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SUONI che disturbano la Psiche e
l'organismo
vedi anche:
Inquinamento Acustico - 2
+
Inquinamento acustico - 3
+
Come dormire Bene
Il rumore è indispensabile
alla vita degli animali e dell’uomo; il
bambino nei primi anni di vita deve
essere circondato da suoni e rumori al fine di poter
acquisire il linguaggio e strutturare le percezioni;
l’organo deputato alla trasformazione dell’energia è
l’orecchio.
L’udito è indispensabile alla
comunicazione verbale ed è l’unico organo di senso che sia
in costante rapporto con l’ambiente che ci circonda: durante
il sonno chiudiamo gli occhi, ma non possiamo chiudere gli
orecchi.
Esistono due tipi di rumore nocivi all’uomo:
- un primo tipo che non lede l’orecchio, ma che agisce sul
sistema nervoso (danno extrauditivo);
- un secondo tipo che lede l’orecchio e facilmente altri
organi e strutture del nostro corpo (danno uditivo).
Vi sono suoni che danno i
brividi, altri che rilassano ed altri che ci fanno venir
voglia di tapparci le orecchie, suoni sgradevoli (anche di
certa musica da discoteca) che penetrano nell’organismo disturbandolo non
poco: le emozioni suscitate dall'ascolto di un brano
musicale sono legate all'attivazione di “specifiche aree
cerebrali” le quali a loro volta attivano anche gli organi
e/o sistemi ad esse collegate, disturbando il loro regolare
funzionamento.
L’inquinamento acustico e’ purtroppo subdolo e poco tenuto
in considerazione dalle istituzioni preposte al controllo
sul territorio ed anche dalla
medicina ufficiale,
malgrado il suo grave peso nell'inquinamento degli organismi
viventi, specie quando e’ notturno.
IMPATTO sull’uomo
dell’inquinamento acustico
I fattori che possono condizionare la lesività
dell'impatto sonoro nei soggetti esposti sono: il livello di
pressione sonora (intensità del rumore), il tempo di
esposizione, la frequenza del rumore.
Si distinguono due tipi di effetti:
- effetti uditivi;
- effetti extrauditivi.
Altri fattori, ritenuti
accessori, ma che sembrano influenzare gli effetti del
rumore sull'uomo sono:
la sensibilità e la reattività individuale, la saturazione
sensoriale, il timbro del rumore, la possibilità di
controllo dell'emissione sonora, l'atteggiamento
motivazionale del soggetto esposto, il numero e la
distribuzione spaziale delle sorgenti, l'identificabilità
della natura del rumore e della localizzazione della
sorgente, l'età, l'acuità uditiva e, secondo alcuni studi,
anche il sesso dei soggetti esposti (Cosa et al., 1990).
L'impatto può manifestarsi sotto 3 forme: danno, disturbo,
fastidio (per gli anglosassoni annoyance).
Per danno si deve intendere ogni alterazioni anche
parzialmente non reversibile dell'apparato uditivo.
Il disturbo è definito come un'alterazione reversibile delle
condizioni psicofisiche dei soggetti esposti al rumore. L'annoyance
è un fastidio causato dal rumore sugli individui, ma anche
dalla combinazione di fattori di natura psicologica e
sociologica.
L’impatto dell’inquinamento acustico e’ per gli
animali (es. cani),
ancora piu’ importante, dato che questi sono molto piu’
sensibili ai rumori avendo un’apparato uditivo molto piu’
complesso e quindi piu’ sensibile ad un maggior numero di
frequenze (basse ed alte) e quindi l’impatto nocivo e’ molto
piu’ forte; essi si ammalano piu’ facilmente per il forte
rumore.
LOCALI, DISCOTECHE e RUMORI
MOLESTI - vedi
Sonno disturbato = malattie
Italy 2005 - Mi e’ capitato di leggere un.
articolo sul Corriere del Mezzogiorno il giorno19/07/05 su:
“In spiaggia come in discoteca. Sembra Rimini, e’
Capitolo (Ba)”, nel quale si pubblicizzano le localita’
ove si balla in spiaggia a tutto volume…
Siamo veramente contenti che i
giovani si possano divertire in aree predisposte alla musica
tipo discoteca. Giustissimo offrire loro spazi adatti
perche’ possano trovare uno sfogo alla loro voglia di godere
la vita, ma occorre ricordare che la vita si deve e si puo’
godere in vari modi, non solo quello di muoversi e fare
ginnastica nel rumore assordante (che taluni chiamano
musica), di una discoteca, (rumore con ritmi alienanti e
continui per ore sempre uguali), rumore che e’ sicuramente
dannoso alla salute umana per via delle vibrazioni corporee
indotte dalle basse frequenze (150-180 Hertz) ad alto volume
(e' noto che la basse frequenze si propagano nell'aria
come nell'acqua a grande distanza non perdendo la loro
intensita'), che disturbano la funzione cellulare anche
neuronica eccitando e disturbando il sistema nervoso e non
solo, ma e’ anche quello di poter godere i suoni e la musica
del vento, dell’onda del mare, del degli uccelli, che sono
la ”musica” della Natura.
