione.
All’inizio del 2007, in Germania e Austria
alcuni scienziati avevano evidenziato i pericoli
dell’installazione di reti Wi-Fi presso le
abitazioni e le scuole, consigliando il ritorno
alle reti radiofoniche per motivi di sicurezza.
Poco dopo BBC aveva rivelato in un’indagine che
l’intensita' del campo elettromagnetico nelle
aule delle scuole britanniche era per tre volte
superiore a quella delle antenne GSM, nonostante
fossero situate a 100 metri di distanza dalle
stesse scuole.
A seguito di questa denuncia, le autorita'
britanniche avevano, quindi, preso la decisione
di sospendere i collegamenti Wi-Fi all’interno
degli edifici scolastici.
In Francia, le
associazioni PRIARTéM (Pour une réglementation
des implantations d'antennes relais de
téléphonie mobile) e Agir avevano gia'
evidenziato, in un comunicato del luglio scorso,
l’inattivita' delle istituzioni in questo
settore, mentre in Gran Bretagna si erano gia'
presi drastici provvedimenti. A cio' aggiungiamo
anche le critiche del Criirem (Centre de
recherche et d'information indépendantes sur les
rayonnements électromagnétiques) che mette in
guardia contro l’accelerazione dell’inquinamento
elettromagnetico.
Questo organismo,
che si definisce come un consorzio di
“scienziati esperti in inquinamento ambientale”,
denuncia in particolare la doppia nocivita' dei
cellulari bimodali che consentono collegamenti
su reti GSM e Wi-Fi.
False informazioni ?
Alcuni la pensano così, intanto la World Health
Organization ha pubblicato un documento dal
titolo “Campi
elettromagnetici e salute pubblica” che
affronta i rischi del Wi-Fi e delle altre onde.
La WHO tuttavia afferma in questo documento che
non c’e' una prova reale degli effetti nocivi del Wi-Fi sulla salute della popolazione che vive
vicino a queste reti.
Non e' la prima
volta che un simile dibattito agita l’opinione
pubblica e gli esperti.
L’installazione delle antenne GSM per la
telefonia mobile aveva sollevato negli anni ’90
la reazione degli ambientalisti così come oggi
avviene per il Wi-Fi.
Le associazioni chiedevano le giuste precauzioni
di fronte agli eventuali rischi per la salute.
Oggi si chiedono le stesse precauzioni, tenendo
ben presente che la tecnologia corre rapida, ed
e' giusto non fermarla, come e' altrettanto giusto
salvaguardare la salute di tutti.
By
Raffaella Natale -
Tratto da:
http://www.key4biz.it
vedi:
CAMPI
MAGNETICI e SALUTE
(studi del
prof. Levis)
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APPELLO di FRIBURGO - lo sostengono
le seguenti personalita' del mondo della scienza
e della cultura.
Animati da una grande preoccupazione per la
salute dei nostri simili, noi sottoscritti
medici appartenenti a diverse discipline
specialistiche, in particolar modo alla medicina
ambientale, ci appelliamo al mondo medico, ai
responsabili della sanita' pubblica ed ai
politici, oltre che all'opinione pubblica.
Negli ultimi anni osserviamo attraverso i nostri
pazienti un incremento drammatico di patologie
croniche e gravi, soprattutto:
* difficolta' di apprendimento e di
concentrazione, disturbi del comportamento nei
bambini (ad esempio iperattivita')
* alterazioni della pressione arteriosa sempre
meno controllabili con l'assunzione di farmaci
* alterazioni del ritmo cardiaco
* infarto del miocardio ed ictus in persone
sempre piu' giovani
* degenerazioni cerebrali (ad es. morbo di
Alzheimer) ed epilessia
* tumori quali leucemia e cancro al cervello.
