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Record di
bimbi
malformati, 15-07-2005
vedi anche:
Malattie in aumento nei bambini per i
Vaccini che li
rendono
iper sensibili
anche all'inquinamento atmosferico.
Studio della Regione Sicilia (IT): dove ci sono
raffinerie
(NdR: e/o altre
industrie che emettono sostanze
tossiche nell' nell'Ambiente,
inquinandolo), ci si ammala
di più e si muore
di più.
vedi:
Intossicazione +
Rifiuti tossici +
Cibi
Contaminati + Ecologia
SOSTANZE TOSSICHE
(Veleni) per l'aria,
acqua,
territorio e
per gli Esseri Viventi (Inquinamento
ambiente corporeo)
Definizione di "sostanza tossica" - vedi:
Sostanze Pericolose
La letteratura scientifica descrive uno svariato numero di
sostanze tossiche sia per gli animali che per l’uomo,
derivate da vegetali superiori, conosciute come fitotossine,
che possono essere presenti in frutti e vegetali che fanno
parte della nostra dieta.
Già nel papiro di Ebers, datato 1550 a.C., si descriveva una
varietà di veleni presenti nelle piante. Gli antichi Greci e
i Romani possedevano ampie conoscenze sui componenti tossici
delle piante. La cicuta che contiene diversi alcaloidi
tossici veniva infatti somministrata ai condannati a morte
e fu utilizzata per l’esecuzione di Socrate (470-399 a.C.)
(1).
Nell'era "moderna" vi si aggiungono quelle prodotte dal
mondo dell'industria, come sottoprodotti da lavorazioni
industriali e/o vere e proprie sostanze prodotte
industrialmente, per vari usi che inquinano ambiente ed
esseri viventi.
Il termine
INQUINAMENTO indica l' introduzione nell' ambiente di
sostanze in grado di provocare pericoli effettivi o
potenziali per la salute dell' uomo oppure di minacciare l'
esistenza di animali o piante.
Se ci chiedessero che cos' è l' ambiente, la nostra prima risposta sarebbe
"il verde che ci circonda", "la natura"; ma in realtà è un
insieme di diversi fattori (esseri viventi, caratteristiche
ambientali, interventi umani o naturali) che permettono la
vita; in esso anche un piccolo cambiamento può causare gravi
conseguenze.
Anche l' uomo in questo sistema svolge una funzione
importante, ma spesso opera interventi locali che rovinano
in modo irreparabile gli ecosistemi.
L'inquinamento dell' ambiente danneggia anche la salute
dell' uomo. Esiste una correlazione tra lo smog che viene
continuamente respirato e i tassi di mortalità specie per
casi di leucemia. Attraverso delle indagini americane si è
dimostrato che la mortalità globale aumenta dello 0,6 per
cento e che i ricoveri degli anziani per malattie polmonari
salgono dell' 1,5.
Il problema sembra di difficile soluzione ma la
consapevolezza che le risorse del nostro Pianeta non sono
illimitate e che nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa
per inquinare meno è già un passo avanti. Per attuare ciò è
indispensabile un profondo cambiamento della nostra
mentalità di uomini delle società industrializzate.
Conservare la natura vuol dire anche e soprattutto prevedere
il futuro agendo sul presente e per fare ciò è
indispensabile utilizzare al meglio la risorsa più
promettente per il nostro difficile domani: il nostro
cervello.
L'inquinamento ambientale e quindi corporeo deve divenire il
centro delle nostre attenzioni soprattutto in tutti coloro
che vogliono vivere una vita SANA
e che si devono ovviamente occupare anche e soprattutto
della difesa dell'ambiente in cui vivono, con una posizione
quindi molto concreta, ed azioni mirate a
sensibilizzare=obbligare i
politici a fare il loro dovere per la
Tutela della Salute
ambientale e corporea..
vedi:
WWF
e le Sostanze tossiche +
Elenco delle sostanze tossiche e loro effetti +
ISPELS elenco sostanze tossiche Data Base +
Medici per l'ambiente PDF
Un esempio Italiano:
GELA (Sicilia, Italy) - Dove volevano morire di cancro piuttosto
che morire di fame i veleni hanno portato altri orrori. Ed è
lì, solo lì tra le ciminiere che sputano fiamme che l'aria è
un morbo. E' in quella Sicilia che un tempo sognava per i
suoi giacimenti e per le sue trivelle che nascono bambini
malformati, tanti. Più che a Porto Marghera. Più che a
Taranto.
