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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 

Con questo scritto vogliamo sfatare dei luogo comuni, insegnati e propagandati da una parte della medicina ufficiale e da certi biologi ad essa legati, sulla definizione della parola Virus. - Continua in: Virus - 2

DEFINIZIONI delle parole:
Cosa e' un Virus
Virus = (in sintesi):  File o sezione di un file, contenente un “mini programma” per provocare una reazione-azione, al programma di sistema  nel quale verra’ in contatto od inserito.

Virus “informatici”:  sono molto piu’ complessi ed autosufficienti di quelli biologici, per esempio quelli dei vaccini, in quanto l’ingegneria genetica vaccinale non e’ ancora, (per ora nel 2010) in grado di “scriverli” come invece e’ gia’ in grado di fare l’ingegneria informatica.

Virus “biologici”
:
Capside di Proteine lipidiche complesse, con INFORMAZIONE = frammento di DNA (Geni), nel caso di quelli Biologici)  - leggere anche l'Intervista a Stefan lanka, virologo tedesco. 
IMPORTANTE:
NON e' vero che i virus sono nell'aria, come ci raccontano i medici allopati e gli "esperti" che vogliono spaventare le popolazioni con la paura delle epidemie (es. influenze tipo Spagnola, Sars, Aviaria, Suina ecc.) che si diffondono nell'aria che respiriamo, per il semplice motivo che i virus (proteine complesse a DNA con involucro di grassi) NON possono galleggiare e quindi viaggiare  nell'aria, cioe' nelle Flugge (bollicine di vapor acqueo in sospensione nell'aria), come ci raccontano i cosiddetti "esperti", gestiti dalle multinazionali dei farmaci vaccini, perche essi, i cosiddetti "virus", sono da 100 a 1000 volte piu' grandi della piu'  grossa bollicina di vapor acqueo (Flugge) !

Quindi non possono essere veicolati od essere fluttuanti nell’aria… come ci raccontano i rappresentanti di Big Pharma, per spaventare i popoli affinche’ si vaccinino…..
 

Come ben riferisce la rivista Science la quale sottolinea che "La collocazione dei virus nell’albero della vita è sempre stata alquanto incerta e controversa, quindi indimostrata.
Secondo una teoria, i virus sarebbero antichi parassiti che avrebbero progressivamente perso quasi tutto il loro armamentario biologico, mentre altri biologi – vista l'assenza di funzioni metaboliche ed anche la totale dipendenza per la riproduzione dagli apparati delle cellule ospiti – li considerano solo aggregati di proteine".

La Medicina Naturale insiste su questa ultima definizione su cosa sono i virus: "solo aggregati di proteine a DNA" !

Definizione di Virus Biologici, dal "Dizionario Medico del Medlineplus" edizioni governative USA:
Virus:
"any of a large group of submicroscopic "infective agents" that are  regarded either as "extremely simple microorganisms" or as extremely  complex molecules, that typically contain a protein coat surrounding an RNA or DNA core of genetic material but no semipermeable membrane, that  are capable of growth and multiplication only in living cells, and that  cause various important diseases in humans, animals, or plants"
Questa la definizione della parola Virus (biologia) per la medicina allopatica ufficiale ed e' FALSA, quando afferma che e' un molto semplice "micro organismo", cosa non vera, essendo nei fatti una proteina complessa a DNA !

Traduzione: Grande gruppo di agenti infettivi sub-microscopici che sono "considerati" microrganismi (NdR: ipotesti non provata) estremamente semplici o come molecole estremamente complesse (NdR fatto provato) che tipicamente contengono un “cappotto” (capsula esterna detto Capside) di proteine (lipidi = grassi) che racchiude  del materiale genetico: RNA e/o del DNA di  (NdR: sono dei files simili ad un file informatico), ma nessuna membrana semi-permeabile, e sono solamente capaci di "crescere e moltiplicarsi" (NdR cosi si dice, ed in questo articolo vi spiegheremo, perche' NON e' cosi) in cellule viventi e cio’ puo', se eterologhi = estranei) ,  provocare vari ed importanti sintomi chiamati impropriamente "malattie", in esseri umani, animali o piante (NdR: cosi' si dice in medicina ufficiale allopatica, ma NON e' cosi).

La parola Virus, è comunque un termine che deriva dal latino e che significa Veleno
Con una particolare Tecnica di Studio che trovate in questo sito, potrete avere maggiori particolari sulla parola virus;
Questa parola contiene due radici fonetiche VIR ed IRU che anagrammate danno RIV ed URI. 
La radice fonetica RIV è la matrice della parola italiana RIVELARE, cioè apprendere informazioni, la radice URI è quella che ha generato anche la parola ORO che in antico linguaggio significa “luce” intesa come informazione, quindi la parola virus significa “portatore di informazioni....ma utili......sopra tutto quando si tratta di virus endogeni”.

Un virus nella sua parte interna, e' un'insieme di sostanze (proteine); lo spezzone di DNA od RNA, entrocontenuto, e' composto da  4 SOSTANZE - adenina, guanina, citosina e timina - legate assieme in un modo spazial-geometrico ben preciso e distinguibile, atto a generare anche una "scala" nella struttura cromosomica e le sostanze, mi pare sia chiaro e accettato da tutti, non si autoriproducono MAI, occorre che vi siano degli enzimi che le taglino, e/o le ricolleghino, e/o le trasportino, ecc. (non voglio fare qui un trattato di biologia).
Quindi, per poter far si che vi sia una autoriproduzione da parte del virus, occorrerebbe che il "file" del DNA o RNA contenesse i bit necessari e quindi i geni,  che determinino lo scatenamento del meccanismo di autoriproduzione, cosa che non e', perche' questo tipo di geni non esistono nel DNA/RNA virale ! Infatti e' il meccanismo di una delle varie funzioni cellulari che li riproduce, e non viceversa,  ovviamente quando questo virus e' eterologo, puo' scatenare reazioni ben note, oltre alla riproduzione di esso nelle cellule, che possono generare facilmente vari tipi di sintomi, detti impropriamente "malattie", a seconda del tessuto e quindi di organo colpito.
Per il capside, che e' una proteina di lipidi molto lungha e complessa (a RNA-DNA), la cosa e' ancora piu' semplice e chiara, NON si autoriproduce, ma comunque puo' anch'esso destabilizzare le funzioni cellulari e quindi tissutali, per l'apporto di proteine complesse ed eterologhe nel citoplasma, con tutte le interferenze del caso !

Questa invece e' la "definizione" della medicina ufficiale di un virus:
Un virus è una complessa proteina tossica rivestita da una capsula proteica (Lipidica) detta "capside" costituita da tante unità elementari dette capsomeri che si dispongono secondo un particolare ordine geometrico che permette di riconoscere un virus da un altro. Un virus è costituito da antirecettori ossia delle molecole presenti sulla superficie della capside virale che riconoscono i recettori presenti sulla superficie della cellula. Gli antirecettori e i ricettori sono due molecole che si riconoscono e si possono legare insieme.
I virus sono tutti parassiti endocellulari obbligati. All'esterno delle cellule ospiti sono costituiti da un virione, formato da una capsula proteica (detta capside) contenente acido nucleico  (DNA).
I virus degli Eucarioti possono possedere anche una membrana che avvolge il capside.
Il DNA è un lungo polimero costituito da unità ripetute di nucleotidi. La catena del DNA è larga tra i 22 ed i 26 Ångström (da 2.2 a 2.6 nanometri) ed ogni unità nucleotidica è lunga 3.3 Ångstrom (0.33 nanometri).
Sebbene ogni unità occupi uno spazio decisamente ridotto, la lunghezza dei polimeri di DNA può essere sorprendentemente elevata, dal momento che ogni filamento può contenere diversi milioni di nucleotidi. Ad esempio, il più grande cromosoma umano (il cromosoma 1) contiene quasi 250 milioni di paia di basi.

Virologia:
La virologia è nata sull’onda della “forzatura ideologica” che ha portato i virus sul banco degli imputati.
Alla morte della cellula (e ne abbiamo ben 300 miliardi che muoiono (
apoptosi cellulare) regolarmente ogni giorno, ovvero 9 miliardi di cellule/ora) la cellula stessa si autodistrugge coi suoi enzimi interni (i lisosomi), che la disintegrano in infiniti pezzi di detriti cellulari,  compresi i mitocondri (detriti da eliminare), che divengono e sono definibili successivamente come virus endogeni-interni, autoprodotti=autologhi.
Alcuni tipi di virus autologhi, possono essere utilizzati dal sistema immunitario assieme a certi batteri e funghi, nei processi di riparazione-disnfezione di certi tessuti cellulari, gli altri debbono essere eliminati attraverso gli organi emuntori.

La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari sani e ben pagati.
Che rimasero sani !
Ecco spiegato il perche’ molti sani venendo a contatto con “malati da virus” (cosi’ ci dicono erroneamente i medici allopati) non contraggono la malattia

Anche le origini dei virus sono misteriose.
Secondo alcuni studiosi, si sarebbero evoluti contemporaneamente alle prime cellule ancestrali; secondo altri, si tratta invece di parti del materiale genetico di batteri divenute indipendenti, ma senza conquistare la capacità di riprodursi da sole.

Oggi vi sono due teorie sull'origine dei virus:

- la prima teoria e' quella della degenerazione parassitaria che afferma che essi derivano da organismi cellulari che avrebbero perduto quasi tutte le loro strutture in quanto sfruttavano quelle della cellula ospite;

- la seconda teoria e' quella che i virus deriverebbero da porzioni del genoma degli ospiti che si sono rese indipendenti.

A favore della seconda ipotesi c'è l'esistenza dei trasposoni e dei repliconi autonomi che mostrerebbero l'esistenza di forme intermedie. Anche i viroidi, che differiscono dai virus solo per l'assenza del capside, possono svolgere questo ruolo.
Qualsiasi tipo virus non ha un proprio macchinario molecolare per la replicazione di se stesso.

I virus, deve essere ben chiaro quindi, non sono altro che proteine complesse, cioè sostanze prive di vita, che ogni corpo vivente (cellule) puo' produrre e/o riprodurre e se non necessarie, li deve espellere fisiologicamente a ritmo, senza soluzione di continuità e normalmente senza intoppi, fin quando uno e' sano, altrimenti quell'organismo se li tiene dentro.....e possono essere forieri nel tempo, di intossicazioni ed infiammazioni anche gravi.

Poi vi sono i virus (scarti proteici) che introduciamo nel corpo attraverso alimenti, farmaci e soprattutto Vaccini - questi sono i virus detti "eterologhi" - vedi: (E), e se inseriti per esempio, con i vaccini, sono i piu' pericolosi, perche' saltano le normali difese immunitarie naturali, essendo iniettati nei tessuti dei muscoli con una siringa, passano direttamente nel sangue che li distribuisce assieme ai contaminanti e gli eccipienti tossici ed una volta raggiunta la micro circolazione in qualsiasi tipo di tessuto di qualsiasi organo, ed aggrediti da macrofagi e/o globuli bianchi, inviati dal sistema immunitario per difendere l'organismo dalle aggressione di queste sostante nocive, possono generare, per l'aumento dimensionale del cluster che si e' prodotto fra sostanze tossiche e macrofagi e/o globuli bianchi, anche e non solo delle micro ischemie tanto pericolose, tant'e' che possono indurre specie nei bambini anche malattie autoimmuni, allergie, celiachie, malassorbimento, autismo, adhd, adem, disfunzioni dello sviluppo, paralisi dette flaccide, meningiti, distrofie, sclerosi ecc.., NON esiste malattia che non possa essere indotta con le sostanze vaccinali.


Ma i virus (tutti) sono stati invece "dipinti" SOLO come dei "mostri distruttori"...mentre possono avere, quelli autoctoni, delle funzioni riparatrici, guaritrici.....e cio' e' stato inventato dalle case farmaceutiche...per spaventare  le popolazioni del mondo e per poter vendere a tutti i loro prodotti, i vaccini ed i farmaci "antivirali".  
In realta' i virus sono stati posti sul banco degli imputati senza alcuna prova di reale colpevolezza !


Quindi: Cosa sono i virus
?.. trattasi nei fatti di
 materiale proteico lipidico, contenente un frammento DNA, ed in molti casi, endoprodotto e/o degradato, cioe' materiale di scarto derivante dal normale e fisiologico processo di catabolismo che riguarda tutte le cellule e/o derivante dall'apoptosi cellulare (dal mitocondrio=microforno cellulare dotato di DNA), questo e' quanto dichiarano tutti i microbiologi seri e trasparenti. Salvo i virus, quelli introdotti con i vaccini e/o con sostanze contaminate, eterologhe, che sono altamente tossici.
La trasformazione dei batteri e simil-batteri come ad esempio i mitocondri in sottoprodotti virali (Virus), e' stata fotografata dal ricercatore Naessens.

Un virus è quindi, per definizione, un pezzetto=frammento di DNA, acido nucleico (cioe' informazione su di un supporto biochimico) avvolto in una capsula proteica (detta capside); quindi esso e' formato da molecole di proteine complesse.
 

IMPORTANTE ricordare che, dal degrado-morte dei Batteri (microbi), cosi come dall'apoptosi cellulare, si formano dei virus (dal loro DNA), questo processo di "trasformazione" e' stato fotografato e filmato da G. Naessens con apposito microscopio !
Questi virus (proteine complesse a DNA) devono poi essere eliminati dagli organi emuntori e se cio' non avviene, questi prodotti di scarto (virus endoprodotti) vengono immagazzinati nei grassi dei tessuti.
Altro problema quello dei virus e batteri dei Vaccini, che provengono da altre specie e si chiamano eterologhi - vedi: (E), estranei; in questo caso la cosa e' molto piu' complessa ed altamente pericolosa per gli organismi umani ed animali !

vedi anche:
L'invisibile mondo dei Microbi + Somatidi Microbi + Funghi + Flora batterica Autoctona + Virus e Batteri NON "volano" nelle Flugge + Pseudovirus + HIV virus inventato ? +  Sistema Ontogenetico dei Microbi +  Pleoformismo + La teoria dei Germi di Pasteur e' FALSA  +  La bugia di Pasteur +  Cosa sono i Prioni ? + Trasmissione Patologica Parassiti e Veleni  + VIRUS e/o Microbi nelle flugge ? - Nulla di piu' fantasioso, quindi FALSO !

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Negli esseri umani esistono due sistemi che contribuiscono all’IMMUNITA' (vedi sotto):
il sistema immunitario innato o aspecifico e il sistema adattativo o specifico, suddiviso in umorale e in cellulo-mediato. Entrambi questi sistemi sono essenziali per la sopravvivenza della specie.
Alcuni "Virus" (sostanze complesse a Dna) vengono replicati non solo dalle cellule, ma anche nei e dai macrofagi primari umani, SENZA stimolare l'immunità innata, nonostante la trascrizione inversa di RNA genomico in DNA a doppio filamento, attività che ci si potrebbe aspettare per attivare i recettori dei “pattern recognition” (immunitari) innati.
Cio’ significa che alcuni "virus" NON vengono riconosciuti dal sistema immunitario e quindi possono andare ove li porta il flusso di liquidi ove vengono o sono inseriti, ad esempio con i vaccini.

