GIUSEPPE NACCI (medico)
-
Nasce a Trieste nel 1964.
Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso
l’Università degli Studi di Trieste con la tesi:
“L’Immuno-scintigrafia nella diagnosi
tumorale”, vince una Borsa di studio e
frequenta il Servizio di medicina nucleare
dell’Istituto Scientifico dell’ospedale San
Raffaele di Milano, collaborando alla ricerca e
alla preparazione in laboratorio di liposomi
Stealth radioattivi per la diagnosi e la terapia
oncologica, conseguendo in seguito la
specializzazione in Medicina nucleare presso la
Cattedra di Medicina nucleare del Prof. Gian
Luigi Tarolo con la tesi “La scintigrafia con
radiofarmaci ad emissione di positroni e ad
emissione di fotoni singoli: loro rapporto
dosimetrico con la radiologia trasmissiva a
raggi X in alcune indagini diagnostiche”.
La sua attività
presso il San Raffaele intervallata da funzioni
di ricerca presso il Dipartimento di Medicina
nucleare dell’Istituto Europeo di Oncologia gli
fornisce una particolare specializzazione
inerente la Radio-Immuno-Terapia (R.I.T.) con
anticorpi monoclonali nell’ambito di una nuova
tecnica di pre-targeting adottata in
collaborazione con altri Istituti europei e
americani fra cui la University of California,
tanto da raggiungere risultati altamente
positivi.
Nel maggio 2000
Giuseppe Nacci pubblica, con il sostegno
editoriale della Fondazione Callerio
Onlus-Istituto di Ricerche Biologiche di
Trieste, il risultato di una sua sorprendente
scoperta. Si tratta del libro, fuori commercio,
”La Terapia dei tumori con Gadolinio 159 in
Risonanza Magnetica Nucleare”, edizioni Italo
Svevo Trieste, fissando, con apposito brevetto,
l’impiego dell’importante radio-isotopo.
Nell’agosto del 2002
la rivista scientifica “Minerva Medica” (vol.
93, n.4, pp. 227-276) ospita un suo “review”
sugli “Effetti biologici di un’esplosione
nucleare”, che introduce un nuovo sistema in
scala colorimetrica, di valutazione semplice e
immediata, dei danni provocati dal Fall out
sulla popolazione civile, fornendo indicazioni
sulle linee di condotta raccomandate per un
Progetto di Protezione Civile a lungo termine.
Nel maggio del 2006
ha pubblicato sulla rivista americana della
Gerson Institute di San Diego (California) un
suo lavoro sull’estrema pericolosità degli
Organismi Geneticamente Modificati (Gerson
Heating Newsletters, Vol. 21, No.3, May-June
2006, pp.: 5,7,9 First Part).
Nell’ottobre 2006 ha
pubblicato, per la Casa Editrice Internazionale
“Italo Svevo” di Trieste, il libro “Diventa
Medico di te stesso” (pp. 308) che, nel gennaio
2007, è stato insignito del Premio austriaco
della Verein zur Forderung der Forschung Mare
Nostrum - Research Institut (Istituto per la
Promozione della Ricerca) di Graz (Austria)
quale “Miglior Libro Scientifico Anno 2006”
Nell’ottobre
2006 ha pubblicato, per la Casa Editrice
Internazionale “Italo Svevo” di Trieste, il
libro “Diventa Medico di te stesso” (pp.
308) che, nel gennaio 2007, è stato insignito
del Premio austriaco della
Verein zur
Forderung der Forschung Mare Nostrum - Research
Institut (Istituto per la Promozione
della Ricerca) di Graz (Austria) quale “Miglior
Libro Scientifico Anno 2006”.
Altri premi:
http://trieste.rvnet.eu/2007/10/31/il-medico-giuseppe-nacci-riceve-il-sigillo-della-citta/#comments
Nel mese di Novembre
2007 e' stato insignito del Sigillo TRECENTESCO,
massima onoreficenza della citta' di Trieste.
Nell'Ottobre 2008 il dott. G. Nacci e' stato
insignito del Sigillo "Citta' di Padova" nel
corso della mamifestazione: Premio "libraio
città di Padova 2008" sezione "NUOVE PROPOSTE"
accanto a Lucarelli e a Curzio Maltese (di
REPUBBLICA) rispettivamente per la SEZIONE
"NARRATIVA" e per la SEZIONE "saggistica"; anche
lo scrittore "MAGRIS" è stato premiato con il
PREMIO ALLA CARRIERA"
Nel Novembre del
2007 ha anche presentato il suo libro "Diventa Medico di Te Stesso" -
Ed. Italo Svevo
presso il Policlinico
militare del CELIO di Roma, presenti le massime
Autorità della Sanità militare italiana.
