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INQUINAMENTO ACUSTICO - 1
Medici per l'ambiente PDF
 

SUONI che disturbano la Psiche e l'organismo   
vedi anche: Inquinamento Acustico - 2 + Inquinamento acustico - 3 + Come dormire Bene

Il rumore è indispensabile alla vita degli animali  e dell’uomo; il bambino nei primi anni di vita deve essere circondato da suoni e rumori al fine di poter acquisire il linguaggio e strutturare le percezioni; l’organo deputato alla trasformazione dell’energia è l’orecchio.
L’udito è indispensabile alla comunicazione verbale ed è l’unico organo di senso che sia in costante rapporto con l’ambiente che ci circonda: durante il sonno chiudiamo gli occhi, ma non possiamo chiudere gli orecchi.
Esistono due tipi di rumore nocivi all’uomo:
- un primo tipo che non lede l’orecchio, ma che agisce sul sistema nervoso (danno extrauditivo);
- un secondo tipo che lede l’orecchio e facilmente altri organi e strutture del nostro corpo (danno uditivo).

Vi sono suoni che danno i brividi, altri che rilassano ed altri che ci fanno venir voglia di tapparci le orecchie, suoni sgradevoli (anche di certa musica da discoteca) che penetrano nell’organismo disturbandolo non poco: le emozioni suscitate dall'ascolto di un brano musicale sono legate all'attivazione di “specifiche aree cerebrali” le quali a loro volta attivano anche gli organi e/o sistemi ad esse collegate, disturbando il loro regolare funzionamento.
L’inquinamento acustico e’ purtroppo subdolo e poco tenuto in considerazione dalle istituzioni preposte al controllo sul territorio ed anche dalla medicina ufficiale, malgrado il suo grave peso nell'inquinamento degli organismi viventi, specie quando e’ notturno.

IMPATTO sull’uomo dell’inquinamento acustico
I fattori che possono condizionare la lesività dell'impatto sonoro nei soggetti esposti sono: il livello di pressione sonora (intensità del rumore), il tempo di esposizione, la frequenza del rumore.
Si distinguono due tipi di effetti:
- effetti uditivi;
- effetti extrauditivi.

Altri fattori, ritenuti accessori, ma che sembrano influenzare gli effetti del rumore sull'uomo sono:
la sensibilità e la reattività individuale, la saturazione sensoriale, il timbro del rumore, la possibilità di controllo dell'emissione sonora, l'atteggiamento motivazionale del soggetto esposto, il numero e la distribuzione spaziale delle sorgenti, l'identificabilità della natura del rumore e della localizzazione della sorgente, l'età, l'acuità uditiva e, secondo alcuni studi, anche il sesso dei soggetti esposti (Cosa et al., 1990).
L'impatto può manifestarsi sotto 3 forme: danno, disturbo, fastidio (per gli anglosassoni annoyance).
Per danno si deve intendere ogni alterazioni anche parzialmente non reversibile dell'apparato uditivo.
Il disturbo è definito come un'alterazione reversibile delle condizioni psicofisiche dei soggetti esposti al rumore. L'annoyance è un fastidio causato dal rumore sugli individui, ma anche dalla combinazione di fattori di natura psicologica e sociologica.
L’impatto dell’inquinamento acustico e’ per gli animali (es. cani), ancora piu’ importante, dato che questi sono molto piu’ sensibili ai rumori avendo un’apparato uditivo molto piu’ complesso e quindi piu’ sensibile ad un maggior numero di frequenze (basse ed alte) e quindi l’impatto nocivo e’ molto piu’ forte; essi si ammalano piu’ facilmente per il forte rumore.


LOCALI, DISCOTECHE e RUMORI MOLESTI -
vedi Sonno disturbato = malattie
Italy 2005 - Mi e’ capitato di leggere un. articolo sul Corriere del Mezzogiorno il giorno19/07/05 su: “In spiaggia come in discoteca. Sembra Rimini, e’ Capitolo (Ba)”, nel quale si pubblicizzano le localita’ ove si balla in spiaggia a tutto volume…