Recenti scoperte hanno dimostrato che un cosiddetto "virus", che non e' stato mai inserito in uno dei 5 regni con i quali si distinguono gli esseri viventi,  quando e' fuori dalle cellule e circolante nei liquidi del corpo, puo' essere visto ed "interpretato", oltre che come una "sostanza lipidica complessa a DNA", anche come un cristallo, ed avere caratteristiche simili od identiche ai cristalli.

I Virus e la cristallizzazione

La cristallizzazione è una transizione di fase della materia, da liquido a solido, nel quale composti disciolti in un solvente solidificano, disponendosi secondo strutture cristalline ordinate. Da un punto di vista fisico, è quindi una trasformazione che implica diminuzione di entropia. La cristallizzazione puo' avvenire anche nei corpi viventi (animali, umani e vegetali).
Nel 1955, Conrat e Williams hanno fatto una sorprendente scoperta dimostrando che il virus del mosaico del tabacco (TMV) si formava spontaneamente a partire da una miscela di RNA genomico e proteine di rivestimento purificate. Infatti la struttura del TMV è autoregolata.
La  morfologia dei virus, evidenziabile solo da pochi decenni grazie alla microscopia elettronica, è estremamente varia in quanto ogni virus è caratterizzato da forma geometrica (sferica, filamentosa, poliedrica) e dimensioni proprie dell’ordine delle centinaia di micrometri.
Tali dimensioni hanno fatto considerare i virus più piccoli come molecole, al pari delle quali i virus presentano la proprietà di cristallizzare.
Le preparazioni cristalline dei virus ne consentono lo studio della costituzione chimica, che risulta più o meno complessa in relazione alla grandezza del virus stesso, ma che è sempre caratterizzata dalla presenza di nucleoproteine cui possono aggiungersi lipidi e carboidrati. Gli acidi nucleici sono rappresentati da RNA e/o DNA (i virus delle piante superiori contengono solo RNA, quelli batterici solo DNA, quelli animali possono contenerli entrambi).
Le proteine, che formano una sorta di guscio attorno all'acido nucleico e sono caratterizzate dalla presenza di subunità che si ripetono tipicamente, pur essendo responsabili di gran parte delle proprietà morfologiche e sierologiche del virus, non vengono sintetizzate dal virus che non hanno queste possibilita’, bensì provengono dalle cellule parassitate cui il virus stimola gli enzimi necessari a tale sintesi. In genere i virus non sono sensibili alle basse temperature ma sono termolabili e più o meno sensibili all'azione delle radiazioni e degli antisettici. (nota bene, infatti in uno stato febbrile  possono rivilurentare e generare problemi).

Una classificazione universalmente valida dei virus non è ancora stata realizzata per quanto siano stati effettuati tentativi di sistemazione all'interno dell'ordine virales della classe Microtabiotes, secondo le caratteristiche morfologiche e fisico- chimiche.
Al pari di tutti i parassiti obbligati, i virus possono stimolare, per reazione, le cellule a svolgere le attività metaboliche e duplicative e solo nell'ambito di cellule viventi, animali e vegetali, che li duplicano e quindi li moltiplicano, che le cellule ricavano dai materiali energetici e plastici. Fuori dalle cellule i virus sono inerti in quanto incapaci di qualsiasi azione metabolica, essendo sostanze lipidiche complesse a Dna: il loro studio è possibile perciò solo in colture di tessuti vivi.
Il trasporto di un virus da un organismo all'altro viene spiegato, “ammettendo” l'esistenza di particelle virali, costituite dalla catena nucleica propria del virus in questione, e di un involucro di proteine formate nell'ultimo ospite, quando un'altra cellule ospite li accoglie, perche’ ormai gia’ malata, la particella virale perde la sua membrana proteica (si scioglie) e si interpone nel metabolismo dell'ospite sostituendosi al DNA o all'RNA di quest'ultimo e provocando ovviamente disordini di entità variabile, piu’ o meno gravi.
Se il metabolismo dell'ospite subisce gravi alterazioni la cellula muore, il virus prima dell’apoptosi viene comunque riprodotto ed alla morte cellulare, viene espulso e invade altre cellule; è invece verosimile che, se i disordini metabolici sono di minor entità, le cellule parassitate gia’ indebolite, integrino la porzione nucleica del virus nel loro patrimonio cromosomico (come se si trattasse di un gene aberrante) e diventino cellule malate (anche e non solo cancerose).
Ciò è proprio dei virus oncogeni, che sono retrovirus, cioè capaci di effettuare la trascrizione inversa dell'RNA in DNA, che viene incorporato nel genoma della cellula, solo se le cellule sono gia’ predisposte da acidosi cellulare.
 Il primo tipo di alterazioni, è proprio il sintomo di infiammazione (influenza, febbre gialla, rosolia, morbillo, ecc.): l'organismo infiammato  mette in atto rapidamente una reazione immunitaria nei confronti del guscio proteico sciogliendolo, il che consente agli anticorpi (globuli bianchi e macrofagi, ecc.) di rintracciare e distruggere il virus.
Nel secondo caso la reazione immunitaria è invece difficile da realizzarsi in quanto l'RNA o il DNA sarebbe praticamente integrato a quello delle cellule dell'individuo, per cui risulterebbe protetto. Le cellule che hanno introdotto virus eterologhi, reagiscono anche con la produzione di interferon.
La patogenicità dei sintomi scatenati dall’introduzione in cellule dei virus, è suscettibile di ampie variazioni in quanto i virus, al pari di altri microrganismi, producono spesso mutazioni proprie dovute alla continua azione delle sostanze presenti nel citoplasma cellulare, che, anche mantenendo la stessa struttura dei progenitori virali, presentano notevoli variazioni nella virulenza. Inoltre certi virus (vegetali) hanno la proprietà di sommarsi ad altri complicandone l'azione patogena.

Le modalità “riproduttive” dei virus non sono ancora del tutto note, alla medicina ufficiale, infatti essi non hanno nessuna proprieta’ autoriproduttiva perche' sono le cellule stesse che li riproducono, in quanto le nozioni relative note alla medicina classica, derivano per la maggior parte dagli studi condotti sui virus batterici (batteriofagi).
Comunque "si ritiene" che molti virus derivanti da cellule di animali, siano provvisti, al pari dei batteriofagi, di strutture specifiche - corrispondenti a recettori superficiali delle cellule sensibili - che ne consentono la fissazione e la penetrazione, nelle cellule gia' malate, i cui meccanismi sono peraltro sconosciuti, perche’ non si tiene conto del meccanismo e delle proprieta’di richiamo o permemabilita’ delle cellule stesse gia’ malate.
Probabilmente la penetrazione del virus è concomitante a un aumento della permeabilità cellulare, grazie a cui la maggior parte dell'acido nucleico virale entra nella cellula, mentre la frazione proteica ne resta quasi del tutto esclusa.
Segue quindi un periodo (di eclisse) in cui il virus non è evidenziabile, dopo di che l'acido nucleico virale determina la sintesi di nuovo acido nucleico e di altre proteine. I virus neoduplicati dalla cellula ospitante, lasciano la cellula ospite a volte subito dopo essere stati formati, altre volte dopo la disintegrazione cellulare.

I virus animali possono essere trasmessi direttamente dal malato al sano tramite escrementi, cibi e bevande inquinati da portatori, acque malsane, polveri infette, mediante il morso di animali infetti, le escrezioni di vertebrati inferiori, la puntura di un artropodo vettore. - vedi: i Virus non viaggiano nelle flugge
I virus dei vegetali si trasmettono prevalentemente tramite l'innesto di una porzione di pianta malata in una sana sensibile, predisposta all’ammalamento, ma talvolta possono essere veicolati da insetti.

Farmacologia
La cristallizzazione di una proteina (virale o non) è generalmente difficile, la crescita dei cristalli può essere molto lenta ed ottenere cristalli sufficientemente grandi (>0.5mm) può richiedere diversi mesi.
Ciò che rende i cristalli proteici diversi da quelli di una piccola molecola è il contenuto in solvente: nei cristalli delle molecole tutti gli atomi possono essere descritti in termini di reticolo regolare, mentre per i cristalli proteici un reticolo cristallino coesiste con un elevata quantità di materia allo stato liquido.
La soluzione madre, il cui contenuto nel cristallo può variare ca. dal 30 all’80%, ha una forte influenza sul comportamento dei cristalli stessi determinandone pregi e difetti caratteristici tra cui il principale è il fatto che i cristalli proteici sono molto meno ordinati dei cristalli classici, sia per l’elevato contenuto di materiale disordinato presente all’interno del cristallo, ma anche perché i gruppi sulla superficie della macromolecola in contatto con il solvente possono avere una forte mobilità.
Gli agenti circolanti e precipitanti biologici dell’organismo sono principalmente:
Sali (inorganici: AS, Na2SO4, NaCl, KCl, NH4Cl, MgSO4, CaCl2, NH4NO3, LiCl, etc.– organici: Citrato, Acetato, Formiato, etc.) i quali agendo nel tempo, creano la cristallizzazione dei vari tipi di proteine presenti e circolanti nella matrice, virus compresi.
La cristallizzazione puo’ avvenire anche per un processo di dialisi nel quale la membrana di filtro e’ rappresentata dalla membrana cellulare.
Poiché in un cristallo proteico vi sono poche interazioni dirette di impaccamento tra le molecole di proteina, piccole variazioni della soluzione di cristallizzazione, come ad esempio piccole variazioni nel pH, stati febbrili (aumento temperatura corporea, oppure la alterazione bioelettronica della matrice rispetto ai cristalli virus e sostanze entro contenute) possono portare ad avere impaccamenti diversi e si possono quindi ottenere forme cristalline differenti.
Le strutture di alcune molecole di proteina (ad esempio il lisozoma e la mioglobina) sono quindi state determinate in diverse forme cristalline, ma risultano sostanzialmente uguali, ad eccezione di alcune catene laterali che sono coinvolte nell’impaccamento.
Proprio perché le interazioni tra le molecole proteiche in un cristallo sono poche, esse non modificano la struttura complessiva della proteina anche avendo un diverso impaccamento. Tuttavia, diverse forme cristalline possono avere un diverso grado di ordine e quindi dare un quadro di diffrazione di diversa qualità. In generale, più le molecole sono strettamente impaccate e quindi meno acqua contiene il cristallo, migliore è la diffrazione che si ottiene poiche’ le molecole nel cristallo sono più ordinate.

Il microscopio elettronico è stato utilizzato per ottenere informazioni a bassa risoluzione sulla struttura dei virus. Il termine "risoluzione“, usato in questo contesto, sta ad indicare la dimensione di una unità strutturale, che può essere vista chiaramente. Con il microscopio elettronico il livello di risoluzione è 5 nm (1 nm=10-9 metri).
Il microscopio elettronico  e le informazioni sulla forma dei virus.
Per la risoluzione di strutture atomiche, la sola tecnica idonea è la cristallografia a raggi X, che richiede che il virus sia stato cristallizzato.
La prima cristallizzazione di un virus è stata eseguita nel 1930.
I virus hanno una struttura definita (geometrica), che può essere identificata dal tipo di diffrazione.
Fred Sanger ha determinato la prima sequenza aminoacidica di una proteina, l’insulina, nel 1950,
John Kendrew ha descritto la prima struttura cristallica di una proteina, la mioglobina, agli inizi del 1960.
La prima risoluzione della struttura atomica di un virus è stata fatta solo nel 1978.
Da allora sono state determinate molte strutture virali e non le conosciamo tutte…e nuove risoluzioni sono frequentemente descritte nelle riviste scientifiche.

Ricordiamo che NON tutti i virus sono pericolosi o nocivi: alcuni (quelli autologhi) si sono rivelati preziosi alleati per diverse e importanti attività umane, purtroppo degli ultimi due secoli, con i Vaccini pero' si sono introdotti virus "eterologhi" (estranei di altre specie) negli esseri viventi umani ed animali, che sono infatti delle sostanze tossico-nocive contenenti, anche  non solo virus (cristalloidi e non), che hanno destabilizzato e destabilizzano, con le mutazioni genetiche da essi indotte, trasmissibili anche alla prole,  le normali e naturali funzionalita' atte a mantenere la perfetta salute.
Esempi di immagini di virus, al microscopio elettronico:

 


Definizione di:
VIRON
:  ossia "virus" geneticamente modificati dall’industria delle nanobiotecnologie e quindi anche da quelle farmacologiche, da una a cento cinquanta (150) volte più piccoli dei normali virus.
Nessuna proteina può essere iniettata in un virus, viste le ridotte dimensioni dei virus, ma esse sono la materia prima del capside(il capside e il genoma sono a volte chiamati nel complesso nucleocapside O core, che alle volte indica addirittura il genoma con le proteine più intimamente legate, e non tutto il capside), cioe' dell'involucro esterno di un virus, che di fatto e' una piccola porzione di DNA o RNA, che possono essere:

- "VIRUS" Eterologhi
, (cioe' proveniente dall'esterno=estraneo) all'organismo sano, (cioe' contro il Progetto di Vita); il corpo estraneo se viene identificato dal programma mentale di sopravvivenza, che controlla il Sistema Immunitario - S.I.- come TOSSICO, contro di "esso" vengono attivati tutti i meccanismi di fagocitosi e di eliminazione, prima che raggiungano  le cellule, se il S.I., non e'  stato precedentemente leso od alterato, altrimenti quelle sostanze tossiche, virus compresi, vengono a contatto con i recettori della membrana cellulare e molte volte, non sempre, vengono introdotti nel citoplasma cellulare, con tutte le conseguenze del caso - vedi: cellule).
E' esclusa la contaminazione aerea per via dell'impossibilità dei virus di entrare nelle flugge, la via principale rimane l'alimentazione carnea, formaggi, acque inquinate, l'intossicazione farmacologica e soprattutto l'inoculazione vaccinica. Essi sono i principali veicoli assieme alle tossine endoprodotte ed estranee introdotte, dello stress ossidativo cellulare.
I virus eterologhi, come i batteri ed i funghi autoctoni, che “mutano le loro funzioni”, per i disordini del pH del terreno e la mancanza di propri antagonisti che regolano le quantita’ di ognuno di essi (funghi e batteri), secondi principi naturali eco biologici, e che di conseguenza vengono chiamati “patogeni” (es. Candida), svolgono un ruolo importante nell’intossicazione dei corpi viventi; ed e’ solo il riordino dei giusti rapporti della flora autoctona che evita la continua emissione di tossine che intasano le cellule, i tessuti e quindi gli organi, generando malfunzione organica e quindi sistemica.
Normalmente, per le persone sane ed immunitariamente non compromesse (quelle non vaccinate), anche in questo caso le cose dovrebbero andare senza troppi problemi, viste le nostre ottime barriere immunitarie che essi hanno e che i vaccinati, in genere non hanno piu'.
I virus eterologhi, interferiscono con la normale routine biosintetica della cellula, cio' determina il rallentamento e/o lo stop della produzione proteica cellulare al punto che la cellula alla fine si sfalda, perchè non ha piu' la capacita' di si automantenersi in vita; inoltre, in molti casi le cellule muoiono a causa dell'accumulo di numeri enormi di virus (cioe' di sostanze tossiche) nel citoplasma o nel nucleo, derivanti dalla rallentata respirazione cellulare e quindi di replicazione cellulare di cio' che si introduce nella cellula stessa, favorendo quindi lo stress ossidativo e la conseguente distruzione fisica della cellula (apoptosi).
Le morti delle cellule a loro volta, possono provocare disfunzioni tissutali e reazioni infiammatorie e malfunzione d'organo e quindi di sistema, riversando contemporaneamente nella matrice extracellulare i virus, cioe' le sostanze tossiche che la cellula ha riprodotto, con le conseguenze del caso: intasamento del sistema linfatico e ischemie nella micro circolazione, ecc., cioe' ammalamento.