Inoltre constatiamo il moltiplicarsi di disturbi
spesso ricondotti erroneamente alla sfera
psicosomatica, quali:
* dolori di testa ed emicranie
* affaticamento cronico
* turbe nervose
* insonnia e sonnolenza
* rumori auricolari
* scarsa resistenza ai fattori patogeni
* dolori al sistema nervoso e alle viscere, non
altrimenti spiegabili;
cio' per rimanere nella casistica piu' frequente.
Dal momento che solitamente conosciamo
abbastanza le abitudini e l'ambiente di vita dei
nostri pazienti, spesso riusciamo, soprattutto
dopo un colloquio mirato con le persone, a
stabilire dei collegamenti sia nello spazio che
nel tempo tra il manifestarsi della patologia e
l'esposizione a fonti di contaminazione
elettromagnetica, ad esempio in seguito a:
* installazione di un impianto radiomobile nelle
vicinanze dell'abitazione del paziente
* utilizzo intenso del terminale radiomobile
(cellulare)
* messa in funzione di un telefono cordless (DECT)
nella propria abitazione o nell'immediato
vicinato.
Non possiamo continuare a credere che tutto cio'
sia casuale, dal momento che:
* troppo spesso osserviamo come determinate
patologie si concentrano in aree interessate da
un'intensa attivita' di trasmissione radiomobile,
* troppo spesso un quadro patologico maturato in
mesi o anni volge a rapido miglioramento
allontanando il paziente dalle fonti di
contaminazione elettromagnetica,
* troppo spesso le misurazioni delle intensita'
di campo elettromagnetico confermano secondo i
parametri della bioedilizia la presenza di forti
anomalie in corrispondenza ai luoghi dove
soggiornano i nostri pazienti.
Le esperienze che maturiamo quotidianamente ci
hanno fatto comprendere che la tecnologia della
telefonia mobile introdotta nel 1992 ed oggi
diffusa in modo capillare, nonché quella DECT
che dal 1995 contraddistingue i telefoni
cordless per uso domestico rappresentano uno dei
principali fattori scatenanti di tale fenomeno!
Nessuno oggi puo' sottrarsi completamente
all'irradiazione pulsata di microonde, che va ad
aggravare i rischi gia' esistenti legati
all'inquinamento ambientale chimico e fisico,
andando ad appesantire ulteriormente il carico
gravante sul sistema immunitario, con la
possibile conseguenza di alterare il gia'
difficile equilibrio creato dai meccanismi di
compensazione dell'organismo umano.
Particolarmente a rischio in tal senso risultano
le donne in stato di gravidanza, i bambini, gli
adolescenti, gli anziani ed i malati.
I nostri sforzi sul piano terapeutico tesi a
riconquistare lo stato di salute rimangono
sempre piu' spesso senza risultati, poiché la
continua irradiazione dell'ambiente lavorativo
ed abitativo, e qui soprattutto delle stanze dei
bambini e di quelle destinate al riposo notturno
- vale a dire nei luoghi piu' importanti per il
riposo e la rigenerazione - causa senza sosta
una situazione di stress fisico e psichico ed
impedisce in definitiva l'avvio della guarigione
dei soggetti gia' debilitati dalla malattia.
Alla luce di tali inquietanti sviluppi ci
vediamo costretti a rendere partecipe l'opinione
pubblica delle nostre osservazioni, soprattutto
dopo aver appreso che persino i Tribunali
chiamati a decidere sulla pericolosita' della
telefonia mobile considerano tali rischi come
"meramente ipotetici" (così ad esempio il TAR di Mannheim nella primavera 2002).
Quanto noi andiamo a verificare nel nostro
lavoro quotidiano e' tutt'altro che ipotetico !
Assistiamo impotenti alla crescita delle
affezioni croniche legate anche ad una politica
irresponsabile nella fissazione dei valori
limite e di attenzione, che prende come
riferimento non tanto la protezione del
cittadino dagli effetti indotti dalla telefonia
mobile nel breve e soprattutto nel lungo
periodo, quanto piuttosto l'obbedienza al
dettato di una tecnologia gia' ampiamente
riconosciuta come insidiosa. Il momento attuale
rappresenta per noi solo l'inizio di un processo
molto serio che attentera' alla salute di
moltissime persone.