Siamo veramente contenti che i giovani si possano divertire in aree predisposte alla musica tipo discoteca. Giustissimo offrire loro spazi adatti perche’ possano trovare uno sfogo alla loro voglia di godere la vita, ma occorre ricordare che la vita si deve e si puo’ godere in vari modi, non solo quello di muoversi e fare ginnastica nel rumore assordante (che taluni chiamano musica), di una discoteca, (rumore con ritmi alienanti e continui per ore sempre uguali), rumore che e’ sicuramente dannoso alla salute umana per via delle vibrazioni corporee indotte dalle basse frequenze (150-180 Hertz) ad alto volume (e' noto che la basse frequenze si propagano nell'aria come nell'acqua a grande distanza non perdendo la loro intensita'), che disturbano la funzione cellulare anche neuronica eccitando e disturbando il sistema nervoso e non solo, ma e’ anche quello di poter godere i suoni e la musica del vento, dell’onda del mare, del degli uccelli, che sono la ”musica” della Natura.

Non e’ quindi il rumore assordante di musica o rumore trasmesso a 500, 1000 watt  o piu', che induce salute e rilassamento, ma SOLO la musica a basso volume e di qualita’, con ritmi discontinui e NON alienanti, come invece si ascolta nella musica detta “moderna” e che di moderno NON ha nulla, salvo il fatto di NON essere musica, ma rumore; parla uno che di musica se  ne intende e che suona regolarmente vari strumenti musicali.

L’inquinamento acustico e’ un male subdolo che influisce in maniera diretta ed indiretta sulla salute privata e pubblica e fino ad ora non se ne e’ tenuto conto in modo adeguato; quello e’ un’inquinamento che come quello luminoso (sprecando il nostro denaro), va aumentando sempre di piu’ per l’incapacita’ sempre piu’ evidente dei sindaci di quei comuni, ad amministrare correttamente la vera Giustizia per la Tutela della Salute di OGNI cittadino.

Il problema dell’inquinamento acustico e’ legato anche al rumore dei mezzi semoventi (auto, moto, motorini, scafi, ecc.)  che si avvicinano al locale ove si fa musica, ed all’aumento di traffico locale, agli schiamazzi anche notturni che persone poco educate e magari ubriache e/o drogate, effettuano anche attiguamente alle abitazioni vicinorie, oltre a quelli delle motoseghe, tagliaerba, ecc.
E poi ci lamentiamo, se per caso, qualche anziano al limite della sopportazione, impugna il fucile o la pistola per allontanare coloro che disturbano il suo e l’altrui sonno !
Come abbiamo precedentemente detto, l’inquinamento acustico e’ un male subdolo che influisce in maniera diretta ed indiretta sulla salute pubblica.
Il diritto ai giovani di divertirsi non deve essere negato, cosi come il Diritto dei bambini, adulti ed anziani, al regolare salubre sonno ristoratore. TUTTI i diritti DEBBONO essere salvaguardati con le apposite disposizioni che vanno rispettate anche dai sindaci di certi comuni !
Gli adulti e gli anziani sono i cittadini che pagano le tasse in modo molto piu’ ampio dei giovani, che al contrario stanno iniziando la vita anche fiscale.
Quindi questi luoghi rumororsi, DEVONO, per fare Giustizia a tutti: bambini, giovani, adulti ed anziani (come la legge prevede anche nella Costituzione art. 32: lo Stato “tutela” la salute….), essere posizionati fuori e lontano almeno di qualche chilometro (3 o 4) dai centri abitati, in modo che TUTTA la popolazione possa godere dei vari momenti del piacere della Vita.

Ricordiamo anche la recente sentenza della Suprema Corte (I° sez Pen. N° 24664 – in parte riportata da un art. del Corr. Sera del 06/07/05) riguardante il sequestro delle apparecchiature di una discoteca in Gallipoli (LE), sentenza dalla quale si evince che: “ il sequestro dei beni funzionali e’ pienamente legittimo nel caso in cui l’abuso si concretizzi in uso smodato dei mezzi tipici di esercizio  di una professione o di un mestiere rumorosi che, oltre a superare i limiti  prescritti dalla legge, leda concretamente anche il BENE della PUBBLICA QUIETE!!