Per chi non è attrezzato al meglio e/o sta abusando del suo sistema immunitario in continuazione, con processi di leucocitosi (ad esempio nel mangiare troppo e male e od avere digestioni difficili) e di surriscaldamento intestinale cronico, alterando le flora autoctona, utilizzando farmaci e vaccini, le difese immunitarie diventano un colabrodo e permettono l'insediamento di tossine e la proliferazione abnorme di qualsiasi parassita, microbo, fungo (che generano micotossine) generando qualsiasi tipo di sintomo e quindi instaurando la malattia.

"Virus" eterologhi (estranei) dei VACCINI, sono proteine complesse a DNA ad alta pericolosita' ! perche’ derivano dai frammenti cellulari (apoptosi cellulare) di altri organismi, di altre specie, quindi non consoni alla vita sana dell'organismo ricevente
Cosi come i vaccini a batteri od a spore.
Queste proteine complesse a DNA, i vaccini, sono preparate in laboratorio con tecniche di ingegneria genetica e sono delle bombe a tempo da guerra batteriologica, perche'  ?
Quando queste tossine entrano con l'iniezione vaccinale, byPASSANO le normali barriere immunitarie e NON solo quelle, perche' sono veicolati direttamente, per iniezione intramuscolare, anche nel sangue e raggiungono qualsiasi parte dell'organismo colpendo le cellule, i tessuti, il sistema immunitario, quello nervoso ed intasando anche e successivamente il sistema endocrino e linfatico, naturalmente questi bombe a tempo, colpiscono in modo variabile a seconda delle "debolezze" e delle predisposizioni dei vari soggetti che si vaccinano, mentre i NON Vaccinati questi problemi NON li HANNO !.

Essi, il contenuto dei vaccini, sono responsabili dello stress ossidativo cellulare e dell'alterato metabolismo cellulare, assieme alle tossine introdotte con alimentazione inadatta od acque malsane, e per l’alterazione della flora batterica autoctona che mal funzionando genera anche micotossine (tossine dai funghi), tossine microbiche e virali.

vedi: Elenco dei batteri nell'Intestino + La teoria dei Germi e' falsa

Queste proteine virali tossiche eterologhe (esempio, quelle dei virus dei vaccini) entrano nella circolazione sanguigna e linfatica in breve tempo, arrivando anche alle cellule di qualsiasi tipo, anche nervose; queste cellule, cercando di riconoscere questi virus proteici eterologhi - vedi: (E), li decodificano per mezzo del loro DNA antenna ed immettono in certi casi (per malfunzione) nel DNA mitocondriale la frazione del DNA eterologo, modificando il DNA originale del mitocondrio ed ecco apparire le mutazioni genetiche; queste mutazioni possono essere indotte anche dalle sostanze minerali -metalloidi contenute nei vaccini; inoltre questi virus da laboratorio, alterano immediatamente nelle cellule il loro potere e funzione di preparazione di sintesi e specializzazione delle proteine, che servono alle altre cellule di tessuti di organi del corpo, per il loro buon funzionamento; queste alterazioni determinano prima intossicazione e immediatamente fatti infiammatori, piu' meno intensi nei tessuti e quindi negli organi di appartenenza, con l'immediata malfunzione degli organi colpiti, e per caduta, alterano anche i sistemi od apparati nei quali quegli organi sono immessi, generando malfunzione organica e sistemica, ed ecco apparire i primi sintomi della malattia da vaccino....

ATTENZIONE
:
I virus possono derivare dall’apoptosi cellulare, e quindi dalla disgregazione dei mitocondri delle cellule, oppure da sostanze estranee, cioe’ eterologhe, quindi TOSSICHE, es. i Vaccini.
Le fabbriche dei Vaccini, laboratori di ingegneria genetica vaccinale, sono quelli gestiti da Big Pharma e questi meccanismi li conoscono bene e li utilizzano per le loro sporche finalita'.....
I tecnici gli operatori  che li preparano, cioe’ li scrivono, copiandoli dalla natura, cioe’ preparando virus e/o batteri o spore, comunque eterologhi - vedi: (E) = estranei, cioe’ tossici  agli esseri viventi nei quali vengono successivamente introdotti, si chiamano “virus writer ”, come quelli che creano i virus informatici = i ricercatori nei laboratori di Big Pharma
La siringa e’ paragonabile al modem che permette l'accesso al WEB (vedi: Uomo psicoelettronico) che e' paragonabile al sangue-linfa del corpo vivente, ed il capside che contiene le proteine complesse a DNA, cioe’ i virus, all’e.mail contenente il virus che si puo’ ricevere nel PC e che destabilizza il sistema operativo del PC stesso..
Il sistema operativo di un PC e’ paragonabile al sistema immunitario (S.I.), degli esseri  viventi, anche se quest'ultimo (S.I.), e' molto piu' complesso, essendo un programma che si autoprogramma con le informazioni che acquisisce man mano che l'essere cresce.
Il virus biologico eterologo=estraneo, come quello informatico, contiene un file o porzione di esso (piccolissimo programma-software) che contiene informazioni tossiche per il sistema operativo o sistema immunitario (software dell’organismo vivente) che ne viene alterato in OGNI CASO, ma ed in specie il DNA mitocondriale.

Una volta inserito nel DNA mitocondriale, per mezzo delle funzioni della cellula, quel micidiale “file” tossico verra’ "distribuito" con due linee di azione: una per mezzo del meccanismo derivante dal DNA antenna (a radiofrequenza) e per mezzo della distribuzione del contenuto virale del vaccino (ogni iniezione inserisce circa 1.500.000 unita’ di  proteine complesse virali a DNA) all’intero organismo, perche' veicolato dal sangue (rete WEB corporea) alle varie cellule dell’organismo, le quali altereranno immediatamente le loro funzioni, oltre a reagire in modo anomalo - vedi sotto le dichiarazioni dello scienziato Koch in (B), sia per le proteine eterologhe = estranee, del capside del virus, sia per quelle funzioni riguardanti la sintesi e specializzazione delle proteine, alterando quindi il metabolismo e generando malnutrizione cellulare e nei tessuti corrispondenti, alterazioni e quindi malfunzione anche degli organi (sistemi) ai quali quelle cellule e tessuti appartengono lavorando per ed in essi.
La malfunzione del sistema operativo (immunitario e corporeo) e’ quindi assicurata, sia immediatamente piu' o meno intensamente, sia nel tempo a seconda del tipo e qualita’ del sistema immunitario e corporeo del soggetto ricevente…. con grande gioia di Big Pharma che crea e distribuisce malfunzioni, dolore, sofferenza…. e ne ricava guadagni miliardari in Euri o dollari.
vedi: Influenza suina o maiala
Queste cose Big Pharma e la cricca che li circonda che li serve e li rappresenta.... e che e' nei FATTI connivente,  le sanno molto bene e le utilizzano per i loro sporchi scopi: generare, mantenere ed ampliare il mercato dei malati...

- "Virus" Autologhi, autoprodotto quindi dall'organismo stesso, come "detrito" nel processo di apoptosi cellulare e quindi anche mitocondriale - e' proprio il mitocondrio, nella sua disgregazione, che avviene nel processo di apoptosi, che genera i virus autologhi (proteine complesse a DNA).
Inoltre, come ogni micro organismo e qualsiasi sostanza eterologa, essi hanno una propria carica sia elettrostatica che elettromagentica ben definibile con apposite apparecchiature, infatti essi "risuonno" a determinate frequenze ben precise a seconda del tipo di sostanza, microgranismo, proteine, molecole, ecc.
Quando queste sostanze eterologhe  vengono introdotte nell'organismo del vivente, esse hanno potere, quali
cationi positivi di essere elementi “coagulanti” – cioe' determinano l’aggregazione, agglomerazione, il deposito, lo  “addensarsi” di particelle dotate di massa. 
Quindi sono sostanze che producono anche e non solo, ischemie nella microcircolazione....

Ricordo che tutti i metalli, hanno un caratteristica elettrica (carica) propria, ad  esempio: l'alluminio (contenuto nei vaccini), ha una carica elettrica (ioni caricati in modo positivo) di +3, ecc. ecc.
Il virus, per riassumere, è un parassita intracellulare obbligato; quindi se si vuole ottenerne una certa quantità, occorre per forza inocularlo-introdurlo in una cellula e farlo da essa riprodurre-replicare, in quanto il virus non ha in se stesso la proprieta', ne' la funzione di autoriprodursi !

I "virus" autologhi, si creano, negli esseri viventi, per  decomposizione cellulare (mitocondriale), le reazioni immunitarie sono minime od assenti; al contrario, quelle dei virus eterologhi, le reazioni immunitarie sono intense e deleterie a seconda del tipo, qualita' e funzionalita', del sistema immunitario del soggetto nel quale il virus eterologo - vedi: (E) viene ad introdursi, magari con un Vaccino, determinando malfunzionamenti in ogni possibile parte del corpo ed anche nel tempo, vedi le: ischemie indotte dai vaccini
Al contrario, il contenuto del capside del virus eterologo, cioe' la frazione di materiale genetico (DNA-RNA) non produce nessuna reazione immunitaria, ma scatena altri disordini ed alterazioni delle funzioni delle cellule nel quale il virus viene introdotto, per le informazioni (DNA-RNA) destabilizzanti che contiene

- a conferma, vedi sotto a: (B)

I "virus", sono quindi INCAPACI di vita autonoma (perche' NON sono esseri Viventi, ma sostanze a DNA), in quanto necessariamente dipendenti dall’impianto metabolico (ricambio) di una cellula, sono divisibili in quattro gruppi:
 - virus da batteri;
- virus degli insetti;
- virus delle piante;
- virus animali.

Il "virus" contiene nel suo capside (involucro-membrana proteica), un solo acido nucleico e si comporta da parassita assoluto ed obbligato nella cellula ospite; è anche detto virus filtrabile, in contrapposizione ai germi microbici.
Le ricerche hanno permesso di determinare dei caratteri generali dei virus, ovvero le dimensioni submicroscopiche, la filtrabilità, l’incapacità di moltiplicazione nei terreni artificiali di coltura, parassitismo cellulare vivente obbligato, la variabilità, la capacità di promuovere anticorpi.
Per attivare la produzione di anticorpi, in certi casi ed a seconda del tipo di reattivita' del sistema immunitario (S.I.) esso si "avvale di due vie":
- PIU' il S.I. e' funzionale MENO si producono anticorpi, perche' il S.I. li individua prima e li neutralizza prima della produzione di anticorpi, facendoli eliminare dal sistema-organi emuntori dell'organismo, oppure facendoli immagazzinare nei grassi
- MENO il S.I. e' funzionale PIU' anticorpi si producono, perche' il sistema immunitario, non riuscendo a eliminarli velocemente, deve sopperire a questa mancanza producendo anticorpi, con l'abnorme reazione immunitaria suscitata, per aggredirli e poterli eliminare, se vi riesce; in questa fase il soggetto infettato somatizza una piccola o grave malattia a seconda del tipo di reazioni scatenatesi dall'aggressione virale a livello cellula, tissutale, organica e/o sistemica).

Nuove e successive possibilità tecniche, quali l’ultrafiltrazione, l’ultracentrifugazione, la microscopia elettronica, l’impegno di substrati idonei a coltivare virus e rappresentati soprattutto da colture di tessuti ed embrioni di pollo, hanno aperto nuove strade di indagine alla virologia.
Dei virus si sono potuti così stabilire caratteri morfologici, chimici e biologici di grande importanza:
- Dimensioni: Pur rimanendo nell’ambito submicroscopico, le dimensioni dei virus sono molto variabili: da 10 a 300 millimicron.
- Forma: Alcuni virus possiedono una simmetria cubica, altri sferica o bacilliforme o filamentosa o simile a quella dei nemaspermi; in funzione del tipo di forma, varia anche la funzione, come nei batteri.

- Composizione chimica: I virus sono essenzialmente costituiti da nucleoproteine, diverse a seconda del tipo di virus; per esempio nei virus delle piante l’acido nucleico è rappresentato dall’acido ribonucleico (RNA); in quelli dei batteri dall’acido desossiribonucleico (DNA), nei virus animali, l’acido nucleico è per lo più rappresentato da DNA, talvolta da RNA, talvolta da entrambi.
Questa "porzione" di DNA o RNA e' null''altro che un pezzetto di acido desossiribonucleico o deossiribonucleico (DNA) che è un acido nucleico che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi; esso quando eterologo = estraneo alla specie nel quale viene introdotto, cioe' proveniente da specie diverse, esso e' quindi molto pericoloso per la nuova specie nella quale viene introdotto, artificialmente con i vaccini od i farmaci, ferite, oppure attraverso i cibi, specie quelli carnei.   

