Con questo scritto vogliamo sfatare dei
luogo comuni, insegnati e propagandati
da una parte della
medicina ufficiale e da certi
biologi ad essa legati, sulla definizione della parola
Virus. - Continua in:
Virus -
2
DEFINIZIONI delle parole:
Cosa e' un
Virus ?
Virus
= (in sintesi): File o sezione di un file,
contenente un “mini programma” per provocare
una reazione-azione, al programma di sistema
nel quale verra’ in contatto od inserito.
Virus
“informatici”:
sono molto piu’ complessi ed
autosufficienti di quelli biologici, per
esempio quelli dei vaccini, in quanto
l’ingegneria genetica vaccinale non e’
ancora, (per ora nel 2010) in grado di
“scriverli” come invece e’ gia’ in grado di
fare l’ingegneria informatica.
Virus “biologici”:
Capside di Proteine
lipidiche complesse, con
INFORMAZIONE = frammento di DNA (Geni), nel caso di quelli
Biologici) - leggere anche l'Intervista
a Stefan lanka, virologo tedesco.
IMPORTANTE:
NON e' vero che i
virus sono nell'aria,
come ci raccontano i
medici
allopati e gli "esperti"
che vogliono spaventare
le popolazioni con la paura delle
epidemie
(es.
influenze tipo
Spagnola,
Sars,
Aviaria,
Suina
ecc.) che si diffondono nell'aria che
respiriamo, per il semplice motivo che i
virus (proteine complesse a DNA con involucro di
grassi) NON possono galleggiare e quindi
viaggiare nell'aria, cioe' nelle
Flugge
(bollicine di vapor acqueo in sospensione
nell'aria), come ci raccontano i cosiddetti "esperti",
gestiti dalle
multinazionali dei
farmaci
e
vaccini,
perche essi, i cosiddetti "virus", sono da
100 a 1000 volte
piu' grandi
della piu' grossa bollicina di vapor
acqueo (Flugge) !
Quindi non possono
essere veicolati od essere
fluttuanti nell’aria… come ci
raccontano i rappresentanti di
Big Pharma,
per
spaventare i popoli affinche’ si
vaccinino…..
Come ben riferisce la rivista
Science la quale sottolinea che "La
collocazione dei virus nell’albero della
vita è sempre stata alquanto incerta e
controversa, quindi indimostrata.
Secondo una teoria, i virus sarebbero
antichi parassiti che avrebbero
progressivamente perso quasi tutto il loro
armamentario biologico, mentre altri
biologi – vista l'assenza di funzioni
metaboliche ed anche la totale dipendenza
per la riproduzione dagli apparati delle
cellule ospiti – li considerano solo
aggregati di proteine".
La
Medicina Naturale insiste su questa
ultima definizione su cosa sono i virus:
"solo aggregati di proteine a DNA" !
(il capside, cioe' il contenitore composto
da lipidi, cioe' grassi)
Definizione di Virus Biologici, dal "Dizionario
Medico del Medlineplus" edizioni
governative USA:
Virus:
"any of a large group of submicroscopic "infective agents" that are
regarded either as "extremely simple
microorganisms" or as extremely
complex molecules, that typically contain a
protein coat surrounding an RNA or
DNA
core of genetic material but no
semipermeable membrane, that are
capable of growth and multiplication only in
living cells, and that cause various
important diseases in humans, animals, or
plants"
Questa la
definizione della parola
Virus (biologia)
per la
medicina allopatica ufficiale ed e'
FALSA,
quando afferma che e' un
molto semplice
"micro organismo",
cosa non vera, essendo nei fatti un
involucro (capside) formato da sostanze
proteiche (lipidi)
cioe' un contenitore contenende materiale
genetico = cioe' DNA, RNA, ecc.
Traduzione:
Grande gruppo
di agenti infettivi sub-microscopici che
sono "considerati"
microrganismi
(NdR: ipotesti non
provata) estremamente semplici
o come molecole estremamente complesse (NdR
fatto provato) che tipicamente contengono un
“cappotto” (capsula esterna
detto Capside) di
proteine
(lipidi = grassi) che racchiude al suo
interno del
materiale genetico:
RNA e/o del
DNA di (NdR:
sono dei files simili ad un
file informatico), ma nessuna membrana
semi-permeabile, e sono solamente "capaci di
crescere e moltiplicarsi" (NdR cosi si dice
nella
medicina ufficiale,
ed in questo articolo vi spiegheremo, perche' NON e' cosi) in
cellule viventi e
cio’ puo', se eterologhi = estranei), provocare vari
ed importanti
sintomi chiamati impropriamente "malattie", in esseri umani,
animali o piante (NdR: cosi' si
dice in
medicina ufficiale allopatica,
ma NON e' cosi).
Anche alcuni eminenti studiosi
NON parlano di
virus "vivi", ma di Proteine virali
a DNA (dizione esatta) vedi ad es.:
PARLANDO del VACCINO UNIVERSALE NASALE:
«Non ho letto ancora il lavoro
scientifico» commenta il professor
Massimo Galli, ordinario di infettivologia
dell'università di Milano, «ma la
pubblicazione su una rivista come PLos ONE
fa pensare che si tratti di una ricerca
condotta con metodi affidabili». «Tuttavia,
da quanto si apprende siamo ancora a
uno stadio molto lontano da una verifica
della sua efficacia e della sua sicurezza
nell'uomo, quindi non è il caso di pensare
che sia una possibile arma contro questa
"nuova influenza"». «Dal punto di
vista tecnico l aspetto che mi lascia
perplesso, non avendo però, sottolineo
ancora, letto ancora l'articolo originale, è
quale sia l'antigene utilizzato. In altre
parole, per ottenere davvero un effetto
universale sarebbe necessario bloccare una
proteina virale
comune a tutti i ceppi e cruciale per la
penetrazione nelle cellule, e mi sembra una
faccenda non facilissima».
Tratto da: Ansa del 30/04/2009
La parola Virus, è comunque un
termine che deriva dal latino e che
significa Veleno
Con una particolare
Tecnica
di Studio che trovate in questo
sito, potrete avere maggiori particolari
sulla parola virus;
Questa parola contiene due radici fonetiche
VIR ed IRU che anagrammate danno RIV ed
URI.
La radice fonetica RIV è la matrice della
parola italiana RIVELARE, cioè apprendere
informazioni, la radice URI è quella che ha
generato anche la parola
ORO che in antico linguaggio
significa “luce”
intesa come
informazione,
quindi la parola virus significa “portatore
di informazioni....ma utili......sopra tutto
quando si tratta di virus endogeni”.
Un virus nella sua parte interna, e'
un'insieme di sostanze (proteine di lipidi
che compongono l'involucro) contenenti lo spezzone di DNA
od RNA, il quale e'' composto da 4
SOSTANZE -
adenina,
guanina,
citosina e
timina
- legate assieme in un modo
spazial-geometrico ben preciso e
distinguibile, atto a generare anche una
"scala" nella struttura cromosomica e le
sostanze e di contenere informazioni sul
Progetto Vita, mi pare sia chiaro e accettato da
tutti, non si autoriproducono MAI, ma
e' la cellula stessa che li riproduce
secondo le sue funzionalita' e
programmazioni di duplicazione cellulare, ed occorre
che vi siano degli enzimi che le taglino,
e/o le ricolleghino, e/o le trasportino,
ecc. (non voglio fare qui un trattato di
biologia).
Quindi, per poter far si che vi possa essere una
"autoriproduzione" da parte del virus,
occorrerebbe che il "file" del DNA o RNA
contenesse i bit necessari e quindi i geni,
che determinerebbero lo scatenamento del
meccanismo di autoriproduzione, cosa che non
e', perche' questo tipo di geni non esistono
nel DNA/RNA virale !
Infatti e' il
meccanismo di una delle varie funzioni
cellulari che li riproduce e non viceversa,
ovviamente se e quando questo virus e'
eterologo, puo' scatenare reazioni
anomale ben
note, oltre alla riproduzione di esso nelle
cellule, che possono generare facilmente
vari tipi di
sintomi, detti impropriamente "malattie",
a seconda del
tipo di
tessuto e quindi di organo colpito.
Per il capside, che e' un contenitore
formato una proteina di lipidi molto lunga e complessa
(che contiene nell'involucro che forma, del RNA-DNA),
la cosa e' ancora piu' semplice e chiara,
NON si autoriproduce, ma comunque
puo' anch'esso destabilizzare le funzioni
cellulari e quindi tissutali, per l'apporto di
proteine complesse
ed eterologhe nel citoplasma cellulare,
e con le informazioni contenute nel
materiale genetico apportato, con
tutte le interferenze del caso !
Questa invece e' la "definizione" della
medicina ufficiale di un virus:
Un virus è una complessa proteina tossica
rivestita da una capsula proteica (Lipidica)
detta "capside"
costituita da tante unità elementari dette
capsomeri che si dispongono secondo un
particolare ordine geometrico che
permette di riconoscere un virus da
un altro. Un virus è costituito da
antirecettori ossia delle molecole
presenti sulla superficie della
capside virale che riconoscono i recettori
presenti sulla superficie della cellula. Gli
antirecettori e i ricettori sono due
molecole che si riconoscono e si possono
legare insieme.
I virus sono tutti parassiti
endocellulari obbligati. All'esterno delle
cellule ospiti sono costituiti da un
virione, formato da una capsula proteica
(detta
capside) contenente
acido nucleico (DNA).
I virus degli
Eucarioti possono possedere anche una
membrana che avvolge il capside.
Il DNA è un lungo
polimero costituito da unità ripetute di
nucleotidi. La catena del
DNA è larga
tra i 22 ed i 26 Ångström
(da 2.2 a 2.6 nanometri)
ed ogni unità nucleotidica è lunga 3.3 Ångstrom
(0.33 nanometri).
Sebbene ogni unità occupi uno spazio
decisamente ridotto, la lunghezza dei
polimeri di DNA può essere sorprendentemente
elevata, dal momento che ogni filamento può
contenere diversi milioni di nucleotidi. Ad
esempio, il più grande
cromosoma umano (il
cromosoma 1) contiene quasi 250 milioni
di
paia di basi.
Virologia:
La virologia è nata sull’onda della
“forzatura ideologica” che ha portato i
virus sul banco degli imputati.
Alla morte della cellula (e ne abbiamo ben
300 miliardi che muoiono (apoptosi
cellulare)
regolarmente ogni giorno, ovvero 9 miliardi
di cellule/ora) la cellula stessa si
autodistrugge coi suoi enzimi interni (i
lisosomi), che la disintegrano in
infiniti pezzi di detriti cellulari,
compresi i mitocondri (detriti da
eliminare), che divengono e sono definibili
successivamente come virus endogeni-interni,
autoprodotti=autologhi.
Alcuni tipi di virus autologhi, possono
essere utilizzati dal
sistema immunitario
assieme a certi batteri e funghi, nei
processi di riparazione-disnfezione di certi
tessuti cellulari, gli altri debbono essere
eliminati attraverso gli organi emuntori.
La
Bio-Chemical Society di Toronto (Canada)
condusse una serie di esperimenti dove
colture di germi della tifoide, difterite,
polmonite, tubercolosi e meningite, vennero
fatte consumare in abbondanza a un gruppo di
volontari sani e ben pagati.
Che rimasero sani
!
Ecco spiegato il perche’ molti sani venendo
a contatto con “malati da virus” (cosi’ ci
dicono erroneamente i
medici
allopati) non contraggono la malattia…
Anche le origini
dei virus sono misteriose.
Secondo alcuni studiosi, si sarebbero
evoluti contemporaneamente alle prime
cellule ancestrali; secondo altri, si tratta
invece di parti del materiale genetico di
batteri divenute indipendenti, ma senza
conquistare la capacità di riprodursi da
sole.
Oggi vi sono
due teorie
sull'origine dei virus:
- la prima
teoria e' quella della degenerazione
parassitaria che afferma che essi
derivano da organismi cellulari che
avrebbero perduto quasi tutte le loro
strutture in quanto sfruttavano quelle della
cellula ospite;
- la seconda
teoria e' quella che i virus
deriverebbero da porzioni del genoma degli
ospiti che si sono rese indipendenti.
A favore della
seconda ipotesi c'è l'esistenza
dei
trasposoni e dei
repliconi autonomi che mostrerebbero
l'esistenza di forme intermedie. Anche i
viroidi, che differiscono dai virus
solo per l'assenza del capside, possono
svolgere questo ruolo.
Qualsiasi tipo virus non ha un proprio
macchinario molecolare per la replicazione
di se stesso.
I virus, deve essere ben chiaro quindi, non
sono altro che proteine complesse, cioè
sostanze prive di vita, che ogni corpo
vivente (cellule) puo' produrre e/o
riprodurre e se non
necessarie, li deve espellere
fisiologicamente a ritmo, senza soluzione di
continuità e normalmente senza intoppi, fin
quando uno e' sano, altrimenti
quell'organismo se li tiene dentro.....e
possono essere forieri nel tempo, di
intossicazioni
ed
infiammazioni
anche gravi.
Poi vi sono i virus (scarti proteici, capsidi/contenitore con Dna) che
introduciamo nel corpo attraverso
alimenti,
farmaci
e soprattutto
Vaccini
- questi sono i virus detti "eterologhi"
- vedi: (E),
e
se inseriti per esempio, con i
vaccini,
sono i piu' pericolosi, perche'
saltano le normali difese
immunitarie naturali,
essendo iniettati nei tessuti dei muscoli
con una siringa, passano direttamente nel
sangue che li distribuisce assieme ai
contaminanti e gli
eccipienti tossici ed una volta
raggiunta la
micro circolazione in qualsiasi tipo di
tessuto di qualsiasi organo, ed aggrediti da
macrofagi e/o globuli bianchi, inviati dal
sistema immunitario per difendere
l'organismo dalle aggressione di queste
sostante nocive, possono generare, per
l'aumento dimensionale del cluster che si e'
prodotto fra sostanze tossiche e macrofagi
e/o globuli bianchi, anche e non solo delle
micro ischemie tanto pericolose, tant'e' che
possono indurre specie nei
bambini anche
malattie autoimmuni,
allergie,
celiachie,
malassorbimento,
autismo,
adhd,
adem,
disfunzioni dello sviluppo,
paralisi dette flaccide,
meningiti,
distrofie,
sclerosi ecc.., NON esiste malattia
che non possa essere indotta con le
sostanze vaccinali.
Ma i virus (tutti) sono stati invece
"dipinti" SOLO come dei "mostri
distruttori"...mentre
possono avere, quelli autoctoni, delle
funzioni riparatrici, guaritrici.....e cio' e' stato inventato
dalle
case farmaceutiche...per
spaventare le popolazioni
del mondo e per poter vendere a tutti i loro
prodotti, i
vaccini
ed i
farmaci "antivirali".
In realta' i virus sono stati posti sul
banco degli imputati
senza alcuna prova di reale
colpevolezza !
Quindi:
Cosa sono i virus ?
.. trattasi nei fatti di
materiale
proteico lipidico (grassi),
contenente, nell'involucro formato
dalla
struttura proteica, un frammento DNA, ed in molti casi, endoprodotto
e/o degradato, cioe' materiale di
scarto
derivante dal normale e fisiologico
processo di
catabolismo che riguarda tutte le
cellule
e/o derivante dall'apoptosi
cellulare (dal mitocondrio=microforno
cellulare dotato di DNA), questo e' quanto
dichiarano tutti i microbiologi seri e
trasparenti.
Salvo i
virus, quelli introdotti con i
vaccini
e/o con sostanze
contaminate, eterologhe, che sono altamente
tossici, perche' NON compatibili con la vita
sana dell'ospitante.
La trasformazione dei batteri e
simil-batteri, come ad esempio i mitocondri
in sottoprodotti virali (Virus), e' stata
fotografata dal
ricercatore Naessens.
Un virus è quindi, per definizione, un
pezzetto=frammento di
DNA,
acido nucleico (cioe'
informazione
su di un supporto biochimico) avvolto in una capsula proteica (detta
capside); che e' formato da
molecole di proteine complesse di lipidi,
oltre a certe proteine che il capside
contiene (P)
e che in alcuni casi determinano stati
infiammatori e quindi anche ed alle volte,
reazioni immunitarie abnormi (le cosiddette
malattie autoimmunitarie)
IMPORTANTE
ricordare nuovamente che anche, dal degrado-morte
dei Batteri (microbi),
cosi come dall'apoptosi
cellulare,
si formano dei
virus (dal loro
DNA), questo processo di
"trasformazione" e' stato fotografato
e filmato da G.
Naessens con
apposito microscopio !
Questi virus (proteine complesse a
DNA)
devono
poi essere eliminati dagli organi
emuntori e, se cio' non avviene, questi
prodotti di scarto (virus
endoprodotti) vengono immagazzinati nei
grassi dei tessuti.
Altro problema quello dei virus e batteri
dei
Vaccini,
che provengono da altre specie e che chiamiamo eterologhi,
estranei;
- vedi:
(E), in questo caso la
cosa e' molto piu' complessa ed
altamente
pericolosa per gli organismi
umani ed animali !
vedi anche:
L'invisibile mondo dei Microbi
+ Somatidi + Microbi + Funghi + Flora
batterica Autoctona +
Virus e Batteri NON
"volano" nelle Flugge + Pseudovirus
+ HIV
virus inventato ?
+ Sistema
Ontogenetico dei Microbi
+
Pleoformismo
+
La teoria dei
Germi di Pasteur e' FALSA
+
La bugia di Pasteur
+
Cosa sono i Prioni ?
