RDA:
Razione giornaliera raccomandata, da riportare nell'etichettatura.
nessuna RDA
stabilita
mg: milligrammo (millesima parte del grammo)
mcg: microgrammo (millesima parte di milligrammo)
1: Direttiva della CE sull'etichettatura
nutrizionale dei prodotti alimentari (90/496/CEE).
2: Massimo 800 mcg per le donne
che desiderano affrontare una gravidanza
3: Nicotinamide ed acido nicotinico
sono entrambi Vitamina B3.
In merito all'assunzione giornaliera da
tutte le fonti (alimenti, alimenti e
bevande fortificati, integratori) in corrispondenza dei quali non sono
stati riscontrati problemi di salute. Questo non
significa che livelli maggiori di assunzione siano sempre dannosi se, ad
esempio vengono presi giornalmente per brevi periodi
(alcune settimane)
Il superamento di questi livelli dovrebbe comunque essere effettuato con
la supervisione di un nutrizionista o di uno specialista.
Tratto da: ehpm - European Federation of Associations of Health Product Manufactures
- (Federazione Europea delle Associazioni dei Produttori Salutistici)
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Vitamina B9
L’acido folico (folato), è la
vitamina B9. Non viene prodotto dall’organismo ma
deve essere assunto con il cibo e dalla flora
batterica intestinale, e il fabbisogno quotidiano in
condizioni normali è di circa 0,2 mg.
Negli ultimi decenni, l’acido folico è stato
riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle
malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a
carico del tubo neurale, che si possono originare
nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante
la gravidanza, quindi, il fabbisogno di folato si
raddoppia a 0,4 mg perché il feto utilizza le
riserve materne.
Anche se il suo ruolo non è conosciuto nei dettagli,
infatti, la vitamina B9 è essenziale per la sintesi
del DNA e delle
proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è
particolarmente importante per i tessuti che vanno
incontro a processi di proliferazione e
differenziazione, come, appunto, i tessuti
embrionali.
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Ascorbato: La
scienza della Vitamina C
Le ricerche mediche senza basi scientifiche potrebbero condannare milioni
di persone alla morte !
Fonte:
The
Vitamin C Foundation, traduzione a cura de
La
Leva di Archimede
Notizia riportata anche da
Medical
News Today.
La relazione tra la vitamina C e la salute e’ stato un argomento controverso
per decenni.
Molti influenti scienziati, incluso il doppio premio nobel
Linus
Pauling, hanno argomentato che l’Ascorbato puo’ prevenire e curare
malattie gravi come le problematiche cardiache, gli infarti, il cancro e le
infezioni.
Gli esperti della medicina convenzionale si opposero, disapprovando
l’utilizzo degli integratori in favore di frutta e verdura.
Nel loro recente libro “Ascorbato:
La scienza della Vitamina C”, Steve Hickey e Hilary Roberts descrivono
le basi scientifiche necessarie per comprendere questa contoversia. Gli autori
spiegano la storia della ricerca sulla vitamina partendo con l’esperimento
classici di James Lind nel 1747 sullo scorbuto: un punto di partenza per
l’applicazione della scienza in medicina.
Questo semplice esperimento viene
usato per illustrare come funziona il procedimento scientifico separando la
scienza dalla pseudo-scienza gli autori mostrano come le autorita’ mediche
oggi fanno affidamento alla scienza patologica piu’ che agli esperimenti
solidi e ripetibili.
I nuovi ritrovamenti in medicina vengono ostacolati da
un’inopportuna domanda di fornire “prove” scientifiche. Sarebbe piu’
opportune prendere le decisioni in campo medico in base all’analisi dei
costi e dei benefici, come ci insegna la “teoria dei giochi”.
Utilizzando i principi della scienza, questo
libro mostra come il disdegno dell’Establishment ufficiale nei confronti
dell’integrazione vitaminica sia il risultato di una ricerca falsa e
alterata. Le raccomandazioni che l’integrazione sia inutile se una persona
consuma frutta e verdura 5 volte al giorno sono basate su interpretazioni
errate della ricerca. Durante l’ultimo mezzo secolo le ricerche mediche
sulla Vitamina C sono state spesso ostacolate da una mancata comprensione di
come questa vitamina sia utilizzata dal corpo umano.
Questa nuova valutazione
delle evidenze porta ad un nuovo modello dinamico che mostra come la Vitamina
C agisce a conferma delle idee del Dr.
Robert Cathcart. Grazie a questo nuovo modello la controversia sulla
vitamina C e’ risolta.
A prima vista, le affermazioni di efficacia della Vitamina C nelle malattie
coronariche, le infezioni e il cancro possono sembrare sensazionali. Pero’
questi benefici hanno delle basi scientifiche e meritano di essere considerati
seriamente. La differenza tra l’integrazione nutrizionale e l’utilizzo
terapeutico dell’ascorbato e’ stato chiarito.
Il modello dinamico indica che, per mantenere una buona salute, la strategia
nutrizionale ottimale e’ prendere ripetute dosi di Vitamina C durante il
giorno: per esempio un grammo ad ogni pasto. Il libro riporta un aggiornato
regime per la prevenzione e il trattamento delle cardiopatie, la cosiddetta
“Antioxidant Network Therapy”.
Tutto questo ha bisogno di essere testato
scientificamente con assoluta urgenza e priorita’.
