GIUSEPPE NACCI (medico)
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Seguito dalla Pag. 1
"Diventa Medico di Te Stesso" -
Ed. Italo Svevo
Riconoscimenti:
The best book of the year 2006
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Riconoscimento del VFF "MARE
NOSTRUM ®" - Austria
vedi anche: Parte del libro di
Bonifacio - 40 casi di guarigione
vedi:
18 casi clinici di terapia Metabolica +
Trentatre
casi
Questa la lettera
del dott. G. Nacci al Sindaco di Trieste,
all'atto del conferimento del premio "Il
Sigillo Trecentesco":
Pregiatissimo Signor
Sindaco,
Mi sento davvero
onorato nel ricevere oggi da Lei, a nome Suo e
dell’Amministrazione Comunale, l’inaspettato e
lusinghiero riconoscimento, rappresentato dal
prestigioso
SIGILLO TRECENTESCO della città di Trieste,
quale segno di apprezzamento per la mia attività
di Studio e di Ricerca, che fin dai primi passi
nella mia professione, mi sforzo di svolgere,
secondo i principi ispirati al mio Giuramento di
Medico, con autentica passione e unico,
disinteressato intento di contribuire a
diffondere, in modo semplice ed accessibile a
chiunque, una conoscenza il più possibile
aggiornata e completa di ciò che può favorire in
ogni persona la tutela della propria salute e il
raggiungimento di un benessere che possa
migliorare la qualità della sua vita.
Il concetto di
“Salute”, infatti, si è oggi arricchito di un
significato che va oltre quello di semplice
“assenza di malattia” o di “infermità”,
equivalendo invece ad uno “stato di completo
benessere fisico, mentale e sociale”, non come
obiettivo del vivere, ma come risorsa per la
vita quotidiana.
E’ mia convinzione,
altresì, che l’universalità e la forza dei
valori etici tramandati dalla tradizione
Ippocratica, nella quale riconosco le
motivazioni che ancora mi sorreggono
nell’esercizio della mia professione, siano più
che mai attuali nella nostra epoca, in cui il
ruolo
Ippocratico di “difensore della vita” , che
l’Etica e l’Immaginario Collettivo attribuiscono
al Medico, appare per molti versi indebolito.
E’ il Metodo
Ippocraticoche, con l’Etica
alta, propone la connessione dell’esatta
Osservazione Scientifica con l’Esperienza,
aprendosi a qualsiasi tipo di dato empirico.
Ed esso appare così,
a mio avviso, più che mai attuale, in
considerazione che la persona di un paziente non
è, e non dev’essere considerata, un mero dato
statistico, ma un individuo con tutte quelle
variabili personali che lo rendono unico, e che
il Medico, per il rispetto che gli deve come
persona, non può non cercare di individuare e
considerare, all’atto di proporgli una terapia.
Con la mia attività
di ricerca e di divulgazione, a cui quest’oggi è
conferito il valore aggiunto di questo
prestigioso riconoscimento, intendo mettere
pubblicamente a disposizione quanto è nelle mie
conoscenze, al fine di sollecitare, in chi lo
vorrà apprezzare, un senso di personale
responsabilità verso la propria salute e il
proprio benessere, divenendo informato e accorto
interlocutore del proprio Medico, nella ricerca
o nel ripristino della propria salute.
Con viva
riconoscenza, esprimo pertanto a Lei, Signor
Sindaco, e all’Amministrazione Comunale di
Trieste, i miei più sentiti ringraziamenti per
l’attenzione riservata al mio lavoro e per
l’inatteso onore che oggi mi viene attribuito.
Grazie,
Dott. Giuseppe Nacci - vedi:
La minaccia della centrale atomica di Krsko
Questa la lettera del dott. G. Nacci al
Sindaco di Padova, all'atto del conferimento
del premio "Il
Sigillo citta' di Padova":
Padova, 30 ottobre 2008
E’ per me grande
onore trovarmi, questa sera, in una delle più
antiche e prestigiose università italiane, per
ricevere questo gratificante riconoscimento, che
conforta le ragioni e gli intenti, per i quali
ho scritto questo libro risultato vincitore tra
le “Nuove Proposte” della 15^ edizione del
“Premio del Libraio Città di Padova 2008”.