Non e’ quindi il rumore
assordante di musica o rumore trasmesso a 500, 1000 watt o piu', che induce salute e
rilassamento, ma SOLO la musica a
basso volume e di qualita’, con
ritmi discontinui e NON
alienanti, come invece si ascolta nella
musica detta “moderna” e che di moderno NON ha nulla, salvo
il fatto di NON essere musica, ma rumore; parla uno che di musica se
ne intende e che suona regolarmente vari strumenti
musicali.
L’inquinamento acustico e’ un
male subdolo che influisce in maniera diretta ed indiretta
sulla salute privata e pubblica e fino ad ora non se ne e’
tenuto conto in modo adeguato; quello e’ un’inquinamento che
come quello luminoso (sprecando il nostro denaro), va
aumentando sempre di piu’ per l’incapacita’ sempre piu’
evidente dei sindaci di quei comuni, ad amministrare
correttamente la vera Giustizia per la
Tutela della
Salute
di OGNI cittadino.
Il problema dell’inquinamento
acustico e’ legato anche al rumore dei mezzi semoventi (auto, moto,
motorini, scafi, ecc.) che si avvicinano al locale ove si fa musica,
ed all’aumento di traffico locale, agli schiamazzi anche
notturni che persone poco educate e magari ubriache e/o
drogate, effettuano anche attiguamente alle abitazioni vicinorie,
oltre a quelli delle motoseghe, tagliaerba, ecc.
E poi ci lamentiamo, se per caso, qualche anziano al limite
della sopportazione,
impugna il fucile o la pistola per allontanare coloro che
disturbano il suo e l’altrui sonno !
Come abbiamo precedentemente
detto, l’inquinamento acustico e’ un male subdolo che
influisce in maniera diretta ed indiretta sulla salute
pubblica.
Il diritto ai giovani di
divertirsi non deve essere negato, cosi come il Diritto dei
bambini, adulti ed anziani, al regolare salubre sonno
ristoratore. TUTTI i diritti DEBBONO essere salvaguardati
con le apposite disposizioni che vanno rispettate anche dai
sindaci di certi comuni !
Gli adulti e gli anziani sono i
cittadini che pagano le tasse in modo molto piu’ ampio dei
giovani, che al contrario stanno iniziando la vita anche
fiscale.
Quindi questi luoghi rumororsi, DEVONO, per
fare Giustizia a tutti: bambini, giovani, adulti ed anziani
(come la legge prevede anche nella Costituzione art. 32: lo
Stato “tutela” la salute….), essere posizionati fuori e
lontano almeno di qualche chilometro (3 o 4) dai centri
abitati, in modo che TUTTA la popolazione possa godere dei
vari momenti del piacere della Vita.
Ricordiamo
anche la recente sentenza della Suprema Corte (I° sez Pen.
N° 24664 – in parte riportata da un art. del Corr. Sera del
06/07/05) riguardante il sequestro delle apparecchiature di
una discoteca in Gallipoli (LE), sentenza dalla quale si
evince che: “ il sequestro dei beni funzionali e’
pienamente legittimo nel caso in cui l’abuso si concretizzi
in uso smodato dei mezzi tipici di esercizio di una
professione o di un mestiere rumorosi che, oltre a superare
i limiti prescritti dalla legge, leda concretamente anche
il BENE della PUBBLICA
QUIETE” !!
Infatti ogni primavera ed estate,
specie nelle zone turistiche di mare,
il problema del forte inquinamento acustico si presenta
periodicamente senza che si voglia, da parte di diversi
amministratori dei vari comuni in causa, risolverlo
definitivamente con semplici disposizioni e regolamentazioni
locali, ad esempio:
Per tutti i locali entro i 3 chilometri
da abitazioni, la possibilita’ di detenere apparecchiature
acustiche non superiori ai 250 watt e con obbligo di avere
dei PICCOLI diffusori (altoparlanti, che non amplifichino le
basse frequenze, con l'utilizzo di altoparlanti in piccole casse
acustiche, eliminando cosi' le basse
frequenze e le potenze elevate) dislocati nei vari
angoli del locale stesso, che DEVE essere insonorizzato
secondo le norme nazionali, in modo da poter fornire la musica a
basso volume a tutti coloro che lo frequentano; in
questo modo la musica non fuoriesce dal locale, disturbando
coloro che vivono ed abitano nelle vicinanze.