Gli autori spiegano
inoltre le basi scientifiche del trattamento del cancro con
ascorbato,
intervento potenzialmente risolutivo.
Il rifiuto dell’Establishment medico di
effettuare delle sperimentazioni su questi argomenti potrebbero aver causato
molte sofferenze e morti. Il Dr. Hickey ha detto: “Se questo libro non ti sciocchera’ significa che non e’ stato capito”. Per questa ragione il
libro riporta la lista degli essenziali esperimenti necessari al ripristino
del rispetto verso le valutazioni scientifiche sulla Vitamina C. Anche se solo
una parte delle ipotesi venissero confermate i lettori capiranno perche’ il
doppio premio nobel Linus Pauling scommetteva perfino la sua reputazione
scientifiche sull’ascorbato.
Sulla base delle evidenze presentate in
questo libro, il Dr. Hickey ha richiesto all’Istituto Superiore della
Sanita’ Americana (NHI – National Institutes of Health) e al Linus Pauling
Institute di rivedere urgentemente i valori RDA (dosaggi giornalieri
raccomandati) sulla Vitamina C.
vedi anche Protocollo
della Salute
Book
details:
Ascorbate: The Science of Vitamin C, by Steve Hickey and Hilary
Roberts
(1-4116-0724-4, Trade paperback, 264 pp, 6 x 9, $28.72).
Barnes and
Noble:
http://search.barnesandnoble.com/booksearch/isbnInquiry.asp?userid=pi62NSuzIV&isbn=1411607244&itm=1
Online download:
- http://www.lulu.com/ascorbate
Altri riferimenti:
Articolo pubblicato su Medical
News Today.
Oregon State University: Linus Pauling Institute: Vitamin
C
Raccolta di testi scientifici: Ascorbato
Dr. Rath (collaboratore e successore di Linus Pauling): pubblicazioni
scientifiche, qui un archivio di studi relativi alla nuova Medicina
Cellulare.
Una raccolta
di link su vitamina C e ascorbato.
Peter Barry Chowka, L'ultima
intervista del doppio premio Nobel Linus Pauling
La vitamina C e' utile
anche per: stanchezza cronica, infiammazioni,
raffreddori, influenze.
Principali siti di riferimento:
- http://www.vitamincfoundation.org/
- http://www.orthomed.com/
- http://www.seanet.com/~alexs/ascorbate/index.htm
- http://www.cforyourself.com
- http://lpi.oregonstate.edu/index.html
Tratto da: laleva.org
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Integratori Alimentari e la Direttiva Europea
L'Italia ancora più restrittiva
La Comunità europea ha emesso, nel 2002,
una
direttiva (1) che imporrà regole severissime per il commercio dei
prodotti nutritivi che contengono vitamine e minerali, i cosiddetti
integratori alimentari. Le nuove regole verranno imposte un po' alla volta, ma
l'agosto dell'anno prossimo segnerà un passo importante: secondo l'articolo
15 della direttiva, gli stati membri dovranno " … vietare il commercio
di prodotti non conformi alla presente direttiva al più tardi a decorrere dal
1° agosto 2005".
Restrizioni severissime
Secondo i dettati della nuova norma dovranno sparire dal mercato i prodotti
che contengono forme di vitamine o minerali non elencate negli allegati della
direttiva stessa.
Alcuni esempi: La vitamina E contenente tocoferoli misti e
tocotrienoli (sarà permesso soltanto l'alfa-tocoferolo); diverse forme di
carotene (troveremo solamente il beta-carotene); la metilcobalamina (una forma
della vitamina B 12); lo zolfo, il boro, il vanadio, la silice, praticamente
tutti i minerali in traccia (non sono elencati e perciò non saranno più
utilizzabili); le forme più biodisponibili dei minerali comuni quali calcio,
magnesio, potassio, ferro, zinco, rame (non sono previsti, secondo gli elenchi
della direttiva, per esempio, orotati, chelati, aspartati, picolinati e
lieviti ricchi di minerali biodisponibili).
L'elenco delle
sostanze
dimenticate (2) e cioè da vietare, è lungo - circa 300 tra vitamine e
minerali.
La cosa sta mettendo in subbuglio produttori e medici, commercianti
e consumatori.
Per le vitamine e minerali che rimarranno in
commercio secondo gli elenchi ristretti della direttiva, verranno poi fissati
dei limiti di dosaggio che si annunciano sensibilmente più bassi di quelli
che oggi sono disponibili e vengono utilizzati da milioni di persone in tutto
il mondo senza problemi di sorta.
La direttiva annuncia un regime così
restrittivo che produttori e negozianti di diversi paesi si sono uniti con
medici, naturopati e moltissimi consumatori in una alleanza contro le
restrizioni previste dalla legislazione europea.
La Alliance
for Natural Health (3) ha iniziato, nel 2003, una causa legale contro le
restrizioni alla disponibilità di integratori vitaminici imposte dalla
direttiva. Questa causa, partendo dall'Inghilterra, è già approdata alla
Corte europea in Lussemburgo e verrà discussa nei prossimi mesi.
Il caso italiano
Nel frattempo però, ogni paese europeo è
tenuto a trascrivere la direttiva europea in legge nazionale.
L'Italia ha
provveduto con un
decreto
legge (4) approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 maggio.
