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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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INQUINAMENTO e MALATTIE
Gela, (Italy) la città dei veleni
Fotovoltaico  +  Energia termica Solare   +  Bioetanolo x auto dai rifiuti organici
Carburante dai Rifiuti  +  Coleotteri distruttori
Energia a volonta' e gratis

I Termovalorizzatori
uno SPRECO inutile e DANNOSO, vedi:  YouTube - termovalorizzatori per morire
Il termine termovalorizzatore non esiste - Trattasi di Inceneritori: è stato coniato in Italia ma è un termine improprio in quanto un inceneritore produce energia in passivo (è più quella spesa per il processo che quella ottenuta) quindi non valorizza.
Il termine è stato coniato per non evocare la parola "cenere".
L'italia e' una specialista in conio di parole DISINFORMANTI
 

Record di bimbi malformati, 15-07-2005 
vedi anche: Malattie in aumento nei bambini per i Vaccini che li rendono
iper sensibili all'inquinamento atmosferico.
Studio della Regione Sicilia (IT): dove ci sono raffinerie ci si ammala di più e si muore di più.

GELA - Dove volevano morire di cancro piuttosto che morire di fame i veleni hanno portato altri orrori. Ed è lì, solo lì tra le ciminiere che sputano fiamme che l'aria è un morbo. E' in quella Sicilia che un tempo sognava per i suoi giacimenti e per le sue trivelle che nascono bambini malformati, tanti. Più che a Porto Marghera. Più che a Taranto. Più che nell'inferno di Priolo e di Melilli. "Per le ipospadie un dato così alto non si era mai ufficialmente registrato in realtà industriali del mondo intero", rivela la relazione che un'équipe di periti ha appena consegnato alla magistratura di Gela. Sono numeri da paura.

Un'indagine scopre che su 13 mila nati tra il 1992 e il 2002 quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, all'apparato digerente, ai genitali esterni soprattutto. Queste ultime risultano superiori alla media nazionale più del 250 per cento. "In letteratura non è riportato nulla di simile, certi valori per le ipospadie si erano sfiorati fino ad ora solo nell'area di Augusta", spiega Fabrizio Bianchi, primo ricercatore del Cnr, coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni congenite e anche uno degli esperti che sta "analizzando" i danni provocati dai camini che buttano fumi mortali dentro e intorno alla quinta città siciliana per abitanti, 100 mila, una striscia di terra dove in certi giorni il mare davanti è color dell'inchiostro. Ma paura fanno anche quegli altri risultati venuti fuori da uno studio del Ministero della Salute e dall'Osservatorio epidemiologico della Regione sui "siti industriali" dell'isola, il "triangolo" a nord di Siracusa, Milazzo, Biancavilla. Dove ci sono raffinerie ci si ammala sempre di più, si muore sempre più facilmente, l'incidenza dei tumori è del 50 per cento in più che nel resto della Sicilia.

E' Gela il caso più spaventoso. Ed è a Gela che un'inchiesta giudiziaria proverà a stabilire il nesso di causalità tra veleni chimici e malformazioni.

Sono già state esaminate 50 mila cartelle cliniche, un'esplorazione a vasto raggio sui bimbi nati male e un'altra sulle morti sospette tra i 7 mila dipendenti transitati nei reparti degli stabilimenti dell'Anic e dell'Agip fin dal 1959, l'anno di apertura del Petrolchimico, l'anno del signore in cui Gela e quella Sicilia ammaliata da Enrico Mattei inseguirono il miraggio dell'oro nero.

La ricerca sugli effetti tossici è stata ordinata dal sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, lo stesso che nel 2002 fece chiudere quattordici serbatoi e due depositi di carbone della raffineria. L'inchiesta procede sulla base dei numeri che fornisce un pool di esperti: Fabrizio Bianchi Cnr, Sebastiano Bianca, genetista, Pietro Comba, Iss, Annibale Bigeri, statistico. Sono loro che hanno raccolto ed elaborato i primi dati. "Ci sono picchi che lasciano sgomenti", racconta il sostituto procuratore Alessandro Sardo Sutera. La percentuale di bimbi malformati a Gela è di 40 su mille. Di quei 40 casi, 5 sono ipospadie. Ma tante sono anche le malformazioni cardiovascolari.

Ecco un passo della relazione degli esperti trasmessa alla procura: "L'eccesso di rischio osservato a Gela per i difetti dei setti cardiaci e dei grandi vasi è consistente. In particolare eccessi positivi sono stati riportati in associazione con contaminazione di metalli pesanti e/o solventi organoclorurati presenti nelle acque ad uso civico, piombo in aree contaminate, solventi organici in ambiente lavorativo o residenziale, composti fenolici, per l'esposizione materna e paterna a pesticidi e per la residenza vicina a discariche di rifiuti". Le sostanze che appestano sono tante altre. Idrocarburi aromatici. Diossine. Mercurio. Arsenico.

