Il
PROBLEMA del NUCLEARE
Lo Tsunami un avviso agli
Italiani:
NO al
CRIMINE NUCLEARE -
March 12, 2011
Cari, sono a Kyoto, lontana
dalle zone sismiche, e incollata
alla tv sia per l'ansia e le
apprensioni che per voglia di
sapere davvero come stanno le
cose.
Trovo interessante vedere i vari
canali che parlano del guasto
alle centrali nucleari di
Fukushima provocato dai sismi.
Vorrei riassumere per voi
velocemente e a caldo -
perdonate l'italiano
disordinatissimo ! - cio' che
possono essere ormai considerati
i fatti ma magari non vengono
trasmessi correttamente in
Italia:
I 7 reattori delle centrali
nucleari di Fukushima sono stati
fermati automaticamente dopo la
prima scossa grave.
Ma, di alcuni reattori non ha
funzionato il sistema del
raffreddamento e per trattenete
l'aumento vertiginoso della
temperatura interna, non
sapevano come rimediare la
riduzione dell'acqua di
raffreddamento.
Infine, il governo ha ordinato
al gestore di metterci l'acqua
del mare per non lasciare
scoperto il reattore, che, pero'
secondo vari esperti,
significherebbe la rinuncia
all'uso futuro del reattore;
perche' e' dannoso per il
cilindro metterci l'acqua non
pulita. (
Questo fa notare la
situazione non era prevista dai
progettisti della centrale)
Riguardo gli abitanti, le
autorita' hanno prima deciso di
evacuare la zona circostante di
3 km, poi con passare del tempo,
hanno allargato la distanza da
10 km a 20 km.
Stranamente quest'ultima
estensione e' avvenuta
contemporanea con la
dichiarazione delle autorita'
(del governo) di non aver
constatato la fusione del
cilindro ne' della registrazione
della radioattivita' anomala.
In realta', prima dello scoppio
e il crollo dell'edificio che
contiene il reattore n. 1 (piu'
problematico tra i 4) avvenuto
nel pomeriggio di oggi,
all'ingresso del sito si
registrava fino a 1015 dei
microsievert/ora, una cifra
allarmante, equivalente alla
tolleranza massima annua per
l'essere umano.
Un canale TV - che si e'
dimostrato piu' scettico davanti
alle dichiarazione governative e
piu' vicino ai terremotati,
vista la quantita' di
informazioni maggiori rispetto a
molti altri canali - ha
trasmesso una notizia non
sentita ancora sugli altri
canali: da un controllo si e'
registrata l'esposizione alla
radiazione dalle persone che
stavano aspettando l'arrivo di
soccorso all'aperto quando c'e'
stato questo scoppio (a 3 km
circa dal sito).
Hanno misurato 3 persone su
circa 90 e da tutti i 3 hanno
rilevato i dati allarmanti (non
sievert, 100 mila cpm da uno e
30 o 40 mila dagli altri due),
una quantita' che richiede un
lavaggio accurato del corpo per
non ammalarsi (ma c'e' da
preoccuparsi anche
dell'esposizione interna.
Tutto questo e' successo ai
reattori dichiarati "i piu'
sicuri", superati tutti i
collaudi antisismici severissimi
del 2009.
A voi la valutazione.
Yukari
FIRMA contro il Nucleare:
http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/rinnovabili/?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=banda_nucleare+%28cyber%29&utm_content=
vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko
(English)
+
Cio che non dicono sul Nucleare
+
Medici per l'ambiente PDF
IMPORTANTE: In caso di
radiazioni radioattive
nell'atmosfera, vedi anche:
Argilla
In caso di
incidente atomico (nucleare)
i nemici primari sono due,
uranio e
iodio radioattivo,
questa è la prima minaccia da
affrontare, gli altri composti
radioattivi minori emessi da
tale incidente, quali il
cesio e lo
stronzio, debbono essere
anch’essi eliminati
dall'organismo.
Considerando che siamo comunque
esposti a fonti di radiazioni di
tipo medicale e altro, il
consumo di alcuni supplementi a
scopo
disintossicante è comunque
sempre una cosa da fare al piu’
presto.
IODIO e’ la PRIMA MINACCIA, ma
anche la PRIMA DIFESA.
Non tutto lo iodio è uguale, il
corpo usa varie forme di iodio.
In caso di esposizione certa
alle radiazioni lo IODURO DÌ
POTASSIO, è la forma da prendere
per proteggere la tiroide avendo
con tale organo una forte
affinità come agente bloccante,
in quanto si lega allo iodio
radioattivo che viene rimosso in
24-72 ore, ed è prodotto per
tale scopo, se le radiazioni non
sono presenti l’assunzione di
ioduro di potassio è inefficace.
Lo si trova in tavolette da 130
milligrammi. Non acquistate
tavolette con concentrazione
inferiore.
- Adulti e donne in gravidanza
130 milligrammi al dì.
- Bambini dai 3 anni ai 18 anni
fino a 70 chili di peso, 65
milligrammi al dì.
- Bambini di peso superiore ai
70 chili, 130 milligrammi al dì,
indipendentemente dell’età
- Bambini da un mese e tre anni
di età, 32 milligrammi al dì,
indipendentemente dal fatto che
allattino al seno no.
- Bambini dalla nascita ad un
mese di età 16 milligrammi al
dì, indipendentemente dal fatto
che allattino al seno o no.
Sarebbe buona norma non
aspettare l’arrivo delle
radiazioni prima di agire ed
assumere ioduro di potassio a
scopo preventivo in modo di
averlo in circolo nel corpo
all’arrivo delle radiazioni
impedendo di conseguenza allo
iodio radioattivo di legarsi
all’interno della tiroide.
Nubi radioattive.
Ci sono delle precauzioni che
possiamo adottare, come non
uscire di casa, assumere
determinati farmaci o non
mangiare determinati alimenti ?
Non vi fate prendere dal panico
questo è il veleno minore
rispetto a quello che respiriamo
e/o mangiamo ogni
giorno,comunque la terapia crap
orale serve a proteggerci anche
da questo pericolo, naturalmente
oltre gli esami per la
prevenzione che ci permette di
monitorare lo scudo
molecolare.
Il nostro organismo è protetto
da uno scudo molecolare chiamato
Bap ((Biological Antioxidant
Potential)Barriera antiossidante
che viene mantenuta
costantemente allo stato ridotto
dai gruppi -SH (zolfo e
idrogeno) uniti ad una cellula
organica chiamata
Glutatione, che lavora in
sinergia con la
vitamina C. Questo
sistema neutralizza moltissimi
veleni che arrivano dall'esterno
e che mettono in serio pericolo
il nostro organismo, compreso le
radiazioni.
L’esposizione a materiale
radioattivo pone molti problemi
di salute che vanno dalle
mutazioni genetiche a livello
del
DNA cellulare alla
distruzione di specifici tessuti
del corpo umano. Esistono metodi
naturali per aiutare il corpo a
reagire ed eliminare le scorie
radioattive che tutti dovrebbero
conoscere.
La maggior parte delle notizie
su internet e giornali a
riguardo sostiene di prendere
dosi massicce iodato di potassio
(KI).
La ragione biochimica alla base
di tale ragionamento siede nel
fatto che lo iodio radioattivo
si lega a tutti i siti lasciati
liberi dallo iodio naturale. Più
una popolazione è povera di
Iodio più sarà sensibile alle
radiazioni.
L’Italia in generale non si
trova in questa situazione,
grazie alla vicinanza con il
mare e all’ampio consumo di
pesce e sale marino. Il Nord
America, al contrario, non ha le
stesse condizioni a causa di
pesanti carenze di iodio nei
territori più centrali e lontani
dalla costa.
Effettivamente saturare i
recettori per lo Iodio (dose
massima 120-130 mg di KI per 3-4
giorni massimo) bloccherebbe in
parte l’azione devastante di
queste scorie radioattive.
Il Dr L.R. Dugan lo spiega molto
bene: “Il KI occupa tutte le
sedie così quando la musica si
ferma lo Iodio radioattivo non
ha posto per sedersi” e quindi
viene eliminato più velocemente.
In teoria, il ragionamento non
fa un piega a parte un piccolo
dettaglio: il KI ha un effetto
complessivo di 24 ore massimo e
assumere 2 o 3 volte la dose
citata lo porta ad alti livelli
di tossicità; il discorso si
complica ulteriormente per tutti
coloro che sono affetti da
Ipotiroidismo di Hashimoto. Ecco
perché è meglio evitare questo
approccio. Inoltre il cesio,
l’uranio e il plutonio hanno una
durata molto lunga, quindi
l’azione di circa 48 ore del KI
non aiuterebbe molto.
Ci sono alcune strategie però
che possono aiutare a proteggere
il corpo dall’interno. Le due
parti più sensibili alle
radiazioni sono la tiroide e i
reni.
La tiroide può essere protetta
non solo con lo Iodio ma anche
con anti-ossidanti potenti come
il Glutatione.
Il glutatione viene usato dalla
tiroide sia per eliminare
radicali liberi che per produrre
gli stessi ormoni tiroidei
aiutando uno dei suoi enzimi
chiave (5-deiodenasi) come
cofattore. Il problema sta nel
fatto che non si può assorbire
Glutatione attraverso il sistema
digerente, in quanto si tratta
di una molecola troppo grossa
che deve essere tagliata, quindi
assorbita e poi ricostruita. Per
ovviare tale problema o
integriamo i 3 aminoacidi che lo
compongono (glicina, glutamina,
cisteina) in modo da velocizzare
due passaggi, oppure utilizziamo
il potere assorbente della
pelle, usando una crema a base
di glutatione che permette di
raggiungere direttamente i vasi
sanguigni.
Solitamente oltre al glutatione
queste creme hanno altri
anti-ossidanti come la
superossidodismutasi e la
catalasi. La glicina può essere
usata come zucchero nel caffè
avendo un sapore molto dolce.
Un altro importante nutriente è
il Selenio intorno ai 200 mcg/die
(diventa tossico intorno agli
800-1000 mcg). Integratori con
la metil-selenio-cisteina sono
una buona idea (ma non la
seleno-metionina che ha un
effetto completamente diverso).
Gli alimenti che contengono
iodio sono:
sale iodato -alghe marine,
merluzzo fresco, aringa
affumicata e fresca, soia (non
OGM), granchio, aragosta,
astice, fagiolini, cipolla,
farina d’ossa. Fegato essiccato,
lecitina di soia, olio di germe
di grano, olio di fegato di
merluzzo, kelp, olio di pesce,
aglio, semi di sesamo, fagioli
di soia, spinaci, bietole,
zucchine bianche, cime di rapa,
cavolo, rapa, cavolfiore,
arachidi, verza, pesche, pere, e
cavolini di Bruxelles,
crostacei, ananas, cipolle,
asparagi, cavolo, carota,
carciofo, ribes,
Vitello, manzo, merluzzo salato,
salmone fresco, cozze, salmone
conservato, merluzzo fresco,
ostriche, sardina, nasello,
tonno, trota, latte di mucca,
uovo, pane di segale, riso
brillato, pasta alimentare, pane
di mais, pane d’orzo, mais,
fava, piselli schiacciati,
fagiolo comune, lenticchia,
piselli secchi, fungo
d’allevamento, rapa, carota,
porro, bietola, fagiolo verde,
cipolla, pomodoro, lattuga,
patata, cavolfiore, cavolo
comune, spinacio, melanzana,
asparagi, carciofo, topinambour,
alga laminaria, ananas fresco,
mora, uva spina, ribes, fragola,
banana, ciliegia, limone,
melone, pesca, uva, pera, mela,
susina, prugna secca, noce
secca, castagna secca
Per il GRUPPO delle VITAMINE B:
LIEVITO di BIRRA
IODIO NATURALE
Le cellule hanno recettori per
lo iodio, in occidente come è
provato le persone soffrono di
una carenza cronica di iodio, lo
iodio radioattivo trovando
recettori liberi vi si installa
da qui i problemi. La difesa
consiste nell’occupare i
recettori cellulari con iodio
naturale, in questo modo quello
radioattivo non trovando luoghi
in cui installarsi viene
espulso.
L’assunzione regolare di iodio
naturale oltre che difendere
dalle radiazioni ha un forte
impatto sul cancro, la mancanza
di energia, è correlato ad una
potente difesa della salute. Il
sale iodato non è assolutamente
una fonte di iodio in quanto per
assumerne in giusta quantità si
muore avvelenati dal sale, le
pillole o gli integratori si
possono evitare in quanto c’è di
meglio ed a minor prezzo.
La quantità giornaliera
consigliata è di 150 micro
grammi al giorno, una cosa
ridicola e come altri minerali e
vitamine tale dose consigliata
ha lo scopo di tenerci
perennemente deficienti di
nutrienti.
La reale dose minima consigliata
è da 6 a 12 milligrammi al
giorno cioè quasi cento volte
superiore a quella consigliata
dalle autorità sanitarie, questa
quantità la si può facilmente
raggiungere e superare con le
alghe. In ogni caso si possono
consumare in tutta sicurezza
fino a 50 milligrammi (non micro
grammi) al giorno di iodio
naturale. Ricordo che
microgrammi sono milionesimi di
grammo e milligrammi sono
millesimi di grammo.
La fonte migliore e più
abbondante di iodio sono le
alghe marine.
Alga Kelp.
La fonte più abbondante di iodio
naturale. Viene usata in granuli
per insaporire i cibi al posto
del sale, un quarto di
cucchiaino di granuli di Kelp
contengono 3 milligrammi di
iodio naturale.
Alga Kombu.
Con questo nome vengono
commercializzate un’ampia gamma
di alghe brune, si possono usare
per insaporire i cibi oppure
come qualsiasi altra verdura. Il
kombu contiene fino a 2,5
milligrammi di iodio per grammo
di alga.
Alga Nori.
Nome generale delle alghe rosse,
contengono solo 16 microgrammi
di iodio per grammo ma facili da
trovare e sono deliziose da
mangiare.
Gli spaghetti di mare,
contengono poco iodio che è
sempre meglio di niente e sono
un valido sostituto della
normale pasta e sono molto
buoni.
Le ERBE che PROTEGGONO dalle
RADIAZIONI
Si considerano
“radioprotettive”quel le
sostanze, se la radiazione che
uccide gli altri animali
risparmia invece le vite di
quelli che l’hanno assunta.
Alcuni tra coloro che a
Chernobyl fecero parte dei
soccorsi ebbero orribili
esposizioni a vari tipi di
materiali radioattivi: 57
persone – dicono le cifre –
morirono come diretta
conseguenza del loro essere
subito presenti sul luogo del
disastro. Ma tra coloro che
utilizzarono del Ginko Biloba
non furono registrate morti.
- Il Chyawanprash, e’ un
eccellente antiossidante e
radioprotettivo
- l’olio di Nigella sativa è
radioprotettivo, ma alcuni
giorni fa ho trovato uno studio
sull’estratto alcolico del seme
di cumino nero. Ha un potere
protettivo tanto quanto il suo
olio
- La Menta arvensis, la Menta
piperita, lo zenzero, estratto
alcolico del seme di cumino
nero, sono protettivi nei
confronti di malattie da
radiazione ed anche da quella
della soppressione del midollo
spinale.
- il succo dell’olivello spinoso
- L’Holy Basil (il tulsi
dell’ayurveda- l’ocinum
basilicum) protegge dalla
perossidazione lipidica (una
seria conseguenza della
tossicità dei radicali liberi).
URANIO RADIOATTIVO ed IMPOVERITO
Se siete stati esposti a
radiazioni mediche eccessive
(raggi X), se volate troppo, se
avete ingerito cibo contaminato
da radiazioni, il seguente
protocollo studiato per l’uranio
dovreste applicarlo su base
regolare.
Stando ai vecchi manuali
militari, il mezzo migliore per
affrontate l’uranio sia ingerito
che inalato, oltre che per
rimuoverlo dal suolo, è il
BICARBONATO, se si prevede
una contaminazione radioattiva
da uranio sarebbe opportuno
farne una scorta di 15-30 chili.