Non possiamo farci tranquillizzare dalle
promesse di risultati scientifici piu'
approfonditi quanto lontani dalla realta', ben
sapendo quale sia spesso anche l'influenza
dell'industria sulle ricerche scientifiche,
mentre ricerche serie e dimostrazioni assai
eloquenti vengono semplicemente ignorate.
Riteniamo invece sia quanto mai urgente agire, e
subito !
In qualita' di medici ci sentiamo soprattutto
come gli avvocati della salute dei nostri
pazienti, e nell'interesse di tutte quelle
persone il cui fondamentale diritto alla vita ed
all'integrita' fisica viene oggi messo in forse,
ci appelliamo ai responsabili della politica e
della sanita' pubblica, perché con le loro forze
sostengano nei fatti queste nostre richieste:
* per l'affermazione di tecnologie della
comunicazione prive di effetti negativi sulla
salute, che vengano testate e valutate prima
della loro introduzione sul mercato senza cedere
ad alcun interesse di parte
e quali misure immediate e transitorie:
* una massiccia riduzione dei valori limite,
delle potenze di trasmissione e della
contaminazione elettromagnetica su livelli
compatibili con le esigenze biologiche
soprattutto nelle aree destinate al riposo ed
alla rigenerazione;
* uno stop alle nuove installazioni radiomobili,
per impedire che l'inquinamento elettromagnetico
abbia ad aumentare ancora in modo esponenziale;
* un coinvolgimento attivo della popolazione e
dei Comuni nella pianificazione dei siti
radiomobili, come elemento imprescindibile di
rispetto democratico;
* informazione della popolazione e soprattutto
degli utenti di apparecchi cellulari riguardo ai
rischi dei campi elettromagnetici per la salute,
mirando all'educazione verso un uso consapevole
dei telefoni cellulari, nonché divieto assoluto
di tali apparecchiature per i bambini e
limitazioni all'uso da parte degli adolescenti;
* divieto all'utilizzo di cellulari in scuole,
ospedali, ricoveri per anziani, istituti di
formazione e cultura, edifici pubblici e mezzi
di trasporto pubblici, in analogia con il
divieto al fumo di sigaretta;
* istituzione di zone libere da contaminazione
elettromagnetica radiomobile, in analogia alle
aree a traffico automobilistico limitato;
* rielaborazione dello standard DECT per la
telefonia domestica cordless con l'obiettivo di
una limitazione dell'intensita' di flusso
elettromagnetico al solo periodo dell'effettivo
utilizzo e di evitare la tecnologia della
pulsazione del segnale, problematica per i suoi
effetti biologici;
* promozione di una ricerca indipendente dagli
interessi dell'industria, che tenga finalmente
conto dei risultati abbondantemente gia'
disponibili offerti dalla ricerca critica e
dalle nostre osservazioni cliniche.