Oppure fornire ogni
frequentatore di apposite cuffie auricolari, che ricevano il
segnale musicale senza fili, in modo che la musica la
sentano SOLO coloro che lo desiderano; la tecnologia e’
ormai in grado di fornire apparecchiature di qualita’ idonee
allo scopo.
Purtroppo per seguire e favorire
imprenditori locali di ristoranti, alberghi, bar, Lidi (bagni
sulla spiaggia), discoteche vicine ad abitazioni, i sindaci (politici)
e/o i loro collaboratori, concedono
permessi e licenze (illegali ed illegittime) a locali in vicinanza alle abitazioni, in
Contrasto con le Leggi dello stato e NON si fanno controlli
e giusti sequestri delle attivita' e delle apparecchiature illegali ed
utilizzate fuori dalle norme di legge.
Per di piu’ alcuni di questi
imprenditori abusano del fatto che nessuno controlla e
disturbano a qualsiasi ora del giorno e della notte i poveri
cittadini che pur rivolgendosi ai carabinieri, polizia,
vigili, capitanerie di porto, guardia di finanza, quando
vengono richiamati dai cittadini a far rispettare la Legge
da quegli avventori, o NON si muovono neppure e fanno
finta
di nulla....oppure quando intervengono sul posto, si sentono rispondere
dagli avventori:” ma il sindaco ci ha concesso la licenza”…..e quindi non fanno nulla per
salvaguardare i cittadini al piacere della vita
nell’ascoltare la musica della Natura.
E vogliamo anche ricordare
l’inquinamento acustico derivante da auto, moto, motorini,
motori, aerei, tv, radio e diffusori di musica ad alto volume,
schiamazzi notturni di persone incivili, ubriache, e/o
drogate, che nei paesi e
nelle citta' sono sempre piu’ intensi e presenti,
senza che nulla si faccia per arginare il fenomeno della
maleducazione e di questi subdolo inquinamento sonoro….,
malgrado le recenti sentenze !!
Il DISTURBO della QUIETE PUBBLICA
non si rileva, cosi'
affermano sentenze giudiziarie, con appositi strumentazioni,
in Italia e' l'ARPA e' l'ente delegato alle rilevazioni in
loco dell'inquinamento acustico e non solo, ma basta la
testimonianza di un ufficiale di Polizia, Vigili urbani,
Carabinieri che lo certifichi, con un constatazione in
loco, per far scattare un verbale ed il sequestro delle
apparecchiature, ma in genere pochi "enti a tutela",
applicano la legge fino in fondo....chissa' perche ?
Purtroppo i politici NON hanno
ancora capito che per rimanere al potere con il consenso dei
cittadini occorre che si mettano in testa di soddisfare le
richieste di Giustizia e migliore vivibilita’ nei centri
abitati, mentre fino ad ora pur di non inimicarsi gli amici
degli amici, i parenti ecc., continuano a seminare
ingiustizia ed invivibilita’ nei comuni che dirigono.
Vediamo che al contrario questi
stessi politici pur di incassare denaro NON esitano magari
ad immettere sulle strade comunali gli autovelox, senza
cartello che avvisa la presenza del controllo di velocita’,
che multano ogni giorno coloro che vanno a velocita’ normale
senza danno per nessuno (gli eccessi veri, vanno perseguiti
e puniti), ma di fronte alle richieste di minore
inquinamento: ambientale, bacustico, luminoso, atmosferico,
nulla fanno e si rendono
sordi ai richiami ed alle
richieste della cittadinanza, che in fin dei conti
domanda solo di poter godere al meglio senza rumori e luci
moleste la vita che comunque e’ di giorno in giorno sempre
piu’ incerta, insicura, ma sicuramente bellissima da vivere
per
imparare
su di essa.