Il
decreto non solo trasforma le severissime regole della direttiva in legge
italiana come di dovere, ma aggiunge che "in attesa dell'adozione di
specifiche disposizioni comunitarie, i livelli ammessi di vitamine, minerali
ed altre sostanze sono definiti nelle
linee
guida (5) sugli integratori alimentari pubblicate dal Ministero della
salute."
Sembra una frase abbastanza innocua, finché
non andiamo a scoprire che, secondo le prescrizioni ministeriali, la vitamina
E sarà limitata a 30 milligrammi, la vitamina C a 180, la B 1 sarà
disponibile fino a 2 milligrammi e la vitamina B 6 a 3, tanto per dare qualche
esempio. La linea seguita dal ministero è quella di un limite generalizzato
per le vitamine ai dosaggi corrispondenti al 150 % dei livelli di riferimento,
con l'eccezione della vitamina C e la vitamina E che sarebbero disponibili
fino a tre volte (300 %) delle RDA.
Se questo pare poco, in compenso saremo,
grazie all'etichettatura, messi al corrente della percentuale dei livelli di
riferimento (RDA) in ogni prodotto; ci verrà detto di non esagerare
(avvertenza obbligatoria per tutti i prodotti) e di non dare le nostre
vitamine in mano ai bambini sotto i tre anni di età. L'etichetta ci informerà
pure che le vitamine "non sono adatte a sostituire una dieta
variata".
L'uso delle vitamine e dei minerali verrà
così limitato a dosaggi minimi, alle quantità assolutamente necessarie per
evitare le malattie di carenza tipo scorbuto e beri-beri. L'apporto
ottimizzato di nutrienti, importante per rafforzare le difese immunitarie e
per raggiungere un livello di salute ottimale invece, verrà proibito
d'ufficio, così come ogni riferimento all'eventuale prevenzione di malattie.
Chiaramente, per chi di vitamine fa un uso serio e quotidiano o chi con
l'aiuto di integratori "veri" magari è riuscito a scongiurare dei
mali seri oppure semplicemente non si ammala più da diversi anni della solita
influenza invernale, è una vera follia.
Mentre gli esperti si lamentano dell'aumento
delle spese sanitarie che cominciano a dissanguare le casse dello Stato, ci
viene praticamente vietato di far uso della prevenzione nutrizionale, quella
che paghiamo di tasca nostra.
Quello che stupisce è che il governo
italiano propone di agire in modo ancora più restrittivo di quanto non sia
prescritto dal legislatore europeo, per il quale eventuali limiti di dosaggio
dovrebbero orientarsi alle "valutazioni dei rischi condotte nell'ambito
di studi scientifici generalmente riconosciuti…".
La severità del
nuovo regolamento italiano per le vitamine è tanto più sorprendente perché
non solo va oltre quello che prescrive la direttiva europea ma contravviene
anche la più recente
giurisprudenza
(6) in materia di limiti di dosaggio vitaminico.
La Corte europea ha già detto 'No'
La Corte europea si è occupata della
questione su sollecito della stessa Commissione Europea. Nel lontano 1999, la
Commissione aveva contestato la prassi amministrativa della Germania, secondo
la quale prodotti contenenti fino al 300 % delle quantità raccomandate per le
vitamine venivano considerati alimenti e quelli eccedenti furono respinti
perché considerati medicinali senza la prescritta autorizzazione.
Ravvisando in quella prassi una barriera per
il libero commercio di prodotti legalmente venduti in altri stati dell'Unione,
la Commissione sollecitava alla Germania un cambiamento.
Le autorità tedesche
rifiutarono e la Commissione inizio' un procedimento dinanzi la Corte europea.
La Finlandia e la Danimarca si unirono alla Germania nella difesa, ma la
Corte, nella sua
recente
sentenza (6) pubblicata il 29 aprile 2004, decise che eccezioni al libero
commercio sono giustificabili solo nel caso che le autorità sanitarie di uno
stato membro ravvisino in un prodotto dei pericoli e agiscano per proteggere
la pubblica salute. Il limite generalizzato del 300 % delle quantità
raccomandate di vitamine come metro di riferimento fu ritenuto illegale dalla
Corte, e la Germania condannata al pagamento delle spese del processo.
Due "sistemi sanitari"
Abbiamo, oggi, due sistemi sanitari che si
contrappongono l'uno all'altro.
Il sistema "ufficiale", dominato
dalle multinazionali della chimica farmaceutica e finanziato quasi interamente
dallo Stato, sta prosciugando le casse dei piani sanitari nazionali a ritmi
sempre crescenti.
Attualmente la
Guardia
di Finanza (7) indaga sull'eccezionale aumento della spesa farmaceutica a
carico del servizio sanitario nazionale italiano, cresciuta secondo la Federfarma del 8,1 % rispetto ad un anno prima
(NdR: e tutt'ora ancora in aumento).
Questo stesso sistema sanitario, lungi dal
proteggere la nostra salute in modo compiuto, è diventato, secondo le
statistiche di mortalità in diversi paesi occidentali, una delle principali
cause di
morte
prematura (8).
Gli effetti tossici o effetti "collaterali" dei
farmaci causano, secondo le statistiche ufficiali e le ricerche pubblicate su
prestigiose pubblicazioni mediche, più di centomila morti ogni anno solo
negli Stati Uniti d'America.
