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In pieno boom il business delle cavie umane in
India - ANSA - NEW DELHI, 29 APR 2006 - si stima che nell'arco di 4-5 anni tocchera' un giro di affari di 1,5 mld di dlr. E
si calcola che nel 2010 saranno 2 mln gli
indiani, spesso giovani disoccupati allettati
dai guadagni, coinvolti in test farmaceutici.
Fino a qualche anno fa, le case farmaceutiche
non erano costrette a fare test clinici poiche'
si limitavano a riprodurre farmaci importati
dall'estero.
Ma poi l'India ha dichiarato illegale la
clonazione dei farmaci, per non parlare degli
espianti di
organi.....
Le
case farmaceutiche occidentali
fanno miliardi con alcune medicine prodotte
inizialmente dai paesi in via di sviluppo.
Ma i rimedi alle erbe, come la zucca amara o il
Turmeric, conosciuti per la loro efficacia nella
cura di tutto, non portano alcun guadagno a quei
paesi i cui saggi per primi ne avevano
individuato le virtù. Il governo indiano ha
calcolato che ogni anno nel mondo vengono emessi
circa 2 mila brevetti legati alla medicina
tradizionale indiana.
Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i bambini come
fossero, dal punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare
ai
bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
I
profitti delle industrie farmaceutiche sono da
capogiro, esempio:
la Gsk (Glaxo Smith Kline)
ha
chiuso il 2000 con 11.400 miliardi di utili !!!
Le spese per la ricerca scientifica, in media non superano il 20% dei
bilanci aziendali. Ma in compenso ben oltre il 30% del bilancio
delle
aziende farmaceutiche è utilizzato per “promuovere” i farmaci, presso i
medici, laboratori......., ecc.
Video da visionare per
comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da
parte di questi
CRIMINALI
a livello mondiale !
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i
risultati delle loro ricerche....-
Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il
risultato complessivo della nuova generazione di
antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei
criteri clinicamente significativi», scrivono
gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la
necessità di cambiare il sistema attuale, che
permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -
Rende difficile determinare se i farmaci
funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero
essere obbligate, quando commercializzano un
nuovo prodotto, a pubblicare tutti i
dati». Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
vedi:
BIG PHARMA +
La guerra del Dottor
Matthias Rath
+
DITTATURA SANITARIA
+
Epidemie
+
Malattie del Passato
+
I veri
padroni della sanita' nel mondo
+
Danni
Iatrogeni +
Pericolo
Farmaci + Terrorismo
con i Farmaci
+ Medicina e Potere
+ BARONIE, Universita' e
MEDICI 2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno !
"Recentemente in Italia,
con l’introduzione del
D.L. n. 95/03 si è provveduto ad
abolire l’obbligo
(diventa spontanea) di segnalazione di tutte
le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane
tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi
o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini
e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in
speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal
Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente
farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104
vedi anche:
Medicina Ufficiale prima
causa di morte negli USA +
Morti della
medicina ufficiale
+
Trattamento Sanitario Obbligatorio
(T.S.O.) +
Diritti Traditi 1 + Diritti
+
I MEDICI, una
MINACCIA per la SALUTE
? + Medicina e Potere
+
Errori medici
+
MEDICI IMPREPARATI
+ Comparaggio
farmaceutico
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RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di
interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti di
interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+ Consenso Informato
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DANNI da FARMACI,
4 DENUNCE al GIORNO
- Italy, Lombardia
Ogni giorno in
Lombardia si verificano 4 segnalazioni per
effetti indesiderati legati all'uso di farmaci.
Nel 2006 si sono registrate 1.343 denunce, +15%
rispetto al 2001. Questi sono i dati del
monitoraggio contenuto nel dossier del Centro
regionale di farmacovigilanza, pubblicato su
www.sanita.reqione.lombardia.it e
www.gruppogif.org.
Il resoconto si basa sulle segnalazioni
spontanee pervenute nell'ultimo anno
all'osservatorio di farmacovigilanza da medici,
pediatri, farmacisti e cittadini.
Fonte: Corriere della Sera Milano, 21 maggio
2007;
http://www.aboutpharma.it
100 MILA MORTI
all'ANNO = MALASANITA" USA
Washington, 4 mag -
Negli Usa ogni anno muoiono 98mila persone per
malasanità. Clamoroso fu il caso di Chuck
Nathanson: nessuno si accorse del tumore. Il
numero dei morti per errori dei medici o per
infezioni contratte negli ospedali emerge da una
recente ricerca. La pediatra Laura Nathanson ha
vissuto in prima persona la tragedia degli
errori medici: il marito ChucX aveva un tumore
nella zona polmonare, ben visibile nelle lastre
fatte dall'uomo.
Ma ben 8 medici hanno
esaminato le lastre senza notarlo.
Fonte: ANSA, 5 MAG 2007
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I
FANS AUMENTANO RISCHI di INFARTO e ICTUS
– 29/09/2011
(AGI) – Londra, UK - Un nuovo studio
internazionale rileva che gli antidolorifici
e gli antinfiammatori molto comuni, i
cosiddetti Fans (farmaci antiflogistici non
steroidei), possono
aumentare di un terzo il rischio di infarto o
ictus.
Alcuni ricercatori della
Hull York Medical School, una joint venture
tra le Universita' di Hull e di York, il NHS del
Regno Unito e l'Institute for Clinical
Evaluative Sciences in Canada, hanno passato in
rassegna 51 studi su larga scala condotti sui
Fans in Europa, USA, Canada e Australia. I
risultati sono stati pubblicati online questa
settimana sulla rivista
PLoS Medicine.
