Contadini e indigeni denunciano l'ENI
- 06-12-2004 - Tratto
da:
www.unimondo.oneworld.net
ASUD denuncia all'opinione pubblica italiana, ai movimenti, alla stampa
ed alle forze politiche democratiche, progressiste ed ecologiste, di
aver ricevuto dall’Ecuador da parte delle organizzazioni contadine di El Triunfo, dalla comunità indigena Shuar Washints della provincia di
Pastaza, una denuncia sulle piogge acide e l’inquinamento causato dai
lavori di CFP dell’ENI-AGIP nel Puyo. Prima di questa denuncia,
l’impresa ha risposto con dichiarazioni ai giornali locali in cui nega
le proprie responsabilità per i danni causati e minaccia di querelare
chiunque continuerà ad attribuire loro accuse “infondate”.
Manuel
Caiza, presidente del Comitato per la difesa dell’Ambiente del
Trionfo, ha ricordato come lo scorso 10 novembre 2004 il Municipio di
Pastaza ha effettuato una missione di ricognizione ambientale a El
Triunfo.
Quando gli ispettori sono arrivati nella zona del CPF, hanno
incontrato i lavoratori dell’Agip intenti a ripulire un terreno
contaminato vicino alla stazione dai rifiuti industriali, cercando così
di occultare le prove delle loro attività.
Il
Dipartimento di Igiene e Salute del municipio ha deliberato che il
Governo sospenda le estrazioni petrolifere e realizzi
un’interrogazione ambientale alla Compagnia AGIP che opera nel settore
dove si trova El Triunfo.
La settimana scorsa, il Comitato per la Difesa
dell’Ambiente di El Triunfo, mentre accompagnava un giornalista della
città di Puyo che voleva verificare il grado di contaminazione della
zona, ha intercettato un camion dell’impresa che stava cercando di
ritirare un enorme serbatoio di derivati di greggio per anni abbandonato
al bordo della strada, senza alcun tipo di precauzione o misura di
sicurezza che ne indicasse i rischi e la nocività. Vedendo il
giornalista, i funzionari vestiti con divise dell’Agip, ancora nel
pieno delle operazioni di occultamento delle prove sono saliti a bordo
di un’auto con vetri polarizzati e se ne sono andati senza dare
spiegazioni.
Due
giorni prima, un rappresentante dell’ENI aveva dichiarato ad una Radio
locale di Puyo che il serbatoio non apparteneva alla società, di non
essere a conoscenza del motivo per cui fosse lì, né cosa contenesse.
Sempre l’ENI è corresponsabile delle devastazioni sociale ed
ambientali compiute dal megaoleodotto di 503 km costruito dal consorzio
di multinazionali OCP con il dissenso persino della Banca Mondiale.
Accion por la Vida, associazione che da anni si batte per difendere le
terre di Mindo dall'invasione del consorzio OCP, di cui fa parte anche
l'Agip, chiede sostegno internazionale per procedere con le pratiche
legali e dare avvio al processo contro l’OCP. Lo scorso 23 settembre
2004, la Corte Superiore dell’Ecuador ha deliberato che il tribunale
di San Miguel de los Bancos è competente a giudicare il caso contro
l’OCP.
Questa
decisione si basa sul rapporto della "Comisión Especial de Limites
Internos de la Republica del Ecuador". (No.: 2004-124-CELIR) che
conferma che il terreno della nostra hacienda "La Esperanza"
si trova entro i confini del cantone San Miguel de los Bancos.
Dopo questa decisione a favore degli ecologisti di Accion por la Vida e
di quanto si sono battuti nella campagna internazionale contro l’OCP,
sono state presentate 3 citazioni nei giorni 28, 29 ottobre e 4 novembre
2004. Dall’ultima data all’OCP erano stati concessi 15 giorni di
tempo per rispondere alle nostre richieste.
Secondo
l'associazione A Sud "sarà difficile che l’OCP possa legalmente
eludere le proprie responsabilità.
E’ importante sostenere Accion por
la Vida attraverso un sostegno concreto che possa contribuire alle spese
legali ed a dare visibilità alla campagna a livello internazionale.
Mindo potrebbe costituire un precedente in grado di dare garanzia al
nostro futuro e a quello delle generazioni a venire".
Fonte:
asud.net
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