vedi:
Video
+ Scaricate
Gratis qui il suo Libro
(sul cancro)
altro libro del dott. Nacci:
La minaccia della
centrale atomica di Krsko (English)
+
Nacci Intervista
+
Articolo
sul Piccolo (TS)
Riconoscimenti:
The best book of the year 2006
-
Riconoscimento del VFF "MARE
NOSTRUM ®" - Austria
vedi anche:
Parte del libro di
Bonifacio- 40 casi di guarigione +
Aberrazioni Cromosomiche
+
18 casi clinici di terapia Metabolica
+
Trentatre casi
FROM : “Thousand Plants against Cancer without
Chemo” free E-BOOK in INTERNET ; see:
cancro\nacci_english.pdf
vedi anche:
1.000 Piante per il Cancro
(libro) +
Risultati Cura dott. Nacci
x Cancro
+
La
Balla della ricerca sul Cancro
+
Alimentazione OGM
I suoi studi continuano su:
www.dirittolibertadicura.org
Continua su:
Pag. 2
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Nuovi attacchi alla
libertà di cura
- Il caso del dott.
Giuseppe Nacci.
Per la seconda volta
l’Ordine dei Medici di Trieste ha deciso di far
scontare al dott. Giuseppe Nacci, medico
chirurgo e specialista in medicina nucleare,
alcuni mesi di
sospensione dalla professione, in
seguito a procedimento disciplinare avviato in
base agli esposti di un paio di medici, che
hanno ritenuto di deferire a tale Ordine il
proprio collega, “reo” di considerare la
Medicina per quello che, per sua natura,
dovrebbe essere, un’arte esercitata con scienza,
coscienza e libertà, come per definizione e
secondo la nostra stessa Costituzione sono
libere tutte le arti e le scienze. In
particolare, il dott. Nacci, studioso e
ricercatore appassionato, è colpevole di seguire
persone affette da cancro, che, avendo scelto di
combattere la malattia con terapie naturali,
prive di gravi e spesso letali effetti
collaterali, a lui si rivolgono per essere
curate secondo i principi della terapia Gerson.
http://www.livornotop.com/collabora/Papale/La
terapia Gerson/la_terapia_gerson.htm
Secondo l’Ordine dei
Medici di Trieste, il dott. Nacci
dovrebbe
invece rifiutarsi di aderire alla libera e
ponderata scelta
dei pazienti e, con buona pace
dei principi ippocratici e dell’art. 32 della
Costituzione, consigliare vivamente agli stessi
le cure oncologiche convenzionali, ovvero la
chemioterapia, la radioterapia e
l’ormonoterapia, sul presupposto della loro
“provata efficacia”. Peccato che alla "reale
efficacia" della
chemioterapia,
per esempio,
non ci creda più nessuno,
compresi i medici più onesti, specialmente se
malati essi stessi di cancro, nel qual caso
pare non si facciano scrupolo di
rifiutarla.
http://www.laleva.org/it/2007/12/quando_si_ammalano_di_cancro_tre_medici_americani_su_quattro_rifiutano_la_chemioterapia.html
Del resto, basta ricordare i risultati di uno
studio australiano
di qualche anno fa, da cui emerge che il reale
contributo della chemioterapia alla
sopravvivenza a soli cinque anni dalla malattia
è, in America e in Australia, appena
qualche decimo al di sopra
del 2%
http://www.dirittolibertadicura.org/images/stories/File/Documenti
vari/Chemio risultati fallimentari.pdf
Non compete a noi
entrare nel merito della terapia praticata dal
dott. Nacci, per cui ci limitiamo a pubblicare
una lettera di un suo paziente, comparsa sul
quotidiano “Il Piccolo” di Trieste il 25 gennaio
scorso
http://www.dirittolibertadicura.org/images/articolistampa/nacci
2.pdf
Noi, qui, intendiamo
soprattutto sottolineare come, ancora una volta,
il diritto alla libertà di cura abbia subito una
duplice aggressione:
- nei confronti del
medico, al quale si impedisce di esercitare in
libertà la propria arte, negandogli a priori
scienza, coscienza, senso di responsabilità e la
possibilità di addurre le prove di scientificità
della terapia attuata, sul presupposto che gli
articoli scientifici contenenti tali prove non
compaiono nella più accreditata letteratura
scientifica internazionale, benché anche su
questo tema e sui conflitti di interesse che si
nascondono dietro le pubblicazioni scientifiche
ci sia molto da discutere, stando a quanto
afferma l’epidemiologo italo-britannico Tom
Jefferson, membro dell’autorevole Cochrane
Collaboration, secondo cui il
95% di quanto
viene pubblicato sulle riviste scientifiche
è da
considerarsi spazzatura
http://www.attentiallebufale.it/qualita/intervista_6.html
- nei confronti del
paziente che preferisce curarsi a proprie spese
senza nulla chiedere allo Stato, in virtù del
proprio fondamentale e costituzionale diritto di
curarsi secondo le proprie convinzioni, al quale
si nega la possibilità di rivolgersi
responsabilmente a un medico, poiché a questi è
vietato curare al di fuori dei protocolli
standardizzati, nei quali si vogliono
forzatamente inserire e frustrare le peculiarità
psicofisiche e le capacità di risposta alla
malattia di ogni singolo paziente, che di fatto
appare obbligato a fare le cure che non vuole.
