|
INCENERITORI =
TERMOVALORIZZATORI =
Nanoparticelle
nell'aria,
nei cibi
e nei
Vaccini
Metalli Pesanti e Rifiuti
Tossici
- 02/09/2012
La medicina convenzionale ufficiale sta andando
completamente a rotoli, gli operatori,
medici rappresentanti
dei farmaci, non servono più ad informare adeguatamente la
popolazione dei danni di questi metalli presenti in Vaccini,
amalgami dentali, pesce, carni, alimenti contaminati, acque
dette potabili, creme di bellezza, farmaci ...
Abbattiamo questo muro di onnipotenza dittatoriale della
disinformazione o della omerta’ che oggi impera fra gli
“enti a tutela” (si ma dei fatturati delle aziende) che uno
se vuole curarsi deve per forza di cose chiudere gli occhi,
per farsi curare da medici incompetenti ed impreparati.
La “legge” che solo il medico deve poter curare ed alle
volte anche ammazzare non fa parte del codice umano, è un
sopruso sociale, non esiste, questa storia deve finire.
Niente di meno che, sono state avanzate ricorsi legali per
pratiche sanitarie effettuate senza il consenso del
paziente, nel momento in cui si effettuava l'anestesia
generale per un intervento chirurgico, per esempio, veniva
inserito sotto cute il cosiddetto microchip e addirittura
questa pratica è stata effettuata anche in un ambulatorio
odontoiatrico privato.
Attenzione dove andate e da chi andate, e mai da soli
durante le terapie !
La popolazione si deve ribellare a queste azioni
delinquenziale…!
vedi anche:
Malattie in aumento nei bambini per i
Vaccini che li
rendono
iper sensibili
all'inquinamento atmosferico.:
Dove ci sono inceneritori ci si ammala di più e si muore di più.
INQUINAMENTO e MALATTIE
+
Bioetanolo x auto dai rifiuti
organici -
vedi:
NO INCENERITORI
Vedere questo video sui rifiuti
in Campania (Italy), e’
allucinante:
GRAZIE al TERMOVALORIZZATORE, LATTE
BRESCIANO alla
DIOSSINA - Roma - 02.04.09
“Denuncio la totale irresponsabilità delle autorità
competenti per quanto riguarda il caso Brescia”. Così l’On.
Domenico Scilipoti sulla questione del latte vaccino
contaminato. “Nonostante reiterate analisi – prosegue il
deputato dell’Italia dei Valori – abbiano fatto riscontrare
nel latte la presenza di diossina e di PCB ben oltre i
livelli di legge. Il caso del Bresciano viene spesso
descritto da certa stampa compiacente quale modello della
gestione integrata dei rifiuti, basata sulla
termovalorizzazione operata dal mega-inceneritore. La
tendenza a mascherare la pericolosità degli agenti
inquinanti – conclude Scilipoti – è preoccupante oltre che
vergognosa, bisognerebbe denunciare, invece, che ogni dose
di diossina è in realtà un’overdose”.
By On. Domenico Scilipoti (IdV)
Dovete smetterla...! -
By
Beppe Grillo
Inceneritori: perché NO !
Ho il sospetto che la spazzatura campana sia
un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che
Bersanetor e D’Alema
chiamano soavemente
termovalorizzatori e che nessuno costruisce più
in Europa.
Ho scritto i motivi del no e le
alternative. Diffondetele.
1) L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in
nanoparticelle tossiche e
diossine.
2) L’incenerimento necessita
di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano
la massa iniziale dei rifiuti.
3) Da una tonnellata di rifiuti
vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e
altre sostanze; le ceneri solide vanno smaltite per
legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi,
rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie
discariche;
i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene,
25 kg di gesso; l’incenerimento produce 650 kg di acque
inquinate da depurare.
4) Le
micro polveri (pm
2 fino a pm
0,1) derivanti dall’incenerimento se
inalate
dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni
altro organo in 60 minuti.
5) Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro,
malformazioni fetali,
Parkinson, Alzheimer,
infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di studi
scientifici.
6) Gli inceneritori, detti anche “Termovalorizzatori”,
sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel
associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti
delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale
tassa sarebbero diseconomici.
Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il
finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti.
7) In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno
disporre di centraline che
analizzino la concentrazione di micro
polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle
malattie derivate sul territorio nel lungo periodo.
8) I petrolieri, i costruttori di
inceneritori e i partiti finanziati alla luce del
sole da queste realtà economiche, sono gli unici
beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti.
