Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


NUCLEARE si o NO ? - Centrali nucleari al Torio
Cure naturali in caso di incidente nucleare
L’energia nucleare è un problema senza soluzione perché:
- produce scorie radioattive e non esiste ancora nessun sistema per gestirle in sicurezza;
- costa troppo: un affare per pochi e un bidone per tutti.
- non dà indipendenza né sicurezza energetica: l’Uranio è una risorsa che entro qualche decennio sarà esaurita.
- le centrali sono degli obiettivi “sensibili” per il terrorismo e non esistono sistemi di protezione in caso di incidenti aerei.
 

Il PROBLEMA del NUCLEARE  

Lo Tsunami un avviso agli Italiani: NO al CRIMINE  NUCLEARE - March 12, 2011
Cari, sono a Kyoto, lontana dalle zone sismiche, e incollata alla tv sia per l'ansia e le apprensioni che per voglia di sapere davvero come stanno le cose.
Trovo interessante vedere i vari canali che parlano del guasto alle centrali nucleari di Fukushima provocato dai sismi.
Vorrei riassumere per voi velocemente e a caldo  - perdonate l'italiano disordinatissimo ! - cio' che possono essere ormai considerati i fatti ma magari non vengono trasmessi correttamente in Italia:
I 7 reattori delle centrali nucleari di Fukushima sono stati fermati automaticamente dopo la prima scossa grave.
Ma, di alcuni reattori non ha funzionato il sistema del raffreddamento e per trattenete l'aumento vertiginoso della temperatura interna, non sapevano come rimediare la riduzione dell'acqua di raffreddamento.
Infine, il governo ha ordinato al gestore di metterci l'acqua del mare per non lasciare scoperto il reattore, che, pero' secondo vari esperti, significherebbe la rinuncia all'uso futuro del reattore; perche' e' dannoso per il cilindro metterci l'acqua non pulita. (
Questo fa notare la situazione non era prevista dai progettisti della centrale)

Riguardo gli abitanti, le autorita' hanno prima deciso di evacuare la zona circostante di 3 km, poi con passare del tempo, hanno allargato la distanza da 10 km a 20 km.

Stranamente quest'ultima estensione e' avvenuta contemporanea con la dichiarazione delle autorita' (del governo) di non aver constatato la fusione del cilindro ne' della registrazione della radioattivita' anomala.

In realta', prima dello scoppio e il crollo dell'edificio che contiene il reattore n. 1 (piu' problematico tra i 4) avvenuto nel pomeriggio di oggi, all'ingresso del sito si registrava fino a 1015 dei microsievert/ora, una cifra allarmante, equivalente alla tolleranza massima annua per l'essere umano.

Un canale TV - che si e' dimostrato piu' scettico davanti alle dichiarazione governative e piu' vicino ai terremotati, vista la quantita' di informazioni maggiori rispetto a molti altri canali - ha trasmesso una notizia non sentita ancora sugli altri canali: da un controllo si e' registrata l'esposizione alla radiazione dalle persone che stavano aspettando l'arrivo di soccorso all'aperto quando c'e' stato questo scoppio (a 3 km circa dal sito).

Hanno misurato 3 persone su circa 90 e da tutti i 3 hanno rilevato i dati allarmanti (non sievert, 100 mila cpm da uno e 30 o 40 mila dagli altri due), una quantita' che richiede un lavaggio accurato del corpo per non ammalarsi (ma c'e' da preoccuparsi anche dell'esposizione interna.

Tutto questo e' successo ai reattori dichiarati "i piu' sicuri", superati tutti i collaudi antisismici severissimi del 2009.
A voi la valutazione.
Yukari


FIRMA contro il Nucleare:

http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/rinnovabili/?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=banda_nucleare+%28cyber%29&utm_content=

vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko (English) + Cio che non dicono sul Nucleare + Medici per l'ambiente PDF

IMPORTANTE: In caso di radiazioni radioattive nell'atmosfera, vedi anche: Argilla


In caso di incidente atomico (nucleare) i nemici primari sono due, uranio e iodio radioattivo, questa è la prima minaccia da affrontare, gli altri composti radioattivi minori emessi da tale incidente, quali il cesio e lo stronzio, debbono essere anch’essi eliminati dall'organismo.
Considerando che siamo comunque esposti a fonti di radiazioni di tipo medicale e altro, il consumo di alcuni supplementi a scopo disintossicante è comunque sempre una cosa da fare al piu’ presto.

IODIO e’ la PRIMA MINACCIA, ma anche la PRIMA DIFESA.
Non tutto lo iodio è uguale, il corpo usa varie forme di iodio. In caso di esposizione certa alle radiazioni lo IODURO DÌ POTASSIO, è la forma da prendere per proteggere la tiroide avendo con tale organo una forte affinità come agente bloccante, in quanto si lega allo iodio radioattivo che viene rimosso in 24-72 ore, ed è prodotto per tale scopo, se le radiazioni non sono presenti l’assunzione di ioduro di potassio è inefficace.
Lo si trova in tavolette da 130 milligrammi. Non acquistate tavolette con concentrazione inferiore.
- Adulti e donne in gravidanza 130 milligrammi al dì.
- Bambini dai 3 anni ai 18 anni fino a 70 chili di peso, 65 milligrammi al dì.
- Bambini di peso superiore ai 70 chili, 130 milligrammi al dì, indipendentemente dell’età
- Bambini da un mese e tre anni di età, 32 milligrammi al dì, indipendentemente dal fatto che allattino al seno no.
- Bambini dalla nascita ad un mese di età 16 milligrammi al dì, indipendentemente dal fatto che allattino al seno o no.
Sarebbe buona norma non aspettare l’arrivo delle radiazioni prima di agire ed assumere ioduro di potassio a scopo preventivo in modo di averlo in circolo nel corpo all’arrivo delle radiazioni impedendo di conseguenza allo iodio radioattivo di legarsi all’interno della tiroide.

Nubi radioattive.
Ci sono delle precauzioni che possiamo adottare, come non uscire di casa,  assumere determinati farmaci o non mangiare determinati alimenti ?   
Non vi fate  prendere dal panico questo è il veleno minore rispetto a quello che respiriamo e/o mangiamo ogni giorno,comunque la terapia crap orale  serve a proteggerci anche da questo pericolo, naturalmente oltre   gli esami   per la prevenzione che ci permette di  monitorare lo  scudo molecolare.
Il nostro organismo è protetto da uno scudo molecolare chiamato Bap ((Biological Antioxidant Potential)Barriera antiossidante   che viene mantenuta costantemente allo stato ridotto dai gruppi -SH (zolfo e idrogeno) uniti ad una cellula organica chiamata Glutatione, che lavora in sinergia con la vitamina C. Questo sistema neutralizza moltissimi veleni che arrivano dall'esterno e che mettono in serio pericolo il nostro organismo, compreso le radiazioni.

L’esposizione a materiale radioattivo pone molti problemi di salute che vanno dalle mutazioni genetiche a livello del DNA cellulare alla distruzione di specifici tessuti del corpo umano. Esistono metodi naturali per aiutare il corpo a reagire ed eliminare le scorie radioattive che tutti dovrebbero conoscere.
La maggior parte delle notizie su internet e giornali a riguardo sostiene di prendere dosi massicce iodato di potassio (KI).
La ragione biochimica alla base di tale ragionamento siede nel fatto che lo iodio radioattivo si lega a tutti i siti lasciati liberi dallo iodio naturale. Più una popolazione è povera di Iodio più sarà sensibile alle radiazioni.
L’Italia in generale non si trova in questa situazione, grazie alla vicinanza con il mare e all’ampio consumo di pesce e sale marino. Il Nord America, al contrario, non ha le stesse condizioni a causa di pesanti carenze di iodio nei territori più centrali e lontani dalla costa.
Effettivamente saturare i recettori per lo Iodio (dose massima 120-130 mg di KI per 3-4 giorni massimo) bloccherebbe in parte l’azione devastante di queste scorie radioattive.
Il Dr L.R. Dugan lo spiega molto bene: “Il KI occupa tutte le sedie così quando la musica si ferma lo Iodio radioattivo non ha posto per sedersi” e quindi viene eliminato più velocemente.
In teoria, il ragionamento non fa un piega a parte un piccolo dettaglio: il KI ha un effetto complessivo di 24 ore massimo e assumere 2 o 3 volte la dose citata lo porta ad alti livelli di tossicità; il discorso si complica ulteriormente per tutti coloro che sono affetti da Ipotiroidismo di Hashimoto. Ecco perché è meglio evitare questo approccio. Inoltre il cesio, l’uranio e il plutonio hanno una durata molto lunga, quindi l’azione di circa 48 ore del KI non aiuterebbe molto.
Ci sono alcune strategie però che possono aiutare a proteggere il corpo dall’interno. Le due parti più sensibili alle radiazioni sono la tiroide e i reni.
 
La tiroide può essere protetta non solo con lo Iodio ma anche con anti-ossidanti potenti come il Glutatione.
Il glutatione viene usato dalla tiroide sia per eliminare radicali liberi che per produrre gli stessi ormoni tiroidei aiutando uno dei suoi enzimi chiave (5-deiodenasi) come cofattore. Il problema sta nel fatto che non si può assorbire Glutatione attraverso il sistema digerente, in quanto si tratta di una molecola troppo grossa che deve essere tagliata, quindi assorbita e poi ricostruita. Per ovviare tale problema o integriamo i 3 aminoacidi che lo compongono (glicina, glutamina, cisteina) in modo da velocizzare due passaggi, oppure utilizziamo il potere assorbente della pelle, usando una crema a base di glutatione che permette di raggiungere direttamente i vasi sanguigni.
Solitamente oltre al glutatione queste creme hanno altri anti-ossidanti come la superossidodismutasi e la catalasi. La glicina può essere usata come zucchero nel caffè avendo un sapore molto dolce.
Un altro importante nutriente è il Selenio intorno ai 200 mcg/die (diventa tossico intorno agli 800-1000 mcg). Integratori con la metil-selenio-cisteina sono una buona idea (ma non la seleno-metionina che ha un effetto completamente diverso).

Gli alimenti che contengono iodio sono:
sale iodato -alghe marine, merluzzo fresco, aringa affumicata e fresca, soia (non OGM), granchio, aragosta, astice, fagiolini, cipolla, farina d’ossa. Fegato essiccato, lecitina di soia, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo, kelp, olio di pesce, aglio, semi di sesamo, fagioli di soia, spinaci, bietole, zucchine bianche, cime di rapa, cavolo, rapa, cavolfiore, arachidi, verza, pesche, pere, e cavolini di Bruxelles, crostacei, ananas, cipolle, asparagi, cavolo, carota, carciofo, ribes,
Vitello, manzo, merluzzo salato, salmone fresco, cozze, salmone conservato, merluzzo fresco, ostriche, sardina, nasello, tonno, trota, latte di mucca, uovo, pane di segale, riso brillato, pasta alimentare, pane di mais, pane d’orzo, mais, fava, piselli schiacciati, fagiolo comune, lenticchia, piselli secchi, fungo d’allevamento, rapa, carota, porro, bietola, fagiolo verde, cipolla, pomodoro, lattuga, patata, cavolfiore, cavolo comune, spinacio, melanzana, asparagi, carciofo, topinambour, alga laminaria, ananas fresco, mora, uva spina, ribes, fragola, banana, ciliegia, limone, melone, pesca, uva, pera, mela, susina, prugna secca, noce secca, castagna secca
Per il GRUPPO delle VITAMINE B:  LIEVITO di BIRRA  

IODIO NATURALE
Le cellule hanno recettori per lo iodio, in occidente come è provato le persone soffrono di una carenza cronica di iodio, lo iodio radioattivo trovando recettori liberi vi si installa da qui i problemi. La difesa consiste nell’occupare i recettori cellulari con iodio naturale, in questo modo quello radioattivo non trovando luoghi in cui installarsi viene espulso.
L’assunzione regolare di iodio naturale oltre che difendere dalle radiazioni ha un forte impatto sul cancro, la mancanza di energia, è correlato ad una potente difesa della salute. Il sale iodato non è assolutamente una fonte di iodio in quanto per assumerne in giusta quantità si muore avvelenati dal sale, le pillole o gli integratori si possono evitare in quanto c’è di meglio ed a minor prezzo.
La quantità giornaliera consigliata è di 150 micro grammi al giorno, una cosa ridicola e come altri minerali e vitamine tale dose consigliata ha lo scopo di tenerci perennemente deficienti di nutrienti.
La reale dose minima consigliata è da 6 a 12 milligrammi al giorno cioè quasi cento volte superiore a quella consigliata dalle autorità sanitarie, questa quantità la si può facilmente raggiungere e superare con le alghe. In ogni caso si possono consumare in tutta sicurezza fino a 50 milligrammi (non micro grammi) al giorno di iodio naturale. Ricordo che microgrammi sono milionesimi di grammo e milligrammi sono millesimi di grammo.