+
Trasmissione Patologica
+ Parassiti
e Veleni
+ VIRUS e/o Microbi
nelle flugge ? =
Nulla di piu' fantasioso, quindi
FALSO !
Importante scoperta:
Ospedale San
Raffaele, Come i virus mettono KO il
sistema immunitario - 24/10/2016
Comunicato stampa - I ricercatori
dell’Ospedale San Raffaele hanno osservato
per la prima volta dal vivo i meccanismi
attraverso i quali alcuni virus riescono a
impedire l’attivazione efficace del sistema
immunitario.
(P)
Milano, 24
Ottobre 2016 – Uno studio coordinato da
Matteo Iannacone all’IRCCS Ospedale San
Raffaele di Milano, una delle 18 strutture
di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San
Donato, e pubblicato questa settimana su
Science Immunology svela, per la prima
volta, un meccanismo utilizzato da alcuni
tipi di virus per mettere fuori gioco il
sistema immunitario e permanere all’interno
dell’organismo più a lungo. Questa strategia
potrebbe spiegare la capacità che hanno
alcuni virus come l’HIV, l’Epatite B e
l’Epatite C di evadere la risposta del
sistema immunitario.
Per la scoperta, i ricercatori hanno usato
una rivoluzionaria tecnica di microscopia in
vivo (la microscopia intravitale), che ha
consentito di osservare dall'interno e in
tempo reale come si comportano le cellule
del sistema immunitario in azione.
Quando un virus entra nell’organismo, i
linfociti B, un tipo di globuli bianchi, si
attivano e producono anticorpi specifici,
delle proteine a forma di Y, che si
attaccano alla superficie del virus,
disattivandolo o segnalandolo ad altre
cellule del sistema immunitario, che possono
così riconoscere il corpo estraneo ed
eliminarlo. Esistono tuttavia alcuni virus –
come ad esempio il virus dell’epatite B,
dell’epatite C e dell’HIV – che sono in
grado di bloccare questo processo e riescono
quindi a proliferare nell’organismo senza
che il sistema immunitario sia in grado di
fermarli. Il motivo per cui alcuni virus
vengono eliminati immediatamente
dall’organismo e altri no è rimasto fino a
oggi sconosciuto. Il nuovo lavoro su Science
Immunology fornisce una prima spiegazione a
livello molecolare di questi meccanismi.
“Siamo andati a osservare con la microscopia
intravitale cosa accade nei linfonodi, dove
normalmente i linfociti B si attivano per
produrre gli anticorpi. L’obiettivo era
capire cosa va storto nel funzionamento
della risposta immunitaria”, spiega Matteo
Iannacone, a capo dell’Unità di ricerca in
Dinamica delle Risposte Immunitarie nella
Divisione di Immunologia, Trapianti e
Malattie Infettive del San Raffaele.
Grazie alla microscopia intravitale i
ricercatori hanno visto che questi virus
sono capaci di richiamare nei linfonodi una
popolazione particolare di cellule del
sistema immunitario – i monociti
infiammatori – e di scatenarle contro i
linfociti B, uccidendoli: questo blocca la
produzione di anticorpi, che a sua volta
permette la proliferazione del virus.
“Una volta identificato il meccanismo che i
virus sfruttano per persistere
nell’ospitante” dice Iannacone, “Abbiamo
provato a intervenire direttamente sui
monociti infiammatori che sembravano
ostacolare la risposta immunitaria e abbiamo
scoperto che eliminandoli, impedendone
l’arrivo nei linfonodi o ancora
disattivandone la funzione – si ripristina
una corretta risposta immunitaria: i
linfociti B riescono di nuovo a produrre
anticorpi così da eliminare il virus”.
Per visualizzare le varie fasi della
risposta immunitaria, Matteo Iannacone e
colleghi hanno utilizzato il virus LCMV, un
virus dei topi molto usato dai ricercatori
per mimare alcuni tipi di infezioni virali
nell’uomo, quelle causate dai cosiddetti
virus non-citopatici, come il virus
dell’HIV, dell’epatite C o dell’epatite B.
Ecco perché il meccanismo messo in atto dal
virus LCMV potrebbe essere lo stesso usato
da questi virus per evitare di farsi
eliminare dal sistema immunitario nelle
prime fasi dell’infezione.
Lo studio potrebbe avere applicazioni anche
nella progettazione dei vaccini, il cui
obiettivo è appunto indurre la produzione
degli anticorpi: capire come alcuni virus
sono in grado di impedirla può aiutarci a
disegnare vaccini migliori.
La MICROSCOPIA INTRAVITALE
La simulazione dell’interazione tra fattori
fisici, cellulari e biochimici che
influenzano il comportamento delle cellule
nei vasi, nei tessuti o negli organi è
ancora fuori dalla portata dei più
sofisticati metodi in vitro. La microscopia
intravitale è una tecnica avveniristica che
permette di visualizzare – in tempo reale e
con altissima risoluzione – il comportamento
di singole cellule all’interno di organi e
tessuti in vivo (cioè direttamente
nell’organismo).
I FINANZIAMENTI
Lo studio è stato finanziato dallo
European
Research Council (ERC), da Fondazione
Giovanni Armenise-Harvard, dell’Associazione
Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC),
della European Molecular Biology
Organization e del Ministero della Salute.
Matteo Iannacone è responsabile dell’Unità
di Dinamica delle Risposte Immunitarie
dell’Ospedale San Raffaele (MI). Il suo rientro da
un lungo periodo di ricerca negli Stati
Uniti e l’apertura del nuovo laboratorio al
San Raffaele sono stati possibili grazie
alla vittoria del Career Development Award
della
Fondazione Armenise-Harvard.
Tratto da lescienze.it
Commento NdR:
Primo:
questa ricerca e' la conferma e la
dimostrazione, che alla base di tutte le
cosiddette falsamente "malattie", anche
virali, (che in realta' sono solo sintomi
dell'unica
"malattia" = l'ammalamento), vi e' un
processo
infiammatorio scatenato dal
riconoscimento (bioelettronico
e biochimico), da parte anche e non solo del
sistema nervoso ed
immunitario, di quei
virus
NON adatti alla Perfetta Salute che di fatto
sono proteine complesse con capside di
lipidi e contenenti anche
DNA/RNA),
e dalle
sostanze tossiche
ad esempio quelle
dei Vaccini, inoculati bypassando le
normali difese immunitarie (pelle e mucose);
tutto cio' e' esattamente quanto affermato
da sempre, dalla Medicina Naturale.
Secondo:
Cio' dimostra che e' l'ambiente il "terreno",
la
matrice che, informato della presenza di
agenti non salubri, dai suoi sensori
elettronici (DNA
antenna - frequenziali-vibrazionali, in
quanto esso si comporta come un
spettrofotometro scandagliando ad ogni
istante l'organismo alla velocita' della
luce, seguendo i ritmi, per ridondanza,
cioe' capaci di svolgere le stessa funzione
vibratoria, come quelle delle
vibrazioni della melanina nella quale
sono immersi) e biochimici, e quindi,
attraverso le sue part: sistema nervoso ed
immunitario, agisce-reagisce, pero' solo se i
neurotrasmettitori sono regolarmente
funzionali a tutti i livelli ed in tutti i
sistemi, organi, tessuti ed i loro vari
livelli, cellule, DNA, per attivare le
difese, sempre se tutto e' in ordine, ma se
non lo e', allora il sistema immunitario
agisce di conseguenza in modo alterato,
"facilitando" batteri, virus, funghi, alla
loro riproduzione nel terreno adattato ed
alla distribuzione successiva nell'organismo
ospite, generando in quel modo la possibilita' di slatentizzare i sintomi i piu'
disparati (le cosiddette falsamente "malattia" = l'ammalamento"), cioe'
lo scatenarsi di qualsiasi
sintomo,"malattia", per un circolo
vizioso che, se non interrotto dalle tecniche
della
medicina naturale, puo' arrivare fino
alla morte dell'ospitante.
Terzo fatto,
con quella ricerca si conferma anche che i
virus (qualsiasi) e' in grado di contenere,
non sempre ma molte volte, delle proteine
anomale, che fanno scatenare la
risposta infiammatoria...come quei virus
introdotti ad
esempio con i
Vaccini; infatti queste
sostanze tossiche
scatenano proprio quelle risposte
infiammatorie anche perche' i virus
vaccinali sono un intruglio di
sostanze
tossiche, che l'organismo vivente sano
vorrebbe se possibile, eliminare al piu'
presto, pena l'ammalamento grave
dell'ospitante ed anche la possibile
morte.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Negli esseri umani esistono due sistemi
che contribuiscono all’IMMUNITA' (vedi
sotto):
il
sistema immunitario innato o aspecifico
e il sistema adattativo o specifico,
suddiviso in umorale e in cellulo-mediato.
Entrambi questi sistemi sono essenziali per
la sopravvivenza della specie.
Alcuni
"Virus" (sostanze complesse a Dna) vengono
replicati non solo dalle
cellule, ma anche nei e dai
macrofagi primari umani, SENZA
stimolare l'immunità innata, nonostante
la trascrizione inversa di RNA genomico in
DNA a doppio filamento, attività che ci si
potrebbe aspettare per attivare i recettori
dei “pattern recognition” (immunitari)
innati.
Cio’ significa che alcuni "virus" NON
vengono riconosciuti dal sistema immunitario
e quindi possono andare ove li porta il
flusso di liquidi ove vengono o sono
inseriti, ad esempio con i
vaccini.
Recenti scoperte hanno dimostrato che
un cosiddetto "virus", che non e' stato mai
inserito in uno dei 5 regni con i quali si
distinguono gli esseri viventi, quando
e' fuori dalle cellule e circolante nei
liquidi del corpo, puo' essere visto ed "interpretato",
oltre che come una "sostanza lipidica
complessa a DNA", anche come un
cristallo, ed avere caratteristiche
simili od identiche ai cristalli.
I Virus e la cristallizzazione
La cristallizzazione è una
transizione di fase della materia, da
liquido a
solido, nel quale composti disciolti in un
solvente solidificano, disponendosi secondo
strutture
cristalline ordinate. Da un punto di vista
fisico, è quindi una trasformazione che
implica diminuzione di
entropia. La cristallizzazione puo' avvenire
anche nei corpi viventi (animali, umani e
vegetali).
Nel 1955, Conrat e Williams hanno fatto una
sorprendente scoperta dimostrando che il virus
del mosaico del tabacco (TMV) si formava
spontaneamente a partire da una miscela di RNA
genomico e proteine di rivestimento purificate.
Infatti la struttura del TMV è autoregolata.
La morfologia dei virus, evidenziabile solo da
pochi decenni grazie alla microscopia
elettronica, è estremamente varia in quanto ogni
virus è caratterizzato da forma geometrica
(sferica, filamentosa, poliedrica) e dimensioni
proprie dell’ordine delle centinaia di
micrometri.
Tali dimensioni hanno fatto considerare i virus
più piccoli come molecole, al pari delle quali i
virus presentano la proprietà di cristallizzare.
Le preparazioni cristalline dei virus ne
consentono lo studio della costituzione chimica,
che risulta più o meno complessa in relazione
alla grandezza del virus stesso, ma che è sempre
caratterizzata dalla presenza di nucleoproteine
cui possono aggiungersi lipidi e carboidrati.
Gli acidi nucleici sono rappresentati da RNA e/o
DNA (i virus delle piante superiori contengono
solo
RNA, quelli batterici solo
DNA, quelli animali possono contenerli
entrambi).
Le proteine, che formano una sorta di guscio
attorno all'acido nucleico e sono caratterizzate
dalla presenza di subunità che si ripetono
tipicamente, pur essendo responsabili di gran
parte delle proprietà morfologiche e
sierologiche del virus, non vengono sintetizzate
dal virus che non hanno queste possibilita’,
bensì provengono dalle cellule parassitate
cui il virus stimola gli
enzimi
necessari a tale sintesi. In genere i virus non
sono sensibili alle basse temperature ma sono
termolabili e più o meno sensibili all'azione
delle radiazioni e degli antisettici. (nota
bene, infatti in uno stato febbrile possono
rivilurentare e generare problemi).
Una classificazione universalmente valida dei
virus non è ancora stata realizzata per quanto
siano stati effettuati tentativi di sistemazione
all'interno dell'ordine virales della classe
Microtabiotes, secondo le caratteristiche
morfologiche e fisico- chimiche.
Al pari di tutti i parassiti obbligati, i virus
possono stimolare, per reazione, le cellule a
svolgere le attività metaboliche e duplicative e
solo nell'ambito di cellule viventi, animali e
vegetali, che li duplicano e quindi li
moltiplicano, che le
cellule ricavano dai materiali
energetici e plastici. Fuori dalle cellule i
virus sono inerti in quanto incapaci di
qualsiasi azione metabolica, essendo sostanze
lipidiche complesse a Dna: il loro studio è
possibile perciò solo in colture di tessuti
vivi.
Il trasporto di un virus da un organismo
all'altro viene spiegato, “ammettendo”
l'esistenza di particelle virali, costituite
dalla catena nucleica propria del virus in
questione, e di un involucro di proteine formate
nell'ultimo ospite, quando un'altra
cellule
ospite li accoglie, perche’ ormai gia’ malata,
la particella virale perde la sua membrana
proteica (si scioglie) e si interpone nel
metabolismo dell'ospite sostituendosi al DNA o
all'RNA di quest'ultimo e provocando ovviamente
disordini di entità variabile, piu’ o meno
gravi.
Se il metabolismo dell'ospite subisce gravi
alterazioni la cellula muore, il virus prima
dell’apoptosi viene comunque riprodotto ed alla
morte cellulare, viene espulso e invade altre
cellule; è invece verosimile che, se i disordini
metabolici sono di minor entità, le cellule
parassitate gia’ indebolite, integrino la
porzione nucleica del virus nel loro patrimonio
cromosomico (come se si trattasse di un gene
aberrante) e diventino cellule malate (anche e
non solo cancerose).
Ciò è proprio dei virus oncogeni, che sono
retrovirus, cioè capaci di effettuare la
trascrizione inversa dell'RNA in DNA, che viene
incorporato nel genoma della cellula, solo se le
cellule sono gia’ predisposte da acidosi
cellulare.
Il primo tipo di alterazioni, è proprio il
sintomo di infiammazione (influenza, febbre
gialla, rosolia, morbillo, ecc.): l'organismo
infiammato mette in atto rapidamente una
reazione immunitaria nei confronti del guscio
proteico sciogliendolo, il che consente agli
anticorpi (globuli bianchi e macrofagi, ecc.) di
rintracciare e distruggere il virus.
Nel secondo caso la reazione immunitaria è
invece difficile da realizzarsi in quanto l'RNA
o il DNA sarebbe praticamente integrato a quello
delle cellule dell'individuo, per cui
risulterebbe protetto. Le
cellule che hanno introdotto virus
eterologhi, reagiscono anche con la produzione
di interferon.
La patogenicità dei sintomi scatenati
dall’introduzione in
cellule dei virus, è suscettibile di
ampie variazioni in quanto i virus, al pari di
altri microrganismi, producono spesso mutazioni
proprie dovute alla continua azione delle
sostanze presenti nel citoplasma cellulare, che,
anche mantenendo la stessa struttura dei
progenitori virali, presentano notevoli
variazioni nella virulenza. Inoltre certi virus
(vegetali) hanno la proprietà di sommarsi ad
altri complicandone l'azione patogena.
Le modalità
“riproduttive” dei virus non sono ancora del
tutto note, alla
medicina ufficiale, infatti essi non
hanno nessuna proprieta’ autoriproduttiva
perche' sono le cellule stesse che li
riproducono, in quanto le nozioni relative
note alla medicina classica, derivano per la
maggior parte dagli studi condotti sui virus
batterici (batteriofagi).
Comunque "si ritiene" che molti virus
derivanti da cellule di animali, siano
provvisti, al pari dei batteriofagi, di
strutture specifiche - corrispondenti a
recettori superficiali delle cellule
sensibili - che ne consentono la fissazione
e la penetrazione, nelle
cellule gia' malate, i cui meccanismi
sono peraltro
sconosciuti, perche’ non si tiene
conto del meccanismo e delle proprieta’di
richiamo o permemabilita’ delle cellule
stesse gia’ malate.
Probabilmente la penetrazione del virus è
concomitante a un aumento della
permeabilità
cellulare, grazie a cui la maggior parte
dell'acido nucleico virale entra nella
cellula, mentre la frazione proteica ne
resta quasi del tutto esclusa.
Segue quindi un periodo (di eclisse) in cui
il virus non è evidenziabile, dopo di che
l'acido nucleico virale determina la sintesi
di nuovo acido nucleico e di altre proteine.
I virus neoduplicati dalla cellula
ospitante, lasciano la cellula ospite a
volte subito dopo essere stati formati,
altre volte dopo la disintegrazione
cellulare.
I virus animali
possono essere trasmessi direttamente dal
malato al sano tramite escrementi, cibi e
bevande inquinati da portatori, acque
malsane, polveri infette, mediante il morso
di animali infetti, le escrezioni di
vertebrati inferiori, la puntura di un
artropodo vettore. - vedi:
i Virus
non viaggiano nelle flugge
I virus dei vegetali si trasmettono
prevalentemente tramite l'innesto di una
porzione di pianta malata in una sana
sensibile, predisposta all’ammalamento, ma
talvolta possono essere veicolati da
insetti.
