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Guy
Negre, ingegnere progettista di
motori per Formula 1, che ha
lavorato alla Williams per diversi
anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina
rivoluzionaria: la
"Eolo" (questo il nome
originario dato al modello), era
una vettura con motore ad aria
compressa, costruita interamente
in alluminio tubolare, fibra di
canapa e resina,leggerissima ed
ultraresistente.
Capace di fare
100 Km con 0,77 euro, poteva
raggiungere una velocità
di 110 Km/h e funzionare per più
di 10 ore consecutive nell'uso
urbano.
Allo scarico usciva solo aria, ad
una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto
di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale
presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno
dell'auto riempiva le bombole di
aria compressa, che veniva
utilizzata poi per il suo
funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né
sollecitazioni termiche o
meccaniche la manutenzione era
praticamente nulla, paragonabile a
quella di una bicicletta.
Il prezzo al pubblico doveva
essere di circa 18 milioni delle
vecchie lire, nel suo allestimento
più semplice.
Qualcuno l'ha mai vista in Tv ?
Al Motorshow fece un grande
scalpore, tanto che il sito:
http://www.eoloauto.it
venne subissato di richieste di
prenotazione: chi vi scrive fu uno
dei tanti a mettersi in lista
d'attesa, lo stabilimento era in
costruzione,la produzione doveva
partire all'inizio del 2002: si
trattava di pazientare ancora
pochi mesi per essere finalmente
liberi dalla schiavitù della
benzina, dai rincari continui,
dalla puzza insopportabile, dalla
sporcizia, dai costi di
manutenzione, da tutto un sistema
interamente basato
sull'autodistruzione di tutti per
il profitto di pochi.
Insomma l'attesa era grande, tutto
sembrava essere pronto, eppure
stranamente da un certo momento in
poi non si hanno più notizie.
Il sito scompare, tanto che ancora
oggi l'indirizzo
http://www.eoloauto.it
risultano essere in vendita.
Questa vettura rivoluzionaria,
che, senza aspettare 20 anni
per l'idrogeno (che costerà alla
fine quanto la benzina e ce
lo venderanno sempre le
stesse compagnie) avrebbe risolto
OGGI un sacco di problemi,
scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la
lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone
che hanno visto, hanno passato
parola, hanno usato Internet per
far circolare informazioni. Tant'è
che anche oggi, se scrivete su
Google la parola "Eolo",
nella prima pagina dei risultati
trovate diversi riferimenti a
questa strana storia.
Come stanno oggi le cose,
previsioni ed approfondimenti:
Il progettista di questo motore
rivoluzionario ha stranamente la
bocca cucita, quando gli si chiede
il perché di questi ritardi
continui. I 90 dipendenti assunti
in Italia dallo stabilimento
produttivo sono
attualmente in cassa integrazione
senza aver mai costruito neanche
un'auto.
I dirigenti di Eolo Auto Italia
rimandano l'inizio della
produzione a data da destinarsi,
di anno in anno.
Oggi (2005) si parla, forse della
prima metà del 2006...
Quali considerazioni si possono
fare su questa deprimente vicenda
?
Certamente viene da pensare che le
gigantesche corporazioni del
petrolio non vogliano un mezzo che
renda gli uomini indipendenti. La
benzina oggi, l'idrogeno domani,
sono comunque entrambi guinzagli
molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi
bisogno di tagliandi né di cambi
olio,che sia semplice e fatta per
durare e che consumi soltanto
energia elettrica, non fa
guadagnare abbastanza. Quindi deve
essere eliminata, nascosta insieme
a chissà cos'altro in quei
cassetti di cui parlava Beppe
Grillo tanti anni fa, nelle
scrivanie di qualche ragioniere
della Fiat o della Esso, dove non
possa far danno ed intaccare la
grossa torta che fa grufolare di
gioia le grandi compagnie del
petrolio e le case costruttrici,
senza che
l'"informazione"
ufficiale dica mai nulla, presa
com'è a scodinzolare mentre
divora le briciole sotto al
tavolo...