Dalla ricerca emerge che i
pazienti con problemi cardiaci che hanno
utilizzato Fans, hanno dimostrato un rischio
significativamente piu' elevato di eventi
cardiovascolari gravi, come infarto o ictus,
rispetto ai pazienti che non li hanno
utilizzati.
Tuttavia, altri Fans comuni, tra cui naprossene
e basse dosi di ibuprofene, non sembrano essere
collegate a un aumento di questo rischio. "I
Fans forniscono sollievo al dolore per milioni
di pazienti con malattie infiammatorie croniche.
Il rischio cardiovascolare - ha affermato
Patricia McGettigan della Hull York Medical
School - e' ben descritto, anche se spesso viene
trascurato. Nella scelta dei molti Fans
disponibili, i pazienti e i medici dovrebbero
trarre beneficio dalla conoscenza del giusto
equilibrio tra danni e benefici dei singoli Fans
a seconda dei casi". Molte persone usano Fans
per alleviare il dolore e per i loro effetti
anti-infiammatori contro patologie come cefalea,
artrite, dolore alla schiena, gotta e dolori
influenzali.
Nel 2010 nella sola Inghilterra sono state
effettuate quasi 17 milioni di prescrizioni di
Fans, cioe' uno ogni tre abitanti.
Di questi, quasi 6 milioni, piu' di un terzo,
hanno riguardato il diclofenac, 5 milioni per l'ibuprofene
e 3 milioni per il naprossene.
Tutti questi possono anche essere acquistati
senza prescrizione medica. I ricercatori hanno
scoperto che tra i Fans piu' comunemente
utilizzati, il piu' alto rischio e' stato
osservato per il diclofenac, che e' stato
complessivamente collegato a un aumento del
circa 40 per cento di un evento cardiovascolare
come infarto o ictus. "In altre parole, un
paziente su 50 potrebbe subire un attacco
cardiaco evitabile.
Si tratta di dati e informazioni importanti, in
particolare se vi e' un'alternativa piu'
sicura", ha aggiunto McGettigan.
Il Fans piu' sicuro sembra essere il naprossene.
La British Heart Foundation (BHF), ha esortato i
pazienti che stanno gia' stanno assumendo Fans
di non allarmarsi. "Come per ogni farmaco, ci
sono benefici e potenziali rischi nel prendere
degli antidolorifici", ha osservato Doireann
Maddock, Senior Nurse della BHF. "Prima di
prendere qualsiasi iniziativa - ha concluso - e'
necessario parlare col nostro medico, perche' i
benefici potrebbero superare i rischi".
vedi:
Pericolo farmaci
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RISARCIMENTO DANNI per FARMACI in USA
Il fatto d'aver ottenuto l'autorizzazione dall'Autorita'
sanitaria non mette le case farmaceutiche al
riparo dai danni provocati dai loro prodotti. Lo
ha stabilito l'Alta Corte statunitense nella
sentenza che ha condannato il laboratorio
Wyeth a un
risarcimento di 7 milioni di dollari.
La causa riguarda una chitarrista cui e' stata
amputata parte del braccio in seguito ai danni
causati da Phenergan, prescritto impropriamente
contro l'emicrania. I legali della donna hanno
argomentato che Wyeth
avrebbe dovuto fornire indicazioni molto piu'
precise su eventuali rischi connessi al suo uso.
Da parte sua, il tribunale ha precisato che l'Autorita'
sanitaria non e' nella possibilita' di sorvegliare tutti
gli 11.000 medicinali in vendita negli Stati
Uniti, e quindi spetta ai produttori fornire il
massimo di informazioni possibili.
Tratto da:
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=252408
vedi:
I MEDICI,
una MINACCIA per la SALUTE
? + MEDICI IMPREPARATI
+
Falsificazioni degli Studi
Scientifici
+
Ricerca
Scientifica + Bugiardino +
FALSITA' della medicina
ufficiale +
Pubblico
Credulone
+
Mercato della Salute
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RIVELATI i RAPPORTI
SEGRETI sugli EFFETTI COLLATERALI dei FARMACI
Media lift lid on secret reports on drug
side-effects - EUOBSERVER / BRUSSELS -
22/10/2008
Adverse reactions to medication is the fifth
most common cause of death in hospitals
according to the European Commission, but EU
agencies and national governments have until now
kept secret pharmaceutical companies' reports on
side-effects.
The notes - known in the business as
Periodic Safety Update Reports (PSURs) - are
submitted regularly to national authorities and
the European Medicines Agency in London.
The industry says documents of this type are
easily misunderstood and misinterpreted.
The PSURs for example detail how doctors in
various countries suspect that teenagers grow
suicidal when taking a certain medication
against pimples, or that a diet product could
lead to a stroke and what industry has to say
about the medical fears.
A team of Dutch, Danish and Belgian journalists
has now used freedom of information legislation
in the Netherlands and Denmark to get partial
access to the documents, where patient gender,
age and country of origin are blacked out to
protect privacy and business interests. A legal
decision is pending in Belgium.
The move by Dutch daily newspaper Trouw, Belgian
magazine Knack in cooperation with Danish
magazine Samvirke to put the documents on the
internet comes as the European Commission on
Tuesday (22 October) decided to delay the
publication of a new package of regulation for
drugs producers.
The commission package is not expected to
mandate publication of PSURs but is likely to
allow
pharmaceutical companies
to contact patients directly - a practice that
is currently illegal and was condemned by the
European Parliament in 2002.
"In my view, there can be no doubt that PSURs
should be made public.
