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MALARIA = Tisana anti Malarica:
preparata con particolari piante della
Tanzania
THAILANDIA -
31/10/2011
Acqua potabile razionata
e casi di malaria, ancora emergenza in Thailandia
In alcune aree della capitale
l’acqua è contaminata, oltre 10mila persone hanno
lasciato i centri di accoglienza in direzione sud,
sgomberato un carcere e trasferiti 603 ergastolani.
Piani del governo per rilanciare l’economia e sostenere
l’industria. Colpito anche il settore della produzione
di hard disk. Vittime per allagamento e folgorazioni sei
volte superiori alla media.
Bangkok (AsiaNews) – In
alcune aree di Bangkok e dintorni, fra cui la zona di
Mahasawad Station, l’acqua potabile è contaminata; le
autorità hanno ridotto a due i periodi della giornata –
tra le 6 e 9 del mattino e 17 – 20 della sera – in cui
la cittadinanza può rifornirsi dalle autobotti. Al
momento sono almeno 10.343 le persone che hanno
abbandonato i rifugi di emergenza allestiti dal governo
nella capitale, trovando riparo in altre aree del Paese.
Problemi arrivano anche dalle carceri di massima
sicurezza: 603 ergastolani della casa circondariale di
Bangkwang sono stati trasferiti nella prigione di
SongKhla, nel sud della Tahilandia.
Ad oggi 30 distretti sui 50 che formano Bangkok sono
stati colpiti dalle alluvioni, ma solo in due casi la
situazione è di forte crisi. Intanto in alcune province
cominciano a diffondersi epidemie di malaria, causate
dalle precarie condizioni ambientali nelle zone
inondate.
vedi:
Malaria, il Vaccino e' pericoloso
+
Febbre
gialla
30
Ottobre 2011 - In Grecia sono
stati registrati 61 casi di malaria
negli ultimi 5 mesi.
Che segnano il ritorno di questa
malattia nell’UE (Unione Europea).
Tra gli infettati 33 sono greci che
non hanno mai viaggiato in un paese
dove questa patologia è endemica.
28, invece, sono immigrati
provenienti da zone a rischio. Lo
rende noto lo
European Centre for Disease
Prevention and Control (ECDC)
Commento NdR: Queste
informazioni sono la Verita', cioe' le prove, sulle
vere cause della malaria, la malnutrizione, la contaminazione
delle acque, e non le zanzare che li morsicano nei paesi
africani !
Il
parassita od i parassiti possono disturbare il soggetto,
ma non ne sono la causa, e' la sporcizia, la
malnutrizione, l'inquinamento delle acque da bere, che
preparano il terreno
alla possibile somatizzazione delle malattie ed i
parassiti non aiutano certo quei soggetti che si
ammalano.
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MALARIA
Due parassiti, il
Plasmodium vivax e il
Plasmodium knowlesi, sono la causa (NdR: occorre
dire per essere precisi, con-causa, in quanto se le
condizioni del Terreno
- Matrice, sono a loro
propizie essi possono colonizzare l'organismo, ma se non
lo sono, essi non possono nulla e non ammalano il
soggetto) delle forme di malaria più serie, anche
letali, che colpiscono l’essere umano.
La scoperta è
stata fatta grazie alla decodifica del genoma dei due
protozoi da parte dei ricercatori della
New York University School of Medicine (Usa) e del
Wellcome Trust Sanger Institute (G.b.).
Ai due studi che svelano i trucchi del plasmodio
Nature dedica questa settimana copertina ed
editoriale.
Finora i due ceppi erano stati sottovalutati dai
microbiologi. Le infezioni da P. vivax, infatti, un
tempo erano classificate come “benigne” mentre ora un
numero sempre maggiore di studi rivelano che sono
responsabili del 25 per cento dei 500 milioni di casi di
malaria a livello mondiale, e che possono essere letali.
Il P. vivax invade solo le
cellule del sangue ancora
immature (reticolociti) ma, secondo i ricercatori
statunitensi, ha un lungo periodo di quiescenza nel
fegato.
Anche il P. knowlesi, riportano i biologi inglesi, è
stato sottovalutato: probabilmente le infezioni sono
state confuse con quelle da P. malariae. Alcuni dei suoi
geni sembrano analoghi a quelli umani che regolano il
sistema immunitario, mimetismo che consentirebbe al
parassita di interferire con il riconoscimento delle
cellula
infette da parte del nostro organismo.