Farmacologia
La cristallizzazione di una proteina (virale
o non) è generalmente difficile, la crescita
dei cristalli può essere molto lenta ed
ottenere cristalli sufficientemente grandi
(>0.5mm) può richiedere diversi mesi.
Ciò che rende i cristalli proteici diversi
da quelli di una piccola molecola è il
contenuto in solvente: nei cristalli delle
molecole tutti gli atomi possono essere
descritti in termini di reticolo regolare,
mentre per i cristalli proteici un reticolo
cristallino coesiste con un elevata quantità
di materia allo stato liquido.
La soluzione madre, il cui contenuto nel
cristallo può variare ca. dal 30 all’80%, ha
una forte influenza sul comportamento dei
cristalli stessi determinandone pregi e
difetti caratteristici tra cui il principale
è il fatto che i cristalli proteici sono
molto meno ordinati dei cristalli classici,
sia per l’elevato contenuto di materiale
disordinato presente all’interno del
cristallo, ma anche perché i gruppi sulla
superficie della macromolecola in contatto
con il solvente possono avere una forte
mobilità.
Gli agenti circolanti e precipitanti
biologici dell’organismo sono
principalmente:
Sali (inorganici: AS, Na2SO4, NaCl, KCl,
NH4Cl, MgSO4, CaCl2, NH4NO3, LiCl, etc.–
organici: Citrato, Acetato, Formiato, etc.)
i quali agendo nel tempo, creano la
cristallizzazione dei vari tipi di proteine
presenti e circolanti nella matrice, virus
compresi.
La cristallizzazione puo’ avvenire anche per
un processo di dialisi nel quale la membrana
di filtro e’ rappresentata dalla membrana
cellulare.
Poiché in un cristallo proteico vi sono
poche interazioni dirette di impaccamento
tra le molecole di proteina, piccole
variazioni della soluzione di
cristallizzazione, come ad esempio piccole
variazioni nel pH, stati febbrili (aumento
temperatura corporea, oppure la alterazione
bioelettronica della matrice rispetto ai
cristalli virus e sostanze entro contenute)
possono portare ad avere impaccamenti
diversi e si possono quindi ottenere forme
cristalline differenti.
Le strutture di alcune molecole di proteina
(ad esempio il lisozoma e la mioglobina)
sono quindi state determinate in diverse
forme cristalline, ma risultano
sostanzialmente uguali, ad eccezione di
alcune catene laterali che sono coinvolte
nell’impaccamento.
Proprio perché le interazioni tra le
molecole proteiche in un cristallo sono
poche, esse non modificano la struttura
complessiva della proteina anche avendo un
diverso impaccamento. Tuttavia, diverse
forme cristalline possono avere un diverso
grado di ordine e quindi dare un quadro di
diffrazione di diversa qualità. In generale,
più le molecole sono strettamente impaccate
e quindi meno acqua contiene il cristallo,
migliore è la diffrazione che si ottiene
poiche’ le molecole nel cristallo sono più
ordinate.
Il microscopio elettronico è stato
utilizzato per ottenere informazioni a bassa
risoluzione sulla struttura dei virus. Il
termine "risoluzione“, usato in questo
contesto, sta ad indicare la dimensione di
una unità strutturale, che può essere vista
chiaramente. Con il microscopio elettronico
il livello di risoluzione è 5 nm (1 nm=10-9
metri).
Il microscopio elettronico e le
informazioni sulla forma dei virus.
Per la risoluzione di strutture atomiche, la
sola tecnica idonea è la cristallografia a
raggi X, che richiede che il virus sia stato
cristallizzato.
La prima cristallizzazione di un virus è
stata eseguita nel 1930.
I virus hanno una struttura definita
(geometrica), che può essere identificata
dal tipo di diffrazione.
Fred Sanger ha determinato la prima sequenza
aminoacidica di una proteina, l’insulina,
nel 1950,
John Kendrew ha descritto la prima struttura
cristallica di una proteina, la mioglobina,
agli inizi del 1960.
La prima risoluzione della struttura atomica
di un virus è stata fatta solo nel 1978.
Da allora sono state determinate molte
strutture virali e non le conosciamo tutte…e
nuove risoluzioni sono frequentemente
descritte nelle riviste scientifiche.
Ricordiamo che NON tutti i virus sono
pericolosi o nocivi: alcuni (quelli autologhi) si sono
rivelati preziosi alleati per diverse e
importanti attività umane, purtroppo degli
ultimi due secoli,
con i Vaccini
pero'
si sono introdotti virus "eterologhi"
(estranei di altre specie) negli esseri viventi umani ed
animali, che sono infatti delle
sostanze
tossico-nocive contenenti,
anche non solo virus (cristalloidi e
non), che hanno
destabilizzato e destabilizzano, con le
mutazioni genetiche da
essi indotte,
trasmissibili anche alla
prole, le normali e
naturali funzionalita' atte a
mantenere la
perfetta salute.
Esempi di immagini di virus, al microscopio
elettronico:
Definizione di:
VIRON: ossia "virus"
geneticamente modificati
dall’industria delle
nanobiotecnologie e quindi anche da
quelle
farmacologiche, da una a cento
cinquanta (150) volte più
piccoli dei normali
virus.
Nessuna proteina può essere iniettata
in un virus, viste le ridotte dimensioni dei
virus, ma esse sono la materia prima del
capside(il capside
e il genoma sono a volte chiamati nel
complesso nucleocapside O core, che alle
volte indica addirittura il genoma con le
proteine più intimamente legate, e non tutto
il capside), cioe' dell'involucro esterno di
un virus, che di fatto e' una piccola
porzione di DNA o RNA,
che possono essere:
- "VIRUS" Eterologhi, (cioe' proveniente
dall'esterno=estraneo) all'organismo sano, (cioe'
contro il
Progetto di Vita); il corpo estraneo se
viene identificato dal programma mentale di
sopravvivenza, che controlla il
Sistema Immunitario
- S.I.- come TOSSICO,
contro di "esso" vengono attivati
tutti i meccanismi di
fagocitosi e di eliminazione,
prima che raggiungano le
cellule, se il
S.I., non e' stato precedentemente leso
od alterato, altrimenti quelle sostanze
tossiche, virus compresi, vengono a contatto
con i recettori della
membrana cellulare e molte volte, non
sempre, vengono introdotti nel
citoplasma cellulare, con tutte le
conseguenze del caso - vedi:
cellule).
E' esclusa la contaminazione aerea per via
dell'impossibilità dei
virus di entrare nelle flugge, la via
principale rimane l'alimentazione
carnea,
formaggi,
acque inquinate, l'intossicazione farmacologica
e soprattutto l'inoculazione
vaccinica. Essi sono i
principali veicoli assieme alle tossine
endoprodotte ed estranee introdotte, dello
stress
ossidativo cellulare.
I virus eterologhi, come i
batteri ed i funghi
autoctoni, che “mutano
le loro funzioni”, per i
disordini
del pH del
terreno e la mancanza di propri
antagonisti che regolano le quantita’ di
ognuno di essi (funghi e batteri), secondi
principi naturali eco biologici, e che di
conseguenza vengono chiamati “patogeni”
(es. Candida),
svolgono un ruolo importante nell’intossicazione
dei corpi viventi; ed e’ solo il
riordino dei giusti rapporti della
flora
autoctona che evita la continua emissione di
tossine che intasano le
cellule, i tessuti e
quindi gli organi, generando malfunzione
organica e quindi sistemica.
Normalmente, per le persone sane ed
immunitariamente non compromesse (quelle
non vaccinate),
anche in questo caso le cose dovrebbero andare
senza troppi problemi, viste le nostre ottime
barriere immunitarie che essi hanno e che i
vaccinati,
in genere non hanno piu'.
I virus eterologhi, interferiscono con la
normale routine biosintetica della cellula, cio' determina il rallentamento e/o lo stop
della produzione proteica cellulare al punto
che la cellula alla fine si sfalda, perchè
non ha piu' la capacita' di si
automantenersi in vita; inoltre, in molti
casi le cellule muoiono a causa
dell'accumulo di numeri enormi di virus (cioe'
di sostanze tossiche) nel
citoplasma o nel nucleo, derivanti dalla
rallentata respirazione cellulare e quindi
di replicazione cellulare di cio' che si
introduce nella cellula stessa, favorendo
quindi lo
stress ossidativo e la conseguente
distruzione fisica della cellula (apoptosi).
Le morti delle cellule a loro volta,
possono provocare disfunzioni tissutali e reazioni
infiammatorie
e malfunzione d'organo e quindi di sistema,
riversando contemporaneamente nella
matrice extracellulare i virus, cioe' le
sostanze tossiche che la cellula ha
riprodotto, con le conseguenze del caso:
intasamento del
sistema
linfatico e
ischemie
nella micro circolazione, ecc., cioe'
ammalamento.
Per chi non è
attrezzato al meglio e/o sta abusando del suo
sistema immunitario in continuazione, con
processi di
leucocitosi
(ad esempio nel mangiare troppo e male e
od avere
digestioni difficili) e di
surriscaldamento
intestinale
cronico,
alterando le
flora autoctona, utilizzando
farmaci e
vaccini, le
difese immunitarie
diventano un
colabrodo e permettono
l'insediamento di tossine e la proliferazione
abnorme di qualsiasi
parassita, microbo, fungo (che generano
micotossine) generando qualsiasi tipo di
sintomo e quindi instaurando la
malattia.
"Virus"
eterologhi
(estranei) dei
VACCINI,
sono proteine complesse a
DNA ad
alta pericolosita'
! perche’ derivano dai frammenti cellulari
(apoptosi cellulare) di altri organismi, di
altre specie, quindi non consoni alla vita
sana dell'organismo ricevente
Cosi come i vaccini a batteri od a spore.
Queste proteine complesse a DNA, i
vaccini,
sono preparate in laboratorio con
tecniche di ingegneria genetica e sono delle
bombe a tempo
da
guerra batteriologica, perche' ?
Quando queste tossine entrano con l'iniezione
vaccinale,
byPASSANO
le normali barriere
immunitarie e NON solo quelle,
perche' sono veicolati direttamente, per
iniezione intramuscolare, anche nel sangue e
raggiungono qualsiasi parte dell'organismo
colpendo le cellule,
i
tessuti, il
sistema
immunitario, quello
nervoso ed
intasando anche e successivamente il sistema
endocrino e
linfatico, naturalmente questi bombe
a tempo,
colpiscono in modo variabile a seconda
delle "debolezze" e delle predisposizioni
dei vari soggetti che si vaccinano, mentre i
NON Vaccinati questi problemi
NON li HANNO
!.
Essi, il
contenuto dei vaccini, sono responsabili
dello
stress ossidativo
cellulare e dell'alterato
metabolismo cellulare, assieme alle
tossine introdotte con
alimentazione
inadatta od acque malsane, e per l’alterazione
della flora batterica autoctona che mal
funzionando genera anche micotossine (tossine
dai funghi), tossine microbiche e
virali.
vedi:
Elenco dei batteri
nell'Intestino
+
La teoria dei Germi e' falsa
Queste proteine
virali tossiche
eterologhe
(esempio, quelle dei virus dei
vaccini)
entrano nella circolazione sanguigna e linfatica
in breve tempo, arrivando anche alle
cellule di qualsiasi
tipo, anche
nervose; queste cellule, cercando di
riconoscere questi virus proteici eterologhi
- vedi:
(E), li decodificano per mezzo
del loro
DNA antenna ed
immettono in certi casi (per malfunzione) nel
DNA
mitocondriale la frazione del DNA eterologo,
modificando il DNA originale del
mitocondrio ed ecco apparire le
mutazioni genetiche; queste mutazioni
possono essere indotte anche dalle sostanze
minerali -metalloidi
contenute nei vaccini; inoltre questi
virus da laboratorio,
alterano immediatamente nelle
cellule il loro
potere e funzione di preparazione di
sintesi e specializzazione delle proteine,
che servono alle altre cellule di tessuti di
organi del corpo, per il loro buon
funzionamento; queste alterazioni determinano
prima
intossicazione e immediatamente fatti
infiammatori,
piu' meno intensi nei tessuti e quindi
negli organi di appartenenza, con l'immediata
malfunzione
degli organi colpiti, e per caduta, alterano
anche i sistemi od apparati nei quali quegli
organi sono immessi, generando malfunzione
organica e sistemica, ed ecco apparire i primi
sintomi della malattia da vaccino....
ATTENZIONE:
I virus possono derivare
dall’apoptosi
cellulare, e quindi dalla
disgregazione dei
mitocondri delle
cellule, oppure da sostanze
estranee,
cioe’
eterologhe, quindi
TOSSICHE,
es. i
Vaccini.
Le
fabbriche dei Vaccini, laboratori di
ingegneria genetica vaccinale, sono quelli
gestiti da
Big Pharma
e questi meccanismi li
conoscono bene e li
utilizzano per le
loro sporche
finalita'.....
I tecnici gli operatori che li preparano,
cioe’ li scrivono, copiandoli dalla natura,
cioe’ preparando virus e/o batteri o spore,
comunque eterologhi - vedi:
(E)
= estranei, cioe’
tossici agli esseri viventi nei quali
vengono successivamente introdotti, si
chiamano “virus
writer ”, come quelli
che creano i virus informatici = i
ricercatori nei laboratori di
Big Pharma
La
siringa e’ paragonabile al
modem che permette l'accesso al
WEB (vedi:
Uomo psicoelettronico) che e'
paragonabile al sangue-linfa del corpo
vivente, ed il
capside che contiene le proteine
complesse a DNA, cioe’ i virus, all’e.mail
contenente il virus che si puo’
ricevere nel
PC e che destabilizza il
sistema operativo del PC stesso..
Il sistema operativo di un PC e’
paragonabile al
sistema immunitario (S.I.), degli esseri
viventi, anche se quest'ultimo
(S.I.), e' molto piu' complesso, essendo
un programma che si autoprogramma con le
informazioni che acquisisce man mano che
l'essere cresce.
Il virus biologico eterologo=estraneo, come
quello informatico, contiene un
file o porzione di esso (piccolissimo
programma-software)
che contiene informazioni tossiche
per il sistema operativo o
sistema immunitario
(software dell’organismo vivente) che ne
viene alterato
in OGNI CASO, ma ed in specie il
DNA mitocondriale.
Una volta inserito nel DNA mitocondriale,
per mezzo delle funzioni della
cellula, quel
micidiale “file”
tossico verra’ "distribuito"
con due linee di azione: una per mezzo del
meccanismo derivante dal
DNA antenna (a
radiofrequenza) e per mezzo della
distribuzione del
contenuto virale del
vaccino
(ogni iniezione inserisce circa
1.500.000
unita’ di proteine complesse virali a DNA)
all’intero organismo, perche' veicolato dal
sangue (rete WEB corporea) alle varie
cellule
dell’organismo, le quali
altereranno
immediatamente le loro
funzioni,
oltre a reagire in
modo anomalo - vedi sotto
le dichiarazioni dello scienziato
Koch in (B),
sia per le proteine
eterologhe = estranee, del
capside del virus, sia per quelle funzioni riguardanti la
sintesi e specializzazione delle proteine,
alterando quindi il
metabolismo
e generando
malnutrizione
cellulare e nei
tessuti corrispondenti,
alterazioni e quindi
malfunzione anche degli
organi (sistemi) ai quali quelle cellule
e tessuti appartengono lavorando per ed in essi.
La malfunzione
del sistema operativo (immunitario e
corporeo) e’ quindi assicurata, sia
immediatamente piu' o meno intensamente, sia
nel tempo a seconda del tipo e qualita’ del
sistema immunitario e corporeo del soggetto
ricevente…. con grande gioia di
Big Pharma
che crea e
distribuisce malfunzioni, dolore,
sofferenza…. e ne
ricava
guadagni miliardari in
Euri o
dollari.
vedi:
Influenza
suina o maiala
Queste cose
Big Pharma
e la
cricca che
li circonda che li
serve e li
rappresenta.... e che e' nei FATTI
connivente, le sanno molto bene
e le utilizzano per i loro
sporchi
scopi:
generare, mantenere ed
ampliare il
mercato dei malati...
- "Virus" Autologhi,
autoprodotto quindi
dall'organismo stesso, come "detrito" nel
processo di
apoptosi cellulare
e quindi anche
mitocondriale - e' proprio il
mitocondrio, nella sua disgregazione, che
avviene nel processo di apoptosi, che
genera
i virus autologhi (proteine complesse a
DNA).
Inoltre, come ogni micro organismo e
qualsiasi sostanza eterologa, essi hanno una
propria carica sia elettrostatica che
elettromagentica ben definibile con apposite
apparecchiature, infatti essi "risuonno" a
determinate frequenze ben precise a seconda
del tipo di sostanza, microgranismo,
proteine, molecole, ecc.
Quando queste sostanze eterologhe
vengono introdotte nell'organismo del
vivente, esse hanno potere, quali
cationi positivi
di essere elementi “coagulanti” –
cioe' determinano
l’aggregazione,
agglomerazione, il
deposito, lo
“addensarsi” di
particelle dotate di
massa.
Quindi sono sostanze che
producono anche e non
solo,
ischemie nella
microcircolazione....
Ricordo che tutti i
metalli, hanno un
caratteristica elettrica (carica) propria,
ad esempio:
l'alluminio
(contenuto
nei vaccini),
ha una
carica elettrica
(ioni caricati in modo
positivo) di
+3,
ecc. ecc.