Infatti ogni primavera ed estate, specie nelle zone turistiche di mare, il problema del forte inquinamento acustico si presenta periodicamente senza che si voglia, da parte di diversi amministratori dei vari comuni in causa, risolverlo definitivamente con semplici disposizioni e regolamentazioni locali, ad esempio:
Per tutti i locali entro i 3 chilometri da abitazioni, la possibilita’ di detenere apparecchiature acustiche non superiori ai 250 watt e con obbligo di avere dei PICCOLI diffusori (altoparlanti, che non amplifichino le basse frequenze, con l'utilizzo di altoparlanti  in piccole casse acustiche, eliminando cosi' le basse frequenze e le potenze elevate) dislocati nei vari angoli del locale stesso, che DEVE essere insonorizzato secondo le norme nazionali, in modo da poter fornire la musica a basso volume  a tutti coloro che lo frequentano; in questo modo la musica non fuoriesce dal locale, disturbando coloro che vivono ed abitano nelle vicinanze.
Oppure fornire ogni frequentatore di apposite cuffie auricolari, che ricevano il segnale musicale senza fili, in modo che la musica la sentano SOLO coloro che lo desiderano; la tecnologia e’ ormai in grado di fornire apparecchiature di qualita’ idonee allo scopo.

Purtroppo per seguire e favorire imprenditori locali di ristoranti, alberghi, bar, Lidi (bagni sulla spiaggia), discoteche vicine ad abitazioni, i sindaci (politici) e/o i loro collaboratori, concedono permessi e licenze (illegali ed illegittime) a locali in vicinanza alle abitazioni, in Contrasto con le  Leggi dello stato e NON si fanno controlli e giusti sequestri delle attivita' e delle apparecchiature illegali ed utilizzate fuori dalle norme di legge.
Per di piu’ alcuni di questi imprenditori abusano del fatto che nessuno controlla e disturbano a qualsiasi ora del giorno e della notte i poveri cittadini che pur rivolgendosi ai carabinieri, polizia, vigili, capitanerie di porto, guardia di finanza, quando vengono richiamati dai cittadini a far rispettare la Legge da quegli avventori, o NON si muovono neppure e fanno finta di nulla....oppure quando intervengono sul posto, si sentono rispondere dagli avventori:” ma il sindaco ci ha concesso la licenza”…..e quindi non fanno nulla per salvaguardare i cittadini  al piacere della vita nell’ascoltare la musica della Natura.

E vogliamo anche ricordare l’inquinamento acustico derivante da auto, moto, motorini, motori, aerei, tv, radio e diffusori di musica ad alto volume, schiamazzi notturni di persone incivili, ubriache, e/o drogate, che nei paesi e nelle citta' sono sempre piu’ intensi e presenti, senza che nulla si faccia per arginare il fenomeno della maleducazione e di questi subdolo inquinamento sonoro…., malgrado le recenti sentenze !!
Il DISTURBO della QUIETE PUBBLICA non si rileva, cosi' affermano sentenze giudiziarie, con appositi strumentazioni, in Italia e' l'ARPA e' l'ente delegato alle rilevazioni in loco dell'inquinamento acustico e non solo, ma basta la testimonianza di un ufficiale di Polizia, Vigili urbani, Carabinieri che lo certifichi, con un constatazione in loco, per far scattare un verbale ed il sequestro delle apparecchiature, ma in genere pochi "enti a tutela", applicano la legge fino in fondo....chissa' perche ?

Purtroppo i politici NON hanno ancora capito che per rimanere al potere con il consenso dei cittadini occorre che si mettano in testa di soddisfare le richieste di Giustizia e migliore vivibilita’ nei centri abitati, mentre fino ad ora pur di non inimicarsi gli amici degli amici, i parenti  ecc., continuano a seminare ingiustizia ed invivibilita’ nei comuni che dirigono.
Vediamo che al contrario questi stessi politici pur di incassare denaro NON esitano magari ad immettere sulle strade comunali gli autovelox, senza cartello che avvisa la presenza del controllo di velocita’, che multano ogni giorno coloro che vanno a velocita’ normale senza danno per nessuno (gli eccessi veri, vanno perseguiti e puniti), ma di fronte alle richieste di minore inquinamento: ambientale, bacustico, luminoso, atmosferico, nulla fanno e si rendono sordi ai richiami ed alle richieste della cittadinanza, che in fin  dei conti domanda solo di poter godere al meglio senza rumori e luci moleste la vita che comunque e’ di giorno in giorno sempre piu’ incerta, insicura, ma sicuramente bellissima da vivere per  imparare su di essa.

