|
Migliaia di persone
sono confluite a San Diego, California per quella che
e' stata la più
grande protesta contro le industrie biotecnologiche in USA.
Coincidendo ancora una volta con l'assemblea nazionale della
Organizzazione delle Industrie della Biotecnologia, gli
avvenimenti di Bio-devastazione di questo anno si propongono,
significativamente, di intensificare ed allargare l'intenzione
dell'attivismo negli USA riguardo la crescente minaccia dell' ingegneria
genetica per il nostro cibo, la nostra salute e l' integrità delle
nostre comunità e l'ecosistema terrestre.
L'incontro ha incluso un dibattito pubblico con intervento di esperti nel Balboa
Park di San Diego il 23 Giugno chiamato "Oltre la Biodevastazione",
con la presenza di Vandana Shiva, Peter Rossett, Anuradha Mittal, Percy
Schmeiser, Pat Mooney del RAFI (rural advancement foundation
international), oltre ad altri, e molti giorni di riunioni ed azioni
dirette sotto il nome di Biogiustizia 2001.
Durante lo scorso anno, notizie del rischio di cibi preparati in modo
genetico sono finalmente arrivate sui principali mezzi di comunicazione
americani.
La contaminazione di bustine di taco e di circa 300 altri
prodotti a marchio registrato con un tipo di mais, preparato in
laboratorio, non autorizzato per il consumo umano (vedi Z del 2 Aprile),
la riunione di 4000 persone a Boston lo scorso anno per dimostrare
contro il convegno industriale BIO2000 ed azioni dirette continuate
contro i campi di mais geneticamente modificato, hanno reso impossibile
per i media continuare ad ignorare questa questione. Continuando a
trattare questioni così diverse come la clonazione umana ed animale, il
brevetto della vita e le continue mega-fusioni nelle industrie
alimentari, farmaceutiche e del benessere, hanno aiutato a chiarire le
più ampie dimensioni di questa questione.
Comunque, nonostante le sue
implicazioni ad ampio spettro, l' ingegneria genetica è spesso lasciata
cadere ancora come una questione di cibo sicuro di primaria importanza
per i consumatori ricchi.
Gli eventi di Biodevastazione/Biogiustizia
di questo anno cercheranno, una volta ancora, di mettere in risalto le
connessioni ad ampio raggio di questa tecnologia e rafforzare i legami
fondamentali del grande movimento contro il capitalismo globale.
Intanto, le prove dell' immenso rischio dei cibi geneticamente
modificati continuano ad aumentare.
Anche se la ricerca sui problemi
rappresentati da questi prodotti può difficilmente stare al passo con
20 anni e centinaia di milioni di dollari spesi per accelerare la loro
commercializzazione, ogni nuovo studio indipendente sembra confermare ciò
che i critici del biotech dicono da molto tempo. Dalla minaccia dell'
aumento di allergie da cibo, resistenza ad antibiotici e problemi più
seri di metabolismo e sviluppo ai rischi ampiamente riportati per le
farfalle monarca e numerose specie di insetti utili all' agricoltura, l'
evidenza crescente sostiene il bisogno di fermare la commercializzazione
di questa tecnologia.
Nei due anni passati, abbiamo imparato che la tossina Bt dal grano
modificato, dalla canola e dal cotone può rimanere nel terreno da una
stagione di semina all' altra, che le piante di soia resistenti agli
erbicidi presentano della lignina extra nel loro fusto, rendendole
eccezionalmente sensibili al caldo e che caratteristiche modificate si
sono espanse attraverso impollinazione incrociata, creando, ad esempio,
una varietà di canola canadese che è resistente a tre diversi tipi di
erbicidi.
Il dibattito se tali colture sono in definitiva benefiche per gli
agricoltori continua ad infuriare negli ambienti agricoli, con i fautori
che sostengono notevoli aumenti nei raccolti e diminuzione nell' uso di
erbicidi e pesticidi.
Ricercatori indipendenti come
Charles Benbrook dell' Idaho continuano a mettere in discussione queste
affermazioni con la prova che, per la maggior parte dei luoghi e delle
colture, nessuna affermazione è supportata dall' evidenza.
