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Tonsilliti: molti
i
sintomi, altrettante le terapie
Le tonsille sono
organi linfatici posti nella parte posteriore
della gola e devono proteggere l'organismo dalla
penetrazione dei germi. Facile quindi,
soprattutto nei cambi di stagione, che si
infiammino causando sintomi come dolore, rossore
e la formazione di membrane fibrinose sulla loro
superficie.
Tra i principali rimedi
omeopatici delle
tonsilliti si segnala Belladonna, quando il mal
di gola è scatenato da un'esposizione al freddo
e il dolore è accompagnato da bruciore,
secchezza delle mucose e febbre. Se le tonsille
si presentano infiammate, molto ingrossate,
gonfie, e il dolore è pungente e bruciante, e
migliora con le bevande fredde, si prescrive Apis mellifica.
Invece Phytolacca è indicato se il mal di gola
prevale sul lato destro e si irradia
all'orecchio; sono di solito presenti membrane
biancastre sulle tonsille e il dolore si aggrava
assumendo bevande calde mentre quelle fredde
sono sopportate meglio.
Sintomi associati sono
raucedine e tosse secca, "di gola". Nei casi in
cui sono presenti una spessa patina sulla
lingua, alitosi marcata, salivazione abbondante,
membrane bianco-giallastre diffuse, linfonodi
ingrossati, il rimedio più indicato, e tra i più
prescritti in caso di tonsillite, è Mercurius
solubilis. Ci sono varie tipologie di questo
rimedio, che presentano indicazioni specifiche.
Per esempio la localizzazione a destra della
tonsillite indica Mercurius protoiodatus, mentre
se la patologia è localizzata a sinistra si usa
preferibilmente Mercurius bi-iodatus; Mercurius
cyanatus è utilizzato quando il dolore è simile
a quello di una piaga o di una ferita aperta e
sono presenti membrane bianco-giallastre diffuse
in tutto il cavo orale.
Hepar sulphur è indicato quando il dolore è
puntorio, con la sensazione di avere una lisca
di pesce in gola, e il dolore migliora assumendo
bevande calde. Si utilizza Nitric acidum se il
dolore si diffonde all'orecchio e la
deglutizione, anche solo di un cucchiaino
d'acqua, provoca l'aggravamento del dolore.
Infine Iodum, un rimedio utile nei casi di
tonsillite che si manifestano con il clima caldo
umido. Il dolore migliora uscendo all'aperto,
dopo aver mangiato, mentre gli sforzi causano
debolezza e una copiosa sudorazione.
By Elio Rossi - Tratto da repubblica.it
Commento NdR
questo medico si e’ dimenticato delle cose piu’
importanti e cioe’: pulire l’intestino con il
clistere
casalingo + assumere
fior di zolfo +
alimentarsi con
verdure e frutta cruda e secondo i
dettami dell'Emodieta, da 3 a 7 giorni
+
Cloruro di Magnesio +
fermenti lattici
Togliere le
tonsille: a chi conviene ? .....ai
medici della chirurgia ed agli ospedali che
ospitano i malati.....per
l'asportazione....il tutto rende molto $$,
eppure guarire dalle tonsilliti
e'
facilissimo
e costa
pochissimo.