Link su una discussione molto importante su giochi militari e inquinamento ambientale da metalli, la catastrofe  della vita naturale sulla terra: http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=2755&forum=6

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Rumore: basta una volta per rovinarsi l'udito - 18/04/2014
Un solo concerto rock o un'unica partita allo stadio potrebbero bastare per provocare danni permanenti all'udito. Lo sostiene una nuova linea di studi secondo i quali una singola esposizione a rumori forti - ma non necessariamente assordanti - può provocare la morte di alcune terminazioni non isolate delle fibre nervose che connettono l'orecchio interno al cervello di Gary Stix
Un'unica esposizione a rumori forti ma non assordanti potrebbe essere sufficiente a provocare un danno irreparabile ai nervi del sistema uditivo. Questo è il messaggio di una nuova linea di ricerca che potrebbe spiegare perché molte persone, specialmente con il passar degli anni, fanno fatica a isolare una conversazione dalla barriera del rumore di fondo, che è una costante di qualsiasi incontro di football o pranzo in un ristorante affollato.

Uno studio condotto negli ultimi cinque anni sugli animali  -  e alcuni nuovi dati provenienti dalla ricerca sull'uomo  -  stanno ribaltando storiche convinzioni sulla perdita dell'udito. In precedenza si credeva che l'unico effetto indesiderato dell'esposizione a rumori come quelli di una partita di calcio fosse la fastidiosa sensazione temporanea di avere le orecchie tappate, ma che in seguito le funzioni uditive tornassero quasi o del tutto normali.
L'idea era che ci volessero anni, se non decenni, di traumi alle nicchie sensibili dell'orecchio interno per uccidere le minuscole cellule ciliate nella cavità di endolinfa dove le vibrazioni delle onde sonore sono convertite in segnali elettrici per essere poi processate all'interno dell'encefalo. Solo la morte delle cellule ciliate (nella coclea) era ritenuta capace di compromettere l'abilità di udire distintamente nella confusione del chiasso diurno. (Ovviamente, anche stare pochi secondi vicino al motore di un jet senza dispositivi di protezione sarebbe sufficiente a uccidere sul colpo tutte le cellule ciliate.)
Ma la descrizione dei libri di testo di ciò che capita alzando il volume potrebbe rivelarsi inadeguata per spiegare quello che succede ai molti milioni di persone che soffrono di perdita dell'udito indotta dal rumore. M. Charles Liberman e Sharon G. Kujawa, due neuroscienziati che studiano il sistema uditivo all'Harvard Medical School e al Massachusetts Eye and Ear Infirmary, hanno scoperto che le cellule ciliate possono sopravvivere a un concerto rock o a una festa scatenata, ma che le fibre nervose connesse che incanalano i segnali elettrici all'encefalo potrebbero invece subire danni permanenti.
Il loro lavoro su topi, cavie e cincillà ha confermato che un'unica esposizione a un suono forte può provocare la morte di alcune terminazioni non isolate delle fibre nervose che connettono l'orecchio interno all'encefalo, terminazioni la cui scomparsa rompe la connessione tra fibra nervosa e cellula ciliata localizzata nello spazio sinaptico. "Abbiamo ragione di pensare che la stessa cosa avvenga anche nell'orecchio umano" sostiene Liberman. "La struttura dell'orecchio interno è la stessa per tutti i mammiferi".
La sua ipotesi è che, in condizioni di elevata rumorosità, le cellule ciliate rilascino nello spazio sinaptico un eccesso di molecola segnale  -  il neurotrasmettitore glutammato. In un periodo che oscilla da qualche mese a qualche anno, la disconnessione delle fibre porta alla morte dell'intero neurone,  di cui il nervo sinaptico non è che una lunga estensione.
Le cellule ciliate si trovano nella coclea e servono a trasformare l'impulso meccanico delle onde sonore in impulso elettrico.
Nell'uomo ci sono fino a 25 fibre nervose per ognuna delle 4000 cellule ciliate destinate alla conversione dei segnali uditivi. Quando alcune di loro muoiono, l'impatto iniziale sull'udito sarebbe minimo; se però esposizioni ripetute a suoni forti provocano una perdita continua di queste cellule, si verificherebbe un lento declino nell'acutezza dei suoni captati dalle orecchie. "Si può fare un'analogia con quello che accade quando si riducono i pixel di un'immagine: si capisce sempre che rappresenta qualcosa ma non si può più dire di cosa si tratta" sostiene Liberman.
Un audiogramma tradizionale non permette di rilevare la perdita di risoluzione uditiva perché misura solo se le cellule ciliate sono in grado di captare un suono di una certa elevatezza e frequenza. La soglia di rilevamento si alza dopo l'esposizione a un suono molto alto ma col passare di qualche ora o di qualche giorno, spesso torna ai livelli normali. Anche se l'esposizione al suono comportasse la morte del 90 per cento delle cellule nervose, l'audiogramma potrebbe apparire del tutto normale. In questo caso, l'individuo riuscirebbe ancora a sentire un amico che parla dall'altro estremo della tavola durante una cena, ma non a distinguere le singole parole.