Si dirà che al
paziente non viene affatto negato il diritto di
rifiutare le terapie convenzionali,
evidentemente a condizione che non si rivolga a
un medico, bensì a qualcuno che magari possa
essere poi denunciato per esercizio abusivo
dell’arte medica, cosicché al paziente verrebbe
nuovamente sottratta la possibilità di curarsi
come preferisce…
Ci chiediamo
che fine abbia fatto
e quale effettivo significato abbia il
concetto di tutela della salute
e di libertà di cura
dei cittadini, di cui parla l’art. 32 della
Costituzione. Ci chiediamo se sia
legittimo che l’attività professionale di un
medico e il suo rapporto con ogni singolo
paziente debba sottostare alla mediazione e al
controllo burocratico dell’ Ordine dei Medici,
che può quindi interferire nella scelta di una
terapia effettuata responsabilmente da medico e
paziente insieme.
Il rapporto tra
medico e paziente non può che essere
interpersonale, privato e fondato su una
reciproca consapevolezza e collaborazione,
avendo come fine la salute del paziente, di quel
paziente, che è persona del tutto unica e non
può collocarsi tra i numeri di improbabili
statistiche, cui applicare indiscriminati
protocolli terapeutici.
Ci chiediamo se
abbia avuto qualche seguito l’iniziativa di un
gruppo di medici che, circa un anno fa,
sollecitavano via internet una campagna per
l’abolizione del proprio Ordine professionale,
definendolo “una consorteria medievale con
tendenze vessatorie verso i colleghi” e
ritenendo che non esistano motivi validi per
mantenerlo in vita, poiché “un medico neo
laureato potrebbe, per esercitare la
professione, iscriversi in Comune e all'ASL
competente. Queste due istituzioni – sostengono
tali medici - potrebbero dargli tutto ciò che
l'Ordine Professionale dà loro, cioè niente.
Però verrebbero smantellati dei centri di potere
che nutrono in maniera vergognosa le ambizioni
personali di tanti personaggi dediti solo ad
attività burocratiche, di cui la maggioranza dei
medici non ha assolutamente bisogno“.
http://www.aduc.it/dyn/salute/comu.php?id=217124
Al dott. Nacci va
tutta la nostra solidarietà e il nostro pur
ininfluente appoggio,
con il sommesso auspicio che i tanti medici che
come lui subiscono inopportune, frustranti
limitazioni e ingerenze nel libero esercizio
della professione, quando non vere e proprie
persecuzioni, compiano uno di quegli atti di
coraggio di cui c’è molto bisogno in questo
Paese, escano dal loro anonimato e si uniscano
per rivendicare il rispetto della propria
dignità professionale, imponendosi come
rispettabile ed efficace forza interlocutrice di
quei poteri, il cui unico scopo sembra essere
quello di alimentare interessi del tutto
estranei al dovere di adoperarsi per promuovere
e salvaguardare il diritto dei cittadini alla
salute e al benessere nel rispetto della propria
fondamentale libertà di scelta.
Federazione per il Diritto alla Libertà di Cura
– Onlus - Anna Maria Fritz – Vice presidente
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Lettera dei
pazienti del dott. G. Nacci all'Ordine dei
Medici di Trieste
L'oncologia ufficiale - quella ben rappresentata
dai Veronesi di turno e dalle corporation del
farmaco - non sa spiegare cos'è il tumore, quali
sono i motivi che spingono delle cellule a
"impazzire" e proliferare invadendo tutto il
corpo; non sa proporre altri strumenti oltre la
chirurgia, la radio e chemioterapia (questi
ultimi devastanti per l'organismo già debilitato
e totalmente nelle mani delle case
farmaceutiche).
L'oncologia ufficiale - nonostante le
incoraggianti parole degli esperti di turno -
non riesce ad ottenere alcun risultato serio e
infatti si continua a morire sempre e più di
prima.
L'oncologia ufficiale adotta programmi di
screening di massa, spacciandoli per
"prevenzione", per cercare e trovare sempre
nuovi "pazienti" (lo screening infatti NON
previene, ma diagnostica, cioè "trova"). La vera
prevenzione è un'altra cosa: alimentazione sana,
biologica e integrale e comprende l'intero
nostro stile di vita.
Questa oncologia - nonostante i risultati
totalmente fallimentari – si arroga il diritto
di estromettere, radiare e/o sospendere medici,
nonostante i risultati terapeutici siano
positivi, semplicemente perché non abbracciano
il paradigma e non usano gli strumenti e i
protocolli imposti dell'establishment
scientifico (i
farmaci delle
lobbies).
Emblematici i casi di Pantellini, Bonifacio,
Hamer, Di Bella, Simoncini e moltissimi altri
ricercatori.
