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Rischi ElettroSmog, Campi Elettrici vietati come immissioni intollerabili
 

Italy - Un'ordinanza del Tribunale di Como spezza una lancia a favore della tutela preventiva della salute
Da ItaliaOggi del 24.01.2002 - vedi: Elettrosmog

Si alla tutela preventiva della salute, in pericolo per le immissioni elettromagnetiche. Non e' un errore parlare di <<immissioni>>, invece che di "emissioni"; giuridicamente parlando, e' proprio di immissioni intollerabili che si tratta, come tali vietate dalla legge (articolo 844 codice civile) e suscettibili di essere inibite, in via cautelare, per evitare che si verifichino, anche in futuro, lesioni alla salute dei proprietari dei fondi pių vicini alla fonte di rischio.
Questioni giuridiche a parte, importante e' che i tribunali, fra un rigetto e l'altro, non siano insensibili alla tutela della salute dei cittadini, ne' la trascurino per presunti prevalenti e prioritari interessi generali, legati all'erogazione dell'energia elettrica.
E cosė ha fatto il Tribunale ordinario di Como, con l'ordinanza del 30 novembre scorso, con la quale ha imposta all' Enel l'interramento di alcune linee aeree di elettrodotto (con potenza di 132 e 220 kV), che da anni mettevano a rischio la salute di 25 cittadini di Carimate, generando campi elettromagnetici di valore compreso fra 1 e 2 microtesla (la migliore letteratura scientifica pone, come valore-soglia di rischio,il limite di 0,3-0,4 microtesla), del tipo Elf (campi a bassa frequenza); campi inseriti dallo Iarc (International agency for research of cancer) nella classe 2B, relativa ai possibili cancerogeni umani.
Il provvedimento cautelare, lungamente motivato č consultabile sul sito Internet www.giust.it

Elettrosmog e giurisdizione.
In primo luogo, il tribunale chiarisce che la materia del contendere non rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n.80 del 1998: la causa, si legge in motivazione, "appare certamente, da un lato,  riconducibile all'ipotesi escludente di cui alla seconda parte della lettera e) del 2° comma dell'art.33 (rapporti individuali di utenza con soggetti privati, controversie meramente risarcitorie che riguardano il danno alla persona o a cose e controversie in materia di invalidita', ndr), e, d'altro canto, non assumibile nella previsione di cui alla prima parte di cui alla medesima lettera e) (controversie riguardanti attivita' e prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento di pubblici servizi, ivi comprese quelle rese nell'ambito del servizio sanitario nazionale e della pubblica istruzione, ndr)".
Immissioni e rischio elettrosmog. Secondo i giudici, il soggetto protetto dall'art.844 c.c. ha diritto di essere esente non solo da propagazioni immediatamente - avvertibilmente dannose, ma anche da propagazioni "rischiose", e cio' sia sotto il profilo del diritto soggettivo domenicale (il fondo gravato e' oggettivamente e indebitamente menomato). 
Non tutti i rischi, tuttavia, fanno scattare la tutela giuridisdizionale, ma solo quello "che supera la soglia, la cui ragionevolezza (...) deve essere determinata scientificamente". 
Un tipo di rischio, quest'ultimo, nel quale deve ritenersi che il danno e' gia' in atto e che percio' va "prevenuto e risarcito (risarcimento in forma specifica) anche se si tratta di un ipotesi, per cosi dire, ambulatoria, nel senso che non si sa quando e chi l'evento materialmente lesivo colpira'".
A tal fine, il tribunale ha chiamato in causa il concetto di possibilita'-probabilita' meramente statistica dell'accadimento, per accertare la presenza del nesso eziologico fra rischio elettromagnetico e danno alla salute delle persone: il risultato č stato che, grazie a un'approfondita consulenza tecnica d'ufficio, i giudici hanno dichiarato intollerabili ai sensi dell'art.844 c.c., e percio' dannose per la salute, le immissioni elettromagnetiche ove superino il parametro di 0,3-0,4 microtesla di campo magnetico.

Tutela preventiva della salute.
Nessun ostacolo, infine, per il momento in cui la tutela di tipo risarcitorio e' stata accordata. 
Su questo punto ha fatto scuola la sentenza (storica, la prima del genere) della Cassazione (n.9893/2000), nella quale si statuiva che "la tutela della salute puo' essere preventiva e dare luogo a pronunce inibitorie, se, prima ancora che l'opera pubblica sia messa in esercizio nei modi previsti, sia possibile accertare, considerando la situazione che si avra' una volta iniziato l'esercizio, che nella medesima situazione e' insito un pericolo di compressione per la salute di chi agisce in giudizio".
Quello in commento e' insomma un provvedimento di grande importanza, ha evidenziato Marcello Adriano Mazzola, responsabile giuridico Vas e legale dei ricorrenti, "in quanto depositato in un periodo di indubbia risacca giurisdizionale e legislativa".
Per l'avvocato, infatti, il legislatore, dopo aver varato una suggestiva legge quadro sull'inquinamento elettromagnetico, appare ora quanto mai titubante nell'approvare i decreti attuativi e nell'accogliere i valori espressi come conclusivi dalla piu' autorevole letteratura scientifica.
By Silvana Saturno