Link su una discussione
molto importante su giochi militari e inquinamento
ambientale da metalli, la catastrofe della vita
naturale sulla terra:
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=2755&forum=6
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Rumore: basta una volta
per rovinarsi l'udito - 18/04/2014
Un solo concerto rock o un'unica partita allo stadio
potrebbero bastare per provocare danni permanenti
all'udito. Lo sostiene una nuova linea di studi secondo
i quali una singola esposizione a rumori forti - ma non
necessariamente assordanti - può provocare la morte di
alcune terminazioni non isolate delle fibre nervose che
connettono l'orecchio interno al cervello di Gary Stix
Un'unica esposizione a rumori forti ma non assordanti
potrebbe essere sufficiente a provocare un danno
irreparabile ai nervi del sistema uditivo. Questo è il
messaggio di una nuova linea di ricerca che potrebbe
spiegare perché molte persone, specialmente con il
passar degli anni, fanno fatica a isolare una
conversazione dalla barriera del rumore di fondo, che è
una costante di qualsiasi incontro di football o pranzo
in un ristorante affollato.
Uno studio condotto negli ultimi cinque anni sugli
animali - e alcuni nuovi dati provenienti dalla
ricerca sull'uomo - stanno ribaltando storiche
convinzioni sulla perdita dell'udito. In precedenza si
credeva che l'unico effetto indesiderato
dell'esposizione a rumori come quelli di una partita di
calcio fosse la fastidiosa sensazione temporanea di
avere le orecchie tappate, ma che in seguito le funzioni
uditive tornassero quasi o del tutto normali.
L'idea era che ci volessero anni, se non decenni, di
traumi alle nicchie sensibili dell'orecchio interno per
uccidere le minuscole cellule
ciliate nella cavità di endolinfa dove le vibrazioni
delle onde sonore sono convertite in segnali elettrici
per essere poi processate all'interno dell'encefalo.
Solo la morte delle cellule ciliate (nella
coclea) era ritenuta capace di compromettere
l'abilità di udire distintamente nella confusione del
chiasso diurno. (Ovviamente, anche stare pochi secondi
vicino al motore di un jet senza dispositivi di
protezione sarebbe sufficiente a uccidere sul colpo
tutte le cellule ciliate.)
Ma la descrizione dei libri di testo di ciò che capita
alzando il volume potrebbe rivelarsi inadeguata per
spiegare quello che succede ai molti milioni di persone
che soffrono di perdita dell'udito indotta dal rumore.
M. Charles Liberman e Sharon G. Kujawa, due
neuroscienziati che studiano il sistema uditivo all'Harvard
Medical School e al
Massachusetts Eye and Ear Infirmary, hanno scoperto
che le cellule ciliate possono sopravvivere a un
concerto rock o a una festa scatenata, ma che le fibre
nervose connesse che incanalano i segnali elettrici
all'encefalo potrebbero invece subire danni permanenti.
Il loro lavoro su topi, cavie e cincillà ha confermato
che un'unica esposizione a un suono forte può provocare
la morte di alcune terminazioni non isolate delle fibre
nervose che connettono l'orecchio interno all'encefalo,
terminazioni la cui scomparsa rompe la connessione tra
fibra nervosa e cellula ciliata localizzata nello spazio
sinaptico. "Abbiamo ragione di pensare che la stessa
cosa avvenga anche nell'orecchio umano" sostiene
Liberman. "La struttura dell'orecchio interno è la
stessa per tutti i mammiferi".
La sua ipotesi è che, in condizioni di elevata
rumorosità, le cellule ciliate rilascino nello spazio
sinaptico un eccesso di molecola segnale - il
neurotrasmettitore glutammato. In un periodo che oscilla
da qualche mese a qualche anno, la disconnessione delle
fibre porta alla morte dell'intero neurone, di cui il
nervo sinaptico non è che una lunga estensione.
Le cellule ciliate si trovano nella coclea e servono a
trasformare l'impulso meccanico delle onde sonore in
impulso elettrico.
Nell'uomo ci sono fino a 25 fibre nervose per ognuna
delle 4000 cellule ciliate destinate alla conversione
dei segnali uditivi. Quando alcune di loro muoiono,
l'impatto iniziale sull'udito sarebbe minimo; se però
esposizioni ripetute a suoni forti provocano una perdita
continua di queste cellule, si verificherebbe un lento
declino nell'acutezza dei suoni captati dalle orecchie.
"Si può fare un'analogia con quello che accade quando si
riducono i pixel di un'immagine: si capisce sempre che
rappresenta qualcosa ma non si può più dire di cosa si
tratta" sostiene Liberman.