Oggi nel Malleus Maleficarum (il "Maglio o
Martello delle Streghe, il manuale
dell'inquisizione redatto nel 1486), è stato
iscritto il nome del dottor Giuseppe Nacci...
Di recente l'Ordine dei Medici di Trieste ha
nuovamente sospeso dall'Ordine il dottor
Giuseppe Nacci. Ma chi è questo dottore e cosa
ha fatto di tanto grave ? Il dottor Nacci,
medico specializzatosi in medicina nucleare al
San Raffaele di Milano ha contribuito anche con
una sua scoperta, protetta da brevetto, alla
diagnosi e terapia dei tumori, come descritto
nel suo libro "La terapia dei tumori con
Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare"
(671 pagg.).
Considerato tuttavia che le normali terapie dei
tumori (radioterapia, ormonoterapia e
soprattutto chemioterapia) presentano forti
effetti collaterali, ha sviluppato lo studio per
la cura dei tumori secondo il metodo metabolico
Gerson. Tale metodo, seguito con molto successo
in parecchie cliniche all'estero, si basa
principalmente su un apporto vitaminico
fitoterapico accompagnato da un'adeguata dieta.
Tutto ciò è ampiamente illustrato nel suo libro
"Diventa Medico di Te Stesso" che è stato
premiato dall'Associazione "Mare Nostrum" di
Wildon (Graz) come il miglior libro a tema
scientifico dell'anno 2006.
Per i suoi studi i sindaci di Trieste e di
Padova lo hanno insignito del Sigillo delle loro
città e il rettore e il Senato accademico
dell'Università di Padova gli hanno conferito il
premio "Città di Padova 2008" .
Nonostante l'alto riconoscimento dei suoi studi
e il felice esito delle sue cure, l'Ordine dei
Medici di Trieste ha deciso di sospenderlo
ulteriormente perché le sue cure non sono in
linea con quelle ufficiali.
Ci chiediamo allora quale sia l'effettivo
significato del concetto di tutela della salute
e di libertà di cura dei cittadini, sancito
dall'art. 32 della Costituzione, stante che i
pazienti oncologici del dottor Nacci sono ora
impossibilitati a proseguire le cure intraprese
e sono lasciati al loro destino.
Chiediamo all'Ordine dei Medici di Trieste quali
siano le reali motivazioni che si celano dietro
a questa sospensione: i molteplici successi
terapeutici ottenuti dal dottor Nacci,
testimoniati anche recentemente da articoli
apparsi in questa stessa rubrica, dimostrano
inconfutabilmente la validità della sua terapia
che, non presentando effetti collaterali,
risulta, in termini di guarigione e qualità di
vita, nettamente superiore a quelle derivanti
dall'applicazione delle terapie ufficiali.
Ridateci la possibilità di scegliere come
curarci con il medico di nostra fiducia.
Risposta del Presidente Ordine dei Medici di
Trieste
L'intervento
Ordine dei Medici: provvedimenti e sanzioni
scattano solo dopo un lungo iter fissato dalla
legge.
In qualità di presidente dell'Ordine dei Medici
Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di
Trieste mi vedo costretto a rispondere alla
segnalazione apparsa sul quotidiano "IL PICCOLO"
del 26 marzo 2009. E' doveroso ricordare che
l'Ordine è un ente ausiliario dello Stato ed è
chiamato a vigilare sull'operato dei propri
iscritti.
In Italia per esercitare la professione medica è
necessaria l'iscrizione all'albo professionale,
iscrizione che obbliga alla conoscenza e al
rispetto del Codice Deontologico.
L'Ordine pertanto interviene nei casi in cui un
iscritto contravviene agli articoli del Codice
Deontologico.
In tal caso viene istruita una pratica, viene
convocato il collega interessato dal
procedimento che ha la possibilità di visionare
la medesima, presentare le proprie
controdeduzioni e sostenere un contradditorio di
fronte alla Commissione Medica, organo di cui
fanno parte i medici eletti dagli stessi
iscritti in seno al Consiglio direttivo
dell'Ordine.
Nel contradditorio il medico può farsi assistere
da un legale di fiducia.
Concluso il contradditorio la Commissione medica
delibera l'eventuale sanzione da irrogare
all'iscritto in misura proporzionale alla
gravità del fatto commesso.
Il medico destinatario della sanzione può infine
ricorrere avverso la decisione dell'Organo di
disciplina ordinistico innanzi alla Commissione
Centrale per gli Esercenti le Professioni
Sanitarie (CCE-PS), con sede presso il Ministero
del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali, che valuta le motivazioni della stessa,
l'operato della Commissione locale e si
pronuncia per confermare, ridurre o annullare la
sanzione irrogata.
Fino a che il provvedimento non supera tutte
queste fasi, la sanzione non diventa esecutiva.
La procedura garantisce la massima trasparenza
ed è comune a tutte le categorie professionali
ordinistiche.