La GENTE DEVE SAPERE
!!! - vedi:
Eolo rivive in
Australia
+
Auto ad acqua in Italia
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La
Eoloenergie selezionerà 200 tecnici
La fabbrica aprirà a luglio 2006 L’iniziativa
presentata all’Emiciclo L’Aquila.
Un prototipo di “trattorino” ideale per il
trasporto merci all’interno di aeroporti e
magazzini. Contenuto nelle dimensioni, con
motore ad aria compressa e senza emissione di
gas di scarico.
L’innovazione porta la firma della Eoloenergie
Aquila che, a luglio del prossimo anno, aprirà
in città uno stabilimento per la produzione di
trattori con motore ad aria compressa. Già
aperte le selezioni per il personale: si cercano
200 tecnici altamente specializzati, periti
industriali e ingegneri.
La Eoloenergie aveva messo gli occhi sul sito ex
Italtel, ma i tempi per l’insediamento sono
troppo lunghi. La fabbrica verrà realizzata
ex-novo.
La presentazione della Eoloenergie Aquila,
società che si è costituita a gennaio scorso, è
avvenuta in una gremitissima aula dell’Emiciclo,
alla presenza di esponenti di spicco del mondo
accademico e della politica.
Un’occasione per illustrare nei dettagli «il
sogno tecnologico del primo propulsore ad aria
compressa», interamente progettato
dall’ingegnere francese Cyril Guy Negre, stretto
collaboratore di numerose case automobilistiche
di Formula 1.
La scelta dell’Aquila per l’insediamento della
fabbrica che produrrà trattori da trasporto - in
Italia sorgeranno altri due stabilimenti per la
fabbricazione di generatori e motori ad aria
compressa per le automobili - non è casuale.
La pronta risposta delle istituzioni locali e il
prestigio dato alla città dalla presenza di un
centro di eccellenza universitario hanno fatto
pendere il bilancino a favore del Capoluogo.
«L’intero sistema è
altamente innovativo», ha spiegato
Joseph Guy Negre, presidente Mdi, «l’utilizzo
dell’energia ottenuto tramite compressione
dell’aria consente di annullare l’impatto
sull’ambiente, portando a zero le emissioni di
residui inquinanti».
Il progetto è frutto di dieci anni di ricerche e
una cooperazione tra l’italiana Eoloenergie e la
francese Mdi.
La Eoloenergie Aquila, che ha un capitale
sociale di 10 milioni di euro ed è titolare per
l’Italia e la Svizzera di un brevetto con
tecnologia Mdi, produrrà e commercializzerà
trattori industriali, carrelli elevatori,
trans-palletts, trattori da trazione su gomma e
su cingoli. L’energia prodotta dal motore“ Mdi
Cats”, un propulsore in grado di sviluppare 12
Kw di potenza elettrica non alimentato da
carburanti tradizionali, sfrutta l’aria
compressa senza residui inquinanti e con consumi
contenuti: una valida alternativa alle
applicazioni mosse da motori endotermici o
elettrici alimentati da batterie costose e
inquinanti. «In fase
iniziale occuperemo circa 200 addetti»,
ha dichiarato Annamaria Bonanni, responsabile
relazioni esterne Eoloenergie Aquila, «un
numero destinato a crescere in relazione
all’espansione dell’azienda, che aprirà i
battenti la prossima estate».
La Eoloenergie è alla ricerca di personale
qualificato «tecnici e ingegneri che verranno
formati», sostiene Bonanni, «e introdotti in
azienda».
I curriculum possono essere inviati alla
Eoloenergie Aquila, viale Crispi 28/A, L’Aquila.
http://www.pressante.altervista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=128&Itemid=5
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The Best
Alternative Energy Car
In 1932, J.M. Custer of Piggott, Arkansas had an
idea for a car that would run on compressed air.
He not only built the car, but it actually ran.
He used an engine that resembled a radial
airplane motor in appearance. It was mounted
upright in the same space occupied by gasoline
motors in standard cars. Four tanks filled with
compressed air powered the car 500 miles at a
speed of 35 miles an hour. The engine did not
require a cooling system, ignition system,
carburetor, nor the hundreds of moving parts
included in a standard gasoline motor.