Cosa fare con i rifiuti
1) Riduzione dei
rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei
mesi i rifiuti del 50%).
2) Raccolta differenziata
porta a porta con tariffa puntuale.
3) Riciclo di quanto raccolto in modo
differenziato.
4) Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi
tre punti va inviato a
impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei
rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non
riciclabile può essere trattata senza bruciarla con
impianti di bioessicazione.
5) In termini economici non conviene bruciare
in presenza di una raccolta
differenziata perché:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne
truciolato;
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che
se ne può ricavare;
- il riciclaggio della plastica è conveniente:
occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica.
6) La raccolta differenziata
può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può
ridursi al 15-20% dopo la
bioessicazione. Una quantità
che è inferiore o equivale agli scarti degli
inceneritori. Ma si
tratta di materiali inerti e non tossici con minori
spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.
Se nel settore dei
rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di
monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una
reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra
le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e
l’incenerimento sarebbe superato.
Per
segnalare fatti e informazioni a staff di Beppe Grillo,
scrivi a:
segnalazioni@beppegrillo.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Record di
diossina nei terreni a Brescia e pianura Padana
– Lug. 2010
Le mappe Europee qui
indicate (clicca QUI
ingrandire) mostrano la
deposizione di diossina sui territori di
Italia, Francia, Germania e Regno Unito (le unità sono
nanogrammi per m² all'anno). (1)
La diossina è un composto
estremamente tossico
e cancerogeno, che si sviluppa durante la
combustione, soprattutto dei rifiuti; rame e ferro
(spesso presenti nei rifiuti indifferenziati) agiscono
infatti da catalizzatori. Le mappe sono confrontabili
perche' i colori corrispondono agli stessi livelli di
scala.
E' appena il caso di notare che l'Italia è il paese più
inquinato dalla Diossina: la pianura padana è più
contaminata dei grandi distretti industriali delle altre
nazioni.
I massimi valori di contaminazione (quadretti rosso
scuro, valori doppi rispetto ai massimi di Francia e
Germania) si osservano in corrispondenza di Brescia e di
Taranto.
Cosa c'è a Brescia ? Uno dei più grandi
inceneritori di rifiuti d'Italia.
Cosa c'è a Taranto ? L'ILVA,
la più grande acciaieria d'Europa, che si ritiene
"produca"circa 1200 morti all'anno (che non vengono
quasi mai ricordati).
Milano, Torino e la pianura Veneta non sono però da
meno, perche' registrano valori nettamente superiori a
quelli delle altre regioni d'Europa. Così avveleniamo
lentamente il Bel Paese.
(1) Le mappe provengono dal
Meteorological Sinthesizing (sic) Centre- East di
Mosca.
Dopo aver selezionato il paese, si seleziona in fondo
alla pagina "Deposition to the country" relativo a PCDD
(Polychlorinated
dibenzodioxin). E' possibile variare i livelli di
scala.
Un ringraziamento particolare a: Termovalorizzatore =
Inceneritore di Brescia e all'Ilva di Taranto
Tratto da: ecoalfabeta.it
Nuovi dati
allarmanti sugli inceneritori
In occasione
della Giornata mondiale del Volontariato per lo Sviluppo
economico e sociale e della Settimana contro
l'incenerimento dei rifiuti, indetta da Rete nazionale
Rifuti Zero e da GAIA (Global Alliance for Incinerator
Alternatives), questo week-end Medicina Democratica
tiene il proprio banchetto anche a Ferrara, presso il
quale viene distribuito materiale informativo sulla
convenienza economica della raccolta differenziata (sia
per gli enti locali sia per gli utenti) e sull'impatto
sanitario dello smaltimento dei rifiuti tramite
incenerimento.
“L'Institut
de Veille sanitaire francese ha infatti
pubblicato di recente i risultati allarmanti –
avverte - Tommaso Mantovani, referente provinciale di
Medicina Democratica, passati
sotto silenzio, di uno studio sull'incidenza
del cancro in prossimità di cosiddetti “termovalorizzatori”:
si è riscontrato un aumento dal 6 fino al 22% di
diverse patologie neoplastiche
Fonte:
www.cniid.org
“Ricordiamo infatti – aggiunge Mantovani - che
l'incenerimento uccide anche la raccolta differenziata,
essendo troppo costoso tenerlo in funzione se i rifiuti
solidi urbani vengono riciclati per più del 35-40%. A
meno che non si brucino rifiuti speciali provenienti da
fuori provincia...”.