Il virus, per riassumere, è un parassita
intracellulare obbligato; quindi se si vuole
ottenerne una certa quantità, occorre per
forza inocularlo-introdurlo in una
cellula e
farlo da
essa
riprodurre-replicare, in quanto
il virus
non ha in se stesso la
proprieta', ne' la
funzione di
autoriprodursi
!
I "virus" autologhi, si creano,
negli esseri viventi,
per decomposizione cellulare
(mitocondriale), le reazioni immunitarie
sono minime od assenti; al
contrario, quelle dei virus eterologhi,
le reazioni immunitarie sono
intense
e deleterie a seconda del tipo,
qualita' e funzionalita', del
sistema immunitario del soggetto nel quale il virus
eterologo - vedi: (E)
viene ad introdursi, magari con un
Vaccino,
determinando
malfunzionamenti in ogni possibile parte
del corpo ed anche nel tempo, vedi le:
ischemie indotte dai
vaccini
Al contrario, il contenuto del capside del
virus eterologo, cioe' la frazione di materiale genetico (DNA-RNA)
non produce nessuna reazione
immunitaria, ma
scatena altri
disordini ed
alterazioni delle
funzioni delle
cellule nel quale il virus viene
introdotto, per le informazioni (DNA-RNA)
destabilizzanti che contiene
- a conferma, vedi
sotto a: (B)
I "virus", sono
quindi
INCAPACI di vita autonoma (perche'
NON sono esseri
Viventi, ma sostanze a DNA), in
quanto necessariamente dipendenti
dall’impianto metabolico (ricambio)
di una
cellula, sono divisibili in quattro
gruppi:
- virus da
batteri;
- virus degli
insetti;
- virus delle
piante;
- virus
animali.
Il "virus"
contiene nel suo capside (involucro-membrana
proteica), un solo acido nucleico e si
comporta da parassita assoluto ed obbligato
nella cellula ospite; è anche detto virus
filtrabile, in contrapposizione ai germi
microbici.
Le ricerche hanno permesso di determinare
dei caratteri generali dei virus, ovvero le
dimensioni submicroscopiche, la
filtrabilità, l’incapacità di
moltiplicazione nei
terreni artificiali di coltura,
parassitismo cellulare vivente obbligato, la
variabilità, la capacità di promuovere
anticorpi.
Per attivare la produzione di anticorpi, in
certi casi ed a seconda del tipo di
reattivita' del
sistema immunitario (S.I.)
esso si "avvale di due vie":
- PIU' il S.I. e' funzionale
MENO si producono
anticorpi, perche' il S.I. li
individua prima e li neutralizza prima della
produzione di anticorpi, facendoli eliminare
dal sistema-organi emuntori dell'organismo,
oppure facendoli immagazzinare nei grassi
- MENO il S.I. e' funzionale
PIU' anticorpi si
producono, perche' il
sistema
immunitario, non riuscendo a eliminarli
velocemente, deve sopperire a questa
mancanza producendo anticorpi, con l'abnorme
reazione immunitaria suscitata, per
aggredirli e poterli eliminare, se vi
riesce; in questa fase il soggetto infettato
somatizza una piccola o grave malattia a
seconda del tipo di reazioni scatenatesi
dall'aggressione virale a livello cellula,
tissutale, organica e/o sistemica).
Nuove e
successive possibilità tecniche, quali
l’ultrafiltrazione, l’ultracentrifugazione,
la microscopia elettronica, l’impegno di
substrati idonei a coltivare virus e
rappresentati soprattutto da colture di
tessuti ed embrioni di pollo, hanno aperto
nuove strade di indagine alla virologia.
Dei virus si sono potuti così stabilire
caratteri morfologici, chimici e biologici
di grande importanza:
- Dimensioni: Pur rimanendo nell’ambito
submicroscopico, le dimensioni dei virus
sono molto variabili: da 10 a 300
millimicron.
- Forma: Alcuni virus possiedono una
simmetria cubica, altri sferica o
bacilliforme o filamentosa o simile a quella
dei nemaspermi; in funzione del tipo di
forma, varia anche la funzione, come nei
batteri.
- Composizione chimica: I virus sono
essenzialmente costituiti da nucleoproteine,
diverse a seconda del tipo di virus; per
esempio nei virus delle piante l’acido
nucleico è rappresentato dall’acido
ribonucleico (RNA); in quelli dei batteri
dall’acido desossiribonucleico (DNA),
nei virus animali, l’acido nucleico è per lo
più rappresentato da
DNA, talvolta
da RNA, talvolta da entrambi.
Questa "porzione" di DNA o RNA e'
null''altro che un pezzetto di acido
desossiribonucleico o deossiribonucleico
(DNA) che è un acido nucleico che contiene
le informazioni genetiche necessarie alla
biosintesi; esso quando eterologo =
estraneo alla specie nel quale viene
introdotto, cioe' proveniente da specie
diverse, esso e' quindi molto pericoloso per
la nuova specie nella quale viene
introdotto, artificialmente con i
vaccini
od i farmaci, ferite, oppure attraverso i
cibi, specie quelli carnei.
Le
proteine virali sono molto diverse non
solo da virus a virus, per il fatto che
provengono da specie diverse (vegetali,
animali, umani), ma anche da ceppo a ceppo
di uno stesso virus.
Esse hanno un involucro protettivo all’acido
nucleico DNA/RNA, la sostanza che racchiude
in sé tutte le caratteristiche genetiche dei
virus, compreso il suo potere infettante.
Tale involucro è formato da una guaina
proteica di lipidi.
Anche nel corpo virale si possono inoltre
riscontrare lipidi (virus animali, quindi
eterologhi - vedi:
(E), glicidi (virus vegetali,
enzimi, eterologhi
ecc.); i virus sono
sostanze tossiche, quando sono eterologhi;
quando sono autologhi, autoprodotti dall'apoptosi
cellulare, cioe' dalla disgregazione del
nucleo e del mitocondrio in esse contenuti,
queste sostanze vengono immagazzinate nei
grassi dei tessuti, oppure eliminate
dall'organismo, se in buona salute.
Tre gruppi di ricerca - uno della
Brigham Young University, uno della
Florida University e l’altro della
Iowa State University - sono riusciti a
costruire la struttura tridimensionale
completa di proteine M2 (NdR: La
proteina M2 attiva il canale ionico che
contribuisce all’abbassamento del
pH
nell’endosoma,
essenziale per la fusione dell’envelope
(capside proteico), grazie alla Nmr allo
stato solido.
Quello che hanno osservato è che M2 funziona
come uno “shuttle” di ioni idrogeno; la
cellula, riconosce
la
proteina, crea quindi un canale che
trasporta attivamente dall’esterno
all’interno della cellula, la proteina
virale. “In particolare – ha spiegato Mei
Hong, docente di chimica alla Iowa State
University - è l’aminoacido
istidina a legare due ioni idrogeno
all’esterno e a rilasciarli dall’altra parte
della membrana cellulare”.
Riferimenti:
DOI: 10.1126/science.1197748;
DOI: 10.1126/science.1191714;
DOI: 10.1126/science.1191750
Una volta che il
virus si è attaccato alla membrana
cellulare, la cellula, questa
lo circonda e lo ingloba con un processo di
endocitosi. Una volta all'interno della
cellula, la proteina virale di membrana M2
viene utilizzata per aprire, da parte della
cellula, il
canale protonico, in modo che dalla
cellula si abbia
un flusso di protoni verso il capside virale
a DNA, con un aumento
della sua
acidità, che a sua volta innesca il
rilascio del materiale genetico virale nella
cellula stessa.
A
questo punto le risorse e le funzioni
cellulari sono impiegate per la replicazione
del virus. (NdR: questa e'
l'attuazione delle alterazioni delle
funzioni cellulari, depistate dai virus
anche
vaccinali).
Il meccanismo di funzionamento di questa
pompa protonica cellulare, non era però
finora ben chiaro e si contrapponevano due
modelli. Il primo ipotizzava un canale "a
otturatore" che, a causa di forze di
repulsione elettrostatica, si allarga,
mentre il secondo ipotizza un meccanismo "a
navetta", in cui un residuo amminoacidico
della proteina in qualche modo ristruttura
la propria forma in modo da catturare i
protoni e riversarli all'interno della
cellula.
I ricercatori hanno focalizzato la loro
attenzione sulla struttura e sulla dinamica
del residuo amminoacidico, un'istidina nella
parte transmembrana della proteina, che
hanno studiato con mezzi di spettroscopia
NMR (Risonanza
Magnetica Nucleare) allo stato solido.
"L'informazione strutturale ottenuta è quasi
invisibile alle tecniche ad alta risoluzione
convenzionali, e dimostra la capacità della
NMR allo stato solido, di chiarire il
chimismo e le dinamiche delle proteine di
membrana", ha spiegato Mei Hong, che ha
diretto lo studio.
In questo modo i ricercatori sono riusciti a
scoprire che gli anelli di istidina cambiano
la propria struttura, riorientandosi di 45°
oltre 50.000 volte al secondo quando il
canale è aperto, mentre restano immobili
quando è chiuso. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: I virus hanno bisogno
di un recettore particolare gestito dal
DNA
cellulare, sulla
membrana cellulare per essere accettati
ed aiutati ad entrare all’interno della
cellula, e quel
recettore in genere e’ geneticamente
mancante od inadeguato in una particolare
popolazione od in soggetti particolarmente
sani a livello
immunitario e
metabolico; questo particolare
immunocellulare conferisce al soggetto con
quella caratteristica, una resistenza piu' o
meno marcata a quelle sostanze, batteri,
virus eterologhi
vedi sopra:
(E).
Idem se una sostanza eterologa od un agente
patogeno estraneo, sono in grado di
provocare risposte immunologica crociate
verso un altro agente.
I "Virus" AUTOLOGHI, lo
ricordiamo, sono quindi quelli
autoprodotti e sono i virus derivanti dalla "morte=apoptosi
cellulare" dei mitocondri (parti della
cellula) i quali si
disgregano in genere del tutto, generando alle
volte, non sempre, delle proteine complesse a
DNA, (perche' il metabolismo e lo smembramento, non
funzionano bene) contenenti quindi un frammento
del DNA mitocondriale o nucleico, che pero'
essendo autologo, in genere non disturba, solo se
vengono eliminati al piu' presto, ma se cio' non
avviene, queste proteine complesse a DNA (di
lipidi) si immagazzinano nei lipidi=grassi dei
tessuti ed in certi casi possono disturbare nel
tempo il soggetto, ma non piu' di tanto, salvo
che non siano soggetti
immunodepressi.
Virus Autologhi – sono autoprodotti anche dal
degrado=morte=disgregazione anche dei
batteri
autoctoni e non.
Anche questi virus sono autoprodotti, ma hanno
una particolare caratteristica, essi sono i
virus utili che il
sistema ontogenetico dei microbi utilizza
per l’aiuto alla riparazione dei
tessuti
dell’organismo.
vedi: il
ciclio dei Somatidi di Naessens
RIFLESSIONE:
Ricordiamo, per
esempio che il 99% di malattie cosiddette
“virali”, esempio: le
influenze stagionali, esse derivano da
intasamento interno delle viscere
(specie dell'intestino
tenue) causato da
improprieta'
alimentari e
comportamentali,
da indebolimenti dovuti ad
intossicazioni
ed
infiammazioni
e quindi da pessima gestione del proprio
ricambio
metabolico
-
cellulare, generando
parallelamente indebolimento immunitario.
Il processo metabolico sballato, funzionante a
tempi alternati e/o male, non riguarda le persone
avvedute che si cibano e si comportano in linea
con la propria vera natura.
A quel punto, oltre
all'indebolimento precedente, arriva
l'intasamento dei frammenti virali interni
(virus autoprodotti oppure da quelli derivanti
anche e non solo
dai vaccini), che va ad aggiungersi al
problema che con l'indebolimento
immunitario permette il
manifestarsi delle
piu' svariate malattie.
Dato che le
influenze
stagionali, sono "malattie"
BENEFICHE,
perche' permettono ai soggetti che si ammalano,
di eliminare
intossicazioni,
infiammazioni e
catarri accumulati, esse
vanno vissute, senza bloccarle con
farmaci di
sintesi, ma vanno aiutate ad uscire
dall'organismo con
metodi e cure naturali.
Cio'
riguarda chi si ammala essenzialmente di
costipazione (in genere tutto parte dal
rallentamento delle
funzioni intestinali) e delle sue innumerevoli
conseguenze, cioe' di chi si ammala mangiando
troppe carni e proteine animali, cibi cotti,
chi consuma sigarette, alcolici, caffè, ecc, chi
non si muove, chi si spaventa troppo
emotivamente, chi non
prende il sole, chi non ama e non fa
sesso, chi
si sclerotizza e si cronicizza, chi non è
sensibile alle sorti dei deboli e degli indifesi
e/o non risolve il
Chi siamo,
da dove veniamo, dove andiamo.
In tutti questi casi
l'unico danno dei virus interni (autologhi) è l'intasamento
e la poltiglia virale che può arrecare
impedimenti e rallentamenti
interni. L'intasamento e' soprattutto
intestinale, linfatico,
sanguigno oltre che
tissutale
(microcircolazione) !
Normalmente un individuo "sano" non ha
conseguenze di nessun genere anzi si fortifica
dopo una qualsiasi
influenza.
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Descrizione de meccanismo di
riproduzione-moltiplicazione dei "virus" (che sono
proteine a DNA) da parte della
cellula stessa:
Queste le 3 fasi della riproduzione dei virus nella cellula
1 - l'inizio dell'intossicazione;
2 -
espressione con decodifica del genoma e la
replicazione-moltiplicazione da parte della cellula stessa;
3 - il rilascio da parte della cellula, dei virioni maturi
nei liquidi, fluidi del corpo.
I virus vengono replicati solo quando penetrano all'interno
di una
cellula; la moltiplicazione avviene però solamente
nelle "cellule deboli e penetrabili" ai virus.
Il processo moltiplicativo si divide in varie fasi:
1° fase:
detettaggio frequenziale da parte del
DNA dei
mitocondri
della cellula ed adsorbimento del virus nella
membrana
cellulare;
2° fase: inserimento-penetrazione del virus con il suo acido nucleico nel
citoplasma della cellula;
3° fase: svestimento o eclissi (perdita degli involucri
lipidici virali ed esposizione dell'acido nucleico), questo
meccanismo si chiama:
Uncoating (spoliazione) del
genoma -DNA
- virale ed esposizione al macchinario genetico/biosintetico
della cellula ospite (quindi verrà liberato il genoma da
replicare da parte della cellula)
Essa rappresenta la fase in cui le particelle virali
sono disassemblate nei loro componenti all'interno della
cellula, con liberazione del genoma, e rappresenta un
prerequisito per la replicazione.
Il periodo di latenza è l'intervallo che intercorre fra
l'infezione e la comparsa di nuove particelle virali
extracellulari, ed è dell'ordine di 20-25 minuti per la
maggior parte dei batteriofagi.
Circa 40 minuti dopo che le cellule sono state intossicate,
la curva che rappresenta la conta totale dei virioni e
quella dei virioni extracellulari si intersecano; ciò accade
perché le cellule sono andate incontro a lisi e le
particelle virali intracellulari sono state rilasciate nel
mezzo.
4° fase: replicazione mediante il processo di duplicazione
cellulare (sintesi delle macromolecole, cioè DNA, RNA e
proteine virali); le cellule possiedono diverse strategie
replicative ed ognuna di esse moltiplica in maniera
differente, sfruttando i propri enzimi ed organelli;
Fasi replicative precoci del genoma virale, in cui il
macchinario biosintetico (funzioni cellulari) della cellula
ospite si e' modificato, come preludio alla sintesi di nuovi
acidi nucleici virali.
5° fase: assemblaggio (formazione all'interno della cellula
- nel nucleo o nel citosol - del capside; all'interno di
questo involucro si inserisce il DNA virale formando il
nucleocapside);
In questa fase vengono prodotti enzimi virus-specifici,
prima ondata dell' espressione del genoma virale da inviare
nell'organismo;
In questa fase avviene la sintesi delle componenti
virioniche che includono le subunità proteiche del capside e
le proteine associate all'involucro pericapsidico;
Assemblaggio delle subunità proteiche (e dei componenti di
membrana per i virus rivestiti) e impacchettamento del
genoma nelle nuove particelle virali duplicate e preparate
dalla cellula;
6° fase: liberazione e/o fuoriuscita dei virus replicati
dalla cellula, cioe' dei virioni maturi, ed immissione nell’organismo dei virus
duplicati i quali, veicolati dal sangue, linfa e/o la via
purinica, vanno ad "intossicare" altre cellule
dell'organismo, se questi ha un
sistema immunitario debole
e/o gia' leso da
vaccinazioni precedenti e/o
da altri fattori
immunodepressivi, es. le
amalgami e/o protesi dentali,
farmaci,
alimenti intossicati,
acque inquinate,
droghe...
Le
Vaccinazioni e certi
farmaci, producono molto facilmente anche l'alterazione
del
Terreno verso
l'acidosi....e
producono lo stress
ossidativo
cellulare e quindi tissutale, oltre alle
mutazioni
genetiche.
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Pandora, i
mega-virus che potrebbero ridefinire la vita
così come la conosciamo - 24 luglio 2013
Megavirus
Un team di ricercatori francesi ha
pubblicato su Science lo studio
Pandoraviruses:
Amoeba Viruses with Genomes Up to 2.5 Mb
Reaching Thatof Parasitic Eukaryotes,
nel quale spiega che "Dieci anni fa, la
scoperta del Mimivirus, un virus che infetta
le Acanthamoeba, ha avviato un riesame dei
limiti del mondo virale, sia in termini di
dimensioni delle particelle (>0,7
micrometri) che della complessità del genoma
(>1000 geni), dimensioni tipiche del
parassita dei batteri. La diversità di
questi virus giganti (i Megaviridae) è stata
valutata mediante il campionamento di una
varietà di ambienti acquatici e dei loro
sedimenti associati in tutto il mondo".