Le proteine virali sono molto diverse non solo da virus a virus, per il fatto che provengono da specie diverse (vegetali, animali, umani), ma anche da ceppo a ceppo di uno stesso virus.
Esse hanno un involucro protettivo all’acido nucleico DNA/RNA, la sostanza che racchiude in sé tutte le caratteristiche genetiche dei virus, compreso il suo potere infettante. Tale involucro è formato da una guaina proteica di lipidi.
Anche nel corpo virale si possono inoltre riscontrare lipidi (virus animali, quindi eterologhi - vedi: (E), glicidi (virus vegetali, enzimi, eterologhi ecc.); i virus sono sostanze tossiche, quando sono eterologhi; quando sono autologhi, autoprodotti dall'apoptosi cellulare, cioe' dalla disgregazione del nucleo e del mitocondrio in esse contenuti, queste sostanze vengono immagazzinate nei grassi dei tessuti, oppure eliminate dall'organismo, se in buona salute.
Tre gruppi di ricerca - uno della Brigham Young University, uno della Florida University e l’altro della Iowa State University - sono riusciti a costruire la struttura tridimensionale completa di proteine M2 (NdR: La proteina M2 attiva il canale ionico che contribuisce all’abbassamento del pH nell’endosoma, essenziale per la fusione dell’envelope (capside proteico), grazie alla Nmr allo stato solido.
Quello che hanno osservato è che M2 funziona come uno “shuttle” di ioni idrogeno; la cellula, riconosce la proteina, crea quindi un canale che trasporta attivamente dall’esterno all’interno della cellula, la proteina virale. “In particolare – ha spiegato Mei Hong, docente di chimica alla Iowa State University - è l’aminoacido istidina a legare due ioni idrogeno all’esterno e a rilasciarli dall’altra parte della membrana cellulare”.
Riferimenti: DOI: 10.1126/science.1197748; DOI: 10.1126/science.1191714; DOI: 10.1126/science.1191750


Una volta che il virus si è attaccato alla membrana cellulare, la cellula, questa lo circonda e lo ingloba con un processo di endocitosi. Una volta all'interno della cellula, la proteina virale di membrana M2 viene utilizzata per aprire, da parte della cellula, il canale protonico, in modo che dalla cellula si abbia un flusso di protoni verso il capside virale a DNA, con un aumento della sua acidità, che a sua volta innesca il rilascio del materiale genetico virale nella cellula stessa.
A questo punto le risorse e le funzioni cellulari sono impiegate per la replicazione del virus. (NdR: questa e' l'attuazione delle alterazioni delle funzioni cellulari, depistate dai virus anche vaccinali).
Il meccanismo di funzionamento di questa pompa protonica cellulare, non era però finora ben chiaro e si contrapponevano due modelli. Il primo ipotizzava un canale "a otturatore" che, a causa di forze di repulsione elettrostatica, si allarga, mentre il secondo ipotizza un meccanismo "a navetta", in cui un residuo amminoacidico della proteina in qualche modo ristruttura la propria forma in modo da catturare i protoni e riversarli all'interno della cellula.
I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sulla struttura e sulla dinamica del residuo amminoacidico, un'istidina nella parte transmembrana della proteina, che hanno studiato con mezzi di spettroscopia NMR (Risonanza Magnetica Nucleare) allo stato solido. "L'informazione strutturale ottenuta è quasi invisibile alle tecniche ad alta risoluzione convenzionali, e dimostra la capacità della NMR allo stato solido, di chiarire il chimismo e le dinamiche delle proteine di membrana", ha spiegato Mei Hong, che ha diretto lo studio.
In questo modo i ricercatori sono riusciti a scoprire che gli anelli di istidina cambiano la propria struttura, riorientandosi di 45° oltre 50.000 volte al secondo quando il canale è aperto, mentre restano immobili quando è chiuso. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: I virus hanno bisogno di un recettore particolare gestito dal DNA cellulare, sulla membrana cellulare per essere accettati ed aiutati ad entrare all’interno della cellula, e quel recettore in genere e’ geneticamente mancante od inadeguato in una particolare popolazione od in soggetti particolarmente sani a livello immunitario e metabolico;  questo particolare immunocellulare conferisce al soggetto con quella caratteristica, una resistenza piu' o meno marcata a quelle sostanze, batteri,  virus eterologhi
vedi sopra: (E).
Idem se una sostanza eterologa od un agente patogeno estraneo, sono in grado di provocare risposte immunologica crociate verso un altro agente.

I "Virus" AUTOLOGHI, lo ricordiamo, sono quindi quelli autoprodotti e sono i virus derivanti dalla "morte=apoptosi cellulare" dei mitocondri (parti della cellula) i quali si disgregano in genere del tutto, generando alle volte, non sempre, delle proteine complesse a DNA, (perche' il metabolismo e lo smembramento, non funzionano bene) contenenti quindi un frammento del DNA mitocondriale o nucleico, che pero' essendo autologo, in genere non disturba, solo se vengono eliminati al piu' presto, ma se cio' non avviene, queste proteine complesse a DNA (di lipidi) si immagazzinano nei lipidi=grassi dei tessuti ed in certi casi possono disturbare nel tempo il soggetto, ma non piu' di tanto, salvo che non siano soggetti immunodepressi.
Virus Autologhi – sono autoprodotti anche dal degrado=morte=disgregazione anche dei batteri autoctoni e non.
Anche questi virus sono autoprodotti, ma hanno una particolare caratteristica, essi sono i virus utili che il sistema ontogenetico dei microbi utilizza per l’aiuto alla riparazione dei tessuti dell’organismo.
vedi: il
ciclio dei Somatidi di Naessens

RIFLESSIONE:
Ricordiamo, per esempio che il 99% di malattie cosiddette “virali”, esempio:  le influenze stagionali, esse derivano da intasamento interno  delle viscere (specie dell'intestino tenue) causato da improprieta' alimentari e comportamentali, da indebolimenti dovuti ad intossicazioni ed infiammazioni e quindi da pessima gestione del proprio ricambio metabolico - cellulare, generando parallelamente indebolimento immunitario.
Il processo metabolico sballato, funzionante a tempi alternati e/o male, non riguarda le persone avvedute che si cibano e si comportano in linea con la propria vera natura.
A quel punto, oltre all'indebolimento precedente, arriva l'intasamento dei frammenti virali interni (virus autoprodotti oppure da quelli derivanti anche e non solo dai vaccini), che va ad aggiungersi al problema che con l'indebolimento immunitario permette il manifestarsi delle piu' svariate malattie.

Dato che le influenze stagionali, sono "malattie" BENEFICHE, perche' permettono ai soggetti che si ammalano, di eliminare intossicazioni, infiammazioni e catarri accumulati, esse vanno vissute, senza bloccarle con farmaci di sintesi, ma vanno aiutate ad uscire dall'organismo con metodi e cure naturali.
Cio' riguarda chi si ammala essenzialmente di costipazione (in genere tutto parte dal rallentamento delle funzioni intestinali) e delle sue innumerevoli conseguenze, cioe' di chi si ammala mangiando troppe carni e proteine animali, cibi cotti, chi consuma sigarette, alcolici, caffè, ecc, chi non si muove, chi si spaventa troppo emotivamente, chi non prende il sole, chi non ama e non fa sesso, chi si sclerotizza e si cronicizza, chi non è sensibile alle sorti dei deboli e degli indifesi e/o non risolve il Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.
In tutti questi casi l'unico danno dei virus interni (autologhi) è l'intasamento e la poltiglia virale che può arrecare impedimenti e rallentamenti interni. L'intasamento e' soprattutto intestinale, linfatico, sanguigno oltre che tissutale (microcircolazione) !
Normalmente un individuo "sano" non  ha conseguenze di nessun genere anzi si fortifica dopo una qualsiasi influenza.

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Descrizione de meccanismo di riproduzione-moltiplicazione dei "virus" (che sono proteine a DNA) da parte della cellula stessa:
Queste le 3 fasi della riproduzione dei virus nella cellula
1 - l'inizio dell'intossicazione;
2 - espressione con decodifica del genoma e la replicazione-moltiplicazione da parte della cellula stessa;
3 - il rilascio da parte della cellula, dei virioni maturi nei liquidi, fluidi del corpo.
I virus vengono replicati solo quando penetrano all'interno di una cellula; la moltiplicazione avviene però solamente nelle "cellule deboli e penetrabili" ai virus.
Il processo moltiplicativo si divide in varie fasi:
1° fase: detettaggio frequenziale da parte del DNA dei mitocondri della cellula ed adsorbimento del virus nella membrana cellulare;
2° fase: inserimento-penetrazione del virus con il suo acido nucleico nel citoplasma della cellula;
3° fase: svestimento o eclissi (perdita degli involucri lipidici virali ed esposizione dell'acido nucleico), questo meccanismo si chiama: Uncoating (spoliazione) del genoma -DNA - virale ed esposizione al macchinario genetico/biosintetico della cellula ospite (quindi verrà liberato il genoma da replicare da parte della cellula)
Essa rappresenta la fase in cui le particelle virali sono disassemblate nei loro componenti all'interno della cellula, con liberazione del genoma, e rappresenta un prerequisito per la replicazione.
Il periodo di latenza è l'intervallo che intercorre fra l'infezione e la comparsa di nuove particelle virali extracellulari, ed è dell'ordine di 20-25 minuti per la maggior parte dei batteriofagi.
Circa 40 minuti dopo che le cellule sono state intossicate, la curva che rappresenta la conta totale dei virioni e quella dei virioni extracellulari si intersecano; ciò accade perché le cellule sono andate incontro a lisi e le particelle virali intracellulari sono state rilasciate nel mezzo.
4° fase: replicazione mediante il processo di duplicazione cellulare (sintesi delle macromolecole, cioè DNA, RNA e proteine virali); le cellule possiedono diverse strategie replicative ed ognuna di esse moltiplica in maniera differente, sfruttando i propri enzimi ed organelli;
Fasi replicative precoci del genoma virale, in cui il macchinario biosintetico (funzioni cellulari) della cellula ospite si e' modificato, come preludio alla sintesi di nuovi acidi nucleici virali.
5° fase: assemblaggio (formazione all'interno della cellula - nel nucleo o nel citosol - del capside; all'interno di questo involucro si inserisce il DNA virale formando il nucleocapside); In questa fase vengono prodotti enzimi virus-specifici, prima ondata dell' espressione del genoma virale da inviare nell'organismo;
In questa fase avviene la sintesi delle componenti virioniche che includono le subunità proteiche del capside e le proteine associate all'involucro pericapsidico;

Assemblaggio delle subunità proteiche (e dei componenti di membrana per i virus rivestiti) e impacchettamento del genoma nelle nuove particelle virali duplicate e preparate dalla cellula;

6° fase: liberazione e/o fuoriuscita dei virus replicati dalla cellula, cioe' dei virioni maturi, ed immissione nell’organismo dei virus duplicati i quali, veicolati dal sangue, linfa e/o la via purinica, vanno ad "intossicare" altre cellule dell'organismo, se questi ha un sistema immunitario debole e/o gia' leso da vaccinazioni precedenti e/o da altri fattori immunodepressivi, es. le amalgami e/o protesi dentali, farmaci, alimenti intossicati, acque inquinate, droghe...

Le Vaccinazioni e certi farmaci, producono molto facilmente anche l'alterazione del Terreno verso l'acidosi....e producono lo stress ossidativo cellulare e quindi tissutale, oltre alle mutazioni genetiche.

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Pandora, i mega-virus che potrebbero ridefinire la vita così come la conosciamo - 24 luglio 2013
Megavirus
Un team di ricercatori francesi ha pubblicato su Science lo studio Pandoraviruses: Amoeba Viruses with Genomes Up to 2.5 Mb Reaching Thatof Parasitic Eukaryotes, nel quale spiega che "Dieci anni fa, la scoperta del Mimivirus, un virus che infetta le Acanthamoeba, ha avviato un riesame dei limiti del mondo virale, sia in termini di dimensioni delle particelle (>0,7 micrometri) che della complessità del genoma (>1000 geni), dimensioni tipiche del parassita dei batteri. La diversità di questi virus giganti (i Megaviridae) è stata valutata mediante il campionamento di una varietà di ambienti acquatici e dei loro sedimenti associati in tutto il mondo".
I ricercatori segnalano «L’isolamento di due virus giganti, uno al largo della costa centrale del Cile, l’altro in un laghetto di acqua dolce nei pressi di Melbourne (Australia), senza somiglianza morfologica e genomica con eventuali famiglie di virus precedentemente definiti. Le loro particelle ovoidali di dimensioni micrometriche contengono genomi di Dna rispettivamente di almeno 2,5 ed 1,9 megabases,. Questi virus sono i primi membri del proposto genere “Pandoravirus”, un termine che riflette la loro mancanza di somiglianza con microrganismi descritti in precedenza e le sorprese previste dal loro studio futuro».

Come spiega Science, questi megavirus di dimensioni spropositate scoperti di recente "Raggiungono il micron di lunghezza e all’apparenza potrebbero essere scambiati per batteri. Possiedono un genoma spropositatamente grande rispetto agli altri virus, nel quale sono presenti geni completamente diversi da quelli che caratterizzano archea, batteri ed eucarioti, suggerendo che possano derivare da antichi parassiti appartenenti a un nuovo dominio della vita". Quindi, la conclusione a cui sono giunti i biologi che li hanno scoperti è che "Archea, batteri ed eucarioti non sarebbero i tre soli domini della vita esistenti".
Science sottolinea che "La collocazione dei virus nell’albero della vita è sempre stata alquanto incerta e controversa. Secondo una teoria, i virus sarebbero antichi parassiti che avrebbero progressivamente perso quasi tutto il loro armamentario biologico, mentre altri biologi – vista l’assenza di funzioni metaboliche e la totale dipendenza per la riproduzione dagli apparati delle cellule ospiti – li considerano solo aggregati di proteine".
I due “Pandoravirus” sembrano cosa diversa dai  Mimivirus, che pure hanno dimensioni fisiche e genetiche simili a  quelle di molti batteri, ma i circa 900 presunti geni identificati in questi virus erano considerati dalla maggioranza dei virologi geni acquisiti casualmente dalle cellule in cui era avvenuta la riproduzione del virus.
Una spiegazione non ha mai convinto Jean-Michel Claverie, un ricercatore del Cnrs dell’università di Aix-Marseille, che ha sequenziato il genoma di Mimivirus e guidato la ricerca sui “Pandoravirus”, «Perché le sequenze geniche identificate risultavano molto diverse da quelle dei geni del suo ospite, Acanthamoeba».
Il team di Claverie è andato quindi a caccia di altri virus gigantinei i sedimenti marini e lacustri  dove era stato trovato il Mimivirus e si è imbattuto nei “nuovi” mega-virus: il Pandoravirus salinus, trovato nei sedimenti della foce del fiume Tunquen in Cile, e i Pandoravirus dulcis, ancora più grande, nei fondali di un laghetto di acqua dolce vicino a Melbourne. Ognuno di questi megavirus è anche in possesso di circa 2.500 geni, dei quali 2.300 sono del tutto nuovi per la biologia.
I Pandoraviruses, in altre parole, sono molto più di enorme,  sono anche inequivocabilmente distinti, di qualsiasi virus conosciuto sulla Terra, compresi gli altri virus giganti. Il fatto che questi “Pandoravirus” siano geneticamente  unici e che siano stati trovati in continenti diversi e separati dall’Oceano Pacifico, suggerisce che i generi virali giganti possono essere più comuni di quanto si credesse, mentre aumentano gli interrogativi su quali siano i confini tra le cellule viventi ed i virus “inanimati”.
A prima vista sembrano simili a batteri, anche perché non possiedono il caratteristico capside; ma a un attento esame microscopico, ottico ed elettronico, è evidente che si tratta di virus: non hanno i geni per produrre energia, così come non possono produrre autonomamente proteine. Inoltre, quando si riproducono non si dividono in due come fanno i batteri, ma producono centinaia di nuove particelle virali, fino all’esplosione della cellula ospite.
Science sottolinea: "Particolarmente notevole è il fatto che la maggior parte dei geni dei pandoravirus non compare in alcun database, il che  non solo rafforza l’ipotesi che i virus giganti discendano da cellule a vita libera che a poco a poco hanno perso la maggior parte dei geni in seguito a un parassitismo sempre più spinto". 
Claverie sostiene "Che  abbiano avuto origine da una stirpe cellulare primitiva totalmente diversa da Archea, Bacteria e Eukarya".  Per questo nuovo raggruppamento è stato proposto il nome di Things Resisting Uncomplete Classification, abbreviato in “Truc”, che in francese significa “coso”.
Il biologo molecolare Luis Villarreal su Scientific American si chiede se i virus siano vivi e spiega: "Inizialmente erano visti come veleni, poi come forme di vita, quindi come prodotti chimici biologici, oggi si pensa ai virus di come ad una zona grigia tra vivente e non vivente. Non possono replicarsi in proprio, ma vengono replicati da cellule davvero viventi e possono anche influenzare profondamente il comportamento dei loro ospiti".
L’ambiguità deriva in gran parte dalla natura paradossale dei virus: da un lato, possiedono molte caratteristiche associate alla vita, come ad esempio il Dna e l’Rna, e la capacità di evolvere. Sono anche abili simulatori che si impadroniscono del meccanismo cellulare dei loro ospiti, che sfruttano per riprodursi,  diffondere e infettare, a volte con efficienza letale. Si tratta di un impressionante e spaventoso armamentario per qualcosa che non è in grado di produrre proteine.
Forse per la loro natura subdola i virus sono stati visti a lungo come qualcosa di relativamente semplice: dato le loro piccole dimensioni, gli scienziati pensavano che i loro genomi fossero piccoli, non hanno parete cellulare e nemmeno processi metabolici, tutte caratteristiche che hanno impedito ai virus di diventare un piccolo rametto nell’albero della vita disegnato dall’uomo.
Ma ora i  Pandoravirus rischiano di riedificare quell’albero fin dalle sue radici: "Dato che più del 93% dei geni dei Pandoravirus non somigliano a nulla conosciuto – scrivono i ricercatori su Science – la loro origine non può essere fatta risalire ad un qualsiasi lignaggio cellulare conosciuto. Tuttavia, la loro polimerasi del Dna fa cluster con quelle del Dna di altri virus giganti, suggerendo l’esistenza di un quarto controverso dominio della vita".
Tratto da Science