Un audiogramma tradizionale non permette di rilevare la
perdita di risoluzione uditiva perché misura solo se le
cellule ciliate sono in grado di captare un suono di una
certa elevatezza e frequenza. La soglia di rilevamento
si alza dopo l'esposizione a un suono molto alto ma col
passare di qualche ora o di qualche giorno, spesso torna
ai livelli normali. Anche se l'esposizione al suono
comportasse la morte del 90 per cento delle cellule
nervose, l'audiogramma potrebbe apparire del tutto
normale. In questo caso, l'individuo riuscirebbe ancora
a sentire un amico che parla dall'altro estremo della
tavola durante una cena, ma non a distinguere le singole
parole.
Negli anni ottanta, Liberman effettuò molti studi che
furono di capitale importanza per capire come il rumore
provoca la morte delle cellule ciliate. Già allora era
interessato a scoprire cosa accade alle fibre nervose
connesse, ma fino a pochi anni fa non esisteva nessun
colorante in grado di marcare le terminazioni dei nervi
al microscopio.
La ricerca sta andando oltre gli animali da laboratorio.
Il Walter Reed National Military Medical Center ha
iniziato a studiare i veterani della guerra in Iraq che
soffrono di deficit uditivi benché gli audiogrammi non
mostrino anomalie. Liberman e Kujawa hanno esaminato più
di 100 campioni di ossa temporali - che racchiudono
l'orecchio medio e interno - osservando nei soggetti
più anziani una netta diminuzione di neuroni che
trasportano la rappresentazione elettrica del suono al
cervello, mentre le cellule ciliate erano intatte.
Liberman e Kujawa hanno cominciato a riflettere su
possibili protocolli terapeutici per ripristinare le
sinapsi. Stanno valutando se iniezioni di fattori di
crescita proteici attraverso una membrana all'interno
dell'orecchio medio permettono alle fibre troncate di
creare nuove sinapsi e ripristinare le normali funzioni
uditive. I due ricercatori vogliono anche determinare se
una simile perdita di fibre nervose ha un ruolo negli
acufemi (fischi nelle orecchie), se provoca effetti sul
sistema vestibolare uditivo e se compromette
l'equilibrio.
Anche altri cominciano a interessarsi all'argomento.
"Il lavoro di Charlie e Sharon ad Harvard è stato
estremamente convincente nel dimostrare come, in modelli
animali, suoni ad alto volume possono avere un effetto
distruttivo e un impatto cumulativo sull'udito,
compromettendone le prestazioni", dice Frank Lin,
professore di otorinolaringoiatria e chirurgia
cervico-facciale al John Hopkins. "La loro ricerca pone
l'accento sull'importanza e il bisogno di maggiori
sforzi per conservare l'udito, in particolare riducendo
al minimo l'esposizione cumulativa a forti rumori
durante tutto l'arco della vita."
Paul Fuchs, professore di neuroscienze e ingegneria
biomedica al John Hopkins aggiunge: "La perdita di udito
per sinaptopatia è un'importante elemento nuovo che
migliora la nostra comprensione del sistema uditivo e
della sordità, soprattutto perché i nuovi dati mostrano
che tali danni possono essere dovuti a esposizioni a
rumori che in precedenza si credevano innocui."
Se queste prove continuano ad aumentare, le politiche di
sanità pubblica dovranno cominciare a tenerne conto.
Liberman pensa che le ripetute esposizioni a rumori si
possano paragonare ai tanti piccoli traumi subiti dai
giocatori di football durante tutta la carriera, molto
prima che venga loro diagnosticata una forma di demenza
detta encefalopatia traumatica cronica (CTE).
"Ci sono molte somiglianze con la CTE," dichiara.
"Rimani stordito da un trauma, ti senti meglio e credi
di aver schivato la pallottola, per cui torni in campo e
ricominci. Trent'anni dopo, il tuo cervello è diventato
di pastafrolla e soffri di molti tipi di problemi."
L'udito funziona in modo simile, dice. "Piccoli,
impercettibili danni corporei col tempo si fanno
sentire." E qualsiasi esposizione continuata a suoni
sopra i 100 decibel potrebbe causare uno di quei
piccoli, impercettibili danni, secondo Liberman.
Articolo originale su:
www.scientificamerican.com
Tratto da: lescienze.it
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Troppo rumore fa male, i
rischi dell'inquinamento acustico - Roma, 28 feb.
2012
Adnkronos Salute - Ipoacusia, danni al timpano,
vertigini; aumento della pressione e del battito
cardiaco, disturbi del sonno, interferenza con la
comunicazione verbale: questi i danni più comuni che può
causare l'esposizione eccessiva al rumore.
Ma se la differenza tra suono e rumore è soggettiva e un
impianto hi-fi a tutto volume può essere melodia per
qualcuno e rumore assordante per un altro, leggi e
strumenti di misurazione definiscono i livelli di
rischio legati a un’eccessiva esposizione al rumore.