After all this is about the side-effects on
medicines that we take," Margrethe Nielsen, a
researcher at the Cochrane Institute's
Copenhagen branch and a specialist on
pharmaceuticals told EUobserver.
She added that the notes, which form the basis
of government understanding of the sector,
are not based on clinically controlled tests
method.
"This is maybe the most important: this does not
build on sound science," she said.
"I would not be able to use them for my work."
"In these reports [released in
the Netherlands and Denmark] much too much has
been blackened.
The quality is unequal.
It is of big importance that these safety
reports can be accessible for everybody so that
scientists can debate about their quality,"
Canadian expert Barbara Mintzes told Knack.
Reacting in a test case on PSUR publication in
Denmark in 2007, lawyers for drug firm Roche
threatened to sue the Danish state if disclosure
harmed the company's commercial interests.
"A competitor can use the reports as a basis for
guidance to patients and guidance to doctors.
Competitors can with the help of PSUR reports
obtain a basis to take care of guiding
functions, that can weaken Roches position on
the market and thus bring significant negative
economic effects for Roche worldwide," the
company's legal advisors wrote in letters to
Danish authorities.
"Experience shows, that documents of this type
are easily misunderstood and misinterpreted, for
example by journalists," the letters add.
"Misunderstandings of this type can cause severe
disturbance of the market and thus loss for
Roche."
The view is shared by the Brussels-based trade
lobby, the European Federation of Pharmaceutical
Industries and Associations (EFPIA),
today.
"The trouble is, they have to be understandable.
You need to be an expert, to understand them. I
would push that back to the regulator to take
proper action.
When you pull information, it has
to be in a form, that you and I can understand,"
EFPIA director Brian Ager said.
"The industry claims that the people wouldn't
understand them. In reality making the side
effects public would influence the stock
exchange in a negative way," French medical
journal Prescire's editor Bruno Toussaint said.
By Bigitte Alfter, Marleen Teugels and Joop
Bouma
Tratto da:
http://euobserver.com/9/26973
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Dopo 60 anni di commercializzazione la casa
farmaceutica Novartis
ha deciso di non vendere più un farmaco chiamato
Butazolidine. Questa decisione ha preoccupato
molti reumatologi che usavano questo farmaco per
il trattamento di una malattia reumatica
chiamata spondilite anchilosante.
La spondilite inizia di solito tra i 20 e i 30
anni, colpisce maggiormente gli uomini. In molti
casi, questa malattia è responsabile di una
disabilità che comporta riduzioni delle attività
sociali, professionali e domestiche.
Il direttore delle pubbliche relazioni di
Novartis, Patrick Bonduelle ha detto che la
sospensione di questa molecola è una decisione
di Novartis, in
considerazione dei rischi di questo prodotto.
Sapevano anche sin dal 1948 che la streptomicina
è ototossica, e genera gravi danni ai reni, al
nervo acustico + vedi
(A) , ma
hanno insabbiato la cosa fino ai primi anni '60.
Dal 1948 l'hanno somministrata a decine di
migliaia di persone, generando danni
a non finire...
(A) EFFETTI:
Il prodotto contiene metabisolfito di sodio:
tale sostanza puo' provocare, in soggetti
sensibili specie negli asmatici, reazioni di
tipo allergico ed attacchi asmatici
gravi.
Gli
aminoglicosidi contenuti possono danneggiare
il feto se vengono somministrati a donne in
stato di gravidanza.
Neurotossici. Sono stati rilevati effetti
indesiderati a carico del nervo acustico e
vestibolare, particolarmente nei pazienti
trattati per lungo tempo e con alte dosi, od in
coloro ai quali erano state somministrate in
precedenza sostanze ototossiche, o si trovavano
in stato di disidratazione. La sintomatologia e'
caratterizzata da vertigini, tinnito, acufeni
(sensazioni acustiche non dovute a stimoli
esterni), perdita dell'udito. Come per altri
aminoglicosidi la perdita dell`udito e'
generalmente irreversibile e si manifesta
inizialmente con una diminuzione della
percezione uditiva per i toni alti.
Nefrotossici. Alterazioni della
funzionalita' renale con un aumen-to della
azotemia totale ed ureica, della creatinina
sierica; oliguria, cilindruria, aumento della
proteinuria, si sono manifestate specialmente
nei pazienti nefropatici trattati con dosi piu'
eleva-te e per periodi di tempo piu' lunghi di
quelli raccomandati.
Tuttavia, gli effetti collaterali a carico del
rene si possono verificare anche in pazienti
con normale funzionalita' renale all'inizio
della terapia. In alcune sperimentazioni
cliniche e nell'animale di laboratorio, il cui
obiettivo era di confrontare il potenziale
nefrotossico della Nebicina con quello della
gentamicina, la Nebicinaha causato
nefrotossicita' con una frequenza
significativamente inferiore alla gentamicina.
In altri studi clinici, l'incidenza della
nefrotossicita' tra i due farmaci non ha
mostrato alcuna differenza significativa. Blocco
neuromuscolare e paralisi respiratoria.
A scopo puramente precauzionale si deve tener
presente che somministrando Nebicina a pazienti
anestetizzati puo' verificarsi apnea secondaria
o prolungata.
Altri. Altre reazioni avverse,
probabilmente attribuibili alla Nebicina,
comprendono: anemia, granulocitopenia,
trombocitopenia, febbre, eruzione cutanea,
prurito, orticaria, nausea, vomito, diarrea,
cefalea, letargia (sonnolenza), confusione
mentale e disorientamento, dolore in sede di
iniezione.
