In
Finlandia
l’ecologia diventa sistema - 08 Gennaio 2007
Nel paese dei laghi tutte le aziende, grandi e piccole, impegnate
nella difesa dell’ambiente
Chi ha avuto la
ventura di vedere nei giorni scorsi i servizi televisivi sulla ‘casa
di Babbo Natale’ in Finlandia avrà notato le caratteristiche della
casetta di legno, un’attrazione turistica in località Napapiri sul
circolo polare.
Tutto è ecocompatibile e circondato da webcam che registrano gli
incontri, la temperatura esterna e interna, il grado di secchezza
dell’aria, il tutto mentre gli ‘assistenti’ di Santa Klaus scattano
foto che nel giro di pochi secondi consegnano ai piccoli visitatori.
Tutto questo mentre fuori, nella regione di Oulu, la Finlandia mette
al servizio dell’ambiente enormi investimenti economici per produrre
energia pulita, non inquinare e costruire modelli esportabili di
produzione della carta. «Cerchiamo di dare un esempio»,
spiega Stefan Vallin, ministro dell’Ambiente. «Il cambiamento
climatico e la spinta ad un accordo internazionale concreto e dotato
di un’ampia base di consenso, sono le nostre priorità. Noi facciamo
la nostra parte».
Il VTT, il Centro di ricerche tecniche finlandese, è
un'organizzazione che conduce ricerche in campo tecnicoambientale e
sta portando avanti insieme alla St1, una piccola azienda nata da
uno spinoff dello stesso VTT nel febbraio del 2006, un progetto per
la produzione di biocarburante a base di etanolo. Questo carburante
se adottato in larga scala contribuirebbe ad abbassare le emissioni
gassose.
La St1 ha installato in Finlandia 300 distributori di etanolo e gran
parte degli investimenti dell’azienda ora si rivolgono alla ricerca
per produrre carburanti dai rifiuti. «Esiste una direttiva europea
che consente di aggiungere biocarburante al carburante prodotto dal
petrolio», spiega Vallin. «Vogliamo dimostrare che si possono
fare passi concreti per la salvaguardia dell’ambiente. Nel caso dei
biocarburanti, allestendo un impianto di produzione accanto ad una
discarica di rifiuti si risparmia sui costi di produzione».
Tutte le industrie del paese investono molto in tutela ambientale:
ad Oulu, capitale della regione più industrializzata del paese,
all’interno dell’area di Technopolis, la Ehvoc costruisce
inceneritori catalitici per i rifiuti. «Con i normali
inceneritori si devono raggiungere temperature intorno agli 800850
gradi», dice Reijo Lylykangas direttore dell’azienda. «Con i
nostri basta una temperatura intorno ai 300 gradi».
Alla Samill si occupano di ewaste, rifiuti derivanti da prodotti
elettronici come batterie, cellulari, computer. «Quando si
produce un bene deve essere allo stesso tempo programmato il riciclo»,
dicono in azienda. «Il problema è serio in paesi emergenti come
la Cina. O il riciclaggio di un prodotto è totale o non serve a
niente. Ad esempio ancora non si sa come poter riciclare gli schermi
Lcd. Dunque ci vogliono forti investimenti in ricerca e sviluppo per
trovare soluzioni poco costose da far adottare ai paesi emergenti».
By Laura Kiss
Tratto da:
repubblica.it