I ricercatori segnalano «L’isolamento di due
virus giganti, uno al largo della costa
centrale del Cile, l’altro in un laghetto di
acqua dolce nei pressi di Melbourne
(Australia), senza somiglianza morfologica e
genomica con eventuali famiglie di virus
precedentemente definiti. Le loro particelle
ovoidali di dimensioni micrometriche
contengono genomi di Dna rispettivamente di
almeno 2,5 ed 1,9 megabases,. Questi virus
sono i primi membri del proposto genere “Pandoravirus”,
un termine che riflette la loro mancanza di
somiglianza con microrganismi descritti in
precedenza e le sorprese previste dal loro
studio futuro».
Come spiega Science, questi megavirus di
dimensioni spropositate scoperti di recente
"Raggiungono il micron di lunghezza e
all’apparenza potrebbero essere scambiati
per batteri. Possiedono un genoma
spropositatamente grande rispetto agli altri
virus, nel quale sono presenti geni
completamente diversi da quelli che
caratterizzano archea, batteri ed eucarioti,
suggerendo che possano derivare da antichi
parassiti appartenenti a un nuovo dominio
della vita". Quindi, la conclusione a cui
sono giunti i biologi che li hanno scoperti
è che "Archea, batteri ed eucarioti non
sarebbero i tre soli domini della vita
esistenti".
Science sottolinea che "La collocazione dei
virus nell’albero della vita è sempre stata
alquanto incerta e controversa. Secondo una
teoria, i virus sarebbero antichi parassiti
che avrebbero progressivamente perso quasi
tutto il loro armamentario biologico, mentre
altri biologi – vista l’assenza di funzioni
metaboliche e la totale dipendenza per la
riproduzione dagli apparati delle cellule
ospiti – li considerano solo aggregati di
proteine".
I due “Pandoravirus” sembrano cosa diversa
dai Mimivirus, che pure hanno dimensioni
fisiche e genetiche simili a quelle di
molti batteri, ma i circa 900 presunti geni
identificati in questi virus erano
considerati dalla maggioranza dei virologi
geni acquisiti casualmente dalle cellule in
cui era avvenuta la riproduzione del virus.
Una spiegazione non ha mai convinto
Jean-Michel Claverie, un ricercatore del
Cnrs dell’università di Aix-Marseille, che
ha sequenziato il genoma di Mimivirus e
guidato la ricerca sui “Pandoravirus”,
«Perché le sequenze geniche identificate
risultavano molto diverse da quelle dei geni
del suo ospite, Acanthamoeba».
Il team di Claverie è andato quindi a caccia
di altri virus gigantinei i sedimenti marini
e lacustri dove era stato trovato il
Mimivirus e si è imbattuto nei “nuovi”
mega-virus: il Pandoravirus salinus, trovato
nei sedimenti della foce del fiume Tunquen
in Cile, e i Pandoravirus dulcis, ancora più
grande, nei fondali di un laghetto di acqua
dolce vicino a Melbourne. Ognuno di questi
megavirus è anche in possesso di circa 2.500
geni, dei quali 2.300 sono del tutto nuovi
per la biologia.
I Pandoraviruses, in altre parole, sono
molto più di enorme, sono anche
inequivocabilmente distinti, di qualsiasi
virus conosciuto sulla Terra, compresi gli
altri virus giganti. Il fatto che questi
“Pandoravirus” siano geneticamente unici e
che siano stati trovati in continenti
diversi e separati dall’Oceano Pacifico,
suggerisce che i generi virali giganti
possono essere più comuni di quanto si
credesse, mentre aumentano gli interrogativi
su quali siano i confini tra le cellule
viventi ed i virus “inanimati”.
A prima vista sembrano simili a batteri,
anche perché non possiedono il
caratteristico capside; ma a un attento
esame microscopico, ottico ed elettronico, è
evidente che si tratta di virus: non hanno i
geni per produrre energia, così come non
possono produrre autonomamente proteine.
Inoltre, quando si riproducono non si
dividono in due come fanno i batteri, ma
producono centinaia di nuove particelle
virali, fino all’esplosione della cellula
ospite.
Science sottolinea: "Particolarmente
notevole è il fatto che la maggior parte dei
geni dei pandoravirus non compare in alcun
database, il che non solo rafforza
l’ipotesi che i virus giganti discendano da
cellule a vita libera che a poco a poco
hanno perso la maggior parte dei geni in
seguito a un parassitismo sempre più
spinto".
Claverie sostiene "Che abbiano avuto
origine da una stirpe cellulare primitiva
totalmente diversa da Archea, Bacteria e
Eukarya". Per questo nuovo raggruppamento è
stato proposto il nome di Things Resisting
Uncomplete Classification, abbreviato in “Truc”,
che in francese significa “coso”.
Il biologo molecolare Luis Villarreal su
Scientific American si chiede se i virus
siano vivi e spiega: "Inizialmente erano
visti come veleni, poi come forme di vita,
quindi come prodotti chimici biologici, oggi
si pensa ai virus di come ad una zona grigia
tra vivente e non vivente. Non possono
replicarsi in proprio, ma vengono replicati
da
cellule davvero viventi e possono anche
influenzare profondamente il comportamento
dei loro ospiti".
L’ambiguità deriva in gran parte dalla
natura paradossale dei virus: da un lato,
possiedono molte caratteristiche associate
alla vita, come ad esempio il Dna e l’Rna, e
la capacità di evolvere. Sono anche abili
simulatori che si impadroniscono del
meccanismo cellulare dei loro ospiti, che
sfruttano per riprodursi, diffondere e
infettare, a volte con efficienza letale. Si
tratta di un impressionante e spaventoso
armamentario per qualcosa che non è in grado
di produrre proteine.
Forse per la loro natura subdola i virus
sono stati visti a lungo come qualcosa di
relativamente semplice: dato le loro piccole
dimensioni, gli scienziati pensavano che i
loro genomi fossero piccoli, non hanno
parete cellulare e nemmeno processi
metabolici, tutte caratteristiche che hanno
impedito ai virus di diventare un piccolo
rametto nell’albero della vita disegnato
dall’uomo.
Ma ora i Pandoravirus rischiano di
riedificare quell’albero fin dalle sue
radici: "Dato che più del 93% dei geni dei
Pandoravirus non somigliano a nulla
conosciuto – scrivono i ricercatori su
Science – la loro origine non può essere
fatta risalire ad un qualsiasi lignaggio
cellulare conosciuto. Tuttavia, la loro
polimerasi del Dna fa cluster con quelle del
Dna di altri virus giganti, suggerendo
l’esistenza di un quarto controverso dominio
della vita".
Tratto da Science
SINTESI:
Ma cos’è quindi un "virus" ?
La storia della virologia è costellata di
scoperte, ma e da grandi abbagli. Ma
questo e' comune anche a tutta la
biologia.
Su alcuni testi di
Patologia clinica, troviamo questa
definizione:
- un virus è una informazione
(brutta notizia) avvolta in una
proteina.
La seconda parte della
definizione fa riferimento alla struttura
comune a tutti i virus:
- uno strato proteico
che ricopre il file del DNA (genoma).
Molti
virus si limitano a questa struttura, altri
aggiungono strati aggiuntivi, quasi sempre
formati da
fosfolipidi.
Questo secondo rivestimento è chiamato
envelope, (capside) sul quale sono evidenti le spikes o spicole (lancia, spuntone, chiodo),
che non fanno parte del
capside ma che sono
vere e proprie
proteine di membrana, spesso
glicoproteine.
Esistono poi altri tipi di
proteine, si va
dalle proteine importanti per la fusione
delle membrane a quelle
emoagglutinanti,
l’importante è capire che comunque tutte
sono indispensabili al virus: in una
struttura piccola ed essenziale come quella
virale non c’è spazio per strutture
inefficienti.
Nei virus con envelope, il capside e il
genoma virale sono spesso chiamati con
l’unico nome di
nucleocapside, mentre il capside è
spesso chiamato core.
Esistono poi, nei virus con
envelope o per-capside, oppure tunica,
ma ci può essere anche uno strato di
matrice, delle proteine con funzione
strutturale, situate proprio al di sotto
dello strato fosfolipidico, chiamate
proteine di matrice o proteine M. Infine,
alcuni virus portano con se degli
enzimi.
Esistono virus di tutti i tipi: piccoli o
molto grandi, allungati, a forma di mattone
o proiettile, rotondi, icosaedrici…,
complesso (come nei fagi T pari o il capside
a mattone del Poxvirus).
Quando il virus è nudo, il capside è l’unico
rivestimento della particella. In questo
caso presenta le proteine necessarie per il
riconoscimento recettoriale (spikes o
spicole).
Le dimensioni variano da 18 a 700 nm di
diametro (anche se esistono i filovirus, con
particella allungata, la cui lunghezza può
arrivare ad 1 μm) e contengono un solo tipo
di acido nucleico;
Un virus e’ quindi
costituito da una catena di acido nucleico,
che può essere DNA o
RNA, a seconda del tipo di virus; cio’
significa che in
sintesi, il virus e’ un pezzetto
di DNA/RNA circondato, avvolto da una
capsula proteica, piu’ o meno complessa.
Nessun virus puo' MAI
entrare nelle flugge (bollicine di
vapor
acqueo in sospensione nell'aria) perche'
esso e' 1.000 volte piu' grande di una
singola Flugga.
Comunque la vera Funzione ed il
Significato biologico dei virus, e'
quello di "trasportare
materiale genetico", cioe' informazione,
per promuovere il cambiamento della e nella
Natura in senso lato !
Nel 1940 finalmente la prima foto: veniva
fotografato il TMV al
microscopio elettronico, e nel 1952
Harshey e Chase dimostrarono, con l’uso di
un
batteriofago, il cui codice genetico
risiede nel DNA
che e' all'interno e non
nelle proteine
che lo avviluppano.
Un batteriofago o fago è una proteina
complessa virale detta anche virus, che
parassita un determinato
batterio, di cui può provocare la
distruzione per
lisi.
I batteriofagi più complessi, come quelli
della serie T, hanno una forma a spillo. La
parte chiamata testa, contiene l'acido
nucleico, sotto a questa si trova una
specie di collare, seguito da una coda che
si sfrangia all'estremità libera in 5 o 6
fibre.
Il batteriofago attacca il batterio fissando
le fibre su un punto preciso della
superficie del batterio. Con un meccanismo
di contrazione inietta il suo
acido nucleico, mentre l'involucro
proteico rimane all'esterno. Una volta
iniettato, il genoma fagico può seguire due
vie.
Nel
ciclo litico (tipico dei batteriofagi
T), utilizzerà l'apparato di replicazione
dell'ospite per produrre nuove particelle
fagiche, fino al raggiungimento del volume
di scoppio, momento in cui la cellula si
disgregherà per lisi.
Nel
ciclo lisogenico invece, il genoma
fagico (solitamente quello di λ) si
integrerà in un punto specifico del
cromosoma batterico, attλ. In questo stato
integrato, il fago viene chiamato
profago, e ogni qual volta il cromosoma
batterico si replica, il genoma di λ
integrato replica anch'esso. Un batterio che
contiene un profago è detto "lisogeno".
Lo stato di profago è mantenuto da una
specifica
proteina prodotta dal fago stesso.
L'allontanamento di questo repressore induce
il ciclo litico.
I "virus" sono quindi strutture=sostanze
(proteine
complesse a DNA) non
visibili ad occhio nudo, così piccole da non
possedere nel loro "file" di DNA, tutte le
funzioni necessarie per essere “accettati”,
dalle cellule e
quelli (files = segmento di DNA) per farsi riprodurre
dalla cellula, oltre agli
enzimi adatti alla
loro lettura nella cellula,
contrariamente a quanto affermano
alcuni
medici poco preparati della
medicina ufficiale.
I virus, quando riescono a passare le barriere
immunologiche:
pelle, mucose. batteriofagi, ecc, si
ancorano alla membrana delle cellule con i
loro spikes ed attendono che la cellula li
decodifichi e se la funzione cellulare non
e' stata alterata in precedenza, li introduca nel citoplasma
cellulare; in seguito alla decodifica
l'informazione virale passa al
genoma
cellulare, specie quello
mitocondriale,
modificando e/o
alterando,
es. nel caso dei
Vaccini,
SEMPRE
tossici e
contenenti anche virus eterologhi =
estranei, le funzioni principali cellulari,
che sono principalmente: produzione e specializzazione delle
proteine e generazione di energia con il
sistema
ATP nel mitocondrio.
Una volta introdotti all'interno di una
cellula, i virus eterologhi, modificano la funzionalità della
cellula che
li ospita, per mezzo del loro
DNA e con le reazioni
cellulari e quindi
immunitarie
al capside proteico complesso del virus
stesso, specie quelli eterologhi che passano
le prime e piu' importanti e le varie
barriere
immunitarie (pelle
e
mucose), compromettendola
e generandole
stress
ossidativo ed a volte
molto piu' gravemente, tanto da provocarne la morte (apoptosi),
per questi processi, contro la vita
cellulare, nasce quindi l’alterazione nutrizionale
della cellulla stessa, e quella di tutte le cellule viciniore
ammalate e non, nel tessuto ove queste
cellule, che contengono virus risiedono; la
conseguenza e’ che il tessuto si
intossica,
si
infiamma
e/o scatena
ischemie, infarti (di tutti i
tipi), oppure va in necrosi.
Quindi non e' il "virus" in se' che produce
la
malattia, ma la degenerazione delle
funzioni cellulari indotte dal DNA virale,
per l'intossicazione indotta, da e per le reazioni alle proteine del capside
virale che esso la scatena, ma e' la
malfunzione della
cellula
che
scatena l'ammalamento,
questo perche' un "virus" e' lo ripetiamo
una ennesima volta, un'applicazione
(file
di DNA) che si attacca od informa ad
altre applicazioni (file
di DNA cellulare)
nei quali modifica l'informazione
normalmente contenuta a pro della Vita sana,
oltre all'intossicazione introdotta
nella cellula con quelle sostanze tossiche
chiamate "virus".
Anche
Stephan Lanka (virologo) ed altri
virologi non indottrinati, vanno vicino alla
verità, Lanka afferma e riconosce che in vita sua non ha
mai visto un virus uccidere, aggredire,
comportarsi da killer. Anche lui dice che
che è
follia terroristica
parlare di
virus pericolosi ed
assassini, come fanno i
medici
in malafede, giornalisti analfabeti,
indottrinati e/o pagati, di quotidiani,
riviste, televisioni, gestite da
Big Pharma.
Anche Lanka riconosce
quindi che un virus, non è un essere vivente, che
non si può "uccidere o attenuare",
essendo esso un residuo proteico
non-ammazzabile e non-attenuabile.
Aggiungete poi il concetto importante della
NON propagabilità nell’atmosfera,
formata da
vapor acqueo, per
cui nessun virus al mondo può entrare nelle
flugge (la qual
cosa fa apparire ancora più ridicoli e
deficienti tutti quelli che indossano le
mascherine, allo stesso demenziale modo di
quelli che cercano di proteggersi coi
profilattici dai
papillomi e dall’Aids).
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Gli scienziati studiano la
meccanica dei gusci (capside) dei
"virus" - 10 dicembre 2013
SISSA Trieste, Italy – Il genoma dei virus
è solitamente racchiuso in un guscio
chiamato capside. I capsidi hanno proprietà
meccaniche uniche: devono essere resistenti
e al tempo stesso in grado di dissolversi
per rilasciare il genoma nella cellula
infettata.
Gli scienziati della
Scuola Internazionale Superiore di Studi
Avanzati (SISSA) di Trieste hanno
coordinato uno studio sulle proprietà
meccaniche dei virus che ne ha migliorato la
comprensione, tanto da fare previsioni sul
comportamento di virus ancora poco
conosciuti.
I virus sono come navicelle che contengono
una parte attiva, cioe’ il materiale
genetico, in grado di infettare una cellula
ospite. La navicella, chiamata capside o
vettore, è sostanzialmente un guscio che si
deforma quando deve penetrare nella cellula
da infettare, e può addirittura andare in
pezzi.
Il gruppo di ricerca, fra cui Guido Polles e
Cristian Micheletti della SISSA, hanno usato
simulazioni al computer e modelli teorici
proprio per capire come questa “navicella”
risponda alle sollecitazioni termiche e
meccaniche. Così facendo hanno individuato i
punti deboli dei capsidi e ne hanno dedotto
il processo di assemblaggio spontaneo.
Ogni guscio è formato da tanti tasselli
proteici che si incastrano spontaneamente
come pezzetti di Lego.
Un capside può essere formato da centinaia
di queste sub-unità, ma ogni tassello è
formato da un numero limitato di proteine. I
bordi dei tasselli rappresentano le linee
“deboli” dove avviene la deformazione della
struttura generale e lungo le quali il
guscio si frammenta in caso di rottura.
Per alcuni tipi di virus sono state fatte
delle osservazioni sperimentali, proprio per
capire la dinamica interna del vettore
(deformazione) e la forma dei singoli
tasselli (che è di solito piuttosto regolare
- pentagoni, esagoni, triangoli).