La fonte migliore e più abbondante di iodio sono le alghe marine.
Alga Kelp.
La fonte più abbondante di iodio naturale. Viene usata in granuli per insaporire i cibi al posto del sale, un quarto di cucchiaino di granuli di Kelp contengono 3 milligrammi di iodio naturale.
Alga Kombu.
Con questo nome vengono commercializzate un’ampia gamma di alghe brune, si possono usare per insaporire i cibi oppure come qualsiasi altra verdura. Il kombu contiene fino a 2,5 milligrammi di iodio per grammo di alga.
Alga Nori.
Nome generale delle alghe rosse, contengono solo 16 microgrammi di iodio per grammo ma facili da trovare e sono deliziose da mangiare.
Gli spaghetti di mare, contengono poco iodio che è sempre meglio di niente e sono un valido sostituto della normale pasta e sono molto buoni.

Le ERBE che PROTEGGONO dalle RADIAZIONI
Si considerano “radioprotettive”quel le sostanze, se la radiazione che uccide gli altri animali risparmia invece le vite di quelli che l’hanno assunta.
Alcuni tra coloro che a Chernobyl fecero parte dei soccorsi ebbero orribili esposizioni a vari tipi di materiali radioattivi: 57 persone – dicono le cifre – morirono come diretta conseguenza del loro essere subito presenti sul luogo del disastro. Ma tra coloro che utilizzarono del Ginko Biloba non furono registrate morti.
- Il Chyawanprash, e’ un eccellente antiossidante e radioprotettivo
- l’olio di Nigella sativa è radioprotettivo, ma alcuni giorni fa ho trovato uno studio sull’estratto alcolico del seme di cumino nero. Ha un potere protettivo tanto quanto il suo olio
- La Menta arvensis, la Menta piperita, lo zenzero, estratto alcolico del seme di cumino nero, sono protettivi nei confronti di malattie da radiazione ed anche da quella della soppressione del midollo spinale.
- il succo dell’olivello spinoso
- L’Holy Basil (il tulsi dell’ayurveda- l’ocinum basilicum) protegge dalla perossidazione lipidica (una seria conseguenza della tossicità dei radicali liberi).

URANIO RADIOATTIVO ed IMPOVERITO
Se siete stati esposti a radiazioni mediche eccessive (raggi X), se volate troppo, se avete ingerito cibo contaminato da radiazioni, il seguente protocollo studiato per l’uranio dovreste applicarlo su base regolare.
Stando ai vecchi manuali militari, il mezzo migliore per affrontate l’uranio sia ingerito che inalato, oltre che per rimuoverlo dal suolo, è il BICARBONATO, se si prevede una contaminazione radioattiva da uranio sarebbe opportuno farne una scorta di 15-30 chili.
Abitualmente, i reni, sono il primo organo che viene danneggiato dall’esposizione all’uranio. I manuali militari consigliano il bicarbonato per rendere alcaline le urine nel caso questa contaminazione avvenga. Gli ioni uranile, con il bicarbonato diventano meno pericolosi per i reni e ne viene promossa l’espulsione come composti non tossici del complesso carbonati di uranio. L’ingestione di bicarbonato diminuisce la severità dei cambiamenti che si verificano nei reni da parte dell’uranio.
Il bicarbonato è così efficace e utile che nei Los Alamos National Laboratory in New Mexico, il ricercatore Don York lo ha usato per decontaminare il suolo contaminato da uranio, che ne ha rimosso fino al 92%, il bicarbonato si lega all’uranio separandolo dal terreno. Il bicarbonato rimuove con sicurezza per le persone, vernici, grassi, residui di fumo, diminuisce l’esposizione a materiali chimici pericolosi nei lavoratori, ed elimina la maggior parte dei rifiuti associati. Il bicarbonato è in grado di decontaminare aree in cui altre sostanze sono pericolose da usare. Per queste ragioni viene usato in oncologia per proteggere i pazienti dagli effetti tossici della chemio terapia.
L’uranio è uno dei pochi metalli che ha un significativo legame con il carbonato per questo viene rimosso in tutta sicurezza. Ingerire molto bicarbonato con acqua è estremamente utile per i reni scrive il Dr. Chris Shade.
Non esiste migliore terapia per le malattie, la nausea e vomito da radiazioni, di bagni con bicarbonato. In caso di necessità iniziare con bagni usandone mezzo chilo.
Il problema dell’uranio e delle altre particelle radioattive di provenienza dalla caduta radioattiva (fall out) si estende ai polmoni per inalazione di piccole particelle insolubili che si depositano nelle pareti polmonari. E’ una eccellente idea affrontare il problema mediante inalazione attraverso aerosol di bicarbonato sciolto in acqua, Dr. Sarah Mayhill.
I veleni radioattivi usano la stessa via di chelazione del mercurio da questo sono stati sviluppati programmi di detossificazione molto efficaci usando prodotti chelanti. Viene consigliato di usare forti dosi di vitamina c, magnesio, spirulina e clorella (alghe), oltre al bicarbonato.
La spirulina e clorella sono stati usati con grande successo dai russi dopo l’incidente di Chernobyl. La clorella come è noto è uno dei più potenti chelanti esistenti, i giapponesi hanno provato che è in grado di chelare anche i materiali radioattivi.

BROCCOLI. Il consumo di broccoli è imperativo in caso di radiazioni (oltre che per la chelazione di metalli pesanti). I broccoli contengono composti dello zolfo che innescano la produzione di glutatione che da come risultato la rimozione da metalli e l’eliminazione dei radicali liberi che i materiali radioattivi producono in abbondanza.

RICETTA di NAGASAKI: MISO, CEREALI INTEGRALI, ALGHE.
Dopo la bomba atomica, su tale città si è notato, che negli ospedali in cui si consumava Miso non ci sono stati morti da radiazioni, mentre in ospedali dove non lo si consumava i morti sono stati molti. Si è scoperto che il miso ( complesso vitaminico B) ha un forte effetto di rimozione dagli elementi radioattivi. Da questo la ricetta proposta.

Cereali integrali. Hanno un moltitudine di benefici. Le fibre si legano alle tossine accelerando il transito intestinale. La vitamina B6 nutre la ghiandola timo. La vitamina E migliora di molto l’utilizzo dell’ossigeno. La rutina, aiuta a proteggere dalle radiazioni e stimola la produzione del midollo osseo.
Alghe, oltre al contenuto di iodio impediscono il riassorbimento del radioattivo stronzio 90.Questa semplice ricetta deriva dai medici di Nagasaki che hanno notato la loro (e dei loro pazienti), immunità al cancro e alla leucemia nonostante la bomba atomica.
In Omeopatia si
consiglia di assumere: IODUM 7ch - Reperibile in qualsiasi farmacia (tenere presente che da solo questo prodotto NON serve a nulla, va integrato con alimentazione adatta + cio' che abbiamo qui sopra consigliato).
- 3 granuli (almeno 3 volte al giorno) per 7 giorni
- Pausa di 7 giorni
- 3 granuli (almeno 3 volte al giorno) per 3 giorni

IMPORTANTE: e' bene utilizzare dei buoni drenanti naturali, specie delle "tinture madri" per le vie urinarie.
Il Glutatione...deve essere prodotto dall'organismo con le vitamine.
Le sostanze antiossidanti fanno bene tutte quante: vitamina C, vitamina E, Selenio, e molte altre presenti nella frutta e nella verdura fa bene. Le dosi a volte sono molto più alte di quelle che vi fanno credere: vitamina C da 1 a 5 grammi al giorno (un bambino di 3 anni direi 500 mg).
Vitamina E 500 mg - 1 grammo al giorno (ma non è importante, se sgarrate non succede niente).
Non bisogna invece esagerare con il Selenio che ad alte dosi puo' essere pericoloso.
Lo Iodio invece non puo' essere assunto a scopo preventivo, perchè assumerlo cosi' non fa tanto bene : potrebbe essere giustificato nel caso ci fosse nell'aria e negli alimenti una dose di radiazioni che so 20 volte le radiazioni presenti normalmente nell'aria.
Le Radiazioni colpiscono le cellule ionizzandole, cioè togliendo un elettrone da un orbitale (solitamente si perdono quelli più esterni a minore energia). Le cellule (in genere parliamo di molecole di acqua o di DNA) diventano instabili e cercano di ricombinarsi fra loro.
Queste cellule instabili sono i famosi radicali liberi che hanno una vita molto breve...possono ricombinarsi e formare anche acqua ossigenata, altamente ossidante che può danneggiare il DNA. Quindi il DNA può essere danneggiato o come azione diretta (radiazioni che lo colpiscono direttamente) o indiretta.
Danni al DNA vuol dire creare popolazioni di cellule "modifcate" che poi a distanza anche di anni possono portare a tumori. Ricordiamo anche che questo meccanismo è lo stesso delle radiazioni ad uso medico e che un articolo di qualche anno fa sul NEJM sosteneva che bastavano 3 TAC addome per avere la stessa dose di radiazioni di una buona parte della popolazione di Hiroshima e Nagasaki dopo il fallout...una TAC da 12 millisievert . 1 Sievert è il limiti oltre al quale si ha un danno certo.
By Jacopo Negri

MMS - Non si hanno notizie se lo MMS sia in grado di contrastare le radiazioni, questa è tematica a cui evidentemente nessuno ha pensato. MMS è un potente chelante ad ampio spettro, in grado di chelare qualsiasi metallo pesante, usato a tale scopo in unione alla clorella da alle persone le maggiori possibilità di eliminazione di questi sgraditi ospiti.
Le radiazioni danno in genere due tipi di danno. Uno pesante, alle cellule, dovuto alle radiazioni ionizzanti con sviluppo di cancro e/o leucemia, uno più leggero dovuto agli ioni non radioattivi. Quale che sia il danno, come è ampiamente dimostrato, MMS è in grado di essere molto efficace mettendo il sistema immunitario in grado di affrontare la minaccia, dando alle persone le massime possibilità di difesa.

I materiali radioattivi vanno affrontati anche a livello alimentare. Va tenuto presente che MMS (fior di zolfo) è in assoluto la migliore opzione per rendere le acque potabili e per la pulitura superficiale dei cibi.
Tutto dipende dalla gravità dell’esposizione ai materiali radioattivi, ad esclusione della esposizione devastante, il protocollo indicato si è dimostrato estremamente efficace. Il cesio e lo stronzio vengono anch’essi eliminati o chelati con il protocollo indicato.
Il protocollo deriva dai vecchi manuali militari americani, resta in sospeso la domanda del perche' nei vari teatri di guerra, tale protocollo non è stato usato sui soldati, inquinati da uranio impoverito.
Come diceva Andreotti.
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Iodio da alghe e bicarbonato sono cose da supermercato, diffondere tra la gente questa informazione farebbe inevitabilmente sorgere domande imbarazzanti su costose e inutili medicine usate al posto del protocollo e sul perchè.
Non risulta che i media e i soloni della medicina abbiano fornito queste informazioni alla popolazione.
Fonte: Anonimo

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

NUCLEARE si o NO ? - RELAZIONE del FISICO EMILIO DEL GIUDICE 
SaraS n° 41 Aprile/Giugno 2008 - Trimestrale non in vendita riservato ai Soci di SaraS - Pagg. 10,11,12,13,14.
Il problema del nucleare - By  Emilio Del Giudice [1]  - Trascrizione a cura di Paolo Mazzolini.