Più che nell'inferno di Priolo e di Melilli. "Per
le ipospadie un dato così alto non si era mai ufficialmente
registrato in realtà industriali del mondo intero",
rivela la relazione che un'équipe di periti ha appena
consegnato alla magistratura di Gela. Sono numeri da paura.
Un'indagine scopre che su 13 mila nati tra il 1992 e il 2002
quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli
arti, all'apparato digerente, ai genitali esterni
soprattutto. Queste ultime risultano superiori alla media
nazionale più del 250 per cento. "In letteratura non è
riportato nulla di simile, certi valori per le ipospadie si
erano sfiorati fino ad ora solo nell'area di Augusta",
spiega Fabrizio Bianchi, primo ricercatore del Cnr,
coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni
congenite e anche uno degli esperti che sta "analizzando" i
danni provocati dai camini che buttano fumi mortali dentro e
intorno alla quinta città siciliana per abitanti, 100 mila,
una striscia di terra dove in certi giorni il mare davanti è
color dell'inchiostro. Ma paura fanno anche quegli altri
risultati venuti fuori da uno studio del Ministero della
Salute e dall'Osservatorio epidemiologico della Regione sui
"siti industriali" dell'isola, il "triangolo" a nord
di Siracusa, Milazzo, Biancavilla. Dove ci sono raffinerie
ci si ammala sempre di più, si muore sempre più facilmente,
l'incidenza dei tumori è del 50 per cento in più che nel
resto della Sicilia.
E' Gela il caso più spaventoso. Ed è a Gela che un'inchiesta
giudiziaria proverà a stabilire il nesso di causalità tra
veleni chimici e malformazioni.
Sono già state esaminate 50 mila cartelle cliniche,
un'esplorazione a vasto raggio sui bimbi nati male e
un'altra sulle morti sospette tra i 7 mila dipendenti
transitati nei reparti degli stabilimenti dell'Anic e
dell'Agip fin dal 1959, l'anno di apertura del
Petrolchimico, l'anno del signore in cui Gela e quella
Sicilia ammaliata da Enrico Mattei inseguirono il miraggio
dell'oro nero.
La ricerca sugli effetti tossici è stata ordinata dal
sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, lo stesso che
nel 2002 fece chiudere quattordici serbatoi e due depositi
di carbone della raffineria. L'inchiesta procede sulla base
dei numeri che fornisce un pool di esperti: Fabrizio Bianchi
Cnr, Sebastiano Bianca, genetista, Pietro Comba, Iss,
Annibale Bigeri, statistico. Sono loro che hanno raccolto ed
elaborato i primi dati. "Ci sono picchi che lasciano
sgomenti", racconta il sostituto procuratore Alessandro
Sardo Sutera. La percentuale di bimbi malformati a Gela è di
40 su mille. Di quei 40 casi, 5 sono ipospadie. Ma tante
sono anche le malformazioni cardiovascolari.
Ecco un passo della relazione degli esperti trasmessa alla
procura: "L'eccesso di rischio osservato a Gela per i
difetti dei setti cardiaci e dei grandi vasi è consistente.
In particolare eccessi positivi sono stati riportati in
associazione con contaminazione di metalli pesanti e/o
solventi organoclorurati presenti nelle acque ad uso civico,
piombo in aree contaminate, solventi organici in ambiente
lavorativo o residenziale, composti fenolici, per
l'esposizione materna e paterna a pesticidi e per la
residenza vicina a discariche di rifiuti". Le sostanze
che appestano sono tante altre. Idrocarburi aromatici.
Diossine. Mercurio. Arsenico.
I quasi 700 bambini con handicap sono stati tutti
individuati, rintracciati e visitati. "E cinque di loro
sono stati salvati per miracolo, operati d'urgenza negli
ospedali di Catania", ricorda il magistrato di Gela. La
sua inchiesta scava sulle malformazioni ma punta anche a
verificare un collegamento "tra la presenza del
petrolchimico e i tumori". Una prima analisi ha
accertato quanti morti di cancro ci sono stati negli ultimi
40 anni tra i dipendenti: 641.
Una seconda analisi ha selezionato 195 casi, quelli di
"elevata probabilità di ricondurre la morte all'esposizione"
dei veleni dello stabilimento. Gli esperti stanno lavorando
su questi 195 decessi. Per tumore al polmone se ne sono
andati in 60, 35 quelli morti per un male all'apparato
respiratorio e 34 per leucemia. Tutti gli altri per
mesoteliomi, nefropatie, morbo di Parkinson.