Tratto da: estense.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Inceneritori :
'informazioni' , medici e conflitti - Mag. 2009
Certo molti ricorderanno le tranquillizzanti parole del
Prof. Umberto Veronesi intervistato da Fazio a "Che
tempo che fa" circa l'innocuità degli inceneritori,
quando con assoluta sicurezza affermò: "zero rischio…"
Tuttavia certamente un numero minore di cittadini ha
potuto ascoltare le parole dell'illustre oncologo quando
intervistato su you tube affermava: "non sono un esperto
di inceneritori" e che, quanto all'assenza di danni, si
rimetteva ai suoi esperti affermando : "i miei esperti
mi hanno giurato".
Spiace davvero dover contraddire il Prof. Veronesi, ma
proprio per la serietà in passato dimostrata e per la
gratitudine che gli dobbiamo per gli indiscutibili
miglioramenti nella chirurgia del carcinoma mammario,
sentiamo il dovere di consigliargli di scegliere meglio
i suoi esperti. Siamo infatti venuti a conoscenza di
lavori che recano anche la sua firma, quali ad esempio:
"Il recupero di energia da rifiuti: la pratica, le
implicazioni ambientali e l'impatto sanitario - Veronesi
U, Giugliano M. Grasso M. e Foà V." [**] in cui, con
grande stupore, abbiamo dovuto constatare che sono stati
letteralmente stravolti risultati di lavori scientifici
ed epidemiologici in modo da assolvere gli impianti di
incenerimento, con buona pace dell' onestà intellettuale
e del rigore scientifico.
Qualche esempio chiarirà meglio la questione: nel
capitolo "L' impatto sanitario" di Vito Foà, a pag 54-55
vengono presi in esame quattro studi: quello di
Franchini M. e altri, pubblicato sugli Annali
dell'Istituto Superiore di Sanità nel 2004; quello di P.
Elliot, del 1996, quello di Hu S.W. e al. e infine lo
studio denominato Enhance Health. Di tutti viene fatto
un utilizzo inappropriato, in particolare:
1. lo studio di M. Franchini viene mutilato e ne sono
totalmente ignorate le considerazioni sulla relazione
fra inceneritori e cancro, in particolare che:
"associazioni statisticamente significative sono
riportate da due terzi degli studi che hanno preso in
considerazione il cancro ( mortalità, incidenza o
prevalenza).
2. lo studio di P. Elliott viene capovolto nel suo
significato, aggiungendo una negazione alla frase in cui
si afferma che il rischio per diversi tipi di cancro
diminuisce via via che ci si allontana dalla fonte
emissiva. Vito Foà a proposito di esso scrive infatti:
"La conclusione degli Autori è che non è stata trovata
alcuna evidenza di diversità d'incidenza e mortalità per
cancro nei 7.5 chilometri di raggio studiati ed in
particolare nessun declino con la distanza
dall'inceneritore per tutti i tumori:
stomaco,colon-retto e polmone oltre che per linfoma di
Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli."
.
Peccato che nell' originale sia scritto:
"Observed-expected ratios were tested for decline in
risk with distance up to 7.5 km. ... Over the two stages
of the study was a statistically significant (P<0.05)
decline in risk with distance from incinerators for all
cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung
cancer". Ovvero: " I rapporti osservati-attesi
furono verificati in base al declino del rischio con la
distanza fino a 7.5 km. … Dopo i due stadi dello studio
c'era un declino statisticamente significativo (p<0,05)
nel rischio con la distanza dagli inceneritori per tutti
i cancri riuniti, stomaco, colon retto, fegato e
polmone."
3. dello studio di Hu S.W. si riporta solo una frase
"rassicurante ""Alcuni anni prima, nel 2001, Hu e Shy
avevano condotto una revisione degli studi
epidemiologici pubblicati fino ad allora. Questi Autori
avevano considerato tutti i possibili effetti che
potevano essere o che sono collegati alla presenza di un
inceneritore di rifiuti sia municipali che industriali,
arrivando alla conclusione che gli studi epidemiologici
esaminati erano stati concordi nel descrivere più
elevati livelli corporei di metalli pesanti, ma nessun
aumento di sintomi respiratori o di declino della
funzione polmonare.