Micheletti e colleghi hanno prodotto un
modello al computer che, in linea di
principio, può essere applicato a qualunque
virus di cui sia nota la struttura.
“Partendo dalle conoscenze sulla struttura
molecolare del capside abbiamo provato a
‘stuzzicarlo’ un po’ per vedere come
cambiava forma. Abbiamo infatti simulato
delle fluttuazioni termiche (banalmente
l’abbiamo virtualmente scaldato e
raffreddato) osservando lungo quali linee il
guscio si modificava.
Molto probabilmente queste linee sono anche
i punti in cui il capside tende a
frantumarsi”. Hanno spiegato Polles e
Micheletti. “Il nostro modello si è rivelato
molto robusto. Le simulazioni infatti hanno
riprodotto le condizioni che sono state
osservate sperimentalmente su una serie di
capsidi noti. Per questo motivo abbiamo
prodotto altre previsioni su capsidi di cui
non esiste conoscenza diretta in questo
senso”.
La ricerca, che è stata condotta insieme
all’Università di York (UK), all’Università
di Torino e all’Istituto Max Planck di Mainz
(Germania), è stata pubblicata su Plos
Computational Biology. Gli studi sulla
natura dei capsidi virali sono importanti
per conoscere i meccanismi di azione dei
virus (e studiare metodi per contrastarla).
I vettori virali inoltre sono usati in
farmacologia e per la terapia genica. I
gusci dei virus infatti possono essere
utilizzati come vettore per far entrare una
terapia direttamente dentro le
cellule, una metodologia che oggi
rappresenta l’avanguardia in medicina. La
possibilità di identificare i punti
meccanicamente deboli potrebbe, in
prospettiva, essere sfruttata per modificare
i capsidi naturali ottimizzandone la loro
resistenza per un più efficace trasporto e
consegna del contenuto farmacologico
Tratto da: lescienze.it
Commento NdR: qui manca anche un
fatto molto importante, siccome ogni
sostanza ha una sua specifica carica
elettronica individuabile e detettabile ad
esempio con uno
spettrofotometro, l’analisi delle
reazioni che intervengono fra la carica
elettronica del capside e quelle della
membrana cellulare NON e’ stata fatta ed e’
uno dei fattori piu’ importanti nelle
“relazioni” fra una sostanza che si avvicina
alla membrana cellulare e la membrana
stessa.
Inoltre una delle caratteristiche dei
liquidi extracellulare ed intracellulari,
ove i virus possono arrivare per mezzo della
via linfatica, nervosa e sanguigna, e’ che
essi, i liquidi possono variare, per vari
motivi innanzi tutto per quelli
intracellulari, l’alterazione del
metabolismo - anche i virus lo possono
indurre - il loro pH e quindi interferire
piu’ o meno sulla rottura del capside il
quale rilascia il DNA nei liquidi con
conseguenze difficili da prevedere.
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"VIRUS": il "nemico invisibile"
viene descritto dalla
medicina allopatica ufficiale, come se
fosse un essere vivente, essi in realta' sono
solo come abbiamo visto, proteine tossiche con "frammenti di materiale
genetico" endogeno o/o
eterologo
interno, i virus (lo ripetiamo una ennesima
volta, NON
sono quindi esseri viventi,
ma solo sostanze
lipidiche a
DNA), quelli
eterologhi, estranei alla
specie sono una minaccia per l’uomo, gli
animali e le piante, alcuni dei quali vengono introdotti
negli esseri viventi ad esempio
con i
vaccini per umani ed
animali.
Quelli "autologhi" provenienti dall'apoptosi
cellulare con il
disgregamento del
mitocondrio, sono molto
meno tossici ed in genere vengono espulsi
per le vie emuntorie naturali e, se non
espulsi, si immagazzinano nei grassi dei
tessuti e possono rimanere latenti (virus
lenti) per decenni, senza provocare danni,
ma ad esempio, in uno stato febbrile intenso, possono
ritornare e svolgere le loro funzioni e
generare qualche problema al soggetto
essendo tossine a DNA.
Ricapitoliamo:
I virus
NON sono
"forme di vita semplici", ma sostanze
proteiche (lipidi
= grassi) complesse a DNA, che
tuttavia sono state in grado di far
sviluppare alle cellule nelle quali vengono
introdotti, delle reazioni od azioni
chimiche complesse ed in genere molto
pericolose (in in specie quelli eterologhi=estranei
- vedi: (E), e le
cellule che li ricevono, consentono loro
di rimanere e successivamente vengono
replicati-fotocopiati e ridistribuiti
all'organismo intero nel quale sono stati
introdotti.
Pero' servono anche all’evoluzione della
Vita, che segue il
Progetto vita, insito dentro nell'energia
(atomi) e quindi nella materia solida (qualsiasi essa
sia)
I pezzetti di
DNA e di RNA, racchiusi in queste
proteine complesse a
DNA (virus
eterologhi), che viaggiano
anche nella cellula,
quando questa li fa entrare nel
citoplasma,
lasciano tracce durature in
quasi ogni genoma (specie nel
mitocondrio),
generando mutazioni genetiche latenti ed
occulte, se non si attivano subito od in
qualche anno, che si possono trasmettere
anche alla prole.
Ecco dimostrati i
Danni dei
vaccini !
Queste sostanze proteiche a DNA, parassitando le
cellule, dal momento che vengono ad essere
moltiplicate dalle cellule stesse, i virus
sono fra le sostanze biologiche (proteine
complesse a DNA) più
frequenti del pianeta: con circa 5000 tipi
conosciuti e centinaia di miliardi ancora
senza scheda segnaletica, esse abbondano in
ogni ecosistema terrestre, perche vengono
autoprodotte anche dai sistemi viventi.
Quindi se, come abbiamo fino ad ora
dimostrato, i virus
non sono le
cause primarie, ma
secondarie, di determinate "malattie", cosi come li identificano e li
chiamano i
ricercatori ed i
medici
della
medicina ufficiale, serva di
Big Pharma,
cosi come non
lo sono i batteri detti impropriamente
"patogeni", il principio stesso della
vaccinazione
e dei
vaccini
e' TOTALMENTE ERRATO; per cui
vaccinando i Viventi
si
inseriscono tossine
con DNA,
bypassando le
normali barriere immunitarie, che
altereranno
le funzioni del
Terreno,
della matrice e
quindi quelle
immunitarie,
cellulari,
tissutali e quindi
sistemiche ed
organiche, generando anche
mutazioni genetiche da "regalare" alla
prole.
Quando leggete o sentite le parole "virus
vivi", ricordate questo FATTO:
I “virus vivi” sono
sempre "MORTI"
I termini “virus vivo” indicano
semplicemente quei virus creati dalla
coltura di
tessuti viventi in vitro (cioè in
laboratorio), dai quali si possono ottenere
trilioni di virus che sono SOLO
proteine complesse di
lipidi, a
DNA.
Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune
colture da laboratorio vengono tenute
vive, nel corso del processo si verifica un
massiccio ricambio cellulare ed è
dalle cellule morenti che vengono
ottenuti i “virus”.
Infatti i virus detti autologhi (autogenerati) provengono
alla disgregazione dei
mitocondri delle
cellule morenti=morte (apoptosi),
quelli eterologhi al contrario, sono quelli
che vengono introdotti dall'esterno con:
farmaci,
cibi inadatti, acque malsane, ma e
soprattutto con i
Vaccini.
I virus quindi contengono acido nucleico (file -
spezzoni - di DNA) e proteine, ma salvo
alcuni e sono estremamente rari, mancano di
enzimi e non
possiedono una vita propria, poiché mancano
dei prerequisiti fondamentali della vita, e
cioè dei meccanismi di controllo metabolico
(che perfino i batteri “inferiori”
possiedono).
Il
Guyton’s Medical Textbook riconosce che
i virus non hanno
nessun sistema riproduttivo,
nessuna capacità
di locomozione, nessun metabolismo e
non possono essere
riprodotti in vitro come entità
viventi.
Essi, i virus detti falsamente "vivi", sono
comunque inattivi,
quindi NON vivi, poiché non
possiedono né metabolismo, né vita e
non sono altro che molecole di
DNA e
proteine, ma quelli eterologhi possono,
se introdotti in un
terreno vivo come i corpi viventi,
attivare nelle cellule delle anomale
reazioni chimiche e rilasciare il loro potere informazionale contenuto nei file del loro
DNA,
alterando
le funzioni cellulari
ed il DNA mitocondriale, cofattori
che di conseguenza
ammalano il soggetto fino a poter in
certi casi, far morire l'ospitante.
VIRUS Eterologhi = estranei - vedi
sopra: (E)
Le reazioni fisiologiche,
immunitarie e
cellulari, ai virus
eterologhi=estranei, sono determinate
SOLO dal capside; quelle cellulari
anche dal
contenuto (DNA-RNA).
Sono le
complesse catene molecolari delle proteine
lipidiche del capside a scatenare le
reazioni immunitarie, alle sostanze
estranee all'organismo; queste
reazioni possono essere
piu'
o meno importanti e/o
estreme,
a seconda del tipo di
molecole complesse delle
proteine
del capside, specie quelle create in
laboratorio (leggasi
Vaccini).
Mentre il DNA/RNA dei virus eterologhi,
generano malfunzione cellulare non
solo per le intossicazioni del
citoplasma
dovuto alle sostanze vaccinali, ma anche per
le alterazioni alle informazioni del DNA
mitocondriale, che quello eterologo
- vedi: (E)
produce
in esso.
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- VIROGENESI
(riproduzione dei "virus" da parte della
stessa cellula che lo "ospita").
A differenza degli altri agenti patogeni
infettanti (batteri, miceti, ecc.), i virus
non possono essere coltivati sui comuni
terreni di coltura perché, essendo privi di
metabolismo
proprio, presentano un parassitismo
endocellulare obbligato, vale a dire possono
essere moltiplicati esclusivamente dalle
cellule viventi animali, vegetali o
batteriche.
Essi, infatti, non si riproducono per
suddivisione, ma si formano o si duplicano
dall’organizzazione di materiale prodotto
all’interno della cellula ospite
e per mezzo di essa, utilizzando le sue
specifiche funzioni di duplicazione e
specializzazione delle proteine.
Quest’ultima, dopo la penetrazione e/o il
contatto sulla sua membrana dei
virus, presenta la cosiddetta induzione
virale, ossia una profonda deviazione del
proprio metabolismo, tale che i processi
della cellula sono
quasi totalmente rivolti alla formazione di
nuove entità virali e non rivolti alla
produzione ed alla specializzazione delle proteine
ed altre sostanze utili alle altre cellule, tessuti, organi,
degli organismi ai quali appartengono.
Le modalità di aggressione dei virus alla
cellula sono state studiate cimentando dei
batteriofagi con dei batteri, per cui si è
visto che dapprima il virus aderisce per
assorbimento alla superficie batterica, per
penetrare subito dopo con la “”coda”" nella
parete e inoculare quindi, nell’interno del
corpo batterico, la parte attiva (DNA)
una volta dato il via all'introduzione, da
parte della cellula.
(NdR: sempre se il
sistema immunitario
non e' efficiente, ma gia' compromesso -
esempio da precedenti
vaccini,
farmaci
o tossine - infatti solo nel 25% dei
casi vi e' l' introduzione del virus
all'interno della cellula,
scatenando una
reazione immunitaria che crea degli
anticorpi - nell'altro 75% dei casi il
sistema immunitario informa la
cellula, la quale
impedisce l'introduzione del
virus nel suo
citoplasma e quindi
non si scatena una
reazione immunitaria che produce
anticorpi).
Questo file virale di DNA eterologo e
relativa proteina, viene quindi riprodotto dal
DNA cellulare e
la cellula riproduce gli involucri proteici
virali a DNA, che poi espelle; ecco descritto il
meccanismo della duplicazione virale da
parte della cellula.
A questo punto, si
entra nella cosiddetta “”fase di eclissi”" o
periodo latente, durante il quale il virus
sfugge ad ogni osservazione, perche
veicolato fuori dalla cellula per
osmosi nei liquidi extracellulari e
sempre per
osmosi passa nei vari circuiti,
sanguigno, linfatico ecc e quindi
distribuito nell'organismo.
Segue la fase di “”sviluppo”", nel corso
della quale gli involucri dei virus vengono
riempiti di DNA duplicato dalla
cellula.
Successivamente la cellula batterica, piena
di nuovi virus, si disgrega liberandoli nel
terreno, i
liquidi del corpo.
Un fenomeno
particolare della virogenesi è quello detto
di interferenza, essa consiste
nell’inibizione dei processi moltiplicativi
dei virus in cellule intossicate da un altro
virus. Il fenomeno non è costante, perché a
seconda delle condizioni sperimentali e
della stessa natura dei virus, può
verificarsi, invece dell’interferenza, la
moltiplicazione contemporanea ed
indipendente dei due diversi virus.
I meccanismi di duplicazione dei virus da
parte delle cellule,
da essi intossicate, non
sono al momento molto chiari e certi, questo
e' evidente, per cui tutti i meccanismi non
si conoscono perfettamente, per cui pensare
di giocare con i virus (es. con i
Vaccini
o con gli
OGM) e' una
delle follie della
medicina moderna, legata e
sostenuta ed indirizzata,
dagli interessi di
Big Pharma.
Connessa alla moltiplicazione dei virus vi
è, inoltre, la comparsa, di taluni
sintomi, nelle
inclusioni cellulari o corpi inclusi.
Sono queste delle particolari formazioni,
per lo più e per ora, "considerate come la
sede" della moltiplicazione dei virus,
osservabili anche al comune microscopio.
Possono essere situate nel
nucleo e nel citoplasma.
- Variabilità.
I virus possono presentare
variazioni, a volte stabili, a volte
transitorie, di alcuni loro caratteri,
modificazione del potere
antigene, e cio' dipende dal tipo di
"lavorazione nella duplicazione dei virus da
parte della cellula").
Queste variazioni sono dovute ora a
mutazioni indotte dal
DNA delle
cellula,
dovuti a processi di adattamento.
- Caratteristiche immunologiche.
I virus
"animali" (cioè quelli che si trovano nelle
cellule degli animali) per la loro struttura
chimica sono dotati di azione antigenica,
ossia della possibilita' a generare una
reazione chimica per la sintesi di anticorpi
da parte dei
linfociti.
Tratto in parte da: medinasalute.com
vedi: La
teoria dei germi (batteri,
virus)
quali cause
della malattia e' FALSA
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VIROFAGI
- Luglio 2012 - Le contraddizioni della
scienza medica=scemenza medica
Il Virophago scoperto recentemente,
suggerisce che i virus siano vivi
Questi
ricercatori pensano che, la prova della
malattia “indotta” nel virus gigante,
sembrerebbe indicare che i virus siano vivi,
ma cosi’ NON e’ non e’ ! La scoperta
di un virus gigante che si ammala attraverso
l' “infezione” da un altro virus, sta
alimentando il dibattito sul fatto che i
virus siano o meno vivi.
"Non c'è dubbio che questo è un organismo
vivente", dice Jean-Michel Claverie,
virologo presso il laboratori del CNRS UPR a
Marsiglia, parte della Francia di
basic-agenzia di ricerca. "Il fatto che si
può ammalare lo rende piu’ vivo."
Virus giganti sono stati trovati dai
virologi fin dal 2003, quando un team
guidato da Didier Raoult Claverie e al CNRS
UMR, anche a Marsiglia, hanno riferito la
scoperta del primo “monster” virale.
Il virus era stato isolato più di un
decennio prima in ameba prelevata da una
torre di raffreddamento a Bradford, Regno
Unito, ma è stato inizialmente scambiato per
un batterio a causa della sua dimensione, ed
è stato relegato in freezer.
Un esame susseguente di esso, più
approfondito, ha mostrato che quel microbo
sembra essere enorme virus, come più tardi
hanno rivelato i lavori sul suo genoma,
capace di ospitare più di 900 proteine
codificanti genes3 – con dimensione
superiore di almeno tre volte a quelle dei
più grandi virus già noti e più grande di
quello di alcuni batteri. È stato quindi
chiamato Acanthamoeba polyphaga mimivirus (perche’
mima un microbo), ed è stato pensato essere
parte di una famiglia molto più grande. "Cio’
e' stata la causa della grande eccitazione
in virologia" - dice Eugene Koonin presso il
National Center for Biotechnology
Information in Bethesda, Maryland, USA - "Ha
attraversato il confine immaginario tra
virus e organismi cellulari; non c'è dubbio
che questo è un organismo vivente; il fatto
che si può “ammalare” lo rende più vivo. " –
(* NdR: vedi sopra)
Ora Raoult, Koonin e colleghi hanno
segnalato l'isolamento di un nuovo ceppo di
virus gigante prelevato da una torre di
raffreddamento a Parigi, che hanno chiamato
mamavirus perché sembrava leggermente più
grande dei mimivirus.
I loro studi di microscopia elettronica
hanno anche rivelato un secondo, piccolo
virus strettamente associato con mamma virus
che si è guadagnato il nome di Sputnik, come
il primo satellite artificiale.
Con soli 21
geni, Sputnik è piccolo rispetto alla sua
mamma - ma insidioso. Quando il gigante mamavirus “infetta-informatizza” – vedi
sopra - un'ameba, usa la sua vasta gamma di
geni per costruire una 'fabbrica virale', un
hub dove sono create nuove particelle virali
da parte della cellula ospitante. Lo Sputnik
informa con il suo
DNA, il DNA di questa
nuova fabbrica viral-cellulare, la quale
sembra dirottare i propri macchinari al fine
di replicare l’informazione virale.