Anomalie che possono essere riferitealla
Nebicina comprendono: aumento delle transaminasi
sieriche (SGOT, SGPT) e della deidrogenasi
lattica, una diminuzione del calcio, del
magnesio, del sodio e potassio sierici,
leucopenia, leucocitosi ed eosinofilia.
......e la lista dei
farmaci TOSSICI
e' lunga per altri ventimila farmaci...
Commento NdR: La domanda è: nel primo
caso hanno
impiegato 60 anni per scoprire i rischi
di questo farmaco,- nel secondo caso 15 anni
prima di impedirne l'utilizzo in certe
patologie....ma in che mani siamo ?,
evidentemente in quelle di criminali patentati,
che pur di fare soldi della salute della gente
non frega nulla !!
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Disastro colposo per la
messa in commercio di decine di medicinali non
perfetti - Torino - Italy, Mag. 2008
è questo il secondo filone dell'inchiesta della
procura di Torino sull'attività dell'Aifa
(Agenzia italiana per il farmaco) che nei giorni
scorsi ha portato a otto ordini di custodia
cautelare per corruzione.
Per ora, tuttavia, gli accertamenti (NdR: quali
"accertamenti"?) del ministero della salute non
hanno evidenziato "pericoli per la salute dei
cittadini". Tra le figure al vaglio dei
magistrati spicca il direttore generale
dell'Agenzia, Nello Martini, il cui nome compare
nel registro degli indagati.
I prodotti - alcuni in circolazione, altri
ancora in attesa di essere autorizzati - nel
mirino dei PM Raffaele Guariniello, Sara Panelli
e Gianfranco Colace sarebbero almeno una
trentina:
psicofarmaci,
antibiotici,
diuretici, antipertensivi, antiasmatici a base
di principi attivi che, scaduti i canonici
dieci anni del brevetto,
dovevano essere nuovamente
sperimentati con tutti i crismi, ma
che sono stati
riproposti con modalità poco convincenti.
Una serie di test, svolti di concerto con una
speciale commissione istituita dal
sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio,
sono stati disposti per capire se ci sono rischi
per i consumatori e se, in questo caso, bisogna
procedere ai sequestri.
(NdR: ma non dovevano essere effettuati prima ?)
La commissione "fino a oggi e allo stato delle
informazioni ricevute dalla procura di Torino,
non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate,
pericoli per la salute dei cittadini", ha detto
in serata lo stesso Fazio. A Roma, intanto,
alcuni funzionari dell'Aifa sono stati
interrogati in qualità di testimoni.
Il procedimento è nato nel 2006 dopo la
scoperta della falsità di uno studio,
risalente a cinque anni prima, di bioequivalenza
su tre generici: un singolo episodio per il
quale, a Torino, sono finiti sotto accusa il
professor Mario Eandi, direttore della cattedra
di farmacologia dell'Università subalpina, il
ricercatore Carlo Della Pepa (attuale sindaco di
Ivrea) e Giuseppe Irianni, committente dello
studio per conto di una casa farmaceutica.
Ma quello che sembrava un circoscritto caso di
malcostume ha portato alla luce, dopo una serie
di indagini dei carabinieri del Nas, prima
numerose vicende di corruzione di tecnici dell'Aifa
da parte dei
lobbisti delle industrie
e poi i problemi legati all'iter per
l'autorizzazione dei medicinali e, in
particolare, dei generici.
Si parla di società che fanno svolgere le
analisi preparatorie all'estero (in Ucraina)
con modalità poco
sicure, di pratiche
sbrigate dall'Aifa
troppo celermente, di dossier
piuttosto compiacenti.
La notizia dell'indagine - e della grave ipotesi
di reato - ha destato più di una preoccupazione.
Il farmacologo Silvio Garattini ha invitato gli
inquirenti a divulgare
i nomi dei prodotti, precisando
comunque che "la definizione "farmaco non
perfetto" in realtà
non vuol dire molto, "perché
"l'imperfezione potrebbe indicare una semplice
anomalia nella confezione così come un aspetto
ben più grave, quale un dosaggio irregolare nel
principio attivo".
Giacomo Milillo, segretario nazionale dei medici
di famiglia (Fimmg), ha annunciato che chiederà
al ministero del Welfare "chiare indicazioni" su
come i dottori devono comportarsi al momento di
prescrivere le medicine. Intanto è tornata in
libertà la milanese Piera Campanella, una delle
consulenti delle case farmaceutiche finita
agli arresti domiciliari per corruzione, che
questa mattina è stata interrogata senza
respingere in toto le accuse.
Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_76193036.html
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FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini (da Panorama di Apr. 2008)
SOLO il 2 % degli
studi clinici per testare i farmaci a scopo
pediatrico, si basa su Comitati di Controllo
Indipendenti (non legati ad
industrie farmaceutiche), per valutare
l’eventuale presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi,
effettuata dall’Universita’ di Nottingham (UK)
ed apparsa sulla rivista Acta Pediatrica
di 739 trial internazionali effettuati fra il
1996 ed il 2002, ed alcuni test comprendevano
anche adulti assieme ai bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva
il modo in cui era stato condotto il
monitoraggio sulla sicurezza, solo 13 su 739
avevano comitati composti da membri NON
arruolati dalle
aziende farmaceutiche !
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui
l’ipertensione, emorragie, insufficienza renale,
psicosi, ecc.) sono state segnalate in circa 37
% dei trial; nell’11 % le reazioni erano da
moderate a serie, e 6 studi clinici sono stati
interrotti precocemente a causa della
grave tossicita’
del
farmaco; non a caso erano anche quelli con
comitati di controllo indipendenti !
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Se
il farmaco è un veleno,
Aumentano gli
effetti collaterali dei farmaci.