Le analisi effettuate avevano fornito risultati
inconsistenti per rischio di cancro e di effetti sulla
riproduzione" e si omette viceversa l'affermazione che
attesta l'esistenza di rischio: "Several studies showed
significant associations between waste incineration and
lower male-to-female ratio, twinning, lung cancer,
laryngeal cancer, ischemic heart disease, urinary
mutagens and promutagens, or blood levels of certain
organic compounds and heavy metals" ovvero: "Diversi
studi hanno evidenziato associazioni significative tra
inceneritori ed alterato rapporto maschi / femmine alla
nascita, cancro al polmone, cancro alla laringe,
malattie ischemiche cardiache, mutageni e pro-mutageni
nelle urine, o livelli elevati nel sangue di alcuni
composti organici e metalli pesanti"
4. dello studio di Coriano, Foà scrive:" "Gli estensori
e gli esecutori del progetto avevano ovviamente condotto
una ampia analisi della letteratura già allora esistente
e sono arrivati anche loro alla conclusione: non
esistono prove concrete di un legame fra l'esposizione
alle emissioni di inceneritori ed un aumento di tumori.
Dove sono stati osservati effetti apparentemente
rilevanti questi effetti erano spesso legati ad
inceneritori siti vicino ad altre fonti di emissione
potenzialmente pericolose". Peccato che ciò che viene
riportanto come "conclusione" è viceversa una frase
tratta dall'introduzione allo studio e, nel riportare i
risultati, Foà omette di evidenziare i gravi danni per
la salute femminile ed il rischio di sarcomi in entrambi
i sessi, messo ampiamente in risalto dagli estensori
nella "discussione" dello studio.
Desta sgomento scoprire che questi lavori "scientifici"
sono quelli su cui varie Amministrazioni Pubbliche
(Provincia di Grosseto e Firenze, Regione Sicilia, ad
es.) fondano le proprie scelte irriducibilmente "inceneritoriste",
senza alcuna attenzione verso le tante alternative
immediatamente percorribili per la gestione dei rifiuti
e con una drammatica sottostima per le ricadute sulla
salute pubblica.
Ma ancora più sgomento desta constatare che anche coloro
che sono vincolati dal giuramento di Ippocrate e
dall'art. 30 del Codice Deontologico possono, ci
auguriamo solo per distrazione, incorrere in gravi
omissioni, che non fanno onore né a loro né alla
categoria dei Medici cui tutti noi apparteniamo.
Ad evitare futuri "scivoloni" ricordo a cosa ci vincola
l'art. 30, relativo al conflitto di interesse: "Il
medico deve evitare ogni condizione nella quale il
giudizio professionale riguardante l' interesse
primario, quale è la salute dei cittadini, possa essere
indebitamente influenzato da un interesse secondario. Il
conflitto di interesse riguarda aspetti economici e non,
e si può manifestare nella ricerca scientifica, nella
formazione e nell'aggiornamento professionale, [….]e nei
rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti,
organizzazioni e istituzioni, nonché con la Pubblica
Amministrazione." [Veronesi è sponsorizzato dalla Veolia,
costruttorice di inceneritori]
Ci sono altri conflitti, non citati nel Codice
Deontologico, che riguardano quelli con la propria
coscienza: fortunatamente questi, al pari dei
precedenti, non ci appartengono ed almeno questa
consolazione nessuno potrà togliercela: di certo nessuno
potrà mai dirci: "se i medici sapevano, perché hanno
taciuto ?"
By Dott.ssa Patrizia Gentilini - medico oncologo,
ematologo, Coordinamento Nazionale dei Comitati dei
Medici per l'Ambiente e la Salute - dopo queste
note della dottoressa Gentilini il CIPA ha ritirato il
volume dal sito, e non lo ha piu' rilasciato agli
iscritti.
BIBLIOGRAFIA
- Veronesi U., Giugliano M., Grosso M e Foà V. (2007) "
Il recupero di energia da rifiuti: la pratica, le
implicazioni ambientali e l' impatto sanitario" Quaderni
di Ingegneria Ambientale, Vol. 45 CIPA Editore Milano
- Franchini M. , Rial M, Buratti E., Bianchi F., "Health
effect of exposure to waste incinerator emissions: a
review of epidemiological studies" Ann. Ist. Sup.
Sanità 2004; 40 , 105- 115
- Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I., "Cancer
incidence near municipal solid waste incinerators in
Great Britain" British J of Cancer 1996; 73, 702-710
- Hu S.W. , Shy C.M., " Health effects of waste
incineration: a review of epidemiological studies" J.
Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51 1100-1109
- Enhance Heath Report finale - febbraio 2004-marzo
2007. sistema di sorveglianza ambientale e sanitaria in
aree urbane in prossimità di impianti di incenerimento e
complessi industriali; n 2 E 0041 programma INTERREG
IIIC zona Est Comune di Forlì.
|