Ricordo per completezza che l'articolo 13 del
Codice Deontologico recita: omissis "le
prescrizioni e i trattamenti devono essere
ispirati ad aggiornate e sperimentate
acquisizioni scientifiche." Ed ancora: "sono
vietati l'adozione e la diffusione di terapie e
di presidi diagnostici non provati
scientificamente o non supportati da adeguata
sperimentazione e documentazione
clinico-scientifica, nonché di terapie segrete"
omissis.
Nel caso in oggetto l'Ordine ha rispettato tutte
le procedure previste dall'Ordinamento vigente
nel rispetto delle norme del Codice
Deontologico.
Lettera aperta al Presidente dell'Ordine dei
Medici di Trieste
Gent.mo dott. Claudio Pandullo,
la ringraziamo per la sollecita risposta alla
nostra segnalazione, pubblicata su "IL PICCOLO"
il 31 marzo u.s.
Ci dispiace dover proseguire il dialogo
attraverso questo quotidiano che, d'altra parte,
è l'unico che ci ha permesso di far sentire la
nostra voce.
Non sarà certo sorpreso nell'apprendere che i
pazienti e i sostenitori del dott. Nacci sono
ben al corrente di quanto prescrive il Codice
Deontologico e dell'iter procedimentale
necessario ad addivenire ad una pronuncia
definitiva del provvedimento emesso dall'Ordine,
così come delle vicissitudini che hanno
determinato la sua sospensione (e ciò in ordine
al fatto che ha dovuto in qualche modo
giustificare l'obbligata cessazione della sua
attività ai suoi pazienti, che hanno continuato
a rivolgergli pressanti richieste di aiuto).
Niente di nuovo quindi è stato scritto nel Suo
articolo, che in realtà si è rivelato null'altro
che una esposizione acritica delle procedure
previste dall'Ordinamento vigente nel rispetto
delle norme del Codice Deontologico.
La questione però è un'altra, e - per
correttezza nei confronti dei tanti lettori che,
altrimenti, hanno giustamente diritto di
ritenere motivato un provvedimento disciplinare
così gravoso e che in fin dei conti colpisce
soprattutto i pazienti - va valutata nel merito,
anche a ragione del fatto che non solo l'ultimo
libro del dott. Nacci ("Diventa Medico di Te
stesso", 3° ed., Supermercato del Libro, Treviso
2008, in vendita presso la libreria Borsatti di
Trieste e che ben illustra e documenta la
terapia da lui proposta) - è stato premiato motu
proprio dall'Associazione per la Promozione
della Ricerca Mare Nostrum di Wildon (Graz); non
solo al dott. Nacci è stato conferito il Sigillo
Trecentesco da parte della città di Trieste e di
quello della città di Padova in riconoscimento
del suo appassionato impegno nello studio e
nella ricerca scientifica; ma il suo lavoro è
anche stato tradotto e messo in rete (internet)
dalla National Health Federation degli Stati
Uniti (http://www.thenhf.com
) e premiato il 30 ottobre 2008, nell'Aula Magna
dell'Università di Padova, dal Rettore e dal
Senato Accademico.
Procediamo quindi con ordine ad analizzare
quanto riportato nell'articolo di risposta alla
nostra segnalazione del 26/3 u.s.
1) "nel contradditorio il medico può farsi
assistere da un legale di sua fiducia":
Nel caso specifico al difensore di fiducia (avv.
A.S.) del dott. Nacci
NON è stato permesso di parlare, in
violazione
di quanto previsto
dal Codice Deontologico ed
affermato dalla Corte di Cassazione
(v. sentenza Cass. S.U. , n. 4630 del 7.5.1998).
D'altra parte lo stesso art. 165 c.p.c.
stabilisce che l'attore (e, a norma del
successivo art. 166 c.p.c. , il convenuto) deve
costituirsi in giudizio a mezzo del procuratore
o personalmente;
2) "eventuale sanzione da irrogare
all'iscritto in misura PROPORZIONALE alla
gravità del fatto commesso .": una sospensione
di 6 mesi per aver il dott. Nacci omesso di far
firmare due consensi informati da altrettanti
pazienti ci sembra un provvedimento
inaccettabile (tanto più che un consenso è stato
semplicemente firmato in ritardo); sappiamo bene
che sia prassi abbastanza comune sottoporre i
pazienti ai più svariati trattamenti
terapeutici/diagnostici senza far firmare
alcunché (basti guardare alla casistica
giurisprudenziale !): non ci consta che tutti
questi medici abbiano avuto procedimenti e
sospensioni da parte dei rispettivi Ordini;
oltretutto dal comportamento omissivo del dott.