Molte informazioni
sulla sicurezza dei medicinali sono coperte da
segreto industriale......
Nel corso del 2007
si sono registrati già quasi 7 mila effetti
collaterali di farmaci, un aumento di oltre il
50 per cento rispetto all'anno prima. Ma
paradossalmente questa è una buona notizia:
prima semplicemente molte reazioni avverse non
venivano riportate, mentre ora finalmente la
Rete nazionale di farmacovigilanza si è messa in
moto, anche se siamo ancora lontani dagli
standard di paesi come la Gran Bretagna e la
Francia, dove si raccolgono 20 mila segnalazioni
ogni anno.
È comunque solo la punta dell'iceberg, perché
ancora oggi la metà dei medici e il 90 per cento
degli infermieri europei non conoscono la scheda
per riportare i casi di sospetta reazione a
farmaci, per non parlare dei cittadini, che non
sospettano neppure di poterlo fare. Perciò gli
esperti sono concordi nello stimare che il
problema reale dei danni da farmaci è almeno
dieci volte più grande di quello che si rileva.
Negli Usa, invece, una ricerca coordinata dai
Centers for Diseases Control di Atlanta ha
stimato che oltre 700 mila cittadini finiscono
ogni anno in pronto soccorso per eventi avversi
da farmaci e di questi oltre 100 mila richiedono
un ricovero. E un altro rapporto, che riassume
le segnalazioni pervenute alla Food and Drug
Administration negli ultimi sette anni, mostra
che le reazioni gravi sono quasi triplicate, da
35 mila a 90 mila; i casi mortali sono uno su
sei, passando da quasi 6 mila a 15 mila.
I medicinali sono sempre più oggetti di alta
tecnologia che per esprimere in pieno i propri
benefici, riducendo al minimo i rischi,
richiedono di essere usati con accortezza,
competenza e responsabilità. I produttori
sostengono di essere i più adatti per fornire ai
consumatori le informazioni chiave e spingono
sul Parlamento europeo per consentire anche in
Europa forme di pubblicità diretta al pubblico
sui farmaci da prescrizione. Ma l'esperienza
americana, dove gli spot sono legali dal 1997,
dimostra che il rischio di abuso è alto.
Piuttosto, come hanno scritto sul 'British
Medical Journal' il farmacologo Nicola Magrini e
la farmacista Maria Font, sarebbe il caso che le
istituzioni comunitarie si accordassero con le
aziende per ottenere tutte le informazioni sulla
efficacia e sicurezza dei farmaci in commercio,
ora in gran parte coperte da segreto
industriale. Con quei dati la buona informazione
necessaria potrebbe essere fatta dalle autorità
sanitarie, senza interessi commerciali di mezzo.
By Roberto Satolli -
satolli@zadig.it
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Il
Vioxx sotto accusa negli Usa per casi di
meningite
-
(By
Salute Italia)
ATLANTA
- Un altro farmaco sotto accusa negli Stati Uniti. Si tratta del
Vioxx, un
anti-infiammatorio e anti-dolorifico dell'ultima generazione, che ha come
principio attivo il rofecoxib. Prodotto dalla Merck Sharp & Dome, il
farmaco è venduto anche in Italia. Oltre che in esso, il rofecoxib
è alla base anche di un secondo medicinale, l'Arofexx (Neopharmed).
L'allarme
viene dalla stessa
Food and Drug Administration,
l'ente americano di controllo sui farmaci, e sarebbe motivato da un
effetto collaterale molto raro ma abbastanza grave: la meningite asettica,
cioè non derivante da batteri. Approvato nel 1999, in Italia dal 2000, il
rofecoxib è stato oggetto delle consuete procedure di farmacovigilanza: i
primi segnali del problema sono venuti nel febbraio 2001 quando la FDA ha
ricevuto sette rapporti in cui si collegava l'uso del Vioxx con la
meningite. In due casi i ricercatori non hanno avuto prove sufficienti
della relazione denunciata; negli altri cinque la meningite si è
sviluppata da uno a 12 giorni dopo l'assunzione del farmaco, con una serie
di sintomi (dalla febbre al mal di testa, dalla rigidità del collo alla
confusione)
I
sintomi sono scomparsi non appena è cessata l'assunzione del farmaco. In
due casi la terapia è stata ripresa, e i sintomi sono puntualmente
ricomparsi. Secondo gli esperti lo sviluppo della meningite asettica può
dipendere da una particolare ipersensibilità di alcuni pazienti nei
confronti del rofecoxib. Il rapporto della FDA è stato pubblicato ieri su
Archives of Internal Medicine.
Un
portavoce della Merck, Christine Fanelle, ha dichiarato che il verificarsi
di un effetto collaterale come quello indicato non prova necessariamente
che sia il farmaco ad aver provocato direttamente il disturbo, e comunque
che "questa rara possibilità di reazione avversa è indicata da due
anni nelle note informative sul farmaco".
Il
rofecoxib fa parte di una nuova classe di cosiddetti inibitori della
ciclossigenasi, o COX-2 inibitori, con notevoli effetti analgesici,
antinfiammatori e antipiretici. Il loro grande vantaggio, rispetto agli
anti infiammatori tradizionali, come l'ibuprofene o l'acido
acetilsalicilico, è quello di provocare molto meno danni a livello
gastrico. E sono usati soprattutto contro i dolori provocati dall'artrosi
e dalle mestruazioni, e comunque in caso di dolore acuto in generale.
Commento NdR: I
Danni dei Vaccini producono anche
la meningite !