Questo libro è
venuto dopo un lungo e sofferto percorso che,
dalla Medicina Nucleare, mi ha portato ad
interessarmi di tutti quei lavori scientifici,
qualificati e numerosissimi, che pongono in
primo piano il valore terapeutico delle vitamine
naturali, è frutto di un’attività di Studio e
di Ricerca, che mi sono sempre sforzato e mi
sforzo di svolgere secondo i principi ispirati
al mio Giuramento di Medico, con autentica
passione e unico, disinteressato intento di
contribuire a diffondere, in modo semplice ed
accessibile a chiunque, una conoscenza il più
possibile aggiornata e completa di ciò che in
ogni persona può favorire il raggiungimento e la
conservazione di uno
stato di salute e di benessere che
migliorino la qualità della sua vita.
Il concetto di
“Salute”, infatti, si è oggi arricchito di un
significato che va oltre quello di semplice
“assenza di malattia” o di “infermità”,
equivalendo invece, come riconosciuto dalla nota
Dichiarazione di Alma Ata
sull’assistenza sanitaria primaria del 1978 e
ribadito dagli Stati membri del Consiglio
d’Europa nella Convenzione di Oviedo del 1996,
ad uno “stato di
completo benessere fisico, mentale e sociale”,
da considerarsi non come obiettivo del vivere,
ma come risorsa per la vita quotidiana.
Lo scopo di questo
mio libro è stato ed è quello di contribuire a
ridurre lo squilibrio ancora esistente nella
relazione tra medico e paziente, relazione
tradizionalmente di dominio da parte del medico,
considerato detentore del sapere e dell’arte
della cura, di fronte ad un paziente per
definizione dipendente e passivo che, in
generale, delega completamente al medico la cura
della propria salute, anziché comprendere che
essa, rientrando tra i valori che configurano il
diritto alla vita, ovvero uno dei fondamentali
diritti della persona, non può non essere
affidata principalmente alla sua personale
responsabilità, nell’esercizio della propria
autonomia individuale e nella consapevolezza del
rispetto che deve alla propria stessa persona.
E’ perciò dovere
morale del medico, a mio avviso, spendersi in
un’opera di educazione e di stimolo del paziente
a prendere coscienza della necessità di imparare
a gestire autonomamente la propria salute,
apprendendo che il più efficace dei terapeuti e
principio stesso di guarigione è il proprio
sistema immunitario e che l’indebolimento o
sconvolgimento di questo, dovuto ad abitudini
alimentari e stili di vita errati, conduce ai
maggiori rischi di gravi sofferenze e malattie.
Il paziente
deve imparare a
sentirsi protagonista della
propria salute e, in caso di malattia,
protagonista del percorso che dovrà portarlo al
risanamento, anche attraverso l’attivazione del
proprio personale sistema di
auto-guarigione,
facendosi guidare dal medico, ma senza rendersi
soggetto passivo e inerte, o talora persino
estraneo.
Questi concetti non
sono affatto originali, risalendo ad
Ippocrate di Kos,
fondatore della medicina occidentale e il primo
ad evidenziare la necessità di prendere in
considerazione il malato come unità
psico-fisico-emozionale, custode del mistero
della malattia, da svelare attraverso un
accurato esame di tutti gli aspetti della sua
personalità, in un rapporto di reciproca
collaborazione tra medico e paziente.
E’ mia convinzione
che l’universalità e la forza dei valori etici
tramandati dalla tradizione ippocratica, nella
quale riconosco le motivazioni che ancora mi
sorreggono nell’esercizio della mia professione,
siano più che mai attuali nella nostra epoca, in
cui il ruolo
Ippocraticodi “difensore della vita”, che
l’Etica e l’Immaginario Collettivo attribuiscono
al Medico, appare per molti versi indebolito.
Il Metodo
Ippocratico che, con alto senso
etico,
propone la connessione dell’esatta Osservazione
Scientifica con l’Esperienza, aprendosi a
qualunque dato empirico appare, a mio avviso,
più che mai attuale, in considerazione che la
persona di un paziente non è, e non deve essere
considerata, un mero dato statistico, ma un
individuo con tutte quelle variabili personali
che lo rendono unico, e che il Medico, per il
rispetto che gli deve come persona, non può non
cercare di individuare e considerare, all’atto
di proporgli una qualsiasi terapia.