The technology didn’t attract much interest for
75 years. But it’s resurfacing, using today’s
high technology.
A research and development company called
Magnetic Air Cars, Inc. is developing an
air-powered prototype car in Silicon Valley.
They believe that their design will be
sufficient to power a modern new vehicle, or
retrofit a used vehicle -- even a large SUV or
truck.
It wasn’t all that
long ago that the idea of making a car that
could run on something as innocuous as air or
water seemed completely preposterous. But
fortunately, things do change, albeit slowly.
The Magnetic Air Car is actually not the first
of its kind, although this Almaden Times article
doesn’t mention that fact.
The Air Car, by Luxembourg-based Moteur
Developement Int. (MDI) also runs on compressed
air technology, and, according to a January
article in the MIT publication
Technology Review, the Air Car is already
set to go into commercial production. MDI has
struck a deal with India’s largest carmaker,
Tata Motors, to put the non-polluting vehicles
on the streets of India sometime this year.
The MDI Air Car may also offer up some healthy
competition against the Magnetic Air Car here in
the U.S.
According to an
article in Popular Mechanics, Zero Pollution
Motors -- the U.S. licensee for MDI -- expects
to produce the world’s first air-powered car for
the United States by late 2009 or early 2010.
Folks, this is a much better option than a
hybrid or electric car, which literally
envelopes you in strong electromagnetic fields.
Best of all, it has NO EMISSIONS whatsoever.
We are simply
running out of excuses for not converting to
safer (and cheaper !), renewable energy sources
that don’t turn the Earth into a toxic waste
dump with every mile we drive.
Sources:
Almaden Times September 11, 2008
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AUTO ad ARIA compressa - Ci siamo, arriva
l'auto ad aria, 7000 euro e 100 km con 1 euro -
2012
In vendita a metà del prossimo anno la famosa
MDI che ha fatto innamorare anche il colosso
Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo
leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata
direttamente dal papà di questa macchina, Cyril
Negre
By Vincenzo Borgomeo
Tutto pronto: entro la metà del prossimo anno
2013, sarà in vendita l'attesissima auto ad
aria, una macchina che nel serbatoio ha solo
aria compressa, il sogno di tutti in un periodo
di caro-carburante.
La Motor Development International (MDI), con
sede in Lussemburgo, è infatti ormai a un passo
dal lancio commerciale e in anteprima a
Repubblica.it ha rilasciato tutte le
informazioni di dettaglio sul suo progetto (che
pubblichiamo integralmente come Pdf
1 -
2 -
3 ).
Niente più segreti quindi. Si sa che costerà
appena 7000 euro e che il primo modello ad
arrivare sarà una city car, seguito poi da una
gamma infinita di modelli, dalla berlina da
famiglia alla piccola, dalla vetturetta per
14enni al Bus, passando per il veicolo
commerciale, il trattore e il container. Non
manca nulla, perfino un motore da attaccare a
casa ad una presa di corrente per usarlo come
generatore in caso di emergenza.
Evidentemente l'accordo stretto con la Tata nel
gennaio del 2007 ha dato i suoi frutti e -
soprattutto - la spinta giusta per passare
dalla teoria alla pratica. "La prima auto ad
aria ad arrivare sarà l'AirPod e sarà omologata
come quadriciclo leggero "grande", quello per
16enni.
Poi ci sarà anche una versione baby, per i
14enni, e quindi una macchina vera - spiega lo
stesso Cyril Negre, responsabile tecnico
dell'auto ad aria della Mdi, il figlio di Guy
Negre il fondatore della MDI - la sfida è
lanciata".
Quando parla di 'lanciare' a che mercato si
riferisce ?
"All'inizio l'AirPod sarà consegnata in Francia
e daremo la precedenza a chi l'ha già ordinata,
poi sarà la volta di tutti i Paesi europei. Ma
il concetto di commercializzazione per noi è un
po' diverso: non avremo concessionarie, ma tante
fabbriche".
Cioè chi la produce la vende anche ?