Questo è ancora più vero nel Sud
del mondo, il quale, ci è stato detto, riceverà finalmente i massimi
benefici dall' agricoltura genetica. Pochi mesi fa, la rivista inglese
New Scientist ha riportato di esperimenti in Africa dove semplici
incrementi di metodi di agricoltura tradizionale combinati con tecniche
perfezionate da coltivatori biologici nel Nord, stanno producendo
miglioramento del prodotto di circa il 100 % confrontato con i guadagni
di pochi percento che potrebbero ottenersi, nei migliori casi, con
varietà modificate.
C' è un consenso crescente sul fatto che l' onere della prova debba
essere spostato sui fautori di questa nuova tecnologia distruttiva in
modo estremo. Ma è cruciale che il dibattito continui a spingersi oltre
i limiti di ciò che può essere documentato scientificamente, oltre
quello che, l'ecologista sociale Chaia Heller, ha descritto come il
discorso sul rischio.
Più i funzionari del governo USA e delle
istituzioni mondiali come il WTO insistono che solamente i rischi
conosciuti e quantificabili sono terreni legittimi per la politica
pubblica, più l' imperativo per gli attivisti diventa intestardirsi
ponendo le domande più grandi: cosa significa questa nuova tecnologia
per la nostra società, per l'esercizio del potere politico ed economico
e per le possibilità di realizzare una società libera ed ecologica ?
Come possiamo comprendere completamente tutte le conseguenze sociali
preoccupanti delle nuove tecnologie genetiche ?
Una discussione che abbia senso sulle implicazioni delle nuove
biotecnologie deve cominciare dal concetto di mercificazione. Nel 19°
secolo, Marx introdusse il concetto di merce come "scopo
esterno", un prodotto del lavoro umano che è stato separato in
pezzi rispetto all' antico significato per il quale la gente lavora per
soddisfare i suoi bisogni basilari. Il capitalismo crea "valori di
scambio", separati dai tradizionali, sociali "valori d'
uso" e legati al comportamento disciplinato e ristretti al profitto
del mercato.
La mercificazione dei bisogni
basilari, inclusa l' appropriazione di terra e lavoro umano come legge
di scambio, fu una elaborazione fondamentale alla base dei principi
fondanti del capitalismo. E' un principio base del progetto ideologico a
lungo termine di dominare e controllare la natura esterna. Mentre le
origini del convincimento pianificato e della creazione di bisogni
artificiali possono, in qualche modo, essere rintracciate nelle
istituzioni precapitalistiche, il capitalismo del 20° secolo ha esteso
la sua portata ancora più a fondo nella vita privata e nella coscienza
quotidiana.
In un saggio del 1983, Murray
Bookchin scrisse, "Dal 1950 in poi, l' economia di mercato non solo
ha colonizzato ogni aspetto della vita comune ma ha anche cancellato la
memoria dei modi di vita alternativi che la precedevano".
Egli propose un rinnovamento della
società e della politica - ed anche dei modi di scambio dei beni -
guidato da norme etiche e culturali, piuttosto che la tirannia del
"libero mercato" capitalista.
Il progetto della biotecnologia moderna sposta i processi di
mercificazione molti passi avanti, estendendo la sua portata per
racchiudere, letteralmente, tutta la vita organica. Forse è l'apice del
progetto capitalistico di dominazione e controllo sulla natura umana e
non.
La biotecnologia cerca, nel vero
senso della parola, di portare tutta la vita, fino ai livelli cellulari
e molecolari, nella sfera dei prodotti commerciali. Dai micro organismi
che vivono nel profondo dei geyser bollenti del Parco Nazionale di
Yellowstone - scoperti essere la materia di un accordo segreto tra il
Servizio Parco Nazionale americano e una compagnia biotecnologica di San
Diego chiamata Diversa - vedi
www.edmondsinstitute.org
- alle sequenze di dna umano mappate sia da enti pubblici che privati,
tutta la vita sulla terra è stata ridotta ad un insieme di oggetti e
codici da essere comprati, venduti e brevettati sotto il dominio del
mercato capitalistico.