Abitualmente, i reni, sono il
primo organo che viene
danneggiato dall’esposizione
all’uranio. I manuali militari
consigliano il bicarbonato per
rendere alcaline le urine nel
caso questa contaminazione
avvenga. Gli ioni uranile, con
il bicarbonato diventano meno
pericolosi per i reni e ne viene
promossa l’espulsione come
composti non tossici del
complesso carbonati di uranio.
L’ingestione di bicarbonato
diminuisce la severità dei
cambiamenti che si verificano
nei reni da parte dell’uranio.
Il bicarbonato è così efficace e
utile che nei Los Alamos
National Laboratory in New
Mexico, il ricercatore Don York
lo ha usato per decontaminare il
suolo contaminato da uranio, che
ne ha rimosso fino al 92%, il
bicarbonato si lega all’uranio
separandolo dal terreno. Il
bicarbonato rimuove con
sicurezza per le persone,
vernici, grassi, residui di
fumo, diminuisce l’esposizione a
materiali chimici pericolosi nei
lavoratori, ed elimina la
maggior parte dei rifiuti
associati. Il bicarbonato è in
grado di decontaminare aree in
cui altre sostanze sono
pericolose da usare. Per queste
ragioni viene usato in oncologia
per proteggere i pazienti dagli
effetti tossici della chemio
terapia.
L’uranio è uno dei pochi metalli
che ha un significativo legame
con il carbonato per questo
viene rimosso in tutta
sicurezza. Ingerire molto
bicarbonato con acqua è
estremamente utile per i reni
scrive il Dr. Chris Shade.
Non
esiste migliore terapia per le
malattie, la nausea e vomito da
radiazioni, di bagni con
bicarbonato. In caso di
necessità iniziare con bagni
usandone mezzo chilo.
Il problema dell’uranio e delle
altre particelle radioattive di
provenienza dalla caduta
radioattiva (fall out) si
estende ai polmoni per
inalazione di piccole particelle
insolubili che si depositano
nelle pareti polmonari. E’ una
eccellente idea affrontare il
problema mediante inalazione
attraverso aerosol di
bicarbonato sciolto in acqua,
Dr. Sarah Mayhill.
I veleni
radioattivi usano la stessa via
di chelazione del mercurio da
questo sono stati sviluppati
programmi di
detossificazione
molto efficaci usando prodotti
chelanti.
Viene consigliato di usare forti
dosi di
vitamina c,
magnesio,
spirulina e
clorella (alghe), oltre al
bicarbonato.
La spirulina e clorella sono
stati usati con grande successo
dai russi dopo l’incidente di
Chernobyl. La clorella come è
noto è uno dei più potenti
chelanti esistenti, i giapponesi
hanno provato che è in grado di
chelare anche i materiali
radioattivi.
BROCCOLI. Il consumo di broccoli
è imperativo in caso di
radiazioni (oltre che per la
chelazione di metalli pesanti).
I broccoli contengono composti
dello zolfo che innescano la
produzione di glutatione che da
come risultato la rimozione da
metalli e l’eliminazione dei
radicali liberi che i materiali
radioattivi producono in
abbondanza.
RICETTA di NAGASAKI: MISO,
CEREALI INTEGRALI, ALGHE.
Dopo la bomba atomica, su tale
città si è notato, che negli
ospedali in cui si consumava
Miso non ci sono stati morti da
radiazioni, mentre in ospedali
dove non lo si consumava i morti
sono stati molti. Si è scoperto
che il miso ( complesso
vitaminico B) ha un forte
effetto di rimozione dagli
elementi radioattivi. Da questo
la ricetta proposta.
Cereali integrali. Hanno un
moltitudine di benefici. Le
fibre si legano alle tossine
accelerando il transito
intestinale. La vitamina B6
nutre la ghiandola timo. La
vitamina E migliora di molto
l’utilizzo dell’ossigeno. La
rutina, aiuta a proteggere dalle
radiazioni e stimola la
produzione del midollo osseo.
Alghe,
oltre al contenuto di iodio
impediscono il riassorbimento
del radioattivo stronzio 90.
Questa
semplice ricetta deriva dai
medici di Nagasaki che hanno
notato la loro (e dei loro
pazienti), immunità al cancro e
alla leucemia nonostante la
bomba atomica.
In
Omeopatia si
consiglia di assumere:
IODUM 7ch - Reperibile in
qualsiasi farmacia (tenere
presente che da solo questo
prodotto NON serve a nulla, va
integrato con alimentazione
adatta + cio' che abbiamo qui
sopra consigliato).
- 3 granuli (almeno 3 volte al
giorno) per 7 giorni
- Pausa di 7 giorni
- 3 granuli (almeno 3 volte al
giorno) per 3 giorni
IMPORTANTE: e' bene
utilizzare dei buoni drenanti
naturali, specie delle "tinture
madri" per le
vie urinarie.
Il
Glutatione...deve essere
prodotto dall'organismo con le
vitamine.
Le sostanze antiossidanti fanno
bene tutte quante: vitamina C,
vitamina E, Selenio, e molte
altre presenti nella
frutta e nella verdura fa
bene. Le dosi a volte sono molto
più alte di quelle che vi fanno
credere: vitamina C da 1 a 5
grammi al giorno (un bambino di
3 anni direi 500 mg).
Vitamina E 500 mg - 1 grammo al
giorno (ma non è importante, se
sgarrate non succede niente).
Non bisogna invece esagerare
con il Selenio che ad
alte
dosi puo' essere pericoloso.
Lo
Iodio invece non puo' essere
assunto a scopo preventivo,
perchè assumerlo cosi' non fa
tanto bene : potrebbe essere
giustificato nel caso ci fosse
nell'aria e negli alimenti una
dose di radiazioni che so 20
volte le radiazioni presenti
normalmente nell'aria.
Le Radiazioni colpiscono le
cellule ionizzandole, cioè
togliendo un elettrone da un
orbitale (solitamente si perdono
quelli più esterni a minore
energia). Le cellule (in genere
parliamo di molecole di acqua o
di
DNA) diventano instabili e
cercano di ricombinarsi fra
loro.
Queste
cellule instabili sono i
famosi radicali liberi che hanno
una vita molto breve...possono
ricombinarsi e formare anche
acqua ossigenata, altamente
ossidante che può danneggiare il
DNA. Quindi il DNA può
essere danneggiato o come azione
diretta (radiazioni che lo
colpiscono direttamente) o
indiretta.
Danni al DNA vuol dire creare
popolazioni di cellule "modifcate"
che poi a distanza anche di anni
possono portare a tumori.
Ricordiamo anche che questo
meccanismo è lo stesso delle
radiazioni ad uso medico e che
un articolo di qualche anno fa
sul NEJM sosteneva che bastavano
3 TAC addome per avere la stessa
dose di radiazioni di una buona
parte della popolazione di
Hiroshima e Nagasaki dopo il
fallout...una TAC da 12
millisievert . 1 Sievert è il
limiti oltre al quale si ha un
danno certo.
By Jacopo Negri
MMS
- Non si hanno notizie se lo MMS
sia in grado di
contrastare le radiazioni,
questa è tematica a cui
evidentemente nessuno ha
pensato. MMS è un potente chelante ad ampio spettro, in
grado di chelare qualsiasi
metallo pesante, usato a tale
scopo in unione alla clorella da
alle persone le maggiori
possibilità di eliminazione di
questi sgraditi ospiti.
Le radiazioni danno in genere
due tipi di danno. Uno pesante,
alle cellule, dovuto alle
radiazioni ionizzanti con
sviluppo di cancro e/o leucemia,
uno più leggero dovuto agli ioni
non radioattivi. Quale che sia
il danno, come è ampiamente
dimostrato, MMS è in grado di
essere molto efficace mettendo
il sistema immunitario in grado
di affrontare la minaccia, dando
alle persone le massime
possibilità di difesa.
I materiali radioattivi vanno
affrontati anche a livello
alimentare. Va tenuto presente
che MMS (fior di zolfo) è in
assoluto la migliore opzione per
rendere le acque potabili e per
la pulitura superficiale dei
cibi.
Tutto dipende dalla gravità
dell’esposizione ai materiali
radioattivi, ad esclusione della
esposizione devastante, il
protocollo indicato si è
dimostrato estremamente
efficace. Il cesio e lo stronzio
vengono anch’essi eliminati o
chelati con il protocollo
indicato.
Il protocollo deriva dai vecchi
manuali militari americani,
resta in sospeso la domanda del
perche' nei vari teatri di
guerra, tale protocollo non è
stato usato sui soldati,
inquinati da
uranio impoverito.
Come diceva Andreotti.
A pensare
male si fa peccato, ma spesso ci
si azzecca. Iodio da alghe e
bicarbonato sono cose da
supermercato, diffondere tra la
gente questa informazione
farebbe inevitabilmente sorgere
domande imbarazzanti su costose
e inutili medicine usate al
posto del protocollo e sul perchè.
Non risulta che i media e i
soloni della medicina
abbiano fornito
queste informazioni alla
popolazione.
Fonte: Anonimo
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
NUCLEARE si o NO ? - RELAZIONE del FISICO EMILIO DEL
GIUDICE
SaraS n° 41 Aprile/Giugno
2008 - Trimestrale non in
vendita riservato ai Soci di
SaraS - Pagg. 10,11,12,13,14.
Il problema del nucleare - By
Emilio Del Giudice [1] -
Trascrizione a cura di Paolo
Mazzolini.
Domenica 3 febbraio 2008 in
occasione del decimo
anniversario della fondazione di
SaraS si è tenuto il congresso
"Pianeta Terra una madre da
salvare" la cui sintesi è stata
pubblicata nel precedente
numero, e nel nostro sito
internet associazionesaras.it.
In questo numero desideriamo
approfondire il tema del
nucleare.
Ciò che segue è la trascrizione
dell'intervento del Fisico
Nucleare Professor Emilio Del
Giudice, tenuto lo scorso
03/02/2008.
Ringrazio tutti quanti per
questo invito, quello che ho
sentito fin ora mi ha toccato
profondamente e spero di poter
dare anch'io il mio contributo.
Vorrei esordire dicendo che più
che per la Terra dovremmo essere
preoccupati per noi stessi in
quanto la natura è molto più
forte dell'uomo. Potrebbe essere
un peccato d'orgoglio pensare di
poter ammazzare la natura. In
realtà nella nostra miserabilità
possiamo solamente fare del male
a noi stessi.
Solo se riusciremo ad entrare in
profonda sintonia con la natura
riusciremo a salvarci. La vita
di quest'ultima è caratterizzata
dalla nascita, crescita e morte
di singoli suoi esponenti, ma la
morte non è una tragedia in
quanto dalla morte nasce una
nuova vita. Quindi la vita si
trasforma e noi non possiamo
sopprimerla, possiamo solamente
ammazzare i singoli individui.
Quando i dinosauri sono
scomparsi noi non c'eravamo, ora
i dinosauri non ci sono più e al
loro posto ci siamo noi, noi
scompariremo e nuove specie
prenderanno il nostro posto. La
prima cosa che dobbiamo
eliminare è il nostro orgoglio
in quanto, per colpa di esso,
siamo molto indietro con il
contatto con la natura di cui
abbiamo percepito solo un
aspetto: quello delle forze che
danno luogo alle energie.
L'energia è la forza esercitata
per spostare un corpo per una
certa distanza.
Se io esercito una forza su un
corpo e lo sposto, svolgo un
lavoro e l'energia è quella che
mi fa compiere questo lavoro.
Questo è un aspetto della
natura, ma non è il solo. Vi è
un aspetto presente in natura in
cui la parola energia è
intrinsecamente connessa con il
concetto di forza: esistono
manifestazioni naturali che non
richiedono l'uso della forza e
quindi non richiedono l'uso di
energia.
Per spiegare meglio questo
concetto vi faccio un esempio:
supponiamo che io voglia fare
una passeggiata con una persona.
Per ottenere il mio scopo posso
utilizzare due tecniche: la
prima è quella di prenderla per
un braccio e trascinarla, ed in
questo caso devo esercitare una
forza e quindi mi serve energia,
oppure posso avvicinarla con un
bel sorriso e chiedergli se
vuole fare una passeggiata con
me. In questo caso io avrò la
sua compagnia senza avere usato
alcuna energia. In natura
esistono entrambi i fenomeni e
la biosfera richiede delle
forze, ma utilizza anche il
secondo meccanismo.
Quello che rende ciò possibile è
stata la conquista principale
della fisica, avvenuta nel 1900
ad opera di alcuni pionieri tra
cui Walter Nerds, Albert
Einstein, e Max Plank, è cioè la
dimostrazione che la natura non
è fatta di corpi isolabili i
quali si incontrano tra di loro
solo esercitando forze uno
sull'altro in particolare
collidendo. Questo è il modello
in cui esistono solo le forze e
le energie. Esistono tanti corpi
isolati, tante energie e le cose
accadono perché i corpi si
urtano, esercitano forze
reciproche che richiedono
energie. Walter Nerds, in
particolare, dimostrò che se
questo fosse vero sarebbe stata
una catastrofe per la
termodinamica in quanto
l'entropia dell'universo
diventava infinita.
Quindi la fisica quantistica
nasce da una contraddizione
logica tra la meccanica classica
e la termodinamica classica,
contrasto risolto con la
vittoria della termodinamica in
quanto Nerds fece vedere che per
ovviare a questo disastro
bisognava accettare
assolutamente il fatto che in
natura nessun corpo può essere
mai isolato, che questi corpi
possono ricevere energia
dall'ambiente ma non da altri
corpi. Ma allora da chi e
tramite che cosa ricevono
energia?
Coraggiosamente Nerds rispose
provocatoriamente "dal
vuoto", cioè da quella cosa
che non si materializza in
corpi.
Quindi il vuoto diventa un
soggetto in fisica che pervade
tutto l'universo
e che trasmette le fluttuazioni
di ogni corpo ad ogni altro
corpo. Quindi a quell'epoca l'universo
era inteso come un insieme di
corpi connessi tra loro e basta.
L'evoluzione concettuale
successiva ha portato
all'individuazione della agente
fisica che riempie il vuoto: i
campi di Gauge.
Questi campi, nel caso
elettromagnetico, non
corrispondono al campo
elettromagnetico, cioè a
quell'oggetto che produce la
forza ma bensì al potenziale
elettromagnetico che di per sé
non produce alcuna forza. In che
relazione sta il campo con il
potenziale? Il campo è il
vortice del potenziale.
Per farvi comprendere meglio
tutto ciò vi farò una metafora:
immaginate che il potenziale sia
il mare, il campo
elettromagnetico sono i vortici
in questo mare e quindi
trasmettono energia. Chi invece
trasmette la fluttuazione, cioè
queste correlazioni è il
potenziale, quindi esse non sono
connesse con trasmissione di
energia.
La loro funzione è quella di far
sì che le oscillazioni degli
oggetti in principio
indipendenti e separate, in
opportune condizioni, che noi
studiamo, possano "mettersi in
fase" per cui oscillano tutte
insieme. Nel primo caso possiamo
paragonare l'oscillazione delle
molecole ad una folla
disordinata dove ognuno si muove
indipendentemente dall'altro,
esse (le molecole) si trovano in
uno stato che in gergo possiamo
chiamare "non coerente", nel
secondo caso invece possiamo
paragonare l'oscillazione ad un
gruppo di ballo o ad un
battaglione in marcia. Dove i
movimenti di tutti i
partecipanti sono sincronizzati
si ha l'esempio di uno stato
coerente.
Quindi abbiamo uno stato
sincronizzato, uno stato non
sincronizzato ed il campo di
Gauge che nel campo delle
molecole coincide con il
potenziale elettromagnetico.
Questa premessa è necessaria per
inquadrare il problema
dell'energia, perché nell'ambito
di una visione ancora classica
ancorata nell'esperienza
individuale che ognuno fa, in
una società in cui si trascurano
tutti i rapporti d'amore e
l'unico rapporto che c'è è
quello dettato dal gelido
calcolo dell'interesse per cui
ognuno è nemico di ogni altro,
vede in ogni rapporto naturale
un problema di energia, ma non è
così.