Esteso al mondo occidentale, dove la
medicina
farmaceutica è maggiormente radicata, ciò significa che ogni giorno
muoiono
a causa di farmaci l'equivalente dei passeggeri di ben due aerei jumbo - come
se ogni giorno dell'anno cadessero dal cielo due Boeing 747, seminando morte e
disperazione.
Potrebbe sembrare strano che gli esperti di un sistema a tasso
di mortalità così alto possano determinare, con i loro suggerimenti ai
legislatori, quali nutrienti ci sia permesso ingerire e quali no.
Il
timerosal
nei vaccini (9), i
dolcificanti
artificiali neurotossici (10), le statine che spesso sono causa della
perdita
di memoria (11) e di dolori muscolari fortissimi fino ad aggredire il
tessuto muscolare fino alla morte per collasso renale, le
amalgami
dentali che rilasciano mercurio tossico giorno dopo giorno (12), gli
psicofarmaci
per bambini "troppo vivaci" (13) che che spesso portano al
suicidio e alla violenza incontrollabile caratterizzano questo sistema così
come l'incontrollato uso di antibiotici, la vaccinazione imposta d'autorità e
il trattamento del cancro mediante radiazioni e potenti veleni chiamati
chemio-terapia. Il paradigma di questa medicina imposta d'autorità è
fallimentare. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L'altro sistema sanitario è quello gestito
da ognuno di noi a spese proprie. Ne fanno parte un'alimentazione sana, senza
pesticidi e additivi vari, spesso a base di alimenti provenienti
dall'agricoltura biologica o biodinamica, l'integrazione di vitamine, minerali
e altri fattori nutritivi, l'uso dei rimedi tradizionali a base di erbe, la
medicina omeopatica di lunga tradizione tedesca e francese, l'uso di
oligoelementi e aromi, la medicina millenaria tramandataci dall'antica Cina,
il sistema ayurvedico di alimentazione, salute e medicina dall'India, le cure
elettromedicali e quelle a sfondo energetico e spirituale, per nominarne solo
alcuni.
Questa pluralità di metodi nuovi e antichi
ha in comune la comprensione e il rispetto per le funzioni del corpo umano, la
prevenzione delle malattie e - a seconda dei casi - interventi dolci, che
rafforzano le funzioni dell'organismo. Gli interventi cercano di eliminare le
cause delle malattie piuttosto che attaccarne i sintomi.
Oltre all'importanza che viene data alla
prevenzione, all'ottimizzazione della salute e al benessere, questo
"altro" sistema sanitario ha l'ovvio pregio di un costo molto più
contenuto di quello dei rimedi chimico/farmaceutici. Quest'ultimi si trovano
protetti dalla concorrenza del libero mercato perché coperti da brevetti e
perché godono di una posizione dominante imposta da leggi pensate per
eliminare le alternative.
E' ironico che a giustificazione di queste leggi si
citi spesso la "necessità di tutelare i consumatori".
La "pericolosa overdose
vitaminica", paventata per giustificare l'intervento legislativo,
in
effetti non estiste !
E' stata inventata di sana pianta a scopi propagandistici
da chi ci vuol vendere ancora più farmaci a prezzi stratosferici. Se
guardiamo i fatti e le
statistiche
di mortalità (14), l'inganno diventa ovvio: la paventata pericolosità
degli integratori nutritivi e delle erbe esiste solo nella fertile
immaginazione di chi ha interessi legati al paradigma contrapposto. Le morti
vere avvengono per effetto collaterale dei farmaci approvati dopo tanto di
studi scientifici, non per colpa di integratori nutritivi.
Posizione di monopolio
Il sistema sanitario dominato dal paradigma
farmaceutico si trova attualmente in una posizione assolutamente dominante. Si
tratta quasi di un monopolio garantito dallo Stato: le cattedre universitarie,
la ricerca, le comunicazioni della stampa, le decisioni sulle cure approvate
sono tutte in mano a personale formato all'insegna dell'intervento chimico e
farmaceutico. Perfino gli esperti ai quali danno ascolto le autorità
sanitarie e le assemblee parlamentari dei paesi occidentali sono di
provenienza "di parte", di formazione rigorosamente farmaceutica.
La prevenzione invece viene vista quasi come
atto di disturbo. Interventi basati sull'alimentazione, sull'integrazione
nutritiva e su altre tecniche dolci si trovano sotto continuo attacco da parte
dei proponenti della medicina farmacologica. La direttiva europea sugli
integratori e il decreto legge italiano non sono che la logica conclusione di
una lotta del sistema chimico/farmaceutico dominante contro una concorrenza
fastidiosa.
Questa concorrenza propone delle alternative
valide che, se fossero utilizzate appieno, farebbero seria concorrenza ad
un'industria molto redditizia ma anche estremamente costosa. Il prezzo lo
paghiamo sia in termini di salute e di morti causate dal sistema che nella
spesa sanitaria diventata quasi insopportabile per l'economia dei vari paesi.
Dov'è
l'antitrust ?
Esiste un'autorità preposta a prevenire la
formazione di poli dominanti nell'industria. Compito dell'Autorità
Garante della concorrenza e del mercato è appunto quello di prevenire la
formazione di concentrazioni commerciali dominanti e l'abuso di queste
posizioni a scapito di chi deve sostenerne la spesa. (15) La nostra salute e
le soluzioni per cercare di migliorarla indubbiamente sono un grande affare,
gestito secondo le regole del mercato.