Inoltre, la biotecnologia cerca di modificare i modelli base della
natura non umana così da soddisfare meglio le domande del mercato. Dove
i modelli naturali non sono adatti allo sfruttamento continuo, la
biotecnologia aumenta la probabilità di rimodellare le forme di vita
per soddisfare le richieste capitalistiche. Dove la fertilità del
terreno e la salute delle piante sono minate dalla monocoltura e dai
fertilizzanti chimici, i “biotecnologi” rendono le colture
resistenti agli erbicidi così gli agricoltori possono usare più
prodotti chimici nocivi per distruggere gli infestanti e gli fanno
secernere tossine batteriche per distruggere diversi insetti nocivi alle
colture.
Dove l' irrigazione su scala industriale abbassa il livello
dell' acqua e rende i terreni più salati, propongono di rendere le
colture alimentari più resistenti alla siccità ed al sale, perpetrando
la capacità della nostra società ad ignorare le cause sottostanti a
questi problemi.
Dove le specie di pesce commerciabili come il salmone hanno difficoltà
a sopravvivere per un anno esatto nei vivai del nord, gli ingegneri
genetici cercano di unire la resistenza al freddo da specie di acqua
fredda come la passera di mare e le fanno anche crescere drammaticamente
in fretta. Se il bestiame allevato naturalmente non può soddisfare la
domanda di margini di profitto sempre più crescenti, gli allevatori
commerciali puntano ad offrire cloni dei loro animali più produttivi.
Le compagnie di legname vogliono aumentare le piantagioni di alberi
geneticamente modificati che crescono più in fretta ed hanno una
composizione biochimica alterata che può essere più soggetta a
processi chimici per polpa da carta.
In ogni esempio, la biotecnologia
favorisce drammaticamente il processo di sostituzione dell' organico con
il sintetico, perpetuando il mito che le limitazioni intrinseche all'
ecologia di un sistema sociale ed economico che rinnega completamente la
natura possono semplicemente essere progettate al di fuori dell'
esistenza.
L' industria biotecnologica è anche in prima linea nel brevettare gli
esseri viventi, avendo mobilitato il potere del WTO per imporre sistemi
di brevetti sulla vita in tutti i sistemi giuridici del mondo.
L' India è stata in prima linea
nel resistere all'imposizione di brevetti sulla vita con un dibattito
parlamentare ad ampio raggio e dimostrazioni imponenti di agricoltori
contro il controllo sui semi da parte delle multinazionali. Allo stesso
tempo, i "biocercatori" (molti li chiamano "biopirati")
stanno esaminando l' intera biosfera, dall' artico ai tropici, in cerca
di piante, animali e sequenze di dna - inclusi milioni di frammenti di
dna umano - da studiare, manipolare e brevettare.
Anche la proprietà della vita sta
avanzando su scala macroscopica. Cliniche-profit per la fertilità
acquistano ovuli e sperma umano da "volontari" e li mettono in
vendita. Progressi recenti nella clonazione animale hanno suggerito la
possibilità reale che un mercato vivo e vegeto di cellule umane,
tessuti ed anche organi creati in laboratorio può presto essere di
complemento al commercio internazionale vago ma remunerativo degli
organi umani per trapianti.
Con l'emergere di sforzi ben
consolidati di aumentare gli embrioni animali e, ultimamente, umani, lo
spettro di una nuova eugenetica completamente guidata dal mercato si
staglia minaccioso all' orizzonte.
Questa nuova mercificazione della vita ha conseguenze reali ed
immediate.
In termini economici, l' industria
biotecnologica rappresenta una concentrazione di potere economico senza
precedenti riguardo al nostro cibo ed alla nostra salute. La fine degli
anni '90 ha visto un' ondata, prima inimmaginabile, di fusioni ed
acquisizioni multinazionali in ogni settore economico ed ora, le tre
aree di capitale importanza delle sementi, farmaceutica e di prodotti
chimici per l' agricoltura sono dominate sempre più da un piccolo
numero di giganti transazionali, tutti centralmente impegnati nello
sviluppo delle biotecnologie. Dal 1999, cinque compagnie - Monsanto,
AstraZeneca, DuPont (proprietaria della Pioneer Hi-Bred, la più grande
compagnia mondiale di sementi), Novartis ed Aventis controllano il 60%
del mercato mondiale dei pesticidi, il 23% del mercato commerciale delle
sementi e quasi tutti i semi geneticamente modificati del mondo.