I primi firmatari:
Dr. med. Thomas Allgaier, Allgemeinmedizin,
Umweltmedizin, Heitersheim
Dr. med. Christine Aschermann, Nervenärztin,
Psychotherapie, Leutkirch
Dr. med. Waltraud Bär, Allgemeinmedizin,
Naturheilverfahren, Umweltmedizin,
Wiesloch
Dr. med. Wolf Bergmann, Allgemeinmedizin,
Homöopathie, Freiburg
Dr. med. H. Bernhardt, Kinderheilkunde,
Schauenburg
Dr. med. Klaus Bogner, Allgemeinmedizin,
Friedrichshafen
Dr. Karl Braun von Gladiü, Allgemeinmedizin,
Ganzheitsmedizin, Teufen
Hans Bruggen, Internist, Lungen- und
Bronchialheilkunde, Umweltmedizin,
Allergologie, Deggendorf
Dr. med. Christa-Johanna Bub-Jachens,
Allgemeinärztin, Naturheilverfahren,
Stiefenhofen
Dr. med. Arndt Dohmen, Innere Medizin, Bad
Säckingen
Barbara Dohmen, Allgemeinmedizin, Umweltmedizin,
Bad Säckingen
Verena Ehret, Ärztin, Kotzting
Dr. med. Joachim Engels, Innere Medizin,
Homöopathie, Freiburg
Karl-Rainer Fabig, Praktischer Arzt
Dr. med. Gerhilde Gabriel, Ärztin, München
Dr. med. Karl Geck, Psychotherapie, Murg
Dr. med. Jan Gerhard, Kinderheilkunde, Kinder-
und Jugendpsychiatrie, Ahrensburg
Dr. med. Peter Germann, Arzt, Umweltmedizin,
Homöopathie, Worms
Dr. med. Gertrud Grunenthal, Allgemeinmedizin,
Umweltmedizin, Bann
Dr. med. Michael Gulich, Arzt, Schopfheim
Julia Günter, Psychotherapie, Korbach
Dr. med. Wolfgang Haas, Innere Medizin, Dreieich
Dr. med. Karl Haberstig, Allgemeinmedizin,
Psychotherapie, Psychosomatik,
Inner-Urberg
Prof. Dr. med. Karl Hecht, Spezialist für Streß-,
Schlaf-, Chrono- und
Raumfahrtmedizin, Berlin
Dr. med. Bettina Hovels, Allgemeinmedizin,
Lörrach
Walter Hofmann, Psychotherapie, Singen
Dr. med. Elisabeth Hoppel, Naturheilverfahren,
Orthopädie, Dorfen
Dr. med. Rolf Janzen, Kinderheilkunde,
Waldshut-Tiengen
Dr. med. Peter Jaenecke , Zahnarzt, Ulm
Beate Justi, Psychiatrie, Psychotherapie,
Hannover
Michaela Kammerer, Ärztin, Murg
Karl Kienle, Praktischer Arzt, Homöopathie,
Chirotherapie,
Naturheilverfahren, Schongau
Dr. med. Monika Kuny, Psychotherapie, Grünwald
Dr. med. Michael Lefknecht, Allgemeinmedizin ,
Umweltmedizin, Duisburg
Dr. med. Volker zur Linden, Innere Medizin,
Bajamar
Dr.med. Martin Lion, Arzt, Homöopathie, Ulm
Dr. med. Dagmar Marten, Ärztin, Ochsenfurt
Dr. Rudolf Meierhofer, Zahnarzt, Roth
Dr. med. Rudolf Mraz, Psychotherapie,
Naturheilverfahren, Stiefenhofen
Dr. med. Otto Pusch, Nuklearmedizin, Bad
Wildungen
Dr. med. Josef Rabenbauer, Psychotherapie,
Freiburg
Elisabeth Radloff-Geck, Ärztin, Psychotherapie,
Homöopathie, Murg
Dr. med. Anton Radlspeck, Praktischer Arzt,
Naturheilverfahren, Aholming
Barbara Rautenberg, Allgemeinmedizin,
Umweltmedizin, Kötzting
Dr. med. Christof Rautenberg, Internist,
Kötzting
Dr. med. Hans-Dieter Reimus, Zahnarzt, Oldenburg
Dr. med. Ursula Reinhardt, Allgemeinmedizin,
Bruchkobel
Dr. med. Dietrich Reinhardt, Innere Medizin,
Bruchkobel
Dr. med. Andreas Roche, Allgemeinmedizin,
Kaiserslautern
Dr. med. Bernd Salfner, Kinderheilkunde,
Allergologie, Waldshut-Tiengen
Dr. med. Claus Scheingraber, Zahnarzt, München
Dr. med. Bernd Maria Schlamann, Zahnarzt,
Heilpraktiker, Ahaus-Wessum
Dr. med. Hildegard Schuster, Psychotherapie,
Lörrach
Norbert Walter, Allgemeinmedizin,
Naturheilverfahren, Bad Säckingen
Dr. med. Rosemarie Wedig, Ärztin, Psychotherapie,