Ovviamente vi è anche questo
problema, ma intensificare l'uso
dell'energia non è l'unica via,
esiste anche una
collettivizzazione del
funzionamento della materia per
cui i suoi atomi operano
all'unisono. Se io opero su un
sistema coerente impiegherò
un'energia molto minore rispetto
all'utilizzo di un sistema non
coerente: se voglio che una
folla si muova tutta in una
direzione devo usare un'energia
enorme, per dirigere un
battaglione in marcia uso
un'energia di gran lunga minore.
Perciò il nostro problema non è
il come fare a produrre tutta
questa energia per soddisfare i
bisogni crescenti dell'umanità
ma bensì come poter realizzare
una tecnologia fondata sull'uso
della coerenza nella materia in
maniera che il fabbisogno
energetico sia molto minore. Vi
faccio questo esempio:
immaginate un peschereccio che
sotto la spinta del suo pesante,
rumoroso ed inquinante motore
tiene una velocità di dieci
nodi.
Da questo peschereccio vengono
buttati tutti gli scarti dei
pesci pescati. Il pescecane, che
si nutre di tali residui, segue
il peschereccio passo a passo e
mangia quello che viene buttato
in mare. Per seguire la barca
per un lungo tempo deve tenere
la velocità di dieci nodi. Lo
squalo, senza disporre di un
motore, mantiene la stessa
velocità dando un colpetto di
coda ogni tanto, consumando una
quantità di energia molto minore
rispetto al peschereccio. Quale
è la differenza?
Il peschereccio opera solo con
la forza bruta, contrapponendo
alla resistenza del mare la
spinta del motore. Il pescecane,
invece, ha delle proprietà per
cui dalla sua pelle partono dei
lievissimi campi
elettromagnetici che mettono in
fase le molecole d'acqua che
circondano la sua pelle
impedendo all'acqua di fare
attrito.
Nel momento in cui muore questi
campi si spengono, le molecole
dell'acqua sulla sua pelle non
sono più in fase e quindi
trascinare il corpo di uno
squalo morto richiede uno sforzo
notevole.
Perché non possiamo imitare il
pescecane vivo ? Siccome i più
astuti di noi sono i cattivi,
chi ha appreso questo
insegnamento è stato un
ufficiale d'artiglieria il quale
20 anni fa aveva trovato il modo
di accelerare di 5 volte la
velocità dei proiettili
d'artiglieria a parità di spesa
energetica.
Ma come ha fatto?
Come ben sapete per sparare un
proiettile da un cannone gli si
fa esplodere una carica
esplosiva dietro. Il proiettile
viene spinto e si proietta in
avanti. Fino a qualche decennio
fa la velocità del proiettile
d'artiglieria alla bocca del
cannone era di 1 Km al secondo
che poi per la resistenza
dell'aria gradatamente
diminuiva, per cui la gittata
del proiettile era limitata ad
un certo numero di chilometri
che dipendevano dalla carica
esplosiva.
I cannoni della seconda guerra
mondiale sparavano fino ad una
quarantina di chilometri usando
delle cariche enormi, i cannoni
delle corazzate avevano un
calibro di quasi mezzo metro.
Questo ufficiale d'artiglieria
ha pensato di mettere sul fondo
del proiettile delle micro
cariche di polvere nera che
esplodono durante il volo del
proiettile, questo fatto rende
l'aria attorno al proiettile
vorticosa e ciò diminuisce
l'attrito.
Diminuendo l'attrito la
resistenza dell'aria diventava
molto minore ed il proiettile
diventava molto più veloce. Al
giorno d'oggi tutte le
artiglierie del mondo utilizzano
l'invenzione di questo signore.
Ora la velocità del proiettile
alla bocca del cannone non è più
di 1 Km al secondo ma di ben 5
Km al secondo e la gittata
arriva a 100 Km, usando non
proiettili da 406 ma da 155mm.
Questo è un esempio di risparmio
energetico: usando la stessa
quantità di energia il
proiettile va 5 volte più veloce
e percorre la doppia distanza.
Il segreto non è stato aumentare
la violenza, ma diminuire la
resistenza, la stessa cosa che
fa il pescecane.
La psicologia umana, che è
anche quella degli scienziati,
porta a cercare di vincere la
resistenza con la forza invece
di chiedersi se è possibile
diminuire la resistenza con la
persuasione risparmiando
energia. Capite che seguendo
questa linea si può arrivare
alla situazione in cui a parità
di bisogni, senza sacrificare
nulla, si consuma meno energia?
Questo è un sistema che se
volete si ispira anche alla non
violenza: perché usare la
violenza per vincere la
resistenza? Possiamo abbandonare
l'ideologia dello stupro e
sostituirla con quella della
seduzione?
Questa prefazione era d'obbligo
in quanto, parlando del
nucleare, dobbiamo tener conto
che in una società fondata
sull'ideologia dello stupro, in
cui ogni resistenza viene vinta
con la forza, è possibile creare
dei sistemi coerenti in cui gli
atomi non si agitano
indipendentemente l'uno
dall'altro ma si muovono come un
collettivo e questo è lo studio
delle proprietà collettive della
materia in cui sono coinvolto ed
in cui ho lavorato con Giuliano
Preparata e tanti altri. In una
società fondata sul primato
dell'individuo e sulla lotta di
tutti contro tutti ci vuole un
sacco di energia.
Come procurarsela? Non ci sono
mai energie che bastino. Ci sono
persone ben intenzionate che
propongono le energie
rinnovabili, ma anche proponendo
una fonte d'energia differente
siamo sempre a discutere di
bisogni crescenti di energia.
Vogliamo entrare in un regime
coerente? Vi voglio fare un
ultimo esempio: la temperatura è
l'energia cinetica media, una
misura della violenza degli urti
delle molecole che avvengono.
Supponete che io abbia un
gradiente di temperatura, cioè
che la temperatura di una zona
sia più elevata rispetto a
quella di un'altra zona. Ciò
significa che un corpo esterno
che si trova nella prima zona
subisce urti più violenti di un
corpo esterno che si trova nella
seconda zona. Come risultato di
ciò questo corpo viene spinto
dalla prima alla seconda zona,
il vento si forma proprio a
causa di un gradiente termico
spostando la materia.
Quindi io posso spostare la
materia sia applicandogli una
forza, sia facendola galleggiare
sui gradienti delle variabili
fisiche presenti. Se io butto in
mare una boa e c'è una corrente
nell'acqua, la boa si muove da
sé senza bisogno di alcun motore
e quindi senza alcuno spreco di
energia.
Siccome nella fisica quantistica
il vuoto è come un mare, è
possibile usare i gradienti di
questi potenziali che stanno in
mare affinché il corpo si muova
senza che io utilizzi energia?
Ovviamente non si potrà mai
farlo in maniera totale, però
possiamo fare del nostro meglio
per sfruttare questa quota e
quindi abbassare il consumo di
energia oppure possiamo
continuare a fare gli stupidi e
continuare sempre a dare cornate
contro tutto ciò che ci
circonda.
Dato che il fabbisogno di
energia è enorme, non c'è mai
energia che basti e quindi entra
in campo il nucleare che è una
forma estrema di energia in
quanto si è scoperto che
rompendo i nuclei pesanti, come
quelli di uranio 235 o di
plutonio, si sprigiona
un'energia.
Tuttavia quest'energia esce in
forma selvaggia e cioè può
essere molto utile a scopi
militari dove l'obiettivo è
quello di distruggere tutto, ma
è molto difficile applicarla a
fini civili. Tanto è vero che se
non ci fosse il problema che ora
vi esporrò nessuno avrebbe mai
pensato al nucleare come fonte
di energia civile in quanto
esso, oltre ad avere difficoltà
elevate ad essere controllato,
difficoltà tuttavia superabili,
produce rifiuti radioattivi e
queste scorie non decadono prima
di molti anni, ad esempio il
plutonio decade in 24.000 anni.
E' facile creare rifiuti
radioattivi ma è difficile
liberarsene, un pò come la
plastica che essendo molto
economica viene utilizzata su
vasta scala essendo tuttavia
molto difficile da smaltire.
Nell'oceano pacifico hanno
trovato una vasta area che è
un'unica massa di plastica
galleggiante, in quanto sia dal
lato americano, sia dal lato
australiano, i rifiuti vengono
buttati in mare. La cultura
d'impresa consiste nel ridurre i
costi il più possibile non
considerando le conseguenze
derivanti dall'utilizzo smodato
di materiali come ad esempio la
plastica che hanno costi e
difficoltà di smaltimento molto
elevate, incidendo così sulla
spesa sociale.
Il nucleare è ancora peggio in
quanto non è così economico da
costruire come la plastica,
costa molto, in più l'uranio è
anche raro. Un limite al
pericolo del nucleare è dato dal
fatto che le riserve di uranio
sono ancora più scarse di quelle
di petrolio.
Ma il buco principale
nell'energia nucleare è dato dal
fatto che la demolizione di una
centrale è molto più costosa
della costruzione, cosa che non
è vera per nessun altro tipo di
impianto. Una centrale a carbone
può essere demolita ed i rifiuti
si possono mettere da qualche
parte, invece in una centrale
nucleare i rifiuti non possono
essere depositati da qualche
parte perché sono radioattivi e
quindi bisogna costruire quei
monumenti sepolcrali di cemento
per circondarli, ma siccome
nessun manufatto umano può
essere garantito per 24.000 anni
ci vorrà un corpo di
sorveglianza che controlli che
non vi sia mai una perdita.
Di conseguenza bisognerà
addestrare del personale per
tenere sott'occhio i siti.
Occupazione noiosissima, quindi
potete immaginare che le persone
più vivaci non sceglieranno
questo mestiere e quindi se ne
occuperanno coloro che non hanno
nessuna altra possibilità, i più
asini di tutti i quali la crepa
non la vedranno appunto perché
sono asini o perché sono troppo
annoiati da passare il tempo a
fare altre cose. Quindi quel
sito diviene un pericolo.
Questa è la ragione per cui non
c'è nessuna società
d'assicurazioni privata disposta
ad assicurare il nucleare. Il
nucleare lo assicura solo lo
Stato, ed in ogni contratto
d'assicurazione c'è scritto che
non assicurano nessun pericolo
derivante dalla radioattività.
Quindi il nucleare si può fare
solo se c'è uno Stato che si
assume tutti i costi e quindi
non è competitivo se non per
l'azienda la quale riceve in
dono dallo Stato la centrale, la
gestisce con costi d'esercizio
minimi, e qui sta la truffa che
fa pensare che il nucleare sia
economico, però i costi di
demolizione sono enormi e quelli
se li accolla ancora una volta
lo Stato. Quindi all'azienda
privata conviene ricevere in
dono una centrale nucleare da
gestire a patto che lo Stato si
addossi tutti i costi e tutte le
responsabilità.
Ma allora perché c'è la corsa al
nucleare ? Perché il nucleare è
anche militare ed allora,
siccome le società non
democratiche si basano sulla
violenza, e le società
democratiche si basano sulla
truffa e sull'inganno, bisogna
convincere le persone che lo
Stato opera solo a fin di bene,
non prepara la guerra e se c'è
una guerra è solo in risposta ad
un'aggressione esterna. Il
nucleare civile è un modo per
occultare il nucleare militare e
anche per far vedere che il
nostro bilancio della difesa è
piccolo perché tanto una parte
della spesa della difesa
militare viene addossata ai
bilanci di altri ministeri,
questo viene fatto anche in
Italia. Noi italiani abbiamo
costruito una nave da sbarco,
un'unità militare, che di fatto
è stata utilizzata anche in
Libano, che è stata costruita
con i fondi del ministero
dell'ambiente perché in caso di
calamità naturale questa nave
può essere utilizzata per
portare i soccorsi.
Per fare le bombe atomiche
bisogna avere le tecnologie
adatte, avere il materiale
esplosivo pronto, cosicché in
caso di necessità sia possibile
costruire un ordigno in una
settimana. Questo lo fanno tutti
gli Stati, però quando lo fa
l'Iran che è un paese nemico non
va bene.
Chi invece la bomba atomica l'ha
già costruita non realizza più
centrali nucleari in quanto non
serve più: gli Stati Uniti hanno
costruito l'ultima centrale
nucleare nel 1978, stessa cosa
per la Russia. Noi che la bomba
atomica non l'abbiamo ancora
fatta (a qualcuno è venuta la
tentazione) dobbiamo attivare un
programma di centrali nucleari
ovviamente accollando le spese a
tutti i ministeri al di fuori di
quello della difesa. La Francia,
avendo risorse minori rispetto a
quelle degli Stati Uniti e della
Russia, ha creato delle centrali
ad uso duale in cui recuperano
pare dei costi vendendo
l'energia, che è un
sottoprodotto di questa
produzione, alla rete.
Quindi
non è vero che l'energia
nucleare
costa meno, l'energia
nucleare francese viene venduta
sottocosto perché è il
sottoprodotto di una produzione
militare.
Adesso che i pericoli di guerra
aumentano, gli interessi di vari
paesi si orientano nuovamente
verso il nucleare, anche perché
sono stati inventati nuovi tipi
di armi nucleari diverse da
quelle precedenti che richiedono
nuovi tipi di impianti ed ecco
la necessità di costruire queste
nuove centrali per coprire le
esigenze del nucleare.
Se si guardasse solamente al
problema dell'energia l'idea di
costruire impianti nucleari è
così assurda che non verrebbe in
mente a nessuno.
Coloro che sostengono il
nucleare usano strumentalmente
anche l'argomento dell'effetto
serra e purtroppo uno dei
personaggi che ha fatto questo è
il fondatore di Gaia, il
professor Lovelock, inglese che
come molti professori
anglo-americani ha a cuore le
sorti del loro Stato e quindi
collabora con le sue istituzioni
politiche. L'Inghilterra ha
necessità di sviluppare
nuovamente il nucleare e il
professor Lovelock ci dice che
siccome le centrali nucleari non
emettono anidride carbonica
bisogna utilizzarle per evitare
l'effetto serra e per rispondere
al fabbisogno crescente di
energia a cui le centrali ad
energia rinnovabile non sono in
grado di far fronte.
Ovviamente la stampa ha dato
grande risalto a queste
dichiarazioni e a queste ultime
si sono aggiunte anche quelle di
molti altri scienziati allettati
dalla possibilità di nuovi
finanziamenti per la ricerca. Io
sono in pensione, non ho nessuno
che mi finanzia, ma quando uno
scienziato parla non crediate
che sia esente da interessi: noi
pensiamo che quando i politici
parlano non sono al di sopra
delle parti a differenza degli
scienziati, ma credete forse che
solo i politici abbiano bisogno
di soldi?
Vorrei concludere parlandovi
della fusione fredda. Questo
tipo di energia è molto
interessante dal punto di vista
concettuale alla luce di quel
cambio d'ideologia di cui si
parlava all'inizio però non va
presa come il toccasana che
permetta di produrre energia
infinita.
Il messaggio essenziale è che
bisogna fare le cose con meno
energia, e non usare i progressi
della scienza per trovare nuovi
modi di produrre ulteriore
energia. Il problema della
fusione fredda è questo: se il
nucleo è molto grosso, se si
spezza si libera energia, invece
con i nuclei leggeri è
l'opposto.
Se prendo due nuclei leggeri e
li fondo si libera energia, però
a fondere i due nuclei c'è
difficoltà perché siccome hanno
tutti carica positiva oppongono
resistenza all'accostamento in
quanto si respingono
elettricamente. E' vero che ci
sono le forze nucleari, un
milione di volte più forti delle
forze elettriche, che li fanno
attrarre però sono a corta
distanza, mentre le forze
elettriche agiscono a lunga
distanza.
Il problema quindi è fare
avvicinare i nuclei che debbono
fondere ad una distanza tale per
cui le forze nucleari possano
prevalere, a quel punto scoppia
la passione e i due nuclei si
fondono.