Gli agricoltori affrontano un mercato dei semi incredibilmente
monopolizzato insieme all' integrazione crescente dell' intera industria
alimentare; un recente articolo d' opinione del Wall Street Journal ha
prospettato che gli agricoltori diventeranno presto "più come i
costruttori di pezzi per auto di Detroit", meri subappaltatori di
una piccola manciata di multinazionali.
A Marzo, una corte federale
Canadese ha decretato a favore della Monsanto nel caso del coltivatore
di canola Percy Schmeiser: la Monsanto affermava che stava coltivando
una varietà resistente al Roundup senza aver mai comprato i semi da
loro, mentre Schmeiser insisteva che il loro polline ed i semi
trasportati avevano contaminato i suoi campi. Il mancato uso del
diserbante Roundup e l' evidente prova di tale contaminazione sembrarono
deporre a suo favore in tutto il Canada ma, invece, la corte ordinò che
pagasse alla multinazionale i loro 15.000 dollari per "prestazione
tecnologica" più una larga parte delle sue entrate annue.
A meno
che Schmeiser riesca a vincere in appello, questo caso è di cattivo
augurio per il futuro di tutti gli agricoltori che cercano di rimanere
liberi del GE in zone dove le coltivazioni modificate stanno crescendo
in lungo e largo.
Quando il settore del cibo biotecnologico incontrò problemi con gli
investitori nel 1999, molti dei "giganti del gene"
cominciarono a liberarsi delle loro divisioni agricole in compagnie
separate. L' apparentemente invincibile Monsanto di una volta, ad
esempio, ora è una più piccola compagnia concentrata sull'agrochimico
posseduta all'85% dal gigante farmaceutico Pharmacia. I legami
finanziari tra questi settori, comunque, restano in gran parte intatti
ed il progetto di creare una industria di "scienza della vita"
globale controllata da poche delle più grandi compagnie chimiche
mondiali continua, anche se in una forma istituzionalmente indebolita.
La produzione commerciale mondiale di sementi è ancora dominata, in
larga parte, da compagnie che sono specializzate in produzioni chimiche
e biotecnologie.
La Monsanto, ad esempio, ha
conservato la proprietà di giganti del commercio delle sementi come
DeKalb, Asgrow e Holden¹s insieme con le maggiori società di sementi
in Gran Bretagna, India, Brasile ed altri paesi.
Le istituzioni guida del capitalismo globale, particolarmente il WTO e
la Banca Mondiale, insieme con il proposto Accordo sul Libero Commercio
delle Americhe, giocano un ruolo centrale anche nella proliferazione
della biotecnologia e sono pesantemente sostenute dall' industria del
biotech.
Le società biotech giocano un
ruolo chiave nel formulare le disposizioni del WTO e del TRIP (diritti
di proprietà intellettuale relativi al commercio) ed il TRIP è
diventato la leva principale per imporre sistemi di brevetti della vita
in quei paesi in cui l' opposizione è più forte. I meccanismi di
"risoluzione delle controversie" del WTO sono stati usati dal
governo USA nel tentativo di forzare i governi europei ad accettare
importazioni di manzo trattato con ormoni, banane dell' America Centrale
ed altri prodotti non voluti. Solo la paura dell' isolamento politico,
nonostante la massiccia opposizione pubblica, ha frenato l' industria
biotecnologica dall' utilizzare le stesse tattiche di pressione diretta.
I prestiti di sviluppo della Banca
Mondiale spesso sono legati alla "capacità costruttiva"
mirata a spingere i paesi destinatari verso l' agricoltura
biotecnologica ed i carichi "d' aiuto" di cibo USA alle
regioni impoverite sono spesso alterati massicciamente con prodotti
geneticamente modificati, incluso il grano "Starlink" che è
ritenuto inadatto per il consumo da parte dell' uomo negli Stati Uniti.
Una critica radicale della
biotecnologia ha bisogno anche di includere le nuove e varie tecnologie
genetiche umane che sono molto spesso descritte - spesso erroneamente -
come progressi nella ricerca medica. Mentre qualche ricerca che fa uso
di metodi biotecnologici moderni si è dimostrata proficua, e la
sequenza del genoma umano ha, in qualche modo, allargato i discorsi
critici sugli aspetti genetici molto limitati dell' identità umana,
siamo ancora nel mezzo di una massiccia deviazione di risorse
scientifiche focalizzate in modo preciso sulla genetica.