L’analisi dei due genomi ha
anche rivelato una stretta parentela tra i due ceppi. Le
recenti scoperte potrebbero aiutare nella messa a punto
di
vaccini e farmaci antimalarici che ancora mancano.
Si
contano soltanto due vaccini sperimentali per combattere
il P. vivax, contro i tredici vaccini e i ventitre
farmaci disponibili contro il P. falciparum, il
plasmodio più conosciuto. (e.r.) - Tratto da:
galileonet.it
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MALARIA - Enzima importante
per il
parassita della malaria
Un team di ricercatori provenienti da Portogallo e Stati
Uniti ha dimostrato come un enzima antiossidante che si
trova naturalmente nell'organismo ha un ruolo importante
nell'aiutare le persone a tollerare il parassita
Plasmodium che causa la malaria.
Le loro scoperte, finanziate in parte dall'UE e
pubblicate sulla rivista
Proceedings of the National Academy of Science (PNAS),
offrono un nuovo approccio alla cura di questa malattia
mortale.
Lo studio è frutto del progetto Xenome ("Engineering of
the porcine genome for xenotransplantation studies in
primates: a step towards clinical application"),
finanziato con 9,9 Mio EUR attraverso l'area tematica
"Scienze della vita, genomica e biotecnologia della
salute" del Sesto programma quadro (6° PQ) per studiare
nuove applicazioni mediche delle conoscenze ottenute nel
campo della genomica.
La malaria è
una delle cause principali di morte prematura in tutto
il mondo, ma rispetto al vasto numero di soggetti
infettati dal Plasmodium soltanto una percentuale
relativamente bassa (1%-2%) muore di questa malattia.
È infatti interesse del parassita tenere in vita il
proprio ospite. Si pensa che il fatto che una persona
muoia o meno a causa dell'infezione dipenda dalla
resistenza della persona all'infezione e dalla sua
abilità di tollerarla. Ma il meccanismo dietro tale
tolleranza non è stato compreso a fondo fino a questo
momento.
Un team di ricercatori, sotto la guida di Miguel Soares
dell'Instituto
Gulbenkian de Ciência in Portogallo, ha studiato
topi infettati dal Plasmodium. I ricercatori hanno
mostrato come il parassita si moltiplica dentro i
globuli rossi, facendoli esplodere e rilasciare
emoglobina (la proteina che lega l'ossigeno dentro la
cellula) nel flusso del sangue. Questa emoglobina che
circola quindi liberamente rilascia a sua volta i suoi
gruppi eme (ferro) con risultati a volte devastanti.
Tra le molte strategie utilizzate dai topi per
contrastare tale effetto, i ricercatori hanno osservato
che essi producono una maggiore quantità dell'enzima eme
ossigenasi 1 (HO-1), che distrugge i gruppi eme. I
ricercatori hanno scoperto che i topi infettati che
presentavano alti livelli di HO-1 erano protetti dallo
sviluppo di sintomi di malaria gravi. Questi risultati
hanno ricevuto conferma quando gli scienziati hanno
somministrato il farmaco antiossidante N-acetil-cisteina
(NAC) ai topi e hanno riscontrato lo stesso effetto
protettivo.
Il sistema eme/HO-1 descritto dal team fa luce sulle
forme cerebrali e non cerebrali della malaria acuta,
comprese quelle che portano alla fine a un collasso di
diversi organi. Significativamente lo studio ha inoltre
dimostrato che l'effetto protettivo dell'enzima HO-1
contro i gruppi eme che circolano liberamente aumenta la
tolleranza dell'ospite dell'infezione causata dal
Plasmodium.
"L'azione antiossidante dell'enzima HO-1 è parte della
naturale strategia di difesa dell'ospite contro il
parassita della malaria," ha spiegato il dott. Soares.
"Produce un potente effetto protettivo contro la malaria
ma, sorprendentemente, non sembra avere un effetto
diretto sul parassita. In alcuni casi la reazione
dell'ospite contro il parassita può portare alla morte
dell'ospite infettato. Il meccanismo protettivo offerto
dall'enzima HO-1 permette questa risposta dell'ospite
che mira ad uccidere il parassita senza compromettere la
propria sopravvivenza."
Secondo il dott. Soares, i risultati dello studio
indicano che gli approcci alternativi alla cura della
malaria dovrebbero concentrarsi non sull'eliminazione
del parassita direttamente, "ma piuttosto sul
miglioramento dello stato di salute dell'ospite, in modo
che possa uccidere il parassita e sopravvivere".
Questo
tipo di approccio "dovrebbe offrire una potente
protezione contro le forme gravi di malaria e così
salvare vite senza favorire la comparsa di ceppi
resistenti di Plasmodium", ha concluso.