Homöopathie, Düsseldorf
Dr. med. Gunter Theiss, Allgemeinmedizin,
Frankfurt
Prof. Dr. med. Otmar Wassermann, Toxikologie,
Schonkirchen
Prof. Dr. med. H.-J. Wilhelm, Hals-, Nasen-,
Ohrenheilkunde, Phoniater,
Frankfurt
Dr. med. Barbara Wurschnitzer-Hunig,
Dermatologie, Allergologie,
Umweltmedizin, Kempten
Dr. Dr. med. Ingo Frithjof Zurn,
Allgemeinmedizin, Phlebologie,
Naturheilverfahren, Umweltmedizin, Nordrach
Dr. med. Wolfgang Baur, Allgemeinmedizin,
Psychotherapie, Umweltmedizin,
Vienenburg
Prof. Dr. Klaus Buchner, Physiker, München
Volker Hartenstein, MdL Bayerischer Landtag,
Ochsenfurt
Maria und Bruno Hennek, Selbsthilfegr. der
Chemikalien- und
Holzschutzmittelgeschädigten, Würzburg
Dr. Lebrecht von Klitzing, Medizinphysiker,
Stokelsdorf
Wolfgang Maes, Baubiologie und Umweltanalytik,
Neuss
Helmut Merkel, 1. Vorsitzender des Verband
Baubiologie, Bonn
Peter Neuhold, Heilpraktiker , Berlin
Prof. Dr. Anton Schneider, wissenschaftl. Leiter
des Institut für
Baubiologie und Ökologie, Neubeuern
Dr. Birgit Stocker, Vorsitzende des
Selbsthilfevereins für Elektrosensible,
München
Prof. Dr. Alfred G. Swierk, Mainz
Dr. Ulrich Warnke, Biophysik, Biopsychologie,
Biomedizin, Saarbrücken
L'elenco qui sopra non e' completo perché a
tutt'oggi i firmatari sono oltre 30mila
Per aderire alla petizione online di
BioInitiative Report
www.ipetitions.com:80/petition/bioinitiativeemrpi
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DANNI da WIFI
Un
articolo ha scatenato l'inferno. Che cosa vi si
legge ? Che quella che risulta essere la
principale minaccia per la nostra salute è anche
naturalmente quella che più viene tenuta
nascosta dai media. Un giro economico più che
miliardario, legato ai settori in piena crescita
della telefonia e della tecnologia wireless in
genere, monopolizzerebbe infatti l’informazione,
impedendo che si sappia a livello di massa
un’inquietante verità: secondo uno studio citato
l’esposizione alle radiazioni di microonde a
basso livello (Wi-Fi)
è causa conclamata di irreversibili danni
cerebrali, cancro, malformazioni, aborti
spontanei, alterazioni della crescita ossea.
E la fascia di popolazione più a rischio è
rappresentata in assoluto dai bambini e dalle
donne.
Non stupisce quindi che tutto questo fosse ben
noto e documentato in ambito medico e
scientifico già molto prima che la tecnologia
Wi-Fi dilagasse in tutte le nostre case,
arrivando quotidianamente alla portata anche dei
bambini.
Gli effetti biologici non solo pericolosi, ma
letali; di questa tecnologia sono stati
abilmente tenuti nascosti al pubblico per
preservare i lauti profitti delle aziende e per
foraggiare le tasche dei vari
Bill Gates, la Apple e Carlo De Benedetti.
Come ha dimostrato il Professor John Goldsmith,
consulente dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità in Epidemiologia e Scienze della
Comunicazione, l’esposizione alle radiazioni di
microonde Wi-Fi è diventata ormai la prima causa
di aborti spontanei: addirittura nel 47,7% dei
casi di esposizione a queste radiazioni, i casi
di aborto spontaneo si verificano entro la
settima settimana di gravidanza. E il livello di
irraggiamento incidente sulle donne in esame
partiva da cinque microwatt per centimetro
quadrato.