SINTESI:
Ma cos’è quindi un "virus"
?
La storia della virologia è costellata di scoperte, ma e da grandi abbagli. Ma questo e' comune anche a tutta la biologia.
Su alcuni testi di Patologia clinica, troviamo questa definizione:
- un virus è una informazione (brutta notizia) avvolta in una proteina.
La seconda parte della definizione fa riferimento alla struttura comune a tutti i virus:
- uno strato proteico che ricopre il file del DNA (genoma).
Molti virus si limitano a questa struttura, altri aggiungono strati aggiuntivi, quasi sempre formati da fosfolipidi.
Questo secondo rivestimento è chiamato envelope, (capside) sul quale sono evidenti le spikes o spicole (lancia, spuntone, chiodo), che non fanno parte del capside ma che sono vere e proprie proteine di membrana, spesso glicoproteine.
Esistono poi altri tipi di proteine, si va dalle proteine importanti per la fusione delle membrane a quelle emoagglutinanti, l’importante è capire che comunque tutte sono indispensabili al virus: in una struttura piccola ed essenziale come quella virale non c’è spazio per strutture inefficienti.
Nei virus con envelope, il capside e il genoma virale sono spesso chiamati con l’unico nome di nucleocapside, mentre il capside è spesso chiamato core.
Esistono poi, nei virus con envelope o per-capside, oppure tunica, ma ci può essere anche uno strato di matrice, delle proteine con funzione strutturale, situate proprio al di sotto dello strato fosfolipidico, chiamate proteine di matrice o proteine M. Infine, alcuni virus portano con se degli enzimi.
 
Esistono virus di tutti i tipi: piccoli o molto grandi, allungati, a forma di mattone o proiettile, rotondi, icosaedrici…, complesso (come nei fagi T pari o il capside a mattone del Poxvirus).
Quando il virus è nudo, il capside è l’unico rivestimento della particella. In questo caso presenta le proteine necessarie per il riconoscimento recettoriale (spikes o spicole).
Le dimensioni variano da 18 a 700 nm di diametro (anche se esistono i filovirus, con particella allungata, la cui lunghezza può arrivare ad 1 μm) e contengono un solo tipo di acido nucleico;
Un virus e’ quindi costituito da una catena di acido nucleico, che può essere DNA o RNA, a seconda del tipo di virus; cio’ significa che in sintesi, il virus e’ un pezzetto di DNA/RNA circondato, avvolto da una capsula proteica, piu’ o meno complessa.
Nessun virus puo' MAI entrare nelle flugge (bollicine di vapor acqueo in sospensione nell'aria) perche' esso e' 1.000 volte piu' grande di una singola Flugga.
Comunque la vera Funzione ed il Significato biologico dei virus, e' quello di "
trasportare materiale genetico", cioe' informazione,  per promuovere il cambiamento della e nella Natura in senso lato !

Nel 1940 finalmente la prima foto: veniva fotografato il TMV al microscopio elettronico, e nel 1952 Harshey e Chase dimostrarono, con l’uso di un batteriofago, il cui codice genetico risiede nel DNA che e' all'interno e non nelle proteine che lo avviluppano.
Un batteriofago o fago è una proteina complessa virale  detta anche virus, che parassita un determinato batterio, di cui può provocare la distruzione per lisi.
I batteriofagi più complessi, come quelli della serie T, hanno una forma a spillo. La parte chiamata testa, contiene l'acido nucleico, sotto a questa si trova una specie di collare, seguito da una coda che si sfrangia all'estremità libera in 5 o 6 fibre.
Il batteriofago attacca il batterio fissando le fibre su un punto preciso della superficie del batterio. Con un meccanismo di contrazione inietta il suo acido nucleico, mentre l'involucro proteico rimane all'esterno. Una volta iniettato, il genoma fagico può seguire due vie.
Nel ciclo litico (tipico dei batteriofagi T), utilizzerà l'apparato di replicazione dell'ospite per produrre nuove particelle fagiche, fino al raggiungimento del volume di scoppio, momento in cui la cellula si disgregherà per lisi.
Nel ciclo lisogenico invece, il genoma fagico (solitamente quello di λ) si integrerà in un punto specifico del cromosoma batterico, attλ. In questo stato integrato, il fago viene chiamato profago, e ogni qual volta il cromosoma batterico si replica, il genoma di λ integrato replica anch'esso. Un batterio che contiene un profago è detto "lisogeno".
Lo stato di profago è mantenuto da una specifica proteina prodotta dal fago stesso. L'allontanamento di questo repressore induce il ciclo litico.

I "virus" sono quindi strutture=sostanze (proteine complesse a DNA) non visibili ad occhio nudo, così piccole da non possedere nel loro "file" di DNA, tutte le funzioni necessarie per essere “accettati”, dalle cellule e quelli (files = segmento di DNA) per farsi riprodurre dalla cellula, oltre agli enzimi adatti alla loro lettura nella cellula, contrariamente a quanto affermano alcuni medici poco preparati della medicina ufficiale.
I virus, quando riescono a passare le barriere immunologiche: pelle, mucose. batteriofagi, ecc, si ancorano alla membrana delle cellule con i loro spikes ed attendono che la cellula li decodifichi e se la funzione cellulare non e' stata alterata in precedenza, li introduca nel citoplasma cellulare; in seguito alla decodifica l'informazione virale passa al genoma cellulare, specie quello mitocondriale, modificando e/o alterando, es. nel caso dei Vaccini, SEMPRE tossici e contenenti anche virus eterologhi = estranei, le funzioni principali cellulari, che sono principalmente: produzione e specializzazione delle proteine e generazione di energia con il sistema ATP nel mitocondrio.
Una volta introdotti all'interno di una cellula, i virus eterologhi, modificano la funzionalità della cellula che li ospita, per mezzo del loro DNA e con le reazioni cellulari e quindi immunitarie al capside proteico complesso del virus stesso, specie quelli eterologhi che passano le prime e piu' importanti e le varie barriere immunitarie (pelle e mucose), compromettendola e generandole stress ossidativo ed a volte molto piu' gravemente, tanto da provocarne la morte (apoptosi), per questi processi, contro la vita cellulare, nasce quindi l’alterazione nutrizionale della cellulla stessa, e quella di tutte le cellule viciniore ammalate e non, nel tessuto ove queste cellule, che contengono virus risiedono; la conseguenza e’ che il tessuto si intossica, si infiamma e/o scatena ischemie, infarti (di tutti i tipi), oppure va in necrosi.
Quindi non e' il "virus" in se' che produce la malattia, ma la degenerazione delle funzioni cellulari indotte dal DNA virale, per l'intossicazione indotta, da e per le reazioni alle proteine del capside virale che esso la scatena, ma e' la malfunzione della cellula che scatena l'ammalamento, questo perche' un "virus" e' lo ripetiamo una ennesima volta, un'applicazione (file di DNA) che si attacca od informa ad altre applicazioni (file di DNA cellulare) nei quali modifica l'informazione normalmente contenuta a pro della Vita sana, oltre all'intossicazione introdotta nella cellula con quelle sostanze tossiche chiamate "virus".
Anche Stephan Lanka (virologo) ed altri virologi non indottrinati, vanno vicino alla verità, Lanka afferma e riconosce che in vita sua non ha mai visto un virus uccidere, aggredire, comportarsi da killer. Anche lui dice che che è follia terroristica parlare di virus pericolosi ed assassini, come fanno i medici in malafede, giornalisti analfabeti, indottrinati e/o pagati, di quotidiani, riviste, televisioni, gestite da Big Pharma.
Anche Lanka riconosce quindi che un virus, non è un essere vivente, che non si può "uccidere o attenuare", essendo esso un residuo proteico non-ammazzabile e non-attenuabile.
Aggiungete poi il concetto importante della NON propagabilità nell’atmosfera, formata da vapor acqueo, per cui nessun virus al mondo può entrare nelle  flugge (la qual cosa fa apparire ancora più ridicoli e deficienti tutti quelli che indossano le mascherine, allo stesso demenziale modo di quelli che cercano di proteggersi coi profilattici dai papillomi e dall’Aids).

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Gli scienziati studiano la meccanica dei gusci (capside) dei "virus" - 10 dicembre 2013
 SISSA Trieste, Italy – Il genoma dei virus è solitamente racchiuso in un guscio chiamato capside. I capsidi hanno proprietà meccaniche uniche: devono essere resistenti e al tempo stesso in grado di dissolversi per rilasciare il genoma nella cellula infettata.
Gli scienziati della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste hanno coordinato uno studio sulle proprietà meccaniche dei virus che ne ha migliorato la comprensione, tanto da fare previsioni sul comportamento di virus ancora poco conosciuti.
 I virus sono come navicelle che contengono una parte attiva, cioe’ il materiale genetico, in grado di infettare una cellula ospite. La navicella, chiamata capside o vettore, è sostanzialmente un guscio che si deforma quando deve penetrare nella cellula da infettare, e può addirittura andare in pezzi.
Il gruppo di ricerca, fra cui Guido Polles e Cristian Micheletti della SISSA, hanno usato simulazioni al computer e modelli teorici proprio per capire come questa “navicella” risponda alle sollecitazioni termiche e meccaniche. Così facendo hanno individuato i punti deboli dei capsidi e ne hanno dedotto il processo di assemblaggio spontaneo.
 Ogni guscio è formato da tanti tasselli proteici che si incastrano spontaneamente come pezzetti di Lego.
Un capside può essere formato da centinaia di queste sub-unità, ma ogni tassello è formato da un numero limitato di proteine. I bordi dei tasselli rappresentano le linee “deboli” dove avviene la deformazione della struttura generale e lungo le quali il guscio si frammenta in caso di rottura.
Per alcuni tipi di virus sono state fatte delle osservazioni sperimentali, proprio per capire la dinamica interna del vettore (deformazione) e la forma dei singoli tasselli (che è di solito piuttosto regolare - pentagoni, esagoni, triangoli).
Micheletti e colleghi hanno prodotto un modello al computer che, in linea di principio, può essere applicato a qualunque virus di cui sia nota la struttura.
“Partendo dalle conoscenze sulla struttura molecolare del capside abbiamo provato a ‘stuzzicarlo’ un po’ per vedere come cambiava forma. Abbiamo infatti simulato delle fluttuazioni termiche (banalmente l’abbiamo virtualmente scaldato e raffreddato) osservando lungo quali linee il guscio si modificava.
Molto probabilmente queste linee sono anche i punti in cui il capside tende a frantumarsi”. Hanno spiegato Polles e Micheletti. “Il nostro modello si è rivelato molto robusto. Le simulazioni infatti hanno riprodotto le condizioni che sono state osservate sperimentalmente su una serie di capsidi noti. Per questo motivo abbiamo prodotto altre previsioni su capsidi di cui non esiste conoscenza diretta in questo senso”.
 La ricerca, che è stata condotta insieme all’Università di York (UK), all’Università di Torino e all’Istituto Max Planck di Mainz (Germania), è stata pubblicata su Plos Computational Biology. Gli studi sulla natura dei capsidi virali sono importanti per conoscere i meccanismi di azione dei virus (e studiare metodi per contrastarla).
I vettori virali inoltre sono usati in farmacologia e per la terapia genica. I gusci dei virus infatti possono essere utilizzati come vettore per far entrare una terapia direttamente dentro le cellule, una metodologia che oggi rappresenta l’avanguardia in medicina. La possibilità di identificare i punti meccanicamente deboli potrebbe, in prospettiva, essere sfruttata per modificare i capsidi naturali ottimizzandone la loro resistenza per un più efficace trasporto e consegna del contenuto farmacologico
Tratto da: lescienze.it

Commento NdR:  qui manca anche un fatto molto importante, siccome ogni sostanza ha una sua specifica carica elettronica individuabile e detettabile ad esempio con uno spettrofotometro, l’analisi delle reazioni che intervengono fra la carica elettronica del capside e quelle della membrana cellulare NON e’ stata fatta ed e’ uno dei fattori piu’ importanti nelle “relazioni” fra una sostanza che si avvicina alla membrana cellulare e la membrana stessa.
Inoltre una delle caratteristiche dei liquidi extracellulare ed intracellulari, ove i virus possono arrivare per mezzo della via linfatica, nervosa e sanguigna, e’ che essi, i liquidi possono variare, per vari motivi innanzi tutto per quelli intracellulari, l’alterazione del metabolismo  - anche i virus lo possono indurre -  il loro pH e quindi interferire piu’ o meno sulla rottura del capside il quale rilascia il DNA nei liquidi con conseguenze difficili da prevedere.