Negli anni ottanta, Liberman effettuò molti studi che furono di capitale importanza per capire come il rumore provoca la morte delle cellule ciliate. Già allora era interessato a scoprire cosa accade alle fibre nervose connesse, ma fino a pochi anni fa non esisteva nessun colorante in grado di marcare le terminazioni dei nervi al microscopio.
La ricerca sta andando oltre gli animali da laboratorio. Il Walter Reed National Military Medical Center ha iniziato a studiare i veterani della guerra in Iraq che soffrono di deficit uditivi benché gli audiogrammi non mostrino anomalie. Liberman e Kujawa hanno esaminato più di 100 campioni di ossa temporali  -  che racchiudono l'orecchio medio e interno  -  osservando nei soggetti più anziani una netta diminuzione di neuroni che trasportano la rappresentazione elettrica del suono al cervello, mentre le cellule ciliate erano intatte.
Liberman e Kujawa hanno cominciato a riflettere su possibili protocolli terapeutici per ripristinare le sinapsi. Stanno valutando se iniezioni di fattori di crescita proteici attraverso una membrana all'interno dell'orecchio medio permettono alle fibre troncate di creare nuove sinapsi e ripristinare le normali funzioni uditive. I due ricercatori vogliono anche determinare se una simile perdita di fibre nervose ha un ruolo negli acufemi (fischi nelle orecchie), se provoca effetti sul sistema vestibolare uditivo e se compromette l'equilibrio.

Anche altri cominciano a interessarsi all'argomento.
"Il lavoro di Charlie e Sharon ad Harvard è stato estremamente convincente nel dimostrare come, in modelli animali, suoni ad alto volume possono avere un effetto distruttivo e un impatto cumulativo sull'udito, compromettendone le prestazioni", dice Frank Lin, professore di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale al John Hopkins. "La loro ricerca pone l'accento sull'importanza e il bisogno di maggiori sforzi per conservare l'udito, in particolare riducendo al minimo l'esposizione cumulativa a forti rumori durante tutto l'arco della vita."
Paul Fuchs, professore di neuroscienze e ingegneria biomedica al John Hopkins aggiunge: "La perdita di udito per sinaptopatia è un'importante elemento nuovo che migliora la nostra comprensione del sistema uditivo e della sordità, soprattutto perché i nuovi dati  mostrano che tali danni possono essere dovuti a esposizioni a rumori che in precedenza si credevano innocui."
Se queste prove continuano ad aumentare, le politiche di sanità pubblica dovranno cominciare a tenerne conto. Liberman pensa che le ripetute esposizioni a rumori si possano paragonare ai tanti piccoli traumi subiti dai giocatori di football durante tutta la  carriera, molto prima che venga loro diagnosticata una forma di demenza detta encefalopatia traumatica cronica (CTE).
"Ci sono molte somiglianze con la CTE," dichiara. "Rimani stordito da un trauma, ti senti meglio e credi di aver schivato la pallottola, per cui torni in campo e ricominci. Trent'anni dopo, il tuo cervello è diventato di pastafrolla e soffri di molti tipi di problemi."
L'udito funziona in modo simile, dice. "Piccoli, impercettibili danni corporei col tempo si fanno sentire." E qualsiasi esposizione continuata a suoni sopra i 100 decibel potrebbe causare uno di quei piccoli, impercettibili danni, secondo Liberman.
Articolo originale su: www.scientificamerican.com
Tratto da: lescienze.it