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La
Eli
Lilly (multinazionale USA nel settore farmaci) aveva pubblicato degli
studi “scientifici” che la favorivano per la vendita dei farmaci
antidepressivi, anche quelli per i bambini dai 7 anni in su….per
“guarirli” dalla ADHD (malattia provocata dalle vaccinazioni che anche
i piccoli subiscono);
Studi scientifici indipendenti e recenti, (pubblicati su Science)
effettuati con esperimenti sui topi hanno dimostrato il contrario, cioe’
che quei farmaci sono assolutamente dannosi per la salute umana in quanto
aumentano i comportamenti legati ad ansieta’, depressione e
comportamenti suicidi; i casi di suicidio sono infatti notevolmente
aumentati nei bambini dopo l’utilizzo di quei “farmaci” !
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Un processo nel Wyoming
(US) obbliga Big Pharma a rivelare studi clinici
nascosti.
Molto compromettenti
Il bubbone è scoppiato
in seguito a una causa intentata da privati cittadini contro l'industria
farmaceutica GlaxoSmithKline (uno dei piu’ grandi produttori di Farmaci
e Vaccini).
I parenti di Donald Schell erano convinti che il loro congiunto, un
sessantenne di Gillette, in Wyoming, da qualche tempo afflitto da una
forma leggera di depressione, si fosse trasformato nello spietato
assassino della moglie, della figlia, della nipote e poi si fosse
suicidato a causa della terapia con l'inibitore della ricaptazione di
serotonina (Ssri) Paxil, iniziata solo 48 ore prima della strage. Per
questo si sono rivolti a un tribunale.
E la giuria ha dato loro ragione, stabilendo un risarcimento record di 6,4
milioni di dollari.
A questo pronunciamento è arrivata dopo che il comitato di esperti,
capitanato da David Healy, psichiatra del North Wales Department of
Psychological Medicine, ha mostrato ciò che nessuna azienda che produce
farmaci ha interesse a divulgare: i dati tenuti nei cassetti.
Gsk è stata costretta dalla corte a tirare fuori una serie di piccoli
studi che, nel complesso, avevano coinvolto 650 persone, e indicavano che
il farmaco causava agitazione in un malato su quattro e che si era
verificato almeno un caso di suicidio, anche se non era possibile
stabilire con certezza se esso fosse imputabile o meno al farmaco. In
seguito a questa vicenda l'azienda è stata citata in giudizio dal
procuratore del tribunale di New York, Eliot Spitzer, per aver occultato
dati riguardanti i bambini e gli adolescenti, che dimostrerebbero
l'inefficacia e la pericolosità della molecola in questa fascia d'età.
Gsk nega ogni addebito, e la causa è tuttora in corso.
Come ogni bubbone, tuttavia, anche questo è scoppiato dopo che aveva
continuato a crescere per mesi, e tuttora infetta con i suoi miasmi un
settore miliardario, ma che ha anche assicurato un'esistenza accettabile a
molte persone che devono fare i conti con il male oscuro.
Già da qualche anno, infatti, l'immagine scintillante che ha
caratterizzato l'entrata in commercio delle pillole della felicità -
efficacia assicurata, effetti collaterali zero - ha iniziato a
scricchiolare sotto i colpi delle prime segnalazioni di casi di
agitazione, aggressività e suicidio.
Fino agli ultimi mesi, tuttavia, gli allarmi non hanno preoccupato più di
tanto i medici e i loro pazienti: le aziende hanno avuto buon gioco
nell'affermare che non c'era da stupirsi se un depresso diventava
aggressivo, agitato o si suicidava, che era la sua malattia a portarlo a
tanto, e non certo la cura; in questo confortate dalle reazioni a dir poco
tiepide degli enti regolatori.
Poi è arrivato Donald Schell, e tutto è cambiato. Lo stesso Healy ha
ripreso in mano una serie di trial riguardanti più di 17 mila pazienti e
ha concluso che il tasso di suicidi tra chi assume un Ssri è circa doppio
rispetto a quello di chi assume un placebo.
L'ente britannico che si esprime sulla qualità delle indicazioni in base
ai dati clinici internazionali, il National Institute for Clinical
Excellence (Nice) ha deciso di rivedere le linee guida sulla base
dell'analisi critica di più di mille studi clinici: la versione
definitiva è attesa per ottobre ma, se ricalcherà quanto già emerso,
suonerà come un de profundis per l'epoca delle prescrizioni facili, perché
dirà senza mezzi termini che contro le forme lievi di depressione gli
Ssri non andrebbero prescritti: non fanno nulla di più di un placebo.
By A.C.
Commento NdR: sentenza utile, ma dalle
parole si passera' ai fatti....?
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Interferone od Interferon (IFN),
glicoproteina solubile di origine naturale,
appartenente alla famiglia delle citochine.
Viene prodotta da vari tipi di cellule nel corso
di infezioni, come risposta fisiologica
dell'organismo.
In relazione alle
particolari condizioni in cui si trovano ad
agire, queste molecole si trovano ad amplificare
o sopprimere la risposta immunologica: possono
regolare la produzione di
anticorpi
, la funzione di
linfociti T
, possono indurre
modificazioni della superficie delle cellule
ecc. Esistono in natura tipi diversi di
interferone: (1) IFN-alfa, prodotto dai
leucociti e dai linfoblasti; (2) IFN-beta,
prodotto dai fibroblasti; (3) IFN-gamma,
prodotto dai linfociti T
Come lo hanno
scoperto gli scienziati che hanno visto che,
l'interferone alfa, quando viene prodotto in
quantità troppo elevate, riduce il numero e la
funzione delle piastrine. Questo causa
pericolose emorragie e inibisce la risposta
immunitaria delle cellule (linfociti specifici),
che dipende dal buon funzionamento delle
piastrine.