La
malattia,
in fondo, ha una funzione di avvertimento che
proviene dall’interno di un organismo, da quell’insieme
di mente-corpo, che richiede di essere ascoltato
e analizzato, da parte del paziente stesso e del
medico, con attenzione e sincero interesse.
Ma il ruolo del medico, oggi, appare troppo
spesso quello di esecutore di una
medicina meramente
prescrittiva, che riduce la vita a
biologia, la terapia a
chimica farmacologica e la persona a un
anonimo insieme di organi da riparare e far
funzionare indipendentemente dalla causa della
malattia.
In questo libro sono
poste in evidenza le molteplici funzioni delle
migliaia di vitamine contenute nelle piante
fresche, vitamine in grado di indurre fenomeni
di attivazione delle difese immunitarie contro
germi, virus e cellule tumorali, o addirittura
di provocare fenomeni di apoptosi, cioè di
suicidio cellulare o morte programmata delle
cellule tumorali stesse, senza arrecare danno
alle cellule sane.
In natura esistono
circa 800.000 specie di piante, di cui circa
500.000 già classificate: di esse si stima che
oltre il 90% contenga sostanze vitaminiche o
complessi pro-vitaminici essenziali per la
normale funzionalità bio-chimica umana.
Su circa 500.000
specie classificate si è trovato che:
in Europa ci sono
circa 20.000 specie di piante;
in Nord-America
altre 20.000 specie autoctone diverse da quelle
europee;
in Cina circa 60.000
specie già classificate, diverse dalle nostre;
nel sud-est
asiatico, India compresa, circa altre 120.000
classificate;
in Sud America circa
150.000 specie classificate;
in Africa ve ne sono
altre 150-000, forse di più....
Oggi la Biochimica è
ancora oggetto di studio approfondito, poiché
l'evoluzione dei mammiferi, durato oltre 60
milioni di anni, è avvenuto fondamentalmente
sull'utilizzo esterno di sostanze vitaminiche e
pro-vitaminiche essenziali di derivazione
vegetale, in una complessa sinergia d'azione,
che ancora oggi è poco conosciuta nella sua
dinamica endo-cellulare e soprattutto genomica
(DNA).
Si ritiene pertanto che la grande maggioranza
delle malattie cronico-degenerative attualmente
note possano derivare, sostanzialmente, da
semplici carenze vitaminiche: carenze che
possono essere più o meno evidenziate da
condizioni ambientali e da predisposizione
genetica dell'individuo.
In sostanza si
ritiene che le malattie genetiche o quella
cronico-degenerative possano essere curate con
mega-dosi di vitamine "adatte" che vanno ad
agire nei complessi sistemi biochimici delle
nostre cellule...
Se la Medicina
Scientifica e la Ricerca fossero più liberamente
orientate verso questa direzione e confermassero
la correttezza del presupposto eziologico delle
malattie visto in chiave di deficit enzimatici
da carenze vitaminiche, ci sarebbe dato sapere
con più precisione quali vitamine utilizzare in
modo mirato e in quale misura, specie in caso di
gravissime malattie genetiche... oggi ancora
inguaribili come: Cancro, Infarto, Ictus,
Diabete, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Parkinson,
Sclerosi Laterale Amiotrofica, e tante altre …
Concludo limitandomi
a sperare che l’apprezzamento riservato al mio
libro, non soltanto da parte dei lettori,
significhi che si sta facendo consapevolmente
strada l’esigenza di compiere un passo indietro,
verso il ritorno ad un’ Etica di maggior
rispetto dell’uomo e della Natura, confidando
che ciò possa favorire un’inversione di tendenza
dell’attuale generale degrado di tutti quei
valori che pongono l’uomo e la sua dignità al
centro di ogni conquista scientifica e sociale.
Porgo quindi a voi,
e soprattutto all’Associazione Librai di Padova,
organizzatrice del “Premio del Libro 2008”, e a
tutti coloro che hanno riservato attenzione e
consenso al mio lavoro, i miei più sentiti
ringraziamenti per avermi favorito, accordandomi
l’odierno e gratificante riconoscimento. Grazie.
dott. Giuseppe Nacci (medico)
I suoi studi continuano su:
www.dirittolibertadicura.org (oltre a quelli
riportati nel nostro portale)
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