Il team ha scoperto che le
cellule co-infettate, cioe’ informatizzate
dal DNA di Sputnik induce a produrre meno
particelle mamavirus e spesso deformate,
rendendo meno “infettivo” del virus matrice
dell’informazione.
Questo suggerisce che Sputnik è
effettivamente un parassita virale che
disgusta il suo ospite - apparentemente il
primo esempio del genere.
Il team suggerisce che Sputnik sia un “virophago”,
proprio come i virus batteriofagi che
infettano-informatizzano il DNA dei batteri
in modo da farli ammalare o mal funzionare,
come anche avviene nelle
cellule, quando
sono parassitate-informatizzate-infettate da
un virus che incontra la membrana cellulare
o passa attraverso di essa, perche’ il
sistema immunitario
cellulare e sistemico e’ in quel momento
immunodepresso=malfunzionante,.
ecco come "nei fatti 'infetta-informatizza
questa fabbrica, e come un fago
infetta-informatizza un batterio", Koonin
dice. "Sta facendo quello che ogni parassita
può’ fare - sfruttando il suo ospite per
farsi replicare da esso".
Il Genoma di Sputnik rivela una visione più
completa della sua biologia. Anche se 13 dei
suoi geni mostrano poca somiglianza con
tutti gli altri geni noti, tre sono
strettamente legate ai geni mimivirus e
mamavirus, perche’ informatizzato-infettato
dal minuscolo virus, in quanto ha
confezionato le sue necessarie particelle.
Questo suggerisce che il virus satellite può
eseguire il trasferimento genico orizzontale
tra virus – parallelamente al modo in cui i
geni traghetti batteriofagi trasferiscono
l’informazione del loro DNA nel DNA dei
batteri o viceversa.
I Virophagi possono essere comuni nel
Plancton (Blooms.J plancton. Schmaltz /
NASA)
I risultati potrebbero avere implicazioni
globali, secondo alcuni virologi. Uno studio
metagenomica nelle acque degli oceani (4) ha
rivelato l'abbondanza di sequenze genetiche
strettamente legate al virus gigante,
portando sospettare che essi siano
parassiti comuni nel plancton.
Questi virus erano stati dimenticati da
molti anni, dice Claverie, perché i filtri
utilizzati per rimuovere i batteri
eliminavano anche i virus giganti.
La squadra di Raoult ha anche scoperto i
geni relativi allo Sputnik in un enorme
campionamento di dati, quindi questo
potrebbe essere il primo di una nuova,
comune famiglia di virus. "Si suggerisce che
ci sono altri rappresentanti di questa
famiglia virale, là fuori nell'ambiente",
dice Koonin.
Regolando la crescita e la morte del
plancton, i virus giganti ed i virus
satelliti Sputnik - come potrebbero avere
effetti importanti sui cicli dei nutrienti
ed il clima degli oceani. "Questi virus
possono essere i principali attori di
sistemi globali", dice Curtis Suttle, un
esperto di virus marini presso la University
of British Columbia a Vancouver.
"Penso che alla fine troveremo un gran
numero di nuovi virus nel mare e in altri
luoghi", dice Suttle - il 70% dei geni
virali identificati nelle indagini
oceaniche, non sono mai stati visti prima.
"Si sottolinea quanto poco si sa di questi
organismi".
Commento NdR: ma il “contatto” o la
vicinanza, di cui si parla nell'articolo, fra proteine complesse a
DNA (virus) - vedi:
DNA antenna
ricetrasmittente - puo’ alterare il
DNA della proteina gigante (Virofago),
facendo credere a questi ignoranti
“ricercatori”, che i virus siano “vivi”,
cosa assolutamente inesatta, in quanto anche
fra "virus", batteri e parassiti, i loro DNA si
scambiano informazioni, cio’ se necessario o
per errore, nei fatti essi si informatizzano
l’un l’altro indipendentemente dal contatto
fisico, per via delle emissioni
elettromagnetiche dei vari Cromosomi-DNA
esistenti e propri dei vari virus, batteri,
parassiti, presenti (autoctoni e/o
introdotti dall'esterno=eterologhi,
nell’organismo ospitante. Infatti il loro
vari DNA, nella loro parte misconosciuta (il
90% di esso) fanno parte e sono una vera
e propria rete Web biologica che comunicano
fra di loro, utilizzando i vari campi
elettromagnetici propri, di virus, batteri,
parassiti, per mezzo del Campo
Elerttromagnetico dell’ospitante, utilizzato
come vero e proprio supporto-oceanico per le
onde trasmesse e ricevute.
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Come si "fotografa" un "virus" - 04
Feb. 2011 - vedi:
Come si
isola un Virus
È possibile fotografare un virus. La singola
particella virale deve restare in posa solo
per qualche frazione di un miliardesimo di
secondo: tanto basta per ricreare la sua
struttura. Considerando che per dare una
forma all’adenovirus (NdR: quello che
dicono essere "causa" delle
congiuntiviti e delle gastroenteriti, ma
cosi' NON e' ! ), ci
sono voluti 12 anni di lavoro, potremmo dire
che ci troviamo davvero di fronte a uno di
quegli avanzamenti tecnologici che cambiano
la storia della scienza.
Questa è, in effetti, la speranza,
confessata su
Nature, di un’ottantina di ricercatori
(di 21 diversi centri) che hanno collaborato
allo scatto. Il primo nome dei credit
dell’immagine, però, spetta a
Janos Hajdu, dell’
Università di Uppsala in Svezia.
La macchina fotografica è il
Linac Coherent Light Source (Lclc), il
primo
laser al mondo a elettroni liberi che
produce raggi X duri (con una lunghezza
d’onda di 0,1 nanometri). È proprietà del
dipartimento per l’energia statunitense e si
trova presso lo Stanford Linear Accelerator
Center (Slac).
Il fascio di Lcls è un miliardo di volte più
luminoso dei classici raggi X, e così
intenso che può attraversare l’acciaio. In
teoria, grazie a questa macchina si
potrebbero osservare gli atomi in movimento,
o la formazione e la distruzione dei legami
chimici in tempo reale; per ora, gli studi
appena pubblicati (gli articoli su Nature
sono in realtà due) danno un assaggio delle
potenzialità di questo laser nel campo della
biologia.
Veniamo al sodo. Come hanno fatto a
fotografare un virus intatto ?
Hanno preso quello più grande che si
conosca, il
mimivirus, e lo hanno messo
sulla traiettoria del laser, poi hanno
aperto il fuoco. Ovviamente il virus viene
disintegrato, ma ciascun impulso è talmente
veloce, dura pochi milionesimi di un
miliardesimo di secondo, che si riescono a
ottenere tutte le informazioni necessarie a
ricreare la sua immagine prima che esploda.
Ma come sempre non si dice che se ne scopre
solo la forma !
Foto di un Virus:
Come potete osservare non se ne
vedono gli aspetti esterni
Dei
centinaia di
mimivirus messi sotto i raggi
X, solo due hanno prodotto abbastanza dati
!?.
Le loro foto mostrano la struttura a 20 lati
dell’involucro virale; un’area di materiale
più denso è inoltre visibile all’interno, e
"potrebbe" essere il DNA. Secondo i
ricercatori, impulsi ancora più brevi e più
brillanti, focalizzati su aree più piccole,
potrebbero aumentare di molto la risoluzione
di queste immagini, per rivelare dettagli
grandi quanto un nanometro. Magari, per
riuscire a cogliere persino le variabilità
individuali.
Hajdu aveva immaginato questo metodo di
indagine circa un decennio fa, e i
ricercatori all'
Arizona State University, dello
Slac e dell’Università di Uppsala hanno
speso anni per sviluppare la strumentazione
specializzata: quella necessaria a iniettare
il campione nel fascio di raggi; poi, il
Max Planck Advanced Study Group ha
prestato la sua strumentazione
ultrasensibile,
Camp, in grado di registrare ogni
singolo fotone.
“ Questi primi dati e queste prime immagini
lasciano davvero scorgere una nuova
frontiera della ricerca”. Parola di
Persis S. Drell, direttrice dello Slac.
By Tiziana Moriconi - Riferimenti:
Wired.it - Tratto da galileonet.it
Commento NdR: cio' comprova che il
virus
dell'AIDS NON
e' MAI stato
fotografato, ma hanno
spacciato foto fasulle con dei disegni ...e che quando
"fotografano" un virus, fotografano
l'aspetto esteriore, cioe' la forma di
queste proteine complesse a DNA = Virus, ma
non il contenuto e/o le vere funzioni di
queste proteine complesse eterologhe e non.
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"Virus" e
cervello, ecco come avvengono le
infezioni
SCOPERTA VIA con cui i VIRUS INFETTANO il
CERVELLO
Bloccare il percorso con cui certi virus,
detti "neurotropici", vengono veicolati
attraverso il sangue, la linfa ed il sistema
nervoso fino ai neuroni del cervello, dove
possono concausare encefaliti o
meningiti. E’ quello che vogliono
arrivare a fare Matteo Iannacone e i suoi
collaboratori dell’
Harvard Medical School di Boston e del
San Raffaele di Milano.
Gli scienziati, in particolare, in uno
studio pubblicato su Nature sono riusciti a
ricostruire tutti i passaggi dall’ingresso
del virus nell’organismo al momento in cui
invadono il sistema nervoso centrale.
Normalmente, spiegano gli stessi esperti, i
virus entrano nell’organismo attraverso la
cute (anche con i
Vaccini)
o le mucose attraverso l'acqua od i cibi
adulterati; prima di raggiungere la
circolazione del sangue devono pero’ passare
attraverso i linfonodi, che hanno l’importante compito di bloccare sul nascere
le invasioni dei microrganismi e di
sviluppare la risposta immunitaria, ma se
non sono sufficientemente efficienti essi
non bloccano il loro "passaggio", per cui
entrano nella via sanguigna, specie quelli
introdotti con i
vaccini,
che li distribuisce in tutto l'organismo, ma
specialmente nei
due
cervelli...
Proprio analizzando tutti questi passaggi, e
grazie a tecnologie d’avanguardia come la
microscopia intravitale multifotone,
Iannacone e collaboratori sono riusciti a
ricostruire tutti i momenti che portano il
virus fino al
cervello.
L’importanza di questo studio, spiegano i
suoi autori, ”e’ nella dimostrazione che i
linfonodi sono riccamente innervati e che
alcuni virus possono usare questa
caratteristica per
raggiungere il sistema nervoso”.
Scoperte importanti affinche’ si scopra
anche il modo di bloccare questa diffusione,
e che potrebbero avere un forte impatto su
molte malattie: tra i virus neurotropici
dell’uomo, infatti, ci sono anche quello
della rabbia e quello che provoca la febbre
del Nilo occidentale. Fonte: L'Unita'
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Evoluzione: un "virus" nel
cervello ha influenzato il
nostro cammino evolutivo ?
Un subdolo virus che si intrufola nel
cervello umano, capace di lasciare tracce
permanenti ed in grado persino di
influenzare l’evoluzione della nostra
specie. Fantascienza o nuova affascinante
scoperta ?
Queste le scoperte di un gruppo di
ricercatori giapponesi, pubblicate sulla
rivista
Nature.
La novità presentata nello studio del team
di ricercatori giapponesi sta nella scoperta
delle tracce, nel genoma umano e di altre
specie di mammiferi, del
bornavirus, che infetta principalmente i
neuroni.
Sequenze simili al gene endogeno N dei
bornavirus sono state rintracciate in
diverse linee di mammiferi e lo studio
suggerisce che questi eventi di integrazione
siano avvenuti in tempi diversi, circa 40
milioni di anni fa nel caso dei Primati,
meno di 10 milioni di anni fa per gli
scoiattoli.
Un altra straordinaria sorpresa, viene dal
fatto che due di queste sequenze, presenti
nel genoma umano, contengono le cosiddette
Open Reading Frames, ovvero obbligano le
cellule a dare
origine a certe proteine.
In uno di questi due casi è stato dimostrato
che, la proteina co-prodotta da questo gene
ereditato dal bornavirus, sia anche in grado
di interagire con diversi processi
cellulari.
Non solo una testimonianza molecolare
fossile di un’antica infezione virale
dunque, ma una vera e propria partecipazione
all’evoluzione da parte del piccolo
bornavirus, che inserendo il suo materiale
genetico DNA ha dato
il via ad una nuova imprevedibile fonte di
innovazione del nostro genoma.
Fonte: pikaia.eu
La
Merck ammette l'inoculazione
del virus del cancro -
La divisione vaccini della
farmaceutica
Merck,
ammette l'inoculazione del virus del cancro per
mezzo dei
vaccini.
La sconvolgente intervista
censurata, condotta
dallo studioso di storia medica Edward Shorter
per la televisione pubblica di Boston WGBH e la
Blackwell Science, è stata
tagliata dal libro "The
Health Century" a causa dei sui contenuti -
l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente
iniettato il virus (SV40 ed altri) nella
popolazione di tutto il mondo.
Questo filmato contenuto nel documentario "In
Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism",
prodotto e creato liberamente dalle associazioni
di tutela dei consumatori e dall'esperto di
salute pubblica, Dott.
Leonard Horowitz,
caratterizza l'intervista al
maggior esperto di
vaccini del mondo, il Dott. Maurice
Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso
l'AIDS, la
leucemia e altre orribili piaghe nel
mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
Nei
vaccini venduti al terzo mondo si é
scoperto che molti di questi contenevano
l'ormone B-hCG un anti fertile se
immesso in un
vaccino.
La corte Suprema delle Filippine ha scoperto
che oltre 3 milioni di ragazze e donne hanno
assunto questi vaccini contaminati, cosí
come in Nigeria, Tailandia ecc...
Per chi non abbia ancora visto questi
video-documenti scioccanti:
http://uk.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
http://it.youtube.com/watch?v=wg-52mHIjhs&feature=related
Sembrerebbe che oltre al profitto a tutti i
costi, ci sia dietro qualcosa d'altro....impedire
alle donne dei paesi del terzo
mondo... di avere figli....
I
Vaccini
creano
Mutazioni Genetiche
nei
Mitocondri delle
cellule, mutazioni che
sono trasmissibili alla prole,
dalla via materna. Nelle cellule
infettate da virus si
risvegliano
i virus piu’ vecchi.
Dei ricercatori hanno osservato che
quando il metabolismo della cellula
infettata da un virus (NdR: che puo’
essere anche
vaccinale) essa viene
ingannata al fine di riprodurre il
virus che la infetta, pero’ in essa decade
la funzionalità di alcune
reazioni biochimiche di contenimento
e di funzione cellulare:
sintesi e specializzazione delle
proteine,
specializzazione degli
enzimi e
duplicazione del
DNA.
Quindi anche l'infezione
da virus
vaccinale e’ in grado
quindi di riattivare genomi di
precedenti virus, o di quelli
iniettati
con i vaccini ai genitori,
nonni, avi del vaccinato, virus, che
erano divenuti parte del genoma
delle cellule dei genitori, nonni,
avi, generando anticipatamente
qualsiasi tipo di patologia; il
meccanismo si chiama
slatentizzazione = liberare
anticipatamente patologie.
Di fatto i
Vaccini sono un
cocktail di Tossine
altamente
pericolose che possono
rimanere inerti per anni e
riesplodere come
bombe a
tempo anche dopo 30-40
anni o piu’, in uno stato febbrile…
che alterano il
Terreno in modo
importante, specie negli organismi
non perfettamente sani, per problemi
ereditari e/o di alimentazione
inadatta alla Perfetta Salute.
Un esempio
sulle
alterazioni genetiche del DNA da parte
dei virus
vaccinali
(contenuti
nei
vaccini):
AUTISMO:
FINANZIATO STUDIO su DNA dei VIRUS - 22 Gen.
2011
Il Laboratorio di Psichiatria Molecolare e
Neurogenetica del Campus Bio-Medico ha
ottenuto uno dei tre assegni del primo
programma ‘Trailblazer’ della
Fondazione statunitense Autism Speaks,
dedicato a ricerche sulla sindrome autistica
con forte impatto potenziale di novità
Gameti infettati da virus con un genoma
in grado di restare ‘intrappolato’ al loro
interno o, addirittura, di andare ad
aggiungersi alle sequenze genomiche delle
cellule riproduttive umane, per trasmettersi
al nascituro nel momento della fecondazione;
sequenze di DNA virale capaci di mantenersi
‘latenti’ fino al primo trimestre di
gravidanza e quindi di attivarsi, provocando
la compromissione del funzionamento di
alcune cellule del sistema nervoso e, di
conseguenza, l’emergere della malattia: è la
suggestiva ipotesi di studio sull’autismo,
pienamente fondata a livello scientifico,
per mezzo della quale il
Laboratorio di Psichiatria Molecolare e
Neurogenetica dell’Università Campus
Bio-Medico di Roma, diretto dal Prof.
Antonio Persico, ha ottenuto un
finanziamento di circa 80 mila dollari
nell’ambito del primo ciclo del programma
Trailblazer della Autism Speaks, fondazione
nordamericana che finanzia ricerche
rivoluzionarie nella lotta contro la
sindrome dell’autismo.
“L’idea – spiega il docente – è frutto, tra
le altre cose, dell’immenso rispetto per le
ricerche compiute negli ultimi vent’anni da
dozzine di genetisti su questa patologia,
con le quali si sono cercate ricorrenze
significative di mutazioni genetiche nel DNA
dei genitori di bambini affetti da questa
sindrome.