A Gela è stato riscontrato un tasso di mortalità superiore
alla media italiana del 57% in più per i tumori allo stomaco
per i maschi e del 74% in più al colon retto per le femmine,
più del 13% gli uomini e più del 25% le donne gelesi
decedute per malattie cardiovascolari, 20% in più le cirrosi
diagnosticate a maschi e femmine. "Fino a questo momento
abbiamo individuato 25 casi sicuri di persone colpite da
tumore che lavoravano là dentro", dice Sutera Sardo,
dipendenti del petrolchimico morti di petrolchimico.
Per le esalazioni di acido solforico e per l'amianto, per
l'ammoniaca respirata, per il benzene e per il benzolo, per
il mercurio. L'inchiesta giudiziaria sull'impianto di Gela
sarà probabilmente chiusa alla fine dell'anno. Ma già i
primi numeri raccontano quanto è costato il sogno
industriale siciliano.
By Attilio Bolzoni - Tratto da:
www.repubblica.it
Commento NdR: sono i
bambini vaccinati quelli piu' a rischio, perche' essi sono
stati gia' e fin da lattanti resi ipersensibili ed inquinati
da sostanze
pericolose contenute nei
Vaccini; ma non sono da meno anche gli
adulti super
vaccinati come l'attuale generazione (siamo alla 3°-4°
generazione di vaccinati) che sta figliando, i
quali trasmettono ai loro figli le
Mutazioni Genetiche che i
Vaccini da loro subiti, hanno
indotto !
La
tabella che segue mostra le
raffinerie di petrolio presenti in Italia ripartite per
zona geografica
vedi:
Mal'Aria, Documento di Lega Ambiente
|
Nord Ovest |
Proprietà |
Località |
Cap.* |
Lav.** |
|
Eni Div. R. & M. |
Eni |
Sannazzaro (PV) |
8,50 |
9,11 |
|
Sarpom |
Esso, Erg |
Trecate (NO) |
8,75 |
7,28 |
|
Tamoil |
Tamoil |
Cremona |
4,50 |
3,71 |
|
Totale Nord Ovest |
21,75 |
20,10 |
|
Nord Est |
Proprietà |
Località |
Cap. |
Lav. |
|
Eni Div. R. & M. |
Eni |
P. Marghera (VE) |
4,2 |
4,36 |
|
Ies |
Ies (gruppo MOL) |
Mantova |
2,6 |
2,28 |
|
Totale Nord Est |
6,8 |
6,64 |
|
Tirreno |
Proprietà |
Località |
Cap. |
Lav. |
|
Eni Div. R. & M. |
Eni |
Livorno |
4,30 |
5,38 |
|
Iplom |
Iplom |
Busalla (GE) |
1,75 |
1,69 |
|
Raff. di Roma |
Total, Erg |
Pantano (Roma) |
4,30 |
4,16 |
|
Totale Tirreno |
10,35 |
11,23 |
|
Adriatico |
Proprietà |
Località |
Cap. |
Lav. |
|
Api |
Api |
Falconara M. (AN) |
3,90 |
3,43 |
|
Alma |
Alma |
Ravenna |
--- |
0,38 |
|
Eni Div. R. & M. |
Eni |
Taranto |
5,50 |
6,27 |
|
Totale Adriatico |
9,40 |
10,08 |
|
Isole |
Proprietà |
Località |
Cap. |
Lav. |
|
Erg Med Isab nord |
Erg |
Priolo G. (SR) |
8,00 |
6,92 |
|
Erg Med Isab sud |
Erg |
Priolo G. (SR) |
11,40 |
12,47 |
|
Esso |
Esso |
Augusta (SR) |
8,80 |
9,16 |
|
Raff. di Gela |
Eni |
Gela (CL) |
5,00 |
5,03 |
|
Raff. di Milazzo |
Eni, K.P.I. |
Milazzo (ME) |
9,80 |
9,16 |
|
Saras |
Saras |
Sarroch (CA) |
15,00 |
15,76 |
|
Totale Isole |
58,00 |
58,50 |
|
Totale Raffinazione in Italia |
106,30 |
106,55 |
|
Tratto da: sacerpetroli.it
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CAMBIAMENTI CLIMATICI
Le emissioni di
biossido di carbonio stanno in qualche modo
contribuendo sia ad un più rapido riscaldamento del
pianeta che all’acidificazione degli oceani.
Recentemente, il Dipartimento di Ecologia del Carnegie
Institution e l’Università delle Hawaii hanno reso noti
i risultati di un’approfondita ricerca per studiare le
conseguenze di questa variazione di acidità sugli
organismi marini.