Immaginate un uomo e una donna
dal carattere difficile che si
sono reciprocamente antipatici e
quindi è difficile farli
accostare, però nel momento in
cui finalmente li fate sedere
sul divano uno a fianco
all'altro scoppia l'attrazione e
ne nasce una passione
travolgente. Questo è il
problema della fusione nucleare:
come farli avvicinare ? Anche
qui abbiamo due possibilità: lo
stupro o la seduzione.
Nella prima ipotesi uno dei due
si carica talmente da perdere i
freni inibitori e stupra
l'altro.
Questa è la fusione calda che
consiste nel fatto di dare ai
nuclei che si devono avvicinare
un'energia cinetica tale che
superano la repulsione elettrica
e questo viene dato con
altissime temperature. Però
siccome le altissime temperature
fondono le pareti del recipiente
bisogna tenere questi nuclei
confinati e lontani dalle pareti
del recipiente altrimenti le
fonderebbero. Queste sono due
esigenze contraddittorie che è
difficile contemperare e questa
è la ragione per cui il problema
non è stato ancora risolto.
Quindi il problema della fusione
calda è che sarà veramente
un'energia del futuro in quanto
non avrà mai un presente. I
massicci investimenti in materia
sono una buona scusa per
studiare le proprietà della
fusione nucleare ed aiutare i
paesi che non si sono ancora
costruiti la bomba H.
La soluzione alternativa è la
seduzione: i due devono essere
fatti avvicinare. Allora entra
in campo una vecchia zia che si
incarica di avvicinare i due,
lei sta seduta al centro del
divano, i due non si guardano,
lei se li avvicina a sè e poi
con abile manovra si toglie di
mezzo e i due sono a contatto.
Questa è la
fusione fredda: dentro il
metallo, dove vi sono nuvole di
elettroni liberi, gli elettroni
sono caricati negativamente (la
vecchia zia) attraggono un
nucleo positivo da un lato e uno
dall'altro fino a che entrando
nella nuvola di elettroni si
avvicinano al punto di arrivare
ad una distanza tale che le
forze nucleari riescono a farli
fondere. In questo modo non si
utilizza la violenza, ma si
diminuisce la resistenza, in
termini fisici ho sostituito
l'energia cinetica all'energia
potenziale.
Ovviamente anche questo, come
tutti i processi naturali, ha un
limite: quest'energia prodotta
nuclearmente dà luogo anche alla
fissione dei nuclei del
materiale che compone questo
reticolo e noi, nei nostri
esperimenti, lo abbiamo
verificato.
Nel nostro caso non era
pericoloso perché il metallo
utilizzato era il palladio e la
fissione del palladio non dà
luogo a nessuna manifestazione
energetica, quindi non c'è
nessun problema. Ad ogni fusione
fredda c'è qualche nucleo di
palladio che si spezza. Io
penso, anche se non ho alcun
riscontro, che le cosiddette
armi all'uranio impoverito siano
proprio questo, ciò spiegherebbe
il mistero che si nasconde
dietro a tutti i depistaggi:
mentre nelle bombe atomiche
normali i nuclei vengono
spezzati da neutroni i quali
hanno estrema difficoltà a
colpire i nuclei, perché i
neutroni sono piccoli e passano
tra un nucleo e l'altro e
riescono fuori e quindi bisogna
utilizzare un grosso blocco di
uranio, la famosa massa critica,
per ottenere fissioni, il che
vuol dire che l'esplosione non
poteva essere controllata;
utilizzando quest'altro metodo
per fissionare i nuclei non c'è
più bisogno della massa critica,
e quindi è possibile far
esplodere anche un grammo di
uranio.
Allora se ciò è possibile potete
immaginare di fare un proiettile
di pistola che una volta sparato
esplode con la violenza di una
cannonata. Non vorrei che questa
scoperta fosse già stata fatta
nei laboratori militari ed
inaugurata nella guerra del
Golfo del 1990, per cui le armi
leggere sono state dotate di
proiettili fatti in questo modo,
come delle piccole bombe
atomiche, dotando la fanteria di
una potenza tale che un colpo di
fucile può far saltare un carro
armato. Il problema è che queste
esplosioni producono radiazioni
dannose anche per chi spara. Il
risultato è che durante la prima
guerra del Golfo, sul campo di
battaglia, sono morti pochi
americani e molti iracheni, però
negli anni successivi moltissimi
soldati che hanno preso parte
alla guerra sono morti a causa
di cancro e leucemia. Alla fine
sono morti tanti iracheni quanti
americani.
E questo è successo anche nei
Balcani, in Libano, ecc. Nella
guerra del Golfo, evidentemente
per tenere il segreto militare
su quest'arma, gli americani
hanno impedito alle truppe
alleate di andare sui campi di
battaglia dove loro usavano
queste armi.
Di fatto tutta l'area è stata
occupata dall'esercito
statunitense causando la morte
di molti soldati a causa delle
radiazioni.
Nella guerra del Kosovo gli
americani hanno lanciato le armi
dagli aerei e ad occupare la
zona hanno mandato gli italiani
ed ecco i nostri morti. Dalle
commissioni risulta che un gran
numero di soldati italiani che
ha prestato servizio nel Kosovo
si è ammalato di cancro e
leucemia. Nel Libano sembra sia
stato usato lo stesso tipo di
armi. Detto questo ho concluso e
vi ringrazio dell'attenzione.
A questo punto il presidente di
SaraS rivolge una domanda al
relatore: «Professore, ma se
l'Italia indicesse un referendum
sul nucleare, lei come
voterebbe?». Prof. Del Giudice:
«Ovviamente contro il nucleare».
Grazie.
[1] Prof. Emilio Del Giudice.
Scienziato di rilevanza
internazionale, le sue
pubblicazioni scientifiche
abbondano all'estero. In Italia
svolge attività di ricerca in
seno all'Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare di Milano (INFN).
Fra i suoi studi più noti
ricordiamo quelli sull'acqua e
sulla memoria dell'acqua, sui
pericoli dell'elettrosmog e sui
campi elettromagnetici, sulla
fusione fredda, e sulla Coerenza
Elettrodinamica Quantistica (QED).
Ha spesso collaborato con
Giuliano Preparata, anche lui
illustre scienziato, scomparso
poi nel 2000, al quale Emilio
del Giudice era legato oltre che
per le loro ricerche anche da
una grande amicizia. Entrambi
sono scienziati di fama
internazionale, ma ancora poco
conosciuti dal grande pubblico a
causa dell'elevato livello delle
loro ricerche, molto lontano dal
nostro quotidiano ma anche dal
mondo scientifico più immediato.
Tratto da liberamenteservo.it
La questione nucleare è
senz’altro tra le più
controverse e dibattute dei
nostri tempi.
Quanto e come questa si
ripercuoterà anche sui tempi a
venire dipenderà dalle politiche
energetiche che adotteranno le
economie più e meno sviluppate.
Considerata la posta in gioco,
la società civile ha il diritto
di chiedere che l’industria
nucleare, i decisori politici e
tutte le parti coinvolte
conducano le proprie scelte con
competenza scientifica, onestà
intellettuale, coscienza civica,
consapevolezza dei limiti dello
sviluppo e visione di lungo
periodo.
La maggior parte delle
informazioni accessibili al
grande pubblico ha, in realtà,
tutt’altra connotazione. La
tendenza più diffusa è quella di
minimizzare e distogliere
l’attenzione da problematiche
cruciali a tutt’oggi senza
risposta, di enfatizzare i punti
di forza della tecnologia
nucleare e di screditare la
valida alternativa offerta dalle
fonti rinnovabili negandone il
notevole potenziale.
Per questa ragione, a seguito di
un’accurata analisi,
EnergoClub
ha maturato la volontà di
intervenire nel meccanismo
dell’informazione, viziato da
interessi economici e politici
radicati e forti, avviando la
Campagna di sensibilizzazione
“Scoprire il nucleare” che
esprime la propria posizione
rispetto all’inopportunità di
reintrodurre il nucleare in
Italia.
“Se vogliamo veramente mettere
mano al problema del
riscaldamento del pianeta”,
dichiara Gianfranco Padovan,
Presidente di EnergoClub,
“vivere in un ambiente salubre e
preservare le risorse per le
future generazioni dobbiamo
agire ora per vedere i primi
risultati concreti tra 25 e più
anni. Il nucleare non rientra
tra le soluzioni: consentirebbe
di produrre il primo kWh di
energia non prima del 2020 e nel
frattempo impegnerebbe enormi
capitali e risorse altrimenti
disponibili per la diffusione
capillare delle rinnovabili.
L'Italia”, prosegue il
Presidente, “ha avuto dalla
natura acqua, geotermia,
biomassa, sole in abbondanza.
Utilizziamo seriamente queste
fonti rinnovabili in modo
sostenibile cercando sinergie
con altri Paesi UE e del
Mediterraneo.
Il futuro
energetico con sole fonti
rinnovabili non è una utopia. Questo deve essere chiaro.”
La Campagna è stata avviata lo
scorso 30 maggio 2010 con il convegno
"Scoprire il nucleare", tenutosi
a Firenze in occasione
dell’evento Terrafutura, dove
sono stati invitati autorevoli
ospiti italiani e stranieri,
ciascuno specializzato in uno
specifico segmento/aspetto della
filiera nucleare (salute,
scorie, costi, analisi del ciclo
di vita, relazioni con nucleare
militare, stato dell'arte, R&S,
comunicazione, ecc.).
L'iniziativa di
sensibilizzazione prevede una
serie di azioni in particolare:
un ciclo di conferenze
informative itineranti con
ospiti ed esperti di volta in
volta diversi, un cortometraggio
da diffondere in rete, alcuni
brevi spot destinati alle reti
televisive locali e nazionali,
un concorso video per ragazzi
delle scuole superiori e altre
azioni specifiche.
La prima conferenza e' tenuta a
Chioggia (VE), area candidata ad
ospitare una centrale, giovedì
11 novembre 2010.
“Il miglior modo per assicurare
energia agli italiani”, conclude
Padovan “è utilizzare in modo
più razionale le risorse – ad
esempio favorendo il risparmio
energetico, migliorando
l’efficienza, chiudendo i cicli
produttivi - e sostituire via
via le fonti esauribili, tra cui
il petrolio e lo stesso uranio,
con le rinnovabili”.
Gli appuntamenti serali saranno
un’occasione per condividere e
confrontare, punto per punto,
con il pubblico le obiezioni che
EnergoClub solleva rispetto alla
produzione di energia da fonte
nucleare in Italia. Gli esperti
invitati approfondiranno temi
specifici per aiutare i
cittadini a maturare la propria
posizione.
Ci auguriamo possiate
condividere la posizione
dell’Associazione e Vi invitiamo
a partecipare attivamente alla
nostra Campagna di
sensibilizzazione.
Un cordiale saluto - Il
Consiglio Direttivo di
EnergoClub Onlus
PS: per informazioni ed
eventuali collaborazioni alla
programmazione di conferenze
locali: Sara Capuzzo,
Responsabile Comunicazione
EnergoClub, Cell. 328 9577599 -
e.mail:
coordinatore@energoclub.org
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Contaminati bambini a 200
chilometri dalla centrale di
Fukushima in Giappone -
06 Mar. 2012
E' sempre più drammatico il
bilancio dal
disastro di Fukushima. Ad un
anno dalla catastrofe,
l'Associazione per il controllo
della radioattività (Acro) ha
trovato tracce di
contaminazione a bambini
giapponesi che risiedono a 200
chilometri di distanza dalla
centrale.
Dei 22 bambini sui quali l'Acro
ha effettuato delle analisi
delle urine, 14 presentano
ancora tracce di cesio 134 e
cesio 137: i campioni sono stati
prelevati tra il dicembre del
2011 e il febbraio del 2012.
"I valori non sono molto elevati
se paragonati a quelli
registrati in
Bielorussia dopo il disastro
di
Chernobil, ma dimostrano
coma la contaminazione duri nel
tempo e provenga
dall'alimentazione
inquinata e non da
fumi o particelle nell'ambiente"
ha spiegato il presidente
dell'Acro, David Boilley,
sottolineando come occorra
"valutare gli effetti sulla
salute di una contaminazione
debole ma prolungata nel tempo".
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Accademici
contro
il Nucleare - vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko
+
Cio che non dicono sul Nuclear
Centrale
nucleare - Il nucleare ?
Costoso e
pericoloso, si punti piuttosto sulle
rinnovabili. In una lettera aperta
al Governo oltre 1300 personalità
del mondo scientifico italiano si
esprimono sulla politica energetica
da seguire. "Nucleare significa non
saper guardare lontano". È arrivato
proprio alla vigilia del Consiglio
dei ministri di domani il secco "no"
al nucleare di una larga parte della
comunità scientifica italiana. Una lettera aperta, firmata
da oltre 1300 accademici -
indirizzata al presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, al
Ministro dello sviluppo economico
Claudio Scajola e alla Ministra
dell’istruzione, dell’università e
della ricerca Mariastella Gelmini -
e ai tecnici del Ministero dello
sviluppo economico che stanno
mettendo a punto lo scenario della
ripresa dell’impegno nucleare che,
mercoledì pomeriggio, dovrà essere
approvato in Consiglio dei ministri,
all’interno del “piano triennale di
sviluppo”, annunciato dal
Governo come accompagnamento alla
manovra economica di anticipo della
Finanziaria 2009.
“A nostro
parere - si legge nelle missiva -
l’opzione nucleare non può essere
considerata la soluzione del
problema energetico per molti
motivi: necessità di enormi finanziamenti
pubblici, insicurezza intrinseca
della filiera tecnologica,
difficoltà a reperire depositi
sicuri per le scorie radioattive,
stretta connessione tra nucleare civile
e militare, possibile bersaglio per
attacchi terroristici, aumento delle
disuguaglianze tra paesi
tecnologicamente avanzati e paesi
poveri, scarsità di combustibili
nucleari.”
La questione
energetica - scrivono gli scienziati
al Governo, mettendo a disposizione
le loro competenze per discutere in
maniera approfondita il problema
energetico nelle sedi
opportune – va affrontata puntando
sulle rinnovabili: “Sviluppare l’uso
dell’energia solare e delle altre
energie rinnovabili significa
guardare lontano, che è la
qualità distintiva dei veri
statisti. Guardare lontano nel tempo
getta le basi per un positivo
sviluppo tecnologico, industriale e
occupazionale del nostro Paese, senza
dare pericolosi fardelli alle
prossime generazioni. Guardare
lontano nel mondo, perché, a
differenza dei combustibili fossili
e dell’uranio, l’energia solare e le
altre rinnovabili sono presenti in
ogni luogo della Terra e, quindi, il
loro sviluppo contribuirà al
superamento delle disuguaglianze e
al consolidamento della pace.”
Un’iniziativa,
quella docenti e ricercatori delle
Università e Centri di ricerca
Italiani, che parte con un appello lanciato ancora
prima delle elezioni per una
politica energetica ragionata che
coinvolga i saperi del mondo
scientifico. Appello pubblicato a marzo per iniziativa
di un gruppo di accademici delle
maggiori università italiane
raccolti che, complici le scelte
annunciate dal nuovo Governo, ha
raccolto oggi le adesioni di oltre 1300
di scienziati e oltre 4300
cittadini.
Intanto, mentre
venerdì prossimo si riunisce al Mse
il gruppo di lavoro
Governo-Regioni-Enea-Apat che deve
individuare l’iter per realizzare il
deposito in cui allocare i rifiuti
nucleari, anche in Gran Bretagna si
discute di come smaltire le scorie.
Il governo del Regno Unito - dove si
parla di nuove centrali nucleari, ma
ancora si deve
risolvere il problema delle scorie -
sta approntando un piano che prevede
compensazioni economiche e di
servizi alle comunità che si
renderanno disponibili ad ospitare i
depositi di materiale radioattivo.