Proprio di queste valutazioni si occupano, in
particolare, i Tecnici competenti in acustica ambientale
del Centro di Ricerche Ambientali di Pavia e di Padova
in stretta collaborazione con i medici di medicina del
Lavoro dell'Irccs Fondazione Salvatore Maugeri.
Figure specializzate che, in base alla Legge Quadro
sull’inquinamento acustico (L. 447/95), offrono
assistenza nella valutazione previsionale dell’impatto
acustico alle aziende private, nel caso di apertura di
nuove attività, e ai Comuni, per la definizione del
Piano di zonizzazione acustica volto a individuare le
aree del territorio dov’è richiesta una maggior tutela e
un'azione di bonifica. "Il rumore rappresenta un
importante fattore di rischio per la salute dei
lavoratori e, in misura e modi diversi, della
popolazione generale non professionalmente esposta al
rischio.
La Legge 447/95 - afferma Francesco Frigerio, fisico del
Centro di Ricerche Ambientali di Pavia e Padova della
Fondazione Maugeri - riconosce le diverse forme di
inquinamento acustico e stabilisce i principi
fondamentali in materia di tutela sia negli ambienti di
lavoro, sia negli ambienti di vita". "Inoltre, -
prosegue Giuseppe Taino, dell’Unità Operativa
Ospedaliera di Medicina del Lavoro dell’Istituto
Scientifico di Pavia - le indagini condotte dall’Inail
pubblicate lo scorso luglio hanno evidenziato che
l’ipoacusia da rumore è la seconda causa di malattia
professionale.
Dei circa 6 mila casi emersi nel 2010 il 16%
riguardavano lavoratori che operano nel settore
dell’industria e dei servizi, con un picco del 25% al
Nord-Ovest e al Sud, e l’8% soggetti che sono impiegati
nel settore agricolo".
Secondo i dati Ocse l'inquinamento acustico ambientale è
attribuibile per il 63% al traffico stradale, per il 20%
agli impianti industriali, per il 14% al traffico aereo
e per il 6% a quello ferroviario. "Il suono - prosegue
Frigerio - può danneggiare l’apparato uditivo quando il
livello supera gli 80 dB(A); con l'esposizione ripetuta
e prolungata a questo livello sonoro, per le 8 ore di
lavoro, devono essere presi dei provvedimenti per
evitare il rischio di ipoacusia.
Inoltre, l’esposizione a rumore superiore a 140 decibel
di picco possono portare un danno irreversibile al
timpano (il rumore di urti e esplosioni). Per questo
nell’ambiente di lavoro è necessario limitare i rumori
impulsivi e proteggersi se si praticano attività a
rischio come la caccia e il tiro a segno".
Diversa è la valutazione che riguarda l’inquinamento
acustico ambientale, configurabile "già in presenza
di immissioni di livelli superiori a 40 dB(A) durante la
notte e 50 dB(A) durante il giorno".
È stato inoltre rilevato che l’esposizione cronica a
rumore può dar luogo a una serie di altri effetti non
legati prettamente a un danno dell’apparato uditivo:
problemi psicologici e comportamentali, disturbi del
sonno, aumento della pressione sanguigna e della
frequenza cardiaca, interferenza con la comunicazione
verbale e la così detta sindrome da stress, legata
all'esposizione continuativa a rumori che stanno tra i
65 e 70 dB(A).
Tratto da: iltempo.it
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Lavorare e vivere in ambienti rumorosi potrebbe
aumentare il
rischio di essere
colpiti da
malattie
cardiovascolari.
La notizia, apparsa su Occupational and Environmental
Medicine, viene dal Canada dove i ricercatori della
University of British Columbia di Vancouver, nell’ambito
del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES)
condotto tra il 1999 e il 2004, hanno esaminato circa
6000 lavoratori dai venti anni in su.
I partecipanti hanno risposto a questionari riguardanti
la loro professione, il loro stile di vita e la
situazione familiare e si sono sottoposti a regolari
esami del sangue.
I ricercatori hanno diviso i partecipanti in diversi
gruppi in base al livello di rumorosità del loro
ambiente di lavoro e hanno osservato che un lavoratore
su cinque dichiarava di aver operato in un ambiente
rumoroso per nove mesi consecutivi.
Per la maggior parte si trattava di uomini di 40 anni
con una maggiore tendenza, rispetto a quelli che
lavoravano in ambienti silenziosi, ad essere in
sovrappeso e a fumare.