Domenica 3 febbraio 2008 in occasione del decimo anniversario della fondazione di SaraS si è tenuto il congresso "Pianeta Terra una madre da salvare" la cui sintesi è stata pubblicata nel precedente numero, e nel nostro sito internet associazionesaras.it.
In questo numero desideriamo approfondire il tema del nucleare.
Ciò che segue è la trascrizione dell'intervento del Fisico Nucleare Professor Emilio Del Giudice, tenuto lo scorso 03/02/2008.

Ringrazio tutti quanti per questo invito, quello che ho sentito fin ora mi ha toccato profondamente e spero di poter dare anch'io il mio contributo.
Vorrei esordire dicendo che più che per la Terra dovremmo essere preoccupati per noi stessi in quanto la natura è molto più forte dell'uomo. Potrebbe essere un peccato d'orgoglio pensare di poter ammazzare la natura. In realtà nella nostra miserabilità possiamo solamente fare del male a noi stessi.
Solo se riusciremo ad entrare in profonda sintonia con la natura riusciremo a salvarci. La vita di quest'ultima è caratterizzata dalla nascita, crescita e morte di singoli suoi esponenti, ma la morte non è una tragedia in quanto dalla morte nasce una nuova vita. Quindi la vita si trasforma e noi non possiamo sopprimerla, possiamo solamente ammazzare i singoli individui.
Quando i dinosauri sono scomparsi noi non c'eravamo, ora i dinosauri non ci sono più e al loro posto ci siamo noi, noi scompariremo e nuove specie prenderanno il nostro posto. La prima cosa che dobbiamo eliminare è il nostro orgoglio in quanto, per colpa di esso, siamo molto indietro con il contatto con la natura di cui abbiamo percepito solo un aspetto: quello delle forze che danno luogo alle energie. L'energia è la forza esercitata per spostare un corpo per una certa distanza.
Se io esercito una forza su un corpo e lo sposto, svolgo un lavoro e l'energia è quella che mi fa compiere questo lavoro. Questo è un aspetto della natura, ma non è il solo. Vi è un aspetto presente in natura in cui la parola energia è intrinsecamente connessa con il concetto di forza: esistono manifestazioni naturali che non richiedono l'uso della forza e quindi non richiedono l'uso di energia.
Per spiegare meglio questo concetto vi faccio un esempio: supponiamo che io voglia fare una passeggiata con una persona.
Per ottenere il mio scopo posso utilizzare due tecniche: la prima è quella di prenderla per un braccio e trascinarla, ed in questo caso devo esercitare una forza e quindi mi serve energia, oppure posso avvicinarla con un bel sorriso e chiedergli se vuole fare una passeggiata con me. In questo caso io avrò la sua compagnia senza avere usato alcuna energia. In natura esistono entrambi i fenomeni e la biosfera richiede delle forze, ma utilizza anche il secondo meccanismo.

Quello che rende ciò possibile è stata la conquista principale della fisica, avvenuta nel 1900 ad opera di alcuni pionieri tra cui Walter Nerds, Albert Einstein, e Max Plank, è cioè la dimostrazione che la natura non è fatta di corpi isolabili i quali si incontrano tra di loro solo esercitando forze uno sull'altro in particolare collidendo. Questo è il modello in cui esistono solo le forze e le energie. Esistono tanti corpi isolati, tante energie e le cose accadono perché i corpi si urtano, esercitano forze reciproche che richiedono energie. Walter Nerds, in particolare, dimostrò che se questo fosse vero sarebbe stata una catastrofe per la termodinamica in quanto l'entropia dell'universo diventava infinita.

Quindi la fisica quantistica nasce da una contraddizione logica tra la meccanica classica e la termodinamica classica, contrasto risolto con la vittoria della termodinamica in quanto Nerds fece vedere che per ovviare a questo disastro bisognava accettare assolutamente il fatto che in natura nessun corpo può essere mai isolato, che questi corpi possono ricevere energia dall'ambiente ma non da altri corpi. Ma allora da chi e tramite che cosa ricevono energia?
Coraggiosamente Nerds rispose provocatoriamente "dal vuoto", cioè da quella cosa che non si materializza in corpi.
Quindi il vuoto diventa un soggetto in fisica che pervade tutto l'universo e che trasmette le fluttuazioni di ogni corpo ad ogni altro corpo. Quindi a quell'epoca l'universo era inteso come un insieme di corpi connessi tra loro e basta.

L'evoluzione concettuale successiva ha portato all'individuazione della agente fisica che riempie il vuoto: i campi di Gauge.
Questi campi, nel caso elettromagnetico, non corrispondono al campo elettromagnetico, cioè a quell'oggetto che produce la forza ma bensì al potenziale elettromagnetico che di per sé non produce alcuna forza. In che relazione sta il campo con il potenziale? Il campo è il vortice del potenziale.
Per farvi comprendere meglio tutto ciò vi farò una metafora: immaginate che il potenziale sia il mare, il campo elettromagnetico sono i vortici in questo mare e quindi trasmettono energia. Chi invece trasmette la fluttuazione, cioè queste correlazioni è il potenziale, quindi esse non sono connesse con trasmissione di energia.
La loro funzione è quella di far sì che le oscillazioni degli oggetti in principio indipendenti e separate, in opportune condizioni, che noi studiamo, possano "mettersi in fase" per cui oscillano tutte insieme. Nel primo caso possiamo paragonare l'oscillazione delle molecole ad una folla disordinata dove ognuno si muove indipendentemente dall'altro, esse (le molecole) si trovano in uno stato che in gergo possiamo chiamare "non coerente", nel secondo caso invece possiamo paragonare l'oscillazione ad un gruppo di ballo o ad un battaglione in marcia. Dove i movimenti di tutti i partecipanti sono sincronizzati si ha l'esempio di uno stato coerente.

Quindi abbiamo uno stato sincronizzato, uno stato non sincronizzato ed il campo di Gauge che nel campo delle molecole coincide con il potenziale elettromagnetico. Questa premessa è necessaria per inquadrare il problema dell'energia, perché nell'ambito di una visione ancora classica ancorata nell'esperienza individuale che ognuno fa, in una società in cui si trascurano tutti i rapporti d'amore e l'unico rapporto che c'è è quello dettato dal gelido calcolo dell'interesse per cui ognuno è nemico di ogni altro, vede in ogni rapporto naturale un problema di energia, ma non è così.

Ovviamente vi è anche questo problema, ma intensificare l'uso dell'energia non è l'unica via, esiste anche una collettivizzazione del funzionamento della materia per cui i suoi atomi operano all'unisono. Se io opero su un sistema coerente impiegherò un'energia molto minore rispetto all'utilizzo di un sistema non coerente: se voglio che una folla si muova tutta in una direzione devo usare un'energia enorme, per dirigere un battaglione in marcia uso un'energia di gran lunga minore.

Perciò il nostro problema non è il come fare a produrre tutta questa energia per soddisfare i bisogni crescenti dell'umanità ma bensì come poter realizzare una tecnologia fondata sull'uso della coerenza nella materia in maniera che il fabbisogno energetico sia molto minore. Vi faccio questo esempio: immaginate un peschereccio che sotto la spinta del suo pesante, rumoroso ed inquinante motore tiene una velocità di dieci nodi.

Da questo peschereccio vengono buttati tutti gli scarti dei pesci pescati. Il pescecane, che si nutre di tali residui, segue il peschereccio passo a passo e mangia quello che viene buttato in mare. Per seguire la barca per un lungo tempo deve tenere la velocità di dieci nodi. Lo squalo, senza disporre di un motore, mantiene la stessa velocità dando un colpetto di coda ogni tanto, consumando una quantità di energia molto minore rispetto al peschereccio. Quale è la differenza?
Il peschereccio opera solo con la forza bruta, contrapponendo alla resistenza del mare la spinta del motore. Il pescecane, invece, ha delle proprietà per cui dalla sua pelle partono dei lievissimi campi elettromagnetici che mettono in fase le molecole d'acqua che circondano la sua pelle impedendo all'acqua di fare attrito.
Nel momento in cui muore questi campi si spengono, le molecole dell'acqua sulla sua pelle non sono più in fase e quindi trascinare il corpo di uno squalo morto richiede uno sforzo notevole.

Perché non possiamo imitare il pescecane vivo ? Siccome i più astuti di noi sono i cattivi, chi ha appreso questo insegnamento è stato un ufficiale d'artiglieria il quale 20 anni fa aveva trovato il modo di accelerare di 5 volte la velocità dei proiettili d'artiglieria a parità di spesa energetica.
Ma come ha fatto?
Come ben sapete per sparare un proiettile da un cannone gli si fa esplodere una carica esplosiva dietro. Il proiettile viene spinto e si proietta in avanti. Fino a qualche decennio fa la velocità del proiettile d'artiglieria alla bocca del cannone era di 1 Km al secondo che poi per la resistenza dell'aria gradatamente diminuiva, per cui la gittata del proiettile era limitata ad un certo numero di chilometri che dipendevano dalla carica esplosiva.
I cannoni della seconda guerra mondiale sparavano fino ad una quarantina di chilometri usando delle cariche enormi, i cannoni delle corazzate avevano un calibro di quasi mezzo metro. Questo ufficiale d'artiglieria ha pensato di mettere sul fondo del proiettile delle micro cariche di polvere nera che esplodono durante il volo del proiettile, questo fatto rende l'aria attorno al proiettile vorticosa e ciò diminuisce l'attrito.

Diminuendo l'attrito la resistenza dell'aria diventava molto minore ed il proiettile diventava molto più veloce. Al giorno d'oggi tutte le artiglierie del mondo utilizzano l'invenzione di questo signore. Ora la velocità del proiettile alla bocca del cannone non è più di 1 Km al secondo ma di ben 5 Km al secondo e la gittata arriva a 100 Km, usando non proiettili da 406 ma da 155mm.
Questo è un esempio di risparmio energetico: usando la stessa quantità di energia il proiettile va 5 volte più veloce e percorre la doppia distanza. Il segreto non è stato aumentare la violenza, ma diminuire la resistenza, la stessa cosa che fa il pescecane.

 La psicologia umana, che è anche quella degli scienziati, porta a cercare di vincere la resistenza con la forza invece di chiedersi se è possibile diminuire la resistenza con la persuasione risparmiando energia. Capite che seguendo questa linea si può arrivare alla situazione in cui a parità di bisogni, senza sacrificare nulla, si consuma meno energia? Questo è un sistema che se volete si ispira anche alla non violenza: perché usare la violenza per vincere la resistenza? Possiamo abbandonare l'ideologia dello stupro e sostituirla con quella della seduzione?

 Questa prefazione era d'obbligo in quanto, parlando del nucleare, dobbiamo tener conto che in una società fondata sull'ideologia dello stupro, in cui ogni resistenza viene vinta con la forza, è possibile creare dei sistemi coerenti in cui gli atomi non si agitano indipendentemente l'uno dall'altro ma si muovono come un collettivo e questo è lo studio delle proprietà collettive della materia in cui sono coinvolto ed in cui ho lavorato con Giuliano Preparata e tanti altri. In una società fondata sul primato dell'individuo e sulla lotta di tutti contro tutti ci vuole un sacco di energia.