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
vedi:
Fibrosi Cistica
+ Catarro Tosse Raffreddore
+
DIGESTIONE
+ Polmoni e vie respiratorie
+ Umeboshi ed altri prodotti
naturali
+ Diarrea
+
Stitichezza
+
Mangiare crudo = Crudismo
+
Fitoterapici nel
rapporto fra Alimentazione e Patologie delle vie
respiratorie superiori
Le RICERCHE
MOSTRANO un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia
di miliardi di microbi che abitano il corpo
umano vivono principalmente nell’intestino, dove
ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le
vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora,
recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato
che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino,
fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10
anni, vari studi hanno collegato il
microbioma intestinale a una serie di
comportamenti complessi, come umori ed emozioni,
appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al
mantenimento della funzionalità cerebrale, ma
non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di
disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo. Una delle modalità più
sorprendenti con cui il microbioma influisce sul
cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in
cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta
preparando a rispondere al mondo circostante”,
spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze
presso la facoltà di veterinaria dell’Università
della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema
microbico della madre si modifica - per esempio
a causa di infezioni, stress o diete - ciò
cambierà il micro bioma intestinale del neonato,
e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la
possibilità che il microbioma abbia un ruolo
nelle malattie neurodegenerative come
l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com :
http://tinyurl.com/kaa2j36
Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche
e non solo per i
vaccini che il neonato subisce dai
due, tre mesi in avanti…infatti se una
madre ha delle
amalgami dentali in bocca (contengono
mercurio) il neonato potra’ subire delle
conseguenze anche gravi.
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TONSILLECTOMIA
In Italia ogni 10.000 bambini, dai quattro ai
nove anni, 94,3 subiscono l'asportazione delle
tonsille: sono 70.000 interventi all'anno. La
variabilità sul territorio italiano è
significativa. Ogni 10.000 abitanti (in tutte le
fasce di età), in Piemonte si fanno 19
tonsillectomie, in Basilicata 3,5. In teoria ciò
accade perché chi vive in regioni fredde è più
soggetto a
infiammazione alle tonsille.
Perché allora in Lombarda e nel Lazio si esegue
lo stesso numero di interventi ogni 10.000
abitanti ?
Perché a Bolzano 16 ogni 10.000 e a qualche
decina di chilometri, a Trento, 8,6 ogni 10.000
?
In Gran Bretagna e Scozia il numero di ricoveri
è più basso del 20-30 per cento che in Italia.
Ma chi sbaglia ? Alcuni operano troppo o altri
troppo poco.
Secondo la Società italiana di pediatria nel
30 per cento dei casi le
tonsillectomie non sono necessarie e si
potrebbero evitare se tutti i medici seguissero
le indicazioni date dall'Istituto Superiore di
Sanità:
www.pnlg.it/LG/007tonsille:
l'intervento può essere utile quando le tonsille
e le adenoidi sono tanto ingrossate da ostruire
il respiro di notte; oppure quando gli episodi
di mal di gola sono davvero molto frequenti, una
decina in due anni.
Rispondono a queste
caratteristiche solo i casi estremi dei 70 mila
che sono stati purtroppo operati, cioe' una minimissima
parte.....
vedi: Fior di Zolfo
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Tonsille, non
conviene più darci un taglio
Molti interventi che
si facevano una volta erano inutili. Oggi è
diminuito il numero e soprattutto sono cambiate
le ragioni per cui si opera.
Ai figli dei medici le
tonsille venivano tolte meno che agli altri
bambini. Lo ha rivelato uno studio
condotto in Svizzera.
Da intervento chirurgico di massa a "rarità"
medica: è quello che era succedendo alla
tonsillectomia, l'asportazione delle tonsille.
Un'intera generazione di quaranta-cinquantenni
non le ha più; bastava qualche mal di gola da
bambini perché si decidesse di toglierle. A
volte, in una famiglia, tutti i figli venivano
operati "a scopo preventivo", per preservare da
potenziali guai come i reumatismi dovuti allo
streptococco.
Ma l'utilità dell'intervento è stata messa in
dubbio dalla medicina e oggi, ridimensionato nei
numeri, l'intervento ha "cambiato volto": si
esegue sempre meno per le tonsilliti, sempre più
per risolvere disturbi della respirazione.
La tonsillectomia, come si chiama in gergo, è
ancora l'intervento più diffuso in Italia in età
pediatrica: sugli oltre 50 mila interventi
l'anno, tre quarti riguardano i bambini.
Ma i numeri delle operazioni sono molto
inferiori rispetto a qualche decennio fa.
Ancora troppi ?