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"VIRUS": il "nemico invisibile" viene descritto dalla medicina allopatica ufficiale, come se fosse un essere vivente, essi in realta' sono solo come abbiamo visto, proteine tossiche con "frammenti di materiale genetico" endogeno o/o eterologo interno, i virus (lo ripetiamo una ennesima volta, NON sono quindi esseri viventi, ma solo sostanze lipidiche a DNA),  quelli eterologhi, estranei alla specie sono una minaccia per l’uomo, gli animali e le piante, alcuni dei quali vengono introdotti negli esseri viventi ad esempio con i vaccini per  umani ed animali.
Quelli "autologhi" provenienti dall'apoptosi cellulare con il disgregamento del mitocondrio, sono molto meno tossici ed in genere vengono espulsi per le vie emuntorie naturali e, se non espulsi, si immagazzinano nei grassi dei tessuti e possono rimanere latenti (virus lenti) per decenni, senza provocare danni, ma ad esempio, in uno stato febbrile intenso, possono ritornare e svolgere le loro funzioni e generare qualche problema al soggetto essendo tossine a DNA.
Ricapitoliamo: I virus NON sono "forme di vita semplici", ma sostanze proteiche (lipidi = grassi) complesse a DNA, che tuttavia sono state in grado di far sviluppare alle cellule nelle quali vengono introdotti, delle reazioni od azioni chimiche complesse ed in genere molto pericolose (in in specie quelli eterologhi=estranei - vedi: (E), e le cellule che li ricevono, consentono loro di rimanere e successivamente vengono replicati-fotocopiati e ridistribuiti all'organismo intero nel quale sono stati introdotti.
Pero' servono anche all’evoluzione della Vita, che segue il Progetto vita, insito dentro nell'energia (atomi) e quindi nella materia solida (qualsiasi essa sia)
I pezzetti di DNA e di RNA, racchiusi in queste proteine complesse a DNA (virus eterologhi), che viaggiano anche nella cellula, quando questa li fa entrare nel citoplasma, lasciano tracce durature in quasi ogni genoma (specie nel mitocondrio), generando mutazioni genetiche latenti ed occulte, se non si attivano subito od in qualche anno, che si possono trasmettere anche alla prole.
Ecco dimostrati i Danni dei vaccini !
Queste sostanze proteiche a DNA, parassitando le cellule, dal momento che vengono ad essere moltiplicate dalle cellule stesse, i virus sono fra le sostanze biologiche (proteine complesse a DNA) più frequenti del pianeta: con circa 5000 tipi conosciuti e centinaia di miliardi ancora senza scheda segnaletica, esse abbondano in ogni ecosistema terrestre, perche vengono autoprodotte anche dai sistemi viventi.

Quindi se, come abbiamo fino ad ora dimostrato, i virus non sono le cause primarie, ma secondarie, di determinate "malattie", cosi come li identificano e li chiamano i ricercatori ed i medici della medicina ufficiale, serva di Big Pharma, cosi come non lo sono i batteri detti impropriamente "patogeni", il principio stesso della vaccinazione e dei vaccini e' TOTALMENTE ERRATO; per cui vaccinando i Viventi si inseriscono tossine con DNA, bypassando le normali barriere immunitarie, che altereranno le funzioni del Terreno, della matrice e quindi quelle immunitarie, cellulari, tissutali e quindi sistemiche ed organiche, generando anche  mutazioni genetiche da "regalare" alla prole.

Quando leggete o sentite le parole "virus vivi", ricordate questo FATTO: I “virus vivi” sono sempre "MORTI"
I termini “virus vivo” indicano semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus che sono SOLO proteine complesse di lipidi, a DNA.
Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i “virus”.
Infatti i virus detti autologhi (autogenerati) provengono alla disgregazione dei mitocondri delle cellule morenti=morte (apoptosi), quelli eterologhi al contrario, sono quelli che vengono introdotti dall'esterno con: farmaci, cibi inadatti, acque malsane, ma e soprattutto con i Vaccini.
I virus quindi contengono acido nucleico (file - spezzoni - di DNA) e proteine, ma salvo alcuni e sono estremamente rari, mancano di enzimi e non possiedono una vita propria, poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri “inferiori” possiedono).
Il Guyton’s Medical Textbook riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.
Essi, i virus detti falsamente "vivi", sono comunque inattivi, quindi NON vivi, poiché non possiedono né metabolismo, né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine, ma quelli eterologhi possono, se introdotti in un terreno vivo come i corpi viventi, attivare nelle cellule delle anomale reazioni chimiche e rilasciare il loro potere informazionale contenuto nei file del loro DNA, alterando le funzioni cellulari ed il DNA mitocondriale, cofattori che di conseguenza ammalano il soggetto fino a poter in certi casi, far morire l'ospitante.
VIRUS Eterologhi = estranei - vedi sopra: (E)
Le reazioni fisiologiche, immunitarie e cellulari, ai virus eterologhi=estranei, sono determinate SOLO dal capside; quelle cellulari anche dal contenuto (DNA-RNA).
Sono le complesse catene molecolari delle proteine lipidiche del capside a scatenare le reazioni immunitarie, alle sostanze estranee all'organismo; queste reazioni possono essere piu' o meno importanti e/o estreme, a seconda del tipo di molecole complesse delle proteine del capside, specie quelle create in laboratorio (leggasi Vaccini).
Mentre il DNA/RNA dei virus eterologhi, generano malfunzione cellulare non solo per le intossicazioni del citoplasma dovuto alle sostanze vaccinali, ma anche per le alterazioni alle informazioni del DNA mitocondriale, che quello eterologo - vedi: (E) produce in esso.

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- VIROGENESI (riproduzione dei "virus" da parte della stessa cellula che lo "ospita").
A differenza degli altri agenti patogeni infettanti (batteri, miceti, ecc.), i virus non possono essere coltivati sui comuni terreni di coltura perché, essendo privi di metabolismo proprio, presentano un parassitismo endocellulare obbligato, vale a dire possono essere moltiplicati esclusivamente dalle cellule viventi animali, vegetali o batteriche.
Essi, infatti, non si riproducono per suddivisione, ma si formano o si duplicano dall’organizzazione di materiale prodotto all’interno della cellula ospite e per mezzo di essa, utilizzando le sue specifiche funzioni di duplicazione e specializzazione delle proteine.
Quest’ultima, dopo la penetrazione e/o il contatto sulla sua membrana dei virus, presenta la cosiddetta induzione virale, ossia una profonda deviazione del proprio metabolismo, tale che i processi della cellula sono quasi totalmente rivolti alla formazione di nuove entità virali e non rivolti alla produzione ed alla specializzazione delle proteine ed altre sostanze utili alle altre cellule, tessuti, organi, degli organismi ai quali appartengono.
Le modalità di aggressione dei virus alla cellula sono state studiate cimentando dei batteriofagi con dei batteri, per cui si è visto che dapprima il virus aderisce per assorbimento alla superficie batterica, per penetrare subito dopo con la “”coda”" nella parete e inoculare quindi, nell’interno del corpo batterico, la parte attiva (DNA) una volta dato il via all'introduzione, da parte della cellula.
(NdR: sempre se il sistema immunitario non e' efficiente, ma gia' compromesso - esempio da precedenti vaccini, farmaci o tossine - infatti solo nel 25% dei casi vi e' l' introduzione del virus all'interno della cellula, scatenando una reazione immunitaria che crea degli anticorpi - nell'altro 75% dei casi il sistema immunitario informa la cellula, la quale impedisce l'introduzione del virus nel suo citoplasma e quindi non si scatena una reazione immunitaria che produce anticorpi).
Questo file virale di DNA eterologo e relativa proteina, viene quindi riprodotto dal DNA cellulare e la cellula riproduce gli involucri proteici virali a DNA, che poi espelle; ecco descritto il meccanismo della duplicazione virale da parte della cellula.
A questo punto, si entra nella cosiddetta “”fase di eclissi”" o periodo latente, durante il quale il virus sfugge ad ogni osservazione, perche veicolato fuori dalla cellula per osmosi nei liquidi extracellulari e sempre per osmosi passa nei vari circuiti, sanguigno, linfatico ecc e quindi distribuito nell'organismo.
Segue la fase di “”sviluppo”", nel corso della quale gli involucri dei virus vengono riempiti di DNA duplicato dalla cellula. Successivamente la cellula batterica, piena di nuovi virus, si disgrega liberandoli nel terreno, i liquidi del corpo.
Un fenomeno particolare della virogenesi è quello detto di interferenza, essa consiste nell’inibizione dei processi moltiplicativi dei virus in cellule intossicate da un altro virus. Il fenomeno non è costante, perché a seconda delle condizioni sperimentali e della stessa natura dei virus, può verificarsi, invece dell’interferenza, la moltiplicazione contemporanea ed indipendente dei due diversi virus.
I meccanismi di duplicazione dei virus da parte delle cellule, da essi intossicate, non sono al momento molto chiari e certi, questo e' evidente, per cui tutti i meccanismi non si conoscono perfettamente, per cui pensare di giocare con i virus (es. con i Vaccini o con gli OGM) e' una delle follie della medicina moderna, legata e sostenuta ed indirizzata, dagli interessi di Big Pharma.
Connessa alla moltiplicazione dei virus vi è, inoltre, la comparsa, di taluni sintomi, nelle inclusioni cellulari o corpi inclusi.
Sono queste delle particolari formazioni, per lo più e per ora, "considerate come la sede" della moltiplicazione dei virus, osservabili anche al comune microscopio. Possono essere situate nel nucleo e nel citoplasma.

- Variabilità.
I virus possono presentare variazioni, a volte stabili, a volte transitorie, di alcuni loro caratteri, modificazione del potere antigene, e cio' dipende dal tipo di "lavorazione nella duplicazione dei virus da parte della cellula").
Queste variazioni sono dovute ora a mutazioni indotte dal DNA delle cellula, dovuti a processi di adattamento.

-  Caratteristiche immunologiche.
I virus "animali" (cioè quelli che si trovano nelle cellule degli animali) per la loro struttura chimica sono dotati di azione antigenica, ossia della possibilita' a generare una reazione chimica per la sintesi di anticorpi da parte dei linfociti.
Tratto in parte da: medinasalute.com

vedi: La teoria dei germi (batteri, virus) quali cause della malattia e' FALSA

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VIROFAGI - Luglio 2012 - Le contraddizioni della scienza medica=scemenza medica
Il Virophago scoperto recentemente, suggerisce che i virus siano vivi 
Questi ricercatori pensano che, la prova della malattia “indotta” nel virus gigante, sembrerebbe indicare che i virus siano vivi, ma cosi’ NON e’ non e’ ! La scoperta di un virus gigante che si ammala attraverso l' “infezione” da un altro virus, sta alimentando il dibattito sul fatto che i virus siano o meno vivi.
"Non c'è dubbio che questo è un organismo vivente", dice Jean-Michel Claverie, virologo presso il laboratori del CNRS UPR a Marsiglia, parte della Francia di basic-agenzia di ricerca. "Il fatto che si può ammalare lo rende piu’ vivo."
Virus giganti sono stati trovati dai virologi fin dal 2003, quando un team guidato da Didier Raoult Claverie e al CNRS UMR, anche a Marsiglia, hanno riferito la scoperta del primo “monster” virale.
Il virus era stato isolato più di un decennio prima in ameba prelevata da una torre di raffreddamento a Bradford, Regno Unito, ma è stato inizialmente scambiato per un batterio a causa della sua dimensione, ed è stato relegato in freezer.
Un esame susseguente di esso, più approfondito, ha mostrato che quel microbo sembra essere enorme  virus, come più tardi hanno rivelato i lavori sul suo genoma, capace di ospitare più di 900 proteine codificanti genes3  – con dimensione superiore di almeno tre volte a quelle dei più grandi virus già noti e più grande di quello di alcuni batteri. È stato quindi chiamato Acanthamoeba polyphaga mimivirus (perche’ mima un microbo), ed è stato pensato essere parte di una famiglia molto più grande. "Cio’ e' stata la causa della grande eccitazione in virologia" - dice Eugene Koonin presso il National Center for Biotechnology Information in Bethesda, Maryland, USA - "Ha attraversato il confine immaginario tra virus e organismi cellulari; non c'è dubbio che questo è un organismo vivente; il fatto che si può “ammalare” lo rende più vivo. " – (* NdR: vedi sopra)
Ora Raoult, Koonin e colleghi hanno segnalato l'isolamento di un nuovo ceppo di virus gigante prelevato da una torre di raffreddamento a Parigi, che hanno chiamato mamavirus perché sembrava leggermente più grande dei mimivirus.
I loro studi di microscopia elettronica hanno anche rivelato un secondo, piccolo virus strettamente associato con mamma virus che si è guadagnato il nome di Sputnik, come il primo satellite artificiale.
Con soli 21 geni, Sputnik è piccolo rispetto alla sua mamma - ma insidioso. Quando il gigante mamavirus “infetta-informatizza” – vedi sopra - un'ameba, usa la sua vasta gamma di geni per costruire una 'fabbrica virale', un hub dove sono create nuove particelle virali da parte della cellula ospitante. Lo Sputnik informa con il suo DNA, il  DNA di questa nuova fabbrica viral-cellulare, la quale sembra dirottare i propri macchinari al fine di replicare l’informazione virale.