I risultati, tuttavia, hanno evidenziato che
tali mutazioni genetiche possono spiegare
non più del 15-20% dei casi di autismo. Per
questo, riteniamo che almeno una parte del
restante 80% delle sindromi autistiche
potrebbe essere causata dal meccanismo che
ipotizziamo”.
Secondo gli scienziati, occorre considerare
anche la cosiddetta ‘ereditabilità’ della
malattia: i dati scientifici, infatti,
indicano con certezza che una coppia con
figlio autistico ha 150 volte più della
popolazione generale la possibilità che una
seconda gravidanza dia un altro figlio
affetto da autismo.
Ecco, dunque, l’ipotesi che quel ‘qualcosa’
che necessariamente si trasmette da genitori
a figli per produrre in questi ultimi la
sindrome autistica non sia genoma umano, ma
DNA virale celato all’interno delle sue
sequenze.
Lo studio del Prof. Persico verrà condotto
in collaborazione con l’Istituto di
Endocrinologia dell’Università Cattolica del
Sacro Cuore per l’ambito andrologico, con
l’Unità Operativa di Anatomia Patologica del
Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
per l’attività di microscopia elettronica e
con il contributo del Dipartimento di
Neuropsichiatria Infantile del Policlinico
Universitario di Tor Vergata per completare
il reclutamento dei soggetti padri di
individui autistici, in parte reclutati
anche presso l’Ambulatorio di
Neuropsichiatria Infantile del Policlinico
Universitario Campus Bio-Medico, diretto
dallo stesso Persico.
“La nostra teoria – aggiunge il Prof.
Persico – sarebbe tra l’altro compatibile
anche con tutta una serie di alterazioni
tipicamente presenti nei soggetti autistici
a livello immunitario, biochimico e della
curva di crescita: elementi che ci fanno
ritenere possibile una patogenesi che
affianchi alla disfunzione regolativa a
livello immunitario anche una sorta di
‘interruttore’ di tipo virale”.
Per questo, una parte dei finanziamenti
saranno usati per testare la presenza di
migliaia di sequenze virali nel seme di
soggetti che hanno accettato di sottoporsi
all’esperimento.
Le prospettive, in caso di conferma
dell’ipotesi allo studio, sono importanti:
la facilità, in ambito diagnostico, di
confermare la presenza di specifiche
‘sequenze virali tipiche’ nel DNA dei
soggetti autistici, così come la
possibilità, a livello di prevenzione, di
impedirne la diffusione, di controllarne
l’attivazione, oppure di limitarne i danni
nel nascituro.
“Anche dal punto di vista delle cure –
chiarisce Persico – pur non esistendo
farmaci efficaci contro tutti i virus,
saremmo in grado di indirizzare in modo
molto più ‘mirato’ le terapie esistenti e la
ricerca farmacologica”.
Il Prof. Antonio Maria Persico si occupa di
autismo dal 1997. Ha coordinato la raccolta
di oltre 400 famiglie (DNA, RNA, plasma,
siero, etc.) con uno o più soggetti
autistici reclutate in tutta Italia per
studi di genetica, biochimica, immunologia e
psicopatologia dell’autismo. È co-fondatore
e segretario della SIRFA, la Società
Italiana per la Ricerca e la Formazione
sull’Autismo, nata nel marzo 2006 per
promuovere a tutti i livelli la formazione,
la ricerca, le iniziative e le pubblicazioni
utili alla cura della sindrome autistica.
Fonte: unicampus.it
Quindi per riassumere, i virus
e particolarmente quelli estranei=eterologhi
- vedi: (E),
sono in grado di modificare il
“programma di sistema”, cio’ significa
che i virus, per esempio quelli dei
vaccini
alterano, piu' o meno intensamente, il
DNA mitocondriale e/o
nucleico, questo perche’, i
vaccini,
bypassando le normali difese
immunitarie che dalla nascita sono
qualificabili come aspecifiche le quali sono
in sintesi,
pelle,
polmoni,
sistema gastro-intestinale,
ecc., ed essendo veicolati dall’iniezione
vaccinale direttamente nel
sangue, raggiungono facilmente e
direttamente le
cellule nelle quali potranno, una volta
che la cellula li introdurra’ nel suo
interno, attraverso la
membrana cellulare nel
citoplasma per decodificarli,
con il loro file di “programma
eterologo=estraneo" destabilizzare ed
alterare
il sistema
immunitario aspecifico e fisiologico
d’insieme”.
Questa azione di
"decodifica=riconoscimento", riprodurra’ il file
estraneo nel
mitocondrio della cellula, inserendolo nel suo proprio
DNA, ed alle volte cio’ succede anche nel
DNA nucleico, producendo
danni piu’ o meno gravi (subito
o nel tempo) a seconda del
tipo e della qualita' del "programma immunitario" che
si trova
nell’essere vivente ospitante, ed a seconda
se eì gia' piu’ o meno
predisposto alla somatizzazione (slatentizzazione)
di una o piu’
malattie.
Nei casi in cui il
sistema immunitario e
quello generale dell’organismo sia in grado
di “assorbire” il
file tossico virale, quell’essere
diverra’ un portatore sano che trasmettera’
dal suo DNA alterato, l’informazione
patologica, alla progenie,
trasmettendo e quindi generando
la sofferenza e la malattia sulla sua
discendenza…..figlio, nipote, bisnipote,
tris nipote, fino alla 4° generazione, nella
quale e’ possibile che il DNA si autotipari
e nel caso che uno di questi discendenti
somatizzi una o piu’ malattie generate da
quel “virus” tossico, il DNA eliminera’ dal
suo interno il file tossico ricevuto dai
suoi avi, con un meccanismo di
autoriparazione, gia’ previsto dal “sistema
operativo corporeo”.
Ricordiamo che i
vaccini
a
batteri od a
spore, contengono anch'essi del
DNA eterologo=estraneo, nei mitocondri
delle
cellule
che li compongono.
Promemoria IMPORTANTE per capire bene
cosa avviene, quando un virus
raggiunge e viene introdotto da una o piu'
cellule, specie se
esso e' Eterologo = ESTRANEO (ad es.
quelli dei
vaccini):
Gli
enzimi protease possono
rompere
questa pellicola
di
proteine del capside virale,
permettendo il rilascio delle informazioni
biochimiche della catena complessa del
DNA/RNA virale, che viene decodificata dal
Mitocondrio.
Spiegazione, con linguaggio informatico, del
meccanismo dei virus negli organismi
viventi:
Tratto da:wikipedia.it
Virus informatici:
Nell'ambito
dell'informatica
un virus è un
software, appartenente alla categoria
dei
malware, che è in grado, una volta
eseguito, di infettare dei
file in modo da riprodursi facendo copie
di sé stesso, generalmente senza farsi
rilevare dall'utente.
I virus possono essere o non essere
direttamente dannosi per il
sistema operativo che li ospita, ma
anche nel caso migliore comportano un certo
spreco di risorse in termini di
RAM,
CPU e spazio sul
disco fisso. Come regola generale si
assume che un virus possa danneggiare
direttamente solo il software della macchina
che lo ospita, anche se esso può
indirettamente provocare danni anche all'hardware,
ad esempio causando il surriscaldamento
della CPU mediante
overclocking, oppure fermando la ventola
di raffreddamento.
Nell'uso
comune il termine virus viene frequentemente
ed impropriamente usato come sinonimo di
malware, indicando quindi di volta in volta
anche categorie di "infestanti" diverse,
come ad esempio
worm,
trojan o
dialer.
Coloro che
creano virus sono detti
virus writer.
I virus
informatici presentano numerose analogie con
quelli biologici per quello che riguarda il
ciclo di vita, che si articola nelle fasi
seguenti:
creazione: è
la fase in cui lo sviluppatore progetta,
programma e diffonde il virus. Di solito i
cracker per la realizzazione di virus
utilizzano linguaggi di programmazione a
basso livello (quali l'assembler e il C) in
modo da ottenere codice virale di pochi
centinaia di byte. La diffusione di
pacchetti software che permettono anche ad
utenti inesperti di creare virus
pericolosissimi ha reso accessibile il
procedimento di creazione anche a persone
senza competenze.
incubazione:
il virus è presente sul computer da colpire
ma non compie alcuna attività. Rimane inerte
fino a quando non si verificano le
condizioni per la sua attivazione;
infezione: il
virus infetta il file e di conseguenza il
sistema
attivazione:
al verificarsi delle condizioni prestabilite
dal cracker, il virus inizia l'azione
dannosa.
propagazione:
il virus propaga l'infezione, riproducendosi
e infettando sia file nella stessa macchina
che altri sistemi
riconoscimento: il virus viene riconosciuto
come tale e viene individuata la stringa di
riconoscimento, ossia la firma che
contraddistingue ciascun virus
estirpazione:
è l'ultima fase del ciclo vitale del virus.
Il virus viene eliminato dal sistema.
I virus
informatici più semplici sono composti da
due parti essenziali, sufficienti ad
assicurarne la replicazione:
una routine
di ricerca, che si occupa di ricercare dei
file adatti ad essere infettati dal
virus e controlla che gli stessi non ne
contengano già una copia, in modo da evitare
l'infezione ripetuta di uno stesso file;
una routine
di infezione, con il compito di copiare il
codice del virus all'interno di ogni file
selezionato dalla routine di ricerca in modo
che venga eseguito ogni volta che il file
infetto viene aperto, in maniera trasparente
rispetto all'utente.
Molti virus
sono progettati per eseguire del codice
estraneo alle finalità di replicazione del
virus stesso e contengono dunque altri due
elementi:
la routine di
attivazione, che contiene i criteri in base
ai quali il virus decide se effettuare o
meno l'attacco (es. una data, o il
raggiungimento di un certo numero di file
infetti);
il payload,
una sequenza di istruzioni in genere dannosa
per il sistema ospite, come ad esempio la
cancellazione di alcuni file o la
visualizzazione di messaggi sullo schermo.
I virus
possono essere criptati e magari cambiare
algoritmo e/o
chiave ogni volta che vengono eseguiti,
quindi possono contenere altri tre elementi:
una routine
di decifratura, contenente le istruzioni per
decifrare il codice del virus;
una routine
di cifratura, di solito criptata essa
stessa, che contiene il procedimento per
criptare ogni copia del virus;
una routine
di mutazione, che si occupa di modificare le
routine di cifratura e decifratura per ogni
nuova copia del virus.
A seconda del
tipo di danni causati, i virus si
classificano in:
innocui: se
comportano solo una diminuzione dello spazio
libero sul disco senza nessun'altra
alterazione delle operazioni del computer;
non dannosi:
se comportano solo una diminuzione dello
spazio libero sul disco, col mostrare
grafici, suoni o altri effetti multimediali.
dannosi:
possono provocare problemi alle normali
operazioni del computer (ad esempio,
cancellazione di alcune parti dei file);
molto
dannosi: Causano danni difficilmente
recuperabili come la cancellazione
d'informazioni fondamentali per il sistema
(formattazione di porzioni del disco).
Ciò che
distingue i virus è la modalità di
replicazione e di diffusione: un virus è un
insieme di "frammento di codice" che non può essere
eseguito separatamente da un programma
ospite.
Prima della
diffusione su larga scala delle connessioni
ad
Internet, il mezzo prevalente di
diffusione dei virus da una macchina ad
un'altra era lo scambio di floppy disk
contenenti file infetti o un virus di boot.
Il veicolo preferenziale di infezione è
invece oggi rappresentato dalle
comunicazioni
e-mail e dalle reti di peer to peer.
Sintomi
più frequenti di infezione
Rallentamento
del computer: il computer lavora molto più
lentamente del solito. Impiega molto tempo
ad aprire applicazioni o programmi. Il
sistema operativo impiega molto tempo ad
eseguire semplici operazioni che solitamente
non richiedono molto tempo[11];
Impossibilità
di eseguire un determinato programma o
aprire uno specifico file;
Scomparsa di
file e cartelle: i file memorizzati in
determinate cartelle (di solito quelle
appartenenti al sistema operativo o a
determinate applicazioni) sono scomparse
perché cancellate dal virus. Potrebbero
scomparire intere cartelle e directory;
Impossibilità
di accesso al contenuto di file:
all'apertura di un file, viene visualizzato
un messaggio di errore o semplicemente
risulta impossibile aprirlo. Un virus
potrebbe aver modificato la
File Allocation Table (FAT) provocando
la perdita degli indirizzi che sono il punto
di partenza per la localizzazione dei file;
Messaggi di
errore inattesi o insoliti: visualizzazione
di finestre di dialogo contenenti messaggi
assurdi, buffi, dispettosi o aggressivi;
Riduzione di
spazio nella memoria e nell’hard disk:
riduzione significativa dello spazio libero
nell’hard disk; quando un programma è in
esecuzione, viene visualizzato un messaggio
indicante memoria insufficiente per farlo
(sebbene questo non sia vero e ci siano
altri programmi aperti);
Settori
difettosi: un messaggio informa della
esistenza di errori nella parte di disco
sulla quale si sta lavorando e avverte che
il file non può essere salvato o che non è
possibile eseguire una determinata
operazione;
Modifiche
delle proprietà del file: il virus modifica
alcune o tutte le caratteristiche del file
che infetta. Di conseguenza risultano non
più corrette o modificate le proprietà
associate al file infettato. Tra le
proprietà più colpite: data/ora (di
creazione o dell’ultima modifica), la
dimensione…;
Errori del
sistema operativo: operazioni normalmente
eseguite e supportate dal sistema operativo
determinano messaggi di errore, l’esecuzione
di operazioni non richieste o la mancata
esecuzione dell’operazione richiesta;
Duplicazione
di file: se ci sono due file con lo stesso
nome ma con estensione rispettivamente EXE e
COM, quello con estensione COM sarà un
virus. I virus fanno così perché in caso di
presenza di due file con lo stesso nome il
sistema operativo eseguirà sempre per primo
quello con estensione COM;
Ridenominazione di file: un virus può
rinominare i file infettati e/o file
specifici;
Problemi di
avvio del computer: il computer non si avvia
o non si avvia nella solita maniera;
Blocchi del
computer: nonostante l’apertura di pochi o
nessun programma e la mancanza di un pesante
carico sul sistema, questo si blocca (‘crasha’),
rendendo necessario l’utilizzo del
Task Manager per rimuovere il task
bloccato o riavviare il computer;
Interruzione
del programma in esecuzione senza che
l’utente abbia eseguito operazioni
inaspettate o fatto qualcosa che potrebbe
aver provocato questo risultato;
Apertura e
chiusura del lettore Cd/DVD senza intervento
dell’utente;
Tastiera e/o
mouse non funzionanti correttamente: la
tastiera non scrive ciò che è digitato
dall’utente o esegue operazioni non
corrispondenti ai tasti premuti. Il
puntatore del mouse si muove da solo o
indipendentemente dal movimento richiesto
dall’utente;
Scomparsa di
sezioni di finestre: determinate sezioni
(pulsanti, menu, testi etc…) che dovrebbero
apparire in una particolare finestra sono
scomparse o non vengono visualizzate.
Oppure, in finestre nelle quali non dovrebbe
apparire nulla, appaiono invece icone strane
o con contenuto insolito (ad esempio nella
taskbar di Windows
Riavvio
spontaneo del computer;
Antivirus
disattivato automaticamente;
Programmi
all'improvviso non più funzionanti o
malfunzionanti;
Lentezza
della connessione Internet;
Emissione da
parte del computer di suoni insoliti;
Microsoft
Internet Explorer si blocca o comunque
funziona male dando continui errori (ad
esempio non riesce a chiudere la finestra
delle applicazioni)
Si tenga
comunque presente che i sintomi appena
descritti potrebbero essere riconducibili a
cause diverse da virus. Nel caso di presenza
di uno o più di questi sintomi, è comunque
consigliabile l'esecuzione di una scansione
antivirus del sistema;
Tecniche
usate per il rilevamento di virus
Non esiste un
metodo generale per individuare un virus
all'interno di un sistema. Le tecniche di
rilevamento utilizzate dagli antivirus sono
diverse: utilizzate contemporaneamente
garantiscono un'ottima probabilità di
rilevamento della presenza di un virus. In
base alle tecniche di rilevamento usate, gli
antivirus si distinguono in tre tipi:
programmi di
monitoraggio:mirano a prevenire un'infezione
mediante il controllo di attività sospette
(ad esempio, la richiesta di formattazione
di un disco oppure l'accesso a zone
privilegiate di memoria). Sono importanti
perché rappresentano la prima linea di
difesa. Ma sono facili da bypassare
attraverso la tecnica di
tunnelling.
scanner:
effettuano la ricerca dei virus attraverso
due tecniche:
il confronto
tra le firme memorizzate in un database
interno, con quelle, eventualmente,
contenute nei file infetti;
l'utilizzazione delle
tecniche euristiche per i virus che sono
cifrati o sconosciuti.
programmi
detection: utilizzano due tecniche:
verifica
dell'integrità: calcolano l'hash
dei file da confrontare successivamente coi
nuovi valori risultanti da un nuovo calcolo
per verificare che i file non abbiano subito
modifiche nel frattempo.
tecniche
euristiche: salva le informazioni
sufficienti per ripristinare il file
originale qualora questo venga danneggiato
da un virus.
vedi:
Meccanismo dei danni dei vaccini a virus
vedi: Meccanismo delle
Mutazioni
cromosomiche
cercare in questa pagina :
Aberrazioni Cromosomiche
+
Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare
(del mitocondrio).
Continua in:
Virus -
2