A metà anno scorso, i media si sono concentrati su tutte le meraviglie
risultanti dalla mappatura del genoma umano, il Dr. Neil Holtzman della
Scuola Medica Johns Hopkins scrisse sul New England Journal of Medicine:
"Nessun intervento basato
sull' identificazione dei geni relativi alla malattia si è ancora
rivelato sicuro ed efficace".
Tuttora, l' esagerazione continua
ad aumentare.
La medicina capitalista preferisce rimanere in larga misura ignorante
sulle cause basilari della malattia, preferendo indentificare le
correlazioni genetiche che possono essere esaminate ed usate per
scartare quelli che possono essere più predisposti. Per esempio, alla
metà degli anni 90, l' EPA (ente protezione ambientale) investì quasi
60 milioni di dollari per identificare dei marcatori genetici per l'
aumentata predisposizione a malattie genetiche. Questi soldi sarebbero
stati spesi meglio studiando le cause basilari ed i processi della
malattia ambientale; tale lavoro poteva essere di beneficio reale per
gli individui sofferenti e, probabilmente, renderebbe più facile l'
attribuzione di responsabilità giuridica alle corporazioni colpevoli.
Invece, la retorica dell' alleviare la sofferenza è appropriata nell'
interesse di isolare i potenziali malati, in modo che i motori del
capitalismo possono procedere senza impedimenti. I commentatori di
destra hanno anticipato di molto quelli di sinistra nell' etichettare la
clonazione umana ed i passi verso il "progettista di bambini"
come precursori di una nuova forma di schiavitù, proprio mentre
illustrano entusiastici i passi avanti verso una nuova forma di
eugenetica, guidata largamente dal mercato piuttosto che dallo stato.
Infine, è importante capire i modi in cui la biotecnologia è diventata
un pezzo centrale del capitalismo di oggi centrato sull' informazione.
Come la redditività della produzione industriale convenzionale ha
cominciato il declino nel tardo 20° secolo, gli investitori hanno
cercato nuove forme di produzione centrate sull' informazione come la
base per un' espansione economica rinnovata.
Nel suo capitolo in Redesigning
Life ?, Chaia Heller descrive il ruolo centrale della biotecnologia nel
rafforzamento di una nuova forma postmoderna di capitalismo orientato ai
servizi, flessibile, "organico", in cui forme di attività
economica diffuse, intercambiabili e mediate culturalmente stanno
scalzando in larga misura i modi convenzionali della produzione
industriale e dell' origine del profitto.
In quest' ottica, la
biotecnologia è, essenzialmente "la trasformazione sistematica
della natura biologica in capitale informativo", secondo Heller e
tutti gli ordinatori di geni ed i cacciatori di geni (cioè, "biopirati")
stanno semplicemente "cercando di mappare futuri territori
coloniali nelle cellule di esseri umani [tanto quanto] nella natura
biologica delle piante, animali ed altri organismi."
Se crediamo che una società ecologica e libera sia possibile, allora il
nostro attivismo contro la biotecnologia ha bisogno di meditare
completamente su quella interpretazione. Molte organizzazioni ben
conosciute e largamente sostenute sono focalizzate completamente sull'
ottenere che i cibi geneticamente modificati siano etichettati o nel
presentare petizioni agli enti governativi per richiedere test
indipendenti e, forse, regole più esaurienti al posto delle
"consultazioni" completamente dubbie tra la FDA (Food and Drug
Administration) americana e le industrie del biotech e le industrie
agricole.
La non regolamentazione attuale si fonda sul mito
dell'"equivalenza sostanziale" - la nozione chiaramente falsa
che non c' è nulla di diverso qualitativamente riguardo una varietà di
un certo grano geneticamente modificato, nessun problema distinguibile
per la salute e l'ambiente che sia unica conseguenza di questa
tecnologia.
Ma svelare e abbattere questo mito
ed anche eliminare completamente i cibi GE sono solo i primi passi verso
una società democratica che può nutrire ciascuno con cibo fresco e
sano in un modo ecologicamente corretto.
Chiedere giustizia ad un sistema
intrinsecamente ingiusto può essere un passo avanti per creare una
società libera oppure può rendere eterni i tentativi controproducenti
di riformare il sistema esclusivamente nei suoi propri termini.
