Nel
Darfur, il governo sudanese ha dato vita a una catastrofe dei diritti
umani e la comunità internazionale ha fatto troppo poco e si è mossa
troppo tardi per reagire alla crisi, tradendo centinaia di migliaia di
persone.
Ad Haiti, i responsabili di gravi violazioni dei diritti
umani hanno potuto riconquistare posizioni di potere.
Nella Repubblica
Democratica del Congo orientale, non c’è stata alcuna risposta
efficace allo stupro sistematico di migliaia di donne, bambine e
persino neonate. Nonostante lo svolgimento delle elezioni,
l’Afghanistan è precipitato in una spirale di assenza di legge e
instabilità. La violenza in Iraq è stata endemica. A livello
nazionale, i governi hanno tradito la causa dei diritti umani con
costi terribili per la gente comune. I soldati russi hanno impunemente
torturato, stuprato e sottoposti ad altri abusi sessuali le donne in
Cecenia.
Il governo dello Zimbabwe ha strumentalizzato politicamente
la penuria di cibo. Il tradimento dei diritti umani da parte dei
governi è stato accompagnato da atti sempre più orribili di
terrorismo e i gruppi armati hanno raggiunto nuovi livelli di brutalità.
“Le
immagini delle decapitazioni degli ostaggi in Iraq, il sequestro di
migliaia di persone, tra cui centinaia di bambini, nella scuola di
Beslan e il massacro di centinaia di pendolari a Madrid hanno
scioccato il mondo” – ha aggiunto Pobbiati. “Ciò nonostante, i
governi non hanno voluto ammettere la mancanza di successo nella lotta
al terrorismo, portando avanti strategie fallimentari ma politicamente
convenienti. Quattro anni dopo l’11 settembre, la promessa di
rendere il mondo un luogo più sicuro rimane vana”. Il tentativo
dell’amministrazione Usa di annacquare il divieto assoluto di
tortura attraverso nuove politiche e il ricorso a un linguaggio quasi
manageriale fatto di espressioni quali “manipolazione ambientale”,
“posizioni stressanti”, “manipolazione sensoriale” ecc., è
risultato uno dei più dannosi assalti ai valori globali. Nonostante
gli Usa abbiano continuato a usare il linguaggio della giustizia e
della libertà, lo scarto tra retorica e realtà è rimasto profondo.
Ciò è acutamente illustrato dalla mancanza di indagini esaurienti e
indipendenti sull’agghiacciante fenomeno dei maltrattamenti e delle
torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib e dall’assenza di
provvedimenti nei confronti delle più alte cariche
dell’amministrazione statunitense.
Gli
Usa, superpotenza politica, militare ed economica senza rivali,
stabiliscono la linea di comportamento per i governi. Quando il paese
più potente del mondo si fa beffe del primato della legge e dei
diritti umani, concede agli altri paesi la licenza per compiere abusi
nell’impunità. Molti governi hanno mostrato un disprezzo clamoroso
nei confronti del primato della legge. La Nigeria ha garantito a
Charles Taylor, ex presidente della Liberia, lo status di rifugiato
nonostante fosse incriminato per omicidi, mutilazioni e stupri;
Israele ha proseguito la costruzione di una barriera all’interno
della Cisgiordania occupata, ignorando l’opinione della Corte
internazionale di giustizia secondo cui tale azione viola il diritto
internazionale dei diritti umani e il diritto umanitario. Detenzioni
arbitrarie e processi iniqui hanno avuto luogo, sulla base di
legislazioni di sicurezza, in numerosi paesi.
Ma
nel 2004, ha ricordato Pobbiati, ci sono stati anche segnali di
speranza. Tra le sfide legali alla nuova agenda, vanno ricordati i
giudizi della Corte suprema Usa sui detenuti di Guantánamo e la
decisione della Camera dei Lords britannica sulla detenzione a tempo
indeterminato, senza accusa né processo di “presunti terroristi”.