Il team ha scoperto che le cellule co-infettate, cioe’ informatizzate dal DNA di Sputnik induce a produrre meno particelle mamavirus e spesso deformate, rendendo meno “infettivo” del virus matrice dell’informazione.
Questo suggerisce che Sputnik è effettivamente un parassita virale che disgusta il suo ospite - apparentemente il primo esempio del genere.
Il team suggerisce che Sputnik sia un “virophago”, proprio come i virus batteriofagi che infettano-informatizzano il DNA dei batteri in modo da farli ammalare o mal funzionare, come anche avviene nelle cellule, quando sono parassitate-informatizzate-infettate da un virus che incontra la membrana cellulare o passa attraverso di essa, perche’ il sistema immunitario cellulare e sistemico e’ in quel momento immunodepresso=malfunzionante,. ecco come "nei fatti 'infetta-informatizza questa fabbrica, e come un fago infetta-informatizza un batterio", Koonin dice. "Sta facendo quello che ogni parassita può’ fare - sfruttando il suo ospite per farsi replicare da esso".
Il Genoma di Sputnik rivela una visione più completa della sua biologia. Anche se 13 dei suoi geni mostrano poca somiglianza con tutti gli altri geni noti, tre sono strettamente legate ai geni mimivirus e mamavirus, perche’ informatizzato-infettato dal minuscolo virus, in quanto ha confezionato le sue necessarie particelle. Questo suggerisce che il virus satellite può eseguire il trasferimento genico orizzontale tra virus – parallelamente al modo in cui i geni traghetti batteriofagi trasferiscono l’informazione del loro DNA nel  DNA dei batteri o viceversa.
I Virophagi possono essere comuni nel Plancton (Blooms.J plancton. Schmaltz / NASA)
I risultati potrebbero avere implicazioni globali, secondo alcuni virologi. Uno studio metagenomica nelle acque degli oceani (4) ha rivelato l'abbondanza di sequenze genetiche strettamente legate al virus gigante, portando  sospettare che essi siano parassiti comuni nel plancton.
Questi virus erano stati dimenticati da molti anni, dice Claverie, perché i filtri utilizzati per rimuovere i batteri eliminavano anche i virus giganti.
La squadra di Raoult ha anche scoperto i geni relativi allo Sputnik in un enorme campionamento di dati, quindi questo potrebbe essere il primo di una nuova, comune famiglia di virus. "Si suggerisce che ci sono altri rappresentanti di questa famiglia virale, là fuori nell'ambiente", dice Koonin.
Regolando la crescita e la morte del plancton, i virus giganti ed i virus satelliti Sputnik - come potrebbero avere effetti importanti sui cicli dei nutrienti ed il clima degli oceani. "Questi virus possono essere i principali attori di sistemi globali", dice Curtis Suttle, un esperto di virus marini presso la University of British Columbia a Vancouver.
"Penso che alla fine troveremo un gran numero di nuovi virus nel mare e in altri luoghi", dice Suttle - il 70% dei geni virali identificati nelle indagini oceaniche, non sono mai stati visti prima. "Si sottolinea quanto poco si sa di questi organismi".


Commento NdR: ma il “contatto” o la vicinanza, di cui si parla nell'articolo, fra proteine complesse a DNA (virus) - vedi: DNA antenna ricetrasmittente - puo’ alterare il DNA della proteina gigante (Virofago), facendo credere a questi ignoranti “ricercatori”, che i virus siano “vivi”, cosa assolutamente inesatta, in quanto anche fra "virus", batteri e parassiti, i loro DNA si scambiano informazioni, cio’ se necessario o per errore, nei fatti essi si informatizzano l’un l’altro indipendentemente dal contatto fisico, per via delle emissioni elettromagnetiche dei vari Cromosomi-DNA esistenti e propri dei vari virus, batteri, parassiti, presenti (autoctoni e/o introdotti dall'esterno=eterologhi, nell’organismo ospitante. Infatti il loro vari DNA, nella loro parte misconosciuta (il 90% di esso) fanno parte e sono una vera e propria rete Web biologica che comunicano fra di loro, utilizzando i vari campi elettromagnetici propri, di virus, batteri, parassiti, per mezzo del Campo Elerttromagnetico dell’ospitante, utilizzato come vero e proprio supporto-oceanico per le onde trasmesse e ricevute.

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Come si "fotografa" un "virus" - 04 Feb. 2011  - vedi: Come si isola un Virus
È possibile fotografare un virus. La singola particella virale deve restare in posa solo per qualche frazione di un miliardesimo di secondo: tanto basta per ricreare la sua struttura. Considerando che per dare una forma all’adenovirus (NdR: quello che dicono essere "causa" delle congiuntiviti e delle gastroenteriti, ma cosi' NON e' ! ), ci sono voluti 12 anni di lavoro, potremmo dire che ci troviamo davvero di fronte a uno di quegli avanzamenti tecnologici che cambiano la storia della scienza.
Questa è, in effetti, la speranza, confessata su Nature, di un’ottantina di ricercatori (di 21 diversi centri) che hanno collaborato allo scatto. Il primo nome dei credit dell’immagine, però, spetta a Janos Hajdu, dell’ Università di Uppsala in Svezia.
La macchina fotografica è il Linac Coherent Light Source (Lclc), il primo laser al mondo a elettroni liberi che produce raggi X duri (con una lunghezza d’onda di 0,1 nanometri). È proprietà del dipartimento per l’energia statunitense e si trova presso lo Stanford Linear Accelerator Center (Slac).
Il fascio di Lcls è un miliardo di volte più luminoso dei classici raggi X, e così intenso che può attraversare l’acciaio. In teoria, grazie a questa macchina si potrebbero osservare gli atomi in movimento, o la formazione e la distruzione dei legami chimici in tempo reale; per ora, gli studi appena pubblicati (gli articoli su Nature sono in realtà due) danno un assaggio delle potenzialità di questo laser nel campo della biologia.

Veniamo al sodo. Come hanno fatto a fotografare un virus intatto ?
Hanno preso quello più grande che si conosca, il mimivirus, e lo hanno messo sulla traiettoria del laser, poi hanno aperto il fuoco. Ovviamente il virus viene disintegrato, ma ciascun impulso è talmente veloce, dura pochi milionesimi di un miliardesimo di secondo, che si riescono a ottenere tutte le informazioni necessarie a ricreare la sua immagine prima che esploda.
Ma come sempre non si dice che se ne scopre solo la forma !

Foto di un Virus: Come potete osservare non se ne vedono gli aspetti esterni

Dei centinaia di mimivirus messi sotto i raggi X, solo due hanno prodotto abbastanza dati !?.
Le loro foto mostrano la struttura a 20 lati dell’involucro virale; un’area di materiale più denso è inoltre visibile all’interno, e "potrebbe" essere il DNA. Secondo i ricercatori, impulsi ancora più brevi e più brillanti, focalizzati su aree più piccole, potrebbero aumentare di molto la risoluzione di queste immagini, per rivelare dettagli grandi quanto un nanometro. Magari, per riuscire a cogliere persino le variabilità individuali.
Hajdu aveva immaginato questo metodo di indagine circa un decennio fa, e i ricercatori all' Arizona State University, dello Slac e dell’Università di Uppsala hanno speso anni per sviluppare la strumentazione specializzata: quella necessaria a iniettare il campione nel fascio di raggi; poi, il Max Planck Advanced Study Group ha prestato la sua strumentazione ultrasensibile, Camp, in grado di registrare ogni singolo fotone.
“ Questi primi dati e queste prime immagini lasciano davvero scorgere una nuova frontiera della ricerca”. Parola di Persis S. Drell, direttrice dello Slac.
By Tiziana Moriconi - Riferimenti: Wired.it - Tratto da galileonet.it

Commento NdR: cio' comprova che il virus dell'AIDS NON e' MAI stato fotografato, ma hanno spacciato foto fasulle con dei disegni ...e che quando "fotografano" un virus, fotografano l'aspetto esteriore, cioe' la forma di queste proteine complesse a DNA = Virus, ma non il contenuto e/o le vere funzioni di queste proteine complesse eterologhe e non.

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"Virus" e cervello, ecco come avvengono le infezioni
SCOPERTA VIA con cui i VIRUS INFETTANO il CERVELLO
Bloccare il percorso con cui certi virus, detti "neurotropici", vengono veicolati attraverso il sangue, la linfa ed il sistema nervoso fino ai neuroni del cervello, dove possono concausare encefaliti o meningiti. E’ quello che vogliono arrivare a fare Matteo Iannacone e i suoi collaboratori dell’ Harvard Medical School di Boston e del San Raffaele di Milano.
Gli scienziati, in particolare, in uno studio pubblicato su Nature sono riusciti a ricostruire tutti i passaggi dall’ingresso del virus nell’organismo al momento in cui invadono il sistema nervoso centrale.
Normalmente, spiegano gli stessi esperti, i virus entrano nell’organismo attraverso la cute (anche con i Vaccini) o le mucose attraverso l'acqua od i cibi adulterati; prima di raggiungere la circolazione del sangue devono pero’ passare attraverso i linfonodi, che hanno l’importante compito di bloccare sul nascere le invasioni dei microrganismi e di sviluppare la risposta immunitaria, ma se non sono sufficientemente efficienti essi non bloccano il loro "passaggio", per cui entrano nella via sanguigna, specie quelli introdotti con i vaccini, che li distribuisce in tutto l'organismo, ma specialmente nei due cervelli...
Proprio analizzando tutti questi passaggi, e grazie a tecnologie d’avanguardia come la microscopia intravitale multifotone, Iannacone e collaboratori sono riusciti a ricostruire tutti i momenti che portano il virus fino al cervello.
L’importanza di questo studio, spiegano i suoi autori, ”e’ nella dimostrazione che i linfonodi sono riccamente innervati e che alcuni virus possono usare questa caratteristica per raggiungere il sistema nervoso”.
Scoperte importanti affinche’ si scopra anche il modo di bloccare questa diffusione, e che potrebbero avere un forte impatto su molte malattie: tra i virus neurotropici dell’uomo, infatti, ci sono anche quello della rabbia e quello che provoca la febbre del Nilo occidentale. Fonte: L'Unita'

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Evoluzione: un "virus" nel cervello ha influenzato il nostro cammino evolutivo ?
Un subdolo virus che si intrufola nel cervello umano, capace di lasciare tracce permanenti ed in grado persino di influenzare l’evoluzione della nostra specie. Fantascienza o nuova affascinante scoperta ?  
Queste le scoperte di un gruppo di ricercatori giapponesi, pubblicate sulla rivista Nature.
La novità presentata nello studio del team di ricercatori giapponesi sta nella scoperta delle tracce, nel genoma umano e di altre specie di mammiferi, del bornavirus, che infetta principalmente i neuroni.
Sequenze simili al gene endogeno N dei bornavirus sono state rintracciate in diverse linee di mammiferi e lo studio suggerisce che questi eventi di integrazione siano avvenuti in tempi diversi, circa 40 milioni di anni fa nel caso dei Primati, meno di 10 milioni di anni fa per gli scoiattoli.
Un altra straordinaria sorpresa, viene dal fatto che due di queste sequenze, presenti nel genoma umano, contengono le cosiddette Open Reading Frames, ovvero obbligano le cellule a dare origine a certe  proteine.
In uno di questi due casi è stato dimostrato che, la proteina co-prodotta da questo gene ereditato dal bornavirus, sia anche in grado di interagire con diversi processi cellulari.
Non solo una testimonianza molecolare fossile di un’antica infezione virale dunque, ma una vera e propria partecipazione all’evoluzione da parte del piccolo bornavirus, che inserendo il suo materiale genetico DNA ha dato il via ad una nuova imprevedibile fonte di innovazione del nostro genoma.
Fonte: pikaia.eu

La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dott. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo : http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


Nei vaccini venduti al terzo mondo si é scoperto che molti di questi contenevano l'ormone B-hCG un anti fertile se immesso in un vaccino.
La corte Suprema delle Filippine ha scoperto che oltre 3 milioni di ragazze e donne hanno assunto questi vaccini contaminati, cosí come in Nigeria, Tailandia ecc...
Per chi non abbia ancora visto questi video-documenti scioccanti:
http://uk.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
http://it.youtube.com/watch?v=wg-52mHIjhs&feature=related
Sembrerebbe che oltre al profitto a tutti i costi, ci sia dietro qualcosa d'altro....impedire alle donne dei paesi del terzo mondo... di avere figli....

I Vaccini creano Mutazioni Genetiche nei Mitocondri delle cellule, mutazioni che sono trasmissibili alla prole, dalla via materna. Nelle cellule infettate da virus si risvegliano i virus piu’ vecchi.
Dei ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula infettata da un virus (NdR: che puo’ essere anche vaccinale) essa viene ingannata al fine di riprodurre il virus che la infetta, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delle proteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
Quindi anche l'infezione da virus vaccinale e’ in grado quindi di riattivare genomi di precedenti virus, o di quelli iniettati con i vaccini ai genitori, nonni, avi del vaccinato, virus, che erano divenuti parte del genoma delle cellule dei genitori, nonni, avi, generando anticipatamente qualsiasi tipo di patologia; il meccanismo si chiama slatentizzazione = liberare anticipatamente patologie.
Di fatto i Vaccini sono un cocktail di Tossine altamente pericolose che possono rimanere inerti per anni e riesplodere come bombe a tempo anche dopo 30-40 anni o piu’, in uno stato febbrile… che alterano il Terreno in modo importante, specie negli organismi non perfettamente sani, per problemi ereditari e/o di alimentazione inadatta alla Perfetta Salute.

Un esempio sulle alterazioni genetiche del DNA da parte dei virus vaccinali (contenuti nei vaccini):
AUTISMO: FINANZIATO STUDIO su DNA dei VIRUS - 22 Gen. 2011
Il Laboratorio di Psichiatria Molecolare e Neurogenetica del Campus Bio-Medico ha ottenuto uno dei tre assegni del primo programma ‘Trailblazer’ della Fondazione statunitense Autism Speaks, dedicato a ricerche sulla sindrome autistica con forte impatto potenziale di novità
Gameti infettati da virus con un genoma in grado di restare ‘intrappolato’ al loro interno o, addirittura, di andare ad aggiungersi alle sequenze genomiche delle cellule riproduttive umane, per trasmettersi al nascituro nel momento della fecondazione; sequenze di DNA virale capaci di mantenersi ‘latenti’ fino al primo trimestre di gravidanza e quindi di attivarsi, provocando la compromissione del funzionamento di alcune cellule del sistema nervoso e, di conseguenza, l’emergere della malattia: è la suggestiva ipotesi di studio sull’autismo, pienamente fondata a livello scientifico, per mezzo della quale il Laboratorio di Psichiatria Molecolare e Neurogenetica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, diretto dal Prof. Antonio Persico, ha ottenuto un finanziamento di circa 80 mila dollari nell’ambito del primo ciclo del programma Trailblazer della Autism Speaks, fondazione nordamericana che finanzia ricerche rivoluzionarie nella lotta contro la sindrome dell’autismo.
“L’idea – spiega il docente – è frutto, tra le altre cose, dell’immenso rispetto per le ricerche compiute negli ultimi vent’anni da dozzine di genetisti su questa patologia, con le quali si sono cercate ricorrenze significative di mutazioni genetiche nel DNA dei genitori di bambini affetti da questa sindrome.
I risultati, tuttavia, hanno evidenziato che tali mutazioni genetiche possono spiegare non più del 15-20% dei casi di autismo. Per questo, riteniamo che almeno una parte del restante 80% delle sindromi autistiche potrebbe essere causata dal meccanismo che ipotizziamo”.
Secondo gli scienziati, occorre considerare anche la cosiddetta ‘ereditabilità’ della malattia: i dati scientifici, infatti, indicano con certezza che una coppia con figlio autistico ha 150 volte più della popolazione generale la possibilità che una seconda gravidanza dia un altro figlio affetto da autismo.
Ecco, dunque, l’ipotesi che quel ‘qualcosa’ che necessariamente si trasmette da genitori a figli per produrre in questi ultimi la sindrome autistica non sia genoma umano, ma DNA virale celato all’interno delle sue sequenze.
Lo studio del Prof. Persico verrà condotto in collaborazione con l’Istituto di Endocrinologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per l’ambito andrologico, con l’Unità Operativa di Anatomia Patologica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico per l’attività di microscopia elettronica e con il contributo del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor Vergata per completare il reclutamento dei soggetti padri di individui autistici, in parte reclutati anche presso l’Ambulatorio di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, diretto dallo stesso Persico.
“La nostra teoria – aggiunge il Prof. Persico – sarebbe tra l’altro compatibile anche con tutta una serie di alterazioni tipicamente presenti nei soggetti autistici a livello immunitario, biochimico e della curva di crescita: elementi che ci fanno ritenere possibile una patogenesi che affianchi alla disfunzione regolativa a livello immunitario anche una sorta di ‘interruttore’ di tipo virale”.
Per questo, una parte dei finanziamenti saranno usati per testare la presenza di migliaia di sequenze virali nel seme di soggetti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento.
Le prospettive, in caso di conferma dell’ipotesi allo studio, sono importanti: la facilità, in ambito diagnostico, di confermare la presenza di specifiche ‘sequenze virali tipiche’ nel DNA dei soggetti autistici, così come la possibilità, a livello di prevenzione, di impedirne la diffusione, di controllarne l’attivazione, oppure di limitarne i danni nel nascituro.
“Anche dal punto di vista delle cure – chiarisce Persico – pur non esistendo farmaci efficaci contro tutti i virus, saremmo in grado di indirizzare in modo molto più ‘mirato’ le terapie esistenti e la ricerca farmacologica”.
Il Prof. Antonio Maria Persico si occupa di autismo dal 1997. Ha coordinato la raccolta di oltre 400 famiglie (DNA, RNA, plasma, siero, etc.) con uno o più soggetti autistici reclutate in tutta Italia per studi di genetica, biochimica, immunologia e psicopatologia dell’autismo. È co-fondatore e segretario della SIRFA, la Società Italiana per la Ricerca e la Formazione sull’Autismo, nata nel marzo 2006 per promuovere a tutti i livelli la formazione, la ricerca, le iniziative e le pubblicazioni utili alla cura della sindrome autistica.
Fonte: unicampus.it