Una mossa che secondo il ministro
inglese dovrebbe ridare fiducia agli
investitori e attirare finanziamenti
all’industria dell’atomo, ma
che per ora ha suscitato solo le
reazioni dei contrari al nucleare,
che hanno obiettato che i rifiuti
delle nuove centrali saranno ancora
più radioattivi e difficili da
smaltire e che, nonostante gli
incentivi, il piano difficilmente
incontrerà il favore delle
popolazioni. vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko
- 1 (By
G. Nacci - medico Nucleare)
+
Minaccia Krsko - 2
 |
 |
Interessante video di presentazione
sullo sfruttamento sicuro e pulito
del
torio come combustibile nucleare
in reattori a combustibile liquido
(non solido)
http://www.youtube.com/watch?v=VgKfS74hVvQ
Come ricorderete, ho scritto in
passato diversi post sulla
possibilità di produrre energia
nucleare dal torio (non dall'uranio
come oggi avviene) in reattori a
"sali fusi" (fluoruri), di cui sono
un grosso sostenitore (a differenza
del nucleare "tradizionale"), senza
tutti i problemi connessi
(sicurezza, scorie,
costi/complessità, tempi di
costruzione/modularità, persino
necessità di acqua per
raffreddamento/difficoltà a
reperire i siti, ecc...) con la
produzione di energia nucleare dalle
tecnologie esisitente
1)
http://www.theoildrum.com/node/5002
"....Our nuclear technology still
has faults: a - it uses only a fraction of
the energy in the uranium we mine, b - it leaves much more waste
than is necessary, and c - it presents proliferation
hazards that could be avoided. We should do better, and we can.
The USA has developed technologies
to address all of these problems,
and then mothballed them. The
failure to develop our capabilities
was not technical, but political,
and came mostly from within your own
party. This is another luxury we
can no longer afford. These should
go back on the front burner as soon
as humanly possible.
The neglected technologies are: a - The molten-salt reactor (MSR) b - The Integral Fast Reactor (IFR)
These two technologies have several
very valuable properties in common: 1 - They reprocess their fuel at the
reactor site. 2 - Because of the on-site
reprocessing, there is no storage of
spent fuel. 3 - Also because of this, the volume
of waste is minuscule; the waste
from a reactor's entire lifetime can
be stored on-site and not removed
until decommissioning. 4 -They can use roughly 100 times as
much of the raw fuel material as
today's reactors. A ton of raw nuclear fuel (uranium
or thorium) can make approximately
one gigawatt-year of electric power
in an MSR or IFR.
The total
electric power needs of the USA
could be satisfied by less than 500
tons per year of either, and a great
deal of this could come from
material already mined or even
designated as "waste". Because of
these properties, the MSR and IFR
are potential solutions to both the
USA's energy difficulties and the
nuclear waste problem.
The Molten-Salt Reactor (MSR) The Molten-Salt Reactor was
originally developed for nuclear
aircraft, but it was later tested as
an alternative to water-cooled
reactors. An experimental reactor
at Oak Ridge National Laboratory was
tested using three different fuels: enriched
uranium-235, plutonium and
uranium-233 (bred from thorium). It
ran well on all of them. The final run was intended to gather
data to evaluate the feasibility of
a thorium-uranium fuel cycle, and
was apparently successful.
Molten-salt reactors have a number
of advantages over today's
water-cooled technology: 1 - They cannot suffer a meltdown,
because the fuel is already molten.
If the cooling systems are shut off,
the reactors shut down through their
essential physics; they are
inherently safe. 2 - They cannot explode, because
they run well below the boiling
point of the salts and require no
pressure vessels. This also makes
their components relatively
lightweight and easy to manufacture. 3 - They can run at relatively high
temperatures, which increases their
efficiency and makes the heat usable
for many industrial purposes. 4 - They can remove fission wastes
continuously, so there is never a
danger from "afterheat" when a
reactor is shut down. 5 -The extracted wastes are
relatively pure rather than
containing large amounts of unused
fuel, so their bulk is comparatively
tiny. The wastes can be made ready
for permanent disposal right at the
reactor site. Fuel cannot be
diverted for weapons because it
never leaves the reactor building. 6 - They can be started up with
plutonium from spent nuclear fuel or
reclaimed weapons material, and can
destroy this fuel while breeding new
fuel from thorium. 7 - The physics of breeding thorium
to uranium creates uranium-232 as
well as uranium-233, which is not a
difficulty for power production but
makes the material unsuitable for
use in weapons. Even more so than
light-water reactors, molten-salt
thorium breeders do not pose a risk
of nuclear weapons proliferation. According to recent news, the USA
has approximately 900,000 tons of
high-grade thorium reserves. This
is approximately 2000 years of
supplies at current rates of
electric consumption, or hundreds of
years if thorium was substituted for
all fossil fuel. Lower-grade
thorium resources include coal ash.
In addition to reactors using molten
fluoride salts, it appears to be
possible to make fast-breeder
reactors using molten chloride salts.
This has not yet been tested, but it
probably should be.
The Consequences of Breeders Between
the two technologies of the MSR and
IFR, the USA's entire inventory of
spent nuclear fuel (43,000 tons of
uranium as of 2002), depleted
uranium (roughly 6 times as much)
and thorium (900,000 tons of
reserves) become available as
domestic fuel reserves. The entire
electric demand of the USA could be
met with roughly 500 tons per year
of this; the entire energy needs of
the USA would take perhaps 1500 tons.
We could export both clean,
no-carbon power generators and the
fuel to run them. If we are looking
to save the world from climate
change, we have to grab these
opportunities with both hands... "
2)
http://thoriumenergy.blogspot.com/2009/04/kloosterman-on-tmsrlftr-technology.html the MSR in combination with the
thorium fuel cycle has many
advantages: - Fluoride inorganic salts are used
as a carrier for the fuel and as a
coolant. They are among the most
stable of chemical compounds and
have proven stable under reactor
operating conditions. They have a
high solubility for actinides, very
low vapor pressure, and good heat
transfer properties. Furthermore,
they do not react with air or water,
and are inert to some commonly used
structural materials. - Soluble fission products can be
removed on-line in a chemical
processing plant, while non-soluble
fission products and the noble
metals can be extracted from the
salt by helium bubbling. This
enhances the neutron economy. Together with the large
number of neutrons liberated in
U-233 fission events, new fissile
material can be bred from abundantly
available thorium. - There are no mechanical valves in
the salt circuit. Flow is blocked by
plugs of frozen salt cooled by
electrical fans. If the salt heats
up to levels above design values or
if the power supply fails, the plugs
will melt and the salt will be drained into
storage drums cooled by natural
convection (see the Figure). - A fast excursion of the fuel
temperature will lead to salt
expansion providing instantaneous
negative reactivity feedback, which
will slow down or completely stop
the fission process. Although
heating of the graphite moderator
will generally introduce positive
reactivity, this process is much
slower and can easily be controlled.
Furthermore, a fuel salt temperature
too high will always lead to
drainage of the fuel into passively
cooled storage tanks. - The primary and secondary circuits
are operated under ambient pressure,
which is considered a very important
safety feature. - The thorium fuel cycle produces
much less long-lived nuclear waste. Compared with the standard
once-through fuel cycle in a Light
Water Reactor (LWR), a thorium
fueled MSR produces 4,000 times less
neptunium, plutonium, americium and
curium. Plutonium production is
reduced even with a factor of
10,000. - Among all nuclear reactors, the
MSR is most suited to utilize the
thorium cycle. Neutron capture by
Th-232 produces Pa-233, which decays
with a half life of 27 days to
U-233. To avoid Pa-233 capturing an
extra neutron, which would produce
the non-fissile U-234, part of it
can easily be stored in a hold-up
tank to let it decay to U-233. This
enhances the breeding process, which
makes the MSR, in combination with
its excellent neutron economy, the
most attractive reactor for using
thorium.
3)
http://www.theoildrum.com/node/4971
" ...Famed Climate Scientist James
Hanson, recently spoke of thorium's
great promise in material that he
submitted to President Elect Obama:
The Liquid-Fluoride Thorium Reactor
(LFTR) is a thorium reactor concept
that uses a chemically-stable
fluoride salt for the medium in
which nuclear reactions take place.
This fuel form yields flexibility of
operation and eliminates the need to
fabricate fuel elements. This
feature solves most concerns that
have prevented thorium from being
used in solid-fueled reactors. The
fluid fuel in LFTR is also easy to
process and to separate useful
fission products, both stable and
radioactive. LFTR also has the potential to
destroy existing nuclear waste.(The)
LFTR(s) operate at low pressure and
high temperatures, unlike today's
LWRs. Operation at low pressures
alleviates much of the accident risk
with LWR. Higher temperatures enable
more of the reactor heat to be
converted to electricity (50% in
LFTR vs 35% in LWR). (The) LFTR (has)
the potential to be air-cooled and
to use waste heat for desalinating
water.LFTR(s) are 100-300 times more
fuel efficient than LWRs. In addition to solving the nuclear
waste problem, they can operate for
several centuries using only uranium
and thorium that has already been
mined. Thus they eliminate the criticism
that mining for nuclear fuel will
use fossil fuels and add to the
greenhouse effect. The Obama campaign, properly in my
opinion, opposed the Yucca Mountain
nuclear repository. Indeed, there is
a far more effective way to use the
$25 billion collected from utilities
over the past 40 years to deal with
waste disposal. This fund should be used to develop
fast reactors that consume nuclear
waste, and thorium reactors to
prevent the creation of new
long-lived nuclear waste. By law the
federal government must take
responsibility for existing spent
nuclear fuel, so inaction is not an
option. Accelerated development of
fast and thorium reactors will allow
the US to fulfill its obligations to
dispose of the nuclear waste, and
open up a source of carbon-free
energy that can last centuries, even
millennia... "
"...Thorium is extremely abundant in
the earth's crust, which appears to
contain somewhere around 120
trillion tons of it. In addition to
12% thorium monazite sands, found on
Indian beaches and in other places,
economically recoverable thorium is
found virtually everywhere. For
example, large-scale recovery of
thorium from granite rocks is
economically feasible with a very
favorable EROEI. Significant
recoverable amounts of thorium are
present in mine tailings. These
include the tailings of ancient tin
mines, rare earth mine tailings, phosphate mine
tailings and uranium mine tailings.
In addition to the thorium present
in mine tailings and in surface
monazite sands, burning coal at the
average 1000 MWe power plant
produces about 13 tons of thorium
per year. That thorium is recoverable from the
power plant's waste ash pile.
One ton of thorium will produce
nearly 1 GW of electricity for a
year in an efficient thorium cycle
reactor. Thus current coal energy
technology throws away over 10 times
the energy it produces as
electricity. This is not the result
of poor thermodynamic efficiency; it
is the result of a failure to
recognize and use the energy value
of thorium. The amount of thorium
present in surface mining coal waste
is enormous and would provide all
the power human society needs for
thousands of years, without
resorting to any special mining for
thorium, or the use of any other
form or energy recovery.
Little attention is paid to the
presence of thorium in mine tailings.
In fact it would largely be passed
over in silence except that
radioactive gases from thorium are a
health hazard for miners and ore
processing workers.
Thorium is present in phosphate
fertilizers because fertilizer
manufactures do not wish to pay the
recovery price prior to distribution.
Gypsum present in phosphate tailings
is unusable in construction because
of the presence of radioactive
gasses associated with the thorium
that is also present in the gypsum.
Finally organic farmers use
phosphate tailings to enrich their
soil. This has the unfortunate side effect
of releasing thorium into surface
and subsurface waters, as well as
leading to the potential
contamination of organic crops with
thorium and its various radioactive
daughter products. Thus the waste of thorium present in
phosphate tailings has environmental
consequences.
The world's real thorium reserve is
enormous, but also hugely
underestimated. For example the USGS
reports that the United States has a
thorium reserve of 160,000 tons,
with another 300,000 tons of
possible thorium reserve. But Alex Gabbard
estimates a reserve of over 300,000
tons of recoverable thorium in coal
ash associated with power production
in the United States alone.
In 1969, WASH-1097 noted a report
that had presented to President
Johnson that estimated the United
States thorium reserve at 3 billion
tons that could be recovered for the
price of $500 a pound - perhaps
$3000 today. Lest this sound like an
enormous amount of money to pay for
thorium, consider that one pound of
thorium contains the energy
equivalent of 20 tons of coal, which
would sell on the spot market for in
mid-January for around $1500. The
price of coal has been somewhat
depressed by the economic down turn.
Last year coal sold on the spot
market for as much as $300 a ton,
yielding a price for 20 tons of coal
of $6000. How long would 3 billion
tons last the United States ? If all
of the energy used in the United
States were derived from thorium for
the next two million years, there
would be still several hundred
thousand years of thorium left that
could be recovered for the
equivalent of $3000 a pound in
January 2009 dollars..." By Romeo Gigli - Tratto da:
it.scienza.ambiente
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Centrale Nucleare
dietro casa vostra… Il 10 di giugno c'è stata una
riunione tra un comitato di abitanti
di alcuni villaggi del Suffolk,
sulla costa orientale inglese che dà
sul Mare del Nord, ed un
rappresentante del
British Nuclear Group che
gestisce i tre reattori presenti
nella zona, rispettivamente Sizewell
A, B e C. Tutto nasce dalla chiusura
improvvisa, avvenuta circa 3 anni
fa, del reattore A, il più vecchio
dei tre, un reattore Magnox che era
entrato in funzione nel 1966, dopo
quasi 5 anni di lavori. Doveva essere il solito monologo di
quello “studiato” che arriva dalla
capitale e spiega con spocchia a
pescatori e bottegai cose che loro
non sarebbero in grado di capire,
non fosse stato per la scomoda
presenza della troupe di John Snow,
l’unico direttore di telegiornale
europeo che si possa ancora definire
un giornalista, con le telecamere di
Channel 4 News. Le cose andarono
quindi molto diversamente, perchè
era stata fatta una domanda formale,
secondo la prassi prescritta dal
Freedom of Information Act, e
quindi giornalisti e pubblico
avevano avuto accesso ai documenti
sul caso.
Correva l'anno 2006, e Tony Blair -
uno dei politici più corrotti nella
storia della Gran Bretagna - si
apprestava a lasciare l’incarico in
quanto non più presentabile al
pubblico di casa. Era infatti evidente per tutti che
avesse mentito sapendo di mentire,
.... quando con le lacrime agli
occhi, in un programma televisivo di
grande ascolto, aveva giurato
solennemente di avere prove
incontrovertibili che Saddam Hussein
non solo avesse armi di distruzione
di massa, ma che fosse in grado di
colpire addirittura la Gran
Bretagna, mentre l’intelligence
militare avrebbe avuto solo un
quarto d’ora per organizzare una
reazione ad un eventuale attacco
alla Madrepatria. Prove che però non
poteva mostrare pubblicamente, disse
Blair, per ovvii motivi. Negli anni successivi molte cose
vennero a galla, e Blair arrivò a
dover decapitare la BBC, iniziando
dal Direttore, e facendo poi
licenziare tutti quelli che si erano
distinti per un qualunque tipo di
acume giornalistico. Blair infatti
non poteva nemmeno più apparire in
pubblico, senza che ci fossero
elementi perturbatori che la polizia
dovesse zittire. Prima di lasciare l’incarico e di
andare dal Papa - dopo essersi
convertito al cattolicesimo: notare
che fino a poco prima aveva nominato
le massime gerarchie della Chiesa
Anglicana - a ricevere la
benedizione per l’investitura come
primo Presidente del Superstato
Fascista Europeo prossimo venturo,
Blair decise di fare un regalo al
suo popolo, gettando le basi per un
nuovissimo programma di centrali
nucleari, che riducesse la
dipendenza dal petrolio. O almeno
questa era la scusa. Proprio in quel periodo qualcuno
stava facendo le pulizie alla
Centrale Nucleare
Sizewell A, e si accorse che
diversi allarmi stavano suonando con
insistenza, senza che il personale
addetto mostrasse reazioni
particolari. Decise così –
immaginate di essere al suo posto,
in una situazione del genere – di
premere l’allarme generale. Il personale a quel punto
intervenne, per accorgersi che
l’acqua di raffreddamento non
ricopriva più gli elementi del
reattore, e che quindi si era
arrivati ad un soffio da un incendio
catastrofico. Il combustibile
nucleare infatti si può incendiare
già a temperatura ambiente, mentre
c’era già stata una perdita di
scorie radioattive nel Mare del
Nord, durata 45 minuti, paragonabile
alla somma di tutte le perdite
radioattive – di cui non ci parlano
mai – che avvengono nel corso di un
anno. La centrale venne immediatamente
chiusa e sottoposta ad ispezione.