"Si, esatto, nessuna concessionaria, ma
officine: produciamo là dove vendiamo. Con
vantaggi infiniti, economici, sociali. Pensi
solo al fatto che un costruttore normale deve
farsi carico di una logistica enorme perché
produce in un solo posto e poi è costretto a
spedire in tutto il mondo. Noi no. Da noi chi
produce vende. Non paghiamo commissione al
concessionario perché è la stessa fabbrica che
vende la macchina, e questo abbassa enormemente
i costi".
Si, ma dovrete avere diverse fabbriche, sparse
per tutta Europa. E poi, scusi, perché prima
parlava di vantaggi 'sociali'?
"I nostri piani di sviluppo sono molto precisi.
Pensiamo di aver bisogno di 25 piccole fabbriche
in Francia e 20 in Italia. Abbiamo già diversi
contatti con molte aziende interessate a
produrre le MDI".
E il 'sociale' ?
"Deve vedere il progetto da un'angolazione
diversa, complessiva. Immagini di produrre un
certo numero di auto in una sola officina o in
50 fabbriche sparse per tutta Europa. Nel
secondo caso facciamo del bene perché serve il
30% di forza lavoro in più. Sembra uno
svantaggio, ma è una grande vantaggio perché si
entra nel tessuto sociale delle città, si dà
forza alle famiglie. E poi non dimentichi che
per fare ecologia, oggi, non basta fare
macchine pulite, ma è necessario fare macchine
che costano poco. E che richiedono poca energia
per essere prodotte. Proprio quello che facciamo
noi. In più non trasportiamo macchine finite qua
e là per l'Europa. Le produciamo in loco, questo
riduce ulteriormente le emissioni (e i costi)
del ciclo produttivo".
Quante macchine riesce a produrre ogni officina
?
"Circa 7000 macchine".
Sta dicendo che solo in Italia volete produrre
140 mila pezzi l'anno ?
"Si, alla fine è questo l'obiettivo. E sono
stime prudenti perché quando la gente conoscerà
il nostro prodotto ci sarà un vero boom della
domanda. La macchina costa poco, ma soprattutto
costa pochissimo da usare, meno di 1 euro per
fare 100 km. E poi il nostro concetto produttivo
avvicinerà il pubblico al prodotto. Questi
numeri fanno impressione ma se li distribuisce
su 20 fabbriche il discorso è diverso. Oggi
nessuno si può svegliare e trasformare in
costruttore. L'unica strada è quella di creare
tante piccole officine. Distribuendo il know how,
non macchine fatte, è tutto più facile e
veloce".
Le fabbriche saranno veri stabilimenti o solo
fabbriche cacciavite ? Ossia produrranno davvero
o assembleranno solo pezzi che arrivano da fuori
?
"No, saranno assolutamente fabbriche vere. Dove
l''80 per cento della macchina viene prodotta in
loco".
Veniamo ai luoghi comuni. L'accusa più diffusa è
che per comprimere l'aria serve un sacco di
energia.
"Si, ma il discorso vale anche per l'auto
elettrica dove l'immagazzinamento dell'energia
costa tantissimo. In realtà se analizza il
progetto completo, noterà che le nostre auto
sono ultra economiche. Tenga presente che una
bombola fa 20 mila cicli, pari a 2 milioni di
chilometri, quindi dura più della macchina, e
questo è molto importante perché ha un riflesso
diretto sui costi.
Molto spesso la gente dirà che non c'è energia
nell'aria compressa. E' vero, ce ne è poca. Ed è
vero che per comprimere l'aria serve più energia
che per caricare una batteria. Ma poi per
funzionare un'auto ad aria brucia meno energia
perché è leggerissima, per cui nel ciclo 'dal
pozzo alla ruota' la tecnologia auto-ad aria è
vincente".
Torniamo alla macchina. Si può caricare in due
minuti in una stazione di servizio specifica o
in tre ore ad una normale presa di corrente. A
bordo quindi c'è un compressore ?
"No, è lo stesso motore che spinge la macchina
che funziona anche da compressore: non c'è
motore e compressore, ma c'è solo un elemento
che fa tutto. E che - volendo - può anche
funzionare come generatore di corrente per
appartamenti. Noi lo chiamiamo
motore/alternatore. Bello no ?".
Forse troppo... A questo punto c'è una sola
domanda possibile.