Nacci non è derivato alcun danno, al di là del
fatto che, in base alla legge italiana, il
consenso, al di fuori di specifici casi previsti
per legge, non necessita della forma scritta. Va
ribadito che il diritto costituzionalmente
garantito del paziente di autodeterminarsi con
riguardo alle proprie scelte sanitarie è
assoluto. Inoltre la Corte di Cassazione (sent.
n. 301/2001) ribadisce la libertà terapeutica
del medico, mancando l'arte medica, per sua
natura, di protocolli scientifici a base
matematica. E se il punto è che il dott. Nacci
reputa controindicata, al fine del successo
della terapia da lui suggerita, la
chemioterapia, allora è il medico che ha
proposto tale cura a doversi procurare il
consenso informato con il rifiuto del paziente a
sottoporsi alla stessa;
3) "le prescrizioni e i trattamenti devono
essere ispirati ad aggiornate e sperimentate
acquisizioni scientifiche": a nostro parere è
stata messa in dubbio la validità scientifica
dei "crismi scientifici" solo nel tentativo di
rafforzare la motivazione di un provvedimento
abnormemente severo, tant'è vero che le prove
cliniche della validità della terapia (in
possesso del medico che, per oltre 7 anni, ha
preso in cura diversi pazienti e che, tra
l'altro, hanno ben dichiarato in più occasioni a
diversi sanitari di essere sottoposti alla "sua"
cura metabolica senza che venissero presi
provvedimenti di alcun genere) sono documentate
da oltre 1.600 casi clinici pubblicati in
precedenti lavori scientifici su riviste mediche
ufficiali da diversi medici, oltre che basati su
statistiche di sopravvivenza ben documentate.
Quindi riformuliamo le domande: perché al dott.
Nacci è stato precluso il diritto di esercitare
la sua professione, con circa 40 pazienti già in
carico con regolare consenso informato scritto ?
Come può oggi il dott. Nacci conformarsi a
quanto previsto dall'art. 23 del Codice
Deontologico in base al quale "il medico deve
garantire al cittadino la continuità delle cure"
quando è evidente che non è possibile procedere
ad una sua sostituzione in quanto in Italia non
vi sono altri medici a praticare questo tipo di
terapia ? Quali sono gli studi scientifici e
quali sono le statistiche di guarigione che
fanno assurgere il trattamento chemioterapico a
terapia convenzionale d'eccellenza nel
trattamento dei tumori e che dovrebbero quindi
far propendere per tale approccio terapeutico ?
Nel rispondere ai quesiti posti, contiamo sulla
coscienza della categoria medica ed in
particolare vogliamo richiamare il giuramento di
Ippocrate cui ogni medico ha fatto voto : ".di
perseguire come scopi esclusivi la difesa della
vita, la tutela della salute fisica e psichica
dell'uomo e il sollievo della sofferenza, di
rispettare i colleghi anche in caso di contrasto
di opinioni..di rispettare e facilitare in ogni
caso il diritto del malato alla libera scelta
del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra
medico e paziente è fondato sulla fiducia e in
ogni caso sul reciproco rispetto."
Ringraziamo per la cortese attenzione ed inviamo
distinti saluti.
Seguono numerose firme
Commento
NdR: ...ogni commento e' superfluo, l'Ordine dei
medici esegue le direttive delle
Lobbies
che
NON vogliono
cure alternative
per le malattie, altro che "ordine" esso e' in
TOTALE
DISORDINE
rispetto alla Legge Costituzionale sulla
Tutela
della Salute dei cittadini e quella
Costituzionale sul
Lavoro
per l'aver impedito al medico di esercitare
secondo Scienza Coscienza la sua attivita' !
VERGOGNA,
VERGOGNA, VERGOGNA
!
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Le cure di Nacci
Sono stato colpito nel 2003 da un melanoma,
diagnosticato dal Policlinico di Modena e
dall'ospedale di Padova, inoltre l'apposita
commissione per l'invalidità civile di Trieste
mi aveva dichiarato inabile al 100%. Mi sono
rivolto al dottor Nacci il quale, con molta
disponibilità e onestà, mi ha sottoposto a una
cura naturale fitoterapica con adeguata dieta
alimentare. Dopo alcuni anni di detta terapia le
mie analisi non hanno più rilevato alcuna
traccia di melanoma e la commissione di cui
sopra mi ha poi considerato abile al 100%. Non
mi sarà però più possibile proseguire con dette
cure in quanto il dottor Nacci è stato sospeso
dall'Ordine dei medici che gli contesta i metodi
di cura. Questo severo provvedimento fa seguito
a una precedente sospensione di due mesi decisa
dallo stesso Ordine qualche anno fa, poiché il
dottor Nacci non aveva preventivamente chiesto
l'autorizzazione a creare un proprio sito
Internet. È molto singolare che ciò che
costituisce oggetto di dure critiche da parte
dell'Ordine dei medici di Trieste, sia invece
considerato d'alto contenuto scientifico da
prestigiosi organismi, quali le Università di
Graz e di Padova che hanno conferito al dottor
Nacci ambiti riconoscimenti.