I ricercatori sperano che la stessa strategia sarà
applicata a diverse altre malattie infettive.
Per maggiori informazioni,
visitare: Instituto Gulbenkian de Ciência:
http://www.igc.gulbenkian.pt/
Proceedings of the National Academy of Sciences:
http://www.pnas.org/
Ulteriori informazioni sulla ricerca per la salute
finanziata dall'UE:
http://ec.europa.eu/research/health/index_en.html
Commento NdR: ....come volevasi dimostrare, le
campagne vaccinali
(effettuate nelle varie nazioni del mondo, soprattutto
quelle del terzo mondo) sono le
principali responsabili, assieme ai processi
malnutrizione per
alimentazione carente, non adatta od
industriale, del
pH
digestivo, dell'alterazione
della flora batterica e del
sistema enzimatico nell'intestino,
sede ove i parassiti normalmente si insediano
per mancanza di antagonisti (Flora
autoctona).
SOLO i soggetti che hanno
pH
digestivo,
flora batterica e
sistema enzimatico in ordine, non sono soggetti
all'influenza nefasta dei
parassiti, quindi
NON
VACCINARSI e'
d'obbligo per poter stare sempre bene !
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Abbiamo sconfitto la malaria
per sempre, con la
Medicina naturale
!
Bevendola per qualche giorno e per piu' volte, ogni
tanto e si
rimane immuni.
Dopo queste assunzioni i
medici della Tanzania affermano che si
rimane immuni dalla malaria cosa ribadita anche da altri
erboristi. Per ora la formulazione e' ancora segreta.
La persona (medico) che ce l’ha fornita (ricetta) pur
frequentando zone ad alto rischio ed in continuazione,
non si infetta; anche tutti i suoi famigliari ed amici
utilizzando la stessa pozione, hanno la stessa immunita’ da vent’anni.
Ormai questa preparazione fitoterapica e' stata testata
anche in un ospedale in Tanzania su oltre 100 pazienti,
i quali sono TUTTI guariti in 3-5 giorni, i vetrini del
sangue esaminati e controllati al microscopio ed altro,
confermano la guarigione ed anche l'assenza del parassita !
Se si deve andare in zone malariche e si assume la
tisana per soli tre giorni, si rimane immuni per circa 6
mesi.
Le capsule con queste piante liofilizzate sono
state preparate e somministrate a circa 100 malati
(ospedalizzati e sotto controllo medico e di
laboratorio) i quali sono tutti guariti !
By dott. F. P. Iaccarino
(medico)
Risultati accertati in Africa:
in 5 giorni la malaria SCOMPARE
(nei bambini in 3 gg) - le autorita' locali sono felicissime dei risultati
e la notizia si sta' diffondendo anche in altre zone del
paese e sta' gia' correndo anche in altre nazioni
vicine, che stanno contattando le autorita' locali per
avere informazioni dirette. Verra' anche costruito un
laboratorio in loco, grazie a delle donazioni di
italiani, per la preparazione del rimedio da distribuire
in altre nazioni.
Pubblicheremo la relazione del medico naturista che ha
ideato la cura e che ci ha scritto inviandoci la cura e
gli eccezionali risultati.
Da un recente colloquio con il mio caro amico medico,
autore di questa importante scoperta, sono stato
informato che il test sui 100 malati ha dato risultati
positivi con il 100% di guarigione !
Presto pubblicheremo anche i risultati medico-scientifici.
(il Consulente di questo Portale)
vedi anche:
HUMBLE e la
sua Tecnica per deparassitare
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SCOPERTI dalla SCIENZA OCCIDENTALE i SEGRETI di una ERBA
CINESE che SCONFIGGE la MALARIA.
I meccanismi interni del
misterioso
Chang Shan - un rimedio erboristico cinese
utilizzato per migliaia di anni per trattare la febbre
associata con la malaria - sono stati scoperti grazie ad
una struttura ad alta risoluzione risolto al
The
Scripps Research Institute (TSRI ).
Descritti nella rivista
Nature questa settimana, la struttura mostra in
dettaglio atomico come un due teste composto derivato
dal principio attivo in Chang Shan funziona. Gli
scienziati sanno che questo composto, chiamato
alofuginone (un derivato del febrifugina), può
sopprimere parti del sistema immunitario - ma nessuno
sapeva esattamente come fare.