Come si fa a comprarla ?
"Basta andare sul nostro sito (www.mdi.lu) e
aderire al sistema di pre-ordini. Tutto molto
semplice".
Ma avere una gamma pazzesca, tante officine
diverse, non rischia di complicare tutto ?
"No, affatto. Anzi, le officine sono simili, ma
usano tecnologie differenti. Quando i numeri di
vendita crescono cambia il modo di produrre".
Qual è stata la cosa più complicata da
realizzare ?
"Il motore e la tecnologia. Poi una volta
stabilito questo è stato tutto facile. Va detto
però che per passare dalla vetturetta AirPod
alla macchina grande (la AirOne) abbiamo dovuto
mettere a punto un sistema che noi chiamiamo a
doppia energia. Ossia fra la bombola e il motore
c'è un piccolo motore benzina o diesel. Questo
bruciatore (fuori dal motore ad aria) scalda
l'aria prima del motore, quindi aumenta
l'autonomia. La scalda a 600 gradi e non dà
emissioni nocive, solo un po' di CO2, ma
consente di triplicare l'autonomia quindi 350 km
circa con consumi ridicoli: mezzo litro per fare
100 km".
Parliamo di potenze e prestazioni.
"La piccola AirPod ha 7 Kw, ma una coppia
completamente piatta di 45 Nm e una velocità
massima di 80 Km/h.
L'AirOne invece ha un motore da 15 Kw e fa i 100
orari. Ma è una macchina molto più grossa, pesa
400 kg.
E poi c'è l'AirCity - ancora più grande - che
non è più un quadriciclo leggero ma una macchina
vera, fa i 130 orari ed ha con 25 Kw di
potenza".
E' vero che la tecnologia dei veicoli ad aria
compressa è antica ?
"Si, c'erano carrelli nelle miniere che
funzionavano così già nel 1870 e i francesi a
inizio secolo fecero anche un tram, poi però
arrivò il motore a scoppio...".
A proposito di motore a scoppio. Quelli fanno il
pieno dai benzinai, in Italia ne abbiamo 20
mila. Le vostre stazioni di servizio invece ?
"Sono tutte da fondare. Possono ricaricare una
macchina in due minuti, ma non sono adatte ai
privati, costerebbero troppo.
Nel nostro progetto una stazione può rifornire
fino a 85 macchine al giorno. Due minuti per
riempire il serbatoio, poi il resto per pagare".
Ma 85 pieni al giorno sono circa 100 euro, come
fa a vivere un erede del vecchio benzinaio ?
"Quel costo si riferisce a chi fa il pieno a
casa, attaccandosi alla rete domestica di
elettricità. Se si fa rifornimento in una
stazione di servizio il costo è doppio, sono
circa due euro. Sempre pochissimo, ma garantisce
un buon margine di guadagno per il distributore
perché noi li aiutiamo nella realizzazione
dell'impianto. Una stazione di servizio normale,
con compressori standard, costerebbe circa 130
mila euro, ma se invece si usano i nostri motori
al posto dei compressori i costi si abbassano
fino a 39 mila euro per stazione".
Ovviamente serve qualcuno che arrivi alle
stazioni...
"Si, se non ci sono macchine in giro non c'è
business. E' un sistema complesso, che va visto
nell'insieme. Ed è questo che ha affascinato la
Tata. Ha una visione globale".
Quando si parla di bombole la gente ha sempre
paura...
"Ha ragione, ma lavoriamo con livelli di
efficienza altissima. Siamo allineati la
pressione di gonfiaggio del gas naturale con la
differenza che dentro le nostre bombole non c'è
Gpl o Metano, ma aria... Gonfiata a 248 bar. La
bombola poi è la stessa di quelle del metano".
Quindi anche quelle vanno revisionate ?
"Si, ogni 5 anni, vanno controllate per legge.