Come procurarsela? Non ci sono mai energie che bastino. Ci sono persone ben intenzionate che propongono le energie rinnovabili, ma anche proponendo una fonte d'energia differente siamo sempre a discutere di bisogni crescenti di energia. Vogliamo entrare in un regime coerente? Vi voglio fare un ultimo esempio: la temperatura è l'energia cinetica media, una misura della violenza degli urti delle molecole che avvengono. Supponete che io abbia un gradiente di temperatura, cioè che la temperatura di una zona sia più elevata rispetto a quella di un'altra zona. Ciò significa che un corpo esterno che si trova nella prima zona subisce urti più violenti di un corpo esterno che si trova nella seconda zona. Come risultato di ciò questo corpo viene spinto dalla prima alla seconda zona, il vento si forma proprio a causa di un gradiente termico spostando la materia.
Quindi io posso spostare la materia sia applicandogli una forza, sia facendola galleggiare sui gradienti delle variabili fisiche presenti. Se io butto in mare una boa e c'è una corrente nell'acqua, la boa si muove da sé senza bisogno di alcun motore e quindi senza alcuno spreco di energia.

Siccome nella fisica quantistica il vuoto è come un mare, è possibile usare i gradienti di questi potenziali che stanno in mare affinché il corpo si muova senza che io utilizzi energia? Ovviamente non si potrà mai farlo in maniera totale, però possiamo fare del nostro meglio per sfruttare questa quota e quindi abbassare il consumo di energia oppure possiamo continuare a fare gli stupidi e continuare sempre a dare cornate contro tutto ciò che ci circonda.

Dato che il fabbisogno di energia è enorme, non c'è mai energia che basti e quindi entra in campo il nucleare che è una forma estrema di energia in quanto si è scoperto che rompendo i nuclei pesanti, come quelli di uranio 235 o di plutonio, si sprigiona un'energia.

Tuttavia quest'energia esce in forma selvaggia e cioè può essere molto utile a scopi militari dove l'obiettivo è quello di distruggere tutto, ma è molto difficile applicarla a fini civili. Tanto è vero che se non ci fosse il problema che ora vi esporrò nessuno avrebbe mai pensato al nucleare come fonte di energia civile in quanto esso, oltre ad avere difficoltà elevate ad essere controllato, difficoltà tuttavia superabili, produce rifiuti radioattivi e queste scorie non decadono prima di molti anni, ad esempio il plutonio decade in 24.000 anni.
E' facile creare rifiuti radioattivi ma è difficile liberarsene, un pò come la plastica che essendo molto economica viene utilizzata su vasta scala essendo tuttavia molto difficile da smaltire.
Nell'oceano pacifico hanno trovato una vasta area che è un'unica massa di plastica galleggiante, in quanto sia dal lato americano, sia dal lato australiano, i rifiuti vengono buttati in mare. La cultura d'impresa consiste nel ridurre i costi il più possibile non considerando le conseguenze derivanti dall'utilizzo smodato di materiali come ad esempio la plastica che hanno costi e difficoltà di smaltimento molto elevate, incidendo così sulla spesa sociale.

Il nucleare è ancora peggio in quanto non è così economico da costruire come la plastica, costa molto, in più l'uranio è anche raro. Un limite al pericolo del nucleare è dato dal fatto che le riserve di uranio sono ancora più scarse di quelle di petrolio.
Ma il buco principale nell'energia nucleare è dato dal fatto che la demolizione di una centrale è molto più costosa della costruzione, cosa che non è vera per nessun altro tipo di impianto. Una centrale a carbone può essere demolita ed i rifiuti si possono mettere da qualche parte, invece in una centrale nucleare i rifiuti non possono essere depositati da qualche parte perché sono radioattivi e quindi bisogna costruire quei monumenti sepolcrali di cemento per circondarli, ma siccome nessun manufatto umano può essere garantito per 24.000 anni ci vorrà un corpo di sorveglianza che controlli che non vi sia mai una perdita.
Di conseguenza bisognerà addestrare del personale per tenere sott'occhio i siti. Occupazione noiosissima, quindi potete immaginare che le persone più vivaci non sceglieranno questo mestiere e quindi se ne occuperanno coloro che non hanno nessuna altra possibilità, i più asini di tutti i quali la crepa non la vedranno appunto perché sono asini o perché sono troppo annoiati da passare il tempo a fare altre cose. Quindi quel sito diviene un pericolo.

Questa è la ragione per cui non c'è nessuna società d'assicurazioni privata disposta ad assicurare il nucleare. Il nucleare lo assicura solo lo Stato, ed in ogni contratto d'assicurazione c'è scritto che non assicurano nessun pericolo derivante dalla radioattività. Quindi il nucleare si può fare solo se c'è uno Stato che si assume tutti i costi e quindi non è competitivo se non per l'azienda la quale riceve in dono dallo Stato la centrale, la gestisce con costi d'esercizio minimi, e qui sta la truffa che fa pensare che il nucleare sia economico, però i costi di demolizione sono enormi e quelli se li accolla ancora una volta lo Stato. Quindi all'azienda privata conviene ricevere in dono una centrale nucleare da gestire a patto che lo Stato si addossi tutti i costi e tutte le responsabilità.

Ma allora perché c'è la corsa al nucleare ? Perché il nucleare è anche militare ed allora, siccome le società non democratiche si basano sulla violenza, e le società democratiche si basano sulla truffa e sull'inganno, bisogna convincere le persone che lo Stato opera solo a fin di bene, non prepara la guerra e se c'è una guerra è solo in risposta ad un'aggressione esterna. Il nucleare civile è un modo per occultare il nucleare militare e anche per far vedere che il nostro bilancio della difesa è piccolo perché tanto una parte della spesa della difesa militare viene addossata ai bilanci di altri ministeri, questo viene fatto anche in Italia. Noi italiani abbiamo costruito una nave da sbarco, un'unità militare, che di fatto è stata utilizzata anche in Libano, che è stata costruita con i fondi del ministero dell'ambiente perché in caso di calamità naturale questa nave può essere utilizzata per portare i soccorsi.

Per fare le bombe atomiche bisogna avere le tecnologie adatte, avere il materiale esplosivo pronto, cosicché in caso di necessità sia possibile costruire un ordigno in una settimana. Questo lo fanno tutti gli Stati, però quando lo fa l'Iran che è un paese nemico non va bene.

Chi invece la bomba atomica l'ha già costruita non realizza più centrali nucleari in quanto non serve più: gli Stati Uniti hanno costruito l'ultima centrale nucleare nel 1978, stessa cosa per la Russia. Noi che la bomba atomica non l'abbiamo ancora fatta (a qualcuno è venuta la tentazione) dobbiamo attivare un programma di centrali nucleari ovviamente accollando le spese a tutti i ministeri al di fuori di quello della difesa. La Francia, avendo risorse minori rispetto a quelle degli Stati Uniti e della Russia, ha creato delle centrali ad uso duale in cui recuperano pare dei costi vendendo l'energia, che è un sottoprodotto di questa produzione, alla rete.
Quindi non è vero che l'energia nucleare costa meno, l'energia nucleare francese viene venduta sottocosto perché è il sottoprodotto di una produzione militare.

Adesso che i pericoli di guerra aumentano, gli interessi di vari paesi si orientano nuovamente verso il nucleare, anche perché sono stati inventati nuovi tipi di armi nucleari diverse da quelle precedenti che richiedono nuovi tipi di impianti ed ecco la necessità di costruire queste nuove centrali per coprire le esigenze del nucleare.
Se si guardasse solamente al problema dell'energia l'idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno.
Coloro che sostengono il nucleare usano strumentalmente anche l'argomento dell'effetto serra e purtroppo uno dei personaggi che ha fatto questo è il fondatore di Gaia, il professor Lovelock, inglese che come molti professori anglo-americani ha a cuore le sorti del loro Stato e quindi collabora con le sue istituzioni politiche. L'Inghilterra ha necessità di sviluppare nuovamente il nucleare e il professor Lovelock ci dice che siccome le centrali nucleari non emettono anidride carbonica bisogna utilizzarle per evitare l'effetto serra e per rispondere al fabbisogno crescente di energia a cui le centrali ad energia rinnovabile non sono in grado di far fronte.

Ovviamente la stampa ha dato grande risalto a queste dichiarazioni e a queste ultime si sono aggiunte anche quelle di molti altri scienziati allettati dalla possibilità di nuovi finanziamenti per la ricerca. Io sono in pensione, non ho nessuno che mi finanzia, ma quando uno scienziato parla non crediate che sia esente da interessi: noi pensiamo che quando i politici parlano non sono al di sopra delle parti a differenza degli scienziati, ma credete forse che solo i politici abbiano bisogno di soldi?

Vorrei concludere parlandovi della fusione fredda. Questo tipo di energia è molto interessante dal punto di vista concettuale alla luce di quel cambio d'ideologia di cui si parlava all'inizio però non va presa come il toccasana che permetta di produrre energia infinita. 

Il messaggio essenziale è che bisogna fare le cose con meno energia, e non usare i progressi della scienza per trovare nuovi modi di produrre ulteriore energia. Il problema della fusione fredda è questo: se il nucleo è molto grosso, se si spezza si libera energia, invece con i nuclei leggeri è l'opposto.

Se prendo due nuclei leggeri e li fondo si libera energia, però a fondere i due nuclei c'è difficoltà perché siccome hanno tutti carica positiva oppongono resistenza all'accostamento in quanto si respingono elettricamente. E' vero che ci sono le forze nucleari, un milione di volte più forti delle forze elettriche, che li fanno attrarre però sono a corta distanza, mentre le forze elettriche agiscono a lunga distanza.
Il problema quindi è fare avvicinare i nuclei che debbono fondere ad una distanza tale per cui le forze nucleari possano prevalere, a quel punto scoppia la passione e i due nuclei si fondono.
Immaginate un uomo e una donna dal carattere difficile che si sono reciprocamente antipatici e quindi è difficile farli accostare, però nel momento in cui finalmente li fate sedere sul divano uno a fianco all'altro scoppia l'attrazione e ne nasce una passione travolgente. Questo è il problema della fusione nucleare: come farli avvicinare ? Anche qui abbiamo due possibilità: lo stupro o la seduzione.
Nella prima ipotesi uno dei due si carica talmente da perdere i freni inibitori e stupra l'altro.
Questa è la fusione calda che consiste nel fatto di dare ai nuclei che si devono avvicinare un'energia cinetica tale che superano la repulsione elettrica e questo viene dato con altissime temperature. Però siccome le altissime temperature fondono le pareti del recipiente bisogna tenere questi nuclei confinati e lontani dalle pareti del recipiente altrimenti le fonderebbero. Queste sono due esigenze contraddittorie che è difficile contemperare e questa è la ragione per cui il problema non è stato ancora risolto.
Quindi il problema della fusione calda è che sarà veramente un'energia del futuro in quanto non avrà mai un presente. I massicci investimenti in materia sono una buona scusa per studiare le proprietà della fusione nucleare ed aiutare i paesi che non si sono ancora costruiti la bomba H.

La soluzione alternativa è la seduzione: i due devono essere fatti avvicinare. Allora entra in campo una vecchia zia che si incarica di avvicinare i due, lei sta seduta al centro del divano, i due non si guardano, lei se li avvicina a sè e poi con abile manovra si toglie di mezzo e i due sono a contatto.