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Troppo rumore fa male, i rischi dell'inquinamento acustico - Roma, 28 feb. 2012
Adnkronos Salute - Ipoacusia, danni al timpano, vertigini; aumento della pressione e del battito cardiaco, disturbi del sonno, interferenza con la comunicazione verbale: questi i danni più comuni che può causare l'esposizione eccessiva al rumore.
Ma se la differenza tra suono e rumore è soggettiva e un impianto hi-fi a tutto volume può essere melodia per qualcuno e rumore assordante per un altro, leggi e strumenti di misurazione definiscono i livelli di rischio legati a un’eccessiva esposizione al rumore. Proprio di queste valutazioni si occupano, in particolare, i Tecnici competenti in acustica ambientale del Centro di Ricerche Ambientali di Pavia e di Padova in stretta collaborazione con i medici di medicina del Lavoro dell'Irccs Fondazione Salvatore Maugeri.
Figure specializzate che, in base alla Legge Quadro sull’inquinamento acustico (L. 447/95), offrono assistenza nella valutazione previsionale dell’impatto acustico alle aziende private, nel caso di apertura di nuove attività, e ai Comuni, per la definizione del Piano di zonizzazione acustica volto a individuare le aree del territorio dov’è richiesta una maggior tutela e un'azione di bonifica. "Il rumore rappresenta un importante fattore di rischio per la salute dei lavoratori e, in misura e modi diversi, della popolazione generale non professionalmente esposta al rischio.
La Legge 447/95 - afferma Francesco Frigerio, fisico del Centro di Ricerche Ambientali di Pavia e Padova della Fondazione Maugeri - riconosce le diverse forme di inquinamento acustico e stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela sia negli ambienti di lavoro, sia negli ambienti di vita". "Inoltre, - prosegue Giuseppe Taino, dell’Unità Operativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro dell’Istituto Scientifico di Pavia - le indagini condotte dall’Inail pubblicate lo scorso luglio hanno evidenziato che l’ipoacusia da rumore è la seconda causa di malattia professionale.
Dei circa 6 mila casi emersi nel 2010 il 16% riguardavano lavoratori che operano nel settore dell’industria e dei servizi, con un picco del 25% al Nord-Ovest e al Sud, e l’8% soggetti che sono impiegati nel settore agricolo".
Secondo i dati Ocse l'inquinamento acustico ambientale è attribuibile per il 63% al traffico stradale, per il 20% agli impianti industriali, per il 14% al traffico aereo e per il 6% a quello ferroviario. "Il suono - prosegue Frigerio - può danneggiare l’apparato uditivo quando il livello supera gli 80 dB(A); con l'esposizione ripetuta e prolungata a questo livello sonoro, per le 8 ore di lavoro, devono essere presi dei provvedimenti per evitare il rischio di ipoacusia.
Inoltre, l’esposizione a rumore superiore a 140 decibel di picco possono portare un danno irreversibile al timpano (il rumore di urti e esplosioni). Per questo nell’ambiente di lavoro è necessario limitare i rumori impulsivi e proteggersi se si praticano attività a rischio come la caccia e il tiro a segno".
Diversa è la valutazione che riguarda l’inquinamento acustico ambientale, configurabile "già in presenza di immissioni di livelli superiori a 40 dB(A) durante la notte e 50 dB(A) durante il giorno".
È stato inoltre rilevato che l’esposizione cronica a rumore può dar luogo a una serie di altri effetti non legati prettamente a un danno dell’apparato uditivo: problemi psicologici e comportamentali, disturbi del sonno, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, interferenza con la comunicazione verbale e la così detta sindrome da stress, legata all'esposizione continuativa a rumori che stanno tra i 65 e 70 dB(A).
Tratto da: iltempo.it