Ma voglio essere chiaro: in questa macchina non
c'è niente di strano, nel motore ci sono bielle
e pistoni, mentre il circuito dell'aria è lo
stesso delle auto a Gpl o metano. Per questo nel
nostro progetto c'è anche la voglia di rimettere
in moto i piccoli garage. Nel sistema vogliamo
far tornare in vita le piccole officine che
potranno fare la semplicissima manutenzione di
cui hanno bisogno queste macchine che non
inquinano, non sporcano, hanno un olio motore
eterno, non hanno circuito dell'acqua, non c'è
alta temperatura di funzionamento. E le macchine
sono fatte di pochissimi pezzi. La carrozzeria
ne ha solo tre. Ma non le ho parlato poi di
altri vantaggi legati all'aria compressa".
Ce ne sono già abbastanza...
"No: la temperatura del motore è al rovescio,
cioé caldo fuori e freddo dentro, cioé meno 20
gradi dentro la camera 'di combustione' (nome
improprio perché non brucia nulla, ma solo per
capire il discorso). Per cui usiamo i 'gas' di
scarico per raffreddare l'abitacolo, al posto
del condizionatore. Ci sarà poi anche un piccolo
baule per raffreddare le bibite. In più l'aria
compressa può essere usata per fare sicurezza,
per gonfiare airbag esterni e salvare i pedoni.
Abbiamo già dei prototipi funzionanti simili a
quelli della Volvo".
A proposito di pedoni, l'auto ad aria fa rumore
?
"Si, più dell'auto elettrica, ma molto meno di
un'auto normale. Ha un rumore diverso, perché
deriva da una sequenza diversa.
Al minimo non emette suoni perché il motore è
fermo. Quando si accelera si sente uno sbuffo,
un rumore indescrivibile, tutto suo, sembra
quasi un motore a due tempi, ma con frequenze
bassissime. Il motore poi alla velocità massima
fa appena 1500 giri, quindi un ulteriore
vantaggio".
Tratto da: repubblica.it
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Inventa AUTO
ad ARIA: poco dopo si "suicida"....
- Feb. 2014
Il CEO di Tata Motors si suicida
poco prima del rilascio della
sua auto ad aria
E' stata rilasciata alla fine
del 2013 ed è arrivata nei primi
mesi del 2014. Ma non è un
sogno, tanto è vero che alcuni
paesi hanno già pianificato di
tassare l'aria come la Gran
Bretagna o l'Australia. Per
maggiori informazioni, leggete
di seguito, l'amministratore
delegato della società è morto
tre giorni prima del lancio sul
mercato. Ufficialmente si è
suicidato !
Fig.: L'ex CEO di Tata Motors
Un'ulteriore prova - se necessaria - che le
compagnie petrolifere e i governi ci prendono
per idioti riguarda l'imminente rilascio della
linea di macchina della Tata Motors in India !
Si tratta di un motore automobilistico azionato
ad aria. Tata Motors India ha previsto che la
così detta Air Car potrebbe percorrere le strade
indiane già nel 2014.
L'Air Car, sviluppato dal team di ex-Formula 1,
l'ingegnere Guy Negro della MDI con sede a
Lussemburgo, utilizza aria compressa per
spingere i pistoni del motore e spostare la
macchina. L'Air Car, chiamata il "Mini CAT"
potrebbe costare circa 365.757 rupie in India o
8177 $ cioè 5225 €
Il CAT Mini è un semplice veicolo urbano molto
leggero con un telaio tubolare, un corpo in
fibra di vetro che è incollato e non saldato,
oltre ad essere alimentato ad aria compressa. Un
microprocessore è utilizzato per controllare
tutte le funzioni elettriche della vettura. Un
piccolo trasmettitore radio invia istruzioni
alle luci, agli indicatori di direzione e a
tutte le altre apparecchiature elettriche sulla
vettura. In realtà non molte.
La temperatura dell'aria pulita espulsa dal tubo
di scarico è tra i 0 e i 15 gradi sotto zero e
questo la rende adatta per un uso interno come
sistema di raffreddamento e senza la necessità
di gas (AC) o di perdere potenza durante
l'utilizzo.
Non ci sono chiavi, solo una scheda di accesso
che può essere letto dalla macchina dalla
propria tasca. Secondo i progettisti, il consumo
è inferiore alle 50 rupie (1 € = 69 rupie) per
ogni 100 km, si tratta di un decimo del costo di
una vettura a benzina.