La struttura nuova mostra che, come una chiave, nelle
opere, alofuginone unge gli ingranaggi di una macchina
molecolare che svolge "aminoacilazione, " un processo
biologico fondamentale che permette agli organismi di
sintetizzare le proteine di cui hanno bisogno per
vivere. Chang Shan, conosciuto anche come Dichroa
febrifuga Lour, aiuta probabilmente con febbri malariche
a causa tracce di un alofuginone simile alla chimica
dell' erba per interferire con questo stesso processo
nei parassiti della malaria, uccidendoli nel sangue di
una persona infetta.
"I nostri nuovi risultati risolto un mistero che ha
lasciato perplessi persone circa il meccanismo d'azione
di un farmaco che è stato usato per trattare la febbre
da infezione malarica che risale probabilmente 2000 anni
o più, " ha detto Paul Schimmel, PhD, il Ernest e Jean
Hahn Professore e Direttore di Biologia Molecolare e
Chimica e membro dell'Istituto per Skaggs Chemical
Biology a TSRI. Schimmel ha condotto la ricerca con
postdoctoral TSRI Huihao Zhou, PhD.
Alofuginone è stato negli studi clinici per il cancro,
ma l'immagine ad alta risoluzione della molecola
suggerisce ha una modularità che lo rendono utile come
modello per creare nuovi farmaci per numerose altre
malattie.
Il processo di aminoacilazione e la sua importanza per
la vita
Aminoacilazione è un passo
cruciale nella sintesi delle proteine, i prodotti finali
della espressione genica. Quando i geni sono espressi,
la sequenza di DNA viene prima letto e trascritto in
RNA, una molecola simile. L'RNA viene poi tradotto in
proteine, che sono chimicamente molto diversi da DNA e
RNA, ma sono costituite da catene di molecole di
aminoacidi legati insieme nell'ordine richiesto dal DNA.
Necessario per questo processo di traduzione sono un
insieme di molecole note come RNA transfer (tRNA), che
trasportano amminoacidi alla catena proteica in
crescita, dove sono state aggiunte come perle di una
collana. Ma prima che i tRNA possono muoversi le perle
in atto, devono prima afferrare sospensione di loro.
Aminoacilazione è il processo biologico quale sono
attaccati perle dell'amminoacido di queste navette tRNA.
Una classe di enzimi noti come-tRNA sintetasi è
responsabile per attaccare gli amminoacidi ai tRNA, e
Schimmel ei suoi colleghi hanno esaminato i dettagli
molecolari di questo processo per anni. Il loro lavoro
ha dato la comprensione a tutti gli scienziati, dalla
prima evoluzione di possibili bersagli per lo sviluppo
di farmaci in futuro.
Nel corso del tempo ciò che è emerso come il quadro di
questo processo comporta fondamentalmente tre attori
molecolari: un tRNA, un amminoacido e il-tRNA sintetasi
enzima che li riunisce. Una molecola chiamata ATP quarto
è una forma microscopica di carburante che viene
consumata nel processo.
Il nuovo lavoro mostra che alofuginone ottiene la sua
potenza interferendo con l'enzima tRNA sintetasi che
attribuisce l'aminoacido prolina al tRNA appropriata. Si
fa bloccando il sito attivo dell'enzima in cui sia il
tRNA e l'amminoacido si uniscono, con ogni mezzo di
alofuginone bloccare una parte o l'altra.
È interessante notare, ha detto Schimmel, ATP è
necessario anche per il alofuginone per legare. Nulla di
simile è mai stato visto prima in biochimica.
"Questo è un notevole esempio in cui un substrato di un
enzima (ATP) cattura un inibitore dell'enzima stesso, in
modo da avere un enzima-substrato-inibitore", ha detto
Schimmel.
L'articolo, "ATP-Directed Cattura di Bioactive-Based
Medicine a base di erbe per i diritti dell'uomo tRNA
sintetasi, " di Huihao Zhou, Litao Sole, Xiang-Yang Lei
e Paul Schimmel è stato pubblicato sulla rivista Nature
il 23 dicembre 2012.
Questo lavoro è stato sostenuto dal National Institutes
of Health di sovvenzioni e da una borsa di studio della
Fondazione Nazionale per la Ricerca sul Cancro.
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In Italia
dai 4085 morti nel 1922 si era passati ai 3588 nel 1925.
Le
bonifiche delle paludi vadesi e degli
acquitrini costieri avevano portato a una drastica
riduzione dei focolai, ma non alla completa scomparsa
della malaria, che era stata ormai debellata in tutta
l’Europa civilizzata, ma in Italia la bonifica doveva
ancora essere completata. Ancora nel 1939, benché il
chinino fosse noto da almeno due secoli come
specifico per la cura della malaria, si pretendeva di
combattere la malattia con la "Smalarina", la terapia
senza chinino, secondo un avviso pubblicitario in voga
quell’anno....