La grave decisione
dell'Ordine dei medici toglie la libertà,
sancita dall'art. 32 della Costituzione, di
poter scegliere la cura che ognuno ritiene più
appropriata; infatti, nonostante gli ottimi
risultati finora ottenuti, potrei ora essere
costretto a ricorrere a delle terapie
(chemioterapiche o altro) che non sono
certamente esenti da rischi.
Tra i tanti amici e
conoscenti scomparsi a seguito di cure
chemioterapiche, cito soltanto due casi a me
vicini. Mia moglie, Marialuisa Bevilacqua, è
stata per tanti anni in cura da medici
dell'Istituto tumori di Milano però, dopo una
chemioterapia da loro consigliata (costataci nel
1989 25 milioni di lire perché eseguita
privatamente per motivi di urgenza), è deceduta
dopo otto mesi. E ancora mia nipote che, dopo
l'operazione per tumore all'esofago, è stata
sottoposta a una chemioterapia a scopo
preventivo e dopo soli due anni è scomparsa per
metastasi all'età di 43 anni.
By Ervino Abbà - il Piccolo - 26 gennaio 2009
pagina 20 sezione: TRIESTE
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Niente chemio ai malati di cancro, medico
sospeso
Sospeso dall'esercizio della professione per 4
mesi. È la sanzione disciplinare deliberata
dall'Ordine dei Medici di Trieste a carico del
dottor Giuseppe Nacci.
Un provvedimento firmato dal presidente uscente
Mauro Melato e diventato effettivo dallo scorso
20 dicembre dopo la decisione della Commissione
centrale per gli esercenti e le professioni
sanitarie che, davanti al ricorso del medico
nucleare triestino, aveva ridotto la sanzione
(nel 2005 erano stati richiesti 6 mesi, il
massimo prima della radiazione) ora impugnabile
dall'iscritto davanti alla Cassazione. Un
ricorso che ad ogni modo non eviterà la
sospensione fino al 21 aprile. È una posizione
molto delicata quella di Nacci a cui l'Ordine,
di fatto, contesta un uso non corretto delle
pratiche mediche non convenzionali. Metodi
applicati dal medico su malati di cancro che,
specie da fuori Trieste, si rivolgono
all'ambulatorio Fisiosan di via Genova 21.
Una vicenda che in parte ricorda il più
eclatante «caso Di Bella» poiché Nacci per sua
stessa ammissione «cura i tumori stimolando -
dice - la risposta immunitaria ed evitando la
chemioterapia».
Una terapia metabolica che utilizza vitamine,
invitando il paziente a seguire un'alimentazione
corretta. Seguendo questo filone Nacci, autore
del tratto pubblicato su Internet «Mille piante
per guarire dal cancro senza chemio» (tradotto
anche negli Stati Uniti), ha
scritto e pubblicato il libro «Diventa medico di
te stesso». Ricevendo alcuni premi e
riconoscimenti per la sua attività letteraria
fra i quali il sigillo trecentesco della città
di Trieste. Una consegna ufficiale in municipio,
nel novembre del 2007, contestata dall'Ordine
dei medici che informò dell'accaduto Livia
Turco, all'epoca ministro della Salute,
evidenziando come sul medico (già sospeso per 2
mesi) pendesse un procedimento disciplinare. A
distanza di un anno l'iter ha fatto il suo corso
e Nacci è stato di nuovo sospeso, ma non si dà
per vinto. «Sono preoccupato per i pazienti che
ho in cura: cosa succederà adesso di loro ?
Fino al 21 aprile non potrò curarli», dice il
medico triestino che in questi giorni ha inviato
una lettera ai propri pazienti. «Causa la
sospensione in atto il sottoscritto è obbligato
ad abbandonarti» si legge nella missiva,
accompagnata dalla sentenza sul principio della
libertà terapeutica del medico, spedita a malati
di tumore.
I 38 casi clinici citati dal medico triestino
contemplano, ad esempio, due pazienti colpiti da
tumore al cervello, dieci alla mammella, tre al
polmone...
Si tratta di casi in trattamento, secondo quanto
asserisce Nacci, e portati avanti da molti anni
che avevano «un rischio di metastasi» e adesso
«non presentano recidività» oppure «un residuo
lesionale». Arrivano soprattutto dal Nordest per
farsi curare, ma anche da Napoli, Roma e Messina
e a tutti, oltre alla lettera sulla sospensione,
Nacci ha allegato il testo di un'altra missiva
da inviare al Tribunale per i diritti del malato
di Trieste. Un estremo tentativo di difendersi
chiesto solo ai pazienti di cui Nacci è in
possesso del «consenso informato scritto. Un
rapporto di fiducia diretto medico-paziente».
Una metodologia sulla quale l'Ordine dei medici,
che non intende rilasciare dichiarazioni in
merito alla vicenda tranne confermare la
sospensione dell'iscritto, è categorico: lo
dimostra una delibera non solo inviata a tutti
gli organi competenti, ma esposta anche in
alcune farmacie. «Non accettano il metodo di
cura e il mio orientamento, ma finita la
sospensione intendo riprendere la mia attività.