La pressione dell’opinione pubblica ha dato vita alla protesta di
milioni di persone in Spagna contro gli attentati di Madrid, alle
rivolte popolari in Georgia e Ucraina e a un crescente dibattito sul
cambiamento politico in Medio Oriente.
“Sempre di più, la doppiezza dei governi e la brutalità dei gruppi
armati vengono contrastati dalle sentenze giudiziarie, dalla
resistenza popolare, dalla pressione pubblica e dalle iniziative di
riforma delle Nazioni Unite.
La sfida per il movimento dei diritti
umani è di accrescere il potere della società civile e spingere i
governi a mantenere le loro promesse sui diritti umani” – ha
concluso Pobbiati.
Tratto da: unimondo.oneworld.net
vedi
anche: DIRITTI dell'UOMO
+
Diritti
+
Diritti dell'Uomo
+
Diritti
Umani traditi
+
Esperimenti sui bambini
+
Conflitto
di Interesse
+
Difensori dei Diritti Umani +
Sovranita' Individuale
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RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
Informatore dei CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Video da visionare per
comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da
parte di questi
CRIMINALI
a livello mondiale !
COMUNICATO STAMPA
(Italy) - I DIRITTI UMANI NON
SONO NÉ di DESTRA NÉ di SINISTRA
Salute Mentale: una
riforma che non è solo un ritorno ai manicomi,
ma un’ulteriore invasione della psichiatria
nelle nostre vite.
Si cerca di far
passare l’idea che la legge Basaglia sia il
retaggio di una cultura di sinistra e il
risultato di un momento storico e che abbia
motivazioni ideologiche. Ma l'intero intervento
della legge era puntato nella direzione di un
percorso riabilitativo in cui al centro fosse la
volontà del paziente e il suo percorso di
integrazione nella società. Era una grande
conquista per i diritti umani delle persone con
problemi mentali. I diritti umani non sono né di
destra né di sinistra.
La “riforma” della
legge Basaglia proposta dal deputato Paolo
Guzzanti non dispone solamente un rafforzamento
del
TSO (Trattamento
Sanitario Obbligatorio), in aperta
violazione dello spirito dell’articolo 32 della
nostra costituzione (*),
ma apre la strada al ricovero in
TSO anche presso strutture private. Secondo
il disegno di legge, infatti, il TSO "può essere
prolungato in sede di comunità terapeutica o
presso una casa di cura privata accreditata…".
Gli abusi potenziali derivanti da questa
disposizione sono evidenti visto che la salute
della persona passerebbe inevitabilmente in
secondo piano rispetto agli interessi economici
delle case di cura.
(*)
La Repubblica tutela
la salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività, e
garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno
può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di
legge. La legge non può in nessun caso violare i
limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Ma i pericoli insiti
in questa proposta di legge non sono solo
questi. È un’ulteriore tentativo di invasione
della psichiatria (con a ruota le case
farmaceutiche) nella vita di tutti noi.
Cominciamo con
l’articolo 1 dove si parla di “interventi
psichiatrici per l’intero ciclo di vita
dell’individuo”.
Il tentativo di alcuni psichiatri di
medicalizzare a vita le persone diventa
realtà. Molte vittime di abusi psichiatrici ci
hanno parlato di un modus operandi, che è
standard per moltissime strutture psichiatriche,
che si riassume nelle parole “non ti mollano
più”.
Ora questo
principio viene ufficializzato in una proposta
di legge.
L’articolo 3,
flagrante sponsorizzazione dei servizi
psichiatrici, prevede “la centralità operativa
del DSM (dipartimento salute mentale)” e
dichiara che “Il DSM può allargare il campo
delle proprie competenze anche alla
medicina
psicosomatica ed ai
trattamenti
alternativi e complementari”.
Se vogliamo essere cinici, il DSM sarà
riluttante a passare i propri “clienti” alla
concorrenza. Secondo questa legge tutto passa
per il DSM che ha la facoltà e non l’obbligo di
trovare strade alternative. Desideriamo
contestare con forza questa impostazione.