Benché la legge faccia riferimento alla
concorrenza tra imprese commerciali, anche la formazione di un intero sistema
della salute prevalente a scapito di altre metodologie, dovrebbe rientrare nei
poteri dell'Autorita Garante. Dopo tutto, si tratta di un vero e proprio
cartello commerciale formato da un insieme di imprese farmaceutiche
multinazionali, imprese tra le più redditizie in termini di investimento e
certamente non tenere nell'eliminazione della concorrenza.
Proibizionismo e mercato nero
Quando esistono leggi di proibizione oppure
una forza commerciale dominante che agisce a scapito di tutte le altre, è
facile che si formi un mercato fuori dalle logiche imposte d'autorità. Nero o
grigio che sia, quel mercato è basato sulla volontà degli utenti, che in
qualche modo si sentono incompresi, o peggio, raggirati. La soluzione non è
un controllo più arduo bensì una attenta analisi della situazione senza
preconcetti.
Nella lotta contro le droghe, la
proibizione
dell'uso si è rivelata fallimentare (16) come già prima la proibizione
dell'alcool, per quanto possa essere sostenuta da interventi di forza militare
e giudiziaria. La protezione del copyright, cara alla potente industria della
musica, agli studi di Hollywood ed ai giganti del software, sta in forte
contrasto con gli interessi degli utenti: lo scambio della musica on line e
l'uso sempre più prevalente di software "open source" stanno
mettendo i rispettivi monopoli in difficoltà.
Forse anche nel campo della salute saremo
presto testimoni del formarsi di un mercato alternativo di gigantesche
proporzioni. Se il potere legislativo e le nostre amministrazioni sanitarie
continueranno a seguire la strada della protezione del cartello farmaceutico,
abilmente suggerita dagli "esperti" del settore, la disobbedienza in
tema salute diventerà un trend inarrestabile.
La salute è un diritto ?
Secondo l'articolo 32 della Costituzione
italiana, lo Stato "tutela la salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività".
Anche la legge internazionale riconosce il
nostro diritto di raggiungere il massimo standard di salute.
Il
patto
internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (17) impone, con
il suo articolo 12, agli stati parte del patto di riconoscere "il diritto
di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e
mentale che sia in grado di conseguire".
Non esiste perciò ragione logica che
potrebbe giustificare la proibizione di prodotti nutritivi o comunque naturali
per la salute, specialmente quando non si può escludere che questi prodotti
possano essere essenziali per alcuni di noi per ottenere e mantenere un nostro
stato ottimale di salute.
Se il paradigma farmaceutico della salute
impone una tale proibizione o una severa limitazione della disponibilità al
pubblico di prodotti e metodiche viste come concorrenziali, va trattato come
ogni altro cartello commerciale: la sua influenza pervasiva sulla nostra vita
e sulle politiche della salute va limitata. I
l monopolio che oggi esiste e che
determina le scelte sanitarie, va smantellato.
By Josef
Hasslberger - Roma, 10 giugno 2004
Riferimenti:
1) Direttiva europea sugli integratori alimentari - testo
reperibile al http://www.laleva.cc/supplements/OJ_Eudirective_supplements.pdf
2) Elenco di sostanze vitaminico/minerali attualmente in
commercio in Europa ma non contenute negli allegati della direttiva e cioè da
vietare: http://www.laleva.cc/supplements/forgotten_substances.html
3) Website of the Alliance for Natural Health:
http://www.alliance-natural-health.org/
4) DECRETO LEGISLATIVO - Attuazione della direttiva
2002/46/CE relativa agli integratori alimentari
http://www.greenplanet.net/Articolo3118.html
5) Ministero della Salute - Linee Guida su integratori
alimentari, alimenti arricchiti e funzionali - Criteri di composizione e di
etichettatura http://www.ministerosalute.it/alimenti/dietetica/dieApprofondimento.jsp?lang=italiano&label=int&id=59
6) Sentenza della Corte Europea (Sesta Sezione) Causa C
387/99 - 29 aprile 2004 http://curia.eu.int/jurisp/cgi-bin/gettext.pl?lang=it&num=79959570C19990387&doc=T&ouvert=T&seance=ARRET
7) Comunicato Stampa del Comando Generale della Guardia di
Finanza - 21 maggio 2004
http://www.laleva.org/eng/images/gufi
1.jpg
8) Death by Medicine - by Gary Null PhD, Carolyn Dean MD ND,
Martin Feldman MD, Debora Rasio MD, Dorothy Smith PhD
http://www.mercola.com/2003/nov/26/death_by_medicine.htm
9) Vaccini al
Mercurio - Trasmissione Rai 3 "Report"
Stefania Rimini"
http://www.laleva.cc/cura/report_vaccini.html
10) Cause legali contro l'aspartame accusano diverse aziende
http://www.laleva.org/it/2004/04/cause_legali_contro_laspartame_accusano_diverse_aziende_di
_avvelenamento_del_pubblico.html
11) Duane Graveline M.D. - Lipitor, Thief of Memory
http://www.newmediaexplorer.org/chris/2004/05/05/lipitor_thief_of_memory.htm
12) Lorenzo Acerra:
AMALGAMI DENTALI - una scelta a rischio?