Questa è la fusione fredda: dentro il metallo, dove vi sono nuvole di elettroni liberi, gli elettroni sono caricati negativamente (la vecchia zia) attraggono un nucleo positivo da un lato e uno dall'altro fino a che entrando nella nuvola di elettroni si avvicinano al punto di arrivare ad una distanza tale che le forze nucleari riescono a farli fondere. In questo modo non si utilizza la violenza, ma si diminuisce la resistenza, in termini fisici ho sostituito l'energia cinetica all'energia potenziale.
Ovviamente anche questo, come tutti i processi naturali, ha un limite: quest'energia prodotta nuclearmente dà luogo anche alla fissione dei nuclei del materiale che compone questo reticolo e noi, nei nostri esperimenti, lo abbiamo verificato.
Nel nostro caso non era pericoloso perché il metallo utilizzato era il palladio e la fissione del palladio non dà luogo a nessuna manifestazione energetica, quindi non c'è nessun problema. Ad ogni fusione fredda c'è qualche nucleo di palladio che si spezza. Io penso, anche se non ho alcun riscontro, che le cosiddette armi all'uranio impoverito siano proprio questo, ciò spiegherebbe il mistero che si nasconde dietro a tutti i depistaggi: mentre nelle bombe atomiche normali i nuclei vengono spezzati da neutroni i quali hanno estrema difficoltà a colpire i nuclei, perché i neutroni sono piccoli e passano tra un nucleo e l'altro e riescono fuori e quindi bisogna utilizzare un grosso blocco di uranio, la famosa massa critica, per ottenere fissioni, il che vuol dire che l'esplosione non poteva essere controllata; utilizzando quest'altro metodo per fissionare i nuclei non c'è più bisogno della massa critica, e quindi è possibile far esplodere anche un grammo di uranio.
Allora se ciò è possibile potete immaginare di fare un proiettile di pistola che una volta sparato esplode con la violenza di una cannonata. Non vorrei che questa scoperta fosse già stata fatta nei laboratori militari ed inaugurata nella guerra del Golfo del 1990, per cui le armi leggere sono state dotate di proiettili fatti in questo modo, come delle piccole bombe atomiche, dotando la fanteria di una potenza tale che un colpo di fucile può far saltare un carro armato. Il problema è che queste esplosioni producono radiazioni dannose anche per chi spara. Il risultato è che durante la prima guerra del Golfo, sul campo di battaglia, sono morti pochi americani e molti iracheni, però negli anni successivi moltissimi soldati che hanno preso parte alla guerra sono morti a causa di cancro e leucemia. Alla fine sono morti tanti iracheni quanti americani.
E questo è successo anche nei Balcani, in Libano, ecc. Nella guerra del Golfo, evidentemente per tenere il segreto militare su quest'arma, gli americani hanno impedito alle truppe alleate di andare sui campi di battaglia dove loro usavano queste armi.
Di fatto tutta l'area è stata occupata dall'esercito statunitense causando la morte di molti soldati a causa delle radiazioni.

Nella guerra del Kosovo gli americani hanno lanciato le armi dagli aerei e ad occupare la zona hanno mandato gli italiani ed ecco i nostri morti. Dalle commissioni risulta che un gran numero di soldati italiani che ha prestato servizio nel Kosovo si è ammalato di cancro e leucemia. Nel Libano sembra sia stato usato lo stesso tipo di armi. Detto questo ho concluso e vi ringrazio dell'attenzione.

A questo punto il presidente di SaraS rivolge una domanda al relatore: «Professore, ma se l'Italia indicesse un referendum sul nucleare, lei come voterebbe?». Prof. Del Giudice: «Ovviamente contro il nucleare». Grazie.

[1] Prof. Emilio Del Giudice. Scienziato di rilevanza internazionale, le sue pubblicazioni scientifiche abbondano all'estero. In Italia svolge attività di ricerca in seno all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano (INFN). Fra i suoi studi più noti ricordiamo quelli sull'acqua e sulla memoria dell'acqua, sui pericoli dell'elettrosmog e sui campi elettromagnetici, sulla fusione fredda, e sulla Coerenza Elettrodinamica Quantistica (QED). Ha spesso collaborato con Giuliano Preparata, anche lui illustre scienziato, scomparso poi nel 2000, al quale Emilio del Giudice era legato oltre che per le loro ricerche anche da una grande amicizia. Entrambi sono scienziati di fama internazionale, ma ancora poco conosciuti dal grande pubblico a causa dell'elevato livello delle loro ricerche, molto lontano dal nostro quotidiano ma anche dal mondo scientifico più immediato.
Tratto da liberamenteservo.it

 

La questione nucleare è senz’altro tra le più controverse e dibattute dei nostri tempi.
Quanto e come questa si ripercuoterà anche sui tempi a venire dipenderà dalle politiche energetiche che adotteranno le economie più e meno sviluppate.
Considerata la posta in gioco, la società civile ha il diritto di chiedere che l’industria nucleare, i decisori politici e tutte le parti coinvolte conducano le proprie scelte con competenza scientifica, onestà intellettuale, coscienza civica, consapevolezza dei limiti dello sviluppo e visione di lungo periodo.
La maggior parte delle informazioni accessibili al grande pubblico ha, in realtà, tutt’altra connotazione. La tendenza più diffusa è quella di minimizzare e distogliere l’attenzione da problematiche cruciali a tutt’oggi senza risposta, di enfatizzare i punti di forza della tecnologia nucleare e di screditare la valida alternativa offerta dalle fonti rinnovabili negandone il notevole potenziale.
Per questa ragione, a seguito di un’accurata analisi, EnergoClub ha maturato la volontà di intervenire nel meccanismo dell’informazione, viziato da interessi economici e politici radicati e forti, avviando la Campagna di sensibilizzazione “Scoprire il nucleare” che esprime la propria posizione rispetto all’inopportunità di reintrodurre il nucleare in Italia.
“Se vogliamo veramente mettere mano al problema del riscaldamento del pianeta”, dichiara Gianfranco Padovan, Presidente di EnergoClub, “vivere in un ambiente salubre e preservare le risorse per le future generazioni dobbiamo agire ora per vedere i primi risultati concreti tra 25 e più anni. Il nucleare non rientra tra le soluzioni: consentirebbe di produrre il primo kWh di energia non prima del 2020 e nel frattempo impegnerebbe enormi capitali e risorse altrimenti disponibili per la diffusione capillare delle rinnovabili. L'Italia”, prosegue il Presidente, “ha avuto dalla natura acqua, geotermia, biomassa, sole in abbondanza.
Utilizziamo seriamente queste fonti rinnovabili in modo sostenibile cercando sinergie con altri Paesi UE e del Mediterraneo.
Il futuro energetico con sole fonti rinnovabili non è una utopia. Questo deve essere chiaro.”

La Campagna è stata avviata lo scorso 30 maggio 2010 con il convegno "Scoprire il nucleare", tenutosi a Firenze in occasione dell’evento Terrafutura, dove sono stati invitati autorevoli ospiti italiani e stranieri, ciascuno specializzato in uno specifico segmento/aspetto della filiera nucleare (salute, scorie, costi, analisi del ciclo di vita, relazioni con nucleare militare, stato dell'arte, R&S, comunicazione, ecc.).
L'iniziativa di sensibilizzazione prevede una serie di azioni in particolare: un ciclo di conferenze informative itineranti con ospiti ed esperti di volta in volta diversi, un cortometraggio da diffondere in rete, alcuni brevi spot destinati alle reti televisive locali e nazionali, un concorso video per ragazzi delle scuole superiori e altre azioni specifiche.
La prima conferenza e' tenuta a Chioggia (VE), area candidata ad ospitare una centrale, giovedì 11 novembre 2010.
“Il miglior modo per assicurare energia agli italiani”, conclude Padovan “è utilizzare in modo più razionale le risorse – ad esempio favorendo il risparmio energetico, migliorando l’efficienza, chiudendo i cicli produttivi - e sostituire via via le fonti esauribili, tra cui il petrolio e lo stesso uranio, con le rinnovabili”.
Gli appuntamenti serali saranno un’occasione per condividere e confrontare, punto per punto, con il pubblico le obiezioni che EnergoClub solleva rispetto alla produzione di energia da fonte nucleare in Italia. Gli esperti invitati approfondiranno temi specifici per aiutare i cittadini a maturare la propria posizione.
Ci auguriamo possiate condividere la posizione dell’Associazione e Vi invitiamo a partecipare attivamente alla nostra Campagna di sensibilizzazione.
Un cordiale saluto - Il Consiglio Direttivo di EnergoClub Onlus
PS: per informazioni ed eventuali collaborazioni alla programmazione di conferenze locali: Sara Capuzzo, Responsabile Comunicazione EnergoClub, Cell. 328 9577599 - e.mail: coordinatore@energoclub.org

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Contaminati bambini a 200 chilometri dalla centrale di Fukushima in Giappone - 06 Mar. 2012 
E' sempre più drammatico il bilancio dal disastro di Fukushima. Ad un anno dalla catastrofe, l'Associazione per il controllo della radioattività (Acro) ha trovato tracce di contaminazione a bambini giapponesi che risiedono a 200 chilometri di distanza dalla centrale.
Dei 22 bambini sui quali l'Acro ha effettuato delle analisi delle urine, 14 presentano ancora tracce di cesio 134 e cesio 137: i campioni sono stati prelevati tra il dicembre del 2011 e il febbraio del 2012.
"I valori non sono molto elevati se paragonati a quelli registrati in Bielorussia dopo il disastro di Chernobil, ma dimostrano coma la contaminazione duri nel tempo e provenga dall'alimentazione inquinata e non da fumi o particelle nell'ambiente" ha spiegato il presidente dell'Acro, David Boilley, sottolineando come occorra "valutare gli effetti sulla salute di una contaminazione debole ma prolungata nel tempo".

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Accademici contro il Nucleare - vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko + Cio che non dicono sul Nuclear

Centrale nucleare - Il nucleare ?
Costoso e pericoloso, si punti piuttosto sulle rinnovabili. In una lettera aperta al Governo oltre 1300 personalità del mondo scientifico italiano si esprimono sulla politica energetica da seguire. "Nucleare significa non saper guardare lontano".
È arrivato proprio alla vigilia del Consiglio dei ministri di domani il secco "no" al nucleare di una larga parte della comunità scientifica italiana. Una lettera aperta, firmata da oltre 1300 accademici - indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e alla
Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca Mariastella Gelmini - e ai tecnici del Ministero dello sviluppo economico che stanno mettendo a punto lo scenario della ripresa dell’impegno nucleare che, mercoledì pomeriggio, dovrà essere approvato in Consiglio dei ministri, all’interno del “piano triennale di sviluppo”, annunciato dal Governo come accompagnamento alla manovra economica di anticipo della Finanziaria 2009.

“A nostro parere - si legge nelle missiva - l’opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.”

La questione energetica - scrivono gli scienziati al Governo, mettendo a disposizione le loro competenze per discutere in maniera approfondita il problema energetico nelle sedi opportune – va affrontata puntando sulle rinnovabili: “Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti. Guardare lontano nel tempo getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale e occupazionale del nostro Paese, senza dare pericolosi fardelli alle prossime generazioni. Guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e le altre rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.”

Un’iniziativa, quella docenti e ricercatori delle Università e Centri di ricerca Italiani, che parte con un appello lanciato ancora prima delle elezioni per una politica energetica ragionata che coinvolga i saperi del mondo scientifico. Appello pubblicato a marzo per iniziativa di un gruppo di accademici delle maggiori università italiane raccolti che, complici le scelte annunciate dal nuovo Governo, ha raccolto oggi le adesioni di oltre 1300 di scienziati e oltre 4300 cittadini.

Intanto, mentre venerdì prossimo si riunisce al Mse il gruppo di lavoro Governo-Regioni-Enea-Apat che deve individuare l’iter per realizzare il deposito in cui allocare i rifiuti nucleari, anche in Gran Bretagna si discute di come smaltire le scorie.
Il governo del Regno Unito - dove si parla di nuove centrali nucleari, ma ancora si deve risolvere il problema delle scorie - sta approntando un piano che prevede compensazioni economiche e di servizi alle comunità che si renderanno disponibili ad ospitare i depositi di materiale radioattivo. Una mossa che secondo il ministro inglese dovrebbe ridare fiducia agli investitori e attirare finanziamenti all’industria dell’atomo, ma che per ora ha suscitato solo le reazioni dei contrari al nucleare, che hanno obiettato che i rifiuti delle nuove centrali saranno ancora più radioattivi e difficili da smaltire e che, nonostante gli incentivi, il piano difficilmente incontrerà il favore delle popolazioni.
vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko - 1 (By G. Nacci - medico Nucleare) + Minaccia Krsko - 2

 

Interessante video di presentazione sullo sfruttamento sicuro e pulito del torio come combustibile nucleare in reattori a combustibile liquido (non solido)
http://www.youtube.com/watch?v=VgKfS74hVvQ

Come ricorderete, ho scritto in passato diversi post sulla possibilità di produrre energia nucleare dal torio (non dall'uranio come oggi avviene) in reattori a "sali fusi" (fluoruri), di cui sono un grosso sostenitore (a differenza del nucleare "tradizionale"), senza tutti i problemi connessi (sicurezza, scorie, costi/complessità, tempi di costruzione/modularità, persino necessità di acqua per raffreddamento/difficoltà  a reperire i siti, ecc...) con la produzione di energia nucleare dalle tecnologie esisitente

1) http://www.theoildrum.com/node/5002
"....Our nuclear technology still has faults:
a -  it uses only a fraction of the energy in the uranium we mine,
b -  it leaves much more waste than is necessary, and
c -  it presents proliferation hazards that could be avoided.
We should do better, and we can.