"Fino a pochi anni fa la tonsillectomia era
un intervento discrezionale, con un'ampia
variabilità tra le regioni e tra i diversi
livelli socioeconomici: indizi concreti di
disaccordo tra i medici e inappropriatezza"
dice Enrico Materia, epidemiologo dell'Agenzia
di sanità pubblica del Lazio.
Per questo, nel 2003 sono state messe a punto
linee guida con l'indicazione dei casi in cui
l'intervento è raccomandato.
E, a distanza di
quattro anni, ora si tirano le somme.
Dai 62 mila interventi del 2001 si è passati ai
52 mila circa nel 2003, e a 54 mila nel 2004,
ultimo anno per cui sono disponibili i dati. "E
diminuita soprattutto la variabilità tra le
regioni, un segno che le linee guida hanno
migliorato l'appropriatezza degli interventi"
aggiunge Materia.
Ma oltre a calare di
numero, stanno cambiando i motivi per cui si
tolgono, Se una volta si credeva che,
eliminandole, si evitassero le conseguenze più
pericolose delle infezioni, oggi tonsille e
adenoidi vengono asportate per il problema delle
apnee notturne. "Si è visto che l'ipertrofia
tonsillare gioca un ruolo in questo disturbo, i
cui sintomi principali sono il russare e
l'arresto del respiro durante il sonno (vedi
sotto *) " dice Eugenio Pallestrini, presidente
degli otorinolaringoiatri ospedalieri liguri.
"Nel caso di tonsilliti, invece, l'intervento
è suggerito solo se le infezioni sono ripetute
(almeno cinque l'anno) e gravi" dice Michele
Gangemi, presidente dell'Associazione culturale
pediatri.
Uno studio sul
British Medical Journal esamina
invece l'utilità della tonsillectomia negli
adulti colpiti da faringiti ricorrenti. Sembra
esserci un piccolo vantaggio ma, dice
l'editoriale, chi decide di toglierle deve
considerare che facendolo, oltre a mezza
giornata in media di mal di gola in sei mesi
(contro due giorni senza intervenire), deve
sopportare 13 giorni di dolore postoperatorio.
By Chiara Palmerini – Tratto da Panorama n° 22 -
31/05/07
Commento NdR: E questa sarebbe la
"medicina scientifica".......ma non
scherziamo quella e medicina gestita da
"personaggi" che ignorano quali ne
siano le cause....
Oltre alla speculazione
affaristica, NON è affatto detto che
togliendo le tonsille le cose vadano meglio,
anzi si va facilmente verso le
infiammazioni
all'appendice...e poi calcoli alla cistifellea,
ecc., in quanto le tonsilliti sono
indice di alterazione del
pH
digestivo (acidosi) e di
disbiosi
intestinale, alterazione della
Flora batterica
autoctona, per cui togliendo il segnale che
le tonsille inviano, si va incontro a malattie
peggiori che non il curare una semplice
tonsillite con la medicina naturale, vedi in
alto.
(*) la Morte
improvvisa, morte
bianca, o nella culla (SIDS) e' dovuta ai
vaccini
e/o
amalgami dentali delle mamme, che sono le
vere cause di queste improvvise
morti di
bambini..!
Consigli naturali utili:
- Divenire vegetariani ed abbondare quindi con verdure tipo
lattuga e valeriana. Tutta la frutta va bene, ma
particolarmente papaia, banana ed ananas per la frutta
tropicale, e agrumi, mele, pere, cachi e uva per la frutta
di casa nostra.
Curare l'alimentazione
adatta:
Crudismo con
Emodieta
- Eliminare radicalmente ogni latticino, salumi, dolci, il
caffè, il the, la cioccolata. Tenere costantemente in tasca
o a portata di mano uvetta secca, fichi secchi e datteri.-
vedi: Specie
Umana, Progetto 3M - PDF (attenzione alle reazioni
individuali che possono essere anche non adatte
a questa dieta).
- Mezz’oretta al giorno da dedicare alla respirazione yoga,
e mezz’ora a camminate rilassanti più esercizi a corpo
libero.
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