http://www.omeolink.it/pages/amalgama.htm
13) Laboratorio per la ricerca e lo sviluppo del benessere
psico-sociale - INFO-LAB n. 01 - agosto 2001
http://www.laleva.cc/cura/ritalin/ritalin_infolab.html
14) Ron Law - La Sicurezza degli Integratori Alimentari a
Confronto
http://www.laleva.cc/petizione/italiano/ronlaw_it.html
15) Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
http://www.agcm.it/
16) Appello per la riforma delle Convenzioni ONU sulle
droghe
http://www.radicalparty.org/lia_paa_appeal_new/form.php?lang=it
17) Patto internazionale sui diritti economici, sociali e
culturali
http://www.volint.it/scuolevis/dirittiumani/patto_dir_soc.htm
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La vitamina D
Nell'estate del 1974 ai
fratelli Garland, Frank e Cedric, venne l'idea
eretica. I giovani epidemiologi stavano partecipando
a una conferenza sui tassi di mortalità per cancro,
contea per contea, negli Stati Uniti. Seduti
nell'aula dell'Università Johns Hopkins di
Baltimora, mentre osservavano le carte geografiche
colorate a seconda dei casi di cancro, notarono una
suddivisione evidente, maggiormente pronunciata per
il cancro al colon. Le contee con i tassi più
elevati erano in rosso; quelle con tassi bassi erano
blu. Stranamente, la nazione era divisa in due quasi
perfettamente, rosso al nord e blu al sud.
Perché, si chiesero, il rischio di morire di cancro
era maggiore nel bucolico Maine piuttosto che nella
maggiormente inquinata California del Sud ?
I due giunsero al Johns Hopkins qualche giorno dopo,
guidando la propria Mustang da casa loro a San
Diego. Frank stava per cominciare gli studi
universitari e Cedric il suo primo impiego come
professore. Era luglio e il viaggio attraverso
l'assolato Sud fornì loro un idea mentre stavano
studiando le carte geografiche del cancro:
l'esposizione al sole cambia drasticamente a seconda
della latitudine. Poteva forse questo spiegare le
differenze dei tassi di cancro ?
La loro ipotesi, sviluppata meticolosamente e
pubblicata sei anni dopo nell'International Journal
of Epidemiology, era che la luce solare avesse un
potente effetto anti-cancro dovuto al suo ruolo
nella produzione di vitamina D nella pelle esposta
al sole.
Quelli che vivono a latitudini settentrionali,
teorizzarono, ricevono meno radiazione solare e
producono meno vitamina, fatto che determina
l'aumento del rischio di morire di cancro.
Oggi, che la vitamina D è presente così spesso nei
media, è difficile credere che ci siano voluti
decenni perché l'ipotesi dei fratelli Garland
guadagnasse l'attenzione della comunità medica
convenzionale. Ma i benefici della vitamina D non si
limitano alla prevenzione oncologica: esistono studi
che hanno stabilito un legame tra la deficienza di
questo composto e talune malattie croniche e serie
quali la sclerosi multipla, il diabete, le malattie
cardiache, l'influenza e la schizofrenia.
Cedric Garland, ora professore di medicina
preventiva all'Università di California, San Diego,
è talmente convinto di questo legame allargato da
dire: "Penso che la vitamina D stia per portare a un
periodo d'oro per la medicina." E non è il solo a
crederlo.
Le ultime ricerche sono così convincenti che
numerosi ricercatori medici credibili e difensori
della sanità pubblica, molti dei quali in Canada,
hanno cominciato ad assumere dosi ben superiori alle
200/ 600 unità internazionali - dose giornaliera
raccomandata dal ministero della salute Canadese, a
seconda dell'età con un limite superiore di 2.000 IU.
Il principale ricercatore Canadese sulla vitamina D,
il dr. Reinhold Vieth dell'Università di Toronto,
dice che si è tracannato 8.000 unità al giorno -
quattro volte il massimo - per anni.
Dovremmo tutti fare lo stesso ?
Il dr. Vieth dice di ritenere assolutamente innocuo
quello che sta facendo - dopo tutto, la sua quantità
giornaliera è paragonabile alla vitamina D che un
Canadese si produrrebbe naturalmente in una giornata
estiva esponendosi al sole.
E il dr. Robert Heaney, ricercatore medico alla
Università Creighton di Omaha, dice che il suo
collega Canadese non è l'unico nel suo approccio di
super dosi. "Tutti i ricercatori sulla vitamina D,
personalmente non ho mai trovato eccezioni, hanno
imboccato questa strada convinti dai dati," dice il
dr. Heaney, che l'anno scorso ha collaborato a uno
studio, riportato nel American Journal of Clinical
Nutrition, che ha collegato l'integrazione di
vitamina D a una strabiliante riduzione del 60 per
cento dell'incidenza di cancro in donne di mezza età
e anziane.
Cedric Garland sostiene che, più dell'inquinamento e
di qualche altra causa, alla radice dell'epidemia di
cancro del mondo Occidentale vi sia
l'insufficienza dei livelli di vitamina D. Per di
più, se più persone prendessero integratori, la
popolazione delle regioni settentrionali sarebbe più
in salute complessivamente.
"Potremo prevenire un insieme molto vasto di
malattie con una singola misura, a poco prezzo,
virtualmente senza complicazioni," ci spiega.
"Influenzerà favorevolmente ogni aspetto della
medicina e della salute pubblica."
Troppo bello per essere vero ?
Sembra quasi inconcepibile che la geografia possa
condannare qualcuno a subire malattie mortali - che
il solo fatto di vivere in una nazione
settentrionale, come il Canada, possa essere un
rischio per la salute.