Facendo una
piccola ricerca su
mcs e trattamenti antimalarici...abbiamo notato che
moltissime persone che oggi si ammalano sono originarie delle
terre dove la malaria era endemica, in particolare
cercando le correlazioni su un farmaco antimalaria a
base di sali di
mercurio e
antimonio, usato in Italia attorno alla 1°
Guerra Mondiale ed ai tempi del Fascismo, la smalarina o
"metodo cremonese", che fu sperimentato su campioni di
popolazione e sui soldati della guerra in Etiopia...le
coincidenze sono davvero tante !
Oggi, la malaria e' una delle tante malattie che,
pur essendo latenti nel terreno (i
liquidi del corpo) di
certi individui, specie quelli
vaccinati, se
questi non si recano ai tropici, e non mangiano e /o
bevono cibi inquinati da
parassiti, non la somatizzano.
Quando questi si recano ai tropici, ove la temperatura
e' elevata, il sole e' forte, l'organismo
cerca di eliminare dal suo
terreno, cio' che e' latente
e patologico e lo stato
febbrile e' proprio il sintomo di conferma
che l'organismo sta tentando di eliminare
l'intossicazione +
infiammazione latente, ma non manifestata
ove egli risiede normalmente.
Occorre in questi casi fornire al malato oltre ai
liquidi necessari una particolare tisana che gli
sciamani conoscono da centinaia di anni e che gli
occidentali NON conoscono, (qui segnalata) che oltre a
guarirli, li immunizza dai parassiti, perche'
elimina anche le uova di essi.
La
zanzara non e' la
responsabile (causa) della malaria, come ci
raccontano i medici
legati a
Big Pharma..., ma
lo e' la predisposizione del
terreno fisiologico del soggetti, la prova ?: in
Africa, tutti quelli che vi si recano vengono
punti dalle zanzare, ma
pochissimi e raramente alcuni si ammalano
di malaria...come mai ? e' la prova che solo i soggetti
con Terreno predisposto (gia' ammalato, specie nell'intestino
e soprattutto se
vaccinati, quindi
immunodepressi) puo' ammalarsi di malaria e non
perche' e' stato punto dalla zanzara, ma perche' la
temperatura alta del luogo, l'aria ionizzata in un certo
modo, il sole con i suoi raggi,
mettono in moto il meccanismo di eliminazione delle
tossine e delle
infiammazioni
che escono dall'organismo, con le forti
febbri della malaria - Questo e' cio' che insegna la
Medicina naturale.
Malaria e
Vaccini
Al contrario.....l’OMS
(finanziata dalle
case farmaceutiche...)
consiglia vivamente di
vaccinarsi
per la malaria….per tutti coloro che si recano anche
nella savana...
Ma chi lo ha detto che la zona a maggiore rischio e' la
savana. Nella savana si vedono molto meno zanzare che in
zona costiera. La zanzara sta nelle zone umide e
calde..e in savana questo clima e' assolutamente molto
ma molto minore che in costa.
Preoccupatevi al limite di stare in costa....e non in
savana. Se andate solo in savana...allora sfatiamo il
"mito fasullo", dichiarato solo per incutere paura in
modo che i soggetti si vaccinino, questo "mito" e'
insegnato dall’OMS, la quale
afferma che la savana e' la “casa della zanzara“.
Siccome tutto cio’ che afferma l’OMS
viene sempre studiato a “tavolino“, senza un’ombra di
prova e dimostrazione scientifica, e’ chiaro che ad un
occhio attento, le bufale della OMS
(madre di santa sanita’…palcoscenico della vera mafia
del mondo…) divengono subito evidenti.
Un'altro consiglio:
Questo e' il metodo che insegnano i medici volontari che
si recano in Africa (perche' da "buoni medici" non
conoscono il ns definitivo rimedio), ogni mattina per
tutto il periodo che sto in Africa, assumo una pastiglia
di Vitamina B6, tale vitamina fa emanare al corpo umano
un odore sgradevole che agli insetti, zanzare comprese
da molto fastidio, di conseguenza si tengono abbastanza
lontani; l'odore lo sentono solo gli insetti, agli
esseri umani non è percettibile.
