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Gli
insetticidi sono
pericolosi e se ne abusa.
E' possibile combattere le
zanzare con corrette strategie di lotta a minimo impatto
ambientale e basate su metodi meno invasivi e
possibilmente naturali.
C'è un nuovo problema che si affaccia nella vita già
complicata di chi ha a cuore il benessere sociale, una
questione sottovalutata e non ancora considerata nella
sua importanza e gravità, ma che comporta enormi danni
per la salute di tutti gli essere viventi e per
l'ambiente in generale.
Dal 1990, da quando è stata "importata" in Italia la
Aedes albopictus, la famosa Zanzara tigre, a seguito di
una campagna terroristica sulla sua pericolosità, è
iniziata la moda delle disinfestazioni chimiche.
Ma almeno è stato risolto il problema ? No: anzi, le
zanzare sono divenute più forti e aggressive.
E' quindi opportuno sottolineare come nella bibliografia
scientifica ci siano continue evidenze di eventi tossici
legati all'uso di disinfestanti di differente natura,
che, immessi senza regole nell'ambiente, stanno
rappresentando un nuovo tipo di inquinamento dal quale
doversi difendere.
Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico,
hanno dimostrato che questo tipo di sostanze è in grado
di inibire alcune attività enzimatiche alla base del
corretto funzionamento sia degli organismi animali (uomo
ed animali domestici compresi) e vegetali, con danni
alla salute ed impoverimento di flora e fauna, sia del
sistema di difesa di cui l'organismo umano è dotato: si
pensi alla preziosa azione di alcuni enzimi (catalasi,
perossidasi, superossidodismutasi) contro il pericolo di
stress ossidativo, considerato origine e concausa di
molte gravi malattie (Alzheimer, Parkinson, Creuzfeld -
Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di
cancro).
E' possibile infatti combattere le zanzare con corrette
strategie di lotta a minimo impatto ambientale e basate
su metodi meno invasivi e possibilmente naturali; è
quindi necessario che i Comitati Scientifici, le
Associazioni, gli Enti, le Istituzioni, insieme ai
cittadini, comincino a prendere coscienza della
situazione e intervengano per tutelare veramente il
DIRITTO alla SALUTE e per la salvaguardia del bene
comune che l'Ambiente rappresenta. Infatti l'uso della
chimica non può più essere considerato la prassi di
routine, quella da praticare al primo "pizzico" di
zanzara.
PIPISTRELLI ed insetti, zanzare comprese -18
giugno 2010
Le cassette per i pipistrelli, e' meglio metterle sugli
alberi nei parchi, ed e' la soluzione che vorrei
prospettare ai vari Comuni d'italia.
Un pipistrello mangia fino a 2000 zanzare a notte.
Dunque, altro che piastrine e zampironi !
Meglio costruire una bat-box casetta nido, per
pipistrelli per ospitarne uno che provveda con la sua
fame a far fuori le zanzare. Meglio chiarire subito che
i pipistrelli non elimineranno mai definitivamente le
zanzare ma che sono in grado di tenere sotto controllo
la popolazione.
La cosa e' davvero indispensabile, in quanto anche le
zanzare svolgono le loro funzioni nell'ambiente, cosi
come tutti gli altri insetti, e' solo quando gli insetti
non hanno antagonisti che proliferando creano i problemi
che tutti conosciamo.
Per avere pipistrelli inutile ricorrere al
ripopolamento, vale piuttosto il miglioramento
dell’ambiente.
Spiega la
Provincia di Torino:
L’unica strategia per incrementare il numero di
pipistrelli è migliorare l’idoneità dell’ambiente nei
loro confronti, salvaguardando la vegetazione
(boschetti, siepi, alberi tipici della nostra flora e di
grossa dimensione, alberi deperienti o morti) e le zone
umide naturali, ossia i “substrati” che producono gli
insetti che i pipistrelli predano, nonchè proteggere
attivamente i rifugi dove gli esemplari si ritirano per
riposare di giorno, per riprodursi e per andare in
letargo (alberi cavi, grotte, miniere, rifugi
all’interno degli edifici).
