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WASHINGTON
2001 - USA
Dal Nostro Corrispondente - Jeremy Rifkin non nasconde la sua indignazione.
«L’umanità si sta
dividendo in due. Un 10, 20 per cento ipernutrito, che muore delle
malattie dei ricchi, gli infarti, il diabete e il cancro. E il resto
sottonutrito, che muore delle malattie dei poveri, a cominciare dalla
fame.
Il celebre ecologo e futurologo, presidente della «Fondazione
delle tendenze economiche di Washington, ultimamente impegnato nelle crociate contro i cibi
- transgenici e la
donazione, commenta il rapporto
di Worldwatch.
«Il solco della salute - dichiara - non è mai stato
così profondo. Ci sono 850 milioni di persone circa che non hanno
abbastanza
da mangiare, e i miliardo che non hanno abbastanza lavoro. Il 40 per
cento della ricchezza dell’umanità è concentrato nelle mani di 366
individui. E’ una situazione spaventosa».
A
quali cause attribuisce questa crisi ?
»Questa
crisi, che è destinata ad aggravarsi, nasce essenzialmente dalla
trasformazione dell’agricoltura.
Oggi, un terzo della produzione
alimentare
è di foraggio per le bestie, che una volta si nutrivano d’erba.
La
Terra non viene più sfruttata per gli esseri umani».
Come mai ?
«Perché i ricchi come noi hanno a disposizione sempre più proteine
animali. Noi mangiamo carne piena di grassi, è per combatterne gli effetti
nocivi prendiamo
medicine sofisticate. I poveri non hanno carne, e in più
vengono privati di cereali".
Secondo alcuni, la soluzione sarebbero i cibi transgenici.
«E’ una sciocchezza. I cibi transgenici sono pericolosi. Invece,
bisogna ridare la terra ai poveri, e battersi
contro la formazione di enormi latifondi».
Basta
pensare che il 40% della ricchezza del Pianeta è in mano a 366
persone
Worldwatch denuncia anche lo stupro dell’ambiente.
Il problema del surriscaldamento del globo è gravissimo. In meno di cent’anni, abbiamo cambiato
la chimica terrestre. Secondo me, è il fenomeno di maggior portata della
storia umana. In futuro pagheremo il prezzo del nostro folle sfruttamento
dell'energia.
Tra mille anni, saremo ricordati soprattutto per le emissioni gas».
Che
cos’altro la preoccupa ?
«Il
vertiginoso aumento del numero delle specie in via di estinzione, che
rimangono senza il
loro
habitat e i loro mezzi di sostentamento. Con la industrializzazione, la sovrappopolazione,
la
globalizzazione stiamo distruggendo il sistema ecologico. Si riducono le foreste, l’acqua
potabile Stiamo eliminando persino i pesci.
Non avrei
mai immaginato che saremmo arrivati a questo punto».
Ma
gli oceani non sono una rete di sicurezza per noi ?
“Stiamo inquinando anche quelli inoltre, i ghiacci polari si
sciolgono. Tra 30 o 40 anni alcuni Paesi potrebbero essere inondati il
Bangladesh in Asia, parte dell’Olanda e della Germania in Europa i
Caraibi nelle Americhe Vent'anni fa conservavo un po’ di ottimismo
adesso non
più»
Che
cosa si può fare ?
«Insegnare
alle nuove generazioni che l’economia dipende dall’ambiente. Si deve consumare
solo ciò che la Natura può sostituire mantenere il millenario equilibrio della Terra".
E
una realtà vicina ?
Non
come un’amministrazione come quella di Bush che non accetta neppure
il debole protocollo di Kyoto».
By Ennio Caretto
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Tratto da "Corriere della Sera" 25 maggio 2001
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