Dipende
se il movimento è pronto a vedere la sua meta vicina nel quadro di una
visione ricostruttiva sociale e politica più ampia.
La nostra meta è
solamente l' etichettatura del cibo GE - o anche la sua abolizione - o
è anche un sistema alimentare veramente ecologico che allenti la morsa
delle megamultinazionali dell' industria agricola sulla nostra
disponibilità di cibo e le nostre vite ?
Quale tipo di strategia può
essere utile per smantellare l' irresponsabile forza negatrice di vita
di queste istituzioni e del sistema che servono ?
Come può la nostra opposizione
all' ingegneria genetica essere basata su una strategia politica che
mira al rafforzamento delle comunità naturali ed ad una società
liberata dai confini della guerra capitalistica del tutti contro tutti ?
Ci sono stati importanti successi nei pochi anni scorsi; l'egemonia sul
nostro cibo, la nostra salute ed il nostro futuro delle compagnie come
la Monsanto è stata seriamente turbata ma, chiaramente, dobbiamo andare
molto oltre.
Abbiamo bisogno di basare la nostra
opposizione alla biotecnologia sui nostri sogni di rafforzamento delle
comunità, sul trionfo della liberazione umana dal consumo e dalla morsa
del mercato capitalistico.
Avremo la biotecnologia in una società libera ? Forse l' avremo, ma
come con tutte le altre nuove tecnologie che gli attivisti hanno
affrontato negli anni, una tecnologia biologica ispirata dall' ecologia
sarà un tipo di impegno fondamentalmente diverso dalla biotecnologia
che domina le discussioni odierne.
L' industria biotecnologica attuale
è cresciuta ampiamente a spese delle tecnologie ecologiche più
salutari, dai miglioramenti sofisticati di coltivazione di cibo
biologico e metodi di agricoltura sostenibile agli approcci olistici per
le cure mediche che si basano sia sulla conoscenza tradizionale che su
una prospettiva non meccanicistica sull' ecologia interiore
dell'organismo umano.
Abbiamo visto come la ricerca in
tecnologie alternative è stata sistematicamente svalutata e privata di
fondi negli ultimi anni anche nelle nostre università teoricamente
pubbliche, ora abbiamo bisogno di concepire una società dove queste
tecnologie possano fiorire.
Le tecnologie sono sempre un prodotto del loro contesto sociale e le
tecnologie più avanzate servono a rafforzare le strutture sociali e
politiche che le hanno prodotte. La biotecnologia di oggi riguarda
fondamentalmente la manipolazione ed il controllo - che è ciò su cui
prospera il capitalismo. Le tecnologie biologiche future, d' altro
canto, possono cercare di lavorare con i modelli della natura e
aumentare la partecipazione umana e l' armonia con il resto del mondo
naturale.
La genetica avrà verosimilmente un
ruolo come lo avranno una quantità di approcci alla ricerca scientifica
centrati sull'intero organismo che sono stati ampiamente relegati ai
margini dell' ambiente universitario nei decenni recenti.
Forse, cosa più importante, le
comunità di persone reclameranno il potere decisionale su quale tipo di
tecnologie sono più utili alla creazione di un futuro ecologico. Le
comunità possono dibattere e decidere come distribuire le risorse verso
la ricerca e l' invenzione in un forum libero, aperto e direttamente
democratico invece degli esecutivi delle multinazionali e dei burocrati
del governo che decidono in gran parte in segreto.
Mentre continuiamo ad esplorare le
più ampie implicazioni delle biotecnologie attuali, è cruciale che
continuiamo a guardare verso lo sviluppo di una scienza - e di un
contesto sociale e politico partecipativo per quella scienza - che
rappresenti veramente la piena realizzazione delle possibilità umane.
nfo & link: : Brian Tokar : Biotechnology : ZNet-It home
Sull'autore: Il libro più recente di Brian Tokar è: "Redesigning
Life ?
The Worldwide Challenge to Genetic Engineering" (Zed
Books).
Per ulteriori
informazioni: Beyond Bio-devastation/Biojustice 2001, 619-237-5496;
www.biodev.org.
http://www.zmag.org/Italy/june01tokar.htm
|