Ma per rinforzare il sistema immunitario e rimanere
immuni dalla malaria, con la Medicina Naturale, lo
ricordiamo che abbiamo messo a punto un "rimedio"
(capsule) a base di erbe africane di cui abbiamo
l’estratto che liofilizzato ed incapsulato permette a
chi le assume di rimanere immuni dalla malaria.
Abbiamo anche tutte le dimostrazioni medico-cliniche e
quindi scientifiche, le quali confermano questi
risultati.
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Ecco il Quinto agente infettivo della
malaria - 19/03/2010
Plasmodium knowlesi può essere aggiunto a buon diritto
alla lista dei quattro, finora ben noti, parassiti
malarici umani, lista che comprende P. vivax, P. ovale,
P. malariae, e P. falciparum, risultando quindi il
quinto potenziale agente eziologico di malaria
nell’uomo. Lo afferma uno studio pubblicato dalla
rivista Recenti Progressi in Medicina.
I
ricercatori della Divisione Malattie Infettive del
Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna Sergio
Sabbatani, Sirio Fiorino e Roberto Manfredi hanno
focalizzato la loro attenzione sulla specie emergente
denominata Plasmodium knowlesi, di cui è stato
recentemente sequenziato il genoma.
Sulla base di una disamina della letteratura
internazionale, focolai di infezioni attribuibili a
quest’ultima specie di plasmodio sono stati identificati
nello scorso decennio in Malesia, ed in particolare
negli stati di Sarawak e di Sabah (Borneo Malese), nella
regione di Pahang (Malesia peninsulare), nonché in altre
regioni del Sud-Est Asiatico. Avvertono gli autori:
"Negli anni a venire, diventerà rapidamente
indispensabile estendere la rete di sorveglianza e
stabilire un maggior controllo epidemiologico.
Parallelamente agli studi epidemiologici ed ai risvolti
a carico delle politiche di Sanità Pubblica, si renderà
necessario tracciare un più accurato quadro delle
caratteristiche cliniche della malattia da P. knowlesi,
poiché dati preliminari ne indicano un’incrementata
severità, associata ad un grado più elevato di
parassitemia4, probabilmente secondari anche al
progressivo aumento del numero dei “passaggi” interumani
di questa specie emergente di plasmodio della malaria".
Fonte: Sabbatani S, Fiorino S, Manfredi R. L’emergere e
la diffusione del quinto plasmodio della
malaria patogeno per l’uomo: Plasmodium knowlesi.
Recenti Prog Med 2010; 101: 64-65.
Commento NdR: ma questi
medici
"ricercatori" non capiscono, ne' si rendono conto del
perche' questi "agenti patogeni" possono insediarsi in
un organismo e proliferare ? .. semplice per il fatto
che il Terreno fisiologico
corporeo e' a loro favorevole, mentre negli altri
organismi con terreno salubre,
NON si ammalano, pur
avendo contatto con questi falsamente chiamati "agenti patogeni" !
La molecola che nasconde
la malaria - PfEMP1 aiuta il parassita a sfuggire al
sistema immunitario - Feb. 2012
Un team internazionale di scienziati ha scoperto una
molecola chiave che aiuta il parassita della malaria a
sfuggire al sistema immunitario
del corpo umano. I risultati dello studio, in parte
finanziati dal progetto sostenuto dall'Unione Europea
EVIMALAR e presentati sulla rivista
Cell Host & Microbe, potrebbero fornire nuove
informazioni su come il parassita che provoca la
malattia riesca a sfuggire alle difese costruite dal
sistema immunitario.
Coordinati dal Walter and
Eliza Hall
Institute of Medical Research con sede in Australia,
i ricercatori provenienti da Australia, Giappone, Paesi
Bassi e Regno Unito hanno scoperto che questa molecola è
alla base del "mantello dell'invisibilità" usato dal
parassita per nascondersi dal meccanismo di difesa del
corpo. La molecola aiuta anche la prole del parassita a
"produrre" il mantello.
Il professor Alan Cowman della Divisione infezioni e
immunità del Walter and Eliza Hall Institute of Medical
Research e il suo team hanno individuato la molecola che
controlla l'espressione genetica del
PfEMP1 (proteina-1 di membrana dell'eritrocita
di
Plasmodium falciparum), una delle proteine
corrresponsabili della malattia.
"La molecola che abbiamo scoperto, chiamata PfSET10, ha
un ruolo importante nel controllo genetico della PfEMP1,
una proteina essenziale del parassita che esso usa
durante specifiche fasi del suo sviluppo per
sopravvivere", spiega uno degli autori dello studio, il
professor Cowman. "È la prima proteina scoperta in
quello che chiamiamo il sito "attivo", dove avviene il
controllo dei geni che producono la PfEMP1. Conoscere i
geni coinvolti nella produzione della PfEMP1 è
fondamentale per capire come questo parassita sfugge
alle difese usate contro di esso dal nostro sistema
immunitario".