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Lavorare e vivere in ambienti rumorosi potrebbe aumentare il rischio di essere colpiti da malattie cardiovascolari.
La notizia, apparsa su Occupational and Environmental Medicine, viene dal Canada dove i ricercatori della University of British Columbia di Vancouver, nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) condotto tra il 1999 e il 2004, hanno esaminato circa 6000 lavoratori dai venti anni in su.
I partecipanti hanno risposto a questionari riguardanti la loro professione, il loro stile di vita e la situazione familiare e si sono sottoposti a regolari esami del sangue.
I ricercatori hanno diviso i partecipanti in diversi gruppi in base al livello di rumorosità del loro ambiente di lavoro e hanno osservato che un lavoratore su cinque dichiarava di aver operato in un ambiente rumoroso per nove mesi consecutivi.
Per la maggior parte si trattava di uomini di 40 anni con una maggiore tendenza, rispetto a quelli che lavoravano in ambienti silenziosi, ad essere in sovrappeso e a fumare.
Inoltre i lavoratori esposti a rumori persistenti avevano un rischio di due/tre volte superiore di avere seri problemi cardiaci.
Un rischio particolarmente evidente nella popolazione di lavoratori under 50.
"Gli esami del sangue, hanno spiegato i ricercatori, non hanno evidenziato particolari problemi nei livelli di colesterolo o delle proteine infiammatorie, due elementi associati al rischio cardiaco, ma la pressione diastolica risultava essere più alta della norma ed è un fattore indipendente di aumento del rischio cardiaco".
Tratto da: news.paginemediche.it

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L'Inquinamento acustico è causato da un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità, questo può avvenire in città e in ambienti naturali.
La legge n. 447/1995 art. 2 fornisce la definizione di inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”.
L'inquinamento acustico può causare nel tempo problemi psicologici, di pressione e di
stress alle persone che ne sono continuamente sottoposte. Le cause dell'inquinamento acustico possono essere fabbriche, cantieri, aeroporti, autostrade, circuiti per competizioni motoristiche, ecc.
Gli effetti del rumore sull'uomo sono molteplici e possono essere distinti in:
- effetti di danno (alterazione non reversibile o solo parzialmente reversibile di un organo o di un sistema, obiettivabile da un punto di vista clinico e/o anatomo-patologico);
- effetti di disturbo (alterazione temporanea di un organo o di un sistema, obiettivabile attraverso procedure cliniche o strumentali);
- annoyance (sensazione di scontento o di fastidio generico, spesso influenzata oltre che dalla specifica sensibilità del soggetto, da fattori extra esposizionali e motivazionali).

L'inquinamento acustico urbano ed in particolare quello dovuto a traffico di veicoli in superficie, determina in prevalenza effetti di annoyance e di disturbo, assai raramente si può parlare di danno.
Il problema dei suoni elevati è un fatto risaputo fin dall'antichità, quando alcune civiltà allontanavano le professioni particolarmente rumorose dalla città. L'inquinamento acustico viene combattuto all'interno dell'ambiente casalingo con l'utilizzo di particolari materiali per la costruzione, come il
sughero o l'utilizzo di tessuti per i rivestimenti interni.
Quando la zona inquinata acusticamente interessa un'area popolata, la reazione dei cittadini ha spesso assunto la forma di
Comitati Antirumore.
Tratto da wikipedia.org

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Inquinamento acustico: seri danni per la salute - Mercoledì, 10 Marzo 2010.
Non sono solo i danni all’udito le cause dell’inquinamento acustico delle nostre case, ma diverse e anche gravi possono essere le ripercussioni sulla salute delle persone a causa dell’esposizione diretta a fonti di rumore quale di fatto rappresentato dal vivere negli edifici vicino a strade trafficate.
Lo stigmatizza l’ANIT, l’Associazione Nazionale per l’isolamento termico ed acustico, che ricorda come il controllo del rumore nei nostri edifici è tutt’altro che secondario, addirittura, la recente norma UNI che propone la prima classificazione acustica degli edifici in Italia, non stabilisce parametri migliorativi rispetto ai precedenti previsti dalla Legge che stabiliva i requisiti acustici passivi degli edifici. Secondo tale Legge del ‘97 il cittadino avrebbe diritto di rivalersi del 20% del valore dell’immobile nel caso in cui non vengano rispettati, dai costruttori, i parametri previsti.

Si invoca dunque un riordino della materia in tema di isolamento acustico, dove un vuoto legislativo in fatto di norme che regolino la qualità degli edifici e dell’abitato non fa che aggravare la situazione al riguardo, come sottolineato da Legambiente; eppure secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il problema è molto grave; l’inquinamento acustico non crea disagi soltanto all’apparato uditivo, ma il danno si esplica a carico del sistema cardiovascolare col risultato che si assiste ogni anno a qualcosa come 210 mila decessi per infarti a causa dell’incessante rumore delle città e cittadine di vacanze.
Quando si raggiungono 35 decibel i rischi per la salute sono abbastanza evidenti ma oltre i 65 decibel si osservano danni psichici e neurovegetativi. Con esposizioni progressivamente maggiori ai 65 decibel si riscontrano danni diretti al sistema uditivo e se esposti a 160 dBA si ha l’immediata perforazione del timpano.