L'ipotesi dei fratelli Garland si scontra anche con
l'attempata visuale convenzionale che il cancro sia
causato principalmente da cattive abitudini di vita,
geni cattivi o elementi carcinogeni. Infatti,
suggerisce che alcuni tipi di cancro siano meglio
descritti come malattie dovute a deficienze
nutritive, alla stregua di scorbuto o rachitismo.
Di conseguenza, molti esperti sono rimasti scettici,
consapevoli che in passato molti integratori ben
propagandati spesso non sono sopravissuti al loro
sfolgorante avvio. "Il problema con le vitamine è
che in genere la prova della loro efficacia, per
qualsiasi ragione, non riesce mai," mette in guardia
Len Lichtenfeld, vice-direttore sanitario
dell'American Cancer Society.
Il dr. Lichtenfeld dice che le autorità mediche sono
rimaste scottate dagli integratori così spesso che
gli piacerebbe vedere una "quantità sostanziale" di
ulteriore ricerca prima di convincersi che la
vitamina D è davvero quello che sembra.
L'idea che la luce solare abbia effetti benefici
sulla salute contrasta anche col consiglio di
evitare l'esposizione al sole per ridurre il rischio
di cancro alla pelle. Ciononostante, l'idea che
l'insufficienza di vitamina D rivesta un ruolo nel
cancro e altre malattie croniche degli adulti
continua a guadagnare credito scientifico come
teoria plausibile, fruttando nuovo rispetto per
questa vitamina a lungo sottostimata. Sebbene abbia
inizialmente attirato l'attenzione negli anni '20
come cura per il rachitismo (salute delle ossa, non
cancro, è anche per questo che Health Canada ne
raccomanda l'uso), da allora è stata trattata come
Rodney Dangerfield (cioè ignorata N.d.T.). Nella
nostra epoca salutista, è stata messa in ombra da
integratori quali la vitamina C e il beta carotene.
Ma da quando i fratelli Garland hanno fatto
ripartire l'interesse sulla vitamina D con i loro
dati sul cancro al colon, altri studi hanno mostrato
che più di una dozzina di altri cancri, inclusi i
grandi killers, seno e prostata, così come una
schiera di altri malanni, sembrano sensibili a
insufficienze di questa vitamina.
L'idea sottostante alla ricerca è semplice: gli
Esseri Umani si sono evoluti in un ambiente di piena
illuminazione solare, vicino all'equatore, e
conservano tuttora innumerevoli processi biologici
finemente calibrati agli alti livelli di vitamina D
che avremmo se ancora adesso stessimo crogiolandoci
al caldo sole tropicale per tutto l'anno.
Ma migrando verso latitudini elevate, dove non è
presente una forte luce solare durante l'autunno e
l'inverno, la maggior parte degli esseri umani ha
turbato il proprio metabolismo della vitamina D,
creando suscettibilità a indisposizioni croniche che
la ricerca sta ora collegando alle insufficienze.
Tratto da:
http://www.theglobeandmail.com/servlet/story/RTGAM.20080308.wxvitamin08/BNStory/specialScienceandHealth/home
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VITAMINA D
La vitamina D, liposolubile come la A, la E e la K,
è prodotta dalla pelle che la sintetizza dal
precursore 7-deidrocolesterolo grazie all'azione
della luce solare.
Per gli igienisti
e Naturisti:
Per produrre la quantità di vitamina D necessaria al
nostro organismo sono sufficienti 15 minuti al
giorno di esposizione
alla luce del sole. Se nei Paesi
mediterranei la quantità di radiazioni ultraviolette
assorbita è di norma sufficiente a coprire il
fabbisogno di vitamina D, chi è meno esposto al sole
per condizioni climatiche o abitudini di vita, ha
spesso bisogno di un'integrazione.
Regola il bilancio di calcio dell'organismo
aumentando il livello ematico attraverso un aumento
dell'assorbimento intestinale.
La maggior quantità
di calcio disponibile viene immagazzinata nel
tessuto osseo.
La forma endogena della vitamina D viene
sintetizzata dall'organismo per azione della luce
solare. Se tuttavia la sintesi endogena risulta
insufficiente, può essere assunta attraverso alcuni
alimenti: latte, uova, formaggio, burro; la forma
endogena ed esogena hanno sostanzialmente gli stessi
effetti nell'uomo, per cui vengono accomunate sotto
il termine di Vitamina D.
La funzione della vitamina D è di stimolare
l'assorbimento a livello intestinale del calcio e
del fosforo, favorendo la mineralizzazione della
matrice ossea.
Per i carnivori:
L'olio di fegato di merluzzo ne contiene una
quantità elevatissima (210 µg/100g), ma non viene di
norma consumato; i pesci, specialmente quelli grassi
come salmone e aringa, ne contengono fino a 25 µg/100
g; tra le carni solo il fegato ne contiene un po'
(0,5 µg/100 g); il burro ne contiene fino a 0,75 µg/100
g e i formaggi grassi fino a 0,5 µg/100 g mentre le
uova ne contengono circa 1,75 µg/100 g.
Una grave carenza di vitamina D può causare
rachitismo nei bambini (lo scheletro non si sviluppa
in modo corretto in quanto il tessuto osseo non è
correttamente mineralizzato) e osteomalacia negli
adulti (dolori alle ossa e ai muscoli, debolezza
muscolare, fragilità delle ossa).