Gli ispettori conclusero che la
centrale era stata gestita con
incuria criminale, e dopo aver
pubblicato un rapporto che non fu
mai divulgato, insistettero per
portare i responsabili in tribunale.
Cominciarono così a raccogliere
prove contro di loro, ma dopo mesi
di lavoro e ingenti spese a carico
del contribuente, si sentirono dire
che non avevano giurisdizione per
portare il caso in tribunale. Fu naturalmente una coincidenza che
proprio in quel periodo la
Nuclear Decommissioning Authority
abbia deciso di smobilitare
tutti i siti dotati di reattori
Magnox, compreso quindi il
Sizewell A. Di tutta questa vicenda sappiamo
qualcosa solo oggi perchè gli
abitanti del luogo, preoccupati da
insistenti voci di nuove perdite -
ma prontamente rassicurati dalle
autorità che tutto fosse sotto
controllo, e che la chiusura
dell’impianto fosse dovuta solo al
decommissionamento dei Magnox - si
rivolsero a tutti quelli che
potevano essere raggiunti, fra i
quali c’era anche John Snow. Perciò, quando vi dicono che non c’è
pericolo, cominciate ad ammassare
provviste nel vostro rifugio
anti-atomico… By Gianni Elvezia (Pike Bishop) -
Channel 4 News
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Allarme
nucleare nel cuore della
Germania - 20 luglio
2010 - Fonte: FABIONEWS
Le autorità tedesche, a
causa di infiltrazioni d'acqua,
hanno deciso l'evacuazione di un
centro di stoccaggio di rifiuti
radioattivi.
La decisione rilancia il
dibattito sulle scorie nucleari
Le autorità tedesche, a causa di
infiltrazioni d'acqua, hanno
deciso l'evacuazione di un
centro di stoccaggio di rifiuti
radioattivi.
La decisione rilancia il
dibattito sulle scorie nucleari.
Una montagna di fusti gialli con
impresso il simbolo del
nucleare.
Sopra uno strato di sale e
calcestruzzo, e ancora del sale
per chiudere l'ingresso alle
grotte. Un volume di massa
radioattivo equivalente a 60
case è stato depositato tra il
1967 e il 1978 nella miniera di
sale in disuso di
Asse, nel centro della
Germania. 126.000 fusti di
rifiuti radioattivi, alcuni ben
allineati e altri alla rinfusa,
dovevano rimanere lì per
l'eternità.
Meno di 30 anni più tardi, il
sito di Asse si configura come
catastrofe ecologica e come
problema politico. Il sito
geologicamente instabile palesa
infiltrazioni d'acqua. E alcuni
fusti sono rovinati.
Di fronte alla gravità della
situazione, l'Ufficio federale
BfS competente per la gestione
del sito, ha optato nel gennaio
scorso per l'evacuazione di
Asse.
Questa inedita operazione,
altamente complessa
tecnicamente, durerà 20 anni e
potrebbe costare allo Stato da 2
a 3 miliardi di euro. La
settimana scorsa, il governo ha
evocato per la prima volta
l'eventuale istituzione di una
tassa nucleare, che servirebbe a
finanziare la decontaminazione
di Asse. Ad Asse, una collina
situata a 25 km a sud di
Braunschweig in Bassa Sassonia,
il contrasto è evidente fra la
campagna verde e ridente in cui
il mais ancora verde è scosso
dal vento e il grigio dell'ex
miniera di sale, che ha fatto
vivere la regione dal 1909 al
1964. Pochi minuti sono
sufficienti per raggiungere i
primi piani sotterranei della
miniera, a circa 500 metri di
profondità. Un ascensore che può
contenere fino a 14 uomini
discende lo stretto cunicolo
verticale, spostando un grande
flusso d'aria. Mezzo chilometro
sotto terra, il caldo è
soffocante. Alcuni camioncini
sono in attesa su un vasto
terrapieno grigio illuminato da
neon. Due porte di pesante
metallo giallo, formanti una
camera di compensazione,
portano verso il dedalo di
gallerie, interminabili e
sprofondate nel buio.
La
visita della miniera mette
presto in evidenza la gravità
della situazione: crepe striano
le pareti di sale. Dal 1988,
alcuni muri della miniera si
sono spostati di sei metri a
nord.
A circa 700 metri di profondità,
un rivolo d'acqua uscito dal
nulla scorre sotto un telone per
evitare il contatto tra l'acqua
e l'aria potenzialmente
contaminata. I gestori del sito
devono combattere contro due
mali potenziali: un eventuale
crollo di alcune cavità e
l'infiltrazione di acqua
contaminata verso le falde
freatiche.
L'ex miniera di sale, costruita
su 13 piani, sprofonda fino a
900 metri sottoterra. Nove
cavità sono state scavate ad
ogni piano. 12 contengono
residui debolmente radioattivi.
Un'altra, a 500 metri di
profondità, ospita rifiuti
radioattivi di media intensità.
Il 60% di essi provengono da
centrali nucleari tedesche (che
fino al 1975 potevano essere
riversati gratuitamente), il 23%
dalla ricerca, l'8%
dall'industria.
Nessuno sa quanto cesio,
plutonio e trizio si trovi
laggiù, né quale gas abbia
potuto svilupparsi nelle cavità,
alcune delle quali sono
diventate inaccessibili.
"Uno dei problemi che abbiamo
affrontato è che non sappiamo
davvero cosa ci sia nei fusti -
spiega Wolfram König, Verde e
Presidente della BfS, l'Ufficio
federale della sicurezza
nucleare civile -
L'etichettatura degli anni '60 e
'70 non soddisfa gli standard
attuali. Negli ultimi anni,
abbiamo aperto 25 fusti. La metà
non conteneva ciò che figurava
nei registri! Noi avevamo la
scelta fra costruire un centro
di rifiuti all'interno della
miniera, affogare tutto sotto il
cemento, o far risalire i fusti
in superficie.
Questa soluzione è apparsa come
il male minore. Abbiamo bisogno
di prendere una decisione valida
per un milione di anni !
Una decisione che non abbia
conseguenze per l'umanità per
500 anni, al di là della memoria
umana, una volta che le
centrali nucleari potranno
essere scomparse dalla terra e
che nessuno non saprà più niente
del pericolo. Bisogna che, fino
a quel momento, i nostri
discendenti p ossono scavare il
terreno senza rischi."
Oggi, nessun paese al mondo ha
trovato la soluzione che
permetta di risolvere il
problema delle scorie nucleari.
Nessun centro di stoccaggio a
lungo termine ha visto la luce.
"Lo stoccaggio sotto terra è
considerato come la soluzione
meno peggiore", dice Marcos
Buser, geologo svizzero e
Presidente della Commissione
Monitoraggio per il progetto
Mont Terri, vicino a St-Ursanne,
un laboratorio sotterraneo dove
gli scienziati stanno studiando
quali strati geologici
potrebbero essere propizi per lo
stoccaggio sicuro dei rifiuti
nucleare.
"Bisogna evitare ad ogni costo
che sostanze che hanno un ciclo
di vita estremamente lungo
restino nel dominio del vivente
- continua Marcos Buser.
Dappertutto, così come in
Germania, è stata tentato di
utilizzare delle miniere
dismesse per stoccare i rifiuti,
nucleari o chimici. Ma una
miniera dismessa è come un
edificio. Gli edifici muovono e
si fissurano. Le miniere anche.
La roccia si crepa. Queste crepe
si propagano fino alla
superficie, l'acqua s'infiltra,
il terreno si affossa, una parte
della miniera crolla. È quello
che è successo ad Asse.
Seppellire i rifiuti sotto terra
presuppone la costruzione di
un'installazione ad hoc,
perfettamente sigillata e
confinata.
La dimensione ottimale per lo
stoccaggio in un paese come la
Svizzera sarebbe di qualche
centinaia di migliaia di metri
cubi per trattare 8000
tonnellate di rifiuti. Asse ha
un volume di tre milioni di
metri cubi. Anche per un
programma nucleare più
importante, come il programma
tedesco, è troppo."
Le
autorità tedesche hanno infine
optato per il trasferimento dei
rifiuti di Asse verso l'ex
miniera di ferro di Konrad, a
qualche decina di chilometri di
distanza. L'insediamento, pur
potendo contenere fino a 303 000
metri cubi di rifiuti,
diventerebbe tuttavia
rapidamente troppo stretto, se i
100.000 metri cubi depositati ad
Asse vi fossero un giorno
trasportati.
Ad Asse, è stata ingaggiata una
corsa contro il tempo e la
geologia. Per le prime fasi
bisogna prevedere un foro
millimetro per consentire di
effettuare dei prelievi nelle
cavità inaccessibili, infossate
sotto il sale e il calcestruzzo.
Nessuno sa ancora come
avvicinare senza pericolo i
fusti danneggiati e ancor meno
come estrarli, un giorno, dalla
miniera.
Tratto da: web.resmarche.it
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Incidenti nucleari
ufficializzati (alcuni poco
noti)
1952 Chalk River (Canada).
L'errore di un tecnico provocò
una reazione che portò alla
semidistruzione del nocciolo del
reattore.
1952 Usa. Un incidente con
reattore Argon. 4 morti
accertati.
1955, febbraio, Atlantico.
La nave appoggio Fori-Rosalie
della Royal Navy affonda
nell'Atlantico 1500 recipienti
contenenti ciascuno una
tonnellata di residui atomici a
1.600 Km dalle coste inglesi e a
2.000 metri di profondità.
1956, 10 marzo. Mar
Mediterraneo.
Un bombardiere B-47 precipita
nel Mediterraneo con a bordo due
capsule di materiale fissile
per la realizzazione di bombe
nucleari.
1956, 27 luglio. Gran Bretagna.
Un bombardiere B-47 in Gran
Bretagna slitta sulla pista e va
a colpire un deposito contenente
sei bombe nucleari.
1957, ottobre. Windscale (GB).
Fusione del nocciolo
(l'incidente più grave che possa
accadere in una centrale). Il
reattore viene inondato.
Fuga di radioattività pari al
1/10 della bomba atomica di
Hiroshima. La nube radioattiva
arriva fino in Danimarca.
La radioattività su Londra si
eleva 20 volte oltre il valore
naturale (Londra dista da
Windscale 500 km). Il consumo
di latte è vietato in un raggio
di 50 km (ogni giorno vengono
gettati 600.000 litri di latte).
1957, 7 ottobre. Sellafield
(Gran Bretagna).
Un incendio nel reattore dove
si produceva plutonio per scopi
militari generò una nube
radioattiva imponente.
La nube attraversò l'intera
Europa. Sono stati
ufficializzati soltanto 300
morti per cause ricondotte
all'incidente (malattie,
leucemie, tumori) ma il dato
potrebbe essere sottostimato.
1957 Kyshtym (Unione Sovietica).
Un bidone di rifiuti radioattivi
prese fuoco ed esplose
contaminando migliaia di Kmq di
terreno. Furono esposte alle
radiazioni circa 270.000
persone.
1958 Usa. Un incidente a Oak
Ridge:
12 persone investite dalle
radiazioni.
1958 zona Urali (Urss).
Catastrofe nucleare a causa
dell'esplosione di un deposito
di scorie radioattive. Centinaia
di morti. Decine di migliaia di
contaminati. Migliaia di km
ancora oggi recintati.
1961, 3 gennaio. Idaho (Usa).
Esplosione del reattore: 3
morti. Non si sono contati gli
intossicati dentro e fuori
l'impianto.
Il grado di contaminazione dei
corpi dei deceduti risultò così
alto che le teste e le mani
furono tagliate e sepolte in un
deposito di scorie radioattive.
L'impianto è stato
definitivamente chiuso.
1961, 4 luglio. URSS.
La fuoriuscita di radiazioni per
un guasto al sistema di
controllo di uno dei due
reattori di un sommergibile
atomico sovietico provoca la
morte del capitano e di sette
membri dell'equipaggio.
1964 Usa. Incidente al reattore
Wood River: un morto.
1964 Garigliano (Italia).
Guasto al sistema di
spegnimento di emergenza del
reattore. Si è andati vicino
alla catastrofe.
1965, 5 dicembre. Isole Ryukyu
(Giappone).
Un jet militare americano A-4E
con a bordo una bomba
all'idrogeno B-43 scivola in
mare da una portaerei
statunitense vicino alle isole
giapponesi Ryukyu.
1966 Belgio.
Il fisico Ferdinand Janssen
intossicato viene portato
all'ospedale Curie di Parigi.
1966, 17 gennaio. Palomares
(Spagna).
Un B-52 statunitense con quattro
bombe all'idrogeno B-28 entra in
collisione con un aereo cisterna
durante il rifornimento in volo.
I due aerei precipitano e tre
bombe a idrogeno (bombe H)
cadono nei pressi di Palomares,
mentre la quarta cade in mare.
L'esplosivo di due delle tre
bombe, a contatto col suolo,
detona spargendo su una vasta
area plutonio e altro materiale
radioattivo. In tre mesi vengono
raccolte 1.400 tonnellate di
terra e vegetazione radioattiva
che vengono portate negli Stati
Uniti. Mentre i militari
statunitensi sono forniti di
tute protettive, gli spagnoli
continuano a vivere
tranquillamente e a coltivare i
terreni. Un monitoraggio
effettuato nel 1988 su 714
abitanti ha rivelato in 124 di
loro una concentrazione di
plutonio nelle urine di gran
lunga superiore ai livelli
normali.
1966 Ottobre, Lagoona Beach
(Usa).
Alcune piastre di protezione si
staccano e bloccano il circuito
di raffreddamento del reattore
autofertilizzante Enrico Fermi
(61 Mw) per cui si ha
surriscaldamento; il
dispositivo di arresto
automatico non funziona; il
reattore riprende la sua
attività soltanto nel 1970; e
nel 1972 viene fermato
definitivamente.
1967 Trino Vercellese (Italia).
Fessurazione di una guaina
d'acciaio di una barra di
combustibile con conseguente
chiusura della
centrale per 3 anni. Per buona
parte di questo tempo la
centrale ha scaricato nelle
acque del Po trizio radioattivo.
1967 Francia.
Fusione di elementi combustibili
nel cuore del reattore di Siloe
(Grenoble). Ciò provoca la
liberazione di Iodio 131 e Cesio
137 nell'acqua di raffreddamento
del reattore. Si liberano gas
radioattivi nell'aria.
1968 Den Haag (Olanda).
Per un «errore tecnico» si
libera nella centrale Up 2 del
materiale radioattivo. La
radioattività nell'aria della
città supera di 100 volte i
limiti «accettabili».
1968 Gennaio, Chooz (Belgio).
Grave incidente nel reattore ad
acqua leggera. La riparazione è
durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970
il reattore è guasto di nuovo.
1968, 10 marzo. Oceano Pacifico.
Il sottomarino K-219 affonda
nel Pacifico. A bordo ha tre
missili nucleari e due siluri a
testata nucleare.
1968, 27 maggio. Oceano
Atlantico.
Un sottomarino statunitense con
a bordo due siluri a testata
nucleare affonda
nell'Atlantico.
1968, 21 agosto. Groenlandia. Un
B-52 statunitense precipita
in Groenlandia. Tre bombe
all'idrogeno che si trovavano a
bordo esplodono e 400 grammi di
plutonio-239 si disperdono
nell'ambiente.
L'area viene successivamente
bonificata da oltre 500 uomini
inviati dalla Danimarca e da 200
militari statunitensi. Nei venti
anni successivi, 100 dei danesi
che avevano partecipato
all'intervento si ammalano di
cancro, altri di gravi malattie
tra cui la sterilità.