The USA has developed technologies to address all of these problems, and then mothballed them.  The failure to develop our capabilities was not technical, but political, and came mostly from within your own party.  This is another luxury we can no longer afford.  These should go back on the front burner as soon as humanly possible.

The neglected technologies are:
a - The molten-salt reactor (MSR)
b - The Integral Fast Reactor (IFR)

These two technologies have several very valuable properties in common:
1 - They reprocess their fuel at the reactor site.
2 - Because of the on-site reprocessing, there is no storage of spent fuel.
3 - Also because of this, the volume of waste is minuscule; the waste from a reactor's entire lifetime can be stored on-site and not removed until decommissioning.
4 -They can use roughly 100 times as much of the raw fuel material as today's reactors.
A ton of raw nuclear fuel (uranium or thorium) can make approximately one gigawatt-year of electric power in an MSR or IFR. 
The total electric power needs of the USA could be satisfied by less than 500 tons per year of either, and a great deal of this could come from material already mined or even designated as "waste".  Because of these properties, the MSR and IFR are potential solutions to both the USA's energy difficulties and the nuclear waste problem.

The Molten-Salt Reactor (MSR)
The Molten-Salt Reactor was originally developed for nuclear aircraft, but it was later tested as an alternative to water-cooled reactors.  An experimental reactor at Oak Ridge National Laboratory was tested using three
different fuels:  enriched uranium-235, plutonium and uranium-233 (bred from thorium).  It ran well on all of them. 
The final run was intended to gather data to evaluate the feasibility of a thorium-uranium fuel cycle, and was apparently successful.

Molten-salt reactors have a number of advantages over today's water-cooled technology:
1 - They cannot suffer a meltdown, because the fuel is already molten.  If the cooling systems are shut off, the reactors shut down through their essential physics; they are inherently safe.
2 - They cannot explode, because they run well below the boiling point of the salts and require no pressure vessels.  This also makes their components relatively lightweight and easy to manufacture.
3 - They can run at relatively high temperatures, which increases their efficiency and makes the heat usable for many industrial purposes.
4 - They can remove fission wastes continuously, so there is never a danger from "afterheat" when a reactor is shut down.
5 -The extracted wastes are relatively pure rather than containing large amounts of unused fuel, so their bulk is comparatively tiny.  The wastes can be made ready for permanent disposal right at the reactor site.  Fuel cannot be diverted for weapons because it never leaves the reactor building.
6 - They can be started up with plutonium from spent nuclear fuel or reclaimed weapons material, and can destroy this fuel while breeding new fuel from thorium.
7 - The physics of breeding thorium to uranium creates uranium-232 as well as uranium-233, which is not a difficulty for power production but makes the material unsuitable for use in weapons.  Even more so than light-water reactors, molten-salt thorium breeders do not pose a risk of nuclear weapons proliferation.
According to recent news, the USA has approximately 900,000 tons of high-grade thorium reserves.  This is approximately 2000 years of supplies at current rates of electric consumption, or hundreds of years if thorium was substituted for all fossil fuel.  Lower-grade thorium resources include coal ash.

In addition to reactors using molten fluoride salts, it appears to be possible to make fast-breeder reactors using molten chloride salts.  This has not yet been tested, but it probably should be.

The Consequences of Breeders Between the two technologies of the MSR and IFR, the USA's entire inventory of spent nuclear fuel (43,000 tons of uranium as of 2002), depleted uranium (roughly 6 times as much) and thorium (900,000 tons of reserves) become available as domestic fuel reserves.  The entire electric demand of the USA could be met with roughly 500 tons per year of this; the entire energy needs of the USA would take perhaps 1500 tons.  We could export both clean, no-carbon power generators and the fuel to run them.  If we are looking to save the world from climate change, we have to grab these opportunities with both hands... "

2)
http://thoriumenergy.blogspot.com/2009/04/kloosterman-on-tmsrlftr-technology.html
the MSR in combination with the thorium fuel cycle has many advantages:
- Fluoride inorganic salts are used as a carrier for the fuel and as a coolant. They are among the most stable of chemical compounds and have proven stable under reactor operating conditions. They have a high solubility for actinides, very low vapor pressure, and good heat transfer properties. Furthermore, they do not react with air or water, and are inert to some commonly used structural materials.
- Soluble fission products can be removed on-line in a chemical processing plant, while non-soluble fission products and the noble metals can be extracted from the salt by helium bubbling. This enhances the neutron
economy. Together with the large number of neutrons liberated in U-233 fission events, new fissile material can be bred from abundantly available thorium.
- There are no mechanical valves in the salt circuit. Flow is blocked by plugs of frozen salt cooled by electrical fans. If the salt heats up to levels above design values or if the power supply fails, the plugs will melt
and the salt will be drained into storage drums cooled by natural convection (see the Figure).
- A fast excursion of the fuel temperature will lead to salt expansion providing instantaneous negative reactivity feedback, which will slow down or completely stop the fission process. Although heating of the graphite moderator will generally introduce positive reactivity, this process is much slower and can easily be controlled. Furthermore, a fuel salt temperature too high will always lead to drainage of the fuel into passively cooled storage tanks.
- The primary and secondary circuits are operated under ambient pressure, which is considered a very important safety feature.
- The thorium fuel cycle produces much less long-lived nuclear waste.
Compared with the standard once-through fuel cycle in a Light Water Reactor (LWR), a thorium fueled MSR produces 4,000 times less neptunium, plutonium, americium and curium. Plutonium production is reduced even with a factor of 10,000.
- Among all nuclear reactors, the MSR is most suited to utilize the thorium cycle. Neutron capture by Th-232 produces Pa-233, which decays with a half life of 27 days to U-233. To avoid Pa-233 capturing an extra neutron, which would produce the non-fissile U-234, part of it can easily be stored in a hold-up tank to let it decay to U-233. This enhances the breeding process, which makes the MSR, in combination with its excellent neutron economy, the most attractive reactor for using thorium.

3) http://www.theoildrum.com/node/4971

" ...Famed Climate Scientist James Hanson, recently spoke of thorium's great promise in material that he submitted to President Elect Obama: The Liquid-Fluoride Thorium Reactor (LFTR) is a thorium reactor concept that uses a chemically-stable fluoride salt for the medium in which nuclear reactions take place. This fuel form yields flexibility of operation and eliminates the need to fabricate fuel elements. This feature solves most concerns that have prevented thorium from being used in solid-fueled reactors. The fluid fuel in LFTR is also easy to process and to separate useful fission products, both stable and radioactive.
LFTR also has the potential to destroy existing nuclear waste.(The) LFTR(s) operate at low pressure and high temperatures, unlike today's LWRs. Operation at low pressures alleviates much of the accident risk with LWR. Higher temperatures enable more of the reactor heat to be converted to electricity (50% in LFTR vs 35% in LWR). (The) LFTR (has) the potential to be air-cooled and to use waste heat for desalinating water.LFTR(s) are 100-300 times more fuel efficient than LWRs.
In addition to solving the nuclear waste problem, they can operate for several centuries using only uranium and thorium that has already been mined.
Thus they eliminate the criticism that mining for nuclear fuel will use fossil fuels and add to the greenhouse effect.
The Obama campaign, properly in my opinion, opposed the Yucca Mountain nuclear repository. Indeed, there is a far more effective way to use the $25 billion collected from utilities over the past 40 years to deal with waste disposal.
This fund should be used to develop fast reactors that consume nuclear waste, and thorium reactors to prevent the creation of new long-lived nuclear waste. By law the federal government must take responsibility for existing spent nuclear fuel, so inaction is not an option. Accelerated development of fast and thorium reactors will allow the US to fulfill its obligations to dispose of the nuclear waste, and open up a source of carbon-free energy that can last centuries, even millennia... "

"...Thorium is extremely abundant in the earth's crust, which appears to contain somewhere around 120 trillion tons of it. In addition to 12% thorium monazite sands, found on Indian beaches and in other places, economically recoverable thorium is found virtually everywhere. For example, large-scale recovery of thorium from granite rocks is economically feasible with a very favorable EROEI. Significant recoverable amounts of thorium are present in mine tailings. These include the tailings of ancient tin mines, rare earth
mine tailings, phosphate mine tailings and uranium mine tailings. In addition to the thorium present in mine tailings and in surface monazite sands, burning coal at the average 1000 MWe power plant produces about 13 tons of thorium per year.
That thorium is recoverable from the power plant's waste ash pile.

One ton of thorium will produce nearly 1 GW of electricity for a year in an efficient thorium cycle reactor. Thus current coal energy technology throws away over 10 times the energy it produces as electricity. This is not the result of poor thermodynamic efficiency; it is the result of a failure to recognize and use the energy value of thorium. The amount of thorium present in surface mining coal waste is enormous and would provide all the power human society needs for thousands of years, without resorting to any special mining for thorium, or the use of any other form or energy recovery.

Little attention is paid to the presence of thorium in mine tailings. In fact it would largely be passed over in silence except that radioactive gases from thorium are a health hazard for miners and ore processing workers.

Thorium is present in phosphate fertilizers because fertilizer manufactures do not wish to pay the recovery price prior to distribution. Gypsum present in phosphate tailings is unusable in construction because of the presence of radioactive gasses associated with the thorium that is also present in the gypsum. Finally organic farmers use phosphate tailings to enrich their soil.
This has the unfortunate side effect of releasing thorium into surface and subsurface waters, as well as leading to the potential contamination of organic crops with thorium and its various radioactive daughter products.
Thus the waste of thorium present in phosphate tailings has environmental consequences.

The world's real thorium reserve is enormous, but also hugely underestimated. For example the USGS reports that the United States has a thorium reserve of 160,000 tons, with another 300,000 tons of possible
thorium reserve. But Alex Gabbard estimates a reserve of over 300,000 tons of recoverable thorium in coal ash associated with power production in the United States alone.

In 1969, WASH-1097 noted a report that had presented to President Johnson that estimated the United States thorium reserve at 3 billion tons that could be recovered for the price of $500 a pound - perhaps $3000 today. Lest this sound like an enormous amount of money to pay for thorium, consider that one pound of thorium contains the energy equivalent of 20 tons of coal, which would sell on the spot market for in mid-January for around $1500. The price of coal has been somewhat depressed by the economic down turn. Last year coal sold on the spot market for as much as $300 a ton, yielding a price for 20 tons of coal of $6000. How long would 3 billion tons last the United States ? If all of the energy used in the United States were derived from thorium for the next two million years, there would be still several hundred thousand years of thorium left that could be recovered for the equivalent of $3000 a pound in January 2009 dollars..."
By Romeo Gigli - Tratto da: it.scienza.ambiente

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Centrale Nucleare dietro casa vostra
Il 10 di giugno c'è stata una riunione tra un comitato di abitanti di alcuni villaggi del Suffolk, sulla costa orientale inglese che dà sul Mare del Nord, ed un rappresentante del British Nuclear Group che gestisce i tre reattori presenti nella zona, rispettivamente Sizewell A, B e C. Tutto nasce dalla chiusura improvvisa, avvenuta circa 3 anni fa, del reattore A, il più vecchio dei tre, un reattore Magnox che era entrato in funzione nel 1966, dopo quasi 5 anni di lavori.
Doveva essere il solito monologo di quello “studiato” che arriva dalla capitale e spiega con spocchia a pescatori e bottegai cose che loro non sarebbero in grado di capire, non fosse stato per la scomoda presenza della troupe di John Snow, l’unico direttore di telegiornale europeo che si possa ancora definire un giornalista, con le telecamere di Channel 4 News. Le cose andarono quindi molto diversamente, perchè era stata fatta una domanda formale, secondo la prassi prescritta dal Freedom of Information Act, e quindi giornalisti e pubblico avevano avuto accesso ai documenti sul caso.