L'infezione della malaria viene aggravata dalla PfEMP1
in due modi: in primo luogo, la PfEMP1 permette al
parassita di attaccarsi alle
cellule del rivestimento interno dei
vasi sanguigni,
e inoltre facilita il viaggio del parassita durante la
sua fuga dalla distruzione.
Per quanto riguarda il primo fattore, attaccandosi alle
cellule, le cellule infette
non possono essere eliminate dal corpo.
Per quanto riguarda il secondo fattore, il codice
genetico della proteina PfEMP1 è modificato, il che
permette ad alcuni dei parassiti di passare inosservati.
Tutto questo si può descrivere come un "mantello
dell'invisibilità", che rende difficile per il
sistema immunitario
scoprire le cellule infettate dal parassita.
Tratto da: italiasalute.it
Commento NdR: Circa 3 miliardi di persone sono a
rischio di contrarre la malattia in tutto il mondo".
Oltre 250 milioni di persone contraggono l'infezione
della malaria ogni anno. Oltre 650.000 persone nel mondo
muoiono a causa di questo grave problema e la maggior
parte delle vittime, sono
bambini
(vaccinati)
e per di piu' con problemi di
malnutrizione e di
igiene
precarie.
Ma cosa e' che rende precarie le condizioni della
popolazione a rischio ? ...soprattutto le
campagne di vaccinazioni
assieme alle condizioni
alimentari
e quindi di
malnutrizione ed
igieniche di quelle popolazioni.
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La malaria
potrebbe avere i giorni contati. E' stata infatti
messa a punto un nuovo metodo di produzione del farmaco
'Artemisina', estratto dalla rarissima erba cinese "Artemisia
annua" usata da piu' di 2 mila anni.
Fino ad oggi la produzione di questo farmaco e' stata
molto lenta e costosa perche' prevedeva l'essicazione di
foglie e fiori di questa pianta.
Adesso, invece, secondo quanto riportato dal quotidiano
britannico
The Indipendent, grazie all'innovativa
tecnica realizzata da un gruppo di ricercatori dell'Universita'
della California, sarebbe possibile produrre il farmaco
a basso costo e in quantita' superiori.
Il nuovo metodo di produzione si basa sulla cosiddetta
"biologia sintetica", un procedimento in base al quale i
microbi geneticamente modificati con l'impianto di
cromosomi artificiali vengono lasciati crescere in
enormi vasche di fermentazione.
Se si riuscisse a produrre quantita' sufficienti di
farmaco in un singolo "bioreattore", il dispositivo che
si occupa della fermentazione, nel giro di due anni
sarebbe possibile sopperire alla necessita' di milioni
di persone a un decimo del costo dei farmaci attualmente
in uso.
Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno
modificato geneticamente il lievito
Saccharomyces cerevisiae, inserendo nel suo Dna
alcuni geni della Artemisia annua. In questo modo il
lievito e' in grado di produrre l'acido artemisinico,
precursore del principio attivo del farmaco, ottenibile
a questo punto per sintesi chimica dall'acido.
La societa' francese Sanofi aventis sta ora partecipando
alla costruzione di un "bioreattore" in Europa, che
dovrebbe esser pronto entro il 2010, in grado di
produrre una quantita' di farmaco sufficiente a trattare
500 milioni di persone all'anno.
(AGI) - Londra, 5 Giu. 2008
Commento NdR:
Arrivano tardi, noi abbiamo gia' messo a punto il
rimedio definitivo.
Questo metodo lo si conosceva gia' e gia' si curavano la
malaria con un mix di decotti di questa ed altre piante.
E' assolutamente inutile modificare geneticamente i
batteri per produrre il farmaco,
basta utilizzare il decotto d'erbe che da centinaia
d'anni, forse migliaia di anni, la medicina cinese ed
africana usano per questa ed altre
malattie in certe zone di quei paesi, inoltre aggiungendo determinate erbe si curano
anche altre malattie.
La tisana la conoscono solo i
sciamano-stregoni
i quali la mantengono in "esclusiva" per mantenere il
loro potere e quindi e' poco nota; solo recentemente
unno di questi stregoni africani, ci ha fornito la
formula della preparazione della tisana e stiamo
lavorando per poterla produrre commercialmente.