1968 Agosto, Brenìllis (Spagna).
La centrale si blocca
completamente. La riparazione è
durata 3 anni.
1968 Francia.
Il reattore di Monts Arreé si
arresta per un incidente.
Periodo di riparazione: 3 mesi.
1969 Garigliano (Italia).
Sette arresti alla centrale per
guasti.
1969, febbraio. Latina (Italia).
Arresto alla centrale di Latina
per mancanza di alimentazione
alla strumentazione (a marzo si
avrà ancora un grosso guasto
alla stessa centrale).
1969, gennaio. Lucens
(Svizzera).
Dopo sole 7 ore di funzionamento
si ha surriscaldamento con
rottura di guaine ed
infiltrazione di acqua
contaminata nel sotterraneo. La
grotta contenente la centrale è
stata murata definitivamente.
1969 Germania.
Per fessurazioni molteplici
delle turbine il reattore
Gundremmingen sul Danubio viene
chiuso per 3 anni.
1969 Usa.
Incendio nel reattore di
Rocky-Flats. Durante l'incendio
si perde plutonio.
1969 Francia.
Parecchi chilogrammi di uranio
vanno persi durante un
incidente a Saint Laurent des
Eaux. Le riparazioni durano
parecchi mesi.
1970 Belgio.
Altro incidente nel cuore del
reattore di Chooz.
1970 Chicago (Usa). L'impianto
Edison perde 200.000 litri di
acqua contaminata.
1970 Usa. Il reattore da 600 Mw
Dresden 2 sfugge completamente
al controllo per 2 ore per un
guasto ad una apparecchiatura di
controllo.
1970, 12 aprile. Oceano
Atlantico.
Il sottomarino sovietico K-8
affonda nell'Atlantico con a
bordo due reattori e due siluri
a testata nucleare.
1971 Den Haag (Olanda).
Rottura di un tubo per il
convogliamento di acqua
radioattiva.
1971 Kansas.
Si scopre che la miniera di sale
scelta per lo stoccaggio delle
scorie radioattive, al riparo
dell'acqua, è piena di buchi e
l'Aec (Ente americano per
l'energia nucleare) è costretto
a improvvisare dei piani di
stoccaggio in superficie.
1971 Francia.
Fournier rivela in «Charlie
Hebdo» n. 14 che un tecnico del
centro nucleare di Saclay ha
tentato, due anni prima, di
suicidarsi dando fuoco al
laboratorio in cui lavorava.
1972 Francia.
Due militanti del gruppo
ecologico «Survivre et vivre»
scoprono che più di 500 fusti di
residui radioattivi su 18.000
conservati all'aperto al centro
di ricerche nucleari di Saclay,
hanno larghe fenditure che
lasciano così sfuggire la
radioattività.
1972 Francia.
Un operaio portoghese che non
conosce i segnali di pericolo
lavora parecchie ore in una
sala irradiata del centro di
Saclay.
1972 Francia.
Ancora al centro di Saclay
sfuggono dieci metri cubi di
liquidi radioattivi.
1972 Usa.
Due lavoratori nell'impianto di
Surry muoiono per l'esplosione
dei tubi di un sistema di
sicurezza mentre ispezionano
tubi già difettosi.
1973 Marzo, Chinon (Francia).
Arresto definitivo della
centrale nucleare di Chinon I,
dopo soli 11 anni di
funzionamento. Di fatto la
centrale ha mosso le turbine
per 43.000 ore, ossia per 5
anni.
1973, aprile. Isole Hawaii
(USA).
Fuga radioattiva nel sottomarino
statunitense Guardfish alle
Hawaii. Cinque marinai
dell'equipaggio vengono
contaminati dalle radiazioni
1973 Hanford (Usa).
La Aec ammette che nei 15 anni
precedenti si sono verificati 15
incidenti in cui si sono
liberati liquidi radioattivi per
un totale di 1.600.000 litri.
1973 Settembre, La Hague
(Francia).
Fuga di gas radioattivo. 35
lavoratori sono contaminati di
cui 7 gravemente.
1973 Settembre, Windscale (GB).
Nell'officina di ritrattamento
si ha un rigetto di
radioattività. 40 lavoratori
sono contaminati.
1973 Novembre, Hanford (Usa)
Si ha la diciassettesima fuga di
liquidi radioattivi. Gli
accumuli di plutonio in una
fossa vicino alla città sono
così grandi da rendere possibile
una reazione a catena.
1973 Dicembre,
Usa. Di 39 reattori, negli Usa,
13 sono fuori servizio. Brown's
Ferry lavora al 10%, Peach
Botton al 2%, Connec 2 al 20%.
1973 Den Haag (Olanda).
35 addetti agli impianti sono
intossicati (7 in modo molto
grave). Nubi di gas radioattivo
si diffondono per 15 minuti
sulla campagna.
1974 Usa.
Da un'inchiesta risulta che più
di 3.700 persone che avevano
accesso ad armi atomiche hanno
dovuto essere licenziate.
Motivi: demenza, decadimento
intellettuale, alcolismo.
1974 Sevcenko (Urss).
Reazione tra il sodio (usato
come liquido refrigerante) e
l'acqua con generazione di
idrogeno e soda caustica (che a
sua volta corrode il circuito
di trasporto del fluido). Il
risultato è una grossa
esplosione.
1974 Aprile, Austria.
Qualcuno contamina
volontariamente il treno
Vienna-Linz con Iodio 131 e
Iodio 113. Dodici persone
vengono ricoverate. Gli autori
dell'attentato non sono mai
scoperti.
1974 Maggio, Casaccia (Italia).
Si spacca un recipiente
contenente plutonio. Non si sa
altro.
1974 Maggio, Usa.
L'Usaec comunica che 861
anomalie si sono prodotte nel
1973 nei 42 reattori in
funzione; che 371 avrebbero
potuto essere serie e che 18 lo
furono realmente (di cui 12 con
fuga di radioattività).
1974 Usa.
Una nube radioattiva di trizio
si forma per una fuga di gas da
un condotto della centrale di
Savannah Mirex, in Carolina. La
nube va lentamente alla deriva
ad una altezza di 70 metri.
1974 Francia.
A 60 anni dall'avvio di una
fabbrica di radio, nonostante il
suo smantellamento, si libera
ancora una radioattività
significativa. L'acquirente del
terreno di Gyf-sur-Yvette sul
quale la fabbrica è situata
scopre in vari punti fonti
radioattive che superano 50
volte la dose massima
consentita.
1974 Belgio.
L'acqua della condotta Visé,
captata nel Pletron, contiene da
2 a 3 volte più radon 22 (gas
radioattivo) del massimo ammesso
per una popolazione adulta
vicina ad una centrale.
1974/75. Leningrado (URSS).
Una serie di incidenti viene
segnalata nell'inverno tra il
1974 e il 1975 presso la
centrale nucleare di Leningrado,
in Unione Sovietica. Tre morti
accertati.
1975 Gennaio,
Usa. Viene ordinata la chiusura
di 23 reattori per guasti nel
sistema di raffreddamento,
vibrazioni anormali e piccole
fughe di gas radioattivo.
1975, 19 novembre. Germania.
Muoiono 2 operai nel reattore di
Gundremmingen. I due dovevano
riparare una valvola. Escono 4
litri di vapore radioattivo ad
una pressione di 60 atmosfere e
ad una temperatura di 270°C.
1975, 22 novembre, Italia.
Due navi americane, la portaerei
J.F.Kennedy e l'incrociatore
Belknap, a bordo della quale vi
erano armi nucleari, (come
testimonia l'allarme in codice "broken
arrow" che fu lanciato dal
comandante della sesta flotta
americana e che indica appunto
un incidente che vede coinvolte
armi nucleari) si scontrano al
largo della Sicilia. La Belknap
prese fuoco e fu gravemente
danneggiata, ma l'incendio venne
fermato a pochi metri dal
magazzino che conteneva le armi
atomiche.
1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa).
Per cercare correnti d'aria
nella cabina di comando della
centrale viene usata una candela
che appicca il fuoco a tutti i
cavi elettrici bloccando tutti i
sistemi di sicurezza. Si riesce
a rimediare fortunosamente (per
un resoconto più dettagliato di
questo grave incidente vedi il
«Corriere della sera» del
2/7/1977, p. 3.). Secondo il
calcolo delle probabilità questo
incidente può verifi-carsi in un
caso su mille miliardi!
1975, 7 dicembre. Lubmin
(Repubblica Democratica
Tedesca).
Un cortocircuito nell'impianto
della Centrale di Lubmin, sul
litorale baltico nella Germania
Orientale, provoca una parziale
fusione del nucleo del reattore.
1976 Gennaio, Germania.
Sempre a Gundremmingen la neve
caduta in abbondanza spezza le
linee elettriche che convogliano
l'energia prodotta nel reattore.
Questo, spento con la procedura
d'emergenza, fu soggetto ad una
tale pressione interna che le
valvole di sicurezza si aprirono
e liberarono vapore
radioattivo.
1976 Windscale (GB).
Il reattore contamina di Iodio
131 centinaia di miglia di
territorio.
1976 Ottobre, Tallin (Urss).
Salta in aria una centrale
atomica sotterranea: almeno
cento persone sono morte. Le
autorità sovietiche negano ma
dopo il 25 ottobre, e per una
settimana almeno, il quotidiano
russo ha pubblicato una decina
di necrologi ogni numero (Per un
resoconto più dettagliato di
questo incidente vedi «Panorama»
de 30/11/1976, p. 145.).
1977 Bulgaria.
Nella centrale di Klozodiy, a
causa di un terremoto, salta la
strumentazione di controllo del
reattore. Grazie ai tecnici che
sono riusciti a fermare la
reazione, l'Europa ha evitato
conseguenze gravissime.
1977 Aprile, El Ferrol (Spagna).
Fuga radioattiva. Più di 100
persone contaminate.
1978 Maggio, Caorso (Italia).
Il giorno del collegamento della
centrale con la rete elettrica
-26 maggio '78- si sono avute
fughe limitate nel reparto
turbine. Ci sono valvole che non
tengono, strutture portanti,
come i tiranti che sostengono i
tubi del gas radioattivo, mal
progettati con calcoli
sbagliati.
1979 Three Mile Island,
Harrisburgh, Usa
Il surriscaldamento del reattore
provocò la parziale fusione del
nucleo rilasciando
nell'atmosfera gas radioattivi
pari a 15000 terabequerel (TBq).
In quella occasione vennero
evacuate 3.500 persone.
1979, 7 agosto. Tennessee (USA).
La fuoriuscita di uranio
arricchito da una installazione
nucleare segreta provoca la
contaminazione di oltre 1.000
persone. Vengono registrati
nella popolazione valori di
radioattività fino a cinque
volte superiori alla norma.
1979, agosto. Erwin (USA).
Oltre 1.000 persone vengono
contaminate a seguito di una
fuga radioattiva in un centro di
ricerca nucleare, fino ad allora
rimasto segreto, a Erwin, negli
Stati Uniti.
1982 USA.
Nella centrale di Giuna, uno
dei tubi del sistema
refrigerante sì fessura e
scarica acqua bollente
radioattiva.
1982 USA.
Dopo l'incidente di Giuna si
scoprono in altre sette centrali
oggetti di metallo dimenticati
nelle condotti. Molti impianti
sono così fermati perché
ritenuti poco sicuri.
1981, marzo. Tsuruga (Giappone).
280 persone vengono contaminate
a causa di una fuga di
residui radioattivi nella
centrale di Tsuruga, in
Giappone. Un mese dopo le
autorità comunicano che 45
operai sono stati esposti a
radioattività nel corso delle
operazioni per la riparazione
della centrale.
1983, novembre. Sellafield (Gran
Bretagna).
Lo scarico di liquidi
radioattivi nel Mare d'Irlanda
provoca la reazione di cittadini
ed ecologisti, che sollecitano
la chiusura della centrale
nucleare di Sellafield, in Gran
Bretagna.
1985, 10 agosto. URSS.
Un'esplosione devasta il
sottomarino atomico sovietico
Shkotovo -22: muoiono dieci
membri dell'equipaggio esposti
alle radiazioni.
1986, 6 gennaio. Oklahoma (USA).
Un operaio muore e altri 100
restano contaminati a seguito di
un incidente che si sviluppa in
una centrale atomica in
Oklahoma, negli Stati Uniti.
1986, fine aprile. Chernobyl,
Unione Sovietica.
L'incidente nucleare in
assoluto più grave di cui si
abbia notizia. Il
surriscaldamento provocò la
fusione del nucleo del reattore
e l'esplosione del vapore
radioattivo. Si levò al cielo
una nube pari a 12.000.000 di
TBq di materiale radioattivo
disperso nell'aria (per avere
un'entità del disastro
confrontate questo valore con i
15.000 Tbq del precedente
incidente nucleare registrato
nel 1979 a Three Mile Island
negli Usa). Circa 30 persone
morirono immediatamente, altre
2.500 nel periodo successivo per
malattie e cause tumorali.
L'intera Europa fu esposta alla
nube radioattiva e per milioni
di cittadini europei aumentò il
rischio di contrarre tumori e
leucemia. Non esistono dati
ufficiali sui decessi
complessivi ricollegabili a
Chernobyl dal 1986 ad oggi.
1986, 4 maggio (una settimana
dopo il disastro di Chernobyl).
Hamm-Uentrop, Germania Ovest. Un
esperimento in un impianto da
300 megawatt THRT-300 PBMR
(reattore a letto di sfere)
nella Germania Ovest ha causato
la fuoriuscita di materiale
radioattivo dopo che uno dei
letti di sfere è stato immesso
nel condotto utilizzato per
portare carburante al reattore.
Il tentativo di rimuovere
l'ostruzione creatasi ha
danneggiato il condotto e
causato il rilascio di
radionuclidi. Radiazioni sono
state misurate per circa due
kilometri intorno al reattore.
1986, 6 ottobre. Oceano
Atlantico. Il sottomarino K-219
affonda nell'Atlantico con 34
testate nucleari a bordo.
1989 Finlandia. Avaria nel
sistema di controllo nella
stazione di Olkiluoto.
1990 Germania. Infiltrazione di
tritio nella stazione nucleare
di Kruemmel.
1991 Finlandia. Spegnimento
manuale dovuto ad un incendio
nella
stazione di Olkiluoto.
1991 Germania. Incidente durante
il rifornimento di carburante
nella stazione di Wuergassen.
1991, febbraio. Mihama
(Giappone). La centrale riversa
in mare 20 tonnellate di acqua
altamente radioattiva
1992, 24 marzo.
San Pietroburgo (Russia). A
seguito della perdita di
pressione nell'impianto di
Sosnovy Bor nei pressi di San
Pietroburgo, fuoriescono e si
disperdono in atmosfera iodio e
gas radioattivi.
1992, novembre. Forbach
(Francia).
Un grave incidente nucleare
causa la contaminazione
radioattiva di tre operai. I
dirigenti dell'impianto vengono
accusati l'anno successivo di
non aver approntato le misure di
sicurezza previste.
1992 Germania.
Avaria nel sistema di
raffreddamento nella centrale di
Brunsbuttel.
1993, 13 febbraio. Sellafield
(Gran Bretagna).
Fuga radioattiva nell'impianto
di riprocessamento di Sellafield.
La densità massima di
radionuclidi dello iodio
consentita viene superata di
oltre tre volte.
1993, 17 febbraio. Barsebaeck
(Danimarca).
Uno dei reattori della centrale
di Barsebaeck viene
temporaneamente fermato a causa
della fuoriuscita accidentale di
vapore radioattivo.
1993, aprile. Siberia (Russia).
Un incendio nel complesso
chimico di Tomsk-7 colpisce un
serbatoio di uranio. Risultano
contaminati circa 1.000 ettari
di terreno. La nube radioattiva
si dirige verso zone disabitate.
1994, 23 marzo. Biblis
(Germania). Centrale nucleare di
Biblis: una falla nel circuito
primario di un reattore fa
uscire liquido altamente
contaminato.