L’interferone alfa tradizionale ha una vita
assai breve per cui il giorno dopo la sua
somministrazione è scomparso dall’organismo, ma
nel frattempo le lesioni prodotte alle cellule
sono gia’ state fatte e rese irreversibili, con
tutte le conseguenze del caso.
I principali effetti
collaterali riportati in corso di terapia con
interferone comprendono: sindromi
similinfluenzali con febbricola persistente,
nausea, vomito, cefalea; sono stati segnalati
anche: diarrea, alopecia, confusione mentale,
delirio, depressioni, nefrectomia,
allucinazioni, reazioni autoimmuni (tiroiditi,
porpore, arteriti), sovrinfezioni batteriche,
dolore in sede di inoculazione, aumento
aspecifico del TSH, cardiotossicità, leucopenia
e trombocitopenia reversibili (a dosaggi
elevati) e molti altri secondari…cio’
rende l’interferone uno dei farmaci fra i piu’
invalidanti, anche se in alcuni casi vi sono
stati dei miglioramenti nei soggetti trattati.
Molto meglio sarebbe aiutare l’organismo a
rimediare da solo con le
tecniche
e terapie della
Medicina
Naturale in modo da non aver bisogno di
usarlo.
Commento (NdR):
A quando la “riflessione” anche sugli oltre 1000 studi che certificano
i
Danni dei Vaccini ???
ed il sacrifizio umano continua......................
=
14 Bambini UCCISI
dal TamiFlu
Certamente, anche ai
nostri giorni, sono in molti a puntare il dito
contro i molteplici effetti indesiderati dei
farmaci considerati tradizionali, che vanno da
semplici reazioni allergiche, a gravi malattie,
fino alla morte.
Molti medicinali, ad esempio quelli contro i
parassiti, l'AZT per l'AIDS
o i
chemioterapici,
sono veri e propri veleni
che, si spera, uccideranno prima il male
dell'intero paziente: ma non sempre va tutto per
il meglio......
Cosa che i preparati
omeopatici
non fanno. Vero: se risulterà che sono solo
acqua fresca, molti pazienti saranno morti per
omissione di cure; intanto, però, non si sarà di
certo aggravato il quadro grazie a cure inadatte
o tragicamente errate. E circa l'efficacia dei
farmaci, è tutta da dimostrare: il 40% dei
farmaci convenzionali oggi sul mercato ha
superato il test del doppio cieco con enormi
difficoltà, ed è quasi certamente del tutto
inefficace.
Dei
Vaccini, meglio non parlare....: si va
dagli effetti letali alla totale inefficacia,
con effetti duraturi solo sui profitti delle
grandi case
farmaceutiche. La verità è che, di sicuro, è
molto spesso il corpo a guarire da solo.
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Il
farmacologo Silvio Garattini, dell'Istituto
Negri di Milano,
conferma le grandi percentuali di insuccesso dei
medicinali, fornite dal collega della
GlaxoSmithKline:
«La quota di pazienti che davvero trae vantaggio
dall' uso di un determinato medicinale è
compresa fra il 30 e il 50 per cento - dice
Garattini -. Per gli altri, il
farmaco
si rivela
inutile se non dannoso.
Prendiamo gli antinfiammatori: in alcuni casi
funzionano, in altri solo parzialmente, in altri
non funzionano per niente».
Vale per tutti i medicinali, anche per l'
aspirina ? «Vale
per tutti.
Gli antiipertensivi, per esempio: non tutte le
ipertensioni rispondono allo stesso farmaco e
non tutte allo stesso modo. Questo pone il
problema dei pazienti resistenti al medicinale,
a cui si dedica poca attenzione: in generale l'
industria farmaceutica non fa ricerca su di
loro».
Neppure se i «resistenti» sono il 50 per cento o
più ? «Il numero in realtà è molto più basso.
Chi è resistente a un farmaco può ottenere buoni
risultati con un altro. Quando il medico si
accorge che con quel determinato paziente il
prodotto non funziona, cambia medicinale, oppure
somma un farmaco a un altro. Così alla fine -
per restare agli ipertensivi - i pazienti
"resistenti" non superano il 10 per cento».
I farmaci per l' Alzheimer, dicono alla
Glaxo, funzionano in
meno di un caso su tre. Un po' poco, non crede ?
«Ritengo che le percentuali
siano ancora più
basse:
un risultato veramente significativo lo si
ottiene nel 5-10% dei casi».
I pazienti lo sanno ? «Se ne parla poco, ma la
realtà è questa. L' infallibilità del farmaco è
un mito alimentato solo dall'
industria farmaceutica,
che molto
spesso tace
degli
effetti collaterali».
Commento
NdR: c'e' poco da commentare e' tutto chiaro
.... la stragrande maggioranza dei farmaci
NON servono e/o
sono pericolosi, salvo
alcuni (quantitativamente pochissimi - i
cosiddetti salva vita),
che in pochissimi casi possono essere utilizzati
ma ed in quei casi,
bisognerebbe indagare piu' a fondo.....ma non lo si
fa perche' si scoprirebbe che, con tutta
probabilita',
non servono a
guarire,
bensi' a rendere
cronico
il male....
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Farmaci, Federanziani: 40mila
morti ogni anno e 10 miliardi per
reazioni avverse
“Quello di Federanziani è uno studio molto
importante perché mostra il potenziale di
pericolo delle reazioni avverse e della non
gestione” così il direttore generale dell’AIFA
Guido Rasi (si veda il
video)
ha commentato la presentazione dello studio di
Federanziani sulle conseguenze delle
reazioni avverse ai
farmaci in Italia.