Correva l'anno 2006, e Tony Blair - uno dei politici più corrotti nella storia della Gran Bretagna - si apprestava a lasciare l’incarico in quanto non più presentabile al pubblico di casa.
Era infatti evidente per tutti che avesse mentito sapendo di mentire, .... quando con le lacrime agli occhi, in un programma televisivo di grande ascolto, aveva giurato solennemente di avere prove incontrovertibili che Saddam Hussein non solo avesse armi di distruzione di massa, ma che fosse in grado di colpire addirittura la Gran Bretagna, mentre l’intelligence militare avrebbe avuto solo un quarto d’ora per organizzare una reazione ad un eventuale attacco alla Madrepatria. Prove che però non poteva mostrare pubblicamente, disse Blair, per ovvii motivi.
Negli anni successivi molte cose vennero a galla, e Blair arrivò a dover decapitare la BBC, iniziando dal Direttore, e facendo poi licenziare tutti quelli che si erano distinti per un qualunque tipo di acume giornalistico. Blair infatti non poteva nemmeno più apparire in pubblico, senza che ci fossero elementi perturbatori che la polizia dovesse zittire.
Prima di lasciare l’incarico e di andare dal Papa - dopo essersi convertito al cattolicesimo: notare che fino a poco prima aveva nominato le massime gerarchie della Chiesa Anglicana - a ricevere la benedizione per l’investitura come primo Presidente del Superstato Fascista Europeo prossimo venturo, Blair decise di fare un regalo al suo popolo, gettando le basi per un nuovissimo programma di centrali nucleari, che riducesse la dipendenza dal petrolio. O almeno questa era la scusa.
Proprio in quel periodo qualcuno stava facendo le pulizie alla Centrale Nucleare Sizewell A, e si accorse che diversi allarmi stavano suonando con insistenza, senza che il personale addetto mostrasse reazioni particolari. Decise così – immaginate di essere al suo posto, in una situazione del genere – di premere l’allarme generale.
Il personale a quel punto intervenne, per accorgersi che l’acqua di raffreddamento non ricopriva più gli elementi del reattore, e che quindi si era arrivati ad un soffio da un incendio catastrofico. Il combustibile nucleare infatti si può incendiare già a temperatura ambiente, mentre c’era già stata una perdita di scorie radioattive nel Mare del Nord, durata 45 minuti, paragonabile alla somma di tutte le perdite radioattive – di cui non ci parlano mai – che avvengono nel corso di un anno.
La centrale venne immediatamente chiusa e sottoposta ad ispezione. Gli ispettori conclusero che la centrale era stata gestita con incuria criminale, e dopo aver pubblicato un rapporto che non fu mai divulgato, insistettero per portare i responsabili in tribunale.

Cominciarono così a raccogliere prove contro di loro, ma dopo mesi di lavoro e ingenti spese a carico del contribuente, si sentirono dire che non avevano giurisdizione per portare il caso in tribunale.
Fu naturalmente una coincidenza che proprio in quel periodo la Nuclear Decommissioning Authority abbia deciso di smobilitare tutti i siti dotati di reattori Magnox, compreso quindi il Sizewell A.
Di tutta questa vicenda sappiamo qualcosa solo oggi perchè gli abitanti del luogo, preoccupati da insistenti voci di nuove perdite - ma prontamente rassicurati dalle autorità che tutto fosse sotto controllo, e che la chiusura dell’impianto fosse dovuta solo al decommissionamento dei Magnox - si rivolsero a tutti quelli che potevano essere raggiunti, fra i quali c’era anche John Snow.
Perciò, quando vi dicono che non c’è pericolo, cominciate ad ammassare provviste nel vostro rifugio anti-atomico…
By Gianni Elvezia (Pike Bishop) - Channel 4 News


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Allarme nucleare nel cuore della Germania - 20 luglio 2010 - Fonte: FABIONEWS
Le autorità tedesche, a causa di infiltrazioni d'acqua, hanno deciso l'evacuazione di un centro di stoccaggio di rifiuti radioattivi.
La decisione rilancia il dibattito sulle scorie nucleari

Le autorità tedesche, a causa di infiltrazioni d'acqua, hanno deciso l'evacuazione di un centro di stoccaggio di rifiuti radioattivi.
La decisione rilancia il dibattito sulle scorie nucleari. Una montagna di fusti gialli con impresso il simbolo del nucleare.
Sopra uno strato di sale e calcestruzzo, e ancora del sale per chiudere l'ingresso alle grotte. Un volume di massa radioattivo equivalente a 60 case è stato depositato tra il 1967 e il 1978 nella miniera di sale in disuso di Asse, nel centro della Germania. 126.000 fusti di rifiuti radioattivi, alcuni ben allineati e altri alla rinfusa, dovevano rimanere lì per l'eternità.
Meno di 30 anni più tardi, il sito di Asse si configura come catastrofe ecologica e come problema politico. Il sito geologicamente instabile palesa infiltrazioni d'acqua. E alcuni fusti sono rovinati.
Di fronte alla gravità della situazione, l'Ufficio federale BfS competente per la gestione del sito, ha optato nel gennaio scorso per l'evacuazione di Asse.
Questa inedita operazione, altamente complessa tecnicamente, durerà 20 anni e potrebbe costare allo Stato da 2 a 3 miliardi di euro. La settimana scorsa, il governo ha evocato per la prima volta l'eventuale istituzione di una tassa nucleare, che servirebbe a finanziare la decontaminazione di Asse.  Ad Asse, una collina situata a 25 km a sud di Braunschweig in Bassa Sassonia, il contrasto è evidente fra la campagna verde e ridente in cui il mais ancora verde è scosso dal vento e il grigio dell'ex miniera di sale, che ha fatto vivere la regione dal 1909 al 1964. Pochi minuti sono sufficienti per raggiungere i primi piani sotterranei della miniera, a circa 500 metri di profondità. Un ascensore che può contenere fino a 14 uomini discende lo stretto cunicolo verticale, spostando un grande flusso d'aria. Mezzo chilometro sotto terra, il caldo è soffocante. Alcuni camioncini sono in attesa su un vasto terrapieno grigio illuminato da neon. Due porte di pesante metallo giallo, formanti una camera di compensazione,  portano verso il dedalo di gallerie, interminabili e sprofondate nel buio.

La visita della miniera mette presto in evidenza la gravità della situazione: crepe striano le pareti di sale. Dal 1988, alcuni muri della miniera si sono spostati di sei metri a nord.
A circa 700 metri di profondità, un rivolo d'acqua uscito dal nulla scorre sotto un telone per evitare il contatto tra l'acqua e l'aria potenzialmente contaminata. I gestori del sito devono combattere contro due mali potenziali: un eventuale crollo di alcune cavità e l'infiltrazione di acqua contaminata verso le falde freatiche.
L'ex miniera di sale, costruita su 13 piani, sprofonda fino a 900 metri sottoterra. Nove cavità sono state scavate ad ogni piano. 12 contengono residui debolmente radioattivi.
Un'altra, a 500 metri di profondità, ospita rifiuti radioattivi di media intensità. Il 60% di essi provengono da centrali  nucleari tedesche (che fino al 1975 potevano essere riversati gratuitamente), il 23% dalla ricerca, l'8% dall'industria.
Nessuno sa quanto cesio, plutonio e trizio si trovi laggiù, né quale gas abbia potuto svilupparsi nelle cavità, alcune delle quali sono diventate inaccessibili.
"Uno dei problemi che abbiamo affrontato è che non sappiamo davvero cosa ci sia nei fusti - spiega Wolfram König, Verde e Presidente della BfS, l'Ufficio federale della sicurezza nucleare civile -
L'etichettatura degli anni '60 e '70 non soddisfa gli standard attuali. Negli ultimi anni, abbiamo aperto 25 fusti. La metà non conteneva ciò che figurava nei registri! Noi avevamo la scelta fra costruire un centro di rifiuti all'interno della miniera, affogare tutto sotto il cemento, o far risalire i fusti in superficie.
Questa soluzione è apparsa come il male minore. Abbiamo bisogno di prendere una decisione valida per un milione di anni !
Una decisione che non abbia conseguenze per l'umanità per 500 anni, al di là della memoria umana,  una volta che le centrali nucleari potranno essere scomparse dalla terra e che nessuno non saprà più niente del pericolo. Bisogna che, fino a quel momento, i nostri discendenti p ossono scavare il terreno senza rischi."
Oggi, nessun paese al mondo ha trovato la soluzione che permetta di risolvere il problema delle scorie nucleari. Nessun centro di stoccaggio a lungo termine ha visto la luce. "Lo stoccaggio sotto terra è considerato come la soluzione meno peggiore", dice Marcos Buser, geologo svizzero e Presidente della Commissione Monitoraggio per il progetto Mont Terri, vicino a St-Ursanne, un laboratorio sotterraneo dove gli scienziati stanno studiando quali strati geologici potrebbero essere propizi per lo stoccaggio sicuro dei rifiuti nucleare.
"Bisogna evitare ad ogni costo che sostanze che hanno un ciclo di vita estremamente lungo restino nel dominio del vivente - continua Marcos Buser. Dappertutto, così come in Germania, è stata tentato di utilizzare delle miniere dismesse per stoccare i rifiuti, nucleari o chimici. Ma una miniera dismessa è come un edificio. Gli edifici muovono e si fissurano. Le miniere anche.
La roccia si crepa. Queste crepe si propagano fino alla superficie, l'acqua s'infiltra, il terreno si affossa, una parte della miniera crolla. È quello che è successo ad Asse. Seppellire i rifiuti sotto terra presuppone la costruzione di un'installazione ad hoc, perfettamente sigillata e confinata.
La dimensione ottimale per lo stoccaggio in un paese come la Svizzera sarebbe di qualche centinaia di migliaia di metri cubi per trattare 8000 tonnellate di rifiuti. Asse ha un volume di tre milioni di metri cubi. Anche per un programma nucleare più importante, come il programma tedesco, è troppo."

Le autorità tedesche hanno infine optato per il trasferimento dei rifiuti di Asse verso l'ex miniera di ferro di Konrad, a qualche decina di chilometri di distanza. L'insediamento, pur potendo contenere fino a 303 000 metri cubi di rifiuti, diventerebbe tuttavia rapidamente troppo stretto, se i 100.000 metri cubi depositati ad Asse vi fossero un giorno trasportati.
Ad Asse, è stata ingaggiata una corsa contro il tempo e la geologia. Per le prime fasi bisogna prevedere un foro millimetro per consentire di effettuare dei prelievi nelle cavità inaccessibili, infossate sotto il sale e il calcestruzzo. Nessuno sa ancora come avvicinare senza pericolo i fusti danneggiati e ancor meno come estrarli, un giorno, dalla miniera.
Tratto da: web.resmarche.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Incidenti nucleari  ufficializzati (alcuni poco noti)

1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.

1952 Usa. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.

1955, febbraio, Atlantico.
 La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti  ciascuno una tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.

1956, 10 marzo. Mar Mediterraneo.
 Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale  fissile per la realizzazione di bombe nucleari.

1956, 27 luglio. Gran Bretagna.
Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.

1957, ottobre. Windscale (GB).
Fusione del nocciolo  (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale).  Il reattore viene inondato.
Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva  arriva fino in Danimarca.
La radioattività su Londra si eleva  20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale  500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).

1957, 7 ottobre. Sellafield (Gran Bretagna).
Un incendio nel  reattore dove si produceva plutonio per scopi militari generò  una nube radioattiva imponente.
La nube attraversò l'intera  Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.

1957 Kyshtym (Unione Sovietica).
Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa  270.000 persone.

1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge:
12 persone investite  dalle radiazioni.

1958 zona Urali (Urss).
Catastrofe nucleare a causa  dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km  ancora oggi recintati.