Diversi studi hanno dimostrato la relazione tra
obesità e carenza di vitamina D3.
Uno studio sulla popolazione canadese del 2010
pubblicato sulla rivista Obesity, ha dimostrato che
sia il peso che il grasso corporeo erano molto più
bassi nelle donne con livelli di vitamina D3 normali
(c.ca 30 mcg/mL) rispetto a quelle che li avevano
insufficienti.
Insufficiente vitamina D3 potrebbe essere negativa,
oltre che per le ossa, anche per il peso degli
adolescenti e non solo.
Ad indicarlo è una recente ricerca effettuata presso
il Georgia Medical College: in uno studio condotto
su più di 650 ragazzi di età compresa tra i 14 e i
19 anni, si è rilevato che coloro che hanno
riportato una più elevata assunzione di vitamina D
avevano un inferiore tasso di grasso corporeo ed una
minore quantità di grassi nel ventre, un tipo di
grasso conosciuto come grasso viscerale, associato a
rischi per la salute, come malattie cardiache,
ictus, diabete e ipertensione.
Vitamin D in
Your Skin
Researchers have found
that the production of previtamin D3 in your skin
varies depending on several factors, which include
skin type, weather conditions, and sunscreen use.
During the
winter at altitudes above 35 degrees, there is
minimal previtamin D3 production in the skin. Darker
skin pigmentation, application of sunscreen, aging
and clothing can also have a dramatic effect on
previtamin D3 production.
However, at the other end of the scale, excessive
exposure to sunlight does not result in vitamin D
overdoes, because previtamin D3 and vitamin D3 are
photolyzed to biologically inert chemicals before
they can build up to dangerous levels.
Fonte
Eurekalert February 20, 2008
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Medicina: Usa; sole e
vitamina D, abbassano rischio infarto - 10
giugno 2008
WASHINGTON, USA - La miglior arma per prevenire i
rischi di infarto e forse addirittura dimezzarli è
alla portata di tutti. Basterebbe difatti una
'terapia' di una ventina minuti di esposizione al
sole al giorno per chi ha una pelle chiara di
origine caucasica per stimolare una produzione di
vitamina 'D' nell' organismo in quantità sufficiente
a proteggere la funzionalità del muscolo cardiaco. A
sostenerlo - sulla base di dati particolarmente
chiari - è un nuovo studio americano, condotto ad
Harvard su un campione di più di 18.000 uomini:
secondo l'analisi, che ha seguito la salute dei
volontari per 10 anni, gli uomini con i livelli
inferiori di vitamina 'D' nel sangue hanno
evidenziato rischi doppi di incorrere in un infarto
nel corso del tempo.
In un'America fobica nei confronti del sole,
sospettato di causare alti rischi di tumori della
pelle, la ricerca pubblicata sulla rivista
specializzata Archives of internal medicine,
spezza così una lancia in favore dei
Bagni di Luce-Sole
Secondo le attuali linee-guida USA, i livelli di
vitamina 'D' raccomandati equivalgono a 30
nanogrammi per millilitro di sangue ma un numero
crescente di ricercatori sostiene ora la necessità
di almeno 50-60 nanogrammi. Eppure, anche alla
concentrazione suggerita oggi, circa il 15% degli
americani appare soffrire di carenza di vitamina 'D.
Ed i dati emersi dallo studio firmato da Edward
Giovannucci mostrano che gli uomini con livelli
della vitamina 'D' inferiori a 15 nanogrammi hanno
sofferto di infarti in misura due volte e mezza
superiore a chi aveva una concentrazione intorno ai
30 nanogrammi.
Anche gli uomini con un livello tra i 15 ed i 29
nanogrammi hanno evidenziato un aumento dei rischi
di infarto sia pure non specificamente quantificato.
Tra le possibili spiegazioni avanzate da Giovannucci
per spiegare i benefici sul cuore della vitamina D,
figura l'ipotesi che bassi livelli della vitamina
agevolerebbero l'accumulo di calcio nelle placche
arterosclerotiche.
vedi anche:
Vitamine
ed Enzimi + ENZIMI
- 1 + ENZIMI - 2
+
10
Comandamenti del Pasto + Consigli
alimentari
+ Vitamina B12 questa sconosciuta
+ Vitamina per il cancro
+
Importante
Ruolo delle Vitamine nel Cancro
+ 1.000 Piante
per il Cancro
+ Vitamina C
+
MICRO DIETE
+ MINERALI +
Scienza della
Nutrizione
Consigli naturali utili:
- Divenire vegetariani ed abbondare quindi con verdure tipo
lattuga e valeriana. Tutta la frutta va bene, ma
particolarmente papaia, banana ed ananas per la frutta
tropicale, e agrumi, mele, pere, cachi e uva per la frutta
di casa nostra.
Curare l'alimentazione
adatta:
Crudismo con
Emodieta
- Eliminare radicalmente ogni latticino, salumi, dolci, il
caffè, il the, la cioccolata. Tenere costantemente in tasca
o a portata di mano uvetta secca, fichi secchi e datteri.-
vedi: Specie
Umana, Progetto 3M - PDF (attenzione alle reazioni
individuali che possono essere anche non adatte a
questa dieta).
- Mezz’oretta al giorno da dedicare alla respirazione yoga,
e mezz’ora a camminate rilassanti più esercizi a corpo
libero.