Lo studio, elaborato dal centro studi SIC Sanità
in Cifre di Federanziani, e presentato ieri dal
presidente Roberto Messina, ha compiuto una
scrupolosa indagine in materia, passando al
setaccio 95 studi pubblicati negli Usa. I
ricercatori di SIC hanno comparato i numeri
americani sia demografici che economici con la
popolazione e i costi sanitari italiani,
facendo emergere un quadro spaventoso.
In Italia sarebbero circa
40.000 morti
l’anno,
1.752.000 le giornate di degenza legate alle ADRs,
3,4 mln
le visite in pronto soccorso,
con stratosferico numero di accessi di
23.000.000 di
prestazioni
medico -
sanitarie
non necessarie,
e come ciliegina sulla torta
630.000
giorni di prolungamento del tempo di degenza che
potevano essere evitati, che portano, sempre
secondo il rapporto demografia e costi tra
Italia e America, ad una stima di
10
miliardi di euro
di costo
in più
alla collettività.
Questi i dati relativi all’Italia, Paese in cui
non è mai stato realizzato alcuno studio
approfondito in materia. I dati, se confermati
da una futura ed auspicabile ricerca da eseguire
da commissioni e uffici competenti, non potranno
che avere, secondo gli esperti di SIC, un indice
di scostamento del +/- 20% rispetto ai dati Usa.
“Lo studio si rifà a una realtà americana non
assimilabile per fortuna alla nostra – prosegue
il direttore generale dell’AIFA – noi abbiamo
una rete di medicina del territorio che
sicuramente porta a numeri inferiori a quelli; e
soprattutto consente a iniziative come la
vostra, soprattutto se sarà agganciata a una
rete di farmacovigilanza italiana, che è una
delle più efficienti, di portare a quella
potenza totale del network che è il presupposto
perché questi numeri calino in fretta”.
Numeri che tuttavia restano ancora da definire,
al di là delle possibili stime, con un lavoro da
parte delle istituzioni che ancora manca.
Ciò che più preoccupa il centro studi di
Federanziani
è il fatto che le ADRs
rappresentano la
quarta causa di morte negli Usa.
Ma per la domanda su quale sia la situazione
Italia non è ancora disponibile alcuna risposta
ufficiale in mancanza di studi approfonditi in
materia.
|
Tabella I |
|
Utilizzazione delle
risorse per la salute e costi
connessi alla morbidità e mortalità
causate da problemi
farmaco-correlati negli Stati Uniti
comparate con la popolazione
italiana. |
|
|
Numero di eventi
|
Costo (x 1000) in
dollari |
popolazione USA
|
popolazione Italia
|
Numero di eventi
Italia |
Costo x 1000 (in
Dollaro) |
Costo x 1000 (in
Euro) |
|
visite mediche |
115.654.949 |
7.459.744 |
300.000.000 |
60.000.000 |
23.130.990 |
1.491.949 |
1.027.186,07 |
|
farmaci aggiunti |
76.347.604 |
1.933.121 |
300.000.000 |
60.000.000 |
15.269.521 |
386.624 |
266.185,23 |
|
visite in pronto
soccorso |
17.053.602 |
5.320.723 |
300.000.000 |
60.000.000 |
3.410.720 |
1.064.145 |
732.643,17 |
|
ricoveri ospedalieri |
8.761.861 |
47.445.477 |
300.000.000 |
60.000.000 |
1.752.372 |
9.489.095 |
6.532.195,84 |
|
Prolungamento tempo
di degenza |
3.149.675 |
14.398.644 |
300.000.000 |
60.000.000 |
629.935 |
2.879.729 |
1.982.375,96 |
|
Morti |
198.815 |
0 |
300.000.000 |
60.000.000 |
39.763 |
0 |
0 |
|
Totale |
|
76.577.71 |
|
|
|
15.311.542 |
10.540.586,27 |
Infine, considerando che in Francia, Germania e
Gran Bretagna fra il 1961 ed il 1993 sono stati
ritirati dal commercio per ragioni di sicurezza
126 farmaci, l’87% dei quali a causa di gravi
reazioni avverse, il centro studi SIC di
FederAnziani non ha trovato riscontri
significativi su ritiri dal commercio per
ragioni di “sicurezza”
in Italia, come hanno fatto gli altri.
FederAnziani, a seguito di questo scioccante
studio, ha proposto all’AIFA
di poter ottenere un modulo, preparato
dall’Agenzia del Farmaco, da poter far compilare
a tutti i suoi iscritti segnalando così
eventuali reazioni avverse, poiché per pigrizia,
mancanza di tempo e volontà, le segnalazioni che
pervengono tramite farmacie, medici, ospedali e
asl alla competente Commissione di
farmacovigilanza sono al di sotto delle soglie
accettabili.
“Purtroppo – spiega il presidente di
Federanziani Roberto Messina – non possiamo non
rimboccarci le maniche facendo un lavoro che non
ci compete, ma essere uccisi dalla
superficialità e dalla leggerezza con cui si
affrontano questi problemi è inaccettabile.
Inoltre essere privati di prestazioni che non ci
vengono erogate per problemi di bilancio o non
poter accedere ai farmaci sempre a causa di
problemi di bilancio, non ci sta più bene”. Il
presidente ha concluso che “dieci miliardi di
euro in reazioni avverse ai farmaci
rappresentano circa il 10% dei fondi stanziati
in sanità, e quelle 40.000 morti “bianche”
dovrebbero far vergognare chi non tenta di
evitarle”.
Tratto da: sanitaincifre.it
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