E' importante ricordare che non esiste
nessuna profilassi
farmacologica che offre una protezione.
Tutti i farmaci in
commercio anche per questa malattia, hanno
effetti collaterali
di vario grado che ne diminuiscono la tolleranza e di
conseguenza riducono la aderenza al trattamento.
Non solo, questi ramaci, pare inducano la regressione
(non l'eliminazione della malattia) la quale
puntualmente ritorna sempre ciclicamente.
I farmaci antimalarici, inoltre, sono specialmente
controindicati, soprattutto nei bambini piccoli e nelle
donne in gravidanza....
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Vaccinazione per la malaria: Nuovo
vaccino RTS,S/AS02D per i
bambini
Giovedì 14 Maggio 2009 - Il vaccino per la malaria
RTS,S/AS è stato sviluppato per essere distribuito
attraverso un programma dell’Organizzazione
mondiale della sanità: il World Health
Organization's Expanded Program on Immunization ( EPI ).
È stata valutata la possibilità di integrare il
vaccino nei protocolli EPI standard destinati ai
bambini.
Nella fase 2B di uno studio in doppio cieco e
controllato, portato a termine presso un unico centro a
Bagamoyo, in Tanzania, 340 bambini arruolati sono stati
assegnati in modo casuale a ricevere 3 dosi del vaccino
RTS,S/AS02D o il vaccino contro l’epatite B a 8, 12 e 16
settimane dalla nascita.
A tutti i bambini è stato anche somministrato un vaccino
contenente i tossoidi
della difterite e del
tetano, un
vaccino per la
pertosse a
cellula
intera e un
vaccino coniugato per
l’Haemophilus
influenzae di tipo b ( DTPw/Hib ).
Gli obiettivi erano la manifestazione di eventi avversi
durante un periodo di osservazione di 9 mesi e una
dimostrazione di non-inferiorità delle risposte ai
vaccini EPI ( DTPw/Hib e antigene di superficie
dell’epatite B ) in seguito alla co-somministrazione con
il vaccino RTS,S/AS02D, rispetto al vaccino per
l’epatite B.
In 31 bambini su 170 sono stati riscontrati casi di
eventi
GRAVI; quei
bambini avevano ricevuto il vaccino RTS,S/AS02D (18.2%)
e 42 casi
GRAVI su
170 bambini vaccinati con il vaccino anche per l'epatite
B (24.7%).
Commento NdR: Follia totale della
medicina ufficiale,
serva dei
produttori dei vaccini.....NOI
abbiamo sconfitto
la malaria (vedi sopra)
Malaria: sperimentato vaccino
sui bambini - Dic. 2009 - Un vaccino è stato
testato 214 piccolissimi in Mozambico. Forse in
commercio nel 2012
Un’epidemia dimenticata: così Bill Gates definiva la
malaria, regalando al contempo (attraverso la fondazione
Gates) 258,3 milioni di dollari per questa causa. Della
cifra stratosferica ben 107 milioni di dollari erano
indirizzati proprio alla ricerca sui vaccini. Come
riporta infatti il
New York Times la sperimentazione clinica sui
vaccini è in stato avanzato e il più spinto è il
Mosquirix, messo a punto dalla
GlaxoSmithKline.
La notizia è che il rischio di contrarre la malattia con
questo vaccino, e’ del 35-40%, con una ipotetica
“protezione” del 45%...A cosa serve ? a far arricchire
l'azienda produttrice, e ad
ammalare quei bambini
nel tempo di malattie ben piu' gravi...un consiglio a
questi falsificatori, meglio fornirgli
le zanzariere...costa meno ed e' piu' efficace,
perche' le tossine che gli insetti possono introdurre
nel sangue di soggetti con malattie latenti, possono far
scatenare le crisi di eliminazione, che vengono
scambiate per "malattie" !
...ma la
medicina ufficiale imperante e'
incapace a sanare
e promuove...:
Zanzare
modificate geneticamente
per la malaria - Feb. 2011
Gli scienziati dell’Imperial
College di Londra hanno modificato geneticamente
centinaia di zanzare per renderle resistenti alla
malaria. L’esperimento, coordinato dall’italiano Andrea
Crisanti, rientra nella nuova strategia delle
Nazioni Unite finalizzata a tentare di debellare una
piaga che ogni anno uccide circa 3 milioni di persone
nel mondo, la maggioranza delle quali sono
bambini
nell’area dell’Africa
sub-sahariana, i quali
vengono regolarmente vaccinati
dall'OMS e quindi
immunodepressi...
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
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