Vendute contro le zanzare anche nei supermarket - Il
rifugio da giardino diventa uno dei gadget dell’estate
La riscossa dei pipistrelli - Le Bat box in
migliaia di case
Roma - Sarà che per le
zanzare funziona meglio di un mega-zampirone. O che,
anche se sembra un topo con le ali, in fondo è un
bruttino che fa tenerezza. La scoperta è che il
pipistrello piace agli italiani. Disposti ad ospitarlo
sul terrazzo o in giardino, nella sua bella casetta di
legno, come fosse un qualunque cucciolo domestico.
Almeno secondo i dati di vendita della Coop, che da tre
anni commercializza la bat box, ovvero la scatola
rifugio dove il piccolo mammifero peloso può appendersi
in santa pace a testa in giù.
Tra aprile e maggio, nei
supermercati e ipermercati della catena, reparto
bricolage, ne sono stati acquistati 12 mila pezzi a 27
euro l’uno, tanto che l’articolo su molti scaffali è
quasi esaurito e al produttore (la ditta Demolli di
Assago) è stato richiesto un riassortimento urgente.
La «cuccia» per pipistrelli è un parallelepipedo di
legno di betulla di circa 35 cm per 60, spesso soltanto
5 (i pipistrelli, tolte le ali, sono piccini: lunghi dai
5 ai 7 cm, pesano tra i 5 e i 15 grammi), assemblata
senza collanti e coloranti nocivi, e inodore, altrimenti
respinge l’aspirante inquilino.
Il progetto «Un pipistrello
per amico», nato in collaborazione con il Museo di
Storia Naturale dell’università di Firenze, è partito
come campagna ecologica: il chirottero è una specie a
rischio. Nei primi tre anni, sono state smerciate circa
7 mila casette, ma si trovavano soltanto in tre regioni,
Toscana, Lazio ed Emilia Romagna. «Adesso invece le bat
box si possono acquistare nei nostri 160 punti vendita
in tutta Italia», racconta Antonio Comerci della Coop,
che il boom di questo inusuale gadget l’aveva previsto.
«Pensi che ne abbiamo spedite almeno 300 ordinate on
line, per gente che era rimasta senza.
Ed il 2010 è l’anno della biodiversità, i nostri clienti
sono molto sensibili alle tematiche ambientali». La
Lombardia è la regione più colpita dalla
pipistrellomania: ma ovunque vanno forte anche
magliette, cappellini e quaderni con l’animaletto
notturno. Alla bat box è allegata una storia a fumetti
della Disney con Paperino e il pipistrello Kiro.
Il momento migliore per
posizionare la bat-casetta sarebbe marzo e aprile,
quando il pipistrello esce dal letargo e cerca casa.
Ma è d’estate, come antizanzare, che il nuovo beniamino
riscuote maggior successo. «Un solo esemplare mangia più
o meno 10 mila insetti per notte», spiega Paolo Agnelli,
zoologo del museo fiorentino. «Di questi, grosso modo 2
mila sono zanzare».
Un’arma micidiale, dunque. Innocua per l’ambiente: «I
sistemi chimici sono veleno per l’aria e uccidono anche
api e lucciole».
E per l’uomo: «Nonostante una certa fama negativa, le
assicuro che il pipistrello è inoffensivo, non è vero
che si impiglia nei capelli, non attacca e non morde,
anzi è timido». Brutto ? «Scherza ? L’orecchione, con
quegli occhi grandi, è carinissimo».
La scatola va messa ad
almeno 4metri dal suolo, o in pieno sole o all’ombra
totale (anche tra i pipistrelli le femmine amano il
caldo e i maschi il fresco). All’esterno. Anche se,
racconta il rappresentate della Coop, più di una persona
«ha chiesto se poteva mettersela sopra il letto». E
qualcuno credeva pure che nel kit fosse compresa una
coppia in affido. In realtà bisogna montare la
bat-cuccia e aspettare che si presenti l’affittuario.
Probabilmente arriverà: «C’è crisi degli alloggi anche
per loro, le nuove costruzioni non offrono più quelle
fessure e quei buchi che un tempo servivano da rifugio»,
dice lo zoologo Agnelli, convinto che il record di
vendite si spieghi con l’animo sempre più ambientalista
degli italiani: «La gente sente molto il tema
dell’ecologia, ma finora poteva fare ben poco.
Con la Bat box invece ha la sensazione di aiutare
concretamente una specie in pericolo».
By Giovanna Cavalli - Tratto da: corriere.it
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