Quindi per riassumere, i virus e particolarmente quelli estranei=eterologhi - vedi: (E), sono in grado di modificare il “programma di sistema”, cio’ significa che i virus, per esempio quelli dei vaccini alterano, piu' o meno intensamente, il DNA mitocondriale e/o nucleico, questo perche’, i vaccini, bypassando le normali difese immunitarie che dalla nascita sono qualificabili come aspecifiche le quali sono in sintesi, pelle, polmoni, sistema gastro-intestinale, ecc., ed essendo veicolati dall’iniezione vaccinale direttamente nel sangue, raggiungono facilmente e direttamente le cellule nelle quali potranno, una volta che la cellula li introdurra’ nel suo interno, attraverso la membrana cellulare nel citoplasma per decodificarli, con il loro file di “programma eterologo=estraneo" destabilizzare ed alterare il sistema immunitario aspecifico e fisiologico d’insieme”.
Questa azione di "decodifica=riconoscimento", riprodurra’ il file estraneo nel mitocondrio della cellula, inserendolo nel suo proprio DNA,  ed alle volte cio’ succede anche nel DNA nucleico, producendo danni piu’ o meno gravi (subito o nel tempo) a seconda del tipo e della qualita' del "programma immunitario" che si trova nell’essere vivente ospitante, ed a seconda se eì gia' piu’ o meno  predisposto alla somatizzazione (slatentizzazione) di una o piu’ malattie.
Nei casi in cui il sistema immunitario e quello generale dell’organismo sia in grado di “assorbire”  il file tossico virale, quell’essere diverra’ un portatore sano che trasmettera’ dal suo DNA alterato, l’informazione patologica, alla progenie, trasmettendo e quindi generando la sofferenza e la malattia sulla sua discendenza…..figlio, nipote, bisnipote, tris nipote, fino alla 4° generazione, nella quale e’ possibile che il DNA si autotipari e nel caso che uno di questi  discendenti somatizzi una o piu’ malattie generate da quel “virus” tossico, il DNA eliminera’ dal suo interno il file tossico ricevuto dai suoi avi, con un meccanismo di autoriparazione, gia’ previsto dal “sistema operativo corporeo”.
Ricordiamo che i vaccini a batteri od a spore, contengono anch'essi del DNA eterologo=estraneo, nei mitocondri delle cellule che li compongono.
Promemoria IMPORTANTE per capire bene cosa avviene, quando un virus raggiunge e viene introdotto da una o piu' cellule, specie se esso e' Eterologo = ESTRANEO (ad es. quelli dei vaccini):
Gli
enzimi protease possono rompere questa pellicola di proteine del capside virale, permettendo il rilascio delle informazioni biochimiche della catena complessa del DNA/RNA virale, che viene decodificata dal Mitocondrio.

Spiegazione, con linguaggio informatico, del meccanismo dei virus negli organismi viventi: Tratto da:wikipedia.it
Virus informatici:

Nell'ambito dell'informatica un virus è un software, appartenente alla categoria dei malware, che è in grado, una volta eseguito, di infettare dei file in modo da riprodursi facendo copie di sé stesso, generalmente senza farsi rilevare dall'utente.
I virus possono essere o non essere direttamente dannosi per il sistema operativo che li ospita, ma anche nel caso migliore comportano un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all'hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento.

Nell'uso comune il termine virus viene frequentemente ed impropriamente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di "infestanti" diverse, come ad esempio worm, trojan o dialer.

Coloro che creano virus sono detti virus writer.

I virus informatici presentano numerose analogie con quelli biologici per quello che riguarda il ciclo di vita, che si articola nelle fasi seguenti:

creazione: è la fase in cui lo sviluppatore progetta, programma e diffonde il virus. Di solito i cracker per la realizzazione di virus utilizzano linguaggi di programmazione a basso livello (quali l'assembler e il C) in modo da ottenere codice virale di pochi centinaia di byte. La diffusione di pacchetti software che permettono anche ad utenti inesperti di creare virus pericolosissimi ha reso accessibile il procedimento di creazione anche a persone senza competenze.

incubazione: il virus è presente sul computer da colpire ma non compie alcuna attività. Rimane inerte fino a quando non si verificano le condizioni per la sua attivazione;

infezione: il virus infetta il file e di conseguenza il sistema

attivazione: al verificarsi delle condizioni prestabilite dal cracker, il virus inizia l'azione dannosa.

propagazione: il virus propaga l'infezione, riproducendosi e infettando sia file nella stessa macchina che altri sistemi

riconoscimento: il virus viene riconosciuto come tale e viene individuata la stringa di riconoscimento, ossia la firma che contraddistingue ciascun virus

estirpazione: è l'ultima fase del ciclo vitale del virus. Il virus viene eliminato dal sistema.

I virus informatici più semplici sono composti da due parti essenziali, sufficienti ad assicurarne la replicazione:

una routine di ricerca, che si occupa di ricercare dei file adatti ad essere infettati dal virus e controlla che gli stessi non ne contengano già una copia, in modo da evitare l'infezione ripetuta di uno stesso file;

una routine di infezione, con il compito di copiare il codice del virus all'interno di ogni file selezionato dalla routine di ricerca in modo che venga eseguito ogni volta che il file infetto viene aperto, in maniera trasparente rispetto all'utente.

Molti virus sono progettati per eseguire del codice estraneo alle finalità di replicazione del virus stesso e contengono dunque altri due elementi:

la routine di attivazione, che contiene i criteri in base ai quali il virus decide se effettuare o meno l'attacco (es. una data, o il raggiungimento di un certo numero di file infetti);

il payload, una sequenza di istruzioni in genere dannosa per il sistema ospite, come ad esempio la cancellazione di alcuni file o la visualizzazione di messaggi sullo schermo.

I virus possono essere criptati e magari cambiare algoritmo e/o chiave ogni volta che vengono eseguiti, quindi possono contenere altri tre elementi:

una routine di decifratura, contenente le istruzioni per decifrare il codice del virus;

una routine di cifratura, di solito criptata essa stessa, che contiene il procedimento per criptare ogni copia del virus;

una routine di mutazione, che si occupa di modificare le routine di cifratura e decifratura per ogni nuova copia del virus.

A seconda del tipo di danni causati, i virus si classificano in:

innocui: se comportano solo una diminuzione dello spazio libero sul disco senza nessun'altra alterazione delle operazioni del computer;

non dannosi: se comportano solo una diminuzione dello spazio libero sul disco, col mostrare grafici, suoni o altri effetti multimediali.

dannosi: possono provocare problemi alle normali operazioni del computer (ad esempio, cancellazione di alcune parti dei file);

molto dannosi: Causano danni difficilmente recuperabili come la cancellazione d'informazioni fondamentali per il sistema (formattazione di porzioni del disco).

Ciò che distingue i virus è la modalità di replicazione e di diffusione: un virus è un insieme di "frammento di codice" che non può essere eseguito separatamente da un programma ospite.

Prima della diffusione su larga scala delle connessioni ad Internet, il mezzo prevalente di diffusione dei virus da una macchina ad un'altra era lo scambio di floppy disk contenenti file infetti o un virus di boot. Il veicolo preferenziale di infezione è invece oggi rappresentato dalle comunicazioni e-mail e dalle reti di peer to peer.

 

Sintomi più frequenti di infezione

Rallentamento del computer: il computer lavora molto più lentamente del solito. Impiega molto tempo ad aprire applicazioni o programmi. Il sistema operativo impiega molto tempo ad eseguire semplici operazioni che solitamente non richiedono molto tempo[11];

Impossibilità di eseguire un determinato programma o aprire uno specifico file;

Scomparsa di file e cartelle: i file memorizzati in determinate cartelle (di solito quelle appartenenti al sistema operativo o a determinate applicazioni) sono scomparse perché cancellate dal virus. Potrebbero scomparire intere cartelle e directory;

Impossibilità di accesso al contenuto di file: all'apertura di un file, viene visualizzato un messaggio di errore o semplicemente risulta impossibile aprirlo. Un virus potrebbe aver modificato la File Allocation Table (FAT) provocando la perdita degli indirizzi che sono il punto di partenza per la localizzazione dei file;

Messaggi di errore inattesi o insoliti: visualizzazione di finestre di dialogo contenenti messaggi assurdi, buffi, dispettosi o aggressivi;

Riduzione di spazio nella memoria e nell’hard disk: riduzione significativa dello spazio libero nell’hard disk; quando un programma è in esecuzione, viene visualizzato un messaggio indicante memoria insufficiente per farlo (sebbene questo non sia vero e ci siano altri programmi aperti);

Settori difettosi: un messaggio informa della esistenza di errori nella parte di disco sulla quale si sta lavorando e avverte che il file non può essere salvato o che non è possibile eseguire una determinata operazione;

Modifiche delle proprietà del file: il virus modifica alcune o tutte le caratteristiche del file che infetta. Di conseguenza risultano non più corrette o modificate le proprietà associate al file infettato. Tra le proprietà più colpite: data/ora (di creazione o dell’ultima modifica), la dimensione…;

Errori del sistema operativo: operazioni normalmente eseguite e supportate dal sistema operativo determinano messaggi di errore, l’esecuzione di operazioni non richieste o la mancata esecuzione dell’operazione richiesta;

Duplicazione di file: se ci sono due file con lo stesso nome ma con estensione rispettivamente EXE e COM, quello con estensione COM sarà un virus. I virus fanno così perché in caso di presenza di due file con lo stesso nome il sistema operativo eseguirà sempre per primo quello con estensione COM;

Ridenominazione di file: un virus può rinominare i file infettati e/o file specifici;

Problemi di avvio del computer: il computer non si avvia o non si avvia nella solita maniera;

Blocchi del computer: nonostante l’apertura di pochi o nessun programma e la mancanza di un pesante carico sul sistema, questo si blocca (‘crasha’), rendendo necessario l’utilizzo del Task Manager per rimuovere il task bloccato o riavviare il computer;

Interruzione del programma in esecuzione senza che l’utente abbia eseguito operazioni inaspettate o fatto qualcosa che potrebbe aver provocato questo risultato;

Apertura e chiusura del lettore Cd/DVD senza intervento dell’utente;

Tastiera e/o mouse non funzionanti correttamente: la tastiera non scrive ciò che è digitato dall’utente o esegue operazioni non corrispondenti ai tasti premuti. Il puntatore del mouse si muove da solo o indipendentemente dal movimento richiesto dall’utente;

Scomparsa di sezioni di finestre: determinate sezioni (pulsanti, menu, testi etc…) che dovrebbero apparire in una particolare finestra sono scomparse o non vengono visualizzate. Oppure, in finestre nelle quali non dovrebbe apparire nulla, appaiono invece icone strane o con contenuto insolito (ad esempio nella taskbar di Windows

Riavvio spontaneo del computer;

Antivirus disattivato automaticamente;

Programmi all'improvviso non più funzionanti o malfunzionanti;

Lentezza della connessione Internet;

Emissione da parte del computer di suoni insoliti;

Microsoft Internet Explorer si blocca o comunque funziona male dando continui errori (ad esempio non riesce a chiudere la finestra delle applicazioni)

Si tenga comunque presente che i sintomi appena descritti potrebbero essere riconducibili a cause diverse da virus. Nel caso di presenza di uno o più di questi sintomi, è comunque consigliabile l'esecuzione di una scansione antivirus del sistema;
 

Tecniche usate per il rilevamento di virus

Non esiste un metodo generale per individuare un virus all'interno di un sistema. Le tecniche di rilevamento utilizzate dagli antivirus sono diverse: utilizzate contemporaneamente garantiscono un'ottima probabilità di rilevamento della presenza di un virus. In base alle tecniche di rilevamento usate, gli antivirus si distinguono in tre tipi:

programmi di monitoraggio:mirano a prevenire un'infezione mediante il controllo di attività sospette (ad esempio, la richiesta di formattazione di un disco oppure l'accesso a zone privilegiate di memoria). Sono importanti perché rappresentano la prima linea di difesa. Ma sono facili da bypassare attraverso la tecnica di tunnelling.

scanner: effettuano la ricerca dei virus attraverso due tecniche:

il confronto tra le firme memorizzate in un database interno, con quelle, eventualmente, contenute nei file infetti;

l'utilizzazione delle tecniche euristiche per i virus che sono cifrati o sconosciuti.

programmi detection: utilizzano due tecniche:

verifica dell'integrità: calcolano l'hash dei file da confrontare successivamente coi nuovi valori risultanti da un nuovo calcolo per verificare che i file non abbiano subito modifiche nel frattempo.

tecniche euristiche: salva le informazioni sufficienti per ripristinare il file originale qualora questo venga danneggiato da un virus.
vedi: Meccanismo dei danni dei vaccini a virus

vedi: Meccanismo delle Mutazioni  cromosomiche cercare in questa pagina : Aberrazioni Cromosomiche + Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare  (del mitocondrio).

Continua in: Virus - 2