Effetti extrauditivi dell’esposizione prolungata al rumore:
- Apparato cardiocircolatorio: ipertensione, ischemia miocardica
- Apparato digerente: ipercloridria gastrica, azione spastica sulla muscolatura liscia

- Apparato endocrino: aumento della quota di ormoni di tipo corticosteroideo
- Apparato neuropsichico: quadri ansiosi con somatizzazioni, insonnia
- Affaticamento: diminuzione della vigilanza e della risposta psicomotoria
Per questo è fondamentale fare informazione attraverso iniziative quali la Campagna Isolando, prima campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sull’importanza dell’isolamento termico e acustico degli edifici patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, Cittadinanzattiva, Legambiente, ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ANACI (Associazione Nazionale Amministratori di Condominio) e KyotoClub.
By Giuliano - Tratto da: tantasalute.it

Schema dei decibel in funzione delle frequenze sonore

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Danni fisiologici da rumore
E' dimostrato che il rumore provoca danni reversibili o definitivi dell'udito ed influenza negativamente molti altri organi ed apparati.
Il rumore si misura in decibel (dB), generalmente sulla scala A: un rumore di 90 dB(A), pertanto, possiede un'energia sonora 10 volte maggiore rispetto ad un rumore di 80 dB(A). Attualmente si ritiene che un rumore inferiore a 80 dB(A) possa essere tollerato senza danno.
Il rumore influenza l'umore delle persone (suoni a bassa frequenza stimolano l'aggressività, causano disturbi del sonno, nervosismo e depressione) e distrae, provoca cioè caduta della concentrazione, peggiorando quindi le prestazioni intellettive e complesse: bambini, ragazzi, persone in genere devono pertanto studiare in ambienti non rumorosi e senza contemporanea esposizione a musiche di qualsiasi tipo.
Bambini ed adulti devono imparare a proteggersi dal rumore perché l'esposizione protratta (ad esempio in ambienti di lavoro) a rumori di 85 dB(A) per 40 anni causa la sordità di 30 dB(A) nel 35 per cento dei soggetti esposti; mentre quella a rumori di 90 dB(A) nel 51 per cento. E una perdita di udito di 30 dB(A) comporta problemi nella comunicazione verbale, cioè nella comprensione di quanto viene ascoltato dal soggetto.
I ragazzi tendono a regolare i riproduttori portatili (mangianastri con cuffia e walkman) a livelli superiori agli 80 dB(A), sia per superare i rumori ambientali sia per l'interesse che prestano alla musica che per il tipo di suono che ascoltano (rock, pop): in tal modo rischiano di procurarsi danni uditivi.
Durante la gravidanza i contatti tra madre e feto sono assicurati anche dalla sensibilità tattile ed uditiva di quest'ultimo: suoni e musiche dolci e continuativi inducono tranquillità nel feto; rumori sincopati, presenti nel rock e nel pop, generano invece stimoli improvvisi che possono mettere in agitazione.
Tratto da angelini.it

Tabella con alcuni esempi di valori in decibel per suoni o rumori. I numeri devono essere considerati come indicativi in quanto le situazioni utilizzate come esempio non possono essere precise.
dBSPL Sorgente
300 Krakatoa (1883)
250 All'interno di un tornado
180 Razzo al decollo
140 Colpo di pistola a 1 m
130 Soglia del dolore
125 Aereo al decollo a 50m
120 Sirena
110 Motosega a 1 metro
100 Discoteca, concerto rock vicino al palco
90 Urlo
80 Camion pesante a 1 m
70 Aspirapolvere a 1 m; radio ad alto volume, fischietto
60 Ufficio rumoroso, radio, conversazione
50 Ambiente domestico; teatro a 10 m
40 Quartiere abitato, di notte
30 Sussurri a 1 m
20 Respiro umano a 20 cm
10 Soglia dell'udibile