Inoltre i lavoratori esposti a
rumori persistenti avevano un rischio di due/tre
volte superiore di avere seri problemi cardiaci.
Un rischio particolarmente evidente nella popolazione di
lavoratori under 50.
"Gli esami del
sangue, hanno spiegato i ricercatori, non hanno
evidenziato particolari problemi nei livelli di
colesterolo o delle
proteine infiammatorie, due elementi associati al
rischio cardiaco, ma la pressione diastolica risultava
essere più alta della norma ed è un fattore indipendente
di aumento del rischio cardiaco".
Tratto da: news.paginemediche.it
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L'Inquinamento
acustico
è causato da un'eccessiva esposizione a
suoni e rumori di elevata
intensità, questo può avvenire in
città e in ambienti naturali.
La legge n. 447/1995 art. 2 fornisce la definizione di
inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore
nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da
provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività
umane, pericolo per la salute umana, deterioramento
degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti,
dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale
da interferire con le normali funzioni degli ambienti
stessi”.
L'inquinamento acustico può causare nel tempo problemi
psicologici, di pressione e di
stress alle persone che ne sono
continuamente sottoposte. Le cause dell'inquinamento
acustico possono essere fabbriche, cantieri, aeroporti,
autostrade, circuiti per competizioni motoristiche, ecc.
Gli
effetti del rumore sull'uomo
sono molteplici e possono essere distinti in:
- effetti di danno (alterazione non reversibile o solo
parzialmente reversibile di un organo o di un sistema,
obiettivabile da un punto di vista clinico e/o
anatomo-patologico);
- effetti di disturbo (alterazione temporanea di un
organo o di un sistema, obiettivabile attraverso
procedure cliniche o strumentali);
- annoyance (sensazione di scontento o di fastidio
generico, spesso influenzata oltre che dalla specifica
sensibilità del soggetto, da fattori extra esposizionali
e motivazionali).
L'inquinamento acustico urbano ed in
particolare quello dovuto a traffico di veicoli in
superficie, determina in prevalenza effetti di annoyance
e di disturbo, assai raramente si può parlare di danno.
Il problema dei suoni elevati è un fatto risaputo fin
dall'antichità, quando alcune civiltà allontanavano le
professioni particolarmente rumorose dalla città.
L'inquinamento acustico viene combattuto all'interno
dell'ambiente casalingo con l'utilizzo di particolari
materiali per la costruzione, come il
sughero o l'utilizzo di tessuti
per i rivestimenti interni.
Quando la zona inquinata acusticamente interessa un'area
popolata, la reazione dei cittadini ha spesso assunto la
forma di
Comitati Antirumore.
Tratto da wikipedia.org
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Inquinamento acustico: seri
danni per la salute - Mercoledì, 10 Marzo
2010.
Non sono solo i danni all’udito le cause
dell’inquinamento acustico delle nostre case, ma diverse
e anche gravi possono essere le ripercussioni sulla
salute delle persone a causa dell’esposizione diretta a
fonti di rumore quale di fatto rappresentato dal vivere
negli edifici vicino a strade trafficate.
Lo stigmatizza l’ANIT, l’Associazione Nazionale per
l’isolamento termico ed acustico, che ricorda come il
controllo del rumore nei nostri edifici è tutt’altro che
secondario, addirittura, la recente norma UNI che
propone la prima classificazione acustica degli edifici
in Italia, non stabilisce parametri migliorativi
rispetto ai precedenti previsti dalla Legge che
stabiliva i requisiti acustici passivi degli edifici.
Secondo tale Legge del ‘97 il cittadino avrebbe diritto
di rivalersi del 20% del valore dell’immobile nel caso
in cui non vengano rispettati, dai costruttori, i
parametri previsti.
Si invoca dunque un riordino
della materia in tema di isolamento acustico, dove un
vuoto legislativo in fatto di norme che regolino la
qualità degli edifici e dell’abitato non fa che
aggravare la situazione al riguardo, come sottolineato
da Legambiente; eppure secondo
l’Organizzazione Mondiale della Sanità il problema è
molto grave; l’inquinamento
acustico non crea disagi soltanto all’apparato uditivo,
ma il danno si esplica a carico del sistema cardiovascolare
col risultato che si assiste ogni anno a qualcosa come
210 mila decessi per infarti a causa dell’incessante
rumore delle città e cittadine di vacanze.