Possiamo
continuare con la possibilità affidata a un
semplice medico di proporre un Accertamento
Sanitario Obbligatorio fino al Trattamento
Sanitario Obbligatorio prolungato di sei mesi
rinnovabili. Ma i racconti di centinaia di
vittime della psichiatria ci confermano che i
"trattamenti” obbligatori creano la malattia
invece di curarla.
E per definizione un “trattamento obbligatorio”
non è altro che una tortura e una violazione dei
più fondamentali diritti umani, non bendiamoci
gli occhi per favore. Vogliamo veramente
condannare queste persone a sei mesi o più di
tortura ?
Mentre la psichiatria continua a chiedere più
soldi e a fare promesse, si rischia di far
passare in secondo piano il vero problema: quale
risultato e beneficio sta dando all'individuo ?
Da un'intervista al Dott. Giorgio Antonucci
collaboratore di Franco Basaglia e figura
leggendaria dell'approccio non psichiatrico alla
sofferenza psichica, citiamo. : "A parte qualche
singolo caso eccezionale, non viene attuato
quello che intendeva Franco Basaglia, ma si
continua un lavoro che evidentemente Basaglia
non approverebbe: interventi autoritari,
prendere le persone con la forza e portarle in
cliniche psichiatriche, che sono la
continuazione del manicomio. Il manicomio nasce
dall'intervento autoritario: prendo una persona
contro la sua volontà, poi la sottopongo ad una
serie di interventi obbligati che sono l'essenza
del manicomio........
Essere contro il manicomio significa liberare le
persone che sono state per anni rinchiuse,
ridotte in solitudine e non ascoltate, ma vuol
dire anche pensare di non continuare a trattare
le persone come oggetti da riparare, e che non
si debba intervenire con la forza. Si deve
intervenire tenendo conto della volontà della
persona. Anche perché siamo operatori della
salute, non siamo controllori sociali.
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=5218&Itemid=55
Così come, nel
campo del lavoro, Giorgio Antonucci ha sempre
valorizzato la ricerca e il lavoro di quei
giovani e di quelle associazioni e cooperative
sociali che si sono occupate del disagio in
termini non autoritari, non omologati, non
esclusivamente psicofarmacologici, bensì con
caratteri innovativi e di attenzione alla
dignità, alla qualità della vita e ai diritti di
ciascuno.
Lanciamo un
appello al legislatore e lo scongiuriamo di
trovare una via migliore rispettosa dei diritti
umani e di non avallare una legge che aprirebbe
la strada a tantissimi abusi psichiatrici.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani -
Onlus - e-mail:
ccdu.milano@gmail.com
Costituzione Italiana: Art. 28
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli
enti pubblici sono direttamente responsabili,
secondo le leggi penali, civili e
amministrative, degli atti compiuti in
violazione di diritti. In tali casi la
responsabilità civile si estende allo Stato e
agli enti pubblici.
Commento NdR: questi articoli come altri
della Costituzione Italiana sono da sempre
trasgrediti e disattesi proprio da coloro che lo
rappresentano, specie nella Sanita', Finanza,
tutela, commercio, agricoltura, ecc.
Per cui invitiamo i cittadini di questi stati
trasgressori, compresi i loro rappresentanti e
dirigenti, a DENUNCIARE all'autorita'
giudiziaria tutti questi farabutti che
trasgrediscono la Costituzione; verra' il
momento, il tempo comunque nel quale il
Popolo
Sovrano, si sollevera' ed arrestera' tutti
questi "soggetti" che compiono questi misfatti,
sulla pelle del Popolo reso suddito... !
Questo perche' il
presunto stato italiano, e' un'azienda privata
in mano ai mafiosi Banchieri...
vedi:
Republic of italy colonia US in mano ai
Banchieri - fin dalla sua fondazione nel
1800...
vedi:
Garibaldi, Cavour, i Savoia e relativi debiti, i
mafiosi ed i banchieri inglesi