Un tale livello potrebbe sembrare privo di senso
per un non scienziato, ma diventa però più
significativo se diciamo che è al di sotto di
quello che la maggior parte delle studentesse
riceve in un’aula dotata di trasmettitori Wi-Fi,
a partire dall’età di circa cinque anni in su.
Il dato ancora più allarmante è che nei bambini
l’assorbimento di microonde può essere dieci
volte superiore rispetto agli adulti,
semplicemente perché il tessuto celebrale e il
midollo osseo di un bambino hanno proprietà di
conducibilità elettrica diverse da quelle degli
adulti a causa del maggiore contenuto di acqua.
Tutte le
radiazioni ionizzanti sono in
grado di danneggiare il
DNA del tessuto bersaglio.
Le cellule sono, in genere,
scarsamente capaci di riparare i
propri danni e quindi vanno in
contro facilmente a
morte cellulare.
Quindi l’esposizione a
irradiazioni ionizzanti come i raggi X e
similari utilizzati anche nella Radioterapia,
anche se a basso livello di intensita', può
indurre "stress" cronico
ossidativo e
nitrosativo e quindi danneggiare i
mitocondri cellulari (mitocondriopatia).
Questo "stress" può causare danni irreversibili
al
DNA mitocondriale (esso è dieci volte più
sensibile allo
stress ossidativo e nitrosativo del
DNA nel nucleo della
cellula).
Il DNA mitocondriale non è riparabile a causa
del suo basso contenuto di
proteine istoniche, pertanto eventuali danni
(genetici o altro) si possono trasmettere a
tutte le generazioni successive attraverso la
linea materna.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha evidenziato questi
rischi in un documento di 350 pagine noto come
“International Symposium Research Agreement No.
05-609-04” (“Effetti biologici e danni alla
salute dalle radiazioni a microonde – Effetti
biologici, la salute e la mortalità in eccesso
da irradiazione artificiale di microonde a radio
frequenza”). La sezione 28 tratta in modo
specifico i problemi riguardanti la funzione
riproduttiva. Questo documento è stato
classificato ‘Top Secret’ e i suoi contenuti
celati dall’OMS e dall’ICNIRP (International
Commission on Non-Ionizing Radiation Protection
– Commissione Internazionale per la Protezione
dalla Radiazione Non-Ionizzante).
Da un ottimo
articolo di Barrie Trower pubblicato
dall’edizione italiana della rivista Nexus,
apprendiamo quali sono i rischi principali per i
bambini esposti all’uso di cellulari e a
tecnonologie Wi-Fi:
L’irradiazione di microonde a bassi livelli
influenza i processi biologici che danneggiano
la crescita fetale. Non solo: gli stessi
processi biologici sono coinvolti per:
- Barriera Ematoencefalica: si forma in 18 mesi
e protegge il cervello dalle tossine. Si sa che
viene alterata.
– Guaina Mielinica: ci vogliono 22 anni perché
si formino i 122 strati di cui è composta. È
responsabile di tutti i processi cerebrali,
organici e muscolari.
– Cervello: ci vogliono 20 anni perché si
sviluppi (vi assicuro che i cellulari non lo
aiutano in questo).
– Sistema Immunitario: ci vogliono 18 anni
perché si sviluppi. Il midollo osseo e la
densità ossea sono notoriamente influenzati
dalle microonde a bassi livelli come pure i
globuli bianchi del sistema immunitario.
– Ossa: ci vogliono 28 anni per lo sviluppo
completo. Come menzionato, il grande contenuto
di acqua nei bambini rende sia le ‘ossa molli’
che il midollo particolarmente attraenti per
l’irradiazione con microonde. Il midollo osseo
produce le cellule del sangue.