1961, 3 gennaio. Idaho (Usa).
Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto.
Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.

1961, 4 luglio. URSS.
La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo  di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico  provoca la morte del capitano e di sette membri dell'equipaggio.

1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto.

1964 Garigliano (Italia).
 Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.

1965, 5 dicembre. Isole Ryukyu (Giappone).

Un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all'idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense  vicino alle isole giapponesi Ryukyu.

1966 Belgio.
Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.

1966, 17 gennaio. Palomares (Spagna).
Un B-52 statunitense con quattro bombe all'idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L'esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.

1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa).
Alcune piastre di protezione  si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore  autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento;  il dispositivo di arresto  automatico non funziona; il reattore riprende  la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.

1967 Trino Vercellese (Italia).
Fessurazione di una guaina d'acciaio  di una barra di combustibile con conseguente chiusura della
centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale  ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.

1967 Francia.
Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas  radioattivi nell'aria.

1968 Den Haag (Olanda).
Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».

1968 Gennaio, Chooz (Belgio).
Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.
1968, 10 marzo. Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda  nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.

1968, 27 maggio. Oceano Atlantico.
Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata  nucleare affonda nell'Atlantico.

1968, 21 agosto. Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita
 in Groenlandia. Tre bombe all'idrogeno che si trovavano a bordo  esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell'ambiente.
L'area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all'intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità.

1968 Agosto, Brenìllis (Spagna).
La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.

1968 Francia.
Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.

1969 Garigliano (Italia).
Sette arresti alla centrale per guasti.

1969, febbraio. Latina (Italia).
Arresto alla centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).

1969, gennaio. Lucens (Svizzera).
Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.

1969 Germania.
Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.

1969 Usa.
Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde plutonio.

1969 Francia.
Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un  incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.

1970 Belgio.
Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.

1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.

1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.

1970, 12 aprile. Oceano Atlantico.
 Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell'Atlantico con a bordo  due reattori e due siluri a testata nucleare.

1971 Den Haag (Olanda).
Rottura di un tubo per il convogliamento di acqua radioattiva.

1971 Kansas.
Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'Aec (Ente americano per l'energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.

1971 Francia.
Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro  nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando  fuoco al laboratorio in cui lavorava.

1972 Francia.
 Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.

1972 Francia.
Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo  lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.

1972 Francia.
Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.

1972 Usa.
Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.

1973 Marzo, Chinon (Francia).
Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine  per 43.000 ore, ossia per 5 anni.

1973, aprile. Isole Hawaii (USA).
Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell'equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni

1973 Hanford (Usa).
La Aec ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.

1973 Settembre, La Hague (Francia).
 Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.

1973 Settembre, Windscale (GB).
Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.

1973 Novembre, Hanford (Usa)
Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile  una reazione a catena.

1973 Dicembre,
 Usa. Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's  Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.

1973 Den Haag (Olanda).
35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.

1974 Usa.
Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.

1974 Sevcenko (Urss).
 Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l'acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode  il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.

1974 Aprile, Austria.
Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.

1974 Maggio, Casaccia (Italia).
 Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.

1974 Maggio, Usa.
L'Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973  nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie  e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).

1974 Usa.
Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.

1974 Francia.
A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.

1974 Belgio.
 L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da  2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.

1974/75. Leningrado (URSS).
 Una serie di incidenti viene segnalata nell'inverno tra il 1974 e il 1975  presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.

1975 Gennaio,
 Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema  di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.

1975, 19 novembre. Germania.
Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.

1975, 22 novembre, Italia.
Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice "broken arrow" che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.

1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa).
Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un caso su mille miliardi!

1975, 7 dicembre. Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca).
Un cortocircuito nell'impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.

1976 Gennaio, Germania.
Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza  le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore.  Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono  vapore radioattivo.

1976 Windscale (GB).
 Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.

1976 Ottobre, Tallin (Urss).
Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).

1977 Bulgaria.
Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l'Europa ha evitato conseguenze gravissime.

1977 Aprile, El Ferrol (Spagna).
 Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.

1978 Maggio, Caorso (Italia).
Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica -26 maggio '78- si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.

1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa
Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.

1979, 7 agosto. Tennessee (USA).
La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.

1979, agosto. Erwin (USA).
Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.

1982 USA.
 Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante  sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.

1982 USA.
Dopo l'incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.

1981, marzo. Tsuruga (Giappone).
280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.

1983, novembre. Sellafield (Gran Bretagna).
Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d'Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.

1985, 10 agosto. URSS.
Un'esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo -22: muoiono dieci membri dell'equipaggio esposti alle radiazioni.

1986, 6 gennaio. Oklahoma (USA).
Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.

1986, fine aprile. Chernobyl, Unione Sovietica.
 L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i
15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente,  altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.

1986, 4 maggio (una settimana dopo il disastro di Chernobyl). Hamm-Uentrop, Germania Ovest. Un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest ha causato la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo  che uno dei letti di sfere è stato immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l'ostruzione creatasi ha danneggiato il condotto e causato il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono state misurate per circa due kilometri intorno al reattore.

1986, 6 ottobre. Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda  nell'Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.

1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.

1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.

1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella
 stazione di Olkiluoto.

1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante  nella stazione di Wuergassen.

1991, febbraio. Mihama
(Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva

1992, 24 marzo.
San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell'impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.

1992, novembre. Forbach (Francia).
Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell'impianto vengono accusati l'anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.

1992 Germania.
Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.

1993, 13 febbraio. Sellafield (Gran Bretagna).
Fuga radioattiva nell'impianto di riprocessamento di Sellafield.  La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene  superata di oltre tre volte.

1993, 17 febbraio. Barsebaeck (Danimarca).
Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente  fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.

1993, aprile. Siberia (Russia).
Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.

1994, 23 marzo. Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.

1994, 28 giugno. Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk. Settembre 1995 - Kola (Mare di Barents). L'energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento.
 Incidente solo sfiorato, grazie all'intervento del comandante della base.

1995 Germania.
 L'Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.

1995, novembre. Cernobyl (Ucraina).
Un'avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.

1995, 8 dicembre. Monju (Giappone).
 Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L'impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.

1996, febbraio. Dimitrovgrad (Federazione Russa).
Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube  radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.

1996 Germania.
Un programma della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens  ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.

1997 Germania.
20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.

1997 Germania.
Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.

1997, marzo. Tokaimura (Giappone). Un incendio e un'esplosione nel reattore nucleare nell'impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.

1997, giugno. Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche
di Arzamas porta i materiali radioattivi sull'orlo di una reazione a catena.
 Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore
 il responsabile dell'esperimento.

1997, luglio. La Hague (Francia).
 Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell'acqua  scaricata nella Manica dall'impianto  di trattamento francese di La Hague.  La Francia smentisce, ma  il presidente della Commissione di controllo si dimette.

1997, settembre.
Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell'area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.

1998, 1 maggio. Catena delle Alpi.
 Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio  di rottami ferrosi provenienti dall'Europa dell'Est.

1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse,
65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d'allarme radioattivo.

1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un contaminato.

1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga
radioattiva.

1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.

1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.

1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.

1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.

1999, 30 settembre. Tokaimura, Giappone.
Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave).
La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d 'uranio,
si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore.
· Alle 10:30 scatta l'allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo  molto grave.
· Alle 12:41 la polizia crea un "cordone" intorno alla centrale, si capisce che  l'incidente sta diventando più grave del previsto.
· Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate.
· Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell'incidente; oltre 300000 persone invitate a stare  in casa.
· Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all'impianto raggiunge livelli tra  le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma.
· Alle 2:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell'impianto accettano una missione da veri "kamikaze", devono entrare nell'impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi.
· Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero.
Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all'interno dell'edificio dove si tratta l'uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di
uranio-acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto,  di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti terra e, essendosi  miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all'ospedale in gravissime condizioni.

1999, 2 Ottobre, Ucraina.
Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.

1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong,
 una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione causa l' esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l'impianto.

1999, 5 Ottobre, Finlandia.
Centrale Loviisa, perdita di idrogeno. Secondo i tecnici della centrale c'è stato un pericolo di incendio e perdite.

1999, 8 Ottobre, Giappone.
 Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.

1999, 20 Ottobre, Francia. Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.

1999, 27 ottobre, USA. "I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un  "radioisotopo" (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto".
 Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di  "radioprotezione e salute pubblica". Lo sconcertante risultato è stato ottenuto  dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra
fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero.
 "Se gli esperimenti nucleari sia di superfice, sia sotterranei sono effettivamente  terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti", ha  detto Sternglass, che ha aggiunto: "II mondo è troppo piccolo per gli incidenti  nucleari". I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel
 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore  di Suffolk (New York) nei primi anni '80.

1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness,
 un aereo tornado precipita a meno di 800 metri dall'impianto.

1999, 13 Dicembre, Russia.
Centrale Zaporozhe, fermato reattore.

2000, 5 Gennaio, Francia.
Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.

2000, 27 gennaio. Giappone.
Un incidente a una installazione per il  riprocessamento dell'uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.

2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.

2000, 16 giugno. Germania.
Gradualmente, ma senza esitazioni, la  Germania metterà al bando l'energia nucleare. Una dopo l'altra,  nell'arco di 32 anni, le 19 centrali nucleari tuttora attive sul suolo tedesco saranno chiuse. Sui tempi dello smantellamento si è raggiunto un compromesso: il governo chiedeva 30 anni, gli industriali 35, se  ne impiegheranno 32 per ogni stabilimento. Il primo che chiuderà sarà  il più vecchio: la centrale di Obrigheim, aperta nel 1968, si spegnerà nel 2001. L'ultima, invece, nel 2021, sarà quella di Neckarwestheim-II, nel Baden-Wuerttemberg, che produce 1.269 Megawatt. Inoltre entro il luglio 2005 sarà proibito il trattamento delle scorie nucleari. Al momento le centrali nucleari tedesche producono  il 33,5 per cento del fabbisogno energetico nazionale.

2001 Germania.
Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.

2003, aprile. Paks (Ungheria).
L'unità numero 2 del sito nucleare di Paks  (costituito da quattro reattori è l'unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di  combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di  raffreddamento scongiura il pericolo di un'esplosione nucleare, limitata  ma incontrollata  con gravi conseguenze per l'area intorno a Paks.

2003, 17 ottobre. Arcipelago de La Maddalena (Italia).
 Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s'incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo  l'abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento  di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.

2004, 9 agosto, Giappone.
Nel reattore numero 3 nell'impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello
sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L'azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che non c'è stata contaminazione radioattiva.

2004, 9 agosto, Giappone
Altra centrale non precisata. A quanto ha riferito  l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite  le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c'è stata alcuna fuga radioattiva.

2004, 9 agosto, Giappone.
Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco),  la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell'impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.

2005, aprile,
Gran Bretagna. Sellafield. Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte  e di una serie di errori tecnici.

2006, maggio.
Laboratori Enea della Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa  solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo  smantellamento degli impianti.

2006, maggio. Mihama (Giappone).
Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale  nucleare di Mihama.

2006, 26 luglio.
Oskarshamn (Svezia). Corto circuito nell'impianto elettrico della centrale a  250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.

2006, 7 ottobre. Kozlodui (Bulgaria).
 Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti  e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione.  La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l'accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all'Agenzia nazionale dell'Energia Atomica.

2007, 28 giugno. Kruemmel (Germania).
Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l'attività dell'impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell'Ambiente, l'impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.

2007, 16 luglio. Kashiwazaki (Giappone).
La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L'Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall'impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell'AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: "è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata".
Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva
che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.  Mancano i dati...

2011, 11 marzo. Fukushima (Giappone)….
In seguito al terremoto avvenuto, 4 centrali nucleari sono state danneggiate e non conosciamo ancora le conseguenze …
http://www.fisicamente.net/index-1065.htm
http://curiosity2013.altervista.org/attenzione-ecco-le-dimostrazioni-che-fukushima-sta-devastando-il-pianeta-e-minacciando-lintera-umanita/

RICERCA Parole nel SITO