I ricercatori Ken Caldeira e Richard Zeebe hanno
sottolineato come gli oceani abbiano assorbito circa il
40% del biossido di carbonio (Co2) emesso dalle attività
umane negli ultimi due secoli. “Se da un lato ciò ha
rallentato il riscaldamento globale, dall’altro non
possiamo ignorare che il biossido di carbonio in eccesso
ha causato una variazione del
pH medio della
superficie di circa 0,1 unità dall’era preindustriale”.
Numerosi esperimenti hanno mostrato che tale
acidificazione può danneggiare gli organismi marini:
variazioni di 0,2-0,3 unità possono influire sulla
capacità di organismi chiave come i coralli e alcune
specie di plancton di costruire il proprio scheletro,
costituito per la maggior parte dei casi da minerali di
carbonato di calcio sensibili al pH. “A differenza delle
previsioni sul cambiamento climatico globale, le
proiezioni sulla futura chimica globale degli oceani
sono indipendenti dal modello su una scala temporale di
alcuni secoli”, ricordano gli autori.
“Proprio perché la chimica del Co2 delle acque oceaniche
è ben nota e le variazioni nella chimica dei carbonati
nella superficie degli oceani riproduce le variazioni
atmosferiche di Co2”. Purtroppo, le già poco confortanti
previsioni degli americani sono state immediatamente
confermate da uno studio tutto italiano. I ricercatori
della Stazione Zoologica partenopea Anton Dohrn e quelli
della Seconda Università degli studi di Napoli hanno
condotto osservazioni che hanno consentito di andare ben
oltre il dato sperimentale, giacché conchiglie di
lumache marine ridotte ad un sottilissimo strato
trasparente e la contemporanea crescita di alghe di
ecosistemi del tutto estranei al mare di Ischia
rappresentano delle conseguenze certe e documentate
della variazione della chimica di alcuni punti del
Tirreno. Per troppo tempo il tema del riscaldamento del
Pianeta è stato utilizzato in chiave strumentale e
affrontato in maniera deliberatamente superficiale:
superato l’oscurantismo dell’ecologismo del “no” è
arrivato il momento di Fare. Se davvero si vuole
incidere sulle emissioni di carbonio partendo da quelle
prodotte dai combustibili fossili, accelerandone la
sostituzione, bisogna avere il coraggio di attuare
adesso una politica di incentivi che rafforzi quella
delle quote di abbattimento previste dal protocollo di
Kyoto e consenta di puntare con decisione sull’idrogeno.
By Eustachio Voza
- Tratto da: opinione.it
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Malformazioni da DDt
- 01/11/2009
I
bambini con problemi ai testicoli,
all’uretra o al pene sono molto più
frequenti nei luoghi irrorati con
l’insetticida. Anche a distanza
di dieci anni.
La
nascita di bambini maschi con
difetti congeniti dell'apparato
urogenitale è molto più frequente
nei luoghi bonificati con massicce
quantità di DDt
(diclorodifeniltricloroetano)
rispetto alle aree non trattate con
l’insetticida. L’allarme arriva da
uno studio dell'Università
di Pretoria, in Sudafrica, dove
tra il 1995 e il 2003 si è fatto un
largo uso del composto chimico per
la lotta alla malaria.
L’indagine, pubblicata su
Urology Journal (Bjui), è stata
effettuata su 3.310 bambini nati
nella Provincia del Limpopo tra il
2004 e il 2006; di questi, 2.396
neonati provenivano da 109 villaggi
in cui il Ddt è stato utilizzato in
modo massiccio, gli altri 914 sono
invece nati in 97 villaggi in cui
non si è ricorsi all’insetticida. I
bambini con problemi ai testicoli,
all’uretra o al pene sono stati 357,
con un’incidenza del 33 per cento
più alta nelle zone bonificate.
L’associazione è ancora più evidente
se si considerano le abitudini di
vita delle donne. Infatti, per le
madri che sono rimaste a casa
durante la gravidanza (invece che
studiare o lavorare fuori dal
proprio villaggio), la percentuale
sale a 41 (Nello studio sono stati
presi in considerazione anche altri
fattori che possono alterare le
statistiche, come l’abitudine al
fumo, all’alcol, l’età della madre,
quanto tempo è stata esposta alla
sostanza e l’etnia).
Sebbene
il DDt sia ormai bandito nella
maggior parte dei paesi, viene
ancora utilizzato nelle abitazioni
delle zone in cui la malaria è
endemica.
É stato inoltre stimato che la
sostanza può permanere nel sangue
anche 10-20 anni dopo l'ultima
esposizione; ciò spiegherebbe perché
i bambini nati dopo il periodo di
massimo utilizzo dell’insetticida
presentino comunque gravi problemi.