Questi 38 casi sono solo un decimo dei miei
pazienti che in genere si fanno poi seguire dal
loro medico di base - ribatte Nacci - mentre con
una parte ho mantenuto un rapporto stabile. Non
c'è solo la chemioterapia».
By Pietro Comelli - il Piccolo - 02 gennaio
2009 pagina 21 sezione: TRIESTE
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Italy:
No Chemotherapy
to cancer patients: medical doctor Giuseppe
NACCI suspended
From the local
newspaper “IL PICCOLO” of Trieste (Italy),
Friday 2nd January 2009, page 21, column
“Trieste Cronaca” (Trieste news)
Giuseppe Nacci will not be allowed to practise
medicine for 4 months. “The Order of Doctors
does not accept my course of treatment
Suspended from practising medicine for 4 months.
This is the disciplinary sanction decided by the
Order of Doctors of Trieste against doctor
Giuseppe Nacci, born in Trieste. The sanction
was signed by outgoing president Mauro Melato
and became effective on 20th December last after
the decision taken by the Commissione Centrale
per gli Esercenti e le Professioni Sanitarie (Central
Commission for Tradespeople and Health
Professions) in Rome, which had reduced the
sanction after Dr Nacci’s appeal. In fact, a
suspension of 6 months – the most severe
sanction before striking off – had originally
been requested in 2005. Dr Nacci can now appeal
to the Italian Supreme Court. His appeal will
not, however, avoid his being suspended until
21st April.
Dr Nacci’s position
is very delicate: as a matter of fact the Order
of Doctors disputes his non-conventional medical
treatments, which are considered incorrect.
These treatments are given to cancer patients
who, coming especially from outside Trieste,
turn to the medical practice Fisiosan, at number
21 of Via Genova. This brings back the most
sensational “Di Bella’s case”, as Dr Nacci
himself maintains that “he treats cancers by
stimulating the immune response, thus avoiding
Chemotherapy”. His metabolic therapy uses
vitamins and makes patients follow a correct
diet. Proposing this kind of therapy, Dr Nacci
made “Mille Piante per guarire dal Cancro senza
Chemio” available on the Internet. The essay was
also translated into English in the USA with the
title “Thousand Plants against Cancer without
Chemo-Therapy”:
http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/Thousand
Plants against Cancer without Chemo-October
2008.pdf
+
cancro/nacci_english.pdf
and published on several American Web sites,
such as that of the National Health Federation.
http://cancerfighter.wordpress.com/2009/02/11/italian-doctor-gets-into-trouble-using-alternative-therapies/
Dr Nacci also published the book “Diventa Medico
di Te Stesso” (“Become your own doctor”),
receiving some prices and awards in recognition
of his literary activity, including the “Sigillo
Trecentesco” (“Fourteenth-Century Seal”) from
the city of Trieste.
The official award took
place in the Council Hall in November 2007, but
was criticised by the Order of Doctors of
Trieste, which informed the then Minister of
Health Livia Turco, highlighting the fact that
disciplinary proceedings were already hanging
over the doctor, who had already been suspended
for two months. After one year, the procedure
has taken its course and Dr Nacci has been
suspended again.
But he does not give in. “I am worried about the
patients I am treating. What will happen to them
now ?
Until 21st April I will not be allowed to
treat them”, says the Italian medical doctor.
During the last few days he sent a letter to his
patients in order to inform them: “Because of
the sanction imposed, I am forced to leave you”.
The letter sent to the patients is accompanied
by the sentence of the Italian Supreme Court
regarding the principle of doctors’ freedom in
choosing the medical treatment.
The 38 patients Dr Nacci is referring to include
two patients suffering from brain tumour, ten
from breast cancer, three from lung cancer…
According to Dr Nacci, these cases have been in
therapy for many years and were at risk to
develop a metastasis and now do not show
recidivism or a residual lesion. Dr Nacci’s
patients come above all from North East Italy,
but also from Naples, Rome and Messina. In
addition to the letter informing them about the
suspension, Dr Nacci sent to all of them another
letter to be sent to the Court for the patients’
rights of Trieste. This is an extreme attempt to
defend himself by asking for help from the
patients who gave him a written “informed
consensus” to carry out his therapy. A kind of
confidence agreement between doctor and patient.
This is highly
criticised by the Order of Doctors of Trieste,
which does not want to issue any comment but
only confirms that the doctor was suspended, as
shown by the decision notification sent to all
relevant institutions and even displayed at some
chemists’. But Dr Nacci replies: “They do not
accept my course of treatment and my position,
but when the suspension ends I am going to
resume my activity. These 38 cases are only a
tenth of my patients, who then generally ask
their own GPs to follow them. Whereas I had a
stable relation with a small part, i.e. these 38
cases. There is not only chemotherapy”.
By Pietro Comelli - From the local newspaper “IL
PICCOLO” of Trieste, page 21, 2nd January 2009.