1994, 28 giugno. Petropavlosk
(Russia). Fuga di materiale
radioattivo nella baia di
Seldevaia a causa della rottura
di un deposito a Petropavlosk.
Settembre 1995 - Kola (Mare di
Barents). L'energia elettrica
della centrale di Kola viene
staccata per morosità e vanno
fuori uso i sistemi di
raffreddamento.
Incidente solo sfiorato, grazie
all'intervento del comandante
della base.
1995 Germania.
L'Alta Corte tedesca decide che
la licenza di attività concessa
alla stazione di Mülheim-Kärlich
è illegale, a causa della
mancata considerazione, in fase
di concessione, del rischio di
terremoto nella zona.
1995, novembre. Cernobyl
(Ucraina).
Un'avaria al sistema di
raffreddamento del reattore n.1
di Cernobyl causa un incidente
nel quale la radioattività si
disperde e contamina gli operai
impegnati nella manutenzione.
1995, 8 dicembre. Monju
(Giappone).
Due tonnellate di sodio liquido
e altro materiale radioattivo
fuoriescono dal reattore
nucleare prototipo di Monju
nella prefettura di Fukui a
causa di un malfunzionamento al
sistema di raffreddamento.
L'impianto è costituito da un
reattore autofertilizzante a
neutroni veloci FBR.
1996, febbraio. Dimitrovgrad
(Federazione Russa).
Un addetto causa la rottura
della valvola di sicurezza di
uno dei reattori del centro di
ricerche atomiche di
Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube
radioattiva contenente
soprattutto radionuclidi di
manganese.
1996 Germania.
Un programma della TV tedesca,
Monitor, svela che la Siemens
ha compiuto numerosi errori
durante la costruzione della
stazione di Kruemmel.
1997 Germania.
20.000 dimostranti si affollano
presso il deposito di scorie
radioattive di Gorleben per
manifestare contro il trasporto
di scorie nucleari.
1997 Germania.
Un treno trasportante liquido
nucleare deraglia di fronte alla
stazione di Kruemmel.
1997, marzo. Tokaimura
(Giappone). Un incendio e
un'esplosione nel reattore
nucleare nell'impianto di
ritrattamento nucleare di
Tokaimura contamina almeno 35
operai.
1997, giugno. Arzamas (Russia).
Un incidente nel centro ricerche
di Arzamas porta i materiali
radioattivi sull'orlo di una
reazione a catena.
Si sviluppa una nube
radioattiva a seguito della
quale muore
il responsabile
dell'esperimento.
1997, luglio. La Hague
(Francia).
Il comune di Amburgo denuncia
presenza di radioattività
nell'acqua scaricata nella
Manica dall'impianto di
trattamento francese di La Hague.
La Francia smentisce, ma il
presidente della Commissione di
controllo si dimette.
1997, settembre.
Urali (Russia). Sugli Urali si
scontrano un trattore e un
camion che trasporta isotopi
radioattivi. Da due container
fuoriesce liquido pericoloso
contenente iridio 192 e cobalto
60. Nell'area la radioattività
sviluppata è 25 volte superiore
al limite consentito.
1998, 1 maggio. Catena delle
Alpi.
Le autorità di controllo
francesi scoprono elevati
livelli di contaminazione da
cesio 137 sulle Alpi, causati
dal passaggio di rottami
ferrosi provenienti dall'Europa
dell'Est.
1999, 8 Gennaio, Francia.
Centrale di Cruas Meysse,
65 persone evacuate dopo che si
sono accese le luci d'allarme
radioattivo.
1999, 11 Marzo, Francia.
Centrale del Tricastin, un
contaminato.
1999, 16 Giugno, Russia.
Centrale di Seversk, 2
contaminati per fuga
radioattiva.
1999, 23 Giugno, Ucraina.
Centrale di Rivno, principio
incendio.
1999, 4 Luglio, Ucraina.
Centrale di Zaporozhie
(Ucraina), bloccato un reattore
per precauzione.
1999, 12 Luglio, Giappone.
Centrale Tsuruga, bloccato
reattore per una perdita acqua.
1999, 17 Luglio, Ucraina.
Centrale di Cernobyl, 3 operai
contaminati.
1999, 30 settembre. Tokaimura,
Giappone.
Un incidente in una fabbrica di
combustibile nucleare attivò la
reazione a catena incontrollata.
Tre persone morirono all'istante
mentre altre 450 furono esposte
alle radiazioni (119 in modo
grave).
La mattina di giovedì le
autorità rivelano che, a causa
di una fuoriuscita d 'uranio,
si è innescata una fissione
incontrollata nel nocciolo del
reattore.
· Alle 10:30 scatta l'allarme,
alcuni operai sono stati
contaminati in modo molto
grave.
· Alle 12:41 la polizia crea un
"cordone" intorno alla centrale,
si capisce che l'incidente sta
diventando più grave del
previsto.
· Alle 15:18 alcune famiglie
residenti nei pressi della
centrale vengono evacuate.
· Alle 21:00 si tiene una
riunione di emergenza e il
governo comprende a questo punto
la gravità dell'incidente; oltre
300000 persone invitate a stare
in casa.
· Alle 24:00 la radioattività
attorno e dentro all'impianto
raggiunge livelli tra le 10 e
le 20 mila volte superiore alla
norma.
· Alle 2:30 del giorno seguente
18 tecnici operi nell'impianto
accettano una missione da veri
"kamikaze", devono entrare
nell'impianto per fermare la
reazione a catena, ben
consapevoli che, terminata la
missione, non sarebbero più
stati gli stessi.
· Alle 6:00 le autorità
affermano che la radioattività è
scesa a zero.
Dopo si accerterà che è stato un
errore umano, i tecnici stavano
infatti trasportando,
all'interno dell'edificio dove
si tratta l'uranio usato
come combustibile nella vicina
centrale nucleare, due barili di
miscela di
uranio-acido nitrico(che
venivano miscelati a mano, con
un rudimentale imbuto, di 30 kg
ognuno: questi sono
involontariamente caduti terra
e, essendosi miscelati, hanno
innescato la reazione. I tecnici
che hanno fermato la reazione
sono all'ospedale in gravissime
condizioni.
1999, 2 Ottobre, Ucraina.
Centrale di Khmelitskaya, blocco
del reattore per
malfunzionamento.
1999, 4 Ottobre, Corea del sud.
Centrale di Wolsong,
una fuoriuscita di acqua
pesante durante lavori di
manutenzione causa l'
esposizione alle radiazioni di
22 operai impiegati presso
l'impianto.
1999, 5 Ottobre, Finlandia.
Centrale Loviisa, perdita di
idrogeno. Secondo i tecnici
della centrale c'è stato un
pericolo di incendio e perdite.
1999, 8 Ottobre, Giappone.
Deposito di scorie a Rokkasho,
fuoriuscita radiazioni. Le
radiazioni provengono da due
fusti arrivati dalla centrale
nucleare di Ekushima.
1999, 20 Ottobre, Francia.
Superphenix, un incidente
arresta lo scarico di materiale
radioattivo.
1999, 27 ottobre, USA. "I
bambini statunitensi residenti
vicino le centrali nucleari di
New York, New Jersey e Florida
hanno nei denti un
"radioisotopo" (lo stronzio 90)
che li espone ad un rischio
tumore molto alto".
Così Ernest Sternglass,
professore di radiologia
all'università di Pittsburgh ha
esordito nell'ultima conferenza
stampa del progetto no-profit di
"radioprotezione e salute
pubblica". Lo sconcertante
risultato è stato ottenuto dai
ricercatori statunitensi che
hanno analizzato 515 bambini
residenti negli Stati di New
York, New Jersey e Florida. I
livelli di radioattività
rilevata nei campioni, raccolti
dal 1979 al 1992, erano molto
vicini a quelli osservati a metà
degli anni '50 quando Stati
Uniti e Unione Sovietica, in
piena guerra
fredda, si dilettavano negli
esperimenti con le armi
invisibili. Secondo i
responsabili del progetto i
livelli di radioattività
dovevano invece essere scesi
intorno allo zero.
"Se gli esperimenti nucleari
sia di superfice, sia
sotterranei sono effettivamente
terminati, i primi sospetti
cadono sui reattori nucleari e
sui relativi incidenti", ha
detto Sternglass, che ha
aggiunto: "II mondo è troppo
piccolo per gli incidenti
nucleari". I responsabili del
progetto attribuiscono parte di
questa radioattività al disastro
avvenuto nel 1979 a Three Mile
Island e a quello di Chernobyl
nel
1986. Ci sono documenti
federali che testimoniano la
fuga nucleare dal reattore di
Suffolk (New York) nei primi
anni '80.
1999, 18 Novembre, Scozia.
Centrale di Torness,
un aereo tornado precipita a
meno di 800 metri dall'impianto.
1999, 13 Dicembre, Russia.
Centrale Zaporozhe, fermato
reattore.
2000, 5 Gennaio, Francia.
Centrale di Blayais, una
tempesta costringe a fermare 2
reattori per allagamento.
2000, 27 gennaio. Giappone.
Un incidente a una installazione
per il riprocessamento
dell'uranio in Giappone provoca
livelli di radiazione 15 volte
superiori alla norma in un
raggio di circa 1,2 miglia.
Funzionari locali segnalano che
almeno 21 persone sono state
esposte alle radiazioni.
2000, 15 Febbraio, USA. Reattore
Indian Point 2, fuga vapore
radioattivo.
2000, 16 giugno. Germania.
Gradualmente, ma senza
esitazioni, la Germania metterà
al bando l'energia nucleare. Una
dopo l'altra, nell'arco di 32
anni, le 19 centrali nucleari
tuttora attive sul suolo tedesco
saranno chiuse. Sui tempi dello
smantellamento si è raggiunto un
compromesso: il governo chiedeva
30 anni, gli industriali 35, se
ne impiegheranno 32 per ogni
stabilimento. Il primo che
chiuderà sarà il più vecchio:
la centrale di Obrigheim, aperta
nel 1968, si spegnerà nel 2001.
L'ultima, invece, nel 2021, sarà
quella di Neckarwestheim-II, nel
Baden-Wuerttemberg, che produce
1.269 Megawatt. Inoltre entro il
luglio 2005 sarà proibito il
trattamento delle scorie
nucleari. Al momento le centrali
nucleari tedesche producono il
33,5 per cento del fabbisogno
energetico nazionale.
2001 Germania.
Esplosione di una parte
dell'impianto di Brunsbuettel.
2003, aprile. Paks (Ungheria).
L'unità numero 2 del sito
nucleare di Paks (costituito da
quattro reattori è l'unico in
Ungheria a 115 chilometri da
Budapest) subisce il
surriscaldamento e la
distruzione di trenta barre di
combustibile altamente
radioattive. Solo un complesso
intervento di raffreddamento
scongiura il pericolo di
un'esplosione nucleare,
limitata ma incontrollata con
gravi conseguenze per l'area
intorno a Paks.
2003, 17 ottobre. Arcipelago de
La Maddalena (Italia).
Sfiorato incidente nucleare: il
sottomarino americano Hartford
s'incaglia nella Secca dei
Monaci a poche miglia dalla base
di La Maddalena dove solo
l'abilità del comandante riesce
a portare in porto il mezzo
avariato. Il licenziamento di
alcuni militari induce a pensare
che il rischio corso non sia
stato risibile.
2004, 9 agosto, Giappone.
Nel reattore numero 3
nell'impianto di Mihama, 350
chilometri a ovest di Tokyo, una
fuoriuscita di vapore ad alta
pressione, con una temperatura
superiore ai 200 gradi, è
costata la vita a quattro
operai. Altri sette operai sono
in condizioni molto gravi. Si è
trattato del più tragico
incidente nella storia dello
sfruttamento dell'energia
nucleare a fini civili in
Giappone. L'azienda Kansai
Electric Power, che gestisce la
centrale, si è affrettata a
comunicare che non c'è stata
contaminazione radioattiva.
2004, 9 agosto, Giappone
Altra centrale non precisata. A
quanto ha riferito l'agenzia
Kyodo, le fiamme sono divampate
nel settore dove vengono
smaltite le scorie, adiacente
al reattore numero 2, in un
impianto situato nella
prefettura di Shimane. Anche in
questo caso non c'è stata alcuna
fuga radioattiva.
2004, 9 agosto, Giappone.
Incidente nella centrale
nucleare della Tokyo Electric
Power Company (Tepco), la più
grande impresa produttrice di
energia in Giappone. La società
ha comunicato che il generatore
dell'impianto di Fukushima-Daini
è stato fermato per una perdita
di acqua.
2005, aprile,
Gran Bretagna. Sellafield. Viene
denunciata la fuoriuscita di
oltre 83mila litri di liquido
radioattivo in 10 mesi a causa
di una crepatura nelle condotte
e di una serie di errori
tecnici.
2006, maggio.
Laboratori Enea della Casaccia
(Italia). Fuoriuscita di
plutonio, ammessa solo quattro
mesi dopo, che ha contaminato
sei persone addette allo
smantellamento degli impianti.
2006, maggio. Mihama (Giappone).
Ennesimo incidente con fuga di
400 litri di acqua radioattiva
nella ex centrale nucleare di
Mihama.
2006, 26 luglio.
Oskarshamn (Svezia). Corto
circuito nell'impianto elettrico
della centrale a 250 chilometri
a sud di Stoccolma per cui due
dei quattro generatori di
riserva non sono stati in grado
di accendersi. Vengono testate
tutte le centrali nucleari del
Paese e quella di Forsmark viene
spenta.
2006, 7 ottobre. Kozlodui
(Bulgaria).
Viene intercettato un livello
di radioattività venti volte
superiore ai limiti consentiti
e le verifiche portano a
scoprire una falla in una
tubazione ad alta pressione. La
centrale, che sorge nei pressi
del Danubio, scampa a una
gravissima avaria. Secondo la
stampa locale la direzione cerca
di nascondere l'accaduto e di
minimizzarlo nel rapporto
all'Agenzia nazionale
dell'Energia Atomica.
2007, 28 giugno. Kruemmel
(Germania).
Scoppia un incendio nella
centrale nucleare di Krummel,
nel nord della Germania vicino
ad Amburgo. Le fiamme
raggiungono la struttura che
ospita il reattore e si rende
necessario fermare l'attività
dell'impianto. In pochi mesi si
verificano avarie anche nelle
centrali di Forsmark, Ringhals e
Brunsbuttel.
Secondo il rapporto 2006 del
ministero federale
dell'Ambiente, l'impianto di
Kruemmel è il più soggetto a
piccoli incidenti tra le 17
centrali. Stando ai piani di
uscita dal nucleare, fissati in
una legge del 2002, il reattore
dovrebbe essere spento al più
tardi nel 2015.
2007, 16 luglio. Kashiwazaki
(Giappone).
La centrale nucleare di
Kashiwazaki-Kariwa, la più
grande del mondo che fornisce
elettricità a 20 milioni di
abitanti, viene chiusa in
seguito ai danneggiamenti
provocati dal terremoto.
L'Agenzia di controllo delle
attività nucleari giapponesi
ammette una serie di fughe
radioattive dall'impianto, ma
precisa che si tratta di iodio
fuoriuscito dal una valvola di
scarico. Il direttore generale
dell'AIEA, Mohammed El Baradei,
dice che il sisma: "è stato più
forte di quello per cui la
centrale era stata progettata".
Il terremoto provoca un grosso
incendio in un trasformatore
elettrico, la fuoriuscita di
1.200 litri di acqua radioattiva
che si riversano nel Mar del
Giappone e una cinquantina di
altri incidenti. Si teme che la
faglia sismica attiva passi
proprio sotto la centrale.
Mancano i dati...
2011, 11 marzo. Fukushima
(Giappone)….
In seguito al terremoto
avvenuto, 4 centrali nucleari
sono state danneggiate e non
conosciamo ancora le
conseguenze …
http://www.fisicamente.net/index-1065.htm
http://curiosity2013.altervista.org/attenzione-ecco-le-dimostrazioni-che-fukushima-sta-devastando-il-pianeta-e-minacciando-lintera-umanita/
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