Chiaramente, quelli
che decidono per noi stanno sottovalutando una
pandemia di malattie infantili finora
sconosciuta nelle nostre 40.000 generazioni di
civiltà, che può coinvolgere più di una metà
delle mamme/bambini irraggiati al mondo.
Alla luce di questi
dati allarmanti e delle previsioni di molti
scienziati secondo i quali, se proseguirà con
questo ritmo la diffusione incontrollata dei
sistemi Wi-Fi, entro il 2020 il cancro e le
mutazioni genetiche saranno diffusi in tutto il
mondo a livello pandemico, molti paesi stanno
fortunatamente correndo ai ripari, varando leggi
che limitano per i bambini l’uso dei cellulari e
rimuovendo dalle aule scolastiche i dispositivi
wireless.
Il Comitato
Nazionale Russo per la Protezione dalle
Radiazioni NON-Ionizzanti, in un proprio
documento di ricerca intitolato: “Effetti sulla
salute dei bambini e adolescenti” ha evidenziato
nei bambini esposti a queste radiazioni:
1. 85% di aumento delle malattie del Sistema
Nervoso Centrale
2. 36% di aumento dell’epilessia
3. 11% di aumento di ritardo mentale
4. 82% di aumento di malattie immunitarie e
rischio per il feto.
E nel 2002, 36.000
medici e scienziati di tutto il mondo hanno
firmato l’ “Appello di Friburgo”. Dopo dieci
anni, l’Appello è stato rilanciato e mette in
guardia in particolare contro l’uso del Wi-Fi e
l’irradiazione di bambini, adolescenti e donne
incinte.
Quello di Friburgo è un appello di autorevoli
medici internazionali che in Italia ha purtroppo
trovato scarso ascolto.
E allora che fare ?
Come proteggere noi stessi, e soprattutto i
nostri bambini, da questa letale minaccia
invisibile ?
Il sito Tuttogreen
ha diramato un utile prontuario, consistente in
dieci consigli pratici, che qui di seguito vi
riporto:
1 - Non fare usare i
telefoni cellulari ai bambini, se non in caso di
emergenza. Tollerati gli SMS, ma è meglio
ridurre anche quelli.
In Francia, non a caso è stata vietata la
pubblicità dei telefoni cellulari rivolta ai
minori di 14 anni;
2 - Utilizzare
sempre gli auricolari con cavo (non quelli
wireless). Anche l’uso del vivavoce è
consigliabile;
3 - In caso di
presenza di poca rete o di mancanza di campo,
non effettuare chiamate. In questi casi sarà
necessaria più potenza radiante, con conseguenti
maggiori radiazioni;
4 - Usare il
cellulare meno possibile in movimento, come ad
esempio in treno e in automobile. Il rischio
costante di diminuzione del segnale aumenta in
questi casi l’emissione di radiazioni;
5 - Non tenete il
cellulare vicino all’orecchio o vicino alla
testa in fase di chiamata, quando le radiazioni
sono più forti. Fatelo semmai dopo aver atteso
la risposta;
6 - Non tenete il
cellulare in tasca dei pantaloni, nel taschino
della camicia o nella giacca che indossate;
7 - Cambiate spesso
orecchio durante la conversazione e,
soprattutto, riducete la durata delle chiamate;
8 - Utilizzate il
più possibile, quando potete farlo, la linea
fissa non wireless, oppure strumenti di instant
messaging come Skype o similari;
9 - Non
addormentatevi mai con il cellulare vicino alla
testa, ad esempio usandolo come sveglia;
10 - Scegliete
sempre modelli che abbiano un basso valore di
SAR (tasso di assorbimento specifico delle
radiazioni).
Un undicesimo
consiglio lo aggiungo io: se proprio dovete
utilizzare un cellulare per comunicare con il
mondo che vi circonda, evitate di usare gli
smartphone. Sono in assoluto i più
pericolosi !
By Nicola Bizzi - Fonte: losai.eu + oltre ad
altri appunti e precisazioni, introdotti dal
redattore di questa pagina.
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