Il suo chilometraggio è circa il doppio di
quello della vettura elettrica più avanzata, un
fattore che lo rende una scelta ideale per i
conducenti urbani. La vettura ha una velocità
massima di 105 km/h (perfetto dal momento che
non deve superare i 90 o addirittura 70
chilometri all'ora e i 50 in città) o 60 MPH e
con questa velocità di consumo hanno
un'autonomia di circa 300 km o 185 miglia. Per
rifornire la macchina si necessiterà di stazioni
di servizio adeguate con compressori d'aria
speciali. Per fare il pieno serviranno solo due
o tre minuti con un costo ridicolo di 100 rupie
(1 € = 69 rupie). Questa vettura può anche
essere rifornita a casa propria; in quel caso il
rifornimento impiegherebbe circa 3-4 ore, ma può
essere tranquillamente fatto durante le ore
notturne.
Il serbatoio può anche essere ricaricata tramite
una presa di corrente singola in 4 ore al costo
di 1,50 € e consente un'autonomia di 150 km.
Tata Motors sta attualmente lavorando su una
pompa ad aria compressa speciale che
permetterebbe di fare il pieno in 3 minuti con
un costo di circa 2,50 Euro.
Poichè non vi è un motore a combustione, è
necessario solo 1 litro di olio vegetale per
ogni tranche da 50.000 km o 30 mila miglia.
Grazie alla sua semplicità, c'è pochissima
manutenzione da fare su questa vettura.
La vettura in oggetto sembrerebbe quasi essere
troppo funzionale e con i costi troppo contenuti
per essere reale. Inoltre non dobbiamo
dimenticare che potremmo finalmente respirare
aria urbana pulita.
Resta da chiedersi quindi, quali saranno le
contromosse delle compagnie petrolifere e se
gruppi di pressione e uomini di potere
tenteranno di avere l'ultima parola. Resta da
capire cosa useranno come giustificazione, i
governi occidentali, per non registrare questo
veicolo in Europa e Nord America.
FONTE - Tradotto e Riadattato da Fractions
of Reality
Lo strano
"suicidio" DG Tata Motors a Bangkok ....
Dopo la morte del costruttore
capo della Tata Motors di Bangkok, che cadde dal
22 ° piano dell'hotel, la polizia ha detto
Lunedi scorso che hanno trovato quello che
sembra un biglietto d'addio nella sua stanza.
Mentre Karl Slym, 51 anni, si trovava nella
capitale thailandese per partecipare ad un
consiglio della Tata Motors Ltd. Thailandia, il
suo corpo è stato trovato Domenica su un balcone
al 4 ° piano del Shangri-La Hotel, dove si
trovava. "Inizialmente, possiamo solo supporre
che si sia suicidato, ha detto la polizia nella
persona del tenente colonnello Somyot Boonnakaew.
La finestra era piccola e ha dovuto fare uno
sforzo notevole per passarci attraverso. " La
lettera di presunto suicidio, che si trovava
nella stanza, è stata inviata per analisi e
soprattutto per verificare che sia la sua
calligrafia.
La polizia ritiene che una donna era con il CEO
nella stanza al momento della sua morte, ma ha
detto di essere troppo "scioccata" per
rispondere alle domande degli investigatori.
Domenica, la casa automobilistica ha annunciato
che il suo CEO è stato ucciso in una caduta,
mentre la stampa indiana ha dichiarato che aveva
perso l'equilibrio prima di cadere nel vuoto.
Karl Slym era a capo della Tata Motors nel 2012
ed era il responsabile per le operazioni in
India e nei mercati internazionali, fatta
eccezione per Jaguar e Land Rover. Laureato
all'Università di Stanford, è stato in
precedenza vice presidente di una joint venture
della General Motors in Cina , SGMW e presidente
di General Motors in India .
È lui che ha cercato di riposizionare il Nano
(l'auto da 2.300 dollari della Tata Motors) come
"seconda macchina" o come un'alternativa
economica al posto dello scooter.
FONTE - Tradotto e Riadattato da Fractions
of Reality - via:
fractionsofreality.blogspot.it
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