I quasi 700 bambini con handicap sono stati tutti individuati, rintracciati e visitati. "E cinque di loro sono stati salvati per miracolo, operati d'urgenza negli ospedali di Catania", ricorda il magistrato di Gela. La sua inchiesta scava sulle malformazioni ma punta anche a verificare un collegamento "tra la presenza del petrolchimico e i tumori". Una prima analisi ha accertato quanti morti di cancro ci sono stati negli ultimi 40 anni tra i dipendenti: 641.

Una seconda analisi ha selezionato 195 casi, quelli di "elevata probabilità di ricondurre la morte all'esposizione" dei veleni dello stabilimento. Gli esperti stanno lavorando su questi 195 decessi. Per tumore al polmone se ne sono andati in 60, 35 quelli morti per un male all'apparato respiratorio e 34 per leucemia. Tutti gli altri per mesoteliomi, nefropatie, morbo di Parkinson.

A Gela è stato riscontrato un tasso di mortalità superiore alla media italiana del 57% in più per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74% in più al colon retto per le femmine, più del 13% gli uomini e più del 25% le donne gelesi decedute per malattie cardiovascolari, 20% in più le cirrosi diagnosticate a maschi e femmine. "Fino a questo momento abbiamo individuato 25 casi sicuri di persone colpite da tumore che lavoravano là dentro", dice Sutera Sardo, dipendenti del petrolchimico morti di petrolchimico.
Per le esalazioni di acido solforico e per l'amianto, per l'ammoniaca respirata, per il benzene e per il benzolo, per il mercurio. L'inchiesta giudiziaria sull'impianto di Gela sarà probabilmente chiusa alla fine dell'anno. Ma già i primi numeri raccontano quanto è costato il sogno industriale siciliano.
By Attilio Bolzoni  - Tratto da: www.repubblica.it


Commento NdR: sono i bambini vaccinati quelli piu' a rischio, perche' essi sono stati gia' e fin da lattanti resi iper sensibili ed inquinati da sostanze pericolose contenute nei Vaccini; ma non sono da meno anche gli adulti super vaccinati come l'attuale generazione (siamo alla 3°-4° generazione di vaccinati) che sta figliando, i quali trasmettono ai loro figli le Mutazioni Genetiche che i Vaccini da loro subiti, hanno indotto !

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CAMBIAMENTI CLIMATICI

L’acidità del mar Tirreno è aumentata a danno delle specie

Le emissioni di biossido di carbonio stanno in qualche modo contribuendo sia ad un più rapido riscaldamento del pianeta che all’acidificazione degli oceani. Recentemente, il Dipartimento di Ecologia del Carnegie Institution e l’Università delle Hawaii hanno reso noti i risultati di un’approfondita ricerca per studiare le conseguenze di questa variazione di acidità sugli organismi marini.
I ricercatori Ken Caldeira e Richard Zeebe hanno sottolineato come gli oceani abbiano assorbito circa il 40% del biossido di carbonio (Co2) emesso dalle attività umane negli ultimi due secoli. “Se da un lato ciò ha rallentato il riscaldamento globale, dall’altro non possiamo ignorare che il biossido di carbonio in eccesso ha causato una variazione del pH medio della superficie di circa 0,1 unità dall’era preindustriale”.
Numerosi esperimenti hanno mostrato che tale acidificazione può danneggiare gli organismi marini: variazioni di 0,2-0,3 unità possono influire sulla capacità di organismi chiave come i coralli e alcune specie di plancton di costruire il proprio scheletro, costituito per la maggior parte dei casi da minerali di carbonato di calcio sensibili al pH. “A differenza delle previsioni sul cambiamento climatico globale, le proiezioni sulla futura chimica globale degli oceani sono indipendenti dal modello su una scala temporale di alcuni secoli”, ricordano gli autori.

“Proprio perché la chimica del Co2 delle acque oceaniche è ben nota e le variazioni nella chimica dei carbonati nella superficie degli oceani riproduce le variazioni atmosferiche di Co2”. Purtroppo, le già poco confortanti previsioni degli americani sono state immediatamente confermate da uno studio tutto italiano. I ricercatori della Stazione Zoologica partenopea Anton Dohrn e quelli della Seconda Università degli studi di Napoli hanno condotto osservazioni che hanno consentito di andare ben oltre il dato sperimentale, giacché conchiglie di lumache marine ridotte ad un sottilissimo strato trasparente e la contemporanea crescita di alghe di ecosistemi del tutto estranei al mare di Ischia rappresentano delle conseguenze certe e documentate della variazione della chimica di alcuni punti del Tirreno. Per troppo tempo il tema del riscaldamento del Pianeta è stato utilizzato in chiave strumentale e affrontato in maniera deliberatamente superficiale: superato l’oscurantismo dell’ecologismo del “no” è arrivato il momento di Fare. Se davvero si vuole incidere sulle emissioni di carbonio partendo da quelle prodotte dai combustibili fossili, accelerandone la sostituzione, bisogna avere il coraggio di attuare adesso una politica di incentivi che rafforzi quella delle quote di abbattimento previste dal protocollo di Kyoto e consenta di puntare con decisione sull’idrogeno.
By Eustachio Voza
- Tratto da: opinione.it

 

   

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