Quando si raggiungono 35 decibel i
rischi per la salute sono abbastanza evidenti ma oltre i
65 decibel si osservano danni psichici e
neurovegetativi. Con esposizioni progressivamente
maggiori ai 65 decibel si riscontrano danni diretti al
sistema uditivo e se esposti a 160 dBA si ha l’immediata
perforazione del timpano.
Effetti extrauditivi
dell’esposizione prolungata al rumore:
- Apparato cardiocircolatorio: ipertensione, ischemia
miocardica
- Apparato digerente: ipercloridria gastrica, azione
spastica sulla muscolatura liscia
- Apparato endocrino: aumento
della quota di ormoni di tipo corticosteroideo
- Apparato neuropsichico:
quadri ansiosi con somatizzazioni, insonnia
- Affaticamento: diminuzione
della vigilanza e della risposta psicomotoria
Per questo è fondamentale fare
informazione attraverso iniziative quali la Campagna
Isolando, prima campagna nazionale di informazione e
sensibilizzazione sull’importanza dell’isolamento
termico e acustico degli edifici patrocinata dal
Ministero dell’Ambiente, Cittadinanzattiva, Legambiente,
ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ANACI
(Associazione Nazionale Amministratori di Condominio) e
KyotoClub.
By
Giuliano - Tratto da: tantasalute.it
Schema dei decibel in funzione delle frequenze sonore
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Danni fisiologici da
rumore
E' dimostrato che il rumore provoca danni reversibili
o definitivi dell'udito ed influenza
negativamente molti altri organi ed apparati.
Il rumore si misura in
decibel (dB), generalmente sulla scala A: un rumore
di 90 dB(A), pertanto, possiede un'energia sonora 10
volte maggiore rispetto ad un rumore di 80 dB(A).
Attualmente si ritiene che un rumore inferiore a 80 dB(A)
possa essere tollerato senza danno.
Il rumore influenza l'umore delle persone (suoni a bassa
frequenza stimolano l'aggressività, causano disturbi del
sonno, nervosismo e depressione) e distrae, provoca cioè
caduta della concentrazione, peggiorando quindi
le prestazioni intellettive e complesse: bambini,
ragazzi, persone in genere devono pertanto studiare in
ambienti non rumorosi e senza contemporanea esposizione
a musiche di qualsiasi tipo.
Bambini ed adulti devono imparare a proteggersi dal
rumore perché l'esposizione protratta (ad esempio in
ambienti di lavoro) a rumori di 85 dB(A) per 40 anni
causa la sordità di 30 dB(A) nel 35 per cento dei
soggetti esposti; mentre quella a rumori di 90 dB(A) nel
51 per cento. E una perdita di udito di 30 dB(A)
comporta problemi nella comunicazione verbale, cioè
nella comprensione di quanto viene ascoltato dal
soggetto.
I ragazzi tendono a regolare i riproduttori portatili
(mangianastri con cuffia e walkman) a livelli superiori
agli 80 dB(A), sia per superare i rumori ambientali sia
per l'interesse che prestano alla musica che per il tipo
di suono che ascoltano (rock, pop): in tal modo
rischiano di procurarsi danni uditivi.
Durante la gravidanza i contatti tra madre e feto sono
assicurati anche dalla sensibilità tattile ed uditiva di
quest'ultimo: suoni e musiche dolci e continuativi
inducono tranquillità nel feto; rumori sincopati,
presenti nel rock e nel pop, generano invece stimoli
improvvisi che possono mettere in agitazione.
Tratto da angelini.it
Tabella
con alcuni esempi di valori in decibel
per suoni o rumori. I numeri devono
essere considerati come indicativi in
quanto le situazioni utilizzate come
esempio non possono essere precise.
| dBSPL |
Sorgente |
| 300 |
Krakatoa
(1883) |
| 250 |
All'interno
di un
tornado |
| 180 |
Razzo al
decollo |
| 140 |
Colpo di
pistola a 1 m |
| 130 |
Soglia del
dolore |
| 125 |
Aereo al
decollo a 50m |
| 120 |
Sirena |
| 110 |
Motosega
a 1 metro |
| 100 |
Discoteca, concerto rock
vicino al palco |
| 90 |
Urlo |
| 80 |
Camion
pesante a 1 m |
| 70 |
Aspirapolvere
a 1 m;
radio ad alto volume,
fischietto |
| 60 |
Ufficio
rumoroso, radio, conversazione |
| 50 |
Ambiente
domestico;
teatro a 10 m |
| 40 |
Quartiere
abitato, di notte |
| 30 |
Sussurri a 1
m |
| 20 |
Respiro umano
a 20 cm |
| 10 |
Soglia
dell'udibile |
|