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ENERGIA EOLICA
Il contenuto e' tratto da Le
Scienze, La notizia ha dell'incredibile e credo dovrebbe essere
oggetto di approfondite discussioni.....
- vedi:
Energia Eolica ed ambiente - 2
La Germania ha in progetto di sviluppare la propria capacità di
produzione di energia eolica con 5000 nuovi impianti da costruire in
mare aperto. Deciso l'abbandono del nucleare, il governo federale ha
deciso quindi di puntare su un settore in cui il paese è già leader
mondiale: con un incremento del 44 per cento negli ultimi anni, la quota
di energia prodotta per il mercato interno prodotta da oltre 11.000
turbine è ora del 3,5 per cento. Inoltre, nell'ultimo hanno i tedeschi
hanno costruito circa metà degli impianti di tutto il mondo.
Forte di questo know how, la Germania pensa al futuro con un progetto
pionieristico, che prevede migliaia di impianti a circa 45 chilometri
largo delle coste, nel nord del paese.
Là dove la forza del vento si fa sentire con maggiore vigore,
occorreranno turbine giganti di dimensioni doppie rispetto a quelle
convenzionali. Un progetto pilota è già stato autorizzato e sarà
operativo probabilmente l'anno prossimo.
Oltre alla sfida prettamente
tecnologica, gli ingegneri dovranno confrontarsi con due grandi
problemi: la sicurezza della navigazione e l'impatto ambientale. I
produttori europei di energia eolica stimano di poter fornire energia a
50 milioni di persone in meno di 10 anni, purché adeguatamente
supportati a livello legislativo e fiscale.
Ciò rappresenterebbe uno dei contributi più consistenti al
raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto fissati per
l'Unione Europea.
Le Formiche: Lo sfigato subisce passivamente la sfiga, lo scazzato no, la erge a filosofia di vita.
By Alessandra Appiano
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Energia dal vento sfruttando
gli aquiloni: Ecco il prototipo di Kitegen - 09 marzo
2012
Il prototipo industriale di
KiteGen ha finalmente preso il volo. L'idea di ricavare
energia sfruttando il vento in alta quota con grandi
aquiloni che si librano nel cielo è oggi un po' più vicina
alla realtà. Nel cielo della campagna astigiana le prove non
si sono mai interrotte, ma anche se nessuno nei dintorni se
n'è accorto, nei voli realizzati durante le ultime settimane
c'è una sostanziale differenza: quello che viene
sperimentato non è più il modello dimostrativo
dell'impianto, bensì un modello che può entrare davvero in
esercizio e funzionare come centrale per la produzione di
energia elettrica.
KiteSteering-1 è servito per essere sicuri che l'idea avesse
senso, per dimostrare che quello che gli ideatori avevano in
mente fosse possibile. Il suo erede, KiteGen-Stem, serve per
fare sul serio e immettere in rete3 MW di potenza per il
massimo numero di ore possibili, potenzialmente anche 8.000
ore all'anno, che significa il 90% dei giorni, 24 ore su 24.
Il meccanismo di funzionamento di KiteGen è semplice, almeno
in apparenza. Una grande ala come quella di un aquilone o di
un parapendio viene sollevata nel cielo, ancorata a terra
con due robustissimi cavi, fino ad un'altezza di almeno 800
metri.
Quando l'ala si allontana da terra, lo srotolamento dei cavi
fa ruotare i cilindri su cui sono avvolti e che funzionano
come enormi dinamo che producono elettricità. Quando l'ala
arriva alla sua massima altezza, regolando i cavi viene
spostata nella posizione "a bandiera" e riportata verso il
basso, fino a circa 300 metri. A quel punto la vela viene
fatta gonfiare e sollevare di nuovo, per dare inizio a un
altro ciclo di carica. E così via. Ininterrottamente. Per
ore, per giorni, magari per interi mesi senza mai toccare di
nuovo terra.
Tratto da: ilsole24ore.com
ENERGIA elettrica con generatore che
funziona ad acqua
Energia
Eolica molto sensibile ai minimi movimenti
dell'aria
Dalla
NASA arriva un nuovo modo di fare energia.
Più precisamente la cosa che suscita curiosità è il mezzo
utilizzato: gli aquiloni. Gli ingegneri della
NASA hanno infatti trovato un modo per sfruttare al
meglio il moto del vento, realizzando un sistema che riesce
a combinare le diverse proprietà di questa risorsa naturale.
Il sistema avrebbe due sistemi di energia. La prima fonte è
situata a terra e sfrutta il movimento del cavo
dell’aquilone. Attraverso un sistema di bobine mosse dal
cavo e grazie al moto variante che l’aquilone possiede,
viene garantita un’erogazione continua di energia durante
tutto il tempo.
Il secondo sistema è invece situato sull’aquilone stesso e
comprende una serie di turbine che sfruttano il vento in
quota e producono energia elettrica con lo stesso principio
delle classiche pale eoliche. L’unica differenza sta nel
fatto che questi aquiloni possono, e questo è l’obiettivo
del progetto, essere disposti ad un’altitudine molto elevata
dove il vento è sicuramento molto più forte. Questa
differenza è molto importante perchè eviterebbe tutte le
problematiche legate alla discontinuità di questa risorsa.
Il prototipo realizzato ha attualmente un’apertura alare di
circa 3 metri, ma proprio per incrementare la resa
energetica, è già in cantiere la realizzazione di un
aquilone di circa 10 metri di apertura alare, da far
arrivare a più di 700 metri di altezza, ideale per questo
tipo di impianti. Per mantenere stabile l'aquilone, in modo
da poter sfruttare al massimo il vento, viene utilizzato uno
speciale software.
Diversi progetti si erano cimentati nello sfruttare questo
mezzo per produrre energia, senza però trovare mai
investimenti necessari. L’eolico sospeso in aria non ha mai
avuto molto successo, ma forse questa volta le cose
cambieranno. La presenza di questi due metodi differenti di
produrre energia garantirebbe un’elevata efficienza
energetica. Se si investisse su questa tecnologia, gli
esperti affermano che potrebbe garantire energia pulita
anche nelle missioni di esplorazione spaziale. Non a caso
c’è di mezzo la NASA.
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