“Il DDt entra nell’organismo sia con
la dieta sia attraverso l’ambiente
in cui si vive e può attraversare la
placenta ed essere presente nel
latte delle madri”, ha spiegato
Riana Bornman, prima autrice
dell’articolo: “La concentrazione
della sostanza nel cordone
ombelicale è infatti molto simile a
quella del sangue materno”.
Come
riportano i ricercatori, il DDt ha
contribuito in modo sostanziale a
ridurre la diffusione della malaria
in Sudafrica, ma ora che la
malattia, a causa dei cambiamenti
climatici, sembra poter diffondersi
nuovamente, è necessario che tutte
le autorità siano al corrente dei
rischi per la salute legati all’uso
di questa sostanza. “Noi, intanto,
continueremo a studiare quali sono
questi rischi e come possono essere
ridotti”, ha concluso Bornman.
(s.l.)
Tratto
da galileonet.it
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L'autobus che filtra e mangia le
polveri sottili
Lo
scorso 30 settembre 2009 il sindaco
di Roma, Gianni Alemanno, ha
dichiarato l'intenzione della sua
amministrazione d’introdurre
massicciamente in tempi brevi un
meccanismo che, montato sugli
autobus cittadini, può essere in
grado di assorbire le polveri
sottili presenti nell’aria a causa
dell’inquinamento.
Tale
meccanismo, denominato sistema Luft,
è già stato sperimentato sul tetto
di un autobus che ha viaggiato per
15 giorni lungo le strade della
Capitale, sembra con ottimi
risultati. In particolare la
sperimentazione, condotta anche con
la partecipazione del dott. Stefano
Montanari, direttore scientifico del
laboratorio Nanodiagnostics di
Modena, ha messo in luce la capacità
del sistema di assorbire non solo le
polveri di maggiori dimensioni (PM
10 e 2,5) ma anche le nanopolveri,
estremamente più pericolose per
salute in quanto in grado di
penetrare all’interno dei tessuti
umani e del sangue.
Il
meccanismo (che potrebbe in futuro
venire montato non solo sugli
autobus, ma anche sui taxi, sui
mezzi adibiti alla raccolta rifiuti
ecc.) è basato su un sistema di
filtrazione elettrostatica ...
... con
tre celle ad alto rendimento
alimentate dal mezzo stesso.
L’esemplare montato sul tetto
dell’autobus per la sperimentazione
è stato in grado di filtrare 10 mila
metri cubi di aria ogni ora,
abbattendo le concentrazioni del
particolato aerodisperso, con
rendimenti nell’ordine del 90%.
Proprio
i risultati della sperimentazione
del sistema Luft, estremamente
incoraggianti, soprattutto a fronte
del fatto che il sistema sembra
essere in grado di abbattere anche
le nanoparticelle e non solamente le
meno pericolose polveri sottili,
hanno indotto il sindaco Alemanno ad
investire cospicue risorse (dal
momento che ogni impianto costerà
circa 20 mila euro) per la seconda
fase del progetto. Seconda fase
durante la quale una decina di
autobus, scelti fra quelli che
coprono i percorsi oggetto di
maggiore inquinamento, già
individuati e segnalati ai
cittadini, verranno equipaggiati con
il sistema Luft.
Stupisce
un poco constatare come proprio da
un comune amministrato dal
centrodestra (tradizionalmente la
parte politica meno sensibile ai
problemi ambientali) sia partito uno
dei primi progetti mirati a
contrastare concretamente
l’inquinamento, attraverso un
sistema che, perlomeno stando ai
primi dati, sembra avere i numeri
per farlo.
Tutto
ciò mentre la maggior parte delle
amministrazioni delle grandi città
italiane, molte delle quali di
centrosinistra e con assessori
dichiaratamente ambientalisti,
continuano ad affrontare il grave
problema dell’inquinamento,
attraverso tutta una serie di
contromisure tanto inefficaci quanto
anacronistiche.
Contromisure che vanno dal blocco
del traffico alle targhe alterne,
dall’introduzione del car sharing
alla limitazione della circolazione
alle auto più nuove (ma molte volte
come nel caso del FAP perfino più
inquinanti), per non parlare degli
improbabili investimenti finalizzati
all’affitto delle biciclette, in
metropoli prive di piste ciclabili,
come Torino, dove circolare in bici
equivale ad attraversare a piedi
un’autostrada.
Così
come stupisce che sia proprio il
Comune di Roma, una delle prime
istituzioni in Italia a prendere
coscienza, grazie alla
collaborazione con il dott.
Montanari, del problema costituito
dalle nanopolveri, fino ad ora
misconosciuto tanto dal legislatore
quanto dalla politica.
By Marco
Cedolin
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